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mercoledì 14 marzo 2018

Recensione: "Il principe prigioniero" di C.S. Pacat

Buon pomeriggio, cari lettori! ^^
Oggi voglio parlarvi di un romanzo che avevo iniziato a leggere non molto tempo fa e che solo adesso sono riuscita a finire, tra blogtour e altri eventi che mi hanno tenuta occupata e lontana da questa lettura. Si tratta de "Il principe prigioniero", di C.S. Pacat, primo libro di una serie fantasy storica M/M. Sinceramente, non è il primo M/M che leggo, ma forse è il primo che riesco a recensire (talvolta i libri che leggo sono più di quelli che ho il tempo di recensire e mi dispiace). Devo ammettere che mi è piaciuto parecchio, si è rivelato più intrigante di quanto mi aspettassi e adesso sto in fibrillazione nell'attesa di scoprire cosa mi riserverà il secondo volume! 

Il principe prigioniero 
di C.S. Pacat


Titolo originale: Captive Prince
Serie: Captive Prince #1
Prezzo: 12,00 euro
Pagine: 242
Genere: historical-fantasy, M/M
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 28 Giugno 2017


Damen è un guerriero e un eroe per il suo popolo, nonché il legittimo erede al trono di Akielos. Ma quando il fratellastro si impadronisce del potere, Damen viene catturato, privato del suo nome e spedito a servire il principe di una nazione nemica come schiavo di piacere. Bellissimo, manipolatore e pericoloso, il suo nuovo padrone, il principe Laurent di Vere, rappresenta tutto il peggio della corte di quel paese. Ma all’interno di quella letale ragnatela politica niente è come sembra, e quando Damen si trova, suo malgrado, invischiato nelle macchinazioni per il raggiungimento del potere, è costretto a collaborare con Laurent per sopravvivere e salvare la sua casa. Per il giovane condottiero, a quel punto vige una sola regola: non rivelare mai, in nessun caso, la propria identità, perché l’uomo da cui dipende è anche colui che, più di chiunque altro, ha motivo di odiarlo…

La serie Captive Prince di C.S. Pacat ha sempre attirato la mia attenzione. Avevo letto commenti entusiastici a riguardo e la mia curiosità non faceva che aumentare. Sapere che la Triskell l'avrebbe portata in Italia è stato un momento di grande gioia e alla prima occasione mi sono regalata questo splendido romanzo e l'ho iniziato immediatamente. Mi sono ritrovata incollata alle sue pagine fino a tarda notte, completamente assorta dalla storia e dallo stile affascinante dell'autrice. Per quanto abbia letto di somiglianze con la serie della Carey, non ne ho trovate poi molte (la Carey è davvero un mondo a parte, credetemi). Ma se avete letto i suoi libri, potete immaginare, su per giù, in cosa incapperete scegliendo questa lettura. La Pacat ci regala una storia in cui intrighi di corte, menzogne e tradimenti sono all'ordine del giorno. Ci mette davanti ad una realtà cruda, violenta ma allo stesso tempo incredibilmente sensuale. Il principe prigioniero inizia con la cattura di Damen, principe di Akielos, tradito dal fratellastro, Castor, che si è impossessato del trono. Damen viene inviato come schiavo presso il regno nemico di Vere, alla corte del principe ereditario Laurent e di suo zio, il reggente. Laurent ha una particolare avversione per gli Akielonesi, perché proprio per mano di uno di loro ha perso il fratello nella battaglia di Marlas. Non è a conoscenza della vera identità di Damen - che è ignorata da tutti - per lui è solo uno schiavo insolente, un regalo di cattivo gusto da parte di Castor e, per questo motivo, sin dal primo momento, gli riserva un trattamento ignobile e degradante col solo scopo di umiliarlo, sottometterlo e renderlo ubbidiente. La corte di Vere è molto diversa da quella di Akielos, soprattuto per quanto riguarda gli usi e i costumi e il trattamento degli schiavi. A Vere vige una libertà sessuale che ad Akielos non c'è, i nobili si intrattengono solo con "prediletti" del loro stesso sesso e non si fanno scrupoli a ostentare tale libertà in pubblico.
É una corte depravata, lussuriosa e corrotta, in cui si assiste a spettacoli osceni e privi di decenza, mentre ad Akielos il sesso è una pratica esclusivamente privata. Damen non riesce ad abituarsi a tutto questo, lui che è stato un valoroso condottiero, un eroe, un principe dedito al suo popolo e a cause più onorevoli. E la schiavitù lo mette in una condizione di assoluto disagio, soprattutto considerando che il suo padrone è il principe Laurent, un uomo dalla personalità fredda e abietta, imperscrutabile e incostante. Nonostante abbia l'aspetto di un angelo - lunghi capelli d'oro, occhi di un blu intenso e una pelle chiarissima - è un essere vizioso e infido, capace di azioni terribili e di macchinazioni altrettanto crudeli. Sin dal suo arrivo a Vere, Damen si ritrova invischiato nel gioco di potere tra Laurent e suo zio, incarnando il ruolo di una pedina che ognuno muove a suo piacimento. Col tempo, Damen dovrà capire di chi fidarsi, nonostante chiunque, per lui, rappresenti un pericolo in quel regno nemico, e ancor di più se scoprissero la sua vera identità. Tra bugie, tranelli, corruzione, provocazioni e prove di resistenza della peggior specie, Damen ingoglierà l'orgoglio ma non perderà mai il desiderio di procurarsi la libertà, l'unica cosa a tenerlo ancorato alla vita in quel luogo avvelenato. Ecco perché anche lui dovrà fare il suo gioco e sopravvivere alle grinfie del suo affascinante, quanto gelido aguzzino, fino a quando non avrà la possibilità di fuggire, tornare ad Akielos e riprendersi il trono che gli spetta di diritto.
Una storia intricata e seducente, quella che ci racconta la Pacat, in cui si muovono personaggi per nulla scontati, ognuno con qualcosa da nascondere, ma anche con parecchio da rivelare. Damen è sicuramente un bel personaggio, un uomo perseverante, ostinato, capace di sopportare di tutto, nell'attesa del momento in cui avrà la sua rivincita. Ma Laurent... beh, Laurent è sicuramente il personaggio che ho apprezzato di più. Per gran parte del romanzo ci viene presentato come un uomo dissoluto e pieno di difetti, capace solo di pensare ai suoi interessi e a coltivare i suoi vizi e i suoi peccati. Più si va avanti, però, e più emergono lati inaspettati di lui, che ce lo mostrano sotto una luce diversa. L'ho trovato così misterioso da restarne completamente affascinata, nonostante non sia esattamente un esempio di virtù, ma sono sicura che nei prossimi libri ci regalerà delle belle sorprese. Tra Damen e Laurent la tensione è palpabile dal primo istante, una tensione sessuale che però non sfocia mai nell'atto vero e proprio, ma resta nell'aria, ne impregna le pagine, si trascina fino alla fine, tenendoci con il fiato sospeso. Uno dei motivi per cui vi consiglio di tenere a portata di mano il secondo libro per quando avrete finito la lettura di questo primo volume. E poi c'è tutto quel mondo fatto di inganni, tradimenti, macchinazioni di ogni genere, una tela tessuta con scrupolo e attenzione dall'autrice e che avvinghia il lettore. Resterete rapiti di fronte agli intrighi della corte di Vere e anche voi, come Damen, dovrete capire di chi ci si possa fidare e chi, invece, sta giocando più sporco degli altri e perché. Chi è il vero nemico? O meglio, qual è il male minore?
Insomma, Il principe prigioniero è davvero una lettura che non ti aspetti. Mi ha colpito per quel lato fantasy-storico che ho trovato abbastanza interessante, anche se forse meritava di essere approfondito di più, e per lo stile elegante e raffinato dell'autrice. La traduzione è praticamente impeccabile e molto bella anche la versione cartacea del romanzo, semplice e irresistibile. Terminato il romanzo, sei ormai così intriso del suo fascino, così dentro questo mondo, che non puoi far altro che iniziare subito il secondo libro. Per fortuna che La mossa del principe è già disponibile e presto, il 19 Marzo, arriverà nelle librerie anche il terzo volume, L'ascesa dei re. L'unica pecca è che sono volumi brevi, o almeno questo lo è stato. Le vicende si susseguono abbastanza velocemente e, forse, ne ha risentito un po' il worldbuinding, ma di sicuro non la caratterizzazione dei personaggi, che sono tutti ben definiti. Per chi ha il timore di approcciarsi al romanzo pensando si tratti di un M/M erotico spinto (è quello che ho letto in giro), sappiate che questo romanzo contiene veramente pochissime scene esplicite, e la volgarità è più quella che viene affibbiata agli usi degli abitanti di Vere verso i loro schiavi, che quella che effettivamente trovate descritta. Anzi, devo dire che l'autrice mantiene la bellezza del suo stile anche nel narrare certi momenti. Non mi resta altro che consigliarvi di correre a recuperare questa serie, se ancora non l'avete fatto, perché è davvero bella, ricca di mistero, passione, segreti e molto altro. É tutta da scoprire! Un grazie immenso alla Triskell Edizioni per averla portata in Italia e per averci regalato i volumi a così poca distanza l'uno dall'altro *_*
Buona lettura a  tutti! ^^

Voto: 4 tazzine! Un romanzo in cui intrigo e desiderio vanno di pari passo.


A presto!
xoxo


2 commenti:

  1. Ti ho nominata per il mio Word Award 2018, spero ti faccia piacere. Questo è il link https://creatoridimondi.net/2018/03/16/the-word-award-2018/

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    1. Grazie mille, Lucia :) Certo che mi fa piacere! <3 Un bacio, a presto!

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