coffee_books
Visualizzazione post con etichetta regency. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta regency. Mostra tutti i post

martedì 5 settembre 2023

Review Party: "Una ragazza d'altri tempi" di Felicia Kingsley (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di Una ragazza d'altri tempi, organizzato dalla casa editrice Newton Compton Editori. Si tratta del nuovissimo romanzo di Felicia Kingsley, autrice rosa molto apprezzata, che stavolta ha sorpreso con una storia molto particolare. Scoprite tutto nella recensione della nostra Eleonora e fateci sapere se leggerete questo libro. A presto! ;)

Una ragazza d'altri tempi
di Felicia Kingsley

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. rigida)
Pagine: 512
Genere: commedia romantica, romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 5 settembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

A chi non piacerebbe vivere nella Londra di inizio ’800, tra balli, feste e inviti a corte? Di certo lo vorrebbe Rebecca Sheridan, perché a lei il ventunesimo secolo va stretto: vita frenetica, zero spazio personale e gli uomini... possibile che nessuno sappia corteggiare una ragazza? Brillante studentessa di Egittologia e appassionata lettrice di romance Regency, Rebecca ama partecipare alle rievocazioni storiche in costume e, proprio durante una di queste, accade qualcosa di inspiegabile: si ritrova sbalzata nella Londra del 1816. Superato lo shock iniziale, realizza di avere un'opportunità unica: essere la debuttante più contesa dagli scapoli dell’alta società, tra tè, balli e passeggiate a Hyde Park. Mentre è alla ricerca del suo Mr Darcy, attira però l’attenzione dell’uomo meno raccomandabile di Londra: Reedlan Knox, un corsaro dal fascino oscuro e dalla reputazione a dir poco scandalosa. Insomma, il genere d’uomo che una signorina per bene non dovrebbe proprio frequentare. Ma quando Rebecca scopre segreti inconfessabili e trame losche dell’aristocrazia, il suo senso di giustizia le impone d’indagare. Nessuno però pare intenzionato a mettere a rischio il proprio onore per aiutarla. Non le resta che rivolgersi all’unico che un onore da difendere non ce l’ha: Reedlan Knox. E se, dopotutto, il corsaro si rivelasse più interessante del gentiluomo che ha sempre sognato? Decidere se tornare nel presente o restare nel 1816 potrebbe diventare una scelta difficile...

Il nuovo libro di Felicia Kingsley, Una ragazza d’altri tempi, rispetto a tutti i libri precedenti dell’autrice prende una piega diversa e inaspettata nell’evoluzione della storia che ne rende un po’ complicata la classificazione; a mio parere non lo si può definire regency, sebbene gran parte della storia sia ambientata in epoca della reggenza e incarni le caratteristiche tipiche di questa categoria, allo stesso tempo non lo definirei totalmente un contemporary proprio per il suddetto motivo. Se penso a questo romanzo dunque mi viene in mente un solo modo per definirlo ed è: “romance alla Kerstin Gier”, per come è strutturata tutta le vicenda e per l’impostazione della protagonista, infatti, per certi versi, mi ha ricordato un sacco la Trilogia delle Gemme della Gier, una delle serie comfort della mia esistenza. Tornando al libro in questione, sono stati inseriti molti spunti interessanti e un paio di elementi per ampliare le vicende del romanzo, troviamo infatti viaggi nel tempo (con spiegazione scientifica e non fantastica), misteri, intrighi e drammi familiari, il tutto condito da una love story piena di sfide, battibecchi e finestre, oltre che del più classico elemento piccantino.

Veniamo alla trama. La protagonista della storia è Rebecca Sheridan, ventun anni, studentessa di egittologia alla London College University, anima vintage, appassionata di libri e periodo regency, alla ricerca del suo Mister Darcy. Rebecca è orfana di entrambi i genitori sin da quando ha diciotto anni, quando sono morti entrambi improvvisamente in un incidente d’auto lasciandola sola, frastornata e di fatto impaurita dal mondo che la circonda. A farle da “fata madrina” ci pensa la sua vicina di casa Gwenda, ex professoressa di fisica e colei che la introduce nel mondo dei salotti rievocativi Regency per spingerla a uscire dalla sua comfort zone. Quello che tanti rimproverano alla nostra laureanda (deve infatti finire di scrivere e consegnare la tesi) è la sua fobia a viaggiare, a esplorare, o per restare nel piccolo anche solo a provare a guidare in autostrada (qui un po’ la capisco), nonostante di fatto si sia scelta un lavoro che per definizione la dovrebbe portare in giro per il mondo. Per aiutarla in questo senso la “scienziata madrina”, dopo aver scoperto che in uno dei magazzini di Hatchards si apre un tunnel spazio temporale che porta dritto dritto nel 1816, con la sola forza dell’inganno ci spinge dentro una a dir poco confusa Rebecca. C’è da specificare però che uno dei passatempi preferiti della protagonista è quello di tenere una sorta di diario in cui si è inventata tutta una vita alternativa ambientata proprio nel 1816, con tanto di famiglia di rango, migliore amica con cui intrattiene regolarmente degli scambi epistolari e situazioni sociali alle quali lei ha preso parte, ha fatto conoscenze eccetera, insomma una realtà totalmente alternativa e perfettamente costruita che si inserisce e identifica a meraviglia nel suo capitombolo temporale. C’è da immaginarsi dunque il suo profondo stupore quando si ritrova catapultata, con smartphone, paracetamolo e converse rosa, in quelle che sembrano essere le pagine del suo diario che hanno preso vita, ovviamente la sua mentalità spiccatamente moderna e quelle che sono considerate le sue stramberie la fanno spiccare su tutta l’alta società londinese e non mancano le occasioni in cui lei non si faccia notare. Ben presto però Rebecca si rende conto che probabilmente i nostri tempi hanno romanticizzato un po’ troppo i fasti della reggenza e quando davanti ai suoi occhi si mette a fuoco un cruento crimine decide che è ora di farsi avanti e riportare un po’ di giustizia in un'epoca che di giusto ha ben poco. Aiutata, o per meglio dire coinvolta in un mutuo ricatto di aiuto, dal suo affascinante ma molto indisponente e malizioso vicino, Lady Sheridan si lancia in una complicata indagine che la porterà nei luoghi più pericolosi e più diffamati della Londra di inizio Ottocento, oltre che tra i vari covi di serpi del beau monde cittadino, sinceramente non so quale dei due sia preferibile. Mentre si approfondisce il mistero, si approfondisce anche la sua frequentazione con Reedlan Knox, il pirata vicino di casa, il quale, una volta che si cominciano a spellare i suoi strati come una cipolla, si rivela essere un magnete a cui alla protagonista risulta impossibile resistere, ma diciamocelo non ne ha nemmeno troppo l’intenzione. Tra possibili scandali, doveri familiari e sociali, scappatelle e balli al ritmo di Taylor Swift ed Ed Sheeran, si srotola dunque il tempo ottocentesco per Rebecca, che sempre più vorrebbe dimenticarsi della sua vita nel presente e rimanere là. Quale sarà la sua decisione finale? A voi non è dato ancora saperlo, bisogna leggere il libro.

Andiamo a parlare del libro e della storia in sé; questo romanzo come tutti quelli di Felicia Kinglsey mi è piaciuto molto, la cura dei particolari storici è decisamente encomiabile così come anche i riferimenti temporali, e sì, da brava San Tommaso sono andata a fare qualche ricerca per verificare e anche per mia pura curiosità, dalla scelta della modista, fino a un negozio molto particolare, dalle mode casalinghe fino alle “cure” prescritte dai dottori, per non parlare poi dei vari trattamenti subiti da infermi e carcerati, fino al linguaggio e all’utilizzo del ventaglio è stato tutto tratteggiato con grande cura e precisione. Quello che però mi è mancato un po’ rispetto ad altri suoi romanzi è stata la “verve” generale, mi è mancata un po’ di spinta e grinta, soprattutto nella prima metà del libro, verso la fine invece ritmo e personaggi si sono fatti decisamente più incalzanti. Ho assolutamente apprezzato il personaggio di Reedlan, in lui ho ritrovato mischiati molto bene tratti forti da mascalzone (buono) con altri aspetti un po’ più dolci e a tratti quasi fanciulleschi (vedi la scena della mongolfiera), irresistibile. I parenti regency di Rebecca, se inizialmente mi sono sembrati un po’ piatti e privi di spessore, con l’eccezione di Archie, il cugino, sul finale si sono riscattati dimostrando tutta una bontà di cuore e un carattere che una volta emerso ha reso impossibile non adorarli, lo zio potremmo definirlo proprio una perla nella storia. Rebecca è la colpevole della mia idea di “romance alla Kerstin Gier”, praticamente per come si comporta e per come poco si adatta alle situazioni, anche volontariamente, mi ricorda un sacco Gwendolyn, la protagonista della trilogia delle Gemme. Con le sue converse rosa indossate sotto i ricercati e ambitissimi abiti di Mrs. Triaud, con il suo spray al peperoncino e paracetamolo sempre a portata di mano, ma soprattutto con l’organizzazione di un ricevimento formale come se fosse una festa studentesca più eleborata mi ha fatto pensare a tutte le “infrazioni storiche” che volontariamente e a volte poco consapevolmente commette Gwen, la scena della soireè danzante vi dice niente? Se no andate a leggere i libri della Gier. Ci sono stati punti in cui avrei preferito una maggiore specificazione o un maggiore spazio per il contorno della storia, come ad esempio la spiegazione del viaggio nel tempo che ho trovato un filo contorta e non immediatamente comprensibile o anche sul finale una maggiore chiarezza nel percorso dei personaggi ma complessivamente questo libro è come al solito un gran sì; in più è stata citata la mia adorata Georgette Heyer tra le autrici di riferimento di Rebecca, che altro dire se non “100 punti a Grifondoro”?

Ringrazio la Newton Compton per la copia ebook fornitami in anteprima, anche se so già che il cartaceo farà presto la sua comparsa nella mia libreria.
Voto: 4 tazzine di tè (allungato con brandy) servite in fine porcellana.


Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

lunedì 10 luglio 2023

Recensione: "Una ragazza adorabile" di Georgette Heyer (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi inauguriamo la settimana con la recensione di Eleonora a uno dei romanzi di Georgette Heyer,  Una ragazza adorabile, un romanzo regency con due giovani protagonisti. Scoprite questa storia frizzante e ricca di peripezie e fateci sapere il vostro parere. A presto! ;)

Una ragazza adorabile
di Georgette Heyer

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 416
Genere: romance storico, regency
Editore: Astoria
Data di pubblicazione: 14 aprile 2023 (2° ediz.)
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Essere stato respinto dalla fascinosa Isabella Milborne è una vera sciagura per il giovane lord Sheringham: rimanere scapolo, infatti, non gli permette di entrare in possesso di una consistente eredità. Impulsivo come sempre, Sherry decide allora di fare un matrimonio di convenienza… e la prima donna che incontra è la dolce e ingenua Hero Wantage, una ragazza adorabile che lo ama sin dall'infanzia. Hero quasi non crede alla sua buona sorte e si getta – innamorata e riconoscente – tra le braccia di Sherry. Ma nessuno è pronto ad affrontare la lealtà e il candore di Hero. Di certo non lo è Sherry, troppo cieco per accorgersi di quanto la giovane moglie sia buona e generosa. Ma soprattutto non lo è quel Bel Mondo londinese in cui è permesso ogni intrigo purché lo si ammanti di discrezione e obbedisca alle regole non scritte dell'etichetta. Così, fra tavoli da gioco e salotti esclusivi, si sviluppa ben presto un'irresistibile commedia degli equivoci, con Sherry che cerca di porre rimedio alle gaffe della moglie (senza riuscirci), con Hero che sconcerta tutti con la sua schiettezza (senza accorgersene) e gli scapestrati amici di Sherry a fare da coro (e da sostegno a Hero). Ma la sorpresa più grande deve ancora arrivare: cosa succede infatti quando un matrimonio di convenienza si trasforma in un'appassionata storia d'amore?

E’ possibile trasformare un romanzo regency in uno young adult regency? A quanto pare, se è Georgette Heyer a scriverlo, si può. Anche se, parlando di categorie da libreria, non verrà mai identificato in tale maniera, Una ragazza adorabile per me rientra a pieno titolo nella categoria, di fatto “creandola” praticamente da zero. I protagonisti di questo ultimo romanzo sono Hero Wantage, una ragazzetta dolce e parecchio ingenua di sedici anni, e Sherry o meglio Lord Sheringham, un giovane impulsivo e inquieto che è solo alle soglie della maturità legale e che pieno di tutto l’ardore della gioventù, come solo un ventenne può essere (beato lui), pensa che il mondo sia suo e che ogni circostanza che incontra sulla sua strada si possa trasformare in un'avventura degna dei migliori eroi romantici. In questo suo moto perpetuo, Sherry si prende quella che tutti chiameremmo una colossale cotta per la debuttante più bella della stagione londinese e, con sfacciataggine e sicurezza, si presenta prontamente a profferire le sue offerte di imperituro amore e di matrimonio; quest’ultima proposta, se accettata, gli permetterebbe finalmente di sfuggire alle grinfie dei suoi tutori, i quali attualmente controllano il suo patrimonio fino al raggiungimento della maturità legale, ossia i ventun anni, molto conveniente dunque. Ahilui, la debuttante in questione ha delle mire un po’ più alte che un semplice visconte e senza troppe cerimonie rifiuta le sue offerte. Preso da un moto di stizza, che diciamolo ha più a che fare con l’impossibilità di veder svincolata la sua eredità che non con l’essere stato rifiutato, Sherry decide che se non può sposare la Bellezza della stagione sposerà la prima donna che incontrerà sul suo percorso. Destino vuole che la fortunata donzella in questione sia Hero Wantage, una sua amica d’infanzia, orfana, di buona famiglia ma attualmente in una situazione molto simile a quella di Cenerentola; sin da bambina Hero aveva una predilezione per il discolo Sherry e, complice questa e una immensa riconoscenza per il possibile cambio di vita che la aspetta, accetta la frettolosa proposta di matrimonio. Come due birbanti i due fuggono per convolare a nozze il prima possibile, prima che qualcuno abbia qualcosa da ridire o renda impossibile proseguire con il piano, visto che nessuno dei tutori dei due ne è a conoscenza e dunque ha dato il benestare, e tornano a Londra solo a cose fatte. C’è da dire che essendo entrambi giovani e ingenui il loro matrimonio fin da subito sembra più uno giocare a “Mamma-casetta”, in cui gli sposini pensano solo a divertirsi il più possibile, che non un vero inizio di vita coniugale. C’è solo un problema: Hero non ha la minima idea di come comportarsi in società e per capirlo può fare affidamento solo sul suo reticente compagno e sulla sua banda di amici. Sherry si renderà presto conto che il matrimonio non tutto è rose e fiori come aveva pensato, soprattutto quando la sua graziosissima e inesperta moglie conquista le attenzioni, auspicabili e non, del Bel Mondo. Per sua fortuna Hero non ha occhi che per una e una sola persona, anche se in questo caso molto cieca, lui stesso, tutti se ne rendono conto, in particolare i suoi amici che, dopo un atteggiamento fuori luogo di troppo di Lord Sheringham, decidono di prendere in mano la situazione e aiutare i giovani a far chiarezza nel loro matrimonio con un improbabile ma quanto mai utile stratagemma: convincono lei ad andare a Bath per un periodo presso la vecchia zia di uno di loro, persona più che qualificata per aiutarla a destreggiarsi negli ambienti mondani, facendo intanto credere a lui che la sua giovane moglie sia scappata senza dire niente a nessuno. Ovviamente dopo qualche peripezia e incomprensione tutto si risolve con il più classico dei lieto fine.

Una ragazza adorabile è un libro ben diverso dai soliti di Georgette Heyer anche se comunque lo stile frizzantino e ironico dell’autrice c’è e rimane il suo marchio di fabbrica, così come l’accuratezza storica. Quello che differenzia questo lavoro dagli altri è in primis l’età dei personaggi, più giovani e inesperti rispetto a quello a cui siamo abituati di solito e questa caratteristica condiziona e distingue la storia da tutti gli altri scritti dell’autrice. Solitamente Georgette Heyer si diverte a costruire intere situazioni basate su battibecchi, schermaglie e fraintendimenti giocati da personaggi già adulti che sanno benissimo quello che stanno facendo e che devono dimostrare l’uno all’altra “chi comanda”, basti pensare per esempio a Il tavolo da Faraone, a Frederica o a Sophy la Grande, finendo poi sempre con il riconoscere che in realtà sono entrambi alla pari e innamorati l’uno dell’altra. In questo caso abbiamo a che vedere con un processo di maturazione dei personaggi che solo come step finale ha il riconoscimento dei sentimenti, e che non presenta la volontà di primeggiare l’uno sull’altra. Sherry vuole e pensa di comandare in casa solo perché così è abituato e così sa che si fa, non per altri motivi. Ce la fa? A stento e con enormi sforzi. In 400 pagine infatti possiamo assistere alla trasformazione di Hero da giovincella sprovveduta di campagna a ragazza più sicura di sé e di ciò che la circonda, capace di essere indipendente dalla guida del marito in tutto e per tutto, assistiamo anche però al cambiamento di Sherry, da impudente testa calda ad effettivo visconte di Sheringham in grado di prendersi le sue responsabilità di capo del casato e marito, pur mantenendo comunque un’aria scanzonata che ben si accoppia con la vivacità della moglie. Anche l’evoluzione sentimentale in questo caso si differenzia dal solito, invece che una negazione dei sentimenti fino allo stremo per poi soccombere ad essi, abbiamo una trasformazione da cotta stile cagnolino a effettivo innamoramento per quanto riguarda Hero, e una lenta, molto lenta, progressione dall’affetto giocoso tipico dell’infanzia e un po’ condiscendente fino all’amore nel caso di Sherry. I due protagonisti in questo romanzo, anche qui a differenza di molti altri che ha scritto l’autrice, fanno grande affidamento sugli amici di cui sono circondati per crescere e destreggiarsi nella mondanità, così come nel matrimonio e possiamo tranquillamente dire che senza la presenza di questi personaggi secondari ma fondamentali la storia non sarebbe stata la stessa.
Per quanto riguarda stile, scrittura, personaggi della Heyer c’è molto poco o nulla da aggiungere rispetto al solito se non che come sempre ogni suo romanzo è una continua conferma della sua abilità di scrittrice e della sua modernità pur scrivendo di un'epoca lontana a noi lettori, un suo tratto che mi piace molto. Infatti è proprio la sua abilità di valicare i confini temporali delle sue storie e renderle, soprattutto grazie ai personaggi che costruisce, perfettamente apprezzabile e godibili anche adesso senza percepire troppo lo stacco temporale, sia in termini di scrittura che di contenuti.
Voto: 4.5 ( ma solo perché preferisco le storie con personaggi un po’ più adulti)

Eleonora

Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 27 marzo 2023

Recensione: "Rendevouz" di Amanda Quick (a cura di Eleonora)

Buongiorno e buon inizio settimana, car* lettor*! ^^
Oggi Eleonora, che come sapete è la nostra lettrice più accanita di romance storici, ci parla di Rendevouz, un romanzo di recente pubblicazione dell'autrice Amanda Quick. Non pare sia stata una lettura particolarmente apprezzata, scoprite il perché nella recensione e fateci sapere il vostro parere. 
A presto!

Rendevouz
di Amanda Quick

Prezzo: 7,99 € (eBook) 14,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 336
Genere: romance storico
Editore: Leggereditore
Data di pubblicazione: 3 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Augusta Ballinger era certa che si trattasse di un terribile errore. Il borioso e inquietante conte di Graystone non poteva certo desiderare di sposarla. Si diceva che la sposa prescelta dovesse essere un vero e proprio modello di virtù ed era risaputo che Augusta era una donna a cui non interessava sottostare alle regole imposte dalla società. Per questo motivo, aveva pianificato un incontro di mezzanotte per mettere in guardia il conte e convincerlo che sarebbe stata una pessima moglie. Ma intrufolandosi nel suo studio attraverso la finestra, Augusta non fece altro che rafforzare il proposito di Harry: baciare quella bocca impertinente e insegnarle come avrebbe dovuto comportarsi una vera lady! E il conte come poteva sapere che sarebbe stato proprio lui a ricevere una bella lezione dalla sua sfacciata fidanzata intenta a conquistare il suo cuore? E come affrontare un vecchio nemico giunto a minacciare il loro amore, l’onore e le loro stesse vite?

Che peccato quando una storia pare raffazzonata in qualche giorno con l’impressione che sia stata messa insieme solo per scrivere qualcosa senza una vera conoscenza della materia di cui si scrive, impressione che salta all’occhio soprattutto in un romance ambientato in epoca storica. Questo purtroppo è il caso di Rendevouz, di Amanda Quick, un romanzo con tutte le carte in regola per essere una lettura regency stimolante e piacevole ma che si è rivelata solo carina, ingenua e superficiale.

Come al solito partiamo dalla trama e già qua cominciano i problemi, dato che sono riuscita a capirla solo dopo aver finito di leggere il libro e da quello che ho capito l’intento dell'autrice era quello di mescolare giallo e spionaggio con il classico romance a sfondo storico. Ci troviamo nell’Inghilterra post guerre napoleoniche e dunque in piena epoca della Reggenza; il protagonista maschile è l’ormai ex capo dei servizi segreti britannici, altresì conosciuto come Nemesi, mentre la protagonista femminile è la classica ragazza scapigliata senza famiglia e senza dote, che non punta a sposarsi ma che ugualmente grazie al suo fascino anticonformista, frizzantino e decisamente avanti con i tempi per la mentalità dell’epoca, conquista in quattro e quattr’otto il cuore della controparte maschile. A fare da sfondo e a offrire l’elemento mystery nella vicenda troviamo la morte del fratello di Augusta, la protagonista, avvenuta per un incidente, o forse no, e la costante presenza inosservata dell’arcinemico del Regno e di Harry Fleming, conte di Graystone, noto come il Ragno.

Ora come veniamo introdotti alla storia? E’ finita la guerra e al nostro conte, che cela la sua vera identità dietro la barbosa facciata di storico dei classici greci e latini, rigoroso e perfezionista fino all’eccesso, serve una moglie per portare avanti il nome della casata. Da bravo metodico qual è, stila una lista con i nomi delle varie candidate selezionate in base a specifiche caratteristiche e in cima alla lista, ovviamente, c’è proprio Augusta Ballinger, del ramo di famiglia dei Northumberland, ossia la parte più sanguigna e ribelle della famiglia, ma anche la più leale e devota nei legami di sangue. L’attrazione tra i due si sente sin dall’inizio, peccato che i loro due temperamenti proprio d’amore e d’accordo non ci vadano; preciso e rigoroso lui, scapestrata e impulsiva lei, i due ogni volta che si incontrano fanno scintille. E dopo una situazione rocambolesca di troppo, convolano a nozze senza troppi indugi. A gettare ombre sul matrimonio però ci pensano appunto i fantasmi del passato che non sono per nulla intenzionati a lasciare in pace la novella coppia che si ritrova dunque coinvolta in una vorticosa spirale di indagini, omicidi e inseguimenti a poco tempo dalle nozze. Ovviamente, tutto è bene quel che finisce bene e, dopo qualche peripezia, Augusta e Harry si possono finalmente godere gli agi della contea e della pace.

Ora perché non mi ha convinto fino in fondo questo romanzo? Per tutta una serie di motivi, primo tra i quali appunto la trama non ben definita. Potrei poi aggiungere che non ho apprezzato il costante ribadire da parte della famiglia della protagonista, da lei stessa e da chiunque la conoscesse “io sono/lei è una Ballinger del Northumberland e quindi si comporta per forza in tal modo” oppure “che ti aspettavi è una Ballinger del Northumberland” e altre mille mila variazioni sul tema, a pagina dieci ormai era estremamente chiaro a che ramo della famiglia appartenesse la giovane; come se poi potesse essere sensato definire le azioni e i comportamenti di una persona solo in base al ramo famigliare cui appartiene, bah. Non mi è piaciuta nemmeno la fretta che l’autrice ha avuto nel “concludere l’affare”, a nemmeno un terzo del libro era già tutto concluso, non un corteggiamento, non qualche approfondimento di conoscenza, nulla, Harry ha deciso e Harry ha fatto, punto. Di nuovo bah, soprattutto considerando che Augusta è la co-fondatrice di un club esclusivo per sole donne che ricalca e ridicolizza in qualche maniera quelli per soli uomini, tipici dell’epoca, in cui si può discutere di qualunque argomento senza limiti di tematica o di genere, un concetto dunque estremamente moderno per il tempo (fin troppo a volte) che rispecchia appieno il suo modo di pensare. Altra cosa estremamente “moderna” e poco precisa per l’ambientazione storica è proprio il lessico e il gergo utilizzato dall’autrice, troppo confidenziale da subito, troppi pochi formalismi e in generale una parlata troppo simile a quella dei giorni nostri. E ancora, l’ambientazione non è pervenuta, non ci sono particolari e dettagli che si connettano maggiormente all’epoca riguardanti la moda, le convenzioni, eccetera, o quanto meno ne ho trovati molto pochi.

Dopo tutte queste polemiche qualcuno potrebbe dunque pensare che la lettura non sia stata piacevole e invece no, tutto sommato lo stile è scorrevole e chiaro e la storia si fa leggere volentieri, senza affaticare il cervello stanco da una lunga giornata. È un vero peccato che l’impressione generale sia di un lavoro raffazzonato senza alcuna base, se non quelle di tipo generale, o senza una conoscenza approfondita del periodo storico, perché qualche dettaglio in più o più curato lo avrebbe reso un libro notevolmente migliore.
Voto: 3 tazzine di caffè the decisamente annacquato


Eleonora



Fonte immagini: Pinterest

giovedì 12 maggio 2022

Recensione: serie "Fitzwilliam Darcy, gentiluomo" di Pamela Aidan (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*!
Oggi la nostra Eleonora ci parla della trilogia di Pamela Aiden dedicata a Mr. Darcy, personaggio indimenticabile di Orgoglio e Pregiudizio. Una serie che ripercorre alcuni avvenimenti che conosciamo ma che ne propone di nuovi e regala una parentesi divertente per chi è fan della Austen o dei regency in generale. Scoprite nel dettaglio di cosa tratta la serie e fateci sapere se l'avete letta o ne avete intenzione. A presto! ;)

Per Orgoglio o per Amore
di Pamela Aidan

Prezzo: 6,99 € (eBook) 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 272
Genere: romance storico
LinkAmazon
Editore: TEA
Data di pubblicazione: 24 febbraio 2022

«È passabile, ma non abbastanza bella per tentare un uomo par mio.» Così prende avvio la storia d'amore senza tempo tra Fitzwilliam Darcy ed Elizabeth Bennet in "Orgoglio e pregiudizio", il capolavoro di Jane Austen amato da milioni di lettori, nel quale, tuttavia, così poco si rivela del misterioso e affascinante eroe, Mr. Darcy. Tanto poco che resta aperta la domanda: chi è Fitzwilliam Darcy? Sullo sfondo dell'epoca Regency, perfettamente ricostruita nelle coloratissime atmosfere e nelle ambientazioni storiche e politiche, Pamela Aidan tenta una risposta. Rievocando gli eventi narrati nel capolavoro di Jane Austen, restando fedele agli amatissimi personaggi, dipinge uno straordinario quadro dove racconta il passato e il presente di Mr. Darcy. In "Per orgoglio o per amore", il primo episodio della trilogia, assistiamo così all'incontro tra Darcy ed Elizabeth Bennet, nell'Hertfordshire, e scopriamo che sconvolse l'esistenza del freddo e distaccato gentiluomo fin dal primo istante. Un romanzo per tutti coloro che desiderano ritrovare i luoghi, i personaggi, i dialoghi e le emozioni già conosciuti grazie a Jane Austen, per poter sognare, ancora.

Per chi non ne ha mai abbastanza di Mr. Darcy o di Orgoglio e Pregiudizio, da poco Tea ha ripubblicato la trilogia di Pamela Aidan che ripercorre e reinventa minuziosamente le vicende del mostro sacro di Jane Austen, questa volta però raccontate dal punto di vista del tanto decantato Fitzwilliam Darcy.

Nel primo volume, Per Orgoglio o per Amore, la storia inizia proprio dalla prima entrata in scena di Darcy, al ballo di Meryton, dove Bingley incontra per la prima volta la sua adorata Jane e dove lo scapolo d’oro più famoso della narrativa regency compie il madornale errore che lo distruggerà, momentaneamente, nella considerazione della futura signora Darcy. Le vicende si sviluppano nel modo che tutti conoscono, salvo che il capovolgimento della prospettiva in qualche modo riesce a dar voce ad alcuni personaggi o del tutto in secondo piano nel romanzo originale, come Bingley e Georgiana, oppure assolutamente inediti, quale ad esempio il mitico valletto di Darcy, senza il quale probabilmente una buona parte del brio e della vivacità della serie non sarebbe pervenuta al lettore.
Questo primo libro si interrompe con la partenza alla volta di Londra della comitiva di Netherfield; il secondo libro dunque si inserisce come ponte nel periodo che intercorre tra l’abbandono di Netherfield e l’incontro tra Darcy ed Elizabeth alla corte di sua spocchiosità Lady Catherine de Bourgh. Questo è l’unico dei tre volumi in cui le vicende narrate sono totalmente inventate e forse all’autrice le cose sono un filino scappate di mano. Dopo essersi reso conto dell’attrazione che prova per la secondogenita della famiglia Bennet ma ancora preda dei dubbi e della limitatezza di pensiero, dovuta all’orgoglio per la casata e per la nascita più altolocata rispetto a quella della ragazza che ormai da troppo tempo occupa la sua mente, nella speranza di togliersela definitivamente dai pensieri, e ormai pure dal cuore, Darcy si fa coinvolgere in una rimpatriata di ex compagni di college dove però nulla è come appare e l’insidia è più vicina e più complessa di quello che sembra. Tra intrighi, misteri, vecchi rancori mai sopiti, comportamenti e conversazioni anomale e riti inquietanti, quella che doveva essere una specie di vacanza si trasforma ben presto in un'avventura dalle tinte fosche, da cui il nostro protagonista riuscirà a districarsi solo grazie alla sua mente e coscienza incorruttibile e anche grazie al suo sfrontato ma molto leale valletto. Questo secondo volume, per la scelta dei personaggi che incontriamo nel corso della storia, per l’ambientazione e per la trama stessa, si avvicina maggiormente al filone dei romanzi gotici alla Ann Radcliffe; nel suo piccolo è ben fatto e ben strutturato, personalmente però mi sembra che questa scelta risulti un po’ azzardata visto il contesto in cui si inserisce. 

Il terzo e ultimo libro della serie è, ovviamente, quello risolutivo. Ritroviamo il nostro eroe, ancora alquanto confuso e in preda a turbamenti, sul punto di partire alla volta del Kent per far visita alla sua “amabile zietta”. Una volta giunto a destinazione, come tutti ben sappiamo, scopre della presenza di Lizzie in visita ai signori Collins. Fulmini e saette imperversano nella sua mente, nel cuore e pure nello stomaco (le classiche farfalle sono troppo blande) fino al momento della risoluzione finale che, com’è ben noto, non va esattamente secondo i suoi piani. Naturalmente dopo un gran lavorio di pensieri, propositi e problemi da risolvere, il nostro beneamato Darcy riesce a conquistare la sua amata Elizabeth in un finale che richiama quasi parola per parola quello originale.
Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è sicuramente la nuova visione che offre dei personaggi che già conosciamo ma anche l’inserimento di nuovi attori che danno il loro contributo alla scena. Bingley, sebbene sia anche in questo caso una figura in secondo piano, trova tutta una nuova voce e soprattutto un nuovo spessore, acquista carattere e viene, parzialmente ma efficacemente, privato di quell’aria da tontolone innocente che lo caratterizza nel romanzo originale; lo ammetto, l’ho apprezzato maggiormente in questa versione 2.0 che tiene testa alle due insopportabili sorelle. Georgiana, anche lei fa solo una breve apparizione in Orgoglio e pregiudizio, qui è ben più presente e uno dei focus dei tre libri è proprio il rapporto che c’è tra lei ed il fratello e la sua evoluzione, non so quanto sia affidabile a livello di rappresentazione se confrontato con altri rapporti fratello-sorella o sorella-sorella descritti nei romanzi del periodo, però sicuramente offre un piacevole quadretto ogni qualvolta se ne legge. Fletcher, il valletto personale di Darcy, è forse la figura che mi è piaciuta maggiormente in questi tre libri; un po’ sfrontato, pettegolo e curiosone, ha fatto dell’impeccabile aspetto in società di Mr. Darcy la sua missione, ogni tanto pure con qualche trucchetto adottato all’insaputa del gentiluomo. La sua presenza scanzonata e inappuntabile al fianco e al servizio del suo capo ha reso sicuramente questa lettura molto più godibile e divertente.

Arriviamo ora al gran protagonista della storia, Mr. Darcy, in questa nuova veste ogni volta che si ritrova a pensare a Lizzie, sembra essere ritornato un adolescente alla sua prima cotta, si pone continuamente domande come: “Come le parlo? Cosa le dico?”, per non parlare poi dei piani degni di una squadra di ragazzine alla riscossa su come attirare la sua attenzione e su come fare colpo, in queste occasioni risulta molto tenero, salvo poi ritornare l’uomo tutto d’un pezzo, orgoglioso, riflessivo e pieno di responsabilità che tutti ricordiamo. Se non fosse per i consigli ed il supporto di Fletcher e Georgiana praticamente sarebbe costantemente preda di emicranie da stress emotivo e l’ho trovato assolutamente adorabile, solo perché non è una persona reale però. Un'altra cosa che mi è piaciuta molto dell’opera di Pamela Aidan è stata l’aderenza storica, situazioni politiche e di società realmente riconducibili a quel periodo e non menzionati nell’originale hanno aiutato sicuramente questi libri a non sembrare una sorta di emulazione di Orgoglio e Pregiudizio ma semplicemente qualcosa di separato, seppur collegato ad esso; a ciò ha contribuito anche il fatto che i dialoghi tra Darcy ed Elizabeth in moltissimi casi siano stati riportati quasi parola per parola senza interventi da parte dell’autrice.

Nel complesso dunque si può definire questa trilogia apprezzabile anche per i fan più sfegatati di Jane Austen; oltre ad essere molto godibile come lettura leggera che non richiede troppa attenzione, anche se non è assolutamente al livello dell’originale e non spicca per capacità narrative e coinvolgenti, regge benissimo il confronto, e forse addirittura lo supera, con altri romanzi che hanno voluto ripercorre e rimaneggiare gli scritti dell’autrice.
Voto: 3 (complessivamente)


Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 12 luglio 2021

Recensione: "La vedova riluttante" di Georgette Heyer (a cura di Eleonora)

Buongiorno e buon inizio settimana, lettori! ^^
La recensione di oggi è a cura di Eleonora che ci parla dell'ultimo romanzo di Georgette Heyer pubblicato dalla casa editrice Astoria. Se amate i romance storici pieni di intrighi e avvincenti, non perdetevi questa uscita! Vi lascio all'opinione di Eleonora, a presto! ;)

La vedova riluttante
di Georgette Heyer

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 288
Genere: romance storico
Editore: Astoria
Data di pubblicazione: 3 Giugno 2021

Convinta di prendere servizio come governante, la giovane Elinor Rochdale deve fronteggiare un’incredibile vicenda: al termine di un lungo viaggio che dovrebbe condurla nella dimora della temibile signora Macclesfield, si trova invece in una casa signorile ma decadente, al cospetto di un elegante gentiluomo, lord Carlyon, che le chiede di sposare il cugino Eustace. Elinor capisce presto di essere arrivata nella casa sbagliata e teme di essere in presenza di un pazzo. Ma così non è. Grazie all’irresistibile fascino e alla lucida logica di lord Carlyon e alla sventatezza del suo giovane fratello Nicholas, Elinor si sorprende a diventare sposa e vedova nel breve corso di una notte e a trovarsi al centro di una singolarissima vicenda di documenti segreti, agenti inglesi al servizio di Napoleone, spie e assassini. Una rocambolesca trama gialla e gli immancabili colpi di fulmine ci regalano una Heyer al suo meglio.

“La vedova riluttante” è l’ultimo libro di Georgette Heyer pubblicato da Astoria edizioni. In questo romanzo, ambientato nell’epoca della Reggenza, la giovane protagonista Elinor Rochdale, convinta di prendere servizio come governante presso la famiglia della signora Macclesfield, a causa di un involontario scambio di persona o meglio di carrozza, si ritroverà coinvolta suo malgrado in una situazione ai limiti dell’assurdo. Quando giungerà a destinazione infatti un distinto gentiluomo che risponde al nome di Lord Carlyon, con l’aiuto di una lucida logica e del suo non disdegnabile fascino, riuscirà a convincere una decisamente riluttante Miss Rochdale a sposare suo cugino Eustace. Elinor, per sua fortuna o sfortuna a seconda dei punti di vista, diventerà sposa e vedova in una sola notte e con questo avranno ufficialmente inizio le sue tribolazioni. In un continuo susseguirsi di battibecchi, frecciatine e inattaccabili logici ragionamenti l’autrice ci conduce in un susseguirsi di eventi da un sapore spiccatamente tragicomico in cui il romanzo giallo e il romanzo rosa regency si mescolano per dare un racconto frizzante, divertente e dal ritmo serrato con una risoluzione del mistero per alcuni forse prevedibile ma comunque molto calzante.
Elinor, la protagonista, è una giovane donna intelligente, irriverente e moderna che, pur nei limiti delle convenzioni del periodo e del carattere del suo “aguzzino”(vedere il suddetto Lord Carlyon), riesce a far valere la sua opinione e a tenere testa ad un trio di fratelli abituati ad avere il comando e il controllo della situazione. Sotto certi aspetti in lei possiamo ritrovare alcuni dei tratti tipici delle protagoniste dei romanzi di Jane Austen a cui spesso Georgette Heyer, per la sua precisione nei dettagli che caratterizzano l’epoca di cui scrive e per i suoi personaggi, è più volte paragonata. La controparte maschile nel romanzo è composta dalla triade di fratelli più impetuosi e allo stesso tempo più rispettati della contea: a capo della famiglia c’è Lord Carlyon, il gentiluomo responsabile delle disavventure della povera Miss Rochdale che, purtroppo per lei, è l’uomo a cui tutti danno retta e verso cui nutrono una cieca fiducia tale da rasentare l’idolatria, noto per la sua intelligenza spiccata e per la sua disdicevole tendenza a notare dettagli che spesso si spera sfuggano; troviamo poi il signor Carlyon, fratello “di mezzo”, che rappresenta il lato più serio, responsabile e ponderato della faccenda, anche detto guastafeste o colui che dispensa le ramanzine al povero, si fa per dire, Nicholas (Nicky per tutti), il minore dei tre e un autentico combinaguai, è infatti a lui che si devono le scene più rocambolesche, le molte visite del dottore e anche alcuni dei dialoghi e delle scene più divertenti e spiazzanti in cui traspaiono tutta l’esuberanza e l’incontenibilità dovute alla sua giovane età. Tutti questi elementi contribuiscono a fare de “La vedova riluttante” un piccolo gioiello, un romanzo leggero ma entusiasmante con una narrazione scorrevole ed efficace che pur non scendendo nei particolari fa immergere il lettore nell’atmosfera dell’epoca e con dei personaggi che sembrano balzare fuori dalle pagine del libro per prendere vita davanti agli occhi di chi legge con le loro battute sagaci, i dialoghi pungenti e ovviamente con la sottile attrazione tra i due personaggi principali che (con mia grande soddisfazione) porta ad una meritata fine.




Eleonora

Foto: @eleonoranicoletto

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...