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martedì 6 settembre 2022

Recensione: "Il fato di Lènnakos" di George C. Davies

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di Il fato di Lènnakos, di George C. Davies, un high fantasy d’esordio, pubblicato da Le Mezzelane Casa Editrice. Non si tratta di una collaborazione, ma ho acquistato il romanzo ispirata dalla trama e dalla bellissima copertina (illustrata da Antonello Venditti); conosco l’autore perché lo seguo su Instagram ed ero davvero curiosa di scoprire la sua storia, che, devo ammettere, mi è piaciuta parecchio.

Il fato di Lènnakos
di George C. Davies

Prezzo: 3,84 € (eBook) 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 248
Genere: fantasy, high-fantasy
Editore: Le Mezzelane Casa Editrice
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2021

Isabel vive Lènnakos insieme al fratello Luk e al padre Thomas. La famiglia è tormentata dal ricordo della madre, Annabel, scomparsa anni prima nella misteriosa foresta di Teison. Spinta da visioni avute in sogno, la giovane decide di andare alla ricerca di qualche indizio che le consenta di comprenderne la ragione e, grazie alla complicità del fratello e all’aiuto del nonno, Dèfal, si mette in viaggio con la speranza di incontrare gli unici che potrebbero conoscere la verità, gli Dei. La sua ricerca, però, la conduce a esiti inaspettati: Isabel non ottiene notizie sulla scomparsa della madre, ma le viene rivelato che un pericolo mortale incombe sulla sua città: un antico nemico, il “Re Immortale” Promenlock, sta tornando per combattere contro Lènnakos. Questa notizia scuote la ragazza, che dovrà lottare contro più di un avversario per tentare di salvare le persone che ama e cercare di arrivare alla tanto agognata verità.

Ormai mi conoscete e sapete che leggo molto fantasy italiano. Ecco perché non potevo lasciarmi scappare l’uscita di George C. Davies, Il fato di Lènnakos, un romanzo d’esordio con premesse molto buone per dare il via a una serie importante. Questo primo volume consta solo di 248 pagine e questa è forse una delle principali pecche del romanzo che, purtroppo, risente di una mancanza di respiro che avrebbe solo giovato. Anche se breve, però, la lettura ha rappresentato un bel viaggio, mi ha permesso di conoscere una storia molto affascinante e ricca di ottimo potenziale.

La storia di Isabel si mescola con quella degli dèi che abitano il monte Kos, divinità potentissime da sempre protagoniste dei racconti e delle preghiere del nonno, per molti solo frutto di leggende e fantasticherie. Ma Isabel sogna di loro e il suo non è un semplice sogno. Sembra che la chiamino a compiere una vera e propria missione. Isabel vuole credere in queste divinità, vuole aggrapparsi alla speranza che esista qualcuno in grado di darle le risposte che cerca. Da quando la madre è scomparsa, infatti, la ragazza non si dà pace, non può accettare di non sapere davvero cosa le sia successo. Ecco perché si ostina a confidare che gli dèi possano aiutarla, ecco perché vuole raggiungere il monte Kos e parlare con loro. Nonostante le ritrosie del padre, Isabel troverà degli alleati nel nonno Dèfal e nel fratello Luk, che la metteranno nelle condizioni di affrontare il viaggio nel modo più sicuro possibile, rubando la mappa che le serve e procurandole un’arma. Ma l’arma migliore di Isabel sarà la sua tenacia, solo aggrappandosi a quella riuscirà a superare le varie prove che l’attendono. Il viaggio sarà lungo e impervio, al suo fianco solo un fedele cavallo, compagno ideale e temerario. Alla fine, Isabel riuscirà a raggiungere l’agognata vetta, riuscirà a trovare i leggendari numi e comprenderà di aver fatto la scelta giusta. Quel viaggio era il suo destino, era scritto che lei dovesse compierlo, così come è scritto che lei annunci ciò che gli dèi le riveleranno: che una guerra è alle porte e che il nemico è troppo potente da sconfiggere. Lènnakos dovrà trovare il modo di proteggersi e di combattere. Se Isabel si dimostrerà all’altezza delle loro aspettative, gli dèi la premieranno servendole su un vassoio la testa della persona responsabile della morte di sua madre. Al suo ritorno, la ragazza scoprirà dettagli sul passato e su un Re Immortale che si narra sia il figlio stesso degli dèi, un figlio di cui non hanno il controllo e che potrebbe sterminare Lènnakos e dintorni. La sua città, la sua famiglia, le persone a cui tiene sono in pericolo e solo l’improvvisa comparsa di un misterioso uomo nella sua vita potrà portare a una svolta. Lui è Dolonis ma non ricorda cosa o chi lo ha condotto a Lènnakos; scoprirà, però, di avere molto in comune con Isabel, che i loro destini, addirittura, sono profondamente legati, anche se nessuno dei due comprende in che modo. Questo è un dettaglio che scopriremo solo alla fine, l’autore ha riservato un colpo di scena d’effetto per il finale, assicurandosi di accrescere la voglia ne* lettor* di proseguire con la serie (e ci è riuscito, per quanto mi riguarda).

Il worldbuilding è affascinante ed è stato uno dei motivi che mi ha più tenuta incollata alle pagine. L’autore ha creato e descritto ogni luogo con cura, sebbene il libro sia sprovvisto di una mappa e penso fosse stata necessaria per orientarsi meglio. I personaggi sono un po’ una nota dolente. Qualcuno mi è sembrato molto ben costruito, qualcun altro ha avuto troppo poco spazio per spiccare. Ho molto apprezzato Dèfal che, fino alla fine, riesce a riservare sorprese e a non svelarsi tutto in una volta; fonte di saggezza, persona con un passato doloroso alle spalle che però è riuscito a rialzarsi e ad andare avanti. Una roccia questo "nonnino". Anche Luk mi è piaciuto molto, ottimista, solare e incoraggiante. È la spalla destra perfetta di Isabel, il fratello che chiunque vorrebbe avere. Di Isabel mi è piaciuto il suo coraggio nell’affrontare qualunque cosa il destino le mettesse davanti, anche se l’ho trovata, a volte, troppo indulgente con questo stesso destino, come volesse lasciare si compiesse e basta, senza mai contrastarlo. Anche Dolonis si è rivelato un personaggio interessante, soprattutto per l’aura di mistero che lo circonda. Chi è realmente? Cosa c’è da scoprire sul suo passato dimenticato? Ci si può fidare davvero di lui? L’autore l’ha reso volutamente ambiguo, o comunque questa è stata la mia impressione, e ha lasciato che la curiosità de* lettor* prendesse il volo, portandol* a leggere con ancora più trasporto. C'è anche una piccola parentesi amorosa che riguarda entrambi i fratelli Luk e Isabel, ma è davvero piccolissima e troppo repentina, però è anche vero che in poche pagine l'autore narra di un tempo considerevolmente ampio, quindi ci sta che assistiamo a un innamoramento rapido. 

Mi sono piaciute tantissimo le creature trovate nel romanzo. Davies ha sfruttato ogni briciolo di fantasia per renderle il più originali possibili e il risultato è stato eccellente, soprattutto per i Likershark, esseri giganti, protettori della natura, con una testa all’altezza dello stomaco. E che dire delle illustrazioni che troviamo sparse nel romanzo? Sono opera di Andrea Piparo e sono uno degli elementi più piacevoli di questo volume (sono stati rappresentati anche i Likershark :P) La copertina è invece di Antonello Venditti, che immagino conosciate già tutt* per diverse copertine della Dark Zone o della Fanucci. È davvero stupenda e il romanzo non poteva meritarne una più azzeccata. Per quanto riguarda lo stile, purtroppo, non sempre mi ha entusiasmata; l’ho trovato un pochino acerbo, ma sicuramente ci si può lavorare. Essendo il primo romanzo dell’autore è normale che debba ancora perfezionarsi. Alcuni passaggi risultano troppo sintetici, altri troppo “spiegati”, e questo crea una disarmonia percepibile sin dai primi capitoli. Si tratta comunque di errori comuni per chi è alle prime armi, errori perfettamente perdonabili e migliorabili. In generale, posso dire che Il fato di Lènnakos si è rivelata una lettura molto piacevole, con i suoi alti e bassi, ma decisamente più intrigante di altri esordi letti in passato. George C. Davies ha dato vita a una storia in cui amore, destino, guerra si mescolano, in cui dèi arroganti giocano con la vita degli uomini incastrando ogni pezzo come in un puzzle. Una storia di ambizione, coraggio e vendetta in cui il fato la fa da padrone. Scopritela in questo piccolo, affascinante debutto di George C. Davies.
Voto: 3,5/4 tazzine di caffè per un fantasy molto promettente!

Photo credit: @francikarou @coffeeandbooks

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