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venerdì 15 novembre 2024

Review Party: "Losing Match" di Alexandra Rose (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
State facendo delle belle letture in questo periodo? Io mi sto concentrando sui romanzi ricevuti da Ne/oN Libri tramite Netgalley, presto vi parlerò della lettura che sto per terminare. Oggi invece la nostra Giulia ci parla di un romance m/m molto carino, che l'ha profondamente emozionata. Si tratta di Losing Match, di Alexandra Rose, che ha letto in occasione del Review Party. Scoprite tutto nella recensione e fateci sapere se amate anche voi questo genere di storie ;) A presto!
Grazie all'autrice per la copia arc e per averci concesso di partecipare all'evento.

Losing Match 
di Alexandra Rose

Prezzo: 2,99 € (eBook) 17,99 € (cop. flessibile)
Pagine: 625
Genere: m/m, sport romance, new adult, college romance
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 12 novembre 2024

Travis Murray è figlio di un campione NBA e i genitori si aspettano che lui percorra le orme del padre. Infatti, frequenta la Fallwood University, un rinomato college di Division 1. Durante il precedente campionato universitario, però, è stato sospeso a causa di un comportamento omofobo verso un compagno. La sua carriera e il suo rapporto con il basket sono minati da un segreto che Travis custodisce dentro di sé. Nessuno deve sapere la verità. Sta giocando una partita contro se stesso e non intende perderla. Almeno finché Dylan Campbell non piomba nella sua vita come un uragano colorato. Dylan vive la sua sessualità liberamente, gli piace chi gli piace, a prescindere dal sesso biologico o dall’identità di genere. Segue l’impulso, l’istinto del momento. Il suo intuito lo porta di fronte a un bivio: aiutare o no Travis Murray, il ragazzo omofobo per eccellenza? Travis e Dylan iniziano a conoscersi e diventano amici, a dispetto di qualsiasi previsione. Travis riuscirà a vincere la partita contro se stesso, oppure è destinato a perderla?

“Travis giocava una partita contro se stesso da tutta la vita e non poteva permettersi di perderla. Tuttavia, Dylan gli aveva concesso una pausa, un time out, con una spontaneità incredibile. E Travis aveva respirato.”

Un time out ecco cosa mi ha concesso questo libro, un time out dalla mia vita in questo momento, una pausa da tante cose che affollano la mia esistenza, e io non posso che dire grazie all’autrice, grazie per avermi fatto passare il pomeriggio più bello che io potessi sperare da un po' di mesi a questa parte, grazie per aver condiviso con noi questa storia di rinascita personale.

Oggi volevo iniziare la recensione in modo diverso un po' per farmi perdonare della mia assenza in questi mesi, un po' perché questo libro mi ha davvero sbloccato qualcosa dentro. Ci sono momenti durante la nostra vita in cui ci si sente bloccati in un limbo che non è facile da abbandonare, Travis è bloccato da tutta la vita e questo lo ha portato a trattenere rabbia e rancore che puntualmente scaglia contro chi è libero di essere felice. Alcuni dei suoi comportamenti più infelici hanno fatto sì che il coach Kennedy lo allontanasse a metà stagione dalla squadra di basket dove lui è l’ala piccola.

Dylan è uno spirito libero, un ragazzo dolce ma allo stesso tempo tagliente, sarcastico e simpatico, un ragazzo che nella vita non ha mai faticato per essere se stesso. Uno sguardo durante una festa della confraternita cambia tutto, si rende conto che forse il ragazzo più omofobo della Fallwood University nasconde qualcosa, e se in un primo momento questa cosa lo rende curioso, successivamente ad altri avvenimenti scatta la crocerossina che è in lui e sente il bisogno di aiutare quel ragazzo che nasconde dietro la rabbia un’infinità di dolore e incomprensione.

Travis è in imbarazzo e deluso da se stesso quando capisce che il ragazzo più queer dell’università non solo ha scoperto il suo segreto ma vuole pure aiutarlo in qualche modo, eppure dopo i primi giorni di totale negazione accetta la mano tesa verso di lui, e in cuor suo sa che da quel momento in poi tutto cambierà.

Il dolore di Travis traspare da ogni parola, da ogni sguardo e da ogni gesto descritto dall’autrice, ha vissuto una vita nell’ombra, era come se per lui l’alba non potesse mai sorgere. Ho amato e compreso Travis sin da subito, ogni suo sentimento giusto o sbagliato mi ha fatto divorare la sua storia. Il modo in cui ingenuamente si apre al mondo, il modo in cui accetta l’aiuto che Dylan gli sta offrendo, come si appoggia completamente a lui sin dal primo istante pur non conoscendolo bene, si è sempre fidato ciecamente di quel ragazzo che sembrava leggere i suoi sentimenti più reconditi. La crescita e la rinascita del personaggio di Travis penso sia stata la cosa che più mi ha fatto emozionare durante la lettura.

“Prima di conoscerti era tutto grigio, spento. Vivevo in una specie di prigione senza colori. Poi sei arrivato tu. Facevi un casino incredibile. Ridevi, mi provocavi senza paura, eri sempre allegro e divertente. Hai portato i colori nella mia vita Dylan.”

Tutto un altro discorso invece se parliamo di Dylan. Avevamo già imparato a conoscerlo nel primo libro, ma qui capiamo veramente tutto di lui, sappiamo cosa lo fa ridere e cosa gli toglie il sorriso, sappiamo che ama ascoltare Travis parlare baskettese e sappiamo che odia il fatto di essere rinnegato e guardato con disgusto, sappiamo che non si è mai innamorato di nessuno e infine che quando ama lo fa con ogni cellula del suo corpo e del suo spirito. Una frase in particolare di una conversazione tra Dylan e suo nonno mi ha colpita davvero e penso racchiuda in tutti i modi il personaggio di Dylan:

“Ti guarda come se tu fossi il sole e lo illuminassi”

Mai frase fu più veritiera, Dylan è il sole che illumina tutte le persone che stanno insieme a lui. Quasi non trovo le parole per descrivere le emozioni che mi hanno travolta durante la lettura di questo libro. Ci sono libri che ti trovano nei momenti in cui non sai più cosa fare, e questo libro è stato questo per me, ha instillato in me il dubbio che forse vale la pena lottare per i propri sogni e per se stessi.

Ps. Cara Alexandra, anch’io ho amato molto di più leggere di Travis e Dylan, grazie per aver condiviso questa storia con noi.

Giulia


Photo credit: _gbooklover_

mercoledì 8 maggio 2024

Review Party: "Amore... un gioco pericoloso" di Carmen Weiz (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
La nostra Giulia è stata coinvolta in un nuovo evento dedicato all'ultimo romanzo di Carmen Weiz, autrice che ha sempre letto e adorato. Trovate le recensioni dei precedenti volumi alla pagina delle Reviews, ma intanto scopriamo insieme cosa ne pensa di Amore... un gioco pericoloso e della nuova storia legata ai fratelli Engel. Vi aspettiamo nei commenti! ;)

Amore... un gioco pericoloso
di Carmen Weiz

Prezzo: 2,69 € (eBook) 11,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 420
Genere: contemporary romance
Editore: BookFrame
Data di pubblicazione: 6 marzo 2024

Tutto ebbe inizio un pomeriggio, quando avevo tredici anni, nell’istante in cui intravidi Joyce von Flicken nella sua camera da letto… L’unico problema: era la sorella del mio migliore amico, cinque anni più grande di me e, come se le cose non fossero già abbastanza complicate, era appena diventata il mio capo.

Buongiorno a tutti e a tutte! Dopo tanto tempo rieccomi con una delle mie autrici preferite. È tornata da poco con il suo sedicesimo libro, il quinto della serie Swiss Angels, una serie che mi è entrata nel cuore. Finalmente la Weiz è qui, dopo la difficile e straziante storia di Noah, eccoci tornati di nuovo tra le braccia accoglienti della famiglia Engels. Questa volta la storia sarà incentrata su Yke, il veterinario della famiglia, e su Joyce, un personaggio che ancora non ci era stato presentato. Come al solito sono davvero molto contenta che la Weiz mi abbia inclusa all’interno del suo evento e quindi la ringrazio sempre infinitamente e mi scuso per il ritardo della recensione, seppur all’interno dei tempi standard, sono arrivata proprio al limite, ma ho attraversato un brutto mese, tra la non voglia di leggere e altre cose. Non voglio perdere ulteriormente tempo, quindi vi racconterò in breve la trama della storia, come sempre con le mie parole e le mie sensazioni.

Come penso abbiate capito, questa è la storia di un altro dei fratelli Engel, ovvero Yke, che abbiamo già incontrato nei primi libri, ma non abbiamo mai avuto modo di conoscerlo profondamente, grazie al racconto dei suoi fratelli sappiamo soltanto che è un veterinario. In questo libro incentrato su di lui invece cominceremo a conoscerlo meglio e a capire che nonostante nessuno di loro abbia un legame di sangue, i fratelli Engel si somigliano molto nel loro carattere, grazie anche all’educazione e al modo in cui sono stati cresciuti dai loro genitori adottivi, Andrew e Marion.

La storia dei nostri due protagonisti nasce da uno scandalo in casa Von Flicken, Joyce dopo un fidanzamento lungo ben tredici anni, scopre vari tradimenti da parte del fidanzato e lo lascia definitivamente, nonostante sia consapevole di tutte le ripercussioni che questo può avere nella sua vita, come prima cosa la reazione di sua madre, che nonostante i ripetuti tradimenti del padre non lo ha mai lasciato per mantenere le apparenze, e poi per il fatto che si ritroverà da sola, dopo aver incentrato la sua vita sul matrimonio con questa persona.

Yke è solito trovarsi il venerdì sera con la sua comitiva di amici, in cui vi è compreso il suo migliore amico, Pat Von Flicken, per la precisione il fratello di Joyce. Quella sera Yke sente che c’è qualcosa che non va, e lo comprende subito quando trova Pat e suo fratello seduti al bancone con la faccia molto abbattuta. Quello che non sa è che Pat sta per chiedergli un favore grandissimo, che cambierà i mesi a venire. Yke si ritrova a fare in un certo senso da balia a Joyce, la sorella più grande del suo migliore amico, nonché sua cotta fin da quando è ragazzino, nonché suo capo nella clinica dove lavora.

“La verità era che Joyce meritava di sorridere e per qualche stupido motivo, il mio cervello aveva deciso che dovevo essere io a regalarle quei momenti”

Ho subito amato il personaggio di Joyce, una ragazza che per tutta la vita si è sentita costretta a fare ciò che era meglio per la sua famiglia e ora vuole finalmente fare qualcosa per se stessa, e lasciare quello stupido del suo fidanzato è il punto di partenza. Dopo aver scoperto che l’ha tradita ripetutamente, non ci vede più dalla rabbia e lo lascia, senza dargli la possibilità di spiegarsi, ma questo non vuol dire che soffra, Joyce si sente sola, si sente tradita e non sa come andare avanti con la sua vita. In un certo senso mi ha fatto anche un po' tenerezza, ho subito pensato che questa povera ragazza dovesse avere una distrazione che non le facesse pensare al periodo orribile che stava attraversando, un’anima davvero pura che non si meritava tutto ciò che ha patito.

Come sempre la scrittura di Carmen non delude mai, con semplicità riesce a scrivere delle storie che ti fanno battere il cuore. La storia di Joyce e Yke nasce da cose molto semplici, ma che secondo me poi alla fine sono le cose che davvero contano, ovvero la fiducia e l’esserci sempre l’uno per l’altra. Ho amato come piano piano i due protagonisti hanno svelato i propri sentimenti, di certo non è mancata la sofferenza ma come sapete che gusto c’è a leggere una storia dove tutto va sempre liscio come l’olio?

Ci sono state un po' di cose che mi hanno infastidito, ad esempio il comportamento di alcuni personaggi secondari come i genitori di Joyce, ho davvero odiato il modo in cui hanno trattato la protagonista, credo sia stato proprio da egoisti sottoporla a tutto quello che è successo nel libro.

Però che dire, come sempre ho amato fino all’ultima pagina questo libro, la storia d’amore è così tenera e dolce, in ogni sua storia Carmen riesce a mettere sempre quel qualcosa in più che la rende unica al mondo. Grazie, cara Carmen, per darmi sempre la possibilità di leggere i tuoi romanzi e grazie per riuscire sempre a crearti uno spazietto nel mio cuore con le tue bellissime storie.

Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

martedì 20 febbraio 2024

Review Party: "Home Team" di Alexandra Rosa (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di Home Team, il nuovo romanzo di Alexandra Rose, un m/m sport romance molto carino, letto e amato dalla nostra Giulia. Scoprite la sua opinione e fateci sapere nei commenti cosa ne pensate e se vi piacerebbe leggerlo ;)

Home Team
di Alexandra Rose

Prezzo: 2,99 € (eBook) 17,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 602
Genere: m/m, sport romance, college romance, new adult
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 15 febbraio 2024

Drew Miller ha sempre voluto frequentare la Fallwood University, un college di Division 1, grazie a una borsa di studio sportiva. Il basket è infatti una delle sue passioni. Quando scopre l’identità del suo compagno di stanza, pensa che si tratti di una coincidenza, un assurdo caso di omonimia. Perché non può essere davvero quel Greyson Quinn. Il suo ex migliore amico, la persona che odia più di chiunque altro al mondo. Greyson Quinn desidera giocare nell’NBA. La borsa di studio alla Fallwood University gli permetterà di competere ad alti livelli nel torneo universitario e, quindi, di essere a un passo dal suo sogno. Solo che… non aveva previsto lui. Drew Miller. Il suo ex migliore amico, la persona che ha perso due anni prima. Alleati sul campo, ma nemici fuori, il loro sarà uno scontro all’ultimo canestro, dove passato e presente si mescolano e la posta in gioco sono i sentimenti. Sarà possibile soffocarli oppure ne saranno travolti?

Buongiorno a tutti e a tutte! Oggi vi parlerò di un libro uscito da pochi giorni, di cui l’autrice mi ha omaggiata in cambio di una recensione onesta. Ringrazio davvero tanto l’autrice per avermi inclusa nell’evento di promozione del libro, in quanto era da tempo che non leggevo un romance m/m che mi piacesse così tanto. Dall’inizio dell’anno ho letto solo fantasy e questo romance ci voleva proprio per spezzare l'abitudine.

Sono stata subito incuriosita dalla trama che a primo impatto risultava molto avvincente e convincente. Ho subito avuto la sensazione che non fosse un libro facile da affrontare emotivamente e infatti è stato così. Un libro con una bella storia d’amore che racchiude al suo interno molti insegnamenti di vita e anche molte tematiche lgbt+.

Drew Miller, dopo aver vinto la borsa di studio alla Fallwood University, tutto si sarebbe aspettato tranne di capitare in stanza con il suo ex migliore amico, colui che gli aveva spezzato il cuore due anni prima e da cui non si era ancora ripreso, anche se aveva nascosto il suo cuore spezzato sotto una spessa corazza di menefreghismo. Quando arriva alla Fallwood University non si capacita di come proprio Greyson Quinn sia il suo compagno di stanza, per uno stupido scherzo del destino è costretto a vivere a stretto contatto con la persona con cui non voleva avere più niente a che fare. Dal lato suo Grey, vuole a tutti i costi ricucire il rapporto o quantomeno scusarsi con il ragazzo con cui non ha avuto modo di parlare per ben due anni. I due si troveranno a giocare per la squadra di basket del college per motivi per diversi, Drew per pagarsi gli studi e Grey per diventare una stella nascente dell’NBA. Tra loro verranno a crearsi incomprensioni sempre più difficili da chiarire, riusciranno finalmente a parlarsi a cuore aperto oppure lasceranno fare al destino?

La storia di Drew e Grey come penso abbiate capito è un friends to enemies to lovers. La cosa che più mi è piaciuta è sicuramente il doppio punto di vista, perché così riusciamo anche a conoscere i sentimenti di Grey senza il velo di ironia e freddezza di Drew, che proprio per la prima metà del libro non riesce a sopportare la presenza del suo ex migliore amico.

Un’altra cosa molto interessante del libro sono i vari flashback all’interno del libro, che servono a mostrarci come si sono conosciuti Drew e Grey, come si è sviluppata la loro amicizia e come anche tutto si è frantumato fra di loro. I momenti riservati ai protagonisti da piccoli sono stati davvero i miei preferiti, non solo perché il loro inserimento dava realmente un qualcosa in più alla storia, ma perché ho trovato quelle poche scene molto dolci e con un significato molto profondo, raccontano il loro passato ma si riesce a comprendere davvero bene la sofferenza che Drew ha provato in tutti quegli anni.

Si capisce già dai primi capitoli che Drew e Grey hanno due caratteri completamente opposti che però insieme formano una chimica pazzesca, e per questo si completano a vicenda. Drew è il classico personaggio che nasconde tutti i suoi sentimenti dietro un velo di ironia e indifferenza verso il resto dell’umanità, sentimenti che hanno un solo nome e nemmeno due anni di puro odio possono tenere nascosto. Quando Drew rivede Grey per la prima volta tutto ciò che aveva tentato di annientare e cancellare ritorna senza chiedere il permesso, lasciandolo senza fiato e pieno di paura e terrore, perché se questa volta dovesse commettere un passo falso di lui non rimarrebbe più nulla da salvare, Grey distruggerebbe quel poco rimasto del suo cuore.

“Lui era il suo sole personale, il bagliore capace di fendere la sua oscurità. Anche in quel momento splendeva in maniera accecante, e Drew si sentì attratto da lui esattamente come otto anni prima. Quel sentimento non sarebbe mai cambiato”

Grey è una persona molto solare e socievole, che non riesce a non circondarsi di persone, è sempre molto gentile e altruista con il prossimo, insomma è proprio una bella persona. La versione migliore che vediamo secondo me di Grey è quella che leggiamo attraverso le parole di Drew, nei suoi pov riusciamo veramente a capire come e perché Drew si sia innamorato di lui. La scrittrice è riuscita a farmi innamorare di Grey non per i complimenti e le belle parole spese, ma piuttosto per il modo in cui Drew lo vede, come il solo in grado di salvarlo, il solo che riesce a comprenderlo e il solo in grado di distruggerlo.

Un tema che non sempre viene affrontato nei modi corretti ma che in questo libro secondo me viene sviluppato in modo discreto è la bisessualità, non è di certo il fulcro del libro, però solitamente non viene nemmeno considerata come ipotesi in alcuni m/m; qui invece viene accettata e capita, e questo l’ho trovato davvero molto interessante.

Che altro dire di questo libro? Consiglio di leggerlo a chi piace una storia fatta di alti e bassi, di insicurezze, paure e un pizzico di gelosia, ma anche tanta comprensione, accettazione e amore e, perché no, anche quel po' di spicy, che fa sempre bene, secondo me.
Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

venerdì 15 dicembre 2023

Review Party: “Un giorno di notte cadente" di Samantha Shannon (a cura di Marika)

Ben ritrovati su questi canali carissimi, Coffeeaholics adorati! 
Siamo arrivati finalmente a dicembre e tra le festività e il clima ballerino, non mancano letture meravigliose, consistenti e intricate. E proprio tra queste si annovera Un giorno di notte cadente di Samantha Shannon, secondo volume della saga Roots of Chaos, uscito in questi ultimi giorni del 2023. Il romanzo per quanto sia una nuova pubblicazione, è il prequel del primo, intitolato Il Priorato dell'albero delle arance, ed è ambientato circa 500 anni prima gli avvenimenti che caratterizzavano il libro che ci ha fatto conoscere la Shannon e il suo mondo complesso. Per questo review party, ringrazio la nostra Franci per averlo organizzato e Oscar Mondadori per averci inviato una copia. 

Un giorno di notte cadente
di Samantha Shannon

Prezzo: 14,99 € (eBook) 28,00 € (cop. rigida)
Pagine: 948
Genere: fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 28 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Tunuva Melim è una sorella del Priorato: da cinquant'anni si allena a uccidere le creature draconiche, ma è dall'epoca del Senza Nome che non se ne vedono, e ormai la gente inizia a mettere in discussione l'importanza del suo ordine. Intanto nel Settentrione la regina di Inys, Sabran l'Ambiziosa, ha sposato il nuovo sovrano di Hróth, allo scopo di rafforzare l'alleanza dei regni devoti alle Sei Virtù. Hanno una figlia, Glorian, che vive nascosta nella loro ombra, e non desidera uscirne. A Oriente i draghi dormono da secoli; Dumai ha trascorso tutta la vita in un tempio tra le montagne di Seiiki, officiando i riti in onore del potente Kwiriki. Ma ora un uomo riemerge dal passato di sua madre Unora, e dà una svolta al destino della ragazza. Una nuova era di terrore e violenza si avvicina: e quando il Monte dei Lamenti esploderà, spetterà a queste donne trovare la forza di proteggere l'intero genere umano dalla più terribile delle minacce.

Tutto ha inizio nel Continente, dove ogni emisfero è abitato da culture e popoli diversi tra loro per la politica, gli usi e i costumi e il modo di vivere. Ognuno ha un segno distintivo e tutti sono accomunati dalla paura di un ritorno dei Draghi malvagi che potrebbero sconvolgere tutti gli equilibri. A ovest, precisamente a Inys, la famosa patria del Santo, troviamo Glorian, figlia dei supremi sovrani Sabran l’Ambiziosa e di suo marito re di Hroth. La giovane è in piena fase di ribellione ai dettami sociali che la vedono solo come un mezzo per portare avanti la stirpe e partorire un erede. A est, invece, sull'isola di Seiki, troviamo Dumai, una sacerdotessa in grado di stabilire connessioni tra umani e draghi-divinità venerati dalla sua gente. È una combattente e presto lascerà la sua vita da eremita per difendere il Trono. E ancora, a sud, nella parte più meridionale del continente (precisamente a Lasia), abbiamo Tunuva Melim, una guerriera del Priorato dell'albero delle Arance che da anni si addestra per combattere un ipotetico ritorno dei Draghi enormi che potrebbero distruggere tutto. Ed infine a Nord, un ragazzo di nome Wulf lotta contro i pregiudizi che da sempre accompagnano la sua esistenza poiché la sua stessa nascita è legata a qualcosa di inimmaginabile. Quattro emisferi, con altrettanti personaggi diversi tra loro, ignari che il loro fato è destinato a intrecciarsi nel momento in cui le viverne si sveglieranno facendo ritorno nel Continente. 

Samantha Shannon con uno stile intricato e un linguaggio elaborato e pregno di descrizioni minuziose ci presenta un libro che definirlo tale è riduttivo: si tratta di un vero e proprio worldbuilding complesso che prendendo ispirazione dalle culture odierne, sia occidentali che orientali, vive parallelamente in un mondo che ha un passato, un presente e un futuro. Tutto gira su tradizioni, credenze, gerarchie e potere detenuto da personalità forti e avanguardiste. Personalità che si traducono in quattro protagonisti d'eccellenza: troviamo Glorian, una ragazza che vive costantemente divisa tra il pensiero di dover seguire un destino già scritto da sua madre e il suo popolo, e quello di voler ribaltare le sorti del regno senza rinunciare a se stessa e al suo corpo. Inys non permette sconti e l'unico scopo nella vita delle principesse è quello di essere educate a procreare. E ancora, abbiamo Dumai, una guerriera nonché paladina dei Draghi che ci presenterà una visione positiva di queste grandi creature mitologiche e la sua relazione con la figura paterna, da sempre assente nella sua esistenza. Da non poter dimenticare, poi, sono anche Tunuva, con la sua tempra e il suo tradizionalismo radicato in una lealtà sconfinata verso il Priorato; ed infine Wulf, primo personaggio maschile ad avere un pov tutto suo che darà al lettore il suo punto di vista dalle lande del Nord. Il tutto accompagnato dalla sua integrità morale e dal suo coraggio nel difendere a spada tratta i suoi cari.

 La cosa che affascina di questo romanzo, oltre al lavoro immenso fatto per le ambientazioni, sono le tematiche cucite perfettamente su ogni figura presente all'interno del volume: dal rapporto madre-figlia non sempre facile e mosso dall'amore; alla figura materna declinata in ogni sfumatura; alle relazioni amorose senza pregiudizio di genere; ai legami filiali che si possono creare anche con una linea di sangue diversa. Personalmente però, quello che più mi ha colpita di Un giorno di notte cadente è la centralità della donna. Una figura studiata, approfondita, e descritta attraverso un vero e proprio viaggio nei meandri della psicologia umana. Non a caso l'autrice ci racconta di figlie, madri, compagne, regine, principesse, sacerdotesse, guerriere, orfane, e chi più ne ha più ne metta. Ci narra delle fragilità umane che non rendono la figura femminile come un qualcosa di debole e quindi di facile oppressione; della loro forza di volontà di opporsi a dettami sociali che le vedono come meri corpi da disporre per portare avanti l'eredità di un mondo che non dà voce; della dignità e della resilienza di combattere quotidianamente contro i soprusi e quelle società che vessano. 

In conclusione, Samantha Shannon con penna e carta che sono la sua armatura e la sua spada, in questo romanzo scende sul campo di battaglia insieme alle sue protagoniste schierandosi dalla parte di chi non può urlare, di chi non può essere se stesso, e di chi con onore e coraggio ricorda, resiste e persiste per un mondo che può cambiare e sensibilizzare.
Voto: 5 tazzine di caffè per un romanzo che mescola sapori forti e speziati a quelli dolci e memorabili.

Fonte immagini: Pinterest

giovedì 14 dicembre 2023

Review party: "Il palazzo del sole pallido" di Andrea Butini

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di Il palazzo del sole pallido, di Andrea Butini, secondo volume di una trilogia dark fantasy tutta italiana. Ringrazio Oscar Mondadori per la copia in omaggio e per avermi permesso di organizzare questo piccolo evento.

Il palazzo del sole pallido
di Andrea Butini

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 480
Genere: fantasy, dark-fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 28 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Dopo ciò che è successo, il villaggio di Rokthan non potrà mai tornare alla normalità. Sorin deve fare i conti con il potere che si cela nel suo sangue, ma soprattutto deve trattenere la rabbia nei confronti di coloro che gli hanno rovinato la vita. Avrà occasione di scatenare la sua furia, ma prima deve comprendere la deleomanzia; in caso contrario, il rischio di distruggersi e perdere tutto sarebbe troppo alto. Neth e Victor devono trovare un modo per aiutare i sopravvissuti mentre attendono che il Maestro si risvegli: le sue condizioni sono critiche, e neanche Mali saprebbe dire quando il vecchio potrebbe rialzarsi. Luin si mette in viaggio da solo per Vanhorn: ha capito ciò che deve fare, e infiltrarsi nel Palazzo del Sole Pallido è l'unico modo per avere successo. Shai fa ritorno dall'Alto e dalle Casate, sicura di ottenere, adesso, tutto il rispetto che merita. Ma le sue speranze e convinzioni potrebbero vacillare al cospetto dell'Alto e di suo padre. Cosa stanno tramando davvero le Casate? Chi si cela dietro la maschera bianca dell'Alto? Riuscirà Sorin a controllare la deleomanzia e ottenere la sua vendetta?

<<Stava piovendo sangue. La terra era un corpo scuoiato, una membrana di carne viva, pulsante e molle. Rossa. Ovunque.>>

L’occhio del gufo
, primo volume della Trilogia del sole pallido, uscito a ottobre, era stata una lettura davvero convincente. Sapete che io amo il fantasy italiano e non potevo proprio lasciarmi sfuggire questa novità, tra l’altro opera di un autore esordiente. Andrea Butini mi aveva sorpreso, raccontando una storia cupa, oscura, ricca di sangue, mistero e creature terrificanti. Tanti personaggi a riempire le pagine, per lo più grigi ma ben definiti, e tantissimi elementi intriganti a fare da collante per l* lettor*. Dopo l’ottima esperienza, non vedevo l’ora di scoprire cosa ci avrebbe riservato il secondo volume, anche perché il primo si concludeva in maniera a dir poco sconvolgente. Per fortuna la casa editrice non ci ha fatto attendere troppo per il secondo volume - giusto un paio di mesi (e altrettanto presto, immagino, arriverà anche quello conclusivo) - e ho potuto avere la conferma che Andrea Butini è davvero un autore validissimo e che questa serie merita assolutamente di essere letta. Il palazzo del sole pallido, sebbene per gran parte mantenga un ritmo più lento in cui accade ben poco (ci si lecca le ferite, ci si nasconde per la paura, si fanno le conte delle perdite e si prova a pensare a come reagire), concentrando tutto il meglio per l’ultima parte, mi è piaciuto anche più del primo volume. Non che io ami la narrazione più lenta, ma ho notato un approfondimento maggiore dei personaggi, uno stile ancora più ispirato e in generale una capacità di riuscire, nonostante tutto, a tenere sempre viva l’attenzione, anche nelle scene meno avvincenti, e questo mi ha fatto apprezzare tantissimo il libro.

 Ovviamente, essendo un volume di mezzo, un po’ risente anche lui, come tutti i libri di mezzo, di una stasi tipica che però, devo dire, si dissolve già dopo metà e porta a un finale che apre le porte a un terzo volume che posso solo immaginare sarà stratosferico. Butini gioca bene le sue carte, qui, dandoci modo di conoscere meglio alcuni personaggi, di andare in profondità dentro i loro animi piagati, straziati, di entrare ancora di più nell’atmosfera del romanzo, di prendere ancora più confidenza con il worldbuilding ricchissimo e stratificato. Ci ritroviamo davanti alle conseguenze di tutto ciò che è accaduto nel primo libro, ai vari personaggi che devono cercare di andare avanti, di resistere, di trovare la forza di rialzarsi per combattere e sconfiggere il male che si annida dove meno ci si aspetta. C’è chi cerca ostinatamente vendetta ma deve controllarsi e imparare a gestire il potere che ha dentro, chi invece si prende la propria rivincita dopo anni di umiliazioni, c’è chi si ritrova più coraggiosa di quanto immaginasse, strappata ormai dal suo mondo sicuro e disposta ad affrontare ciò che verrà...

<<Se il mondo ti crolla addosso, gli devi gridare contro. Non puoi stare zitta.>>

Ma tutti, a modo loro, proveranno a percorrere la propria strada, nonostante perdite, sacrifici, ferite e dolore. Nonostante la paura che opprime e le grida dei morti che ancora riecheggiano per il villaggio di Rokthan dopo l'attacco del noctus. Nonostante ricordi che fanno troppo male. Non mancheranno neanche qui colpi di scena ben assestati, devo dare atto all’autore di essere riuscito a stupirmi più di una volta in questo libro. Se il primo volume poteva anche avvicinarsi molto al grimdark, con le sue atmosfere molto dure e violente, qui viriamo anche un po’ verso l’epic-fantasy, con combattimenti, percorsi importanti e risvolti tipici di questo genere, che danno al romanzo un’aura memorabile. I personaggi evolvono, cambiano, non sono mai statici e affrontano i loro demoni personali come anche quelli che li circondano. 

Il palazzo del sole pallido è un volume che regala emozioni, ma allo stesso tempo angoscia e tormento e ansia per tutto ciò che accadrà ancora. Staremo in pena per i nostri personaggi preferiti, ma anche per quelli meno amati (Luin, mi dispiace, ma continui a non piacermi granché). Scopriremo molto altro sul mistero che aleggia intorno all’Alto e alle Casate, ma non voglio dirvi troppo a riguardo per non fare spoiler e rovinarvi la lettura. Ciò che dovete sapere è che questa serie mi sta conquistando sempre di più. Se L’occhio del gufo si era fatto apprezzare per la sua qualità, Il palazzo del sole pallido ha saputo mantenere le promesse e un livello sempre altissimo e dignitoso. L’autore ha uno stile meraviglioso e, nonostante ci regali una storia crudele, in cui si mescolano arcani misteri e paure raccapriccianti, posso assicurarvi che non mancherà di impressionarvi in positivo, al punto tale che non riuscirete più a mettere giù il libro. 

Sono stata davvero contenta di aver avuto la possibilità di leggere questa serie e avere la conferma che anche in Italia si sanno scrivere ottimi fantasy, che siano dark, high, grim, epic, o altro, ben vengano pubblicazioni del genere. Adesso attenderò con impazienza il volume conclusivo e so già che mi aspetterà il finimondo. Voi intanto recuperate la serie perché ne vale davvero la pena.


Fonte immagine: Pinterest
Grafica: @dolcicarloni

lunedì 20 novembre 2023

Review Party: "La lingua delle spine" di Leigh Bardugo

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di La lingua delle spine, di Leigh Bardugo, un volume che ci riporta nel Grishaverse con i suoi racconti e le sue atmosfere. Direi che è un libro imperdibile, se amate questo mondo, ma potete anche leggerlo indipendentemente dalle altre serie dell’autrice.
Ringrazio la casa editrice per la copia in cambio di un’onesta opinione.

La lingua delle spine
di Leigh Bardugo

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 296
Genere: fantasy, dark fantasy, racconti
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 21 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Un mondo di oscuri affari stipulati al chiaro di luna, città infestate da spiriti, foreste inquietanti e bestie parlanti. Qui la voce di una giovane sirena può evocare tempeste mortali e un fiume può eseguire gli ordini di un ragazzo innamorato, ma solo a un prezzo indicibile. Ispirandosi a miti, folklore e fiabe, Bardugo ha scritto una raccolta di racconti straordinariamente ricchi di atmosfera, pieni di tradimenti, vendette, sacrifici e amore. Perfetti sia che siate suoi nuovi lettori sia che siate fan accaniti, questi racconti vi trasporteranno in terre familiari e misteriose, in una realtà pericolosamente intessuta di magia che milioni di persone hanno conosciuto e amato attraverso i romanzi del GrishaVerse.

Non posso negare che il Grishaverse sia un universo che in qualche maniera ha il mio cuore. La serie Tenebre e Ossa è stata una delle prime che ho letto e che da subito mi ha affascinata per il suo incredibile worldbuilding. Non è stata presa molto bene la cancellazione della serie Netflix dedicata a questo mondo originale creato da Leigh Bardugo, finalmente potevamo immergerci ancora di più nelle sue atmosfere, ammirare con i nostri occhi ciò che avevamo solo potuto immaginare con la fantasia. Ebbene, non sarà consolatorio come un rinnovamento della serie, ma l’uscita di questo volume cade abbastanza a pennello e ci riporta in terre amate, allontanando un po' della nostalgia che di certo già proviamo. Non ritroveremo personaggi di Tenebre e Ossa o di Sei di Corvi, perché questa non è che una raccolta di racconti, una sorta di volume dedicato a storie popolari legate al folklore russo, storie che in qualche modo si agganciano al Grishaverse tramite luoghi e religione (qualche accenno sicuramente lo abbiamo avuto dalla bocca di Alina nella trilogia principale) e che si fanno apprezzare per il loro sapore squisitamente dark, macabro, oscuro, ma anche magico e sorprendente. Probabilmente di tutti i libri del Grishaverse, questo per me si colloca in un posto d’onore, non solo per le storie raccontate, per l’abilità dell’autrice di creare favole dai tratti così spinosi ma allo stesso tempo bellissime e senza tempo, ma anche per la preziosità dell’edizione, illustrata interamente da Sara Kipin, che ha dato vita a immagini stupende che accompagnano ogni storia, anzi la incorniciano letteralmente. Si parte con una semplice illustrazione, un dettaglio in un angolo della pagina che a mano a mano che la storia procede va ad arricchirsi di nuovi dettagli, fino a costruire un’immagine definitiva che la rappresenta tutta. I colori sono intensi ma freddi, sui toni del rosso, dell'aranciato, del blu e del verde, e anche le storie sono scritte a colori. Insomma, un’edizione di grande pregio che vale la pena non farsi scappare.

La lingua delle spine ci porta in foreste cupe e tenebrose, quasi vive, che pretendono sincerità, ci porta in luoghi che ci sembra di conoscere ma che in realtà non conosciamo abbastanza, ci fa vivere emozioni forti, regalandoci personaggi diversi l'uno dall’altro, mai stereotipati, che in qualche modo alla fine delle loro traversie riescono anche a farci riflettere. Le storie di questo volume regalano morali inaspettate, esortando comunque al coraggio, all’astuzia, all’intelletto (sebbene talvolta neanche quello basti). Ma lasciano tutte un segno, un’impronta fatidica, tant'è che faticherete a decidere quale sia la vostra preferita e poi si fanno tutte leggere speditamente, grazie allo stile inconfondibile di Leigh Bardugo, sempre piacevole ed elegante. Mostri e creature spaventose, spiriti maligni che infestano boschi, streghe che creano pozioni di ogni tipo (ma anche persone di pan di zenzero), principesse che preferiscono la libertà alla ricchezza, corvi senza occhi, sacrifici, bestie parlanti, fiumi maledetti, orologiai sinistri, sirene, c'è davvero di tutto in questa raccolta. Rimarrete affascinati da ogni racconto, turbat* anche un po' dai risvolti raccapriccianti, ma adorerete ogni pagina, impregnata di atmosfere inquietanti che ben ricalcano le fiabe classiche nelle loro versioni più cupe. Sei racconti originali, fatti di dettagli vividi e indimenticabili, due dei quali ricordano anche fiabe che conosciamo bene, come Hansel e Gretel e Lo Schiaccianoci. 

La lingua delle spine
è un volume unico e irrinunciabile, se anche voi amate tutto ciò che riguarda il Grishaverse. Potete leggerlo anche senza aver letto prima gli altri libri della serie, ma forse conoscerli vi renderà più semplice la comprensione di alcuni elementi, perché anche qui si accenna ai grisha e ai loro poteri e poi c'è sicuramente un riferimento super interessante che va scovato e ammirato. Leigh Bardugo ha dato vita a un volume assolutamente da non perdere, una lettura perfetta per questa stagione, da accompagnare a una tazza di tè caldo in un freddo pomeriggio. Il tepore di queste storie vi riporterà alla mente ricordi di un mondo impresso nel cuore, al cui fianco accosterete ogni piccolo pregio di questa raccolta. Sono stata felicissima di leggerla e attenderò con ansia la mia copia per poter ammirare dal vivo il suo splendore e rileggere i racconti che mi hanno colpito di più. Sono curiosa di conoscere anche il vostro punto di vista e di scoprire quale storia amerete. Fatemelo sapere ;)

Fonte immagini: Pinterest

martedì 14 novembre 2023

Review Party: "Lavinia" di Ursula K. Le Guin

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un altro libro bellissimo letto negli ultimi giorni, Lavinia, di Ursula K. Le Guin, ritradotto e pubblicato in nuova veste da Oscar Mondadori. Era da un po’ che non mi concedevo un retelling, ma non potevo proprio dire di no a Le Guin, un’autrice che amo tantissimo.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Lavinia
di Ursula K. Le Guin

Prezzo: 7,99 € (ebook) 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 312
Genere: retelling, mitologia, narrativa storica
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 7 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Unica figlia del re latino, la giovane Lavinia è corteggiata da Turno, re dei Rutuli. Il suo destino però è quello di sposare il principe esule venuto dall'Oriente, Enea, e da lui generare una stirpe che governerà il mondo. Un legame da cui nascerà un impero, ma al prezzo di un conflitto sanguinoso. Nonostante sia un personaggio cruciale nell'Eneide, in tutto il poema Lavinia non pronuncia una sola parola. Duemila anni dopo, finalmente Ursula Le Guin restituisce la voce alla principessa italica. Prendendo in mano la propria sorte, la giovane svela ciò che Virgilio ha taciuto: la storia della sua vita, l'amore della sua vita. Lavinia è una rilettura attuale ed emozionante degli ultimi sei libri dell'Eneide: un romanzo di austera bellezza che, come la migliore epica classica, parla di guerra e di passioni, intessendo un racconto ricco di dettagli e immaginazione, premiato con il Locus nel 2009.

Ultimamente i retelling dedicati a personaggi storici famosi, tratti dalla mitologia greca o da classici famosi, si sprecano. In questa vastità di testi, che spesso e volentieri sono scritti per seguire una moda e che poco apportano realmente a noi lettor*, emerge un libro come Lavinia, che vide la luce nel 2008 per la prima volta e che quindi può definirsi precursore di moltissimi retelling più moderni. Ursula K. Le Guin, però, precorritrice si può dire ci sia nata. Qualunque cosa lei abbia scritto anticipa i tempi e si impone come caposaldo per le tendenze future. Anche Lavinia dimostra quanto l’autrice sia geniale, perché la sua protagonista non è il genere di protagonista che si trova solitamente in un retelling, o almeno non i quelli moderni che ho avuto modo di leggere. Innanzitutto Le Guin ha scelto di dar voce a chi una voce non l’ha mai avuta, quanto meno nella storia che ce l’ha fatta conoscere. Lavinia non è che una comparsa nell’Eneide, a lei il poeta dedica pochissime righe e questo la Lavinia di Le Guin non lo trova giusto. Ecco perché decide di farsi sentire, di farsi conoscere, non senza che questo comporti un senso di colpa in quel poeta che così poco spazio le donò nella sua opera, nonostante ne meritasse di più. Quindi partiamo proprio con la scelta di una figura non tra le più gettonate e questo già per me è un punto a favore per l'autrice, non solo per il coraggio ma anche per il lavoro sicuramente impegnativo che ne consegue.

In questo libro seguiamo la vita di Lavinia, figlia di Latino, re dei Latini, sin dalla sua infanzia, una vita costellata di gioie, dolori, preghiere, trepidazione, tormenti dell’anima, amicizia, amore e molto altro. L’autrice ci lascia entrare nella realtà di questa donna senza troppa fatica, con uno stile chiaro, potente, sublime, e ripercorriamo le gesta di un personaggio di cui davvero poco si conosce, un personaggio che Le Guin ha potuto plasmare, ma senza mai snaturarlo. Lo ha fatto dandole dignità, rendendolo sempre credibile, mai sopra le righe, illogico o capriccioso. Lavinia è una giovane che conosce il suo ruolo, che attende di vivere le esperienze per saggiarne il sapore, che si comporta esattamente come si comporterebbe una donna del suo tempo. Questo però non significa che sia antiquata, anzi! Lavinia è anche una fanciulla che, nonostante il ruolo che riveste, nonostante i numerosi doveri che conosce fin troppo bene, vuol distaccarsi dall’immagine di donna riservata, silenziosa e succube, e quindi impara ad agire, a prendere in mano le redini della sua vita, a farsi sentire e rispettare, soprattutto da quel poeta che tanto l’ha bistrattata. 

Sarà l’incontro con lo spirito di questo, però, a darle annuncio del suo destino, quello che lei abbraccerà quando Enea, fuggito da Troia, sbarcherà nel Lazio e a lei si legherà in matrimonio. Un legame, il loro, al quale lei non opporrà resistenza, affascinata dalla purezza del cuore di Enea, che non ci viene mostrato come un eroe arrogante e tronfio ma come un uomo nobile, generoso e coraggioso, l’uomo ideale per affiancare Lavinia lungo il suo percorso, sebbene non per molto. Consapevole lei di meritare più di quanto il poeta Virgilio le ha concesso, userà la sua voce per farci conoscere la sua terra, i suoi segreti, i suoi sentimenti, lasciandoci di volta in volta senza parole, perché davvero come si può trovarle dinnanzi alla genialità di un personaggio del genere e dell'autrice che le ha concesso una nuova possibilità?

Lavinia è una storia che ha tanto da regalare, non emozioni artificiose, non passioni travolgenti come vanno di moda per adesso, ma emozioni autentiche, semplici, sane. È palese il lavoro incredibile fatto dall’autrice per rendere omaggio a Lavinia, una ricerca senza dubbio puntigliosa e attenta per dar vita a un personaggio oscurato dal tempo ma decisamente degno di nota, che qui riacquista tutta la sua dignità e con fierezza sbaraglia personaggi che parlano di ideali femministi ma che poi non li rappresentano appieno. Lavinia lo fa. Lo fa con la sua genuinità, con la sua verità, con la forza del suo carattere. Sono stata contenta di leggere questo romanzo, di aver avuto ancora una volta prova del magnifico talento di Ursula k. Le Guin, autrice dalla penna raffinata e piacevole come poche. Se cercate un retelling davvero valido, uno che si distingua a mani basse dalla massa, uno che possiate leggere senza sbadigliare ogni secondo, uno che vi affascini dalla prima all’ultima parola, beh, dovete dare una chance a Lavinia. Probabilmente non troverete nulla di simile in giro, io quanto meno non ho ancora avuto modo di leggere retelling che si facciano apprezzare quanto questo. E poi, dovete saperlo, Ursula Le Guin è sempre una garanzia ;)
Fonte immagini: Pinterest

sabato 11 novembre 2023

Review Party: "Divini Rivali" di Rebecca Ross

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sono qui a proporvi la recensione di una delle ultime novità del mese, Divini Rivali, di Rebecca Ross. Devo dire che c’è stato molto rumore intorno a questo titolo, amatissimo all’estero e giunto finalmente in Italia grazie a Fazi Editore. Per una volta, ammetto che tutto l’hype creato era più che giustificato. Divini Rivali è una storia bellissima e, nonostante qualche piccolo difetto, anche io l’ho amato e mi sento di consigliarlo.
Ringrazio Divoratori di libri per aver organizzato l’evento e avermi inclusa e la casa editrice per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

Divini Rivali
di Rebecca Ross

Prezzo: 9,99  (eBook) 18,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 421
Genere: fantasy romance
Editore: Fazi Editore (collana LainYA)
Data di pubblicazione: 7 novembre 2023

Mentre una sanguinosa guerra tra divinità infuria nel paese, la diciottenne Iris Winnow cerca di rimettere insieme i pezzi della sua vita. Il fratello è partito per la guerra e non dà notizie di sé, la madre annega i dispiaceri nell’alcol, il lavoro da giornalista non le dà soddisfazioni. Sogna un futuro in cui la sua scrittura farà la differenza grazie alla promozione a editorialista, ma per ottenerla deve competere con l’affascinante e scontroso Roman Kitt. L’unica valvola di sfogo, per Iris, è la sua macchina da scrivere, dono dell’amata nonna, con cui spera di mettersi in contatto con il fratello scomparso, ma le lettere che infila sotto al guardaroba finiscono proprio nelle mani di Roman, che decide di risponderle anonimamente avviando così un rapporto epistolare. Questo legame speciale e inaspettato farà nascere tra i due complicità e attrazione, trascinandoli nel vivo di un conflitto che deciderà le sorti non solo del loro paese ma anche del loro amore. Due giornalisti rivali uniti da un legame magico intrecceranno per sempre i loro destini attraverso l’inferno della guerra e l’incanto della passione. Si dice che l’amore vinca su tutto, ma può trionfare anche in uno scontro tra divinità?

Può un amore sbocciare durante una guerra?
È questo che ci si chiede leggendo Divini Rivali, una storia che mescola romance e fantasy e che ci porta in un mondo devastato da una guerra tra divinità. Se il contesto storico può farci pensare a un periodo temporale che si aggira intorno ai primi del ‘900, in realtà il wordlbuilding dell’autrice è del tutto inventato e non sono presenti fatti storici reali. Eppure, come si può non pensare alle guerre che hanno devastato e ancora devastano il nostro mondo, nonostante Rebecca Ross nel suo libro ci abbia messo un tocco di fantasy? Credo che sia facile immedesimarsi in un periodo qualsiasi in cui gli uomini hanno subìto e fatto la guerra, perché l’orrore, dèi o non dèi, è lo stesso. 
Cambria non è mai stata una terra molto pacifica, ma negli ultimi anni sembrava esserci stato un periodo di tranquillità, purtroppo spezzato poi da un terribile dio risvegliato, disposto a distruggere tutto pur di ritrovare la divinità che lo ha ingannato e vendicarsi di lei. Quello che sappiamo però è che Enva è una dea molto intelligente e non si farà trovare tanto facilmente. Dacre decide così di colpire dove sa che farà più male, l’umanità che Enva tanto ama, ma lei attira uomini alla sua causa risuonando la sua arpa e questi corrono ad arruolarsi e a combattere per lei. Forest Winnow ha udito l’arpa di Enva e ora è suo dovere partire per il fronte. Sua sorella Iris - legatissima a lui - vorrebbe non lo facesse, vorrebbe poterlo fare al posto suo, ma è costretta ad accettare quella realtà e veder partire il fratello che tanto ama. Le resta solo sua madre, dipendente dall’alcool, e il suo lavoro all’Oath Gazette, uno dei giornali più rinomati della sua città. Qui è in lizza per un posto come editorialista, ma il suo rivale è Roman Kitt, un ragazzo ricco ed efficiente che lei ama infastidire e con cui non può fare a meno di battibeccare. Un giorno Iris, rintanata nella sua stanza con la sua fidata macchina da scrivere davanti - quella regalatale dalla nonna - decide di battere una lettera al fratello. Sa che non la riceverà mai, non sa nemmeno a chi spedirla considerando che non ha sue notizie da cinque mesi, ma la scrive e poi infila la lettera nel guardaroba. Il suo diventa un po’ un rituale; in quelle lettere riversa tutta se stessa, come se davvero il fratello potesse leggere le sue parole, e la cosa un po’ la conforta. Le lettere si sommano, finché un giorno dal suo guardaroba non arriva una risposta che la lascia senza parole.

Iris è sconvolta, non solo perché ha ricevuto risposta alle sue lettere infilate nel guardaroba, ma anche perché chiunque le abbia risposto ha letto cose molto private di lei e della sua vita. Lo shock iniziale viene però presto sostituito dalla curiosità. Come hanno fatto le sue lettere a giungere a quella misteriosa persona? I due iniziano a scambiarsi lettere, a conoscersi, a farsi confidenze. Il loro legame si rafforza tant’è che Iris sente quel ragazzo quasi un amico - o qualcosa di più? Non ne ha idea, sa soltanto che scrivere a lui e ricevere le sue risposte la fa stare bene.

Roman Kitt non ha idea del perché dal suo guardaroba giungano lettere da parte di Iris per il fratello scomparso in guerra. Inizialmente vorrebbe dirle la verità, ma poi teme che possa smettere di scriverle e ormai quelle lettere sono diventate troppo importanti per lui. Roman impara a conoscere Iris in una maniera che non si sarebbe aspettato, una versione totalmente sincera di lei e spiazzante. Le sue parole gli fanno compagnia e lo ammaliano e lui vorrebbe leggerle ancora e ancora. Quando decide di risponderle non immagina che possa essere l’inizio di una corrispondenza che porterà a qualcos’altro, ma la tentazione è troppo forte e poi ha bisogno di capire. Sarà la sua casa, costruita su una linea di magia a recapitargli le lettere di Iris? In fondo da sempre quell’antica magione sembra avere una mente tutta sua, oppure è il guardaroba a essere un portale magico? Anche Iris se lo chiede e mentre continua la corrispondenza col ragazzo misterioso, continua a pensare al fratello lontano al fronte e alla guerra che imperversa. Una guerra che sembra non toccare Oath da vicino ma che un giorno potrebbe farlo. Iris vuol saperne di più di questa guerra tra divinità, e così insieme al suo misterioso corrispondente indaga sulle più antiche leggende e miti che possano aiutarli a capire. 

Sono entrambi personaggi determinati e testardi, curiosi come ogni buon giornalista sa essere. E alla fine la determinazione di Iris la porta a lasciare Oath e a diventare corrispondente di guerra. Nel nuovo luogo in cui si troverà a vivere, scoprirà che il mondo è più terrificante di quanto lo abbia vissuto fino a quel momento, che il futuro è incerto e che in qualsiasi momento tutto potrebbe finire, spazzato via dal capriccio di un dio vendicativo. La nuova esperienza la terrorizza ma è l’unico modo che ha per riuscire a rintracciare il fratello e anche per sentirsi più utile di quanto non si sentisse all’Oath Gazette a scrivere necrologi e a rivaleggiare con Roman Kitt. Qui sente di poter fare la differenza, non solo con le sue parole, che potrebbero risvegliare le coscienze di molte persone che pensano la guerra non li toccherà mai, ma anche con le sue azioni, aiutando dove c’è bisogno. La sua scelta aiuterà anche Roman a prendere in mano la sua vita, fino a quel momento guidata dal padre, e lo porterà a fare qualcosa che non si sarebbe mai aspettato...

Rebecca Ross ci regala una storia splendida, intessuta di tematiche importanti. Una guerra comporta perdite, lutto, sofferenza eppure riesce a smorzare dei toni tanto duri con quelli più leggeri di una storia d’amore profonda e magica. La parte romance è decisamente centrale in questo romanzo, se pensate di non sopportarlo questo libro potrebbe non fare per voi. Però vi assicuro che troverete molti elementi che potrebbero piacervi, in primis una mitologia del tutto nuova e intrigante che l’autrice ha tracciato con cura e che ho trovato abbastanza convincente. I personaggi sono ben caratterizzati, sebbene estremamente romantici, ma in un contesto di guerra questo lato romantico è pure plausibile. Circondati da brutture e morte, Iris e Roman ricercano come possono la felicità e la speranza, e sarà l'amore a dargliele. Iris ha una forza incredibile, nonostante quanto ha perso nella vita è una che non si arrende. Non si aspetta che qualcuno la renda completa, o che la protegga, ma vuole farcela da sola. Allo stesso tempo è una persona molto vulnerabile, piegata dentro dal lutto e dalla solitudine. Di questo però ne farà una sua forza, come un'armatura che può essere colpita ma non spezzata. Anche Roman si porta dietro il suo bel carico; come Iris ha subìto una perdita importante e da allora vive con rimorsi e sensi di colpa. Pensa di non meritare la felicità, di dover espiare in qualche modo le sue colpe, ma comprenderà che pian piano il tempo guarisce tutto e che provare un po' di gioia non è un crimine. Grazie al loro legame e a ciò che li accomuna impareranno a gestire il dolore e ad andare avanti e capiranno che, col futuro sempre più cupo e incerto, se si trova qualcosa di buono, bisogna tenerselo stretto.

Il romanzo riserva parecchi colpi di scena e anche se alcuni già te li aspetti, l'autrice è stata bravissima a gestirli e a rendere ogni scena carica di tensione ed emozioni. Il suo stile è scorrevolissimo (ho fatto le ore piccole per leggere, anche con la stanchezza che voleva costringermi a chiudere gli occhi per forza), la sua penna incanta con frasi bellissime e toccanti. Il contesto della guerra, le tematiche dell'amicizia, della famiglia, dell'amore, del destino fanno di questa storia una storia che merita di essere letta. Non avrei mai creduto di ritrovarmi ad amare un romanzo tanto acclamato, eppure anch'io ne sono rimasta vittima e, dopo il clamoroso finale di questo volume, adesso attenderò con trepidazione il seguito.



Fonte immagini: Pinterest
illustrazione banner: @alyssaartxox

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