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giovedì 1 dicembre 2022

Review Party: "Tra tuoni e fulmini" di Seanan McGuire (a cura di Melz)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party (organizzato dal blog Eynys Paolini, che ringraziamo) di Tra tuoni e fulmini, di Seanan McGuire, secondo volume della serie Bambini Irrequieti pubblicata da Mondadori e vincitrice di numerosi premi. Lo ha letto la nostra Melz, che aveva già letto il primo volume (QUI la recensione, se ve la siete persa), e ancora una volta se n'è innamorata. Scoprite la sua opinione e lasciate un commento! A presto ;)

Tra tuoni e fulmini
di Seanan McGuire

Prezzo: 7,99 € (eBook) 16,00 € (cop. rigida)
Pagine: 224
Genere: fantasy, dark fantasy
Editore: Mondadori 
Data di pubblicazione: 29 novembre 2022

A diciassette anni le gemelle Jack e Jill hanno capito come tornare nel loro mondo e sono state spedite alla Casa per Bambini Irrequieti di Eleanor West. Questa è la storia di quanto successo prima… Jacqueline è la figlia che tutte le madri vorrebbero: tranquilla, educata, sempre vestita come una principessa. Se la madre ogni tanto è un po' severa, è solo perché crescere la bambina perfetta richiede disciplina. Jillian è la figlia che tutti i padri vorrebbero: audace, avventurosa, pronta a tutto. Il padre avrebbe preferito un maschio, ma insomma, ci si adatta. A cinque anni le bambine capiscono che non ci si può fidare degli adulti. A dodici scendono delle scale impossibili e scoprono che un finto amore non prepara a vivere in un mondo magico pieno di scienziati pazzi, morte e scelte da compiere. E che il lieto fine non attende proprio tutti.

Prima di iniziare ci tengo a ringraziare di cuore la Oscar Vault per la copia digitale. Giuro, ero felice come una Pasqua quando ho saputo di poterlo leggere in anteprima, avendo amato tantissimo il primo libro della saga. Dal momento che può anche essere letto come stand-alone, non necessariamente dopo Una porta per ogni cuore, sarà mia premura non fare spoiler neanche sul primo volume. Mi limiterò alla trama di entrambi.

Una porta per ogni cuore narra delle vicende di ragazzi straordinari in grado di vedere delle porte, passare oltre esse e trovare un mondo che rispecchia la loro personalità. Mondi che ai più sembrerebbero spaventosi, luoghi di morte, laboratori macabri e così via... ma per quei ragazzi solo una parola potrebbe descriverli: casa. Per diverse ragioni però, alcuni vengono cacciati via dal loro posto, tornando dai propri genitori a raccontare storie surreali. Per questo essi, spaventati a morte, li porteranno nell’istituto di Eleonor West che saprà prendersi cura di loro.

Non sapevo cosa aspettarmi da questo, non avevo neanche letto la trama prima di iniziare a leggere, l’amore per il primo mi bastava e volevo sorprendermi. Cavolo, se l’ho fatto! Mi sarei aspettata di tutto, ma non quello che è stato, un racconto al passato su due delle protagoniste più interessanti: Jack e Jill. Jack, la figlia perfetta; Jill, quella irrequieta, coraggiosa, intraprendente. Un sollievo per suo padre che avrebbe voluto un maschio. Sembra un cliché bello e buono, vero? Ma questa non è una fiaba, tanto meno un romanzo rosa, e non per tutti esiste il lieto fine.

Tra tuoni e fulmini è la storia di due gemelle, plagiate dai genitori secondo il proprio volere. Jacqueline è stata cresciuta come una principessa in abiti femminili e lunghi capelli; Jillian è stata cresciuta da suo padre come il figlio maschio che avrebbe voluto. Quando le ragazze troveranno la porta, troveranno anche la loro vera essenza.

Perché sapete... sono molti i motivi per cui amo questi romanzi, ma ce n’è uno che li supera tutti: l’approfondimento dell’identità di genere e dei ruoli sociali legati ad essa. E’ per questo che, secondo me, la storia si svolge per la maggior parte del tempo nel mondo fuori dalla porta, per farci vedere come la pressione dei genitori possa essere opprimente, come molte volte ci si dimentichi di chi si è per non deludere e finire per essere ciò che gli altri si aspettano. Dopo aver oltrepassato la porta sarà proprio questo disagio che le porterà a separare il loro cammino. Eppure, in qualche modo, quello che sono state fino a quel momento insegnerà loro a essere ciò che vorranno diventare. Ad esempio, Jack è stata per tutta la vita un’osservatrice silenziosa attenta al minimo dettaglio, ottimo per l’assistente di laboratorio che diverrà nella nuova casa. Mi sono sempre sentita, fin dal primo libro, molto affine a Jack (tra topi di laboratorio ci si comprende) ed è la mia preferita.

Il secondo motivo per cui amo questi libri è invece lo stile di McGuire così maledettamente poetico da far sembrare terribilmente reali questi mondi onirici e inquietanti. Ci si chiede sempre se davvero questi ragazzi non siano in grado di vedere le porte.

Come dicevo prima Tra tuoni e fulmini non deve essere letto necessariamente dopo Una porta per ogni cuore, anzi ho letto molti pareri esterni sul fatto che leggerli al contrario sia comunque piacevole. Tanti, addirittura, hanno letto il primo, il secondo e sono poi tornati al primo per rileggere delle gemelle e comprenderle meglio. I libri di questa saga non sono dei racconti, sono delle esperienze, degli insegnamenti sotto forma di racconti gotici.

Fosse per me, farei leggere questi libri a tutti. Sono parole dal sapore antico, ma dal significato molto moderno che sembrano accarezzarti, ma sono schiaffi belli e buoni. Perché non dovremmo aver paura di ciò che c’è oltre la porta, ma di come il mondo sta diventando.
Non vedo già l’ora di leggere il terzo.

Cinque tazzine PER FORZA. 
Melz


Fonte immagine: Pinterest

mercoledì 30 novembre 2022

Recensione: "Un ricordo chiamato Impero" di Arkady Martine

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi sono qui per parlarvi di un romanzo bellissimo, di cui dovevo pubblicare la recensione il mese scorso ma poi, visti i problemi personali e avendo chiuso il blog per un paio di settimane, ho lasciato che slittasse a un momento migliore. E quel momento è giunto adesso. Un ricordo chiamato Impero è stata una delle letture più interessanti dell’anno, una vera sorpresa. E, nonostante un po’ di confusione iniziale che mi ha fatto procedere più lentamente, mi sono poi ritrovata ad amare tutto e ad ammirare la scrittura di Arkady Martine. Vi lascio alla mia opinione, come sempre sincera, e ringrazio Oscar Mondadori per la copia omaggio ricevuta.

Un ricordo chiamato Impero
di Arkady Martine

Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. rigida)
Pagine: 468
Genere: fantascienza
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 24 maggio 2022

L'ambasciatrice Mahit Dzmare è in viaggio verso la capitale dell'Impero del Teixcalaan, ansiosa di assumere il nuovo incarico che le è stato assegnato. Quando arriva, però, scopre che il suo predecessore è morto, ma nessuno è disposto ad ammettere che non si è trattato di una morte accidentale. Né che Mahit potrebbe essere la prossima vittima. E adesso Mahit deve, nell'ordine: scoprire chi si cela dietro l'assassinio; rimanere viva; proteggere dalle mire espansionistiche del Teixcalaan la sua patria, Lsel, una stazione mineraria piccola ma decisa a difendere la propria indipendenza a ogni costo. E tutto questo mentre si trova a esplorare una cultura aliena fin troppo affascinante, tessere intrighi e nascondere un segreto tecnologico che potrebbe segnare la fine di Lsel, o salvarla dalla distruzione.

Un ricordo chiamato Impero
è il romanzo d'esordio di Arcady Martine, romanzo che le è valso addirittura il Premio Hugo 2020. Questa semplice premessa mi ha portata a nutrire grande curiosità verso questo libro e, quando è uscito finalmente in Italia, non ho potuto resistere e ho desiderato fortemente leggerlo. Ma cosa mi ha attratta di più di Un ricordo chiamato Impero? È un romanzo di fantascienza ma non una space-opera, è lento, lungo, pieno zeppo di personaggi dai nomi impronunciabili. Non ci sono grandi avventure, non succede chissà cosa, non c’è nemmeno una grande storia d’amore, eppure l’ho adorato. Un ricordo chiamato Impero è un mix di elementi che, secondo me, funzionano alla grande: il giallo, il mistero, un pazzesco worldbuilding, dei protagonisti memorabili e uno stile talmente elegante, ricercato e tagliente che è impossibile non amare. Ammetto che la mia prima impressione sul romanzo non è stata positivissima. Riuscire a entrare nell’universo creato da Martine è stato tutto fuorché una passeggiata, questo perché l’autrice non si è risparmiata su nulla, rendendo il suo mondo così complesso e particolareggiato che lo si può comprendere a fondo solo leggendo senza alcuna distrazione e senza dedicarsi ad altri libri allo stesso tempo. Bisogna restare totalmente concentrati per affrontare questa lettura, ma una volta addentrati nella Città (o Gioiello del Mondo) ne resterete così affascinati da non volerne più uscire. Il romanzo inizia con Mahit Dzmare che approda nella Capitale dell’Impero del Teixcalaan come ambasciatrice ufficiale della piccola stazione mineraria Lsel, che l'Impero vorrebbe annettere. Il ruolo era prima ricoperto da Yskandr ma adesso che il predecessore è morto (per cause non del tutto chiare), il compito passa a lei. Lsel ha ideato un dispositivo unico e segreto che garantisce in un certo senso l’immortalità. Si tratta di una imago che contiene la memoria e la personalità di un essere umano deceduto. Ecco che a Mahit viene dunque inserita l’imago di Yskandr, prima di affrontare la sua missione, così che lei possa compierla con il suo aiuto e possa ambientarsi nella Capitale senza difficoltà. Ovviamente nessuno deve sapere dell’imago, è uno dei segreti che deve custodire meglio. Ma qualcosa va storto. Dopo un’accoglienza fredda e formale in Città, Mahit inizia a guardarsi intorno con sospetto e, allo stesso tempo, a indagare sulla scomparsa di Yskandr che, a suo parere, non è morto per cause naturali. Questa indagine innescherà un bel po’ di imprevisti e Yskandr sparirà dalla sua testa. Abbandonata dalla sua imago e spaesata nonostante si sia preparata per anni a quella missione studiando tutto il necessario, Mahit dovrà cercare nuovi alleati per avanzare con l’indagine e cercare di sopravvivere, ma chi potrà aiutarla quando in realtà non tutti gradiscono la sua presenza lì e la disprezzano in quanto barbara e straniera?

 Questo il succo della storia intorno a cui ruota il romanzo, che si arricchisce, però, di altri elementi e punti a suo favore. Il Teixcalaan è un Impero molto vasto e Mahit, pur avendolo approfondito per anni, in vista di ciò che sarebbe diventata, non smette mai di conoscerlo un po’ di più, di apprenderne nuovi dettagli, così come il lettore. È un impero che l’autrice non ci descrive con minuziosi spiegoni (per fortuna) ma che ci lascia comprendere poco alla volta, grazie alle analisi, ai pensieri e alle osservazioni di Mahit. Lsel, la stazione da cui la protagonista proviene, è quella che resta meno approfondita, ma ho letto che l’autrice ne parlerà meglio nel seguito, A Desolation Called Peace, e non vedo l'ora di saperne di più. Sui personaggi del romanzo non posso assolutamente dire nulla perché per una volta mi ritrovo a volermi inchinare davanti alla maestria dell’autrice nel caratterizzarli. Non è stato facile all'inizio distinguerli, come vi dicevo hanno nomi molto particolari e originali (basati per lo più su numeri, piante, fiori e fenomeni naturali) ma anche i loro titoli sono definiti in maniera non semplice da ricordare o pronunciare (ad esempio, l’ezuazuacat, che sarebbe una sorta di consigliere fidato dell’Imperatore, il suo "guerriero" personale). Eppure, a un certo punto ci si fa l’abitudine e si riesce a proseguire la lettura in maniera più spedita. Mahit è una protagonista molto affascinante, non particolarmente ambiziosa, ma determinata nella sua missione. È anche molto intelligente e riesce presto, nonostante il distacco da Yskandr nella sua testa, ad adeguarsi al mondo circostante e ad agire con la giusta diplomazia per affrontare le prove che l’aspettano. Mi sono molto affezionata a lei, forse anche perché l’autrice ce ne fa esplorare a fondo i pensieri rendendola molto più umana e genuina di quanto ci appaia in un primo momento. 

Facciamo anche la conoscenza dell'intermediaria culturale, l'asekreta Tre Posidonia, e del Cortigiano e spia Dodici Azalea, due personaggi che, a dispetto della prima impressione, si riveleranno gli alleati più affidabili su cui Mahit possa contare. Ho adorato i loro momenti insieme, le loro battutine, il modo in cui cresce il loro rapporto di fiducia reciproca, diventando infine una bella amicizia (e, in un caso, anche qualcosa di più). E poi abbiamo l’ezuazuacat Diciannove Ascia, forse, tra tutti, il personaggio che mi ha intrigata maggiormente. Bella, scaltra, ambigua al punto giusto, fino alla fine del romanzo sono stata sempre combattuta su cosa pensare di lei, ma allo stesso tempo non riuscivo a non provare ammirazione per le sue doti politiche e il suo riuscire a risolvere qualunque imprevisto senza battere ciglio (l'ho anche un bel po' shippata con Mahit, ma questa è un'altra storia :P). Molti altri personaggi, come vi dicevo, ruoteranno intorno alla protagonista, che dovrà cercare di risolvere il suo caso personale senza dare troppo nell’occhio, cercando di giostrare alleanze, a volte anche improbabili, senza far trapelare i suoi segreti. A volte sfrutterà il fatto di essere considerata al pari di una barbara ignorante per carpire informazioni che possano tornarle utili, altre non mancherà di dimostrare tutto il suo acume, altre volte si affiderà al suo istinto, altre ancora farà affidamento su dei piccoli sprazzi di memoria derivati dall’imago danneggiata e quindi da Yskandr. Farà del suo meglio per capire in cosa era coinvolto Yskandr e cosa si cela dietro la sua morte ma, a un certo punto della storia, diviene chiaro che la stessa persona che voleva morto lui, ora vuole morta anche lei. Per quale motivo? Yskandr aveva forse lasciato trapelare qualche loro segreto o era venuto a conoscenza di qualcosa che non doveva sapere? Chi si nasconde dietro alcuni attentati terrificanti e a che scopo sorgono rivolte capaci di destabilizzare la pace della Capitale, rendendo la Città talvolta nemica di se stessa?

Sedizione, intrighi politici, omicidio, spionaggio, sono alcuni degli elementi che troverete in questo romanzo e che vi terranno incollati alle pagine
. Ma anche tematiche importanti e parecchio rimarcate, come la xenofobia, contro la quale Mahit cercherà di lottare, mettendo in atto tutte le sue abilità diplomatiche e cognitive al fine di farsi accettare. Il  suo sentirsi tanto sola, in alcuni momenti, ha dato al romanzo una profondità inaspettata e toccante, il suo bisogno di amicizia e di accettazione, il volersi aggregare ed essere considerata a tutti gli effetti una cittadina imperiale, un sogno coltivato per anni. In ultimo, ma non per importanza, l’unicità dell'autrice nel caratterizzare il Teixcalaan con un sistema politico molto interessante, ma anche l'aver fondato il suo linguaggio e il suo modo di comunicare sulla poesia. Ne derivano da ciò passi splendidi ed evocativi, ma anche parole usate per colpire in maniera velata qualcuno, allusioni sottili mirate a divertire o a minacciare, a seconda dei casi. L’ironia è sempre capillare ma è anche un filo conduttore lungo le pagine del romanzo ed è stata l’abilità dell’autrice nel renderla comunque così percepibile e pungente a farmi entusiasmare tanto e innamorare della storia.

In definitiva, Un ricordo chiamato Impero è un romanzo ricco di fascino e mistero, di personaggi che restano impressi, di dettagli ben definiti e approfonditi, con uno stile che suscita ammirazione e porta a comprendere il perché del famoso premio vinto. Un giallo fantascientifico con tutte le carte in regola per farsi amare e apprezzare, con anche qualche colpo di scena ben piazzato. Però, purtroppo, non un romanzo per tutti. Come vi dicevo all’inizio, non è costellato di avventure spaziali, non aspettatevi una space-opera, né battaglie o viaggi intergalattici. Se vi piace l'azione e non amate gli indugi, allora questo non è il romanzo che fa per voi. Qualcun* potrebbe trovarlo noioso, essendo tutto ambientato all’interno della Città e seguendo principalmente l’indagine di Mahit e poco altro, oppure potrebbe considerarlo troppo complesso e poco scorrevole per via della forte componente politica. Ma se vi soffermerete sulla vastità degli elementi curati dall’autrice, su come sia riuscita a modellare un magnifico worldbuilding e sulle tematiche affrontate, tra cui anche tematiche LGBT+ (l'espediente dell'imago, che costringe due personalità diverse a convivere in un unico corpo, è per me anche una sorta di rappresentazione molto chiara), se non vi lascerete scoraggiare dalle iniziali difficoltà, sono certa che lo amerete come l’ho amato io.
Fonte immagini: Pinterest

martedì 29 novembre 2022

Recensione: "La Corte di Fiamme e Argento" di Sarah J. Maas (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla di La corte di Fiamme e Argento, di Sarah J. Maas, fantasy new adult che fa parte di una serie di grande successo. Questo è lo spin-off dedicato a Nesta e Cassian. Scopriamo insieme cosa ne pensa e, se anche voi lo avete letto, potete lasciare un commento e dirci la vostra ;) A presto!

La Corte di Fiamme e Argento
di Sarah J. Maas

Prezzo: 11,99 € (eBook) 22,00 € (cop. rigida)
Pagine: 720
Genere: fantasy, new adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 23 febbraio 2021

Nesta Archeron non è quel che si dice un tipo facile: fiera del suo carattere spigoloso, è particolarmente facile alla rabbia e poco incline al perdono. E da quando è stata costretta a entrare nel Calderone ed è diventata una Fae contro la sua volontà, ha cercato in ogni modo di allontanarsi dalla sorella e dalla corte della Notte per trovare un posto per sé all'interno dello strano mondo in cui è costretta a vivere. Quel che è peggio è che non sembra essere ancora riuscita a superare l'orrore della guerra con Hybern. Di certo non ha dimenticato tutto ciò che ha perso per colpa sua. A rendere ancora più irritante la sua situazione, poi, ci pensa Cassian, apparentemente dotato di una naturale predisposizione a farle perdere il controllo. Ogni occasione è buona per stuzzicarla e provocarla, rendendo però allo stesso tempo evidente la natura del focoso legame che, loro malgrado, li unisce. Nel frattempo, le quattro infide regine, che durante l'ultima guerra si erano rifugiate sul Continente, hanno siglato una nuova e pericolosa alleanza, una grave minaccia alla pace stabilita tra i regni. E la chiave per arrestare le loro mire potrebbe risiedere nella capacità di Cassian e Nesta di affrontare una volta per tutte il loro passato. Sullo sfondo di un mondo marchiato dalla guerra e afflitto dall'incertezza, i due Fae tenteranno di venire a patti con i loro personali mostri, con la certezza di trovare, l'uno nell'altra, quel qualcuno che li accetta così come sono e che li può aiutare a lenire tutte le ferite.

Nel febbraio del 2021 usciva il quarto libro di una serie che è entrata nel mio cuore, mi ha fatta piangere, pregare e trovare delle amiche che mi sono accanto sempre. A marzo del 2021 io compro questo libro, contenta di volerlo iniziare insieme alla mia booksquad ma qualcosa va male, io questo libro non lo inizio mai ed è rimasto nella mia libreria fino a ora. Dopo più di anno, ora nel 2022, prendo coraggio e finalmente mi immergo di nuovo in quel mondo che per me è stato casa, speranza e salvezza.

Non sono qui a recensirvi un libro come tanti, ma sono qui a parlarvi del libro che è appena divenuto la miglior lettura di quest’anno, penso possiate capire cosa significa poter ritornare finalmente a casa, nella Corte della Notte, finalmente insieme a quella famiglia che con te ha attraversato l’inferno, eppure c’è una ragazza che non si sente così, all’interno di questo mondo si sente sbagliata, non si sente all’altezza di tutto quel bene, non vuole che le persone a lei vicine facciano qualcosa per lei perché pensa di non meritarselo. Così inizia la storia di Nesta Archeron, la sorella della Spezzamaledizioni, colei che è stata buttata dentro il Calderone e ne era uscita Fae maggiore con dei poteri che nessuno poteva capire o riuscire a controllare. Una ragazza spezzata che ormai non fa altro che bere e portarsi a letto uno diverso ogni notte. Si sente spazzatura, si sente indegna, sente di non meritarsi niente oltre l’odio. Ma qualcosa sta per cambiare.

“Non ti meritavo prima della guerra, e neanche dopo, e sicuramente neppure adesso. Dopo la morte di mio padre, dopo aver fallito così tanto, negarmi a te era la punizione che meritavo.”

Feyre non può vedere la sorella sgretolarsi sotto le sue mani e non fare niente per salvarla, quindi dopo averle tagliato tutti i fondi che le concedeva, va a farle visita e la mette di fronte a un bivio: ritornare nel mondo degli umani con niente e nessuno a farle da spalla oppure allenarsi insieme a Cassian a Windhaven come un Illiryan, vivere nella Casa del Vento con Cassian e Azriel a farle compagnia e lavorare per Clotho nella biblioteca dove un tempo nelle sue profondità si celava l’incubo di tutti i viventi, Bryaxis, ora libero. Nesta non è sicuramente contenta di tutto ciò, disprezza la sorella, disprezza Rhysand, disprezza Cassian, ma sopra ogni cosa disprezza sé stessa, non pensa in alcun modo di meritarsi il trattamento benevolo che la sua famiglia le sta offrendo, eppure accetta quest’opportunità.

Intanto nell’ombra, forze oscure stanno tramando per riprendersi il potere e ciò che il Calderone gli ha tolto, nel regno degli umani la quarta regina, ora divenuta una Fae dall’aspetto invecchiato, reclama ciò che il Calderone le ha tolto, la giovinezza. I misteri si fanno sempre più grandi e nuovi oggetti creati, ormai scomparsi da millenni, vogliono essere trovati.

Parliamoci chiaro, il personaggio di Nesta è uno di quei personaggi che vorresti prendere a mazzate per l’intera trilogia, poi arrivi a questo libro e, al posto di malmenarla con una mazza da baseball, vorresti semplicemente darle uno scappellotto in testa. Ho iniziato a leggere questo libro con la consapevolezza che la mia idea su di lei non sarebbe cambiata e invece mi trovo costretta a rimangiarmi le parole e dire che in questo libro Nesta mi è piaciuta, ogni tanto vorrei urlarle addosso, però posso dire di volerle bene.

“Non era casa, quel luogo. Così come neanche il suo appartamento lo era stato. E neppure la bella casa nuova del padre, prima che Hybern la distruggesse. E neanche la capanna o il glorioso maniero prima di essa. Casa era una parola che non conosceva.”

In questo libro interamente dedicato a lei, vedremo un’evoluzione in positivo del personaggio di Nesta, ho imparato a conoscerla, ho imparato a capirla e ho anche imparato dalle sue azioni e dai suoi sentimenti. Nesta farebbe di tutto per le persone a cui è legata, non farebbe mai del male di proposito agli altri, però a se stessa sì, ed è questa la cosa che mi induce a non apprezzarla per intero, perché io capisco l’indole del sacrificio e tutto, anche sua sorella Feyre ha fatto delle cose che mi hanno fatto storcere il naso, però al contrario di Nesta non aveva questo senso d’abbandono totale, questo farsi del male con le proprie mani, questo voler morire per qualcosa che si è fatto in passato e che non si riesce a dimenticare pur sapendo di far del male a tutti quelli che abbiamo attorno.

Abbiamo l’introduzione di due nuovi personaggi, Emerie e Gwyn, un’Illyrian e una Fae. Questi due personaggi ci daranno molti spunti di cui parlare, perché grazie a loro due, Nesta trova finalmente qualcuno con cui confidarsi e qualcuno a cui affidarsi, insieme a loro si allena ogni mattina e insieme a loro scoprirà di antichissime guerriere chiamate Valchirye, che letteralmente facevano il culo a tutti. Da questa famosa leggenda le tre ragazze trarranno ispirazione per darsi forza a vicenda e riuscire a combattere i propri demoni. Emerie e Gwyn non sono state fortunate nella loro vita, la prima ha avuto una brutta vita a causa del padre che non la considerava degna in quanto femmina e la seconda quando Hybern ha iniziato la guerra ha perso tutto, e si sente in colpa per una cosa molto grave secondo lei. Insieme si sosterranno, combatteranno, e forse riusciranno a sconfiggere tutti quei traumi che non le hanno reso la vita semplice.

Ci sono molte scene distruttive ed emozionanti, quando ho iniziato a leggere questo libro sapevo che ne sarei uscita non con poche lacrime versate, e in effetti così è stato. Leggere del rapporto tra Cassian e Nesta, il suo evolversi, come Cassian sia riuscito a penetrare la corazza di Nesta con un solo sguardo, come le loro anime insieme si completano, leggere di un Cassian travolto da tutto quello che gli stava accadendo, è stato bello ed emozionante, come sia riuscito a conquistare la fiducia di Nesta tendendogli semplicemente la mano, sempre, ogni giorno, nonostante il suo aiuto venisse rifiutato con violenza e rabbia, e poi vedere come quel filo che li lega piano piano si faceva sempre più corto perché i loro cuori si avvicinavano sempre di più. Questo libro è stata una cura, una carezza dove proprio faceva male, non avrei altre parole per descriverlo.

“Nesta aveva amato Cassian dalla prima volta che l’aveva visto. Lo aveva amato anche contro la propria volontà, anche quando era stata in preda alla disperazione, alla paura e all’odio. Lo aveva amato e aveva cercato di distruggere se stessa essendo convinta di non meritarlo.”

Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

venerdì 25 novembre 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Color Cagliostro" di Luca Tosi + intervista (a cura di Anna)

Buon pomeriggio! ^^
Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata a bambini e ragazzi! Oggi la nostra Anna ci parla di un simpaticissimo libro illustrato, dedicato a una figura storica unica e contraddittoria, quella di Alessandro Cagliostro. Il volume è edito da Kalós, una casa editrice siciliana, e si intitola Color Cagliostro. Scopritelo leggendo l'opinione di Anna e le risposte dell'autore all'intervista che ci ha concesso.

Color Cagliostro
di Luca Tosi

Prezzo: 20,00 €
Pagine: 46
Genere: bambini, ragazzi, illustrato
Illustrazioni: Viviana Carollo
Editore: Kalós (collana I Pupi)
Data di pubblicazione: 15 settembre 2022

Chi era Alessandro Cagliostro? Un alchimista, mago, stregone e guaritore per alcuni; per altri un ladro, truffatore, imbroglione e falsario. Per tutti, una fi gura leggendaria dai mille talenti e dai mille ingegni. La sua genialità , unita all’inesauribile desiderio di viaggiare, scoprire e conoscere, lo ha portato a diventare l’avventuriero siciliano più eclettico di tutti i tempi. Queste pagine ripercorrono la sua avvincente storia, una vita fatta di colori, le cui tante sfumature diventano le pieghe di un’esistenza tutta da scoprire.

Giuseppe Balsamo, meglio conosciuto come Alessandro Cagliostro, fu il più famoso e famigerato avventuriero siciliano della Palermo di fine ‘700. Mago, alchimista, stregone, guaritore, oratore, chiaroveggente, maestro spirituale e insieme falsario, truffatore, ladro, esoterista, impostore, ciarlatano ed eretico condannato dall'Inquisizione. Ma, dico io, a voi sembra il personaggio giusto per diventare il protagonista di una storia per bambini?... E perché no? Un personaggio tanto discusso ha sicuramente intorno a sé un incredibile alone di mistero e di fascino, il giusto pane per i dentini dei bambini, per loro natura super curiosi e notoriamente ammaliati dai personaggi contraddittori e un po’ incasinati.

Disse di sé Alessandro Cagliostro: “La verità su di me non sarà mai scritta, perché nessuno la conosce. Io non sono di nessuna epoca e di nessun luogo e al di fuori del tempo e dello spazio, il mio essere spirituale vive la sua eterna esistenza [...] io divento colui che desidero”.

Insomma, direi proprio che nella sua estrema discordanza questo personaggio non poteva che diventare un mito e la sua affascinante leggenda ispirare una nuova fantasiosa storia nella mente e nella penna di un giovane e creativo scrittore. In Color Cagliostro, l’autore Luca Tosi immagina la vita dell’avventuriero palermitano, le sue vicende e le sue emozioni, strettamente connesse ognuna a una tinta diversa, mentre la disegnatrice Viviana Carollo le illustra fantasiosamente a variopinte pennellate. E così per Cagliostro la vita si tingerà dell'energia dei colori delle sue tormentate e mirabolanti vicende.

Il suo primo mantello da nobiluomo, come i mari che da errabondo solcherà, sarà Azzurro come l’acqua.

Il suo insaziabile appetito, di cibo, esperienze e avventure, sarà di un vivace Arancione.

Il suo desiderio di vedere il mondo e conquistarlo con le sue imprese sarà Verde come il mappamondo quando gira, gira gira.

La sua profonda inquietudine sarà Bianca, come la casa del padre svuotata di allegria e affetto dopo il suo addio.

Il suo grande amore per Serafina sarà color Bronzo, come il metallo con cui, con astuzia e faccia tosta, Cagliostro trufferà il mondo, spacciandolo per oro.

La solitudine degli anni di prigionia sarà Nera come il buio della sua cella.

E la sua improvvisa, magica ed enigmatica fuga verso un destino che nessuno mai conoscerà per davvero... di che colore sarà?

A voi scoprirlo!

Ed ecco qui l’INTERVISTA ESCLUSIVA che l’autore ha gentilmente concesso al blog Coffee&Books.

1 - Luca so che l’ispirazione per il libro ti è arrivata ricordando un racconto di tuo nonno. Le narrazioni degli anziani sono le più emozionanti e sono come favole, una miscela di fantasia e realtà... Hai qualche dettaglio o curiosità a riguardo?

Ho cominciato a raccogliere materiale sul conte di Cagliostro nel 2016. Tieni conto che prima non ne sapevo granché... Me ne aveva giusto parlato, quand’ero piccolo, mio nonno. Non ho ricordi nitidi di quei momenti, però ricordo chiaramente il sapore del racconto di mio nonno. Era rimasto molto colpito da questo eclettico personaggio storico, in particolare dal fascino e dal mistero che la sua storia e le sue gesta sono in grado di suscitare. Ne ha combinate di cotte e di crude, esistono svariate versioni della sua biografia, si dice tutto e il contrario di tutto sul suo conto.

Mio nonno mi ha trasmesso la sospensione del giudizio nei confronti di un personaggio unico nel suo genere, di dubbia etica, “politicamente scorretto”, però a suo modo geniale. Più di tutto, mio nonno mi aveva parlato del periodo finale della vita del Cagliostro, ovvero la reclusione nella fortezza di San Leo.

Anche su questo, circolano leggende e versioni contrastanti di come sarebbero andati i fatti: c’è chi crede che Cagliostro sia magicamente riuscito a evadere di lì, come nessuno prima di lui, mentre la versione più accreditata, per così dire “ufficiale” degli storici, è un’altra... Insomma, in merito al Cagliostro è impossibile identificare una verità, una certezza.

Ecco, mio nonno ha come gettato un seme in me. Negli anni ho tenuto in sordina la curiosità che nutrivo verso quel personaggio, ma allo stesso non l’ho abbandonata, è stata un’attesa... Finché ho sentito che era arrivato il momento di affrontarlo, di studiarlo in modo approfondito.

2 – Luca perché hai deciso di raccontare ai bambini la storia di un personaggio “negativo”, contestato, condannato e malfamato, un vero e proprio antieroe, anziché inventare una storia su un personaggio più amato dall’opinione pubblica?

La parola “antieroe” è stata una chiave per me. Fondamentale è stato leggere il Memoriale del Cagliostro, scritto di suo pugno da una cella della Bastiglia per provare a discolparsi dall’accusa di aver raggirato la regina Maria Antonietta, risalente al 1786.

Un testo esilarante nello stile, davvero, pieno di finta disperazione e di bugie in successione, sempre stando a quel che ci dicono gli storici. Leggendo quel Memoriale mi è venuta l’idea di provare a radunare le contraddizioni, il sapere, l’esperienza, ma anche la malizia di questo personaggio all’interno di una storia, in cui potevo sia giocare, sia proiettarmi dentro le sue caratteristiche, farle mie e vedere cosa ne usciva fuori.

In generale, quando scrivo inseguo sempre questo tipo di soggetti, personalità narrative che svicolano dalle etichette e che dimostrano, con la loro biografia, l’inafferrabile. Non avevo mai scritto niente per bambini, ma era l’unica via che mi stimolava. Ho subito capito che la direzione che voleva prendere la mia scrittura era quella del racconto breve, dedicato ai più piccoli. L’ho intesa come una sfida, mi sono detto: è la cosa più difficile che mi viene in mente di fare, allora perché non provarci? E mi sono buttato.

3 - Bellissimo e molto suggestivo l’abbinamento degli aspetti della personalità di Cagliostro alla teoria dei colori... ma come e perché ti è venuta questa idea?

Dopo essermi infarinato con un mucchio di nozioni storiche e biografiche ho dovuto staccarmi dal personaggio, prenderne le distanze. Era la cosa necessaria da fare. Mi ero accorto che stavo incamerando troppe informazioni su di lui e questo restringeva il mio spazio di libertà, di fantasia. Allora ho cercato di cancellare tutto quello che avevo studiato, prima di abbandonarmi alla scrittura.

Lavorando d’immaginazione ho subito identificato la struttura del racconto: volevo portare Cagliostro dalla nascita fino alla (presunta) morte. Lì ho intuito che il filo conduttore di questo arco temporale potesse essere la teoria dei colori. È stata un’idea spontanea, un’associazione che mi è sorta scrivendo.

Cagliostro è stato un uomo golosissimo, ingordo di esperienza. Attraverso studi, viaggi, incontri e incredibili avventure ha toccato con mano svariate discipline e ha viaggiato per il mondo mosso da un vitalismo inesauribile. Trasponendomi in lui ho tentato di identificare quale fosse il suo “motore” interiore, poi l’ho declinato nella sfera emotiva. A quel punto avevo con me la bussola che serviva.

Nel corso del racconto Cagliostro associa ciò che assapora attraverso il vissuto, ciò che scopre fuori e dentro di sé, ai colori. A ogni nuova scoperta che fa, sensoriale o materiale che sia, abbina un colore e prosegue così, collezionandone sempre di nuovi, con voracità. Dopotutto i colori sono importantissimi per i bambini, perché sono unici e interpretabili secondo il gusto e il sentimento soggettivo. Si espandono in infinite sfumature, si mescolano, contrastano, comunicano stili e umori... Insomma, in questa amalgama di senso visivo e concettuale ho riconosciuto una possibile “anima” del Cagliostro, perlomeno del mio Cagliostro.

4 - Il tuo racconto si stempera perfettamente, come un disegno ad acquerello, con le splendide illustrazioni di Viviana Carollo. Come si è sviluppata la vostra collaborazione?

Sono arrivato a una versione definitiva del testo intorno alla primavera del 2021. Sempre in quel periodo ho scoperto la casa editrice Kalòs e ho pensato di inviare a loro la storia, in quanto Cagliostro è nato in Sicilia, precisamente a Caltagirone, e Kalòs è specializzata in storie che raccontano il territorio siciliano. Hanno subito accolto il testo con entusiasmo, e a quel punto è partita la difficile ricerca di chi potesse illustrarlo, vagliando diverse possibilità.

Viviana Carollo ha approcciato in modo del tutto autonomo il testo, io non ho voluto metter bocca, anche perché non mi intendo di illustrazione. Volevo lasciarmi sorprendere, e così è stato. Già dalle prime bozze ho capito che i toni e le linee di Viviana si sposavano bene col mio Cagliostro, così la casa editrice ha affidato a lei l’incarico e l’ha accompagnata attraverso le varie revisioni, fino alla versione finale.

Sono serviti mesi, è stato un lavoro lungo ma molto interessante, le tavole di Viviana aggiungono un livello ulteriore alla narrazione. Adesso il mio Cagliostro ha un corpo, un volto, e soprattutto i suoi colori hanno preso vita, disegnati da Viviana e stampati sulle pagine dell’albo illustrato.

*****

Grazie alla casa editrice Kalos per la copia del libro in cambio di una sincera opinione.

Anna


Photo credit: @annabookfantasy
Fonte immagini: "Color Cagliostro", Kalós, 2022


Recensione: "Cronache delle Multisfere. L'ombra di Durgash" di Tommaso Sguanci

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di Cronache delle Multisfere. L’ombra di Durgash, di Tommaso Sguanci, romanzo che mi è stato gentilmente inviato dall’autore, ed edito Bertoni. Non ne avevo affatto sentito parlare, nonostante sia uscito a luglio, e così, incuriosita, ho deciso di dare una possibilità a questo fantasy italiano di un autore emergente molto interessante. Vi lascio alla lettura della mia opinione e, come sempre, vi aspetto nei commenti! ;)

Cronache delle Multisfere. L'ombra di Durgash
di Tommaso Sguanci

Prezzo: 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 264
Genere: fantasy
Editore: Bertoni
Data di pubblicazione: 26 luglio 2022

Leitar è un ragazzo pieno di sogni ma povero di talenti. Adottato da una coppia senza figli, trascorre le giornate lavorando alla fucina del padre, che non perde occasione per fargli pesare la sua incapacità. La sera si immagina guerriero indomito che sconfigge mostri e draghi, ma la mattina lo riporta alla cruda realtà. Laura è una ballerina talentuosa che lavora come manichino vivente in un negozio a Valencia, insieme all’amica Aldara. Soffre a causa dell’ultima relazione, ma quando incontra Miguel pensa di aver trovato colui che le può ricucire le ferite del cuore. Ma l’amore non è solo felicità e pace, soprattutto quando l’invidia s’intromette. Quando Durgash il demone si risveglia dall’Abisso per dominare tutto ciò che esiste, Leitar e Laura si ritrovano a condividere un destino che non credevano possibile, da cui dipende l’esistenza dei loro mondi così lontani chiamati Multisfere. Sotto la guida di Mìriador, potente stregone, i due giovani devono percorrere la strada perduta che porta all’Antico, unico capace di fermare Durgash. Sapranno trovare il modo di viaggiare fra le Multisfere, riusciranno ad affrontare le proprie paure in modo da non mettere a repentaglio la missione?

Un paio di mesi fa ho accettato una collaborazione per un romanzo fantasy che sembrava parecchio intrigante dalla trama, stabilendo una recensione per questa data, 25 novembre. Ho iniziato a leggerlo subito, non appena mi è stato inviato, e a poco a poco mi sono ritrovata coinvolta dalla storia e dai personaggi. Sebbene lo stile dell’autore, a mio parere ancora un po’ acerbo, non rientri nelle mie corde, ho trovato questo romanzo piacevolmente ricco di potenzialità (anche se non tutte sfruttate a dovere). La storia viene narrata in terza persona e si svolge in due mondi paralleli. In uno conosciamo Leitar, un giovane adottato da un fabbro e da sua moglie, che aiuta l’uomo nella sua fucina ma un po’ svogliatamente. Leitar ha grandi sogni, grandi aspirazioni. Vorrebbe dimostrare di avere valore, e diventare un eroe leggendario. Un giorno, mentre la città di Altas è in festa e celebra il cavaliere Seil che ha salvato la principessa Chiardiluna dalle grinfie di un terribile mostro, si presenta Mìriador, il mago più potente del Regno, a proclamare la venuta del demone Durgash e dei suoi eserciti mostruosi, un evento che potrebbe scombussolare le vite di tutti. <<Durgash salirà dall’abisso con una schiera di demoni e mostri di ogni sorta e insieme oscureranno il cielo. Porteranno l’inverno senza fine e la nebbia eterna, che tutto occulta. La spaventosa coda del demone trascinerà al suolo le stelle che, schiantandosi come enormi torce accese, bruceranno tutta la terra. Le nostre vite saranno spezzate dalle loro lame, i sopravvissuti saranno presi dalle pestilenze e dalle carestie, vivendo una vita da schiavi.>> Ma c’è ancora una speranza, secondo un famoso Oracolo, ed è un eroe coraggioso che riesca a raggiungere il perduto Castello Empireo nel Regno di Solaria e chiedere l’aiuto dell’Antico Imperituro. L’impresa sembra fatta per Seil, è a lui che il mago ha pensato di rivolgersi, ma Seil ha adesso nuovi progetti, come sposare la principessa e garantire ad Altidea un re forte e presente. A lui la magia non interessa. È così che si fa avanti Leitar, lasciando tutti di stucco, lui che non ha nessuna esperienza come cavaliere e nemmeno come mago, lui che non ha neanche il fisico adatto per tenere in mano una spada. Ma Mìriador accetta la sfida e decide di addestrarlo, di prepararlo all’impresa. Alla fine Leitar non ha nulla da perdere e il coraggio pare non gli manchi. I suoi sogni per divenire davvero un eroe stanno per avverarsi e, sebbene Leitar non sappia cosa lo aspetti, è più che felice di seguire il mago.

Si passa poi all’altra realtà che viene raccontata, in cui troviamo una giovane ragazza che lavora da Zara, come manichino vivente e commessa. Siamo quindi in un epoca contemporanea, dove la magia non esiste, e seguiamo le vicende di Laura alle prese con delusioni d’amore, un’amicizia molto forte, un nuovo interesse amoroso e molto altro. L’amore è quasi il fulcro della vita di Laura, romantica sognatrice che insegue l’ideale del ragazzo giusto, dopo tanti sbagli passati. Una sera conosce Miguel e tra loro scocca subito la scintilla, iniziano a frequentarsi, a conoscersi sempre di più e per Laura non c’è quasi più dubbio che sia lui la persona giusta per lei, l’amore della sua vita, quello che ha sempre desiderato trovare. Ma il rapporto con l'amica Aldara si incrina, le due, seppur molto legate, iniziano ad allontanarsi, a provare rancore, a cercarsi e a non riuscire a trovarsi. Le cose però non riusciranno a rimettersi a posto, perché Laura scoprirà lati di Aldara che non conosceva e anche la sua relazione con Miguel ne risentirà. Ed ecco che dopo essere stata delusa da entrambi, Laura si ritroverà al mare, attirata da una strana, abbagliante luce. Inizierà a percorrerla, ad andarle incontro e… tutto ciò che prima faceva parte del suo mondo sparirà per sempre.

Questo libro parla di mondi paralleli, le Multisfere, e ho trovato originale che l’autore abbia combinato mondi diversi ma anche epoche diverse. Se, infatti, il mondo di Leitar ricorda un po’ il mondo dei fantasy più classici, quasi medievaleggiante, quello di Laura è praticamente un mondo moderno che non ha assolutamente nulla a che fare con l’altro. Superata la metà del libro, i due personaggi si incontreranno perché Laura, seguendo la luce sul mare, attraversa praticamente un portale che la conduce nel mondo di Leitar. Per lei non sarà facile ambientarsi a quella nuova e sconosciuta realtà. Leitar e Mìriandor le daranno tutto il supporto possibile ma è sicuramente lei che affronta le sfide più grandi. Mentre Leitar, che incarna la classica figura del ragazzo che insegue la gloria e vuole essere ricordato, fa di tutto per raggiungere i suoi scopi, affidandosi totalmente al mago, allenandosi, meditando, studiando la magia, Laura è invece lontana anni luce dalla realizzazione dei suoi. Anzi, il suo sogno più grande si è appena infranto, eppure lei riesce a non buttarsi giù, dedicandosi a nuove sfide, affrontando il dolore e imparando a usare la magia insieme a Leitar. I due diventeranno più forti insieme, sotto la guida di Mìriador, pronti a combattere quando giungerà il momento e a salvare il mondo dalla catastrofe. Ma li aspettano davvero tanti ostacoli prima di riuscire nell’impresa, sia prima che dopo il loro incontro. Il volume lascia la porta aperta a un seguito (questo è solo il primo libro di una trilogia) ed è pronto a regalare ancora interessanti avventure che ci porteranno sicuramente a esplorare nuovi Regni e nuove Multisfere.

Mi sono lasciata incuriosire dalla storia delle Multisfere, sebbene come vi dicevo all’inizio, non manchino delle pecche. Vi sono punti in cui la parte raccontata prevale, diventa quasi un resoconto veloce, distaccato e striminzito e non pare di leggere una narrazione da romanzo fantasy, di quelle ricche e appassionanti; inoltre questa speditezza influisce sull’emissione di emozioni, che in determinati momenti si sente proprio mancare. Ho trovato migliore e più elaborata la parte dedicata a Leitar, quella ambientata nel contesto fantasy. L’autore usa un linguaggio idoneo, le descrizioni sono adeguate al tipo di mondo narrato e, in generale, riesce a suscitare più attrattiva. Poi vengono mescolati elementi magici, esoterici e filosofici e mi è sembrato decisamente un buon connubio. La parte dedicata a Laura, invece, si discosta totalmente dall’altra, arrivando ad allungarsi fin troppo. Ci sta che l’autore abbia voluto raccontare la diversità tra i due personaggi, uno che incarna l’eroe tipico e l’altra la sognatrice innamorata, ma si finisce col leggere, quasi per metà libro, una storia d’amore che, sì porta a una svolta cruciale per la protagonista, ma se fosse stata più corta avrebbe comunque portato lì. Nonostante questo, i personaggi sono ben delineati, sebbene stereotipati, ed è facile immedesimarsi in loro, soprattutto con Laura, il personaggio più vicino a noi e alla nostra realtà. Non mancano descrizioni particolarmente suggestive, momenti carichi di tensione e piccoli colpi di scena. Anche alcune delle tematiche presenti sono particolarmente interessanti e spingono a credere in se stessi e nei propri sogni, ad affrontare ogni sfida a testa alta e a rialzarsi quando si è caduti per proseguire il cammino più determinati di prima. Consiglio questo libro se siete alla ricerca di un fantasy in cui si mescolino elementi classici e moderni, ma soprattutto se siete fan di storie su portali magici e mondi paralleli. Buona lettura! ;)

Grazie infinite all’autore e a Elisa Costa per avermi omaggiata di una copia del volume e avermi dato la possibilità di leggerlo in cambio di una recensione onesta.

Fonte immagini: Pinterest

martedì 22 novembre 2022

Recensione: "Gallant" di V.E. Schwab

Buon pomeriggio| ^^
Oggi nuova recensione che arriva a quest’orario insolito, ma sono riuscita solo poco fa a mettermi al pc a scriverla. Sono giornate un bel po’ pesanti e impegnative per me, ultimamente ho un po’ di problemi familiari come sapete, ma i libri mi riportano sempre in asse e mi danno la forza di stare in piedi. Oggi vi parlo di Gallant, di V.E. Schwab, autrice che ammiro molto e che, ancora una volta, mi ha conquistata.

Gallant
di V.E. Schwab

Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. rigida)
Pagine: 360
Genere: fantasy, dark-fantasy, paranormal, gotico, horror
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2022

Le ombre non sono vere. I sogni non ti faranno del male. E tu sarai al sicuro fin quando ti terrai lontana da Gallant. Per tutta la vita Olivia Prior, cresciuta nel tetro Collegio per ragazze indipendenti Merilance, si è chiesta chi sia davvero e a quale luogo appartenga. Ha un unico indizio per scoprirlo: un quadernino malconcio dalla copertina verde. È il diario della madre, pieno di enigmatiche frasi che sembrano indovinelli (e che mostrano la sua discesa nella follia) e disegni che paiono semplici macchie d'inchiostro… Ma un giorno arriva una lettera, che la richiama a casa, a Gallant. Proprio il luogo da cui il diario materno l'ha messa in guardia. E Olivia, senza pensarci due volte, parte. Qui trova il suo ultimo parente in vita e la dimora di famiglia. Un palazzo sontuoso con una sala da ballo, uno studio che custodisce una misteriosa scultura e un grande giardino rigoglioso. E, nel giardino, un muro diroccato con una porta di ferro. Una porta che Olivia non dovrà mai e poi mai aprire. Tuttavia, nessuno da Gallant le ha spedito quella lettera. Nessuno le racconterà cosa tormenta i sogni del cugino, cos'è successo alla madre, o cosa la attende dall'altra parte del muro. Sono state le ombre a ricondurre Olivia a Gallant? E cosa vorranno in cambio?

Olivia, Olivia, Olivia, ricorda questo…
le ombre non sono vere
i sogni non ti faranno del male
e tu sarai al sicuro fin quando ti terrai lontana
da Gallant.

Gallant è quel tipo di storia che non puoi fare a meno di divorare. Ricordo di aver iniziato questo libro e di non essere più riuscita più a staccarmene, tanto era scorrevole e intrigante. Mi sono lasciata completamente assorbire dalle parole dell’autrice e dal mistero che avvolge le pagine del libro. Mi sono innamorata lentamente e inesorabilmente di Gallant, dei suoi tratti gotici, della sua poeticità. Ho sperato non finisse mai. Gallant, in realtà, è un romanzo autoconclusivo. Non è molto lungo, ci sono pezzi di diario e illustrazioni ad arricchirlo, eppure riesce a suscitare forti emozioni, come ogni romanzo di V.E. Schwab. La storia è quella di Olivia, una ragazza muta che vive in un orfanotrofio e che non sa nulla del suo passato. Ha con sé un vecchio diario della madre, che è più che altro un insieme di frasi deliranti e schizzi senza senso, nessuno dei quali capace di darle risposte. La vita nel collegio è dura, Olivia la detesta. Detesta quel luogo grigio e triste, detesta le istitutrici e il modo in cui la trattano le compagne. Vorrebbe fuggire via di lì, ma non ha nessun posto dove andare e nessuno che l’aspetti. Un giorno, però, giunge una lettera inattesa, come un piccolo miracolo dal cielo. È la lettera di qualcuno che la sta cercando e che la sta aspettando. A casa. 
Olivia non riesce a crederci, non riesce a pensare di avere una famiglia o qualcosa di simile da qualche parte ad attenderla e stenta a farsene una ragione fin quando non si ritrova realmente davanti quella casa, un antico e imponente maniero chiamato Gallant
Scopre presto che la persona che ha scritto la lettera, suo zio Arthur, è in realtà morto da un anno ma questo non è che il primo dei misteri che si ritroverà a dover indagare da quando metterà piede a Gallant. Chi ha scritto quella lettera? Il figlio di Arthur, suo cugino Matthew, non sembra affatto contento di vederla, non accetta la sua presenza lì e la spinge più volte ad andare via. Ma Olivia non vuole tornare indietro, non vuole tornare al collegio, non vuole tornare al passato. Il suo presente e il suo futuro adesso sono a Gallant. Vuole poter chiamare quel luogo “casa”, vuole appartenere a quel luogo, così come vi è appartenuta la madre e il resto della sua generazione. Ma proprio su Gallant incombe una sorta di maledizione. Gallant custodisce un sacco di segreti, segreti che nessuno è disposto a rivelarle, né Matthew né i custodi Hannah ed Edgar, né tantomeno i gul spettrali che Olivia è capace di vedere. Eppure le risposte sono davanti ai suoi occhi, forse le ha sempre avute a portata di mano, in quel diario che le appartiene da sempre ma che non è mai stata in grado di decifrare. E poi c'è il giardino... Cosa si nasconde dietro il muro che cade a pezzi e da cui sgorgano rami infestanti di roseti? Un varco? Un altro mondo? La Morte? O peggio? Cosa la aspetta adesso che ha finalmente un posto in cui stare ma dal quale sembra tutti vogliano metterla in guardia? Olivia proverà a scoprirlo ma quanto sacrificio le costerà?

Gallant è un fantasy paranormale con venature dark e gotiche che sin da subito attirano chi legge in una spirale di curiosità e mistero. Lo stile dell’autrice è sicuramente l’elemento più illustre di tutto il libro e non lascia dubbi sulla sua bravura e capacità di coinvolgere. Ogni capitolo diventa poesia e musica, intervallato da immagini capaci di avvincere i sensi. La storia, nonostante la scorrevolezza dello stile, non ci risparmia una certa lentezza di fondo prima di arrivare a dare indizi più chiari che dipanino un po' di ombre e ci facciano comprendere i segreti che ruotano intorno a Gallant. Se devo trovare un difetto a questo libro, direi che forse avrei voluto i personaggi venissero caratterizzati un po’ meglio, si è dato sicuramente più spazio al mistero che ad altro, però è un difetto su cui, in questo caso, riesco anche a sorvolare. Non è la prima volta che leggendo un dark fantasy noto che molti elementi sembrano quasi abbozzati, come a voler rimanere anch’essi un mistero fino alla fine. Il discorso non vale comunque per Olivia, la protagonista, che ho trovato fosse quella caratterizzata meglio, sia fisicamente che caratterialmente. Anche i suoi silenzi, le sue riflessioni, il suo spiccato desiderio di scoperta la rendono un personaggio degno di attenzione, un personaggio che affronta un percorso decisivo che la porterà a rivelare il suo passato e a costruirsi con determinazione un futuro. La sua solitudine, il suo bisogno di casa e di famiglia ne fanno una protagonista con cui empatizzare. Ho apprezzato l’atmosfera squisitamente gotica e malinconica del romanzo che, sin dalle prime pagine, mi ha ammaliata; le descrizioni di Gallant mi hanno anche riportato alla mente la serie tv The Haunting, tra le mie preferite di Netflix, sebbene non siamo agli stessi livelli di horror e tensione. Gallant è più una favola dark che un horror (e non so se inserire questo tra i difetti o meno), una storia intrisa di significati reconditi e dettagli da interpretare. Ci sono segreti, maledizioni, giardini misteriosi, presenze inquietanti, sangue e molto altro. È una storia tutta da scoprire e, sebbene alla fine possa risultare un po' fumosa in alcuni punti e non così originale, io l’ho trovata molto bella, scritta magistralmente e capace di farmi provare qualche brivido e una buona dose di emozioni inaspettate. 


Fonte immagini: Pinterest

venerdì 18 novembre 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Mezzanotte e cinque" di Malika Ferdjoukh

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi per la rubrica “Milk, Cookies&Books: libri a merenda”, la nostra rubrica dedicata a bambini e ragazzi, vi parlo di Mezzanotte e Cinque, un adorabile racconto natalizio dell’autrice francese Malika Ferdjoukh. Ringrazio immensamente Camelozampa per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

Mezzanotte e cinque
di Malika Ferdjoukh

Prezzo: 14,90 € (cop. rigida)
Pagine: 104
Genere: narrativa ragazzi
Editore: Camelozampa (collana I Peli di Gatto)
Data di pubblicazione: 4 novembre 2022

Mezzanottecinque ha dieci anni e vive con la sorellina Bretella e il loro miglior amico Emil per le strade di Praga. Perfino lui si è dimenticato il suo vero nome: tutti lo chiamano così per un tatuaggio che ha sul braccio, un orologio che segna mezzanotte e cinque minuti. È la vigilia di Natale e i tre piccoli vagabondi sono sempre affamati e in cerca di un posto dove ripararsi dal vento gelido che spazza la Città Vecchia. Ma in tutta Praga non si parla d’altro: è stata rubata la collana di diamanti, oro e rubini della principessa Daniela Danilova! E lei ha promesso una ricompensa colossale a chi gliela riporterà...

Devo essere sincera: non avevo mai sentito parlare di Malika Ferdjoukh, eppure pare sia un’autrice molto famosa, soprattutto nell’ambito della letteratura per ragazzi. Chiedo venia e sicuramente farò ammenda recuperando qualcos’altro dell’autrice, perché Mezzanotte e Cinque mi ha divertita parecchio. Siamo a Praga ed è la vigilia di Natale. Mentre tutti si preparano al giorno più amato dell’anno e impazza un vento freddo e furioso che preannuncia neve, la principessa Daniella Danilova, appena uscita da Teatro a braccetto col suo spasimante, il conte Orlok, perde la sua preziosa collana, un tesoro di inestimabile valore. In tutta Praga non si parla d’altro, la voce si sparge in fretta e tutti vorrebbero ritrovare il gioiello della principessa, anche perché la ricompensa si dice sarà molto alta. Tra le strade più povere e malfamate, anche tre piccoli orfanelli sembrano interessati a ritrovare la collana della principessa. Potrebbe essere la svolta che stavano aspettando per cambiare finalmente vita. Uno dei tre bambini si chiama Mezzanottecinque per via di un tatuaggio che porta stampato sul braccio che sembra proprio un orologio che segna l'ora mezzanotte e cinque. Il ragazzino non ama particolarmente lavarsi, anzi si può dire che non lo faccia mai, “a meno che un temporale estivo non lo cogliesse di sorpresa”. 

Ha una sorellina che gli sta sempre dietro, Bretella, cenciosa quanto lui ma piena di risorse. Nell’orlo della veste logora, infatti, le piace collezionare bottoni, ma vi si può trovare anche una vecchia caramella che ama leccare un pochino al giorno (per non finirla, ovvio! :P). E poi c’è Emil, il loro migliore amico, che quanto meno la faccia la lava, ma che si porta dietro tre simpatici topolini: Frufrù, Nanà e Zizì. Gli piace farli esibire e definirsi un domatore, sebbene quando la gente vede i suoi topi, tende a scappare o a fare salti esagerati.  Emil ha un sogno: ritrovare il padre, un ricco barone di Moravia, ma per ritrovarlo gli toccherà viaggiare molto. Ecco perché si presenta al carrozzone di due teatranti, sperando lo prendano con loro. Il numero con i topolini non li conquista, purtroppo, ma Emil e i suoi amici fanno credere che i topolini siano in grado di parlare e promettono di presentare un nuovo numero il giorno dopo. Nel frattempo, Bretella, attirata dai bottoni dell’abito di un ricco signore passato di lì in carrozza, lo segue e si ritroverà a fare una scoperta sconcertante. Sarà l’inizio di una piccola e appassionante avventura che porterà i tre orfanelli niente di meno che al palazzo Danilo, l’abitazione della principessa, farà loro scoprire (per un po’) com’è vivere nella bambagia (e fare un bel bagno, finalmente) e comprendere quanto a volte, anche se si è poveri, è preferibile avere poco che essere ricchi ed eleganti ma senza cuore.

Questa piccola storia di poco più di 90 pagine è davvero ricca di colpi di scena. I nostri tre protagonisti andando alla ricerca di un sogno troveranno invece un destino diverso, il più giusto forse, il migliore che potessero trovare. Quel tatuaggio di Mezzanottecinque condurrà i ragazzi verso una verità inaspettata, come se il Natale avesse compiuto un’altra delle sue magie. Praga si offre a chi legge come una città meravigliosa e piena di vita, colori, odori e suoni, il tutto trasportato da un vento freddo che punge le ossa. Una città antica e romantica, ma che molto sembra avere in comune con la Londra dello stesso periodo in cui la storia è ambientata. Ulteriore parallelismo con questa, è la vicenda dei tre orfanelli che sicuramente fa venire in mente quella di uno degli orfani inglesi più famosi della letteratura per ragazzi e che ci trasporta subito nelle atmosfere dickensiane più classiche. Ammetto che, da amante dei romanzi di Dickens, è stato questo uno dei motivi che più mi ha attratto verso la storia. Il finale è un ulteriore sorpresa, nulla di stucchevole ma sicuramente magico e inaspettato. A rendere questo libricino ancora più speciale, vi sono le illustrazioni di Eleonora Antonioni. Sono in bianco e nero e accompagnano la storia dall’inizio alla fine, delineando alla perfezione personaggi, ambientazione e dettagli piccoli e grandi. Impossibile non affezionarsi ai tre ragazzini, così spigliati, vivaci e adorabili, così come è impossibile non amare i tre topolini che Emil si porta sempre dietro. Il libro, come molti altri di Camelozampa, è ad alta leggibilità, utilizza infatti il font Easy Reading, carattere adatto a tutti, specialmente a chi è dislessico.

Mezzanotte e cinque è una storia breve che ricalca la tradizione dickensiana, facendo riflettere sui valori dell’amicizia e della famiglia, che si sofferma sulla disuguaglianza tra ricchezza e povertà, che spinge a inseguire i propri sogni, nonostante gli ostacoli sul cammino. Non mancherà di farvi sorridere e commuovere, aspettatevi di tutto. Una lettura tenera e speciale, per ogni età. Super consigliato!

Photo credit: @francikarou @coffeeandbooks

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