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giovedì 30 luglio 2026

Recensione + Intervista: "Forbidden Fruit. Vol.1 e 2" di Michela Cacciatore

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi un post un po' diverso, perché la recensione che vi porto è quella di una splendida graphic novel in due volumi. Si tratta di Forbidden Fruit, della bravissima Michela Cacciatore, artista che ho avuto modo di apprezzare anche per altri lavori e che ho piacevolmente ritrovato. In più, Cacciatore mi ha concesso l'opportunità di intervistarla, ho potuto togliermi alcune curiosità sul suo lavoro e scoprire qualche retroscena. Se siete curios*, non vi resta che godervi la lettura del post che segue. Io ne approfitto per ringraziare Michela della sua pazienza e disponibilità, nonché per le copie digitali dei due volumi in cambio di un'onesta opinione. Vi aspetto tutt* nei commenti, ovviamente, e vi consiglio di recuperare Forbidden Fruit, se anche voi amate le storie gotiche e tormentate.

Forbidden Fruit. Vol.1 e 2
di Michela Cacciatore


Prezzo: 14,90 € (cop. flessibile)
Genere: graphic novel, gothic romance, gotico

John non è abbastanza. Non abbastanza da essere amato. Ma John ama. Lui desidera. E desidera di essere abbastanza. Un viaggio tra un amore non corrisposto, e i vampiri letterari. John vuole rendere orgogliosa la propria severa sorella, quindi è entusiasta quando ottiene il lavoro come medico personale per l’affascinante Lord Byron. I due partono per un viaggio in Svizzera e John comprende presto che il suo cuore desidera troppo e troppo intensamente, mentre nelle sue notti questo desiderio prende la forma del suo compagno di viaggio. Fino a che Mary Shelley, Percy Shelly e Claire Clairmont arrivano a scuotere il già precario equilibrio del giovane medico.

La storia di Lord Byron e Polidori diventa tormento e ossessione nella nuova opera di Michela Cacciatore, una graphic novel suddivisa in due volumi, in cui l’artista riversa tutto il suo talento.

Un salto indietro nel tempo ci porta a una seduta spiritica, nel 1865, e all’intervento di uno spirito che vuole rivelare che ad ucciderlo è stato l’amore. È lo spirito di John Polidori. Da qui, si va ancora più indietro e ritroviamo un giovane Polidori che trova lavoro come medico personale del famoso Lord Byron, artista per cui chiunque ha un debole. Non appena Polidori lo conosce, ne comprende anche il motivo. Lord Byron è di una bellezza sconvolgente e catalizzante.

“In quel momento il mio cuore perse un battito.
Avevo davanti un angelo, ma con il sorriso di un diavolo.
Non avevo alcuna speranza, ero già totalmente e indissolubilmente vinto.”

Ma non è soltanto quella a colpirlo. È l’aura che lo circonda, i suoi modi di fare, quel fascino che Polidori riesce ad accostare soltanto a un vampiro. Ed è proprio la figura del vampiro che l’autrice evoca più e più volte, quello stesso vampiro che, come sappiamo, renderà celebre Polidori più avanti. Cacciatore immagina che ad ispirarlo sia stato proprio Byron, di cui lui si era invaghito (e come riportano anche molte fonti). 

Byron che, come un serpente tentatore, riconosce nel giovane medico il desiderio e offre lui la mela della tentazione, ma John non è il tipo da cogliere il frutto proibito. Ecco che quindi tra loro nasce questo gioco di seduzione, fatto di sospiri, parole non dette, vicinanze cariche di tensione, notti inquiete, sguardi furtivi. John è un giovane ingenuo ed entusiasta, Byron invece un uomo navigato, arrogante ma soprattutto imprevedibile. Inoltre, gli piace essere desiderato. Questo gioco lo esalta, lo rinvigorisce, ma per John è un continuo tormento. Perché un desiderio non realizzato… cresce. E consuma. E lui sembra volersi fare consumare del tutto, non ancora pronto a lasciarsi alle spalle il mondo che conosce e a cedere alla tentazione.

“Cosa vuoi da me?
Tutto.”

Arriviamo poi al 1826 e alla celebre Villa Diodati. Sarà qui che John Polidori inizierà a sperimentare un’ardente gelosia, a non sentirsi abbastanza all’altezza degli ospiti illustri di Byron. Il poeta sembra volerlo sminuire e umiliare, e nonostante tutto, il desiderio che John prova continua a insinuarsi come uno spettro nei suoi pensieri e nei suoi sogni, a tormentarlo senza sosta.

“Non ci si può nascondere da se stessi e dal proprio cuore, ma non sapevo come smettere di provarci”

Byron ama la sua libertà e non è disposto a rinunciarci, ignora qualunque voce su di lui, preso com’è a vivere la propria vita nel modo che più preferisce. John vorrebbe riuscire ad essere più audace, solo per essere visto. Vorrebbe liberarsi della sua corazza e finalmente lasciarsi andare. Diventare preda di quella creatura che si nutre di desiderio e che gli dà il tormento giorno e notte, ma per lui non è altrettanto facile mettere da parte la propria moralità.

L’autrice riesce a trasmettere perfettamente i sentimenti contrastanti di John, nonché la natura ammaliatrice di Byron. È tutto perfettamente palpabile nei loro sguardi, nelle loro espressioni così curate ed eloquenti.

Sono due personaggi emblematici, che prendono nuova vita dal talento artistico di Cacciatore, bucando le pagine e arrivando direttamente a* lettor*. Sorprendente il gioco di luci e dettagli color oro creato da Cacciatore per illuminare i volti, risaltandone i tratti e la bellezza eterea. Ogni tavola rivela le doti dell’artista e ne conferma la bravura ed esperienza. I frame spezzati sul cambiamento del tempo, poi, sono qualcosa di favoloso, li ho davvero adorati. Una cornica perfettamente curata, con dei personaggi che la calcano senza incertezza e la riempiono di dettagli, espressività e vigore.

Il secondo volume si presenta con una copertina dai colori più caldi e intensi, con una predominanza di rosso a esprimere ancora di più il desiderio e la tentazione, elementi al centro della narrazione. Meravigliosi, anche in questo volume, i contrasti di colore, nonché le prospettive, oserei dire, cinematografiche, come un’inquadratura dall’alto, sotto la pioggia che verrebbe voglia di fissare all’infinito. Ancora una volta, Cacciatore si dimostra maestra della rappresentazione e ci regala immagini indimenticabili.

In questo libro si approfondisce la conoscenza di alcuni ospiti di Byron, ovvero Claire Clairmont, Mary e Percy Shelley, con i quali nascerà la famosa sfida di scrittura che ci ha dispensato dei capolavori incommensurabili, ancora oggi di grande importanza nel mondo letterario.

John e Claire sono molto diversi tra loro e in un primo momento neanche si piacciono, ma si può dire siano afflitti dallo stesso tormento e dunque non sono altro che due facce della stessa medaglia. L’audacità di John si farà più prorompente, procedendo nel racconto, e, come una falena, si avvicinerà alla sua fiamma, sentirà finalmente quel calore tanto bramato, otterrà ciò che più desidera, senza però riuscire ancora a sentirsi abbastanza. Perché forse mai nessuno sarà abbastanza per Lord Byron, fin troppo preso da se stesso per preoccuparsi dei bisogni altrui.

Sarà con Mary Shelley che si creerà un rapporto ben più profondo, lei animo sensibile che riesce a pieno a percepire il tormento di John. Mary vorrebbe essere più se stessa e non vivere costantemente nell’ombra del proprio uomo. Ma la società condanna e giudica - soprattutto quella di quel tempo - e lo stesso farebbe con John, innamorato di un altro uomo. Ecco perché i due si capiscono alla perfezione e le loro confessioni sono tra le parti più belle di questo volume. Alla fine, però, una falena che si avvicina troppo alla fiamma, non riesce a fare a meno di scottarsi. Di ferirsi. E, lentamente, morire.

“Lo bramavo e lo temevo”.

John durante la sfida a Villa Diodati darà vita a una figura che è diventata un mito immortale e che, nel tempo, ha ispirato artisti e influito su tantissime opere future. Il suo Vampiro può essere nato dalla sua esperienza personale oppure no. Molte fonti lo confermano, e Michela Cacciatore ci dà la sua interpretazione, tanto affascinante quanto verosimile. Una storia fatta di luci e ombre, di passione e desiderio, tormenti e paure, sogni e incubi, in una cornice ottocentesca di grande fascino che lascerà chi legge senza parole.

Romance storico dalle leggere vibes fantasy, Forbidden Fruit è un’opera che parla di tormento interiore, di libertà represse, di sogni infranti, il tutto condito da disegni di sublime bellezza che sarà impossibile non apprezzare. Un progetto dal sapore gotico, in cui la figura del vampiro è più che altro onirica e vagheggiata, ma che ben si inserisce all’interno della storia e nella rappresentazione che ne fa Michela Cacciatore. Sicuramente da non perdere, se amate gli amori proibiti, la tensione tra i protagonisti e vampiri letterari e illustri. E se amate i lavori di Cacciatore, ritroverete in questi volumi il suo stile inconfondibile, nonché tematiche a lei care. Per approfondire ancora di più, vi lascio adesso all'intervista che l'autrice mi ha concesso.
Photo credits:
Forbidden Fruit. Ediz. variant (vol.1), Amazon.it


INTERVISTA A MICHELA CACCIATORE, AUTRICE DI "FORBIDDEN FRUIT".

Ciao Michela e benvenuta sul mio blog. È davvero un immenso onore averti qui! Ho letto Forbidden Fruit e ne sono rimasta affascinata. Come è nato in te il desiderio di scrivere e illustrare questa storia?

Ciao Franci, grazie per ospitarmi e un saluto a voi che leggete. 

Amo le storie gotiche e di vampiri e ne leggo spesso. Quando ho letto per la prima volta «Il vampiro» di Polidori, sono rimasta affascinata dall’elemento di desiderio nascosto che filtrava attraverso le parole. È un racconto che mi colpita profondamente. Ho capito subito che dovevo saperne di più, quindi sono andata a recuperarmi un po’ tutto quello che ho trovato sull’argomento, in particolare il diario di Polidori e le lettere scambiate con gli editori (ottimo a tal proposito è il volume Villa Diodati files). Ho scoperto un uomo dietro l’autore con una vita tragica e tormentata, sottovalutato in vita ma anche dai critici letterari contemporanei, che però aveva creato la figura del vampiro moderno e toccato così a fondo il mio cuore. Un uomo, Polidori, che è stato considerato sempre non abbastanza per essere ricordato tra i grandi autori, non abbastanza per tante ragioni anche quando era in vita, malgrado abbia creato il mito del vampiro così come lo conosciamo.

Prima o poi è capitato a tutti di sentirsi non abbastanza, è stato così facile rivedersi in questo, sentire Polidori profondamente umano e vicino. A quel punto sapevo che ne avrei voluto parlare e omaggiarlo in qualche modo.

• Qual è il vampiro, nel mondo letterario, che più ti ha influenzata o che pensi abbia lasciato maggiormente un segno?

Ah, che domanda difficile! Il mio problema è che mi innamoro spesso di personaggi letterari. Ovviamente Lord Ruthven da «Il vampiro», ma soprattutto il Dracula di Bram Stocker. Ma sono molti i vampiri letterari che amo, da quelli sbrilluccicosi della Meyer (Carlisle è un grande amore) a tutti quelli di Intervista con il Vampiro.

Quando ami così tanto qualcosa, ovviamente ti influenza, riverbera in qualche modo in quello che scrivi, anche se magari non ho una reale consapevolezza di ciò che maggiormente mi ha influenzata rispetto ad altro, penso che tutto abbia in qualche modo contribuito.

• Quale personaggio hai amato ricreare di più nel tuo fumetto, tra l’ingenuo e sognatore Polidori e l’ammaliante Lord Byron?

Questa storia nasce dall’amore per Polidori, ho amato disegnarlo, scriverlo. Anche se ho sofferto per ogni vignetta dove lui era perso e sconsolato. Questa storia è il mio inno d’amore per lui, per il modo in cui ha influito sulla me lettrice. Spero di aver trasmesso in qualche modo tutto ciò. Quindi sicuramente Polly, come lo chiamo io.

• Quanto è stato difficile narrare una storia così tormentata e intensa? Quale parte si è rivelata più complessa da affrontare?

È stata la storia più difficile che abbia scritto finora. Le tematiche sono delicate e volevo trattarle con il giusto tatto.

La parte più complicata è stata il finale, lo abbiamo riscritto con il mio editor sette volte. Ero sfinita. L’idea era di far sentire tutte le emozioni di Polidori senza indugiare in modo superficiale sul dolore.

È stato complesso a livello tecnico ma una tempesta a livello emotivo.

• Il percorso di John si può dire che sia all’inizio in salita, mentre poi vada rapidamente a scendere, fino a raggiungere un finale amaro. Avresti desiderato avesse un finale diverso questa storia?

La prima cosa che mi sono prefissata nello scrivere questa storia è stata di rispettare la vita di Polidori. In fondo racconto una storia reale, seppur romanzata. Credo che la grandezza di Polidori sia anche nella tragicità della sua vita. Sottovalutato in vita ma anche successivamente, cambia la storia della letteratura creando la figura del vampiro moderno. Ha inciso così tanto per così tanti lettor*. Così non abbastanza per tutti allora e così dirompente per per gli amanti dei vampiri.

Avrei voluto per lui dei riconoscimenti maggiori e una vita più facile, sì, ma non avrei mai stravolto la sua figura, anche se ovviamente ho pensato anche a un finale diverso, ma mi sembrava in qualche modo di tradire il John autore.

• Gli ospiti di Villa Diodati, Claire, Mary e Percy, hanno anche loro una storia da raccontare e sono emblematici all’interno della narrazione. A quale personaggio, tra questi, avresti voluto concedere più spazio?

Mary è incredibile, coraggiosa, intelligente, la bussola morale di tutta la storia. D’istinto ti direi lei ma a me piacciono le storie degli ultimi. Di Mary ne hanno parlato in tanti, con opere molto belle, quindi probabilmente sceglierei Claire che, come John, è sempre stata ai margini di tutte le narrazioni, non è mai stata la protagonista. Ma è un personaggio complesso, con tante sfumature. Probabilmente è lei che avrei approfondito maggiormente.

• L’ambientazione gotica dei due volumi è ciò che più ho amato in assoluto. Quanto è piaciuto a te raffigurarla e che tipo di ricerche hai fatto per rappresentarla così bene?

Adoro il gotico, ne ho letto tanto, tanti saggi, tanti racconti e romanzi. Ma quello che ho cercato di fare qui è stato quello di rendere le emozioni anche tramite gli spazi e i colori. Ho sacrificato spesso la veridicità storica affinchè le immagini fossero rappresentative delle emozioni dei protagonisti. Che poi è un po’ il punto fondamentale del gotico. Sono felice che ti siano piaciute.

• Spesso i tuoi libri rivelano luci e ombre di amori tragici e impossibili. Cos’è che ti attira di più di questo genere di storie? E ne hai già in cantiere altre di simili?

Nelle mie storie parlo sempre di morte, è un tema ricorrente, e di forbidden love. Sono tematiche che mi affascinano molto. Quindi saranno tematiche che torneranno. Sto lavorando alla mia prossima graphic novel, sarà un retelling mitologico su Gilgamesh, anche qui i temi di amore proibito e morte saranno centrali, ma in modo molto meno tragico. Per un po’ solo storie più positive, anche se comunque luci e ombre non mancheranno.

• Quanto tempo dedichi alla realizzazione delle tue opere e qual è la tua routine quotidiana preferita quando disegni?

Io disegno per lavoro, insomma lo faccio tutto il giorno. La parte principale della giornata ovviamente è dedicata ai lavori sotto proprierty, che sono quelli che mi permettono di pagare il mutuo, ma mi tengo sempre delle ore per lavorare ai miei progetti. Per realizzare un volume impiego circa un anno di lavoro, spesso anche con nottate. Ma amo farlo. La cosa fondamentale per riuscirci per me è darmi tante regole, dalla sveglia, alle ore di lavoro, a quante cose finire in una settimana. Insomma la routine di un marine ma con in testa universi.


È stato davvero interessante conoscere meglio Michela e il suo lavoro. Spero l'intervista vi sia piaciuta.
Ancora grazie all'autrice e grazie a voi lettor*!

Photo credit: https://www.instagram.com/michelacacciatore/

giovedì 16 luglio 2026

Recensione: "Il velo dipinto" di W. Somerset Maugham (a cura di Ms Rosewater)

Buon pomeriggio, lettor*! 
Come state affrontando le giornate di caldo afoso di questo mese? Chi desidera (come me) che arrivi subito l'autunno? Meno male che, nonostante tutto, abbiamo i nostri amici libri a consolarci sempre. Farà anche caldo, ma leggere non ci stanca mai. Oggi vi lascio con la recensione di Ms Rosewater che, dopo aver visto Il velo dipinto, ha intrapreso anche la lettura del libro. Avrà riprovato le stesse emozioni? Cosa accomuna la versione cinematografica al testo di Maugham? Scopritelo leggendo la sua attenta analisi, vi aspettiamo nei commenti! ;)

Il velo dipinto
di W. Somerset Maugham

Prezzo: 5,99 € (eBook) 10,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 240
Genere: narrativa
Editore: Adelphi
Data di pubblicazione: 1 aprile 2011
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Che ragione poteva avere l’incantevole Kitty – occhi splendenti, capelli alla garçonne – per sposare il gelido e inamabile dottor Fane – batteriologo alle dipendenze del governo inglese – se non il puro panico? Panico, soprattutto, di fronte alla prospettiva di deludere la madre, implacabile tessitrice di brillanti matrimoni. Non meraviglia allora che Kitty cada subito vittima del sorriso ammaliatore dell’uomo più popolare di Hong Kong, Charlie Townsend, a sua volta regolarmente sposato. Ma nei romanzi di Maugham la beffarda complessità della vita scompiglia a ogni pagina le carte e rimette in gioco i destini, spiazzando il lettore. E spiazzata, e sgomenta, è Kitty allorché il marito, che ha scoperto tutto, le propone di seguirlo in una città dell’interno, Mei-tan-fu, devastata dal colera. Che cosa cela la flemma disumana del dottor Fane? Un sinistro disegno di morte? O una perversa, demiurgica macchinazione? Più semplicemente, la possibilità di un nuovo destino, che si dischiuderà alla frivola Kitty a poco a poco, come un oscuro segreto, nella putrescente Mei-tan-fu, dove il colera miete uomini, convenzioni e certezze – e dove mai si sarebbe aspettata di incontrarlo.

Nel 2006 la trasposizione cinematografica di questo romanzo mi aveva colpita, i paesaggi bellissimi, Edward Norton bellissimo, una storia di breve felicità tra una parentesi di egoismo e una di dolore. M'illudevo di ritrovare nel libro (pubblicato per la prima volta nel 1924) la stessa atmosfera e rinnovare le emozioni provate, ma così non è stato, non tanto perché la vicenda si svolge in modo molto dissimile dal film, ma perché nel secondo si tenta di ricondurre a un piano più convenzionale e accettabile, in qualche modo positivo, la durezza e il pessimismo del primo. Somerset Maugham è noto per il trattamento spietato che riserva ai suoi personaggi, pur accompagnato talvolta da un atteggiamento quasi comprensivo, ed è impossibile non cogliere il sarcasmo nei confronti dei protagonisti, colpevoli di superficialità, timidezza, vigliaccheria, vanità, santità.

Con una mossa sorprendente, Maugham inizia il racconto dal momento chiave della vicenda, quello che cambia, costruendo con un gioco di presenza e assenza i profili dei due protagonisti. Kitty Garstin, moglie del batteriologo Walter Fane, di stanza nella colonia inglese di Hong Kong, mentre è nella sua camera insieme a Charlie Townsend, affascinante viceconsole, si accorge che la maniglia della porta chiusa a chiave si muove. Sarà stata scoperta dal marito? Si preoccupa, ripercorre con la mente la scena più e più volte, passa dalla disperazione alla determinazione al pensiero di affrontare il marito, si fa rassicurare dall'amante. Una situazione abbastanza consueta in letteratura, dalla quale lo scrittore trae una storia che avvince immediatamente: Kitty, costretta dal marito a lasciare Hong Kong, lo seguirà a Mei Tan Fu, in un piccolo villaggio schiacciato da un'epidemia di colera, e sarà qui che si compirà il suo destino e che si trasformerà in una persona nuova.

Il velo dipinto si sviluppa come la cronaca di un'emancipazione femminile, man mano che la viziata, superficiale e dipendente Kitty si trova ad affrontare prove emotive e fisiche che non aveva mai immaginato di dover superare e ne esce consapevole di poter sopravvivere alle bugie e ai tradimenti, al dolore e alla delusione. Diventerà capace di badare a sé stessa e a chi la circonda, superando lo stato infantile in cui la società e sua madre l'hanno mantenuta per tutta la vita. Negli anni in cui Maugham scriveva questo romanzo le Suffragette in Inghilterra si avvicinavano alla conquista del diritto di voto e Kitty è, in questo senso, una donna del suo tempo.

Il colonialismo britannico, epitome di tutti i colonialismi, non solo fornisce i personaggi, le situazioni e i luoghi che permettono lo sviluppo della vicenda, forgia la mentalità, i pensieri, le sensazioni dei protagonisti; auto segregati in una bolla replicano le abitudini della madre patria, giudicano il mondo che li circonda senza conoscerlo a fondo e provano il disprezzo dell'oppressore nei confronti dell'oppresso, sentimenti e atteggiamenti verso gli abitanti e i loro costumi che oggi verrebbero giustamente censurati.

L'apparentemente cinico Waddington, impiegato della dogana, e Walter Fane sono forse gli unici a non appartenere a questa mentalità. Il primo, da molto tempo lontano dall'Inghilterra, ha imparato a comprendere il luogo in cui vive attraverso l'esperienza, è un arguto e implacabile giudice di tutti i bianchi che arrivano a Mei Tan Fu e un buon amico per l'immatura Kitty.

Quanto al secondo, impegnato nella ricerca di una cura per il colera, è amato e ammirato da tutti, tranne che da chi ama davvero. Walter è quasi un Cristo, tradito ma fedele a sé stesso, che si guadagna il perdono per chi domina impropriamente il paese. Anche se nemmeno lui sfugge all'ironia di Waddington (forse l'alter ego dello scrittore), è l'unico vero sconfitto, un personaggio che lascia il segno solo nel lettore, anche se di lui non sapremo mai nulla - a parte quanto vede Kitty - ed è sufficiente a farci intravedere una persona dal carattere chiuso ma estremamente sensibile, incapace, forse, nonostante l'impenetrabilità e la freddezza esteriore, di superare il dolore personale per la propria infelicità coniugale.

Nonostante le critiche mosse dai contemporanei, lo stile di Maughan è coinvolgente, in grado di reggere un racconto quasi esclusivamente incentrato sulla descrizione degli stati d'animo della protagonista, tecnica che porta con sé il rischio di appesantire la narrazione. Kitty è un personaggio in continua evoluzione, capace di essere insopportabile e crudele, autoironica e intelligente, suscita sdegno e compassione, ma poca simpatia, e diventa più interessante man mano che procede la lettura. La brutale e ironica sincerità dell'autore rende Il velo dipinto più che mai contemporaneo, con le argute osservazioni e lo sviluppo non scontato di una trama che mette in gioco elementi consueti e riesce a combinarli in modo non banale.
Da leggere indifferentemente prima o dopo aver visto il film. 

Ms Rosewater

Fonte immagini: Pinterest

giovedì 2 luglio 2026

Recensione: "Romance Rivalry" di Susan Lee

Buongiorno, lettor*! ^^
L’estate è cominciata abbastanza presto dalle mie parti e il mare mi ha ha già attirato a sé da tempo. Nonostante le giornate trascorse in spiaggia, però, continuo a leggere e scrivere recensioni, quando le temperature in casa lo permettono. Oggi era una buona giornata per scriverne una. In realtà.. no, mi sono quasi sciolta del tutto, ma volevo troppo parlarvi di un romanzo, letto da poco, che ho letteralmente adorato e di cui si è parlato, ahimè, pochissimo. Si tratta di Romance Rivalry, ufficialmente la lettura perfetta da portare al mare. Non so perché non abbia ancora visto molte recensioni di questo libro in giro, ma vi posso assicurare che tra le sue pagine si nasconde una storia davvero carina e ben scritta, che vi farà sorridere per tutto il tempo.

Romance Rivalry
di Susan Lee

Prezzo: 13,99 € (eBook) 20,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 276
Genere: contemporary romance
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 maggio 2026

Irene Park ama follemente i romance, tanto da averne fatto il centro del suo mondo: ne legge tanti, tantissimi, per poi recensirli online per la sua nutrita e affezionatissima community. E ovviamente conosce alla perfezione tutte le regole che rendono indimenticabile una storia d'amore. Peccato che, nella vita vera, il suo cuore sia ancora fermo alla prima pagina. Per questo, quando inizia il college, decide che è arrivato il momento di trovare finalmente il suo grande amore. E quale modo migliore se non affidarsi proprio a ciò che conosce meglio, cioè i trope del romance? Dopo tutto, se funziona per i personaggi dei libri, perché non dovrebbe funzionare anche per lei? La situazione però si complica e poi le sfugge di mano con l'arrivo di Aiden Jeon, suo rivale online, nemesi dichiarata e unico ragazzo capace di metterla davvero in crisi. A causa sua, infatti, quello che doveva essere un piano perfetto e lineare verso il personale happy ending di Irene, si trasforma in qualcosa di molto più imprevedibile, travolgente... e reale. Tra una sfida a suon di trope con Aiden, tanta confusione ed emozioni difficili da catalogare, Irene capirà che non sempre l'amore, come la vita vera, segue uno schema preciso. Con Romance Rivalry, Susan Lee celebra tutto ciò che i lettori amano nelle storie d'amore divertendosi a giocare con i trope del genere, regalandoci così una storia frizzante e romantica che, tra omaggi, sorprese inattese e finali da sogno, sarà una carezza per tutti i romance-addicted.

Non so cosa mi abbia attirata di Romance Rivalry, ma non appena ho visto questa uscita ho desiderato farla mia. Forse la copertina che ricorda l’illustrazione di un manga shōjo, i protagonisti che sembrano usciti da un k-drama o la trama, così apparentemente leggera da urlarmi “hai bisogno di una lettura del genere in questo momento!”. Non ne ho proprio idea. Sta di fatto che ho iniziato a leggere e, impegni permettendo, ho finito questo libro prima di quanto mi aspettassi. Metteteci pure un po’ di deliri sulla chat delle amiche perché sì, anche loro DEVONO leggerlo, e avrete una vaga idea di quanto il libro mi sia piaciuto. Romance Rivalry si presenta, possiamo dirlo, come una storia un po’ banale. Abbiamo una ragazza che ama follemente il mondo del romance e decide di affidarsi ai classici trope per trovare un fidanzato. Fino a qui voi direte: “che cavolo di storia è?”. Beh, in realtà posso assicurarvi che è più divertente di quanto si immagini. Susan Lee ci porta all’interno della vita di Irene Park, una ragazza di origini coreane che vive a Los Angeles ed è la fan numero uno del genere romance. Non la si potrebbe nemmeno considerare una fan vera e propria, ma una ragazza che vive letteralmente di romance. Il romance è la sua dimensione, il suo mondo, tutto per lei ruota intorno al romance. Il suo motto è: La risposta a tutte le domande della vita si può trovare nei romance

Irene sta per entrare al college. Ha scelto di frequentare la Brighton, in cui hanno un buon programma di letteratura contemporanea, il suo sogno è diventare un'editor. Al momento, trascorre le sue giornate leggendo romance e recensendoli sul suo canale youtube. Ha un grande seguito, qualche sponsor l’ha già contattata per delle collaborazioni e lei non potrebbe essere più felice di così. Se non fosse che… parla continuamente d’amore ma non riesce ad avere uno straccio di fidanzato e chi la segue mette in discussione la sua capacità di recensire romance solo perché non ha vissuto l'amore in prima persona. Così inizia a elaborare un piano infallibile per trovare l’amore. Lo troverà proprio al college e lo farà usando i trope del genere romance. 

"Arriverà anche per me il momento di essere la protagonista."

Non sembra una cattiva idea, lei è la regina del romance, conosce tutti i trope, sa come muoversi in questo ambito, cosa potrebbe andare storto? Sarà un gioco da ragazzi! E invece no, perché a quanto pare Irene non ha fatto ancora i conti con la realtà, vive come in una bolla, crede che nel romance possa trovare la risposta a ogni cosa, ma si renderà conto che non è esattamente così. L’università non è il luogo che aveva immaginato e sin da subito deve vedersela la complessità delle materie da studiare, con una routine diversa e con delle ansie che non aveva assolutamente tenuto in considerazione. Per di più, proprio alla Brighton, si ritrova ad avere a che fare con Aiden Jeon, anche lui recensore youtuber di romance, suo indiscusso rivale. Il problema non è esattamente lui, ma la sua community, che pare sempre enfatizzare le opinioni di Aiden e remare contro quelle di Irene, facendole perdere credibilità. L’assegnazione di un compito a coppia, la fa inaspettatamente trovare a stretto contatto con lui, e posso da subito assicurarvi che la tensione sarà sempre alle stelle, con questi due. La rivalità tra loro è piacevole da leggere, e capitolo dopo capitolo, ci ritroveremo a esplorare insieme a Irene qualsiasi trope romance esistente, durante la sua ricerca di un fidanzato ideale e anche quando, con Aiden, nascerà una sorta di sfida a chi trova prima l’amore grazie ai trope.

Okay, ammetto che nominare così tanto i trope mi fa un po’ sentire cringe (e anche usare la parole cringe in questa recensione mi fa sentire cringe), ma giuro che non leggevo niente di tanto carino da tempo. L’escamotage dei trope è solo la maniera che l’autrice ha trovato per raccontare una storia in cui sia facile entrare, perché ormai loro la fanno da padrone quando dobbiamo scegliere cosa leggere; una volta dentro, vi renderete conto di quante tematiche vengono messe in ballo e inizierete a guardare il libro con occhi diversi. Perché Romance Rivalry non è solo un libro che parla d'amore attraverso i trope, ma è molto di più.

Innanzitutto, abbiamo una ragazza che è una figlia di mezzo e come tale soffre della sindrome da figlia di mezzo. Ha una sorella che fa la modella per famosi brand cosmetici coreani, un fratellino che è una star del golf, e poi c’è lei, che sta ancora cercando la sua strada e vuol solo far felici i genitori. Ecco perché decide di diventare un’editor, per accontentare la madre che ama leggere, e frequentare Brighton, per accontentare il padre che l’ha frequentata prima e ha sempre desiderato lo facesse anche lei.

“[…]sono la figlia di mezzo che non ha mai davvero combinato niente e che continua a cercare di fare colpo sui suoi genitori facendo tutto quello che loro vogliono… e fallendo.”

Irene fa di tutto per non deludere i propri genitori, per essere importante ai loro occhi quanto lo sono suo fratello e sua sorella. Vuol essere qualcuno anche lei, ma dato che l’unica cosa che sa fare, e che ama, è leggere romance, se deve essere grande in questo campo, vuole essere letteralmente la numero uno. Le critiche la distruggono, le aspettative anche, e a modo suo cerca di non vacillare, di reggere tutto, ma non sarà un’impresa facile.

A farla dubitare ancora di più di se stessa, si mette Aiden, quel rivale che sembra essere perfetto in tutto e riuscire in qualsiasi cosa. Quel ragazzo che la segue ovunque, che la mette alla prova, che la sfida, che sembra uscito lui stesso da un romance. Come può detestare tanto una persona e allo stesso tempo trovare la sua compagnia piacevole? Però anche Aiden, come Irene, nasconde qualche segreto. Lui vuole diventare scrittore ed, essendo per metà coreano come Irene, anche lui è cresciuto in una famiglia che ha molte aspettative. Ma Aiden ci è andato contro e adesso vuole solo riuscire a realizzare i suoi sogni, a costruirsi un futuro con le sue sole forze, combattendo anche contro un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che gli crea non poche difficoltà.

L’autrice non manca qui di lanciare delle precise critiche alla società coreana che genera grandi aspettative soprattutto nei giovani e che li vuole sempre iper-performanti e produttivi, eccellenti in qualsiasi campo, argomento spesso presente anche in molti altri romanzi o serie tv coreane.

Nonostante la semplicità con cui il romanzo scorre, con i capitoli che riportano i titoli dei trope romance più gettonati, e piccoli stralci di recensioni che anticipano tali capitoli (idea carinissima, questa), mi sono ritrovata insieme a Irene anche a riflettere sul ruolo de* book-blogger di oggi. La protagonista ama profondamente leggere e recensire libri e ci trasporta nel suo universo che è anche il mio e quello di molt* di voi che mi seguono. Ci sono tutti i retroscena presenti, anche quelli più inaspettati, e questo mi ha fatto sentire molto vicina alla protagonista, a empatizzare talmente tanto da immedesimarmi completamente nella storia.

"La maggior parte delle persone nella mia vita non comprende la mia passione per la lettura e tanto meno rispetta il mio diritto di leggere dove e quando voglio."

 Ma non è soltanto questo. Romance Rivalry tocca le corde più profonde di noi lettor*, in questa storia siamo protagonist*, ci sentiamo capit*, ci sentiamo qualcuno, non soltanto uno o una qualsiasi del mondo blogger. I suoi problemi, le sue ansie, le sue paure, ogni suo piccolo gesto o rituale… sono anche i miei… i nostri. Ecco perché ho amato tanto questo libro e perché mi sento di consigliarvelo, perché questo libro parla anche di voi.
E se anche voi, come Irene, avete avuto problemi all’università, avete odiato il corso intrapreso o non capivate le materie da studiare, se anche voi vi siete sentit* sopraffatt* da una realtà che non si è dimostrata come vi aspettavate, allora avete con la protagonista ancora più cose in comune del previsto.

Irene ha deciso che vuole essere, per una volta, la protagonista nella storia della sua vita e per farlo usa i trope perché è l’unica cosa che sa di conoscere bene. Vuole essere un’eroina romance come quelle che è abituata a leggere. Vuole riuscire a superare la sua ansia sociale e diventare qualcuno di cui la sua famiglia possa essere fiera, realizzando persino i loro sogni. Ma si renderà conto troppo tardi che la sua famiglia la ama per ciò che lei è e vuole solo che sia felice...

Questa storia mi ha regalato delle ore di lettura spensierate. Per tutto il tempo mi è sembrato di guardare uno dei miei k-drama preferiti, ma con questo non intendo che sia tutto edulcorato, anzi sicuramente chi guarda k-drama come me, saprà bene quanto profondi riescano ad essere, in una maniera così semplice che ti spiazza. Come vi dicevo, mi sono rivista molto in Irene, ma anche Aiden è un personaggio ben caratterizzato, in cui ci si può rispecchiare. Di certo, si avrà un’idea migliore di lui verso la fine, quando l’autrice svelerà i suoi segreti e ci regalerà, come ciliegina sulla torta, anche un pov tutto suo, ma sin dall’inizio non potrete fare a meno di amarlo. Perché? Perché finalmente, anzi FINALMENTE, abbiamo un personaggio maschile che non è un completo malessere. Aiden non vuole essere rivale di Irene, lui la stima profondamente. Aiden non vuole metterle i bastoni fra le ruote, ma vuole aiutarla a brillare. Aiden non fa scenate pazze di gelosia, ma aspetta il momento giusto per rivelare i suoi sentimenti. E, quando lo fa, credetemi, vi farà palpitare il cuore. Aiden è in tutto e per tutto una green flag e se amate questo tipo di protagonisti, allora dovete conoscerlo. Vi innamorerete di lui, della sua ironia, delle sue premure silenziose, della sua gentilezza… e delle sue dannatissime fossette, naturalmente :P

Romance Rivalry è una storia super cozy, che nasce per coccolare chi la legge, ma che allo stesso tempo spinge a uscire dalla propria zona di comfort, a guardare al di là dei cliché, a sentirsi vist* e meno pers*, a essere più onest* in ogni ambito della nostra vita. Perché le bugie che Irene si racconta e racconta, sono le stesse che chiunque di noi conosce fin troppo bene. È qualcosa che abbiamo vissuto, che abbiamo attraversato. Pur di sentirci amat*, a volte, siamo dispost* a mettere da parte chi siamo davvero, a spingerci oltre, a sminuirci per trovare approvazione. Questo libro mette tutte queste cose su un piatto, te le mostra e ti fa capire che tutti portiamo una maschera, ma che anche senza quella maschera possiamo ricevere amore e approvazione. Possiamo mettere da parte l’ego, le paure e scoprire chi siamo veramente. Scoprire che non abbiamo bisogno di niente e di nessuno che ci salvi, perché possiamo salvarci da sol*, semplicemente rimanendo fedel* a noi stess*.

Il finale, poi, mi ha letteralmente tramortita. Il modo in cui Irene rimette a posto la sua vita, il modo in cui cerca di rimediare ai suoi errori, per essere degna non solo di Aiden, ma anche di se stessa. Davvero, non so più come dirvi che Romance Rivalry è esattamente il libro di cui ogni lettor* aveva bisogno. Vi aiuterà a ritrovare il vostro posto nel mondo.

Romance Rivalry è un libro tutto da scoprire (come Irene stessa dice di Aiden, quando inizierà a conoscerlo meglio) e sono sicura che vi farà emozionare come ha fatto emozionare me. Ho perso il conto di quanta roba ho appuntato su questo libro e quanti segnapagina ho consumato. Fatevi semplicemente il favore di leggerlo, dategli un’opportunità e poi venitemi a dire se ne è valsa la pena o mi sbagliavo. Vi aspetterò con un bel “ve lo avevo detto…” :)

5 tazzine di caffè, come non ne davo da tempo. Tutte meritate!

Fonte immagini: Pinterest

lunedì 18 maggio 2026

Booktour: Recensione di "Il Gigante Gedeone e l'uovo misterioso", di Antonella Arietano

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo del nuovo libro di Antonella Arietano, Il Gigante Gedeone e l’uovo misterioso, una nuova avventura della serie sulla Radura Incantata. Se nutrivate già un po’ di curiosità dopo Avvento nella Radura Incantata, non vi resta che scoprire anche questo nuovo volume, in cui ritroviamo Fate e Streghe della Radura, ma soprattutto il buon Gedeone e il suo amico fidato Zampalesta.
Ringrazio l’autrice per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta. Book Tour in collaborazione con Ultime dai libri.

Il Gigante Gedeone e l'uovo misterioso
di Antonella Arietano

Prezzo: 12,95 € (cop. flessibile)
Pagine: 75
Genere: libri illustrati, libri per bambini
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 7 marzo 2026
Illustrazioni: Carlotta Marricco

Il Gigante Gedeone è tutto preso dai lavori nel suo orto: la primavera è alle porte e c’è davvero tanto da fare! I suoi piani vengono stravolti il giorno in cui, mentre vanga il campo dietro la baita, si imbatte in un oggetto molto strano: è grande, tondeggiante, dall’aspetto pietroso, di un tenue color arancione venato d’oro… Un uovo di drago! Come ha fatto ad arrivare nel suo giardino? E soprattutto, si schiuderà davvero? Inizia una nuova, incantevole avventura nella Radura Incantata! Tra draghi, addestramenti, magie dei desideri, il buon Gedeone avrà parecchio da fare! Per fortuna, però, potrà contare sulle sue amiche Drusilla e Priscilla, e naturalmente sul suo fedele cane Zampalesta. Lasciati trasportare in questo magico volo di fantasia… a dorso di drago!

Il Gigante Gedeone e l’uovo misterioso
si presenta come la lettura ideale per la primavera. Se avete seguito il tour dedicato al libro, saprete che ogni volume della serie sulla Radura Incantata è dedicato a una celebrazione della Ruota dell’Anno. Questo libro, nello specifico, fa riferimento a Ostara, e quindi all’arrivo della primavera. Gedeone è un agricoltore, ama molto la natura, piantare semi, dedicarsi alla terra, prendersi cura del suo orto e delle sue piante, come abbiamo già visto nel primo volume. Sappiamo anche che, a differenza dei suoi simili, Gedeone è un gigante un po’ anomalo, perché non è affatto socievole o di compagnia, ma un personaggio un po’ burbero, che ama la solitudine. Col tempo, però, ha dovuto ricredersi, l’amicizia con le Streghe della Radura e con le Fate, lo ha reso più affabile, e poi è solo grazie a loro che il suo amico del cuore, il cane Zampalesta, adesso può parlare. Ma non si limita a questo la magia delle Streghe e delle Fate, che sono sempre pronte a mettere in pratica qualche incantesimo nuovo e rendere il luogo in cui vivono un posto speciale. 

In occasione della primavera si preparano gli alberelli primaverili, come da tradizione, appendendo fiori, fiocchi, pigne, ma soprattutto uova! E ad ogni uovo bisogna affidare un desiderio.

<<Alle uova si confidano i desideri più profondi! Un po’ come si fa con le stelle cadenti, per capirci, ma in più si possono decorare a piacere, e questo aggiunge un pizzico di divertimento! Le si può dipingere, ricamare, ci si può incollare sopra lustrini e nastri, quello che si vuole! E se nel farlo si pensa con intenzione al proprio segreto, se lo si affida con cuore sincero all’uovo che si sta preparando, ebbene… potrebbe avverarsi!>>

Gedeone è affascinato da questa tradizione e decide di fare anche lui il suo alberello. Insieme a Zampalesta decora le uova e, nel farlo, si perde un po’ nei ricordi. Ricordi del “prima”, di quando viveva insieme agli altri Giganti nella Valle delle Rocce e degli Incanti. Sarà proprio da quel ricordo che nascerà un po’ di magia, un desiderio recondito che lo porterà a ritrovarsi a che fare con un uovo di drago il mattino seguente. Che si fa adesso? Un drago! Come potrebbe mai prendersene cura, lui? Ma niente panico: le sue amiche della Radura sono pronte a intervenire e aiutarlo con saggi consigli. E, ovviamente, quel pizzico di magia che non guasta mai.

Anche in questa storia, come nel primo volume, ritroviamo tematiche molto care all’autrice e che non mancheranno mai nella serie: amicizia, inclusione, sostegno. Gli abitanti della Radura Incantata sono come una grande famiglia, una famiglia allargata e molto affiatata. Si aiuta chi è in difficoltà, si incoraggia chi è sconfortato, si porta allegria dove c’è tristezza. È impossibile non affezionarsi a una famiglia del genere, sempre positiva e ottimista e pronta a trovare soluzioni a qualunque problema. Gedeone ha tante cose a cui pensare e un draghetto nella sua vita non è esattamente ciò che gli serviva, ma il suo cuore lo ha desiderato e adesso non può tirarsi indietro dalle proprie responsabilità. L’intervento delle sue amiche è indispensabile, ma lo è ancora di più quello della sua vera famiglia, i Giganti, la cui specialità è proprio quella di addestrare draghi e, con i consigli giusti, anche Gedeone riuscirà ad addestrare il suo.

Ho apprezzato che l’autrice abbia scelto di dedicarsi, questa volta, a un racconto lungo piuttosto che a più racconti brevi come nel primo volume. La storia di Gedeone aveva sicuramente bisogno di più spazio, essendo lui un personaggio così ricco di sfumature. L’atmosfera festosa e giocosa del volume precedente la ritroviamo anche qui e, di sicuro, anche se la storia è più lunga, non ci si annoia a leggerla. Forse l’unica cosa che avrei aggiunto è una suddivisione in capitoli, per dare un ritmo ancora più cadenzato al libro e rendere la lettura più fruibile per i bambini più piccoli, che di fronte a tante pagine possono un po' scoraggiarsi. Resta comunque il fatto che La Radura Incantata è un luogo bellissimo da ritrovare sempre, insieme ai suoi personaggi vivaci e alle loro avventure, quindi non indugiate troppo e scopritela subito!

Molto belle, devo dire, anche le illustrazioni di Carlotta Marricco che ci accompagnano durante la lettura dando carattere al mondo colorato e incantevole creato dall’autrice e che già avevo avuto modo di ammirare nel primo volume. Un progetto, questo della Radura Incantata, che vi consiglio di seguire e che, sono certa, regalerà ancora tanto divertimento e momenti indimenticabili.

Il Gigante Gedeone e l’uovo misterioso è un libro in cui si respira davvero primavera, ma anche amore per la natura e per la famiglia, una famiglia che può essere quella di sangue come quella in cui, semplicemente, ti trovi bene. Gedeone ci insegna che non per forza dobbiamo percorrere una strada già segnata, un destino già scritto, ma possiamo scegliere la nostra strada, possiamo scegliere di cambiare direzione e seguire le nostre attitudini, fare ciò che più ci piace, anche se tutto il resto della tua famiglia si dedica ad altro. È una storia che parla fortemente di identità, senza mai dimenticarsi della collaborazione.

Non perdetevi questo libro e le altre storie in arrivo della Radura Incantata, un luogo che vi rapirà e vi regalerà gioia di vivere e allegria.
Immagine: @francikarou
Illustrazioni: Carlotta Marricco

giovedì 7 maggio 2026

Recensione: "Il Giglio" di Elsa Lohengrin

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi il blog riapre le porte a un’autrice molto apprezzata, ovvero Elsa Lohengrin, autrice della Saga degli Altavilla. Avevo già avuto modo di parlarvi della prima uscita della serie, Il Cigno, dedicata a un membro della famiglia Altavilla (una storia m/m che mi era piaciuta molto), mentre oggi, con la recensione di Il Giglio, scopriremo di più su Eleonora, la cara, dolce “Nora”.
Ringrazio l’autrice per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta. 

Il Giglio
di Elsa Lohengrin

Prezzo: 5,99 € (ebook) 15,98 € (cop. flessibile)
Pagine: 486 ca.
Genere: narrativa contemporanea, romance psicologico, saga familiare
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 1 marzo 2026

Eleonora D’Altavilla ha un sogno: laurearsi in germanistica e continuare a studiare le parole che tanto ama. Ma le sue priorità cambiano bruscamente quando incontra Daniel Roth, un dottorando della sua facoltà deciso a fare carriera a ogni costo. Markus Weiler, ricercatore presso la stessa facoltà, è invischiato in una velenosa causa di divorzio che prosciuga tutte le sue energie, spingendolo a distrarsi con ricerche che nulla hanno a che fare con la sua tesi di dottorato. Quando Eleonora si trova in difficoltà a causa di Daniel, Markus non esita a intervenire. Nessuno di loro può però immaginarsi dove poterà quella mano tesa – né dove condurranno le ricerche di Markus… Il Giglio è un romanzo autoconclusivo della Saga degli Altavilla, una serie dedicata alle vicissitudini dei membri di questa numerosa ed eclettica famiglia contemporanea. Può essere letto indipendentemente dagli altri romanzi della serie, ma contiene spoiler de Il Cigno.

Eleonora D’Altavilla
è la nuova protagonista di una delle saghe familiari più interessanti del panorama self attuale. Quella degli Altavilla è una dinastia molto affascinante e ogni membro della famiglia ha una storia unica da raccontare. Lo abbiamo visto con Killian, medico legale, l'abbiamo visto nella novella La ghirlanda, un prequel dedicato ai genitori e a come si sono conosciuti, e lo vediamo anche adesso in Il Giglio, con Nora, una studentessa di soli ventidue anni che si ritrova improvvisamente in una situazione assai critica. Nora frequenta la facoltà di Germanistica, a Berna, e desidera soltanto laurearsi e continuare il suo percorso di studi. È una ragazza molto carina, ma non è mai stata molto fortunata in amore. Ecco perché ha la tendenza ad affezionarsi troppo facilmente a chiunque le si avvicini un po’ di più e le dimostri interesse. Daniel Roth è un ricercatore della sua facoltà e Nora si sente molto fortunata a ricevere le sue attenzioni durante una festa, tanto che si lascia andare più del solito e si ritrova a passare la notte con lui. Ma quella notte avrà delle conseguenze inaspettate per la sua vita, perché dopo qualche settimana Nora si scoprirà incinta e ogni suo sogno, tutto ciò che ha sempre immaginato per il suo futuro, le si sgretolerà davanti agli occhi. Nora è giovane, ha altri progetti, non ha mai pensato di diventare mamma, o quantomeno, di diventarlo in un periodo così importante della sua vita. E soprattutto non lo ha pensato Roth, quel ragazzo che, una volta saputo della gravidanza, rifiuta lei e il bambino, non volendo compromettere la propria carriera. 

Per Nora è un duro colpo da accettare. Si rende conto di essersi illusa, di continuare a sbagliare e non vede via d’uscita. Ma per fortuna ha dalla sua una famiglia che le vuole bene e che è pronta a sostenerla qualsiasi cosa accada, in primis la cugina Iris, sua migliore amica e confidente, che sarà la prima ad aiutarla e a mettersi a disposizione per qualunque cosa lei abbia bisogno. E poi c’è Markus Weiler, anche lui ricercatore all’università, un ragazzo apparentemente riservato, che però nota Eleonora e si immedesima nella sua situazione, rendendosi disponibile da subito e dandole sostegno. Per Nora è quasi surreale che quel ragazzo si interessi a lei, una ragazza incinta e che per di più non ha fatto altro che trattarlo male dal primo momento. Ma Markus non sembra demordere, arrivando a fare cose per lei che nessuno si sarebbe mai aspettato. Dietro la sensibilità e le attenzioni di Markus c’è, in realtà, un’altra situazione non facile. Lui, infatti, sta affrontando un brutto divorzio, sta vedendo il suo mondo e le sue certezze andare in pezzi. Farsi la guerra con la moglie, lottare per l’affidamento dei figli, cercare di comprendere cosa sia andato storto e quando, non è facile per lui. Ecco perché sente di voler affiancare Nora, di non lasciarla sola. Soprattutto dopo aver saputo chi è il padre del bambino e come abbia reagito alla notizia.

Elsa Lohengrin ci catapulta, ancora una volta, in una storia intensa, fatta di emozioni vere, di situazioni reali, di personaggi pieni di spessore in cui è facile rispecchiarsi. Eleonora è una ragazza con tante insicurezze, all’inizio, bisognosa d’amore, di attenzioni, di gentilezza, perché lei è così. È una ragazza buona con tanto da dare, ma purtroppo si è sempre imbattuta nelle persone sbagliate, nei ragazzi meno adatti a lei. Questa nuova esperienza sarà, però, quella che finalmente le permetterà di cambiare, di crescere, di comprendere cosa vuole davvero, soprattutto cosa merita davvero. Per lei, ma anche per la creatura che avrà. Diventare madre è un grande cambiamento, l’evoluzione è inevitabile. Non sei più responsabile solo di te stessa ma anche di chi hai messo al mondo. E Nora, madre single, non può far altro che rimboccarsi le maniche e dimostrare al mondo che non è una ragazza sprovveduta e irresponsabile, che sa prendersi cura di una piccola vita e che sa andare avanti, nonostante le difficoltà. Continuerà a studiare, a dare esami, la vedremo maturare e diventare sempre più forte, sempre più immune agli ostacoli, la vedremo arrivare dove ha sempre voluto, anche se la strada intrapresa sarà più lunga e impervia. Darà prova del suo carattere, del sangue tipico degli Altavilla, e anche di questo si innamorerà Weiler, che le resterà al fianco durante tutto il suo percorso e sarà, anzi, per lei, un supporto importante e decisivo.

La narrazione è in prima persona, si alterna seguendo i punti di vista di entrambi i protagonisti e, così come vedremo pian piano Nora affrontare le sue sfide, seguiremo anche le vicende di Markus, invischiato in una situazione non meno problematica. Markus è un ragazzo quasi anomalo per i giorni nostri, un ragazzo d'altri tempi, diremmo, uno che ti regala i fiori, che ti incide un audio con una lettura, uno che di premure ne ha in abbondanza, esattamente il tipo di ragazzo di cui Nora ha bisogno. Si prende cura di lei in maniera spontanea, gentile, senza chiedere nulla in cambio. La loro storia si sviluppa lentamente, una dinamica che non si può che apprezzare (in mezzo a tanti amori, tra le pagine, fin troppo istantanei), che ci dà modo di indagare meglio i personaggi e i loro contesti, di assaporarne meglio le interazioni. Vengono da due mondi diversi, ma hanno molto in comune, alla fine, e riescono a crescere e migliorarsi a vicenda. La loro relazione nasce nel momento in cui entrambi riescono ad abbassare le proprie difese, decidendo di rischiare ancora una volta, di credere ancora nell'amore.

Come sempre, in questa storia, non mancano le apparizioni degli altri membri della famiglia e ogni volta che si ritrovano ti fanno desiderare di farne parte anche tu. Gli Altavilla sono una famiglia con i suoi difetti ma profondamente legata. Ci sono sempre l’uno per l’altra, si vogliono un bene dell'anima e sicuramente nel romanzo avremo modo di approfondirla ancora meglio e conoscerne nuovi aspetti. 

 Se amate le storie familiari appassionanti e moderne, se avete voglia di una storia d’amore piena di incognite, se cercate un romanzo scritto bene e che sappia emozionarvi, Il Giglio è la lettura ideale per voi. Tra l’altro, adoro il fatto che la famiglia Altavilla sia multiculturale, ecco perché dico che ogni personaggio ha davvero la sua storia da raccontare. Scopritele tutte in questa saga avvincente.
Fonte immagini: Pinterest



Booktour in collaborazione con Ultime dai libri.

lunedì 16 marzo 2026

Recensione: "Il Regno scritto col fuoco" di John e Kristen Confalor

Buongiorno, lettor*! ^^
Ritorno oggi con la recensione di Il Regno scritto col fuoco, un fantasy che mi ha sorpresa parecchio e di cui vi avevo già parlato su Dracones. È stata una lettura che mi ha conquistata poco a poco, con parecchie idee originali e uno stile secco ma tagliente. Un esordio che vi consiglio, se cercate una storia avventurosa e divertente. Spero John e Kristen Confalor ci regalino presto qualche altra storia o il seguito di questa, perché sarei curiosissima di leggerli.

Il Regno scritto col fuoco
di John e Kristen Confalor

Prezzo: 19,80 € (cop. flessibile)
Pagine: 336
Genere: fantasy, dark-fantasy, epic-fantasy
Editore: Youcanprint
Data di pubblicazione: 18 febbraio 2025

In un regno sul filo della distruzione in cui draghi e umbrat disseminano il terrore, la religione che salvaguarda l'umanità è messa in dubbio da ribelli fou, eretici seguaci del dio dei racconti. Una ragazza segnata dall'artiglio di un drago, diventerà una delle Sacrem, un gruppo di elette prescelte dal culto per frequentare la scuola che le preparerà ad Ascendere e salvare tutti dalla distruzione. Ma le cose non sono sempre come sembrano. Tra il fragore delle armi e sacri rituali, il dubbio si insinuerà, corrodendo dall'interno l'impalcatura su cui si fonda il sacro regno di Columnae. In questa enigmatica realtà dove nulla è come sembra i fratelli John & Kristen daranno voce a tematiche mai come ora attuali: la ricerca di sé stessi ed una via di fuga in un mondo che incatena l'individuo a schemi preimposti. Ma la vera chiave di lettura la si lascia al lettore, che attraverso l'ascolto guidato che il duo ha appositamente selezionato, potrà lasciarsi trasportare e vivere intimamente questa meravigliosa avventura.

C’erano una volta (e ci sono ancora)... un fratello e una sorella, appassionati di mondi fantasy, che hanno deciso di dar vita a una storia tutta loro, partendo da una canzone. Wheightless dei Washed Out è il brano che li ha stregati e da cui tutto ha avuto inizio, come ci tengono a far sapere nei ringraziamenti del loro romanzo d’esordio, Il Regno scritto col fuoco. Una canzone che, effettivamente, riesce a trasmettere forti emozioni all’ascolto e che per John e Kristen Confalor ha rappresentato un punto di partenza. La musica, infatti, non è solo al centro del romanzo come moltissimi altri elementi, ma ne è la colonna portante, poiché i due autori hanno stilato una vera e propria playlist a corredo della lettura, con tanto di QRcode per accedervi. Un accompagnamento importante e onnipresente che riesce a dare risalto alle scene più epiche o ad accordarsi ad altre ugualmente potenti.

Non è la prima volta che resto sorpresa da autor* italian* che scrivono fantasy degni di nota e anche questa volta ho avuto l’occasione di ritrovarmi tra le mani un romanzo che mi ha stupita. John e Kristen Confalor hanno creato un mondo stupefacente, riuscendo a dargli un tocco di originalità che non mi era ancora capitato di leggere. Ci troviamo in un regno popolato da draghi, un regno in rovina che puntualmente si ritrova a sacrificare una Regina affinché venga protetto dalla Dea. Il culto della Dea è molto diffuso a Columnae e tutte coloro che vengono “toccate” dall’artiglio del drago sono destinate a diventare delle Sacrem e avere l’onore, un giorno, di divenire Regine e di “ascendere” per salvare il proprio regno. 

"Il tocco del drago non strappa la mia vita ma la cristallizza nel tempo, come punizione infinita. E, così, sono io a dover espiare la sua colpa… Ma il mio sacrificio non sarà vano. Sarò la fiamma che caccia le ombre, speranza eterna come solida pietra e allora il male sarà sconfitto e il mio popolo sarà salvo."

L’Ascensione è qualcosa che Eve non conosce così bene, ne sente parlare alla madre, come una storiella che si tramanda di generazione in generazione, ma lei è ancora una bambina e certi argomenti non attirano la sua attenzione. Fin quando, un giorno, non si ritrova a perdere ogni cosa. Tutto il suo mondo crolla davanti ai suoi occhi e Eve è costretta a rivalutare la propria vita, il proprio futuro, e ad accogliere quelle tradizioni che mai avrebbe creduto le sarebbe toccato conoscere così da vicino. Un drago terribile devasta il suo villaggio e solo grazie all’intervento di alcuni valorosi cacciatori di draghi riesce a salvarsi. Ma Eve non è più la stessa, adesso è marchiata dall’artiglio del drago. Inizia così un viaggio impervio, insieme a quei cacciatori che l’hanno protetta una volta e che sembrano disposti a farlo ancora per chissà quale motivo. Lei è destinata a diventare una Sacrem e, forse un domani, a diventare Regina e ascendere, ma questo cosa significa per lei? Ed è davvero l’unica scelta che il destino può riservarle?

"Certe scelte non sono né giuste né sbagliate ma solo… necessarie. E possono cambiare il cuore degli uomini."

Eve non vuole ancora pensarci, finché è solo una bambina, ma sembra che la sua storia sia stata scritta e che, inevitabilmente, sappia già che risvolti di trama imboccare…

Ed eccoci all'elemento più originale del libro, ovvero a un tipo di culto che si affianca a quello della Dea e che vede alcuni esseri umani, definiti “Fou” (folli), che credono esista un dio Narratore, uno scrittore che gioca a muovere le fila dei destini dei protagonisti del regno. Un espediente narrativo molto affascinante, questo, che, confesso, mi ha tenuta incollata alle pagine, legandomi alle vicissitudini di tutti i personaggi.

"Loro credevano che esistesse un Dio dei Racconti. Egli era il guardiano e creatore dell’esistenza di ogni cosa, perché era con la sua penna e il calamaio che scriveva ciò che sarebbe dovuto accadere. Uno scrittore con il compito di dare forma e destino ad ogni cosa. Uno scrittore col peso di dover filare una trama credibile e coerente, uno scrittore con delle regole da seguire che spesso lo mandavano in crisi, creando sconvolgimenti nel mondo… uno scrittore in cerca del finale perfetto, proprio come tutti gli scrittori."

Nel corso della lettura, ognuno di loro ha avuto modo di affrontare un proprio percorso di formazione, soprattutto Eve che, da bambina impaurita e triggerata dalla vita, è riuscita a tirar fuori un coraggio inaspettato, ad opporsi a un destino già segnato, a cercare una soluzione che potesse salvare se stessa e il regno senza più inutili sacrifici umani. Una ricerca non facile, che richiede tempo e che giunge a qualcosa di concreto solo quando è il momento giusto, al trascorrere dei capitoli necessari affinché si compia ciò che il Narratore ha in serbo per lei. Dovrà prima fare la conoscenza di Soren e Avraham, all’interno della scuola per Sacrem, due personaggi che risulteranno indispensabili per portare a compimento il suo destino e quello dell’intero regno. Soren, la sua fidata spalla destra, la sua spada, colei che è pronta a difenderla anche a costo della propria vita, l’amica che mai avrebbe creduto di poter avere, i cui sentimenti per lei sono così potenti e cristallini che volerle bene le viene fin troppo naturale. E poi c’è Avraham, un Verbant con una luce negli occhi che, sin dal primo istante, è capace di farla sentire al sicuro e amata. Due amici che mai l’abbandoneranno e grazie ai quali riuscirà a portare a termine una missione apparentemente impossibile, quella di capovolgere le loro sorti e dar vita a qualcosa di nuovo.

"[…] avrebbero fatto tutto il possibile per proteggere ciò che amavano, a costo di perdere tutto."

Ogni cosa in questo romanzo riesce a far vibrare l'immaginazione de* lettor* e a mantenerla sempre accesa. Escludendo alcuni refusi, purtroppo presenti, e un po’ di ripetitività, il testo risulta avere una sua forma ben definita e, a differenza di molti romanzi scritti a quattro mani, non si percepisce alcun cambio di stile o discontinuità, come si trattasse di un'unica voce narrante. La trama è abbastanza complessa ma non tanto da non riuscire a comprenderla appieno. Con degli escamotage di tutto rispetto, che mai appesantiscono la storia, i Confalor hanno saputo inserire spiegazioni valide e plausibili sul funzionamento del regno, sulle sue leggi basate su un credo che governa ogni cosa e sull’affiancamento di un altro culto, meno praticato - più che altro sussurrato e ritenuto prerogativa di gente alienata - che potrebbe esistere come anche no. Il bello del romanzo è proprio la sua capacità di metterti di fronte a queste due realtà, ben distinte, che però sembrano far parte l’una dell’altra. Una realtà dentro una realtà, una sorta di metaracconto, che si apre come un fantasy classico per poi evolvere in qualcosa di totalmente diverso, lasciando l* lettor* al varco di una nuova storia, di un nuovo regno, un nuovo mondo pronto a sorprendere.

Il Regno scritto col fuoco regala momenti di puro divertimento, avventura e azione che comprendono battaglie contro draghi letali, incontri con creature leggendarie, ponti di arcobaleni, viaggi attraverso foreste angosciose in cui affrontare i propri demoni interiori e molto, molto altro. Ma ci sarà spazio anche per dei legami che riusciranno a tenere con il fiato sospeso, come quello tra Eve, Soren e Avraham, il cui sentimento reciproco è qualcosa che fa sicuramente scalpitare di più il cuore. Non si parla di romance vero e proprio ma di qualcosa a metà tra amicizia e amore che i Confalor hanno gestito molto bene senza mai scadere nel banale. Non mancheranno i colpi di scena, concentrati soprattutto nella parte finale del romanzo, con persino un plot twist così sconvolgente che servirà qualche minuto buono per riprendersi.

Altro punto a favore del romanzo, la presenza delle illustrazioni di Cinzia Capurso all’interno del volume, che sottolineano passaggi e momenti decisivi e accompagnano, insieme alla playlist delle canzoni - sempre presente nelle note a piè di pagina - lungo un viaggio che non è soltanto quello dei protagonisti, ma anche di chi legge. Vi sentirete davvero parte di questa storia, avvinti da tematiche anche molto attuali. La ribellione a un sistema politico che ti impone cosa accettare e cosa credere, un destino già scritto al quale sottrarsi, un'identità sessuale libera e senza pregiudizi. Il tutto condito da una buona dose di magia, creature inquietanti e sanguinarie, riti sacri, battaglie epiche, morti devastanti.

Il Regno scritto col fuoco ha tutte le carte in regola per imporsi nel mondo del fantasy italiano e restare impresso grazie a elementi innovativi e intriganti. Consiglio assolutamente di dargli un’opportunità, mentre per quanto mi riguarda, resterò in attesa del prossimo volume, augurandomi ancora più emozioni e sorprese.
Fonte immagini: Pinterest

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