Buon pomeriggio, lettor*!
Come state affrontando le giornate di caldo afoso di questo mese? Chi desidera (come me) che arrivi subito l'autunno? Meno male che, nonostante tutto, abbiamo i nostri amici libri a consolarci sempre. Farà anche caldo, ma leggere non ci stanca mai. Oggi vi lascio con la recensione di Ms Rosewater che, dopo aver visto Il velo dipinto, ha intrapreso anche la lettura del libro. Avrà riprovato le stesse emozioni? Cosa accomuna la versione cinematografica al testo di Maugham? Scopritelo leggendo la sua attenta analisi, vi aspettiamo nei commenti! ;)
Il velo dipinto
di W. Somerset Maugham
Prezzo: 5,99 € (eBook) 10,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 240
Genere: narrativa
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: 1 aprile 2011
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Che ragione poteva avere l’incantevole Kitty – occhi splendenti, capelli alla garçonne – per sposare il gelido e inamabile dottor Fane – batteriologo alle dipendenze del governo inglese – se non il puro panico? Panico, soprattutto, di fronte alla prospettiva di deludere la madre, implacabile tessitrice di brillanti matrimoni. Non meraviglia allora che Kitty cada subito vittima del sorriso ammaliatore dell’uomo più popolare di Hong Kong, Charlie Townsend, a sua volta regolarmente sposato. Ma nei romanzi di Maugham la beffarda complessità della vita scompiglia a ogni pagina le carte e rimette in gioco i destini, spiazzando il lettore. E spiazzata, e sgomenta, è Kitty allorché il marito, che ha scoperto tutto, le propone di seguirlo in una città dell’interno, Mei-tan-fu, devastata dal colera. Che cosa cela la flemma disumana del dottor Fane? Un sinistro disegno di morte? O una perversa, demiurgica macchinazione? Più semplicemente, la possibilità di un nuovo destino, che si dischiuderà alla frivola Kitty a poco a poco, come un oscuro segreto, nella putrescente Mei-tan-fu, dove il colera miete uomini, convenzioni e certezze – e dove mai si sarebbe aspettata di incontrarlo.
Nel 2006 la trasposizione cinematografica di questo romanzo mi aveva colpita, i paesaggi bellissimi, Edward Norton bellissimo, una storia di breve felicità tra una parentesi di egoismo e una di dolore. M'illudevo di ritrovare nel libro (pubblicato per la prima volta nel 1924) la stessa atmosfera e rinnovare le emozioni provate, ma così non è stato, non tanto perché la vicenda si svolge in modo molto dissimile dal film, ma perché nel secondo si tenta di ricondurre a un piano più convenzionale e accettabile, in qualche modo positivo, la durezza e il pessimismo del primo. Somerset Maugham è noto per il trattamento spietato che riserva ai suoi personaggi, pur accompagnato talvolta da un atteggiamento quasi comprensivo, ed è impossibile non cogliere il sarcasmo nei confronti dei protagonisti, colpevoli di superficialità, timidezza, vigliaccheria, vanità, santità.
Con una mossa sorprendente, Maugham inizia il racconto dal momento chiave della vicenda, quello che cambia, costruendo con un gioco di presenza e assenza i profili dei due protagonisti. Kitty Garstin, moglie del batteriologo Walter Fane, di stanza nella colonia inglese di Hong Kong, mentre è nella sua camera insieme a Charlie Townsend, affascinante viceconsole, si accorge che la maniglia della porta chiusa a chiave si muove. Sarà stata scoperta dal marito? Si preoccupa, ripercorre con la mente la scena più e più volte, passa dalla disperazione alla determinazione al pensiero di affrontare il marito, si fa rassicurare dall'amante. Una situazione abbastanza consueta in letteratura, dalla quale lo scrittore trae una storia che avvince immediatamente: Kitty, costretta dal marito a lasciare Hong Kong, lo seguirà a Mei Tan Fu, in un piccolo villaggio schiacciato da un'epidemia di colera, e sarà qui che si compirà il suo destino e che si trasformerà in una persona nuova.
Il velo dipinto si sviluppa come la cronaca di un'emancipazione femminile, man mano che la viziata, superficiale e dipendente Kitty si trova ad affrontare prove emotive e fisiche che non aveva mai immaginato di dover superare e ne esce consapevole di poter sopravvivere alle bugie e ai tradimenti, al dolore e alla delusione. Diventerà capace di badare a sé stessa e a chi la circonda, superando lo stato infantile in cui la società e sua madre l'hanno mantenuta per tutta la vita. Negli anni in cui Maugham scriveva questo romanzo le Suffragette in Inghilterra si avvicinavano alla conquista del diritto di voto e Kitty è, in questo senso, una donna del suo tempo.
Il colonialismo britannico, epitome di tutti i colonialismi, non solo fornisce i personaggi, le situazioni e i luoghi che permettono lo sviluppo della vicenda, forgia la mentalità, i pensieri, le sensazioni dei protagonisti; auto segregati in una bolla replicano le abitudini della madre patria, giudicano il mondo che li circonda senza conoscerlo a fondo e provano il disprezzo dell'oppressore nei confronti dell'oppresso, sentimenti e atteggiamenti verso gli abitanti e i loro costumi che oggi verrebbero giustamente censurati.
L'apparentemente cinico Waddington, impiegato della dogana, e Walter Fane sono forse gli unici a non appartenere a questa mentalità. Il primo, da molto tempo lontano dall'Inghilterra, ha imparato a comprendere il luogo in cui vive attraverso l'esperienza, è un arguto e implacabile giudice di tutti i bianchi che arrivano a Mei Tan Fu e un buon amico per l'immatura Kitty.
Quanto al secondo, impegnato nella ricerca di una cura per il colera, è amato e ammirato da tutti, tranne che da chi ama davvero. Walter è quasi un Cristo, tradito ma fedele a sé stesso, che si guadagna il perdono per chi domina impropriamente il paese. Anche se nemmeno lui sfugge all'ironia di Waddington (forse l'alter ego dello scrittore), è l'unico vero sconfitto, un personaggio che lascia il segno solo nel lettore, anche se di lui non sapremo mai nulla - a parte quanto vede Kitty - ed è sufficiente a farci intravedere una persona dal carattere chiuso ma estremamente sensibile, incapace, forse, nonostante l'impenetrabilità e la freddezza esteriore, di superare il dolore personale per la propria infelicità coniugale.
Nonostante le critiche mosse dai contemporanei, lo stile di Maughan è coinvolgente, in grado di reggere un racconto quasi esclusivamente incentrato sulla descrizione degli stati d'animo della protagonista, tecnica che porta con sé il rischio di appesantire la narrazione. Kitty è un personaggio in continua evoluzione, capace di essere insopportabile e crudele, autoironica e intelligente, suscita sdegno e compassione, ma poca simpatia, e diventa più interessante man mano che procede la lettura. La brutale e ironica sincerità dell'autore rende Il velo dipinto più che mai contemporaneo, con le argute osservazioni e lo sviluppo non scontato di una trama che mette in gioco elementi consueti e riesce a combinarli in modo non banale.
Da leggere indifferentemente prima o dopo aver visto il film.
Ms Rosewater
Fonte immagini: Pinterest






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