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venerdì 17 dicembre 2021

"Io, i miei mostri e me" di Caterina Costa - Intervista all'autrice

Buongiorno, lettor*!
Oggi si torna a parlare di un volume delizioso, letto e recensito non molto tempo fa (QUI): "Io, i miei mostri e me" di Caterina Costa - Cheit.jpg. In questo nuovo post  troverete un'intervista all'autrice, che si è gentilmente prestata alle nostre domande e ci ha tolto qualche curiosità. L'intervista sarà presente anche su tutti gli altri blog e profili che hanno partecipato all'iniziativa e quindi su Serendipity.nerdy, Fenice fra le pagine, Lu is lost in books, La biblioteca di Zosma, Nelyafinwee, This lady of the books, Sylexlibris, Love Reading & More, Raggywords, Twinsta Book. Non perdetela! ;)

Io, i miei mostri e me
di Caterina Costa - Cheit.jpg

Prezzo: 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 112
Genere: fumetti
Editore: Becco Giallo
Data di pubblicazione: 11 novembre 2021

Il primo libro della giovanissima Caterina Costa, instagrammer, autrice di webcomics, conosciuta tra i suoi tanti fans con lo pseudonimo di CHEIT. Un webcomics che racconta senza filtri le ansie, le paure, le inquietudini, le sofferenze dei ventenni di oggi. Un’autrice dall’enorme seguito sui social media.

Ciao Caterina, prima di iniziare vogliamo ringraziarti per il tempo che ci dedicherai e farti i complimenti per il tuo lavoro.
La prima domanda che vogliamo farti è la seguente:

- Come mai hai deciso di suddividere ogni storia in una striscia di quattro quadrati? E’ un formato che ti è stato richiesto da altri o da esigenze esterne, o che hai deciso tu in maniera indipendente?

Forse mi sono involontariamente ispirata ad altri webcomic che ho visto negli anni, ma la ricordo come una scelta molto naturale. Inoltre, postando su Instagram, questa struttura rende molto più facile la condivisione dei miei lavori, perché la somma delle vignette quadrate è sempre un quadrato.

- La forza del tuo lavoro è anche nella sua brevità, ma hai mai pensato di creare una storia molto più lunga, magari una graphic novel completa, partendo da una o più strisce?

È sicuramente qualcosa che mi piacerebbe molto fare! Il primo esperimento con storie più lunghe è stato con il mio primissimo libro, Vita da Pomodoro, un’antologia realizzata insieme ad altre 6 fumettiste.
È stato molto difficile per me scrivere qualcosa di più lungo, perché in genere nei miei lavori cerco sempre di trasmettere un’emozione, una sensazione, un concetto, e per questo tipo di comunicazione la vignetta breve è ciò che più mi è congeniale.
Al momento sto cercando di leggere più fumetti e di imparare a narrare storie più lunghe, perché penso che potrei farne qualcosa di bello!

- Ci racconti la tua esperienza dell’Inktober e di cosa ti ha insegnato come fumettista? In futuro pensi che parteciperai nuovamente all’evento?

Per me l’Inktober del 2018 è stato la svolta, mi ha cambiato la vita.
È iniziato tutto come un gioco, un esperimento, ma mi ha portato tante cose fantastiche.
Ho deciso di fare un fumetto al giorno anziché un’illustrazione e ho scoperto la mia vocazione! Intanto mi ha fatto capire che sono in grado di produrre tanto in poco tempo, perché le parole a cui ispirarsi uscivano il 1 ottobre e ogni giorno c’era una nuova parola da usare, io all’epoca andavo in università tutti giorni e da pendolare tornavo spesso a casa verso le 20. Però ce l’ho fatta! Ogni sera mi mettevo lì e creavo i miei fumetti.
È stato anche l’inizio del mio successo su internet, perché dai miei fumetti per l’Inktober è arrivata la prima ondata di lettori su Instagram.
Penso parteciperò ogni anno e spero di riuscirci ancora!

- Abbiamo notato che molti colori – ad esempio il giallo - sono ricorrenti: c’è un criterio particolare dietro questa scelta? E quali tecniche e/o strumenti grafici usi per creare i tuoi disegni?

La scelta di usare il giallo è stata casuale, è sempre stato uno dei miei colori preferiti.
Disegnando e sperimentando mi sono accorta che stava meglio di altri colori come sfondo, faceva risaltare le immagini in primo piano e illuminava la scena.
Durante gli anni ho usato diverse tecniche, ho iniziato con la china su carta e le Bic, ho usato Photoshop, Paint Tool Sai, gli acquerelli... Ora uso Procreate su un iPad 2018, che penso sia il sobware meglio sviluppato per i disegnatori. Il suo unico problema sono i livelli limitati, però in confronto a Photoshop o ad altri programmi conosciuti ha dei pennelli meravigliosi e insuperabili.

- Nelle note del tuo libro racconti che il tuo primo approccio al mondo dei fumetti sono stati i cartoni animati che vedevi da piccola: quali erano i tuoi preferiti? E oggi, invece, quali sono le tue fonti di ispirazione principali?

Il primissimo che ho iniziato a ridisegnare penso sia stato Futurama, sapevo tutti i personaggi a memoria e i miei compagni di classe mi chiedevano sempre di disegnarli per loro.
Poi A tutto Reality, che è stato il cartone animato che mi ha fatto iniziare a disegnare in digitale. Avevo un gruppo di amici a distanza, nato su Facebook, in cui ognuno si creava il suo personaggio in stile ATR e insieme giocavamo e ci sfidavamo a gare di disegno. È iniziato tutto da lì!
Oggi invece non ho più un’ispirazione precisa, ormai il mio tratto e il mio stile sono abbastanza radicati da non aver bisogno di copie così fedeli. Questo non significa che abbia smesso di sperimentare!
Spesso mi piace provare a cambiare stile, fare qualcosa di più cartoon o di più realistico, cambiare il tratto e i colori... solo che ora sono tutti esperimenti che partono da me.

- Ti piace la cultura giapponese, nello specifico i manga e gli anime? E, invece, nel panorama italiano c’è qualche fumettista che ti ha ispirato o che ti senti di consigliare?

Da bambina guardavo tanti anime e leggevo qualche manga, ho avuto un periodo attorno agli 11 anni in cui ho provato a ricrearne lo stile ma non faceva per me. Ho iniziato a creare fumetti per puro caso, sono sempre stata interessata sia all’animazione che all’illustrazione e il fumetto è ciò che univa queste due tecniche al meglio. Quindi non ci sono veri spunti a cui mi sia ispirata, non sono mai stata una grande lettrice di fumetti (anche se di fiera in fiera mi è venuta sempre più voglia di iniziare) fatta eccezione per Dylan Dog e W.I.T.C.H..

- Hai dei nuovi progetti in lavorazione? Cosa ti piacerebbe creare prossimamente? Ci puoi dare qualche anticipazione o è ancora tutto segreto?

Per il momento sono abbastanza ferma, fatta eccezione per la mia piattaforma su Webtoon che è stata appena aperta e mi sta portando molte soddisfazioni!
Spero di avere presto qualche progetto nuovo!

******

A presto!
xoxo

martedì 23 novembre 2021

Review Party: "Io, i miei mostri e me" di Caterina Costa - Cheit.jpg

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi vi parlo di un volume molto carino uscito per Becco Giallo, ovvero "Io, i miei mostri e me" di Caterina Costa, in arte Cheit.jpg. Si tratta di una raccolta di vignette che spaziano su vari argomenti e che l'autrice ha disegnato per parlare di se stessa, ma anche per aiutare le persone a sentirsi meno sole. Ringrazio Valeria di This lady of the books per aver organizzato l'evento e Beccogiallo per la copia inviatami in cambio di un'onesta opinione. 

Io, i miei mostri e me
di Caterina Costa - Cheit.jpg

Prezzo: 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 112
Genere: fumetti
Editore: Becco Giallo
Data di pubblicazione: 11 novembre 2021

Il primo libro della giovanissima Caterina Costa, instagrammer, autrice di webcomics, conosciuta tra i suoi tanti fans con lo pseudonimo di CHEIT. Un webcomics che racconta senza filtri le ansie, le paure, le inquietudini, le sofferenze dei ventenni di oggi. Un’autrice dall’enorme seguito sui social media.

Non è facile riuscire a parlare di ciò che si ha dentro, delle nostre paure, dei nostri sentimenti, delle nostre ansie e insicurezze. A volte è tutto così oscuro e pesante che preferiamo far finta di nulla, ignorare il problema, tenerlo a bada in un angolino del cuore, salvo poi ritrovarci a fare i conti con esso non appena restiamo soli con noi stess* o quando è troppo tardi. Oppure possiamo provare a parlarne. C’è chi prova a sfogarsi con qualche amic*, chi con un* terapista, chi riversa i suoi stati d’animo su un diario. E poi c’è Caterina Costa, giovane artista dall’evidente talento, che ha deciso di esorcizzare i suoi demoni rappresentandoli. Io, i miei mostri e me, è una raccolta di vignette disegnate da Caterina che, come tutt*, ha vissuto o sta ancora vivendo momenti di ansia e situazioni talvolta difficili da sopportare. Imprimere tutto su carta, dare forma e colore alle proprie paure, è un buon modo per esprimere ciò che si sente, è anche un modo per farlo capire a chi non ha vissuto esperienze simili, chi di solito sminuisce o minimizza questo tipo di problemi. In molt* potranno ritrovarsi in una o più vignette di questo piccolo volume, perché sicuramente tutto ciò che vi è illustrato è stato vissuto almeno una volta nella vita. Sono brevi fumetti, per lo più storie composte da 4 frame per pagina, che spaziano tra argomenti di ogni genere, amore, amicizia, ansia, paura, dolore, panico, solitudine, delusioni. È tutto rappresentato in maniera semplice e con colori ricorrenti, in cui l’arancione e il nero prevalgono. Devo dire che sono rimasta positivamente colpita da questo libro, in primis per la scelta degli argomenti trattati e poi per la bravura di Caterina nell’esprimere tanto bene soprattutto gli stati d’animo più oscuri, quell’ansia, quel terrore che ti avvolge come una coperta e ti immerge nel buio più totale. È sicuramente un’opera che merita attenzione perché fa riflettere su problemi realmente esistenti, problemi che colpiscono molt* giovani alle prese con scelte difficili, che si trovano spaesat* di fronte alle incertezze del futuro o più semplicemente impreparat* alle sfide della vita di tutti i giorni. La perdita di una persona cara, i giudizi della gente, le conseguenze della pandemia, la pressione delle cose da fare, i cambiamenti, i fallimenti. C’è spazio per ogni tipo di emozione. Alcune tavole riescono davvero a toccare nel profondo chi legge, a turbare, a commuovere. Certo, il prevalere di disegni che hanno per protagonista l’ansia e così poche, quasi nessuna, che diano un qualche tipo di conforto, mi ha un po’ stupito, ma allo stesso tempo penso che l’intento dell’autrice di far capire che non si è soli arrivi. Non si è soli perché molta gente potrebbe sentirsi come noi e comprenderci, non si è soli perché anche i nostri mostri alla fine possono diventare nostri amici; se impariamo a conviverci, a gestirli, possono fare meno paura.

Non è facile parlare di simili argomenti, sono sempre abbastanza spinosi e anche più ampi e profondi di quanto si possa immaginare e ognuno li affronta in maniera diversa. Caterina Costa lo fa con grande sensibilità, con uno stile personale molto dolce e carino, che cattura e lascia spazio a riflessioni intense. Il volume si legge in pochissimo, alcune vignette colpiscono più di altre, alcune fanno male, altre, sull'amore e l'amicizia, fanno sorridere. Sicuramente non mi sarebbe dispiaciuto leggere una storia intera invece di tante piccole vignette, una storia che affrontasse le stesse tematiche, ma che mostrasse più scorci positivi, luminosi e speranzosi alla fine, perché è anche di questo che la gioventù ha bisogno, non solo di essere compresa, ma anche di aver tesa una mano per uscire da quel buio che sembra spesso confondere e destabilizzare.

Io, i miei mostri e me è un’opera molto interessante, capace di toccare molte corde del nostro essere e, se anche ha dei difetti, mi sento di consigliarla a chi vuole sentirsi capit*, a chi non riesce a esprimere a parole ciò che prova. Un fumetto di questo volume potrebbe essere la sua voce, potrebbe dire tante cose e in maniera molto semplice e diretta. L'autrice ha sicuramente ancora tanta strada davanti a sé, i suoi lavori hanno un'impronta molto riconoscibile e si fanno apprezzare. Spero di leggere altro di suo in futuro, qualcosa che porti un'impronta anche più matura e che equilibri il buio di questo volume con sentimenti più leggeri e spensierati.

A presto!
xoxo
Photo credit: @francikarou

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