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sabato 22 giugno 2013

In libreria: "La soglia" di Ursula Le Guin

Cari caffeinomani,
vi presento un romanzo di un'autrice che, chi mi conosce bene, sa quanto ammiri. Lei è Ursula Le Guin, regina di romanzi fantasy e di fantascienza (a giorni la recensione del suo Paradisi Perduti), che torna in libreria con La soglia, dopo circa 30 anni, in una nuova traduzione.

<<Un fantasy magico, lirico ed eccezionalmente ben scritto.>>
TIME MAGAZINE

La soglia
di Ursula Le Guin


Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 240
Editore: Gargoyle (collana Books)
Genere: Fantasy
Data di pubblicazione: 20 Giugno 2013

Irene e Hugh provengono entrambi da famiglie disastrate. Lei deve subire i maltrattamenti di un patrigno alcolizzato e violento, mentre lui non sopporta l’invadenza di sua madre. Ma un giorno, per caso, scoprono la soglia, un passaggio segreto che conduce in un mondo dove le leggi spazio-temporali sembrano non esistere. Hugh e Irene non sanno come o perché abbiano accesso a questo luogo incantato, sperduto tra i boschi, sanno solo che ogni volta che vi si rifugiano, trovano la pace, sfuggendo così agli opprimenti problemi della vita reale. Mentre Irene, però, non sempre ha il potere di entrarvi, Hugh invece perde spesso la strada per uscirne. Così, dopo la diffidenza iniziale, i due decidono di incamminarsi insieme verso Tambreabrezi, la mitica città del Nord, per salvare i suoi abitanti da un destino ignoto e terribile. In questo modo – e lasciandosi travolgere da un’improvvisa passione – impareranno ad affrontare le difficoltà della crescita e a sciogliere quei vincoli che imprigionano le loro vite nella dimensione reale, per approdare a una nuova libertà.

Considerato un classico della fantascienza contemporanea, La Soglia di Ursula K. Le Guin (titolo originale The Beginning Place, 1980) ancora oggi, dopo trent’anni circa dalla sua prima pubblicazione, continua a sorprendere per la forte carica evocativa. Con il suo inconfondibile stile e un registro fiabesco capace - a tratti – di sfiorare la poesia, in questo romanzo la scrittrice americana presenta già in embrione tutte le caratteristiche del suo universo letterario e fantastico: il viaggio in un mondo incantato, che fuori di metafora diventa una vera e propria fuga dei due ragazzi dalle difficoltà della vita reale, la contrapposizione fra due dimensioni spazio-temporali, l’esplorazione dell’inconscio e dell’altro da noi, il rapporto uomo-donna. I temi cari alla letteratura utopica angloamericana si innestano in un’analisi delle dinamiche della società contemporanea e si fanno pretesto narrativo per indagare le profondità più recondite dell’essere umano, con le sue paure e debolezze, ma anche con le passioni e le speranze più pure e vitali.

L'autore

Ursula K. Le Guin (Berkeley, California, 1929) è una delle scrittrici più rappresentative e di successo della letteratura internazionale. Tra i molti riconoscimenti, il National Book Award, 5 premi Hugo, 5 premi Nebula, il Kafka Award; l'autrice, inoltre, è stata finalista al Pulitzer Prize e all'American Book Award. Nota soprattutto per le sue opere narrative in campo scientifico e fantastico, grazie alla profondità e attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo al pacifismo, dal socialismo all'anarchismo passando per le questioni razziali, i suoi romanzi sono conosciuti e apprezzati ben oltre i tradizionali confini del genere. Quasi tutti i suoi libri sono diventati dei best-seller internazionali, tradotti in più di 16 lingue e sempre ripubblicati nel corso degli anni. Tra i più importanti ricordiamo La mano sinistra delle tenebre, Il mondo della foresta e I reietti dell'altro pianeta. Dal terzo e quarto libro della fortunata serie di "Earthsea" (1968-1972) è stato tratto, nel 2005, il film di animazione I racconti di Terramare diretto da Goro Miyazaki, figlio del maestro Hayao Miyazaki. In Italia la Le Guin è stata pubblicata da Mondadori, Tea, Nord e Cavallo di Ferro.


Davvero molto interessante, non trovate?
xoxo




martedì 23 aprile 2013

Recensione + Intervista: "I vivi, i morti e gli altri" di Claudio Vergnani


Eccoci alla seconda recensione di oggi, amici!
Questa, forse, l'attendevate con più ansia, dal momento che a seguire troverete anche un'intervista esclusiva all'autore! Lo ringrazio anticipatamente per il tempo concessomi e soprattutto per la sua cortesia. E' stato un piacere per me intervistarlo e averlo ospite qui sul blog!
Ringrazio anche Michela della Gargoyle per la sua gentilezza e le continue premure;)

I vivi, i morti e gli altri
di Claudio Vergnani


Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 480
Genere: Horror
Editore: Gargoyle Books

Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla. Oprandi, ex militare di mezza età, stanco della vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come?Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale. L’impresa, com’è prevedibile, si rivela tutt’altro che semplice.

<<Questo non è l'inferno. Questo è molto peggio.>>

Metto subito le mani avanti e vi confesso che non sono una grande appassionata di romanzi horror. In effetti, ne ho letti davvero pochissimi e quei pochi che ho letto non mi hanno neanche entusiasmato molto. Bene, questo non è assolutamente il caso del romanzo di cui sto per parlarvi! Leggendo I vivi, i morti e gli altri ho scoperto quanto fascino possa possedere anche un romanzo di questo genere e quante emozioni sia in grado di suscitare. Emozioni forti. Direi, quindi, che chiunque le ami, non può farsi scappare l'opera di Claudio Vergnani!

In questo romanzo tutto è stravolto. L'Italia è un Paese quasi irriconoscibile, un luogo contaminato dall'avvento di una tremenda piaga, che lo ha reso spaventoso e violento. Morire è divenuto più comune che nascere, ma dopo la morte il riposo eterno non è contemplato. I morti si risvegliano e camminano, inondano le strade e sono bramosi di carne umana. Gli zombie sono sinonimo di Apocalisse, sono un'orribile malattia che sta prendendo il sopravvento in maniera rapida e inarrestabile e che porterà alla distruzione di tutto. Non c'è certezza del domani, non c'è futuro. C'è solo un motto: "si salvi chi può".
Oprandi è un ex militare alcolizzato senza scopo nella vita, una persona che porta dentro di sé un vuoto inspiegabile, che ha colmato con una buona dose di acredine e di pessimismo verso ogni cosa. Ha un solo desiderio: fuggire il più lontano possibile dallo scempio che lo circonda, da quell'orrore dilagante che incute timore persino a lui, abituato alle brutture della vita. Per farlo si rivolge ad una facoltosa donna, la signorina Ursini, proponendole un patto: lui recupererà il cadavere del padre se lei gli assicurerà una fuga sicura in Svizzera, l'unico luogo momentaneamente privo di pericoli.
Inizia così il viaggio dell'uomo, alla ricerca di un corpo putrefatto, ma soprattutto alla ricerca di se stesso. Questo romanzo, infatti, non è che una parabola dell'esistenza umana, di fronte all'imprevedibilità degli eventi e al triste, traboccante declivio di una realtà alternativa e cupa al nostro mondo. C'è una profonda introspezione dell'animo umano, un'indagine della solitudine di un uomo disilluso, che non crede più in nulla, ma che individua una piccola possibilità di remissione in un gruppo di compagni dalle personalità bizzarre. In una bambina dolcissima di nome Bibi, unico elemento puro in mezzo all'abominio diffuso.
Oprandi è un personaggio molto profondo e ben caratterizzato, fatto di emozioni appena palpabili, che il lettore vorrebbe cogliere ma che spesso non riesce a fare. Ciò che comprende di lui è solo ciò che l'autore vuole che comprendiamo, il resto è un mistero che è giusto rimanga tale, per far sì che il personaggio sia fino in fondo come dev'essere: la chiave di una soluzione che va ricercata in noi stessi. Siamo spavaldi e coraggiosi fino a un certo punto, portiamo avanti per anni questa nostra immagine, ricoprendola di certezze e convinzioni. Poi, quando giunge il momento di confermare il nostro coraggio, la nostra improbabile personalità, voltiamo le spalle in cerca di una via di fuga.
  E' facile essere i Vivi o i Morti, è un binario a senso unico quello, ma essere gli Altri, è molto peggio.

 "Vivi fuori ma perdutamente morti dentro, più ancora degli zombie. Sono coloro che nella calamità abdicano al ruolo di uomini e si fanno meno di un uomo, meno di un cane, meno di un topo. Coloro che veramente riportano indietro le lancette dell'evoluzione."

E' un romanzo, I vivi, i morti e gli altri, da cui inizialmente ti aspetti una storia macabra e ricca di azione - dato che parla di zombie e catastrofe - ma che pensi poi non abbia molto altro da dire. Invece, vi assicuro che c'è da ricredersi! Chiunque si accosterà a questa lettura, si prepari, perché riserva sorprese e spunti di riflessione importanti. Inutile dirvi quanto mi sia piaciuto, proprio per questi motivi... Una storia che tra scenari raccapriccianti e violenza inaudita, riesce a dare spazio anche alla tenerezza, all'amicizia e all'amore. Alla scoperta dei valori per cui vale la pena vivere, alla riflessione sul dolore e sull'inevitabile malinconia di fronte ad un mondo al tracollo. Vergnani offre al lettore uno stile ammirevole, fatto di una narrazione di alto livello, di attenzione per i particolari, di ritmo serrato e tensione costante. Il tutto condito da un'ironia disarmante, che stempera, in diverse occasioni, l'ansia accumulata da una lettura avida. Con il poco fiato che l'autore ci lascia, riusciamo a cogliere varie sfumature di un romanzo che si propone di mostrarci le alternative che potremmo avere in una situazione disperata, quando tutto è perduto e possiamo contare solo su noi stessi e la nostra forza di volontà. Attraverso i vari incontri che fa il protagonista consideriamo tali opportunità, che non sono molte e, spesso, corrispondono a scelte esecrabili. Ma in tempi duri, sembra che tutto sia giustificato. Oprandi dovrà affrontare tutta una serie di prove che metteranno in discussione ogni cosa, una lotta spietata e senza esclusione di colpi,  non solo contro i morti viventi, ma anche contro i vivi. Gente disposta a tutto pur di rimanere in vita e zombie che si riversano da un luogo all'altro come sciami di api, divorati da un'insaziabile fame, saranno i suoi più accaniti rivali. Due categorie, i Vivi e i Morti, che ad un certo punto si confonderanno, sorprendendo sia il protagonista che il lettore. Il peggio verrà fuori da coloro che hanno coscienza e sono in grado di scegliere, ma che turbati da un mondo in dissolvenza, non si faranno scrupoli di fronte all'idea di compiere azioni scellerate e crudeli, anche verso i propri simili. Una sconfortante circostanza su cui l'autore pone l'accento, confrontandola con un'altra ancora più impressionante. Perché esistono "prodigi belli e terribili"... e ci si può assistere anche in tempi di crisi.
Infine, la prova più difficile di tutte, per Oprandi: sopravvivere a se stesso. Un viaggio, il suo, ricco di colpi di scena, imprevedibili conseguenze e scontri cruenti. Una missione che, tra avventure al limite della resistenza umana, lo porterà a riscattarsi, a riscoprire l'importanza di determinati valori e a riappropriarsi di un'identità più adatta a sé.

<<Una cosa quelle creature sventurate me l'avevano insegnata: se sei ancora padrone del tuo destino e ti si offre una possibilità - anche se questa possibilità è nel mezzo dell'inferno - non tirarti indietro, cogli l'occasione e sii tutto ciò che puoi essere, sperando che sia qualcosa di buono.>>

Molto consigliato, sopratutto agli amanti del genere horror. Questo romanzo ha decisamente una marcia in più!


E, adesso, non lasciate questo blog perché ho intervistato per voi Claudio Vergnagni, l'autore de "I vivi, i morti e gli altri"!

Estratto

Gli zombi, come batteri cannibali, stavano infettando la terra. Ovunque, nello stesso preciso momento e senza che si sapesse il perché. Dopo alcuni mesi era possibile catalogarli in più varietà. […] C’erano i cosiddetti Freschi, morti da poco e da poco quindi resuscitati, ancora integri e veloci; gli Erranti […]; i Piagnoni […]; i Rabbiosi […]; gli Straccioni, che rimanevano a marcire come fagotti di carne rancida a pochi passi dal luogo della resurrezione, incuranti di tutto ciò che li circondava e che sembravano attendere la benedizione della vera morte tramite la lenta consunzione del corpo; e infine i più temutidi tutti, gli Accaniti, che presa casualmente di mira una vittima qualsiasi, erano capaci di rimanere per giorni e giorni a battere contro la sua porta e non avevano pace fino a che non l’avevano infine squartata e divorata, o erano stati distrutti nel tentativo.

L'autore

Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all'altro: dalle palestre di body-building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d'esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013) , ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l'entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L'ora più buia (2011)

L'intervista

- Ciao Caludio! Ti ringrazio per questa intervista e per il tempo che mi stai concedendo... E' un vero piacere, per me, ospitarti sul mio blog! :)

- Grazie a te :)

- Iniziamo parlando della tua opera... Cosa ti ha ispirato una storia in stile zombie-apocalypse?

- Sapevo che era rischioso, perché ormai di zombie sono pieni gli scaffali, ma in primo luogo amo il genere (gli zombie di George Romero e di Zack Snyder mi piacquero molto), in secondo luogo, proprio perché lo amo, mi piace entrarvi - con rispetto - e poi dire la mia, aggiungendo novità, non minestre riscaldate.

- La tua precedente opera è una trilogia dedicata ai vampiri. C'è qualche elemento in comune con questo nuovo romanzo?

- Sì, che vampiri e zombie rappresentano poco più di uno sfondo per parlare di esseri umani che l'orrore, la paura, lo sfinimento mettono davanti a sé stessi. E spesso i miei protagonisti imparano cose, di loro stessi, che non gli piacciono. Il focus dei miei romanzi è sì l'azione, ci mancherebbe, ma anche la riflessione, anche - direi - l'onestà di andare controcorrente non per snobismo, ma per tentare strade nuove che non sempre portano a finali consolatori.

- Numerosi spunti di riflessione sono offerti, infatti, dal tuo romanzo. C'è anche una distinzione, alla fine, tra le categorie Vivi, Morti e Altri... Come sei giunto all'individuazione di quest'ultima categoria?

- La razza umana è da sempre in bilico tra il bene, la nobiltà d'animo, l'intelligenza, il coraggio e il male, la violenza, la brutalità e la vigliaccheria. Può bastare poco a far pendere la bilancia da una parte o dall'altra. Lo vediamo oggi più che mai che siamo tutti sull'orlo di un precipizio. In fondo a quel precipizio c'è qualcosa che ci dirà chi siamo realmente. Tra il bene e il male c'è una larga terra di nessuno, continuamente mutevole. Mi piaceva l'idea di indagare anche su di quella.

- E in quale categoria pensi di rientrare tu?

- Non lo so ancora.

- Chissà, magari lo scoprirai più avanti... così come il nostro Oprandi, magari ti aspetta un cammino che farà, prima o poi, luce su tutto...

- Magari ciò che scoprirò non mi piacerà.

- Continuando a parlare di Oprandi... E' un personaggio molto particolare, che ha perso fiducia in se stesso e nel prossimo, e che è "vivo fuori", ma completamente "morto dentro". Quanto ti senti simile a lui, o meglio, quanto di te c'è in Oprandi?

- Sì, niente di particolarmente originale in questo. Intendo nel suo stato d'animo. La parte interessante è il suo "percorso di consapevolezza" all'interno di un inferno sulla terra. E' un uomo con tutte le carte in regola per dare il peggio di sé, e invece, in qualche modo, la sua fragilità, il suo essere "solo, triste e alla fine" si riveleranno fattori importanti. In certi sconvolgimenti, il solo uso della forza è una via "finita".
Non so onestamente come mi comporterei al suo posto, ma una cosa è certa: ho scritto il romanzo in piena sincerità, e alla fine quel che diceva lui era ciò che pensavo io. Poi, naturalmente, alcuni aspetti di base sono comuni: l'età, i trascorsi militari, l'aver provato veramente la paura del combattimento. E anche altre cosucce di affratellano.

- Una piccola parentesi amorosa è presente nel tuo romanzo. Jas è la possibilità che il destino offre al nostro "eroe", anche in mezzo all'inferno. Cosa rappresentano lei e la piccola Bibi per un uomo come Oprandi? 

- La prima un prodigio inaspettato d'amore e passione, ma anche tenerezza e stupore; la seconda... un problema in più, ma, alla fine, anche uno spartiacque tra ciò che Oprandi era e ciò che poi sarà.

- Nel tuo romanzo si parla di imminente fine del mondo. In che modo immagini tu che potrebbero concludersi i nostri giorni? E quanta paura ti fa questo pensiero?

- Ho tante paure, ma non questa. Posso provare dispiacere per altri, magari, ma non per me. Io sono stato fortunato. Ho vissuto. Ho fatto più o meno ciò che potevo. La fine del mondo non mi fa paura. Mi spaventa di più questo atroce e umiliante lungo momento di agonia. 
In quanto a ciò che potrebbe essere la fine del mondo, credo che sia già iniziata e che sia lì, sotto i nostri occhi. Il mondo siamo tutti noi. Guardiamoci dentro e capiremo se finirà e come. 

- Nel romanzo compare anche un gruppo di superstiti legati alla vita in modo spaventoso, disposto a terribili crudeltà, pur di salvaguardarsi. Nella recensione ne ho fatto cenno, ma vuoi spiegare tu qualcosa in più a riguardo? Devo dire che, personalmente, queste persone mi hanno spaventata più degli zombie stessi...

- Come dicevo, camminiamo tutti sul filo del rasoio. La storia ce lo insegna. Forse, chiunque di noi, in determinate situazioni, potrebbe macchiarsi delle peggiori atrocità. La paura alimenta la paura, e la reazione più immediata è la violenza. Per tanto tempo si è pensato che la gente volesse essenzialmente la giustizia, ma non è così: la gente vuole la vittoria e il proprio imporsi. Se così non fosse, vivremmo in un Eden, e invece...
I superstiti sono molto pericolosi, perché si riconosceranno in un gruppo, e per quel gruppo varranno solo le proprie regole, a qualunque costo. E se pensate che stia esagerando, leggete i notiziari.

- Mi trovo sicuramente d'accordo con te! C'è qualcos'altro che vorresti aggiungere, in conclusione? Hai dei nuovi progetti a cui stai lavorando e su cui vorresti farci cenno?

- Intanto ringrazio te per l'opportunità e chi la leggerà per il tempo concessomi. Poi concluderei con una nota positiva: essere in bilico significa poter ancora scegliere, e come dice lo stesso Oprandi: "Una cosa quelle creature sventurate me l'avevano insegnata: se sei ancora padrone del tuo destino, e ti si offre una possibilità - anche se questa possibilità è nel mezzo dell'inferno - non tirarti indietro, cogli l'occasione e sii tutto ciò che puoi essere, sperando che quel che potrai essere sia qualcosa di buono". Vale anche per i miei progetti. Se penserò che siano buoni, allora li proporrò. Scrivere è un po' come ricevere un testimone. A chi scrive la scelta se accettarlo e mettersi a correre o lasciarlo andare.

- Hai citato la stessa frase con cui ho concluso la recensione! :) Mi è piaciuta moltissimo e, di sicuro, è una piccola "lezione di vita" che conserverò per il futuro. Spero lo faranno anche molti altri, tutti coloro che leggeranno la tua opera o semplicemente questa recensione e questa intervista. E' stato un piacere chiacchierare con te, mai avuto un interlocutore più stimolante! Mi hai quasi messo in crisi sulla scelta delle domande da porti... :P
Grazie di tutto e a presto!


Vi è piaciuta l'intervista amici?
Cosa ve ne sembra di questo autore interessantissimo e del suo romanzo?
Attendo i vostri pareri!











mercoledì 17 aprile 2013

Presentazione del romanzo "I vivi, i morti e gli altri", di Claudio Vergnani, a Modena

Amici, 
vi comunico adesso un evento importante, ovvero la presentazione del romanzo "I vivi, i morti e gli altri" di Claudio Vergnani a Modena il 19 Aprile.
E' un'occasione da non perdere, consiglio a tutti coloro che possono parteciparvi di farlo! :)

La presentazione si terrà alle ore 21.00, alla Libreria Mondadori Victoria (presso il "Victoria Cinema", via Ramelli 101). In occasione della presentazione del romanzo, ci sarà anche con l'autore Iari Nora.

I vivi, i morti e gli altri
di Caludio Vergnani


Prezzo: 16,50 euro
Pagine: 480
Genere: Horror
Editore: Gargoyle Books


Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla. Oprandi, ex militare di mezza età, stanco della vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come?Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale. L’impresa, com’è prevedibile, si rivela tutt’altro che semplice.

L'autore

Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro: dalle palestre di body building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d’esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013), ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l’entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L’ora più buia (2011).

Non mancate questo appuntamento, amici, mi raccomando!

Tra qualche giorno pubblicherò anche la recensione di questo romanzo e, se andrà in porto, ci sarà anche una piccola sorpresa per voi! Intanto, vi posso dire che I vivi, i morti e gli altri è un romanzo con una marcia in più, davvero imperdibile, credetemi!

A presto!


mercoledì 3 aprile 2013

Anteprima: "Esclusi" di Richard K. Morgan

Cari amici,
una splendida anteprima oggi! Se siete appassionati di letteratura fantastica, allora ho il consiglio libresco che fa per voi!

Dall'autore vincitore dell'Arthur C. Clarke Award per la fantascienza.
VENDUTO IN PIU' DI 20 PAESI NEL MONDO

Esclusi
di Richard K. Morgan


Prezzo: 19,00 euro
Pagine: 576
Editore: Gargoyle Books
Data di pubblicazione: 18 Aprile 2013

Ringil Eskiath, l’eroe dal volto deturpato che brandisce l’Amica dei Corvi forgiata dai Kiriath, e`in fuga dal passato e da una famiglia che lo ha rinnegato, dai mercanti di schiavi di Trelayne che lo vogliono morto e, a quanto pare, anche dagli oscuri dèi che cospirano in modi sempre piu` misteriosi. Esilato dalla sua dimora nel Nord, Ringil ha un solo luogo in cui vagare liberamente: Yhelteth, cuore dell'Impero del Sud, dove forse troverà asilo presso una vecchia compagna d'armi, la mezzosangue kiriath Archet Indamaninarmal, alta consigliera dell'Imperatore Jhiral Khimran II. Ma anche Archeth ha i suoi guai, così come Egar Rovina del Drago, suo ospite e guardia del corpo, un tempo nomade della steppa. Ben lungi dall'ottenere il riposo tanto agognato, Ringil si ritroverà invece legato a discutibili giuramenti, inaffidabili quasi come quelli di un tempo. Le vecchie rivalità si ridestano, l'antico ordine è marcio fino alle radici e sul punto di crollare. Intanto, all'oscuro di tutti, qualcuno trama per dare alle fiamme Yhelteth...

L'autore

Richard K.Morgan è nato a Londra nel 1965. Ha insegnato inglese fino alla pubblicazione di Bay City (Nord, 2004), suo formidabile esordio nel cyberpunk. Il romanzo si rivela un tale successo che viene opzionato per il cinema dai produttori di Matrix e conquista il prestigioso Philip K.Dick Award. Seguono Angeli Spezzati (Nord, 2005) e Il ritorno delle furie (Nord, 2008). Degno di nota è Black Man del 2007, vincitore dell'Arthur C.Clarke Award. Con Gargoyle ha già pubblicato Sopravvissuti (2012), il primo episodio della saga fantasy A Land Fit For Heroes.  

<<Un fantasy avvincente... in stile Joe Abercrambie.>>
SFX

<<Appassionante, frenetico, impetuoso e furioso.>>
THE WERTZONE


Che ve ne pare di questo bel fantasy?


sabato 23 marzo 2013

In libreria: "I Vivi, I Morti e gli Altri" di Claudio Vergnani

Ecco un altro romanzo di cui voglio parlarvi, uscito già da qualche giorno, per Gargoyle Books.

Dopo il successo della trilogia dedicata ai vampiri modenesi (Il 18° Vampiro, Il 36° Giusto, e L'ora più buia), arriva finalmente in libreria il nuovo romanzo horror di Claudio Vergnani.

E se le persone che ami diventassero ciò che odi di più al mondo?

I Vivi, i Morti e gli Altri
di Claudio Vergnani


Prezzo: 14,90 euro
Pagine: 480
Editore: Gargoyle Books
Genere: Horror
Data di pubblicazione: 21 Marzo 2013

Che la morte sia “per sempre” è l’unica certezza data agli esseri umani. Ma quando i cadaveri escono dalle loro tombe e invadono le città, quando gli zombi divorano gli umani trasformandoli a loro volta in feroci e orrende creature, quando la disperazione e il terrore prendono il sopravvento, allora anche quest’unica certezza crolla. Oprandi, ex militare di mezza età, stanco della vita e alcolizzato, senza certezze né speranze, viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che, nel pieno dell’Apocalisse, si sono risvegliati dal sonno eterno e premono per uscire dai loro sepolcri. Vorrebbe rifiutarsi, lasciare tutto e fuggire lontano, ma come? Deciso a giocarsi il tutto per tutto per salvare la propria vita – e la propria anima –, Oprandi escogita un piano al limite del possibile: propone alla facoltosa signorina Ursini di recuperare la bara con il corpo del padre, sepolto nella cappella di famiglia in una sperduta località montana, e di portarla in un luogo sicuro. In cambio chiede alla donna un passaggio in Svizzera, ultimo avamposto di paradiso in questa bolgia infernale. L’impresa, com’è prevedibile,si rivela tutt’altro che semplice. Tra cadaveri in putrefazione, stuoli di zombi assetati di sangue, gruppi armati allo sbando, sacche di resistenza e riti voodoo, il protagonista, in compagnia di una stramba combriccola, sarà costretto ad affrontare i propri spettri interiori e a lottare per impedire alla propria parte mostruosa di prendere il sopravvento. L’incontro fortuito con una bambina, tra gli altri, sarà l’occasione per riscattarsi e per ristabilire valori assoluti quali la responsabilità e la solidarietà.

Dopo l'esordio con la trilogia dedicata ai vampiri modenesi - definita dalla critica "horror sociale" - Vergnani torna in libreria con un nuovo, straordinario romanzo, capace di indagare le profondità più recondite dell'animo umano. Rivisitando il tema del vampiro e degli zombie, lo scrittore ci consegna, sotto forma di metafora, uno spaccato sconcertante della realtà attuale. Introspezione, precarietà postmoderna, il tutto condito dal sapiente uso della parola, dalla cura per le descrizioni e dalla caratterizzazione puntuale e realistica dei personaggi. I Vivi, i Morti e gli Altri non è solo un'avvincente storia che terrà il lettore con il fiato sospeso dalla prima all'ultima pagina, ma è anche una riflessione sincera e intensa sulla vita e sulla morte, sull'amicizia, sul senso di smarrimento e sui valori fondamentali dell'essere umano.

Estratto

Gli zombi, come batteri cannibali, stavano infettando la terra. Ovunque, nello stesso preciso momento e senza che si sapesse il perché. Dopo alcuni mesi era possibile catalogarli in più varietà. […] C’erano i cosiddetti Freschi, morti da poco e da poco quindi resuscitati, ancora integri e veloci; gli Erranti […]; i Piagnoni […]; i Rabbiosi […]; gli Straccioni, che rimanevano a marcire come fagotti di carne rancida a pochi passi dal luogo della resurrezione, incuranti di tutto ciò che li circondava e che sembravano attendere la benedizione della vera morte tramite la lenta consunzione del corpo; e infine i più temutidi tutti, gli Accaniti, che presa casualmente di mira una vittima qualsiasi, erano capaci di rimanere per giorni e giorni a battere contro la sua porta e non avevano pace fino a che non l’avevano infine squartata e divorata, o erano stati distrutti nel tentativo.

L'autore

Claudio Vergnani (Modena, classe 1961) è considerato uno degli autori più interessanti e originali della narrativa horror italiana. Svogliato studente di liceo classico e ancor più svogliato studente di giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggendo, giocando a scacchi e tirando di boxe. Dopo una parentesi militare, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro: dalle palestre di body building alle ditte di trasporti e alle agenzie di pubblicità, fino alle cooperative sociali, sempre perennemente fuori parte e costantemente in fuga. Nel 2009 la pubblicazione da parte della casa editrice Gargoyle del suo romanzo d’esordio, Il 18° Vampiro (ripubblicato in edizione pocket nel febbraio 2013), ha costituito un piccolo e fortunato caso editoriale, non solo per il significativo successo di vendite, ma anche per l’entusiastica accoglienza di pubblico e critica, confermata dai sequel Il 36° Giusto (2010) e L’ora più buia (2011).


Mi piacciono molto i libri sugli zombie e questo mi intriga un sacco, soprattutto la frase riportata sulla copertina "E se le persone che ami diventassero ciò che odi più al mondo?"...



Anteprima: "Il richiamo delle spade" di Joe Abercrombie

Cari amici, buon sabato e buon fine settimana!:)
Oggi vi segnalo, in anteprima, l'uscita di un romanzo sorprendente, finalista nel 2008 al prestigioso John W. Campbell Award.
Dopo lo straordinario successo di The Heroes, arriva finalmente nelle librerie italiane il primo, entusiasmante capitolo della trilogia epic-fantasy di Joe Abercrombie.

Il richiamo delle spade
di Joe Abercrombie

Titolo originale: The Blade Itself
Serie: The First Law #1
Prezzo: 19,00 euro
Pagine: 720
Editore: Gargoyle Extra
Data di pubblicazione: 28 Marzo 2013

In una terra lontana dove la linea di demarcazione fra Bene e Male sembra perdersi nelle nebbie di lande desolate, imponenti battaglie decidono le sorti del regno. Tra bieche intenzioni, debolezze e gelosie, la corsa al potere sarà spietata e non risparmierà nessuno. Così, quando l’Unione resterà stretta in una morsa letale (nel lontano Nord, un barbaro che si è proclamato Re si appresta a invadere il regno; a Sud, il nuovo Imperatore dei Gurkish sta attuando piani analoghi), tre protagonisti vedranno incrociarsi i loro destini. Logen Novedita, famigerato e sanguinario mercenario, è particolarmente esperto nell’arte della sopravvivenza. Ora però la sua vita è minacciata dal temibile popolo degli Shanka, suoi nemici giurati. Dopo che il suo villaggio è stato devastato senza pietà, Logen si ritrova a vagabondare nello sperduto Nord. Spinto dal consiglio degli spiriti, si dirige verso Sud perincontrare il grande stregone Bayaz, il Primo dell’Ordine dei Maghi. Insieme partiranno alla volta di Adua, la splendente e civilizzata capitale dell’Unione. Nemmeno là, tuttavia, sarà al riparo dai pericoli. Il compito di Sand dan Glokta, Inquisitore di sua Maestà, è quello di sgominare i traditori per eliminare il marcio dalla società. Si diletta nel catturare e torturare le vittime che il suo superiore, l’Arcilettore Sult, gli indica per i suoi scopi. Tanto spietato da essere in grado di spezzettare in parti piccolissime il braccio di un uomo, si è trovato da entrambi i lati dell’equazione e ora sa bene sin dove può spingersi la tortura. Jezal dan Luthar è un giovane bellimbusto dal sangue nobile. Il suo animo pusillanime è agitato da vizi e squallide ambizioni. Tra laute bevute in compagnia degli Ufficiali della Guardia del Re e facili conquiste sessuali, si prepara per il torneo di scherma che si indìce ogni anno ad Adua. Vuoto e superficiale, la sua vita agiata di nobile spocchioso si stravolge quando incontra Ardee West, una ragazza di classe sociale inferiore, che lo irretisce in un amore disperato e viscerale. Ovunque aleggiano oscuri poteri in grado di incenerire il mondo. Sarà il grande stregone Bayaz ad avere il compito di salvare l’Unione e di contrastare il male con i suoi artefici magici. Ma, in fondo, esiste davvero una linea di demarcazione fra Bene e Male?

Terso come una cronaca, aguzzo come un coccio di bottiglia, spietato come la guerra: lo scrittore Joe Abercrombie non si fa mancare davvero nulla. Inserendosi nel solco della migliore tradizione fantasy (si pensi, ad esempio, all'uso dell'ironia e del cinismo, preziosa eredita  di George R.R. Martin che diventa strumento per trasgredire il "canone tolkeniano"), l'autore abbandona incantesimi e strane creature, in favore di un realismo schietto e disincantato, a tratti comico. Nessuna cronistoria di eroi, dunque, ma la brutale e precisa descrizione di imponenti battaglie. Una narrazione fiume, densa di sangue e di mistero che scorre via senza intoppi, un intenso romanzo dal respiro corale dove i protagonisti tessono astuti piani e a guidarli è un'unica, ferrea logica: quella della guerra.

Estratto

Teufel si guardò alle spalle con diffidenza mentre l’albino gli slegava i polsi, e fu allora che vide la mannaia con la lama affilata che riluceva come uno specchio sotto il bagliore intenso delle lampade. […] La sedia stridette sulle mattonelle quando Glokta scattò in piedi, ignorando il dolore furibondo che sentiva alla gamba sinistra. «Guardate!», sibilò, e spalancò la bocca onde mostrare al prigioniero l’orrenda vista dei suoi denti. O di ciò che ne restava. «Li vedete? Li vedete questi? Dove ne hanno strappato uno sopra, ne hanno lasciato uno sotto, e viceversa, fino in fondo. Vedete?» Glokta si allargò le guance con le dita, affinché Teufel potesse vedere meglio. «Hanno usato uno scalpellino minuscolo. Un po’ per volta, tutti i giorni. Ci sono voluti mesi». Glokta tornò a sedersi rigidamente, poi fece un ampio sorriso. «Lavoro eccellente, eh? […]». Il Reggente della Zecca deglutì, quasi volesse mandare giù il groppo che aveva in gola. Glokta vide una goccia di sudore scorrergli lungo la gota. «E i denti furono solo l’inizio».

L'autore

Joe Abercrombie nasce a Lancaster nel 1974. È il 2002 quando, allora studente di Psicologia all’Università di Manchester, pensa di scrivere una trilogia fantasy e inizia la stesura del primo episodio. Trasferitosi a Londra, lavora come montatore freelance e produttore di format televisivi di vario tipo e termina di scrivere quello che diventerà The Blade Itself. Dopo aver incassato lo scetticismo di alcuni degli agenti letterari più influenti del Regno Unito, Gollancz (storica etichetta britannica famosa per essere, tra gli altri, l’editore di George Orwell) ne acquista i diritti, vincolando Abercrombie a pubblicare l’intera serie per un giro d’affari a 7 zeri. A The Blade Itself (2007) seguono Before They Are Hanged e Last Argument of Kings (2008). La trilogia The First Law si rivela un enorme successo tra i lettori anglosassoni. The Blade Itself, in particolare, è un vero e proprio boomerang editoriale: Abercrombie viene riconosciuto come miglior nuovo scrittore fantasy ed è finalista al prestigioso John Campbell Award, moltissimi Paesi inoltre acquistano i diritti del volume. Sempre Gollancz ha pubblicato i romanzi - singoli e ambientati nello stesso mondo di The First Law - Best Served Cold (2009) e The Heroes (2011).
Per maggiori informazioni: http://www.joeabercrombie.com/


<<[...] un Dumas che dialoga con Michael John Moorcock. [...] Battaglie formidabili e viscerali, azione brutale, ritmo impetuoso, Abercrombie accumula tradimenti e ribaltamenti prospettici , e la narrazione si dipana in maniera vertiginosa, spingendo il lettore a chiedersi come andrà a finire.>>
GEORGE R.R. MARTIN

<<Incantevole, contorto, malvagio.>>
THE GUARDIAN


Che ne pensate di questa uscita, amici?
Io ho scoperto da poco l'autore e i suoi lavori e sono davvero molto curiosa di leggerli, sembra davvero promettente!



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