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venerdì 26 gennaio 2018

Pensieri di Dramanti: "Defendant"

Buongiorno miei cari caffeinomani! ^^
Oggi nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai drama! La scorsa settimana Marika ci ha parlato del commovente "While you were sleeping", mentre oggi la nostra adorabile Angela ci regala la sua opinione su un drama bellissimo e potente, che l'ha completamente spiazzata, "Defendant". Buona lettura! ^^

Defendant

Episodi: 18
Anno: 2017 
Cast principale: Ji Sung, Kwon Yuri, Uhm Ki Joon
Genere: drammatico 
Regia: Jo Young-Gwang
Network: SBS 
Paese d'Origine: Sud Corea


Questa è in assoluto la recensione più difficile che mi sia capitato di scrivere ultimamente a proposito di drama. Perché? vi chiederete voi. La risposta è semplice: Defendant o Innocent Defendant, è un drama pressochè perfetto, e quando un drama è perfetto, riesce davvero complicato rendergli giustizia con una semplice recensione. Come avrete potuto capire dalla mia introduzione, ho amato questo drama nella maniera più assoluta, tanto che il massimo dei voti non mi è bastato per giudicarlo, gli ho dato anche la lode. Ha raggiunto senza se e senza ma il primo posto nella mia personale classifica di gradimento bramosa. Ebbene sì, questo drama è rock! E il mio spirito da guerriera mancata ha esultato come un bambino davanti a un bignè con la crema ricoperto di cioccolato, mentre guardava gli episodi. Ma veniamo al dunque e partiamo dall’inizio. Cominciamo col dire di cosa tratta Innocent Defendant
È la storia di un onesto procuratore, Park Jung Woo (Ji Sung) che, una mattina, dopo aver
addormentato la sua bambina e avere raccomandato alla moglie di svegliarlo all’alba, la sera prima, si risveglia nella cella di un carcere senza ricordare assolutamente come ci è finito. La sua mente è una tabula rasa e quando viene a conoscenza di essere l’autore del duplice omicidio della moglie e della figlia, la sua reazione è di puro sconvolgimento. E grazie ar secchio! Non è esattamente come svegliarsi storti la mattina e il massimo che ti può succedere e di andare a sbattere il ginocchio contro lo spigolo del comodino. Ehi, ok, fa un male cane, lo so, ma è decisamente meglio che svegliarsi in galera con la pena di morte che ti dondola sulla testa come la spada di Damocle senza Damocle a tenerla, e peggio ancora, ci sei finito dentro per aver sterminato la tua famiglia. CINCIA? Direbbero i coreani. Sì, cincia! Questo povero cristo, si ritrova con la testa vuota e un’accusa simile per cui, in realtà, si preoccupa poco; quello che lo sconvolge è l’idea di aver fatto male alle sue amatissime moglie e figlia. Infatti, nell’intro del drama, ci mostrano una famiglia felice, di quelle che invidieremmo tutti. Lo scenario perfetto, fra baci e parole d’amore, bambini che saltano sul lettone di mamma e papà e un uomo che si addormenta con il sorriso sulle labbra dopo una giornata di duro lavoro.
E poi? E poi il sangue, il dolore. «Hai accoltellato tua moglie perché ti tradiva». «Hai ucciso tua figlia e l’hai messa in una valigia, sepolta chissà dove». Perché? Perché è accaduto tutto questo? Si chiede lui. È certo di averlo fatto, ma perché non ricorda i dettagli? Gli dicono che la sua mente ha rimosso quell’angolo di inferno che lui stesso si è costruito attraverso quegli atroci delitti. Non vuole ricordare perché farlo sarebbe troppo doloroso. Deve morire. Merita di morire. Non accetta nemmeno di essere difeso. Ma nonostante ciò, il suo cuore cerca sempre la verità. Se è vero che ha ucciso la sua famiglia, vuole sapere perché. Finché la sua determinazione, lo stesso dolore che non si è mai sopito, cominciano a creare delle crepe nella sua mente e spiragli di ricordi si riaffacciano. Non saranno scoperte felici le sue, perché si rivedrà con il coltello in mano, con sua moglie senza vita ai suoi piedi. Vedrà ancora se stesso mentre carica in macchina la valigia che contiene il corpo di sua figlia. Tutto coincide con i capi d’accusa. Non è innocente. Eppure… eppure qualcosa non quadra. Ma cosa. Decide di impiegare tutte le sue forze per scoprire cosa vuole dirgli il suo cuore e non avrà più paura di scoprire o meno la sua colpevolezza. Con l’aiuto dei suoi compagni di cella, un gruppo di galeotti che vorrei avere come migliori amici per l’eternità, cercherà in tutti i modi di sfuggire alla prigionia. Assisterete a episodi adrenalinici che vi terranno incollate alla sedia, al divano, anche sul cesso ve lo giuro, pur di non perdervi un secondo di questo drama che è peggio del cioccolato kinder (quando lo mangi non smetti più). Sarà un susseguirsi di emozioni fortissime e vi sembrerà di stare sulle montagne russe, ma pregherete che il giro non finisca mai. A ogni fine episodio la vostra testa sarà piena di domande e avrete l’assoluta certezza della colpevolezza di Park Jung Woo, ma non vorrete crederci. 
Sì, la sento quella domandina da qualcuno di voi, è arrivata fin qui: ma ci sarà una storia d’amore? La capisco la vostra preoccupazione. Non volete trovarvi davanti a un action drama senza un briciolo di sentimento o sbaciucchiamenti vari, soprattutto quelle fra voi più romantiche (do per scontato che questa recensione saranno solo donne a leggerla). Io vi consiglio di non mettervi dei limiti quando guardate un drama, in nessun caso, perché spesso si perdono delle vere e proprie perle. Nel caso specifico, posso solo dirvi che Defendant non è un action drama, non del tutto almeno, ma non ci sono le storie d’amore che siamo abituate a vedere nei drama, c’è la storia d’amore nella sua forma più alta e pura; non posso aggiungere altro senza rischiare lo spoiler, ma se lo guarderete, capirete di cosa parlo. Inutile dirvi che ho pianto come un micetto senza mamma gatta, come Pinocchio senza Geppetto nelle mani di Mangiafuoco, come Minnie senza Topolino; ho pianto davvero tanto per le forti emozioni, ma ho anche riso per quei compagni di cella uno più pazzo dell’altro, il cuore ha battuto come un tamburo per il senso di sacrificio che questo drama esprime, per l’idea di amore che non si arrende nemmeno davanti all’evidenza, per il coraggio di un uomo, la sua fedeltà. Vi basti sapere che l’intero drama si basa su un grande amore.
E ora vorrei spendere due parole per lui, Ji Sung, colui che dà voce e corpo al personaggio di Park Jung Woo. Ho sempre pensato che questo attore fosse uno dei più bravi in circolazione, prova ne è la montagna di premi che ha vinto durante la sua carriera. Ultimamente è stato scelto come miglior attore dalla società registi coreani, della serie: vogliamo lavorare tutti con te. Ha vinto il premio massimo che può essere dato a un attore: il premio All In. Be’ hanno ragione. Se in Kill me Heal me mi aveva stupita e in Secret mi aveva conquistata del tutto, in Defendant mi ha scioccata, positivamente, per la sua sorprendente bravura. In questo drama, Ji Sung non risparmia niente di se stesso e dà una grandissima prova di attore. È stato talmente bravo a interpretare il dolore del suo personaggio, che spesso dimenticavo che si trattava solo di recitazione. Questo drama è tutto di Ji Sung, lui da solo regge l’intera storia. La sceneggiatura di Defendant, per chi come me scrive per mestiere, è stata l’equivalente di un amplesso amoroso. Ho trovato, in questo drama, l’esatto modo di scrivere che apprezzo di più. C’era l’inaspettato. C’era il rollercoaster. C’era il dubbio. Lo sceneggiatore, che fra l’altro avevo apprezzato già con la scrittura del drama City Hunter, è stato così abile da far credere a tutto e al contrario di tutto. Ho provato pura invidia per il soggetto del drama. 
Per chiudere la recensione, vorrei lodare anche la colonna sonora. Tre canzoni in particolare: Dreaming On di Dong Woon (Beast), che chiude il drama. Cant take my eyes off you nella versione di Frankie Valli and The Four Season e Innocent Defendant, nella versione strumentale di San E e Acusado Inocente nella versione vocal di San E e Till the end. La versione strumentale ha accompagnato il drama nelle scene più importanti, accrescendone la tensione e a me ha dato scariche di adrenalina non indifferenti, tanto che, adesso, è la mia suoneria del cellulare. Perciò, chiunque mi chiamerà, sa fin da ora che non risponderò mai, dato che vorrò ascoltare solo quella musica.Termino dicendo che questo è un drama che vale la pena di vedere senza se e senza ma. Io, probabilmente, lo rivedrò e lo rivedrò fino a consumarlo.
Buon drama a tutti.


*** Angela ***

2 commenti:

  1. Su questo drama io sono davvero molto indecisa, perché da un lato ne sento sempre parlar bene (e la tua recensione mi ha davvero messo voglia di vederlo) ma dall'altra tengo a freno il mio entusiasmo perché so già che non è il mio genere e ho paura che dopo un paio di puntate il mio interesse scemi del tutto :(

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  2. Che te lo dico a fa: recensione perfetta per drama perfetto!

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