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giovedì 25 settembre 2025

Booktour: "Avvento nella Radura Incantata" di Antonella Arietano - intervista all'autrice

Buongiorno, lettor*!^^
Oggi anticipiamo un pochino la stagione invernale (un pochino tanto :P) perché il blog partecipa al Booktour di un’uscita molto speciale. Si tratta di un libro per bambini - in realtà, adatto a lettor* di ogni età – che ci fa pregustare la magia del Natale insieme a delle meravigliose creature, le creature della Radura Incantata. Artefice di questo progetto è Antonella Arietano, che ci regala quattro racconti preziosi e, in più, ci accompagna in un Avvento un po’ diverso dal solito, che scoprirete solo alla fine della lettura del volume. Vi parlerò meglio del libro in una recensione più avanti, ma intanto oggi potete già scoprire alcuni dettagli e conoscere l'autrice, perché ho avuto il piacere di intervistarla.
Non perdete nessuna tappa del Booktour organizzato da Ultime dai libri. Avvento nella Radura Incantata esce oggi ed è già disponibile su Amazon.

Avvento nella Radura Incantata
di Antonella Arietano, illustrazioni di Carlotta Marricco

Formato: brossura
Misure: 22 x 22 cm
Pagine: 74
Prezzo: 15,50 € (cop. flessibile)
Genere: narrativa per l'infanzia, racconti illustrati
Data di pubblicazione: 25 settembre 2025
Link per l'acquisto: Amazon

Nella Radura Incantata le Streghe del Nord si preparano ai festeggiamenti natalizi, ma imprevisti e misteri non mancano: la Strega della Fonte deve risolvere l’enigma del Fiume Canterino, che ha smesso di scorrere; le streghe Priscilla e Drusilla devono aiutare il gigante Gedeone, che rischia di restare senza albero di Natale; il folletto Martin sogna di incontrare finalmente il suo famiglio; e un ospite inatteso semina lo scompiglio nel Villaggio delle Streghe del Nord. Quattro avventure piene di sorprese, illustrate a colori, che culminano in un finale capace di scaldare il cuore. Ad arricchire l’esperienza, un calendario dell’Avvento online accessibile tramite QR code, che rende la lettura ancora più coinvolgente e interattiva.

L'autrice

Antonella Arietano
è nata nel 1980 e vive in un piccolo paese vicino a Lugano, in Svizzera, con i suoi quattro figli e il compagno. Insegna alla scuola dell’infanzia, in una sezione inclusiva. Appassionata di folklore e magia, colleziona albi illustrati e sogna un viaggio in Scozia. Dal 2015 porta avanti il progetto Fata in Fabula, dedicato a genitori e bambini con un focus sulle fiabe e la lettura. Ha pubblicato con Triskell Edizioni I Talenti delle Fate, Amber – L’isola perduta e Cuore. Con Ali di farfalla ha esplorato la narrativa contemporanea, mentre nel 2021 ha autopubblicato la novella Ruadh breagh – ogni scelta ha un prezzo, retelling de La Sirenetta. Per i bambini ha scritto il racconto Di che cos’hai paura?.


INTERVISTA all'autrice di “Avvento nella Radura Incantata”

Buongiorno Antonella e benvenuta sul blog. È un piacere averti qui :)
- Cosa ti ha spinta a dedicarti alla narrativa per l’infanzia? Come nascono i tuoi progetti Fata in fabula e La Radura Incantata?

Grazie Francesca, sono felice di poter parlare del mio libro e ti ringrazio per questo spazio!
Sono un'insegnante di scuola dell'infanzia appassionata di fiabe classiche, colleziono albi illustrati e sono una scrittrice: un connubio perfetto per dare vita ai miei progetti, incentrati sulla lettura con i bambini e sulla magia! :)
Fata in Fabula nasce per supportare chi si occupa di bambini nel compito (non sempre facile ma bellissimo) di appassionare i piccoli al mondo delle fiabe e dei libri. 
La Radura Incantata invece è la naturale evoluzione del mondo che ho creato scrivendo i racconti raccolti nel libro "Avvento nella Radura Incantata". Ho realizzato tre di queste storie per Fata in Fabula, anni fa, e poi ho deciso di farne qualcosa di speciale, che potesse valorizzarle, perché le trovavo davvero belle. Ho quindi pensato di realizzare un libro illustrato. Ho scritto la quarta storia (che è poi la prima del volume) e ho contattato un'illustratrice che potesse dare vita ai miei personaggi. Nel frattempo ho ampliato la mia idea di partenza e ho reso la Radura Incantata un vero e proprio mondo magico, con altri libri in arrivo e un sito tutto suo!

- Come è stata la collaborazione con Carlotta Marricco, l’illustratrice del tuo libro Avvento nella Radura Incanta?

È stata un'esperienza arricchente, uno scambio regolare di idee e immagini. Carlotta è una persona molto tranquilla e paziente, l'ideale per me che, quando sono sotto pressione, tendo ad agitarmi. È sempre stata molto disponibile nell'accogliere i miei spunti e ha saputo vedere ciò che desideravo per il mio libro, talvolta prima di me! Le sono grata per aver dato corpo ai miei personaggi, adoro le sue illustrazioni!

- Che rapporto hai tu con il Natale e in che modo lo aspetti?

Adoro il Natale! Ogni anno lo aspetto con un pizzico di quella magia che è ancora la stessa di quando ero bambina. Ho come l'impressione che ogni Natale sia la somma di tutti i miei Natali, per cui ogni anno vado alla ricerca di ricordi, sensazioni, profumi e sapori che mi portano a riscoprirli e riconoscerli. C'è un che di nostalgico in questo, ma sono emozioni che amo molto e che desidero conservare. Poi certo, ogni Natale c'è la gioia di festeggiare con la mia famiglia, e avendo ancora bimbi piccoli siamo ancora alle prese con il lato infantile e giocoso delle feste!

- Se vivessi anche tu nella Radura, che creatura saresti e quale sarebbe il tuo incantesimo preferito?

Che bellissima domanda! Sarei una Strega, adorerei abitare in una casetta di legno col caminetto e le tendine di pizzo! Il mio incantesimo più riuscito sarebbe quello di poter conservare e mostrare i ricordi belli. Metterei ogni ricordo in una boccetta, cosicché il proprietario possa riviverlo ogni volta che ne sente il bisogno. 

- Qual è il personaggio, tra tutti quelli dei racconti presenti nel libro, che ti è più affine?

Penso Strega Drusilla, che ha un temperamento simile al mio. È attiva e le piace darsi da fare, ama le decorazioni stagionali e non si tira indietro quando c'è bisogno di aiuto. Quando è di cattivo umore, però, diventa difficile, lo sa bene il suo gatto Nefasto! E anche a casa mia, tutti sanno che è meglio starmi lontano quando ho un diavolo per capello!

- Quali sono i messaggi fondamentali che vuoi arrivino ai lettori delle tue storie?

Vorrei che passasse soprattutto il concetto che ciascuno è particolare a modo suo, e tutti finiscono per avere un ruolo determinante, in un modo o nell'altro, che impatta sulle loro vite e su quelle dei loro amici. Sento molto il tema dell'inclusione e della collaborazione, mi auguro che questo traspaia dalle pagine e possa essere d'ispirazione. Vorrei infine che i miei personaggi potessero mostrare ai più piccoli che la magia consiste anche nelle piccole cose: un sorriso al momento giusto, una parola gentile, un pensiero carino per qualcuno... E che capissero che è importante anche dare, non solo ricevere.

- Quali sono i tuoi progetti futuri? Pensi di scrivere un romanzo lungo sempre ambientato nella Radura Incantata?

Un romanzo lungo non è in programma, al momento, però posso dirti che ho in animo di scrivere altri racconti, ispirandomi alle celebrazioni della Ruota dell'Anno celtica. A tal proposito, è in arrivo a ottobre una storia nuova incentrata su Samhain/Halloween, sempre con le illustrazioni di Carlotta. E poi, ho inserito sul sito un form per iscriversi alla Gazzetta Incantata, ovvero una newsletter con curiosità e notizie magiche dalla Radura. Giusto per non perdersi nulla!

Grazie mille per la tua disponibilità e per le risposte alle domande. Un in bocca al lupo per i tuoi bellissimi progetti! <3

Grazie mille Francesca, viva il lupo!


venerdì 15 dicembre 2023

Evento "Un Natale di libri": intervista a Luca Scopitteri, autore di "Gioca con me"

Buongiorno, lettor*! ^^
Se in questi giorni mi avete seguita su Instagram, saprete che ho preso parte a un fantastico evento, organizzato da Ultime dai libri: Un Natale di libri. Si è parlato di cinque libri di genere diverso, li abbiamo conosciuti tramite le presentazioni e le recensioni di tantissime blogger e come ultima tappa conosceremo meglio gli autori e le autrici di ognuno grazie a delle piccole interviste. L'autore che ho intervistato io è Luca Scopitteri. Vi ho parlato del suo romanzo, il thriller soprannaturale Gioca con me, giusto qualche giorno fa. Adesso scopriamo qualcosa di più su di lui e il suo lavoro. 

INTERVISTA

1. Ciao Luca, è un piacere averti sul mio blog! Grazie di essere qui :) Comincio subito col chiederti: cosa ti ha spinto a scrivere un romanzo di genere thriller?

Grazie a te e un saluto a tutti i lettori del tuo blog. Credo sia una forma di rivincita... quando ero piccolo avevo paura di molte cose, immaginarie o meno. Crescendo, non solo ho razionalizzato le origini di quelle paure, ma ora ne vado quasi alla ricerca, una sorta di sfida. Scriverne è una conseguenza, la possibilità di essere io l’artefice di quei mondi e dettarne le regole.

2. Quando hai capito che volevi fare lo scrittore?

È stato un crescendo. Quando ho pubblicato il mio primo romanzo in self publishing non ero per nulla soddisfatto del risultato. Così, ho iniziato a seguire corsi di scrittura, ho letto moltissimo e mi sono esercitato ancora di più. Questo mi ha spronato a un continuo miglioramento, una sorta di corsa verso un “me stesso migliore” sempre avanti di almeno un passo. Scrivere è fatica, impegno, costanza; andare avanti con queste premesse, vuol dire che è una cosa che senti dentro, una necessità.

3. C'è qualche autore o autrice a cui ti ispiri o di cui ammiri molto le opere?

Mi dispiace di non essere particolarmente originale, ma devo dire Stephen King. Leggo moltissimo, e di tanti generi letterari. Avrei un elenco di almeno due pagine di scrittori che mi lasciano con la pelle d’oca. Tuttavia, ritengo che King sia inarrivabile. 

4. Hai già in mente delle idee per dei futuri romanzi? Puoi anticiparci qualcosa?

Sì, ho un libro pronto che necessita di una revisione generale e poi la palla passa alla editor. Si tratta dell’indagine di un giornalista che cerca di mettere in relazione politica, un movimento religioso, e alcuni omicidi seriali. Per scriverlo mi sono documentato moltissimo. Come per Gioca con me, anche in questo caso il confine tra ciò che crediamo reale e quello che risulta immaginazione, è abbastanza sottile.

5. Cosa consiglieresti a chi vuole scrivere dei thriller che funzionino davvero?

Secondo me bisogna essere dei buoni conoscitori della paura. Questa emozione dev’essere una compagna di viaggio, non una nemica da sconfiggere... anche perché non sarebbe possibile riuscirci. Bisogna ascoltare, soffermarsi sulle emozioni umane, sui loro lati oscuri e quelli pubblici. Inoltre, è importante conoscere le dinamiche della suspense, e studiare e leggere autori affermati è un grande aiuto.

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LUCA SCOPITTERI

Nato a Novara nel 1977. Appassionato di mistero, descrive nei suoi romanzi mondi nei quali l’atmosfera soprannaturale e onirica si incontra e si scontra con la realtà. Frequenta il corso di scrittura creativa “Raul Montanari” e nel 2017 pubblica il suo romanzo d’esordio Il creatore di sogni. Nel 2020 vince il primo premio nel “Concorso Letterario Lago Gerundo” con il racconto Gioca con me. Lo stesso anno esce il suo secondo romanzo, Il creatore di ombre, finalista al “Premio Letterario Città di Latina” e al “Premio Internazionale Michelangelo Buonarroti” di Seravezza, oltre che menzione d’onore al “Premio Residenze Gregoriane” di Roma e “Irdidestinazionearte” di Firenze.
A luglio del 2023 pubblica “Gioca con me”, romanzo thriller soprannaturale edito da Morellini Editore.
Nel 2023 è nei quattrocento finalisti del torneo “Io Scrittore”.

Instagram: https://www.instagram.com/lucascopitteri/
Facebook: https://www.facebook.com/luca.scopitteri.autore

GIOCA CON ME

«L’essere osservava incuriosito quella scena. Un ragazzo morente ai suoi piedi, un altro accanto che presto l’avrebbe seguito. [...] Nonostante tutto le venne da sorridere: per la prima volta due prede l’avevano divertita.»

Durante una gita tra le montagne della Val d’Ossola, una ragazza scompare. I carabinieri seguono la pista di un rapimento, mentre il fidanzato, Guido, è convinto che la sparizione di Francesca sia opera di un essere soprannaturale che infesta i boschi.

Insieme all’amico Stefano, Guido inizia la ricerca della fidanzata per conto proprio, mentre misteriosi eventi sconvolgono la sua quotidianità. Più la convinzione del soprannaturale si radica in lui, più Stefano ritiene che l’amico sia vittima di un raggiro. L’arrivo di un uomo dal passato oscuro, Mario Spani, getta altre ombre su una storia forse iniziata negli anni Sessanta all’ospedale psichiatrico di Novara. Il rapporto tra i due amici diventa sempre più conflittuale e si radicalizza in opposte convinzioni che li fa allontanare.

Chi ha rapito Francesca? Perché strani incubi tormentano Guido e Stefano? C’è davvero un essere demoniaco che si aggira nei boschi?

Acquista Gioca con me: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

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Spero abbiate trovato interessante questa intervista. Vi consiglio di recuperare Gioca con me e di tenere d'occhio l'autore ;) A presto!

venerdì 8 dicembre 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Coro" di Anna Tosone + intervista all'autrice (a cura di Anna)

Buon pomeriggio! ^^
Eccoci a un nuovo appuntamento con la consueta rubrica Milk, Cookies &Books: libri a merenda, dedicata a bambini e ragazzi. Oggi la nostra Anna ci parla di una storia deliziosa e di protagonisti davvero speciali. Scoprite Coro, di Anna Tosone, nella sua recensione e tramite le parole dell'autrice in una breve intervista che segue. Vi aspettiamo nei commenti! ;)

Coro
di Anna Tosone

Prezzo: 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 114
Genere: narrativa bambini, ragazzi
Editore: Sabir Editore
Data di pubblicazione: 11 agosto 2023

Una notte, in balia di un Vento fortissimo, un veliero si schianta contro l'alta scogliera di un’isoletta abbandonata e cola a picco sul fondale. Il Vento separa i due naviganti, l'Ammiraglio Mantelli e sua figlia, disperdendo lui verso il largo e lasciando la piccola Coro in balia delle Onde. Sono proprio loro a salvarla, depositandola sulla scogliera. Il Vento, tormentato dal senso di colpa per aver scatenato la tempesta, si prende cura di lei ed esaudisce ogni suo desiderio, o quasi. Tutto cambia quando per Coro arriverà il momento di tornare nel mondo...

Scoprire Coro è stata davvero una bellissima sorpresa. Mi sono ritrovata in mano un libricino leggero, stampato a caratteri grandi e suddiviso in capitoli brevi. Forse in tanti avrebbero pensato: una cosetta da bimbi. Ma io che le cosette da bimbi le adoro me ne sono innamorata all’istante e, detto tra noi, le cosette da bimbi sono degli scrigni magici che guarda caso solo i bambini sanno aprire, mentre i grandi, che trascorrono le loro grigie giornate a cercare le chiavi che aprono le porte di chissà quali ricchezze e poteri, se la sono proprio dimenticata la magia racchiusa in una cosetta da bimbi.

L’autrice Anna Tosone fa un lavoro strapazzesco, è Tenente di Vascello... avete mai conosciuto un Tenente di Vascello? Straspettacolo! Dicevo, l’autrice Anna Tosone mi ha ispirato simpatia già da come si è presentata: le piace “il profumo dello zucchero filato, ma non il suo sapore”, tranquilla Anna, tu annusalo e poi me lo mangio io, “il rumore dei passi nel fango se non sono i suoi”, nessun problema Anna, nelle pozzanghere fangose mi ci butto io con gioia, “avere grilli per la testa e sul tiglio davanti casa”, bè Anna, io non ho tigli ma di grilli per la testa... tantitroppissimi! Ed ecco come in un nanosecondo Anna e la sua Coro mi hanno conquistata.

Coro dorme nella sua culla quando si scatena una violenta tempesta che fa naufragare il vascello sul quale naviga con il padre. Il Vento soffia rabbioso e allontana Coro dall’imbarcazione, le Onde abbracciano la bimba e la portano in salvo sulla scogliera di una piccola isola abbandonata da decenni, completamente sola e tra le manine il suo unico tesoro: un magico acchiappasogni.

Il Vento è un tipo davvero impulsivo e burbero, quando si sveglia arrabbiato esagera e non riesce a controllare i suoi poteri, fa sempre quello che gli pare e combina disastri, ma è così dolce nella sua maldestra sensibilità, e non si dà pace per ciò che è accaduto a Coro per colpa di un suo momento di rabbia. La conduce al sicuro nel vecchio mulino e decide di prendersi cura di lei ad ogni costo, e di esaudire ogni suo desiderio, come solo il padre più premuroso e attento è in grado di fare.

Ma quando a Coro non bastano più i giocattoli per sentirsi felice, e inizia a desiderare, chiedere, singhiozzare, urlare per ottenere ciò che il Vento non può portarle in dono, il rapporto tra i due protagonisti si spacca e tra loro si stende il gelo.

Una commovente storia di formazione abbracciata da sentimenti puri e incondizionati, da emozioni delicate e insieme burrascose, raccontata in maniera corale da tutti gli elementi della natura e dagli animali che accompagnano la piccola Coro nelle sue avventure sull’isola.

Un concerto di differenti e meravigliose voci narranti che ci raccontano i loro stessi pensieri e turbamenti e i sogni di una bimba alla ricerca della propria verità.

In una armoniosa melodia ci cantano, con estrema dolcezza e grazia, il meraviglioso, seppure complesso, universo della crescita.

Ho davvero amato questo libro, credetemi, è stato sorprendentemente emozionante immergersi nelle riflessioni, nei dubbi, nelle speranze, nelle paure di personaggi davvero, davvero originali. Il Vento burbero e paterno, le Onde gentili e materne, la Bonaccia lenta e pigrona, il Torrente riflessivo e filosofico, la Montagna antica e nostalgica, il Gabbiano libero e determinato, le Meduse solitarie profetesse del mare... La sensazione che ti lascia questo piccolo libriccino, proprio per niente “una cosetta da bimbi”, è di avere incontrato dei meravigliosi nuovi amici, di quelli che porterai nel cuore per sempre, di quelli che ti aspetteranno sempre tra le pagine quando sentirai la loro mancanza.

Quando ho chiuso il libro non sono riuscita a posarlo sul comodino, quel libriccino leggero, stampato a caratteri grandi e suddiviso in capitoli brevi, proprio per niente “una cosetta da bimbi”, non voleva andare a dormire.

Le voci di tutto il Coro, le loro risate, il loro chiacchiericcio, continuavano a risuonarmi nella mente e allora ho fatto l’unica cosa che si può fare con un nuovo piccolo amico che non ha nessuna voglia di fare la nanna: l’ho stretto al cuore e con lui mi sono addormentata, aprendo i miei sogni al Vento, al Torrente, alle Onde, alle Nuvole...

Grazie di cuore all'autrice Anna Tosone che ha accettato con disponibilità e cortesia una mia piccola intervista!

Anna, tu sei Tenente di Vascello, ma come ti è venuta l’idea di scrivere un libro per bambini, e da
cosa hai tratto ispirazione?

Coro è nata in una tersa giornata di dicembre, mentre navigavo, in divisa, verso l’isola del Tino, un posto magico a poche miglia dal golfo in cui vivo e lavoro da qualche anno. Il vento era troppo forte per parlare con il resto dell’equipaggio, seduto a prora con le mani sulla battagliola, la ringhiera delle barche per intenderci. Mi guardavo attorno, con la solita curiosità di chi scrive, alla continua ricerca di dettagli, storie, personaggi, e continuavo a rimuginare sul tarlo di quei giorni (avevo appena compiuto trent’anni): i miei desideri. Erano cambiati? Come? Perché qualcuno l’avevo messo da parte? Cosa desideravo da bambina? E in quel momento? Quanto e come ciò che desideravo influenzava me, chi mi circondava, il mondo che vivevo? E cose così...

Quando ho messo piede sull’isola Coro è scesa con me, e ho deciso che l’avrei fatta crescere in un posto come quello, nello stesso vento di quella giornata, affidando a lei il compito di risolvere tutti i miei interrogativi.

Ho dedicato la storia ai bambini perché credo sia importante illuminare fin da piccoli i nostri desideri, osservarli, tenerli lì, ripensarli, sentire dove ci vogliono portare, che riflessi hanno sul modo in cui viviamo. E poi perché ho scoperto che a scrivere per loro è più facile saltare fuori dalla divisa che indosso ogni giorno, allontanarmi da regole, stereotipi, gerarchie, quotidianità e tornare libera di osare, fantasticare, sperimentare.

Anna, La protagonista si chiama Coro, ha un significato particolare il suo nome all’interno della sua splendida avventura?

Quando ho deciso che avrei portato avanti la storia utilizzando le voci narranti di tanti dei personaggi e degli elementi naturali che abitano il mondo della protagonista, il nome Coro mi è sembrato piccolo, dolce e perfetto: l’insieme di voci diverse, accordate a raccontare la stessa storia!

Ho amato tutti i protagonisti del libro, in particolare Vento con il suo carattere burbero ma sensibile e Torrente, così riflessivo, un vero filosofo, ma quale è invece il tuo personaggio preferito?

A me è tanto cara la Bonaccia, così pigra, silenziosa e sola, maledetta dai velisti e dagli uccelli, sempre costretta a riempire i vuoti che il Vento le lascia e così vittima, come succede a tanti di noi, della sua stessa tristezza. Sono una iperattiva, sempre di corsa, chiacchierona...mettermi nei suoi panni è stato un vero esercizio! Ma forse il mio personaggio preferito è il Gabbiano, sarebbe il compagno perfetto per uno dei miei viaggi: risoluto, essenziale, curioso, adattabile, in grado di lasciarmi spazio senza perdermi mai di vista!

Grazie alla casa editrice Sabir per la copia del libro in cambio di una onesta recensione.

Anna


Photo credit: @anna_bookfantasy

venerdì 10 febbraio 2023

Intervista a Giulia Reverberi, autrice di "Zombie Friendly"

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi ho l'onore di ospitare sul blog la bravissima Giulia Reverberi, autrice di Zombie Friendly, romanzo di cui vi ho parlato qualche giorno fa. Si tratta di un'autrice esordiente, una di quelle da esordio col botto, perché Zombie Friendly è davvero un libro stupendo, profondo e divertente, una storia che resta impressa. Potete leggere la mia recensione QUI e, se volete approfondire ancora di più, non perdete l'intervista che segue e lasciatevi conquistare anche voi da Andy e Woodstock e dal mondo creato da Giulia. Trovate questa intervista su tutti i blog che hanno partecipato al Review Party del romanzo, ovvero La biblioteca di Zosma, La libreria di Ophelia, Sabrina nel Paese delle Meraviglie, Love Reading & More, Sfumature e Sogni d'inchiostro. 
Un grazie di cuore a Francesca per aver organizzato il tutto con grande professionalità e a Giulia per aver risposto alle nostre domande ed essere stata tanto carina e disponibile.

INTERVISTA A GIULIA REVERBERI


• Buongiorno, Giulia! Ti va di presentarti e di parlarci un po' di te come persona e come content creator?

Buonsalve! Questo è quel momento in cui non sai mai cosa dire, non importa quanto interessante sia la tua vita. In breve sono una persona che ama le storie, fin da bambina ho studiato scrittura, prima sotto la guida dei miei genitori e poi ho proseguito da sola con manuali di narratologia e corsi. Mi sono appassionata anche al cinema e alle serie tv e ho condiviso il mio percorso su youtube. Da lì mi si è aperto un mondo, ho iniziato a parlare di libri su instagram, di scrittura su tiktok e le live su Twitch mi hanno permesso di condividere il mio percorso nella creazione e produzione di Zombie Friendly. E alla fine eccomi qui. Attualmente lavoro sia come content creator che come scrittrice (per ora solo self, si spera in futuro di diventare ibrida) e editor. Non vedo l'ora di aiutare qualcuno con i suoi personaggi!

• Non esiste tantissima letteratura italiana dedicata agli zombie, come mai hai deciso di esordire con un libro proprio su di loro?

Gli zombie sono un argomento molto difficile. Mi sono sempre piaciuti in letteratura, sul grande schermo e nei videogiochi ma non avrei mai pensato di utilizzarli per qualcosa di mio. Sembra un clichè ma è stata la storia a venire da me mentre lavoravo in un'azienda di videogiochi. Doveva essere un'avventura giocabile ma alla fine il progetto non mi ha convinta e me ne sono andata con un protagonista ansioso in un'apocalisse zombie e ben poche idee sul suo futuro. Ho deciso di crederci e di autoprodurmi, conscia che gli zombie abbiano un mercato limitato e volendo sfruttare questa occasione per rendermi editorialmente indipendente e consapevole di come funziona il 'produrre un libro'. Sono gli zombie ad aver scelto me, in sostanza.

• Esiste una ragione per la quale hai optato per l'autopubblicazione? Hai fatto tutto da sola, inclusi i curatissimi inserti, deve essere stato faticoso!

Sì, assolutamente, ho recentemente scritto un articolo sul mio blog per spiegare quanto questo processo di produzione sia stato voluto ma anche difficile. Ho pensato che sarebbe stato interessante mettermi alla prova in tutte le fasi di produzione, un'esperienza che mi avrebbe resa più consapevole di come funziona il mercato editoriale e di come nasce un libro, dalla storia all'oggetto fisico. Non sono contraria alla pubblicazione tradizionale, anzi, spero in futuro di poter continuare entrambe le vie ma trovo che spesso, quando si parte, le condizioni che molte case editrici offrano siano svantaggiose. Partire è un problema, ti accontenti spesso di quello che ti viene concesso pur di farlo e a me questa cosa mi ha sempre messa a disagio, mi sembrava di non avere scelta. Ora con il percorso in self so come funziona il mercato e, qualora mandassi un manoscritto a una casa editrice, so che posso rifiutare una situazione che non mi sembra adatta perché ho sempre un'altra strada a disposizione.

• In Zofri si denota una certa quantità di ricerca, quanto hai dovuto studiare per scriverlo?

Molto. Solo per la storia ho dovuto fare un mese di ricerche, alcune serie come quelle scientifiche sulle epidemie e sull'ansia patologica o quelle di antropologia che mi hanno permesso di comprendere i meccanismi sociali delle piccole comunità, fino a quelle più strampalate come 'I cervi sentono gli ultrasuoni?'. Però gli studi più grandi sono stati quelli per la produzione di Zofri, dal marketing all'impaginazione o quelli per creare lo stile del protagonista, piuttosto diverso da quello che ho sempre adottato nei miei romanzi fantasy. Però sono molto contenta di averlo fatto, è stato faticoso ma mi ha aiutata molto a migliorare.

• Ci parli un po' del tuo processo di scrittura? Hai una routine quotidiana o hai un approccio istintivo?

Il mio processo di scrittura si è consolidato con Zofri, prima era molto più caotico: dedico un primo mese alle ricerche fondamentali, uno a creare una scaletta di tutti gli eventi chiave, con le loro connessioni, e poi svolgo la storia per i tre mesi successivi. Dedico un mese alla sola riscrittura e uno all'editing. Scrivo ogni giorno ma non è un pensiero fisso, se salto qualche settimana per impegni o mancanza di voglia non è un dramma; ho la fortuna di produrre almeno una decina di pagine A4 ogni volta che ho un pomeriggio (o notte) da dedicargli e non soffro del blocco dello scrittore quindi cerco di non forzarmi. Mi piace godermi il processo.

• Sei un'autrice italiana, eppure Zofri è ambientato negli Stati Uniti, è una scelta precisa o è un caso?

Sì, è stato un omaggio alle storie di zombie, in maggioranza ambientate negli USA con centri commerciali e armi da fuoco. Volevo prendere l'immaginario tradizionale e cambiare le carte in tavola, per farlo dovevo mantenerne intatti alcuni riferimenti tra cui, appunto, la geografia. Ho preferito inserire una discendenza italo-americana nel protagonista, per presentare la componente italiana. Questo mi permetteva anche di mostrare quanto multiculturale può essere anche il posto più sperduto, con immigrati di generazioni diverse. Mi piace pensare che Zofri sia una vicenda che, con piccoli cambiamenti, possa essere trapiantata in molti luoghi diversi.

• Hai intenzione di comunicare un messaggio di fondo o preferisci che ti legge prenda dal testo ciò che vuole?

Ci sono molti messaggi o spunti di riflessioni, di livelli diversi e argomenti diversi, lascio che i lettori scelgano quali cogliere e fare propri. La storia di Andy è quella di un ragazzo che vive, solo, in un mondo ostile che non riconosce più, pieno di pericoli e di situazioni traumatiche, faticando a gestire il rapporto con gli altri; è una situazione che molti di noi si trovano ad affrontare. Molti lettori mi hanno detto che si riconoscevano nei suoi limiti e nelle sue debolezze, lo hanno supportato tifando per lui e lo hanno scusato anche quando (secondo me) era in torto. Mi piacerebbe che rivolgessero questo spirito anche verso se stessi, dandosi tregua e credendo maggiormente in see stessi. Siamo tutti un po' come Andy, chi più chi meno, mi piace l'empatia e la positività che gli hanno rivolto, è questo che vorrei per ogni persona che soffre di problemi di salute mentale, comprensione e affetto.

• La tua dedica è per i cani e uno dei personaggi è proprio un bassotto. Alcune persone sono indecise se leggere il tuo romanzo per paura che gli accada qualcosa di male. Vuoi esprimerti a riguardo?

Posso capire la perplessità ma è difficile per me rispondere a questa domanda: è un'apocalisse, tutto può succedere, se dicessi che Woody starà bene qualsiasi cosa avvenga purtroppo minerei il realismo del mio testo (anche perché non avendo scritto i seguiti dovrei rispondere comunque in modo molto limitato). Non posso promettere che al cane non succederà niente, in questo testo o nei prossimi due, o che sopravviverà, posso promettervi però che sarà amato fino alla fine dei suoi giorni, che sia nel libro o fuori, e che, qualora gli succedesse qualcosa, non indugerò in dettagli di violenza esplicita e il tono della scena sarà triste, non macabro. Woody ha un suo arco di personaggio e un suo carattere, dipende tutto da lui, come per chiunque altro, diversamente perderebbe la sua tridimensionalità. Non concedo mai plot armor nei miei testi, nemmeno ai protagonisti. Quindi dipende molto da cosa preoccupa: la sofferenza di doverlo (eventualmente) salutare o la paura di rimanere traumatizzati da una scena orrida e forte. Molti lettori mi hanno detto che la mia scrittura, indipendentemente dalla situazione, è molto 'delicata e sensibile' quindi la seconda opzione non è proprio possibile. Sulla prima, invece, chi vivrà vedrà (scusate, battuta brutta).

• Grazie mille per averci coinvolte in questo viaggio nell'Apocalisse, attendiamo il sequel!

Grazie a voi, davvero, non ho parole per ringraziarvi! Il prossimo testo della saga di Zofri uscirà a Novembre, ma non sarà il secondo che è previsto invece per il 2024, prometto però che, quando lo vedrete, scuoterete la testa sorridendo e pensando 'Giulia è pazza, voglio leggerlo'.



A presto! 
xoxo

lunedì 2 maggio 2022

Intervista a Laura Costantini

Buongiorno, lettor*!
Oggi iniziamo la settimana con l'ultima tappa dell'evento dedicato a Il Varcaporta, di Laura Costantini, ovvero l'intervista completa all'autrice. Nei giorni scorsi avete potuto leggere due domande nel post delle nostre recensioni (QUI il mio), oggi potrete leggerle tutte insieme su tutti i blog. Spero vi siano utili a scoprire curiosità e dettagli in più riguardo l'autrice, Il Varcaporta, ma anche gli altri romanzi che ha scritto. Buona lettura!

INTERVISTA A LAURA COSTANTINI

Ciao Laura, è un piacere poterti rivolgere qualche domanda per soddisfare le nostre curiosità e permettere ai lettori di conoscere meglio te e il tuo romanzo.

- Come è nata questa storia? 
La storia viene da lontano. Un sogno particolarmente vivido: un monolite cuneiforme che piombava giù dal cielo colpendo Stonehenge e liberando una sostanza opalescente che andava a riempire la frattura. La mia fantasia ha visto in quella sostanza qualcosa di vivo e potente: il Kh-Ram. Scrissi una prima bozza nel 1993, poi me ne dimenticai. Ma la storia è tornata a bussare durante il lockdown.

- Qual è il primo libro che hai letto? 
Favole a parte credo sia stato “Cuore” di De Amicis, subito dopo “Piccole donne”, poi arrivarono Jules Verne, Edgar Rice Burroghs ed Emilio Salgari.

- Come mai proprio il genere Steampunk? 
Perché amo la commistione tra le atmosfere gotiche dell’epoca vittoriana e una tecnologia vintage scintillante di ottoni e scricchiolante di ingranaggi.

- Che genere leggi di solito? 
Tutti, non ho preclusioni. Piuttosto una propensione per thriller, storici, horror e fantasy.

- Per i personaggi ti sei ispirata a qualcuno o sono frutto della tua fantasia? 
I miei “bambini” sono sempre parti originali della mia mente (bacata, direbbe qualcuno). Poi, alle volte, trovo anche dei volti che ben li rappresentano, oppure scovo artist* che siano in gradi di ritrarli per come io li ho pensati.

- Qual è il personaggio da te creato a cui sei più legata? 
Sarei una madre degenere se ne indicassi uno... Però, che resti tra noi, il mio figlio prediletto in questa storia è, senza ombra di dubbio, Devereux Willoughby, incolpevole fulcro di tutto.

- Quanto tempo impieghi per scrivere un romanzo? 
Dipende. Per “Il Varcaporta” ho impiegato circa un anno e mezzo. Ma ho scritto romanzi anche nel giro di un mese (con la mia socia Loredana Falcone), come anche storie che hanno chiesto quattro anni di gestazione (come il mistery “Il puzzle di Dio”, sempre con la socia).

- Hai dei riti scaramantici o aneddoti particolari che ti sono successi durante la stesura? 
Riti scaramantici no, a meno di non considerare tale la mia passione per le mappe che mostrino gli spostamenti, le distanze, i tempi di percorrenza. Aneddoto? Succede che inserisco nella storia la figura di Bethany, la cameriera personale di lady Astrea. Una figura secondaria, silenziosa e obbediente, costretta al buio perché le hanno bruciato gli occhi affinché non possa rendersi conto dell’orrore delle cicatrici della sua padrona. Quasi un “cameo”. Ma lei, da brava irlandese testa dura, non era d’accordo. E ha preteso di essere parte attiva della storia in un modo che scoprirete leggendo. Si è rivelata una donna forte, decisa e tutt’altro che innocua.

- Hai già in mente un progetto futuro per un'altra storia? 
Per un’iniziativa della Dark Abyss Edizioni ho scritto un racconto gotico. E, sebbene il racconto concluda la vicenda, c’è un certo corvo che continua a gracchiarmi nell’orecchio. Chissà...

- Hai delle canzoni che ti ricordano i personaggi di questo libro o altri tuoi personaggi? 
Una canzone chiave della mia serie “Diario vittoriano” è stata “Lost on you” di LP. Per “Il Varcaporta” ho proprio una playlist completa: With or without you - U2; The kill - 30seconds to Mars; Stronger - 30seconds to Mars; The sound of silence - cover by Disturbed; L'inverno - da Le quattro stagioni di Vivaldi; My immortal – Evanescence; Take to church – Hozier; Secondo movimento dalla Settima di Beethoven; Demons - Imagine Dragons e While your lips are still red – Nightwish. Ogni brano ha un significato importante nella storia e nelle vicende dei personaggi.

- Cosa ti affascina di più dell'epoca vittoriana? 
Mi affascina che sia l’inizio della modernità e del progresso tecnologico, ma anche un’epoca di profonda oscurità coperta da trine e velluti. Assomiglia moltissimo a ciò che oggi siamo, ipocrisia compresa.

- Quali pensi siano i punti di forza del romanzo e perché lo consiglieresti ai lettori? 
Da lettrice amo molto le storie che sanno coinvolgermi e trascinarmi in un’avventura. Ecco, credo che “Il Varcaporta” sia soprattutto un’avventura da vivere tra i ghiacci iridescenti del Kh-Ram, il volo sgraziato e crudele delle macchine volanti, la voglia di giustizia di chi non si arrende e l’amore senza confini di spazio e di tempo che anima i protagonisti.

- Le tematiche lgbtqia+ sono spesso presenti nei tuoi romanzi. Cosa ti piace trasmettere con queste tematiche? 
L’orrore dell’ipocrisia che ha costretto e costringe - ancora oggi, perfino nell’Occidente che si crede “civilizzato” – le persone a negare la propria natura, i propri desideri, i propri sentimenti. La peggiore delle torture, la più violenta delle discriminazioni. Voglio renderla evidente e, così, combatterla.

- Anche questa saga è già stata tutta scritta e poi divisa in volumi come per "Il Ragazzo Ombra" o hai in mente di scrivere un libro alla volta e, se sì, sai già quanti libri saranno? 
“Il Varcaporta” non sarà una serie, come non lo era il “Diario vittoriano”. La divisione in volumi la organizzammo, con goWare, per non offrire ai lettori un librone da ottocento pagine che avrebbe potuto spaventare. Quindi la vicenda venne divisa in quattro volumi di cui “Il ragazzo ombra” è il primo. “Il Varcaporta”, nonostante la mole e grazie a Dark Abyss Edizioni, è rimasto intatto ed è, quindi, autoconclusivo.

- Quali differenze noti quando scrivi un libro a quattro mani e quando invece scrivi da sola come in questo caso? 
Scrivere a quattro mani è una modalità che adoro, un dono che l’amicizia – ormai sorellanza – con la mia socia Loredana Falcone mi ha concesso. Insieme a lei è come vivere un gioco di ruolo, quindi passano in secondo piano fatica e concentrazione. Scrivere da sola è più immersivo e faticoso. Ti cambia proprio l’umore. Mi piace poter sperimentare entrambi i metodi.

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Google immagini
Banner: @dolcicarloni

Un ringraziamento a Laura Costantini per aver risposto alle nostre domande e grazie anche alla casa editrice Dark Abyss per la gentile collaborazione e disponibilità.

martedì 25 gennaio 2022

Blogtour: "Sei una di noi" di J. Reed - Intervista all'autore

Buongiorno, lettor*!
Oggi Coffee&Books partecipa al Blogtour di Sei una di noi, romanzo dark fantasy young adult uscito per la nuova realtà editoriale Dark Abyss. In questo post troverete un'intervista all'autore, per sapere di più su di lui e il suo romanzo. Ringrazio la casa editrice per avermi coinvolta nell'evento e il blog Gli occhi del lupo per aver organizzato il tutto. 

Sei una di noi
di J. Reed

Prezzo: 3,99 € (eBook) 13,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 259
Genere: dark fantasy, young adult
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2021

Halloween si avvicina e una strana nebbia cala sul villaggio di Hammefalls, senza però velare l'entusiasmo di Gemma e delle sue amiche, alle prese con i primi amori e con la splendida festa che stanno organizzando; tuttavia, qualcosa turba la loro serenità: se Rose, detta "il mostro", in realtà è perfettamente normale, cosa sta accadendo a Priscilla? Frequenta cattive compagnie o ha scoperto segreti inquietanti in un misterioso libretto? E perché le loro notti sono disturbate dal medesimo incubo, legato all'antico cimitero del paese? Tra equivoci, baci, balli, nuove amicizie e sparizioni le ragazze sono destinate a scoprire i misteri di Hammerfalls e anche se stesse.

7 BLOG PER UN AUTORE - INTERVISTA A J. REED


1) Chi è J. Reed (Jacob Reed) ?

Un fuori testa. Fin da bambino voleva diventare un soldato, un archeologo, un astronomo, tutti e tre insieme naturalmente. Ci è riuscito? Sì... anche se non è diventato un archeologo ama la storia e l'archeologia, e di astronomia sa solo qualcosina. In compenso ha deciso di studiare pedagogia... anche lì ci si occupa di piccole e grandi stelle.

2) Come è nata la tua passione per la lettura? E quella per la scrittura?

Fino ai dodici anni non ho letto molto, poi un anziano vicino di casa (che fra le varie cose era stato ufficiale addetto al tiro imbarcato anche sul sommergibile Sciré), si era affezionato a me e mi regalò Robin Hood. La storia mi appassionò e lo finii in un pomeriggio. Da quel momento non ho più smesso di leggere. Nel 2019, dopo aver letto due romanzi di fila (malloppi da cinquecento pagine) veramente pessimi... mi sono chiesto perché allora non scrivere una storia di mio pugno, difficilmente avrei fatto peggio di quei due. Ne ho scritte tre di fila... tutte pubblicate da case editrici no eap, ne rimasi meravigliato. Così ho continuato. Mi piace scrivere, dare ai lettori qualcosa per sognare e riflettere, insomma cerco di scrivere storie che divertano ma che allo stesso tempo siano anche d'ispirazione nella vita di tutti i giorni.

3) Quanto tempo dedichi alla scrittura durante il giorno?

Non è qualcosa che riesco a programmare. Quando ho la “fiamma creativa” che arde scrivo anche un'intera notte...

4) Quando scrivi solitamente preferisci il silenzio assoluto o ascolti della musica?

Per scrivere ho bisogno che non ci siano distrazioni, e sì, spesso ascolto musica. Newave, Versioni nightcore, Rock, Ost delle anime, Musiche d'ispirazione, relax, epic. Classica.

5) I tuoi romanzi hanno delle colonne sonore?

Nei romanzi cito spesso brani musicali, in modo che il lettore se ha voglia di ascoltarli sia più coinvolto dal racconto. In “Sei una di noi” mi è stato proposto di inserire una vera e propria playlist. Avevo pensato a generi rock e nigthcore, invece chi curava l'editing per la Dark Abyss suggeriva musiche d'ispirazione. Ci ho riflettuto, era una buona idea e ho optato per una via di mezzo usando le colonne sonore di alcune anime. Ci sarebbe molto di cui parlare sulla scelta di quelle colonne sonore e sulle anime e i loro vari generi... Tanto per far comprendere al lettore, le anime sono un mondo vastissimo che in Italia a differenza di altri paesi (e non intendo solo quelli orientali, parliamo di Europa e Nord America), non sono così conosciute a causa dei cartoni degli anni settanta e di conseguenza nell'immaginario collettivo sono spesso relegate esclusivamente al mondo dell'infanzia o a fenomeno folcloristico per maniaci del cosplay. In realtà sono studiate e realizzate per fasce e tipi di pubblico diversi d'età e interessi. Molto spesso sono ispirate da romanzi e light novel. Quindi si adattano perfettamente a “Sei una di noi”.

6) Qual è il tuo autore e il tuo libro preferito?

Non posso citarne uno a discapito degli altri. Ho letto centinai di libri, farei prima a citare quelli che non mi sono affatto piaciuti, perché negli altri vi ho sempre trovato qualcosa di buono. Diciamo che ho più autori preferiti suddivisi per genere di lettura.

7) Se potessi cambiare qualcosa della storia ormai pubblicata, lo faresti? Se sì, perché?

No, non cambierei nulla...

8) Ti sei ispirato a qualcuno per la descrizione fisica/caratteriale del tuo/dei tuoi personaggio/i?

Sì certo, ma è un segreto...

9) Che consiglio daresti a chi vorrebbe pubblicare il suo primo libro?

Difficile dare consigli in un ambiente così vario. Provo a darne solo un paio: non rivolgetevi all'editoria a pagamento, sono la morte dell'editoria seria e rischiate di spennarvi senza ottenere nulla, io ci sono sempre rimasto distante.
La seconda è che se vi piace, non smettiate di scrivere anche se ricevete rifiuti. Chi valuta i testi non sempre fa scelte azzeccate. Alcuni editori sono così lungimiranti da ammetterlo nelle loro pagine web.

10) È il momento dello “Spot Time”. Perché i lettori dovrebbero acquistare questo romanzo?

Qualunque persona leggerà “Sei una di noi” si divertirà a scoprire che cosa accadrà a Gemma e alle sue amiche e quali misteri sveleranno ma soprattutto si innamorerà di loro.

******

A presto!
xoxo

venerdì 17 dicembre 2021

"Io, i miei mostri e me" di Caterina Costa - Intervista all'autrice

Buongiorno, lettor*!
Oggi si torna a parlare di un volume delizioso, letto e recensito non molto tempo fa (QUI): "Io, i miei mostri e me" di Caterina Costa - Cheit.jpg. In questo nuovo post  troverete un'intervista all'autrice, che si è gentilmente prestata alle nostre domande e ci ha tolto qualche curiosità. L'intervista sarà presente anche su tutti gli altri blog e profili che hanno partecipato all'iniziativa e quindi su Serendipity.nerdy, Fenice fra le pagine, Lu is lost in books, La biblioteca di Zosma, Nelyafinwee, This lady of the books, Sylexlibris, Love Reading & More, Raggywords, Twinsta Book. Non perdetela! ;)

Io, i miei mostri e me
di Caterina Costa - Cheit.jpg

Prezzo: 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 112
Genere: fumetti
Editore: Becco Giallo
Data di pubblicazione: 11 novembre 2021

Il primo libro della giovanissima Caterina Costa, instagrammer, autrice di webcomics, conosciuta tra i suoi tanti fans con lo pseudonimo di CHEIT. Un webcomics che racconta senza filtri le ansie, le paure, le inquietudini, le sofferenze dei ventenni di oggi. Un’autrice dall’enorme seguito sui social media.

Ciao Caterina, prima di iniziare vogliamo ringraziarti per il tempo che ci dedicherai e farti i complimenti per il tuo lavoro.
La prima domanda che vogliamo farti è la seguente:

- Come mai hai deciso di suddividere ogni storia in una striscia di quattro quadrati? E’ un formato che ti è stato richiesto da altri o da esigenze esterne, o che hai deciso tu in maniera indipendente?

Forse mi sono involontariamente ispirata ad altri webcomic che ho visto negli anni, ma la ricordo come una scelta molto naturale. Inoltre, postando su Instagram, questa struttura rende molto più facile la condivisione dei miei lavori, perché la somma delle vignette quadrate è sempre un quadrato.

- La forza del tuo lavoro è anche nella sua brevità, ma hai mai pensato di creare una storia molto più lunga, magari una graphic novel completa, partendo da una o più strisce?

È sicuramente qualcosa che mi piacerebbe molto fare! Il primo esperimento con storie più lunghe è stato con il mio primissimo libro, Vita da Pomodoro, un’antologia realizzata insieme ad altre 6 fumettiste.
È stato molto difficile per me scrivere qualcosa di più lungo, perché in genere nei miei lavori cerco sempre di trasmettere un’emozione, una sensazione, un concetto, e per questo tipo di comunicazione la vignetta breve è ciò che più mi è congeniale.
Al momento sto cercando di leggere più fumetti e di imparare a narrare storie più lunghe, perché penso che potrei farne qualcosa di bello!

- Ci racconti la tua esperienza dell’Inktober e di cosa ti ha insegnato come fumettista? In futuro pensi che parteciperai nuovamente all’evento?

Per me l’Inktober del 2018 è stato la svolta, mi ha cambiato la vita.
È iniziato tutto come un gioco, un esperimento, ma mi ha portato tante cose fantastiche.
Ho deciso di fare un fumetto al giorno anziché un’illustrazione e ho scoperto la mia vocazione! Intanto mi ha fatto capire che sono in grado di produrre tanto in poco tempo, perché le parole a cui ispirarsi uscivano il 1 ottobre e ogni giorno c’era una nuova parola da usare, io all’epoca andavo in università tutti giorni e da pendolare tornavo spesso a casa verso le 20. Però ce l’ho fatta! Ogni sera mi mettevo lì e creavo i miei fumetti.
È stato anche l’inizio del mio successo su internet, perché dai miei fumetti per l’Inktober è arrivata la prima ondata di lettori su Instagram.
Penso parteciperò ogni anno e spero di riuscirci ancora!

- Abbiamo notato che molti colori – ad esempio il giallo - sono ricorrenti: c’è un criterio particolare dietro questa scelta? E quali tecniche e/o strumenti grafici usi per creare i tuoi disegni?

La scelta di usare il giallo è stata casuale, è sempre stato uno dei miei colori preferiti.
Disegnando e sperimentando mi sono accorta che stava meglio di altri colori come sfondo, faceva risaltare le immagini in primo piano e illuminava la scena.
Durante gli anni ho usato diverse tecniche, ho iniziato con la china su carta e le Bic, ho usato Photoshop, Paint Tool Sai, gli acquerelli... Ora uso Procreate su un iPad 2018, che penso sia il sobware meglio sviluppato per i disegnatori. Il suo unico problema sono i livelli limitati, però in confronto a Photoshop o ad altri programmi conosciuti ha dei pennelli meravigliosi e insuperabili.

- Nelle note del tuo libro racconti che il tuo primo approccio al mondo dei fumetti sono stati i cartoni animati che vedevi da piccola: quali erano i tuoi preferiti? E oggi, invece, quali sono le tue fonti di ispirazione principali?

Il primissimo che ho iniziato a ridisegnare penso sia stato Futurama, sapevo tutti i personaggi a memoria e i miei compagni di classe mi chiedevano sempre di disegnarli per loro.
Poi A tutto Reality, che è stato il cartone animato che mi ha fatto iniziare a disegnare in digitale. Avevo un gruppo di amici a distanza, nato su Facebook, in cui ognuno si creava il suo personaggio in stile ATR e insieme giocavamo e ci sfidavamo a gare di disegno. È iniziato tutto da lì!
Oggi invece non ho più un’ispirazione precisa, ormai il mio tratto e il mio stile sono abbastanza radicati da non aver bisogno di copie così fedeli. Questo non significa che abbia smesso di sperimentare!
Spesso mi piace provare a cambiare stile, fare qualcosa di più cartoon o di più realistico, cambiare il tratto e i colori... solo che ora sono tutti esperimenti che partono da me.

- Ti piace la cultura giapponese, nello specifico i manga e gli anime? E, invece, nel panorama italiano c’è qualche fumettista che ti ha ispirato o che ti senti di consigliare?

Da bambina guardavo tanti anime e leggevo qualche manga, ho avuto un periodo attorno agli 11 anni in cui ho provato a ricrearne lo stile ma non faceva per me. Ho iniziato a creare fumetti per puro caso, sono sempre stata interessata sia all’animazione che all’illustrazione e il fumetto è ciò che univa queste due tecniche al meglio. Quindi non ci sono veri spunti a cui mi sia ispirata, non sono mai stata una grande lettrice di fumetti (anche se di fiera in fiera mi è venuta sempre più voglia di iniziare) fatta eccezione per Dylan Dog e W.I.T.C.H..

- Hai dei nuovi progetti in lavorazione? Cosa ti piacerebbe creare prossimamente? Ci puoi dare qualche anticipazione o è ancora tutto segreto?

Per il momento sono abbastanza ferma, fatta eccezione per la mia piattaforma su Webtoon che è stata appena aperta e mi sta portando molte soddisfazioni!
Spero di avere presto qualche progetto nuovo!

******

A presto!
xoxo

mercoledì 26 maggio 2021

Blogtour: "Angeli della Vita" - intervista a Margherita Donati

Buongiorno, lettori! ^^
Come vi avevo anticipato ieri, oggi partecipo al blogtour in occasione dell’uscita di Angeli della Vita, di Margherita Donati. Ringrazio la casa editrice per avermi coinvolta nell’iniziativa. Nei post precedenti trovate la recensione al primo volume, Angeli della Morte, e la segnalazione del secondo, che è uscito il 22 Maggio. Nel post di oggi, invece, potete leggere un’interessante intervista all’autrice che spero possa incuriosirvi e permettervi di dare una chance alla serie, la quale, vi ricordo, è edita PubMe collana Starlight. 
Buona lettura!

INTERVISTA A MARGHERITA DONATI

“Angeli della Vita” è il secondo capitolo della serie Iris Saga. Da quanti libri è composta la saga e quando è nata l’idea di farlo diventare un progetto di più libri?

La Saga è composta da 3 libri, da sempre, credo. La stesura di questa Saga è avvenuta molto “naturalmente”, non ho forzato niente, tutto è sembrato incastrarsi perfettamente come pezzi di un puzzle. Quindi è nata già suddivisa in 3 parti: la prima dove conosciamo in modo più superficiale la trama, il secondo dove approfondiamo le vicende e scopriamo i punti oscuri lasciati dal primo, e il terzo… beh, sorpresa!

La protagonista è sempre Emily, insieme alla sua nemica Morgana, ma in questo libro si aggiungono diversi altri personaggi. Kamael è sicuramente una figura con un ruolo importante e un ampio spazio nel libro. In che modo si differenzia da Azrael e cosa volevi che emergesse di più del suo carattere?

Azrael nella tradizione è sia l’Angelo della Morte responsabile del trapasso che quello che ti accoglie alle porte del Paradiso. A volte è dipinto come angelo sotto il comando di Dio e altre come la Morte personificata. Ecco che nel libro è quello più ambiguo in assoluto. Non è un servitore di Satana, certo, ma è indissolubilmente legato ad esso a causa di Morgana.
Kamael invece rappresenta la Giustizia, il senso del dovere. Ecco che è a capo dell’Esercito dell’Apocalisse, dopo una redenzione convinta. Kamael protegge Emily, vuole il suo bene, si preoccupa per lei, le insegna a riconoscere i suoi nemici, a canalizzare le energie contro i demoni, soprattutto contro Lucifero e Morgana. È pronto a sacrificare se stesso per ciò che è giusto. E odia Azrael per il suo dualismo, la sua indecisione insita dentro il suo personaggio.

Emily e Morgana rappresentano un po’ il lato buono e cattivo di ciascuno di noi, per certi versi sono due facce della stessa medaglia. A quale ti senti più affine e quale delle due pensi che possa intrigare di più i lettori?

Al momento è emerso questo: il lato buono è Emily e il cattivo è Morgana. Purtroppo l’ambiente condiziona i nostri ragionamenti, che non sono innati, bensì il risultato degli eventi in cui ci imbattiamo.
Morgana ha fatto delle scelte molto sbagliate agli occhi di tutti, ma ciò che le ha mosse è stato un amore impossibile in cui lei ha creduto e investito. Il terzo libro sarà illuminante su questo aspetto…
Emily ha avuto una vita diversa, con dei poteri sconosciuti e difficili da gestire. Se non avesse incontrato Azrael e Daniel ogni cosa sarebbe rimasta sepolta dentro di lei. Le scelte che compie sono il risultato di una spinta celestiale e/o demoniaca, non sono farina del suo sacco. L’unica scelta che fa come Emily è quella di rendere partecipe Jennifer. E non tutti credono che sia stata una buona idea.
Credo che ognuno, me compresa, si identifichi un po’ in entrambe: ci sono momenti in cui tiriamo fuori le unghie e i denti, e agiamo senza scrupoli pur di raggiungere il nostro obbiettivo; altri in cui ci serve una guida che conosce l’ambiente e ci aiuta a destreggiarsi nelle nostre valutazioni.

Da autrice, in che modo hai affrontato la stesura di questo romanzo rispetto al precedente? Ti sei sentita più consapevole e matura e come pensi sia evoluto il tuo stile?

È stato un libro meno faticoso del primo e molto meno del terzo. Il secondo mi è scivolato tra i tasti senza nemmeno accorgermene perché è pieno di spiegazioni su tante situazioni del primo libro e un’anteprima di ciò che troveremo nel terzo. Credo che lo stile sia più maturo, ma semplicemente perché nella prima stesura di Angeli della Morte avevo sì e no 15 anni, in quella di Angeli della Vita 17-18… Quindi anche la mia visione del mondo è mutata nel tempo, oltre che lo stile di scrittura. Se si leggono consecutivamente sembrano redatti da due persone diverse, e invece sono solo io, a distanza di tre anni.

Quali emozioni vorresti che i tuoi romanzi trasmettessero ai lettori?

Entusiasmo, passione, eccitazione, timore… Potrei continuare ancora, ma di base vorrei che piacessero. Vorrei che fossero un modo per evadere dalla realtà di tutti i giorni. Qualcosa per staccare il cervello e lanciarsi in un modo fatto di Credo e Magia.
Io sono cattolica praticamente, ma non mi ha fatto paura unire religione e blasfemia, senza l’una non esiste l’altra e nella Storia si rincorrono continuamente.

******

Vi è piaciuta l'intervista? Leggerete questa serie?
Io non vedo l'ora di buttarmi sul secondo capitolo e vedere cosa accadrà! Sono sicura che l'autrice ci ha riservato parecchie sorprese ^^ Per saperne di più, non perdete tutte le altre tappe del blogtour, mi raccomando ;)

A presto!
xoxo

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