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venerdì 16 ottobre 2015

Recensione in anteprima: " Berlin. I fuochi di Tegel" di Fabio Geda e Marco Magnone

Buonasera, miei cari followers! ^^
Oggi vi parlo di un romanzo che a fine mese uscirà per Mondadori e che io ho avuto il piacere e la fortuna di leggere in anteprima. Si tratta di un libro dedicato principalmente ai giovani, ma che contiene spunti e riflessioni anche per lettori adulti. Una storia sconvolgente, che rappresenta una realtà distorta e disastrosa, in mano a bambini e ragazzi. Una storia che si legge tutta d'un fiato e che vi consiglio di non perdere. 
Ringrazio immensamente la casa editrice per avermi inviato una copia del romanzo (e un bel kit di sopravvivenza :P) dandomi la possibilità di leggerlo in anteprima, in cambio di una mia onesta opinione.

Berlin. I fuochi di Tegel
di Fabio Geda e Marco Magnone


Serie: Berlin #1
Prezzo: 14,00 euro
Pagine: 200
Genere: ragazzi, apocalittico, distopico, avventura
Editore: Mondadori (collana I Grandi)
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2015

Aprile 1978. In una gelida notte berlinese, qualcuno strappa il piccolo Theo dai suoi sogni e lo porta via dall'isola dove vive con Christa e le ragazze dell'Havel. Il loro gruppo è nato come tanti altri dopo che un misterioso virus ha ucciso gli adulti di Berlino Ovest. E non è facile sopravvivere senza energia elettrica né riscaldamento, col cibo sempre più scarso e la consapevolezza che, alla fine dell'adolescenza, il virus colpirà ognuno di loro. Per salvare Theo ora Christa ha bisogno dell'aiuto di Jakob e dei suoi compagni di Gropiusstadt: insieme dovranno attraversare una Berlino fantasma fino all'aeroporto di Tegel, covo del più violento gruppo della città. Là, i fuochi che salgono nella notte confondono le luci con le ombre, il bene con il male, la vita con la morte. E quando sorgerà l'alba del nuovo giorno, nemmeno Jakob e Christa saranno più gli stessi.

<<"Continuerete a riempire la terra di storia e il tempo di vita" avevano detto i suoi genitori prima di morire. Lo avevano detto per consolarla. O forse per consolarsi. "E non lasciar svanire i ricordi. Mai, Anche quando saranno solo un filo di ragnatela. Ci siamo capiti?"
"Sì" aveva risposto lei.
"Promettilo."
"Ve lo prometto.">>

Berlin. I fuochi di Tegel è un romanzo che approderà in libreria tra qualche giorno, ma già da adesso posso dirvi, con assoluta convinzione, di non lasciarvelo scappare. Il romanzo è il primo di una lunga saga che prevede ben 7 volumi e la cosa, invece che scoraggiarmi, mi entusiasma e non poco. Sono un'appassionata di saghe e questa, scritta da due bravissimi autori italiani, è una di quelle da non perdere. La lettura di Berlin è stata per me una continua avventura, sempre in bilico tra tensione e commozione. Mi sono ritrovata immersa in un mondo talmente assurdo da sembrare quasi una realtà parallela. Un terribile virus ha decimato tutta la popolazione adulta e solo i più giovani sono rimasti a governarlo. Siamo in un'apocalittica Berlino del 1978 e, tra freddo e desolazione, la nostra attenzione vaga come lo sguardo di un falco attento che si muove tra i cieli di una città spaccata. Un muro imponente la divide, ma è anche altro a farlo. I ragazzi, persi i loro genitori e qualunque adulto possa fare loro da guida, si sono organizzati in gruppi, invadendo i grandi palazzi e monumenti della città, tirando avanti finché il virus non prenderà anche loro. Sopravvivere non è facile con quel poco che hanno a disposizione. Quello che c'era da rubare da case e negozi è già stato rubato e il cibo se lo procurano cacciando e pescando. Hanno imparato ad adattarsi, hanno imparato a lottare, ma ogni gruppo ha delle proprie regole. Ci sono le ragazze dell'Havel che si prendono cura l'una dell'altra, unite da un sodalizio forte e sincero. Ci sono i ragazzi di Gropius, guidati da Sven, al limite del tempo a sua disposizione, ma ancora rispettato da tutti. Collaborazione e solidarietà è il loro motto. Ci sono tanti altri gruppi. E poi ci sono i cattivi, i ragazzi dell'aeroporto di Tegel, che di regole non ne hanno e preferiscono godersi il poco tempo a loro disposizione, facendo tutto ciò che vogliono. Gruppi diversissimi e formati da ragazzi di ogni età e carattere, abituati a vivere in maniere differenti, che si troveranno a interagire, dopo il rapimento del piccolo Theo del gruppo dell'Havel. Christa correrà alla sua ricerca, portandosi dietro l'amica Nora e la svampita Britta. Proveranno a chiedere aiuto ai ragazzi di Gropius, confidando nella loro solidarietà ma solo un ragazzo risponderà al loro appello in un primo momento, il coraggioso Jakob. Durante il cammino li aspetteranno belle e brutte sorprese, ma nulla in confronto a ciò che riserveranno loro i terribili ragazzi di Tegel.
Il romanzo si concentra in appena 200 pagine, ma devo dire che sono 200 pagine ricche di spunti e contenuti interessanti. Lo stile è piacevole e la storia appassiona fin da subito. I protagonisti sono tanti, ma riesci ad affezionarti ad ognuno di loro. C'è Christa, con la sua passione per la squadra del cuore, che serba tanti ricordi dei genitori e che riesce a fare letteralmente magie davanti ad un fuoco. C'è Nora, coraggiosa e appassionata ragazza che non si tira mai indietro. Jakob, che porta sempre nello zaino un libro - Il Signore delle Mosche - e ha paura solo dei topi. E poi Sven, Bernd e Britta, tutti pronti a unire le forze per salvare il piccolo Theo, il Nato dalla Morte, dalle grinfie dei ragazzi di Tegel. Hanno tutti qualcosa da raccontare, qualcosa da dimostrare, soprattutto a se stessi, e anche il più improbabile dei compagni può diventare un piccolo vero eroe. Affronteranno le loro peggiori paure, vivranno i pericoli che la nuova era ha messo loro davanti e lo faranno a testa alta. Ho ammirato questi ragazzi, capaci di tanto ardore e astuzia e intraprendenza, pieni di vigore, anche a un passo dalla morte, ma anche pieni di imperfezioni (in fondo, sono sempre dei ragazzi). Anche di fronte alla consapevolezza della fine, riescono a tenere viva una piccola luce di speranza, a lottare per essa. A lottare per un mondo migliore. Jakob è quello più bravo in questo, quello che crede davvero che anche per loro un futuro sia possibile. I ragazzi di Tegel, invece, rappresentano la corrente opposta, coloro che non temono la morte, che inneggiano alla violenza e al caos e che si godono ogni attimo, ogni momento, senza sottostare ad alcun principio. Ho apprezzato del romanzo soprattutto i flashback del passato, quelli relativi alla vita dei ragazzi prima dell'avvento del virus. Piccoli spaccati delle loro giornate, delle loro passioni, del rapporto con i propri genitori. C'è tanta malinconia nel rivivere quei ricordi, che a volte si presentano con irruenza, portando confusione e tristezza nella mente e nel cuore dei protagonisti. Ma il mondo è definitivamente cambiato e i ricordi servono solo per aiutarli ad andare avanti, per farsi coraggio e affrontare al meglio tutto ciò che verrà. E' una storia notevole quella che ci raccontano Geda e Magnone, che racchiude in sé la bellezza tipica delle storie per ragazzi, quelle storie che riescono a far riflettere con una facilità disarmante, facendoci apprezzare anche le più piccole cose. I due autori non scendono in particolari, non si perdono nelle descrizioni dei dettagli, non approfondiscono il passato dei protagonisti ma ce lo offrono in dosi misurate, dando più spazio al presente, ai dialoghi, ai fatti. I personaggi vivono questo, non hanno il tempo né la forza di indugiare sul passato e non possono permettersi di fare progetti per il futuro perché un futuro, molto probabilmente, non lo avranno. Non vedranno mai i loro capelli ingrigirsi, non vedranno mai la loro pelle raggrinzirsi, non scopriranno mai cosa significhi essere saggi arrivati ad una certa età. Sono bloccati nel presente e non hanno altro che loro stessi, oltre dei ricordi sempre meno nitidi e che fanno male, e ben poco altro. Ma nonostante tutto sono ragazzi che si sono conformati a quel mondo alterato, l'unico che gli resta, sono ragazzi che hanno trovato il modo di organizzarsi e che ogni giorno lottano per la sopravvivenza, lottano contro mali ancora peggiori della morte. Lottano contro la paura di morire.
Mi è piaciuto davvero tanto questo romanzo, che nonostante la brevità è riuscito a rapirmi e a coinvolgermi totalmente. Forse non sarà originalissimo, ma originali sono i personaggi e le loro storie, che spero di esplorare ancora di più  in seguito. M'intriga molto la tenera e timida passione di Jakob per Christa, ma sono anche curiosa di scoprire come si evolverà ogni personaggio, persino i cattivi! E' un romanzo pieno di spunti di riflessione, offerti da questi ragazzi che tra innocenza e trasgressione vivranno alla loro maniera, chi con le regole dei grandi chi con le proprie, chi con nessuna. Non immagino nemmeno come potrebbe essere un mondo senza adulti, sarebbe davvero un mondo terribile, sconcertante. Di fronte a questa prospettiva immaginerei una rivoluzione, qualcosa di veramente eclatante. In questo primo romanzo della serie non accade nulla di tutto ciò, anche se avventura e pericoli non mancano, ma questo è solo l'inizio, è un punto di partenza di una serie piuttosto lunga, e sono certa che qualche cambiamento importante avverrà e aspetterò con impazienza di leggere i prossimi libri per scoprire se è vero.
  Una storia forte, pazzesca, raccontata con stile accattivante da due bravissimi autori italiani. Dedicata principalmente ai giovani, ma capace di arrivare al cuore di tutti. Non perdete questa bella uscita firmata Mondadori, un romanzo in cui bene e male si mescolano, portando i protagonisti a confrontarsi, a misurarsi, a sfidare il proprio destino e a decidere per cosa è meglio continuare a vivere e, soprattutto, in che modo farlo.


Voto: 4 tazzine! Una lettura di grande impatto e potenza, che riflette il fascino dei distopici americani. Consigliato!

A presto!
xoxo



2 commenti:

  1. Sembra interessante, credo che ci farò un pensierino!

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    1. A me è piaciuto molto, poi è scritto da due autori italiani! Direi che è un punto a favore ;)

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