coffee_books

mercoledì 4 febbraio 2026

Coffee&Ciak: "Marty Supreme" (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno, car* lettor*! ^^
Oggi arriva la recensione di un film uscito da poco e molto chiacchierato, soprattutto per la campagna di promozione ma anche per l'interpretazione del protagonista. Si tratta di Marty Supreme, con Timothée Chalamet e Gwyneth Paltrow. Lo ha visto per noi Ms Rosewater e ce ne parla con entusiasmo. Scoprite di più nella sua recensione e non dimenticate di lasciarci un commentino ;) A presto!

Marty Supreme

Ognuno di noi può avere quello che vuole purché sia disposto a pagarne il prezzo”. Il motto di Rupert Pumpkin di Re per una notte, scorre nelle vene di Marty Mauser: rapina, imbroglia, manipola, ruba, implora, mente, si umilia pur di raggiungere i suoi obiettivi. Abile commesso nel negozio di scarpe dello zio, dotato di una prodigiosa parlantina, è determinato a diventare un campione di ping pong. È bravo e incredibilmente sicuro di sé, dotato di un fascino trascinante, in grado di coinvolgere chiunque nei propri progetti. Ma per partecipare ai tornei ci vogliono soldi, che nemmeno lo zio - che glieli deve - vuole dargli. E allora se li prende, dando il via a una fuga vertiginosa dalla mediocrità, dalla famiglia, da una madre che lo ricatta affettivamente e dall'amante, sua vicina di casa, verso il successo e la celebrità.

Col suo aspetto da beffardo, giovanissimo Groucho Marx, è inarrestabile nella sua discesa e nei suoi trionfi; orgoglioso e arrogante, supplichevole e sottomesso, non c'è nulla di cui non sia capace pur di realizzare il suo sogno. È sempre sul limite, pronto a saltare da un altissimo trampolino con una traiettoria imprevedibile. E, mentre gioca a ping pong, cerca di trovare il denaro per finanziare i suoi viaggi e mette incinta la propria amante, travolge la vita di coloro che incontra sulla sua strada. È così non solo per gli amici che cercano di aiutarlo, ma anche per gli sconosciuti che incontra per caso (come Abel Ferrara, in un cameo cucito su misura) o aggancia: è il caso dell'attrice in declino Kay Stone (la sempre legnosa Gwyneth Paltrow) e del ricchissimo marito Milton Rockwell.

La relazione con la coppia è d'interesse economico, ed è emblematica del capitalismo americano (più attuale che mai) che fa del denaro un valore morale, non solo per dichiarare la propria superiorità, ma anche per umiliare e distruggere (un esempio assai più drammatico lo troviamo in The brutalist). Ma i due rappresentano anche una sorta di famiglia adottiva, in cui se la “madre” cede alla corte interessata di Marty per colmare il proprio vuoto, il contrasto col “padre” è inevitabile e definitivo.

L'antisemitismo dell'America post-bellica è un elemento quasi inaspettato ma sottolineato più volte, a partire dal risentimento di Rockwell per la morte del figlio nel Pacifico, che non risparmia a un reduce dai campi di concentramento.

Il tradimento e la menzogna sono le fondamenta delle relazioni: tutti tradiscono tutti, imbrogliano alla ricerca di un vantaggio truffaldino, un guadagno in denaro, amore, controllo. In fondo, Marty Mauser sfrutta gli unici mezzi che gli sono concessi e - al contrario degli altri - è consapevole delle proprie azioni e dei motivi che lo portano a compierle.

Se in A complete unknown Timothée Chalamet, nonostante l'impegno, risultava stucchevole nella ricostruzione quasi didascalica di un personaggio reale, trova in Marty Mauser, ispirato alla figura del pongista Marty Reisman, un ruolo entusiasmante, esagerato e divertente che gli dà maggiore libertà espressiva e che riesce a fare veramente suo. In scena dall'inizio alla fine, la sua interpretazione energica mantiene alta l'attenzione e contribuisce all'unità e alla fluidità narrativa. La regia riesce a esaltare questa elettricità mantenendo un ritmo sostenuto che non cala praticamente mai, culminando nel finale, abbastanza inaspettato e ironico, la fine della fuga di Marty.

Merita una menzione anche la colonna sonora, composta da canzoni degli anni '80 (troverete nella sigla d'apertura una citazione da un noto film del periodo), '50 e altro, come recitano i titoli di coda, una scelta eclettica che funziona alla grande in un film che sorprende dall'inizio alla fine.

Per chi volesse scoprire qualcosa di più sul personaggio che ha ispirato la storia di Marty Supreme, ecco un link.

Ms Rosewater


Fonte immagini: Google immagini

Nessun commento:

Posta un commento

Commentare non costa nulla!:) Lascia pure il tuo commento, sarò felice di risponderti;)

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...