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venerdì 3 maggio 2024

Recensione: "A study in drowning. La storia sommersa" di Ava Reid

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Eccomi qui, finalmente, a parlarvi di una delle mie ultime, appassionanti letture. Si tratta di A study in drowning. La storia sommersa, di Ava Reid, un romanzo fantasy, con vibes dark academia, che sfrutta anche elementi del folklore riguardante il mondo fae e che, inaspettatamente, tocca argomenti molto profondi e attuali. Questa lettura - che ho avuto modo di fare insieme alla migliore compagna di viaggio si possa desiderare, La biblioteca di Zosma - mi ha spiazzata in più modi. Sin da subito ho intuito che mi avrebbe conquistata, ma è stato molto più di questo. È stato amore a ogni pagina, a ogni parola. Cerco di spiegarvi meglio nella recensione, grazie a chi leggerà e commenterà.

A study in drowning. La storia sommersa
di Ava Reid

Prezzo: 16,99 € (eBook) 24,00 € (cop. rigida)
Pagine: 372
Genere: fantasy, gothic mystery
Editore: Il Castoro OFF
Data di pubblicazione: 12 marzo 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Effy Sayre ha sempre creduto nelle fiabe. Non ha avuto scelta. Fin da bambina, è perseguitata da misteriose visioni del Re delle Fate. Ha trovato conforto solo tra le pagine di Angharad, il romanzo del compianto Emrys Myrddin, che racconta di una giovane che si innamora del Re delle Fate, arrivando però a distruggerlo. Effy, pur amando più di ogni cosa la letteratura, è costretta a frequentare la facoltà di Architettura, perché alle donne di Llyr non è permesso studiare Lettere. Il libro è tutto ciò che la tiene a galla durante i suoi studi alla prestigiosa facoltà di architettura dell’Università del Llyr. Così, quando la famiglia Myrddin indice un bando per ristrutturare la magione dell’autore, Effy è sicura che questo sia il suo destino. Ma Villa Hiraeth è un’impresa impossibile: una casa ammuffita e decrepita sul punto di sgretolarsi nel mare affamato. E quando Effy vi arriva, scopre di non essere sola. Preston Héloury, un giovane e tedioso studioso di letteratura, è determinato a dimostrare che l’autore preferito del Llyr era un truffatore. Mentre i due studenti investigano sull’eredità di Myrddin, mettendo insieme i pezzi attraverso lettere, libri e diari, scoprono che le fondamenta della casa non sono l’unica cosa di cui non ci si può fidare. Forze oscure, sia mortali sia magiche, cospirano contro la ricerca della verità e l’amore che sta nascendo tra i due. Il segreto che vogliono portare alla luce potrebbe cambiare per sempre le sorti dell’intera Llyr…

Con l’inizio dell’anno nuovo e alcuni cambiamenti nell’ambito delle collaborazioni con le case editrici, ho deciso che quest’anno mi sarei dedicata a meno letture e che le avrei scelte più accuratamente. Se i review party aboliti mi hanno dato la possibilità di leggere secondo tempi meno ristretti, in realtà mi sono ritrovata a bloccarmi del tutto dopo un paio di letture deludenti su cui avevo puntato molto. Poi è arrivato A study in drowning, un romanzo la cui uscita aspettavo con impazienza e ho deciso di provarci ancora. Per fortuna, questo libro non è stato assolutamente una delusione, anzi si è rivelato una delle letture migliori che potessi fare. Leggerlo con la mia amica Francesca ha anche aiutato, ci siamo praticamente imposte di leggere due capitoli al giorno, con calma e godendoceli, e ogni sera o il giorno dopo ne parlavamo insieme e analizzavamo i punti salienti e metabolizzavamo il tutto (perché, credetemi, c'è tanto da metabolizzare con questa storia). Ava Reid mi ha aiutata a uscire dal blocco del lettore perché la sua storia è davvero speciale, molto autentica, i suoi protagonisti non ricalcano cliché stupidi, non sono fantocci dalle battute scontate come capita di incontrarne in molti romanzi che vanno di moda per adesso. Ma ci arriveremo ai personaggi, intanto direi di cominciare dall’inizio. In questa recensione cercherò di farvi capire perché questo libro mi ha colpita tanto, probabilmente verrà molto lunga, ma spero vogliate leggerla e approfondire un libro che di sicuro merita di essere esplorato fino in fondo.

L’ambientazione che Ava Reid ha costruito è decisamente originale. Innanzitutto ha creato un intero mondo da zero, un mondo che somiglia al nostro, certo, ma con altri culti, usanze, orientamenti di pensiero. Ci sono il Llyr e l’Argant, due Paesi contrapposti, nemici, che ancora cercano di superare divergenze e asperità. Effy è del Llyr, è una studentessa di Architettura, l’unica donna iscritta. Il suo sogno è sempre stato quello di frequentare Letteratura ma vige una regola che vieta alle donne di frequentare quella facoltà, poiché esse sono ritenute troppo "frivole". Questo è dunque il corso più esclusivo di tutti (la Letteratura ha un posto rilevante in questa società - mi fa ridere pensare che non lo è altrettanto nella nostra) e a Effy tocca accontentarsi del secondo, appunto Architettura, anche se non lo ama e non vi è portata. In più, deve ogni giorno convivere con gli sguardi giudicanti dei compagni di università che non la ritengono all'altezza del posto che occupa e che anzi pensano sia merito della sua bellezza se si trova lì, e di una relazione inopportuna con un professore. Per quanto Effy cerchi di non badarci, quelle voci la fanno soffrire, non solo perché nessuno sa in realtà quale sia la verità ma anche perché nessuno sembra disposto ad ascoltarla o a crederle. E così tace, somatizza, tiene tutto dentro, un peso che diventa sempre più grande, che rischia di farla affogare, come un macigno legato al collo...

Un giorno, però, arriva un’occasione inaspettata, quella di creare un progetto che potrebbe metterla in contatto con la famiglia dell’autore più famoso del Llyr, ormai deceduto. Effy ne approfitta, non pensando mai di riuscire ad avere la meglio sugli altri studenti, eppure viene scelto proprio il suo progetto. Dovrà lasciare tutto e trasferirsi per un po’ al sud, lì dove si trova la casa di Myrddin, l’autore che ha dato vita all’opera con la quale è cresciuta, la storia di Angharad, una ragazza che ha affrontato e sconfitto il Re delle Fate, figura temuta e ammirata del folklore meridionale. Effy ha sempre creduto in quelle storie, anche perché lei il Re delle Fate lo ha incontrato davvero, anzi si potrebbe dire che lo vede praticamente ogni notte. Nell’angolo buio della sua stanza, accanto al letto, nei suoi sogni, nei suoi pensieri. La madre - che, lasciatemelo dire, è tutto l’opposto di una madre presente - sembra non avere mai tempo per lei, sminuisce i suoi problemi e non le ha mai dato l’affetto di cui aveva bisogno, sostituendolo con flaconi su flaconi di magiche pillole rosa che dovrebbero riportare Effy con i piedi per terra. Per tutto il romanzo le visioni di Effy non fanno che confondere volontariamente chi legge, portandoci a dubitare di tutto. Si tratta davvero di visioni, di immaginazione, o quello che vede Effy è la realtà? La magia non è del tutto effimera nel mondo creato dall’autrice, è presente più che altro in forma di superstizioni e racconti popolari, ma c’è chi ci crede a fondo e chi invece no.

Il lavoro alla casa di Myrddin non aiuta, in un primo momento, Effy; non solo non si sente all’altezza del compito e delle aspettative del figlio, Ianto, colui che ha selezionato il suo progetto, ma stare così a stretto contatto con una realtà come quella che si ritrova a vivere la fa sentire a disagio. Tutto in quella casa la scuote. Si tratta di una dimora a picco sul mare, un luogo scricchiolante, oscuro, fatiscente, polveroso, umido, puzzolente, che letteralmente cade a pezzi. Effy non riesce a capacitarsi di come si possa vivere in un luogo del genere, ma soprattutto di come fare a rimetterlo in sesto, quando sarebbe molto più facile demolirlo e costruirlo da capo. Tra l’altro proprio tra quelle mura e intorno a lei, sente costante la presenza del Re delle Fate, come se avesse deciso di seguirla fin lì per darle ancora il tormento... le sue paure che la seguono come un’ombra e non la abbandonano mai. Non sarà però da sola a lavorare su questo progetto. Nella casa di Myrddin c’è un altro ospite, un ragazzo argantiano, di nome Preston, anche lui appassionato dell’autore e alla ricerca di più dettagli possibili per ricostruirne la storia per una sua tesina. Lui è alla ricerca della verità, qualsiasi verità, anche quella che può mettere in dubbio una figura tanto amata come Myrddin... e questo turba profondamente Effy, che si ritroverà a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto, le sue poche certezze. Ma per quanto questo possa spaventarla all’inizio, sarà fondamentale per lei farlo, per affrontare i propri demoni interiori, per appigliarsi a ciò che è vero e lasciare andare le fantasie. Effy non è contenta della presenza di Preston, che sin da subito giudica negativamente e come colui che ha tutto ciò che lei vorrebbe e ingiustamente, ma pian piano impara a conoscerlo e presto dovrà ricredersi, quando imparerà a guardare tutto da un’altra prospettiva. Sicuramente non mancano le metafore in questo libro, riuscire a coglierle tutte sarà un’esperienza gratificante quanto complessa, ma vi aprirà a una chiave di lettura inaspettata e anche intima. E c'è anche anche una simmetria quasi inquietante tra Effy e Angharad, la protagonista del romanzo di Myrddin, una ragazza in cui Effy si è sempre rispecchiata, in qualche modo. Ciò che non sa è che la storia che ha imparato ad amare nasconde ben più di quanto ha sempre creduto e che una volta scoperti tutti i retroscena dovrà essere disposta a rivalutare ogni cosa e a rivoluzionare anche altri pensieri, non soltanto il suo. C’è molto dell’autrice in questo libro e di certo c’è molto anche di ognuno di noi. Traumi, ingiustizie subite, ostinato attaccamento ad autor*/persone non del tutto integerrim*, dolori soffocati, parole non dette, affetti mancati, solitudine, diverbi interiori, legami turbolenti, annichilimento. Chiunque ha vissuto qualcosa del genere si ritroverà a empatizzare parecchio con Effy, è inevitabile, perciò preparatevi a una storia intensa che lascerà la sua impronta.

Un’altra cosa vorrei dirla. Questo romanzo è stato erroneamente catalogato come Romantasy, ma mi sento di correggere questo tipo di scelta perché se cercate una forte componente romance in un romanzo fantasy e con anche dello spicy, qui non ne troverete. Sì, la storia d’amore c’è, ma vi assicuro che non è centrale e, soprattutto, non è spicy (ecco un altro dei motivi per cui ho amato questo libro). La storia tra Effy e Preston non è mai scontata e non è nemmeno travolgente. Abbiamo uno slow burn, molto slow, una storia che nasce lentamente, con dolcezza, senza impeto, senza insistenza, nella maniera più naturale possibile. Effy viene da esperienze passate traumatiche, esperienze che ancora non è riuscita del tutto a superare, e Preston non sarà un altro uomo nella sua vita ad approfittarsi di lei. Lui non intende usarla, non intende avere nulla da lei che lei stessa non sia pronta a dare. Effy dovrà fare prima un percorso personale che la porterà a comprendere e risolvere tutte le sue paure, a riappropriarsi della sua dignità e del suo corpo, a trovare la voce che non ha mai avuto il coraggio di usare. Si tratta di un percorso non facile, anche abbastanza impervio, ma sarà anche grazie a Preston che riuscirà a compierlo, perché in lui Effy trova finalmente quella persona che crede in lei e nelle sue capacità, che non vuole tarparle le ali ma vuole darle il giusto merito. Ho amato tantissimo questa coppia, ho fatto il tifo per loro praticamente da subito, sebbene all’inizio le intenzioni di Preston non fossero del tutto chiare, ma poi ho capito che personaggio magnifico fosse e me ne sono innamorata. È rispettoso, generoso, intelligente, difficile trovare un altro personaggio maschile simile (so già che questa nuova crush non avrà molti rivali). Tra l'altro questo personaggio contrasta tantissimo, nel libro, con le altre figure maschili, dai connotati decisamente più negativi. Uomini che non sanno far altro che usare le donne, sminuirle, metterle a tacere, invece di considerarle loro pari, persone degne di rispetto e considerazione. 

Ho letto questa storia col cuore in gola, ho segnato tantissimi passaggi, frasi, scene. Ho amato l’atmosfera gotica e decadente del libro, la continua presenza del mare nel cuore, nella mente e nelle parole di Effy, come qualcosa da temere ma anche a cui aggrapparsi. Il mare che distrugge e logora ogni cosa ma anche qualcosa che dà vita e salva. Effy si può definire una sopravvissuta, in effetti. Ne ha passate tante e nonostante tutto è riuscita a tenersi sempre a galla, seppur a fatica. Lei conosce le sue potenzialità, ma a volte è come se non le vedesse. Ha bisogno di rimettere a posto i pezzi della propria vita prima di riuscire a vedere le cose come stanno davvero. Ma quando infine ci riuscirà, quello sarà davvero un momento epico. C’è moltissimo in questa storia che vi turberà l’animo ma anche che amerete. Per quanto mi riguarda, questo libro finirà di sicuro nella classifica dei libri migliori dell’anno. Piccolo appunto però sull’edizione: nulla da dire su cover e quant’altro perché è bellissima, l'illustrazione è anche quella originale e speravo tanto sarebbe rimasta uguale perché l'amavo alla follia, ma nel testo sono incappata in numerosi e fastidiosi refusi, alcuni parecchio imbarazzanti. Sinceramente, tenendo presente la spesa del volume, mi sarei aspettata una cura maggiore nell’editing del romanzo. Questo non va a intaccare la qualità della storia, sia chiaro, però era giusto che lo sapeste. 

Per concludere, A study in drowning è stata una lettura stupenda, commovente, dolorosa, potente e oscura, ricca di sfumature, simbologie, ma anche tematiche che rimandano a una realtà molto vicina alla nostra e che ho apprezzato siano state portate alla luce dall’autrice. Considero questa storia una delle migliori letture che si possa fare se cercate qualcosa che non sia la solita solfa ma che si faccia ricordare per motivi importanti (e non per scene spicy da termometro rosso).


Fonte immagini: Pinterest

2 commenti:

  1. Amo tutto quello che hai detto. Come sai, ho amato questo libro quanto te e mi dispiace che sia stato catalogato erroneamente, si perde una grossa fetta di pubblico. Ho rischiato di non leggerlo per questo motivo e sarebbe stato un vero peccato, perché finirà tra i migliori dell'anno

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    1. Meno male che alla fine invece lo hai letto, è stato davvero bello leggerlo insieme <3 Grazie per il commento, cuore :*

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