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mercoledì 11 maggio 2022

Recensione: "Mattatoio n.5" di Kurt Vonnegut (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno! ^^
Oggi Ms Rosewater ci recensisce un libro che ama molto, "Mattatoio n.5" di Kurt Vonnegut, un libro che amalgama narrativa americana e fantascienza, un classico tutto da scoprire. Lo conoscete? Vi lascio alla sua recensione per saperne di più. A presto!

Mattatoio n.5
di Kurt Vonnegut

Prezzo: 6,99 € (eBook) 9,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 208
Genere: narrativa contemporanea
Editore: Feltrinelli
Data di pubblicazione: 1 marzo 2014

Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque "Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini", storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.

Da più di 10 anni “Mattatoio n.5” è il mio libro guida, l'ho letto e riletto, ne ho fatto una breve piéce di ombre, ne ho anche già scritto e ho conosciuto le storie personali di molti dei personaggi che vi compaiono. Perché questo libro non è solo la chiave per comprendere la parte più nota e probabilmente più importante dell'opera narrativa di Kurt Vonnegut, ma anche la porta d'ingresso per un mondo che si costruisce personaggio dopo personaggio, libro dopo libro, fino all'ultimo romanzo del 1997, “Cronosisma” che ha per protagonista Kilgore Trout, scrittore di fantascienza e alter ego dello stesso autore.

Se non avete ancora letto nulla di Vonnegut non so se consigliarvi di partire da qui, perché sono disponibili alcune raccolte di racconti e diversi romanzi (tra i quali spiccano “Le sirene di Titano” e ”Ghiaccio 9”), in cui si trovano i temi cari a tutta la sua opera e compaiono per la prima volta alcuni personaggi che ritroveremo in futuro; inoltre è già evidente nella scrittura l'annullamento del concetto di tempo lineare, che Vonnegut è in grado di spezzare e ricomporre connettendo personaggi ed eventi lontanissimi anche a distanza di anni e di narrazioni diverse.

Billy Pilgrim, optometrista di Ilium e reduce della Seconda Guerra Mondiale, è miracolosamente scampato da prigioniero allo spaventoso bombardamento alleato di Dresda del febbraio 1945. Billy è affetto da una strana patologia, viaggia involontariamente nel tempo (per dirla con l'autore “è spastico nel tempo”) e non ha controllo sul momento che andrà a rivivere e il luogo dove si troverà. Non solo, è stato rapito dai Tralfamadoriani, alieni che non concepiscono il tempo come una successione di momenti irripetibili, ma come un unicum in cui è possibile concentrarsi su singoli momenti ignorandone altri, istanti che sono sempre esistiti e sempre esisteranno. Così Billy Pilgrim vive a Ilium e a Dresda e su Tralfamadore, in uno stato di perenne disorientamento, fino a quando si decide a divulgare gli insegnamenti alieni, che possono portare all'uomo grande conforto di fronte alle guerre, alla violenza e alla morte.

Tutte le premesse dei libri precedenti trovano in questo volume un lucido compimento, una sintesi inaudita ed estrema, che si materializza in nemmeno 200 pagine nelle quali la stessa storia è raccontata tante e tante volte, cambiando continuamente punto di vista, aggiungendo particolari e tessendo una rete di connessioni insospettabili che lega ogni essere vivente degna degli alberi genealogici di Faulkner; la frantumazione è l'unico modo possibile di raccontare l'esperienza della guerra, vissuta anche dall'autore, fatto prigioniero dai tedeschi nelle Ardenne e realmente sopravvissuto, come Billy, al bombardamento di Dresda, e alla cui distruzione corrisponde quella interiore di coloro che, pur in vita, lontano nello spazio e nel tempo, resteranno sempre in quel luogo.

Lo stile è asciutto e divertente, ritmato da frasi ricorrenti che diventano ritornelli (“Così va la vita”), filastrocche, citazioni degli stessi personaggi che si rincorrono e legano la narrazione facendola diventare un compatto presente omnicomprensivo; l'umorismo amaro e irresistibile di Vonnegut mette in ridicolo le storpiature e la schizofrenia della cultura americana e l'orrore che qualsiasi conflitto genera, scoprendone il lato paradossale e autoassolutorio.

Pubblicato per la prima volta nel 1969, “Mattatoio n.5” è ormai un classico della controcultura americana, della fantascienza e della letteratura pacifista, ogni volta che si prende in mano, nonostante si conosca a memoria la storia, ha dell'altro da dire. E' un compagno di viaggio a cui tornare spesso. E se vi piacerà, avrete davanti a voi una quantità di storie e di personaggi da scoprire, nuove praterie letterarie da esplorare in Vonnegutland, gente fortunata.

Ms Rosewater

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