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venerdì 12 settembre 2025

Recensione: "Lady Macbeth" di Ava Reid

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi vorrei parlarvi dell’ultima lettura che mi ha fatta innamorare, una lettura a 5 stelle pienissime che ho avuto modo di fare sul finire di agosto, complice l'avvicinarsi della nuova stagione e il desiderio di letture un po' meno leggere e frivole. Lady Macbeth mi chiamava da tempo e non so perché non ero ancora riuscita a iniziarlo. Avevo letto una recensione non proprio positiva in giro e mi ero dissuasa troppo presto. Mai errore fu più grande! Ava Reid ha colpito nuovamente nel segno, per me è stata un'ulteriore conferma del suo enorme talento e non posso che consigliarvi di non lasciarvi intimidire, ma di gettarvi a capofitto in una lettura che non dimenticherete. 

Lady Macbeth
di Ava Reid

Prezzo: 10,99 € (eBook) 17,60 € (cop. flessibile)
Pagine: 288
Genere: dark fantasy, retelling
Editore: Ne/oN
Data di pubblicazione: 5 marzo 2025
Acquista su: IBS, LaFeltrinelli (link aff.)

Lady Macbeth sa bene che raccontano storie su di lei: dicono che i suoi occhi inducano la follia negli uomini. Lady Macbeth sa di essere destinata a sposare quel bruto scozzese, che non mette da parte i suoi modi bruschi e violenti da guerriero neanche quando si avvicina al letto nuziale. Lady Macbeth sa che la sua corte le è ostile, e dovrà giocare di strategia – e sa che questo gioco richiederà tutta la sua astuzia e i poteri magici che nasconde: è una questione di sopravvivenza. Ma Lady Macbeth non sa che anche il marito ha dei segreti occulti. Non sa nulla della profezia che lo cinge come un'armatura. E soprattutto non sa di essere lei stessa una minaccia all'ordine del mondo. O meglio, non lo sa ancora. Ma presto lo saprà.

"È questo che significa davvero essere lady Macbeth? Strega, assassina, un pugnale nella mano del marito? O forse è ciò che lei è sempre stata."

Lady Macbeth
è una storia che intreccia destini, abnegazione e dolore, sacrifici, ambizione e vendetta, sortilegi, sangue e profezie, inganni, amore e guerra. 
È una storia potente come non ne leggevo da tanto, che prende spunto da un classico shakespeariano per approdare verso qualcosa di totalmente inaspettato. Ava Reid non manca di legare questo romanzo alle sue storie precedenti, in modo trasversale e lampante. Per chi ha già letto A study in drowning e Juniper & Thorn, non potrà non notare i richiami e le analogie, ma di questo ne parleremo tra poco. Vorrei iniziare intanto parlando della protagonista, la nostra lady Roscille, una giovane di diciassette anni che all’inizio del romanzo vediamo approdare a Glammis, in una terra a lei sconosciuta, dopo aver abbandonato la sua casa. Il padre l’ha data in sposa a Macbeth, guerriero scozzese di notevole fama, dopo aver ordito delle macchinazioni per attirare proprio l’attenzione dell’uomo sulla figlia e garantirsi così un’alleanza preziosa. Roscille, la lady che col suo sguardo è capace di piegare ogni uomo al proprio volere e condurlo alla pazzia, viene considerata dai più una strega o, peggio ancora, si pensa che sia stata marchiata da una strega. Ecco perché è costretta a nascondere il suo volto dietro un velo praticamente in ogni occasione, nessun uomo può poggiare gli occhi su di lei. Macbeth la accoglie nella sua casa con orgoglio, la esibisce come un trofeo e Roscille sa bene quale sia il suo dovere, come deve comportarsi dinanzi a lui e alla sua corte di soli uomini. Sa esattamente cosa dire, o non dire, e cosa fare, o non fare. 

"Una moglie è intelligente solo quanto il marito le permette di esserlo."

Ma quello che invece Macbeth né nessun altro sa, è che Roscille non è una semplice sposa sottomessa. Roscille da tempo ha iniziato a prepararsi a quel momento, studiando tutto il possibile sul marito e i suoi amici e nemici e tessendo segretamente un piano che la porterà a ottenere più potere di quanto si possa immaginare, perché sarà solo col potere che lei potrà liberarsi dalle catene alle quali è stata costretta. Con queste premesse inizia la storia di lady Macbeth, che nella prima parte non è che una ragazza disarmata, munita solo della propria bellezza e del proprio segreto intelletto, ma che mano a mano prenderà sempre più consapevolezza del proprio “potere” e arriverà a generare caos, tormento, sciagura. Ava Reid ci porta nel cuore di una giovane donna che rappresenta un po’ tutte le donne del mondo e usa la sua storia per parlare di abuso, stupro e qualsiasi altro sopruso il genere femminile è costretto a subire da sempre e ogni giorno. Quello che si legge tra queste pagine non è solo il retelling di una tragedia del più famoso drammaturgo inglese di tutti i tempi, non andatelo a leggere se cercate accuratezza storica o riferimenti pedissequi al testo classico. Per l’autrice si tratta per lo più di un espediente, è andata a scomodare un personaggio femminile tra i più affascinanti e misteriosi di sempre per parlare della condizione femminile e della violenza sulle donne. Questa storia è un inno al femminismo in tutto e per tutto. La voce di Reid è forte e chiara, non troverete giri di parole o significati nascosti sotto le righe. Il suo è un grido esplicito, una denuncia vera e propria al patriarcato, alla discriminazione di genere e all'oppressione femminile, e non ha paura di usare parole dure e condannanti verso l’uomo, quell’uomo che vede la donna esclusivamente come oggetto, come sua proprietà, come persona che deve stargli al fianco ma sempre un passo indietro. Quell’uomo che prende senza dare e senza chiedere, senza curarsi di ferire, quell’uomo che pur di primeggiare è disposto a tutto, anche piegare la propria moglie, spezzarla, annientarla, così come annienta un nemico in battaglia. 

"[...] il mondo partorirà sempre altri uomini, e altre donne che loro si affretteranno a rivendicare. Servirebbe un potere che vada ben oltre quello che un qualunque essere umano possa dominare per modificare l'ordine naturale del mondo."

Reid non fa sconti a nessuno in questo romanzo, e non è una casualità che in mezzo a tanti uomini avidi di potere e di sangue, ce ne sia soltanto uno a salvarsi. Un solo uomo gentile in mezzo a un branco di lupi. Roscille è attratta da quell’uomo come una falena dalla luce perché è praticamente una meteora, una baluardo di speranza in uno scenario di brutalità. Ma anche perché, in fondo, è stanca di lottare per la sopravvivenza, di usare ogni fibra del suo corpo per tenersi al sicuro, avvalendosi di un potere che non vorrebbe usare ma che è costretta a usare. Da lui si sente capita, accettata, rispettata per ciò che è, nonostante la forma che la confina.

 Quella di lady Macbeth è una storia di ascesa, ma un’ascesa fatta di alti e bassi, di tentennamenti e sofferenze, di torture e sopportazione ("più in alto sale una persona, più rovinosa sarà poi la caduta"). Roscille si muove nell’ombra, dietro le quinte, perché è soltanto lì che può tessere le sue macchinazioni; il velo suo fedele alleato, fin quando non diventa il nemico più grande, qualcosa di cui sbarazzarsi per lasciar venir fuori il suo vero io, ciò che ha sempre tenuto nascosto per timore di fare del male agli altri. E tra presagi oscuri, paure, tormenti, bugie, imprevisti, la nostra lady Macbeth scoprirà quanto è facile essere la creatura che il padre ha forgiato ("Tu sei qualunque creatura io voglio che tu sia"), o il pugnale nelle mani del marito. Ma lei non è un’assassina, è soltanto una creatura che è insieme ogni donna abusata da un uomo, ogni donna che è stata messa a tacere con la violenza, ogni donna più intelligente del consentito. È un mare in tempesta, allo stesso modo del mare che in questo libro imperversa sotto il castello di Macbeth, che si muove incessante e fa sentire la sua presenza oscura e terrificante in ogni momento, che smorza il silenzio cupo che aleggia tra le mura di quel luogo freddo e arido ("il mare è sempre presente, sempre inquieto, sempre affamato"). Questo mare che richiama lo stesso che abbiamo visto in A study in drowning e che qui è simbolo di catarsi, soprattutto nel finale, quando Roscille ne uscirà pronta a ottenere il suo riscatto e la sua vendetta, forte della solidarietà di altre donne ferite come lei (altra splendida cosa questa solidarietà femminile, a indicare come solo unendo le forze si riesca davvero a scuotere il mondo).

 Ma non soltanto il mare tra i richiami, anche il colore verde, che spesso abbiamo ritrovato negli altri romanzi dell’autrice e che ancora una volta si ritrova ad adoperare per comunicarci qualcosa. Il verde, simbolicamente, rappresenta speranza, natura, rinascita. E non credo sia un caso se Reid ha scelto di associarlo a Lisander, quell’unico uomo gentile che catturerà il cuore di Roscille. E qui mi viene anche da fare un’altra considerazione, ovvero come l’autrice abbia voluto accentuare una mostruosità che gli appartiene per natura ma che non ha nulla a che vedere con la mostruosità dell’uomo, una mostruosità che fa decisamente più paura. Un po’ come la storia dell’orso e dell’uomo nel bosco. Chi scegliereste voi, l’orso o l’uomo? Stesso discorso inserito in questo contesto e, a mio parere, molto azzeccato e molto complesso per parlarne in una semplice recensione, ma devo dire che se saprete coglierne ogni sfumatura non potrà che darvi i brividi, come li ha dati a me. E poi come si può non apprezzare tutti i paragoni che Reid fa con i cani? Loro "non mordono senza motivo. Sono creature con pensieri e sentimenti". Era una cosa che volevo assolutamente citare perché potrebbe passare inosservata, ma anche questa denota la sensibilità dell'autrice sull'argomento trattato e l'esigenza di far notare quanto spesso stonino i pensieri di Macbeth, privi di qualsiasi empatia, rispetto a quelli di Roscille.

"Gli uomini diventano più crudeli quando sono disperati. Quando non avvertono il terreno solido sotto i piedi".

Ho amato questa storia, mi ha preso da subito e non sono più riuscita a mollarla. Ho fatto le ore piccole per leggerla, anche quando ero molto stanca, ma ne è valsa la pena. Ogni pagina è un pugno allo stomaco e vi avviso che dovrete essere pront* a tutto, perché ci sono anche scene piuttosto forti da digerire (leggete attentamente tutti i trigger warning prima, mi raccomando). Ne emerge una protagonista multisfaccetatta, mai scontata, che ci regala profondità ed emozioni. Palpabili tutte le sue incertezze, i suoi dubbi, le sue angosce, le sue contraddizioni, ma altrettanto tangibile quella forza che brucia dentro di lei, che corrode ogni cosa, che muove gli ingranaggi nella sua testa e nel suo cuore. Lady Macbeth è un personaggio che da sempre incanta per la sua ambiguità, e anche qui vi incanterà. Ava Reid ne ha fatto un ritratto portentoso, ci ha regalato ogni sfumatura possibile e non potrete far altro che amarlo. Sicuramente il romanzo ha anche qualche difetto, ma sinceramente messo di fronte a tutto il resto perde un po' di consistenza e passa in secondo piano. Volessimo per esempio parlarne, si potrebbe dire che è un po' ripetitivo (ma la ripetitività è qualcosa che riscontro sempre nei romanzi di Ava Reid, come lei volesse rimarcare determinati concetti affinché restino impressi ne* lettor*) e anche che il modo in cui l’autrice rappresenta gli scozzesi non fa loro molto onore. Barbari incapaci di provare sentimenti, dai modi villani e troppo presi dalla guerra e dalla conquista. Eppure io l’ho vista come una metafora: se lady Macbeth rappresenta la donna in tutte le sue forme e sfaccettature, il popolo scozzese è l’uomo, non ogni uomo, ma quello cresciuto e abituato in una certa maniera, l’uomo che non conosce regole, l’uomo che non conosce amore, l’uomo che ha solo imparato a fare la guerra e non conosce altro che quella, non conosce che la violenza.

"È così che funziona il mondo, lo muove la violenza."

L’atmosfera che si respira è cupa, tormentosa, ma allo stesso tempo ammaliante
. Lo stile dell’autrice è ancora una volta una garanzia, suggestivo, ipnotico, ogni pagina pura poesia da cui emergono parole capaci di toccarti nel profondo, di smuovere la coscienza e far riflettere. Reid ti sbatte la realtà davanti agli occhi e lo fa in modo brutale, senza convenevoli. Questa non è una fiaba dark, come poteva esserlo magari Juniper&Thorn. Questa è una storia che parla della nostra attualità, di ciò che ogni giorno ci troviamo a vedere nei telegiornali, i crimini che molte donne subiscono, il trattamento che siamo costrette spesso a sopportare, che da sempre, in ogni epoca e luogo, ogni donna sopporta ("il mondo non pende mai a favore di una donna"). Ma lady Macbeth alla fine si stanca di sopportare e soccombere e deciderà di prendere in mano la sua vita, di fare ciò che è giusto fare per evitare che tutto degeneri. Per evitare di annegare.

E in mezzo a un mondo così buio e dilaniato, ci sarà spazio anche per l'amore. Chi ha letto il libro potrebbe lamentare che l'amore sbocci troppo velocemente e sì, probabilmente è così, ma considerando anche il numero di pagine e ciò che quell'amore rappresenta, non mi sento di criticare la scelta dell'autrice. Si tratta di un amore che chiaramente va a creare contrasto con gli abusi, si tratta di un amore pulito, puro, consenziente. E la scena di sesso tra i due è tra le più belle che abbia letto, con la protagonista che sceglie in che modo usare il proprio corpo, che tipo di dolore invitare, che sceglie spontaneamente a chi donarsi, quando e come. Sarà anche affrettato il tutto, ma io l'ho trovato emblematico.

Lasciatevi trascinare da questa storia intensa e potente come poche, che persino con il suo inaspettato lato fantasy fatto di streghe, draghi e maledizioni, riuscirà a lasciare un segno indelebile. Non penso sia facile trovare storie simili, Ava Reid ha scritto Lady Macbeth mettendoci tanto coraggio e schiettezza e questa cosa va apprezzata. Un ringraziamento a Ne/oN per averla portata in Italia e tradotta (peccato per i tanti refusi trovati nel testo :/ )
Fonte immagini: Pinterest

martedì 14 novembre 2023

Review Party: "Lavinia" di Ursula K. Le Guin

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un altro libro bellissimo letto negli ultimi giorni, Lavinia, di Ursula K. Le Guin, ritradotto e pubblicato in nuova veste da Oscar Mondadori. Era da un po’ che non mi concedevo un retelling, ma non potevo proprio dire di no a Le Guin, un’autrice che amo tantissimo.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Lavinia
di Ursula K. Le Guin

Prezzo: 7,99 € (ebook) 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 312
Genere: retelling, mitologia, narrativa storica
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 7 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Unica figlia del re latino, la giovane Lavinia è corteggiata da Turno, re dei Rutuli. Il suo destino però è quello di sposare il principe esule venuto dall'Oriente, Enea, e da lui generare una stirpe che governerà il mondo. Un legame da cui nascerà un impero, ma al prezzo di un conflitto sanguinoso. Nonostante sia un personaggio cruciale nell'Eneide, in tutto il poema Lavinia non pronuncia una sola parola. Duemila anni dopo, finalmente Ursula Le Guin restituisce la voce alla principessa italica. Prendendo in mano la propria sorte, la giovane svela ciò che Virgilio ha taciuto: la storia della sua vita, l'amore della sua vita. Lavinia è una rilettura attuale ed emozionante degli ultimi sei libri dell'Eneide: un romanzo di austera bellezza che, come la migliore epica classica, parla di guerra e di passioni, intessendo un racconto ricco di dettagli e immaginazione, premiato con il Locus nel 2009.

Ultimamente i retelling dedicati a personaggi storici famosi, tratti dalla mitologia greca o da classici famosi, si sprecano. In questa vastità di testi, che spesso e volentieri sono scritti per seguire una moda e che poco apportano realmente a noi lettor*, emerge un libro come Lavinia, che vide la luce nel 2008 per la prima volta e che quindi può definirsi precursore di moltissimi retelling più moderni. Ursula K. Le Guin, però, precorritrice si può dire ci sia nata. Qualunque cosa lei abbia scritto anticipa i tempi e si impone come caposaldo per le tendenze future. Anche Lavinia dimostra quanto l’autrice sia geniale, perché la sua protagonista non è il genere di protagonista che si trova solitamente in un retelling, o almeno non i quelli moderni che ho avuto modo di leggere. Innanzitutto Le Guin ha scelto di dar voce a chi una voce non l’ha mai avuta, quanto meno nella storia che ce l’ha fatta conoscere. Lavinia non è che una comparsa nell’Eneide, a lei il poeta dedica pochissime righe e questo la Lavinia di Le Guin non lo trova giusto. Ecco perché decide di farsi sentire, di farsi conoscere, non senza che questo comporti un senso di colpa in quel poeta che così poco spazio le donò nella sua opera, nonostante ne meritasse di più. Quindi partiamo proprio con la scelta di una figura non tra le più gettonate e questo già per me è un punto a favore per l'autrice, non solo per il coraggio ma anche per il lavoro sicuramente impegnativo che ne consegue.

In questo libro seguiamo la vita di Lavinia, figlia di Latino, re dei Latini, sin dalla sua infanzia, una vita costellata di gioie, dolori, preghiere, trepidazione, tormenti dell’anima, amicizia, amore e molto altro. L’autrice ci lascia entrare nella realtà di questa donna senza troppa fatica, con uno stile chiaro, potente, sublime, e ripercorriamo le gesta di un personaggio di cui davvero poco si conosce, un personaggio che Le Guin ha potuto plasmare, ma senza mai snaturarlo. Lo ha fatto dandole dignità, rendendolo sempre credibile, mai sopra le righe, illogico o capriccioso. Lavinia è una giovane che conosce il suo ruolo, che attende di vivere le esperienze per saggiarne il sapore, che si comporta esattamente come si comporterebbe una donna del suo tempo. Questo però non significa che sia antiquata, anzi! Lavinia è anche una fanciulla che, nonostante il ruolo che riveste, nonostante i numerosi doveri che conosce fin troppo bene, vuol distaccarsi dall’immagine di donna riservata, silenziosa e succube, e quindi impara ad agire, a prendere in mano le redini della sua vita, a farsi sentire e rispettare, soprattutto da quel poeta che tanto l’ha bistrattata

Sarà l’incontro con lo spirito di questo, però, a darle annuncio del suo destino, quello che lei abbraccerà quando Enea, fuggito da Troia, sbarcherà nel Lazio e a lei si legherà in matrimonio. Un legame, il loro, al quale lei non opporrà resistenza, affascinata dalla purezza del cuore di Enea, che non ci viene mostrato come un eroe arrogante e tronfio ma come un uomo nobile, generoso e coraggioso, l’uomo ideale per affiancare Lavinia lungo il suo percorso, sebbene non per molto. Consapevole lei di meritare più di quanto il poeta Virgilio le ha concesso, userà la sua voce per farci conoscere la sua terra, i suoi segreti, i suoi sentimenti, lasciandoci di volta in volta senza parole, perché davvero come si può trovarle dinnanzi alla genialità di un personaggio del genere e dell'autrice che le ha concesso una nuova possibilità?

Lavinia è una storia che ha tanto da regalare, non emozioni artificiose, non passioni travolgenti come vanno di moda per adesso, ma emozioni autentiche, semplici, sane. È palese il lavoro incredibile fatto dall’autrice per rendere omaggio a Lavinia, una ricerca senza dubbio puntigliosa e attenta per dar vita a un personaggio oscurato dal tempo ma decisamente degno di nota, che qui riacquista tutta la sua dignità e con fierezza sbaraglia personaggi che parlano di ideali femministi ma che poi non li rappresentano appieno. Lavinia lo fa. Lo fa con la sua genuinità, con la sua verità, con la forza del suo carattere. Sono stata contenta di leggere questo romanzo, di aver avuto ancora una volta prova del magnifico talento di Ursula k. Le Guin, autrice dalla penna raffinata e piacevole come poche. Se cercate un retelling davvero valido, uno che si distingua a mani basse dalla massa, uno che possiate leggere senza sbadigliare ogni secondo, uno che vi affascini dalla prima all’ultima parola, beh, dovete dare una chance a Lavinia. Probabilmente non troverete nulla di simile in giro, io quanto meno non ho ancora avuto modo di leggere retelling che si facciano apprezzare quanto questo. E poi, dovete saperlo, Ursula Le Guin è sempre una garanzia ;)
Fonte immagini: Pinterest

sabato 28 ottobre 2023

Review Tour: "Il Signore della Notte Eterna" di Ben Alderson (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Anche oggi per voi una recensione a tema per Halloween. Il review tour di Il Signore della Notte Eterna è caduto a fagiolo per la nostra Giulia, che ha avuto modo di leggere un retelling vampiresco e oscuro della Bella e la Bestia. Scopritelo nella sua recensione e fateci sapere se questo titolo vi ispira e cosa state leggendo voi per prepararvi alla festa più terrificante dell'anno :P

Il signore della notte eterna
di Ben Alderson

Prezzo: 5,99 € (eBook) 17,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 262
Genere: fantasy romance, M/M, lgbt+, retelling
Editore: Queen Edizioni
Data di pubblicazione: 27 ottobre 2023

Jak ha un solo obiettivo nella vita: spezzare la maledizione, o morire provandoci. La vita di Marius non ha alcuno scopo; non da quando è stato condannato a trasformarsi in una creatura della notte perversa e assetata di sangue. Per anni, le streghe hanno aspettato la loro salvezza, un modo per ritrovare la magia, perduta quando la maledizione è stata lanciata. Jak, un ragazzo nato con dei poteri che le streghe non possiedono più da un secolo, è il loro profetizzato salvatore, l’unico che può uccidere la creatura, spezzare la maledizione e restituire la magia alla sua congrega. Mandato al castello della creatura come ultimo Rivendicato, Jak dovrà avvicinarsi abbastanza da poterla uccidere, poiché è per questo che è stato addestrato da sempre. Non tutto è come appare, però, quando Jak inizia a svelare segreti e mezze verità, e la creatura sembra non essere la bestia inquietante che è stato portato a odiare. Sarà una lotta contro le proprie emozioni quando nasceranno dei sentimenti inaspettati. Cosa può essere più pericoloso dell’odio? Il desiderio.

Buongiorno a tutti e a tutte e benvenuti nella mia recensione per la settimana di Halloween. Oggi vi parlerò di un libro letto grazie a una collaborazione con la Queen Edizioni di cui sono molto contenta. Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

Quando Franci ci ha proposto questo libro ho pensato subito di accettare per vari motivi: per prima cosa non avevo ancora scelto la mia lettura a tema Halloween e questo libro sarebbe stato proprio quello giusto; in secondo luogo, sapete quanto io ami la fiaba de La Bella e la Bestia e leggendo la trama mi è subito venuto in mente che potesse essere un retelling e quindi non potevo lasciarmelo sfuggire. In ultimo, ma non per importanza, perché mi incuriosiva molto, avevo voglia di scoprire se dietro la trama un po' frivola ci fosse qualcosa che potesse rimanere impresso. Vi anticipo subito che le mie aspettative sono state leggermente annientate, ma non vi nego che mi sia comunque divertita e che questo libro mi abbia intrattenuta.

Il Signore della Notte Eterna racconta la storia di una maledizione, in realtà un po' brutale. Parla di una creatura rinchiusa in un castello abbandonato in cui nessuno può mettere piede se non una persona prescelta, soltanto in un determinato periodo dell’anno. Il rivendicato dovrà farsi coraggio ed entrare nella tana del lupo, andando incontro al suo ormai destino scritto, ma quello che non ci racconta la leggenda è che dietro la maledizione ci sono castelli e castelli di menzogne.

Come sempre all’interno delle storie ci sono protagonisti e antagonisti, in questa storia in particolare capiamo quasi subito che quello che ci viene mostrato non è la realtà vera e propria, l’autore vuole mostrare la verità di una parte dei personaggi coinvolti in questa maledizione, e la verità che ci mostra è piena zeppa di bugie e malvagità, perché la creatura che tutti ritengono mostruosa e maligna altro non è che il risultato della cattiveria di una strega che poi ha causato la perdita del potere di tutta la sua congrega.

La storia comincia proprio all’interno di questa congrega di streghe, perché proprio l’ultimo rivendicato è nato con dei poteri che sono perduti ormai da tempo. Jak sa qual è il suo destino, uccidere la bestia e liberare finalmente la sua famiglia da quella maledizione. Ma cosa accadrebbe se una volta arrivato al castello, ciò che ha creduto sin da piccolo, ciò per cui è stato addestrato, si rivelasse in realtà qualcosa di completamente diverso?

Diciamo che dall’inizio del libro fino alla fine i pensieri e i comportamenti di Jak subiranno un cambio radicale, perché crescendo gli è sempre stata detta una parte della verità e questo purtroppo lo capirà a sue spese. Tra i due protagonisti, Jak è quello che mi è piaciuto meno, purtroppo, perché non cresce molto come personaggio ma rimane statico, l’unica cosa che cambia di lui è ciò che pensa riguardo la sua vita. È un ragazzo forte e sicuro di sé che però ha paura, molta paura del futuro e questo lo frena, in un certo senso, in molti aspetti della vita, lo fa tentennare, ad esempio, davanti alle decisioni da prendere.
Al contrario Marius, l'altro protagonista del libro, affronta tanti ostacoli, si ribella alla sua stessa natura per amore. All’inizio del libro lo troviamo distrutto e a pezzi a causa di questa maledizione che gli ha strappato tutto ciò che più amava, la sua famiglia e il suo unico vero amico, ma alla fine del libro finalmente notiamo il suo cambiamento in meglio. Al contrario di Jak, riesce a reagire alle difficoltà, non si ferma di fronte a niente per amore di quel ragazzo che, dopo un secolo di sopravvivenza, ha cominciato a farlo vivere.

Se cercate un libro che contenga dei significati più profondi e di grande spessore, questo non è il libro giusto, ma se cercate un libro per accompagnare magari una giornata piovosa di ottobre o novembre, se cercate una storia leggera che vi distragga magari dalla vita reale e dalla quotidianità e vi alleggerisca la giornata, potrebbe essere il libro che fa per voi.

La trama è in realtà molto semplice, come ho detto prima riprende per sommi capi la storia della
Bella e la Bestia, con qualche spruzzatina di originalità man mano che le vicende fanno il loro corso. L’autore ha davvero uno stile sobrio e non troppo impegnativo, a tratti anche fanciullesco, oserei dire, e questo fa sì che si legga proprio in meno di un pomeriggio. E non essendo la sua una scrittura infarcita di sottintesi e messaggi intricati tra le righe, il libro risulta leggero, ma senza mai scadere nel trash.

La cosa che sicuramente mi è piaciuta di più è stata l’atmosfera, cupa, misteriosa e grottesca quasi. Ci troviamo immersi tra le pareti di questo castello da tempo abbandonato che però all’interno mostra la sua vera bellezza grazie agli spiriti che la tengono splendente e curata. Un po' come Lumiere, Tockins, Mrs. Bric e Chicco, gli spiriti del castello, le anime che non sono riuscite a trovare la pace nel mondo terreno e vagano all’interno delle stanze dell’immenso palazzo, occupandosi di tenere in ordine e preparare da mangiare.

La storia in sé è carina e intrattiene, forse però l'ho trovata un po' manchevole di colpi di scena e originalità in alcuni momenti, ma non mi sono mai annoiata, e questo è un punto a suo favore sicuramente. Nel complesso, come vi avevo già anticipato, l’ho trovato un libro senza dubbio piacevole, che potrebbe accompagnare perfettamente un pomeriggio uggioso e farvi rilassare un po'.



Photo credit: @_gbooklover_
Fonte immagine: Amazon.it

giovedì 27 luglio 2023

Recensione: "Engaged. Il libro di Renzo" di Beppe Roncari (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sul blog si parla di un fantasy italiano uscito per Sperling&Kupfer, Engaged. Il libro di Renzo, di Beppe Roncari, un retelling di un classico della letteratura italiana ma anche un libro ricco di elementi magici. Scoprite tutto nella recensione di Eleonora e lasciateci un commento ;)

Engaged. Il libro di Renzo
di Beppe Roncari

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 576
Genere: fantasy, retelling
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 16 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Da secoli impegnati in una partita senza esclusione di colpi tra Bene e Male, l'angelo Mumiah e il demone Belial stanno assistendo al rogo di Giordano Bruno, nella speranza di impossessarsi del famoso Libro segreto scritto dal filosofo nolano, custode di un grandissimo potere. Quando il volume, però, sparisce nel nulla, cominciano una ricerca forsennata che li conduce fino a Lecco e che si intreccia con la vita di due giovani: Renzo e Lucia. Promessi sposi in procinto di coronare il loro sogno d'amore, diventano pedine nella partita a scacchi tra l'angelo, che cerca in ogni modo di aiutarli, e il demone, che si serve di don Rodrigo e dei suoi bravi per impedirne le nozze. Chi dei due la spunterà? E soprattutto chi dei due riuscirà a mettere le mani sul Libro di Giordano Bruno? Beppe Roncari ci consegna una riscrittura audace e innovativa de I Promessi Sposi, nella quale, oltre ai personaggi tradizionali che tutti noi abbiamo studiato a scuola, compaiono angeli e demoni che, lottando tra loro su un piano temporale ulteriore e fantastico per la supremazia sul mondo terreno, vanno a intervenire nel destino dei protagonisti.

Engaged. Il libro di Renzo
, di Beppe Roncari, è un fantasy molto particolare che si propone di rivisitare totalmente una delle storie più importanti di tutta la letteratura italiana, I Promessi Sposi, impresa non da poco e decisamente rischiosa in cui basta veramente poco per scadere nel disastro. Ebbene possiamo affermare con certezza che, sebbene Engaged potrà non mettere d’accordo tutti i lettori, sicuramente è ben lontano da questa possibilità e sin dalla prime pagine mette in campo un lavoro da parte dell’autore molto complesso e ben studiato che va a creare a tutti gli effetti un libro, primo di una saga, molto promettente sebbene sia un po’ macchinoso da leggere, unica pecca a mio parere. Inizialmente siamo nel 1623 a Zucco da Volate, i nostri personaggi sono ancora dei giovincelli tutti presi a far baldoria, a divertirsi tra amici e partecipare agli eventi del paese, Renzo ha quindici anni e Lucia tredici. Insieme a loro a formare il gruppo principale di attori della storia troviamo anche un giovane Don Rodrigo, coetaneo di Renzo e unico erede degli Arrigoni, la famiglia che governa sul territorio e che è ferocemente in faida con i Manzoni, altra famiglia di potenti della provincia, di cui un esponente, Simone, detto “Gambarello”, fa parte della mischia che man mano costituirà il fulcro attorno cui ruota la storia. A fare loro da cornice ovviamente, man mano che avanziamo nella lettura, troviamo tutti i personaggi della storia classica, Don Abbondio, la Perpetua, Fra Cristoforo, l’Azzeccagarbugli e altri ancora. Fin qua a parte l’inizio parecchio antecedente ai Promessi Sposi parrebbe non esserci praticamente quasi nulla di diverso dall’originale, e invece no. Tra i nostri personaggi, infatti, nascoste e mimetizzate, sono all’opera le forze del male e del bene, come al solito impegnate nella più antica delle battaglie, sotto forma dell’angelo Mumiah e del demone Belial che, sia dalle loro postazioni ultraterrene sia tramite i loro servitori e le loro vestigia terrene, manovrano le mosse dei protagonisti come su una scacchiera. Qual è l’obiettivo di tutto questo affaccendarsi? Lo scopo è recuperare un libro, scritto da Giordano Bruno mentre attendeva la sua esecuzione per eresia, che custodisce un enorme potere per chi ne entra in possesso e che può cambiare le sorti del mondo.

La storia che leggiamo si intreccia abilmente con quella manzoniana, arricchendosi però di fatti storici e magia, tonnellate di magia; maghi e maghe bianchi, lupi mannari, demoni, spiriti, santi, streghe e antiche società segrete si incarnano nei protagonisti e in tanti altri attori della storia per unire al percorso verso il matrimonio di Renzo e Lucia, il ritrovamento del fatidico Libro e la vincita del bene o del male.

Tornando alla storia vera e propria, Renzo e Lucia ci vengono presentati lui come un giovanotto volenteroso e pieno di spirito di inventiva meccanica e ingegneristica che aiuta il padre nell’attività di falegname un po’ tuttofare e che scalpita per andarsene in città più grandi per costruirsi fortuna e reputazione e sposare chi vuole al villaggio; Lucia invece è ancora una piccola monella, Renzo infatti la soprannomina “scoiattolo”, che scorrazza di qua e di là per l’abitato, quello che nessuno sa però è che ha doti magiche al limite dello straordinario trasmessale dalla madre Agnese. Questi poteri le permettono anche di vedere le aure delle persone (tenetelo a mente perché poi serve per il futuro). Don Rodrigo invece all’inizio è solo Rodrigo, unico figlio di un padre dispotico e snaturato, con una predilezione per il disegno e un po’ di confusione in testa su chi è e chi vuole essere, a parte il degno erede del casato e un marchesino a cui bene o male tutto è concesso.

Tutti loro, insieme al Gambarello, formano una improbabile alleanza, almeno all’inizio, che serve ai ragazzi per fronteggiare le forze del male che circolano per il villaggio sotto mentite spoglie, la presenza di queste però a poco a poco sarà il perno per mettere in moto la ruota dei Promessi Sposi e portare a galla verità e segreti nascosti. Da metà libro in poi la storia comincia ad avvicinarsi a quella che ognuno di noi ha studiato a scuola fino a collimare in pieno con gli eventi narrati da Manzoni, ovviamente corrisponde il filone generale perché come ha fatto dall’inizio l’autore dota di una maggior complessità fantastica tutta la scena. Il nostro libro però si interrompe poco dopo che Renzo e Lucia si sono separati per cercare di trovare una soluzione alle nozze saltate per volere di un Don Rodrigo ormai preda del lato sbagliato della barricata, come proseguirà la storia? Come si intrecceranno le vicende che conosciamo con la lotta del bene e del male e con la ricerca del famigerato libro di Giordano Bruno? Ancora non è dato saperlo.

Parliamo del vero e proprio libro ora, come ho già scritto nella premessa Engaged è una storia molto interessante, si vede e si percepisce che dietro c’è un buon lavoro di ricerca e costruzione della storia, la scrittura è scorrevole e lo stile è prettamente moderno, con qualche intramezzo ogni tanto nel dialetto locale. I personaggi sono la parte più interessante di tutto il libro, sono tutti costruiti a 360°, ognuno di essi ha una storia, un carattere, un posto nella narrazione e un'evoluzione ben precisa, non c’è nemmeno uno di loro che paia buttato a caso all’interno del racconto e questo un po’ si trasforma in croce e delizia per il lettore. Veniamo infatti a quella che può essere considerata una pecca dell’intero libro. Se da un lato tutta questa particolarità che caratterizza i personaggi e i loro ruoli è molto accattivante e affascinante, dall’altro rende questo libro non semplice da leggere, non tanto per la difficoltà della scrittura quanto proprio per i millemila particolari, dettagli e collegamenti che ci sono e che bisogna tenere a mente. È un libro che richiede testa e concentrazione durante la lettura, specie quando l’autore si sbizzarrisce a fare salti di luoghi o tempi, prevalentemente nella seconda parte, e un minuto prima sei da una parte, poi improvvisamente ti ritrovi da un’altra per non parlare degli intramezzi in cui “a parlare” sono Mumiah e Belial, dalla Luna o da qualche altra dimensione ultraterrena, e due secondi dopo sono nel corpo dei personaggi all’interno della storia, a essere loro stessi pedine nel gioco. Questo purtroppo, per me, ha un po’ compromesso la lettura del romanzo che è andata avanti molto lentamente; ad ogni modo, ammetto che ho voluto leggere questo libro più che altro per curiosità della rivisitazione di un romanzo di cui, ahimè, non ho buoni ricordi e devo dire che, nonostante la lentezza con cui ho proceduto nella lettura, ne sono rimasta piacevolmente colpita.

Per finire ringrazio la Sperling&Kupfer per la copia che mi hanno gentilmente fornito, in cambio di un'onesta opinione. 
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

giovedì 20 luglio 2023

Review Party: "Beasts & Beauty. Fiabe pericolose" di Soman Chainani

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di Beasts & Beauty. Fiabe pericolose, di Soman Chainani, una raccolta di racconti dark che si ispirano alle fiabe più conosciute. 
Ringrazio Ambra di Paranormalbookslover per avermi invitata all’evento e la casa editrice per la copia in cambio di un’onesta opinione.

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose
di Soman Chainani

Prezzo: 8,99 € (eBook) 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 288
Genere: retelling, fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 27 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

La Bella che combatte come la Bestia, Cappuccetto Rosso che inganna e uccide il lupo, Raperonzolo che rifiuta il principe per restare nella torre, Jack che non si arrende al suo destino e va in cerca dell'amore, Wendy che cresce e abbandona l'Isola che non c'è: dodici fiabe, dodici racconti intrecciati di magia, mistero e ribellione. Storie pericolose che svelano verità inesplorate, lontane dalle regole del lieto fine. Dimenticate le fiabe che avete sempre letto e preparatevi a immergervi nel lato oscuro di ognuno di noi. 

Soman Chainani, autore famoso per L’Accademia del Bene e del Male, ha dato vita a una raccolta di fiabe reinterpretate in chiave molto più moderna e dark, dodici fiabe tra le più note che un po’ richiamano il terrore delle fiabe originali dei fratelli Grimm, un po’ ribaltano ruoli e prospettive dando una rappresentazione del tutto inaspettata dei personaggi e delle loro intenzioni. Dimenticate il lieto fine in cui la bella principessa e il bel principe convolano a nozze “e vissero tutti felici e contenti”, qui abbiamo principesse che non aspettano principi sui cavalli bianchi per essere salvate, ma che si salvano da sole; abbiamo personaggi che si riscattano, famiglie disastrate, relazioni tossiche, giovani donne e uomini che non intendono sottostare a un destino avverso ma cambiarlo, anche se vorrà dire scendere a compromessi. Certo non mancano anche streghe vendicative, principi belli come Cupido, una Natura selvaggia, rigogliosa e magica, corvi mangia-occhi e creature di ogni genere. Chainani è riuscito, con questa sua raccolta, a mescolare incanto e orrore, tematiche attuali con uno stile fiabesco, suggestivo e cupo. Non posso dire di aver adorato ogni racconto (gli ultimi li ho trovati decisamente migliori), ma per la maggior parte ognuno si è fatto apprezzare a suo modo. Cappuccetto Rosso, Biancaneve, La Bella Addormentata, Raperonzolo, Jack e il fagiolo magico, Hansel e Gretel, La Bella e la Bestia, Barbablù, Cenerentola, La Sirenetta, Tremotino e Peter Pan sono le fiabe che troverete in questo volume, l’autore ne mantiene l’impianto e gli elementi principali, ma stravolgendo il percorso e ribaltando i finali, soprattutto dando ai personaggi degli scopi, non lasciandoli in balia di un destino già scritto ma facendolo riscrivere a loro stessi

Principesse stanche dei soprusi di padri-padroni che le tengono segregate in casa per poi farle sposare a uomini ricchi e noiosi vendendole come mucche da latte si ribellano e provano a cercare da sole la propria strada, il loro amore. C’è chi preferisce la solitudine, chi un’amicizia eterna, chi donare il proprio amore al proprio figlio, ma sono sempre scelte ponderate, a cui giungono dopo traversie che non fanno loro desiderare unicamente un buon matrimonio. Sono storie di riscatto, quelle raccontate da Chainani, storie di figli che non perdono la madre ma la ritrovano, uccidendo la perfida matrigna, storie di personaggi in cerca di un luogo da chiamare “casa”, storie di chi guarda senza vedere davvero, storie che fanno riflettere sulla bellezza interiore, su ciò che conta davvero, sui veri valori, storie in cui Bene e Male si confondono, separati solo da un confine sottile. Sono storie che aprono gli occhi, magiche, macabre eppure racchiudono morali che ci toccano più da vicino di quelle delle vecchie fiabe, che spesso, invece, rispecchiano visioni più retrograde. Il tocco moderno di Chainani lo si percepisce nel capovolgimento dei ruoli, in amori che non sono sempre quelli canonici, in argomenti scottanti che ormai invadono i nostri tempi, in scelte anticonvenzionali. Questo rende Beasts & Beauty una lettura adatta a lettori consapevoli, anche a causa di vari trigger warning che non scontano nulla, ma che ci mostrano un mondo rovesciato e quanto mai familiare.

I racconti sono per lo più brevi, hanno lo stile asciutto e sintetico tipico delle fiabe e diversi punti di vista (con prevalenza di narratore onnisciente). L’autore spazia anche con culture e nazionalità dei personaggi, cosa che ho apprezzato molto (un personaggio è addirittura della Calabria e si chiama Pietro :P), rendendo ancora più facile l’immedesimazione con essi. Qualche fiaba può prendere di più, qualche altra di meno, ma sono certa che ognuna saprà regalarvi qualcosa, toccarvi per un qualche motivo, se saprete leggerla nel modo giusto. Sono rimasta colpita e sorpresa da questo volume, non sarà stata una lettura epica ma si è rivelata piacevole, imprevedibile e diversa dal solito. Non avevo mai letto nulla di Chainani ma penso sia un autore che valga la pena conoscere e approfondire. 
Fonte immagini: Pinterest
Banner: @Paranormalbookslover 

giovedì 13 aprile 2023

Review Party: "La ragazza che cadde in fondo al mare" di Axie Oh (a cura di Elena)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog si unisce al Review Party di La ragazza che cadde in fondo al mare, fantasy mitologico di ispirazione orientale dell'autrice Axie Oh. Lo ha letto la nostra Elena e ci regala la sua entusiastica opinione. Scopritela qui sotto e fateci sapere se avete già acquistato il libro o se vi piacerebbe farlo. A presto! <3

La ragazza che cadde in fondo al mare
di Axie Oh

Prezzo: 11,99 € (eBook) 24,00 € (cop. rigida)
Pagine: 396
Genere: fantasy orientale, mitologico
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 11 aprile 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Tremende tempeste devastano da secoli il paese di Mina. È la furia del Dio del Mare, un tempo benigno, che si scatena, crede la gente. Per placarlo tutti gli anni una fanciulla viene gettata tra le onde. Sono in molti a pensare che la bellissima Shim Cheong, fidanzata del fratello di Mina, Joon, porrà fine a tutta quella sofferenza. Ma la notte in cui Cheong dovrebbe essere sacrificata, Joon la segue, pur sapendo che ciò significherà morte certa. Per salvarlo, Mina si getta tra i flutti al posto di Cheong. Trasportata nel Regno degli Spiriti, la ragazza si mette in cerca del Dio del Mare, ma quando lo trova scopre che è prigioniero di un sonno incantato. Con l'aiuto di un giovane uomo misterioso e di una bizzarra banda di demoni e spiriti, Mina decide che risveglierà il Dio del Mare e farà terminare una volta per tutte le tempeste assassine. Ma un essere umano non può vivere a lungo in mezzo agli spiriti. E c'è qualcuno disposto a tutto pur di non risvegliare il Dio del Mare…

Oltre agli alberi splendenti di fiori e ai profumi inebrianti, questa primavera ha portato nei nostri scaffali, grazie alla casa editrice Mondadori, nella collana Oscar Fantastica con la traduzione di Egle Costantino, il romanzo La ragazza che cadde in fondo al mare, di un'autrice nuova qui in Italia, Axie Oh. È una scrittrice americana di origini coreane di prima generazione, autrice di ampio spettro di fantasy, scifi steampunk (la duologia Rebel Seoul) e romance (XOXO), generi differenti per opere accomunate da elementi culturali della Corea del Sud e dai fugaci camei delle e dei suoi personaggi dei diversi romanzi, che spero di poter conoscere tutti!

Oggi parleremo di La ragazza che cadde in fondo al mare, un fantasy mitologico, che già a livello visivo si presenta come un piccolo gioiello, grazie alle illustrazioni delle copertine dai tratti romantici ed eleganti, intriganti e suggestivi e alla ricercatezza dei dettagli interni, dei colori pastello delle pagine e dei riflessi luccicanti delle rifiniture. Tutte caratteristiche che rispecchiano le parole che la scrittrice ha ricamato con cura per noi lettrici e lettori. Già il titolo richiama alla mente una storia lontana ed è quello che ci promette e ci regala l’autrice: un mito che si trasforma in una nuova avventura, un retelling basato sulla cultura coreana.

“Una ragazzina la cui terra natia è in pericolo, una sposa del Dio del Mare con un mistero da risolvere: è ovvio che sei qui alla ricerca di risposte.”

La nostra storia inizia in medias res, immersi e sommersi da una forte tempesta, che colpisce mettendoci subito in uno stato di allerta e pericolo: conosciamo, così, la protagonista, la quale si ritrova per scelta, su una barca tra le acque agitate e in procinto di saltare nelle profondità dell’oceano. Mina, una ragazza che si definisce crudele, rancorosa e vendicativa, è in realtà testarda, coraggiosa e diretta, impulsiva, decisa e protettiva. Una ragazza con la determinazione negli occhi: una combinazione inarrestabile di speranza e rabbia. Una ragazza che ha deciso di sfidare consapevolmente e con autoironia il destino che la vede come una donna comune, non degna di un sacrificio leggendario.

“Mi parte da dentro una rabbia insopportabile, [...]. Gli dei hanno deciso di non esaudire i nostri desideri: quelli scritti in occasione del festival delle barchette di carta, ma anche i più piccoli desideri che esprimiamo ogni giorno. Di pace, di fertilità, di amore. Gli dei ci hanno abbandonato. Il dio di tutti gli dei, il Dio del Mare, prende tutto dalla gente che lo ama – prende, prende e non dà mai indietro. Gli dei non esaudiscono i nostri desideri. Ma io voglio farlo.”

La storia e la scelta di Mina si intrecciano alle sfide che vivono Joon e Cheong, la coppia di un amore contrastato e impossibile, perché lei, a causa della sua bellezza, è condannata fin dalla nascita all’isolamento e al sacrificio in mare. Già da subito leggiamo di temi classici come la predestinazione e il sacrifico di donne di estrema bellezza, ma che non annoiano, perché l’autrice riesce a contestualizzarli tramite miti e leggende, come ad esempio la narrazione del Filo rosso del destino e le descrizioni di tradizioni e di feste, che diventano la base di avventure innovative, come se la storia iniziasse dalla fine, stravolgendo il solito topos, in un perfetto intreccio tra classico e nuovo.

“O forse lei lo considera un inizio. Sono molte le strade che il destino può prendere.”

Così Mina diviene protagonista orfana di grandi talenti e di bellezza, ma ha dalla sua il potere delle parole: l’arte del narrare storie, che accomunano e raccontano il mondo e i popoli, una coscienza collettiva, in cui tutte e tutti, in qualche modo crediamo e condividiamo più o meno consapevolmente. Le tradizioni e i racconti orali, narrati e tramandati dalle voci delle nonne, sono per Mina una guida per comprendere qualunque mondo, uno schema per scoprire come agire, una melodia che riconoscerà sempre e che la condurrà a svelare il proprio cuore e quello delle persone che incontrerà. Storie che contengono tutte le verità di cui ha bisogno per tramutare i miti, che tanto ama, in realtà. Ma potrà fidarsi delle storie? La tradiranno? Scoprirà la differenza tra credere nei miti e viverne uno come protagonista? Scoprirà le sfumature delle voci delle storie che possono ammonire e preservare, intrattenere e consolare. Ma anche storie che provengono direttamente dal cuore, create chiudendo gli occhi e con la mente libera di vagare. Storie improvvisate in base allo stato d’animo del momento, a seconda che si voglia ridere o piangere, storie d’amore e di speranza o storie di odio e di disperazione.

“Sprofondiamo giù nell’oscurità, finché il mare sopra di noi diventa il cielo e noi – il drago e io – siamo stelle cadenti.”

E così muniti del potere della cantastorie, seguiamo e veniamo risucchiati in un nuovo mondo: all’improvviso strade e costruzioni di una città fantastica, bellissima e spaventosa. Qui si mostra, ancora una volta, la bravura della penna della scrittrice. Da una parte crea parallelismi con le fiabe più conosciute in Occidente, come La Bella e la Bestia o La sirenetta, che diventano camei divertenti con cui confrontare e cogliere le somiglianze e le differenze tra elementi di tradizioni lontane geograficamente ma vicine nella narrazione. E dall’altra, l’autrice ci incanta con il suo stile evocativo, dettagliato, metaforico e immaginifico, creando descrizioni di luoghi allo stesso tempo fantastici e realistici, con ambientazioni tipicamente orientali, perché ricordano le bellissime foto delle strade di città come Seoul: i mercati pieni di vita e di profumi di cibo, bancarelle colme di gnocchi di riso o di pesce essiccati, carretti di castagne arrosto o patate dolci e cestini di bambù ripieni di ravioli al vapore. Scopriamo così un romanzo che presenta elementi, non solo legati al fantasy, come gli animali mitologici, ma nasconde anche elementi culturali a tutto tondo, come l’architettura, i vestiti tipici (hanbok), il trucco, i simboli, la storia legata alla povertà patita dai popoli, il cibo.

“Qui, nella città del Dio del Mare ci sono centinaia, migliaia di persone e tutti indossano vestiti dai colori sgargianti, come se la città fosse la grande barriera corallina e la gente il corallo stesso.
Le strade sono fiancheggiate da magnifici edifici dal tetto a pagoda quasi ammassati l’uno sull’altro a perdita d’occhio. Ai cornicioni dei palazzi sono appese lanterne scintillanti che illuminano le ombre della gente dietro le finestre di carta. Carpe gigantesche e spettrali nuotano placidamente sopra ai tetti mentre sfavillanti pesci rossi guizzano dentro e fuori dalle lanterne.”

Conosciamo nuovi personaggi appartenenti alle leggende che si incarnano in dei, spiriti e animali mitologici: il dio del mare, un ragazzo afflitto dalla solitudine e tristezza; Shin, disilluso, alto, non troppo terrificante e leale; il misterioso e silenzioso Kirin; l’esuberante e spiritoso Namgi; gli spiriti Dai, Miki e Mask. E tanti altri ancora. Un coro di personaggi a cui ci si affezionerà facilmente tra avventure e riflessioni sul proprio destino, scritto o in divenire. Un destino condiviso da scoprire e a cui aggrapparsi con tutte le proprie forze. Una storia che si intreccia ad altre storie, alla ricerca della verità e della soluzione. Un storia che si trasforma nel romanzo che teniamo tra le mani. Un romanzo dinamico, che non annoia ma forse a tratti frettoloso, che però non perde mai la propria direzione e raccoglie e tiene insieme tutti i pezzi del puzzle, creando una fiaba che nasce dalla tempesta e dalla perdita, che vola come una gazza che segue il mistero e l’amore, che incontra la solitudine ma forma una famiglia. Voci che si mischiano e cantano tra due mondi, quello degli esseri umani e quello delle leggende, tra nebbie e oscurità e spiragli di luce e speranza.

“«Qual è il significato di questa storia?» mi chiede a voce bassa. Guardo la sua schiena, il tremito delle spalle esili. «Non c’è un significato, solo una... sensazione, forse.»
«E quale sarebbe?»
«Che c’è sempre la possibilità di essere perdonati, anche se ci si spinge troppo oltre. Il perdono di chi ci ama è a portata di mano.»”

In conclusione, La ragazza che cadde in fondo al mare è un fantasy mitologico, young adult, retelling, avventuroso con un tocco di giallo e con tinte romance, autoconclusivo. Un romanzo che ha un buon equilibrio tra parti descrittive, complotti e azione, colpi di scena e flashback, ma anche riflessioni introspettive e riflessioni più filosofiche sul destino, sul rapporto con la natura e il legame con la fede e la religione. Un volume unico che però potrà essere considerato uno spin-off, o comunque si inserirà nella futura serie The Floating world, non per storie o personaggi, ma per la tipologia narrativa di base del retelling, con la rielaborazione di tradizioni e leggende coreane. Al momento la serie prevede una duologia, che racconterà di donne fatate immortali del cielo, munite di mantelli alati (mito che mi ha ricordato quello della Dea celeste e dell’hagoromo, a cui si ispira il manga Ayashi no ceres e sono già molto curiosa!). Al momento le informazioni che abbiamo sono ricavate anche dal sito della scrittrice, ma non vedo l’ora di leggere questa rivisitazione del mito coreano e in generale altre opere dell’autrice.

“Una biblioteca. Devono esserci centinaia, migliaia di racconti qui: storie vere, miti, poesie, canzoni. La memoria di dei e spiriti sarà anche offuscata, ma quella dei libri non lo è mai. Le storie sono eterne.”

Consiglio la lettura a tutti e a tutte coloro a cui piacciono sia la cultura orientale (i titoli fantasy che troviamo nelle librerie sono soprattutto di ispirazione culturale giapponese e/o cinese) sia, più in generale, i retelling, i miti e i romanzi in cui si intrecciano storie dentro le storie, come ad esempio: le duologie Spin the dawn di Elizabeth Lim, Queste gioie violente di Chloe Gong, La moglie del califfo di Renee Ahdien; le trilogie Rebel di Alwyn Hamilton, L’orso e l’usignolo di Katherine Arden e l’autoconclusivo Il silenzio dell’acqua di Lousie O’Neill. Ma la particolarità de La ragazza che cadde in fondo al mare è la base coreana, un piacevole arricchimento per le lettrici e i lettori.

Ringrazio la casa editrice Mondadori per la copia digitale e per la lettura in anteprima di La ragazza che cadde in fondo al mare, in cambio di un’onesta opinione e ringrazio la nostra Francesca per aver organizzato l’evento.

Non mi resta che augurarvi buone letture.
Elena



Photo credit: @tsundoku_bookstyle

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