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mercoledì 1 settembre 2021

Review Tour: "La traditrice del silenzio" di Rebecca Moro

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi partecipo al review party dedicato a “La traditrice del silenzio”, di Rebecca Moro. Ormai lo sapete che mi sono appassionata a questa saga epic-fantasy italiana e vi ho già consigliato, dopo la lettura de Il principe degli Sciacalli (QUI la recensione) di recuperarla. Beh, il secondo volume è ancora più incredibile del primo e quindi non posso che rinnovare i miei suggerimenti. Vi lascio alla recensione e ringrazio l’autrice per avermi coinvolta nell’evento e avermi permesso di leggere in anteprima il suo romanzo. 
!!! Attenzione, potrebbero esserci SPOILER relativi al primo libro, se non lo avete letto!

La traditrice del silenzio
di Rebecca Moro

Serie: La Saga dei Quadranti #2
Prezzo: 2,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile) 20,80 € (cop. rigida)
Pagine: 490
Genere: fantasy, epic-fantasy
Illustratore: Maurizio Manzieri (2021 Hugo Award Nominee)
Editore: self-published
Data di pubblicazione: 30 agosto 2021

Per sette volte, dopo il giorno della Caduta, la ruota delle stagioni ha girato nell’impero di Mnar, e da allora molte cose sono cambiate. Nella torre della Superba l’Amato dai Protettori sta crescendo, all’ombra di un nuovo Arbitro che governa in sua vece, ma persegue soprattutto la propria ambizione. Nel Quadrante nordest una principessa infelice tiene la Rocca insieme ai suoi mariti e si destreggia tra umani e bestie, mentre gli altri superstiti dei Daven-Furus attendono al di là del mare, pronti ad accorrere se e quando l’Imperatore deciderà di cercare la propria vendetta. Ma è dal Quadrante sudovest che arriva la vera minaccia, da un mondo di disperazione, dove la conoscenza è stata a lungo sottratta e custodita da un Ordine di monaci obbedienti e dai principi di Brinnigor, per celare un segreto che potrebbe minare l’intero impero. E mentre Shobi-ti-Agrat è per tutti l’Abominio che deve essere fermato, la Schiera dovrà rimettersi in marcia e sollevare di nuovo gli scudi uncinati perché sono molti i beni preziosi da salvare.

La traditrice del silenzio
è il secondo capitolo della Saga dei Quadranti, uscito a tre anni di distanza dal primo, Il principe degli Sciacalli (ed. Fanucci). Rebecca Moro ci riporta nel mondo da lei creato e lo fa tramite promesse mirate. La prima tra tutte arriva dalla superba cover illustrata da Maurizio Manzieri, che fa pregustare scenari inquietanti, ma anche la presenza di personaggi molto interessanti. Parlarvi oggi di questo libro non sarà semplice perché, se il primo volume lo avevo trovato magnifico e complesso, questo lo è ancora di più. La traditrice del silenzio è decisamente più intricato, più avvincente e carico di tensione e aspettative. Ogni pagina lascia un segno nel lettore, che si addentra sempre di più all’interno di una storia e di un mondo che ha così tanto da dire che è impossibile non restare ad ascoltarlo. Mi sono ritrovata a fare le ore piccole per leggere questo libro, tanto ero desiderosa di sapere. Innanzitutto, in questo volume, ritroviamo i nostri protagonisti più cresciuti. Sono passati sette anni - o giri di ruota - dalla fine degli ultimi eventi più importanti, quelli narrati ne Il principe degli Sciacalli. Molte cose sono cambiate da quel giorno in ogni angolo dell’Impero. I fratelli Daven-Furus, dopo mille sacrifici e dopo aver combattuto la battaglia più grande di tutte contro le loro stesse ambizioni, sono dovuti scendere a compromessi col nemico e adeguarsi a ciò che il destino ha deciso loro di riservare, pur di sopravvivere. E la sopravvivenza, come vedremo anche in questo libro, è un istinto che spinge talvolta gli uomini a compiere azioni di ogni genere e degrado, è qualcosa a cui non puoi sottrarti, una spinta troppo forte che ti porta anche a scelte sbagliate, talvolta le uniche che hai a disposizione. È per questo stesso istinto che Raven ha fatto atto di Devozione al Jekret dei Ti-jak e ha avuto risparmiata la sua vita e quella delle sue sorelle. Da allora, anche se ci è voluto del tempo, le loro vite hanno subìto delle svolte e, pian piano, si sono resi consapevoli di dover continuare a seguire la strada ormai intrapresa, con tutto il dolore e le sofferenze che ne sarebbero derivati. Ma è così che sono riusciti a farcela, conquistandosi il rispetto e la fiducia di un popolo guerriero abituato a non lasciarsi che polvere e cenere alle loro spalle. Raven adesso conduce la Schiera come nuovo Jekret, Ioni è sposata ad un pirata contrabbandiere e Sarissa occupa la Rocca, dividendosi tra i doveri di sposa e di madre. Il piccolo Shobi, il bambino nato dall’unione con il Bemar, cresce sempre più forte e caparbio, desideroso di imparare a combattere e unirsi alla Schiera. Sarissa fa del suo meglio per tenerlo a bada, per fargli trascorrere la gioventù come un semplice bambino umano, eppure la parte guerriera è quella che prevale in lui e anche lei dovrà, ad un certo punto, rassegnarsi. Shobi non è come gli altri bambini, è speciale, e affannarsi a chiamarlo col suo nome umano (Rufus) o farlo studiare per ore tenendolo lontano dal campo di allenamento, non lo aiuterà a fargli cambiare idea. 

<<Figlio mio, le leggi della Schiera sono selvagge e affascinanti, ma alla fine sarà la crudeltà calcolatrice del tuo lato umano che ti permetterà di salvarti.>>

Lei, però, vuole solo tenerlo al sicuro. Sa quanto sia prezioso il bambino, l’unico incrocio vivente tra due razze diverse in cui scorre sangue puro, etichettato Abominio fuori dai confini della Rocca.
Ed in effetti è proprio così. L’Abominio è ciò a cui mira qualcuno a Mnar, la sede dell’Impero, la cui Torre svetta fino a sfiorare il cielo. Il nuovo arbitro Lanvus, un uomo che ha imparato l'arte delle macchinazioni a corte e della diplomazia dal suo predecessore, cerca in tutti i modi di accaparrarsi un Abominio, averlo tra le mani gli darebbe un grosso potere e vantaggio. Ma qualunque sua mossa, qualunque sua intenzione, deve essere calcolata con attenzione perché adesso gli tocca rendere conto all'Amato, l'imperatore Kadra Secondo, che non è più un bambino, è cresciuto, e non solo nel fisico. Kadra è diventato un ragazzo arrogante e intelligente che vuole a tutti i costi avere la sua rivincita. Non gli piace essere usato né apprezza che altri prendano decisioni al suo posto, vuole dimostrare di essere capace di comandare, vuole esercitare il suo potere, dare prova della sua forza. Ed è proprio verso Lanvus che rivolge per primo la sua indocilità, cercando di mantenerlo un passo dietro di lui e mai davanti. Kadra Secondo è irrequieto e ansioso di fare guerra e neppure i Quadranti che Mnar dovrebbe proteggere sono più al sicuro...

Oltre a rivedere - anche se non per molto - personaggi già conosciuti nel primo libro, in questo secondo libro l'attenzione si sposta verso un nuovo Quadrante, quello di sudovest. Qui penetriamo letteralmente nei più recessi segreti dei suoi monasteri, dove monaci e applicanti conducono una vita solo apparentemente monotona e devota. Nel monastero sulla Fossa, a Coccasanna, seguiamo i movimenti di una ragazza, Clarsa, che aspira ad ascendere la gerarchia dell’Ordine e ad entrare nel più importante monastero di Traglie. Ma è ancora solo un’applicante, per di più spesso isolata per via di una particolarità nel suo aspetto: due occhi gialli da lucertola. Se le parti relative al monastero possono sembrare più lente e lunghe rispetto alle altre, non risultano mai noiose, perché con Clarsa abbiamo modo di andare pian piano alla scoperta di grossi misteri, che non riguardano soltanto le attività biasimevoli dei monaci, ma anche lei, e non soltanto! Devo dire che, alla fine, sono risultate anche le mie parti preferite e Clarsa si è dimostrata un personaggio tanto interessante quanto qualunque altro di questa serie. Disposta a tutto pur di fuggire dalla Fossa, Clarsa è una ragazza che non si fa scrupoli di fronte all’impellente bisogno di nutrirsi, di tenersi al caldo e di sopravvivere per poter raggiungere i suoi scopi. Ecco perché rivivremo con lei quell’istinto di cui vi ho già parlato sopra, che la porterà a scendere a compromessi ma che le assicurerà ciò di cui necessita.

E sempre a sudovest faremo la conoscenza dei Brinnigor, la famiglia che occupa il Quadrante. Varcheremo le porte della loro cittadella sotterranea, Sagocour, un luogo cupo e inquietante quanto gli stessi Brinnigor. Il mastro Ludiana ha escogitato un modo per sopravvivere alla carestia e per garantirsi doti “sovrumane”, diciamo. Anche tra le mura di Sagocour si annidano segreti di ogni genere e da qui partono anche collegamenti con il monastero, con una misteriosa principessa perduta e con gli Sciacalli stessi... Non voglio svelarvi troppo ma se quello che vi ho raccontato fino ad ora vi ha anche un minimo incuriosito, cominciate a pensare di dare una possibilità a questa serie, perché continuerò a ripetervi che ne vale la pena.

Se vi dicessi quanto ho amato questo romanzo non ci credereste, non ci credo quasi nemmeno io, ma mi ha sorpreso davvero in molti modi. Oltre ad essermi già affezionata al worldbuiding creato dall’autrice, trovo che riesca ad arricchirlo sempre di più e questo non può che farmela ammirare tantissimo. I suoi personaggi sono così ben costruiti che si fatica a scegliere quale sia il tuo preferito. Quello che di meglio la Moro è riuscita a creare è una vasta gamma di grigi, perché non tutto può essere solo bianco o solo nero. A volte, bisogna scegliere vie di mezzo, vie traverse, e per queste ritroviamo la maggior parte dei suoi personaggi. Per quanto riguarda lo stile, continua ad essere una garanzia, la Moro ha una padronanza della lingua molto elevata e il testo è curato come pochi. Rispetto al primo libro ci sono molte più informazioni da assimilare, è sicuramente un libro più corposo questo e non nego che qualche dettaglio mi è sembrato di troppo, ma penso anche che ognuno di questi dettagli forniti sia un modo per l’autrice di farci sentire ancora di più dentro la sua storia. Con La traditrice del silenzio Rebecca Moro ci regala qualcosa di grandioso, in cui ogni filo di trama è ben intrecciato agli altri. Nella prima metà dobbiamo fare i conti con una narrazione più flemmatica e misurata, ma dalla seconda iniziano a movimentarsi le cose, a collegarsi le tessere del puzzle, a venir fuori rivelazioni e segreti (<<Nessuno sfugge al sangue>>), a sorgere assedi e pericolose alleanze, a incrociarsi destini e tutto prende un altro ritmo. Ho adorato ogni aspetto ideato dalla Moro per questo nuovo volume, ogni colpo di scena e ogni caratteristica con cui ha impreziosito dei personaggi che già conoscevamo ma che hanno dimostrato di avere ancora molto da dare. Ho amato il modo in cui è riuscita a coinvolgermi anche con quelli nuovi e il fatto che in questo libro ci sia maggior presenza di donne forti e ricche di risorse (la mia preferita, oltre Clarsa, Nazira, la Profetessa d'ossa). Non manca, come già accennato, la tematica molto forte della sopravvivenza, ma troveremo anche voglia di riscatto, dolore, tradimenti, sacrificio, coraggio, violenza, tormenti, rivalsa e molto altro. La Saga dei Quadranti è un epic-fantasy dalle tinte dark ma è anche una serie ricca di risvolti capaci di sorprendere il lettore, di complotti di ogni genere, di inganni. Sono molto soddisfatta di quanto la Moro è riuscita a riservarci con La Traditrice del silenzio, certo mi sono un po' mancati i Daven-Furus perché non tutti hanno avuto spazio, ma da come termina il romanzo so per certo che qualcuno ritornerà. Adesso non resta che attendere il terzo volume, sperando di non dover aspettare troppo. Consiglio la lettura di questo libro a chiunque sia alla ricerca di un fantasy italiano davvero ben scritto, di personaggi caratterizzati in maniera magistrale, di un'avventura indimenticabile.
Non dimenticate di seguire l'evento e passare a leggere anche le altre recensioni ;) 
Qui sotto il calendario con tutte le tappe.

A presto!
xoxo
Photo Credit: Maurizio Manzieri
Rebecca Moro
Pinterest

lunedì 30 agosto 2021

Segnalazione made in Italy: "La traditrice del silenzio" di Rebecca Moro

 Buongiorno, lettori! ^^
Oggi vi accolgo sul blog con la notizia dell'uscita del nuovo romanzo di Rebecca Moro, "La traditrice del silenzio", secondo capitolo della Saga dei Quadranti. Come saprete già, ho letto di recente Il principe degli Sciacalli e sono rimasta colpita dalla storia e dalla bravura dell'autrice. Si tratta di una serie epic-fantasy davvero incredibile in cui troverete battaglie, tradimenti, atti di devozione, bestie guerriere, ma anche coraggio, nobiltà di cuore e colpi di scena. Per non parlare dei magnifici personaggi! Tutti i protagonisti meriterebbero una menzione ma vi consiglio di leggere la mia recensione per approfondire (link sotto, dove si parla della serie).

Non posso ancora dirvi molto sul secondo libro, che ho letto in anteprima e di cui vi parlerò tra pochi giorni, ma posso confermare che la Moro è un'autrice di grande calibro e ha confezionato, ancora una volta, un romanzo bellissimo, capace di tenere incollati alle pagine e ricco di avvenimenti e tensione. Trovo poi sia stupendo che la Moro sia riuscita a regalarci una cover di Maurizio Manzieri, lo stesso illustratore del primo volume edito Fanucci. Sono innamorata dei suoi splendidi lavori e ha sicuramente dato un tocco unico a questo secondo volume (l'immagine qui accanto è quella presente sul retro del libro).

Oggi, con le segnalazioni sui blog partecipanti al Review Tour ha inizio l'evento dedicato a La traditrice del silenzio, già da domani troverete, invece, le recensioni (tutte le date nel banner in fondo al post). Per la mia opinione tornate il 1° settembre e vi spiegherò perché questa serie è una delle più interessanti che abbia letto quest'anno. 

A Mnar un giovane imperatore sta crescendo,
alla Rocca una principessa si destreggia tra umani e bestie,
Ma è a sudovest che si cela un segreto che potrebbe minare l'intero Impero. 
Ancora una volta la Schiera dovrà rimettersi in marcia.

La traditrice del silenzio
di Rebecca Moro

Serie: La Saga dei Quadranti #2
Prezzo: 2,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile) 20,80 € (cop. rigida)
Pagine: 490
Genere: epic fantasy, fantasy
LinkAmazon
Trailer: https://www.youtube.com/watch?v=E1yYVzxjajo
Illustratore: Maurizio Manzieri (2021 Hugo Award Nominee)
Editore: Indipendently published
Data di pubblicazione: 30 agosto 2021

Per sette volte, dopo il giorno della Caduta, la ruota delle stagioni ha girato nell’impero di Mnar, e da allora molte cose sono cambiate. Nella torre della Superba l’Amato dai Protettori sta crescendo, all’ombra di un nuovo Arbitro che governa in sua vece, ma persegue soprattutto la propria ambizione. Nel Quadrante nordest una principessa infelice tiene la Rocca insieme ai suoi mariti e si destreggia tra umani e bestie, mentre gli altri superstiti dei Daven-Furus attendono al di là del mare, pronti ad accorrere se e quando l’Imperatore deciderà di cercare la propria vendetta. Ma è dal Quadrante sudovest che arriva la vera minaccia, da un mondo di disperazione, dove la conoscenza è stata a lungo sottratta e custodita da un Ordine di monaci obbedienti e dai principi di Brinnigor, per celare un segreto che potrebbe minare l’intero impero. E mentre Shobi-ti-Agrat è per tutti l’Abominio che deve essere fermato, la Schiera dovrà rimettersi in marcia e sollevare di nuovo gli scudi uncinati perché sono molti i beni preziosi da salvare.

LA SERIE

La Saga dei Quadranti prevede quattro libri. Il primo è stato pubblicato da Fanucci Editore (lo trovate ancora disponibile a prezzo scontato). Se volete leggere la mia recensione, la trovate QUI.

- Il Principe degli Sciacalli #1 (Fanucci, 2018)
- La traditrice del silenzio #2 (2021)
- L'arciere senza stendardo #3 (inedito)
- L'ultimo mastro #4 (inedito)

Il Principe degli Sciacalli

Prezzo: 4,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: epic fantasy, fantasy
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2018

In una manciata di giorni e in una lunga notte di sangue, la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invadere il più forte tra i Quadranti dell’Impero umano, travolgendo la famiglia del Mastro e il suo stendardo. Nessuno degli storici alleati è accorso in loro aiuto e i Ti-jak, una razza di bestie semiumane dai corpi massicci e ricoperti di squame, hanno falciato qualsiasi resistenza. Gli unici sopravvissuti dei Daven-Furus, il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni, non possono che sottomettersi alla triade a capo degli invasori: Raven diventerà lo schiavo del Jekret, la guida militare, mentre le sorelle saranno date in sposa per rafforzare il seme di quella genia ripugnante ma invincibile. Ciascuno di loro sarà chiamato alla scelta più difficile: mutare a caro prezzo la propria natura, assumendo un ruolo non previsto in un destino avverso e ostile, fino a quando ciò che sembra un abisso senza fine, potrà trasformarsi in un’occasione di rinascita. Dalla fortezza tra le rocce di Rovelia sino alle cime proibite di Lacan, dalla polvere dei deserti alle torri di Mnar, il tempo del Quadrante di nordest scorre inesorabile verso la rovina, ma non è detto che gli invasori siano gli unici nemici. E talvolta persino un’alleanza con le bestie può rappresentare l’ultima speranza di salvezza. Il primo avvincente capitolo della Saga dei Quadranti. Sul campo di battaglia, dove oltre alle armi contano anche i sentimenti, il cruento confronto tra l’uomo e la bestia. Un fantasy che penetra l’abisso più profondo della natura umana per scatenare i suoi demoni, nella tradizione delle grandi saghe epiche e indimenticabili.

Estratti da "La traditrice del silenzio"

«Il mio predecessore amava dire che la nostra Altissima Torre conosce il punto debole di ogni creatura che respira entro i sacri confini. Ma, alla fin fine, era un vecchio miope che faceva affidamento sul passato, senza scorgere un fiocco di polvere a due respiri dal proprio naso. Non aveva previsto lo scempio, e cioè che umani e bestie si sarebbero potuti alleare e fondere, corrodendo questo meraviglioso Impero dall’interno. Da sette estenuanti giri di ruota sto cercando di porre rimedio a tanta stoltezza.»


<<Finché il nordest non apparterrà di nuovo agli uomini, Mnar stessa continuerà a essere in pericolo.>>


<<Figlio mio, le leggi della Schiera sono selvagge e affascinanti, ma alla fine sarà la crudeltà calcolatrice del tuo lato umano che ti permetterà di salvarti.>>

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REVIEW TOUR - LE DATE
Non perdete nessuna delle tappe di questo fantastico evento. Sempre oggi, su Le tazzine di Yoko, trovate anche un'imperdibile intervista all'autrice!


Non vi resta adesso che correre a comprare la vostra copia del romanzo e godervi una lettura veramente unica e intensa. 

A presto!
xoxo

venerdì 20 agosto 2021

Recensione: "Il principe degli Sciacalli" di Rebecca Moro

Buongiorno, lettori! ^^
Mi ci è voluto qualche giorno, ma alla fine sono riuscita a elaborare delle parole di senso compiuto (forse) per parlarvi de “Il principe degli Sciacalli", di Rebecca Moro. Era da parecchio che volevo leggere questo romanzo e, in vista dell’uscita del secondo volume (La traditrice del silenzio, 30 agosto), finalmente l’ho letto. Mi aspettavo sicuramente una storia complessa, interessante e avvincente ma quello che mi sono ritrovata davanti ha superato di molto le mie aspettative. Vi lascio alla recensione in cui vi spiego tutti i motivi per cui ho amato il romanzo di Rebecca Moro e vi consiglio di recuperarlo al più presto!

Il principe degli Sciacalli
di Rebecca Moro

Serie: Saga dei Quadranti #1
Prezzo: 4,99 € (eBook), 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: fantasy, epic-fantasy
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2018

In una manciata di giorni e in una lunga notte di sangue, la Schiera degli Sciacalli è riuscita a invadere il più forte tra i Quadranti dell’Impero umano, travolgendo la famiglia del Mastro e il suo stendardo. Nessuno degli storici alleati è accorso in loro aiuto e i Ti-jak, una razza di bestie semi-umane dai corpi massicci e ricoperti di squame, hanno falciato qualsiasi resistenza. Gli unici sopravvissuti dei Daven-Furus, il principe Raven e le principesse Sarissa e Ioni, non possono che sottomettersi alla triade a capo degli invasori: Raven diventerà lo schiavo del Jekret, la guida militare, mentre le sorelle saranno date in sposa per rafforzare il seme di quella genia ripugnante ma invincibile. Ciascuno di loro sarà chiamato alla scelta più difficile: mutare a caro prezzo la propria natura, assumendo un ruolo non previsto in un destino avverso e ostile, fino a quando ciò che sembra un abisso senza fine, potrà trasformarsi in un’occasione di rinascita. Dalla fortezza tra le rocce di Rovelia sino alle cime proibite di Lacan, dalla polvere dei deserti alle torri di Mnar, il tempo del Quadrante di nordest scorre inesorabile verso la rovina, ma non è detto che gli invasori siano gli unici nemici. E talvolta persino un’alleanza con le bestie può rappresentare l’ultima speranza di salvezza. Il primo capitolo della “Saga dei Quadranti”. Sul campo di battaglia, dove oltre alle armi contano anche i sentimenti, il cruento confronto tra l’uomo e la bestia. Un fantasy che penetra l’abisso più profondo della natura umana per scatenare i suoi demoni, nella tradizione delle grandi saghe epiche e indimenticabili.

Provo grande soddisfazione ogni volta che mi ritrovo a leggere un buon fantasy, ma nel caso de Il principe degli Sciacalli la soddisfazione è doppia perché: 1) è un romanzo scritto magnificamente; 2) è un epic-fantasy italiano scritto da una donna. Questi elementi contribuiscono a rendere il romanzo quasi un caso raro, eppure vi posso assicurare che Il principe degli Sciacalli non ha nulla da invidiare ai romanzi di autori più famosi e d'oltreoceano perché il livello qui è altissimo. E il fatto che sia un epic scritto da una donna non deve farvi dubitare sui suoi contenuti, perché non ne posso più di leggere commenti sul fatto che una donna non sa scrivere fantasy, che i suoi protagonisti maschili sanno solo far ribollire gli ormoni o che la componente romance predomina su tutto il resto. Anche le donne sanno scrivere fantasy, o in questo caso epic-fantasy come si deve. Rebecca Moro ne è la prova assoluta. L’autrice non ci regala una storia edulcorata, ma per stomaci forti, in cui non mancano violenze, battaglie sanguinose e bestie feroci, ma oltre questo troverete anche una trama complessa e ben architettata, protagonisti apparentemente ricchi di difetti, che riescono a evolvere gradualmente, stupendo il lettore e facendosi apprezzare. Ciò che più mi ha entusiasmato è stato il fatto di come la Moro sia riuscita a darci una prospettiva diversa su chi sia davvero un mostro e chi no, perché è facile considerare degli enormi bestioni che invadono la tua terra dei nemici, ma se i veri nemici tramassero nell’ombra e avessero delle semplici sembianze umane? Il worldbuilding è uno degli elementi migliori del romanzo. Ogni aspetto mi è sembrato ben ideato e non è stato così difficile addentrarmi nel mondo creato dall’autrice e comprenderlo (non mancano tra l’altro schede sui personaggi, mappe, glossari e altre curiosità che hanno aiutato molto). L’impero di Mnar è diviso in quattro Quadranti e ogni Quadrante è retto da un Mastro dalle discendenze nobili e importanti. Al centro si erge La Superba, la casa imperiale di Mnar, che ha il compito di vigilare sui Quadranti e proteggerli. Oltre i confini dei Quadranti vi sono luoghi desertici, talvolta inesplorati, in cui abitano i Ti-jak, delle grosse lucertole guerriere, e altre bestie (Kroll-raga) che gli uomini non sono riusciti mai ad addomesticare. In realtà si sa ben poco su di loro, sono più che altro esseri leggendari, definiti anche demoni grigi o Sciacalli, di cui si narrano le peggiori barbarie. Pare che non facciano prigionieri e che si nutrano dei corpi dei caduti. Ma cosa ci sarà di vero dietro tutti i racconti su di loro?

La storia inizia con la presa di uno dei Quadranti, quello dei Daven-Furus a nordest, per mano dei Ti-jak. La Schiera di queste enormi bestie è riuscita a raggiungere l’inespugnabile fortezza della Rocca e ad abbattere il Mastro e il comandante della guarnigione. La loro guida militare, Rar-ti-Jekret sta per uccidere anche il giovane principe Raven Daven-Furus quando questo lo sorprende facendo atto di Devozione nei suoi confronti e provando a negoziare per la salvezza della sua gente. È una cosa inusuale, probabilmente nessuno, al suo posto, avrebbe mai osato tanto, Raven però, non essendosi mai sentito un guerriero all’altezza degli insegnamenti del padre, vuole provare a fare comunque qualcosa, qualsiasi cosa pur di non arrendersi. Il sangue dei Daven-Furus è un sangue puro, discende direttamente dall’uomo che stabilì i confini dell’impero e non può lasciare che una simile discendenza vada perduta per sempre.

<<Doveva fare un tentativo, prima che fosse finita.
La rocca era già caduta, ma una traccia di ciò che aveva amato e amava poteva superare l’alba. La sua gente poteva essere ancora risparmiata, per quanto non salvata.
Dopotutto, lui si era sempre considerato l’erede dei Daven-furus ed era ormai l’ultimo maschio sopravvissuto. L’unico che poteva preservare l’esistenza di tutti quelli che si trovavano sotto la protezione del Quadrante sul palmo del Jekret.>>

Raven diviene così lo schiavo del Jekret, ma nel patto di Devozione sono incluse anche le sue sorelle, i Fiori della Rocca. La più grande, Sarissa, detta anche La bellissima, viene promessa a Madari-ti-Bemar, erede e portatore del seme della Schiera, che dovrà unirsi al sangue puro dei Daven-Furus per generare un erede e assicurare la discendenza della loro rara specie. Sarissa è inorridita alla prospettiva di unirsi a una di quelle bestie, le stesse che hanno appena massacrato la sua gente, ma l’alternativa sarebbe la fine per tutti loro. La sorella Ioni è la più piccola della famiglia ma è molto sveglia e intelligente, di più larghe vedute rispetto a Sarissa. Comprende da subito il sacrificio di Raven e prova a far ragionare la sorella. Quel sacrificio è l’unica cosa che può dar loro una chance di sopravvivenza, devono sottomettersi ai demoni grigi, cercando, nel mentre, di prendere tempo, di conoscere e studiare il nemico per trovare un modo di cavarsela e uscirne. Ecco perché, alla fine, accetteranno le condizioni pattuite da Raven con il Jekret, riuscendo a mantenere i loro titoli, a mettere in salvo gran parte della gente del Quadrante e ad avere salva la vita. Ma cos’altro li aspetta da allora in poi? Quanti altri sacrifici? Quante altre sofferenze? Le vere domande, però, da porsi sono: perché nessuno da Mnar è accorso in loro aiuto quando i Ti-jak hanno attaccato il Quadrante? Perché il promesso sposo di Sarissa, del Quadrante degli Asfoltine, non si è ancora fatto vivo? Come può lasciare che le venga fatto del male?

Devo dire che tutta la prima parte del romanzo è talmente appassionante e coinvolgente che l’ho letta d’un fiato. I fratelli Daven-Furus, la loro storia, la storia dei Quadranti, l’attacco dei Ti-jak e tutto ciò che c’è da sapere su questi demoni grigi è veramente affascinante e tiene il lettore incollato alle pagine. Il tipo di storia che, però, ti ritrovi a leggere all’inizio è soltanto una piccola parte di tutto un lavoro approfondito e meticoloso che c’è dietro, in cui sono contemplati tradimenti, segreti di corte, alleanze improbabili e tutta una serie di altre sorprese che la Moro è stata bravissima a dosare. A parte un po’ di lentezza giusto nella parte centrale del romanzo e qualche scelta controversa riservata ai protagonisti, Il principe degli Sciacalli si è rivelata una lettura entusiasmante. Voglio osare facendo anche paragoni con Il trono di spade perché in più di un momento mi hanno assalito vibes alla GOT e il pensiero che fosse stato merito di un’autrice italiana mi ha infervorata. Rebecca Moro ha saputo creare una storia dal grande potenziale ed è stata capace di sfruttarlo molto bene. I personaggi sono tutti ben caratterizzati, a partire dai fratelli Daven-Furus, con personalità tanto diverse ma ugualmente interessanti. A loro viene dato un buon margine di miglioramento che porta ad un’evoluzione notevole e per nulla scontata. C’è Raven, che sente addosso la responsabilità di essere l’ultimo erede maschio di una casata ormai distrutta e per questo è disposto a tutto pur di salvare quel poco che gli è possibile salvare. Ridotto in schiavitù, piegato, torturato, usato, Raven sarà quello che, forse, più di tutti mostrerà un’irriducibile tenacia e voglia di sopravvivere. Il suo è un percorso fatto di imbarazzo e vergogna ma che piano piano ai suoi occhi, e anche a quelli del suo aguzzino, acquisterà rispettabilità, portandolo finalmente a mostrare il suo valore e la sua lealtà. Poi c’è Sarissa, la più vanitosa, scettica e avvenente dei tre fratelli, che trova ripugnante arrendersi agli Sciacalli. Per sé immaginava un futuro del tutto diverso e non è d’accordo nell’andare in sposa ad uno Sciacallo e ad essere usata solo per fecondare. Anche la sua immolazione durante le nozze di carne e sangue, però, sarà un modo per contribuire a salvare la sua famiglia e, nonostante sofferenze e, talvolta, scelte egoistiche, anche lei si ritroverà a fare dei cambiamenti quando la vera realtà dei fatti le si paleserà innanzi. Da quel momento in poi, imparerà a combattere le sue battaglie con le unghie e con i denti, a non nascondersi più dietro un titolo che ancora conserva e ai suoi privilegi, a difendere fino in fondo ciò che vale la pena di essere difeso. E, infine, abbiamo Ioni, la principessa bambina. Lei si è conquistata un posto speciale nel mio cuore, sin da subito, soprattutto per lo spirito e la compostezza con cui affronta le situazioni, anche le più spiacevoli. Ioni è quella che usa l’ingegno per imparare dagli Sciacalli quante più cose possibili, punti forti e punti deboli, convinta che prima o poi potrà usare quella conoscenza e fare la differenza. Al contrario di sua sorella che, in un primo momento, si mostra ostile per poi arrendersi agli eventi, lei dimostrerà che non per forza essere caduti nelle mani del nemico consista nell’arrendersi e nel perdere la dignità. E quando anche il suo momento di collaborare per tenere fede a una parte del patto con i Ti-jak arriva, Ioni lo affronterà a testa alta, con un coraggio non indifferente per la sua età. Di questo personaggio ho amato anche il modo di fare ironia o sdrammatizzare nei momenti più insostenibili, insomma Ioni, tu sei e sarai sempre la mia piccola e adorabile protetta <3

Sui Ti-jak ci sarebbe anche moltissimo da dire, ma quello che più mi preme è far notare come l’autrice abbia voluto sottolineare il divario tra uomo e bestia. È vero che gli Sciacalli sono esseri abominevoli capaci di nefandezze assolute, ma sono anche un popolo di guerrieri e non fanno nulla di più che le loro usanze non prevedano.

<<Gli Sciacalli non lasciano impronte sotto di sé/ Gli Sciacalli non lasciano resti dietro di sé/ Gli Sciacalli non lasciano che gli alberi mettano radici davanti a sé.>>

Da loro sai cosa aspettarti perché non si fanno problemi a nascondere la loro vera natura e le loro abitudini, ma ciò a cui bisogna fare più attenzione è piuttosto quello che altri celano. Perché, alla fine, il vero mostro può diventarlo l’uomo. C'è chi muove i fili di tutto solo per i propri interessi, chi non si fa scrupoli a usare le persone (e non solo loro) a proprio piacimento come pedine su una scacchiera. Si nasconde dietro una facciata di onorabilità e doveri, ma c'è molto altro sotto. L'autrice ci porta a riflettere sui rapporti umani e su quelli tra umani e Ti-jak, mostrandoci come quest'ultimo, nell'ottica della comprensione di una razza tanto diversa, possa essere migliore rispetto al primo. Infatti, ho trovato anche interessante il cambiamento nel legame creato tra il popolo conquistatore e quello conquistato.

Di tutto il romanzo, l’ultima parte è quella che mi ha sorpresa di più per la piega che hanno preso gli eventi e per la rivalsa che ottengono i protagonisti. Accade davvero l’impensabile e, una volta concluso il romanzo, hai solo voglia di scoprire cosa accadrà dopo perché è troppa l’esaltazione. Faccio i miei complimenti all’autrice che ha saputo confezionare una storia incredibile, ricca e affascinante, ha scritto di battaglie, eventi imprevedibili e personaggi che mi hanno catturata dalla prima all’ultima pagina. Con il suo stile esperto e ammirevole ha dato vita ad un mondo epico e fantastico assolutamente da non perdere. Consiglio a tutti gli amanti del genere questo romanzo, troverà di certo il modo di sorprendervi.
A presto!
xoxo

Foto credit: Pinterest

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