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mercoledì 21 maggio 2025

Recensione: "Two Twisted Crowns" di Rachel Gillig (a cura di Marika)

Ben tornati tra le nostre parole, amati Coffeeaholics del cuore!
Ve l'avevamo detto che ci avreste viste più spesso su questi canali e così, eccoci qui, pronte sempre a parlarvi di cose che ci appassionano. E proprio a proposito di passioni, nei giorni scorsi tra una ciliegia e l'altra (fate pure tante, perché si sa che non esistono misure riguardanti questo frutto), ho finito Two Twisted Crowns, il secondo volume della dilogia di Rachel Gillig, nonché seguito di One Dark Window di cui vi ho parlato la settimana scorsa. E che dirvi se non che si tratta di un viaggio meraviglioso con una degna conclusione? 

Two Twisted Crown
di Rachel Gillig

Prezzo: 14,99 € (eBook) 24,90 € (cop. rigida)
Pagine: 492
Genere: fantasy
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 30 aprile 2025

Nel capitolo conclusivo della dilogia, Elspeth deve affrontare il peso di ciò che ha fatto, mentre lei e Ravyn si imbarcano in una pericolosa missione per salvare il regno ormai in preda a un re tiranno e alla magia nera. Elspeth e Ravyn hanno raccolto la maggior parte delle dodici Carte della Provvidenza, ma l'ultima – e la più importante – resta da trovare: gli Ontani Gemelli. Per recuperarla prima del Solstizio e liberare il regno, dovranno attraversare l'oscura foresta avvolta dalla nebbia. L'unico che può guidarli è il mostro che abita la mente di Elspeth, l'Incubo, ma lui non sembra più disposto a collaborare…

Con One Dark Window eravamo rimasti in un punto cruciale: il regno si appresta a eleggere un nuovo principe al trono, mentre Elspeth e Ravyn si ritrovano immischiati in una guerra tra due famiglie antiche e tra due sovrani spietati e desiderosi di vendetta. E come se non bastasse, a complicare tutto si aggiunge l'Incubo, il mostro che abita dentro la protagonista, pronto a prendere il sopravvento e a vendicarsi di tutte le persone che gli hanno arrecato danni. Lo Spirito della Foresta è sempre più inquieto e instabile, e il tempo oramai è agli sgoccioli per ricostruire il mazzo delle Carte della Provvidenza che permetterà ai protagonisti di liberare Blunder dalla nebbia e dalla magia oscura e di salvare le persone amate da morte certa. Una corsa contro il tempo e contro quegli arcani che minacciano di sopraffare tutto e di far crollare una pesante coltre di oscurità. E per giunta, ad aggiungere benzina a un fuoco di problemi già alto, c'è la caccia alla carta unica e rara degli Ontani Gemelli. Una carta che non solo caccerebbe via la malattia, ma che permetterebbe a Ravyn di sciogliere le catene di Elspeth e di darle la vita che merita da sempre. Comincia così, un viaggio pericoloso in cui il nostro protagonista disilluso, stanco e con il cuore a pezzi, insieme al suo più grande nemico, decide di attraversare la foresta, luogo ai margini del regno, nonché cuore pulsante della magia di sale che tutti temono. E lo fa consapevole del pericolo e della possibilità di non tornare indietro dalla sua famiglia. Riusciranno a regalare a Blunder una nuova vita, o soccomberanno allo Spirito? 

Rachel Gillig torna in libreria con il secondo volume di una storia che ci ha tenuti con il fiato sospeso e con un finale mozzafiato e allo stesso tempo doloroso. E lo fa portando con sé una nuova ondata di disperazione e oscurità per i lettori che nel primo libro hanno imparato ad amare Elspeth con la sua durezza e i suoi lati spigolosi, e Ravyn con la sua sensibilità d'animo. Difatti, con il suo stile espressivo e un linguaggio che ci ha abituati tanto alla crudezza, quanto all'eleganza, non si risparmia sulle situazioni pericolose, sugli struggimenti e sugli accadimenti da torcibudella. I protagonisti, che avevamo lasciato distrutti e disperati, li ritroviamo ora animati da una nuova consapevolezza: combattere per la sopravvivenza e per quel futuro che anelano lontano dai sotterfugi, dagli imbrogli, dalle imposizioni e dalle persecuzioni. Troviamo Elspeth, colei che combatte contro sé stessa e contro l'Incubo pur di rimanere a galla, e di avere il controllo sulla sua mente e sul suo corpo; Ravyn, dilaniato dallo sconforto e con un cuore distrutto in mille pezzi per la sua amata e per Emory, quel fratello verso cui nutre sensi di colpa. E ancora Renelm, il principe che da dimenticato ritorna sulle scene, divenendo il nuovo erede al trono, allentando il suo cuore dalla morsa di ghiaccio e diffidenza in cui l'aveva rinchiuso; e Ione, la ragazza la cui bellezza si trasforma da qualità ad arma pur di salvare la sua famiglia. 

La cosa che fa riflettere di questo nuovo capitolo, è la presenza dell'Incubo, un qualcosa che dal primo volume avremmo definito con un'accezione negativa (vista la sua presenza quasi forzata nella mente di Elspeth), ma che in molti tratti, si può osservare in una forma di vicinanza e di protezione per quella fanciulla che nel tempo ha imparato a conoscere. È un villain, ma come ogni figura di questa categoria, ha un passato cruento, delle motivazioni e un lato umano nato in un tempo che gli ha dato sia gioie che dolori.

Personalmente, ho amato tantissimo Two Twisted Crowns, un po' di piu di One Dark Window, e le motivazioni sono semplici: in questo romanzo, vengono fuori i sentimenti puri di Ravyn che non si risparmia nella sofferenza per ciò che ha perso e per ciò in cui spera ancora; la paura e le vessazioni degli oppressi e di tutti quelli che vengono perseguitati per la loro magia, e per il loro essere "diversi"; la ferrea forza di volontà di Elspeth e il suo viaggio introspettivo che le permettono di non annullare la sua persona e di farne prevaricare un'altra; e la decisione di un principe vittima di soprusi, di agire per sé stesso e dare al regno la guida che merita. 

In conclusione, è un volume di seconde possibilità e di rivalsa, dove i personaggi, prima di agire da eroi locali per tanti, lottano per le loro anime e la propria felicità.

Voto: 5 tazzine di caffè nero con una punta di panna salata.

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 20 settembre 2024

Recensione: "Il Regno delle Ceneri" di Tasha Suri

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi torno da voi con una nuova recensione. Il libro di cui vi parlo l’ho letto insieme alla mia adorata Francesca di La biblioteca di Zosma, perché entrambe avevamo anche letto il primo volume e l’avevamo apprezzato. Il Regno delle Ceneri, di Tasha Suri, conclude una suggestiva dilogia che si ispira alla cultura indiana e ci trasporta in terre magiche e affascinanti. Questo volume non è sicuramente all’altezza del primo (QUI per la recensione), anzi presenta parecchi difetti, ma lo stile dell’autrice è sempre sublime e ho adorato ritrovarlo.
Ringrazio Fanucci per la copia omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Il Regno delle Ceneri
di Tasha Suri

Prezzo: 9,99 € (eBook) 25,00 € (cop. rigida)
Pagine: 408
Genere: fantasy
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 21 giugno 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

L’Impero di Ambha si sta sgretolando. Una terribile guerra di successione si profila all’orizzonte. L’unica speranza di pace risiede nel misterioso regno delle ceneri, dove i mortali possono trovare ciò che cercano negli echi dei sogni dei loro antenati. Il prezzo per arrivarci è altissimo, ma Arwa è determinata a compiere il viaggio. Rimasta vedova in seguito a un brutale massacro, ha giurato di servire la famiglia imperiale fino alla fine. Non si sarebbe mai aspettata di essere affiancata da Zahir, il principe illegittimo e caduto in disgrazia che si è rivolto alla magia proibita nel tentativo disperato di salvare coloro che ama. Insieme, percorreranno il sanguinoso cammino del loro passato. E metteranno in discussione tutto ciò in cui hanno sempre creduto, compreso se valga o meno la pena di combattere per salvare l’Impero.

È trascorso un po’ di tempo da quando ho terminato Il Regno delle Ceneri, poi con l’estate di mezzo non sono riuscita a recensirlo perché la pausa si è prolungata fino a giornate più fresche in cui non fosse una fatica immane stare davanti al computer. Nonostante tutto, ho ancora un ricordo abbastanza vivido del romanzo, l’ho atteso con impazienza e letto con parsimonia. La protagonista della storia non è più Mehr, ma stavolta la sorella Arwa. Nel primo libro non abbiamo avuto modo di conoscerla bene, era anche più piccola, mentre adesso la ritroviamo adulta e vedova. Arwa ha perso il marito in un terribile massacro e lei ne è ancora turbata. Non vuole pensare a ciò che è successo, le fa male rendersi conto di essere l’unica sopravvissuta. Mehr sa cosa la aspetta adesso, ciò che aspetta a qualsiasi vedova: l’Eremo. È quello il suo destino, e lei ha intenzione di sottostare alle regole senza ribellarsi. Di prendersi il tempo che le serve per raccogliersi nel suo dolore e affrontare il lutto che l’ha colpita tanto ferocemente. Ma Arwa, in realtà, per quanto si sforzi di mantenere un profilo basso - più di quanto abbia fatto la sorella in passato - non riesce del tutto a nascondere quel lato del suo carattere più curioso e ostinato, e anche se troverà altre vedove a impartirle lezioni e metodi, compresa Gulshera che vuole imporle una disciplina che Arwa dimostra di non avere, la ragazza piano piano uscirà dal suo guscio, comprendendo di aver sempre avuto una percezione sbagliata su tutto. Arwa si metterà al servizio dell’Impero, nella speranza di poter approfondire alcuni sospetti che iniziano a sorgere in lei, ma anche perché le viene richiesto collaborazione dalla principessa in persona, quando il segreto che si porta dietro non sarà più un segreto, ovvero il potere del suo sangue per metà Amrithi. Se nel primo volume Mehr andava fiera di quella parte di sé e onorava la  cultura che apparteneva alla madre, Arwa non è mai riuscita a farlo. Lei è stata plasmata come una perfetta donna Ambhan, e tutto ciò che di Amrithi c’era in lei è stata costretta a nasconderlo, a non rivelarlo mai, perché troppo pericoloso. Ma quando le persone intorno a lei muoiono o rischiano di farlo, Arwa non ha altra scelta che diventare un’arma… e abbracciare quella parte di sé che ha sempre negato.

Il Regno delle Ceneri è partito con ottime premesse e con una protagonista diversa dalle solite, rispetto a quelle che troviamo in questo genere di romanzi. Arwa è infatti una donna sposata ma anche una vedova (e ditemi voi in quanti romanzi fantasy adult o young adult ne avete trovate). Il mio entusiasmo iniziale è però calato mano a mano che procedevo con la lettura perché, nonostante le ottime idee di base, qualcosa alla fine sembra essere andato storto. La prima parte era sicuramente interessante, con l’ambientazione nell’Eremo e Arwa alle prese con l’elaborazione del proprio lutto. Peccato che questa elaborazione non ci sia mai stata, ad Arwa non è stata concessa la libertà di piangere il marito prima che un altro uomo le fosse messo a fianco. Arwa infatti, quando arriva a palazzo, dovrà collaborare in segreto con Zahirprincipe “non principe”, un figlio illegittimo dell’Imperatore, che si dedica in una cripta alle arti occulte e viaggia nel sogno per ritrovare defunti e avere risposte per salvare il proprio regno, che ormai si sta sgretolando, dopo la morte del Maha (una sorta di guida spirituale del regno) e la lotta di successione al trono tra i figli legittimi dell’imperatore. È da subito un incontro interessante il loro, i due si soppesano e si studiano, si ritrovano più simili di quanto immaginano e così diversi da come in realtà si mostrano. Avrei voluto che questo loro rapporto fosse più lento e profondo, invece si percepisce un’attrazione dal primo istante e questa cosa va a stonare con le premesse del romanzo che riguardano il personaggio di Arwa. Probabilmente avrei preferito non nascesse nulla tra i due, alla fine, anche perché non c’è mai una vera e propria chimica, quel qualcosa che ti fa pensare che i due siano assolutamente fatti per stare insieme. È un po’ come se l’autrice avesse dovuto inserire una storia d’amore per forza di cose, ma secondo me sarebbe stato uguale se Arwa e Zahir avessero semplicemente collaborato senza necessariamente innamorarsi. Ho apprezzato il rapporto che si viene a creare e alcuni momenti che condividono sono anche teneri, ma resta per me una forzatura la loro storia. 

Nella seconda parte del romanzo le cose si fanno leggermente più movimentate, rispetto a una prima parte più statica, ma non abbastanza da convincermi fino in fondo. La trama si complica e in alcuni momenti si ha la sensazione di non capire bene cosa stia succedendo e perché, come se mancassero dei pezzi. Più volte ho avuto il presentimento che a questo romanzo siano state tagliate delle parti, probabilmente non sostanziali, ma comunque importanti per seguire meglio il percorso della protagonista e le varie vicende che si trova ad affrontare. C’è un po’ di confusione generale nell’ultima parte, come se si volesse arrivare di corsa a chiudere dopo aver tergiversato fin troppo, mentre avrei preferito un ritmo più costante e meno altalenante. Questi in sostanza i difetti che più mi hanno infastidita e che nel primo romanzo non ho riscontrato. C’è da dire, però, che Tasha Suri ha sempre il pregio di sapere rendere suggestivo ogni luogo di cui narra e di saper dare alle sue storie un’impronta talmente incantevole che è impossibile non restarne ammaliat*. C’è sempre un velo magico sottile e affascinante che accompagna l* lettor* tra le pagine, regalando sensazioni positive e ampliando l’immaginazione. L’aspetto legato alla cultura e alla religione del regno di Ambha è stato trattato molto bene, era già stato sviluppato ottimamente nel primo volume e anche stavolta ritroviamo un mondo regolato da tradizioni, magia e potere in cui tutto è approfondito a dovere. Ritroviamo anche tematiche di accettazione di sé, e riguardanti la diversità e l'emarginazione. Viene qui approfondita la questione dei daiva e comprendiamo meglio alcuni argomenti accennati nel primo libro, sebbene non si possa dire lo stesso per altri.

 Ho amato i viaggi occulti che Arwa e Zahir compiono nel Regno delle Ceneri, un po' mi hanno ricordato gli incontri onirici tra Lazlo e Sarai in Il Sognatore di Laini Taylor. Forse la coppia protagonista non sarà tra le migliori di cui ho letto, ma ho apprezzato il legame che creano, i loro dialoghi intensi - che a volte non necessitano neanche di molte parole ma solo di sguardi e piccoli gesti - e anche il loro essere così lontani da come ci si aspetterebbe. Il Regno delle Ceneri è un romanzo che ha sicuramente dei difetti, con qualche accorgimento in più poteva rendere meglio, ma è stata ugualmente una lettura gradevole, anche se non indimenticabile.
Fonte immagini: Pinterest

martedì 19 marzo 2024

Recensione: "Iron Flame" di Rebecca Yarros (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Rieccoci con una nuova recensione! Oggi la nostra Eleonora ci parla di Iron Flame, di Rebecca Yarros, seguito del fenomeno del Book Tok Fourth Wing. Scopriamo cosa ne pensa di questo secondo volume. Voi lo avete letto? Lasciateci un commento per dirci se vi è piaciuto ;) A presto!

Iron Flame
di Rebecca Yarros

Prezzo: 11,99 € (eBook) 18,90 € (cop. rigida)
Pagine: 672
Genere: fantasy, romantasy
Editore: Sperling & Kupfer
Data di pubblicazione: 30 gennaio 2024

Tutti si aspettavano che Violet Sorrengail morisse durante il suo primo anno all’accademia militare di Basgiath, compresa lei stessa. Ma la Trebbiatura è stata solo la prima, difficilissima prova per eliminare i candidati più insicuri, indegni e sfortunati. Ora inizia l’addestramento vero e proprio, e Violet già si chiede come farà a superarlo. Perché non sarà soltanto terribilmente estenuante, brutale e progettato per testare la capacità dei cavalieri di resistere al dolore oltre ogni limite. Il vero pericolo è il nuovo vicecomandante, che ha deciso di dimostrare a ogni costo quanto la ragazza sia inadatta al posto che si è guadagnata a fatica, a meno che non tradisca l’uomo che ama. Forse il corpo di Violet è più debole di quello degli altri, ma di certo non le mancano né l’ingegno, né una volontà di ferro. E soprattutto, il vicecomandante non tiene conto della lezione più importante di Basgiath: i cavalieri di draghi si fanno le regole da soli. Ma la determinazione a sopravvivere non sarà sufficiente quest’anno. Perché Violet conosce il vero segreto nascosto da secoli all’accademia militare di Basgiath e niente, nemmeno il fuoco dei draghi, potrebbe essere sufficiente a salvarli.

Eccoci al secondo capitolo di questa fighissima serie iniziata con Fourth Wing (QUI la mia recensione) e continuata con Iron Flame. In questo seguito, atteso con estrema impazienza, ripartiamo esattamente da dove l’autrice ci aveva lasciati nel primo libro, ossia con le certezze di Violet che sono state spazzate via da rivelazioni scioccanti, con tutte le conseguenze che queste comportano. La nostra protagonista, di solito piena di risorse per affrontare qualsiasi sfida le venga posta di fronte, improvvisamente si ritrova a dover dubitare di tutto e di tutti, a non fidarsi più né di Xaden e nemmeno di se stessa e, cosa peggiore, nel tentativo di gestire una situazione troppo grande per lei, allontana i suoi più preziosi alleati, i suoi amici. Dopo i giochi di Guerra che lei e la sua squadra hanno dovuto affrontare nel primo libro, e sappiamo tutti come sono andati a finire (no, Rebecca, non sei stata ancora perdonata per le tue decisioni), le dinamiche a Basgiath sono a dir poco cambiate, sia per quanto riguarda la direzione dell’accademia sia all’interno delle rispettive Ali; l’odioso Dain è stato promosso a Wingleader, mentre Rihannon, la migliore amica di Violet, è la caposquadra. La cosa che risulta davvero problematica è che Xaden sia stato mandato al confine dei territori del regno come Luogotenente in servizio attivo e ciò è stato organizzato per limitare i rapporti tra lui e la protagonista, con non poco “disappunto” dei due e dei loro draghi che, ricordiamo, sono compagni e non possono stare separati per più di un tot di tempo. Anche se una soluzione si trova comunque, questa non risulta ottimale, specie se consideriamo tutte le questioni in sospeso che corrono tra i due che la distanza e l’impossibilità di comunicare decentemente non fanno che rendere sempre più spinose. 

In ogni caso, l’allontanamento forzato è solo una delle tattiche messe in atto dal comando dell’accademia e dell’esercito per controllare meglio i cadetti dell’accademia e in particolare i figli dei ribelli; un’altra delle mosse attuate è un cambiamento nello staff e nei metodi di insegnamento delle varie discipline studiate, che si fanno sempre più cruenti e sospetti per la direzione ancora più sanguinaria che prendono i corsi, in un modo che sembra quasi voglia spezzare i cadetti e metterli tutti uno contro l’altro. Se a questo si aggiungono delle informazioni prefabbricate e false che vengono trasmesse riguardo le zone di guerra e dei movimenti inconsueti e poco chiari che si verificano tra le mura di quelle che una volta erano zone franche come l’infermeria, l’intera faccenda comincia a essere sempre più losca.

Violet, dunque, memore di quello che ha appreso prima di fare ritorno a Basgiath e soprattutto consapevole ormai della realtà che la circonda e dai cui la maggior parte delle persone è tenuta all’oscuro, cerca con ogni mezzo di fare la sua parte procurandosi nel percorso tutta una schiera di oppositori che paiono spuntare come funghi, anzi alcuni di loro ritornano proprio dalla terra dove lei pensava di averli lasciati. La situazione continua a farsi critica e a tornare sempre di meno finché casi estremi richiedono misure estreme da cui poi sarà impossibile tornare indietro, per lei e per tutti i suoi amici e parenti; misure che sconvolgeranno drasticamente le vite e gli equilibri dell’intero regno così come di quelli confinanti. Ritornano fantasmi dal passato e rispuntano ex fastidiosi e d’impiccio, ci saranno scontri, battaglie e Death Rolls ma anche nuove scoperte e rappacificazioni, il tutto per arrivare a un finale che, accidentaccio a Rebecca, ci catapulta verso il terzo libro, che spero sia quasi pronto per essere dato alle stampe.

Venendo ai personaggi, in Iron Flame vediamo una componente maggiore rispetto a Fourth Wing di drammi e dilemmi romantici tra Violet e Xaden, le discussioni appassionate, così come la tensione tra i due è praticamente un sottofondo costante nella storia anche se, come arriveremo a capire poi, le motivazioni di tutto non sono così semplici come ci viene fatto credere in un primo momento. A essere sincera, per quanto io adori Xaden e Violet, ogni tanto mi sarebbe venuto da prenderli e scrollarli per fargli ripigliare un po’ di buon senso, veramente alle volte non capivo come potessero essere così ottusi l’uno per l’altra e anche in generale, fortuna poi però che questi erano solo brevi sprazzi in cui l’autrice cercava di imbrogliare noi poveri lettori. Per quanto riguarda il resto dei personaggi, devo dire che Rihannon e gli altri mi sono piaciuti un sacco in questo nuovo volume, gli è stato dato un filo più di margine di azione e ancora una volta si sono dimostrati preziosi all’interno dello svolgimento della trama. A proposito di quest'ultima, c’è da ammettere che alcuni particolari erano prevedibilissimi già da Fourth Wing e in generale non si può definire questa serie una novità assoluta nel panorama fantasy, per quanto Tairn e Andarna siano favolosi (specie la nostra novella adolescente draghesca con tutte le sue bizze e le sue risposte acide al buon vecchio Tairn ormai sull’orlo dello sfinimento), infatti moltissime delle dinamiche che incontriamo nel corso della storia sono già state viste in serie più vecchie, anche quel maleficissimo finale, quello ha ripreso pari pari una dinamica di una delle mie saghe preferite, motivo per cui ora che sono rimasta appesa sono nuovamente partite tutte le speculazioni e le teorie del complotto per vedere come si sbroglierà il tutto. L’autrice rimarrà fedele allo spunto che ha preso o lo farà andare avanti in maniera diversa? Io spero nel primo caso perché francamente l’altra opzione mi spaventa non poco. Comunque, a onor del vero, anche se molte scene sono già familiari, per quanto mi riguarda si può soprassedere senza alcun problema, perché in ogni caso la storia scorre fluida e incalzante, facendoci arrivare al finale al galoppo e con il batticuore, ergo, qualcuno faccia uscire i prossimi libri il prima possibile, per favore! Già mi sono giunte voci che non sarà una trilogia ma che si tratterà di una serie di almeno cinque volumi e il pensiero di dover attendere anni per il finale è a dir poco terrorrizzante.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

sabato 20 gennaio 2024

Recensione: "L'eredità dell'Impero" di G.B. Nefe

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi per voi una nuova recensione. Si tratta di L’eredità dell’Impero, romanzo d’esordio di G.B. Nefe e primo capitolo della serie Cronache del Figlio del Pianto. Ho letto questo libro nei mesi scorsi, è una lettura che ho concluso nel 2023 e che ho già valutato come una delle più interessanti dell’anno, uno degli esordi fantasy che ho più gradito, e adesso finalmente riesco a parlarvene. Ho voluto prendermi un po’ più tempo del solito per leggerlo e recensirlo, perché questo libro è stato davvero una sorpresa, una lettura comfort in mezzo ad altre che purtroppo mi hanno lasciato poco. L’eredità dell’Impero è riuscito a essere la lettura ideale nel momento in cui più avevo bisogno di qualcosa del genere e quindi me lo sono voluta godere al massimo. Ringrazio l’autrice per avermi dato l’opportunità di leggere la sua storia, inviandomi una copia in omaggio, ma soprattutto la ringrazio per la pazienza che ha portato e per aver atteso potessi leggerlo nei tempi a me più consoni.

L'eredità dell'Impero
di G.B. Nefe

Prezzo: 4,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 521
Genere: fantasy, epic-fantasy
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 22 aprile 2023

L’ultimo Imperatore elfico è morto senza lasciare discendenti e ha portato con sé i segreti della propria reggenza, dalle cui ceneri sono fioriti i regni degli uomini. Ma seicento anni dopo dalla fine del suo dominio, dalle sabbie del passato emergono le rovine dell’antico impero e l’ordine del mondo vacilla. Zefiel è infatti l’erede segreto del Lignaggio Imperiale, e vive nascosto da un enclave di Guardiani. Un tradimento, però, lo rivela al mondo costringendolo alla fuga, mentre il fuoco ribelle degli imperialisti si riaccende causando attacchi terroristici in tutta Mythoma per ristabilire l’antico impero. A gettare ancora più mistero su questi avvenimenti è però il mutare della natura, sempre più alterata da stagioni impazzite e anomalie ambientali. Guidato dai segreti della sua stirpe, tra cui il misterioso Marchio del Pianto, Zefiel sarà costretto a indagare sui mutamenti del mondo, scansando le minacce dei regnanti sempre più braccati dagli imperialisti e combattendo contro doveri sconosciuti ereditati dal suo lignaggio. Nel viaggio per scoprire i segreti della propria discendenza, Zefiel capirà che miti e leggende sono parte di una trama ben più insidiosa, e che le divinità non sono che i contorni di ideologie che rischiano di soffocare non solo il suo destino, ma Mythoma stessa.

A volte ti imbatti in letture che ti prendono dalla prima pagina e che come un treno ti trascinano e ti travolgono, libri che finisci di leggere in un paio di giorni, ricchi di azione, colpi di scena, rivelazioni di ogni tipo; li leggi talmente d'un fiato che dopo qualche mese hai già dimenticato tutto. Altre volte, invece, incappi in quel fantasy italiano inaspettato, quello che parte con lentezza, che si prende il suo tempo per farti immergere nel mondo creato ma che una volta varcato non puoi fare a meno di amare, un mondo ricco, dettagliato, incredibile che, pagina dopo pagina, continua ad affascinarti. E se pure non si tratta di un libro dove i colpi di scena abbondano, sei ugualmente rapit* al punto da non pensare ad altro, da non voler finire quel libro. E sono questi i libri che non dimentichi. È il caso di L’eredità dell’Impero, esordio fantasy di G.B. Nefe, che si è imposto come una delle letture migliori del 2023 grazie a una trama non particolarmente movimentata, ma sicuramente degna di nota. L’eredità dell’Impero vanta dei protagonisti straordinari e decisamente lontani dai soliti canoni, e già solo per loro varrebbe la pena iniziare a leggere questo libro. Penso di averli amati tutti, nessuno escluso, e vorrei fare i complimenti all’autrice per il modo in cui li ha caratterizzati e gestiti. Mythoma è una terra molto vasta che vede convivere umani, elfi e nani da molto tempo. È una terra in cui vigono culti diversi, ma è anche una terra ricca di leggende, tradizioni e magia. Zefiel è un elfo in fuga, la sua esistenza è motivo di pericolo per il suo mondo e lui, ultimo erede di lignaggio imperiale, deve sfuggire agli Imperialisti e nascondersi. Zefiel non è un protagonista comune, è un tipo assolutamente pacifico, che odia le armi e la guerra, che ama la natura in ogni sua forma. È un essere dolce, amabile, che però si porta dietro una condanna terribile, e un Marchio di cui non comprende bene l’esistenza. Gran parte del suo destino è avvolto nel mistero, Zefiel non ha idea di cosa questo preveda per lui, ma di una cosa è certa, vorrebbe solo essere libero… libero di vivere come gli pare e piace, libero di essere se stesso, di non doversi nascondere, di non nascondere la sua vera essenza. Durante la sua fuga si imbatterà in un altro personaggio davvero unico, Lokexsus, un elfo grigio, che per natura dovrebbe essere malvagio ma che invece è soltanto un pezzo di pane pentito. Lokexsus è un tipo molto particolare, sin da subito lo adorerete, per le sue battute taglienti, per il suo carattere spigliato, e adorerete la piccola volpe che si porta dietro, lo spirito Klepis, il suo famiglio "difettoso". Ciò che però colpisce di più di questo personaggio è il suo misterioso passato, un passato che cerca di dimenticare ma che allo stesso vuole ricordare per punirsi. Il suo senso di colpa lo perseguita e lo accompagna da sempre, le azioni riprovevoli compiute lo torturano in ogni momento e lui è convinto di meritare il peggio per ciò che ha fatto, e non si dà pace per questo. Riesce a nascondere tutta questa oscurità dietro sorrisi e sarcasmo, ma è una tattica che non funziona sempre. Lokexsus non crede di meritare redenzione, eppure c’è chi al suo posto la pensa diversamente.

Tra i due protagonisti si creerà un rapporto speciale, fatto di fiducia maturata lentamente, di confidenza, di stima, di lealtà. Certo, ognuno di loro ha il proprio fardello da portarsi dietro, ma si incoraggeranno a vicenda e affronteranno tutto insieme. In qualche modo, questi due personaggi così diversi troveranno il modo di convivere ed essere complici. Il destino li ha messi sulla stessa strada per un motivo, probabilmente, e sarà interessante proseguire la lettura per scoprire dove porterà questa strada… e cos’altro ci riserverà il prossimo volume! Ma oltre questi due personaggi, molti altri solcheranno le pagine del romanzo, lasciando un segno indelebile. Tra tutti ho sicuramente apprezzato tantissimo Oniria, regina di Borea, una donna dal carattere risoluto, che non si lascia intimidire dalle controparti maschili ma che sa imporre il suo pensiero in maniera intelligente e diplomatico, cercando di fare il meglio per tutte le razze del regno. Ho invidiato la sua tempra, ma anche la sua generosità e quella spiccata compostezza anche di fronte alle peggiori avversità. Andrej è un altro personaggio di tutto rispetto, mi è piaciuto perché per gran parte del tempo si è dimostrato molto intrigante, con una natura demoniaca interiore da voler tenere a bada e una versione più eroica da voler mostrare al mondo. Altri due personaggi che mi hanno conquistata sono stati Nialoren e Kendall, il primo Cavaliere, il secondo Generale, entrambi uniti da un sentimento profondo, che però cercano di tenere nascosto. Infine, vorrei citare anche Kyrim, che per un malaugurato caso nella prima parte del romanzo pensiamo essere in un modo, ma che più avanti scopriremo essere decisamente in un altro e non potremo fare a meno di rivalutarlo. 

G.B. Nefe ha dato vita a un bellissimo coro di personaggi, ognuno in grado di suscitare ne* lettor* emozioni diverse
. Non ci sono dei veri e propri cattivi in questa storia, anche se molto dipende dai punti di vista. Sicuramente gli Imperialisti possono essere considerati i nemici, seguono i loro principi e non accettano il governo di Oniria e le sue prese di posizione, corrompono, uccidono, assaltano, ma non sono soltanto loro coloro da cui guardarsi. Un altro nemico, più imperscrutabile e ignoto, mette a rischio Mythoma, un cambiamento climatico che nessuno riesce a spiegarsi. Cosa ci sarà dietro? La lettura scorre lentamente all’inizio, come già detto, ma una volta entrati nel pieno della storia non riuscirete più a mettere giù il libro. Non è una di quelle storie che si divora, ma una di quelle da godersi con calma, che apprezzi piano piano e che riesce a regalarti delle bellissime sensazioni di benessere. Alcune descrizioni dell’autrice sono davvero suggestive, ma è proprio il rapporto simbiotico che ha Zefiel con la natura a lasciare senza fiato, il suo apprezzare le più piccole e insignificanti cose, un suono, un refolo di vento, un raggio solare che si poggia su qualcosa, come si fa a non innamorarsi di un personaggio così coccoloso e speciale?

Oltre all’interesse verso la natura e i cambiamenti climatici, l’autrice riesce anche a inserire elementi lgbt+ nella sua storia e anche elementi archeologici, mescolando sapientemente il tutto a una trama che risulta sempre piacevole e credibile nel suo insieme. Per essere un’opera d’esordio, L’eredità dell’Impero è molto ben concepita, i personaggi sono tutti caratterizzati a dovere e in maniera originale e se vi aspettate colpi di scena a ogni pagina, rilassatevi e godetevi invece una lettura che ha da offrirvi ben altro, giocando secondo regole diverse e riuscendo comunque a colpire nel segno. In conclusione, L’eredità dell’impero è un fantasy straordinario che brilla per caratteristiche diverse da quelle cui ci hanno abituato gli epic-fantasy moderni o anche qualcuno dei più classici, è la storia di un viaggio, della riscoperta di se stessi, ma anche la storia di amicizie e amori, di guerre e tensioni, di magia e tradizioni, di scoperte e misteri, di intrighi politici e scelte rovinose, di segreti e sodalizi. Insomma, se avete voglia di leggere qualcosa che vi faccia appassionare e vi dia delle vibes positive, qualcosa che vi stupisca davvero, allora dovete leggere questo piccolo gioiello.

Fonte immagini: Pinterest
Mappa: @lasedicesimalettrice

venerdì 15 dicembre 2023

Review Party: “Un giorno di notte cadente" di Samantha Shannon (a cura di Marika)

Ben ritrovati su questi canali carissimi, Coffeeaholics adorati! 
Siamo arrivati finalmente a dicembre e tra le festività e il clima ballerino, non mancano letture meravigliose, consistenti e intricate. E proprio tra queste si annovera Un giorno di notte cadente di Samantha Shannon, secondo volume della saga Roots of Chaos, uscito in questi ultimi giorni del 2023. Il romanzo per quanto sia una nuova pubblicazione, è il prequel del primo, intitolato Il Priorato dell'albero delle arance, ed è ambientato circa 500 anni prima gli avvenimenti che caratterizzavano il libro che ci ha fatto conoscere la Shannon e il suo mondo complesso. Per questo review party, ringrazio la nostra Franci per averlo organizzato e Oscar Mondadori per averci inviato una copia. 

Un giorno di notte cadente
di Samantha Shannon

Prezzo: 14,99 € (eBook) 28,00 € (cop. rigida)
Pagine: 948
Genere: fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 28 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Tunuva Melim è una sorella del Priorato: da cinquant'anni si allena a uccidere le creature draconiche, ma è dall'epoca del Senza Nome che non se ne vedono, e ormai la gente inizia a mettere in discussione l'importanza del suo ordine. Intanto nel Settentrione la regina di Inys, Sabran l'Ambiziosa, ha sposato il nuovo sovrano di Hróth, allo scopo di rafforzare l'alleanza dei regni devoti alle Sei Virtù. Hanno una figlia, Glorian, che vive nascosta nella loro ombra, e non desidera uscirne. A Oriente i draghi dormono da secoli; Dumai ha trascorso tutta la vita in un tempio tra le montagne di Seiiki, officiando i riti in onore del potente Kwiriki. Ma ora un uomo riemerge dal passato di sua madre Unora, e dà una svolta al destino della ragazza. Una nuova era di terrore e violenza si avvicina: e quando il Monte dei Lamenti esploderà, spetterà a queste donne trovare la forza di proteggere l'intero genere umano dalla più terribile delle minacce.

Tutto ha inizio nel Continente, dove ogni emisfero è abitato da culture e popoli diversi tra loro per la politica, gli usi e i costumi e il modo di vivere. Ognuno ha un segno distintivo e tutti sono accomunati dalla paura di un ritorno dei Draghi malvagi che potrebbero sconvolgere tutti gli equilibri. A ovest, precisamente a Inys, la famosa patria del Santo, troviamo Glorian, figlia dei supremi sovrani Sabran l’Ambiziosa e di suo marito re di Hroth. La giovane è in piena fase di ribellione ai dettami sociali che la vedono solo come un mezzo per portare avanti la stirpe e partorire un erede. A est, invece, sull'isola di Seiki, troviamo Dumai, una sacerdotessa in grado di stabilire connessioni tra umani e draghi-divinità venerati dalla sua gente. È una combattente e presto lascerà la sua vita da eremita per difendere il Trono. E ancora, a sud, nella parte più meridionale del continente (precisamente a Lasia), abbiamo Tunuva Melim, una guerriera del Priorato dell'albero delle Arance che da anni si addestra per combattere un ipotetico ritorno dei Draghi enormi che potrebbero distruggere tutto. Ed infine a Nord, un ragazzo di nome Wulf lotta contro i pregiudizi che da sempre accompagnano la sua esistenza poiché la sua stessa nascita è legata a qualcosa di inimmaginabile. Quattro emisferi, con altrettanti personaggi diversi tra loro, ignari che il loro fato è destinato a intrecciarsi nel momento in cui le viverne si sveglieranno facendo ritorno nel Continente. 

Samantha Shannon con uno stile intricato e un linguaggio elaborato e pregno di descrizioni minuziose ci presenta un libro che definirlo tale è riduttivo: si tratta di un vero e proprio worldbuilding complesso che prendendo ispirazione dalle culture odierne, sia occidentali che orientali, vive parallelamente in un mondo che ha un passato, un presente e un futuro. Tutto gira su tradizioni, credenze, gerarchie e potere detenuto da personalità forti e avanguardiste. Personalità che si traducono in quattro protagonisti d'eccellenza: troviamo Glorian, una ragazza che vive costantemente divisa tra il pensiero di dover seguire un destino già scritto da sua madre e il suo popolo, e quello di voler ribaltare le sorti del regno senza rinunciare a se stessa e al suo corpo. Inys non permette sconti e l'unico scopo nella vita delle principesse è quello di essere educate a procreare. E ancora, abbiamo Dumai, una guerriera nonché paladina dei Draghi che ci presenterà una visione positiva di queste grandi creature mitologiche e la sua relazione con la figura paterna, da sempre assente nella sua esistenza. Da non poter dimenticare, poi, sono anche Tunuva, con la sua tempra e il suo tradizionalismo radicato in una lealtà sconfinata verso il Priorato; ed infine Wulf, primo personaggio maschile ad avere un pov tutto suo che darà al lettore il suo punto di vista dalle lande del Nord. Il tutto accompagnato dalla sua integrità morale e dal suo coraggio nel difendere a spada tratta i suoi cari.

 La cosa che affascina di questo romanzo, oltre al lavoro immenso fatto per le ambientazioni, sono le tematiche cucite perfettamente su ogni figura presente all'interno del volume: dal rapporto madre-figlia non sempre facile e mosso dall'amore; alla figura materna declinata in ogni sfumatura; alle relazioni amorose senza pregiudizio di genere; ai legami filiali che si possono creare anche con una linea di sangue diversa. Personalmente però, quello che più mi ha colpita di Un giorno di notte cadente è la centralità della donna. Una figura studiata, approfondita, e descritta attraverso un vero e proprio viaggio nei meandri della psicologia umana. Non a caso l'autrice ci racconta di figlie, madri, compagne, regine, principesse, sacerdotesse, guerriere, orfane, e chi più ne ha più ne metta. Ci narra delle fragilità umane che non rendono la figura femminile come un qualcosa di debole e quindi di facile oppressione; della loro forza di volontà di opporsi a dettami sociali che le vedono come meri corpi da disporre per portare avanti l'eredità di un mondo che non dà voce; della dignità e della resilienza di combattere quotidianamente contro i soprusi e quelle società che vessano

In conclusione, Samantha Shannon con penna e carta che sono la sua armatura e la sua spada, in questo romanzo scende sul campo di battaglia insieme alle sue protagoniste schierandosi dalla parte di chi non può urlare, di chi non può essere se stesso, e di chi con onore e coraggio ricorda, resiste e persiste per un mondo che può cambiare e sensibilizzare.
Voto: 5 tazzine di caffè per un romanzo che mescola sapori forti e speziati a quelli dolci e memorabili.

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 1 dicembre 2023

Review Tour: "Liwaria. Il volto della morte" di Giada Abbiati

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi ho il piacere e l’onore di inaugurare un fantastico Review Tour, quello organizzato da Giada Abbiati in occasione dell’uscita del romanzo Liwaria. Il volto della morte, secondo capitolo della sua saga fantasy, iniziata con Liwaria. La spada di diamante blu. Io ringrazio come sempre l’autrice per la fiducia riposta in me e per avermi concesso questa possibilità. Penso di aver letto uno dei libri più interessanti di quest'anno. Non lasciatevelo scappare!

Liwaria. Il volto della morte
di Giada Abbiati

Prezzo: 5,99 € (eBook) 17,16 € (cop. flessibile)
Pagine: 544
Genere: fantasy, epi-fantasy, dark-fantasy
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 1 dicembre 2023

Dopo la sconfitta di Agares, Hilya viene richiamata nella Terra delle Squame di Drago per celebrare la supremazia sui Senzaluce. Ma se le ombre di queste creature le sembravano impossibili da dissipare, quelle che si celano sotto Liwaria sono persino più dense e difficili da estirpare. Mentre il tradimento di Aislinn riporta in vita Maelia e i suoi eserciti di morti, Hilya è costretta ad abbracciare il suo ruolo di paladina e affrontare le ombre del passato di Liwaria e delle ostilità tra i popoli, di cui però non conosce né genesi né soluzione. Dalle montagne di Caude alla Foresta delle Conifere Blu, il mondo sta morendo e nemmeno la spada di diamante blu può arrestare un declino annunciato e, anzi, fomentato da chi dice di voler proteggere il continente. Hilya si ritroverà di nuovo al centro delle macchinazioni dei sovrani, dei soldati pentiti e dell’Elfa Nera. La Senzaluce, a sua volta, brama il riscatto e la morte sopra ogni altra cosa, in una somiglianza pericolosa con il destino di Hilya, che dovrà scontrarsi di nuovo con la propria natura di mezzosangue e pagare lo scotto di chi Liwaria l’aveva abbandonata già molto tempo prima di lei. Combattendo la volontà di mollare la spada e condannare quelle poche persone che ha ancora al proprio fianco, Hilya dovrà guardare la morte in faccia... con il rischio di assumerne il volto.

Amo immensamente la saga di Liwaria e non vedevo l’ora di scoprire questo secondo volume cosa ci avrebbe riservato. Beh, è il caso di dirvi che Giada Abbiati non ci risparmia nulla e ci regala ancora una volta tantissime emozioni. Se con il primo libro avevamo avuto modo di conoscere in parte Liwaria e il suo marciume, questo mondo immenso, variegato, ma in rovina, qui verranno approfonditi aspetti che erano stati solo accennati o non indagati a fondo per dare spazio ad altro. Liwaria a livello di tematiche affronta quello ambientale e sociale, mettendo i suoi protagonisti di fronte a delle responsabilità non indifferenti; e allo stesso tempo è un sollecito verso l* lettor* che assiste alla disfatta di un mondo per motivi puramente egoistici. È facile immaginare un futuro catastrofico quando anche il nostro mondo è dominato dall’egoismo ed esortare a prendere la situazione in mano prima che sia troppo tardi è sempre una buona cosa. L’autrice lo fa tramite il suo romanzo, un epic-fantasy in cui bisogna salvare una terra arrivata al collasso e per farlo bisogna usare l’unica arma a disposizione, la stessa che potrebbe anche distruggerla. Questa arma è Hilya, una giovane mezzosangue in possesso di una spada di diamante impossibile da forgiare, che nel primo volume ci ha fatto saggiare tutto il suo potenziale. La profezia che incombeva su Hilya qui viene stata smentita, considerando anche tutto ciò che è successo e il modo in cui si è concluso il primo libro. Hilya cerca ancora il suo riscatto, ma allo stesso tempo non può rifiutare il suo ruolo di paladina, non quando Liwaria ha ancora tanto bisogno di lei, non quando i sensi di colpa per quanto accaduto ai gargoyle continuano a tormentarla. E così, ancora una volta, ritroviamo una Hilya pronta a combattere, a fare di tutto per dimostrare il suo valore, ma soprattutto di non essere un’assassina. C’è chi ancora muove i fili di tutta questa storia senza curarsi delle conseguenze, qualcuno che dovrebbe proteggere Liwaria e che invece persegue la sua vendetta, portando rovina e morte. Bisognerà unire le forze, ma anche guardarsi le spalle perché chiunque può essere un nemico, specie quando la posta in gioco è molto alta. 

Se nel primo volume avevamo avuto modo di conoscere molti personaggi e affezionarci a loro, qui continueremo a farlo, ma sappiate che il più delle volte vi faranno soffrire. Un aspetto del secondo volume che ho apprezzato molto è sicuramente il modo in cui l’autrice è riuscita a renderlo ancora più dark. Le intenzioni dei protagonisti sono spesso egoistiche e queste li portano a sacrifici di grande portata, come già in parte abbiamo visto nel primo volume. Qui è tutto ancora più esasperato e dovremo trattenere il fiato molte volte nell’attesa di capire cosa succederà al capitolo successivo.

Ho amato l’evoluzione dello stile di Giada Abbiati, che già da subito aveva dimostrato di essere un’esordiente di grande talento e che stavolta ne da ulteriore prova. Il suo stile è più sicuro, più calibrato e l’enorme disegno che è la trama di questa saga continua a dispiegarsi davanti a chi legge in maniera audace e senza alcun tentennamento. Lascia senza parole la sua complessità e il modo in cui riesce a manovrarla senza mai darci modo di provare disinteresse, anzi ogni nuova tessera del puzzle che va ad aggiungere aumenta la curiosità. Tutto ciò che porta in tavola è sempre prelibato, un piatto studiato con cura, elaborato per lungo tempo e in cui riversa il meglio di se stessa. Liwaria. Il volto della morte è un secondo capitolo che non fa sconti, in cui i protagonisti dovranno affrontare le conseguenze delle vicende del primo volume che ci porteranno a un finale davvero coinvolgente, un finale che preannuncia un seguito ancora più intenso ed eclatante. Hilya, protagonista indiscussa della saga, è affiancata da personaggi altrettanto memorabili, ma che, come lei, non sempre agiranno senza un secondo fine. Insieme cercheranno di eliminare tutti gli altri Senzaluce dopo Agares, ma la lotta per salvare il mondo diventerà anche un gioco di potere che ci farà domandare: di chi è il vero volto della morte? Hilya è disposta a collaborare, ritrovandosi nuovamente pedina dell’infido Camlost e delle sue macchinazioni, o almeno fino a quando non si spezzerà. Indossa una nuova armatura, una nuova maschera, ma prima o poi anche l'ultima maschera cadrà e allora tutti vedranno chi è davvero Hilya. E forse dovranno temerla.

<<Per loro, adesso, sono l’unica speranza contro i Senzaluce. Ma se continueranno a perseguitarci, diventerò qualcosa da cui difendersi.>>

Questa nuova avventura di Giada Abbiati si dimostra una conferma della sua bravura. I toni epici del romanzo evocano atmosfere affascinanti e allo stesso tempo tragiche. Veniamo catapultati in una storia che abbiamo imparato a conoscere ma che ancora ha tantissimo da raccontare. Una storia che è un viaggio nei meandri della propria oscurità. L'autrice ci regala personaggi grigi, ricchi di sfaccettature, non c'è nobiltà d'animo, non c'è altruismo, ma sentimenti più neri, dolorosi e rancorosi. Dèi, draghi, umani, elfi, demoni, gargoyle... è un mondo popolato da razze diverse in collisione, e non smetteremo di esplorarlo, di scoprire fin dove ognuna si spingerà, quanto sangue verrà versato. Non è una storia per chi si aspetta una lettura semplice e disimpegnata, ma una che merita ogni briciolo di attenzione, perché in qualsiasi momento gli equilibri più precari possono essere stravolti. I colpi di scena non mancano e sono ben inseriti all'interno del romanzo, preparatevi a leggere qualcosa che vi terrà svegli anche la notte. Se avete titubanze, l'autrice ha messo a disposizione i trigger warning del romanzo, per capire cosa vi aspetta, ma se deciderete di dargli un'occasione posso assicurarvi che non ve ne pentirete. Sebbene questo libro sia meno facile del primo, io l'ho trovato comunque molto scorrevole. C'è in buona dose azione e approfondimento psicologico, c'è un worldbuilding ricco e intrigante e ci sono personaggi che hanno catalizzato la mia attenzione totalmente (sì, Maelia, mia bella e affascinante elfa nera, mi riferisco proprio a te). In definitiva, credo che questo libro mi sia piaciuto ancora di più di Liwaria. La spada di diamante blu, non solo per il carattere più dark, ma per tutto quello che succede, per come l'autrice ha gestito la trama, per il peso delle scelte dei protagonisti, per i sentimenti contrastanti, per il modo in cui ogni capitolo mi ha coinvolta e tenuta incollata, per tutto un mondo che continua ad assorbirmi, a farmi soffrire, a torturarmi e che, nonostante tutto, amo immensamente. Non è impresa da poco farvi capire perché questa serie merita di essere letta, ma seguite questo blogtour e vi renderete conto dell'impressione positiva che continua a fare, di quanto ancora conquisti e della cura meticolosa dell'autrice nel dar vita a un progetto tanto memorabile. Io non posso che dare una valutazione di 5 tazzine e, nel frattempo, attendere con pazienza il prossimo volume. 

Fonte immagini: Amazon.it, Pinterest

mercoledì 29 novembre 2023

Recensione: "Lirael" di Garth Nix

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un libro letto nell'ultimo periodo (e ascoltato in parte su Audible), ovvero Lirael, di Garth Nix. Il primo volume, Sabriel, mi era piaciuto tantissimo e non vedevo l’ora di ritrovare le atmosfere tanto amate e lo stile gradito dell’autore. La lettura l’ho fatta nuovamente insieme alla splendida Francesca di La biblioteca di Zosma, che condivide con me l’amore per il Vecchio Regno e per le avventure dell’Abhorsen.

Lirael
di Garth Nix

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 515
Genere: fantasy, epic-fantasy, dark fantasy, young adult
Editore: Fazi Editore (collana LainYA)
Data di pubblicazione: 7 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Sono passati tanti anni da quando Sabriel, la regina Abhorsen, ha sconfitto il malvagio Kerrigor; anni in cui il Vecchio Regno ha conosciuto pace e prosperità. Ma il confine tra il regno dei vivi e l’oltretomba sta per essere nuovamente messo a rischio. Lirael vive nel Ghiacciaio delle Clayr, ma non si è mai sentita veramente parte di questa comunità di chiaroveggenti. A quattordici anni ancora non possiede il dono della Veggenza, ovvero la capacità di guardare nel presente per scorgere un possibile futuro. In preda alla solitudine e a un forte senso di insicurezza, Lirael cerca di distrarsi trascorrendo le giornate nella Grande Biblioteca, dove di nascosto studia leggende e antichi incantesimi in compagnia di una misteriosa amica a quattro zampe. Dall’altra parte del Muro, ad Ancelstierre, il principe Sameth si sente altrettanto solo e incerto di fronte al futuro che lo attende. Prima o poi dovrà ricoprire il ruolo di Abhorsen seguendo le orme di sua madre Sabriel, ma la prospettiva di avere a che fare con i morti lo terrorizza. Mentre Lirael scopre tra le pagine dei libri una profezia sul suo conto che la condurrà in una missione disperata, anche Sameth si mette in viaggio per salvare un amico da nuove forze oscure che sembrano minacciare il Vecchio Regno; ma i morti non potranno essere rimandati indietro definitivamente finché non verrà alla luce il segreto che lega il destino dei due protagonisti. Dopo Sabriel, ecco il secondo emozionante capitolo della saga del Vecchio Regno: l’avventura di Lirael trascina i lettori ancora più a fondo nelle terre magiche scaturite dalla penna geniale di Garth Nix, intessendo un racconto suggestivo sulla scoperta di sé e del proprio destino, tra insidie e nemici pericolosi.

Ho iniziato Lirael senza neanche soffermarmi sul retro della copertina a leggere la trama. Non sapevo cosa vi avrei trovato, ero solo troppo curiosa di immergermi nella lettura. Sin da subito è chiaro che la storia di Lirael è molto diversa da quella di Sabriel. Se Sabriel mi aveva presa dal primo istante, tenendomi sempre col fiato sospeso, Lirael si prende un po’ più di tempo per entrare nel vivo e la prima parte è decisamente poco avvincente. Lirael è una Clayr e come ogni Clayr anche lei dovrebbe avere il dono della Veggenza. Ma arrivata all’età di quattordici anni, ancora nessuna visione del futuro. Lirael, che di suo si sente già fin troppo diversa dalle Clayr per via del suo aspetto (le Clayr hanno capelli biondi, occhi chiari e pelle leggermente scura, mentre lei ha capelli neri, occhi scuri e pelle chiarissima), considera questa situazione l’ennesima delusione. Prova rammarico per se stessa, per non essere come le altre, è proprio una condizione che la fa star male e la porta persino a pensare di togliersi la vita, poiché una Clayr senza visioni non è nulla, è inutile. Eppure in qualche modo, gli anni passano e lei resiste alla tentazione di rinunciare alla vita, aspettando fiduciosa che qualcosa cambi e che il suo destino si palesi. Nel frattempo, dovendo trascorrere del tempo nella Grande Biblioteca, si imbatte in tantissimi volumi intriganti e in misteriosi incantesimi che studia e prova, finché un giorno non crea la Canaglia, un cane spirito che diventerà per lei una guida, un amico, qualcuno di fidato da cui non riuscirà più a separarsi. Come era stato Mogget con Sabriel, anche Canaglia è un famiglio che accompagnerà la protagonista verso il suo destino, compagno d’avventure e spesso consigliere. Devo ammettere che la sua presenza è stata alquanto gradita, sia Mogget che Canaglia sono due personaggi che hanno un ruolo fondamentale all’interno della storia e spesso sono portatori di un sapere antico; grazie a loro, infatti, riusciamo a conoscere dettagli riguardo il passato, in questo libro addirittura riguardo i Sette che crearono la magia della Briglia. Se nel primo libro il worldbuilding poteva sembrare tratteggiato con cura ma poco chiaro (soprattutto all’inizio), in questo avremo una maggiore consapevolezza dell’ambientazione e del sistema magico, perché l’autore riesce ad ampliarlo in maniera intelligente e disinvolta, senza mai usare noiosi spiegoni. Le Clayr le avevamo già conosciute in Sabriel, poiché la protagonista spesso si era ritrovata a confidare in delle loro visioni per capire come salvare il padre, però restavano, al contempo, delle figure enigmatiche, quasi effimere, direi. Ebbene, qui, abbiamo invece modo di entrare nel loro mondo, di comprenderlo a fondo, di viverlo nelle loro attività, abitudini, usanze. Lirael appartiene da sempre a quel mondo, lo conosce bene, eppure sente di non appartenervi abbastanza, in quanto troppo diversa dalle altre. Sarà quando inizierà a viaggiare e a seguire il percorso che è stato tracciato per lei che acquisirà maggiore sicurezza, e a quel punto sarà chiaro che c’è ben altro da scoprire. Non solo su chi è davvero ma anche sul suo passato e, inevitabilmente, sul suo futuro (ma questo resterà ancora un mistero perché oggetto della trama del prossimo volume).

Parallelamente alla sua storia, seguiamo anche le vicende di un altro personaggio, Sameth, che altri non è che il figlio di Sabriel e Touchstone che si sono sposati, generando due figli. Oltre lui la sorella Ellimere, che pare avere, al contrario di Sam, delle innati doti come regnante, mentre lui ha tutt’altri interessi. A lui piace costruire cose, ma tutto ciò che riguarda Ancelstierre o il Vecchio Regno preferisce tenerlo lontano. Conosce bene le vicende vissute dai genitori, adesso sovrani del regno ma sempre in viaggio a tenere lontani nemici e mostri dell’oltretomba, e lui non si sente portato per quella vita. Non si sente nemmeno portato per la vita da reggente, ma è più quella di Abhorsen che lo spaventa. Infatti è su di lui che ricadono le pressioni per il futuro del regno, in quanto primo erede, tocca a lui, un giorno, prendere il posto della madre. Sam però teme la morte, la teme a tal punto da trascurare i suoi doveri, quelli impostigli dai genitori, e fare un po’ di testa sua. Per salvare un amico, si mette sulle sue tracce da solo, usando la magia con negligenza e mettendosi in pericolo. Scoprirà però che una nuova minaccia sembra incombere su tutti loro, un negromante che lo ha attaccato e che va assolutamente fermato. Ma lui, ormai ferito, non sa come fare per dare l’avvertimento. Sarà allora che si imbatterà in Lirael e dal loro incontro - ben oltre la metà del libro - si giungerà a un paio di rivelazioni molto importanti. Queste però vengono date praticamente alla fine e dovremo aspettare il prossimo volume per scoprire dove porteranno.

Lirael non è stata una lettura avvincente come Sabriel, ma è stata comunque una bella lettura. Non ci sono grandi colpi di scena, anzi direi praticamente nessuno a parte, come detto poco sopra, delle rivelazioni sul finale. Il ritmo di questo libro è molto più lento rispetto a quello del primo e forse questo può scoraggiare in un primo momento. Quello che mi è piaciuto di più è stato riuscire a comprendere meglio il mondo creato dall’autore, ma anche leggere di due protagonisti praticamente imperfetti. Lirael, così diversa dalle sue sorelle Clayr, che pensa più volte al suicidio; e Sam, oppresso dalle aspettative del suo popolo e della sua famiglia, che ha il terrore della morte, proprio lui che, come futuro Abhorsen dovrebbe varcare le soglie dell’oltretomba e rimandare indietro chi vuole uscirne. Sono entrambi personaggi profondamente turbati, per nulla a loro agio nelle proprie vite, ma che saranno costretti a delle scelte importanti, a dei sacrifici, per un bene più grande. Il loro destino sembra essere in qualche modo legato e questo, forse, darà loro la possibilità di riscattarsi, ma anche quella di comprendere molte cose che fino a quel momento sono sembrate inspiegabili. Probabilmente due personaggi così potranno risultarvi noiosi, ma io li ho trovati molto interessanti, perché non sono sicuramente il tipo di personaggi che si ritrovano in uno young adult, ovvero sempre fiduciosi delle proprie capacità, belli, impavidi, capaci di compiere le gesta più ardite senza minima esitazione. Li trovo spesso poco credibili ed ecco perché tanti di quei libri finiscono per me nel dimenticatoio, o per essere riposti dopo pochi capitoli. Garth Nix, invece, ci regala dei personaggi più che credibili, in cui è molto facile rispecchiarsi. Sono pieni di insicurezze, smarrimenti e compiono un sacco di errori. Hanno tante paure e non fanno fatica ad ammetterlo. Persino Sam, principe e futuro Abhorsen, ragazzo intelligente e pieno di talento, ce lo si aspetterebbe valoroso e intraprendente, è piuttosto un giovane pavido che non fa mistero dei suoi timori e delle sue mancanze.

Non troverete chissà quanta azione, probabilmente questo libro ha tutto ciò che hanno i libri di mezzo, fanno da tramite con l’ultimo, nel quale è concentrato il meglio, ma sicuramente avrete modo di approfondire determinati aspetti del worldbuilding che nel primo volume erano rimasti in secondo piano; avrete modo di conoscere nuovi, interessanti personaggi con cui relazionarvi, ma anche di ritrovare vecchie, amate conoscenze, sebbene siano passati degli anni dalle vicende del primo libro e qui vi sembreranno molto cambiati. Rimarrete incantati dall’atmosfera magica e allo stesso tempo oscura creata dall’autore, dai toni fortemente “dark” che, a mio parere, rappresentano la parte migliore della serie. Li vedrete alternarsi ad altri più onirici, che vi porteranno a viaggiare nel tempo, grazie alle capacità di Lirael. E se amerete tutto ciò, amerete anche i momenti più leggeri dovuti alla presenza dei famigli, che porteranno vivacità e tenerezza in una storia velata di morte, creature malvagie e tenebre. Io ho troppo un debole per questa serie e non vedo l’ora di iniziare il terzo volume, Abhorsen, e scoprire di cos'altro mi innamorerò.
Fonte immagini: Pinterest

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