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mercoledì 19 gennaio 2022

Recensione in anteprima: “She's my crazy girl" di Angela Contini

 
Ben ritornati, carissimi Coffeeaholics adorati!
Come state in queste giornate invernali? Io cerco di barcamenarmi tra più cose e soprattutto di dare spazio alle letture che più mi piacciono. Non a caso ritorno su questi schermi per parlarvi del terzo volume della serie ambientata in Corea, nata dalla penna di Angela Contini, ovvero She's my crazy girl. Quest'ultimo romanzo, diverso totalmente dai due precedenti (She's my drama, She's my song), ha  dei toni più seri e affronta nuove questioni legate alla società in cui è ambientato. Come sempre, la Contini pur parlando di luoghi lontani dalla nostra Italia, rende queste storie aperte a tutti i lettori, che siano appassionati di cultura orientale o semplicemente desiderosi di leggere di vite non tanto diverse dalle nostre. 

She's my crazy girl
di Angela Contini

Prezzo: 2,99 € (eBook) 14,99 € (cop. flessibile)
Genere: contemporary romance
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2022

Un’incresciosa situazione ha messo a dura prova l’esistenza di Hyesun negli ultimi tempi, per questo lascia New York e si rifugia in Corea, a Seoul, dove suo padre, presidente di un’agenzia di entertainment, le offre la possibilità di diventare il manager dei Cosmo, il più famoso gruppo Kpop nel panorama musicale mondiale. L’incontro, o per meglio dire lo scontro con Kenji, uno dei membri della band, rende la loro collaborazione un susseguirsi di conflitti di varia natura. Kenji è un tipo che non lascia correre e si diverte a stuzzicare la giovane manager nei modi più disparati, ma la convivenza con Hyesun suscita in lui il desiderio di essere amato per l'uomo che è, non solo per l'immagine che dà di se stesso. Lei, sebbene restia, non può fare a meno di sentirsi attratta dall’imprevedibile Kenji e a un certo punto nessuno dei due sarà capace di tirarsi indietro davanti all’impeto dei sentimenti che li travolge, almeno finché non viene svelato uno scomodo segreto che riguarda proprio l’idol. Una verità che costringe Kenji ad affrontare la gogna mediatica, giornaliste livorose, e la vendetta dei suoi stessi famigliari. Kenji non percorrerà questa nuova strada da solo. Hyesun rimarrà nell’occhio del ciclone con lui, ma quanto sarà disposta ad avvicinarsi all’idol? Quanto gli concederà di se stessa? Quanto sarà pronta a sacrificare? Quello che costruiranno nel frattempo resisterà alla tempesta in cui entrambi finiranno? Li terrà uniti o li separerà per sempre? Forse, ciò che li unisce, va oltre quello che loro stessi credevano di poter provare l’uno per l’altra.

Hyesun
è abituata a cavarsela da sola e a non dipendere da nessuno, visto che non ha molta fiducia negli esseri umani, e in generale nel mondo dell'entertainment in cui si trova. Una diffidenza che conferma quando la sua vita e il suo lavoro nel mondo manageriale musicale vengono scossi da un evento che definisce più una scocciatura che un imbarazzo, ma che le crea non pochi grattacapi e che la costringe a partire e a rifugiarsi a Seoul, da suo padre, presidente di una delle più famose agenzie locali. E proprio quest'ultimo le trova quello che pensa possa essere l'impiego perfetto per sua figlia: diventare la manager dei Cosmo, un gruppo kpop famoso, sempre al centro dell'attenzione mediatica e difficile da gestire. Infatti Hyesun capisce sin da subito che la sua vita verrà resa difficile dai tre componenti, e in particolar modo da Kenji, con cui si scontra ancora prima di presentarsi. Kim Hae-Jin, in arte Kenji, se per il pubblico è un tipo sorridente, dall'aria strafottente, nella realtà è ben altro e non sopporta di non avere l'ultima parola in qualsiasi questione, soprattutto se suddette questioni sono sollevate dal nuovo manager a cui rende la vita difficile un giorno sì e l'altro pure litigandoci ora per i compagni di band che ama come se fossero suoi fratelli, ora per le sue presunte amicizie con donne dello spettacolo. Il culmine lo raggiungono quando Hyesun a causa degli eventi particolari che gravitano intorno alla vita di Yeol, decide di forzare la convivenza al dormitorio trascinando in poco spazio vitale diverse personalità esplosive, tra cui Kenji. Nessuno si sognerebbe mai che questa cosa possa portare a dei risvolti positivi, e la stessa manager fatica a far sì che nessuno crei problemi, ma complice il tempo passato insieme, coscette di pollo galeotte, e la curiosità che Hyesun instilla in Kenji con il suo carattere deciso e fermo, il rapporto tra i due comincia a prendere una piega diversa. Così quella che era una relazione conflittuale legata al lavoro, si trasforma dapprima in reciproca fiducia; poi con il passare dei giorni, e dei loro animi desiderosi di riconoscersi e ritrovarsi, la fiducia diventa qualcosa in più, qualcosa che non può essere diverso dall'amarsi e proteggersi a vicenda. E sarà proprio la vita privata di Kenji, ingarbugliata, complicata, per niente semplice e costellata di scandali, a spingere Hyesun a voler rimanere accanto a lui, un uomo che sin da bambino ha stretto pugni e denti per superare un'esistenza fatta di poco affetto, colpe non sue e una famiglia apparentemente ricca, ma deleteria e asfissiante. Famiglia che non esita ad allearsi con dubbie personalità pur di trascinarlo nel baratro ancora una volta per rovinarlo. 

L'autrice con la sua firma letteraria, ovvero uno stile diretto e personaggi realistici che prescindono le righe e le parole divenendo concreti, ci riporta a Seoul, la città che non dorme mai. La metropoli della vita frenetica, della musica che conquista cuori in tutto il mondo e degli sceneggiati che diventano iconici. E proprio qui, in un posto in cui vivono tantissime anime, troviamo la storia di Hyesun, una ragazza come tante che pur essendo la figlia di un presidente d'azienda coreano, ha una vita fatta di alti e bassi come qualsiasi persona comune; e di Kenji, un artista coreano, un idol che ha una vita patinata di oro, ma che nasconde un profondo abisso di cocenti delusioni, e di eventi passati che lo hanno ferito e segnato più di quanto ammetta. She's my crazy girl è un romanzo dai toni più grigi e più introspettivi come anticipa la splendida copertina del romanzo, poiché si rifà alla storia dei protagonisti che partendo da un rapporto conflittuale e scettico, affronteranno diverse fasi di una relazione che sarà minata non dalle loro personalità, quanto piuttosto da eventi esterni che metteranno a dura prova un legame che ha più radici di quanto sembri. In questo terzo volume, Kenji sveste i panni dell'idol famoso, rivelando lati caratteriali tipici solo di Hae-Jin, non l'artista, non il volto da copertine di tabloid, bensì l'uomo dietro ogni cosa. L'uomo che mostrerà a Hyesun il suo essere malinconico, ma determinato a liberarsi del peso che gli angoscia la vita; il ragazzo che nonostante tutte le soddisfazioni ricevute e il successo che lo ha portato a calcare i migliori palcoscenici, ha sempre percepito un vuoto nella sua anima, dettato dal desiderio di essere apprezzato e amato non per lo scintillio della sua carriera, o forzatamente per legami familiari, quanto piuttosto per la sua vera natura.

Ed è così che farete la conoscenza di un protagonista che rimarrà fedele a se stesso, ai suoi pensieri, e ai suoi sentimenti, senza mai mettere in discussione il filo delle emozioni che lo lega a Hyesun. Quest'ultima invece, si presenta come una ragazza con un carattere pronto a esplodere in ogni frangente mettendo in riga chiunque si trovi sul suo cammino. Ha inizialmente una diffidenza di base che la spinge a creare barriere tra lei e le persone, venendo spesso fraintesa come distaccata e fredda. Al contrario, scoprirete che la nostra protagonista ha una determinazione spaventosa e un pizzico di pazzia che la spingerà a buttarsi a capofitto e senza paracadute al centro di un uragano mediatico, pur di restare ancorata al fianco dell'uomo che impara ad apprezzare. Ma Hyesun però, non è solo corazza e attacco, è molto di più. Quel più che si traduce in un animo gentile, sensibile e dolce. Non mancheranno le scene di profonda sorpresa, o personaggi nuovi che compariranno per la prima volta e che sicuramente attireranno l'attenzione del lettore, dominando cuori, intenti e scene. Personalmente ho amato leggere e rileggere questo romanzo perché la Contini ci porta nei retroscena delle vite luminose degli artisti spesso visti come meri personaggi pubblici e come burattini da tenere sotto i riflettori a proprio piacimento. In questo nuovo romanzo, l'autrice ci narra di una Corea non stereotipata e di come gli scandali distruggano la vita delle persone; di come idol o artisti vengano aggrediti violentemente e cancellati dalla cultura di massa; delle etichette che adottano la via più semplice del tipico "hiatus"(pausa senza durata precisa dalle carriere) per risolvere incresciose faccende ritenute oltraggiose per la sensibilità del pubblico; e di come le famiglie e il loro retaggio spesso influenzino l'opinione sociale verso un individuo

In conclusione, She's my crazy girl, è un romanzo straordinario in cui scene davvero profonde si alternano a scene di empatia, a dialoghi comici e a una bromance con i fiocchi. Perché vi consiglio questa storia? Semplice: sarete rapiti - senza scampo - da ogni singola scena, parola, o interazione tra i personaggi.
Voto: 5 tazzine di caffelatte notturno con biscotti.
Fonte immagini: Pinterest

martedì 18 gennaio 2022

Rubrica: Coffee&Ciak - Viaggio nel mondo di The Witcher 2

Ben tornati miei carissimi Coffeeaholics adorati!
Oggi mi dedico a Coffee&Ciak, per parlarvi di una delle serie tv più famose degli ultimi tempi di cui a dicembre è uscita la seconda stagione: The Witcher. Tratto dagli omonimi libri scritti da Andrzej Sapkowski, è uno sceneggiato che attira il pubblico di qualsiasi età, unendo generazioni diverse e opinioni sia positive che negative. Prodotta da Netflix, conta milioni di fan in tutto il mondo, rimanendo una delle serie tv più viste della piattaforma. 

The Witcher. Seconda Stagione

A dicembre 2021, è stata rilasciata la seconda stagione di The Witcher, esattamente a distanza di due anni dalla prima, uscita a dicembre 2019 che con sé portava un intero bagaglio di informazioni e personaggi da introdurre, per non parlare di una linea temporale particolare in cui si sovrapponevano passato, presente e futuro, finendo a volte per confondere un pubblico nuovo, che si approcciava per la prima volta alla storia. I personaggi dal canto loro, venivano presentati come figure importanti per una storia che si sarebbe delineata soltanto verso la fine. E proprio dal finale della prima stagione si apre The Witcher 2, con Geralt che dopo aver salvato la principessa Cirilla, decide di proteggerla e addestrarla a Kaer Morhen, dimora e roccaforte dei Witcher. Qui, Ciri farà la conoscenza di un nuovo e importante personaggio, ovvero Vesemir mentore di Geralt e colui che ha addestrato qualsiasi strigo presente nel castello. La giovane così perde le fattezze di una principessa dedita ai balli, fragile e in pericolo, per trasformarsi in una guerriera capace di combattere e sopportare le difficoltà della vita. Nel frattempo invece, Yennefer, la strega che nella prima serie ha avuto un vero e proprio percorso psicologico evolutivo passando dall'essere una mezza elfa reietta della società, a una delle più potenti figure del presente, nella seconda stagione la ritroviamo alla ricerca dei poteri perduti nella battaglia di Sodden. Tutti coloro che le sembravano amici si sono rivelati dei traditori, e non può fare altro che viaggiare attraverso i regni per riconquistare qualcosa che le appartiene di diritto. 

In otto episodi, assistiamo ad una crescita diversa dei protagonisti che prendono coscienza della loro veste e della loro funzione in relazione a Ciri, colei intorno alla quale girano tutte le vicende. Geralt, da uomo tutto d'un pezzo, senza responsabilità alcuna, si ritrova a diventare padre di una ragazzina che nasconde segreti e un potere più grande del previsto; Yennefer invece, cosciente del potere che ha, e della determinazione che la contraddistingue, capirà ben presto che Ciri potrebbe essere la chiave per la sua felicità
. Personalmente, ho amato in particolar modo questa seconda stagione per diversi motivi: da un lato per una scenografia da paura e ambientazioni di un mondo tra il decadente e l'oscuro; dall'altro per il cambiamento introspettivo dei personaggi che accettano il loro destino da mentori e genitori adottivi. La vera perla però, resta Cirilla, una ragazzina che perde il suo lato infantile e la sua spensieratezza per affrontare a testa alta un futuro che va ben oltre l'immaginabile

In conclusione The Witcher 2 si conferma una serie assolutamente fantastica, in cui nonostante gli eventi raccontati siano pochi, il risultato ha comunque dell'epico. 
Fonte immagini: Google immagini.

martedì 30 novembre 2021

Review party: “L'impero di oro" di S. A. Chakraborty (a cura di Marika)

Salve miei fantastici Coffeeaholics!
Oggi ritorno su questi schermi per partecipare al Review Party organizzato da Maria Cristina di Chronicles of a Bookaholic per l'uscita del terzo ed ultimo volume della Daevabad Trilogy, intitolato: L'impero di oro. Mentre ne La città di ottone, la Chakraborty ci introduceva in un mondo particolare, complesso, e fatto di mille culture diverse con una gerarchia ben precisa e ne Il regno di rame cominciava a dare spazio a vicende politico-sociali che vedevano coinvolti secoli di guerre, schiavitù, e faide personali, nell'ultimo volume risolve tutti i quesiti irrisolti dei primi due romanzi, chiudendo un viaggio esemplare cominciato tra le strade de Il Cairo del 1700.
Una cosa che occorre sottolineare è che L'impero di oro è un libro con una trama fitta di avvenimenti, motivo per cui è stato difficile scrivere una recensione in modo lineare che evitasse spoiler di ogni tipo. In ogni caso, non dovrebbero essercene, quindi che l'ultimo viaggio nel Devastana abbia inizio!

L'impero di oro
di S.A. Chakraborty

Prezzo: 12,99 € (eBook) 26,00 € (cop. rigida)
Pagine: 768
Genere: fantasy 
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 30 novembre 2021

Daevabad è caduta. La città ha perso la sua magia e ora Banu Manizheh, capo dei daeva, e Dara, il suo comandante resuscitato, devono rappezzare la loro fragile alleanza e fare di tutto per restituire la pace a una popolazione agguerrita e disperata. Dara però è affranto dalla perdita dell'amata Nahri e tormentato dai demoni del suo oscuro passato. Per non soccombere, sa che deve affrontare scomode verità sulla sua storia e mettersi al servizio di quelli che ha sempre considerato nemici. Sfuggiti per un pelo alle loro famiglie assassine e alle letali politiche di Daevabad, Nahri e Ali ora sono al sicuro al Cairo. Ma anche loro devono affrontare scelte difficili. Nahri sembra ritrovare la serenità nei vecchi ritmi e nella quotidianità familiare della sua patria, ma la devasta sapere che le persone care che ha lasciato a Daevabad e il popolo che la considerava una salvatrice sono alla mercé di una nuova tiranna. Anche Ali non può fare a meno di guardarsi indietro, ed è deciso a tornare per salvare la sua città e ciò che rimane della sua famiglia. Quando va a cercare aiuto nella terra di sua madre, scopre che il suo legame con i marid, i misteriosi elementali dell'acqua, è molto più profondo di quanto credesse, e minaccia non solo il suo rapporto con Nahri, ma anche la sua stessa fede. Mentre la pace diventa sempre più sfuggente e vecchie conoscenze si rifanno vive, Nahri, Ali e Dara comprendono che, per ricostruire il loro mondo, dovranno forse combattere contro chi un tempo amavano, e difendere coloro che in passato hanno ferito.

La storia riprende esattamente dove termina Il regno di rame: Daevabad è crollata sotto il dominio di Manizeh dei Nahid e dei suoi fedeli, coadiuvata da Dara che troppo tardi si è reso conto della tirannia di una donna che ha deciso di vendicarsi dopo secoli. Tirannia che ha portato Nahri e Ali a fuggire da Daevabad con il sigillo di Solimano e a rifugiarsi nella vecchia città de Il Cairo  per  allontanarsi da morte certa. Qui, i due cercano di riprendere in mano le redini della propria vita per rifarsi e ricostruire un equilibrio spezzato e capire come vivere un'esistenza lontana da quella che ormai era diventata la loro quotidianità fatta di lotte per il potere, violenze e continui scontri. Come se non bastasse però, Ali si ritrova a dover affrontare un altro problema che da anni attanaglia la sua vita: i Marid, esseri divini che hanno un legame con lui più profondo di quello che pensa e che va oltre l'attacco che ha subito nelle acque di Daevabad sei anni prima. E quindi, per scoprire la verità dietro questo mistero non può che recarsi a Ta Ntry, patria materna, nonché landa ricchissima e subdola, pregna di segreti. Nel frattempo a Daevabad la situazione è grave: Manizeh non fa che mostrare la sua follia, il popolo è diviso e continua a subire le conseguenze di un potere tiranno che da Ghassan ha portato solo ad un peggioramento della situazione. E mentre Dara si prepara  a fare i conti finalmente con un passato che lo ha trasformato, Nahri e Ali decideranno che è tempo di ritornare a Daevabad per salvare un popolo che in qualche modo li ha sempre amati. 

Questo è il romanzo che oserei definire "la chiusura perfetta", un cerchio di eventi e quesiti che si risolvono in settecento e dispari pagine, dando ampio spazio sia ai personaggi principali che a quelli secondari. Tutti hanno un proprio percorso da compiere e un viaggio che li porterà ad una crescita psicologica inaspettata. Troviamo Nahri, la ragazza coraggiosa e ladruncola delle strade egiziane che sfida tutti e tutto pur di conoscere la verità sulle sue origini, si trasforma in una donna  determinata a salvare la sua patria e ad aprire finalmente il suo cuore a qualcuno che da sempre la ama; Alizayd, il principe antieroe per eccellenza, a volte testardo e ingenuo, a volte enigmatico e troppo tradizionalista, ne L'impero di oro, smussa i suoi angoli caratteriali, scoprendosi un uomo accorto, avanguardista e pronto a sacrificarsi per un bene superiore; ed infine Dara, colui che affronta dall'inizio un percorso di perdono e redenzione verso un passato atroce e azioni che lo hanno portato ad autocondannarsi ad una vita di rinunce. Personalmente, ho amato questo ultimo volume sia per la volontà dell'autrice di rimanere fedele alla natura vera dei protagonisti senza forzarli a compiere gesti che risulterebbero innaturali per la loro rappresentazione, sia per il world-building sempre meravigliosamente descritto con dettagliate descrizioni di posti lontani, realmente esistiti con altri nomi, ma ugualmente incantevoli. Non mancano inoltre quelle tematiche che accompagnano la storia dall'inizio alla fine rendendola ancora più ricca di colpi di scena: dalle figure genitoriali spesso non riconosciute come tali; alla voglia di liberarsi da catene e fardelli opprimenti dettati da retaggi non richiesti; alle aspettative non adempiute; ai sentimenti inaspettati che spesso si tenta di ignorare; al patriottismo e alla lealtà verso un popolo che si percepisce come casa; e chi più ne ha più ne metta. 

In conclusione, è un romanzo di cui avrei voluto parlare ancora molto, ma per amore dei lettori ho cercato di scriverne in maniera generale senza scendere troppo nel dettaglio, onde evitare spoiler non richiesti. L'unica cosa che mi sento di aggiungere è che L'impero di oro è un volume ricco di eventi, batticuori e  messaggi nascosti attuali. 
Voto: 5 tazzine di caffè Qahwa, fortemente speziato con una punta di aroma di rose.
Fonte immagini: Pinterest.

venerdì 26 novembre 2021

Milk, Cookies & Books: libri a merenda - “Clorofilla dal cielo blu" e “Giulia Bau e i gatti gelosi" di Bianca Pitzorno

   
Salve adorati Coffeeaholics! Come state affrontando queste giornate quasi natalizie? Qui si lavora, legge e scrive a pieno ritmo per proporvi sempre nuove uscite o libri interessati già pubblicati. E proprio a tal proposito, oggi in occasione della rubrica Milk, Cookies&Books inauguriamo anche un nuovo progetto: "Letture incrociate" in cui mensilmente - a coppie - recensiremo libri scelti e suggeritici a vicenda. Questa volta io (Marika) e Anna abbiamo optato per due storie meravigliose di Bianca Pitzorno, pregne di significato e adatte sia ad un pubblico giovanile, che adulto. 

Clorofilla dal cielo blu
di Bianca Pitzorno

Prezzo: 4,99 € (eBook) 8,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 192
Genere: narrativa per bambini
Editore: Mondadori 
Data di pubblicazione: 2 aprile 2010

Una metropoli dove lo smog ha distrutto quasi completamente la vita vegetale; un botanico socio della Lega dei Nemici dei Bambini, Cani, Gatti e Animali Affini; due fratellini che hanno sbagliato indirizzo; un'intraprendente portinaia; una piccola extraterrestre che rischia di morire per colpa dell'inquinamento... Ecco gli ingredienti di un racconto fanta-ecologico che fa ridere e sognare.

Clorofilla dal cielo blu
è una storia pubblicata per la prima volta nel 1981 e che trova un forte riscontro ancora oggi; storia che oserei definirei particolarmente attuale, vista la situazione a cui ci ha costretti la pandemia. Ma procediamo con ordine. Tutto ha inizio quando sulla Terra arriva Clorofilla, una piccola piantina extraterrestre che rischia di soffocare a causa del troppo inquinamento e che verrà ospitata dal professor Erasmus, un celebre botanico che cercherà di brevettare un siero - il Verdeplasma - pur di salvarla. Peccato però che nel frattempo succedano diversi eventi particolari che spingono un giornalista a rivelare la presenza di Clorofilla che diventa subito oggetto di brama di molti. E saranno proprio questi aggressori a rimanere intrappolati dal professor Erasmus grazie a dei piccoli incidenti  ad  opera di due bambini, nipoti del botanico che, involontariamente si ritroveranno a potenziare la natura con il Verdeplasma. Natura che prenderà il sopravvento, trasformando la città in una giungla.

Lo stile del libro è semplice e caratterizzato da un linguaggio facilmente comprensibile attraverso cui viene raccontata una storia fantaecologica che ha molto da insegnarci e su cui farci riflettere. Non a caso si parla della forza della natura che incontrastata sovrasta una città intera, ricordandoci di come, durante i mesi della quarantena, in tutto il mondo la flora e la fauna avevano invaso intere città, indisturbate. E ancora, l'attesa di Clorofilla del famoso Verdeplasma che rappresenta la sua salvezza, può rievocare in qualche modo le speranze che ogni essere vivente ha riposto nella scienza e nella messa a punto di un vaccino capace di salvaguardare molte vite.

Un  altro elemento importante all'interno di questa storia, sono sicuramente i protagonisti: da un lato abbiamo un botanico che nonostante appaia come avverso a tanti personaggi, è un uomo dal cuore d'oro capace di fare grandi cose; dall'altro i bambini che nella loro ingenuità danno aiuto alla natura e al suo spirito ribelle. 

In conclusione è un romanzo ben fatto che consiglio a tutti senza distinzione di genere e di età, poiché una storia simile trova spazio nei cuori di ogni lettore che desidera leggere di avvenimenti che hanno del fantastico e del realistico.
Voto: 5 tazzine di latte con nesquik per una storia fantasmagorica!


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RECENSIONE DI ANNA

Giulia Bau e i gatti gelosi
di Bianca Pitzorno

Prezzo: 9,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 112
Genere: narrativa per bambini
Editore: Mondadori 
Data di pubblicazione: 1 marzo 2011

La principessa Giulia ha sette anni e di cognome si chiama Bau perché regna su un popolo di cani. È bellissima e ha molti corteggiatori, nessuno dei quali però è riuscito a conquistare il suo cuore. La sorte dispettosa un giorno le fa incontrare il principe Felix Mau, ed è amore a prima vista. Ma Felix, come dice il suo nome, è il principe dei gatti. I quali non sono disposti a tollerare che il loro signore sposi la principessa dei cani e ne inventano di tutti i colori per contrastare questo amore, anche con l'aiuto di un ingenuo principe orco.

La scrittrice italiana Bianca Pitzorno dal 1970 ad oggi ci ha regalato più di quaranta libri per bambini e ragazzi, ne conoscete qualcuno? Sono uno più bello dell'altro. Dalla sua inesauribile fantasia nel 2004 nasce la singolare ed esilarante storia di Giulia Bau e i gatti gelosi.

La principessa Giulia, 7 anni, vive in un regno abitato soltanto da cani. Passeggia per il suo reame su un morbido cocchio trainato da un bulldog, un barboncino, un bassotto e un bastardino ed è bella, bellissima, talmente bella bellissima che ogni giorno il principe di un vicino regno arriva a palazzo per corteggiarla e addirittura chiederla in sposa. Ma a Giulia, tanto bella quanto capricciosa, non piace nessuno: né il Principe dei Canguri che con quella mania di saltare le fa venire da vomitare, né il Principe dei Grilli che sa chiacchierare soltanto utilizzando parole con la G… insopportabile! Per non parlare del Principe dei Gamberi che cammina all’indietro e si spiaccica sempre contro le porte o del Principe dei Gabbiani che ha quasi rischiato di farla soffocare con una lisca di pesce. E così, sola e annoiata, continua a passeggiare con i suoi cani sul suo morbido cocchio. Non lontano dal suo reame vive un altro Principe di nome Felix Mau, regnante di un paese abitato soltanto da gatti. Passeggia per il suo regno su uno scintillante calessino trainato da un gatto bianco, un gatto nero, un gatto tigrato e un gatto rosso ed è bello, bellissimo, talmente bello bellissimo che numerosissime principesse di altri regni si sono follemente innamorate di lui e lo sommergono di sciocchi bigliettini e ancora più ridicole lettere d’amore. Ma a Felix, tanto bello quanto malinconico, non piace nessuna di loro e sospira e lacrima nella speranza di incontrare la fanciulla dei suoi sogni. E così , solo e annoiato, continua a passeggiare con i suoi gatti sul suo scintillante calessino. Passeggia e ripasseggia per i giardini del regno un giorno i gatti vedono sbucare un topolino e travolti dal desiderio di acchiapparlo si lanciano all’inseguimento in una rocambolesca corsa fino a rovesciare il Principe Felix proprio al centro della piazza del regno del Principe Orco. In quello stesso istante, passeggia e ripasseggia per i giardini del suo regno, anche Giulia Bau con il suo cocchio trainato dai cani incappa in un problemino… da un prato di trifoglio sbuca una lepre e i cani fuori di matto iniziano a correre all’impazzata fino a catapultare la Principessa proprio al centro della piazza del regno del Principe Orco, e guarda caso proprio addosso al bellissimo Principe Felix Mau!

Amore a prima zuccata!

Disturbato da tutto quel trambusto il Principe Orco proclama l’arresto dei due malcapitati mentre gatti e cani, disubbidendo all’ordine dei padroni di aiutarli a fuggire, in ottemperanza alla loro antica rivalità, preferiscono rimanere a guardarsi in cagnesco e gattesco e fare scoppiare la rissa piuttosto di unire le forze per salvare i principini. Che amore tormentato… l’orco, incantato dalla bellezza di Giulia la vuole tutta per sé e fa rinchiudere Felix in una cella buia e puzzolente. Terminata in pareggio la zuffa tra cani e gatti, i fedeli amici dei principini convengono che è giunta l’ora di andare a salvarli, ma accortisi con grande disappunto dell’amore sbocciato tra i due, decidono di mettere i bastoni tra le ruote a quella insopportabile unione tra Bau e Mau…

Riuscirà il vero amore a superare tutte le difficoltà e gli ostacoli che cani e gatti hanno escogitato per contrastarlo?
Ci sarà alla fine, anche in questa divertente favola, il classico “E vissero tutti felici e contenti”? Che siate più amanti dei cani o dei gatti, o chissà forse degli orchi, se siete curiosi non vi resta che dare un’occhiata a questo divertentissimo libro di Bianca Pitzorno.

È una storia che si legge davvero tutta d’un fiato, breve, simpatica, scorrevole e ricca di disegni a colori splendidi! Il linguaggio usato dall’autrice è veramente adatto ai bimbi: è fatto di suoni, esclamazioni, battute ironiche, filastrocche e domande dirette ai piccoli lettori che risultano così coinvolti in prima persona nello svolgersi della trama.

Un racconto che, come una deliziosa torta ben riuscita, ha tutti gli ingredienti per fare sorridere e divertire: un giovane, struggente e lacrimevole amore, l’eterna quanto insensata rivalità tra cani e gatti, un orco che proprio non è in grado di fare paura e si fa ingannare come uno sciocco e poi bugie, sotterfugi e una bella punizione finale con i fiocchi che si trasformerà inevitabilmente nella giusta “morale della favola”.

Una curiosità: la principessa Giulia esiste davvero! Volete sapere chi è?

Anni fa Giulia, figlia di un caro amico della scrittrice, era solita trascorrere un po’ di tempo a casa sua durante le vacanze. Giulia odiava leggere ma la maestra le aveva lasciato come compito proprio un bel po’ di letture per esercitarsi. Giulia non era interessata a nessuna delle storie che Bianca Pitzorno le proponeva e così, per cercare di coinvolgerla ed entusiasmarla, l'autrice iniziò a domandarle quali fossero i suoi argomenti preferiti. E sapete cosa rispose la bambina sicura e diretta con il suo innocente faccino di sette anni? L’amore!!!

L’amore???

Eh sì, l’amore è una cosa seria, cosa credete! A sette anni o settanta, l’amore è una cosa serissima!
Non ne esistono molti di libri d’amore adatti a lettrici di sette anni… ed ecco che Bianca Pitzorno, grazie alla piccola Giulia, sette anni, innamorata dell’amore e appassionata di principesse, cani e gatti, ci regala una semplice e divertentissima storia.
In una sola parola: un successo.


Anna

Photo credit: @anna_bookfantasy

domenica 31 ottobre 2021

Speciale Halloween: gli spettri nella cultura asiatica e Storie di fantasmi del Giappone di L. Hearn e B. Lacombe.

Ben ritornati adorati Coffeeaholics!
Cosa state organizzando per il tanto atteso Halloween? Vi piace come festività? Io l'adoro e apprezzo il mood festoso e i preparativi con zucche e simili. A questo si aggiunge che da sempre sono un'appassionata di folklore, leggende e miti di ogni nazione, dietro i quali si nascondono spesso figure dell'immaginario fantastico ed orrorifico. Perciò, oggi in occasione della settimana tenebrosa che Coffee&Books dedica al "mostruoso e allo spaventoso", io vi parlerò dei fantasmi nella letteratura asiatica e in particolar modo in quella coreana e giapponese.

Storie di fantasmi del Giappone
di Lafcadio Hearn, a cura di Ottavio Fatica

Prezzo: 25,00 € (cop. rigida)
Pagine: 208
Genere: letteratura giapponese, mitologia, racconti
Illustrazioni: Benjamine Lacombe
Editore: L'ippocampo
Data di pubblicazione: 9 aprile 2021

Illustrando il celebre compendio del folklore giapponese, Benjamin Lacombe offre un tributo al lavoro di Lafcadio Hearn. All’inizio del Novecento, lo scrittore irlandese fu uno dei primi occidentali a ottenere la cittadinanza giapponese: l’amore per la cultura della sua nuova patria lo portò a percorrere le varie province del Paese, al fine di trascrivere le storie di fantasmi e le leggende tramandate di generazione in generazione. In "Storie di fantasmi del Giappone" Benjamin Lacombe sceglie lo stile adatto a ogni racconto, reinterpretando l’ampia gamma del bestiario tradizionale con la sua inimitabile arte. In appendice al volume, alcuni giochi ispirati a quelli tradizionali permettono d’inventare la propria leggenda di yokai. La presente edizione, a cura di Ottavio Fatica, riprende parte dei testi da lui tradotti per Adelphi nella raccolta Ombre giapponesi, completandola con altri, qui proposti per la prima volta al pubblico italiano.

I fantasmi nell'immaginario fantastico occidentale, sono sempre stati pensati come qualcosa di spaventoso, da evitare. Qualcosa collegato alla morte e al fatto che fossero spiriti negativi ritornati o rimasti sulla Terra per tormentare i viventi. Nel mondo orientale invece, la figura del fantasma ha una connotazione diversa e possiamo suddividerla in due parti: una più vicina ad una visione malinconica, triste e di rimpianti; l'altra più tragica, esasperante, vendicativa che può spesso infestare oggetti e luoghi. Sia nel caso della cultura coreana, sia in quella nipponica, i fantasmi spesso sono legati alla natura o a posti particolari, strettamente connessi con la loro morte. E proprio a proposito della cultura orientale, oggi vi parlo di un libro spettacolare contenente storie scritte da Lafcadio Hearn e illustrato nientepopodimeno che da Benjamin Lacombe: sto parlando di Storie di fantasmi del Giappone, volume rifinito nei più piccoli dettagli e pregno di folklore nipponico, frutto degli studi dell'autore vissuto nell'Ottocento. Diverse sono le storie che compongono la raccolta e che ci trasportano in un mondo al limite tra il paranormale e il quotidiano, e diversi sono i personaggi che sotto forma di fantasmi si presentano in scenari a volte onirici, e a volte realistici. 
Personalmente, tra i racconti, quelli che mi hanno colpito in particolar modo sono: Il ragazzo che dipingeva i gatti, dove un ragazzo dipinge gatti su un paravento di un tempio abbandonato e questi ultimi, prendono magicamente vita animati da spiriti buoni; e La storia di Ito Norisuke, narrante le vicende di una donna deceduta in tempi antichi che, in un presente irrealistico, diventa moglie di un vivente samurai che si innamorerà di lei. Ciò che colpisce realmente di questo libro sono le magnifiche illustrazioni di Lacombe che come sempre, con un tratto che richiama ora un mood surreale, ora un mood tipico di Tim Burton, rappresenta egregiamente tutti i fantasmi nella loro malinconia. Sentimento che, nonostante siamo abituati a vedere nelle sue opere e come firma delle sue illustrazioni, in questo frangente viene accentuato dalle atmosfere cupe e da colori che spaziano nella scala dei grigi e dei blu. Inoltre, l'artista rende omaggio alla patria del Sol Levante e dei samurai con uno stile che richiama i disegni del famoso maestro Miyazaki dello Studio Ghibli e degli antichi dipinti giapponesi. 
In conclusione è un libro che oserei definire una piccola opera d'arte che trasporta il lettore, attraverso parole e immagini, in un mondo che assomiglia ad un Grand Guignol tenebroso popolato da fantasmi di ogni risma. 
Voto: 5 tazzine di black camo latte. 
Fonte immagini: Google.

lunedì 4 ottobre 2021

Review party: “Ragazza, serpente, spina" di Melissa Bashardoust

 Ben ritrovati miei carissimi Coffeeaholics adorati!
Come state passando queste giornate d'autunno? Io cerco di sopravvivere alle ultime- si spera- giornate di caldo che ancora attanagliano il posto in cui vivo. Però, nonostante ciò non posso lamentarmi visto che ho avuto il piacere di leggere in anteprima Ragazza, serpente, spina di Melissa Bashardoust per il review party organizzato in occasione dell'uscita di questo fantastico romanzo che richiama storie passate, mitologia e folklore orientale e un mood da dark tales.

Ragazza, serpente, spina
di Melissa Bashardoust

Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00€ (cop. rigida)
Pagine: 336
Genere: fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 5 ottobre 2021

C'era e non c'era una volta - così cominciano sempre le fiabe - una principessa destinata ad avvelenare chiunque la toccasse. Ma per Soraya, tenuta nascosta fin dalla nascita, cresciuta lontana dalla sua famiglia, al sicuro solo nel suo giardino, questa non è soltanto una fiaba. All'approssimarsi delle nozze del suo gemello, Soraya deve decidere se uscire allo scoperto per la prima volta. Nelle segrete del palazzo una div, una demone, potrebbe avere le risposte che sta cercando, la chiave per ottenere la libertà. Al di fuori c'è un giovane uomo che non teme la principessa, nei cui occhi non si legge paura, ma profonda comprensione di chi lei sia veramente, oltre la maledizione e il veleno. Soraya pensava di sapere quale fosse il suo posto nel mondo, ma quando le sue scelte portano a conseguenze inimmaginabili, inizia a chiedersi chi sia davvero e cosa stia diventando: una donna o una demone? Una principessa o un mostro?

Soraya
è una principessa e come tale vive all'interno di un castello lussuoso, il Golvahar, con giardini che lei stessa cura con minuzia e dedizione. La sua vita potrebbe sembrare una fiaba, una magia, se non fosse che porta con sé una maledizione atroce: il suo solo tocco può avvelenare chiunque. Quindi, alla luce di ciò l'intera famiglia la relega in un'ala del palazzo dove crescono fiori di ogni specie, unici a non perire per mano sua. A farle pesare maggiormente la sua condizione è sua madre, che ogni giorno le ricorda di come suo fratello gemello, lo shah, sia stato benedetto dal favore divino, mentre lei maledetta da un div, ovvero un demone. La sua vita si complica ulteriormente quando scopre che suo fratello sta per sposarsi e lei non potrà partecipare alle nozze reali e questa diventerà la goccia che farà traboccare il vaso della disperazione che si porta dietro da anni. Un vaso ricolmo di dolore, di oppressione e di ardente desiderio di scoprire la verità dietro quel fardello che la chiude da sempre in una morsa solitaria. Verità che potrebbe scoprire grazie ad un demone femmina che vive nelle prigioni del palazzo di nome Parvaneh, o grazie ad Azad, una delle guardie di suo fratello che tratta la principessa come un normale essere umano. Soraya si ritrova così divisa tra due individui ambiguamente desiderosi di aiutarla a scoprire i segreti celati dietro la sua maledizione che potrebbe basarsi su bugie, sbagli passati, e inganni. Riuscirà la protagonista a seguire il suo cuore e a liberarsi dalle catene? Personalmente ho apprezzato il romanzo per diversi aspetti: da un lato per i richiami alla mitologia persiana, a " La figlia di Rappaccini" di Hawthorne e a "Shahnameh" l'opera poetica persiana scritta da Firdisi nell'XI secolo; dall'altro per un worldbuilding dal sapore orientale caratterizzato da scenari persiani ed esotici. 
Per quanto riguarda i personaggi invece, sono dei veri e propri enigmi che si sveleranno durante tutto il romanzo. Non a caso, se da un lato troviamo inizialmente una Soraya maledetta, solitaria e distante dal mondo, con lo scorrere delle pagine il lettore si ritrova difronte una protagonista saggia, coraggiosa e determinata a liberarsi dalle catene. Lei stessa comincerà ad avere una visione del mondo completamente diversa, così come riuscirà a distinguere chi nella sua famiglia perpetua inganni da tempo. E ancora, troviamo Parvaneh che nonostante sia un demone e cerchi di manipolare la protagonista per fuggire dalla prigionia, non c'è momento in cui non si riveli un personaggio veritiero e diretto; ed infine Azad, una figura complessa e mossa da sentimenti per niente altruistici che riuscirà a celarsi dietro un comportamento ingannevole e fuorviante. Tutti i protagonisti non hanno caratteri fatti di soli pregi o soli difetti, e all'interno della storia  non esisteranno dei completi eroi o villain. Al contrario, in ognuno di loro convivranno bene e male, luci ed ombre in egual modo, espediente utilizzato dall'autrice per ricordare a tutti i lettori che ogni essere umano è spesso mosso da sentimenti egoistici e personali. Un'altra cosa che va sottolineata del libro, sono sicuramente le tematiche che pagina dopo pagina si intrecciano perfettamente alla storyline di base: dal desiderio di riscattarsi; alla rabbia che si trasforma da sentimento negativo a coraggio; ai pregiudizi verso qualcosa di sconosciuto; alla scoperta di un amore verso se stessi e verso lo stesso sesso; ai rapporti familiari che non sempre sono basati sulla verità e sul reciproco rispetto. Personalmente, ho amato particolarmente questo libro proprio perché nonostante possa apparire come un fantasy semplice e con una trama tipica del genere, nella realtà dei fatti si presenta come un romanzo con tematiche attuali più propense ad un pubblico adulto.
Voto: 5 tazzine di caffè aromatizzato alla cannella e al cardamomo. 

Fonte immagini: Pinterest
Banner: @paranormalbookslover

giovedì 2 settembre 2021

Recensione: “Sette riti di bellezza giapponese. Il metodo per una pelle perfetta e capelli di seta" di Elodie-Joy Jaubert

 Salve adorati Coffeeaholics!
Questa settimana ritorno qui sul blog per parlarvi di una lettura leggera, ma interessante e appropriata per tutti gli hair e gli skincare addicted! E ora starete pensando: di cos'altro starà vaneggiando questa matta? Niente di così complicato, semplicemente di una guida pubblicata da Sonzogno, utile per scoprire tutti i rituali di bellezza giapponese. Sette riti di bellezza giapponese. 
Il metodo per una pelle perfetta e capelli di seta, questo il titolo di un libriccino che nasconde vere e proprie perle di saggezza che affondano radici in antichi rituali naturali.

Sette riti di bellezza giapponese
di Elodie-Joy Jaubert

Prezzo: 7,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 128
Genere: Lisfestyle, bellezza, saggio
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 1 luglio 2021

Di solito, le donne giapponesi dimostrano dieci anni in meno della loro età effettiva. Come fanno ad avere una pelle così radiosa? Certamente la genetica gioca un ruolo importante, ma è davvero l’unica cosa che distingue noi occidentali dai freschi fiori del Sol Levante? Grazie alla sua passione per il Giappone, Elodie-Joy Jaubert è riuscita a scoprire il loro segreto: si tratta di un rituale chiamato layering, un sistema di cure tradizionali che prevede un minuzioso ordine di gesti di bellezza e trattamenti specifici. Un metodo con illustrazioni pratiche in sette semplici tappe – dalla pulizia alla tonificazione, dall’idratazione alla protezione e al nutrimento – da ripetere mattina e sera, senza dover passare ore davanti allo specchio e usando prodotti naturali e biologici.

Il volume, scritto da una blogger di nome Elodie-Joy Jaubert, ripercorre tutta la storia e le credenze che si nascondono dietro al concetto di bellezza in Giappone, rappresentando i due rituali per eccellenza: quello del viso e quello dei capelli. L'autrice, ci spiega che in Asia, e in particolar modo in Giappone, l'ideale di bellezza perfetto viene incarnato dalle donne che hanno il viso che assomiglia ad un "mochi" (tipico dolcetto nipponico) con una pelle candida ed elastica e dei capelli lunghi, neri e lucenti. E per fare ciò, hanno inventato il layering, ovvero la stratificazione dei prodotti, anche noto come protocollo di cura che si effettua di mattina e di sera. Per prima cosa, ci spiega i rituali della pelle che dev'essere purificata di mattina dalle impurità notturne, e di sera dalle fatiche della giornata. Il primo step è il démaquillage con oli essenziali come quello di oliva, di nocciolo di albicocca, di mandorla dolce, di camelia o di rosa mosqueta; si passa poi alla detersione profonda con uno dei saponi come quello di aleppo o al latte di asina. Il processo continua con la lozione che dev'essere una carezza sul viso, non aggressiva, e destinata ad idratare con la sua base acquosa. Base presente nell'acqua floreale di fiordaliso, di camomilla, di amamelis, e nell'aceto di lavanda. Si passa poi al siero concentrato nell'aloe o in tutti quei prodotti a base naturale contenenti vitamina A e E; e al contorno occhi in cui vengono suggerite tecniche importanti e prodotti come le compresse di patate o i cubetti di ghiaccio al tè verde. Ed infine la crema, sempre a base di oli naturali come quello di nigella, di sesamo e di enotera, suddivisi per tipologie di pelle; il balsamo labbra accompagnato da piccoli trucchi e una predilezione per il burro di karité; e le maschere fatte di farina di riso, bagni di vapore, e yogurt e zucchero a velo. 
Per quanto riguarda i capelli invece, l'autrice ci racconta di come le donne giapponesi abbiano una vera e propria ossessione per chiome sempre in ordine e piene di vitalità, ottenute grazie al bagno d'olio pre- shampoo con oli di macadamia, di noce di cocco e di ricino; al doppio shampoo con ricette fai da te a base di legno di rosa, sandalo, geranio egiziano e ginepro; al balsamo con ingredienti naturali come tuorlo d'uovo, succo di limone, fiocchi d'avena e latte; ed infine grazie al trattamento splendore realizzato con aceto di mele o succo di limone. Inoltre, oltre ai diversi elementi da poter combinare, la scrittrice ci riporta anche metodi legati alla spazzolatura, al trattamento notturno e ai cibi che potrebbero portare benefici ai capelli secondo l'antica tradizione giapponese. Personalmente ho apprezzato questo volume, seppur breve, per la semplicità dei contenuti e della metodologia adottata, basata sull'efficacia dei prodotti naturali e sul tempo materiale da dedicare alla cura della persona. Cura che si traduce non solo in quella fisica, ma anche in quella spirituale ed in un vero e proprio gesto d'amore verso se stessi.
In conclusione è una raccolta di consigli che va assolutamente letta sia per le spiegazioni approfondite, sia per il riscoprire lati di culture diverse dalla nostra. 
Voto: 5 tazzine di cappuccino matcha latte per un libro che esplora le tradizioni nipponiche!
Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 25 agosto 2021

Recensione: “Il regno di rame" di S.A. Chakraborty

Salve miei amati coffeeaholics!
Ritorno oggi per parlarvi del secondo volume della trilogia di Daevabad scritta da S. A. Chakraborty e intitolato Il regno di rame. Come sempre, ci ritroviamo di fronte ad un libro bello corposo che racchiude non solo le vicende dei protagonisti, ma anche tematiche importanti, culture di ogni genere, e un invito diretto a trattare tutte le popolazioni con uguaglianza e dignità. 
Se nel primo romanzo, La città di ottone, l'autrice presentava il mondo in cui i protagonisti avrebbero vissuto, in questo secondo romanzo, stravolge tutte le sicurezze sorprendendo il lettore sia con ambientazioni che con colpi di scena.

Il Regno di Rame
di S.A. Chakraborty

Titolo originale: The Kingdom Copper 
Serie: Tha Daevabad Trilogy #2
Prezzo: 11,99 € (eBook) 24,00 (cop. flessibile)
Pagine: 648
Genere: fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 2 marzo 2021

La vita di Nahri è cambiata per sempre nel momento in cui ha accidentalmente evocato Dara, un misterioso jinn. Fuggita dalla sua casa al Cairo, si è ritrovata nell'abbagliante corte reale di Daevabad, immersa nelle cupe conseguenze di una battaglia devastante, e lì ha scoperto di aver bisogno di tutto il suo istinto truffaldino per sopravvivere. Anche se accetta il suo ruolo ereditario, sa di essere intrappolata in una gabbia dorata, controllata da un sovrano che governa dal trono che una volta apparteneva alla sua famiglia: basterà un passo falso per far condannare la sua tribù. Nel frattempo, Ali è stato esiliato per aver osato sfidare suo padre. Braccato dagli assassini, è costretto a fare affidamento sui poteri spaventosi che gli hanno donato i marid. Così facendo, però, minaccia di portare alla luce un terribile segreto che la sua famiglia ha tenuto nascosto a lungo. Intanto, nel desolato nord, si sta sviluppando una minaccia invisibile. È una forza capace di portare una tempesta di fuoco proprio alle porte della città. Un potere che richiede l'intervento di un guerriero combattuto tra un feroce dovere a cui non potrà mai sottrarsi e una pace che teme di non meritare mai.

Il regno di rame
si apre cinque anni dopo la fine de La città di ottone. Tutti i personaggi sono cresciuti, diversi, con vite che non avrebbero mai immaginato. Nahri ormai ha accettato il suo ruolo di Banu Nahida, ovvero l'ultima rimasta dell'antica stirpe dei guaritori di Daevabad e gestisce l'ospedale del regno. Ma per sopravvivere nella città governata dal sultano Ghassan, e alla sua morsa fatta di minacce e tirannia, ha dovuto accettare diversi compromessi di cui avrebbe volentieri fatto a meno, tra cui il suo matrimonio con Munthadir, emiro e successore al trono. Le cose tra i due sembrano andare per il verso giusto e la loro vita matrimoniale pare aver raggiunto un equilibrio dettato anche dal fatto che a Daevabad non ci sono più né Dara, l'antico guerriero, né Alizayd il principe giusto e intransigente mandato in esilio dal padre dopo essere stato trasformato dai Marid. Dal canto suo Nahri inizialmente aveva sofferto di solitudine, lasciandosi andare alla malinconia e alla tristezza per l'abbandono, ma poi negli anni capisce che l'unico modo per andare avanti è quello di comportarsi da perfetta Nahid ed evitare gli occhi di Ghassan e della corte. Nel frattempo Alizayd è cambiato e lontano dalla patria, dagli affetti a da quella ragazza egiziana tutta fuoco e determinazione, ha imparato a gestire i nuovi poteri e a fortificare il corpo e le sue doti di guerriero; mentre Dara, in qualche parte sperduta dei lontani deserti fa i conti con la sua natura di jinn ormai millenario con poteri fuori dal normale. Ma le loro vite vengono scombussolate quando per motivi diversi sono riportati a Daevabad, l'eterna città dalle mura di ottone che rischia di essere distrutta da un nemico potente e una forza che attinge dal fuoco.
L'autrice con questo secondo volume a mio avviso ha espresso gran parte del potenziale dei personaggi che nel primo romanzo sembravano non dinamici e in cerca di qualcosa che rappresentasse la loro grandezza. Nahri, mentre prima era determinata, ma estranea a dinamiche politiche, a intrighi di corte e a diversi modi per tenere testa al sultano, ora si presenta come una giovane donna conscia del proprio ruolo e della sua discendenza che le hanno infuso coraggio e dignità nel diventare una delle figure più temute e rispettate del regno. Troviamo poi Alizayd, che si trasforma da giovane a volte troppo serio e inflessibile con momenti di ingenuità dettata da purezza d'animo, a uomo scaltro, ferreo e fermamente convinto ad opporsi ai soprusi di potere di suo padre. Ed infine Dara, il personaggio che diventa più riflessivo, meno istintivo e forse più consapevole dei sentimenti romantici che lo legano a Daevabad.  Personalmente, ho apprezzato questo romanzo per la volontà dell'autrice di collegare ad ognuno dei protagonisti delle tematiche importanti, valide sia nel XVIII secolo che oggigiorno: abbiamo Nahri  che si batte per i pazienti poveri e per tutte quelle persone non facenti parte dei ceti abbienti affinché le cure e le medicine siano accessibili anche a loro. Tutto per dimostrare che la vita o la morte non hanno distinzione sociale. Alizayd invece, si fa portavoce dei popoli vessati, di quelli sottomessi e distrutti da guerre, tirannia e schiavismo, battendosi come tutti quegli uomini e quelle donne che oggi si schierano in prima linea; e Dara, che grazie al suo passato e alle sue esperienze mette in luce tutte le atrocità e la negatività che le guerre per il potere possono scatenare. Si fa rappresentante senza rimostranze di tutta la distruzione fisica e morale delle battaglie inutili cercate dall'umanità.
Per quante riguarda le ambientazioni, Daevabad rimane il fulcro principale anche del secondo volume, insieme a tutte le divisioni culturali dei quartieri rappresentate attraverso credenze diverse e tradizioni radicate. Non mancano paesaggi desertici formati da villaggi rurali, tende nomadi e ambascerie provenienti da diverse parti del regno. In conclusione, Il regno di rame è un romanzo che nel complesso parte con una spinta propulsiva e si conclude con sconvolgimenti narrativi che troveranno sicuramente risposta nel terzo ed ultimo volume. 
Voto: 5 tazzine di caffè alla turca, forte e con un retrogusto amaro.
Fonte immagini: Pinterest.

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