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lunedì 15 luglio 2019

Recensione: "La Corte di Rose e Spine" di Sarah J. Maas

Buongiorno, miei cari lettori caffeinomani! ^^
Oggi cambiamo un po' genere, visto che è da tanto che non recensisco un fantasy. Ho pensato di scrivere la recensione de "La Corte di Rose e Spine", di Sarah J.Maas, edito Mondadori, romanzo che ho riletto in vista dell'uscita del secondo libro (di cui ho iniziato la lettura). Questa serie la amo particolarmente, non solo perché adoro il mondo delle fate, ma soprattutto perché sono rimasta colpita da ciò che ha creato Sarah J. Maas, autrice che stimo da una vita. Si tratta di un fantasy new adult, ispirato a La Bella e la Bestia, che riprende alcuni canoni più noti della classica fiaba, ma si compone anche di elementi molto originali. L'ho adorato.

La Corte di Rose e Spine
di Sarah J. Maas


Titolo originale: A Court of Thorns and Roses
Serie: A Court of Thorns and Roses #1
Prezzo: 16,90 euro (cartaceo), 8,99 euro (eBook)
Pagine: 408
Genere: fantasy, new adult
Editore: Mondadori (collana Chrysalide)
Data di pubblicazione19 Marzo 2019



"Un paio di occhi dorati brillavano nella boscaglia accanto a me. La foresta era silenziosa. Il vento non soffiava più. Persino la neve aveva smesso di scendere. Quel lupo era enorme. Il petto mi si strinse fino a farmi male. E in quell'istante mi resi conto che la mia vita dipendeva da una sola domanda: era solo? Afferrai l'arco e tirai indietro la corda. Non potevo permettermi di mancarlo. Non quando avevo una sola freccia con me." Una volta tornata al suo villaggio dopo aver ucciso quel lupo spaventoso, però, la diciannovenne Feyre riceve la visita di una creatura bestiale che irrompe a casa sua per chiederle conto di ciò che ha appena fatto. L'animale che ha ucciso, infatti, non era un lupo comune ma un Fae e secondo la legge "ogni attacco ingiustificato da parte di un umano a un essere fatato può essere ripagato solo con una vita umana in cambio. Una vita per una vita". Ma non è la morte il destino di Feyre, bensì l'allontanamento dalla sua famiglia, dal suo villaggio, dal mondo degli umani, per finire nel Regno di Prythian, una terra magica e ingannevole di cui fino a quel momento aveva solamente sentito raccontare nelle leggende. Qui Feyre sarà libera di muoversi ma non di tornare a casa, e vivrà nel castello del suo rapitore, Tamlin, che, come ben presto scoprirà la ragazza, non è un animale mostruoso ma un essere immortale, costretto a nascondere il proprio volto dietro a una maschera. Una creatura nei confronti della quale, dopo la fredda ostilità iniziale, e nonostante i rischi che questo comporta, Feyre inizierà a provare un interesse via via più forte che si trasformerà ben presto in una passione dirompente. Quando poi un'ombra antica si allungherà minacciosa sul regno fatato, la ragazza si troverà di fronte a un bivio drammatico. Se non dovesse trovare il modo di fermarla, sancirà la condanna di Tamlin e del suo mondo...

Quando lessi la prima volta A Court of Thorns and Roses me ne innamorai follemente. L'incantesimo della Maas fece effetto subito, sin dai primi capitoli, sebbene la storia inizi molto lentamente. Con la Maas però ci si abitua. Lei è capace di creare un mondo immenso, nuovo e meraviglioso e ti ci fa addentrare con i tempi giusti, mettendoti a disposizione tanti dettagli che non puoi fare a meno di amare e trovare interessanti. Impari a prendere confidenza con i personaggi, che l'autrice caratterizza sempre in maniera impeccabile. Ti affezioni a tutti loro, ti lasci coinvolgere a 360 gradi, perché è questo che significa iniziare una nuova saga di Sarah J. Maas, mandare tutto a puttane pur di non smettere mai di leggere. Conoscevo bene questi effetti e li ho riprovati rileggendo il romanzo di recente. Questa serie è droga pura, ragazzi. Se l'avete già letta, capirete di cosa sto parlando. Per chi non si fosse ancora concesso questa gioia, beh, cercherò di spiegarmi meglio con questa recensione e dopo sono sicura che correrete anche voi a tuffarvi in questa avventura. Come vi dicevo nell'introduzione, La Corte di Rose e Spine trae ispirazione da una delle fiabe più amate di sempre, La Bella e la Bestia. Inutile dirvi che anch'io ho un debole per questa fiaba, che è sul podio delle mie preferite in assoluto. In questo romanzo abbiamo la nostra bella protagonista, di nome Feyre, che vive con il padre vecchio e acciaccato e due sorelle. Lei è la più piccola, ma anche l'unica a provvedere seriamente alla famiglia, che può tirare avanti grazie alla cacciagione che riesce a procurarsi nella foresta col suo arco. In una giornata fredda e nevosa, porta a casa anche la pelle di un grosso lupo, che è sicura le frutterà molto denaro al mercato. Non sa ancora che quel lupo che ha ucciso era un essere fatato e il Signore Supremo del regno a cui apparteneva busserà alla sua porta per riscuotere il giusto pegno. Le leggi del mondo fatato sono indiscutibili. Feyre, per quanto provi a controbattere, non può mettersi contro una creatura tanto potente e antica, perciò non le resta che seguirlo nel suo regno, così come vuole la sua legge, e viverci fino alla fine dei suoi giorni. Il suo odio per quella razza la fa convincere del fatto che prima o poi riuscirà a fuggire. Sarà solo quello a darle la forza di accettare ciò che il destino le ha riservato, sebbene saranno ben altre le sorprese con cui dovrà fare i conti una volta valicate le porte della Corte di Primavera.

<<Il suo era un mondo così brutale e duro... con membri delle famiglie che si uccidevano tra loro in nome del potere, della vendetta, o per ripicca e controllo>>

La lontananza da casa non è facile per Feyre, il cui unico pensiero è la sua famiglia, che poteva contare solo su di lei per sostentarsi. Ma, Tamlin, il Signore Supremo della Corte di Primavera, la rassicurerà, facendole sapere di aver pensato a tutto lui. Sarà da questo momento che Feyre inizierà a guardare con occhi diversi il suo aguzzino, la bestia enorme che fece irruenza nel suo piccolo casale. Dietro l'apparenza, si nasconde, inoltre, un uomo dal fascino magnetico, occhi verdi e penetranti, e un alone di mistero che le piacerebbe poter svelare. Cela il suo volto dietro una maschera dorata, ma tutti alla Corte di Primavera ne indossano una. Si tratta di un incantesimo arduo da spezzare e Feyre si lascerà coinvolgere dalla triste sorte della Corte e del suo Signore Supremo. Trascorrere le sue giornate in quel luogo si rivelerà più piacevole di quanto immaginasse, ma anche più pericoloso, perché  Prythian, il regno delle fate, è un luogo in cui tutte le leggende di cui ha sentito narrare diventano realtà. Creature oscure e selvagge, regine potenti e spietate, ombre suadenti e feste peccaminose faranno parte della sua nuova vita, una vita che non desiderava ma che, alla fine, si ritroverà ad apprezzare. Grazie soprattutto a Tamlin, alle sue premure, al modo in cui le fa vedere le cose del suo mondo, alle sensazioni che le fa provare.

<<Per Tamlin... Avrei venduto l'anima; avrei dato tutto ciò che avevo per liberarlo>>

Sebbene questo romanzo ci metta un po' a ingranare, posso assicurarvi che una volta entrati nel vivo della storia le pagine voleranno davanti ai vostri occhi e vorrete solo non terminarlo mai. Tanti gli elementi che catturano l'attenzione del lettore. Un worldbuilding eterogeneo e ben delineato, che però ci mostra solo una porzione di quanto ancora ha da offrire al lettore. Personaggi intriganti, ricchi di fascino e charme. Il già citato Tamlin, che alterna un lato ferino ad uno più buono e romantico, l'amico Lucien, figlio del Signore Supremo della Corte d'Autunno, all'apparenza ambiguo ma molto leale (uno dei mie personaggi preferiti). Poi c'è Rhysand, Signore Supremo della Corte della Notte, e su di lui si potrebbero spendere miliardi di parole ma non sarebbero mai abbastanza per descrivere la bellezza del suo personaggio. Penso che sia il più riuscito di tutto il romanzo, oltre quello di Feyre. E, sebbene nella prima metà abbia fatto il tifo per Tamlin, nell'ultima parte non si è dimostrato capace di reggere il confronto con Rhysand, che comunque li oscura un po' tutti.

<<Era terrorizzante e splendido, il volto di mille incubi e sogni>>

Un fantasy con tutte le carte in regola per far innamorare. Bellissime ship, maledizioni, vendette, inganni, prove da superare, una villain coi controfiocchi, scene piene di passione (non dimentichiamoci che si tratta pur sempre di new adult) e altre in cui l'autrice ci mette davanti alla violenza di cui sono capaci le sue fate. La penna della Maas è esattamente come la ricordavo: esperta, sicura, seducente e ironica, impossibile non amarla. La Corte di Rose e Spine è il primo volume di una saga indimenticabile che ha già conquistato tantissimi fan e che continua a mietere vittime. Una storia appassionante, che intriga ed emoziona. La protagonista è tosta, in più occasioni dimostra di saper badare a se stessa. Per anni ha creduto a tutte le storie che le sono state raccontate, ha covato un odio assurdo per la razza delle fate, e ha imparato a difendersi. Quando poi avrà modo di conoscere tutta la verità sul popolo tanto temuto, capirà che quello è sì un mondo complicato e infido, ma c'è anche del buono sotto sotto. E sarà di quello che si innamorerà. Il suo impeto si scontrerà con la solitudine di Tamlin, rivoluzionando la sua vita e il suo cuore. Ma riuscirà a lasciare il segno anche in Rhysand, anche se, per saperne di più su questo fronte, bisognerà aspettare il secondo volume. Non vedo l'ora di parlarvene! Una cosa è certa: amo sempre di più la Maas e le sue storie. Fino ad ora non ha mai deluso. Vi consiglio assolutamente questa serie, saprà prendervi come poche.
Voto: 5 tazzine! Un fantasy elettrizzante e personaggi meravigliosi. La Maas è una garanzia!

A presto!
xoxo

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