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venerdì 14 febbraio 2020

Pensieri di Dramanti: "My Holo Love"

Buongiorno, cari lettori caffeinomani! ^^
Oggi è un giorno particolarmente felice perché ritorna una rubrica tanto amata, ovvero Pensieri di Dramanti. Era mia intenzione riprenderla il prima possibile, perché noi dramanti non abbiamo mai smesso di guardare drama coreani e di amarli, nonostante i vari impegni. Ringrazio le mie care, dolcissime amiche dramanti, con cui si continua a sclerale quotidianamente e che hanno voluto volentieri tornare a condividere le loro opinioni su Coffee&Books. Oggi si (ri)comincia con la recensione di Angie, "My Holo Love", che in tante aspettavano. Buona lettura e buona visione a chi si accingerà a guardare questo splendido drama, incuriosito dalla recensione della nostra Angie <3

My Holo Love
recensione a cura di Angela Contini


Sono passati appena due giorni dalla visione del drama My Holo Love e sono ancora nella fase “occhi a cuore”. Quando ho cominciato a vederlo, lo ammetto, non mi aspettavo granché, anche se la trama prometteva bene, forse troppo bene per convincermi che avrebbero potuto fare un buon lavoro in soli dodici episodi.
Ma partiamo dal principio e in poche righe cerco di dipingervi al meglio la trama. 
Holo è un ologramma, il risultato di un’Intelligenza Artificiale, nato dal progetto di una donna che lo crea per il figlio Nan-Do che, una volta cresciuto, lo perfezionerà a tal punto da farlo apparire tale e quale a lui. Un’intelligenza artificiale che si manifesta attraverso dei particolari occhiali e in grado di rispondere alle esigenze di tutti i suoi utenti. Han So-Yeon è, a sua insaputa e per una serie di circostanze avverse, la beta tester designata per provare Holo prima del lancio del prodotto. Ma qualcuno trama per impossessarsi della preziosa IA, mettendo in pericolo la vita di Han So Yeon e dello stesso Nan-Do.
Come ho già detto, sono solo dodici episodi, pochini rispetto ai soliti sedici o venti di un qualunque drama, ma questi dodici episodi contengono una scrittura del soggetto e una struttura del drama talmente mirata che neanche con il massimo impegno si riescono a trovare dei buchi narrativi. Almeno io non ne ho percepiti. Tutto è al posto giusto, al momento giusto. 
My Holo Love non annoia e, forse, la sua forza sta proprio nei dodici episodi. Non ci sono puntate in più che allungano il brodo come accade spesso in altri drama.
Parliamo dei personaggi: Holo l’IA, Nan-Do, Han So Yeon. Tre personaggi strettamente legati fra loro con delle peculiarità particolari. Holo non è un semplice ologramma. È, in parte, un’estensione della personalità del suo creatore Nan Do, la parte migliore di lui, quella in grado di provare emozioni, quella che non le ha rinchiuse in uno stretto angolo del cuore per evitare di soffrire ancora dopo la morte dell’amata madre, avvenuta in circostanze oscure. Holo è un amico, un fratello; per Han So Yeon, che non è in grado di riconoscere i volti di nessuno a causa di un disturbo psicologico, conosciuto come prosopagnosia, frutto di un trauma infantile, è diventato molto di più. Ma quanto di quello che prova è suscitato da Holo e quanto dal suo creatore. Sono o non sono entrambi le due parti della stessa medaglia? Da parte sua Nan-Do non si farà scivolare addosso i sentimenti di Han So Yeon: lui stesso prova qualcosa per lei, tanto che riesce a essere geloso di Holo che, grazie agli occhiali che la ragazza indossa, è sempre con lei. Il loro sarà un sentimento combattuto che si manifesterà a colpi di battute al vetriolo, teneri sentimenti, imbarazzi e un grande senso del sacrificio. Una bellissima storia d’amore che, fino alla fine, vi lascerà un senso di piacevole serenità. Un drama che va visto. Nel modo più assoluto. Uno di quelli che consiglierei non solo alle K-Drama addicted, ma anche a chi addicted non lo è ancora, perché dopo questo, lo sarà di sicuro.
Da questa dramante è tutto. Alla prossima. 
P.s. My Holo Love è disponibile su Netflix.

***Angie***

venerdì 16 novembre 2018

Pensieri di Dramanti: "Devilish Joy"

Buongiorno, cari lettori! ^^
Per chi ha creduto che mi fossi dimenticata dei drama si è sbagliato di grosso. Io e le k-dramanti siamo al lavoro per voi, ci siamo solo dovute riorganizzare. Oggi riprende questa bella rubrichetta dedicata alle recensioni di kdrama, che diventerà mensile e pubblicherò, su per giù, intorno alla metà di ogni mese. Si comincia con una fantastica recensione della cara Patty, che ha visto il drama "Devilish Joy" e lo ha adorato! Se non lo conoscete o volete saperne di più, leggete la sua opinione ;) A presto!

Devilish Joy

Episodi: 16
Cast principale: Choi Jin-Hyuk, Song Ha-Yoon
Anno: 2018
Genere: romantico
Regia: Kim Ga-Ram
Network: MBN, Dramax
Paese d'origine: Sud Corea

Come cominciare la recensione? Non è facile per me, perché le emozioni che questo drama, inaspettatamente, mi ha regalato, mi fanno accavallare le parole e i pensieri e rendono complicato poterne parlare con obiettività, questo perché l'ho davvero adorato. Lo trovo perfetto sotto ogni punto di vista. Quando un drama riesce a toccare la corda più profonda del tuo animo, allora è amore, un amore profondo per la storia, i personaggi, le ambientazioni, e quel drama diventa speciale, anche se magari per qualcun altro non lo è, ma l'alchimia che si crea con il tuo cuore va al di là del ragionevole e così ti ritrovi completamente persa e felice. Devilish Joy è un gioiello di drama, una commedia di quelle che piacciono a me, dove il romanticismo, i sentimenti più nobili e l'amore più elevato vincono su tutto e contro tutti; neppure il destino avverso è capace di distruggere quello che lega i due protagonisti della storia. Insieme riescono a vincere il premio più ambito: il loro happy ending. Troviamo nei sedici episodi alcuni dei cliché tanto amati dai coreani: scene magnifiche sotto la pioggia; un capo famiglia di sesso femminile crudele e insopportabile; la perdita di memoria; il ricco ceo che però ha un cuore grande e una profonda sofferenza dell'animo; la ragazza acqua e sapone, quella della porta accanto, capace di amare con tutta se stessa. Allora direte, cosa rende Devilish speciale?
Il fatto che tutti gli ingredienti citati e altri sono dosati sapientemente per creare qualcosa di speciale, di emozionante, di toccante, ma anche di divertente. Potrei azzardare a dire che Devilish Joy rientra nel filone di un Fated to love you, dove romanticismo, dramma e divertimento si compensano in un equilibrio a dir poco ottimale. Si piange, si ride, si sogna a occhi aperti un amore con la A maiuscola, si soffre, ma si arriva al sospirato lieto fine con un immenso sorriso stampato sulle labbra. Ci si appassiona sul serio alla storia e questo soprattutto grazie agli attori che sono stati scelti per le rispettive parti, una coppia che buca lo schermo, che si sa far apprezzare e che fa credere davvero nell'amore di cui si parla, come se fosse reale e non recitato. Tra loro c'è la vera magia, quella sintonia unica fatta di sguardi che parlano. Una delle coppie meglio assortite che abbia mai visto in un drama e di sicuro una delle mie preferite. Ma partiamo dalla trama. Gong Ma-Sung (Choi Jin-Hyuk) è un dottore, ma è anche il rampollo di una ricca e facoltosa famiglia. Ha perso i genitori in tenera età ed è stato cresciuto dalla zia, Gong Ji-Yang (Jeon Su-Kyeong), che non lo ha mai sopportato e a cui non è mai stata in grado di dare affetto. In compenso Ma-Sung lo ha ricevuto dal cugino, come un fratello per lui, Sung Ji-Joon, un ragazzo simpatico, allegro e con il pallino di diventare un attore famoso di drama, contro la volontà ovviamente della madre. Ma-Sung ha un grande sogno, quello di realizzare una casa di cura per chi non è in grado di vivere serenamente la patologia che lo affligge, creando un ambiente sereno che possa aiutarlo il più possibile. Ma in questo viene appunto osteggiato dalla zia. Il compito le è facilitato dal fatto che, dopo essere stato investito da un camion tre anni prima, Ma-Sung ha iniziato a soffrire di amnesie a breve termine che gli rendono complicato gestire la ditta di famiglia. Ecco perché il ragazzo ha preso l'abitudine di scrivere tutto in un diario, in modo da non dimenticare il giorno dopo gli eventi del giorno prima e andare avanti con la propria vita. Inoltre tende a fotografare i luoghi che per lui significano qualcosa e a disegnarli.
Un giorno, per caso, incontra una ragazza, una ex-attrice di drama caduta in disgrazia per uno scandalo di cui è stata vittima, la deliziosa Joo Gi-Bbeum, che si ingegna come può per aiutare la sua famiglia composta dalla sorella minore, il fratello e il padre che fin troppo spesso si ubriaca, un uomo buono che soffre per l'abbandono della moglie e che non si è più ripreso. Ma-Sung non sa però che quella ragazza era già entrata nella sua vita proprio il giorno del suo incidente tre anni prima, un incidente che gli aveva impedito di recarsi a un appuntamento con lei. Dopo una giornata passata sempre insieme a conoscersi e a parlare, stava nascendo qualcosa di molto forte e potente tra loro. Gi-Bbeum ci rimane malissimo nello scoprire che Ma-Sung non la ricorda, ma ovviamente non sa il motivo né del suo dimenticare, né del perché lui non si è mai presentato all'appuntamento, facendola soffrire profondamente. Ma qualcosa cambia in Ma-Sung, nonostante non ricordi mai gli eventi del giorno prima, continua a ricordare Gi-Bbeum e tutti gli incontri avuti con lei da quel momento in poi. Da qui si dipana la storia, i tentativi di Ma-Sung di ricostruire il proprio passato, di vivere il proprio presente di amore con Gi-Bbeum, di aiutarla a mondare la sua reputazione. Vuole trovare la strada per una vita insieme più felice. Ma per il ragazzo i guai non sono finiti, perché più si addentrerà in quel passato doloroso, più distruggerà il suo presente in fragile equilibrio. Non aggiungo altro perché ci sono colpi di scena, intrecci e tanto amore. La coppia vive il proprio sentimento in un crescendo che davvero coinvolge lo spettatore e ci sono dei baci indimenticabili, così romantici e speciali da rimanere impressi nella memoria
In tal senso bellissime le riprese di questo drama e le location scelte, evocative per certe scene. Una menzione speciale va proprio al personaggio di Sung Ji-Joon, un ragazzo che cresce moltissimo nella storia, che parte come un viziato in cerca di gloria, e finisce per diventare più consapevole di chi è e di cosa vuole, di quanto è importante il suo ruolo nella famiglia, nel bene e nel male. Carinissima la sua storia d'amore con l'attrice di drama Lee Ha-Im (Lee Joo-Yeon), che dapprima appare come una donna altezzosa, arrivista e arrogante, ma che con il passare delle puntate scopriamo essere molto diversa da quella che sembra. Lei e Ji-Joon ci regalano dei bei momenti e un secondo happy ending. Ci sono anche altri personaggi interessanti in questo drama, ma li lascio scoprire a voi. Vi dico solo di guardare Devilish Joy, nella speranza che la pensiate come me. È un drama fatto per chi è romantico, per chi crede nell'amore assoluto, per chi ama le forti emozioni ma che pretende il lieto fine. E ora passo a un paio di considerazioni personali. La prima riguarda Choi Jin-Hyuk, che avevo già avuto modo di apprezzare in Heirs, anche se in una parte minore e sicuramente meno simpatica ma non per questo meno interessante, e in Fated to love you nella bellissima parte di Daniel Pitt, il second lead, un second lead però con una forte connotazione caratteriale, simpatia, appeal. La sua dichiarazione d'amore era degna di un first in un drama tutto suo. Indimenticabile! 
Pur avendo in lista anche Tunnel e Emergency couple con lui, finalmente ho potuto gustarmelo nella parte del first lead e devo dire che è stato proprio un gran guardare. Ha un'eleganza innata, charme, stile, un sorriso che uccide (lo definisco un'arma di distruzione di massa). La sua recitazione è gentile, lieve, intensa e misurata e quando piange piangi con lui. Che dire, se già mi piaceva prima, ora sono innamorata come una fangirl. Mi raccomando, attenzione al brano che canta nel drama e accompagna molte delle scene più belle, assolutamente meraviglioso: Love to forget. La seconda considerazione riguarda Song Ha-Yoon, che avevo già apprezzato in Ghost, in un ruolo minore, e in Fight for my way, ma che qui ho adorato. Simpatica, buffa, dolce, sensibile, è stata bravissima a rendere tutte questi aspetti in un personaggio sfaccettato, da amare. In coppia con Choi Jin-Hyuk è stata perfetta. Vi consiglio di dare un'occhiata su youtube ai behind scene di Devilish Joy e capirete che molto dell'affiatamento tra i due personaggi è dovuto all'affiatamento degli attori dietro le quinte.
Intanto vi saluto e alla prossima. Fighting!

***Patty***

lunedì 4 giugno 2018

Pensieri di Dramanti: "Pretty Noona Who Buys Me Food"

Buongiorno cari lettori e buon inizio settimana! ^^
Questo lunedì torna la rubrica dedicata ai drama e scopriremo oggi una storia molto carina, "Pretty Noona Who Buys Me Food", anche noto come "Something in the Rain" (titolo da poco aggiunto su Netflix). A darci la sua opinione su questo adorabile drama è Gina Laddaga. Vi lascio alla recensione, a presto!

Pretty Noona Who Buys Me Food


Episodi: 16
Cast principale: Son Ye-Jin, Jung Hae-In, Jang So-Yeon
Anno: 2018
Genere: commedia romantica
Regia: An Pan-Seok
Network: JTBS
Paese d'origine: Sud Corea
Disponibile su: Netflix


Ciao drama lovers, sono proprio felice di potervi parlare di questo drama. Penso che lo inserirò direttamente nella mia lista di kdrama preferiti perchè racchiude tutto ciò che un drama romantico secondo me dovrebbe avere. Se volete sapere cos’ha di speciale “Pretty noona who buys me food”, conosciuto anche con il titolo di “Something in the rain”, continuate a leggere. Questo è un drama fresco-fresco; la prima puntata è andata in onda lo scorso 30 marzo 2018 sulla rete coreana JTBC. I protagonisti sono Jung Hae In, già visto e amato nel meraviglioso drama “Goblin” e in “While you were sleeping”, e Son Ye-jin, partner di Lee Min-Ho nel drama "Personal Preference”. Yoon Jin Ah è una donna di trent’anni che non sa cosa ancora vuol dire essere veramente amata. E’ prigioniera di una relazione apatica con un uomo che la tradisce, eppure agli occhi della famiglia lui è un buon partito quindi lei continua a frequentarlo. Dovrebbero sposarsi presto, ma una sera inaspettatamente lui la lascia durante una cena, una cena che avrebbe dovuto essere quella di fidanzamento: la definisce insipida e per lui non è minimamente attraente come donna. Non vuole più stare insieme a lei.
Jin Ah, rendendosi conto che lui non è mai stato sincero e men che meno fedele, incassa il colpo e torna alla sua triste vita, vivendo ancora a casa con i genitori, facendo finta che la sua relazione vada bene, e lavorando in un’azienda di caffè, dove purtroppo le impiegate donna sono continuamente prese di mira e molestate dai colleghi uomini. Sarà proprio Jin Ah a diventare portavoce delle colleghe, aiutando a portare allo scoperto i comportamenti aggressivi e persecutori dei colleghi. Proprio allora, Seo Joon-hee tornerà in città e incontrerà la nostra protagonista, mentre lui è in bici e lei passeggia stancamente verso casa. Joon Hee è il fratello minore della migliore amica di Jin Ah, quindi si conoscono da molti anni. Appena lo incontra, lui è come una boccata d’aria fresca per la nostra protagonista. Lo ricordava come un ragazzino, ma comprenderà a poco a poco che è cresciuto, diventando un uomo maturo e molto affascinante. Joo-hee ha sempre avuto un debole per Jin Ah, ma non si è mai dichiarato a causa della differenza d’età. Nonostante ciò inizieranno a frequentarsi - con la scusa che lei deve offrirgli il pranzo, essendo la sua “noona” - e quella che sembrerà essere una semplice amicizia, si trasformerà lentamente in un sentimento forte e genuino, e la loro differenza d’età passerà in secondo piano. Purtroppo entrambi sanno che una loro relazione sentimentale non potrebbe essere da tutti accettata: la famiglia di Jin Ah ha visto crescere il ragazzo e la sorella maggiore (hanno perso la madre molto presto e il padre ha deciso di abbandonarli trasferendosi in Canada), quindi non approverebbero; come non lo farebbero i rispettivi fratelli. Decidono, così, di tenere segreta la loro storia, ma non hanno calcolato l’ex di Jin Ah il quale, capendo l’errore che ha fatto (o forse perchè essendo un individuo viscido non riesce a trovare una ragazza avvenente che lo sopporti?), ritornerà all’attacco e farà di tutto per riprendersi Jin Ah, arrivando anche ad aggredirla fisicamente nella caffetteria dove la ragazza lavora momentaneamente come supervisore.
La gelosia di Seo Joon-hee diventerà insostenibile e finirà per picchiare l’ex della sua amata, portando allo scoperto la loro relazione. Il primo a scoprire tutto sarà il fratello di Yoon Jin Ah - nonché migliore amico del nostro protagonista - e, nonostante non sarà d’accordo, deciderà di approvare la loro relazione sopratutto perchè riconoscerà che la sorella, per una volta nella vita, è davvero felice e amata. Quando, invece, lo scoprirà la sorella di Seo Joon-hee - per colpa (o merito) di un disegno lasciato da lui nel suo appartamento dove ritrae Jin Ah mentre dorme - inizialmente non andrà bene; la ragazza si sentirà tradita dall’amica, ma anche delusa dal fratello perchè se la relazione dovesse andare male lei dovrebbe scegliere il fratellino, perdendo così la sua migliore amica. I due continueranno la relazione, ma l’osso duro da affrontare sarà la madre di Jin Ah; appena scoprirà la storia tra i due non terrà segreta la propria disapprovazione, anzi arriverà anche a offendere Seo Joon-hee e la sorella i quali, fino a poco prima, erano da lei considerati parte della famiglia, quasi dei figli. Eppure Jin Ah, sicura dell’amore che prova per Seo Joon-hee, deciderà di andare contro la madre e di rimanere con il suo amato… ma la vita è incasinata e porterà i due a dover scegliere tra la libertà e il loro amore. 
Non vado avanti perchè potrei spoilerarvi il finale, quindi mi fermo qui. Ho adorato questo drama che, nonostante qualche scena un po’ lenta, mi ha fatto battere il cuore e il più delle volte sorridere: la dolcezza di Seo Joon-hee vi spezzerà il cuore (nel senso buono del termine) e la determinazione di Jin Ah vi renderà fiere del genere femminile. I due protagonisti sono entrambi dei bellissimi personaggi che ho apprezzato in ogni scena. Ho adorato anche la colonna sonora, composta da poche canzoni ma che ti rimangono in testa: partendo da “Stand by your man” di Tammy Wynette cantata qui da Carla Bruni alla versione di “Save the last dance with me” di Bruce Willis, sino a “La la la” di Rachel Yagamata. Eppure la mia preferita è stata la canzone kpop “I am the best” delle 2NE1 che ha accompagnato un ballo serale della nostra protagonista, nel suo ufficio, mentre il nostro lui la guardava divertito… e li capirete, come lo capirà lui, che non potrà non amare Jin Ah. Questo drama non parla solo di amore, ma anche di determinazione, di fedeltà e celebra la forza delle donne, perchè noi non siamo più il gentil sesso, ma siamo molto di più <3
Alla prossima recensione!


***Gina***


lunedì 21 maggio 2018

Pensieri di Dramanti: "My Princess"

Buongiorno, cari lettori e buon lunedì! ^^
Eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata agli amatissimi drama! Dato che in questi giorni l'argomento principale sono stati i reali e il matrimonio tra Harry e Meghan, quale miglior occasione per parlare di "My Princess" e restare in argomento "royal"? :P La recensione di oggi è a cura della fantastica Angela, il drama è davvero da non perdere!

My Princess

Episodi: 16
Cast principale: Song Seung-Heon, Kim Tae-Hee
Anno: 2011
Genere: commedia romantica
Regia: Kwon Seok-Jang, Kang Dae-Sun
Network: MBC
Paese d'Origine: Sud Corea
Disponibile su: Viki


My princess si presenta come una commedia romantica con un tocco principesco, perché di principesse parla. Ha qualcosa di My Fair Lady, con Audrey Hepburn, anche se meglio non fare paragoni azzardati. Nel suo genere e per il mondo Korean drama, è davvero una commedia godibilissima. A me personalmente è piaciuta un fottio. La protagonista femminile è Lee Seol, interpretata da Kim Tae Hee, una studentessa di archeologia che scopre ben presto di essere l’erede dell’ultimo imperatore, quindi una principessa. EPIC WIN! E invece EPIC FAIL, perché la poverina dovrà faticare un bel po’ per riuscire a raggiungere lo status di principessa e dovrà lottare con un acerrimo nemico della monarchia. Hae Young, interpretato dal bellissimo Song Seung Heon, erede dell’impero industriale Dahean, proprietà del nonno di lui, fedele servo della corona, vuole impedire che la monarchia venga restaurata proprio per volere del nonno, perché questo significherebbe perdere tutta la sua eredità, che il vecchio userebbe come indennizzo per ripagare un vecchio debito contratto in modo poco ortodosso, con la corona. Hae Young non accetta Lee Seol, e invece che come una principessa, la tratta alla stregua di una qualunque. Non che lei si senta principessa; affatto. È una ragazza semplice, che non ha la benché minima idea di cosa voglia dire essere principessa o in che modo debba comportarsi una con tale titolo.
Compie uno sbaglio dopo l’altro, complice anche una second lead che proprio simpatica non è, diciamolo. Hae Young, quale diplomatico e detentore di buone maniere, viene costretto a occuparsi di lei, a istruirla al ruolo e a insegnarle il bon ton. Sarà un’ardua impresa, perché Lee Seol è de coccio! Ma fra uno screzio e l’altro, fra equivoci di vario genere, fra insulti di ogni tipo, fra i due scatta qualcosa (OVVIO, anche perché lui è Song Seung Heon. Mica pizza e fichi). Hae Young sente che sta succedendo qualcosa nel suo cuore e che questa ragazza, con la sua semplicità e gentilezza, lo sta conquistando piano piano. Arriverà a rinunciare al suo piano di rendere un fallimento la nuova ascesa della monarchia ai danni della principessa che ha imparato ad amare? Non ve lo dico, ovviamente. Guardatevi il drama. Vi dico solo che qui le dichiarazioni d’amore sono per vere romantiche. Toccano l’anima e fanno palpitare i cuoricini. Il drama è molto ben fatto, ricco di eventi. Va in una direzione per tre quarti circa, l’ultimo quarto è dedicato a una sorta di epilogo. Devo dire che ho molto apprezzato questo espediente, perché ha mostrato un dopo che ero curiosa di conoscere. Anche questo drama entra di diritto fra i miei preferiti. Dove c’è ammmore, ci sto io. E poi, voglio dire… c’è Song Seung Heun. Basterebbe guardarlo solo per lui. Buon drama a tutti, dramanti, dalla vostra Min Ji.


***Angy***

lunedì 7 maggio 2018

Pensieri di Dramanti: "Cain and Abel"

Buon lunedì, cari lettori! ^^
Si comincia la settimana con un nuovo appuntamento dramoso! Oggi la nostra cara Patty ci parlerà di "Cain and Abel" col bravissimo So Ji Sub. Se siete curiosi di saperne di più su questo bel dramino un po' datato ma assolutamente imperdibile, leggete la sua opinione e correte a recuperare il drama ;) A presto!

Cain and Abel


Episodi: 20
Cast principale: So Ji-Sub, Shin Hyun-Joon, Chae Jung-An, Han Ji-Min
Anno: 2009
Genere: drammatico
Regia: Kim Hyeong-Sik
Network: SBS
Paese d'Origine: Sud Corea

Ciao a tutti, oggi vi presento un drama che mi ha totalmente sorpresa e rapita. Non mi aspettavo certo di innamorarmene così, avevo scelto di guardarlo perché c'era So Ji-sub (il suo personaggio Lee Cho-in è uno dei suoi cavalli di battaglia) e quello che mi sono ritrovata davanti è stato un signor drama, una trama solida, piena di colpi di scena, angst e sentimenti che ti spaccano il cuore. Ha scalato la mia classifica personale, entrando di diritto nel mio olimpo dei kdrama.  Si tratta di un vero e proprio melodramma, (e in piccola parte di un medical drama, se non altro perché fa da sfondo alle vicende l'ospedale dove i nostri "Caino e Abele" sono medici e dirigenti); una storia drammatica di rinascita, vendetta, e amore. L'amore perso, l'amore conquistato, l'amore sacrificato, l'amore generoso, l'amore fraterno, l'amore negato. I sentimenti viaggiano potenti snodandosi tra le pagine di una sceneggiatura esemplare, ricca di eventi, momenti e situazioni che rimangono impresse nella memoria, indelebili. Le interpretazioni degli attori sono fantastiche e strappano in più di una occasione la lacrima, grazie a scene emotivamente forti e toccanti. 
Come si intuisce dal titolo, i protagonisti principali sono due fratelli: il generoso, gentile e sorridente Lee Cho-in, impersonato da un magnifico So Ji-sub, e l'ombroso e sicuro di sé Lee Seon-woon, interpretato dall'altrettanto bravo Shin Hyun-joon. Pur essendo molto legati fin da piccoli, le loro vite hanno preso direzioni diverse. Lee Cho-in è stato adottato dal primario dell'ospedale, appena nato in quanto i genitori sono morti in un incidente di macchina. Amato dal padre, è sempre stato invece rinnegato e bistrattato dalla madre adottiva, la madre di Lee Seon-woon. Anche se apparentemente il giovane è cresciuto positivo e pieno di entusiasmo, ha portato sempre nel cuore la mancanza dell'amore materno, a cui ha aspirato, ma che non è mai riuscito a conquistare. Il fratello maggiore è il suo eroe, la persona che ama di più al mondo e che stima immensamente: un esempio. È diventato dottore e si occupa principalmente del pronto soccorso, è votato a salvare le persone con generosità e passione, è una persona buona e altruista. Lee Seon-woon ha avuto una vita complicata, si è ammalato di un tumore al cervello e per curarsi ha lasciato Seoul per sette anni, abbandonando la donna che amava, Kim Seo-yeon, impersonata dalla bella Chae Jung-an, amica dei fratelli fin da quando erano bambini. Dopo essere guarito, torna con un bagaglio di esperienze che lo rendono un luminare degli interventi neurologici. L'incontro tra i due fratelli è qualcosa di toccante, una scena bellissima da cui si vede che si vogliono bene. Ma ben presto le cose cambiano. I risentimenti sopiti da parte di Seon-woon hanno il sopravvento. La sua ragazza ora è la fidanzata di Cho-in, il padre ha donato un terreno a Cho-in per costruire un nuovo reparto di pronto soccorso a discapito del reparto di neurologia che lui vuole creare e dirigere.
Cho-in sembra possedere tutto, mentre lui deve conquistare ogni singola cosa: la salute, l'amore del padre, la donna che era sua. Complice un ritorno del tumore, l'uomo comincia a coltivare sentimenti di odio che sfociano in scelte drammatiche senza via di ritorno, senza possibilità di riscatto. Non posso raccontare di più della trama perché i colpi di scena sono tanti, i twist narrativi inaspettati, i personaggi coinvolti molti, i cattivi davvero cattivi, e non voglio rovinarvi la sorpresa di godervi le venti puntate che vi aspettano. Sappiate che la vita di Lee Cho-in verrà distrutta, passerà l'inferno sulla terra e questo in parte lo cambierà, lo renderà un uomo più forte, risoluto e determinato. Nel buio che dovrà attraversare per arrivare al finale della storia, ci sarà una luce, una mano che lo aiuterà a non cadere, che sarà la sua forza e la sua rivincita, il suo futuro e la famiglia che ora sa di non avere mai avuto. Si tratta di Oh Young-ji, interpretata dalla bravissima e deliziosa Han Ji-min, una giovane nord coreana che vive in Cina e che Cho-in conosce perché gli fa da guida turistica durante un viaggio. Il legame tra i due è immediato, ma non ha possibilità di continuare perché il destino li separa. Si rivedranno molti mesi dopo a Seoul e da quel momento diventeranno sempre più uniti, praticamente inseparabili, anche se i segreti tra loro rischieranno di allontanarli e anche qui non posso aggiungere altro. Questa coppia mi ha toccato il cuore in mille modi diversi. La dolcezza di lei, la sua ingenuità, rompono il muro di diffidenza che Cho-in ha costruito, finalmente l'uomo può lasciarsi andare, fidarsi ancora e forse amare, ma in silenzio, un silenzio di sentimenti inespressi, sguardi rubati, sorrisi e mani che si intrecciano e si cercano, abbracci che confortano, nella speranza di un domani migliore.
Questi due personaggi ci regalano scene tenere, toccanti, emozionanti che ti lasciano addosso la sensazione di assistere a un grande amore puro, senza filtri, l'incontro di due anime spezzate che si ricompongono, di due anime che si riconoscono in mezzo al deserto, due anime che si sorreggono e si cercano nonostante tutto intorno a loro sia difficile. Cho-in tornerà in parte quello di un tempo proprio grazie a lei, a questa ragazza schietta e un po' maschiaccio che gli resta accanto a costo di sacrificarsi. Non ci sono gesti plateali, non aspettatevi mille baci che vi mozzino il fiato, il fiato sarà mozzato dalla loro dolcezza, dagli sguardi umidi di lacrime che si lanciano, dalla necessità di aversi sempre vicino, per poter stare bene, per respirare. Rivedrei in continuazione le loro scene, solo per ritrovare quel romanticismo a me tanto caro, quei sentimenti immensi che vanno al di là delle parole. Sono vibrazioni pure che percepisci dentro. Una delle coppie più belle che abbia mai visto in tv, di sicuro una delle mie preferite nei drama. Mi hanno davvero regalato emozioni grandissime, che difficilmente scorderò. Da contraltare a questa storia d'amore, che cresce piano piano e conquista lo spettatore, abbiamo anche quella di Lee Seon-woon e di Kim Seo-yeon. Quest'ultima, per una serie di motivi, si riavvicinerà al suo primo amore mai dimenticato, anzi, sempre conservato nel cuore. Lee Cho-in ha saputo starle vicino in momenti complicati e lei gli vuole davvero bene, ma è Seon-woon il suo grande amore. Ovvio che la loro relazione sarà sofferta, minata dalle scelte terribili che compierà l'uomo. Nonostante questo lei gli resterà accanto e lo aiuterà a ritrovare parte della persona che era. Sto letteralmente facendo lo slalom tra le cose che posso dirvi e quelle che invece devo tacere per non svelare troppo della trama, non è facile, lo ammetto.
Oltre ai personaggi che vi ho citato, ce ne sono molti altri che saranno fondamentali all'evolversi della storia e che si schiereranno a favore di un fratello o dell'altro, in una lotta di potere e di rivalsa all'interno dell'ospedale, complicando le vicende che si snodano per l'arco delle venti puntate, puntate che si divorano e spingono ad andare sempre avanti. La prima puntata parte con il botto, ti lascia la bocca spalancata, i primi minuti sono una vera sorpresa visiva e di sceneggiatura che ti catapulta dentro la storia e ti coinvolge immediatamente. A supporto di tutto poi troviamo una colonna sonora splendida, con brani memorabili tra cui il tema principale Foolish Love, cantato anche da So Ji-sub, in patria noto per essere un rapper, oltre che attore e modello. Non so se sono riuscita a convincervi a guardare questo drama. È il più datato che ho visto, risale al 2009, ma mi sento di consigliarvelo con tutto il cuore. Tante scene mi tornano tuttora in mente, e vorrei raccontarvele. Vi dico solo di stare attenti a un particolare regalo di compleanno, con passeggiata notturna e una torta tra le braccia di So Ji-sub, forse il momento che mi ha colpito di più per il romanticismo indimenticabile. Su su, state ancora qui? Di corsa a vedere Cain and Abel! Un abbraccio e alla prossima.
Fighting!!!


***Patty***

lunedì 30 aprile 2018

Pensieri di Dramanti: "Cinderella and Four Knights"

Buon pomeriggio, cari lettori! ^^
Nell'appuntamento di oggi della nostra rubrica dramosa conoscerete il pensiero della cara Angela su Cinderella and Four Knights, un drama irresistibile e romantico che sicuramente amerete in molte. Se non lo conoscete ancora, leggete la recensione! Se lo avete visto e volete lasciare un commento, saremo felicissime di sapere cosa ne pensate ;) A presto!

Cinderella and Four Knights


Episodi: 16
Anno:  2016
Cast principale: Jung Il-Woo, Park So-Dam,  Ahn Jae-Hyeon, Lee Jung-Shin, So Na-Eun, Choi Min
Genere: commedia romantica 
Regia: Kwon Hyuk-Chan
Network: tvN
Paese d'origine: Sud Corea


Cinderella and Four Knights è una commedia romantica che ricorda un po’ un manga (in senso generale, non uno nello specifico) o un anime. Ha pressoché le stesse caratteristiche. La storia, all’apparenza banale, viene sviluppata in modo abbastanza originale con continui plot twist che tengono lo spettatore incollato al drama fino alla fine. Racconta di una ragazza, orfana di madre, con un padre sempre via per lavoro, che per sopravvivere sbarca il lunario facendo mille lavori part time. Come se non bastasse, le tocca dormire su una veranda coperta, vessata tutto il giorno da un’orrenda matrigna e un ancora più orrenda sorellastra. Vi ricorda qualcuno? Cenerentola, appunto. Il drama è liberamente ispirato alla fiaba, in effetti. Quando, per un caso piuttosto comico, si ritrova a essere assunta da un ricco imprenditore che le dà il compito di rieducare i suoi tre nipoti, cugini fra loro, al senso della famiglia, le cose cominceranno a farsi interessanti, perché Eun Ha Won (Park So Dam) dovrà trasferirsi nell’incantevole magione dove vivono i tre ragazzi. (Ancheioancheio!!!)
Cominciamo a districarci in questa vicenda parlando dei suoi personaggi uno per uno, perché sono tanti e tutti delineati in modo diverso come caratterizzazione. Partiamo proprio con la protagonista, Eun Ha Won. È una tipa tosta. Ha un carattere molto forte, considerato quello che è costretta a sopportare. Non si arrende facilmente davanti alle difficoltà, tira dritta come un rullo compressore. È ironica, divertente e ha sempre un sorriso per tutti. La odieresti se non si facesse amare tanto. Kang Hyun Min, (Ahn Jae Hyun), il maggiore dei cugini Kang, donnaiolo per modo di dire, perché nel corso del drama rivelerà tutt’altra personalità, perditempo, almeno fino a quando le cose per il gruppo Kang non si metteranno male, e allora verrà fuori la sua tempra di capo. È innamorato pazzo della sua migliore amica di infanzia, ma piuttosto che ammetterlo si farebbe impiccare. Kang Ji Woon (Jung Il Woo), il cugino di mezzo, il vero protagonista della storia, colui che conquisterà il cuore di Cinderella. Il principe in pratica che, però, del principe ha ben poco. Ji Woon è un ragazzo cresciuto senza madre e senza padre, in balia di se stesso che, fino a un anno prima, lavorava come meccanico. Improvvisamente, quando il nonno lo ritrova, viene costretto ad acquisire un cognome diverso, quello del padre defunto, e a convivere con due cugini di cui ignorava l’esistenza e che odia. La cosa positiva è che si ritrova anche con le tasche piene di soldi, ma a lui non sembra importare. (Però li spende eh? Oh, se li spende!) Il suo antagonista è Kang Hyun Min con cui si contende le attenzioni di Eun Ha Won, solo per fargli dispetto. All’inizio.
Kang Seo Woo (Lee Jung Shin), è il terzo cugino, musicista esordiente, con una caterva di fan al seguito. Lui è il più tranquillo dei tre, anche il più gentile e il meno rompipalle con la povera Eun Ha Won. Insomma, quello che le rende le cose meno difficili. Il quarto cavaliere è il segretario generale Lee Yoon Sung (Choi Min), quasi una sorta di maggiordomo che vigila su tutto e tutti. La sua figura non sembra importante ai fini della storia, ma alla fine lo diventa. La second lead, Park Hye Ji (Son Na Eun) destinata a uno dei cavalieri (non vi dico quale ma lo avrete sicuramente capito), a tratti ha conquistato la mia stima, a tratti ha conquistato il mio veleno, soprattutto quando, per vendicarsi del rifiuto del suo grande amore Hyun Min, (che ha pure ragione, eh? Ma c’è modo e modo) si mette a tampinare Ji Woon proprio quando lui si sta innamorando di Ha Won (eddai non si fa!). Il drama mi è piaciuto molto, nonostante alcune scelte discutibili da parte degli sceneggiatori. Per esempio il nonno che prima accoglie Ha Won come una figlia e quando scopre che se la fa con uno dei suoi nipoti la tratta a pesci in faccia e la caccia. (WTF! Neanche la liquidazione?). Un altro aspetto che ho criticato è il fatto di aver voluto allungare un pochetto il brodo alla fine con circostanze avverse di cui si sarebbe potuto fare a meno. Nonostante ciò, ho dato a questo drama un volto altissimo: 9,5. Il ritmo con cui è stato narrato, la caratterizzazione dei personaggi, l’assenza di buchi narrativi nella storia e una colonna sonora da urlo, mi hanno fatto dimenticare quei piccoli difetti di cui vi parlavo.
Perciò sì, vi consiglio assolutamente di vederlo.
Buona visione, dramanti, dalla vostra Min Ji.


***Angela***

lunedì 23 aprile 2018

Pensieri di Dramanti: "Radio Romance"

Buon pomeriggio, carissimi lettori! ^^
Eccoci ad un nuovo appuntamento con l'adorata rubrica dedicata ai drama. Oggi si parla di un drama freschissimo, uscito davvero da poco. Lo ha visto e recensito per noi la bravissima Marika. Si tratta di Radio Romance, che sono sicura avrà incuriosito molte drama-addicted di recente. Siete curiose di saperne di più su questo bel drama? Leggete, allora, la recensione e non esitate a lasciare un vostro parere ;) A presto!

Radio Romance

Episodi: 16
Anno: 2018 
Cast principale: Kim So-Hyun, Yoon Park, Yoon Doo
Joon. 
Genere: romantico, commedia
Regia: Kim Shin-Il
Network: KBS2
Paese d'Origine: Sud Corea
Disponibile su: Viki


Ci sono cose che da sempre accompagnano la nostra esistenza quotidianamente: che sia la musica, un buon libro, un caffè, una tisana, o la radio, sono tutti elementi essenziali che ci fanno stare bene, ci calmano, ci consolano. Sono lì, presenti e costanti, quasi fossero un’ancora di salvezza pronta a salvarci dal mondo e da noi stessi. Ed è quello che pensa anche Song Geu-Rim (Kim So-Hyun), una ragazza gentile, caparbia, ma a tratti troppo buona per un mondo fatto di competizione e ambizione. La sua vita è stata scossa sin dall’adolescenza, quando sua madre a causa di una malattia è diventata cieca. Da allora, pur di restare accanto alla mamma, facilitarle la vita, e cercare di immedesimarsi nel suo universo apparentemente buio, ha spento la tv per accendere la radio e guardare il mondo non con gli occhi, ma con il cuore e la mente. Negli anni, il suo amore per la radio cresce a dismisura fino a spingerla a lavorare presso una stazione radiofonica come sceneggiatrice, anche se inizialmente non ha un talento spiccato per la scrittura. Le sue giornate trascorrono tra DJ impazziti e permalosi, capi austeri e arroganti, ramanzine esasperanti e corse per ingaggiare ospiti nei programmi radiofonici.
E proprio a causa di un Dj poco serio che abbandona la radio improvvisamente, Geu-Rim, viene licenziata e si ritrova senza lavoro. Ma fortuna vuole che dopo un lungo viaggio in India, ritorni in Corea Lee Gang (Yoon Park), un produttore dalle strane maniere, ma geniale nel suo lavoro. Quest’ultimo, conscio delle potenzialità non ancora sbocciate di Song Geu-Rim, le propone un accordo: farla diventare prima sceneggiatrice del suo programma radiofonico, in caso riesca ad ingaggiare come DJ, Ji Soo-Ho (Yoon Doo-Joon), un attore pluripremiato, bello e con una famiglia apparentemente perfetta e felice. La nostra protagonista accetta la scommessa ad occhi chiusi e cerca in tutti i modi di convincere l’attore a lavorare per il programma. Ji Soo- Ho però, è un uomo difficile, diffidente e con un passato alle spalle che continua a tormentarlo nel presente. Un passato fatto di rimorso, speranze, segreti e un amore celato per una giovane ragazza, incontrata per caso durante la sua permanenza in ospedale, dovuta in seguito ad una forte depressione. Come se non bastasse, la sua famiglia è ben lontana dall’essere quell’emblema di perfezione che tanto pubblicizzano i genitori: il padre è un famoso attore, marito infedele e figura genitoriale disinteressata; sua madre, una donna affranta e ferita che si nasconde dietro l’arroganza e le minacce.
Tutto questo è solo fonte di stress per Ji Soo-Ho che non riesce a dormire bene, né ad esternare le sue reali emozioni, camuffando ogni cosa con sorrisi finti di circostanza e un’apatia perenne. “Solo perché non stai piangendo, non significa che non sei triste. Così come, sorridere non significa che sei felice.” Ma Song Geu-Rim è una ragazza tenace e quando Ji Soo-Ho la incontra, non potrà non capitombolare difronte al suo entusiasmo e alla sua genuinità. Comincia così - tra alti e bassi - l’avventura alla radio, e giorno dopo giorno entrambi i protagonisti impareranno a conoscersi, riconoscersi, apprezzarne i pregi e i difetti, a sostenersi, a consolarsi ed infine ad amarsi. “Siamo stati tutti il primo amore di qualcuno. Durante quel tempo eravamo tutti ragazzi e ragazze innamorati, e potremmo davvero essere stati il primo amore di qualcuno.” E proprio quel sentimento forte, reale e sentito con il cuore e con la mente, darà forza a Ji Soo- Ho di reagire, combattere e liberarsi dalla sua prigione di finzione, apparenze, rabbia repressa, rimpianti, e sensi di colpa. “Senza che tu mi dica niente, io so cosa c’è nel tuo cuore.” Personalmente, ho trovato questo drama davvero ben fatto e con una storia fantastica. I protagonisti, non sono un qualcosa di già visto, al contrario, nonostante lavorino nel mondo dello spettacolo, sono persone umane, con background irrisolti, famiglie problematiche ed una quotidianità esasperante e asfissiante.
Da un lato abbiamo Song Geu- Rim, che a dispetto delle batoste ricevute dalla vita, mantiene un sorriso smagliante ed una positività eccezionale. Non si abbatte, non si arrende, e non cessa di perseguire gli obiettivi prefissati. Il suo personaggio ci dimostra che la vita va affrontata, e che i sogni, nonostante possano subire degli scossoni e delle critiche negative, non vanno abbandonati, ma rincorsi, conquistati e alimentati. Ji Soo-Ho invece, si rivela un personaggio complicato e meraviglioso che vuole dimostrare al pubblico come una persona famosa, non sia sempre da invidiare o guardare con disprezzo pensando alla ricchezza, alla fortuna e alla fama che ha ottenuto. Dietro ogni attore, cantante, idol, o comunque figura legata allo spettacolo, ci sono persone umane con sentimenti, storie alle spalle, famiglie, desideri, sogni e che, anche il più piccolo degli insulti, delle macchinazioni e delle alterazioni della realtà, possono ferirli e sgretolare i loro sacrifici. Un altro personaggio che si lascia amare senza problemi, è il produttore Lee Gang, un uomo pazzo e irruento, ma geniale, carismatico e premuroso. Una figura sicuramente particolare e davvero affascinante. Inoltre, non posso non citare le ost spettacolari e dalle sfumature delicate, in linea con l’intero mood dello sceneggiato. Uno sceneggiato tra l’altro che, non esita a mettere a nudo l’animo umano, i tormenti, i sogni, i sacrifici, e i sentimenti teneri sbocciati per caso e quasi timidamente. In conclusione è un drama che vuole insegnarci a non denigrare le passioni altrui, a non additarle e criticarle negativamente, perché ciò che per noi potrebbe essere strano, antiquato, obsoleto o semplicemente non conforme ai nostri gusti, potrebbe invece essere l’ancora di salvezza di qualcun altro che sta combattendo la sua personale battaglia in silenzio.



***Marika***


lunedì 16 aprile 2018

Pensieri di Dramanti: "Robber"

Buongiorno e buon lunedì, lettori! ^^
Eccoci ad un nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai drama! Oggi la nostra cara Patrisha ci parla di un drama molto bello e toccante che non potete non vedere! La trama è davvero interessante, sicuramente un drama da recuperare al più presto ;) Vi lascio alla sua opinione, baci!

Robber


Episodi: 16
Anno: 2008
Cast principale: Jang Hyuk, Lee Da-Hae
Genere: sentimentale, drammatico
Regia: Yu In-Sik
Network: SBS
Paese d'origine: Sud Corea


Oggi vi voglio parlare di un drama che mi ha regalato davvero tantissime emozioni a 360 gradi, legate a momenti romantici, divertenti ma anche tanto drammatici. Robber si è rivelato inaspettatamente un mix micidiale in tal senso, una vera altalena di sensazioni che mi hanno spinto a maratonarlo per arrivare alla fine. Dovevo sapere, dovevo trovare un happy ending o mi sarei squagliata in un mare di lacrime. Solitamente le mie preferenze vanno alle commedie, ma ultimamente, vuoi per le trame affascinanti, vuoi per la presenza di attori che amo, ho cominciato a guardare melodrammi, e devo ammettere che, pur lasciandoci un pezzo di cuore, ne è finora sempre valsa la pena. Robber è un bellissimo drama, anche se piuttosto sottovalutato, e onestamente non ne capisco il motivo. È recitato in maniera divina dalla coppia protagonista, il dolore che provano te lo fanno sentire tutto addosso, si crea con queste due anime ferite una tale empatia, che vuoi davvero il loro bene, vuoi che siano felici. E la trama, come dicevo, è coinvolgente, perché propone il tema della crescita personale, quella del diventare una persona migliore, di compiere un percorso.
Con me, almeno, argomenti come questo sono un incentivo a vedere il drama, perché mi piace partecipare al cambiamento, notare le sottili sfumature che si avvicendano in un personaggio fino a portarlo a intraprendere un viaggio senza ritorno. Come sempre un accenno di trama. Kwon Oh-joon è un truffatore, uno di quelli che usa il suo fascino, la sua parlantina e tante bugie per irretire giovani ragazze e vivere grazie alle loro, chiamiamole, donazioni. È amorale, un uomo che non ha legami se non quello con il suo amico storico Kim Man-doo (Hong Kyung-in), che non ha comunque scrupoli a sfruttare per il suo tornaconto; è inseguito dagli strozzini e vive di espedienti. Sembra appagato così, sembra stare comodo in questa vita, ma in realtà il giovane nasconde un passato famigliare tristissimo: la madre è morta quando aveva cinque anni, la sorella è succube di un uomo violento che non vuole lasciare e il padre li ha abbandonati quando aveva dieci anni. Per lui la vita è solo una immensa bugia e di bugie lui ne ha fatto un'arte. Ma questa volta rischia la vita perché l'organizzazione a cui deve una somma enorme lo minaccia di morte e Kwon Oh-joon si ritrova solo tre settimane per procurarsi la cifra necessaria o sarà la sua fine. Qui entra in gioco la protagonista femminile, Jin Dal-rae (Lee Da-hae), una giovane vedova con una bimba di cinque anni, che vive con la suocera e lavora in una grande libreria. È una ragazza piena di vita, che nasconde ancora un grande dolore, ma che va avanti con coraggio, allegria e tanto affetto e gentilezza da dare a chi le è intorno. Kwon Oh-joon è convinto di aver trovato la vittima perfetta, che, guarda caso, ha proprio la somma che gli serve e sembra facile da truffare, ma niente è più sbagliato. La ragazza lo spiazza innumerevoli volte, gli rende complicato procedere nei suoi piani, è ostica, diffidente eppure adorabile, imprevedibile e, senza rendersene conto, ne rimane affascinato; ciò non toglie che continua a perpetrare il suo proposito di procurasi i suoi soldi. Ma qualcosa si sta risvegliando in lui... rimorso, dispiacere e... amore. Così inizia la storia d'amore appunto tra questi due adorabili personaggi, sono una coppia bellissima e ci sono dei momenti romantici deliziosi tra loro, come il primo bacio. 
Kwon Oh-joon per la prima volta sente qualcosa di profondo e forte per qualcuno, e cerca disperatamente di cambiare vita per lei, non vuole più truffare, non vuole più ingannare e deve mondarsi per meritare l'amore di questa donna speciale che lo vuole accogliere nel suo cuore nonostante tutto, nonostante aver capito che persona è. Ma non è facile per il giovane liberarsi dei fardelli di un passato pesante e terribile, è stato un bad guy per troppo tempo, le persone gli permetteranno di diventare migliore? O soccomberà nel suo tentativo? Credetemi, ne dovrà passare tante, io ho sofferto per lui moltissimo, ma la sua evoluzione come persona è qualcosa di avvincente a cui assistere, parteggi veramente per lui e Jang Hyuk qui si è davvero superato, ha regalato a questo personaggio una dimensione umana incredibile. Lo capisci, lo vivi, e sul volto dell'attore passano tutte i sentimenti che prova, arrivano a te come pugni nello stomaco. La sua voglia di vivere e combattere è così potente che non può non contagiarti e questo secondo me eleva questo drama, che è puro melodramma da un certo punto in poi, a un livello superiore; lo ha portato a guadagnare tutta la mia attenzione. Quest'uomo muore e risorge, tra lacrime e sofferenza ma alla fine troverà la serenità dello spirito, troverà il vero se stesso, grazie anche alla donna che ama e che lo ama senza pregiudizio ma con coraggio e forza. Ma non pensate che Jin Dal-rae è un semplice sparring partner per il protagonista, è un personaggio intenso. La purezza del suo cuore, la capacità di perdono, la forza che mostra nel superare i suoi demoni del passato per amore, per stare accanto all'uomo che desidera con tutta se stessa sono esemplari. Dovrà superare anche lei parecchie prove, ed è per questo che insieme i due ragazzi sono speciali. Anche l'affiatamento che mostrano sullo schermo è unico, funzionano davvero bene. Le scene che condividono sono tutte splendide, nessuna esclusa. C'è chimica, c'è magia nel loro modo di guardarsi e starsi accanto. Piccola curiosità. I due attori, successivamente, hanno recitato insieme in altri due drama: Chuno e Iris 2.
Non vi posso dire di più, ci sono dei twist narrativi, sviluppi dolorosi, quindi non aggiungo altro, ma non temete, anche se agrodolce, c'è un bellissimo finale, l'ultima puntata è da brivido da quanto mi è piaciuta. Nel drama ci sono parecchi altri personaggi che hanno la loro storia in background, in primis la madre del defunto marito della protagonista, Lee Soon-seom (Kim Hae-sook) che è oggetto di un amore non ricambiato, almeno inizialmente, da parte di un boss malavitoso, che per amore cambia anche lui, Kim Ho-jin (Son Byong-ho). La devozione di quest'uomo fa tanta tenerezza e scalda il cuore. Poi abbiamo il second lead, e qui devo ammettere che è la prima volta che mi capita, che trovo un second lead senza alcun carisma, un personaggio indubbiamente ben strutturato, che a tratti fa anche un po' pena, ma che per la maggior parte delle volte avrei voluto prendere a mazzate per quanto mi era indigesto. Prova a mettere i bastoni tra le ruote, ma non in modo diretto, e non per suo volere, non posso dire di più, ma non è mai una minaccia perché la protagonista non devia dal percorso a lei destinato neppure per errore. Il personaggio è Kim Jin-goo (Kim Jung-tae), il figlio di un vecchio e ricchissimo strozzino, che purtroppo il protagonista principale conosce bene a sue spese, ma che ha scelto una vita onesta e un lavoro da manager serio e professionale. È un uomo succube del padre, ha visto naufragare il suo matrimonio e non è mai stato capace di affrontare la vita da persona matura e consapevole. La protagonista lo aiuterà in questo, come amica, ma lui si innamorerà di lei. Infine il già citato migliore amico di Kwon Oh-joon, Kim Man-doo, a cui è affidata una storia difficile e spinosa, quella dell'omosessualità, vissuta dalla sua famiglia come una malattia, come un tabù terribile, qualcosa da estirpare, da odiare e nascondere. Questo personaggio ha una dimensione tragica, perché sa di non poter mostrare le sue inclinazioni in una società che non è ancora pronta; è solo, se non fosse per Kwon Oh-joon, che segretamente ama. Il protagonista in questo dimostrerà un grande cuore, rimanendo al suo fianco, come se nulla fosse ed è giusto che sia così. 
Il tema è trattato con grande delicatezza, e senza sensazionalismi. Fa da sfondo alla storia una Seoul per l'occasione anche addobbata a festa, la narrazione inizia infatti nel periodo natalizio. Troviamo poi la neve che più di una volta regala magia alle scene. Bellissimi i dialoghi, spettacolari le dichiarazioni d'amore, insomma, un gioiellino che ripeto non capisco perché snobbato dal grande pubblico. Qui si parla di personaggi poveri, che vivono di sogni, speranze ed espedienti, ma si parla di sentimenti reali, di vita vissuta. Così toccanti i momenti in cui Kwon Oh-joon interagisce con la figlia della protagonista, vorrebbe fare da padre, vorrebbe renderla felice. C'è una scena in cui lui si traveste da Power Ranger per farla contenta ma non arriverà mai dalla bimba, è straziante, ci ho lasciato fiumi di lacrime. Ci sono anche momenti davvero esilaranti, soprattutto nelle prime puntate, in cui l'aspetto goliardico e irriverente di Kwon Oh-joon emerge con prepotenza, non disdegna persino balletti e sorrisi a profusione. Un delinquente che adori e trovi simpatico, non si può non cedere al suo fascino scanzonato. Ma quello che mi ha colpito più di tutto, e con questo concludo la mia recensione, è il messaggio che ci regala il drama alla fine, un messaggio importante e vero, che troppo spesso dimentichiamo. Bisogna vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo, mai avere rimpianti, né affrontare la vita con negatività, bisogna avere fiducia, godersi quello che si ha, vivere gli affetti pienamente, il presente è importante, mai sottovalutarlo. Abbandonare i rimpianti e rimboccarsi le maniche per essere felici. Una lezione di vita sincera e preziosa. Non perdete l'occasione di guardare Robber, non ve ne pentirete. Fighting!


***Patty***

lunedì 9 aprile 2018

Pensieri di Dramanti: "Solomon's Perjury"

Buon pomeriggio, lettori! ^^
Come ogni lunedì, ritorna oggi la rubrica dedicata ai drama! In questo nuovo appuntamento sarà Gina a parlarvi di un drama che l'ha colpita molto, "Solomon's Perjury". Vi lascio alla sua recensione di questa interessantissima serie.
A presto ;) 

Solomon's Perjury


Episodi: 12
Anno: 2016/2017
Cast principale: Kim Hyun-Soo, Jang Dong-Yoon, Seo Ji-Hoon, Seo Young-Joo
Genere: drammatico, thriller&suspense
Regia: Kang Il-Soo
Network: JTBS
Paese d'origine: Sud Corea
Disponibile su: Viki


Ciao drama lovers, oggi vorrei parlarvi di un drama breve ma intenso. Composto da soli 12 episodi e appartenente al filone degli scolastici vi assicuro che dopo il solo primo episodio vi catturerà. Forse a livello narrativo non è stato perfetto, infatti come voto gli ho dato 8 su 10, però vi assicuro che è stata una piccola chicca e se amate i drama scolastici che non sono solo batticuore da innamoramento ma sono da batticuore per altri motivi, dovete conoscere assolutamente “Solomon’s perjury”. Siamo in un liceo della capitale e la notte di Natale uno dei ragazzi che lo frequentano, Lee So Woo, muore misteriosamente dopo che ore prima aveva avuto una rissa molto accesa con il bullo della scuola, Choi Woo-Hyuk. Essendo quest’ultimo temuto da tutti gli studenti – che nonostante abbiano assistito alla rissa non vanno in difesa della vittima - e protetto anche dagli insegnanti a causa del padre molto influente, non si arriverà a dare la giusta punizione per l’accaduto… così immediatamente, quando il cadavere di So Woo viene ritrovato sotto la neve ai piedi di una palazzina dell’istituto, si pensa ad un omicidio. Forse proprio per mano di Woo-Hyuk.
Seo Yeon, una compagna di classe e amica di So Woo, sentendosi in colpa per non averlo aiutato quando aveva bisogno di un testimone dopo la rissa, decide di studiare l’accaduto – anche con l’aiuto del padre poliziotto – e di richiedere al Preside che sia organizzato un processo scolastico per portare alla luce i fatti che realmente hanno portato alla morte del suo amico. Al processo parteciperanno come avvocati dell’accusa, oltre a lei e alle sue due migliori amiche Lee Yoo-Jin e Kim Soo-Hee, due compagni di scuola – Bae Joon-Young e Choi Seung-Hyun - e Han Ji-Hoon, un ragazzo esterno all’istituto ma molto conosciuto, che faranno parte della difesa. Chi sarà il primo accusato? Naturalmente Choi Woo-Hyuk, anche se si insinuerà in chi assisterà al processo il pensiero che Lee So Woo si possa essere suicidato. Durante il processo verranno a galla molti misteri, legati anche ad altri compagni di istituto della vittima, come la depressione di Lee Joo-Ri causata dal bullo della scuola che la spingerà a giurare di averlo visto uccidere Lee So Woo, e anche il segreto dell’amicizia stretta tra So Woo e Han Ji-Hoon il quale aveva taciuto questo particolare.
I personaggi sono stati caratterizzati molto bene e, anche se gli attori erano tutti giovani, sono stati molto bravi nel far trasparire ogni sentimento di odio, rabbia, tristezza e amicizia dai loro occhi e dalle loro movenze. Sicuramente il personaggio che ha avuto più enfasi in tutta la narrazione è stata la ns. protagonista femminile - Seo Yeon – di cui ho apprezzato molto la forza d’animo e la determinazione nel trovare una risposta alla morte dell’amico, risposta che sia il preside dell’istituto che i professori, oltre che la polizia, avevano liquidato fin dall’inizio. Ho adorato anche Joon Young, il quale aveva alle spalle una situazione familiare non semplice eppure ha continuato ad andare avanti per la sua strada, aiutando Se Yeon nel processo. Io ho shippato i due fin dall’inizio e lo farete anche voi perché insieme sono meravigliosi, sono come un fiore nato sull’asfalto e, nonostante il drama si concentri di più sulla parte thriller e mistery, la piccola parentesi amorosa ci stava tutta. Questo drama vi sorprenderà perché, vi assicuro che, fino a quando non verrà scoperta la causa della morte del giovane So Woo resterete appesi ad un filo invisibile, come lo sono tutti i personaggi, e anche voi sarete parte degli spettatori di questo processo. Il finale farà riflettere e vi farà capire che ogni persona che ci circonda può avere problemi, magari che maschera con un sorriso o con un atteggiamento pessimo o da bullo, ma tutti meritano di essere ascoltati e capiti per evitare conseguenze tragiche. 



***Gina***

lunedì 26 marzo 2018

Pensieri di Dramanti: "Hyde, Jekyll, me"

Buongiorno e buon inizio settimana, miei cari lettori! ^^
Oggi si comincia la giornata con una bella recensione dramosa e vi propongo "Hyde, Jekyll, me" della bravissima Patrisha Mar! Una commedia romantica perfetta da gustare con le belle giornate in arrivo ;) Buona lettura! 

Hyde, Jekyll, Me

Episodi: 20
Anno: 2015
Cast principale: Hyun Bin, Han Ji-Min, Sung Joon, Hyeri
Genere: commedia romantica, fantasy
Regia: Jo Young-Gwang, Park Shin-Woo
Network: SBS
Paese d'origine: Sud Corea
Disponibile su: Viki



Eccomi qui pronta a recensirvi Hyde, Jeckyll and me, ma vorrei fare una premessa, per me è molto importante. Questo drama ha avuto bassi ascolti in patria, e tiepide recensioni, ha risentito fortemente del fatto che è uscito quasi in contemporanea con un cavallo di razza come Kill me, heal me, uno dei drama più acclamati degli ultimi anni. Aggiungi il fatto che entrambi parlano della did, cioè di un disturbo della personalità, ed ecco che il paragone parte a forza. Ma è un errore, non ci sono punti di contatto tra i due drama, e posso affermarlo con cognizione di causa, in quanto li ho visionati entrambi. E posso anche aggiungere che per genere differiscono parecchio, perché Kill me heal me è più orientato al dramma e melodramma puro, con una nota sentimentale, Hyde Jeckyl and me nasce come una commedia romantica a tutti gli effetti, non brillante ma sentimentale, in cui lo sdoppiamento della personalità del protagonista in realtà è un escamotage per creare un triangolo atipico con la lei di turno, che si ritrova a interagire con entrambi e a provare grandi emozioni e sentimenti
Quindi chi inizierà a vederlo lo faccia tenendo presente che non sta guardando un clone di Kill me, heal me né un drama che vuole fornire risposte scientifiche alla did. Qui non c'è pretesa di farlo, l'aspetto medico è trattato con molta libertà e, considerando il tipo di trama, è anche comprensibile. Pur non essendo un fantasy, la sensazione magica che permea la storia e la sua evoluzione, me lo fa paragonare di più come genere a un Legend of the blue sea per intenderci. Poi per carità, sono mie considerazioni personali, ma vedendo il drama capirete cosa intendo. Procediamo con la trama. Gu Seo-jin (Hyun Bin) amministra il parco di divertimenti Wonderland, è un uomo tutto d'un pezzo, serio, pignolo, freddo e distaccato e soprattutto con un oscuro segreto: soffre di sdoppiamento della personalità causato da un trauma infantile, che gli ha condizionato l'esistenza. Fa di tutto per non far emergere la personalità di Robin, altruista, generoso, buono e affettuoso, un uomo che ha amici e un lavoro apprezzato di disegnatore di fumetti. E dopo cinque anni, convinto di esserci riuscito, l'incontro con la bella e tenace artista del Circle du Soleil, Jang Ha-na (Han Ji-min), che ha ereditato il Circo Wonder dopo la morte del padre, rimette tutto in discussione e Robin torna più forte e intenzionato a sopravvivere che mai, a vivere per realizzare se stesso e per poter amare la donna che gli fa battere forte il cuore. Ha così inizio un triangolo amoroso composto dalle due personalità del direttore e Jang Ha-na, che si ritrova a dover fronteggiare i sentimenti che prova per entrambi gli uomini. Ci troviamo di fronte anche il dramma personale del direttore, che vuole imparare a cavarsela nella vita, vuole combattere il lato oscuro del suo carattere, che dapprima crede essere Robin, ma che poi si rende conto essere lui stesso, che mai ha saputo affrontare i traumi del suo passato; per questo si è costruito un mondo freddo e solitario e una seconda personalità in cui la parte umana e sensibile di lui può essere tenuta al sicuro, appunto Robin. Ma ritrovare la parte di se stesso perduta, vorrà dire distruggere Robin. Cosa ne sarà di lui? E della sua romantica e bella storia d'amore con la giovane circense?
Non voglio aggiungere di più questa volta, perché ci sono twist narrativi e colpi di scena nell'arco delle venti puntate, tenete presente che in background viene portata avanti anche la storia del passato rapimento del protagonista, delle cause per cui lui è diventato così e conosceremo un altro importantissimo e interessante personaggio, il dottor Yoon Tae-joo (Sung Joon), esperto dell'ipnosi, una figura chiave nel percorso di Gu Seo-jin, che ci riserverà parecchie sorprese. La storia d'amore dei protagonisti è veramente molto romantica, ci sono delle scene bellissime e dolci che li coinvolgono, mi hanno davvero emozionato e ho trovato i due attori ben amalgamati e affiatati, ma non avevo dubbi. Hyun Bin è un ottimo attore, capace di tratteggiare le due personalità in maniera talmente differente per movenze, atteggiamenti ed espressioni da convincerti che siamo in presenza di due persone diverse e non delle sfaccettature di uno stesso uomo. Una prova d'attore notevole che sicuramente regala valore aggiunto al drama, dandogli spessore. Ma anche Han Ji-min, attrice che ho adorato in Cain and Abel, qui conferma doti di ottima attrice, tratteggiando una donna caparbia, intensa e innamorata, la forza del suo cuore arriva allo spettatore con naturalezza e parteggi per lei, perché deve affrontare una situazione complicata e spinosa e riesce a farlo nel migliore dei modi. Il finale mi ha pienamente soddisfatta, l'unica fine possibile e giusta, per non dire stupenda, mi sono emozionata molto e sono stata felice con quell'ultima scena
Amo particolarmente i drama dove il percorso del protagonista è ben visibile sotto gli occhi dello spettatore: l'affrontare i propri demoni per ricostruirsi, il trovare il vero io, il diventare una persona migliore, sono tutti aspetti che mi intrigano molto, e in questo Hyde Jeckyll and me non mi ha delusa, anzi; l'evoluzione di Gu Seo-jin è splendida, la sua crescita umana toccante e mi sono ritrovata a commuovermi in alcuni momenti. Menzione speciale come sempre per la colonna sonora, capace di esaltare le emozioni e catapultarvici dentro. Unica la bellissima Because of you, tema portante. Le inquadrature sono da brivido da quanto sono speciali... scene sotto la neve, una scena di lei al circo mentre fa le bolle... e tante altre che ora non vi racconto, perché dovete guardare questo drama e scoprirle da soli. Spero tanto che la penserete come me. Dategli un'occasione, la merita. Alla prossima recensione e nel frattempo restate con le Dramanti, hanno tante cose da dirvi. Fighting!


***Patty***


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