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mercoledì 27 settembre 2023

Recensione: "These Infinite Threads" di Tahereh Mafi (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di These Infinite Threads, seguito di This Woven Kingdom, di Tahereh Mafi (che aveva già recensito QUI). Il romanzo uscirà presto anche in italiano, grazie a Fanucci, ma se volete scoprire in anteprima cosa vi aspetta, leggete la recensione ;) Anche voi siete fan di Mafi e delle sue storie? Fatecelo sapere nei commenti ;)
ATTENZIONE: POSSIBILI SPOILER DEL FINALE DEL PRIMO LIBRO.

These Infinite Threads
di Tahereh Mafi

Prezzo: 10,29 € (eBook) 18,47 € (cop. rigida) 14,95 € (cop. flessibile)
Pagine: 416
Genere: fantasy romance
Editore: Farshore
Data di pubblicazione: 2 febbraio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

With the heat of a kiss, the walls between Alizeh, the long-lost heir to an ancient Jinn kingdom, and Kamran, the crown prince of the Ardunian empire, have crumbled. And so have both of their lives. Alizeh, the heir to the Jinn throne, is destined to free her people from the half-lives they’ve been forced to live under human rule. When Kamran, the heir to the human throne, falls in love with her, he’s forced to question everything he’s been taught about Jinn. Kamran’s grandfather lays dead at the hand of Cyrus, ruler of the neighboring kingdom of Tulan. Cyrus has stolen Alizeh away to his homeland and plans to marry her there, giving her everything she needs to become the Jinn queen—and when she assumes the throne he will have fulfilled his own bargain with the devil. Alizeh wants nothing to do with Cyrus’s deal or the devil. But without a way to escape Tulan, and with the fulfillment of her own destiny tantalizingly close, she’ll have to decide whether she can set aside her emotions to become the queen her people need. Kamran, meanwhile, is picking up the pieces in Ardunia. Facing betrayal at every turn, all he knows is that he must go to Tulan to avenge his grandfather. He can only hope that Alizeh will be waiting for him there—and that she hasn’t yet become the queen of Tulan.

Dopo tanto penare ho finalmente finito These Infinite Threads della mitica Tahereh Mafi, secondo capitolo della sua nuova serie fantasy iniziata con This Woven Kingdom. Non so nemmeno io perché ci ho messo tanto, forse per i mille mila impegni avuti e che richiedevano delle letture più leggere per il mio cervello affaticato, fatto sta che ora che l’ho terminato posso dire in assoluta certezza che questa nuova serie è un crescendo continuo, che non vedo l’ora di leggere il terzo e che, se vi mancano i personaggi di Shatter Me, qui trovate pane per i vostri denti.

In questo secondo libro, come da consuetudine dell’autrice, ripartiamo esattamente da dove eravamo rimasti con This Woven Kingodom. Cyrus, il re di Tulan, ha rapito Alizeh, portandola via niente meno che dal palazzo reale di Ardunia mentre era in corso un'importante festa, lasciando dietro di sé una scia di devastazione e incertezza che ha inizio con la morte di re Zaal, il nonno di Kamran (love interest della protagonista e principe ereditario di Ardunia). Durante tutto questo enorme casino che si è scatenato al palazzo reale di Ardunia è stata anche rivelata la vera identità di Alizeh, elemento che ha contribuito a gettare scompiglio nelle persone ma soprattutto nel cuore di Kamran, che dopo essere passato da un trauma dopo all’altro nell’arco di pochi minuti, ora ha un po’ perso la bussola della sanità mentale ed è convinto, nonostante quello che suggeriscono fatti e testimoni, che quello che c’è stato con la giovane sia stata tutta una messinscena volta a distruggere lui e il suo regno; come se non fosse abbastanza, ora che è rimasto solo e isolato, la classe nobile ha deciso di spodestarlo e prendere il potere; la povera creatura non ha proprio un attimo di tregua.

In tutto questo putiferio non dobbiamo scordarci di Alizeh, anche lei non ha avuto molta libertà nel decidere le sorti del suo destino; anche lei infatti è stata vittima di un raggiro da parte del re di Tulan, il quale è più che mai intenzionato a farne la sua sposa per onorare, letteralmente, un patto con il diavolo. Così dopo essere stata catturata e resa inerme, la giovane regina si trova a sorvolare a bordo di drago l’impero del suo (in teoria) promesso sposo ma, contrariamente a quello che si aspetta, non trova altro che stupore e meraviglia, territori ricchi, rigogliosi e sconfinati che disegnano un paesaggio quasi da fiaba. Il problema è che nel regno in cui per il momento è confinata, così come tra le mura del castello del re, molte cose non sono chiare, sembrano essere quello che non sono o sono addirittura delle contraddizioni continue. La nostra regina perduta quindi è perennemente confusa su chi possano essere i suoi alleati e chi i suoi nemici, continua a preoccuparsi per la sorte di Kamran ma allo stesso tempo non riesce a fare a meno di sentire un qualcosa che la spinge inesorabilmente verso quell’agglomerato di misteri e segreti che è il re di Tulan che, nonostante le sue molto poco sagge decisioni passate, nonostante l’essere 24/7 al limite del sarcastico e dell’insopportabile, nasconde dentro di sé una fragilità e una tragica disperazione che non fanno che attrarre le simpatie di Alizeh, la quale, seppur in maniera molto diversa per quello che sappiamo noi, ha conosciuto entrambe le sensazioni. Immersa dunque in tutto quello che non si sarebbe mai aspettata, pian piano la nostra protagonista inizia a capire che forse l’essere rapita da Cyrus può essere per lei un’occasione per conoscere meglio se stessa, per avere la possibilità effettiva di diventare la regina e la guida di cui il suo popolo ha bisogno ma anche, giacché può, un’occasione per conoscere meglio e più da vicino quello che in effetti è il suo popolo oggi al di fuori del regno di Ardunia, perché, sorpresa delle sorprese, nella capitale di Tulan i jin convivono in pace e serenamente con gli abitanti del regno e tutti ugualmente amano e ammirano il loro sovrano. Evidentemente qualcosa non quadra, cosa però, ahinoi, lo potremo sapere solo nel prossimo volume della serie in uscita a Febbraio; chi è impaziente alzi la mano.

A livello di storia e di costruzione dei personaggi possiamo tranquillamente dire che Tahereh Mafi ormai ha trovato la sua comfort zone e, sinceramente, noi siamo molto contenti così. Spiegandomi meglio, quando dico comfort zone intendo che i vari personaggi che ritroviamo in questa nuova saga per certi versi ricordano molto i nostri beniamini di Shatter Me, non starò a specificare i vari accoppiamenti che si sono manifestati nella mia testa durante la lettura del libro, per non fare spoiler, ma mi limito a dire che per me sono stati parecchio lampanti, così come anche delle scene/situazioni che mi sono proprio risultate familiari. Un punto di differenza tra le due serie è sicuramente il lasso temporale in cui si svolge la narrazione, a differenza di Shatter Me infatti gli eventi si dipanano nell’arco di pochi giorni e non settimane o addirittura mesi come eravamo abituati; più nello specifico These Infinite Threads si svolge in tre giorni, quattro al massimo. Differentemente dal primo libro della saga, questo secondo volume presenta un doppio POV che si alterna tra i vari capitoli della storia, simultaneamente infatti sono le voci sia di Alizeh che di Kamran che raccontano la faccenda dal loro particolare punto di vista e punto geografico. La scrittura dell’autrice è molto più matura rispetto alla sua prima trilogia e senza ombra di dubbio è molto più vicina alla sua seconda anche se comunque l’ho trovata nuovamente evoluta, nonostante ciò mantiene sempre e comunque quello che è il suo tratto distintivo, quella sorta di lirismo o di linguaggio fiabesco/evocativo che addotta quando si tratta di descrivere luoghi, oggetti, pensieri ed emozioni profonde dei personaggi.

In questa serie comunque il crescendo della storia è palesemente percepibile di libro in libro e io sono estremamente curiosa e impaziente di scoprire fin dove Tahereh Mafi arriverà questa volta, la strada è libera e tutta in discesa verso un nuovo fantastico prodotto e io non vedo l’ora che arrivi Febbraio 2024, anche perché sinceramente finire un libro con quel cliffhanger non dovrebbe essere legale.
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

martedì 13 giugno 2023

Review Party: "This Woven Kingdom. Le trame del regno" di Tahereh Mafi

  
Buongiorno! ^^
Oggi finalmente torno a recensire, dopo qualche giorno di stop forzato causa malattia. Mi sto piano piano riprendendo, anche se ancora mi sembra di essere in modalità risparmio energetico. 
In questo post vi parlo di This Woven Kingdom. Le trame del regno, di Tahereh Mafi.
Ringrazio la casa editrice per l’opportunità di organizzare l’evento e per la copia omaggio in cambio di un’onesta opinione.

This Woven Kingdom. Le trame del regno
di Tahereh Mafi

Prezzo: 9,99 € (eBook) 16,90 € (cop. rigida)
Pagine: 372
Genere: fantasy romance
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 2 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Per il resto del mondo, Alizeh non è altro che un’umile serva, e non l’erede scomparsa dell’antico regno Jinn costretta a nascondere la sua identità. Il principe ereditario Kamran conosce le profezie che annunciano la morte del re, ma non può immaginare che la serva dagli occhi misteriosi, la ragazza che non riesce a togliersi dalla testa, sconvolgerà il suo regno e il mondo intero. E mentre gli animi si infiammano e la guerra divampa oltre le mura del palazzo, la posta in gioco diventa sempre più alta... "This Woven Kingdom - Le trame del regno" è il primo capitolo di un’epica e romantica serie fantasy ispirata alla mitologia persiana dell’autrice Tahereh Mafi.

Ho voluto disperatamente leggere questo libro perché era da tantissimo che non leggevo qualcosa di Tahereh Mafi ed ero anche curiosa di scoprirla alle prese con un fantasy, dopo la serie dispotica di successo Shatter me. Poi mettiamoci pure l’ispirazione persiana del romanzo e il mio hype è schizzato alle stelle. Il primo impatto con questo romanzo non è stato immediatamente positivo; il libro parte molto lentamente e alcuni dettagli su cui si sofferma l’autrice non sembrano così interessanti e spesso sono anche ripetitivi. Ma più andavo avanti più mi rendevo conto di quanto la storia, nonostante il suo incedere più cauto, mi stesse prendendo molto. Lo stile di Tahereh Mafi mi ha sempre ammaliata, lo trovo poetico e raffinato come pochi. Anche qui l’autrice non manca di lasciare il suo segno distintivo, di incantarci con descrizioni suggestive e sognanti, ma, ancora di più, non manca di regalarci tanto romanticismo. Sinceramente non mi aspettavo un’impronta romance così preponderante e non dirò che mi ha infastidito perché sarebbe una bugia. Questo libro è proprio ciò che io intendo per fantasy romance e già questo dovrebbe farvi capire quanto mi sia piaciuto. Poi ho anche un debole per le storie con i jinn, quindi direi proprio che Mafi mi ha accalappiata per bene.

Alizeh è una serva presso una nobile casa in Ardunia, uno dei regni più grandi della terra. È costretta ai lavori più umili, le sue mani sono consumate e ferite, ma ad Alizeh non dispiace quel lavoro, è l’opportunità migliore che ha per nascondersi. Come tutti i servitori, deve portare anche lei una snoda, un copricapo con un pezzo di stoffa che le copre metà volto, lasciando libera solo la bocca. Questo è quanto di meglio potesse sperare, considerando che non può mostrare in giro il suo viso, soprattutto i suoi occhi riconoscibilissimi. Lei è una jinn, ma non una jinn qualsiasi. Ha il ghiaccio nel sangue. Questa condizione è visibile anche attraverso i suoi occhi, che di tanto in tanto assumono un colore così chiaro che sarebbe impossibile reputarla umana. E dato che c’è chi la cerca, chi darebbe qualsiasi cosa per catturarla, deve essere accorta e rendersi invisibile. Ma Alizeh a stento riesce a controllare il suo spirito e un occhio attento noterebbe subito che c’è qualcosa di diverso in lei. Per esempio l’occhio di Kamran. Lui è il principe ereditario del regno. Dopo la morte del padre, quando era soltanto un bambino, grandi aspettative si sono concentrate su di lui. Ha dovuto mostrarsi forte, nonostante avesse solo voluto piangere quella morte, tenace davanti al dolore e alla paura. L’unico sentimento che gli è stato permesso di provare è la rabbia

Kamran viene descritto infatti come un ragazzo pieno di risentimento, alimentato costantemente da furia e collera che a stento riesce a controllare. Riesce a dare il suo meglio come soldato, a eseguire gli ordini, ma non riesce a starsene con le mani in mano. Ecco perché tornare ad Ardunia, dopo aver combattuto al confine, è per lui molto frustrante, ma è stato il re in persona, suo nonno, a richiamarlo e sicuramente ha dei piani ben precisi per lui. È appena rientrato quando si imbatte in Alizeh, o meglio in una serva che, minacciata da un ragazzino affamato per strada, mostra delle doti che lo mettono sull’attenti. Riesce infatti a difendersi dall’attacco, a mettere in ginocchio il ragazzo e a comunicare con lui nonostante provenga da molto lontano e parli un’altra lingua. Come può una serva, presumibilmente analfabeta, essere in grado di fare ciò? Chi è in realtà quella donna? Forse una spia del regno nemico? È così che Kamran inizierà a essere ossessionato dalla ragazza, a cercare indizi su di lei, sempre più sconvolto da quello che piano piano scoprirà e quando la verità verrà a galla sarà disposto a mettere da parte il regno per un sentimento che sembra farsi sempre più opprimente dentro di lui? Alizeh, dal canto suo, fa fatica a fidarsi di quel ragazzo, un volto mostratole dal diavolo stesso e che potrebbe portare solo guai nella sua vita; allo stesso tempo, non riesce a smettere di pensare a lui, ma ha anche bisogno di pensare alla propria sopravvivenza, che potrebbe essere messa a rischio se solo lui, o chiunque altro, scoprisse chi è veramente.

Oltre tutta questa parte romantica, l’autrice non manca di regalarci un buon worldbuilding, anche se meriterebbe di essere approfondito ancora meglio (in particolare i riferimenti d'ispirazione persiana), ma essendo questo solo il primo libro della serie mi aspetto tanto altro dai prossimi volumi. L’aspetto politico è ben curato, talvolta troviamo le cose spiegate tipo lezioncina, cosa che un po’ detesto, ma devo ammettere che alla fine è stata una lettura rilassante e mi ha un po’ ricordato fantasy di anni fa che ho amato molto. Questo sembra seguire quelle impronte. Ci sono tanti elementi interessanti, soprattutto quello legato alle origini dei jinn e al loro declino, il legame con il diavolo, e la creazione dell’umanità capace di soverchiare una razza potente come quella dei jinn. C’è una storia d’amore che nasce un po’ troppo velocemente, già dopo un paio di capitoli abbiamo il primo momento tra i due, sfuggente ma intenso, che darà il tormento a entrambi, soprattutto a Kamran. Ci sono intrighi di corte e alleanze, una guerra alle porte e varie ribellioni; c’è un’ambientazione fredda e ostile ma molto scenografica, c'e magia e c’è lo stile inconfondibile di Tahereh Mafi su ogni pagina di questo libro. Per me è promosso assolutamente, avrà anche qualche difetto ma è stata una lettura capace di coinvolgermi e farmi provare spesso del batticuore. Certo, un po’ estremizzati i caratteri dei protagonisti (Kamran con la sua rabbia riusciva a fare provare rabbia anche a me, che avrei voluto gridargli di darsi una calmata :P) e non abbastanza marcati quelli di altri personaggi, eppure, a suo modo, questo nuovo mondo creato dall’autrice mi ha affascinata. Do intanto 4, ma mi aspetto faville e ancora più azione, intrigo e coinvolgimento nei prossimi volumi.



Fonte immagini: Pinterest
grafica: @dolcicarloni

martedì 24 gennaio 2023

Recensione: "Shatter me + Destroy me" di Tahereh Mafi (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla del primo volume di una serie young adult uscita già da qualche anno ma molto amata, Shatter me, di Tahereh Mafi. Non è mai troppo tardi per leggere questa saga! *-* E, in più, troverete un piccolo accenno alla novella Destroy me, che si inserisce tra il primo e il secondo volume della serie ed è dedicata al villain Warner. Scoprite l'opinione di Giulia e fateci sapere se conoscete Shatter me o dovete ancora recuperarla. A presto! ;)

Shatter me 
di Tahereh Mafi

Prezzo: 9,99 € (ebook) 20,00 € (cop. flessibile - trilogia)
Pagine: 315
Genere: distopico, young adult, fantasy
Editore: Rizzoli
Data di pubblicazione: 16 giugno 2016

264 giorni chiusa in una cella, senza contatti con il mondo, perchè Juliette ha un potere terribile: se tocca una persona può ucciderla. A tenerla prigioniera è la Restaurazione, un gruppo militare che intende usarla come arma. Scappare è impensabile, finchè nella cella di Juliette entra Adam, un soldato semplice che scopre di essere immune al suo tocco. Il loro incontro è la scintilla che accende una speranza, la chiave che potrebbe aprire mille porte. Perchè la vita li chiama, oltre i muri della prigione.

Avevo un po' di aspettative su questo libro? Sì. Sono state deluse? In parte. Ma non fasciamoci la testa prima di cadere perché, nonostante sia un libro scritto più di dieci anni fa, ha ancora il suo fascino. Tra l’altro non vi parlerò solo del primo libro, bensì anche della prima novella che consigliano di leggere prima del secondo, che mi sono sparata dopo la lettura di Shatter me e sono certa del fatto che Destroy me mi sia piaciuto più del romanzo... tutto il merito va a Warner? Sì, scherzo (ma non troppo), perché credo sia uno dei personaggi migliori finora presentati, il più intrigante, il più trasparente e anche il più bono.

Contestualizziamo un attimo il libro. È ambientato in un mondo post-apocalittico, quindi ci troviamo di fronte ad un distopico, della situazione terrestre ci viene raccontato molto poco. La terra è in gravi condizioni, c’è scarsità di cibo, gli animali sono una rarità, e non si distinguono più le stagioni, una tragedia in pratica. A governare questo mondo in declino vi è la Restaurazione, che al posto di salvare il salvabile, fa tutto il possibile per salvaguardare i suoi interessi.

Sappiamo queste poche cose grazie al limitato sapere della protagonista che a causa di un potere terribile è rinchiusa in un manicomio da quando aveva tredici anni. Sono passati 264 giorni da quando l’hanno portata a morire in quella cella fredda e buia. Juliette non parla, mangia a malapena e dorme ancora meno. Non vede il mondo fuori da troppo tempo e questo la fa stare male, tanto che le sembra d’impazzire. A farle compagnia solo un taccuino e una penna che scrive male, conosce a memoria ogni mattonella, ogni rigatura e ogni linea della sua cella. Si sente sola, più di quanto non si sia mai sentita a causa del suo potere.

“1 finestra. 4 pareti. 15 metri quadrati di spazio. 26 lettere di un alfabeto di cui non mi sono mai servita nel corso di 264 giorni d'isolamento. 6336 ore dall'ultima volta che ho toccato un altro essere umano.”

Fino a quando un giorno non le assegnano un compagno di cella. Degli occhi blu che lei non sa di conoscere, degli occhi blu che dopo un po' di giorni riconosce e custodisce nel cuore. Adam. L’unico ragazzo che lei abbia mai amato. Peccato che però lui non si ricordi di lei, o forse sì?

Ho odiato Adam con tutta me stessa, non riesco nemmeno a capire perché, visto che in teoria dovrebbe essere il “buono” della situazione, invece tutto in lui mi urla: insignificante. Un personaggio che sembra avere tanto onore quando invece la realtà è ben diversa. Un uomo senza carattere e spina dorsale, che non sa prendere una decisione buona, insignificante è proprio la parola giusta. Ogni pagina che leggevo, ogni capitolo che passava, Adam somigliava sempre di più a Chaol. Io non so se voi avete letto o meno Throne of glass della Maas, ma vi assicuro che personaggio più inutile di Chaol non esiste sopra questo pianeta. (Apro e chiuso parentesi: LEGGETE IL TRONO DI GHIACCIO E NON VE NE PENTIRETE.)

Passando oltre l’argomento Adam, parliamo di Juliette, la protagonista. In questo libro l’abbiamo vista in tutte le sue fragilità. La Mafi la descrive in modo molto toccante e sincero, piano piano ci fa scoprire tutta la psicologia di questo personaggio, fragile, terrorizzato dalla vita e soprattutto privo di ogni genere di affetto. Juliette è una ragazza che non riesce a fidarsi nemmeno di se stessa, non ha alcun controllo sul suo potere e questa cosa la terrorizza più di qualsiasi altra cosa, lei non vuole fare del male, non vuole per nessuna ragione al mondo eppure la vogliono utilizzare come strumento di tortura per i prigionieri. Ma chi è che vuole fare di lei una macchina da guerra?

Ed ecco qui spuntare uno dei personaggi che secondo me ci darà più soddisfazioni di tutti. Warner, figlio del capo della Restaurazione, la vuole, dalla prima volta che l’ha osservata all’interno di quella cella buia, la desidera per lui, non solo per il suo straordinario potere, lui ne è affascinato, da tutta quella fragilità, da tutta quella solitudine che Juliette prova, forse perché è la stessa che prova lui stesso. È davvero strabiliante il modo in cui la Mafi sia riuscita a caratterizzare questo personaggio, non sai se volerlo uccidere per come si comporta e per ciò che fa, oppure provare pena per il suo animo tanto fragile quanto corrotto. Warner è un non-so-che di malvagio e allo stesso tempo buono, è una persona instabile, come anche la protagonista, sembrano quasi due facce della stessa medaglia. Se da un lato Warner mostra soltanto il suo lato cattivo e corroso, Juliette non riesce a non mostrare le sue debolezze, però dentro di sé ha un coraggio che nessuno riesce a eguagliare, e lo vedremo nel corso del libro. Juliette subisce una sorta di rinascita, come una stupenda fenice, risorge dalle sue ceneri e trova il coraggio che prima d’ora non aveva mai avuto.

Appena finito Shatter me, buttatevi sulla prima novella perché vi farà apprezzare molto di più la storia. Destroy me è narrata dal punto di vista di Warner, e riusciamo a comprenderlo, non dico interamente, però apre la porta a molte conclusioni e, cosa molto interessante, è stato leggere di Warner che leggeva il taccuino di Juliette e soffriva insieme alle sue parole. La novella mi è piaciuta più dell’intero libro. Non fatevela scappare.

“L’amore è un bastardo senza cuore. E io sto diventando pazzo”

Una cosa che ho apprezzato moltissimo è lo stile con cui la Mafi ha scritto, che secondo me ha rappresentato perfettamente la personalità contorta di Juliette, pieno di metafore, pieno di parole ripetute e parole barrate.

NON SONO PAZZA 

Voto: 3,5 Shatter me/ 4,5 Destroy me


Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

venerdì 30 settembre 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Furthermore" di Tahereh Mafi (a cura di Eleonora)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Nonostante la connessione che questo pomeriggio va e viene, sono riuscita finalmente a postarvi la recensione di Eleonora, che ci parla di Furthermore, dell'apprezzatissima Tahereh Mafi, un libro fantasy per ragazzi che sembra quasi una fiaba. Scopritelo nel post che segue e fateci sapere la vostra opinione ;) A presto!

Furthermore
di Tahereh Mafi

Prezzo: 6,07 € (eBook) 11,66 € (cop. flessibile) 17,03 E (cop. rigida)
Pagine: 432
Genere: fantasy, ragazzi, middle-grade
Editore: Puffin Books
Data di pubblicazione: 14 novembre 2017
INEDITO IN ITALIA

Inspired by her childhood love of books like A Secret Garden and The Chronicles of Narnia, bestselling author Tahereh Mafi crafts a spellbinding new world where color is currency, adventure is inevitable, and friendship is found in the most unexpected places. There are only three things that matter to twelve-year-old Alice Alexis Queensmeadow: Mother, who wouldn’t miss her; magic and color, which seem to elude her; and Father, who always loved her. The day Father disappears from Ferenwood he takes nothing but a ruler with him. But it’s been almost three years since then, and Alice is determined to find him. She loves her father even more than she loves adventure, and she’s about to embark on one to find the other. But bringing Father home is no small matter. In order to find him she’ll have to travel through the mythical, dangerous land of Furthermore, where down can be up, paper is alive, and left can be both right and very, very wrong. It will take all of Alice's wits (and every limb she's got) to find Father and return home to Ferenwood in one piece. On her quest to find Father, Alice must first find herself—and hold fast to the magic of love in the face of loss.

Ormai lo abbiamo capito tutti, qualunque storia in cui Tahereh Mafi si cimenta viene bene e il primo romanzo della sua dilogia per bambini, Furthermore, non fa eccezione. La particolarità e la bellezza di questo libro è che, pur essendo un romanzo, ricorda ed è anche impostato come una favola e come ogni favola che si rispetti la nostra storia inizia con “C’era una volta...”.

C’era una volta, in un coloratissimo paesino ammantato di magia e di piccole meraviglie, una bambina molto speciale che viveva ai confini del villaggio con la mamma, i tre fratellini e il suo adorato papà. Il suo nome era Alice Alexis Queensmeadow, per tutti però solo Alice, ed era diversa da tutti gli abitanti del suo paesini perché nata priva di ogni colore. Bisogna sapere infatti che per gli abitanti di Ferenwood, questo è il nome del villaggio, più una persona è colorata e più i suoi colori sono intensi e vibranti, tanto maggiori saranno le sue capacità magiche. Per una bambina come Alice dunque nascere completamente priva di colore, a parte qualche lieve sfumatura negli occhi e sulle gote, è fonte di grande disagio. A differenza di quello che si potrebbe pensare però non è priva di magia, anzi, per una qualche burla del destino infatti Alice è un pennello vivente che con la sola volontà può cambiare a piacimento il colore delle cose e delle persone che la circondano, di tutto tranne che lei stessa. Per quanto la ragazzina adori e ami circondarsi di colore, lei è sempre esclusa dalla tavolozza e ciò la porta a rifiutare il suo dono. Quando ha nove anni, il suo amatissimo padre scompare senza lasciare traccia, portando con sé nient’altro che il suo fidato righello e da quel momento la solitudine che la ragazzina sente costantemente non fa altro che acuirsi. La sua unica speranza di trovare il suo posto nel mondo è la cerimonia dei Dodici anni, un evento annuale al villaggio in cui tutti i bambini che hanno dodici anni sono invitati ad esibire i propri talenti magici e in base al punteggio ottenuto viene loro assegnato un compito o una sfida che li porterà alla scoperta dell’avventura. Alice spera con tutta se stessa di ottenere un punteggio che le permetta di allontanarsi dal villaggio e anche dalla sua famiglia in cui, da quando è scomparso il padre, si sente di troppo e non abbastanza amata (in particolare dalla madre). 

Un altro chiodo fisso dei suoi pensieri è ritrovare il suo genitore perduto e riportarlo a casa, o quanto meno rimanere a vivere con lui. È così che, dopo una disfatta totale alla cerimonia dei dodici anni, Alice accetta la proposta del ragazzo più odioso, per lei di Ferenwood di aiutarlo nella sua impresa, che guarda caso è proprio ritrovare suo padre. I due quindi si lanciano in una temeraria, eccitante e pericolosissima avventura nel mondo di Furthermore, dove vigono regole severissime e il rischio di essere mangiati è alle stelle, un luogo in cui la logica così come la conosciamo noi non esiste e dove accanto al viaggio fisico dei due troviamo anche un percorso di crescita, di fiducia e di amicizia che li condurrà verso il raggiungimento del loro obbiettivo integri, soddisfatti e amici. L’oggetto più importante da avere sempre con sé a Furthermore è un righello, la mancanza, la perdita o la rottura di esso, come i nostri due piccoli avventurieri impareranno presto, porta a più che spiacevoli conseguenze. Pur con tutti i suoi perigli però questo mondo incantato è molto eccitante e l’avventura più sfrenata è sempre dietro l’angolo, tutto è nuovo e magico e incredibile, tanto che si scopre che persino il cielo ha una mente pensante e dei sentimenti.

A metà tra Alice nel Paese delle Meraviglie e Il Magico Mondo di Oz, questo libro è costellato di personaggi particolari, situazioni che ribaltano ogni legge naturale, oggetti magici, aiutanti e misteriosi cattivi pronti a fare la pelle (letteralmente) a ignari visitatori. Furthermore è un mondo tanto crudele quanto meraviglioso, capace di mettere a rischio la sopravvivenza un minuto prima e un minuto dopo offrire un inaspettato aiuto sotto forma di volpe di carta parlante; se si precipita si atterra lievemente e se si cade si cade per aria nel cielo e così via. Lo stile fiabesco della storia si ritrova anche nella scrittura di Tahereh Mafi che, pur mantenendo la sua caratteristica espressività che fa percepire i colori e la magia del libro come se fossero tangibili, diventa più giocoso e scanzonato e viene impostato come un dialogo tra autore e lettore, in cui la narrazione viene intervallata da interazioni dirette e domande che Tahereh Mafi pone a chi sta leggendo. Tra le righe inoltre svela che è stata Alice stessa a raccontarle la storia. Il libro oltretutto è suddiviso in diverse parti all’inizio delle quali un nastro che le collega ci mostra pensieri e considerazioni dell’autrice, che con ironia accompagnano il lettore nello snodarsi degli eventi e che rimarcano questa narrazione scanzonata che caratterizza la storia sin dalle prime battute.

Ah, come ogni favola che si rispetti ovviamente la nostra lettura si conclude con un bel lieto fine in cui tutti vissero per sempre felici e contenti.
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

lunedì 14 marzo 2022

Recensione: "This Woven Kingdom" di Tahereh Mafi (a cura di Eleonora)

Buongiorno e buon inizio settimana, lettor*!
Oggi scopriamo il nuovo romanzo della bravissima Tahereh Mafi, This Woven Kingdom, letto e recensito dalla nostra Eleonora, che per l'autrice ha un grande debole. Voi conoscete questo romanzo? Al momento è inedito in Italia, ma i suoi diritti sono stati acquistati da Fanucci, quindi presto potremo leggerlo. Non vedo l'ora! *_* Intanto, godetevi l'opinione di Eleonora e fateci sapere cosa ne pensate. 
A presto!

This Woven Kingdom
di Tahereh Mafi

Prezzo: 6,99 € (eBook) 16,53 € (cop. rigida)
Pagine: 512
Genere: fantasy
Editore: Electric Monkey
Data di pubblicazione: 3 febbraio 2022
INEDITO IN ITALIA

To all the world, Alizeh is a disposable servant, not the long-lost heir to an ancient Jinn kingdom forced to hide in plain sight. The crown prince, Kamran, has heard the prophecies foretelling the death of his king. But he could never have imagined that the servant girl with the strange eyes, the girl he can’t put out of his mind, would one day soon uproot his kingdom – and the world.

Chi ha già letto qualche opera di Tahereh Mafi, in particolare i primi libri della serie di Shatter Me, probabilmente conosce questa autrice per il suo stile di scrittura molto particolare, poetico, evocativo e con molto spazio per l’introspezione; quest’ultimo aspetto viene lievemente “abbandonato” negli ultimi tre capitoli della serie per lasciare spazio ad una narrazione più dinamica e ricca di azione e nel suo nuovo romanzo, primo di una serie, This Woven Kingdom, ritroviamo sicuramente questa seconda tipologia narrativa.

In questo nuovo libro, Tahereh Mafi abbandona completamente le atmosfere distopiche che avevano caratterizzato il suo lavoro precedente per ritornare alle origini della sua cultura e creare una storia dalle atmosfere arabeggianti, ricche di colore e lussureggianti, che si ispira alla parte mitologica dello “Shahnameh”, uno dei più importanti testi della letteratura epica dell’antica Persia; in questo romanzo, infatti, jinn ed esseri umani si incontrano e si scontrano in un misto di conflitti, sospetto, pregiudizio, magia, civiltà ed esseri che risalgono all’alba dei tempi e devono ritrovare il loro posto nel mondo.

Alizeh è una ragazza jinn. A diciotto anni, dopo aver perso la sua casa, i suoi genitori e le persone a lei vicine, si trasferisce nella capitale del regno di Ardunia dove trova lavoro come la più insignificante dei servi, una snoda, in una grande casa nobile. Questa occupazione, sebbene sia al limite della schiavitù, le garantisce sia la protezione data dall’anonimato, possibile grazie al copricapo di tulle che le copre la parte superiore del volto, tipico degli snoda e alla moltitudine di domestici, sia quella data dalla sicurezza che circonda l’abitazione; Alizeh infatti non è una jinn comune, nel suo sangue c’è il ghiaccio, rarissima condizione, memento dell’epoca più buia della civiltà jinn, che la identifica come regina di quel popolo, una regina, però, perseguitata e ricercata sin dalla nascita per una profezia che la vede responsabile della fine dell’impero di Ardunia e della morte del suo re. I jinn a differenza degli esseri umani, identificati nel libro come “clay” (cenere), sono dotati di magia e di una grande forza fisica, inoltre non necessitano di altro nutrimento che acqua per sopravvivere e come nella migliore tradizione umana l’idea che ci possa essere qualcosa o qualcuno più forte e potente fa scattare immediatamente la necessità di sottometterlo e di controllarlo. Questo è precisamente quello che è accaduto al popolo di Alizeh che ora si trova disperso, brutalizzato e costretto a sottostare a delle leggi ingiuste che lo privano della libertà, sotto la pretesa di compromessi volti proprio a garantirla per tutti ma che, di fatto, agevolano solo una delle due parti, indovinate quale in questo caso.

La vita quotidiana della giovane regina non fa eccezione, sfruttata fino allo stremo dalla sua padrona, quando non sta svolgendo gli sfiancanti lavori domestici, cuce abiti per le donne dell’alta società per provare a garantirsi un futuro libero dalla servitù e possibilmente in solitudine che le permetta di rimanere pacificamente in vita, di più non osa desiderare, tanto è logorata nello spirito dalla perdita e dalla solitudine forzata della sua vita. La sua dura quotidianità viene spezzata una mattina da un evento apparentemente senza strascichi futuri, quando un giovane ladruncolo di strada cerca di derubarla; la reazione della ragazza a questo attacco disperato non passa inosservato al giovane principe dell’impero Kamran che, colpito e insospettito dal suo comportamento così fuori dal comune reagisce dando il via ad una catena di eventi che faranno precipitare tutto ciò che conosce nella sua vita e così accade anche in quella di Alizeh; si sa, infatti, che quando entrano in gioco i sentimenti e le emozioni è un attimo commettere degli errori che costano caro. Per il principe, non avvezzo ad emozioni diverse dalla rabbia e dal sospetto a causa del suo passato e del suo presente, quell’attimo è ancora più breve del normale.
Nuovi legami si creano, si sfaldano o si riscoprono così in un crescendo di azioni che porteranno al compimento della profezia e ad una svolta imprevista degli eventi in cui anche il diavolo in persona (o meglio in spirito) ci mette lo zampino fino ad un finale assolutamente sospeso nel vuoto che lascia il povero lettore in febbrile (molto febbrile) attesa del secondo volume.

Lo stile di Tahereh Mafi è inconfondibile, sicuramente più maturo e più rifinito, mantiene comunque quella ricchezza e quella visualità che contraddistingue ogni suo libro. Meno introspettivo di quello a cui ci ha abituati, questo romanzo si concentra maggiormente sulle dinamiche tra personaggi, sugli intrighi che li circondano e li vedono protagonisti. C’è ancora molto da svelare e, nonostante le quasi cinquecento pagine, si percepisce chiaramente che in questo primo capitolo della serie siamo solo all’inizio, ma sembra esserci talmente tanto che ancora deve svilupparsi che pare appropriato procedere per gradi. Qui infatti abbiamo conosciuto gli agenti principali della storia, sono scesi in campo credo tutti, ma due di loro, i protagonisti, devono venire a patti con loro stessi, con i loro ruoli e l’uno con l’altra, e gli altri o hanno fatto una breve apparizione o sono stati talmente ben nascosti in piena vista, per poi essere svelati di colpo, che non è possibile prevedere cosa ne sarà di loro; l’azione vera e propria, così come lo sviluppo completo dei singoli attori della storia, deve ancora raggiungere il suo apice e non vedo l’ora che lo faccia, penso proprio che vedremo delle cosucce interessanti.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

sabato 21 agosto 2021

Recensione: "An emotion of great delight" di Tahereh Mafi (a cura di Eleonora)

Buongiorno lettori e buon weekend! ^^
Oggi Eleonora ci regala una bella recensione dedicata al romanzo di Tahereh Mafi "An emotion of great delight", una storia che tratta tematiche molto importanti con l'inconfondibile stile di una penna capace di regalare sempre forti emozioni. Conoscete questo romanzo, inedito in Italia? Vi lascio alla recensione, buona lettura! ;)

An emotion of great delight
di Tahereh Mafi

Prezzo: 8,81 € (eBook) 9,72 € (cop. rigida)
Pagine: 304
Genere: contemporary, young adult, narrativa ragazzi
Editore: HarperCollins Childrens Books
Data di pubblicazione: 1 giugno 2021

It’s 2003. It’s been several months since the US officially declared war on Iraq, and the political world has evolved. Shadi, who wears hijaba visible allegiance to Islamkeeps her head down. Hate crimes are spiking. Undercover FBI agents are infiltrating mosques and interrogating members of the congregation, and the local Muslim community is beginning to fracture. Shadi hears the fights after servicesthe arguments between families about what it means to be Muslim, about what they should be doing and saying as a communitybut she does not engage. She’s too busy drowning in her own troubles to find the time to deal with bigots. Shadi is named for joy, but she’s haunted by sorrow. Her brother is dead, her father is dying, her mother is falling apart, and her best friend has mysteriously dropped out of her life. And then, of course, there’s the small matter of her heart It’s broken. Shadi has tried to navigate the remains of her quickly-shattering world by soldiering through, saying nothing, until finally, one day, everything changes. She explodes.

Oggi vi parlo dell’ultimo libro di Tahereh Mafi, autrice della saga di Shatter Me, “An emotion of great delight” (ahimè ancora inedito in Italia). Come si potrà intuire questo non è un fantasy ma è un libro che normalmente viene considerato narrativa per ragazzi vista l’età della protagonista, Shadi che ha diciassette anni, però, per me, per i temi che tocca e per le situazioni contro cui fa sbattere il lettore, è una storia che oltrepassa agevolmente i limiti dell’età di lettura consigliata. Partiamo dalla trama. Shadi è una ragazza di diciassette anni, americana e di religione musulmana, che a causa di questo è costretta quotidianamente a scontrarsi con i pregiudizi della gente che non è della sua religione, con i dissidi interni nella sua comunità e con una situazione di vita privata e familiare che non è tra le più semplici. Un problema per volta però, il libro è ambientato nel dicembre 2003, pochi mesi dopo che l’America ha dichiarato guerra all’Iraq, come al solito in questi casi la disinformazione, i pregiudizi e la tensione sono alle stelle ed i membri della comunità di Shadi sono vittime di attacchi ingiustificati e di controlli random perché sospettati di collaborare con le forze nemiche, questo provoca una frattura tra le persone, tutti cominciano a sospettare l’uno dell’altro e ad isolarsi in gruppi/famiglie; per fugare i sospetti e/o ogni dubbio sulla loro lealtà c’è chi cerca di conformarsi anche esteticamente allo “standard occidentale”, alcune donne per esempio decidono di togliersi l’hijab, per assurdo se non sono più giovanissime sono pure vittime di recriminazioni.
 Shadi però non è tra loro, lei vuole, giustamente, continuare ad essere se stessa sia esteriormente che interiormente per quanto difficile possa essere; per fare un esempio il libro si apre con una scena di lei che seduta per terra si gode i raggi del sole, ma quando prova a spiegarlo ad un ufficiale di polizia che vedendola sola le chiede cosa sta facendo e perché, lui non le crede, vedendo il velo che indossa e che è appunto seduta sull’asfalto, decide per partito preso che lei stia pregando in un luogo pubblico senza ascoltare e credere alla sua spiegazione (posso dirlo? Che fastidio mi ha dato questa cosa!) e le fa una ramanzina. In tutto ciò Shadi si ritrova anche a fare i conti con una famiglia sull’orlo dello sfacelo, dopo un lutto infatti nessuno è più riuscito ad affrontare il dolore e ognuno dei suoi familiari si è rinchiuso nel proprio bozzolo, incolpando e recriminando gli altri o se stesso della tragedia, se a questo si aggiunge anche una situazione medica precaria che aumenta ulteriormente la tensione in famiglia, si potrà facilmente intuire come la situazione sia a dir poco esplosiva. In più inseriamo anche la rottura di un’amicizia tossica, ma che pur sempre amicizia era, ed il gioco è fatto.
In ogni caso Shadi passa attraverso tutto questo tornado con grande forza di carattere e grande responsabilità, riuscendo anche in qualche modo a ritagliarsi dei momenti che siano solo suoi e che le permettano di prendere fiato, è una ragazza che impara a conoscersi e che noi impariamo a conoscere allo stesso tempo, che ci presenta la sua cultura in maniera delicata, semplice e a tratti ironica. Non si può fare a meno di empatizzare con lei, con la sua storia da pugno nello stomaco che ci mette di fronte a situazioni scomode che non si vorrebbero affrontare, i problemi di Shadi infatti sono quelli che prima o poi molti si trovano a fronteggiare: le incomprensioni tra sorelle/fratelli che non si parlano e non si comprendono, l’affronto di un lutto, il dover comportarsi e l’essere trattati da adulti quando adulti non lo si è, non si vorrebbe ancora esserlo, la riconciliazione con se stessi e con gli altri, e in ultimo il rapporto con i genitori che a volte si rivela conflittuale e non del tutto aperto ma che ciò nonostante alla fine è sempre una parte fondamentale del nostro essere e non ultimo i preconcetti e i giudizi a priori che la gente non “può” fare a meno di avere e riversare sul malcapitato di turno. Tutto questo dunque non può non fare breccia nel lettore, soprattutto se viene narrato e scritto dalla penna di Tahereh Mafi che con il suo stile semplice, poetico e allo stesso tempo incisivo fa prendere vita alla storia in una luce soffusa e delicata, caratteristica dei suoi libri.
Piccolo appunto: sia in questo libro che nel suo precedente “A very large expanse of sea”, che consiglio vivamente di leggere, le età delle protagoniste all’incirca coincidono con quelle dell’autrice che all’interno della storia ha inserito anche alcuni spunti personali, senza comunque farne delle biografie.
(Che qualcuno porti in Italia questi libri!!!)

Eleonora

Foto credit: @eleonoranicoletto

domenica 1 luglio 2012

Recensione: "Schegge di me" di Tahereh Mafi


Finito di leggere avantieri "Shatter me", dopo averlo lasciato fin troppo tempo ad aspettare, mi ritrovo oggi a dire che... ancora poteva starci un altro po' sullo scaffale.
Non mi ha deluso, o almeno, non al 100 %, ma in buona quantità, soprattutto verso la fine.
Ma procediamo con ordine. Iniziamo dalla storia...


cover originale

Scheda tecnica

Titolo: Schegge di me
Titolo originale: Shatter me
Autore: Tahereh Mafi
Prezzo: 17,00 eurp
Pagine: 365
Editore: Rizzoli

Trama

264 giorni segregata in una cella, senza contatti con il mondo. Juliette non può parlare con nessuno, e nessuno deve avvicinarla, perché ha un potere terribile: se tocca una persona la uccide. Agli occhi dell'organizzazione che l'ha rapita il suo potere è un'arma stupefacente, per lei è una maledizione. Un giorno però nella cella viene spinto Adam. Juliette non vuole fargli del male, e così lo tiene a distanza. Ma Adam non sa del suo potere, e mentre lei dorme in preda agli incubi la prende tra le braccia per confortarla. Da quel momento tutto cambia, perché Adam, immune al tocco di Juliette, è l'unico che può accettarla così com'è. Insieme progettano la fuga, alla ricerca di un mondo che non la consideri più né un'arma né un mostro, ma una persona speciale, che con il suo potere può fare la differenza.


Recensione

La storia narrata in questo romanzo è molto particolare, ma ciò che spicca realmente per unicità è lo stile dell'autrice, incantevole, poetico, sopraffino.
Non si può non restarne ammaliati.
Ci troviamo in uno scenario distopico, in cui il mondo è completamente cambiato, la natura è stata stravolta dall'uomo e si vive, anzi si "sopravvive" come si può
La protagonista è Juliette, una ragazza di diciassette anni, che da ben 264 giorni è segregata in una cella senza la possibilità di avere alcun contatto umano. Anche perché averlo sarebbe praticamente impossibile dal momento che chiunque lei tocchi muore. Ha un passato difficile e pesante da sopportare. Non potendo avvicinare nessuno è sempre stata rintanata in se stessa, molto umilmente, e nonostante ciò veniva puntualmente trattata male dai compagni di scuola e persino dai genitori, che non le davano l'affetto desiderato.

Il posto in cui si trova rinchiusa la porta a pensare di essere un mostro, le fa ritornare in mente il giorno in cui ha ucciso un bambino in un supermercato e quanto le manchi poter toccare qualcuno o essere toccata. Il giorno in cui le viene affibbiato come compagno di cella un ragazzo, a lei molto familiare, molte cose cambieranno. Si tratta di Adam, suo compagno di classe sin dalle elementari, adesso quasi irriconoscibile, pieno di muscoli, ricoperto di tatuaggi, incredibilmente bello... Eppure quegli occhi blu profondi sono indimenticabili. E' proprio quell'Adam per cui lei aveva sempre avuto una cotta. E pare che non si ricordi di lei.
Juliette non sa perché quel ragazzo sia finito in cella con lei, probabilmente si tratta di una provocazione pensa, una tattica studiata per farla impazzire definitivamente e poterla eliminare dalla faccia della Terra. Perché lei è pericolosa. Invece, c'è un'altra motivazione dietro...

Adam è un soldato, fa parte di un'organizzazione, con a capo un certo Warner, che ha dell'interesse nei confronti di Juliette. Warner, da sempre ossessionato da Juliette, la fa spiare da Adam (ecco perché lui è in cella con lei) e, quando si rende conto che Juliette è lucida, non pazza come si potrebbe pensare, che ragiona perfettamente ed ha spirito comunicativo, l'organizzazione la porta via dal quel posto in cui è stata rinchiusa e finisce nella loro sede.

Tra Adam e Juliette, nella cella, si instaura un inizio di qualcosa, ma non è ben chiaro. Eppure Juliette sente di potersi fidare di lui, nonostante lui la tradisca, consegnandola a Warner.

E' tutto un fidarsi e non fidarsi a questo punto. Juliette ha qualcosa che Warner considera un'arma, vorrebbe che si unisse a lui e che insieme cambiassero il mondo. Vorrebbe farla diventare il suo soldato più potente, la sua compagna, ma lei si rifiuta di far parte di questo piano. Lei, in fondo, non si sente così mostruosa come lui vuole dipingerla, né cattiva, nonostante quel terribile tocco, per lei una maledizione.

Sarà Adam ad aiutarla. In realtà, è sempre stato il suo piano, portarla fuori da lì, allontanarla dalle grinfie di Warner.
Adam si ricorda di lei, si ricorda ogni cosa, solo che non ha mai avuto il coraggio di dirlo, perché non si riteneva alla sua altezza.
Lei ai suoi occhi è una creatura buona, non di certo un mostro, né un'assassina.

Juliette che non può fare a meno di fidarsi di quel ragazzo che la ricopre di dolci promesse, fugge insieme a lui.
E, da questo momento, è tutta un'avventura...

Il romanzo ha uno stile affascinante. La scrittura, tutta metafore e immagini sofisticate, è davvero poetica e gradevole. Il lettore si trova spiazzato di fronte all'uso che l'autrice fa delle parole. Costruisce castelli di parole e non li lascia crollare. Ti fa toccare il cielo e leggere anche lì cose che non credevi di poter trovare. E' veramente fantastica.

Mi è piaciuta molto questa prima parte, davvero molto. Non riuscivo a staccarmi dalla pagina, quasi mi trovassi sotto qualche sorta di incantesimo. Immagino l'effetto sia dovuto a quello che ho appena detto riguardo l'autrice.
Perché specifico per la seconda volta questa cosa? Beh, perché sinceramente nell'evoluzione delle vicende dei protagonisti non mi aspettavo di leggere ciò che ho letto. Mi spiego subito...

Incredibilmente bene è stata narrata la storia d'amore tra Juliette e Adam, lei che si rende conto lui sia l'unica persona immune al suo tocco e cominci a provare sensazioni mai provate in tutta la sua vita. Sembrava quasi di viverle io, direttamente sulla mia pelle. Il tocco delicato e sensuale di un Adam strameravigliosamentefigo. Wow wow wow! Piaciuto!

Warner che vuole Juliette come fosse aria indispensabile per la sua sopravvivenza? Mah, un po' inquietante, non totalmente convincente, ma rende la storia calamitica. Ok.

Dopo la fuga, Juliette e Adam vengono aiutati da Kenji, collega di Adam, di cui non si sa s fidarsi o meno, ma di cui alla fine ci si fida perché lui conosce un posto sicuro in cui poterli nascondere, un posto che si rivela essere una seconda organizzazione, contrapposta a quella di Warner, e chiamata Punto Omega.
Eccomi arrivata a fare smorfie a più non posso con le labbra. Cos'è il Punto Omega in realtà? Un posto in cui sono state "raccolte" per il mondo altre persone con doni speciali, persone come Juliette. Un posto che somiglia molto alla dimora degli Xmen, e in cui ritroviamo sorelle guaritrici, un uomo invisibile, uno in grado di spostare gli oggetti col pensiero e niente poco di meno che Reed Richards, il "fantastico" uomo in grado di allungare a dismisura il suo corpo!
Che cosaaaaaa??? *strabuzza gli occhi incredula*
Ma dico, scherziamo?
Era cominciato tanto bene! Mondo distopico non ben definito ma tutto da scoprire (probabilmente negli altri volumi), protagonista combattuta interiormente riguardo il suo dono/maledizione e la scelta tra Adam e Warner, fuga con inseguimento (che non si disdegna mai), fratellino di lui da proteggere, feriti e suspence qua e la, ritmo incalzante e accattivante, poetico e sensualissimo... e poi? Gli Xmen?!
Per me, il finale ha rovinato un libro con un eccezionale potenziale.
Lei non solo mi ricorda il personaggio di un altro romanzo letto (Jenny Pox), ma il suo "potere" è molto alla Rogue degli Xmen, il suo tocco uccide e tramite quello assorbe la forza vitale altrui, diventando più forte. Dunque, alla fine dei conti, la storia è scritta benissimo, ma la trama, soprattutto i personaggi non sono poi così originali. Mi aspetto nel secondo libro molto di più, una spiegazione che riesca a far chiarezza sui poteri di tutta sta gente e che venga descritto meglio il contorno in cui si muovono i protagonisti, questa Terra devastata e povera di risorse, inoltre che si descrivano meglio le due organizzazioni e Warner, questo giovane e affascinante personaggio. Chi è? Perché anche lui è immune al tocco di Juliette?

Consigliato? Certo che sì, ci mancherebbe. E' una bella lettura se non fosse per i punti che io ho elencato sopra e poco gradito, anche se, a quanto ho intuito, a molti altri son piaciuti. Sono gusti alla fine e il parere è puramente personale.
La Mafi scrive divinamente ed è soprattutto per questo che non me la sento di dare un voto basso a questo romanzo. In fondo, di emozioni e batticuori me ne ha dati, e non pochi...

Voto: 7/10

Meritano una considerazione a parte le strabilianti cover della nuova edizione originale di "Shatter me", della novella "Destroy me" e del secondo libro della serie, "Unravel me".
 Me ne sono perdutamente innamorata...





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