coffee_books
Visualizzazione post con etichetta sperling kupfer. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sperling kupfer. Mostra tutti i post

giovedì 9 maggio 2024

Recensione: "The Gilded Cage. La gabbia dorata" di Lynette Noni

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un altro libro terminato da non molto, The Gilded Cage. La gabbia dorata, secondo volume della serie fantasy di Lynette Noni, pubblicata da Sperling&Kupfer. Il primo volume, The Prison Healer, di cui vi ho parlato QUI, mi era piaciuto abbastanza da spingermi a recuperare subito il secondo una volta uscito, anche perché non si poteva fare altrimenti dopo QUEL finale da paura. Devo dire che anche questo secondo volume mi ha conquistata, ma vi spiego meglio nella recensione. Attenzione a eventuali SPOILER del primo volume!
Buona lettura e non dimenticate di lasciare un commentino ^^

The Gilded Cage
di Lynette Noni

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 416
Genere: fantasy, romantasy
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 5 marzo 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Dopo essere scampata alla prigione di Zalindov e al mortale Giudizio degli Elementi, Kiva Meridan è una sopravvissuta. Negli ultimi dieci anni, il suo unico obiettivo è stato quello di riunirsi alla famiglia e distruggere le persone che hanno rovinato le loro vite, ma questa missione sta diventando più complicata che mai. Ora che si sta ambientando nella capitale, scopre di non essere stata l'unica a soffrire mentre era a Zalindov: i suoi fratelli e i loro ideali sono cambiati, e ben presto la ragazza si ritroverà a nascondere segreti non solo ai propri nemici ma anche a chi ha di più caro al mondo. Fuori dalle mura della città, nel frattempo, serpeggia la tensione fra i ribelli, insieme alle voci di una crescente minaccia da parte dei regni del Nord. Questa volta, per sopravvivere, Kiva dovrà destreggiarsi in una complicata rete di bugie, in cui un passo falso potrebbe costarle tutto.

Se c’è una serie che mi sta sorprendendo davvero, di libro in libro, è proprio questa di Lynette Noni. Non pensavo potesse prendermi tanto e invece mi sono dovuta ricredere, perché riesce a distinguersi in mezzo a tanti romantasy che sembrano fatti con lo stampino. Oltre l’ambientazione originale (il primo volume è interamente ambientato in una prigione!), abbiamo anche un intreccio ben costruito. L’autrice riesce a tenere sempre viva l’attenzione, inserendo qua e là pezzi che vanno a creare un puzzle sempre più grande e articolato. In questo secondo volume devo dire che ha dato il meglio di sé, perché i colpi di scena non mancano e il finale complica talmente le cose che pensare a cosa si inventerà adesso per dipanare la matassa non è tanto semplice. Ma Lynette Noni non ci ha abituat* a cose scontate e quindi immagino che anche il terzo volume sarà bello tosto. 

In The Gilded Cage ritroviamo la nostra protagonista, Kiva, fuggita ormai da Zalindov e approdata nella capitale con Jaren. Di lui avevamo avuto modo di conoscere il segreto più grande, un segreto che continuerà ad avere un certo peso anche in questo libro, ma il fulcro del romanzo, in realtà, sarà il desiderio di Kiva di riunirsi alla sua famiglia e vendicarsi di coloro che le hanno fatto del male, rovinandole la vita, ovvero la famiglia Vallentis. Ma ciò che lei desidera non va a braccetto con ciò che prova il suo cuore, sempre più legato a Jaren. Riappropriarsi di ciò che le appartiene di diritto vorrebbe dire toglierlo a lui e se c’è qualcuno al mondo che merita di essere un sovrano è proprio Jaren. Inoltre, entrando a far parte del suo mondo, impara anche a conoscere tutti i retroscena della guerra che si è perpetrata durante gli anni della sua prigionia, e comprende che a soffrire, in realtà, non è stata solo la sua famiglia. Kiva è così combattuta. In questo libro vediamo come la sua anima sia letteralmente spezzata in due: da un lato vorrebbe riuscire a compiere il suo dovere, a essere un buon “soldato”, leale alla famiglia, e procurare loro le informazioni più utili per battere i Vallentis, dall’altro non riesce a farlo, perché si rende conto che anche la sua famiglia ha sbagliato, ha fatto del male, e non sa bene come uscirne. Si mantiene in bilico intessendo bugie, provando a fidarsi dei ritrovati fratelli, e cercando nel frattempo una soluzione che possa farla uscire da questa situazione, un modo pacifico per riavere il trono, senza che si debba ricorrere a sangue e rivolte. Ma in questa guerra non gioca soltanto lei, perché un ruolo fondamentale lo hanno anche altri personaggi. Non bisogna sottovalutare nessuno, perché se Kiva riesce a farsi degli scrupoli, c’è chi non se ne fa alcuno quando c’è di mezzo il potere…

Lynette Noni ci regala una storia molto avvincente, con protagonisti che si fanno davvero apprezzare. Kiva, con il suo divario interiore, è perfettamente caratterizzata, si riescono facilmente a comprendere tutti i suoi dubbi e le sue incertezze e spesso vorresti poterle dare un abbraccio e un po’ di conforto perché sembra che nessuno si accorga di quanto dentro di sé stia soffrendo. Il suo potere, un potere che le è molto affine ma che ancora non sa gestire bene, non fa che rendere tutto più complicato, talvolta intralciandola, ma in realtà possederlo la fa sentire davvero se stessa. Nel corso dei due volumi Kiva è sempre stata coerente, sempre disposta ad aiutare il prossimo ma anche a fare del suo meglio per sopravvivere. Riuscirà per una volta a mettere al primo posto la sua felicità? 

Jaren, che in questo libro, purtroppo, vediamo poco, è un personaggio integro, che ha valori ben saldi e che non si lascia corrompere dal potere. Potrebbe essere davvero spietato, considerando il suo vissuto e la magia che ha tra le mani, ma si limita a essere ponderato e giusto (e ci piace così). Ha un profondo rispetto per Kiva e per quello che ha passato e vorrebbe non vederla più soffrire; si fida ciecamente di lei, si apre con lei su tutto (anche troppo, povero ingenuo!), ma ancora non sa che c'è un grosso segreto a dividerli. Finalmente, approfondiamo la conoscenza di Caldon, una presenza appena accennata nel primo volume, ma qui molto più presente - e per fortuna, aggiungerei! Carismatico, sferzante, si potrebbe pensare che sia un po’ un buffone, ma non lo è affatto. È un personaggio molto intelligente, che riesce a cogliere dettagli che altri non colgono, che riesce a essere leale anche quando non ne avrebbe motivo. L’ho apprezzato tantissimo e probabilmente la storia sarebbe stata molto più noiosa senza di lui, quindi chapeau all’autrice per aver confezionato un personaggio tanto affascinante. 

Di questa serie ho gradito soprattutto che qualunque personaggio, anche i secondari, sono costruiti molto bene - e non è cosa da poco, credetemi. Non sono personaggi che restano sullo sfondo e piatti come una tavola da surf, ma ognuno, nel suo piccolo, ha un ruolo fondamentale ai fini della storia, e l’autrice è attenta a non farli assomigliare mai a delle macchiette, ma conferisce loro il giusto spessore. Questa premessa è rivolta in particolare ai fratelli di Kiva, Torell e Zuleeka, una presenza nebulosa nel primo volume, ma qui determinante. Riusciamo a scoprire come anche loro hanno trascorso i dieci anni lontani, gli anni che Kiva ha passato a Zalindov. Suo fratello ha sofferto tanto e avrebbe voluto fare qualcosa per aiutarla, mentre Zuleeka ha sempre voluto rispettare le volontà della madre. Ha poi preso in mano la situazione, si è messa a capo dei ribelli e ha portato avanti una guerra con l’astuzia di una vipera, la stessa vipera che porta in forma di maschera sul volto quando attacca i suoi nemici. Zuleeka è un personaggio molto complesso e anche ambiguo, il più delle volte non sai a cosa credere, appare sincera e pentita ma subito dopo tira fuori le zanne ed è pronta a mordere e sputare veleno. Non dico altro per non rischiare di fare spoiler, ma sappiate che per la sua personalità e per le sorprese che riserva, è un personaggio davvero ben costruito (ma l'ho anche odiato un bel po'). 

Ci sarebbe molto altro di cui parlare, ma voglio solo dirvi che, se cercate una storia che non sia per nulla banale e abbia dei risvolti inattesi, questa è sicuramente la lettura ideale. Per gran parte del romanzo pensi che non stia succedendo chissà cosa e che probabilmente ti annoierai, poi non si sa come ti ritrovi a finire il libro perché prendono il sopravvento situazioni inaspettate che ti lasciano senza fiato. È tutto ben ponderato, un'alternanza di momenti tranquilli ad altri più movimentati, verso la fine diventa tutto più spasmodico e la tensione altissima vi porterà a urlare davanti al cliffhanger. Lynette Noni sa decisamente il fatto suo. Sa come avvinghiare l* lettor*, sa come farl* affezionare ai personaggi e sa come darti la batosta finale e farti desiderare ardentemente il volume successivo. Vi consiglio assolutamente questa serie che, rispetto ad altre dello stesso genere, merita più considerazione. Adesso resto in attesa del terzo volume, che dovrebbe essere il conclusivo, ma non oso immaginare cosa succederà, che ansia! :P

Fonte immagini: Pinterest

martedì 19 marzo 2024

Recensione: "Iron Flame" di Rebecca Yarros (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Rieccoci con una nuova recensione! Oggi la nostra Eleonora ci parla di Iron Flame, di Rebecca Yarros, seguito del fenomeno del Book Tok Fourth Wing. Scopriamo cosa ne pensa di questo secondo volume. Voi lo avete letto? Lasciateci un commento per dirci se vi è piaciuto ;) A presto!

Iron Flame
di Rebecca Yarros

Prezzo: 11,99 € (eBook) 18,90 € (cop. rigida)
Pagine: 672
Genere: fantasy, romantasy
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2024

Tutti si aspettavano che Violet Sorrengail morisse durante il suo primo anno all’accademia militare di Basgiath, compresa lei stessa. Ma la Trebbiatura è stata solo la prima, difficilissima prova per eliminare i candidati più insicuri, indegni e sfortunati. Ora inizia l’addestramento vero e proprio, e Violet già si chiede come farà a superarlo. Perché non sarà soltanto terribilmente estenuante, brutale e progettato per testare la capacità dei cavalieri di resistere al dolore oltre ogni limite. Il vero pericolo è il nuovo vicecomandante, che ha deciso di dimostrare a ogni costo quanto la ragazza sia inadatta al posto che si è guadagnata a fatica, a meno che non tradisca l’uomo che ama. Forse il corpo di Violet è più debole di quello degli altri, ma di certo non le mancano né l’ingegno, né una volontà di ferro. E soprattutto, il vicecomandante non tiene conto della lezione più importante di Basgiath: i cavalieri di draghi si fanno le regole da soli. Ma la determinazione a sopravvivere non sarà sufficiente quest’anno. Perché Violet conosce il vero segreto nascosto da secoli all’accademia militare di Basgiath e niente, nemmeno il fuoco dei draghi, potrebbe essere sufficiente a salvarli.

Eccoci al secondo capitolo di questa fighissima serie iniziata con Fourth Wing (QUI la mia recensione) e continuata con Iron Flame. In questo seguito, atteso con estrema impazienza, ripartiamo esattamente da dove l’autrice ci aveva lasciati nel primo libro, ossia con le certezze di Violet che sono state spazzate via da rivelazioni scioccanti, con tutte le conseguenze che queste comportano. La nostra protagonista, di solito piena di risorse per affrontare qualsiasi sfida le venga posta di fronte, improvvisamente si ritrova a dover dubitare di tutto e di tutti, a non fidarsi più né di Xaden e nemmeno di se stessa e, cosa peggiore, nel tentativo di gestire una situazione troppo grande per lei, allontana i suoi più preziosi alleati, i suoi amici. Dopo i giochi di Guerra che lei e la sua squadra hanno dovuto affrontare nel primo libro, e sappiamo tutti come sono andati a finire (no, Rebecca, non sei stata ancora perdonata per le tue decisioni), le dinamiche a Basgiath sono a dir poco cambiate, sia per quanto riguarda la direzione dell’accademia sia all’interno delle rispettive Ali; l’odioso Dain è stato promosso a Wingleader, mentre Rihannon, la migliore amica di Violet, è la caposquadra. La cosa che risulta davvero problematica è che Xaden sia stato mandato al confine dei territori del regno come Luogotenente in servizio attivo e ciò è stato organizzato per limitare i rapporti tra lui e la protagonista, con non poco “disappunto” dei due e dei loro draghi che, ricordiamo, sono compagni e non possono stare separati per più di un tot di tempo. Anche se una soluzione si trova comunque, questa non risulta ottimale, specie se consideriamo tutte le questioni in sospeso che corrono tra i due che la distanza e l’impossibilità di comunicare decentemente non fanno che rendere sempre più spinose. 

In ogni caso, l’allontanamento forzato è solo una delle tattiche messe in atto dal comando dell’accademia e dell’esercito per controllare meglio i cadetti dell’accademia e in particolare i figli dei ribelli; un’altra delle mosse attuate è un cambiamento nello staff e nei metodi di insegnamento delle varie discipline studiate, che si fanno sempre più cruenti e sospetti per la direzione ancora più sanguinaria che prendono i corsi, in un modo che sembra quasi voglia spezzare i cadetti e metterli tutti uno contro l’altro. Se a questo si aggiungono delle informazioni prefabbricate e false che vengono trasmesse riguardo le zone di guerra e dei movimenti inconsueti e poco chiari che si verificano tra le mura di quelle che una volta erano zone franche come l’infermeria, l’intera faccenda comincia a essere sempre più losca.

Violet, dunque, memore di quello che ha appreso prima di fare ritorno a Basgiath e soprattutto consapevole ormai della realtà che la circonda e dai cui la maggior parte delle persone è tenuta all’oscuro, cerca con ogni mezzo di fare la sua parte procurandosi nel percorso tutta una schiera di oppositori che paiono spuntare come funghi, anzi alcuni di loro ritornano proprio dalla terra dove lei pensava di averli lasciati. La situazione continua a farsi critica e a tornare sempre di meno finché casi estremi richiedono misure estreme da cui poi sarà impossibile tornare indietro, per lei e per tutti i suoi amici e parenti; misure che sconvolgeranno drasticamente le vite e gli equilibri dell’intero regno così come di quelli confinanti. Ritornano fantasmi dal passato e rispuntano ex fastidiosi e d’impiccio, ci saranno scontri, battaglie e Death Rolls ma anche nuove scoperte e rappacificazioni, il tutto per arrivare a un finale che, accidentaccio a Rebecca, ci catapulta verso il terzo libro, che spero sia quasi pronto per essere dato alle stampe.

Venendo ai personaggi, in Iron Flame vediamo una componente maggiore rispetto a Fourth Wing di drammi e dilemmi romantici tra Violet e Xaden, le discussioni appassionate, così come la tensione tra i due è praticamente un sottofondo costante nella storia anche se, come arriveremo a capire poi, le motivazioni di tutto non sono così semplici come ci viene fatto credere in un primo momento. A essere sincera, per quanto io adori Xaden e Violet, ogni tanto mi sarebbe venuto da prenderli e scrollarli per fargli ripigliare un po’ di buon senso, veramente alle volte non capivo come potessero essere così ottusi l’uno per l’altra e anche in generale, fortuna poi però che questi erano solo brevi sprazzi in cui l’autrice cercava di imbrogliare noi poveri lettori. Per quanto riguarda il resto dei personaggi, devo dire che Rihannon e gli altri mi sono piaciuti un sacco in questo nuovo volume, gli è stato dato un filo più di margine di azione e ancora una volta si sono dimostrati preziosi all’interno dello svolgimento della trama. A proposito di quest'ultima, c’è da ammettere che alcuni particolari erano prevedibilissimi già da Fourth Wing e in generale non si può definire questa serie una novità assoluta nel panorama fantasy, per quanto Tairn e Andarna siano favolosi (specie la nostra novella adolescente draghesca con tutte le sue bizze e le sue risposte acide al buon vecchio Tairn ormai sull’orlo dello sfinimento), infatti moltissime delle dinamiche che incontriamo nel corso della storia sono già state viste in serie più vecchie, anche quel maleficissimo finale, quello ha ripreso pari pari una dinamica di una delle mie saghe preferite, motivo per cui ora che sono rimasta appesa sono nuovamente partite tutte le speculazioni e le teorie del complotto per vedere come si sbroglierà il tutto. L’autrice rimarrà fedele allo spunto che ha preso o lo farà andare avanti in maniera diversa? Io spero nel primo caso perché francamente l’altra opzione mi spaventa non poco. Comunque, a onor del vero, anche se molte scene sono già familiari, per quanto mi riguarda si può soprassedere senza alcun problema, perché in ogni caso la storia scorre fluida e incalzante, facendoci arrivare al finale al galoppo e con il batticuore, ergo, qualcuno faccia uscire i prossimi libri il prima possibile, per favore! Già mi sono giunte voci che non sarà una trilogia ma che si tratterà di una serie di almeno cinque volumi e il pensiero di dover attendere anni per il finale è a dir poco terrorrizzante.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 26 febbraio 2024

Recensione: "Bride" di Ali Hazelwood (a cura di Eleonora)

Buongiorno e buon inizio settimana, lettor*! ^^
Non vi lasciamo mai sol*, soprattutto di lunedì, che sappiamo essere uno dei giorni meno amati di tutti. Che ne dite di una bella recensione? La nostra Eleonora ci parla oggi di Bride, il nuovo romanzo paranormal romance di Ali Hazelwood, una storia avvincente e decisamente spicy. Scopritela qui sotto e fateci sapere che ne pensate. Vi aspettiamo nei commenti! ;)

Bride
di Ali Hazelwood

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 384
Genere: fantasy, paranormal romance, new adult
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 13 febbraio 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Misery Lark, l'unica figlia del più potente Consigliere dei Vampiri del Sud-ovest, è ancora una volta un'emarginata. I suoi giorni nell'anonimato tra gli Umani sono finiti: è stata chiamata a sostenere una storica alleanza per mantenere la pace tra i Vampiri e i loro più acerrimi nemici, i Lupi, e non vede altra scelta che arrendersi allo scambio. I Lupi sono spietati e imprevedibili e il loro capo, Lowe Moreland, non fa eccezione. Governa il suo branco con severa autorità, ma non senza giustizia. E, a differenza del Consiglio dei Vampiri, non senza sentimento. È chiaro, dal modo in cui segue ogni movimento di Misery, che non si fida di lei. Se solo sapesse quanto ha ragione... Perché Misery ha i suoi motivi per accettare questo matrimonio di convenienza, motivi che non hanno nulla a che vedere con la politica o le alleanze, e tutto a che fare con l'unica cosa che le sia mai importata. Ed è disposta a qualsiasi cosa pur di riavere ciò che le appartiene, anche se questo significa una vita nel territorio nemico... da sola con il lupo.

Il nuovo libro di Ali Hazelwood, con il quale l’autrice torna in libreria col botto, è Bride, un paranormal romance pieno di vampiri, licantropi, magia e scene decisamente spicy, in cui il trope principale è un enemies-to-lovers con condimento di forced marriage, una meraviglia.

La protagonista è Misery, la figlia del capo dei vampiri, che a causa di magheggi politici è cresciuta e ha vissuto per gran parte della sua vita tra gli esseri umani insieme a quella che poi è diventata sua sorella adottiva e la sua migliore, nonché unica amica. Quando un giorno però viene richiamata al Nido (così si chiama infatti il quartier generale vampirico) senza apparentemente alcun motivo, è chiaro che qualcosa bolle in pentola. Ed effettivamente la notizia che la accoglie nello studio del padre non è proprio una cosina su cui si possa sorvolare perché a quanto pare è stata promessa in sposa all’Alpha dei licantropi, nemici giurati storici dei vampiri che però ora, grazie ai trattati di pace, cercano di essere quantomeno dei pacifici vicini, dato che i territori vampirici e lupeschi sono letteralmente solo separati da un fiume.

La decisione presa dal padre e dal consiglio dei vampiri alla nostra protagonista, come prevedibile, non va per nulla a genio e la sua prima risposta è mandare allegramente tutti a quel paese, girare i tacchi e andarsene, almeno finché non le viene svelato il nome del suo futuro sposo; a quel punto Misery improvvisamente si fa interessata alla faccenda. A quanto pare infatti l’Alpha Lowe Moreland potrebbe essere coinvolto molto da vicino in una faccenda che alla nostra protagonista sta molto a cuore e quale scusa migliore per indagare se non quella di ricoprire il ruolo di mogliettina del grande capo? Detto fatto, Misery coglie la palla al balzo e si getta alla cieca tra le fauci del lupo. Un lupo peraltro molto teso e colto del tutto alla sprovvista, specialmente quando poco prima della cerimonia di nozze gli sovvengono alcuni particolari che potenzialmente potrebbero rendere la situazione a dir poco esplosiva.

Al matrimonio, ovviamente, segue l’installamento a casa dello sposo, in pieno territorio lupesco, e Misery si trova a dover fare i conti con preconcetti, odio istintivo e malfidenza nei suoi confronti. C’è da dire però che la sua istruzione e vita passata quasi completamente in mezzo agli esseri umani rende la nostra protagonista ben poco vampiresca nelle sue abitudini e nei suoi comportamenti e questo in effetti non fa che aumentare le incomprensioni con quello che ormai è il suo entourage. Se a tutto questo aggiungiamo poi la sua missione segreta, l’atmosfera in casa si può dire che non sia proprio tanto rilassata.

L’unica persona che sembra andare al di là della storica faida è una bimbetta di circa sei anni che, incurante di tutto e di tutti, trova sempre il modo per passare un po’ di tempo a giocare con la vampira, la quale, nonostante tutti i suoi sforzi di sembrare cattiva e insofferente, finisce per affezionarsi a quella strana, ma adorata da tutti, pupattola. Quello che non sa è che proprio quella adorabile bimba potrebbe essere la chiave del mistero che costituisce il suo unico pensiero fisso da mesi.

Col passare del tempo, comunque, Misery si abitua al suo nuovo status abitativo e lo stesso fanno i licantropi nei suoi confronti, cominciando a vedere in lei la persona che è, al di là del suo essere una vampira; un po’ diversa è però la questione con Lowe, infatti con lui, nonostante i rapporti si siano notevolmente ammorbiditi, rimane una costante tensione che continua a spingerli l’una verso l’altro, anche se l’alpha cerca di fare il possibile per mantenere le distanze (infatti inizialmente Misery quella tensione l’aveva scambiata per una reazione di Lowe al suo odore per lui ripugnante) e per ignorare l’evidente scintilla che è scoppiata tra loro due. Visto che però la situazione non era già abbastanza complicata, ci si mette in mezzo pure un complotto che vorrebbe vedere l’alpha Moreland, così come la sua politica di apertura e alleanza con le altre specie, deposto a favore di un vecchio regime più conservatore e più brutale. Dunque i nostri due esperimenti politici uniti in matrimonio uniscono le loro forze per affrontare anche questa minaccia. Riusciranno a mettere da parte tutti gli ostacoli, i preconcetti e i limiti che si sono autoimposti per sistemare una buona volta la situazione? Non si può dire, quello che posso dire però è che la chimica tra i due è a dir poco pronta a far saltare tutto in aria e si sviluppa in un continuo crescendo che parte dal matrimonio fino ad arrivare alle pagine finali.

 Lo stile è tipicamente quello a cui siamo abituati quando leggiamo i romance STEM di Ali Hazelwood, dinamico, frizzante e pieno di ironia, l’impostazione stessa dei capitoli ricorda molto The Love Hypothesis con un piccolo inserto iniziale che però in questo caso funge come una sorta di POV alternativo. In generale, bene o male, tutto il libro mi ha ricordato molto di più il libro d’esordio di Ali Hazelwood piuttosto che gli ultimi che ha pubblicato. I personaggi principali sono costruiti a tutto tondo e pian piano li impariamo a conoscere in tutte le loro sfaccettature, così come l’ambiente e il contesto in cui si muovono. Per quanto riguarda gli altri personaggi che troviamo nella storia, si può dire che a parte lo stretto necessario non hanno avuto chissà quale spessore caratteriale, in particolare un personaggio che costituisce un po’ il focal point dell’intera faccenda, per come viene presentato ha quasi del surreale e abbozzato, anche se in realtà per come finisce il libro questo fatto mi crea qualche aspettativa per il futuro.

Le dinamiche tra Misery e Lowe come ho già detto prima sono a dir poco esplosive e l’autrice si impegna e riesce a farcelo capire proprio fino in fondo quanto lo sono e, lasciatemelo dire, alcune scene sono a dir poco sull’orlo della combustione spontanea, ma comunque riesce a mantenere sempre un tono molto leggero e mai pesante, anche quando nelle varie descrizioni vengono inseriti interessanti particolari anatomici.

Che dire quindi? Ho adorato anche questo nuovo prodotto della penna Hazelwood ma francamente non avevo alcun dubbio, forse non lo reputo ai livelli di Love Theoretically, a mio parere il miglior romanzo che abbia scritto finora, ma comunque Bride è un romanzo estremamente ben riuscito. Spero ardentemente che in futuro pubblichi ancora libri su questo filone perché è evidente che non sbaglia mai un colpo, confermando ancora una volta la sua postazione fissa nel podio delle mie autrici preferite.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

venerdì 16 febbraio 2024

Recensione: "The Prison Healer" di Lynette Noni

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di uno dei libri che avevo in lettura questo mese e che finalmente ho terminato. Si tratta di The Prison Healer, di Lynette Noni. Ho approfittato anche dell’audiolibro su Audible per portare avanti la lettura perché ultimamente ho mille cose da fare e solo gli audiolibri riescono a venirmi incontro. Tra l’altro, a breve uscirà il secondo volume e volevo essere pronta a questa uscita e quindi ho recuperato!

The Prison Healer
di Lynette Noni

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (ed. rigida)
Pagine: 384
Genere: fantasy romance
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 4 aprile 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Kiva ha diciassette anni e ormai da tempo ricopre il ruolo di guaritrice a Zalindov, una prigione letale in cui chiunque è sacrificabile, in qualsiasi momento. Un giorno, nella sua infermeria approda la Regina Ribelle, che è stata catturata ed è gravemente malata. A Kiva viene ordinato di tenerla in vita a ogni costo affinché possa sostenere il Giudizio degli Elementi, ovvero quattro prove quasi impossibili da superare per riottenere la libertà. Consapevole che la Regina Ribelle non è in grado di affrontarle, Kiva prende il suo posto, pur sapendo che nessuno, in realtà, è mai sopravvissuto. Mentre Zalindov è in fermento e pregusta morte e distruzione, a vegliare su Kiva e ad aiutarla interviene un nuovo, misterioso detenuto, che piano piano si conquista un posto speciale nel suo cuore.

The Prison Healer era una delle uscite dello scorso anno che più mi attiravano, soprattutto per l’ambientazione. Il romanzo è infatti interamente ambientato all’interno della prigione di Zalindov. Kiva è una sopravvissuta, vive a Zalindov da dieci anni e fa la guaritrice. Il suo è un ruolo sacrificabile come un altro all’interno della realtà in cui vive, ma lei è una combattiva e cerca di tenere duro per non morire. Tra l’altro, la sua famiglia le ha promesso che arriverà a salvarla ed è proprio in vista di questa prospettiva che Kiva continua a resistere. Kiva fa del suo meglio per non legarsi troppo a qualcuno, perché a Zalindov non c’è spazio per i sentimenti, ecco perché svolge il suo lavoro in maniera fredda e scrupolosa; eppure non può fare a meno di provare affetto per il giovane Tipp, un ragazzino che le ricorda suo fratello, e che cercherà di proteggere fino alla fine. Un giorno a Zalindov viene portata una prigioniera, la Regina Ribelle Tilda, e tutti i piani di Kiva di riuscire a mantenere un profilo basso nell’attesa di fuggire da quel posto vanno in frantumi, perché alla vita della donna si lega inevitabilmente anche la sua. Tilda viene condannata al Giudizio degli Elementi, deve cioè superare quattro prove che hanno a che fare con gli elementi naturali e se riuscirà a superarli avrà salva la vita. Ma la donna è gravemente ferita e, dato che a Kiva viene ordinato di non farla assolutamente morire, sarà lei a offrirsi volontaria per le prove. Kiva non vede altra soluzione che prendere tempo in questa maniera, ma nessuno ha mai superato il Giudizio degli Elementi, nessuno può riuscirci se non con un aiuto magico. Non vi starò a rivelare come si comporterà Kiva per uscire da questa situazione, se non avete ancora letto il romanzo, troverete sicuramente molto intrigante la parte relativa al Giudizio degli Elementi. 

Mi è molto piaciuto come è stato inserito l’elemento magico all’interno della trama; sebbene non sia granché approfondito, riesce comunque a portare l’elemento fantastico in una realtà che altrimenti risulterebbe molto più cruda, triste e statica. Kiva è una protagonista tenace e l’ho apprezzata più di molte altre e sebbene cerchi di mantenere le distanze, non riesce a fare a meno di offrire sempre il suo aiuto, per quanto le sia possibile, facendo del suo meglio per alleviare le sofferenze di chiunque, persino di chi detesta. A Zalindov arriverà anche un giovane gravemente ferito, Jaren, di cui Kiva si prenderà cura e, per quanto proverà a non lasciarsi coinvolgere dal ragazzo, finirà per affezionarsi anche a lui, trovandolo un rifugio confortevole in un mondo di sofferenza. La loro storia d’amore non mi ha fatto impazzire per come è stata sviluppata, diciamo che non mi ha dato grandi batticuori, ma ho apprezzato che sia stata graduale e che non si sia persa in dettagli piccanti in cui molte autrici ormai amano indugiare (insomma, niente spicy, per fortuna!) e poi non è ciò intorno a cui ruota il romanzo (altro punto a favore!).

Un altro personaggio degno di nota è Naari, una nuova guardia carceraria di Zalindov. Sin dal primo momento l’ho vista come un personaggio un po’ enigmatico, anche ambiguo, ma andando avanti l’ho rivalutata e amata in tutto e per tutto. C’è da dire che in questo romanzo quasi ogni personaggio ha un segreto, quindi preparatevi a una serie di rivelazioni abbastanza scioccanti. La storia si fa leggere benissimo, magari non ha un ritmo super avvincente, ma per quanto mi riguarda è riuscita a tenermi incollata e a intrigarmi a dovere, tra l’altro non ho rilevato grandi problematiche stilistiche o a livello di tematiche e contenuti e già questo è più che soddisfacente. Sul finale l’autrice ci riserva un grosso colpo di scena, di quelli capaci di lasciarti a bocca aperta. Devo dire che è riuscita a prendermi in contropiede, perché non me lo aspettavo per niente, non avevo sospettato nulla e sono rimasta talmente colpita che adesso non posso che desiderare di avere tra le mani il secondo volume per scoprire cosa accadrà. 

The Prison Healer è una storia retta in maniera solida da una buona narrazione e in cui troverete intrighi, sofferenze, segreti, amore, magia, il tutto inserito in un contesto duro e claustrofobico, da cui emergono però personaggi per nulla banali. Kiva è una ragazza che tiene in mano il suo destino come sceglie lei di fare, Jaren è un ragazzo che si rivela molto diverso dai soliti bellocci che solitamente imperversano in questo tipo di romanzi, Naari è una rivelazione vera e propria. E poi anche altri personaggi, chi più chi meno, riescono a non risultare solo comparsate di poco conto. Insomma, The Prison Healer, per quanto mi riguarda, è un romanzo non indimenticabile ma di sicuro migliore di molti altri e ve lo consiglio (non in audiolibro, però. Non mi è piaciuta la lettura della narratrice Giulia Amato). Fatemi sapere se lo avete letto e cosa ne pensate voi di QUEL finale illegale! Sono sicura che il secondo volume sarà incredibile, considerando certe premesse...
Fonte immagini: Pinterest

giovedì 30 novembre 2023

Recensione: "Fourth Wing" di Rebecca Yarros (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di uno dei romanzi più acclamati degli ultimi tempi, Fourth Wing, romantasy (con i draghi!) di Rebecca Yarros, uscito in Italia per Sperling & Kupfer. Vi lascio alla sua opinione, ma scriveteci pure le vostra nei commenti, se avete letto o sentito parlare del libro. Siamo sempre ansiose di confrontarci con voi ;) 
A presto!

Fourth Wing
di Rebecca Yarros

Prezzo: 11,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 528
Genere: fantasy romance
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 7 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

L'accademia militare di Basgiath è la famosissima scuola per diventare cavalieri di draghi più spietata ed elitaria che ci sia. Una volta entrati non si hanno altro che due possibilità: laurearsi o morire. Violet Sorrengail già si immaginava a passare i prossimi anni circondata dai suoi amati libri e immersa nel silenzio della biblioteca. Nulla di più lontano da ciò che le sta per accadere. Quella generalessa di sua madre le ha ordinato di unirsi alle centinaia di candidati disposti a qualunque sacrificio pur di diventare parte dell'élite di Navarra: i cavalieri di draghi. Ma Violet ha solo vent'anni e un corpo ancora poco allenato alla battaglia: la morte per lei potrebbe arrivare in un lampo. I draghi, infatti, non si legano agli umani «fragili», ma li inceneriscono. E la maggior parte degli studenti non si farebbe scrupoli nell'eliminare Violet pur di migliorare le proprie possibilità di successo. Senza contare che tutti gli altri la farebbero fuori volentieri pur di punire la temibile e potente madre, compreso Xaden Riorson, il cavaliere più forte e spietato del Quadrante. E così Violet ogni sera va a dormire con la sfida di riuscire a vedere l'alba del giorno dopo...

Una delle uscite più attese di quest’anno dominato dai draghi, non quelli di case editrici ma le creature fantastiche (sì mr. Paolini, sto parlando pure di lei) è sicuramente Fourth Wing e, per chi lo aveva già letto in inglese il suo seguito, Iron Flame. Attualmente io sono qui per parlare solo del primo volume, il secondo è in fremente attesa di essere letto nella mia libreria e bando alle ciance parto subito col dire che ho adorato questo libro.

La protagonista è Violet Sorrengail, la figlia minore di un generale dell’esercito del regno di Navarra, che, per quanto riluttante, si sta preparando per affrontare la sfida più sanguinosa della sua vita fino a questo momento: il giorno della coscrizione. In questa giornata i giovani volontari del regno affrontano la prova per cui si sono preparati tutta la loro vita e che li porterà a entrare a far parte del Quadrante dei Cavalieri, o meglio entreranno prima nell’accademia di Basgiath, luogo dove verranno sottoposti a un addestramento brutale per poi arrivare, se tutto va bene, a essere scelti da un drago e diventare una volta per tutte Cavalieri, anche se ancora in addestramento. Peccato che Violet fino a sei mesi prima non aveva la minima intenzione di sottoporsi a questa prova, non ce l’ha nemmeno ora, ma con sua madre che è tra i nomi più noti dell’esercito e senza più suo padre ad appoggiarla, non ha altra scelta che abbandonare il suo sogno di essere una scriba e seguire le orme di famiglia, come hanno fatto anche i suoi due fratelli più grandi prima di lei. Le sue prospettive di sopravvivenza di certo non sono avallate da un fisico adatto alla fatica e alla salute, infatti tra i tre figli Sorrengail Violet è sempre stata la più debole e malaticcia, se a questo uniamo il fatto che in accademia ci sono tutti i figli dei ribelli sterminati da sua madre, obbligati con la forza a Basgiath, e che nutrono un ben giustificato risentimento per la donna, la giovane dà praticamente per certa la sua dipartita, o quantomeno una continua tortura per rimanere viva. Contro ogni pronostico però Violet supera le prove per essere ammessa all’accademia, grazie anche a qualche piccolo suggerimento da casa. La parte più semplice è alle spalle, ora comincia il vero inferno e a peggiorare le cose ci mancava solo Xaden Riorson, il figlio del capo dei ribelli che sin da subito l’ha presa di mira; per fortuna c’è anche Dain con lei, il suo migliore amico d’infanzia e forse anche in potenza qualcosa di più. Tra esercitazioni di battaglie, sfide all’ultimo sangue, vendette personali, segreti e sentimenti repressi che prima o poi vengono a galla, nonché un esito sorprendente per Violet, la sua avventura a Basgiath dimostra che forse la sua posizione tra i Cavalieri è esattamente il posto in cui deve stare. Il vincolo che inizialmente lega controvoglia Violet a Xaden si fa sempre più profondo e personale, complici anche due draghi alquanto focosi, in tutti i sensi, che contribuiscono ogni tanto a rendere parecchio imbarazzante l’atmosfera (avviso ai lettori potrebbero esserci delle scene per alcuni cringe per altri esilaranti). Noi poveri malcapitati soccomberemo alle dinamiche tra Violet e il Wing Leader del Quarto Quadrante, faremo il tifo per loro, ma ovviamente il “maiunagioia” è dietro l’angolo e quando si scatena la disfatta brucia enormemente (alias preparate i fazzoletti a tonnellate). Il finale si chiude con un odiosissimo cliffhanger e colpo di scena, che solo i più esperti cospirazionisti librari avevano potuto in qualche modo prevedere, i poveri comuni lettori no. A proposito di cospirazioni, una volta finito il libro non si può fare a meno di immergersi in tutte le teorie strampalate di tutto il booktok e bookstagram, oltre che in tutte le fanart, per cercare di prevedere come proseguirà la faccenda, ma questi sono dettagli.

Fourth Wing ti conquista da subito, i cliché più tradizionali di un fantasy con un buon elemento romance in mezzo ci sono tutti e a me francamente non dispiace per nulla, abbiamo la classica protagonista inizialmente debole e “più indifesa” rispetto a tutti ma che poi si dimostra quella con una maggiore forza caratteriale e inaspettatamente la migliore nel suo corso, abbiamo la controparte maschile descritta come un personaggio bellissimo e morally grey, col passato traumatico e dal cuore come un bignè alla crema (più o meno) disposto a fare di tutto per la protagonista, ma soprattutto ci sono dei “side characters” a cui noi non possiamo fare a meno che affezionarci e per i quali vorremmo fare una petizione all’autrice.

Il sistema che segna la struttura di Basgiath è semplice ma ben definito, al contrario di tutto quello che sta al di fuori di essa che è ancora molto confuso, anche se penso che capiremo di più nei prossimi libri. Il ritmo è bello acceso e tra rivalità e scaramucce c’è di che divertirsi. La traduzione italiana mi sembra ben fatta, anche se secondo me in lingua originale il libro rende molto di più, ma questa è una mia impressione generale. Veniamo ora alla parte che ho adorato di più, e come me penso molti: i draghi! Il legame che c’è tra drago e cavaliere è stato ben spiegato, con tutti i suoi pro e i suoi contro, a volte pure con un eccesso di informazioni, però le personalità dei singoli draghi fanno praticamente metà della storia da quando entrano in gioco. Tairn è favoloso, dispotico, saccente e al limite della brutalità ,sa decisamente qual è il suo ruolo e lo fa ben presente a tutti ad ogni occasione, cavalieri compresi. Ovviamente lui non è il solo e ce ne sono molti altri, ognuno di essi con un carattere ben definito, che a volte imita quello del cavaliere che si sono scelti. I draghi qui rappresentati non sono di certo adorabili lucertole cresciute, sono dei veri e propri combattenti, al pari, se forse non di più, delle loro controparti umane, e sotto certi aspetti il legame tra loro e gli esseri umani mi ricorda molto quello che c’è (ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER!!) tra le dodici streghe con i loro draghi nella serie di Throne of Glass.

Di fatto altro non rimane da dire che ho adorato Fourth Wing e che, anche se forse non sarà il libro più innovativo e geniale dell’anno, mi sono affezionata un sacco a tutti i personaggi e francamente non vedo l’ora di scoprire cosa ha in serbo l’autrice nel secondo libro, col rischio di rimanere appesa sul finale visto che a quanto pare ancora non ha iniziato a scrivere il terzo libro. Ultimo appunto: la parte romance è molto molto ben presente e a dir poco esplosiva quindi se volete allacciate le cinture e attraversate il Parapetto per entrare ufficialmente nella caserma di Basgiath.
Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

giovedì 27 luglio 2023

Recensione: "Engaged. Il libro di Renzo" di Beppe Roncari (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sul blog si parla di un fantasy italiano uscito per Sperling&Kupfer, Engaged. Il libro di Renzo, di Beppe Roncari, un retelling di un classico della letteratura italiana ma anche un libro ricco di elementi magici. Scoprite tutto nella recensione di Eleonora e lasciateci un commento ;)

Engaged. Il libro di Renzo
di Beppe Roncari

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 576
Genere: fantasy, retelling
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 16 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Da secoli impegnati in una partita senza esclusione di colpi tra Bene e Male, l'angelo Mumiah e il demone Belial stanno assistendo al rogo di Giordano Bruno, nella speranza di impossessarsi del famoso Libro segreto scritto dal filosofo nolano, custode di un grandissimo potere. Quando il volume, però, sparisce nel nulla, cominciano una ricerca forsennata che li conduce fino a Lecco e che si intreccia con la vita di due giovani: Renzo e Lucia. Promessi sposi in procinto di coronare il loro sogno d'amore, diventano pedine nella partita a scacchi tra l'angelo, che cerca in ogni modo di aiutarli, e il demone, che si serve di don Rodrigo e dei suoi bravi per impedirne le nozze. Chi dei due la spunterà? E soprattutto chi dei due riuscirà a mettere le mani sul Libro di Giordano Bruno? Beppe Roncari ci consegna una riscrittura audace e innovativa de I Promessi Sposi, nella quale, oltre ai personaggi tradizionali che tutti noi abbiamo studiato a scuola, compaiono angeli e demoni che, lottando tra loro su un piano temporale ulteriore e fantastico per la supremazia sul mondo terreno, vanno a intervenire nel destino dei protagonisti.

Engaged. Il libro di Renzo
, di Beppe Roncari, è un fantasy molto particolare che si propone di rivisitare totalmente una delle storie più importanti di tutta la letteratura italiana, I Promessi Sposi, impresa non da poco e decisamente rischiosa in cui basta veramente poco per scadere nel disastro. Ebbene possiamo affermare con certezza che, sebbene Engaged potrà non mettere d’accordo tutti i lettori, sicuramente è ben lontano da questa possibilità e sin dalla prime pagine mette in campo un lavoro da parte dell’autore molto complesso e ben studiato che va a creare a tutti gli effetti un libro, primo di una saga, molto promettente sebbene sia un po’ macchinoso da leggere, unica pecca a mio parere. Inizialmente siamo nel 1623 a Zucco da Volate, i nostri personaggi sono ancora dei giovincelli tutti presi a far baldoria, a divertirsi tra amici e partecipare agli eventi del paese, Renzo ha quindici anni e Lucia tredici. Insieme a loro a formare il gruppo principale di attori della storia troviamo anche un giovane Don Rodrigo, coetaneo di Renzo e unico erede degli Arrigoni, la famiglia che governa sul territorio e che è ferocemente in faida con i Manzoni, altra famiglia di potenti della provincia, di cui un esponente, Simone, detto “Gambarello”, fa parte della mischia che man mano costituirà il fulcro attorno cui ruota la storia. A fare loro da cornice ovviamente, man mano che avanziamo nella lettura, troviamo tutti i personaggi della storia classica, Don Abbondio, la Perpetua, Fra Cristoforo, l’Azzeccagarbugli e altri ancora. Fin qua a parte l’inizio parecchio antecedente ai Promessi Sposi parrebbe non esserci praticamente quasi nulla di diverso dall’originale, e invece no. Tra i nostri personaggi, infatti, nascoste e mimetizzate, sono all’opera le forze del male e del bene, come al solito impegnate nella più antica delle battaglie, sotto forma dell’angelo Mumiah e del demone Belial che, sia dalle loro postazioni ultraterrene sia tramite i loro servitori e le loro vestigia terrene, manovrano le mosse dei protagonisti come su una scacchiera. Qual è l’obiettivo di tutto questo affaccendarsi? Lo scopo è recuperare un libro, scritto da Giordano Bruno mentre attendeva la sua esecuzione per eresia, che custodisce un enorme potere per chi ne entra in possesso e che può cambiare le sorti del mondo.

La storia che leggiamo si intreccia abilmente con quella manzoniana, arricchendosi però di fatti storici e magia, tonnellate di magia; maghi e maghe bianchi, lupi mannari, demoni, spiriti, santi, streghe e antiche società segrete si incarnano nei protagonisti e in tanti altri attori della storia per unire al percorso verso il matrimonio di Renzo e Lucia, il ritrovamento del fatidico Libro e la vincita del bene o del male.

Tornando alla storia vera e propria, Renzo e Lucia ci vengono presentati lui come un giovanotto volenteroso e pieno di spirito di inventiva meccanica e ingegneristica che aiuta il padre nell’attività di falegname un po’ tuttofare e che scalpita per andarsene in città più grandi per costruirsi fortuna e reputazione e sposare chi vuole al villaggio; Lucia invece è ancora una piccola monella, Renzo infatti la soprannomina “scoiattolo”, che scorrazza di qua e di là per l’abitato, quello che nessuno sa però è che ha doti magiche al limite dello straordinario trasmessale dalla madre Agnese. Questi poteri le permettono anche di vedere le aure delle persone (tenetelo a mente perché poi serve per il futuro). Don Rodrigo invece all’inizio è solo Rodrigo, unico figlio di un padre dispotico e snaturato, con una predilezione per il disegno e un po’ di confusione in testa su chi è e chi vuole essere, a parte il degno erede del casato e un marchesino a cui bene o male tutto è concesso.

Tutti loro, insieme al Gambarello, formano una improbabile alleanza, almeno all’inizio, che serve ai ragazzi per fronteggiare le forze del male che circolano per il villaggio sotto mentite spoglie, la presenza di queste però a poco a poco sarà il perno per mettere in moto la ruota dei Promessi Sposi e portare a galla verità e segreti nascosti. Da metà libro in poi la storia comincia ad avvicinarsi a quella che ognuno di noi ha studiato a scuola fino a collimare in pieno con gli eventi narrati da Manzoni, ovviamente corrisponde il filone generale perché come ha fatto dall’inizio l’autore dota di una maggior complessità fantastica tutta la scena. Il nostro libro però si interrompe poco dopo che Renzo e Lucia si sono separati per cercare di trovare una soluzione alle nozze saltate per volere di un Don Rodrigo ormai preda del lato sbagliato della barricata, come proseguirà la storia? Come si intrecceranno le vicende che conosciamo con la lotta del bene e del male e con la ricerca del famigerato libro di Giordano Bruno? Ancora non è dato saperlo.

Parliamo del vero e proprio libro ora, come ho già scritto nella premessa Engaged è una storia molto interessante, si vede e si percepisce che dietro c’è un buon lavoro di ricerca e costruzione della storia, la scrittura è scorrevole e lo stile è prettamente moderno, con qualche intramezzo ogni tanto nel dialetto locale. I personaggi sono la parte più interessante di tutto il libro, sono tutti costruiti a 360°, ognuno di essi ha una storia, un carattere, un posto nella narrazione e un'evoluzione ben precisa, non c’è nemmeno uno di loro che paia buttato a caso all’interno del racconto e questo un po’ si trasforma in croce e delizia per il lettore. Veniamo infatti a quella che può essere considerata una pecca dell’intero libro. Se da un lato tutta questa particolarità che caratterizza i personaggi e i loro ruoli è molto accattivante e affascinante, dall’altro rende questo libro non semplice da leggere, non tanto per la difficoltà della scrittura quanto proprio per i millemila particolari, dettagli e collegamenti che ci sono e che bisogna tenere a mente. È un libro che richiede testa e concentrazione durante la lettura, specie quando l’autore si sbizzarrisce a fare salti di luoghi o tempi, prevalentemente nella seconda parte, e un minuto prima sei da una parte, poi improvvisamente ti ritrovi da un’altra per non parlare degli intramezzi in cui “a parlare” sono Mumiah e Belial, dalla Luna o da qualche altra dimensione ultraterrena, e due secondi dopo sono nel corpo dei personaggi all’interno della storia, a essere loro stessi pedine nel gioco. Questo purtroppo, per me, ha un po’ compromesso la lettura del romanzo che è andata avanti molto lentamente; ad ogni modo, ammetto che ho voluto leggere questo libro più che altro per curiosità della rivisitazione di un romanzo di cui, ahimè, non ho buoni ricordi e devo dire che, nonostante la lentezza con cui ho proceduto nella lettura, ne sono rimasta piacevolmente colpita.

Per finire ringrazio la Sperling&Kupfer per la copia che mi hanno gentilmente fornito, in cambio di un'onesta opinione. 
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

venerdì 14 aprile 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Il pesce che scese dall'albero" di Francesco Riva (a cura di Ms Rosewater)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
In questo nuovo appuntamento con la rubrica dedicata a bambini e ragazzi, la nostra Ms Rosewater ci parla di un testo molto particolare, Il pesce che scese dall'albero, una storia autobiografica di un ragazzo dislessico. Scoprite di più nella recensione e non dimenticate di lasciarci un commento ;) A presto!

Il pesce che scese dall'albero
di Francesco Riva

Prezzo: 5,99 € (eBook) 8,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 168
Genere: narrativa ragazzi, bambini
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 18 febbraio 2020
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Alle elementari Francesco è un disastro: non ricorda i mesi dell'anno, confonde le lettere e non riesce proprio a imparare le tabelline. L'ora di matematica - la sua bestia nera - la passa a disegnare, relegato in fondo all'aula. Finché arriva la maestra Diana, che capisce tutto: quello scolaro non è né pigro né poco intelligente, forse è dislessico. I test confermano in pieno i sospetti, ma la supermaestra ha già escogitato un piano strategico: il bambino non studierà leggendo i libri, ma ascoltando e, per esercitare la memoria, recitando. La strada non è sempre in discesa: non tutti gli insegnanti sono così preparati e ingegnosi, non tutti capiscono che, per lui, la calcolatrice non è il rimedio alla fatica di moltiplicazioni e divisioni, ma uno strumento indispensabile come sono gli occhiali per un miope. Ci vuole ostinazione, e anche qualche battaglia, per affermare i propri diritti. Ma intanto Francesco è diventato così bravo a recitare da entrare in un'accademia teatrale. E al momento di realizzare il suo primo spettacolo, mette in scena la storia più bella che conosce: quella di un bambino che, con la sua creatività e il suo talento, ha annientato l'orco-dislessia. Un'idea che porterà più di una sorpresa. Un libro dedicato ai tanti ragazzi che si sentono stupidi perché sono lenti a leggere, scrivere o fare i calcoli, e non sanno che la dislessia non è una malattia, ma solo un diverso modo di funzionare del cervello. Un modo che può rivelarsi originale e a volte geniale, come è stato per Einstein, Agatha Christie, Walt Disney, Mika e tantissimi altri. Prefazione di Giacomo Stella.

Francesco Riva è un giovane attore di origine toscana, ma milanese d'adozione. La dislessia fa parte della sua vita e per lungo tempo ha rappresentato un incubo, rendendolo spaventato e smarrito; la strada per superare l'insicurezza e arrivare ad accettare questa condizione come parte di sé è stata lunga e in questo libro Riva ci racconta la sua storia, dai primi segnali, alla diagnosi, alla vita dopo gli anni della scuola.

Capita ancora, anche se molto meno rispetto al passato, che uno studente sia sopraffatto dalla sensazione di essere l'unico a fare fatica, sia confuso e convinto di essere uno stupido, e anche al nostro autore è successo: la diagnosi di dislessia arrivò quando Francesco era alle elementari e fu per lui e la sua famiglia una liberazione, diede una spiegazione alle sue disavventure didattiche e una prospettiva da cui ripartire e, anche se non ha reso le cose più semplici, lo ha rassicurato sulla sua intelligenza e le sue capacità.

Dalla scuola primaria, con l'incontro fondamentale con la maestra Diana, alle medie, alle superiori, Riva ha acquisito la consapevolezza delle proprie possibilità e dei propri diritti (cosa non scontata), affinato tecniche di studio e per risolvere i compiti scolastici, costruendo dentro di sé sufficiente sicurezza per non temere più (o temere molto meno) la dislessia. E proprio la maestra Diana, con le sue lezioni creative fece nascere in lui l'interesse per il teatro, una passione che è cresciuta fino a diventare un lavoro che gli ha permesso di raccontare sé stesso e quindi anche la dislessia.

Francesco rivive il suo (per ora breve) percorso di vita, non solo la scuola ma le sue vicende personali e di crescita, con leggerezza, humor e serietà: la dislessia è trattata senza il linguaggio abilista che spesso tocca sopportare da parte dei media, fatto di termini come combattere, superare, vincere, che finiscono per far sentire il dislessico (o il sordo, l'autistico...) sbagliato, mancante in qualcosa, come se dovesse raggiungere gli stessi obiettivi degli altri se non vuole continuare a vivere una condizione d'inferiorità; i momenti allegri si alternano a quelli difficili, i successi ai fallimenti, come nella vita di chiunque.

Per chi non conosce la dislessia questo testo è un'introduzione ideale, che ne svela alcuni meccanismi (ho trovato particolarmente interessanti i passaggi in cui l'autore descrive in pratica come la dislessia influisce nella sua percezione e le tecniche pratiche di calcolo che lui stesso aveva elaborato), mentre per chi è dislessico sarà una lettura rassicurante, che fa sentire capiti, meno soli e dà la certezza che niente finisce con la scuola, che la dislessia non è una condanna e si può vivere felici e sviluppare i propri talenti anche con questa compagna di strada.

Consigliato a ragazzi, genitori e (soprattutto) insegnanti! 
Ms Rosewater

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...