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lunedì 25 ottobre 2021

Speciale Halloween: recensione "Coraline" di Neil Gaiman (a cura di Melz)

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Dopo la pausa del blog vi avevamo promesso delle novità ed è proprio da oggi che troverete la sorpresa di cui parlavo. Fino a giorno 31, qui sul blog, ogni recensione e articolo sarà dedicato ad Halloween! Ognuna di noi - o almeno quasi tutte - darà il suo contributo. Speriamo la sorpresa vi piaccia e vogliate scoprire ogni giorno di cosa parleremo ;) Oggi si comincia con la recensione di Melz a uno dei classici per ragazzi più amati, Coraline, di Neil Gaiman, che con le sue atmosfere dark è una storia perfetta da recuperare per Halloween. Vi lascio alla sua opinione e vi do appuntamento a domani con un'altra recensione e la rubrica Coffee&Ciak.

Coraline
di Neil Gaiman

Prezzo: 6,99 € (eBook) 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 156
Genere: fantasy, narrativa per bambini, ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 15 ottobre 2019


In casa di Coraline ci sono tredici porte che permettono di entrare e uscire da stanze e corridoi, e poi ce n'è una, la quattordicesima, che dà su un muro di mattoni. Un giorno Coraline scopre che dietro la porta si apre un corridoio scuro, e alla fine del corridoio c'è una casa identica alla sua, e nella cucina della casa vive una donna uguale a sua madre. Quasi uguale, anzi, perché al posto degli occhi ha due lucidi bottoni, attaccati con ago e filo. Amorosa e attenta, l'altra madre le chiede di diventare sua figlia: in cambio avrà tutto ciò che desidera. Ma Coraline, bambina saggia e intrepida, capisce subito di essere finita in una ragnatela fatta di nebbia e tenebra, al cui centro c'è un ragno straordinariamente pericoloso. E sa che, tra incanti e spaventi, gatti parlanti e spettri bambini, topi musicisti e vecchie attrici indomabili, toccherà a lei sconfiggere il buio e liberare i prigionieri dell'altra madre...

Coraline
(non Caroline o ve lo farà notare con una certa stizza) è un racconto horror per ragazzi di Neil Gaiman del 2002. Narra l’avventura di una ragazzina di undici anni, dopo il trasferimento in una nuova casa, lontana da tutti i suoi amici. Coraline sa di essere amata dai suoi genitori, ma si sente ugualmente sola e trascurata, tanto da cadere vittima dell’Altro mondo e, così, dell’Altra Madre. Perché nella nuova abitazione esiste una porta magica, apparentemente murata, ma quando Coraline ne sente il richiamo misteriosamente il muro sparisce e al suo posto c’è una casa identica alla sua e delle persone identiche ai suoi genitori. L’unica differenza? Al posto degli occhi hanno due inquietanti bottoni neri.

Il romanzo di Gaiman era inizialmente dedicato alla sua figlia maggiore, contando sulla sua volontà di scrivere una fiaba di poche pagine. Finì, poi, per impiegare ben dieci anni per terminarne la stesura, rendendolo più adatto alla figlia minore. Egli lo definisce “il libro più strano che abbia mai scritto, ma quello di cui vado più fiero”.

Tra parallelismi con fiabe più datate, come Lo Specchio di Alice attraverso lo Specchio e quelli con racconti più moderni come Harry Potter e il suo Specchio delle Brame (chi ha letto capirà), Coraline vuole rappresentare una protagonista forte e coraggiosa, ma oltremodo reale. Ella trova un mondo parallelo in cui è possibile mangiare continuamente cibo spazzatura e in cui i genitori hanno tutto il tempo di giocare con lei, desideri normalissimi per una ragazza di quell’età che odia le verdure a tavola e si annoia continuamente perché i genitori non hanno tempo da passare con lei per gli impegni lavorativi.

Dal libro è stato tratto un adattamento cinematografico diretto da Henry Selick nel 2009, con l’aiuto di Gaiman stesso. Le differenze sono varie, ma Selick è riuscito a rendere l’atmosfera inquietante della storia fin dalla sigla, in cui mani appuntite cuciono una bambola. I due mondi visitati da Coraline, poi, sono nettamente contrapposti a partire dai semplici colori: il mondo al di là della porta è caldo e vivace, quello reale freddo e spento. La visione è quella apparente della vita di Coraline, L’Altro Mondo è affascinante e sembra perfetto, è il modo dell’Altra Madre di impossessarsi di lei e renderla senza cuore e senza occhi.

La traduzione italiana è magistrale (e consiglio anche l’audiolibro che ho ascoltato su Storytel durante un viaggio in autobus), tranne per la perdita di un dettaglio. L’Altra Madre in inglese si chiama Beldam, ovvero porta il nome di un demone. Nella versione italiana viene riportato come Megera, perdendone il significato demoniaco seppur resti un personaggio spaventoso.

Il linguaggio usato da Gaiman è sempre splendido ed evocativo. Le sue descrizioni fanno vivere la narrazione, come a vedere con i propri occhi ciò che accade, ma restando semplice (per ragazzi, appunto). Si capisce fin da subito che nella casa e in quella porta ci sia qualcosa che non vada e il lettore vuole a tutti i costi sapere cos’è. Viviamo con Coraline il dualismo, la scelta, la paura, la confusione e conosciamo bizzarri personaggi che sembrano (e forse sono) completamente folli.

Se consiglio Coraline? Assolutamente sì, a ragazzi e adulti, è una lettura perfetta per il periodo di Halloween, così come il film è una bellissima visione per la notte delle streghe. Quattro tazzine piene!
Melz


Fonte immagini: Pinterest

sabato 23 ottobre 2021

Blogtour: "L'ultimo desiderio del genio" di Ester Manzini - Presentazione personaggi (a cura di Giulia)

 
Buongiorno, lettor*!
Oggi il blog partecipa al blogtour del romanzo edito Triskell, "L'ultimo desiderio del genio", di Ester Manzini. Lo ha letto la nostra Giulia, che in questa seconda tappa ci parla dei personaggi. Scopriamoli insieme qui sotto, ma prima vediamo un po' di cosa parla il romanzo ;) 
Si ringrazia la casa editrice per la copia eArc del romanzo e la possibilità di partecipare all'evento e anche Io resto qui a leggere per aver organizzato il tutto <3

L'ultimo desiderio del genio
di Ester Manzini

Prezzo: 4,99 € (eBook - in offerta a 3,99 € per le prime due settimane) 12,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 182
Genere: paranormal
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2021

Darren, un giovane archeologo con più passione che buon senso, si imbatte in un tesoro che sa di fiaba: la leggendaria lampada magica. Quella che per un istante è sembrata la scoperta del secolo, si trasforma molto rapidamente in una questione di vita o di morte. E di amore. Il genio della lampada Na’ir, infatti, non è solo molto più affascinante di quanto Darren si fosse aspettato: è ostile, amareggiato, e porta con sé un segreto straziante. In fuga da una banda di mercenari determinati a trasformare Na’ir in un’arma di distruzione di massa, Darren e Na’ir scoprono una realtà fatta di magia e pericolo. Innamorarsi non era nei loro piani.

PRESENTAZIONE PERSONAGGI

DARREN
Un giovane archeologo, con un passato da mini-terrorista, si imbatte in un’opportunità per rendere la sua vita migliore, il ritrovamento di una misteriosa lampada <<Non era nulla di speciale, solo una banale lampada a olio con un lungo beccuccio e un manico ricurvo. Ma c'era dell'altro...>>. 
Darren è un ragazzo cocciuto, chiacchierone, forte e molto sicuro di sè. Con dei bellissimi ricci rossi, e un paio di occhi color giada antica che in penombra sembrano completamente neri. La barba corta color bronzo ricopre i lineamenti marcati del viso. 
<<Alto, giovane e un po’ arruffato, ma buffo, a modo suo>>. Così lo definisce il famoso genio della lampada. È un ragazzo coraggioso, che desidera l'avventura e per questo di caccia in guai più grossi di lui. Una cosa molto bella di questo personaggio è che non si lascia scoraggiare mai, da niente e da nessuno, e quando crede in qualcosa non c'è ragione che tenga, ma soprattutto quando tiene a qualcuno sacrificherebbe pure la sua vita per il bene dell'altro. Questo non è esattamente ciò che accade, però posso dirvi che farebbe di tutto per quel genio che piano piano diventa un compagno di viaggio e anche qualcosa di più. Un punto a suo sfavore è quello di sottovalutare sempre il pericolo, a volte credere troppo in se stessi non porta bene. Darren con i suoi discorsi, con la sua ironia, la sua simpatia e il suo sorriso caldo come il sole, riesce a farsi strada nei cuori dei lettori e nel cuore del genio che ha risvegliato dopo tanti anni di tranquillità.

NA'IR
Il famoso genio della lampada, odia quando viene etichettato in quel modo. È un genio che si è voluto infliggere una punizione per sempre, e quando dico per sempre è davvero per sempre, perché si sa i geni sono immortali. Con i suoi bellissimi capelli neri, che sotto il sole sembrano blu. I suoi occhi allungati sono come pozze nere. Con le lunghe ciglia che si incurvano sugli zigomi affilati, con le sopracciglia nere e folte e con la leggera gobba sul naso dritto, Na’ir è pronto a spezzarvi il cuore più e più volte, con i ricordi dei suoi padroni passati, persone crudeli che gli hanno ordinato di fare qualsiasi cosa. I millenni di prigionia lo hanno reso freddo e sprezzante, ma chissà se il suo nuovo padre, chiassoso com’è, riuscirà a fare breccia in quel suo cuore indurito dalla sofferenza e dalla crudeltà umana.

JAMES MURPHY
L'archeologo a capo di questo gruppo di ricerca, chiamato da tutti, specialmente da Darren, professore. Con i suoi occhi nocciola, quei riccioli scomposti, con le folte ciglia e la barba lunga e disordinata è sempre pronto a rimproverare Darren per le mille cavolate che fa. Murphy è un uomo scorbutico, ma è soprattutto un brav’uomo, al quale importa davvero del suo gruppo di ricerca e che adora il suo lavoro.

FATIMA
La collega più anziana del gruppo, una signora tanto minuta, quanto minacciosa.
Che pur di salvare i suoi amici, contratta in sette lingue diverse con dei mercenari.

SOLOKOV
<<Un tizio grande, grosso, mascellone. Un Ivan Drago coi capelli neri>>. Così lo descrive Darren la prima volta che lo incontra. Solokov è un mercenario, un criminale, disposto a tutto pur di recuperare la lampada e il genio al suo interno, e attuare i piani malefici che ha in mente.

*****
La tappa termina qui. Non dimenticate di seguire tutte le tappe del blogtour per saperne ancora di più sul romanzo di Ester Manzini.
A presto con la recensione del romanzo ;)
 
Giulia

venerdì 22 ottobre 2021

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - Due libri sulla Shoah (a cura di Melz e Ms Rosewater)

 
Buon pomeriggio! ^^
Nuovo appuntamento con la rubrica settimanale "Milk,Cookies&Books: libri a merenda" dedicata a bambini e ragazzi. Oggi troverete ben due recensioni di libri per ragazzi, quelle di Melz e Ms Rosewater che hanno letto e amato due nuove uscite della Rizzoli dedicate alla Shoah. Vi lascio alle loro opinioni, fateci sapere cosa ne pensate di questi libri. A presto! ;)

Rutka. La bambina segreta
di Joanna Fabicka

Prezzo: 9,99 € (eBook) 16,00 € (cop. rigida)
Pagine: 226
Genere: narrativa per bambini, ragazzi, illustrato
Illustrazioni: Mariusz Andryszczyk
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 7 settembre 2021

Nel cortile di via Rybna 13, a Lódz, Zosia si annoia a morte. Ma quando la bizzarra zia Róia entra nella sua vita, e veloce si installa nel suo cuore, il mondo intorno a lei si trasforma. I muri degli edifici non sembrano più così scrostati, il salice al centro del cortile non è più tanto ricurvo e, tra i rami, fa capolino una treccina rossa sconosciuta. È Rutka, una vicina che Zosia non sapeva di avere. Con lei si accendono magia, follie e avventure surreali, e l'immaginazione spazia senza limiti. Ma, mentre corrono mano nella mano per la città, una musica triste scorre sotto i loro piedi e un racconto muto si svolge sotto il nostro sguardo: i muri, le ombre, le immagini misteriose evocano le storie di dolore degli ebrei durante la Seconda guerra mondiale. C'è il Signore Bianco che ingoia farfalle, e c'è la stazione di Radegast, da dove partono vagoni carichi di persone dirette al Pianeta di Diamante. Un mondo che emerge dai ricordi di chi è sopravvissuto, ma che non riesce a prendere il sopravvento. A prevalere, in questa emozionante storia di amicizia e di scoperta, dove passato e presente danzano insieme, sono il desiderio di vivere e le infinite possibilità di quel tesoro che è l'infanzia.

Prima di passare alla recensione, ci tenevo a ringraziare la Casa Editrice Rizzoli per la versione cartacea di questo meraviglioso romanzo illustrato.

Ho iniziato questo libro col magone. Seppur fosse un libro per ragazzi, l’argomento non era tra i più leggeri. Quando l’ho aperto, però, la paura di piangere è volata via, sostituita dalla meraviglia. Tramite le illustrazioni e la storia di Zosia sono tornata un po’ bambina, ho conosciuto Rutka e con lei ho fatto un viaggio. Per tutta la lettura mi sono chiesta se fosse realtà o fantasia, ma alla fine era entrambe. In un turbinio di emozioni contrastanti, ad un certo punto, non importa più se Rutka sia reale o meno.

Il romanzo illustrato parla di Zosia che vive in via Rybna 13, a Lodz. Sopraffatta dalla noia, con la madre in partenza per un viaggio di lavoro, è costretta a restare con zia Roza che neanche conosce. Potrebbe sembrare l’inizio di una classica storia, della zia bacchettona che le farà passare un inferno, ma zia Roza è quasi magica, bizzarra, simpatica. Ma ciò che capovolgerà, più di tutto, le vacanze di Zosia sarà l’incontro con Rutka, la vivace bambina dai lunghissimi capelli rosso fuoco.

Tutto con Rutka sembra strano, come se provenisse da un’altra epoca, un’epoca in cui i bambini sono costretti a giocare a nascondino e a non incrociare mai lo sguardo del Signore bianco. Rutka vive in un palazzo che cade a pezzi e aspetta i genitori, partiti su un treno senza finestre verso il pianeta di diamanti. Dopotutto, hanno lasciato in stazione la valigia, non possono non tornare a prenderla.

<<Zosia aggrotta ancora di più le sopracciglia, pur sapendo bene che tutto quell’aggrottare non le farà aumentare le cellule grigie, ma al massimo le rughe.
“Del tuo papà?”
“Non capisci? Hanno lasciato la valigia! E senza valigia non si può andare via molto, giusto?”
“Beh… sì…”
“Ah!” esclama Rurka alzando un dito “significa che torneranno”.>>

La storia di Rutka è straziante per un adulto, malinconica per un bambino. Perché un bambino non sa dove porta il treno, non sa dove vanno gli infanti che prende il Signore Bianco. Il racconto è fatto con una dolcezza disarmante, ho pianto più volte durante la lettura. La stessa Zosia non si capacita delle strade che cambiano forma, quando Rutka è con lei, non capisce che sta vivendo un vero e proprio tuffo nel passato, non comprende che volare non è possibile per un umano. Perché per un bambino niente è davvero impossibile e si può volare eccome, anche se solo con la fantasia.

Questo libro è uno sguardo a quel tragico periodo visto con gli occhi di un bambino che subisce e basta un brutto cambiamento. Rutka ne parla senza mai parlarne, canticchia una canzoncina senza mai finirla perché non è bello ciò che svelerà la fine. Rutka è una bambina invisibile, deve esserlo per restare in vita e aspettare il ritorno dei genitori.

<<“Hai parlato di me con qualcuno?” Rutka scatta in piedi, corre alla porta e si mette in ascolto inquieta.
“Non temere, non ho detto niente a nessuno”
“Giura” la bambina corre da Zosia e le stringe forte la mano “Giura che non parlerai a nessuno di me, avanti!” insiste.
“Giuro”.
Zosia è un po’ turbata dalla reazione di Rutka, ma farà obbediente quanto le è stato ordinato.
“Ricorda, se qualcuno verrà a sapere che sono qui, dovro sparire”.>>

Il linguaggio è semplice, comprensibile. È un libro per ragazzi, deve esserlo. Ma, allo stesso tempo, è evocativo. I disegni, al contrario, non sono così semplici, sono meticolosi, ricchi di dettagli, sembra di avere tutto davanti agli occhi. Li ho visti reali. L'illustratore ha davvero fatto una magia.

Ho vissuto questo libro. Ho saltato con Rutka, ho accudito con lei il suo strano animale domestico, ho atteso i suoi genitori, pur sapendo che non sarebbero mai tornati. Non riuscivo a separarmene, l’ho letto tutto in due sole serate. E Rutka l’ho sentita accanto anche dopo, nascosta nel cassetto della mia stanza, con i capelli raccolti nella sua solita treccia, ma non posso vederla perché gli adulti non vedono i bambini invisibili e sanno esattamente che il pianeta di diamanti non è mai esistito, ma è stato bello anche solo pensarlo.

“Con Rutka non si sa mai. Le sue storie a volte scorrono dritte e lisce come l’olio, finché a un tratto, di colpo, fanno una svolta a U, si mettono con la testa in giù e le gambe all’aria. Le cose tristi all’improvviso diventano buffe, e ciò di cui solo un attimo prima si rideva rimane conficcato in gola come un grumo di paura”.
Melz

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Irma Kohn è stata qui
di Matteo Corradini

Prezzo: 9,99 € (eBook) 16,00 € (cop. rigida)
Pagine: 349
Genere: narrativa per bambini, ragazzi
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 7 settembre 2021

Königsberg, primavera 1945. Una donna con la sciarpa rossa e un uomo col cappotto al contrario vagano nelle stanze di un appartamento alla ricerca di una ragazza. Quando la trovano, i due partigiani la nascondono in un carretto pieno di letame e la portano in un bordello. Lì sarà accolta dalla tenutaria, la Nonna, e dalle giovanissime Branta e Meise. La ragazzina è Irma Kohn, un'adolescente piena di coraggio e di voglia di andare. Ma è anche l'ultima ebrea sull'elenco che lo Judenrat, il Consiglio ebraico, deve periodicamente presentare alle SS per i rastrellamenti. La scomparsa di Irma terrorizza lo Judenrat: se i nazisti non trovano tutte le persone della lista, saranno i membri del Consiglio stesso a sostituirla. La linea che separa il bene dal male è sottile, ma su quella linea camminano i personaggi che attraversano la vita di Irma. Come Wolf, il crudele ufficiale delle SS, che uccide gli ebrei nel bosco ma cede ai ricordi e alla nostalgia del passato. O Kat, membro del Consiglio ebraico, che reprime la sua umanità. O ancora le tre donne del bordello, ingenue e disincantate, rassegnate e sognatrici... Dove sta il male è chiaro. Ma dove si annida il bene, anche nel cuore del male, è un mistero che tutti dovranno pagare caro.

“(...)Il cielo stellato sopra di me, la legge morale dentro di me.” I.Kant

La memoria è materia viva, ma va trattata con attenzione: ricordare non è sufficiente, bisogna farlo con lucidità e senza cedere all'emotività (l'emotività invecchia con una velocità sorprendente). Chi ricorda attraverso l'arte (letteratura, cinema, pittura, etc.) deve essere molto severo con sé stesso e puntare prima di tutto a creare qualcosa di buono, di valido, superando la commozione, la rabbia e il dolore.
Primo Levi ne era consapevole quando scrisse “Se questo è un uomo” e riuscì (nonostante stesse raccontando un'esperienza spaventosa, molto vicina nel tempo) a creare un'opera che non perde forza a tanti anni di distanza ma anzi ne acquista, oggi che la Shoah rischia di diventare un capitolo di storia come tanti altri (nonostante l'attualità ci ricordi che l'antisemitismo è tutt'altro che morto) e che molti siano convinti che non potrebbe succedere di nuovo.
Matteo Corradini ha compreso questa lezione e la fa sua in questo libro, che è prima di tutto un bel romanzo, dalla struttura narrativa estremamente originale, animato da personaggi e ambienti inconsueti da presentare a un pubblico di giovanissimi e da riferimenti filosofici non casuali.

Irma Kohn (il nome è mutuato da una barzelletta antisemita) è una ragazza di 16 anni che sfugge miracolosamente a un rastrellamento tedesco e viene nascosta dai partigiani nell'unico bordello rimasto aperto nella città dei sette ponti. E' il 1945, i russi stanno per sfondare la difesa dei tedeschi, che dal canto loro sono decisi a completare la missione di eliminazione degli ebrei del ghetto per potersene tornare a casa. Hanno fretta, il consiglio ebraico, che gli fornisce le liste di chi deportare, spera di resistere ancora un po' e salvare qualcuno, oltre ai propri componenti. E' la fine del mondo, quello dei nazisti che non perdono ferocia, quello degli ebrei europei, uccisi (in larga parte) o fuggiti, la fine del mondo dell'infanzia di Irma, che sta diventando donna e rimane sola, senza i suoi genitori e senza il suo primo amore.

La scomparsa della giovane catalizza per un breve momento le vite dei personaggi, tutti protagonisti a pieno titolo: il maestro Katchinsky, riluttante membro del consiglio ebraico, perseguitato dal senso di colpa, cerca di capire che fine abbia fatto; le donne del bordello sfruttano la propria condizione per salvarla e far prevalere la legge morale; infine Wolf, il capitano tedesco, vuole trovarla. Ognuno di loro si lega in qualche modo a Irma e agli altri, mentre corre verso il disvelamento di ogni segreto. Katchinsky e Wolf, ad esempio, sono due riflessi dello stesso specchio, uno coinvolto suo malgrado e consapevole della propria colpa, l'altro guidato dalla cieca propaganda del reich che lo ha forgiato come soldato. Metterli a confronto, non eludendo la questione storica dei consigli ebraici, è di per sé qualcosa di esplosivo, soprattutto per un libro diretto ai giovani e Wolf viene coraggiosamente tratteggiato con ricchezza di particolari, non è semplicemente cattivo ma un essere umano, dotato di quella ripugnante crudeltà che distingue la nostra specie.
Il racconto si lega alla scrittura teatrale, i dialoghi sono scritti come un copione e l'azione procede in parallelo alle prove d'orchestra per la messa in scena di “Pierino e il lupo”: la realtà si specchia nella favola, i personaggi fantastici di Prokofiev si sovrappongono ai protagonisti della storia che diventano archetipi del bene e del male.
La fuga di Irma è un lungo addio alla sua vita precedente e alla sua città, ai luoghi della sua comunità e ovunque vada, mentre i nazisti cercano di cancellare il suo popolo e la memoria, lei lascia un segno di sé.
L'autore affronta il difficile compito di descrivere le esecuzioni e i rastrellamenti dei tedeschi e pure l'arrivo dei russi con tutto quello che accompagna le vittorie militari da che mondo e mondo, dimostrando stima dei suoi lettori giovani e giovanissimi che fa partecipare a questioni adulte, senza nascondere loro nulla, usando un linguaggio adatto a loro e facendo scelte letterarie attraenti e stimolanti.

“Irma Kohn è stata qui” sarà in grado di conquistare anche gli adulti, sarà un punto di partenza per conoscere, fare domande e coltivare con amore la Memoria.
Ms Rosewater


Photo credit: @sonomelz
@lisapavesi

mercoledì 20 ottobre 2021

Recensione: "Death is not the worst. Inheritance" di Julia Sienna

Buonasera, caffeinomani!
Come promesso ieri, eccomi qui a parlarvi del romanzo di Julia Sienna, “Death is not the worst. Inheritance”, urban fantasy che mescola azione e romance e lo fa in maniera egregia. Di questo romanzo ho amato tutto. Ieri vi ho parlato, in occasione del blogtour, di alcuni dei personaggi; oggi approfondirò il discorso e vi spiegherò anche perché questo romanzo è uno dei migliori urban fantasy in circolazione. Mentre scrivo questa recensione sto anche cercando di rispondere all’autrice che mi tartassa in chat di domande post-lettura, spero di uscire viva da tutte e due le imprese, ahahaha :P Buona lettura!

Death is not the worst. Inheritance
di Julia Sienna

Pagine: 496
Genere: urban-fantasy, fantasy, azione, new adult
Editore: Gainsworth Publishing
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2021

Norwich, Mississippi. La prestigiosa cittadina universitaria si sta preparando ad affrontare un nuovo anno accademico, incurante della scia di macabri omicidi e sparizioni che sta affliggendo il Sud degli Stati Uniti. Catherine O'Bryan, giovane studentessa della Ole Lady, ritornata alla città natale per lasciarsi alle spalle gli spiacevoli eventi del suo recente passato, si imbatte nello spavaldo Tristan, unico erede dell'antica famiglia Averhart, che dimostra da subito interesse per lei, tanto da infrangere ogni regola e divieto si fosse imposto pur di farsi notare. Oltre il sorriso sprezzante del ragazzo, però, si celano ferite molto più profonde di quelle che la sua pelle mostra con fin troppa assiduità. Nel suo sangue si nasconde l'ira di un Predatore, una maledizione che nessun Averhart può sciogliere, nemmeno dopo secoli di sofferenza e molte vite spese in tributo. Fiamme nella notte, riti sciamanici, cannibalismo, corpi che bruciano occultando agli Umani uno dei più grandi segreti della Storia, ma questa è solo routine per gli Averhart e gli altri Cacciatori. Il nemico li attende nell'ombra, pronto a ucciderli non appena abbasseranno la guardia. I suoi occhi d'ambra non smetteranno mai di fissarli, fino a quando non li avrà eliminati. Tutti. Solo la Morte potrà placare la sua terribile Vendetta.

Non credo di avere torto nell’affermare che Death is not the worst. Inheritance sia un romanzo molto valido, più valido di molti, dello stesso genere, che ho avuto modo di leggere, anche di recente. Julia Sienna, rientrata in possesso dell’opera originaria scritta a quattro mani con un’altra autrice anni fa, ci restituisce una storia epurata e libera da tutti quei difetti che l’appesantivano. Il romanzo che andrete a leggere adesso è esattamente come avrebbe dovuto essere dall’inizio e sono contenta che la Sienna abbia voluto dargli questa seconda occasione perché la meritava assolutamente. DINTW è un romanzo con tante qualità. Non basterà la mia recensione per elencarvele tutte, ma spero di farvi capire i motivi per cui mi ha fatto innamorare e che vi prenda una voglia impetuosa di comprare il libro e leggerlo.

Siamo in Mississipi. Catherine O’Bryan, dopo una decina d’anni passati in California, si trasferisce dalla nonna Beatrix, in seguito a una vicenda delicata che l’ha vista coinvolta nella sua vecchia scuola, ma anche dopo il tragico divorzio dei suoi. Qui vuole ripartire da zero, lasciarsi alle spalle il passato e andare avanti con la sua vita. Una situazione temporanea, si dice, ma che presto diventa la convivenza ideale, capace anche di lenire il dolore per la perdita dell’amato nonno Michael. Si iscrive alla Ole Lady di Norwich, alla Facoltà di Antropologia, ritrovando l’amica d’infanzia Maggie, e non solo. Anche Tris Averhart frequenta la stessa scuola, lo stesso Tris che vive a Willow Creek e con cui giocava da piccola. Adesso è diventato un ragazzo molto carino, circondato da ammiratrici, uno che attira facilmente l’attenzione su di sé, che non passa inosservato. Fisico atletico, occhi azzurri taglienti, fascino irresistibile, Averhart è l’emblema di tutto ciò da cui tenersi alla larga, uno di quelli che tratta le ragazze come oggetti e che, una volta “usate”, le butta via. È questa l’idea che si fa Cat non appena lo vede. Peccato che Tris non sia esattamente così, ma dietro le apparenze nasconda ben altro. Tra i due si inizia a creare una strana tensione che li porta a battibeccare ogni volta che si incontrano e a sfidarsi. Tris è incuriosito da Cat e continua a stuzzicarla, lei gli risponde per le rime e non gliene dà vinta nessuna. Ormai Cat ha imparato a guardarsi bene dai ragazzi come lui, dai ragazzi in generale, dopo ciò che le è successo in California, e non riesce più a fidarsi, a lasciarsi andare completamente. Però Tris, pian piano, va acquistando punti con azioni che la sorprendono e Cat non potrà ignorare di iniziare a sentire un piccolo tumulto interiore causato proprio da questo suo lato inaspettato e così comincerà ad aprirsi poco alla volta, ignorando in cosa stia andando realmente a cacciarsi… Tris, come vi dicevo, nasconde ben altro dietro la facciata di ragazzo bello, ricco e donnaiolo. Ama divertirsi, è vero, ma quando non trascorre il suo tempo con gli amici Dwight e Jack o con qualche ragazza, si allena con lo zio Xander. Tris, infatti, è l’ultimo discendente di una famiglia di Cacciatori e, dopo la cerimonia di iniziazione, anche nel suo sangue inizia a scorrere quello dei Cacciatori, i suoi sensi si acuiscono e si prepara a combattere i Predatori come gli altri. Da tempo, infatti, gli Averhart portano avanti una guerra contro queste creature immortali e sanguinarie, in particolare contro William, uno dei Predatori più temibili in circolazione. Con lui hanno delle questioni in sospeso, un passato in comune di cui tendono a non parlare ma che prepotentemente si ripresenta. William, dopo aver perso la sua amata Isabelle per mano di uno degli avi degli Averhart, ha giurato vendetta eterna e da allora perseguita il clan e qualunque Cacciatore sulla faccia della Terra. Ha creato la Fratellanza per sterminarli tutti e finché non avrà ucciso anche l’ultimo Averhart non avrà pace. Ecco perché i Cacciatori non devono mai abbassare la guardia, ed ecco perché Tris è sottoposto ad enorme pressione da parte della sua famiglia. Deve essere pronto a ciò che lo aspetta e ciò che lo aspetta è qualcosa di davvero inimmaginabile.

Potrei ancora continuare a parlarvi della trama ma non finirei più, perché la storia è talmente intrigante che non riesci proprio a staccarti dalle pagine, il coinvolgimento è sempre altissimo e ogni momento, ogni scena, si imprime nel lettore in maniera indelebile. Non scherzavo quando dicevo che di questo romanzo ho amato tutto e proprio perché ho amato tutto mi esalto avendo l’occasione di parlarne. DINTW, come avrete capito, è una storia in cui si narra d’amore, ma anche di guerra. L’autrice è riuscita a calibrare alla perfezione i due elementi, senza che nessuno dei due prevarichi sull’altro. C’è sempre un perfetto equilibrio tra romance e azione, tra momenti leggeri e altri più inquietanti e concitati. Ciò che rende, secondo me, questa storia unica è anche il lavoro che è stato fatto sui personaggi. Tutti, nessuno escluso, hanno un loro spazio. Non troverete un romanzo unicamente incentrato sui protagonisti, Cat e Tris, o solamente sui Cacciatori, ma verrà esplorato anche il mondo dei Predatori. L’autrice ci mostra due mondi in parallelo, senza puntare maggiore attenzione su l’uno o sull’altro. Lascia che siano questi a parlare, a mostrare i loro lati positivi e negativi. Buoni e cattivi, bene e male, nel racconto della Sienna convivono e si equivalgono, due facce di una medaglia che ci viene mostrata da entrambi i lati; sta al lettore valutare, interpretare, empatizzare con chi preferisce, perché sia Cacciatori che Predatori hanno da raccontare qualcosa ed è bello leggere ciò che ognuno di loro ha da dire, ciò che li spinge ad essere come sono e a fare ciò che fanno. 

E così conosceremo i vari membri del clan degli Averhart, tra cui Xander e Augustus, lo zio e il padre di Tris, entrambi con un bel bagaglio di sofferenze alle spalle, soprattutto dopo uno scontro con William che ha spinto uno verso un errore fatidico e l’altro a portarsi addosso una ferita indelebile. Sono due tra i personaggi più interessanti del romanzo, fratelli uniti dallo stesso scopo ma molto, molto diversi. Non mancheranno le divergenze, in particolare riguardo l’educazione di Tris e la sua preparazione come Cacciatore, ma riusciranno anche a trovare la forza di riflettere sui propri sensi di colpa e rammarichi, di affrontare le proprie cicatrici, i propri dolori e qualunque questione irrisolta tra loro legata al passato e alla maledetta notte. Fanno parte del clan anche Emily, madre di Tris, e il Cacciatore Sciamano Julius, due figure indispensabili per la riuscita di molte missioni e nella Caccia ai Predatori. Mi è piaciuta molto, in particolare, la presenza di Julius, che è anche il Tutore di Tris, che con le sue doti sciamaniche ha dato alla storia una nota fantastica, che non vedo l’ora di esplorare meglio.

E, oltre la realtà dei Cacciatori, è anche quella dei Predatori che viene esplorata. L'autrice ci porta negli appartamenti lussuosi abitati dai Predatori. Molti di loro si nascondono, infatti, dietro identità di ricchi miliardari, persone di alto rango o con cariche importanti, uomini e donne molto potenti. William - conosciuto dal mondo del jet-set come William Blanchard - è un Predatore che passa le sue giornate a tormentarsi nel ricordo dell'amata Isabelle, a ripercorrere il tempo passato insieme, la figura della donna come fosse al suo fianco. È una creatura che ama la melodrammaticità, si logora per ciò che ha perso ma non smette di meditare vendetta. È un essere capace di incutere timore con un solo sguardo, bellissimo e, allo stesso tempo, tremendamente pericoloso. Basta poco per fargli perdere il controllo, la sua natura bestiale che lotta per venir fuori in ogni momento. È la sua adorata Reina a tenerla a bada, l'unica in grado di conoscere a fondo i suoi bisogni, di capirlo, di calmarlo, di infondergli lucidità. Reina è terrificante almeno quanto William, insieme formano una coppia da cui è bene guardarsi, però vi assicuro che i loro momenti sono davvero strepitosi. 

Questo romanzo mi ha stregato. Oltre che essere scritto molto bene, si nota una cura ammirevole nella scelta delle ambientazioni, nella costruzione dei personaggi, nei dialoghi (sempre molto brillanti e avvincenti), in generale per tutte le dinamiche che si vengono a formare e i legami. Non è un semplice urban-fantasy che parla di cacciatori e creature soprannaturali, è un romanzo che va a indagare molto più a fondo nell'animo umano, che fa riflettere sulla percezione di bene e male, ma che allo stesso tempo ci fa divertire. Si legge tutto d'un fiato grazie ad un ritmo serrato, ad una narrazione quasi cinematografica, ad un susseguirsi di colpi di scena e di tensione sempre crescente. E lo so che mi sono dilungata tantissimo e dovrei tagliare corto adesso, ma voglio ancora dirvi un'ultima volta di dare una possibilità a questo libro perché ci troverete tutto ciò che non sapevate di stare cercando. Emozioni potenti, brividi di terrore, una coralità di protagonisti e personaggi secondari indimenticabili (a proposito, non vi ho parlato di Dwight, ma non sarebbero sufficienti queste ultime righe per parlare di quel simpaticone dell'amico di Tris, ma se recuperate DINTW vi sfidò a non volere un tipo così nella vostra compagnia :P), e ancora: sangue, vendetta, lotte, riti, cene con sorpresa e molto, molto, molto altro! Insomma - e adesso concludo sul serio - leggete questo libro e amatelo (poi venite da me e scleriamo forte ;) )
Voto: 5 tazzine di caffè per un urban-fantasy dalle tante, meravigliose sfumature, come se ne vedono pochi in giro. Super consigliato!


A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest 

martedì 19 ottobre 2021

Blogtour: "Death Is Not The Worst. Inheritance" di Julia Sienna - Personaggi "in musica"

Questa giornata è bella ricca di post, devo dire. Dopo il Review Party del Regno di Cenere e la rubrica Coffee&Ciak, adesso parliamo dell’ultimo libro che ho avuto il piacere di leggere, o meglio, rileggere. Si tratta di Death Is Not The Worst - Inheritance, edito Gainsworth Publishing, che ritorna in una versione riveduta e corretta e non più scritto a quattro mani ma a due, quelle della fantastica Julia Sienna. Avevo avuto modo di leggere questo romanzo circa tre anni fa, quando uscì la prima volta, ma  allora non potei parlarvene a dovere perché ero incasinata con la nascita di mio figlio e non riuscivo a star dietro al blog come adesso. Il romanzo lo avevo apprezzato, devo ammettere, sebbene non in tutte le sue parti, perché erano evidenti alcuni difetti e aveva anche una forma troppo prolissa, ricca talvolta di elementi inutili. Julia Sienna è riuscita, per sua fortuna, a riavere pieno diritto della sua opera e a regalarcela, adesso, così come ha sempre voluto fare. Eliminato tutto ciò che non funzionava e reso il testo più fluido, Death Is Not The Worst. Inheritance è stato ribattezzato il 14 ottobre, giorno d’uscita, ha fatto sold-out al Salone del Libro di Torino, ed è pronto per essere conosciuto e amato da tutti i lettori che ne avranno voglia in questa nuova e scintillante veste. Domani vi parlerò in maniera più approfondita di questo libro, perché ho davvero bisogno di farvi sapere quanto sia bello, ma per oggi mi limiterò a ciò che prevede la mia tappa del Blogtour, organizzato dalla splendida Gaia @lalettricesegreta <3 Vi presenterò alcuni personaggi del romanzo, protagonisti e secondari di una certa importanza, e per ognuno di questi scoprirete anche una canzone che l’autrice ha associato loro e anche il perché della sua scelta (le sue parole le troverete in rosso). Una tappa che spero possa piacervi e che mi auguro vi incuriosirà a tal punto da voler correre a comprare Death Is Not The Worst - Inheritance e divorarlo tutto (William approverebbe :P).

Death Is Not The Worst. Inheritance
di Julia Sienna

Pagine: 496
Genere: urban fantasy, fantasy, azione. Adatto anche per il pubblico fantasy romance
Editore: Gainsworth Publishing
Target: +16 (contenuti espliciti)
Data di pubblicazione: 14 ottobre 2021

Norwich, Mississippi. La prestigiosa cittadina universitaria si sta preparando ad affrontare un nuovo anno accademico, incurante della scia di macabri omicidi e sparizioni che sta affliggendo il Sud degli Stati Uniti. Catherine O'Bryan, giovane studentessa della Ole Lady, ritornata alla città natale per lasciarsi alle spalle gli spiacevoli eventi del suo recente passato, si imbatte nello spavaldo Tristan, unico erede dell'antica famiglia Averhart, che dimostra da subito interesse per lei, tanto da infrangere ogni regola e divieto si fosse imposto pur di farsi notare. Oltre il sorriso sprezzante del ragazzo, però, si celano ferite molto più profonde di quelle che la sua pelle mostra con fin troppa assiduità. Nel suo sangue si nasconde l'ira di un Predatore, una maledizione che nessun Averhart può sciogliere, nemmeno dopo secoli di sofferenza e molte vite spese in tributo. Fiamme nella notte, riti sciamanici, cannibalismo, corpi che bruciano occultando agli Umani uno dei più grandi segreti della Storia, ma questa è solo routine per gli Averhart e gli altri Cacciatori. Il nemico li attende nell'ombra, pronto a ucciderli non appena abbasseranno la guardia. I suoi occhi d'ambra non smetteranno mai di fissarli, fino a quando non li avrà eliminati. Tutti. Solo la Morte potrà placare la sua terribile Vendetta.

PERSONAGGI "IN MUSICA"

CAT (Catherine O'Bryan): Cat ha 22 anni, è una ragazza dall’aspetto abbastanza ordinario, <<lunghi capelli castani dai lievi riflessi dorati>>, occhi grigi;  ciò che la rende, però, unica è la sua personalità. È una ragazza che, nonostante abbia dovuto affrontare delle spiacevoli situazioni in passato, riesce comunque ad essere solare e a sapersi divertire. Frequenta Antropologia, ma non ama particolarmente i vasi antichi, e nemmeno chi la sfida durante le lezioni scolastiche. Dal canto suo, può contare comunque sulla capacità di riuscire sempre a cavarsela in qualunque situazione, merito di una grinta non indifferente e della sua battuta sempre pronta. Cat non è una che si fa mettere i piedi in testa facilmente, la sua fiducia te la devi guadagnare con sudore e costanza. È affezionata alla sua famiglia, vive con la nonna Beatrix e l’amica Laverne, ma purtroppo il nonno è venuto a mancare lasciando un grande vuoto dentro di lei. Con lui aveva un rapporto speciale, oltre a volerle molto bene le ha anche insegnato a usare diversi tipi di armi. Non te l’aspetteresti da una come Cat, e invece…

Mommy can’t sleep – Xvoto
Lo so, nessuno conosce questa canzone, ma è così tanto Cat che non potevo non metterla. Tosta e fragile allo stesso tempo, trascinata di fronte a qualcosa più grande di lei.
Chi riuscirebbe a dormire?


TRIS (Tristan Averhart): Tris, come Cat, ha 22 anni, è un ragazzo molto carino, non il tipico super palestrato e bellone - come se ne vedono in molti romanzi - ma un ragazzo dal fisico ben proporzionato e atletico, che non passa di certo inosservato. <<Occhi azzurri, volto sfilato, armonico, e fronte appena corrucciata, quasi a esprimere un perenne fastidio>>. Ha la reputazione di donnaiolo e, in effetti, non si può certo dire che non gli ronzino un sacco di ragazze intorno. Gli piace divertirsi, specialmente con gli amici Dwight e Jack, ma purtroppo è costretto a ridimensionare il suo divertimento quando entrano in gioco questioni più importanti, responsabilità nei confronti della sua famiglia. Tris riesce a mantenere molto riserbo su di sé, apparendo come un ragazzo misterioso e molto intrigante. Rifila a chiunque che pratica Kendo per non dire la verità sui lividi e l’aria stanca che sfoggia quasi ogni giorno all’università. In realtà, lui è l’ultimo discendente di una famiglia di Cacciatori e come tale deve allenarsi costantemente per prepararsi a una guerra iniziata anni prima e mai conclusa. Potrebbe anche riuscire ad evitare le distrazioni, ma da quando si avvicina a Cat, una ragazza con cui giocava da piccolo e che ritrova all’università, le cose per lui diventeranno molto più complicate.

Closer To The Edge – Thirty Seconds to Mars
Perché questa canzone? Lui un po’ principino del dramma lo è per certe cose, ma questa volta non riesce davvero a sentirsi in colpa per aver trascinato qualcuno così vicino al pericolo… O forse sì, invece?


WILLIAM: Pelle perfetta, <<occhi azzurri, profondi e malinconici>>, William è un Predatore immortale e sanguinario che trascorre le sue giornate a serbare rancore per gli Averhart, dopo che gli hanno portato via l’amore della sua vita. Da allora ha giurato vendetta e li ha maledetti e, mentre attende che il momento fatidico arrivi, si logora nei ricordi della sua amata Isabelle, mettendo a punto il suo piano per eliminare tutti gli Averhart e tutti i Cacciatori dalla faccia della Terra. Ha creato la Fratellanza per fare in modo di giungere prima al suo obiettivo. Si nasconde dietro l'identità del miliardario William Blanchard ma resta pur sempre qualcuno che non conviene sottovalutare o fare arrabbiare, perché cova vendetta come pochi al mondo e può rivelarsi un nemico davvero temibile, capace di prenderti cuore e anima. Letteralmente.

Per lui abbiamo un pari merito, in realtà.

1) The Voyeur of Utter Destruction – David Bowie.
Will non avrebbe assolutamente voluto questa canzone, ci tiene a precisarlo. ma in realtà è una delle poche che potrebbe tentare l’impresa di descriverlo: affascinante e repulsiva allo stesso tempo. Distrutta e crudele. Insomma è perfettamente lui, così come non lo è. È dissonante e per questo lo interpreta alla perfezione.

2) “True Friends” dei Bring Me The Horizon. (Da lui archiviata come “rumore”)

Perché questa canzone per Will? Ascoltatela e lo capirete subito. Potrebbero essere parole sue quelle del testo.


XANDER (Alexander Averhart): Capelli biondi, occhi di un freddo azzurro, Xander (guai a chiamarlo col suo nome intero!) è lo zio di Tris, nonché suo allenatore e tutore. Da quando il fratello Augustus è stato ferito alla gamba in uno scontro con William, ha preso lui il posto come Capocaccia della famiglia e mentore di Tris. È un uomo forte e determinato, molto diverso dal fratello di cinque anni più grande. Per Tris è quasi un secondo padre e fa di tutto per prepararlo al meglio e far sì che sia pronto a ciò che lo aspetta, ma l’istinto di proteggerlo è sempre più forte di ogni cosa. Grandi sensi di colpa lo consumano per un errore passato che ha avuto gravi conseguenze, ecco perché odia profondamente William ed è tanto deciso a ucciderlo, così quanto detesta se stesso, pensando di non meritare il ruolo che ha all'interno del clan.

Devils & Dust – Bruce Springsteen
Perché The Boss? Beh, questa canzone ha un testo che rappresenta Xander alla perfezione e incarna lo spirito americano disilluso, Xander all’ennesima potenza.


REINA: <<[...] due iridi di un profondo color mogano, percorse da striature d'ambra. Lo sguardo di una pantera, di un predatore che non conosceva e non concedeva pietà>>. Predatrice bellissima, intelligente e feroce, dalle <<forme perfette che, insieme ai modi raffinati ed eleganti, avevano raccolto i favori di molti umani e non>>, Reina non si fa scrupoli a sventrare le sue vittime e gustarle a colazione (o a farsi una maschera di bellezza con la loro placenta). È amante dell’arte e anche di William, ed è l’unica capace di infondergli la calma e la lucidità con un semplice tocco, a sapere ciò di cui ha bisogno in ogni momento. Anche lei, come William, nasconde la sua identità dietro a quella di una donna ricca, socia di Blanchard, e in casa tiene degli strani lupi che accudisce con devozione.

Pet Cheetah – Twenty one Pilots
Perché è terribilmente lei: un animo disperato che cerca di restare lucido e calcolatore, per poi tradirsi nei dettagli... emotivi. E vogliamo parlare delle strane bestie in casa?


AUGUSTUS Averhart: <<Il volto magro e severo, rasato con estrema cura [...]>> Augustus è il padre di Tris, di mestiere fa l'avvocato, ha circa cinquant'anni ed è un uomo che, come tutti gli Averhart, possiede un grande e innato fascino. Riporta una ferita ad una gamba dopo uno scontro con il Predatore William e, da allora, lo accompagna una lieve zoppia e un immenso rammarico. Non può allenare il figlio come gli piacerebbe fare, ma è una figura rassicurante al suo fianco, esalta il suo talento ed è pronto a vederlo in azione. Allo stesso tempo, però, vorrebbe che Tris non perdesse la leggerezza dei suoi anni e se li godesse quando possibile. Proprio l'educazione di Tris è uno dei motivi di maggiore scontro con il fratello Xander, che invece non vuole concedere al nipote distrazioni, ma vuole fare in modo che non finisca nei guai perché non ancora pronto a combattere contro i Predatori.

Hit the Floor – Linkin Park 

Perché questa canzone per Augustus? Il sound è totalmente diametrale a lui, dissonante con la sua figura, ma dentro – nel cuore delle parole – svela quanto c’è oltre l’apparenza. Note aggressive per nascondere una grande fragilità.


JULIUS Lamar Jackson: <<[...] un filare di denti bianchissimi, in netto contrasto con la carnagione scura [...] Il volto spigoloso era dominato da un naso camuso e due profondi occhi d'ebano, uno sguardo in apparenza banale, ma che nei suoi occhi riusciva a svelare saggezza e potenza. Uno sguardo antico, incastonato a forza in una roccia nera>>. Julius è il Tutore di Tris ed è anche uno Sciamano e un Cacciatore, si occupa di officiare cerimonie ma anche mettere alla prova Tris e prepararlo per le sfide che lo aspettano come Cacciatore. Insieme a Xander formano una squadra infallibile e le sue capacità sono fondamentali per la sopravvivenza del clan e la riuscita delle missioni. È una figura affidabile e insostituibile per gli Averhart.

 
  Julius. Credo sia un brano di Coltrane, uno qualsiasi dei suoi. Vivace e profondo allo stesso tempo, meditabondo a tratti, ma che non ha bisogno di parole per arrivare dritto al cuore.

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La tappa finisce qui. Spero questi personaggi vi abbiano un po' conquistato e avrete voglia di conoscerli meglio. Quale vi attira di più? Ovviamente, i personaggi sono tantissimi e parlare di tutti non era possibile, ma vi invito a leggere Death Is Not The Worst. Inheritance e a scoprirli, sono certa che vi innamorerete di ognuno di loro.

 Vi lascio di seguito le altre tappe del blogtour, recuperatele tutte, mi raccomando! ;)

CALENDARIO BLOGTOUR

4 ottobre - Recensione in anteprima @lalettricesegreta
8 ottobre - Il cannibalismo rituale, dalla storia alla fiction @ilmondodisopra
11 ottobre - Intervista LIVE @sara_starlight.tube
19 ottobre - Personaggi "in musica" @francikarou
22 ottobre - Dal Vampiro al Predatore: storia delle creature antopofaghe @libridicristallo

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A presto!
xoxo
Si ringrazia Gaia per aver organizzato questo speciale evento e Julia Sienna per la collaborazione alla tappa, con le canzoni scelte da associare ai personaggi e le note per ognuno <3

Rubrica: Coffee&Ciak - I film horror che ci hanno terrorizzato di più e perché.

Buon pomeriggio, eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica Coffee&Ciak, dedicata a film e serie tv. Per questo mese di ottobre, come già sapete, ci stiamo concentrando su film e serie di genere horror. Oggi vediamo insieme alcuni dei film che ci hanno fatto più paura e perché. Quali sono i film horror che vi hanno terrorizzato di più, quelli il cui trauma vi portate dietro ancora oggi? Fatecelo sapere nei commenti. A presto! ;)

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L’ESORCISTA (MS ROSEWATER)
E' forse il film horror più famoso, tanto famoso da generare, oltre agli immancabili sequel, una serie di parodie cui ha pure partecipato la protagonista del film originale, Linda Blair. La figlia dell'attrice Chris MacNeil inizia a soffrire di misteriosi disturbi, che la madre pensa siano di origine fisica o psicologica. In realtà la bambina è posseduta da un demone.
Pur avendolo guardato per la prima volta quando ero già grandicella, sono rimasta traumatizzata da questo film, e sono passati decenni prima che avessi il coraggio di guardarlo di nuovo. La cosa terrorizzante di questa storia non sono gli effetti speciali (molto pubblicizzati ai tempi dell'uscita nei cinema), i mobili che si muovono o l'aspetto della bambina posseduta e la sua testa che gira a 360 gradi, ma l'agghiacciante trafila di analisi mediche a cui viene sottoposta alla ricerca della malattia che l'affligge, la disperazione della madre e la dimensione quotidiana dilaniata da eventi spaventosi e inspiegabili. Ma c'è ancora una cosa che fa più paura di tutto. Quale? Non ve lo dico, sarebbe uno spoiler...

THE WITCH (MELZ)
Non so voi, ma io non sono facilmente impressionabile. Quando decido di guardare un horror, lo faccio consapevolmente. Quando però sono convinta di guardare un film leggero e mi ritrovo davanti all’inquietudine, il mio animo trema. Mi accadde per la prima volta con “Il labirinto del Fauno” che, ingenuamente, pensai fosse più simile a una fiaba per il titolo così fantastico e musicale e l’ultima volta con “The Witch”, film di Robert Eggers del 2016 con una giovane Anya Taylor-Joy. L’ambientazione degli anni ’30, dai colori cupi e freddi, regala già inizialmente un’atmosfera horror; l’estremismo religioso porta piano a capire di cosa stiamo parlando; il ritmo lento fa battere il cuore come un martello in attesa del dopo. Quando William (Ralph Ineson) viene ostracizzato dalla comunità di puritani, si allontana dalla comunità con sua moglie Katherine (Kate Dickie) e i suoi cinque figli ed è lì che il più piccolo, a cui Thomasin stava badando, scompare misteriosamente. Il mistero, in verità, è solo per tutti gli altri, lo spettatore viene messo davanti alla Stregoneria fin da subito a capire che fine abbia fatto davvero. The Witch non nasconde, ma mostra. Mostra i misteri, ma anche l’animo umano. Mostra la via della perdizione di Thomasin piano piano e, nel finale, si rimane terrorizzati e incantati allo stesso tempo. Questo film mi ha terrorizzata perché mostra quanto siamo fragili, pur sforzandoci di essere forti fino alla fine e che, molte volte, giusto e sbagliato non sono altro che parole, la verità è grigia.

THE OTHERS (ANNA)
Inghilterra, isola di Jersey, 1945. Dopo la partenza del marito per la guerra Grace Stewart e i figli Anne e Nicholas vivono soli in una grande e antica casa isolata e immersa nella brughiera nebbiosa. I bambini soffrono di una rara malattia che impedisce loro di esporsi alla luce del giorno, così tutte le persiane devono essere sigillate, le tende tirate, le porte chiuse. Vivono nella solitudine, nel silenzio e nel buio. Ma dopo l'arrivo di una governante, un giardiniere e una cameriera iniziano ad accadere strane cose. Si avvertono delle presenze nella casa, si sentono rumori sinistri, le porte vengono inspiegabilmente aperte. In preda alla paura e alla inquietudine Grace inizia a cercare gli intrusi finché trova un “libro dei morti”, un album di fotografie del diciannovesimo secolo che ritrae persone decedute abbigliate e in posa come se fossero ancora vive. Si convince così che la casa sia infestata dai fantasmi… Ma chi sono i veri fantasmi?
Ragazzi questo film thriller/horror fa rimanere incollati allo schermo senza respirare! L’ambientazione è già spaventosa… una casa abbandonata, l’autunno freddo, la nebbia, la solitudine, la malattia, la follia, il dubbio a cui si aggiungono una oscura sovrapposizione spazio-temporale e una Nicole Kidman perfetta nel ruolo di austera madre di ghiaccio e una dose di tensione che è un crescendo di suspense fino all’iperbole finale. Una rivelazione, una trama originale e geniale, un film misterioso che lascia il finale in sospeso fino all’ultimo. Che ovviamente non intendo spoilerare. Guardatelo perché non vi deluderà.

SPLIT (ELEONORA)
Dovete sapere che una cosa che mi affascina molto sia nei film che nei libri è l’aspetto psicologico delle persone, capire cosa le muove, come e perché fanno determinate scelte e hanno determinati comportamenti, per cui quando ho visto un breve spezzone di Split, per questo motivo e perché l’attore principale è James McAvoy, ho deciso di dargli una possibilità. Ora direte, sei facilmente impressionabile e ti guardi un film che è considerato un mezzo horror? A mia discolpa pensavo fosse un thriller, genere comunque non tenero e tranquillizzante ma che mi piace. Sbagliato in parte, ha elementi da Thriller ma per me può essere tranquillamente considerato un horror psicologico. Quello che mi ha maggiormente impressionata, tanto da avere difficoltà a dormire la notte, in primis è il fatto che tutto il film è liberamente ispirato ad una storia vera, il regista infatti ha “riscritto” la vicenda che vede come protagonista Billy Milligan, un criminale che per la prima volta ha posto il tribunale davanti ad una sentenza di infermità mentale. Infatti questo personaggio all’epoca del processo soffriva di un gravissimo disturbo della personalità multipla e nel suo cervello convivevano 10 personalità totalmente distinte, che in seguito sarebbero diventate poi 24. Sono state proprio le varie personalità che vengono messe in evidenza nel film, vedere che collaborano tra loro e addirittura lottano per prendere il controllo, insieme alla differenza dei comportamenti e atteggiamenti a rendere la visione (interrotta ad un certo punto) del film agghiacciante, oltre ovviamente alle varie scene connesse ai crimini commessi dal personaggio di McAvoy. Questo film fa parte di una trilogia, anche se ogni film può essere guardato singolarmente, diretta dal regista M. Night Shyamalan, in cui ritornano come attori ricorrenti James McAvoy, Anya Taylor-Joy e Bruce Willis (negli altri due film). Volendo è stato scritto un romanzo “Una stanza piena di gente” che racconta la storia vera di Billy Milligan, scritto grazie alla collaborazione di una delle sue personalità.

IT (FRANCI)
Io solitamente non guardo film horror, o se li guardo sono più che altro di genere paranormale, perché case infestate e fantasmi sono l’unica cosa che riesco a tollerare. Però da piccola ero molto curiosa e ogni volta che mia madre mi vietava di vedere un film, era più forte di me, io quel film dovevo guardarlo. Ricordo che facevano spesso, alla TV, in questo periodo, il famoso IT, tratto dal romanzo di Stephen King. Non avevo assolutamente idea di cosa parlasse ma per il solo fatto che mi venisse vietato, mi attirava tantissimo. Così una sera in cui lo mandarono in tv, finsi di andare a dormire per poi accendere la tv in camera e dare un’occhiata al film. Beh, posso dirvi che bastò veramente poco per procurarmi gli incubi per anni e anni e anni. Quel pagliaccio nascosto nelle fogne o sotto il letto che attirava bambini con palloncini e voce inquietante non me lo sono più scordata (ogni sera, prima di andare a dormire, controllavo sotto il letto che non ci fosse nessun pagliaccio con i denti appuntiti) e da allora IT è rimasto per me un film traumatizzante. So che King è molto amato e che questa storia è una delle più apprezzate dello scrittore, ma non guarderò mai e poi mai IT per intero, neanche ora da grande. Non vi ho parlato nemmeno della trama perché non la conosco e non voglio conoscerla, per me IT è e resterà per sempre un brutto incubo.


A presto!
xoxo

Review Party: "Il Regno di Cenere" di Sarah J. Maas (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*!
Oggi la giornata inizia con il Review Party dedicato a "Il Regno di Cenere", di Sarah J. Maas, al quale ha partecipato la nostra Giulia. Si tratta dell'ultimo capitolo di una saga fantasy molto amata, pubblicata in Italia da Mondadori. Ringraziamo Giusy di Divoratori di libri per aver organizzato l'evento e averci permesso di partecipare e la casa editrice per la copia eArc ricevuta in cambio di un'onesta opinione.

Il Regno di Cenere
di Sarah J. Maas

Serie: Throne of Glass #7
Titolo originale: Kingdom of Ash 
Prezzo: 8,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 1008
Genere: fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 19 ottobre 2021

Aelin ha rischiato tutto per salvare il suo popolo, ma ha pagato un prezzo altissimo: è stata rinchiusa in una bara di ferro dalla regina Maeve, costretta a sopportare mesi di torture se non vuole condannare coloro che ama. Ma anche la sua forza e la sua determinazione iniziano a incrinarsi. Non è l'unica a dover combattere per assicurarsi un futuro, mentre i fili del destino dei vari personaggi si intrecciano inesorabilmente.

“Io ti troverò”

Comincia così l’ultimo capitolo della saga che mi ha tenuto compagnia nell’ultimo anno, che mi ha fatto conoscere personaggi meravigliosi che non dimenticherò mai, comincia così il primo capitolo dell’ultimo libro della saga che mi ha fatto piangere tutte le lacrime che ho in corpo! Il libro di cui sto per parlarvi è un concentrato di felicità mista a tristezza infinita. Il Regno di Cenere non è un libro per cuori deboli, con i suoi mille colpi di scena riesce a far emozionare anche il più duro dei cuori. Come ci eravamo lasciati? La torre dell’alba, con protagonista un personaggio secondario, si era concluso con una scoperta che personalmente mi ha lasciata senza fiato, abbiamo scoperto la vera natura di Maeve, l’antagonista per eccellenza, il personaggio più stronzo dopo la nonna di Manon, perché si, ragazze e ragazzi, lei non la supera nessuno. Questo libro non riprende naturalmente dal finale della Torre dell’Alba ma dobbiamo andare indietro di un altro libro, ovvero L’impero delle Tempeste, Maeve ha catturato Aelin, l’ha rinchiusa e imprigionata, e mai finale mi fece più soffrire di quello.

“C’era una volta, in una terra ridotta in cenere, una giovane principessa che amava il suo regno”

Questo è l’inizio di una storia che si ripete, Aelin ha non sa nemmeno lei quanto tempo per sopravvivere, per resistere, per non mollare. Sta soffrendo, lo sente Rowan e lo sentiamo noi lettori, sulla nostra pelle tutto quello che sta passando, tutto quello che Maeve le sta facendo. La Maas qui ha fatto un lavoro incredibile, descrivendoci tutte le sensazioni, di dolore e di paura in certi momenti, che prova Aelin, e se il suo obiettivo era quello di catapultarci al posto di Fenrys, l’enorme lupo bianco incatenato a ceppi invisibili, costretto ogni giorno ad assistere a tutta quella sofferenza senza poter fare nulla per salvare la sua regina, c’è riuscita alla grande. Cosa ne sarà del suo cuore, della sua mente e del suo corpo? Aelin lotta incessantemente per non mollare, perché come le ripete Evalin Ashryven, sua madre, nei momenti più bui dentro quella bara di metallo: “Tu sei mia figlia. Sei nata da due potenti stirpi. Quella forza scorre in te. Vive in te. Tu non ti pieghi.” E cosi Aelin trova il coraggio di non piegarsi mai al dolore che le infligge Maeve, finché finalmente una luce riesce a farsi strada in quel buio pesto, Rowan l’ha trovata. Però questa non è solo la storia di cuore di fuoco, questa è la storia di Dorian, di Manon, delle Tredici, di Elide, di Aedion, di Lysandra, questa è la storia di tutte quelle persone che sperano in futuro migliore, e quindi perchè non soffrire anche per questi personaggi? Ovviamente la nostra carissima Sarah quando si parla di farci soffrire è la prima della classe.

Dalla parte opposta a quella di Aelin, un’altra prossima regina sta combattendo, un’altra guerra sta per concludersi, una guerra lunga milioni di anni, la guerra tra il clan delle Crochan e quello delle Denti di Ferro, riuscirà Manon, erede (ripudiata), a conquistare il cuore delle Crochan e riunire il suo popolo per combattere e sconfiggere una volta per tutte Maeve?

Questo lo potete scoprire leggendo il libro, non voglio farvi spoiler, perché è comunque una storia troppo complessa e bella, anche volendo non potrei mai in due parole riassumervi mille pagine di libro e comunque se lo facessi non potrei mai eguagliare la bravura che ha la Maas nel raccontare le sue storie e le storie dei suoi personaggi, è tutto molto semplice ma allo stesso tempo elaborato, sembra ti faccia arrivare ad una conclusione e invece poi scopri che la storia è tutta un’altra. Questo è il mondo di Terrasan e il mondo della Maas, dove tutto è ciò che sembra ma, allo stesso tempo, non lo è.

Ci sono talmente tante cose che vorrei dire su questo libro che sicuramente me ne scorderò la metà, però da qualcosa si deve pur cominciare, e quindi penso proprio che comincerò dai personaggi, o quantomeno dai personaggi che hanno significato qualcosa per me, sicuramente non leggerete di Aedion o di Chaol, però vi parlerò di qualcosa che per me è molto importante, l’amicizia che va oltre qualsiasi cosa, l’amicizia che sfocia in rapporto fraterno, il rapporto indissolubile delle Tredici e della sua guida Manon. Un gruppo di combattenti, un gruppo di eroine, un gruppo di sorelle, che farebbero di tutto per salvarsi a vicenda, un gruppo che darebbe la propria vita per salvare la loro comandante.

«Sii il ponte, sii la luce. Quando il ferro si scioglierà, quando nasceranno fiori dai campi di sangue – che la terra ne sia testimone, e torna a casa.»

Per tutta la vita Manon era stata nutrita con una bugia, una bugia che le aveva segnato l’intera esistenza, una bugia su chi sono le streghe, mostri orgogliosi di esserlo, ma si è stancata di disseminare odio, si è stancata di uccidere senza alcun motivo, Manon Becconero ha visto streghe, umani e Fae stare insieme in pace, e ha capito dopo tanto tempo che non è una debolezza. Ha incontrato re e regine il cui amore per la loro gente è così forte che fanno l’impossibile. Vuole il suo popolo riunito tutto sotto una sola ala, e quello che Manon Crochan vuole, Manon ottiene. Quanto sia cresciuta mentalmente Manon in questi libri, voi non ne avete idea, da erede viziata qual era, è diventata una regina degna di essere chiamata così.

«Ciò che è stato rubato è stato restituito; ciò che è stato perduto è tornato a casa. Io ti saluto, Manon Crochan, Regina delle Streghe.»

«Regina delle Streghe.» Dichiararono le Crochan e le Becconero come una sola voce. Come un solo popolo.

Come vi dicevo questa non è solo la storia di Aelin, ma tante storie e tante situazioni si intrecciano tra loro fino a incontrarsi in questo splendido mondo e soprattutto in questo meraviglioso libro, che racchiude talmente tanti POV che alcune volte si fa fatica a capire da che punto di vista stiamo leggendo la storia.

Un altro personaggio di cui voglio parlarvi è uno di quei personaggi che rivaluti durante la storia, Lysandra. Scopriamo la vera natura di questo personaggio complesso, e anche qui sofferenza a non finire. Lysandra è il personaggio, secondo me, che ha subito un cambiamento drastico, che è proprio maturato tanto durante questo meraviglioso viaggio. Diventa una donna forte, coraggiosa, schietta e se la situazione lo richiede meschina, ma anche molto molto dolce, comprensiva ed empatica, è proprio quel tipo di personaggio che non puoi non amare, ma non per forza per come è fatto, ma per tutto quello che fa per la riuscita delle cose in generale, è quel personaggio che sacrifica tutto e sacrificherebbe anche se stessa per quello in cui crede, e in questo specifico caso sacrificherebbe anche se stessa per salvare Terrasen e la sua più cara amica, Aelin.

Mi sto dilungando troppo forse, però voglio proprio farvi capire che non potete perdervi questo libro e questa saga, e non fatevi fermare dai pregiudizi, fregatevene di quello che la gente pensa dei libri della Maas, entrate anche voi in questo meraviglioso mondo, fatevi trascinare da Elide, e volate insieme ad Abraxos, incazzatevi con Dorian e poi amatelo perché non si può fare altrimenti, innamoratevi di Lorcan anche se è una testa di fagiolo e ha un criceto che corre al posto del cervello in alcune situazioni, amate, odiate, e ri-amate Chaol perché in fondo quando Yrene è al suo fianco non è così male, siate un po’ crudeli come Manon quando uccide le persone stronze (ogni riferimento è puramente casuale), fidatevi come le Tredici si fidano l’una dell’altra, e per ultimo ma non per importanza, sappiate amare Aelin e Rowan come loro si amano, con tutte le vostre forze, attraverso il tempo e la distanza.

<<io, Aelin Ashryver Whitethorn Galathynius, giuro sulla mia anima immortale di proteggere, accudire, ed onorare Terrasen da oggi fino al mio ultimo giorno.>>



Giulia


Photo credit: @_gbooklover_
Fonte immagini: Google immagini

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