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lunedì 15 aprile 2024

Recensione: "Madonna nera" di Germano Hell Greco (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi una nuova recensione per voi! La nostra Ms Rosewater ha letto Madonna nera, di Germano Hell Greco, uno dei libri acquistati al Book Pride di Milano (di cui ha scritto un articoletto QUI) e pubblicato da Acheron Books. Si tratta di un horror con cornice tutta italiana, è ambientato infatti in Puglia. È uscito da pochissimo, scoprite di più nella recensione e lasciateci un commento ;) A presto!

Madonna nera
di Germano Hell Greco

Prezzo: 6,99 € (eBook) 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 242
Genere: horror
Editore: Acheron Books
Data di pubblicazione: 9 febbraio 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

“La Puglia divora”. È il mantra dei giovani di Alepia che non sono riusciti ad andarsene. Anime oppresse, deformate dal clima di pacata crudeltà che governa da sempre le loro vite e che ribolle nel ventre marcio di una cittadina gravida di segreti. Il padre di Pietro infatti è morto il giorno della sua nascita: un delitto insolito, opaco come certi ricordi della sua infanzia. Pietro vive circondato dagli inquietanti dipinti lasciati in eredità dal genitore, mentre assiste la madre malata. Sandro, suo amico di lunghissima data, ha scelto di votarsi alla malavita, Kiki cerca invano una carriera da artista online, mentre Giada, sfuggita alle violenze del padre, è costretta a prostituirsi per ripagare un grosso debito. Qualcosa di peggiore, però, si inserisce nella già difficile quotidianità dei ragazzi. Sussurra dai campi prosciugati dal sole e infestati dalle tante morti inspiegabili che si sono susseguite nel corso di decenni. Qualcosa che promette ricompense, che domanda un voto di sangue.

Quando a Book Pride Germano Hell Greco ha cominciato a parlarmi del suo romanzo dicendo che si tratta di un folk horror deve aver colto un lampo di scetticismo nei miei occhi: non poteva saperlo, ma personalmente trovo la tendenza a etichettare i libri in categorie sempre più specifiche un modo per renderli prevedibili (e facilmente vendibili) al lettore pigro, non facendolo mai arrischiare fuori dalla sua comfort zone, limitando le possibilità di scoperta di nuovi generi e autori. Aggiungiamo il fatto che ho un lieve pregiudizio verso gli autori italiani (fatti salvi pochissimi, tra cui Dino Buzzati e Giorgio Falco) e che il mio horror preferito è quello del periodo '700/'800, che venivo da una pessima lettura italiana (della quale vi risparmio dettagli e recensioni) e che la copertina del libro in questione è un po' caciarona per i miei gusti.

Madonna Nera partiva in salita e non avevo particolari aspettative, pure se l'ambientazione pugliese per un horror mi pareva una buona idea, anche per fare un po' piazza pulita degli stereotipi turistici maresolecibo che annichiliscono le storie dissonanti, le tradizioni oscure e cercano d'ignorare l'ingombrante presenza della malavita organizzata, che ha radici storiche profonde, intrecciate a rituali e simbologie religiose.

Alepia è una piccola, buia città nata dal martirio di una donna e ancora completamente asservita al passato della sua fondazione, che allunga un'ombra su quanti ci vivono, compresi i quattro giovani protagonisti, Pietro, Kiki, Giada e Sandro, vittime della violenza patriarcale che si nasconde nelle famiglie o di quella della religione. Ognuno di loro, a modo suo è un emarginato e se ne vorrebbe andare.

La madre di Pietro sta morendo, negli ultimi giorni prima del trapasso il ragazzo è torturato dal dolore e dal ricordo del padre, morto in circostanze misteriose. Alterna momenti di disperazione a fughe in cerca di sollievo dai suoi pensieri. Con le sue ambizioni di scrittore e un carattere apparentemente debole è poco tollerato dal nonno, capo mafioso di Alepia (e datore di lavoro di Sandro), anche se è proprio questa parentela a garantirgli un minimo di rispetto da parte dei locali. Rispetto di cui non godono Kiki, una compagna delle medie di Pietro, paria del paese fin dall'infanzia, e Giada, che si prostituisce in una baracca nella campagna.

Inizialmente lontani, i quattro si riavvicineranno progressivamente, mentre i fantasmi della loro infanzia e prima giovinezza si riveleranno ancora presenti e reali e il loro mondo subirà un tracollo progressivo, inarrestabile, tagliando ogni via di fuga da Alepia.

Costruita minuziosamente, la vicenda non permette di fare previsioni sullo scioglimento finale, l'autore è attento a dare un peso equo a ogni elemento, facendo tornare tutti i conti e disponendo dei propri personaggi come già insegnava Graham Greene; i paesaggi sono delineati in modo quasi eccessivamente scarno, l'atmosfera sospesa, carica di presagi spaventosi e visioni terrificanti (uno dei punti di forza del racconto) che si fanno via via più frequenti fino a scolmare, inondare Alepia. La narrazione è inizialmente classica, basata su poche descrizioni e molti dialoghi che, procedendo, si fanno più radi e lasciano il posto a immagini sempre più impressionanti e davvero violente, ma prive di compiacimento, tutto è veramente dosato con cura. La lingua è convincente, anche se a volte leggermente imprecisa, un po' affettata, con qualche termine colloquiale di troppo. L'utilizzo dei virgolettati per i dialoghi appesantisce un po' la lettura e tutti quei “Lei disse, lui disse...” sono un po' vecchiotti e andrebbero evitati.

Uno degli aspetti più interessanti è però quello della contemporaneità, abilmente mimetizzata dallo schermo del fantastico. Il soffocamento delle ambizioni dei giovani (e non solo), la violenza che si consuma nelle famiglie, l'omertà, l'immoralità delle istituzioni sociali che schiacciano i tentativi di riscatto e di progresso e portano al collasso del sistema riguardano il presente, e la critica che si legge in questa storia è molto dura e (cosa che ho apprezzato molto) priva di falso ottimismo. Anche senza leggervi altri significati, si tratta di un buon horror, che probabilmente non sfigurerebbe sul mercato estero, cosa che auguro all'autore accada. 

Ms Rosewater


Fonte immagine: Pinterest

domenica 10 marzo 2024

Milano Book Pride - 2024 (a cura di Ms Rosewater)

Milano Book Pride - 2024

Buongiorno! Oggi la nostra Ms Rosewater ci racconta la sua esperienza al Book Pride di Milano, che si è tenuto in questi giorni e si concluderà proprio oggi. Se ci siete stat* immagino avrete apprezzato anche voi l'esperienza, se invece non conoscete questo evento, scoprite di cosa si tratta e magari vorrete anche approfittarne prima che termini (o non perderlo il prossimo anno!)

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Non andavo a Book Pride da qualche anno, l'ultima volta deve essere stato quattro o cinque anni fa, era ora di tornare. Nel grande spazio del Super Studio Maxi, a pochi metri dalla metropolitana Famagosta si sono date appuntamento tantissime case editrici indipendenti, tra cui alcune delle mie preferite, Uovonero, E/O, Blackie Edizioni, Safarà, NN, Nottetempo; molto note come Sellerio, Terre di Mezzo e Voland o scoperte come Ottocervo, che propone fumetti molto interessanti, Mandese, editore di saggistica e narrativa, People con saggi (ne ho puntato uno su animali e politica), riviste, fumetti e gadget bellissimi, per ricordarne alcune.

Ci sono libri per tutti, dal fantasy alla narrativa contemporanea, alla controcultura, ai libri per bambini e ragazzi, anche in Comunicazione Aumentativa; inoltre, sono presenti gli stand di scuole di scrittura, di alcune università che propongono master di editoria, eccetera eccetera.

Il programma prevede molti eventi interessanti, come l'intervento di Ultrablu Publishing, realtà editoriale che valorizza le creazioni di giovani autistici intitolato “Neurodiversità. Quella ricchezza che non sappiamo ancora spendere” previsto nel pomeriggio del 9 Marzo, laboratori per bambini e presentazioni di libri.

Avendo poco tempo mi sono concentrata sugli acquisti e ho dovuto comunque trattenermi, ovunque c'erano libri interessanti, copertine accattivanti, editori desiderosi di raccontare il loro lavoro.


Alla fine hanno avuto la meglio sul mio portafoglio Uovonero, dove ho fatto il pieno di libri accessibili e sul tema dell'autismo, e i giovani di Acheron (non ci crederete ma è così), che non si sono fatti scoraggiare dalla mia dichiarazione “Il fantasy non mi piace” e sono riusciti a convincermi a portare a casa ben tre libri (fanno il 3x2 in occasione della fiera), hanno giocato la carta simpatia e ha pienamente funzionato. Ovviamente, seguiranno le recensioni.


Avrei potuto passare tutto il giorno al Book Pride e non oso pensare alle conseguenze sul mio conto in banca, meno male che avevo un appuntamento per pranzo. Cercherò di non far passare altri quattro anni per la prossima visita..
Se volete andare c'è ancora tempo un'intera giornata, io non ci penserei troppo.


Ms Rosewater


Photo credit: @lisapavesi

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