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venerdì 10 ottobre 2025

Recensione: "Book Boyfriend" di Angela Contini (a cura di Marika)

Ben ritrovati su questi canali, Coffeeaholics del cuore!
 Come state trascorrendo le prime giornate d'autunno? Qui, tra momenti altalenanti di sole e di fresco e una quotidianità che non manca a giri di giostra, finalmente possiamo dire di aver dato inizio alla stagione delle tisane, copertine calde e letture a più non posso. Dunque, eccomi a scrivervi e a raccontarvi di Book Boyfriend, la nuova web novel, scritta da Angela Contini in esclusiva per Narae Italia. 

E a proposito di quest'ultima, concedetemi una piccola digressione in cui vi spiego di cosa si tratta. Cari lettori, in parole semplici, Narae altri non è che un'app, più precisamente una start-up del Gruppo Mondadori in cui vengono pubblicate - a puntate - web novel romance con diverse sfumature, tra cui anche spicy. Ma come funziona? Bisogna scaricare l'app, iscriversi e scegliere le web novel da leggere a puntate con cadenza bisettimanale (o più frequente). Il costo, ovviamente, varia in base alla storia scelta e agli episodi letti. Nel caso di Book Boyfriend, io ho avuto il piacere di leggerlo in anteprima, versione integrale, motivo per cui posso parlarvene con una visione totale, senza spoiler. 

Book Boyfriend
di Angela Contini

Genere: fantasy romance
Editore: Narae Italia, Gruppo Mondadori
Data di pubblicazione: 25 settembre 2025

Holly si ritrova catapultata dentro un romance pieno di cliché che detesta. L'unico modo per uscirne? Vivere la storia d'amore fino in fondo. Peccato che il protagonista sia un CEO perfetto e insopportabile...o forse no. Tra ironia, scontri e sorprese, dovrà capire se dietro le pagine c'è solo finzione o anche la chiave per un vero lieto fine.

Tutto ha inizio a New York dove abita Holly, una ragazza qualunque che vive la sua vita come ogni fangirl che si rispetti: ama leggere, vedere serie tv, sognare ad occhi aperti, e immaginare scenari. È determinata, coraggiosa, e non si lascia abbattere da nulla, nemmeno un ipotetico, ennesimo licenziamento. Nulla che non si possa risolvere con una buona dose di gelato, cinema e libreria. Meglio se accompagnati da Felicity, la sua migliore amica, compagna di avventure e disavventure. E proprio in una di queste grandi giornate all'insegna della pace mentale e del relax, entrambe decidono di entrare in una libreria alquanto stramba, appartenente a una donna di nome Madame Isadora. Una personalità sopra le righe che senza troppi giri di parole consegna un libro misterioso a Holly. Un libro diverso da quelli conosciuti, scritto da una persona anonima e con una vera e propria anima, tutta sua. Difatti, è un volume senziente, caparbio e indisponente che decide delle sorti non solo dei protagonisti del libro, ma della stessa lettrice che durante la lettura del primo capitolo, in pigiama e struccata, viene catapultata al centro di una Manhattan fittizia, davanti a un auto che sta quasi per investirla. Da quella vettura infernale, esce nientepopodimeno che un uomo, bello senza dubbio ed evidentemente scioccato da una pazza di nome Holly. Comincia così l'avventura di una lettrice che per una serie di eventi viene catapultata puntualmente all'interno di una storia che a sua volta si svolge in una redazione appartenente a Ryan Myles, sfortunatamente non solo il suo capo, ma anche l'uomo che l'ha quasi investita. 

Capitolo dopo capitolo, Holly convinta di essere la famosa second-lead, ovvero colei che osserva i protagonisti e ne fa il tifo (in questo caso Ryan e una bionda tutta curve e poco cervello) si ritroverà invischiata in vicende, gelosie, gare d'amore, articoli di tartarughe e losche questioni dettate dalla vena thriller-mystery di un'autrice che ha visto fin troppi k-drama ed è ignara di tessere i fili di vite non proprio meramente di carta. Holly ben presto si renderà conto di essere divenuta ormai la protagonista per eccellenza di una storia che la risucchia e la risputa fuori sempre più spesso e di aver consapevolmente attivato la coscienza di Ryan che dal canto suo, non è un personaggio 2D, senza spessore e che si limita a seguire una trama delineata; al contrario, è un'anima intrappolata tra le righe di una storia che non solo ha ogni singolo elemento narrativo tipico di un romantasy, ma desidera amare, esistere, e liberarsi di un mondo illusorio. Cominciano così corse contro il tempo, fasi lunari, crossover allettanti, sovversioni dello spazio temporale e sentimenti talmente potenti da far tremare persino la penna e la carta. Riusciranno Holly e Ryan a creare una nuova realtà? E in che modo? Con il suo stile inconfondibilmente incalzante e il suo linguaggio diretto, Angela Contini, decide stavolta di vestire sia i panni della lettrice scatenata, sia quelli dell'autrice febbricitante in piena inondazione creativa. Si fa portavoce di tutti gli appassionati della letteratura che spesso vorrebbero catapultarsi nelle storie per viverle, respirarle e, perché no, fondersi con esse, e lo fa a modo suo, provocando i suoi stessi lettori con una domanda che lampeggia ad ogni riga: "Fin dove sareste disposti a spingervi pur di fare vostra questa storia e rompere le barriere tra realtà e finzione?".
 
I protagonisti poi, sono un bel rompicapo: da un lato troviamo Holly, che apparentemente può sembrare l'amica fangirl che conosciamo tutti. Esuberante, eclettica, insomma, un vulcano di energie. Ha persino un gatto di nome Draco, soprannominato così per onorare il famoso Malfoy. Si rivela poi essere una vera e propria eroina della sua stessa storia, capace di sovvertire le regole e di dare voce alla celebre frase del film di Dracula girato da Coppola: "Ho attraversato gli oceani del tempo (e in questo caso - dello spazio) per (ri)trovarti". La sua controparte maschile invece, Ryan, è l'emblema di tutti quei personaggi amati e profondi che bucano le pagine, e strappano l'anima del lettore. Di tutte quelle figure che vorremmo tirare via dalle parole e portarle nella nostra realtà perché fin troppo umane, a tratti fragili, e sensibili. 

Questa storia, ha sicuramente dell'incredibile e racchiude tematiche che accompagnano la vita di ogni essere umano, come: i legami profondi che destabilizzano le leggi dell'universo, lo spazio sicuro che si crea tra lettore e storia, la visceralità di vicende che dapprima non ci appartengono per poi divenire parte della nostra anima. In conclusione, è un romanzo che dona hype e un rollercoaster di emozioni dalla prima all'ultima pagina.
Voto: 5 tazzine di pumpkin spice latte.
Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 16 ottobre 2024

Recensione: "Santuario dell'ombra" di Aurora Ascher

Buongiorno! ^^
Oggi sono qui a parlarvi di un libro della Ne/oN che mi è stato gentilmente inviato tramite Netgalley. Si tratta di Santuario dell’ombra, di Aurora Ascher. Devo dire che le premesse del romanzo mi sembravano buone, poi basta che ci sia un circo nella trama e io vado in brodo di giuggiole. Peccato che la storia non si sia rivelata abbastanza soddisfacente e che mi abbia deluso su molti fronti. Ringrazio comunque la casa editrice per l’opportunità e adesso vi vado a spiegare perché questo libro non mi ha convinta.

Santuario dell'ombra
di Aurora Ascher

Prezzo: 10,99 € (eBook) 18,80 € (cop. flessibile)
Pagine: 384
Genere: fantasy romance, fantasy, romantasy
Editore: Ne/oN Libri
Data di pubblicazione: 11 settembre 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Per gli umani, il circo di Salizar è un luogo di mistero e meraviglia. Per Harrow, è il luogo dove nascondersi da coloro che hanno massacrato il suo clan. Un rifugio dove può camuffare sia le sue capacità che la sua vera identità. Finché non arriva lui. Lui che non ricorda chi – o cosa – sia. Raith è una misteriosa creatura alata che ha perso la memoria, ha il corpo nero come la notte (o come il vuoto), e l'iride dei suoi occhi è un cerchio di fiamme. Sa solo di essere un mostro. Ma Harrow si sente immediatamente e inspiegabilmente attratta e attirata da lui, e sa che l'unico modo per tenerlo al sicuro è abbandonare il circo. Per ogni segreto svelato, un’ombra del passato di Harrow si dissipa – esponendola a un nemico che non si fermerebbe davanti a nulla per ottenere la sua vendetta su di lei. Raith non è quello che sembra – ed è ora che tutti capiscano che neanche Harrow lo è.

Non mi ero ancora imbattuta in recensioni di Sanctuary of the Shadow quando ne ho fatto richiesta su Netgalley. Sapevo vagamente di cosa parlasse ma sembrava interessante, anche perché se c’è un circo con creature magiche io me ne sento immediatamente attratta. I primi capitoli mi sono sembrati intriganti ma presto, troppo presto, il trope che più detesto ha fatto la sua comparsa: l’insta-love. Ma andiamo per gradi. Harrow lavora nel circo itinerante di Salizar, un circo di creature con straordinari poteri, che attirano il pubblico ma anche molto scetticismo. Salizar offre loro un posto da poter chiamare casa, ma anche una famiglia e, soprattutto, protezione. Harrow finge di essere una normale essere umana che legge le carte, un’umana senza alcun potere, ma in realtà anche lei è una Elementale, è addirittura una Veggente, l’ultima rimasta in vita dopo una strage compiuta da un essere spaventoso, il Wraith. Non avendo altro posto in cui andare e dovendo salvaguardare la sua identità, Harrow tiene un profilo il più possibile basso per non destare sospetti di alcun tipo. Eppure, il suo elemento, l’Acqua, trova il modo di parlarle in ogni momento e Harrow si fida, si sente guidata dall’Acqua e ne ascolta la voce. L’acqua le parla anche nei sogni e sembra darle avvertimenti, o forse semplicemente condurla verso il suo destino… È così che si ritrova faccia a faccia con un essere incredibile, un uomo tenuto in gabbia da Salizar, verso cui Harrow prova un’immediata empatia. La sua prigionia la mette a disagio e così escogita un piano per liberarlo e salvarlo dalle grinfie di Salizar, che desidera darlo in pasto agli occhi avidi del suo esigente pubblico. 

E qui veniamo alle note dolenti. Harrow non prova soltanto una forte empatia verso Raith, questa creatura possente che Salizar pensa sia un Wraith e desidera punire e umiliare, ma se ne sente fortemente attratta. Raith non ha ricordi del suo passato, non sa perché lo tengano in gabbia, non sa se è davvero l’abominio di cui parlano e se merita di stare lì dentro, ma Harrow vuole dargli una mano e lui l’accetta, perché è la prima e unica persona che non lo tratta come un mostro. Ma una volta libero, Raith sente addosso un senso di vendetta e sangue che solo l’intervento di Harrow riesce a tenere a freno. I due fuggono insieme e cercano di nascondersi, ma il desiderio che provano l’uno verso l’altra ha il sopravvento e praticamente non fanno in tempo a trovare rifugio che iniziano a dare i numeri a letto. Adesso, io non sono una lettrice pudica o roba del genere, di romantasy mi è capitato di leggerne diversi, ma questi due si conoscono appena e ci danno subito dentro come se non avessero alle calcagna gente che vuole ritrovarli, catturarli o ucciderli. Questa cosa mi ha fatto veramente ridere. Comunque, se siete amant* dello spicy, avrete capito che qui non manca, ne troverete in abbondanza. Non vi spoilero il resto perché presto la pacchia finirà per entrambi. Harrow conoscerà la verità su Raith (praticamente era rimasta solo lei a non capire quello che era palese a chiunque) e il nostro bel protagonista farà un sogno rivelatore sul suo passato. Le cose cambieranno e dovranno compiere delle scelte diverse, ma riusciranno a separarsi ora che hanno instaurato un forte legame? Il destino li tiene uniti, nel bene e nel male, e dovranno trovare il modo di conciliare i demoni del loro passato con il forte sentimento che li lega.

Oltre l’instalove, che è davvero il più rapido che abbia mai letto, questo romanzo presenta un sacco di altri difetti. Non c’è un’ambientazione ben definita, tanto per cominciare, le descrizioni sono praticamente assenti. Tutto il sistema magico, che pure poteva essere interessante, non è abbastanza approfondito da permetterci di comprenderlo al meglio. L’autrice ci immerge direttamente all’interno di questo suo mondo magico, fatto di divinità degli elementi, Elementali con poteri magici, creature spaventose ma senza spiegarci nulla. Potrebbe anche andarmi bene, perché non amo gli spiegoni, ma qui si ha l’impressione che nemmeno Ascher abbia ben chiaro ciò cui ha dato vita. Ci sono un sacco di cose che non hanno un senso o che vengono inserite di punto in bianco solo per far prendere alla storia una determinata direzione, in un capitolo si dice una cosa e in quello dopo viene contraddetta. La dea dell’Acqua che ha poteri assurdi, come quella del Fuoco, è capace di fare una magia straordinaria (che non vi dico per non fare spoiler) ma poi si arrampica sugli specchi per spiegare come mai non riesce a rintracciare Harrow, che sarebbe stata una passeggiata considerando ciò di cui è capace. È tutto un continuo nonsense. Ripeto, le premesse potevano sembrare buone e a tratti qualcosa riesce a prenderti e intrigarti, anche se troppo poche, ma in generale Santuario dell’ombra non è strutturato in maniera solida, la storia fa acqua da tutte le parti e i protagonisti ricalcano parecchi cliché. Anche i trope sono visti e rivisti. In conclusione, questo romanzo non mi ha cambiato l’esistenza e mi ha intrattenuta anche male, molte cose sono poco chiare, ho sghignazzato per tutte le cose assurde trovate nella storia, buttato gli occhi al cielo per l’ingenuità di Harrow e le sue contraddizioni, sbuffato per la delusione. Una lettura facilmente dimenticabile.

Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 31 luglio 2024

Review Tour: Il trono di cenere di Chloe Penaranda (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla del terzo libro di una serie fantasy romance, pubblicata da Queen Edizioni. Avendo già letto i primi due volumi (le recensioni le trovate nella sezione dedicata, Reviews), non vedeva l'ora di scoprire cosa le avrebbe riservato questo. Leggete la sua opinione qui sotto, fateci poi sapere che ne pensate di questa serie e se l'amate anche voi ;)
Un sentito ringraziamento alla casa editrice per la copia ebook omaggio e per averci coinvolte nell'evento.

Il trono di cenere
di Chloe Penaranda

Prezzo: 5,99 € (eBook)
Pagine: 796
Genere: fantasy romance
Editore: Queen Edizioni
Data di pubblicazione: 19 luglio 2024

Lontana dalla sua terra, Faythe è chiamata ad affrontare i segreti del suo passato. Oppressa dal peso di un futuro incerto, con il giovane Reylan al suo fianco, una tenue fiamma si accende nel suo cuore. Abbassare la guardia, però, potrebbe rivelarsi fatale per entrambi... o forgiare una forza inaspettata. Un temibile nemico minaccia la pace di Ungardia, e sembra sconvolgere il destino di Faythe. L'oscurità avanza, la storia si rimescola e i cacciatori stanno per diventare prede. Sfuggire al proprio destino è impossibile, e solo Faythe potrà portare la salvezza nel regno. Per questo decide di sfidare il fato, consapevole del prezzo da pagare: la libertà per sé stessa, per il suo regno e per le persone che ama.

Buongiorno a tutti e a tutte! È da un po' che manco su questo blog, ma è stata un’estate difficile e sfortunatamente ancora non è finita. Oggi sono qui per parlarvi del terzo libro di una saga che ho amato e che sto continuando ad amare, ovvero Il trono di cenere, di Chloe Penaranda, edito Queen Edizioni, che io ho avuto la fortuna di prendere in anteprima al SalTo.

Non vi nego di aver riletto gli ultimi capitoli del secondo volume, perché era passato troppo tempo e sapevo ci fossero dei dettagli che non potevo assolutamente trascurare per godermi a pieno il seguito. Il secondo libro si era concluso con Faythe che si era lasciata alle spalle High Farrow e al tempo stesso anche Nik, Tauria, Jakon e Marlowe, e si era diretta verso Rhyenelle, insieme a Reylan, con una missione da compiere, ovvero trovare la vestigia di Dakodas, dea della Luna, così da riuscire a fermare il piano di Marvellas.

Una grande scoperta grava sulle spalle di Faythe, durante la battaglia contro re Orlon, ha scoperto di essere la figlia di Re Aghalor, nonché principessa del Regno della Fenice. Ora tutto è in ballo e Faythe non sa davvero a quale compito assolvere prima.

Arrivata a Rhyenelle da due mesi, Faythe ancora non ha trovato il coraggio di parlare faccia a faccia con suo padre, ha cominciato ad allenarsi con il Leone Bianco per migliorare la sua condizione da umana, ma ancora non è soddisfatta di nulla.

Devo dire che ho trovato questo libro molto diverso rispetto ai primi due, in quanto incentrato più sulla parte romance che sul fantasy e su tutto ciò che accade all’infuori di Faythe e Reylan, ma non per questo mi è piaciuto di meno. Certamente mi sarei aspettata qualcosa di più, ho trovato davvero troppe cose per me importanti lasciate in secondo piano.

“Sceglierò sempre te. E spererò sempre, per quanto egoistico possa essere, che anche tu sceglierai me”

Abbiamo visto Faythe affrontare davvero di tutto nei primi due libri, e ora sembra quasi che il suo viaggio si trovi a un punto di stallo, quando in realtà è appena all’inizio. Come vi ho detto prima si trova in un regno nuovo, lontana dai suoi amici, ma il bello di questo personaggio è che riesce sempre a fare nuove conoscenze e non farci sentire la mancanza dei protagonisti che abbiamo già conosciuto. Kyleer e Izaiah, i due secondi in comando di Reylan, l’hanno subito fatta sentire come se fosse a casa e non l’hanno accettata solo perché è la prescelta, ma perché è una bella persona, vedono la bontà che si annida sotto l’armatura da dura che si è costruita.

Abbiamo conosciuto davvero poco Reylan nel secondo libro, e sono grata per essere riuscita a captare più su di lui e sul suo carattere in questo terzo volume. È un personaggio con dei demoni e con delle battaglie da affrontare, ha un passato lungo, tortuoso e oscuro, il che lo rende davvero facile da amare. In questo libro si è aperto piano piano a Faythe e ha imparato a fare affidamento su di lei, tanto quanto fa lei da sempre.

“Mi dispiace che tu abbia portato questo fardello da sola. Ma non sei più sola e mai lo sarai”

Per due interi libri abbiamo sentito parlare del male in arrivo, dell’oscurità che si fa strada nelle città, e finalmente ci troviamo davvero faccia a faccia con chi si cela dietro l’imminente oscurità. Non vedo l’ora di scoprire di più sul destino di Faythe con il quarto libro della serie.

Giulia


Fonte immagini: Pinterest

martedì 19 marzo 2024

Recensione: "Iron Flame" di Rebecca Yarros (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Rieccoci con una nuova recensione! Oggi la nostra Eleonora ci parla di Iron Flame, di Rebecca Yarros, seguito del fenomeno del Book Tok Fourth Wing. Scopriamo cosa ne pensa di questo secondo volume. Voi lo avete letto? Lasciateci un commento per dirci se vi è piaciuto ;) A presto!

Iron Flame
di Rebecca Yarros

Prezzo: 11,99 € (eBook) 18,90 € (cop. rigida)
Pagine: 672
Genere: fantasy, romantasy
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2024

Tutti si aspettavano che Violet Sorrengail morisse durante il suo primo anno all’accademia militare di Basgiath, compresa lei stessa. Ma la Trebbiatura è stata solo la prima, difficilissima prova per eliminare i candidati più insicuri, indegni e sfortunati. Ora inizia l’addestramento vero e proprio, e Violet già si chiede come farà a superarlo. Perché non sarà soltanto terribilmente estenuante, brutale e progettato per testare la capacità dei cavalieri di resistere al dolore oltre ogni limite. Il vero pericolo è il nuovo vicecomandante, che ha deciso di dimostrare a ogni costo quanto la ragazza sia inadatta al posto che si è guadagnata a fatica, a meno che non tradisca l’uomo che ama. Forse il corpo di Violet è più debole di quello degli altri, ma di certo non le mancano né l’ingegno, né una volontà di ferro. E soprattutto, il vicecomandante non tiene conto della lezione più importante di Basgiath: i cavalieri di draghi si fanno le regole da soli. Ma la determinazione a sopravvivere non sarà sufficiente quest’anno. Perché Violet conosce il vero segreto nascosto da secoli all’accademia militare di Basgiath e niente, nemmeno il fuoco dei draghi, potrebbe essere sufficiente a salvarli.

Eccoci al secondo capitolo di questa fighissima serie iniziata con Fourth Wing (QUI la mia recensione) e continuata con Iron Flame. In questo seguito, atteso con estrema impazienza, ripartiamo esattamente da dove l’autrice ci aveva lasciati nel primo libro, ossia con le certezze di Violet che sono state spazzate via da rivelazioni scioccanti, con tutte le conseguenze che queste comportano. La nostra protagonista, di solito piena di risorse per affrontare qualsiasi sfida le venga posta di fronte, improvvisamente si ritrova a dover dubitare di tutto e di tutti, a non fidarsi più né di Xaden e nemmeno di se stessa e, cosa peggiore, nel tentativo di gestire una situazione troppo grande per lei, allontana i suoi più preziosi alleati, i suoi amici. Dopo i giochi di Guerra che lei e la sua squadra hanno dovuto affrontare nel primo libro, e sappiamo tutti come sono andati a finire (no, Rebecca, non sei stata ancora perdonata per le tue decisioni), le dinamiche a Basgiath sono a dir poco cambiate, sia per quanto riguarda la direzione dell’accademia sia all’interno delle rispettive Ali; l’odioso Dain è stato promosso a Wingleader, mentre Rihannon, la migliore amica di Violet, è la caposquadra. La cosa che risulta davvero problematica è che Xaden sia stato mandato al confine dei territori del regno come Luogotenente in servizio attivo e ciò è stato organizzato per limitare i rapporti tra lui e la protagonista, con non poco “disappunto” dei due e dei loro draghi che, ricordiamo, sono compagni e non possono stare separati per più di un tot di tempo. Anche se una soluzione si trova comunque, questa non risulta ottimale, specie se consideriamo tutte le questioni in sospeso che corrono tra i due che la distanza e l’impossibilità di comunicare decentemente non fanno che rendere sempre più spinose. 

In ogni caso, l’allontanamento forzato è solo una delle tattiche messe in atto dal comando dell’accademia e dell’esercito per controllare meglio i cadetti dell’accademia e in particolare i figli dei ribelli; un’altra delle mosse attuate è un cambiamento nello staff e nei metodi di insegnamento delle varie discipline studiate, che si fanno sempre più cruenti e sospetti per la direzione ancora più sanguinaria che prendono i corsi, in un modo che sembra quasi voglia spezzare i cadetti e metterli tutti uno contro l’altro. Se a questo si aggiungono delle informazioni prefabbricate e false che vengono trasmesse riguardo le zone di guerra e dei movimenti inconsueti e poco chiari che si verificano tra le mura di quelle che una volta erano zone franche come l’infermeria, l’intera faccenda comincia a essere sempre più losca.

Violet, dunque, memore di quello che ha appreso prima di fare ritorno a Basgiath e soprattutto consapevole ormai della realtà che la circonda e dai cui la maggior parte delle persone è tenuta all’oscuro, cerca con ogni mezzo di fare la sua parte procurandosi nel percorso tutta una schiera di oppositori che paiono spuntare come funghi, anzi alcuni di loro ritornano proprio dalla terra dove lei pensava di averli lasciati. La situazione continua a farsi critica e a tornare sempre di meno finché casi estremi richiedono misure estreme da cui poi sarà impossibile tornare indietro, per lei e per tutti i suoi amici e parenti; misure che sconvolgeranno drasticamente le vite e gli equilibri dell’intero regno così come di quelli confinanti. Ritornano fantasmi dal passato e rispuntano ex fastidiosi e d’impiccio, ci saranno scontri, battaglie e Death Rolls ma anche nuove scoperte e rappacificazioni, il tutto per arrivare a un finale che, accidentaccio a Rebecca, ci catapulta verso il terzo libro, che spero sia quasi pronto per essere dato alle stampe.

Venendo ai personaggi, in Iron Flame vediamo una componente maggiore rispetto a Fourth Wing di drammi e dilemmi romantici tra Violet e Xaden, le discussioni appassionate, così come la tensione tra i due è praticamente un sottofondo costante nella storia anche se, come arriveremo a capire poi, le motivazioni di tutto non sono così semplici come ci viene fatto credere in un primo momento. A essere sincera, per quanto io adori Xaden e Violet, ogni tanto mi sarebbe venuto da prenderli e scrollarli per fargli ripigliare un po’ di buon senso, veramente alle volte non capivo come potessero essere così ottusi l’uno per l’altra e anche in generale, fortuna poi però che questi erano solo brevi sprazzi in cui l’autrice cercava di imbrogliare noi poveri lettori. Per quanto riguarda il resto dei personaggi, devo dire che Rihannon e gli altri mi sono piaciuti un sacco in questo nuovo volume, gli è stato dato un filo più di margine di azione e ancora una volta si sono dimostrati preziosi all’interno dello svolgimento della trama. A proposito di quest'ultima, c’è da ammettere che alcuni particolari erano prevedibilissimi già da Fourth Wing e in generale non si può definire questa serie una novità assoluta nel panorama fantasy, per quanto Tairn e Andarna siano favolosi (specie la nostra novella adolescente draghesca con tutte le sue bizze e le sue risposte acide al buon vecchio Tairn ormai sull’orlo dello sfinimento), infatti moltissime delle dinamiche che incontriamo nel corso della storia sono già state viste in serie più vecchie, anche quel maleficissimo finale, quello ha ripreso pari pari una dinamica di una delle mie saghe preferite, motivo per cui ora che sono rimasta appesa sono nuovamente partite tutte le speculazioni e le teorie del complotto per vedere come si sbroglierà il tutto. L’autrice rimarrà fedele allo spunto che ha preso o lo farà andare avanti in maniera diversa? Io spero nel primo caso perché francamente l’altra opzione mi spaventa non poco. Comunque, a onor del vero, anche se molte scene sono già familiari, per quanto mi riguarda si può soprassedere senza alcun problema, perché in ogni caso la storia scorre fluida e incalzante, facendoci arrivare al finale al galoppo e con il batticuore, ergo, qualcuno faccia uscire i prossimi libri il prima possibile, per favore! Già mi sono giunte voci che non sarà una trilogia ma che si tratterà di una serie di almeno cinque volumi e il pensiero di dover attendere anni per il finale è a dir poco terrorrizzante.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 26 febbraio 2024

Recensione: "Bride" di Ali Hazelwood (a cura di Eleonora)

Buongiorno e buon inizio settimana, lettor*! ^^
Non vi lasciamo mai sol*, soprattutto di lunedì, che sappiamo essere uno dei giorni meno amati di tutti. Che ne dite di una bella recensione? La nostra Eleonora ci parla oggi di Bride, il nuovo romanzo paranormal romance di Ali Hazelwood, una storia avvincente e decisamente spicy. Scopritela qui sotto e fateci sapere che ne pensate. Vi aspettiamo nei commenti! ;)

Bride
di Ali Hazelwood

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 384
Genere: fantasy, paranormal romance, new adult
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 13 febbraio 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Misery Lark, l'unica figlia del più potente Consigliere dei Vampiri del Sud-ovest, è ancora una volta un'emarginata. I suoi giorni nell'anonimato tra gli Umani sono finiti: è stata chiamata a sostenere una storica alleanza per mantenere la pace tra i Vampiri e i loro più acerrimi nemici, i Lupi, e non vede altra scelta che arrendersi allo scambio. I Lupi sono spietati e imprevedibili e il loro capo, Lowe Moreland, non fa eccezione. Governa il suo branco con severa autorità, ma non senza giustizia. E, a differenza del Consiglio dei Vampiri, non senza sentimento. È chiaro, dal modo in cui segue ogni movimento di Misery, che non si fida di lei. Se solo sapesse quanto ha ragione... Perché Misery ha i suoi motivi per accettare questo matrimonio di convenienza, motivi che non hanno nulla a che vedere con la politica o le alleanze, e tutto a che fare con l'unica cosa che le sia mai importata. Ed è disposta a qualsiasi cosa pur di riavere ciò che le appartiene, anche se questo significa una vita nel territorio nemico... da sola con il lupo.

Il nuovo libro di Ali Hazelwood, con il quale l’autrice torna in libreria col botto, è Bride, un paranormal romance pieno di vampiri, licantropi, magia e scene decisamente spicy, in cui il trope principale è un enemies-to-lovers con condimento di forced marriage, una meraviglia.

La protagonista è Misery, la figlia del capo dei vampiri, che a causa di magheggi politici è cresciuta e ha vissuto per gran parte della sua vita tra gli esseri umani insieme a quella che poi è diventata sua sorella adottiva e la sua migliore, nonché unica amica. Quando un giorno però viene richiamata al Nido (così si chiama infatti il quartier generale vampirico) senza apparentemente alcun motivo, è chiaro che qualcosa bolle in pentola. Ed effettivamente la notizia che la accoglie nello studio del padre non è proprio una cosina su cui si possa sorvolare perché a quanto pare è stata promessa in sposa all’Alpha dei licantropi, nemici giurati storici dei vampiri che però ora, grazie ai trattati di pace, cercano di essere quantomeno dei pacifici vicini, dato che i territori vampirici e lupeschi sono letteralmente solo separati da un fiume.

La decisione presa dal padre e dal consiglio dei vampiri alla nostra protagonista, come prevedibile, non va per nulla a genio e la sua prima risposta è mandare allegramente tutti a quel paese, girare i tacchi e andarsene, almeno finché non le viene svelato il nome del suo futuro sposo; a quel punto Misery improvvisamente si fa interessata alla faccenda. A quanto pare infatti l’Alpha Lowe Moreland potrebbe essere coinvolto molto da vicino in una faccenda che alla nostra protagonista sta molto a cuore e quale scusa migliore per indagare se non quella di ricoprire il ruolo di mogliettina del grande capo? Detto fatto, Misery coglie la palla al balzo e si getta alla cieca tra le fauci del lupo. Un lupo peraltro molto teso e colto del tutto alla sprovvista, specialmente quando poco prima della cerimonia di nozze gli sovvengono alcuni particolari che potenzialmente potrebbero rendere la situazione a dir poco esplosiva.

Al matrimonio, ovviamente, segue l’installamento a casa dello sposo, in pieno territorio lupesco, e Misery si trova a dover fare i conti con preconcetti, odio istintivo e malfidenza nei suoi confronti. C’è da dire però che la sua istruzione e vita passata quasi completamente in mezzo agli esseri umani rende la nostra protagonista ben poco vampiresca nelle sue abitudini e nei suoi comportamenti e questo in effetti non fa che aumentare le incomprensioni con quello che ormai è il suo entourage. Se a tutto questo aggiungiamo poi la sua missione segreta, l’atmosfera in casa si può dire che non sia proprio tanto rilassata.

L’unica persona che sembra andare al di là della storica faida è una bimbetta di circa sei anni che, incurante di tutto e di tutti, trova sempre il modo per passare un po’ di tempo a giocare con la vampira, la quale, nonostante tutti i suoi sforzi di sembrare cattiva e insofferente, finisce per affezionarsi a quella strana, ma adorata da tutti, pupattola. Quello che non sa è che proprio quella adorabile bimba potrebbe essere la chiave del mistero che costituisce il suo unico pensiero fisso da mesi.

Col passare del tempo, comunque, Misery si abitua al suo nuovo status abitativo e lo stesso fanno i licantropi nei suoi confronti, cominciando a vedere in lei la persona che è, al di là del suo essere una vampira; un po’ diversa è però la questione con Lowe, infatti con lui, nonostante i rapporti si siano notevolmente ammorbiditi, rimane una costante tensione che continua a spingerli l’una verso l’altro, anche se l’alpha cerca di fare il possibile per mantenere le distanze (infatti inizialmente Misery quella tensione l’aveva scambiata per una reazione di Lowe al suo odore per lui ripugnante) e per ignorare l’evidente scintilla che è scoppiata tra loro due. Visto che però la situazione non era già abbastanza complicata, ci si mette in mezzo pure un complotto che vorrebbe vedere l’alpha Moreland, così come la sua politica di apertura e alleanza con le altre specie, deposto a favore di un vecchio regime più conservatore e più brutale. Dunque i nostri due esperimenti politici uniti in matrimonio uniscono le loro forze per affrontare anche questa minaccia. Riusciranno a mettere da parte tutti gli ostacoli, i preconcetti e i limiti che si sono autoimposti per sistemare una buona volta la situazione? Non si può dire, quello che posso dire però è che la chimica tra i due è a dir poco pronta a far saltare tutto in aria e si sviluppa in un continuo crescendo che parte dal matrimonio fino ad arrivare alle pagine finali.

 Lo stile è tipicamente quello a cui siamo abituati quando leggiamo i romance STEM di Ali Hazelwood, dinamico, frizzante e pieno di ironia, l’impostazione stessa dei capitoli ricorda molto The Love Hypothesis con un piccolo inserto iniziale che però in questo caso funge come una sorta di POV alternativo. In generale, bene o male, tutto il libro mi ha ricordato molto di più il libro d’esordio di Ali Hazelwood piuttosto che gli ultimi che ha pubblicato. I personaggi principali sono costruiti a tutto tondo e pian piano li impariamo a conoscere in tutte le loro sfaccettature, così come l’ambiente e il contesto in cui si muovono. Per quanto riguarda gli altri personaggi che troviamo nella storia, si può dire che a parte lo stretto necessario non hanno avuto chissà quale spessore caratteriale, in particolare un personaggio che costituisce un po’ il focal point dell’intera faccenda, per come viene presentato ha quasi del surreale e abbozzato, anche se in realtà per come finisce il libro questo fatto mi crea qualche aspettativa per il futuro.

Le dinamiche tra Misery e Lowe come ho già detto prima sono a dir poco esplosive e l’autrice si impegna e riesce a farcelo capire proprio fino in fondo quanto lo sono e, lasciatemelo dire, alcune scene sono a dir poco sull’orlo della combustione spontanea, ma comunque riesce a mantenere sempre un tono molto leggero e mai pesante, anche quando nelle varie descrizioni vengono inseriti interessanti particolari anatomici.

Che dire quindi? Ho adorato anche questo nuovo prodotto della penna Hazelwood ma francamente non avevo alcun dubbio, forse non lo reputo ai livelli di Love Theoretically, a mio parere il miglior romanzo che abbia scritto finora, ma comunque Bride è un romanzo estremamente ben riuscito. Spero ardentemente che in futuro pubblichi ancora libri su questo filone perché è evidente che non sbaglia mai un colpo, confermando ancora una volta la sua postazione fissa nel podio delle mie autrici preferite.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

venerdì 16 febbraio 2024

Recensione: "The Prison Healer" di Lynette Noni

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di uno dei libri che avevo in lettura questo mese e che finalmente ho terminato. Si tratta di The Prison Healer, di Lynette Noni. Ho approfittato anche dell’audiolibro su Audible per portare avanti la lettura perché ultimamente ho mille cose da fare e solo gli audiolibri riescono a venirmi incontro. Tra l’altro, a breve uscirà il secondo volume e volevo essere pronta a questa uscita e quindi ho recuperato!

The Prison Healer
di Lynette Noni

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (ed. rigida)
Pagine: 384
Genere: fantasy romance
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 4 aprile 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Kiva ha diciassette anni e ormai da tempo ricopre il ruolo di guaritrice a Zalindov, una prigione letale in cui chiunque è sacrificabile, in qualsiasi momento. Un giorno, nella sua infermeria approda la Regina Ribelle, che è stata catturata ed è gravemente malata. A Kiva viene ordinato di tenerla in vita a ogni costo affinché possa sostenere il Giudizio degli Elementi, ovvero quattro prove quasi impossibili da superare per riottenere la libertà. Consapevole che la Regina Ribelle non è in grado di affrontarle, Kiva prende il suo posto, pur sapendo che nessuno, in realtà, è mai sopravvissuto. Mentre Zalindov è in fermento e pregusta morte e distruzione, a vegliare su Kiva e ad aiutarla interviene un nuovo, misterioso detenuto, che piano piano si conquista un posto speciale nel suo cuore.

The Prison Healer era una delle uscite dello scorso anno che più mi attiravano, soprattutto per l’ambientazione. Il romanzo è infatti interamente ambientato all’interno della prigione di Zalindov. Kiva è una sopravvissuta, vive a Zalindov da dieci anni e fa la guaritrice. Il suo è un ruolo sacrificabile come un altro all’interno della realtà in cui vive, ma lei è una combattiva e cerca di tenere duro per non morire. Tra l’altro, la sua famiglia le ha promesso che arriverà a salvarla ed è proprio in vista di questa prospettiva che Kiva continua a resistere. Kiva fa del suo meglio per non legarsi troppo a qualcuno, perché a Zalindov non c’è spazio per i sentimenti, ecco perché svolge il suo lavoro in maniera fredda e scrupolosa; eppure non può fare a meno di provare affetto per il giovane Tipp, un ragazzino che le ricorda suo fratello, e che cercherà di proteggere fino alla fine. Un giorno a Zalindov viene portata una prigioniera, la Regina Ribelle Tilda, e tutti i piani di Kiva di riuscire a mantenere un profilo basso nell’attesa di fuggire da quel posto vanno in frantumi, perché alla vita della donna si lega inevitabilmente anche la sua. Tilda viene condannata al Giudizio degli Elementi, deve cioè superare quattro prove che hanno a che fare con gli elementi naturali e se riuscirà a superarli avrà salva la vita. Ma la donna è gravemente ferita e, dato che a Kiva viene ordinato di non farla assolutamente morire, sarà lei a offrirsi volontaria per le prove. Kiva non vede altra soluzione che prendere tempo in questa maniera, ma nessuno ha mai superato il Giudizio degli Elementi, nessuno può riuscirci se non con un aiuto magico. Non vi starò a rivelare come si comporterà Kiva per uscire da questa situazione, se non avete ancora letto il romanzo, troverete sicuramente molto intrigante la parte relativa al Giudizio degli Elementi. 

Mi è molto piaciuto come è stato inserito l’elemento magico all’interno della trama; sebbene non sia granché approfondito, riesce comunque a portare l’elemento fantastico in una realtà che altrimenti risulterebbe molto più cruda, triste e statica. Kiva è una protagonista tenace e l’ho apprezzata più di molte altre e sebbene cerchi di mantenere le distanze, non riesce a fare a meno di offrire sempre il suo aiuto, per quanto le sia possibile, facendo del suo meglio per alleviare le sofferenze di chiunque, persino di chi detesta. A Zalindov arriverà anche un giovane gravemente ferito, Jaren, di cui Kiva si prenderà cura e, per quanto proverà a non lasciarsi coinvolgere dal ragazzo, finirà per affezionarsi anche a lui, trovandolo un rifugio confortevole in un mondo di sofferenza. La loro storia d’amore non mi ha fatto impazzire per come è stata sviluppata, diciamo che non mi ha dato grandi batticuori, ma ho apprezzato che sia stata graduale e che non si sia persa in dettagli piccanti in cui molte autrici ormai amano indugiare (insomma, niente spicy, per fortuna!) e poi non è ciò intorno a cui ruota il romanzo (altro punto a favore!).

Un altro personaggio degno di nota è Naari, una nuova guardia carceraria di Zalindov. Sin dal primo momento l’ho vista come un personaggio un po’ enigmatico, anche ambiguo, ma andando avanti l’ho rivalutata e amata in tutto e per tutto. C’è da dire che in questo romanzo quasi ogni personaggio ha un segreto, quindi preparatevi a una serie di rivelazioni abbastanza scioccanti. La storia si fa leggere benissimo, magari non ha un ritmo super avvincente, ma per quanto mi riguarda è riuscita a tenermi incollata e a intrigarmi a dovere, tra l’altro non ho rilevato grandi problematiche stilistiche o a livello di tematiche e contenuti e già questo è più che soddisfacente. Sul finale l’autrice ci riserva un grosso colpo di scena, di quelli capaci di lasciarti a bocca aperta. Devo dire che è riuscita a prendermi in contropiede, perché non me lo aspettavo per niente, non avevo sospettato nulla e sono rimasta talmente colpita che adesso non posso che desiderare di avere tra le mani il secondo volume per scoprire cosa accadrà. 

The Prison Healer è una storia retta in maniera solida da una buona narrazione e in cui troverete intrighi, sofferenze, segreti, amore, magia, il tutto inserito in un contesto duro e claustrofobico, da cui emergono però personaggi per nulla banali. Kiva è una ragazza che tiene in mano il suo destino come sceglie lei di fare, Jaren è un ragazzo che si rivela molto diverso dai soliti bellocci che solitamente imperversano in questo tipo di romanzi, Naari è una rivelazione vera e propria. E poi anche altri personaggi, chi più chi meno, riescono a non risultare solo comparsate di poco conto. Insomma, The Prison Healer, per quanto mi riguarda, è un romanzo non indimenticabile ma di sicuro migliore di molti altri e ve lo consiglio (non in audiolibro, però. Non mi è piaciuta la lettura della narratrice Giulia Amato). Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne pensate voi di QUEL finale illegale! Sono sicura che il secondo volume sarà incredibile, considerando certe premesse...
Fonte immagini: Pinterest

martedì 6 febbraio 2024

Review Party: "Darkness & Starlight" di Sandy Giannotti

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di Darkness & Starlight, il secondo volume della serie Creature del Crepuscolo, di Sandy Giannotti. Avevo già apprezzato il primo libro, trovandolo un buon prodotto che mescola bene romance e fantasy, ma anche la novella di mezzo, Mist & Frost, si era rivelata interessante, incentrata su un personaggio secondario ma custodendo alla fine una scioccante rivelazione. Questo secondo volume è stata una conferma del talento dell’autrice, che con il suo stile riesce a coinvolgere facilmente e con la sua storia, ricca di tensioni e colpi di scena, ti avvinghia per oltre 600 pagine. Se cercate un buon romantasy italiano, una storia sui Fae che non sia troppo la copia spiccicata di altre, allora provate a leggere questa ;)
Ringrazio l’autrice per avermi invitata all’evento e avermi permesso di leggere il romanzo in anteprima inviandomi copia digitale del romanzo in cambio di un’onesta opinione.

Darkness & Starlight
di Sandy Giannotti

Serie: Creature del Crepuscolo #2
Prezzo: 1,99 € (eBook) 17,90 € (cop. flessibile) 
Pagine: 636
Genere: fantasy romance
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 1 febbraio 2024

Sono trascorsi ormai cinque anni da quando Evans ed Everan hanno lasciato Rosedale. Ma il tempo non cura ogni ferita. Evans si è rinchiusa dietro spesse mura di ghiaccio, ripudiando completamente il potere dormiente della luce dentro di sé. Everan ha trovato il figlio di Oberon, Caleb. Tuttavia, quando un Fae falena di nome Lothian si presenta nella vita di Evans ed Everan, giunge anche il momento di tornare a Rosedale. La città, però, non è più la stessa. Intanto il Regno del Crepuscolo è scosso da una misteriosa minaccia interna e ha sigillato ogni via di accesso. I confini sono impenetrabili e l’atteggiamento di Lilith, così cauto e mansueto, è sospetto. Sembra che stia aspettando qualcosa… o qualcuno. I gemelli Hargreaves si trovano costretti a una lotta contro il tempo, mentre i segreti della loro famiglia si fanno sempre più grandi. Everan decide di tacere riguardo alla maledizione che la Leannain Sith ha lanciato contro di lui anni prima. Una maledizione con la quale lo tiene in scacco. Uccidere Lilith diventa di vitale importanza, ma per poterlo fare Evans deve trovare un equilibrio in se stessa. Un equilibrio che sembra aver perso quando ha ripudiato la luce.

Se c’è una cosa che Sandy Giannotti sa fare bene quando scrive è rendere ogni emozione palpabile. Avevo già avuto modo di appurare la bravura dell’autrice nell’approfondire psicologicamente i suoi personaggi (anche in altro genere di romanzo), e ancora una volta devo dire di essere colpita da questa sua capacità. Questo resta uno dei motivi per cui ogni volta che Sandy chiama io accorro. In Ivy & Ruins avevamo imparato a conoscere un universo magico ma allo stesso tempo pericoloso, una cittadina legata a leggende straordinarie e due gemelli anch’essi straordinari, Evans ed Everan, che scopriranno un legame speciale con le creature del Piccolo Popolo che abitano sotto la collina della loro città. Il loro è sempre stato un rapporto un po’ conflittuale, si vogliono un gran bene ma inizieranno a dividerli cose non dette e segreti che creeranno sempre più fratture. Tra tensioni e scoperte di un certo livello, i due fratelli cercheranno di affrontare tutto come possono, di sopravvivere a chi cerca di distruggere il loro mondo, provando a dare il proprio contributo per salvarlo. Eppure alla fine del primo libro saranno costretti a fuggire, a lasciare Rosedale, e nulla più sarà come prima. Sono passati cinque anni ormai, da adolescenti quali erano, ritroviamo dei ragazzi più cresciuti, degli adulti ormai, e con l’età aumentano anche le responsabilità. Dopo aver vagabondato per varie città, si ritrovano infine a fermarsi a Northwood

Dimenticare il passato è difficile. Evans ci prova ad andare avanti, a non pensare al male che le è stato fatto, al tradimento subìto da parte delle persone di cui si fidava di più, ma è praticamente impossibile, e le sue ombre lo sanno meglio di lei. Tenerle a bada diventa sempre più dura, riuscire a mantenere il controllo su di esse, sulla sua vita, e pensare al futuro, diventano delle necessità impellenti. L’autrice riesce a trasmettere con chiarezza i sentimenti che bruciano dentro Evans, il suo smarrimento ma anche la sua voglia di esprimere se stessa. Il rapporto con il fratello continua a essere complesso, eppure in fondo si percepisce il bisogno di entrambi di poter riavere quello che avevano un tempo. Ma troppe cose sono successe, e alcune più gravi non le hanno ancora del tutto superate. Everan è il personaggio che mi ha colpito di più per il suo arco evolutivo. In questo secondo volume, infatti, ho avuto modo di apprezzarlo maggiormente, di sentirlo più vicino anche nelle scelte che fa. Anche lui, come Evans, è piegato da responsabilità e angosce, ma cerca comunque di fare il possibile per coloro che ama, così come ha sempre fatto.

In tutto ciò, aggiungiamoci anche i piani malefici di Lilith che dà loro filo da torcere da anni e che non sono ancora riusciti a fermare, mettiamoci in mezzo altre creature fatate che fanno da contraltare ai protagonisti, cui non bastano i guai delle loro vite, ma si ritrovano anche a dover far fronte a problemi di cuore, e poi, ancora, segreti, bugie e altri drammi. Sandy Giannotti ci porta sulle montagne russe con questo secondo volume, con scene che sembrano procedere tranquillamente e altre che ti tolgono letteralmente il fiato! I molteplici pov si spostano tra presente e passato - colmando così quell’arco temporale intercorso tra gli episodi alla fine del primo libro e quelli che seguono (raccontati prima in Mist & Frost e ora qua) - permettendoci di assaporare un’avventura fantastica che abbraccia il mondo del folklore e delle leggende legate al Piccolo Popolo, senza disdegnare un tocco romance più intenso e piacevole. 

Sicuramente non mancano, come anche nei volumi precedenti, delle tematiche importanti, che non fanno che portare valore aggiunto all’opera. Il ritmo è sempre ben cadenzato, non ci sono mai momenti morti, anzi vi ritroverete a finire il libro prima del previsto, perché una volta iniziato non riuscirete più a metterlo giù (assicurato!). Come vi dicevo già, l’autrice è riuscita a dare ancora più profondità ai suoi personaggi, a farci entrare ancora di più nelle loro teste e nei loro cuori, a farci sentire ciò che provano fino in fondo ed è con grande sensibilità che riesce a farlo. Evans braccata dalla sua oscurità e da un lui misterioso che le dà il tormento, ed Everan, un’anima scissa in più parti che cercherà di affrontare ogni prova con coraggio ma anche di mettere ordine nel suo cuore frammentato. Non posso concludere senza menzionare anche Killian, uno dei personaggi che ho rivalutato di più e che qui ha avuto un’evoluzione pazzesca. Ho amato il suo rapporto con Evans, ma soprattutto quello con Everan. L’autrice ha giocato molto bene, secondo me, questa carta ed è forse quella che tiene maggiormente incollati alla storia e che crea più tensione. Di sicuro, neanche in questo secondo libro mancano i colpi di scena (perché l'autrice non ci risparmia mai un bell'infartino al momento giusto :P) e come sempre si arriva al capitolo finale desiderando avere subito il seguito tra le mani. 

Creature del Crepuscolo è una serie fantasy romance davvero sorprendente, si denota l’attenzione ai dettagli dell’autrice, non troverete buchi di trama (tutto è collegato in maniera precisa), ma una trama incalzante, scorrevolissima, che mescola bene vari trope e clichè, riuscendo però a non scadere nella banalità. Merita una chance, se vi piace questo genere ;)


Fonte immagini: Pinterest

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