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giovedì 19 novembre 2020

Review Party: "Gideon. La Nona" di Tamsyn Muir


Buongiorno, miei cari lettori caffeinomani! ^^
Oggi parliamo di una delle ultime uscite Oscar Mondadori, ovvero “Gideon. La Nona” di Tamsyn Muir. Vi dico da subito che all’inizio non ero convintissima di leggerlo, ma per fortuna ho dato ascolto a una vocina che mi sussurrava con insistenza di farlo perché mi sarebbe piaciuto. Aveva ragione. Il review party a cui partecipo è organizzato da Erika di Spill the Book e la ringrazio immensamente per avermi inclusa. Ringrazio anche la casa editrice per la copia eBook fornitami in cambio di un’onesta opinione. Vi lascio alla recensione ;)

Gideon La Nona
di Tamsyn Muir


Prezzo: 22 euro (cartaceo), 10,99 euro (eBook)
Pagine: 559
Genere: fantasy, sci-fi, horror
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 17 novembre 2020

Gideon la Nona di Tamsyn Muir ci svela una galassia di duelli a fil di spada, spietati giochi di potere e necromanti lesbiche. I suoi personaggi saltano fuori dalla pagina, magistralmente animati come arcani redivivi. Allevata da ostili monache calcificate, valletti vetusti e un'infinità di scheletri, Gideon è pronta ad abbandonare una vita di schiavitù - nell'aldiquà - e una da cadavere rianimato - nell'aldilà. Prenderà la sua spada, le sue scarpe e le sue riviste zozze e si preparerà a un'audace fuga. Ma la nemesi della sua infanzia non la lascerà di certo andare senza chiederle qualcosa in cambio. Harrowhark Nonagesimus, Reverenda Figlia della Nona Casa e prodigio della magia ossea, è stata convocata. L'Imperatore ha invitato tutti gli eredi delle sue fedeli Case a prendere parte a un torneo all'ultimo sangue fatto di astuzia e abilità. Se Harrowhark avrà successo, diventerà un'onnipotente servitrice immortale della Resurrezione; ma nessun necromante può ambire all'ascensione senza un paladino. Senza la spada di Gideon, Harrow fallirà e la Nona Casa morirà. Chiaro, ci sono sempre cose che è meglio se restano defunte.

Per approcciarsi a Gideon La Nona il primo consiglio che mi sento di darvi è di dimenticarvi qualunque altra lettura abbiate fatto, qualunque libro pensiate possa assomigliare a Gideon, qualunque paragone abbiate in mente. Gideon La Nona non è libro che si possa paragonare ad altri, è una lettura talmente originale e unica che pensare, anche solo lontanamente, di inquadrarlo da subito potrebbe rivelarsi la scelta più sbagliata che abbiate mai preso. Non lasciatevi scoraggiare dai primi capitoli, parecchio confusionari, perché la Muir ci butta subito nel mondo di Gideon senza darci il libretto di istruzioni e lascia che il lettore se la cavi da solo, in mezzo a pianeti sconosciuti, squinternate che si pitturano la faccia e scheletri animati. È un mondo assolutamente folle, sappiatelo, e più cercherete di trovare risposta a tutto o di capirci qualcosa e più fallirete. Questa lettura va presa per quello che è, un romanzo fuori da ogni canone o classificazione di genere, che saprà rivelare i suoi veri punti forti solo superato lo scoglio iniziale, quando la storia entra davvero nel vivo e, allora, non riuscirete più a metterlo giù. La Muir ha sperimentato qualcosa di nuovo, mettendo insieme fantasy, horror/gothic e sci-fi e ne è venuto fuori un bel minestrone che, in un primo momento, potrebbe far storcere un po’ di nasi o destabilizzarvi, ma che, a conti fatti, è un esperimento davvero interessante e anche abbastanza funzionante, direi. Forse alcune caratteristiche del worldbuilding restano un po’ troppo confuse, sfocate, appena abbozzate, ma ciò che c’è da capire, ciò che è utile al fine della storia, si comprende e si porta a casa. Della serie, accontentiamoci di quello che ci viene dato perché da una storia che si preannuncia come la più pazza lettura che farete mai non potete aspettarvi diversamente. 
La nostra protagonista, Gideon, è un'orfana, una monaca legata al Santo Sepolcro e facente parte della Nona Casa
. È una combattente, addestrata per anni a maneggiare un grosso spadone e il suo sogno è quello di arruolarsi nell’esercito della Coorte imperiale, essere in prima fila durante le invasioni più importanti su qualche altro pianeta (<<La prima linea della Coorte era una via preferenziale per la gloria>>). I suoi sogni di gloria, però vengono presto messi in discussione dalla Sovrana della Nona Casa, la necromante Harrowark Nonagesimus, che ha ben altri progetti per lei. Se Gideon vuole ottenere la libertà ed essere svincolata dalla sua casa, dovrà diventare la sua Paladina durante una missione molto importante. Harrow, infatti, è stata convocata dall'Imperatore per diventare littrice, una sorta di consigliera, la cui posizione le donerebbe poteri illimitati e una vita lunghissima. La cosa potrebbe anche andare bene a Gideon, che pur di combattere e avere la possibilità di ottenere la libertà che desidera sarebbe disposta a tutto. Peccato che lei e Harrow si detestino profondamente e non facciano altro che insultarsi e darsi addosso ad ogni occasione. Da nemiche e nemesi a complici il passo è infinito. Ne dovranno passare tante prima che il loro rapporto evolva in maniera appena percettibile, ma questa piccolissima evoluzione sarà veramente gradevole da leggere e infinitamente appagante. Non è facile parlare di queste due protagoniste, perché sono talmente particolari e uniche e fuori di melone che trovare le parole giuste mi sembra un’impresa quasi titanica, eppure meritano il riconoscimento di essere dei personaggi fuori dagli schemi, così fuori che irrimediabilmente vi conquisteranno. Gideon è una vera forza e il suo punto di vista, quello che seguiamo nella narrazione, non è mai noioso o banale. Il suo sarcasmo è pungente, le sue battute sono un capolavoro, la sua scurrilità è di uno spasso unico, però se a voi potrebbe dare fastidio un linguaggio particolarmente sboccato vi avviso, qui ce n’è in dose abbondante e magari dovreste pensarci un attimo prima di approcciarvi a questa lettura. Se, invece, siete pronti a tutto, allora buttatevi a capofitto perché vi divertirete da morire. Di Harrow cosa dire? Beh, lei è piena di sorprese e già questo deve bastarvi per farvela amare, perché sono sicura che in più di un’occasione, dopo averla conosciuta, vorrete batterle le mani o tirarle qualcosa addosso. Ha un carattere completamente diverso da Gideon, è molto più fredda e controllata, silenziosa, impassibile, ma, come vi ho detto, si farà amare. I battibecchi tra lei e Gideon credo siano la parte migliore di tutto il romanzo, li ho trovati sempre spassosi e incisivi. Per quanto riguarda gli altri personaggi, quelli secondari, ce ne sono davvero tanti perché quando Harrow dovrà presentarsi sul pianeta che ospita la Prima Casa per partecipare all’esame per diventare littrice, anche gli eredi delle altre case, con i rispettivi Paladini, dovranno farlo e lì avremo modo di conoscerli tutti, chi più, chi meno. In cosa consiste questo esame tanto importante? 
Nessuno lo sa con esattezza, nemmeno il Maestro che li accoglie sul pianeta e nella Casa di Canaan. Nessuno sa in cosa consistono le prove, ma tutti gli eredi dovranno affrontarle e aspettarsi di tutto. DI. TUTTO. Persino la morte, viene detto loro. Quello che mi ha affascinata di più è stata l’atmosfera di decadenza e rovina in cui riversa il mastodontico edificio in cui si ritroveranno. Un luogo oscuro, spettrale, pericoloso, una sorta di labirinto che tra le sue mura nasconde orrori di ogni sorta, mostri, fantasmi, brutalità. Questa accesa venatura dark e a tratti splatter - ma non poi così tanto quanto si possa pensare - mi ha colpito parecchio ed è stata capace di incutermi la giusta dose di brividi e di tenermi incollata alle pagine. Va detto anche che la violenza in questo romanzo non manca, ma se siete lettori impavidi allora non fatevi scoraggiare. Se, invece, pensate di non poter sopportare sangue, scheletri, mostri e morti strane, pensateci bene. La traduzione l’ho trovata notevole. Sicuramente la Muir ha uno stile molto particolare e non deve essere stato facile avvicinarsi a un testo del genere, ma la Crescentini è stata molto brava e ogni battuta, ogni termine particolare, ogni doppio senso, ogni riferimento è reso in maniera convincente, quindi ottimo lavoro anche da questo punto di vista. In conclusione, Gideon La Nona è un romanzo anticonvezionale, sfrontato e crudo, troverete delle protagoniste che sono antieroine per eccellenza, ma che si faranno amare. Il caos regnerà sovrano per gran parte della lettura, ma, allo stesso tempo, la vostra curiosità sarà ai massimi livelli perché la Muir ha saputo impreziosire la sua storia di tanti elementi interessanti, anche se, talvolta, buttati dentro un po’ a casaccio. Non cercate di trovare un senso a tutto, ma godetevi il viaggio, un viaggio nello spazio, tra necromanti, scheletri e magia di ogni sorta, colorato da un sarcasmo irresistibile, da un linguaggio sporco ma mai esageratamente volgare, da scene forti e macabre, combattimenti violenti, ma anche siparietti divertenti e tante sorprese. Insomma, date una chance a Gideon perché, secondo me, vale la pena. Il vostro viaggio avrà un sapore diverso se lascerete che vi stupisca, come ha stupito me. Buona lettura, buon viaggio e non dimenticate le riviste zozze :P
4 tazzine di caffè per un romanzo figo, crudo, macabro e spassoso. Tanta roba!

A presto!
xoxo
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martedì 17 novembre 2020

Review Party: "Enola Holmes. Il caso del bouquet misterioso" di Nancy Springer

Buongiorno, miei affezionati lettori! ^^
Oggi torno con immenso piacere a parlarvi del nuovo romanzo dedicato a Enola Holmes, uscito il 10 Novembre. Ieri, per l’occasione, è partito un fantastico Review Party che vi consiglio di non perdere, se volete saperne di più sull’intraprendente sorellina di Sherlock Holmes e le sue incredibili avventure. In questo nuovo episodio, dal titolo “Enola Holmes. Il caso del bouquet misterioso”, Enola si trova a dover indagare, niente di meno, che sulla scomparsa del dottor John Watson, grande amico del fratello. Ho adorato anche questo romanzo, che ve lo dico a fare, vi lascio dunque alla mia recensione, ma prima ringrazio enormemente le ragazze che hanno deciso di avventurarsi con me in questo susseguirsi di eventi dedicati a Enola Holmes, e un grazie speciale anche alla casa editrice per la gentile collaborazione.

Enola Holmes. Il caso del bouquet misterioso
di Nancy Springer


Prezzo: 14,90 euro (cartaceo), 6,99 euro (eBook)
Pagine: 184
Genere: mistery, ragazzi
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 10 Novembre 2020

Fiori bianchi, fiori rossi: un bouquet di indizi e di inganni recapitato senza mittente segna l'inizio di un nuovo mistero... niente paura, sta per arrivare Enola Holmes. Quando il dottor Watson svanisce senza lasciare alcuna traccia, Enola Holmes, che ancora si nasconde dai fratelli, crede che sia una messinscena orchestrata da Sherlock e Mycroft per farla uscire allo scoperto. Enola sa che pur di ritrovarla, rinchiuderla in collegio e non averla più tra i piedi, Sherlock saprebbe usare perfino il proprio migliore amico come esca. Per questo Enola è più determinata che mai a non farsi coinvolgere. Almeno fino a quando in casa Watson non viene recapitato un bouquet composto unicamente da fiori che simboleggiano... la morte. Fiori bianchi, fiori rossi. Il mittente è anonimo, il messaggio è chiaro. Il dottor John Watson è in pericolo. E forse è già troppo tardi... Questa volta non c'è spazio per i litigi dei fratelli Holmes: se vogliono salvare il braccio destro di Sherlock, devono trovare il modo di collaborare e dar retta all'investigatrice più furba della famiglia. Tra nuove identità e messaggi in codice, continuano le avventure di Enola, un'eroina intelligente e caparbia, capace di farla sotto il naso dello stesso Sherlock Holmes.

Enola Holmes è un personaggio che non si può fare a meno di amare. Grazie ai tre libri pubblicati fino ad ora, abbiamo potuto assistere alla crescita di questa ragazzina di campagna, poco avvezza al mondo “reale”, ma formata dalla madre ad usare ingegno e astuzie femminili che le sono sempre tornate utili. Non si può negare che assomigli molto al fratello Sherlock, eppure riesce ad essere quasi sempre un passo avanti a lui. Enola è giovane, ma non affatto sprovveduta. Il monito della madre, “te la caverai benissimo da sola”, la accompagna come un mantra e le dà la forza necessaria per affrontare qualunque difficoltà, perché, è vero, Enola riesce a cavarsela da sola egregiamente. Abbandonati i panni di Ivy Meshle, la segretaria del perditoriano dottor Ragostin, che ha inventato lei stessa per avere la scusa di lavorare su casi di gente scomparsa, Enola, in questo nuovo romanzo, si ritrova a dover trovare un nuovo travestimento, che sia sicuro e, allo stesso tempo, vantaggioso, per indagare sulla scomparsa del dottor John Watson. I suoi fratelli, però, sono a conoscenza dei suoi travestimenti, deve essere cauta e intelligente se non vuole farsi scoprire, così pensa che l’opportunità migliore possa concedergliela la bellezza. Nei panni di un’avvenente signorina di nome Viola Eternois, si avvicinerà alla moglie di Watson per darle conforto e per trovare, nel frattempo, indizi che possano aiutarla nella sua ricerca. In casa dei Watson un particolare attira la sua attenzione, uno strano, bizzarro bouquet, composto da fiori e ortaggi che simboleggiano morte e malaugurio
Sarà quello il primo indizio da cui partirà la sua indagine, che la porterà a girovagare per nuovi angoli di Londra, alcuni quartieri malfamati e negozietti misteriosi. Con il suo grandissimo intuito e la sua arte di cavarsela in qualunque situazione, Enola affronterà i pericoli di questa nuova indagine che pare essere tra le più ardue che abbia mai affrontato, cercando, allo stesso tempo, di stare attenta alle trappole dei fratelli, che non perdono occasione per rintracciarla. La sua conoscenza del linguaggio dei fiori la aiuterà parecchio in questo caso, trovandosi, ancora una volta, avvantaggiata rispetto al fratello, poco incline al mondo femminile e ai suoi segreti, che, infatti, brancolerà nel buio più totale. Tra strani messaggi in codice, corse sui tetti di Londra, misteriosi uomini senza naso e un velo di follia che sembra strisciarle dietro come un’ombra durante le sue ricerche, Enola non si farà scoraggiare da nulla, persistendo nel suo intento, come una vera professionista, come una vera adulta. Sempre geniale e risoluta, la nostra giovane eroina si dimostrerà preziosa questa volta per suo fratello Sherlock, il quale non può fare a meno di ammettere quanto sia dispiaciuto che Enola non si fidi abbastanza di lui (sarebbero un'ottima squadra insieme! *-*), ma sappiamo bene quanto lei tenga alla sua libertà, quella libertà di cui i fratelli vorrebbero privarla per renderla una perfetta donnina da esibire in società. Enola odia le convenzioni, ancora di più odia dover fuggire e vivere da sola, ma ormai è quella la sua vita, se l’è plasmata addosso e non può rinunciarci tanto facilmente, essendo l’unica che le permette di fare ciò che più ama: dedicarsi alla ricerca di persone scomparse. Il suo obiettivo resta sempre quello di ritrovare la madre, ma sa che quando lei sarà pronta a farsi trovare, lo farà. I suoi sentimenti oscillano tra il rancore verso la donna che l’ha abbandonata e il perdono, perché in fondo non le ha fatto mancare nulla, anzi le ha regalato tutto il sapere e la libertà di cui aveva bisogno. In realtà, le manca moltissimo, non può negarlo, così come le mancano i fratelli, Sherlock in particolare. Enola ha una vera e propria adorazione per il suo fratello investigatore, le basta sentire la sua voce perché il suo cuore inizi a far festa, ma non può cedere, non può ancora mollare. C’è ancora altro che deve dimostrare e ottenere. La sua missione non è completa.
Una nuova, entusiasmante avventura questa del caso del bouquet misterioso che ci fa immergere in un vero e proprio giallo, dai risvolti talvolta inquietanti e macabri
. Seguiamo le vicende di Enola affascinati dalla sua logica, dal suo intuito, dai suoi metodi creativi. L’autrice Nancy Springer ci ha regalato davvero uno splendido personaggio, una ragazzina che ha saputo prendere in mano la sua vita e portarla sulla strada che desiderava. Forse non c’è ancora riuscita fino in fondo - in effetti, le manca ancora di raggiungere alcuni fondamentali obiettivi - ma sono convinta che ci arriverà molto presto. Sono sempre più attratta dalla descrizione della Londra in cui Enola si muove, è tutto molto accurato e veritiero, sia che si tratti di bassifondi e zone più povere della città, sia che si tratti di quartieri più aristocratici. Anche i costumi e le regole della società sono perfettamente rispecchiati in questa serie, specie in riferimento alla donna. Enola ci istruisce sempre sulla sua condizione, sui suoi vincoli e sui suoi obblighi. Insomma, anche se brevi, i romanzi di questa serie sono molto preziosi per la presenza di un contesto ben approfondito, di avventura e mistero in buona dose e di una protagonista unica, con un grande cuore e una grande mente, capace di farvi affezionare sempre di più. Se non avete ancora letto nessun libro dedicato a Enola Holmes, vi consiglio di recuperare al più presto!
Voto: 4,5 tazzine. Questa volta la lettura è durata troppo poco, questo terzo romanzo è brevissimo, ma Enola merita sempre!


A presto!
xoxo
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venerdì 13 novembre 2020

Blogtour: "Tenebre e Ossa" di Leigh Bardugo - Motivi per leggere il libro


Buongiorno, lettori! ^^
Oggi il blogtour di Tenebre e Ossa fa tappa sul mio blog. Sono molto contenta che sia stata data nuova vita e nuova veste a questa serie, che non meritava di essere interrotta. Leigh Bardugo è un’autrice fantastica e se c’è chi riesce ogni volta ad emozionarmi è proprio lei. Questo grandioso evento è stato organizzato dall’infaticabile Giusy di Divoratori di Libri, che ringrazio per avermi coinvolta. Grazie anche a tutte le ragazze che hanno preso parte all’evento in uno o più modi e alla casa editrice per l’eBook inviatoci e la collaborazione.

Tenebre e Ossa
di Leigh Bardugo


Prezzo: 17,90 euro (cartaceo), 9,99 euro (eBook)
Pagine: 240
Genere: fantasy, young adult
Editore: Mondadori 
Data di pubblicazione: 3 Novembre 2020

L'orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell'esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d'Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell'amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. Subito viene arruolata dai Grisha, l'élite di creature magiche che, al comando dell'Oscuro, l'uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l'intera corte. Alina, infatti, è l'unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.

In questa tappa, e poi anche su Instagram, troverete i motivi per cui, secondo me, questo romanzo merita di essere letto. I motivi sarebbero tantissimi, Leigh Bardugo ha dato vita a una serie unica e spettacolare, ma spero mi basteranno tre soli motivi per convincervi in maniera definitiva.

Worldbuilding
 
Leigh Bardugo ha creato un mondo davvero strepitoso e variegato. Ravka è il luogo in cui è ambientato il libro che molto chiaramente si rifà alla Russia del 1800, per lingua, nomi, costumi, cultura e molto altro. L’autrice, però, non rilega tutto in quest’unica terra ma le dà ampio respiro facendo riferimenti anche ad altri luoghi che conosceremo poco alla volta, anche grazie ad altri libri dedicati al Grishaverse. Le descrizioni sono molto ben curate, dalla Faglia d’Ombra - una striscia di terra oscura e popolata da creature mostruose che divorano chiunque osi attraversarla - all’architettura dei Palazzi e dei luoghi di corte. Ogni dettaglio di questo romanzo emana fascino e stupore. La Bardugo non manca nemmeno di arricchire il tutto con riferimenti a leggende o a storie di santi o avi dei protagonisti. Insomma, nulla è lasciato al caso, è una storia ricca, complessa e appassionante.

Il sistema magico
In questa serie abbiamo la presenza di esseri magici chiamati Grisha, persone capaci di alterare la materia o controllare gli elementi. Sono soldati del Secondo Esercito, dominatori della Piccola Scienza. Non sono tutti uguali, ma vengono suddivisi a seconda delle loro capacità. Abbiamo i Corporalki (Ordine dei vivi e dei Morti) di cui fanno parte Spaccacuore, Guaritori e Plasmaforme, gli Etherealki (Ordine degli Evocatori), in cui troviamo Chiamatempeste, Inferni e Scuotiacque, e, infine, i Materialki (Ordine dei Fabrikator), di cui fanno parte Tempratori e Alkemi. È tutto molto ben strutturato e non c’è il pericolo di riscontrare confusione di alcun tipo. Non troverete spiegoni noiosi di come funzionino i poteri dei Grisha, ma poco alla volta verrà spiegata ogni cosa e avrete ben chiaro il quadro del sistema magico all’interno del Grishaverse.


L’Oscuro
Ebbene sì, ragazzi. Se pensate che un romanzo non meriti di essere letto solo per via di un unico personaggio, beh, vi sbagliate di grosso. E di sicuro non avete mai conosciuto L’Oscuro. Leigh Bardugo ci regala uno dei personaggi più belli e controversi di sempre. Misterioso, sexy, spaventoso e inquietante, L’Oscuro è davvero tanta roba. Ha mille sfumature e vorrete conoscerle tutte. Uno dei personaggi costruiti in maniera impeccabile dalla Bardugo a cui solo Kaz Brekker potrebbe avvicinarsi. Non ci sono parole abbastanza utili sul vocabolario per descriverlo, ma se vi ho incuriosito, sappiate che lui è assolutamente uno dei motivi per cui dovete leggere Tenebre e Ossa, per il suo legame con Alina, la protagonista, per il suo spessore e per l'evoluzione. Non so come verrà reso da Ben Barnes nella serie televisiva di Netflix, ma Ben mi piace da impazzire perciò spero faccia un buon lavoro. 
Se siete curiosi di saperne di più sull’Oscuro, sul potere dei Grisha, sul worldbuiding di questo romanzo, continuate a seguire questo fantastico evento con tutti gli approfondimenti possibili e immaginabili. 


Io vi lascio il link alla mia recensione, vecchia di qualche annetto, ma dalle parole sentite allora come adesso. Ecco qui: http://coffeeandbooksgirl.blogspot.com/2013/10/recensione-in-anteprima-tenebre-e.html

Spero di avervi convinti a dare una possibilità a questo romanzo che, fidatevi, ha molto, molto altro in serbo per voi.

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A presto!
xoxo

Fonte immagini: Google immagini
L'Oscuro: @morgana0anagrom

mercoledì 11 novembre 2020

Review Party: "Enola Holmes e il caso della dama sinistra" di Serena Blasco


Buongiorno, miei adorati lettori! ^^
Oggi si torna a parlare di Enola Holmes e non potrei essere più contenta, perché sapete, ormai, quanto io adori questo personaggio di Nancy Springer. Ieri è uscito il terzo romanzo della serie (di cui partirà un review party molto presto), ma oggi parliamo di un’altra uscita, ovvero il secondo volume delle indagini a fumetti dedicate a Enola Holmes. Come sempre, ringrazio le ragazze che hanno collaborato con me a questo evento e la casa editrice per la copia omaggio, in cambio di un’onesta opinione.

Enola Holmes e il caso della dama sinistra
di Serena Blasco


Prezzo: 12,90 euro (cartaceo), 4,99 euro (eBook)
Pagine: 64
Genere: fumetto, graphic-novel, mistery
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 10 Novembre 2020

Astuta, brillante e incredibilmente ingegnosa. Ecco Enola: la giovane apprendista investigatrice della famiglia Holmes Gli affari di Enola Holmes a Londra vanno alla grande: ha persino inaugurato sotto falso nome un vero e proprio ufficio persone scomparse! Sì, ci sarebbe ancora quel piccolo problemino da risolvere con Sherlock - lui vuole trovarla e riportarla a casa, in campagna - ma Enola è decisa a non farsi mettere i bastoni tra le ruote da nessuno... nemmeno dal suo fratellone! Immaginate però la sua sorpresa quando a bussare alla porta dell'ufficio è proprio il fido socio di Sherlock, il dottor Watson, in cerca del suo aiuto. Lady Cecily Alistair, un'aristocratica ragazza di quattordici anni è sparita nel nulla. Non ci sono segni di effrazione alle porte e nessuna richiesta di riscatto. Enola non perde tempo e comincia a indagare ma non immagina nemmeno quale sorpresa la aspetta!

Mi sono un po’ affezionata a Enola Holmes, la furba sorellina di Sherlock Holmes che ama indagare su casi di persone scomparse. Sto leggendo tutto ciò che esce su di lei e trovo che il suo personaggio stia facendo un bellissimo percorso di consapevolezza e crescita personale. Le indagini a fumetti sono illustrate da Serena Blasco e queste nuove avventure riportano gli eventi che abbiamo già trovato nel romanzo Enola Holmes e il caso della dama sinistra. L’impatto con i disegni della Blasco è sempre piacevole, i colori pastello rendono i disegni quasi dei dipinti e sono una gioia per gli occhi, i volti spigolosi una caratteristica interessante del tratto dell’artista. In questo nuovo capitolo delle avventure di Enola, ritroviamo la ragazza nei panni di Ivy Meshle, segretaria del perditoriano dottor Ragostin, inventato da lei. Vive da sola, dopo essere fuggita ai fratelli che volevano chiuderla in collegio o privarla di libertà per lei indispensabili. E poi, non dimentichiamoci che è ancora alla ricerca della madre, che sembra non voglia farsi trovare ma ogni tanto risponda a dei messaggi in codice di Enola sui quotidiani che legge maggiormente. Sherlock Holmes sembra davvero in ansia per la sorella, tanto da destare le preoccupazioni dell’amico Watson che decide, a sua insaputa, di recarsi presso Ragostin e chiedere di cercare Enola, non sapendo di trovarsela invece davanti. La ragazza, però, non può lasciarsi turbare dai sentimenti di Sherlock, senza contare che potrebbe trattarsi di un imbroglio. Decide piuttosto di andare alla ricerca di un nuovo caso di cui occuparsi e si interessa della scomparsa di una giovane lady, che si pensa sia fuggita con un’amante, gettando la famiglia in rovina. Questo caso la impegnerà particolarmente, gli indizi che riesce a racimolare sono incomprensibili e non ha davvero idea di dove sia finita Lady Cecily, finché non si renderà conto di avere avuto le risposte sempre davanti agli occhi, bastava soltanto guardare più attentamente. Si troverà ad avere a che fare con pericoli diversi e ad essere costretta a scelte difficili, ma pur di salvare Cecily farà ciò che necessario, anche compiere azioni più azzardate. 
Questa vicenda è senza dubbio più avvincente della prima nella quale abbiamo visto Enola muovere i primi sbadati e incerti passi. Adesso è una ragazza molto più sicura di sé, ancora più abile nei travestimenti e attenta a ogni minimo dettaglio
. Come al fratello Sherlock, non le sfugge niente e sappiamo bene quanto sia capace di superarlo, talvolta, in astuzia. Ancora una volta dovrà sfuggirgli, una cosa che le costerà parecchio, perché se da un lato vuole ricongiungersi a lui, che le manca molto, dall’altro non può farlo, non può rinunciare a quella libertà che sta cercando di guadagnarsi a tutti i costi e non può rinunciare a ritrovare la madre. Mi è piaciuto tantissimo questo secondo volume delle avventure a fumetti di Enola Holmes, le atmosfere della Londra vittoriana sono rappresentate molto bene, i costumi e i particolari sono tutti, come sempre, molto fedeli all’epoca. Enola è una ragazzina di quattordici anni, ma talvolta la sua età passa in secondo piano quando assistiamo alle sue imprese e ai suoi colpi di genio. Adoro il fatto che usi tanto i travestimenti e che riesca a ingannare persino il suo stesso, acutissimo fratello, anche se mi dispiace percepire tra le righe e nelle sue espressioni la sua solitudine, si capisce che un po’ le pesa questa condizione. Come anche nel volume precedente, anche al termine di questo troviamo il taccuino segreto di Enola Holmes, con disegni e appunti di ogni genere, codici cifrati e piccole spiegazioni che nel resto del fumetto non hanno avuto molto spazio. Lo trovo adorabile questo piccolo angolo così personale e intimo di Enola. Non ho ancora avuto la fortuna di mettere le mani su una copia cartacea di queste edizioni a fumetti ma sono sicura che siano davvero ben fatte e che rendano tantissimo grazie ai disegni incredibili di Serena Blasco. Vi consiglio di recuperarle al più presto! ;)
Passate a leggere anche le recensioni delle altre mie colleghe blogger, ecco dove potete trovarle!


A presto!
xoxo
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martedì 10 novembre 2020

Review Party: "Cheshire Crossing" di Andy Weir, Sarah Andersen


Buongiorno, miei affezionati lettori caffeinomani! ^^
Oggi condivido con voi la mia opinione riguardo il fumetto di Andy Weir, Cheshire Crossing, illustrato da Sarah Andersen. Non appena ho letto di questa uscita, ho desiderato immediatamente saperne di più. Non conoscevo nulla a riguardo, ma l’idea di ritrovare insieme in uno stesso posto le tre protagoniste di alcuni classici del mio cuore mi ha entusiasmata tanto. Peccato che poi non mi abbia convinta fino in fondo. Ringrazio tanto Giusy di Divoratori di libri per avermi coinvolta in questo review party e la casa editrice per la copia digitale fornitami in cambio di un’onesta opinione.

Cheshire Crossing
di Andy Weir, Sarah Andersen


Prezzo: 18,00 euro (cartaceo), 9,99 euro (eBook)
Pagine: 128
Genere: fumetti, graphic novel
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 17 Novembre 2020

Sono passati anni da quando Alice, Dorothy e Wendy hanno compiuto i loro favolosi viaggi nel Paese delle Meraviglie, a Oz e sull'Isola-che-non-c'è. Ora eccole qui, ormai adolescenti, a Cheshire Crossing: una scuola molto speciale dove impareranno a gestire le loro straordinarie esperienze e il loro dono di attraversare mondi magici. Ma proprio non sanno starsene buone buone sedute al banco, e iniziano di nuovo ad attraversare le dimensioni, lasciandosi dietro una scia di caos completo. E se fosse solo un po' di confusione il problema, poco male. Il fatto è che, senza volerlo, fanno incontrare la malvagia Strega dell'Ovest e Capitan Uncino, unito ora in una coppia davvero diabolica. Per fermarli le tre ragazze dovranno fare ricorso a tutti i loro poteri e mettere insieme una squadra di improbabili alleati da tutto il multiverso! Cheshire Crossing è un viaggio vertiginoso, divertentissimo e sconfinato attraverso i classici della letteratura e i loro mondi fantastici come non avete mai osato immaginarli.

Quante volte da piccoli avete desiderato vedere insieme i vostri eroi preferiti, magari in uno stesso cartone animato? Io sarei impazzita di gioia. Non ho mai pensato che potesse essere altrettanto esaltante leggere un crossover con protagoniste di romanzi diversi, ma mi sono sempre chiesta se qualcuno lo avrebbe fatto. Beh, Andy Weir l’ha fatto. Ha pensato che Alice de Il Paese delle Meraviglie, Wendy di Peter Pan e Dorothy de Il Mago di Oz, potessero avere parecchie cose in comune, considerando le loro esperienze in dei mondi tanto fantastici quanto pericolosi, che sarebbe stato interessante farle incontrare e vedere cosa ne sarebbe venuto fuori. Ha disegnato lui stesso la storia la prima volta e, dopo il successo ottenuto con L’uomo di Marte, qualcuno ha notato questo precedente lavoro e ha voluto pubblicarlo. La parte grafica è stata affidata a Sarah Andersen, notissima fumettista americana (Sarah’s Scribbles), che è stata capace di rendere visivamente questa fantasiosa e originale storia e regalarci degli splendidi disegni. Penso che i disegni siano stati la cosa che ho amato di più di questo libro, i colori caldi delle tavole, intervallati da rossi squillanti, hanno davvero reso questa lettura più piacevole. Ma veniamo alla storia. Andy Weir ha voluto immaginare le sue protagoniste adolescenti. Le ritroviamo tutte insieme in un istituto, chiamato Cheshire Crossing, perché condividono lo stesso disturbo: psicosi dissociativa. Ma l’istituto non è una sorta di manicomio, come quelli che sono state abituate a girare negli ultimi anni, bensì una struttura di ricerca. Il direttore dell’istituto sa bene che le ragazze non sono pazze e che possono viaggiare tra i mondi e vorrebbe effettuare degli esperimenti su di loro. Delle tre, Alice è quella col carattere più inquieto e ribelle, che non ci sta a fare la cavia da laboratorio, così ruba le scarpette di Dorothy, recita la formula di rito e finisce in un campo di papaveri… insieme a Wendy, che stava cercando di fermarla. Inizia così la loro incredibile avventura in un mondo che non conoscono e nel quale la terribile Strega dell’Ovest vuole acciuffarle per avere l’occasione che ha perso, anni prima, con Dorothy. Solo Dorothy sa come fermare la Strega dell’Ovest ma non ha idea di come raggiungere le ragazze, senza le sue scarpette. Scoprirà che i suoi poteri non risiedono in un paio di scarpette ma, in realtà, sono innati e, così, riuscirà, insieme alla tata e tutrice, a teletrasportarsi a Oz.
Ma la scena non è solo concentrata in questo luogo, perché le nostre protagoniste varcheranno tutti e tre i loro mondi e sarà un continuo spostarsi da uno all’altro. Alice tornerà nel Paese delle Meraviglie per reclutare rinforzi, la Strega dell’Ovest finirà sull’Isola che non c’è e si alleerà con Capitano Uncino e, alla fine, si ritroveranno tutti insieme a combattere, mettendo a frutto i propri poteri, le proprie capacità. Mi è piaciuto che l’autore abbia mescolato le carte dei mondi e dei personaggi, facendo interagire tutti con tutte e tre le protagoniste. La storia è ricca di azione, combattimenti magici e vicende di ogni tipo, è praticamente impossibile annoiarsi. L’unico problema è che, forse, si è generata un po’ troppa confusione con tutti questi incontri e scontri. Weir, oltre Alice, Dorothy e Wendy, mette in scena tanti altri personaggi che, ammetto, è stato bello vedere lì in mezzo, nel ruolo di aiutanti, ma in alcune scene mi sono sembrati praticamente inutili. Tra l’altro, come se non bastasse, ogni tanto ritroviamo qualche flashback del passato che non sempre si distingue dalle scese ambientate nel presente, il passaggio da uno all’altro non è così chiaro. Le scene in cui la Strega dell’Ovest usa i suoi poteri in alcuni casi mi sono sembrate ridicole, troppo rosa e fumettistiche, per nulla in linea con il resto delle tavole, e il finale non mi ha convinta per niente, brusco e frettoloso. Ma stiamo parlando del lavoro di un autore che ha voluto creare questo crossover per puro diletto, perciò ci sta che non sia perfetto. Il punto forte di Cheshire Crossing è l’originalità.
  Alice, Dorothy e Wendy sono tre ragazze che hanno subito dei traumi non indifferenti in un’età in cui solitamente si gioca con le bambole nella tranquillità delle proprie camerette. Adesso si ritrovano ad affrontare quei traumi, ad affrontare le questioni in sospeso, le paure del passato e tutto ciò che non hanno mai avuto il coraggio di affrontare. Lo faranno insieme, aiutandosi a vicenda, perché se prima erano sole alle prese con realtà più grandi di loro, adesso non lo sono più e hanno al fianco chi crede in loro. Sono tre ragazze molto diverse. Alice è quella più snob e diffidente, eppure dietro il suo carattere freddo e distaccato, c’è tanto coraggio. L’ho trovata la più divertente delle tre, con la sua aria da perfettina imperturbabile che nessuno può scalfire (neppure un sexy Peter che reclama baci:P). Wendy ha un dono davvero invidiabile ed è abile con le armi. Dorothy è, forse, la più insicura delle tre, ma anche lei troverà il modo di superare le sue titubanze. Non ho ben capito la tata, che mi è sembrata una Mary Poppins in giovane età, però anche lei ha avuto un ruolo abbastanza importante nella storia. Mi hanno un po’ deluso i flirt della storia, avevo quasi creduto di veder salpare una fantastica ship, ma l’autore non mi ha concesso tanta grazia. Insomma, per concludere, Cheshire Crossing è stata una piacevole lettura d’intrattenimento, ricca di azione e avvenimenti, ma non abbastanza da potersi definire la mia preferita. È stato bello ritrovare Alice, Dorothy e Wendy insieme, vederle passare da un mondo all’altro e farci ripercorrere luoghi che fanno parte della nostra infanzia e ai quali siamo affezionati. I disegni della Anderson sono bellissimi, ma non mi hanno fatto impazzire i combattimenti magici. Ho amato, però, l’idea generale alla base di tutto il libro e consiglio la lettura a chi come me ama le protagoniste dei grandi classici della letteratura per ragazzi, a chi ha voglia di una storia stravagante e soprattutto di divertirsi e ritrovare personaggi tanto amati. 
Voto: 3 tazzine, un graphic novel su cui puntavo tantissimo, originale e, a tratti, divertente, ma che in molti momenti mi ha lasciata perplessa.

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Passate a leggere anche le recensioni delle mie colleghe blogger, mi raccomando! Trovate i blog qui sotto (grazie @divoratoridilibri per la splendida grafica).


A presto!
xoxo

lunedì 9 novembre 2020

Review Party: "Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes", a cura di Otto Penzler

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi sono davvero felice di partecipare all’evento dedicato a Il Grande Libro dei Racconti di Sherlock Holmes, a cura di Otto Penzler, per la collana Draghi di Oscar Mondadori. Si tratta di un’opera davvero affascinante e irrinunciabile per gli appassionati del famoso investigatore privato inglese. Ringrazio la casa editrice per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione e un ringraziamento va anche alle colleghe blogger che si sono imbarcate con me in questa grandiosa avventura.

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes
a cura di Otto Penzler


Prezzo: 28,00 euro (cartaceo), 10,99 euro (eBook)
Pagine: 982
Genere: giallo, mistery
Editore: Mondadori (collana Oscar Draghi)
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2020

Il più grande investigatore di tutti i tempi vide la luce dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle nel 1887 ed è stato protagonista di quattro romanzi e oltre 50 racconti, che non sono bastati a narrarne tutte le vicende. Quella lacuna viene colmata da altri scrittori tutti di grande calibro che si sono cimentati con il personaggio da cui è nata la letteratura poliziesca. Da Neil Gaiman a Stephen King, passando per Anne Perry, Antony Burgess e molti altri, sono in tanti ad aver voluto regalare nuove vite all'investigatore di Baker Street. I loro racconti sono riuniti in questo volume.

Il Grande Libro dei Racconti di Sherlock Holmes
è un volume di rara bellezza, così come lo sono sempre i Draghi della Oscar Mondadori. Curato in ogni dettaglio, dalla meravigliosa copertina agli interni. Sherlock Holmes è un personaggio conosciutissimo, non ha proprio bisogno di presentazioni - anche dopo le numerose trasposizioni cinematografiche - ma per chi non lo conoscesse, perché non ha mai letto nulla su di lui dalla mano dell’autore che lo ha creato, Arthur Conan Doyle, sappiate che nella prima parte di questo volume troverete un’interessante approfondimento. Otto Plenzer ce lo presenta con tutte quelle caratteristiche che lo hanno reso uno dei personaggi più celebri di sempre, tra i tre più famosi al mondo, insieme a Gesù e a Houdini, e ci racconta in breve le sue imprese, i romanzi più celebri dedicati a lui e la vera storia della fine di Sherlock Holmes dal punto di vista di Conan Doyle, ovvero come cedette alla pressione del pubblico e fece resuscitare Sherlock, dedicandogli altri due romanzi e trentasei racconti. A questo personaggio molto amato, tantissimi autori, oltre Doyle, hanno dedicato racconti di ogni genere. Penzler li ha riuniti tutti in questo volume. Il pregio di quest’opera sta anche nella suddivisione dei racconti per generi e tematiche, infatti chiunque si approccerà a leggerla non si troverà completamente spaesato. Sono tutti racconti indipendenti l’uno dall’altro, ci sono le parodie, i racconti con vene soprannaturali, quelli che invece si avvicinano di più al canone holmesiano e rappresentano meglio la figura di Sherlock Holmes, ma anche racconti di minor valore, inseriti da Penzler per pura curiosità. Ci sono anche due parodie dello stesso Doyle, che ho trovato molto interessanti. Un altro elemento da lodare di questa raccolta è l’introduzione che Penzler fa per ogni categoria di racconti e per ogni singolo racconto. Ognuno ci viene brevemente presentato, ma ci viene presentato anche l’autore, perché sarebbe davvero assurdo approcciarsi a quest’opera convinti di conoscerli tutti. Alcuni sono molto famosi, come Neil Gaiman, James Matthew Barrie o addirittura Stephen King, altri meno noti. Gran parte sono autori umoristici, altri autori di gialli e polizieschi, altri, semplicemente, amavano il detective e volevano regalarci un racconto divertente o cimentarsi con una versione inedita del personaggio più famoso di Doyle, anzi, non solo di Sherlock, ma anche di altri personaggi presenti nel ciclo di Sherlock Holmes. Nelle Pastiche d’Autore o apocrifi, per esempio, ci sono racconti che hanno per protagonista Sherlock, ma ce n’è anche uno incentrato sulla figura di Mycroft (Il giardino incantato, di H.F. Heard), il fratello maggiore di Sherlock, come lui dotato di grande intelletto e acume, oppure completamente dedicati a Watson, come Il mistero di Darkwater Hall, di Kingsley Amis, nel quale il dottore, preoccupato per lo stato di salute dell’amico, lo costringe ad un riposo forzato e si ritrova ad occuparsi da solo di un caso. Un uomo sembra minacciare Harry Fairfax, sesto baronetto di Darkwater Hall e Watson sarà ospite alla tenuta fino a quando non troverà la soluzione al caso, seguendo i metodi imparati da Holmes stando sempre in stretto contatto con lui. Ne Il dilettante dotato di J.C. Masterman è l’ispettore Lestrade al centro dell’attenzione, con la sua discutibile perspicacia, convinto di aver risolto un caso importante grazie alla sua efficienza, quando in realtà è stato aiutato dal “dilettante dotato” Sherlock Holmes. 
Tra tutti gli apocrifi, quello che sicuramente mi ha colpito di più è quello dell’Eremita Marrone, di David Grubb, che ho trovato strutturato meglio e molto piacevole da leggere. La protagonista, Ellen Lathrop, è una donna con un difetto fisico: possiede <<il piede più stretto, più piccolo e più bello dell’intera cittadina di Glory>>, le manca in pratica la parte che va dal ginocchio in giù nella gamba sinistra. È figlia di un grande appassionato e collezionista delle avventure del Maestro. La donna per un periodo si lega a Charlie Gribble, <<il proprietario della banca di Glori, pilastro della comunità, scapolo, eccentrico, sessantenne, irascibile, intransigente, senza una sola virtù umana che gli scaldi il cuore>> che lei soprannominerà L’Eremita Marrone, come uno dei ragni più velenosi al mondo, un paragone nato non a caso. Entrambi condividono un’ossessione per Sherlock Holmes e avranno anche una breve e insignificante relazione. Dopo un certo periodo si ritroveranno a far parte di un gruppo di fanatici del famoso detective, gli Irregolari di Baker Street, e la parte migliore dei loro incontri è la messa in palio della famosa Pantofola Persiana che sembra essere quella vera appartenuta al Maestro. La protagonista sente immediatamente un legame speciale con quella calzatura, perché da sempre è costretta a indossare scarpe fatte su misura, ma quella, a quanto pare, le calza perfettamente e poi è una vera opera d’arte. Per ottenerla, però, i membri del gruppo dovranno aiutare la polizia a risolvere dei casi trovando i veri colpevoli. L’Eremita Marrone si aggiudica la pantofola persiana da anni, ormai, e sembra intenzionato a vincerla ancora, questa volta per sempre. Ma lei ha troppo bisogno di quella pantofola e così deciderà di fare qualunque cosa pur di ottenerla. Non vi voglio spoilerare tutto il racconto, ma sappiate che alla fine la protagonista riuscirà a respirare quella libertà che ha sempre desiderato. Mi sono divertita col racconto Il rubino di Khitmandù, di Hugh Kingsmill, raccontato da diversi punti di vista, quello di due criminali, accusati di aver rubato un rubino portafortuna di un maraja, che vogliono ingannare Sherlock Holmes consegnandogli una copia perfettamente identica, e poi il punto di vista di Watson, che in questo episodio lascia a desiderare in quanto a ingegno perché, nella speranza di risultare più deciso e indipendente agli occhi di Sherlock, finirà col combinare un bel pasticcio, attirandosi gli improperi del compagno. Il racconto di James Matthew Barrie, Il Fu Sherlock Holmes, è narrato come un articolo di giornale e rivela l’arresto più sensazionale del secolo, quello del dottor Watson accusato di aver assassinato Sherlock Holmes, con la complicità del dottor Conan Doyle. Ho molto apprezzato anche questo racconto, in quanto costruito in maniera impeccabile e inconfutabile e con piglio ironico. In uno studio calligrafico, di Ring W. Lardner, Sherlock mette Watson a conoscenza dei vantaggi della calligrafia nel comprendere la personalità di qualcuno e disapprovando l’avvento delle macchine da scrivere che non risultano altrettanto utili, soprattutto nel suo lavoro. Non meno interessanti i racconti di Neil Gaiman e Anthony Burgess. Il primo è autore di numerosissime opere di vario genere, dal fantastico, all’horror, al fumetto ai libri per ragazzi. È uno dei miei autori preferiti ed ero davvero curiosa di leggere questo suo racconto. Non mi ha meravigliato trovarlo tra i più interessanti sia per trama che per stile. Il caso della morte e del miele è improntato su due diversi archi temporali, uno presente in cui il punto di vista è affidato a uno Sherlock che non trova più esaltazione nei casi che gli si presentano innanzi, tutti fin troppo facili da risolvere, e uno futuro con un punto di vista esterno che narra le vicende di un anziano apicoltore cinese e dell’incontro di questo con un misterioso “barbaro”, esperto quanto lui di api. Le due narrazioni si svolgono in parallelo e, in un primo momento, non si capiranno molte cose, ma sarà affascinante andare avanti e vedere la verità rivelarsi ai nostri occhi, lasciandoci comunque meravigliati per un alone di mistero e di fantastico nel clamoroso finale. Omicidio a suon di musica, di Anthony Burgess, autore di Un’arancia a orologeria, romanzo distopico che ha ispirato il controverso film di Kubrik, Arancia Meccanica, è probabilmente il racconto più canonico della sezione delle Pastiche d’autore. Burgess era, oltre che autore, anche un compositore, quindi non meraviglia che il suo racconto abbia come protagonista il grande Sherlock Holmes, di cui era appassionato, ma anche la musica. Qui il nostro Holmes si ritrova alle prese con il caso di omicidio di un giovane musicista spagnolo. Il racconto è tra i più avvincenti e si legge d’un fiato.
Parlare di ognuno dei racconti sarebbe impossibile, ma vi assicuro che quest’opera non può che essere apprezzata, soprattutto dagli amanti di Sherlock Holmes e da chi ha voglia di leggere qualche inedita avventura dedicata a lui e agli altri personaggi creati da Doyle. In alcuni casi vi divertirete, in altri un po’ meno, ma sarà bello conoscere anche queste storie, le storie di chi è stato influenzato da un personaggio indimenticabile, un personaggio capace di conquistare tutti, con i suoi pregi e i suoi difetti. Vi consiglio assolutamente questa raccolta, potrebbe essere un perfetto regalo di Natale o il presente per un’amico appassionato di Sherlock Holmes e che ne colleziona ogni libro. È un volume unico, imperdibile, in cui potete trovare anche piccole perle. Il mio voto è 4 tazzine, l’edizione è spettacolare, nulla da dire, e molti racconti sono incredibili e validissimi, altri purtroppo inutili e incomprensibili. Ad ogni modo, un bellissimo lavoro quello di Otto Penzler e altrettanto magnifico quello della Mondadori nel tradurlo e dargli una veste tanto affascinante. Sono stata felice di poterci mettere sopra le manine, ho sempre amato Sherlock Holmes e non potevo non leggere anche questa splendida raccolta. 

Passate a leggere anche le altre recensioni di oggi, su Veiled Mirror e Café Littéraire da Muriomu, che vi parleranno di altre interessanti sezioni della raccolta ;) 



A presto!
xoxo

venerdì 6 novembre 2020

Review Party: "Un Matrimonio a Dicembre" di Sarah Morgan

Buongiorno, miei adorati lettori! ^^
Oggi vi parlo di un romanzo che ho trovato semplicemente adorabile. Non avevo in previsione di leggerlo, ma quando Raffaella mi ha proposto di partecipare a questo Review Party, non ho saputo dire di no ad un romanzo natalizio. E meno male, perché ho anche avuto modo di scoprire un’autrice che non avevo ancora mai letto e me ne sono innamorata. Quindi, ringrazio Raffaella di The Reading’s Love per avermi coinvolta nell’evento e la casa editrice Harper Collins per avermi fornito una copia eBook del romanzo in cambio di una recensione onesta.

Un Matrimonio a Dicembre
di Sarah Morgan


Prezzo: 15,00 euro (cartaceo), 6,99 euro (eBook)
Genere: romance, chick-lit, narrativa femminile
Editore: Harper Collins
Data di pubblicazione: 5 Novembre 2020

La famiglia White è riunita al completo nell’idilliaco paesino di Aspen. È dicembre e la neve incornicia quello che è un evento lungamente atteso da tutti loro: il matrimonio della piccola di casa, Rosie. I genitori, Maggie e Nick, sono determinati a festeggiare come si deve. Ma quello che nessuno sa è che nascondono un segreto, stanno per divorziare. Vivono separati ormai da sei mesi e l’ultima cosa che desiderano è essere intrappolati, insieme, in un inverno irresistibilmente romantico. Anche la maggiore delle sorelle White, Katie, teme questo matrimonio. È convinta che Rosie stia facendo un grave errore. Ed è determinata a salvarla da se stessa. Se solo Jordan, l’affascinante testimone di nozze, la smettesse di mettersi sempre nel mezzo... Rosie, la sposa, non vuole confessarlo, ma è tormentata dai dubbi. Solo che, adesso che sono arrivati tutti, sarà possibile dire che non è più sicura? Il grande giorno si avvicina e l’unica cosa certa è che sarà un Natale che nessuno dimenticherà...

<<Il matrimonio era come una danza, bisognava muoversi seguendo il ritmo della vita, cercando un’andatura e un passo adatti a entrambi. Qualcuno inciampava, ma non loro: semplicemente si erano allontanati>>

Finalmente, anch’io ho letto Sarah Morgan. Erano anni che volevo farlo, ma non ne avevo mai avuto la possibilità. L’occasione si è presentata con questo review party e con Un matrimonio a dicembre che, sin dalla trama, mi ha attirato tantissimo. Tre donne, tre generazioni, una famiglia affiatata ma che, nonostante le apparenze nasconde dei segreti, segreti che potrebbero compromettere la solidità del loro legame, la serenità dei loro cuori, che potrebbero minare le loro certezze. Sarà l’annuncio del matrimonio di Rosie, la piccola della famiglia, a scuotere il precario equilibrio, ma sarà anche l’occasione per vivere un’esperienza, per una volta, diversa dal solito e scoprire che l’unica cosa che può rimettere tutto a posto è essere sinceri fino in fondo l'un l'altro e con se stessi. Siamo a Londra. È notte fonda quando Maggie riceve la telefonata della figlia più giovane che, in preda all’eccitazione, le annuncia che sposerà il ragazzo che ha conosciuto da pochi mesi, Dan. Maggie rimane interdetta, non se lo aspettava assolutamente, ma a scuoterla di più è la notizia che il matrimonio avverrà alla vigilia di Natale, tra meno di un mese, ad Aspen, in Colorado. L’idea che non passeranno quel Natale nella loro splendida casa, come da tradizione, la agita parecchio, ma anche il fatto che il matrimonio della figlia lo stia organizzando la perfetta madre di Dan che fa la wedding planner. In più, Maggie aveva previsto di dire alle figlie che lei e il marito stanno divorziando, ma come può farlo adesso che la piccola si sposa? Rovinerebbe il suo giorno. No, non può farlo, meglio fingere per un po’ che vada tutto bene e rivelarlo quando arriverà il momento più opportuno. 

<<Il matrimonio era una biblioteca piena di storie che avevano scritto loro. Erano a un passo dal demolirla>>.

Rosie essendo la piccola della famiglia ha sempre ricevuto molte attenzioni da tutti, anche troppe. Poi il fatto di soffrire di asma sin da bambina non l’ha aiutata, perché ha fatto sì che chiunque intorno a lei provasse un forte senso di protezione e desiderasse tenerla al sicuro da tutto. La madre ha fatto tanti sacrifici per starle accanto, soprattutto nei momenti del bisogno, e la sorella Katie si comporta con lei come una seconda madre. Ha persino intrapreso la scuola di medicina perché voleva imparare ad aiutare lei e chiunque altro soffrisse. Ha come vissuto in una campana di vetro, Rosie, ma finalmente è arrivato il momento di dimostrare alla sua famiglia che non è più una bambina, che è capace di compiere delle scelte da sola e che non ha bisogno dell’aiuto di nessuno per farlo. Decidere di sposare Dan è stato facile come bere un bicchier d’acqua, fin troppo facile. Dan è un uomo fantastico, che la capisce, la apprezza con tutti i suoi difetti, è praticamente perfetto per lei. Allora perché sente dei piccoli dubbi insinuarsi nel suo cuore? È stata davvero la giusta decisione o voleva solo essere un modo per dimostrarsi indipendente e l’ha presa in maniera troppo affrettata? Rosie è una ragazza gentile con tutti, alla mano, cordiale, solare ma anche parecchio impulsiva e, forse, ancora una volta si è lasciata condizionare. Ma come potrebbe andare storto tra lei e Dan, quando anche i suoi genitori si sono conosciuti e sposati giovanissimi e dopo tanti anni stanno ancora così bene insieme? Loro sono il suo punto di riferimento e se sono riusciti a mantenere saldo il matrimonio nel tempo, perché non dovrebbe riuscirci anche lei? 
Non è di questo stesso parere la pratica Katie, che conosce fin troppo bene la sorella e sa che, sicuramente, ha preso la decisione troppo in fretta e potrebbe pentirsene se lei non farà qualcosa. Ecco perché si impone come missione quella di rovinare il suo matrimonio, ovvero andare ad Aspen solo per trovare scheletri nell’armadio di Dan e far aprire gli occhi alla sorella. Katie non ha una visione romantica dell’amore. Katie, anzi, non crede affatto all’amore. Per lei l’amore genera troppe ansie e non è in grado di gestirle. La sua vita è fatta interamente di razionalità e non c’è spazio per i sentimenti. Lavorando come medico al pronto soccorso, vede ogni giorno casi difficili e non può e non vuole aprire alcuno spiraglio del suo cuore, è una debolezza che non può proprio concedersi. Ma cosa succederà quando ad Aspen, ad aspettarla all’aeroporto, ci sarà Jordan, il migliore amico di Dan, nonché testimone, un uomo che non si sentirà minimamente scalfito dalla sua durezza di cuore ma che anzi riuscirà a farglielo battere davvero quel cuore? I due si punzecchieranno dal primo momento, Katie non riesce a mostrarsi diversa da com’è e Jordan apprezza che sia così ma è anche capace di intravedere che dietro quella scorza spinosa vi è un dolore più profondo, un qualcosa che la ragazza nasconde e non dice. Katie, infatti, ha un segreto che non ha mai raccontato a nessuno, un segreto che la fa sentire in colpa e inadeguata, sia come medico che come figlia e sorella. Sarà arrivata l’occasione anche per lei di essere sincera e liberarsi di quel peso? Come può un uomo che conosce appena sconvolgere a tal punto il suo mondo e farle mettere tutto in discussione? 
Sarah Morgan ci regala una storia veramente appassionante, un intreccio di vite e di situazioni
così quotidiane che potrebbe sembrare di non leggere nulla di originale, ma che invece hanno tanto da dire al lettore. I personaggi che la Morgan ci regala in questo romanzo sono talmente complessi e ben caratterizzati che faticherete a non affezionarvi a ognuno di loro, ma soprattutto sono sicura che vi ritroverete nei panni di qualcuno, che sentirete vostri i problemi di almeno uno di loro. Maggie è la donna che si è ritrovata a scegliere la casa e la famiglia, invece della carriera, che ha dedicato tutta la sua vita ad esse, trascurando, dopo un po’, anche il matrimonio. La stessa cosa ha fatto il marito Nick, che, preso dal suo lavoro da egittologo, ha passato lontano da casa fin troppo tempo, sempre ai margini della famiglia. Ecco perché col tempo il rapporto con Maggie si è appassito. Ma esisterà un modo per recuperare ciò che hanno perduto? Per ritrovarsi? Katie è invece quella donna che ha messo il proprio lavoro davanti a tutto, anche davanti all’amore ed è anche quella persona che, in un certo senso, vuole sempre avere il controllo su tutto e tutti, che non si lascia mai aiutare, perché troppo orgogliosa o troppo decisa nel dimostrare al mondo di potercela fare, nel dimostrare che una donna è capace di tutto e non ha bisogno necessariamente di un uomo accanto. E Rosie, invece, è quella donna tipicamente fiduciosa nel genere umano, quella che vede tutto sotto una luce di ottimismo, quella amata da tutti che poi, in fondo, nasconde mille insicurezze.

<<L'amore era un sentimento, e se aveva imparato una cosa nella vita era che i sentimenti sono inaffidabili. Sicuramente lo erano i suoi>>

Tre donne così diverse, ma allo stesso tempo così simili, perché alla fine ciò che dovranno fare è credere di più in loro stesse e non aver paura di rischiare, di provare a reinventarsi
. Una donna non è solo una madre, o un medico o una dolce e sorridente sposina, una donna è anche colei che è stanca di un lavoro che non la appassiona, è colei che non è più sicura delle scelte fatte in gioventù, è colei che prova dubbi a un passo dal matrimonio. Una donna ha mille sfaccettature che non deve temere di mostrare e devo dire che la Morgan, con Un Matrimonio a Dicembre, riesce a rendere omaggio a gran parte di esse. Non trovo difetti in questo romanzo per cui debba dare meno di 5 tazzine, perciò la mia sarà una valutazione pienamente positiva. Un Matrimonio a Dicembre non è solo un romanzo natalizio, non è solo un romance chick-lit, è molto di più. È una storia che parla di famiglia, di traumi, di matrimonio, di amicizia, di fiducia e d'amore. In una splendida cornice invernale, tra resort di lusso, romantiche baite in montagna e un’atmosfera da splendida commedia rosa mai banale, Sarah Morgan ci fa vivere una storia delicata, ironica e intensa, tutta al femminile, con tre protagoniste meravigliose e altrettanto meravigliosi protagonisti maschili (penso di aver perso la testa per Jordan, sappiatelo!) Questo romanzo è davvero una chicca imperdibile, per me è stato una tenera coccola che mi ha tenuto al caldo in questi giorni fatti di ansie e problemi, e sono certa che adesso recupererò anche altro dell’autrice perché ha uno stile che ho semplicemente adorato.
Voto: 5 tazzine per un romanzo perfetto che saprà accarezzarvi nei momenti di bisogno e quando avrete voglia di ritrovare voi stessi. Indimenticabile <3



A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

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