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venerdì 16 dicembre 2022

Recensione: "Miss Adele Dickinson" di Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Oggi vi lascio un’altra recensione tra quelle in arretrato, ovvero Miss Adele Dickinson, di Laura Costantini. Questa serie è entrata a pieno titolo nella classifica delle più belle mai lette e più proseguo più il mio cuore si spezza all’idea che prima o poi si concluderà. Sono grata all’autrice per aver scritto una storia del genere, capace di emozionarmi costantemente e tenermi avvinghiata a sé.

Miss Adele Dickinson
di Laura Costantini
 
Prezzo: 4,99 € (eBook) 10,99 € (cop. flessibile)
Pagine: 166
Genere: romance storico, LGBT+
Editore: goWare
Data di pubblicazione: 5 novembre 2018

«Per la guerra che credi di voler portare avanti si deve essere soli».Lord Kiran di Lennox si è dato una missione: salvare i bambini di strada che affollano le strade di Londra, facili vittime delle perversioni degli aristocratici annoiati. Per farlo si avvale dell’aiuto della misteriosa Adele Dickinson, filantropa americana dal volto velato e dalla voce aspra. Ma il giovane lord e la zitella claudicante lottano contro un sistema che schiaccia tutti coloro che rappresentano un ostacolo. E che non esita a colpire lì dove fa più male.Con questo terzo episodio della serie Diario vittoriano, continua la narrazione del diario di Robert Stuart Moncliff ed entra nel vivo degli anni in cui il ragazzo ombra, ormai cresciuto è pronto a pagare il prezzo più alto sfidando l’Inghilterra vittoriana.

Eccomi di nuovo a parlarvi del Diario Vittoriano, serie splendida ambientata alla fine dell’Ottocento, che tratta di un amore puro, potente e proibito. Di questa serie si può solo amare tutto, senza eccezioni. Laura Costantini è stata capace di dar vita a una storia bellissima, curandone ogni dettaglio e facendo innamorare chiunque la legga. Impossibile non affezionarsi ai protagonisti, caratterizzati talmente bene che qualunque altro, a confronto, sembra insulso. Impossibile non lasciarsi affascinare dall’ambientazione, che si sposta tra Londra, Scozia e India e risulta sempre accurata e ben bilanciata con tutto il resto. Impossibile non trovare poetico e ammaliante lo stile dell’autrice, ogni parola scaturita dalla sua penna è così toccante e vivida da commuovere. In questo terzo volume della serie, Costantini non ci fa mancare una buona dose di tensione e drammi, così come li abbiamo trovati anche nei volumi precedenti. Le cose si fanno sempre più complicate per Robert e Kiran, che continuano a lottare contro nemici potenti e a tenere nascosto il loro amore, un sentimento che la società perbene londinese considererebbe illecito e mai comprenderebbe. Kiran è ormai una persona di spicco, un Pari d’Inghilterra, e Robert è uno degli artisti più affermati della sua epoca, oltre che giornalista e scrittore di successo. Per anni hanno tenuto testa a tutte le malelingue che circolavano su di loro, quando il sentimento che provavano non era ancora sbocciato, ma era ancora un frutto acerbo. Adesso i due sono consapevoli di ciò che provano, non riescono a stare l’uno lontano dall’altro, eppure non possono vivere quell’amore alla luce del sole, non sono liberi come vorrebbero, la società in cui vivono li condannerebbe. Robert si è legato così in matrimonio alla bella ma capricciosa Catherine, pur non amandola, ha indossato la maschera del marito perfetto così da sviare qualunque dubbio riguardo la sua "amicizia" con Lord Lennox, mentre Kiran - che non si è legato a nessuno, ma che tiene in maniera speciale alla cameriera Flossie - dall'alto della sua nuova e autorevole posizione, contribuisce a mettere in salvo vite e accoglierle in un ricovero predisposto da lui stesso. Lo fa soprattutto nei panni segreti di una stravagante zitella americana di nome Adele Dickinson, colei che di notte vaga per i bassifondi di Londra raccattando bambini e bambine dalla strada e dai bordelli, strappandoli alle mani avide dei pederasti della società inglese. Questo comporta essere costantemente in pericolo, eventualità contemplata e accettata da Kiran, che non riesce comunque a rinunciare alla sua opera caritatevole, dopo l’inferno che ha vissuto, e non può permettere qualcun altro viva sulla propria pelle le stesse cose vissute da lui. Non è facile tenere Robert a distanza con tutte le minacce che lo assediano, vorrebbe proteggerlo, tenerlo al sicuro, perché sa che chiunque gli gravita intorno potrebbe rischiare la vita, ma il loro è un legame che non si può a spezzare in alcun modo. Non c'è possibilità che uno dei due rinunci all'altro.

<<Non posso impedirti di desiderare la morte. Ma se lo fai, muoio anche io>>.

I nemici di Kiran si faranno più agguerriti, quando la posta in gioco diventerà più alta e Kiran provocherà le ire di sir Antony Ruggeri de' Spatafora, un altro uomo viscido e potente, al pari di Cavendish e, come lui, dedito a passatempi riprovevoli e immorali. Un uomo che Kiran conosce da tempo, un uomo da fermare a tutti i costi. Ma quando in ballo c’è non solo la sua vita ma anche quella di chi gli è più caro, come farà a difendersi, a portare avanti la sua battaglia senza che qualcuno ne rimanga ferito? La vendetta personale non può bastare, eppure dovrà trovare il modo di mettere fine a quella storia una volta per tutte, dovesse usare qualunque mezzo...

Anche questa volta Laura Costantini ci regala un volume breve ma particolarmente intenso, incentrato su tematiche forti e personaggi che offrono nuove sfumature da esplorare. Kiran sempre più vicino al baratro, ma nonostante tutto disposto a non arrendersi mai, la fortuna sembra baciarlo e, allo stesso tempo, farsi beffa di lui. Robert, tormentato per la distanza da mantenere, ma sempre col cuore al suo Kiran, sempre fedele a lui soltanto e disposto anche ad ammettere tutti i suoi peccati, pur di poterci stare insieme e non abbandonarlo. E il resto dei personaggi, perfettamente mossi dall’autrice come abili pennelli su una tela, con qualche aggiunta a rendere la storia ancora più intrigante, come per esempio l’ispettore Cameron, che con i suoi chiaro-scuri riesce a tenere sempre viva l’attenzione de* lettor* anche quando vorrebbero solo leggere di Robert e Kiran, pregando per un lieto fine. Una storia appassionante, con colpi di scena immancabili e una bella serie di tensioni e pericoli e tormenti interiori, eppure tutto raccontato con maestria e grazia e con uno stile talmente elegante da non riuscire a staccare gli occhi dalle pagine. Anche in questo libro si soffre, si soffre tanto e le gioie sono davvero poche, ma ho ancora fiducia che le cose possano risolversi per il meglio per i nostri due protagonisti e che, prima o poi, riescano a vivere il loro amore come meritano. Hanno fatto numerosi passi in avanti da quando si sono conosciuti a Calcutta, hanno dovuto superare parecchi ostacoli e, da giovani sprovveduti, sono adesso cresciuti e diventati uomini, si sono caricati di responsabilità e vedono il mondo in maniera diversa. Nonostante tutto, sono sempre più uniti, capaci di comunicare tramite un solo sguardo, o di comprendersi anche senza vedersi, talmente profondo è il loro sentimento. L'autrice riesce a sondarlo intimamente, a farcene cogliere la complessità e la bellezza. Raramente nella mia carriera di lettrice ho avuto modo di leggere di una coppia come questa.

Se ancora non avete fatto la conoscenza del Diario Vittoriano (nonostante le mie continue raccomandazioni? Sul serio?!), vi consiglio, anzi no, vi supplico, di dargliela. Sono certa che non ve ne pentirete. È una serie che entra nel cuore, che il cuore ve lo spacca, ma è assolutamente indimenticabile e, dopo averla letta, ringrazierete per aver conosciuto una meraviglia simile. Fidatevi!
Fonte immagini: Pinterest

giovedì 18 agosto 2022

Recensione: "Amanti: quello che il diario non dice" di Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Eccomi oggi con la recensione di una splendida novella legata alla serie del Diario vittoriano di Laura Costantini. Se mi seguite, sapete che, da quando ho iniziato questa serie, non sono più riuscita a farne a meno. Mi sono affezionata ai personaggi e innamorata di ogni cosa e la lettura di Amanti: quello che il diario non dice è stata la conferma di quanto la serie sia bella senza mezzi termini. Se ancora non l’avete conosciuta, non sapete cosa vi state perdendo. Se già l’avete letta, vi prego, supportiamoci a vicenda. Non so se arriverò alla fine di questo viaggio con cuore e mente integri. Vi lascio alla mia opinione di questo piccolo ma meraviglioso volumetto e vi aspetto nei commenti ;)

Amanti: quello che il diario non dice
di Laura Costantini

Prezzo: 0,99 € (eBook) 4,16 € (cop. flessibile)
Pagine: 103
Genere: romanzo storico, lgbt+
Editore: self-published
Data di pubblicazione: 11 febbraio 2019

Aver ceduto alla necessità di amarsi non è stato sufficiente. Il mondo di Robert e Kiran continua a obbedire alle rigide regole della morale vittoriana. Robert deve sposare la fidanzata Catherine e offrire una facciata rispettabile. È necessario. Kiran lo sa, ma la sofferenza è quella di un'anima che non può gridare il proprio amore.Questo contenuto speciale raccorda il secondo volume del Diario vittoriano, Lord Kiran di Lennox, al terzo, Miss Adele Dickinson. Contiene spoiler per chi non ha letto i primi due volumi editi da goWare.

<<Non più amici, fratelli, compagni. Ora, finalmente, amanti>>

Amanti: quello che il diario non dice è un libro di poco più di cento pagine che si pone tra il secondo e il terzo volume della serie Diario Vittoriano. Purtroppo, non credo mi sia possibile parlarvene senza fare qualche spoiler sul secondo libro, perciò se preferite andate direttamente alle righe finali della recensione. Dopo la chiusura del secondo volume buttarsi su questa novella è inevitabile e istintivo. Non puoi fare a meno di continuare a leggere delle traversie di Kiran e Robert. I nostri due giovani ne hanno passate di tutti i colori pur di non perdersi, di non rinunciare alla loro amicizia, al loro legame assoluto, un legame mal visto dalla società benpensante e bigotta dell’epoca. Il passato di Kiran, il colore della sua pelle, le sue origini sono sempre motivo di diffidenza da parte di chiunque, nonostante lui si sia riscattato, sia stato preso sotto l’ala protettrice della regina stessa, abbia acquisito titolo nobiliare e si sia elevato socialmente; agli occhi del mondo resta un selvaggio, un degenere, un invertito. Chi lo conosce bene, però, sa che Kiran è una persona dall’animo puro, leale e pronto a farsi in quattro per i più bisognosi. Robert lo conosce da anni, da quando a Calcutta per lui era soltanto il Ragazzo Ombra, ma gli era bastato un istante per capire quanto fossero simili. Adesso sono cresciuti, hanno accumulato più esperienze e sono pronti a varcare la soglia dell’età adulta. Con questa, però, giungono anche nuove responsabilità, il genere di responsabilità che ci si aspetta da due giovani facoltosi come loro, ovvero che si sposino e mettano su famiglia. Quantomeno per sopire le voci che circolano su di loro e sul loro rapporto. 

Nel secondo libro, al ritorno da un viaggio in India per conoscere il nonno di Kiran, i due si erano imbattuti in una giovane che aveva conquistato Robert immediatamente, una ragazza bellissima, figlia di un imprenditore tessile, che aveva iniziato a corteggiare con l’intenzione di farne la signora Montcliff. Questo aveva causato una sorta di frattura tra i due amici, provocando dubbi e incertezze. Ma poi c’era stata la festa di fidanzamento di Robert, dopo la quale ogni dubbio era stato dissipato. Laura Costantini aveva lasciato volutamente aperto il finale con l’intenzione di avvinghiare il lettore e fargli desiderare il seguito. In questa novella scopriamo cosa è avvenuto subito dopo. Sappiamo che Catherine è un osso duro, una ragazza che sa quello che vuole e non ha intenzione di farselo sottrarre. Lei vuole Robert, vuole diventare sua moglie, il suo centro, la sua unica famiglia. E di dividerlo con Kiran non se ne parla proprio. Tra i due si innesca una sorta di guerra a colpi di trovate astute e colpi bassi e se tutto questo riesce a infastidire Robert, che non può fare a meno di portare avanti la farsa con Catherine, è ormai troppo tardi per tornare indietro. Sia Robert che Kiran devono indossare le loro maschere, fare buon viso a cattivo gioco, lasciare che si arrivi al matrimonio, tutto ciò che è necessario per distogliere l’attenzione dalla verità... e la verità è che, alla fine, loro si sono amati davvero e hanno intenzione di continuare a farlo. Non sono disposti a rinunciare l’uno all’altro, sebbene qualche complice e amico consigli loro di separarsi una volta per tutte (tranne Aldus Shelby, che tu sia benedetto! Hai detto quello che tutt* noi lettor* volevamo sentire).

<<Ma non chiedevano altro che amarsi. Sentirsi, stringersi, respirarsi l’anima>>

E così assisteremo a un tira e molla che ci farà scoppiare il cuore, con questi due giovani che muoiono dalla voglia di stare insieme, di toccarsi, di baciarsi ma che devono frenarsi, stare in guardia, fare attenzione a non destare sospetti perché il sogno che stanno vivendo potrebbe trasformarsi all’improvviso in un incubo.

Questa novella per me ha rappresentato la perfezione. Laura Costantini riesce a toccare corde che nemmeno sapevo esistessero nel mio cuore. Riesce a trasmettere ogni emozione possibile e a tenere la tensione sempre alta. Il suo stile è impeccabile e con ogni parola riesce a smuovere sensazioni inaspettate in chi legge. Ho perso il sonno con questa storia, con l’amore disperato tra Kiran e Robert, con le loro vicende travagliate, ricche di angst, ma così belle da esplorare e vivere. Oltre la storia d’amore sublime e i personaggi caratterizzati alla perfezione, abbiamo anche sullo sfondo un’epoca vittoriana di grande impatto, che ci permette di immergerci totalmente nell’ambiente descritto, grazie all’accuratezza dell’autrice nel ricreare un quadro storico preciso e dettagliato, frutto di studi chiaramente ben approfonditi. Se cercate un romanzo storico degno di questo nome, forbidden love, con tanto angst e siete dispost* a farvi un pochino calpestare il cuore, allora dovete conoscere assolutamente il Diario Vittoriano
Amanti: quello che il diario non dice è una piccola perla di questa serie, un volume irrinunciabile per approfondire ancora di più il legame dei due protagonisti (e per leggere di qualche gioia, dopo le tante sofferenze), un legame puro e bellissimo che purtroppo nell’epoca in cui è ambientato non poteva essere vissuto a dovere, non veniva compreso, né accettato. I diari di Robert ci riportano tutta la verità che si cela dietro le apparenze, che si cela nel suo cuore dietro la maschera che è costretto a indossare e ci mostrano quanto possa essere estenuante dover mentire e non poter vivere liberamente i propri sentimenti. Ma un po’ di sana follia e coraggio possono far sì che regole e paure vengano superate. Niente più limiti, solo la libertà di viversi (anche se chissà per quanto).
Non posso che dare il massimo dei voti a questo volume che mi ha conquistata come i precedenti e vi avviso che prestissimo tornerò a parlare di questa serie, perché vado avanti a leggerla come se non ci fosse un domani.


Fonte immagini: Pinterest
Art: Dany&Dany

sabato 23 luglio 2022

Recensione: "Lord Kiran di Lennox" di Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Oggi sono qui per parlarvi del secondo volume della serie del Diario Vittoriano di Laura Costantini, Lord Kiran di Lennox. Come sapete, ho amato il primo volume (QUI la recensione), talmente tanto che non potevo non acquistare anche il secondo e proseguire questa serie che si sta rivelando sempre più bella e toccante. Ormai penso di aver trovato la mia lettura preferita di quest’anno, il Diario vittoriano è davvero una lettura unica, non solo per chi apprezza le tematiche LGBT+, ma anche per chi cerca una storia indimenticabile.

Lord Kiran di Lennox
di Laura Costantini

Serie: Diario Vittoriano #2
Prezzo: 12,99 € (cop. flessibile)
Pagine: 216
Genere: romance storico, lgbt+
Editore: goWare
Data di pubblicazione: 11 dicembre 2017

Un incontro d’anime. Questo è accaduto tra Robert, scrittore e pittore, e Kiran, conte e filantropo. A niente sono serviti rancori fanciulleschi, orgoglio, paura. Sono destinati a ritrovarsi. E nell’attesa del processo che, a pochi anni di distanza da quello subito da Oscar Wilde, si appresta a distruggere vita e reputazione di Robert, i suoi diari sono lì, pronti a restituirgli un’adolescenza che ha saputo sconfiggere ogni convenzione. E che a quelle anime innamorate ha concesso di trovarsi e toccarsi. Unirsi. Questo è il secondo episodio della serie Diario vittoriano.

Non è stato facile, dopo aver finito di leggere Il Ragazzo Ombra, non continuare a pensare, quasi ossessivamente, a Robert e Kiran, due personaggi che in poco tempo mi sono entrati nel cuore. Nel primo libro del Diario Vittoriano di Laura Costantini li avevo visti avvicinarsi, due anime solitarie che si erano riconosciute, due giovani appartenenti a due mondi completamente diversi che però erano state capaci di aiutarsi a vicenda. Uno, Robert, puro e ingenuo, l’altro, Kiran, vittima delle crudeltà di un uomo malvagio. Le loro vite si sono intrecciate non senza conseguenze, portandoli a stringere una solida amicizia, un’amicizia che si sarebbe rivelata più forte di ogni altra cosa, un legame totale e incondizionato. In tanti hanno cercato di separarli, non vedendo di buon occhio il loro rapporto, soprattutto considerando la reputazione di Kiran, ma entrambi hanno dimostrato di poter affrontare qualunque ostacolo perché non c’era modo di separarli, di spezzare ciò che i due avevano instaurato, qualcosa che nessun altro poteva capire. La vita si sarebbe poi messa di mezzo, con tutte le sue incognite e i suoi ostacoli, portandoli a crescere, a prendere decisioni difficili, anche a separarsi, ma mai nei loro cuori, mai realmente. Il secondo volume intreccia ancora vari fili temporali che portano chi legge ad avere piccole tessere di un puzzle tra le mani da mettere insieme. Passato, presente e futuro si intersecano sotto i nostri occhi e veniamo catapultati di nuovo nella vita di questi due giovani che chiaramente provano un sentimento forte l’uno per l’altro ma che non possono viverlo, non senza creare scandalo nella società in cui vivono, una società che non concede a due uomini di amarsi, una società che pregiudica e scoraggia sentimenti considerati fuori natura. Dovranno lottare per affermare il loro legame, tenerne nascosta la sua vera natura, persino a loro stessi, e, soprattutto, dovranno vedersela con il ritorno di un perfido nemico, Lord Cavendish, che non ha nessun intenzione di lasciar perdere ogni rivendicazione su Kiran e che ne ostacolerà in ogni modo l’ascesa in società.

Anche questo secondo volume, come il primo, si è fatto amare profondamente. Laura Costantini non è solo brava a ricreare una perfetta epoca vittoriana, ma anche una storia intensa e coinvolgente capace di scuotere il lettore nel profondo. Robert e Kiran sono diventati parte del mio cuore, hanno occupato un posto da cui nessuno potrai mai più scalzarli ed è tutto merito di un’autrice che ha la capacità di dar vita a personaggi che sembrano uscire dalla carta e diventare reali. La storia che Costantini ci racconta non è solo una semplice storia d’amore, è una storia che parla di amicizia, di riscatto, di dolore, di patimenti, di crescita, di vendetta, di espiazione dei propri peccati. Kiran, nonostante il suo passato, nonostante i nemici alle costole, cercherà di andare avanti per la sua strada e promuovere l’intento di salvare quante più anime perse possibile. Lo farà nei panni di una donna, indossando una maschera che lo tenga al sicuro dalle malelingue e non gli procuri altri guai, ma che gli possa permettere di evitare ad altri ciò che ha passato lui. Robert, per quanto gli si continui a consigliare di guardarsi da ciò che rappresenta agli occhi del mondo la sua amicizia con Kiran, non riuscirà mai realmente a stargli lontano, sempre desideroso di proteggerlo, di tenerlo accanto a sé, di ammirarlo chiedendosi cosa sia quel sentimento al quale non riesce a dare un nome. Le pagine dei suoi diari si impregnano di parole e dubbi e domande e lì, forse, la risposta è già impressa tra le righe

Lord Kiran di Lennox è un secondo capitolo ancora più bello del primo, che mi ha fatto tremare d’emozione come non mi capitava da tempo, mi ha riempito gli occhi di commozione, mi ha tenuta incollata alle pagine, incapace di staccarmene. Non so più dire quanto meravigliosa diventi questa serie andando avanti, so soltanto che prima o poi finirà e io non sarò pronta a lasciarla andare, a lasciare andare Robert e Kiran. Lo stile di Laura Costantini è un toccasana, limpido, espressivo, ineguagliabile. Ho avuto modo di apprezzarlo leggendo Il Ragazzo Ombra e l’autoconclusivo Il Varcaporta, e lo continuo ad apprezzare ancora. Un’autrice italiana e una serie, quella del Diario Vittoriano, che meritano di avere frotte di fan per la loro rara bellezza. Concedetevi di conoscere entrambi, addentratevi nel mondo torbido e allo stesso tempo affascinante di Robert e Kiran, due ragazzi che, nonostante gli ostacoli, daranno prova di un amore che supera ogni barriera. 
Fonte immagini: Pinterest

venerdì 27 maggio 2022

Recensione: "Il Ragazzo Ombra" di Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Oggi vi parlo di un romanzo meraviglioso, Il Ragazzo Ombra, di Laura Costantini. Di questa autrice, di recente, ho recensito anche Il Varcaporta, un fantasy steampunk con elementi lgbtqia+ che mi è molto piaciuto, mentre adesso vi parlo del primo libro della sua serie più famosa, quella del Diario Vittoriano. Vi avevo promesso che ve ne avrei parlato e sto mantenendo la promessa, anche perché vorrei davvero che conosceste questa bellissima storia.

Il Ragazzo Ombra
di Laura Costantini

Serie: Diario Vittoriano #1
Prezzo: 4,99 € (eBook) 12,99 € (cop. flessibile)
Pagine: 228
Genere: romance storico, lgbtqia+
Editore: goWare
Data di pubblicazione: 16 giugno 2017

Robert Stuart Moncliff è un romanziere e un ritrattista affermato. Nell’autunno del 1901 chiuso nel castello di famiglia, su una scogliera scozzese, rilegge il diario degli ultimi vent’anni. Un’assenza pesa su di lui: la persona più importante della sua vita. Un tredicenne dagli incredibili occhi d’oro apparso come un’ombra, sotto la luna piena nell’aprile del 1881. Nella lettura Robert rivive la gioia passata, unica cura per superare il giudizio della società vittoriana che ora lo condanna. Il ragazzo ombra è il primo episodio della serie Diario vittoriano.

Non so davvero da dove iniziare a parlarvi di questo libro senza perdere ogni contegno e sclerare come una ragazzina. Il Ragazzo Ombra è stata decisamente una delle migliori letture dell’anno, probabilmente una delle migliori letture di sempre. Probabilmente il libro della vita. Mi sono completamente innamorata di questo libro che con la sua storia semplice e toccante è riuscito a regalarmi emozioni che non credevo possibili. Ho letto questo libro già da un po’, ma di recente ho voluto ascoltare anche l’audiolibro letto dall’autrice stessa per avere di nuovo fresca la storia e potervene parlare per bene. Il Ragazzo Ombra è un libro perfetto, assolutamente P.E.R.F.E.T.T.O. Per lo stile dell’autrice, per la delicatezza della storia, per l’esclusività del rapporto che si crea tra i protagonisti, per la bellezza dei paesaggi, per tutto ciò che di vero c’è intrecciato a una trama incredibilmente bella. Per tutto ciò che riesce a suscitare e anche di più. Sapete che mi esalto solo quando un libro merita davvero e, in questo caso, è proprio così, e penso che ogni volta che vi parlerò di questo libro o che lo citerò o che lo vedrò citare altrove, ogni volta il mio cuore scoppierà d’amore. Ma veniamo alla storia, vediamo di farvi capire perché Il Ragazzo Ombra è tanto speciale.

Innanzitutto, la storia si snoda tramite due linee temporali. Una è al presente, l’altra al passato. Robert Stuart Montcliff stringe tra le mani il diario di quando era tredicenne, lo stesso in cui ha riversato tutti i suoi pensieri, tutto ciò che gli è accaduto, tutto ciò che ha provato nel 1881. È l’anno in cui la sua vita è cambiata per sempre, l’anno in cui ha conosciuto la persona che sarebbe diventata la più importante per lui. Robert è un tredicenne nel 1881. Suo padre lo ha trascinato in India per chissà quale motivo importante, ma lui non ha un buon rapporto con il padre, non viene messo al corrente di nulla. All’oscuro dei suoi piani, si strugge per la sua Londra, non riesce ad adeguarsi al caldo spietato dell’India, allo sporco, all’aspetto selvaggio che ha ogni cosa intorno a lui. Cerca conforto nel disegno, un passatempo che gli concede un po’ di sollievo dall’insoddisfazione delle sue giornate e l’infelicità che lo attanaglia. Un giorno, guardando fuori dalla finestra, avvista un’ombra. È intenta in una strana danza, brandisce una spada. C’è qualcosa di primitivo ma, allo stesso tempo, affascinante nel suo aspetto. È un fantasma? Un guerriero? Un bellissimo demone? La danza finisce e l’ombra si fissa su di lui che non ha mai distolto lo sguardo. Alza la mano per salutarlo ed è da lì che inizia tutto.

<<In quella notte lontana due solitudini si erano incontrate sotto una luna stregata. E si erano riconosciute.>>

Da quel giorno, lo scopo più importante delle giornate di Robert diventa vedere ancora la misteriosa ombra. Non sa chi sia, ma scoprirà essere un ragazzo esattamente come lui, della sua stessa età. Un ragazzo che conosce quella casa e vi si aggira intorno con disinvoltura; un ragazzo solitario, di una bellezza abbagliante, in cui si riconosce e che sa per certo diventerà suo amico. Robert e il Ragazzo Ombra si avvicinano con cautela l’uno all’altro, ma è chiaro sin da subito che hanno molto in comune e che possono aiutarsi a vicenda. Robert, che ha perso la madre e che col padre non ha un dialogo, vede nel ragazzo una possibilità di felicità. Per una persona strappata al suo mondo e trascinata in un luogo in cui si sente estranea, trovare un amico è fondamentale. Il Ragazzo Ombra, però, è sfuggente e forse stargli accanto potrebbe essere più pericoloso del previsto. Robert, infatti, scoprirà presto che quel ragazzo è il motivo per cui lui e suo padre, con al seguito Alvena Griffiths, la sua istitutrice, sono giunti in India. Non ne conosce le ragioni esatte, ma gli viene ordinato di stargli lontano. Tutto ciò che Robert non intende fare; e non solo perché il ragazzo gli ha promesso che gli insegnerà a combattere, ma perché sente che ha bisogno di lui. Sente che ha bisogno di aiuto. Non è un ragazzo come gli altri. La sua innata eleganza, i suoi tratti, il suo temperamento, fanno pensare che ci sia molto di più dietro la facciata, nel suo passato. E, in effetti, è proprio così. Kiran, questo il nome del ragazzo, ha una storia molto turbolenta alle spalle, una storia per cui prova rammarico e vergogna. Ma grazie all’aiuto e alla determinazione di Robert, qualcosa potrà cambiare. Potrà scoprire veramente chi è, da dove proviene, quali sono le sue origini. Potrà, in un certo modo, riscattarsi e riprendersi ciò che gli è stato tolto. Ma non sarà facile combattere contro i pregiudizi della società, una società facilmente influenzabile che vede nella vita del giovane Kiran una macchia indelebile, una vergogna incancellabile. Anche se lui non ha colpe, anche se è solo la vittima di un perfido pederasta e delle sue macchinazioni. Il legame che si instaurerà tra lui e Robert è qualcosa di meraviglioso, che prescinde qualunque preconcetto e qualunque definizione. I due si riconoscono nella solitudine dell’altro, diventano amici a scapito di ogni ammonimento, di ogni tentativo di Lord Montcliff di tenerli separati. È un affetto puro e sincero quello che nasce tra loro, destinato a diventare solido come una roccia e capace di far compiere anche gesti avventati. Amore, amicizia. Il confine è sottilissimo e, purtroppo, non esploreremo del tutto l’evoluzione di questi sentimenti in questo libro (ma mi auguro di scoprire di più nel secondo che, a proposito, è già tra le mie mani). Tutto ciò che l’autrice ci concede è però apprezzato. Il libro è breve ma con le sue 225 pagine riesce a essere più ricco di molti libri col doppio delle pagine. Il Ragazzo Ombra è poesia. Laura Costantini narra con uno stile a dir poco sublime, che fa empatizzare subito con i protagonisti e ci fa entrare nelle viscere il loro dolore, il loro struggimento, il loro bisogno l'uno dell'altro.

Robert è un bellissimo personaggio. Curioso, coraggioso, empatico. Devo dire che ho sofferto molto per lui, la sua angoscia l’ho sentita sulla mia pelle, anche se, quando conosce Kiran, tutto prende un’altra forma. Su Kiran si potrebbero riempire pagine e pagine, tanto è meraviglioso il suo personaggio. Ho adorato il modo in cui convivono in lui due anime diverse, ho adorato la determinazione di riscatto, la voglia di scoprire e conoscere a fondo la sua storia e se stesso, prendere confidenza con il suo nuovo “io” ma, allo stesso tempo, restare sempre lo splendido ragazzo ombra che danzava sotto la luna. Per quanto vogliano cambiarlo e snaturarlo, Kiran ricorderà sempre ciò che è stato e, soprattutto, non dimenticherà mai Robert, come lui non dimenticherà mai Kiran. Sicuramente un ottimo lavoro è stato fatto anche sui personaggi secondari; tra tutti ho apprezzato Alvena, una donna di rara intelligenza, con un carattere solido e sempre pronta a essere per Robert la madre che non ha mai avuto. In certi momenti è stata proprio indispensabile al suo fianco e a fianco del padre e le sue parole sono state sempre indulgenti e benevoli, capaci di placare la durezza di Lord Montcliff nei confronti del legame tra il figlio e Kiran. È stata la miglior intermediaria che si potesse desiderare.

Vorrei anche spendere qualche parola per il modo in cui l’autrice è stata capace di dipingere due luoghi splendidi, Londra e Calcutta, con una credibilità impressionante, tanto che sembrava proprio di essere in quei luoghi (sentivo il monsone indiano sulla mia pelle, il calore del sole cocente, gli odori della terra, come anche il grigiore di Londra, il rumore delle sue strade affollate e dei motori a carbone). Laura Costantini è un’autrice di straordinario talento e il suo Ragazzo Ombra è un romanzo decisamente imperdibile. Se amate le storie d’amore struggenti, la prosa ispirata, dei protagonisti profondi e indimenticabili, allora dovete proprio fiondarvi su questo romanzo. Troverete anche tematiche sensibili che l’autrice ha trattato con grande bravura e in maniera coinvolgente. Il mio voto finale non può che essere un 5 tazzine, ma gliene darei anche 100 perché le meriterebbe tutte. Scoprite Il Ragazzo Ombra, scoprite Laura Costantini, se ancora non la conoscete. Fatevi il favore di leggere la serie del Diario Vittoriano.
Fonte immagini: Pinterest
Art by Dany&Dany


Ringrazio Luca Terlizzi, PR dell'autrice, per l'eBook inviatomi, per la pazienza che ha avuto nell'attendere che lo leggessi e anche per le gentili insistenze finali che mi hanno dato il colpo di grazia e fatto finalmente approdare nel magnifico mondo di Laura Costantini e delle sue storie. 

lunedì 2 maggio 2022

Intervista a Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Oggi iniziamo la settimana con l'ultima tappa dell'evento dedicato a Il Varcaporta, di Laura Costantini, ovvero l'intervista completa all'autrice. Nei giorni scorsi avete potuto leggere due domande nel post delle nostre recensioni (QUI il mio), oggi potrete leggerle tutte insieme su tutti i blog. Spero vi siano utili a scoprire curiosità e dettagli in più riguardo l'autrice, Il Varcaporta, ma anche gli altri romanzi che ha scritto. Buona lettura!

INTERVISTA A LAURA COSTANTINI

Ciao Laura, è un piacere poterti rivolgere qualche domanda per soddisfare le nostre curiosità e permettere ai lettori di conoscere meglio te e il tuo romanzo.

- Come è nata questa storia? 
La storia viene da lontano. Un sogno particolarmente vivido: un monolite cuneiforme che piombava giù dal cielo colpendo Stonehenge e liberando una sostanza opalescente che andava a riempire la frattura. La mia fantasia ha visto in quella sostanza qualcosa di vivo e potente: il Kh-Ram. Scrissi una prima bozza nel 1993, poi me ne dimenticai. Ma la storia è tornata a bussare durante il lockdown.

- Qual è il primo libro che hai letto? 
Favole a parte credo sia stato “Cuore” di De Amicis, subito dopo “Piccole donne”, poi arrivarono Jules Verne, Edgar Rice Burroghs ed Emilio Salgari.

- Come mai proprio il genere Steampunk? 
Perché amo la commistione tra le atmosfere gotiche dell’epoca vittoriana e una tecnologia vintage scintillante di ottoni e scricchiolante di ingranaggi.

- Che genere leggi di solito? 
Tutti, non ho preclusioni. Piuttosto una propensione per thriller, storici, horror e fantasy.

- Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno o sono frutto della tua fantasia? 
I miei “bambini” sono sempre parti originali della mia mente (bacata, direbbe qualcuno). Poi, alle volte, trovo anche dei volti che ben li rappresentano, oppure scovo artist* che siano in gradi di ritrarli per come io li ho pensati.

- Qual è il personaggio da te creato a cui sei più legata? 
Sarei una madre degenere se ne indicassi uno... Però, che resti tra noi, il mio figlio prediletto in questa storia è, senza ombra di dubbio, Devereux Willoughby, incolpevole fulcro di tutto.

- Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo? 
Dipende. Per “Il Varcaporta” ho impiegato circa un anno e mezzo. Ma ho scritto romanzi anche nel giro di un mese (con la mia socia Loredana Falcone), come anche storie che hanno chiesto quattro anni di gestazione (come il mistery “Il puzzle di Dio”, sempre con la socia).

- Hai dei riti scaramantici o aneddoti particolari che ti sono successi durante la stesura? 
Riti scaramantici no, a meno di non considerare tale la mia passione per le mappe che mostrino gli spostamenti, le distanze, i tempi di percorrenza. Aneddoto? Succede che inserisco nella storia la figura di Bethany, la cameriera personale di lady Astrea. Una figura secondaria, silenziosa e obbediente, costretta al buio perché le hanno bruciato gli occhi affinché non possa rendersi conto dell’orrore delle cicatrici della sua padrona. Quasi un “cameo”. Ma lei, da brava irlandese testa dura, non era d’accordo. E ha preteso di essere parte attiva della storia in un modo che scoprirete leggendo. Si è rivelata una donna forte, decisa e tutt’altro che innocua.

- Hai già in mente un progetto futuro per un'altra storia? 
Per un’iniziativa della Dark Abyss Edizioni ho scritto un racconto gotico. E, sebbene il racconto concluda la vicenda, c’è un certo corvo che continua a gracchiarmi nell’orecchio. Chissà...

- Hai delle canzoni che ti ricordano i personaggi di questo libro o altri tuoi personaggi? 
Una canzone chiave della mia serie “Diario vittoriano” è stata “Lost on you” di LP. Per “Il Varcaporta” ho proprio una playlist completa: With or without you - U2; The kill - 30seconds to Mars; Stronger - 30seconds to Mars; The sound of silence - cover by Disturbed; L'inverno - da Le quattro stagioni di Vivaldi; My immortal – Evanescence; Take to church – Hozier; Secondo movimento dalla Settima di Beethoven; Demons - Imagine Dragons e While your lips are still red – Nightwish. Ogni brano ha un significato importante nella storia e nelle vicende dei personaggi.

- Cosa ti affascina di più dell'epoca vittoriana? 
Mi affascina che sia l’inizio della modernità e del progresso tecnologico, ma anche un’epoca di profonda oscurità coperta da trine e velluti. Assomiglia moltissimo a ciò che oggi siamo, ipocrisia compresa.

- Quali pensi siano i punti di forza del romanzo e perché lo consiglieresti ai lettori? 
Da lettrice amo molto le storie che sanno coinvolgermi e trascinarmi in un’avventura. Ecco, credo che “Il Varcaporta” sia soprattutto un’avventura da vivere tra i ghiacci iridescenti del Kh-Ram, il volo sgraziato e crudele delle macchine volanti, la voglia di giustizia di chi non si arrende e l’amore senza confini di spazio e di tempo che anima i protagonisti.

- Le tematiche lgbtqia+ sono spesso presenti nei tuoi romanzi. Cosa ti piace trasmettere con queste tematiche? 
L’orrore dell’ipocrisia che ha costretto e costringe - ancora oggi, perfino nell’Occidente che si crede “civilizzato” – le persone a negare la propria natura, i propri desideri, i propri sentimenti. La peggiore delle torture, la più violenta delle discriminazioni. Voglio renderla evidente e, così, combatterla.

- Anche questa saga è già stata tutta scritta e poi divisa in volumi come per "Il Ragazzo Ombra" o hai in mente di scrivere un libro alla volta e, se sì, sai già quanti libri saranno? 
“Il Varcaporta” non sarà una serie, come non lo era il “Diario vittoriano”. La divisione in volumi la organizzammo, con goWare, per non offrire ai lettori un librone da ottocento pagine che avrebbe potuto spaventare. Quindi la vicenda venne divisa in quattro volumi di cui “Il ragazzo ombra” è il primo. “Il Varcaporta”, nonostante la mole e grazie a Dark Abyss Edizioni, è rimasto intatto ed è, quindi, autoconclusivo.

- Quali differenze noti quando scrivi un libro a quattro mani e quando invece scrivi da sola come in questo caso? 
Scrivere a quattro mani è una modalità che adoro, un dono che l’amicizia – ormai sorellanza – con la mia socia Loredana Falcone mi ha concesso. Insieme a lei è come vivere un gioco di ruolo, quindi passano in secondo piano fatica e concentrazione. Scrivere da sola è più immersivo e faticoso. Ti cambia proprio l’umore. Mi piace poter sperimentare entrambi i metodi.

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Google immagini
Banner: @dolcicarloni

Un ringraziamento a Laura Costantini per aver risposto alle nostre domande e grazie anche alla casa editrice Dark Abyss per la gentile collaborazione e disponibilità.

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