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venerdì 19 gennaio 2018

Pensieri di Dramanti: "Fated to love you"

Buon pomeriggio, cari lettori e dramanti!
Torna l'appuntamento con la rubrica dedicata ai nostri amati drama! Lunedì abbiamo letto l'opinione di Marika sullo short film "Two Lights: Relumino", una storia molto bella e toccante, mentre oggi si torna alle commedie romantiche. La nostra cara Patty ci parla di "Fated to love you", un drama adorabile, che l'ha letteralmente conquistata. Buona lettura! ^^

Fated to love you


Episodi: 20
Anno: 2014
Cast Principale: Jang Hyuk, Jang Na-Ra, Choi Jin
Hyuk, Wang Ji-Won
Genere: romantico, commedia
Regia: Lee Dong-Yoon, Kim Hee-Won
Network: MBC
Paese d'origine: Corea del Sud
Disponibile su: Viki


Mi ritrovo con il cuore in gola a consigliarvi la visione di Fated to love you, una commedia romantica che si è conquistata un posto d'onore nel mio olimpo dei drama e nel mio cuore. Un cuore che è stato strizzato, prosciugato e poi colmato di emozioni bellissime e struggenti. Un'altalena di sentimenti che mi ha centrifugata, momenti di grande romanticismo sono stati mescolati con istanti drammatici e toccanti e mi sono ritrovata in questo vortice in trepidante attesa, con la voglia di correre veloce, di consumare una puntata dietro l'altra neppure fossero popcorn, e chi mi conosce sa quanto mi piacciono, uno tira l'altro. Vorrei dire così tante cose e non so se ci riuscirò, perché dopo due giorni sono ancora tutta scombussolata, di certo è bellissimo quando trovi un programma che ti lascia tanto, che ti regala spunti di riflessione con quella dose di romanticismo che amo; per me è la perfezione. Ma le sensazioni si accavallano, si mescolano e dargli ordine per una recensione non è facile. 
Fated to love you dosa sapientemente vari generi, conquistandosi un equilibrio che rende tutto speciale: commedia brillante, commedia sentimentale e melodramma. Fated è un po' tutte queste cose. Venti episodi che volano via come il vento, si rincorrono e ti costringono a maratone perché non puoi proprio fermarti, non devi, ti aspetta il prosieguo della storia, vuoi arrivare alla fine e sospirare di felicità. Ma passiamo alla trama. Per certi versi ci troviamo di fronte alla rivisitazione del mito di Cenerentola. Abbiamo la nostra giovane e graziosa protagonista, una ragazza di animo buono, dolce e gentile di nome Kim Mi-young (Jang Nara), di umile estrazione sociale ma indefessa lavoratrice, e poi abbiamo Lee Gun (Jang Hyuk), un Ceo per giunta di casata nobile, sicuro di sé e prestante. Il loro incontro in realtà è uno scontro, e avviene con una scena molto simpatica e divertente, comunque sembra che le loro strade siano destinate a non rincontrarsi più, ma il destino burlone, come ci suggerisce il titolo, ha ben altri piani, perché lei è destinata a lui, non c'è scampo.
Vittime di un intruglio che allenta i freni inibitori, i due finiscono per passare una notte infuocata in una camera d'albergo e il mattino dopo, al loro risveglio, non ricordano nulla, creando una situazione imbarazzante e molto buffa. Ma il destino ancora gioca con loro, perché Mi-young rimane incinta e Gun, che è un uomo serio e responsabile, decide di sposarla per dare una famiglia a suo figlio. E lo fa nonostante stesse per chiedere in moglie la sua fidanzata storica, di cui lui era molto innamorato, o almeno così credeva. Il rapporto tra i neo sposini non parte nel migliore dei modi, anche perché Gun in parte ancora diffida della moglie, ma più la conosce, più coglie la bellezza del suo cuore e le si avvicina a piccoli passi, passi importanti, passi di un amore che nasce e cresce e si moltiplica, fino a riempirlo tutto, a farlo sentire migliore e terribilmente felice. A quel punto Gun non può che mostrarsi fiero e orgoglioso di lei, non può che essere geloso dell'oppa di quartiere, come si definisce lui, Daniel Pitt (Choi Jin-hyuk), che diventa amico di Mi-young e la conforta nei momenti tristi. La giovane ama profondamente suo marito e sente che non riuscirà a staccarsi da lui e questo amore dolce e tenero, che va difeso dallo stesso destino che ha unito i due giovani, è bello da vedere, da vivere, da gustare. Ma la tragedia è alle porte, e purtroppo la vita si dimostra crudele verso di loro.
Tutte le carte vengono rimescolate e il legame forte e fragile assieme appena nato non sopravvive ai numerosi attacchi esterni, compresa la ex fidanzata. Passano tre anni e quel destino beffardo è di nuovo lì a giocare con Gun e Mi-young, ma questa volta saranno più adulti e pronti, sapranno lottare per il loro amore e per quello che sono diventati l'uno per l'altro e per noi spettatori è di nuovo fantastico assistere a questo riavvicinarsi dei due, una sorte di reboot del loro innamorarsi. Scene toccanti, divertenti e dolci che accarezzano il cuore e lo cullano dopo tanto dolore. Sì perché quanto si empatizza con questa coppia, provi la loro sofferenza e sei davvero triste per loro, perché insieme sono speciali, perché ti ispirano simpatia e comprensione e ti dispiace per quello che devono passare, come se fossero amici veri. Questo non è solo merito della sceneggiatura, ma soprattutto dei due attori la cui chimica sullo schermo è preziosa e impagabile, e la cui bravura è innegabile. È il primo drama poi che vedo con Jang Hyuk e devo dire che sono rimasta profondamente colpita dal suo carisma, dalla sua presenza e dal modo con cui comunica le emozioni del suo personaggio, con quel suo sguardo attento e profondo, con quei suoi sorrisi o la risata diabolica, o con gli occhi che piangono lacrime vere e ti toccano dentro.
Il personaggio di Gun è splendido e lui lo ha reso immenso. Una grande scoperta questo attore, continuerò a seguire la sua produzione, ne vale sicuramente la pena. Ma tornando al drama, quello che mi ha colpito è che, pur trattandosi fondamentalmente di una commedia, sono stati affrontati temi importanti e molto seri, come le malattie genetiche e l'aborto. Il tutto è stato fatto con rara delicatezza e attenzione, per non infierire, né giudicare chi ci sta passando, chi vive quelle esperienze senza essere preparato ad affrontarle, ma permettendo allo spettatore di comprendere le motivazioni e i dolori dei personaggi, i dubbi e i rimpianti. Si sbaglia, si commettono errori a fin di bene, e non sempre si ha la risposta giusta per tutto, ma l'insegnamento che lancia il drama è quello di andare avanti, di non fermarsi mai, di non negarsi la felicità per paura del futuro, ma di vivere il presente appieno, cercando di essere soddisfatti di quanto si ha. L'amore può curare ogni ferita, l'amore onesto e pulito, quello sincero che dona se stesso e non pretende nulla. L'amore di una persona che è disposta a condividere i momenti brutti per dare forza e ricevere forza, in uno scambio equo tra anime legate.
Un messaggio splendido e romantico, che ti lascia una sensazione addosso di grande benessere e gioia, proprio come il finale del drama. Altra cosa che ho apprezzato tanto è stato il valore della famiglia, il senso di appartenenza, di legame, che si evince in vari momenti della storia. Gun è orfano di madre e padre, e trova nella madre della moglie quella figura materna che gli è mancata, e si attacca a lei con tanto di quell'affetto e di quella necessità che fa tenerezza. E l'assenza del padre per lui è fonte di disperazione, perché lo ha perso presto, perché ha pochi ricordi di lui, perché gli manca e perché gli ha lasciato in eredità non solo la società di famiglia, ma anche una malattia latente implacabile, che pesa sulla sua anima ogni giorno e lo condiziona. Gun è un personaggio apparentemente arrogante e che sa il fatto suo, ma ha una complessità dentro che affascina lo spettatore e lo spinge a volerlo comprendere. Pur essendo ricco e pur facendo una bella vita, è una persona che rimane umile, che si diverte facendo il karaoke, pulendo casa con la moglie, vivendo in un monolocale. Ed è un uomo che ama con tutta l'anima, che non dimentica quando la vita gli strappa gli affetti. È pronto a sacrificarsi completamente per il bene dell'altro. Come non adorarlo? Molto bello anche il rapporto di Mi-young con la madre e il resto della sua famiglia, una famiglia unita, solida e felice nonostante quello che ha sia poco. Bella la figura anche della nonna di Gun, anch'essa una donna che non giudica dal rango, ma dal valore di una persona. Si affezionerà molto alla protagonista e sarà la prima vera fan della coppia.
Parliamo dei baci poi. Magari non ce ne saranno tantissimi, ma dimenticate i baci a stampo, qui non ci sono, qui sono baci intensi, necessari, sofferti, bellissimi. La colonna sonora poi è meravigliosa, come sempre una garanzia in un drama, sa esaltare i momenti importanti e ti scivola dentro per non lasciarti più. Magia. Una menzione speciale va poi al personaggio di Daniel Pitt, il second lead che, pur non vincendo l'amore della protagonista come da copione, conquista noi spettatori, grazie alla sua bontà di cuore e alla sua coerenza, un personaggio che non si dimostra mai negativo né un ostacolo reale, ma che sa essere un buon amico sacrificando i propri sentimenti. L'ho apprezzato tantissimo, come anche la sua storia alla ricerca della sorella perduta quando era ragazzino. Storia che ha un tenero epilogo. 
Insomma, tanti motivi per vedere Fated to love you e per amarlo sinceramente. 
Un saluto e alla prossima. Fighting! 


*** Patty ***

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