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venerdì 19 agosto 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Palazzo di sangue" di June Hur

Buon pomeriggio! ^^
Oggi per la rubrica “Milk, Cookies&Books: libri a merenda” vi parlo di una lettura un po’ diversa da quelle che ci trovate di solito. Ho letto Palazzo di sangue, di June Hur, un romanzo storico mystery ambientato nella Corea del 1700. È un romanzo per ragazzi (o, forse, sarebbe più indicato come young adult), la trama ruota intorno a degli omicidi, ma non ha descrizioni cruente, la prosa è semplice e alla fine del libro è presente anche un piccolo glossario che chiarisce i termini in coreano usati, per chi non ne avesse dimestichezza (alcuni devo dire che io già li conoscevo grazie ai k-drama che guardo - gli storici poi sono i miei preferiti). Una lettura affascinante con anche una bella storia d'amore slow-burn. Scopritela qui sotto e fatemi sapere se il libro vi ispira! ;)
Ringrazio la casa editrice per la copia inviatami in cambio di una recensione onesta.

Palazzo di sangue
di June Hur

Titolo originale: The Red Palace
Prezzo: 7,99 € (eBook) 15,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 319
Genere: romanzo storico, ragazzi, young adult, giallo, mystery
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 17 maggio 2022

Essere figlia illegittima nella Corea del 1700 significa non avere futuro. E infatti nessuno scommetterebbe su Hyeon, diciotto anni e una passione per la medicina. Neanche chi l'ha messa al mondo. Eppure, la sua determinazione la porta fino al palazzo del principe, dove trova lavoro come infermiera di corte. Non diventerà mai medico, certo, perché è solo una donna, ma se non farà troppo rumore forse riuscirà a ottenere almeno il rispetto di suo padre. Nel palazzo, però, niente è come sembra. Jeongsu, la sua mentore, la mette in guardia fin da subito: i pettegolezzi possono essere pericolosi. Possono esplodere… In una sola notte vengono assassinate quattro donne, i loro corpi sono rinvenuti nell'ambulatorio di Jeongsu. Nessuno ha visto nulla, ma per la polizia trovare un capro espiatorio tra le donne non è difficile. È Jeongsu la colpevole. E merita la morte. Hyeon è certa che la sua amica non abbia commesso quegli omicidi ed è intenzionata a provarlo. Anche se per farlo potrebbe attirare su di sé il biasimo di tutti. Ricostruire i fatti che hanno portato al massacro, però, è più pericoloso del previsto e nemmeno la strana alleanza che Hyeon stringe con Eojin, giovane ispettore dai modi autoritari e lo sguardo intenso, può proteggere la ragazza dalla rovina. Soprattutto perché… la scia di sangue non accenna ad arrestarsi. June Hur dà vita a un romanzo basato su fatti storici reali, l'inquietante storia di un Jack lo Squartatore coreano.

Da grande amante di drama storici coreani, non potevo lasciarmi sfuggire questo libro. Palazzo di sangue si è rivelata una lettura parecchio piacevole, mi ha intrattenuta bene, ho trovato il testo molto scorrevole e l’indagine costruita in maniera intrigante. Siamo nella Corea del 1700, in epoca Joseon. Hyeon è un’infermiera che ha appena ottenuto un posto al palazzo del principe. Ma la stessa notte in cui lei si trova a dover medicare un uomo che finge di essere il principe, nell’ambulatorio della sua mentore, l’infermiera Jeongsu, avviene un massacro. Quattro donne vengono trovate morte e pare proprio che la prima sospettata sia l’infermiera Jeongsu. Ma Hyeon conosce bene l’infermiera, per lei è stata come una sorella maggiore e mai sarebbe stata capace di compiere degli omicidi simili. Decisa a scagionarla, inizia a darsi da fare per scoprire cosa possa essere successo davvero, ritrovandosi in poco tempo invischiata nell’indagine del massacro, grazie anche alla complicità del giovane ispettore Seo Eojin, che vede in lei una valida alleata. Hyeon è intelligente, una ragazza che ha sempre cercato di fare del suo meglio per realizzarsi. Nata fuori dal matrimonio, quindi figlia illegittima, e femmina, a dispetto del desiderio di chi l’ha messa al mondo, Hyeon è intenzionata a non compiere altri errori. Vuole essere degna del rispetto di suo padre, degna di considerazione ed è disposta a lavorare duro per riuscirci. Ma per quanti sforzi faccia, sembra sempre che lui non riesca a esserne fiero. Così Hyeon si lascia coinvolgere in un’avventura più grande di lei, sperando possa portare un cambiamento positivo nella sua vita, ma soprattutto per cercare di salvare da condanna certa una persona innocente come la sua mentore. Ho apprezzato molto la determinazione di Hyeon, che nell’epoca in cui è nata e nella sua condizione, ha sicuramente avuto vita non facile ma è stata in grado di cavarsela. Il suo acume la porterà lontano, le permetterà di stare al passo con un’indagine complicata, di collaborare con la polizia e allo stesso tempo muoversi a palazzo come una spia, per scoprire nuovi dettagli che possano aiutarla a far luce sulla faccenda. Il suo desiderio di essere amata, di essere apprezzata per ciò che è, il suo buon cuore, la rendono una protagonista davvero speciale, con cui è facile empatizzare.

Diversi i personaggi che incontriamo nel romanzo, tutti delineati abbastanza bene. Si potrebbe solo rischiare di confondersi, soprattutto per via dei tanti nomi non facili da ricordare, ma facendo la giusta attenzione si può scampare questo pericolo. Ho amato molto i due protagonisti, Hyeon per il suo essere tanto ribelle in un’epoca in cui poche libertà sono concesse, soprattutto alle donne, e Eojin per la sua integrità e il suo senso di giustizia, che pare non possiedano tutti nella polizia, specialmente se si tratta di indagare a corte. La vicenda del massacro, infatti, si intreccerà con il sospetto che possa essere stato il principe ereditario a commettere gli omicidi e, se così fosse, bisognerebbe considerare che tutto il futuro della dinastia sarebbe a rischio. Ecco perché i due giovani dovranno essere cauti e ponderare bene ogni indizio, senza giungere a conclusioni affrettate. Le indagini li porteranno anche ad avvicinarsi l’uno all’altra, sarà un avvicinamento graduale, tipico di questo genere di storie (esattamente come nei k-drama), fatto di piccoli gesti e sguardi imbarazzati, che però porterà a un bell’epilogo. Il finale è abbastanza scontato, mentre per quanto riguarda il colpevole degli omicidi, penso di aver intuito a metà libro chi fosse ma ho comunque seguito con interesse l’andamento delle indagini, che mai un momento ho trovato noioso o mal gestito. L’ambientazione è la parte migliore del romanzo, mi è sembrata molto accurata ed è uno dei motivi che mi ha tenuta così avvinghiata al libro. Se amate anche voi la cultura coreana, qui la troverete davvero ben trattata, del resto l’autrice è nata in Sud Corea, quindi sa il fatto suo. Probabilmente, tra i romanzi con ambientazione orientale letti fino a ora, è uno dei più validi. Nonostante l’argomento trattato, il romanzo può essere letto da una fascia di lettor* più giovani; non troverete descrizioni macabre, anzi è tutto molto sobrio e non particolarmente cruento, penso però sia più adatto indicarlo come uno young adult. I fatti sono ispirati a una storia vera, come viene rivelato nelle note dell’autrice a fine libro, e alla vita e alla morte del principe ereditario Jangheon, noto come “Sado”, figura che l’ha sempre affascinata. Sebbene venga fatto anche un confronto con Jack lo Squartatore, posso assicurarvi che il paragone non è realmente calzante. Vi consiglio Palazzo di Sangue se amate i gialli e i misteri da risolvere, se amate le storie con ambientazioni uniche e culture diverse dalla nostra, se vi piacciono le storie d’amore tenere e appena accennate. Vi terrà buona compagnia, soprattutto se volete ritrovare il mondo dei k-drama storici anche in un libro. Una lettura piacevole, appassionante, scritta bene, non nego che mi piacerebbe leggere ancora storie simili. Di sicuro terrò d'occhio l'autrice ;)
Fonte immagini: Pinterest

martedì 21 giugno 2022

Recensione: "She's my trouble" di Angela Contini (a cura di Elena)

Buongiorno, lettor*!
Ieri è uscito "She's my trouble", ultima fatica di Angela Contini, una novella contemporary romance legata alla serie principale She's. L'aveva già recensita in anteprima la nostra Marika (QUI) e oggi tocca a Elena, anche lei fan della serie. Scoprite la sua opinione e fateci sapere cosa ne pensate. A presto!

She's my trouble
di Angela Contini

Prezzo: 1,99 € (eBook)
Pagine: 235
Genere: contemporary romance
Editore: selfpubishing
Data di pubblicazione: 20 giugno 2022

Le favole non finiscono sempre con un "E vissero felici e contenti"? Dovrebbe essere così, ma la realtà non è quasi mai una favola, lo sanno bene Yeol e Marika che, per stare insieme, hanno dovuto affrontare diversi problemi. Quando, finalmente, le cose sembrano andare per il verso giusto, succede l'imprevisto. Vecchie conoscenze tornano a rompere gli equilibri, nuovi dubbi si insinuano tra di loro e minano un rapporto che credevano solido come una roccia. Eppure, nonostante ciò che dicono e fanno, nessuno dei due sembra intenzionato a interrompere i preparativi per l'imminente matrimonio, tanto da arrivare a fingere con parenti e amici che vada tutto bene. Dopotutto le favole sono solo favole, la vita è un'altra cosa, non basta una bacchetta magica, ma forse basta l'amore, la più potente fra le magie, per avere il lieto fine che entrambi rincorrono. Dopo le vicende che li hanno visti protagonisti in She's my song, Yeol e Marika tornano in una novella per raccontarci del loro quotidiano, di nuove responsabilità e di come queste non risparmino nessuno, che tu sia un idol o una persona comune.

Ormai è esplosa ufficialmente l’estate con i suoi campi di grano fioriti e il caldo non più rassicurante ma soffocante, che non fa desiderare altro che ricercare spiragli di frescura e riposo. Con i suoi fiocchi di neve e i venticelli primaverili al profumo di ciliegio, arriva in soccorso l’ultima opera, uscita da pochissimo (potete trovarla dal 20 giugno come self-publishing su Amazon), della scrittrice italiana Angela Contini: She’s my trouble, quarto libro della serie ambientata tra Corea e Italia, composta al momento da She’s my drama, She’s my song e She’s my crazy girl e attesissimi nuovi titoli e future novelle, per rincontrare e riabbracciare tutte e tutti i personaggi che impariamo ad amare nello sfogliare delle pagine.

She’s my trouble è il quarto libro, nonché prima novella (termine riduttivo in quanto per pagine, emozioni suscitate e tematiche è un vero e proprio romanzo) della serie, con la protagonista e il protagonista di She’s my song, Marika e Yeol, le cui vicende proseguono e si intrecciano nel terzo libro She’s my crazy girl. Motivo per cui consiglio la lettura in ordine cronologico di uscita. Si tratta della serie della scrittrice,che ci fa viaggiare tra le bellezze (e non solo) di Napoli e di Seoul, in compagnia di Cassie, Joon-Jae, Min-Ji, Marika, Hyesun e dei Cosmo. È una serie romance contemporanea, con scene esplicite sessuali (ma mai volgari né gratuite, anzi giustificate nel contesto e significative), tra il romanzo di formazione e tratti di denuncia sociale. Se non conoscete i libri e siete curios*, potete farvi un’idea generale sulla serie o sui singoli romanzi con le recensioni senza spoiler presenti sul blog! Altrimenti, se non temete piccoli spoiler sulle vicende passate, senza indugi, iniziamo. Pront*? Via!

“<Come hai fatto a trovarlo?> [...] <L’ho cercato sulle pagine gialle.>”

Tutto ha avuto inizio con un “Ciao, Marika”, l’incontro e lo scontro di due menti orgogliose e testarde, due persone determinate e forti. Abbiamo riso, sofferto e imprecato con loro e abbiamo lasciato la coppia felice in pieno fermento per i preparativi per il futuro matrimonio.

“Ora mi godo l’inaspettato. Qualcosa che non avevo previsto. Quella cometa che passa una volta nella vita, o forse mai. A me è successo. L’ho afferrata e ora la tengo più stretta che posso. Non che tema possa sfuggirmi. La tengo stretta perché mi piace così.”

La novella si apre come un romanzo quotidiano per poi trasformarsi in un vortice di frecciatine e presenze fastidiose dal passato, incomprensioni, dubbi e paure
. Ci sarà una causa esterna scatenante, ma non sarà che una parentesi. Se nel romanzo She’s my song la protagonista e il protagonista si ritrovano ad affrontare e indagare soprattutto l’essere idol e il passato di Yeol, nella novella scopriamo alcuni lati bui del passato di Marika, come il bullismo attivo e digitale, le sofferenze e le ansie di essere costantemente analizzati e spiati, traviando e trasformando qualcosa di bello in qualcosa da cui si vuole fuggire. Come per Yeol, scopriamo i fardelli di Marika, il suo essere una “tipa tosta”, la sua corazza per non essere più ferita. Entrambi i personaggi, insieme e separatamente, impareranno ancora una volta che non dovranno dimostrare niente a nessuno, se non a loro stessi e alle persone care che già sanno quanto valgono.

“Il nostro rapporto si traduce in un’altalena pericolosa, ma forse, l’amore che proviamo l’uno per l’altro, ci aiuterà a non cadere e, di sicuro, la vicenda appena vissuta sarà un’esperienza preziosa che si aggiungerà al nostro bagaglio. Dobbiamo crescere [...]”

La e il protagonista attraverseranno un percorso di crescita psicologica: soprattutto Yeol, tra la sua arte poetica e i suoi gesti, dimostrerà la sua umanità e il suo lato di uomo rispettoso e romantico. Senza più etichette, Marika e Yeol, si rivelano essere personaggi veri e realistici, mai snaturati nei loro caratteri, felici e assediati da paure, che inciampano davanti agli ostacoli del presente e alle ingiustizie del passato. Ma, soprattutto, sono pronti a rialzarsi e crescere, consapevoli di chi sono e di chi sta loro a fianco, mostrando e regalando all’altro il loro “lasciarsi andare”, il potenziale che nascondevano sotto gli strati di sofferenze, ingiustizie ed etichette forzate. È un romanzo in cui si respira amore, rispetto e fiducia, senza nascondere gli aspetti difficili che possono incorrere in una relazione e l’importanza del parlare e del chiarirsi per crescere insieme.

“<Ottimo lavoro, figlia mia. Dovevi trovare la tua strada in Corea, e hai trovato un’autostrada a sei corsie.>”

È nato tutto grazie a “un viaggio e proseguirà con le cause di un viaggio e la risoluzione grazie a un altro viaggio”: la Corea è il luogo geografico che consolida le proprie scelte e l’amore, l’unico posto in cui Marika e Yeol si sono sentiti davvero liberi, “... nonostante tutto, nonostante la vita non sia affatto facile, nonostante tutte le difficoltà” affrontate. Il luogo geografico diventerà simbolo da cui ripartire e ricominciare anche da un luogo, la casa diverrà la persona che si imparerà a conoscere un passo dopo l’altro. Una casa fatta e costituita da due persone, insieme.

“Come se domani non dovesse esistere più. Come se fossimo fatti della stessa sostanza dell’amore. Il tentativo di restare legati a pensieri che abbiano un senso è fallimentare.”

Questa storia iniziata con She’s my song, in un perfetto parallelismo e spirale che si chiude e si riapre con She’s my trouble, è narrata con uno stile sempre scorrevole e coinvolgente, fatto di siparietti divertenti e dialoghi ironici, profondi e commoventi. Ma anche con uno stile poetico grazie a lettere, citazioni di canzoni e descrizioni di paesaggi, in uno stile prettamente orientaleggiante, non puramente descrittivo ma che trasmette, in sintonia al clima della storia, la quotidianità, l’intimità e le emozioni. Una storia che si vive perché è umana: agli occhi della e del protagonista che si illuminano per le piccole cose, complicità, gesti, parole, racconti, aneddoti culturali, tradizioni, passeggiate sotto le stelle, litigate e riconciliazioni, amicizie ed amore.

“<La conosci la storia dietro l’uso degli ombrelli gialli in Corea?> [...] <Indica la determinata volontà di proteggere.>”

Come un filo rosso che lega i libri della serie, troviamo i titoli e le citazioni delle canzoni che aprono ogni capitolo e, un altro aspetto importante, la missione dell’autrice di sfatare i falsi miti e i pregiudizi culturali, quelli occidentali verso l’oriente e viceversa, sempre con chiarezza e rispetto. Presenta, a tratti con naturalezza, precisione (con studio, argomenti storici, sociali e politici) e a tratti con ironia, le tradizioni e gli aspetti sociali discutibili e denunciabili. Molto interessante nella novella, infatti, troviamo la descrizione e il confronto tra culture diverse della preparazione del matrimonio e dei retroscena, le difficoltà per chi resta, del periodo di hiatus, le pause e gli allontanamenti forzati per offese sociali.

“Sono le ore 7.56 di un mercoledì mattina e oggi comincia il nostro nuovo inizio!”

In conclusione non posso che consigliare la novella e in generale i romanzi della serie She’s, sia a coloro che amano i romance contemporanei, sia a coloro che amano la cultura orientale o l’hanno scoperta da poco, sia a coloro che amano i drama (e, in particolare, dopo la fine di Shooting Star sentono un vuoto! Non vi pentirete!).

Non posso che ringraziare la scrittrice per averci regalato, ancora una volta, la possibilità di viaggiare in Corea, di averci fatto sbirciare nella quotidianità e nei guai di Marika e Yeol, ma soprattutto di avermi dato l’opportunità di leggere in anteprima l’attesissima novella!

Non mi resta che augurarvi buone letture e buon ascolto.


Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle
Fonte immagini: Pinterest

lunedì 24 gennaio 2022

In viaggio verso Seoul con la trilogia She's my, di Angela Contini (a cura di Elena)

Buongiorno, lettor*!
Oggi la nostra Elena ci porta a Seoul, in Corea del Sud, per parlarci della trilogia di Angela Contini, di cui oggi esce il terzo volume, "She's my crazy girl". La sua recensione è generica e comprende tutti i volumi della serie, non ci sono spoiler, perciò godetevela tranquillamente. Vi lascio alle sue parole e faccio un grosso in bocca al lupo ad Angela per il Release di oggi. Non perdete questa serie!
**I dati della scheda che segue riguardano l'uscita di oggi, She's my crazy girl**

(She's my drama - She's my song)
She's my crazy girl
di Angela Contini

Prezzo: 2,99 € (eBook) 14,99 (cop. flessibile) 
Genere: contemporary romance
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 24 gennaio 2022

Un’incresciosa situazione ha messo a dura prova l’esistenza di Hyesun negli ultimi tempi, per questo lascia New York e si rifugia in Corea, a Seoul, dove suo padre, presidente di un’agenzia di entertainment, le offre la possibilità di diventare il manager dei Cosmo, il più famoso gruppo Kpop nel panorama musicale mondiale. L’incontro, o per meglio dire lo scontro con Kenji, uno dei membri della band, rende la loro collaborazione un susseguirsi di conflitti di varia natura. Kenji è un tipo che non lascia correre e si diverte a stuzzicare la giovane manager nei modi più disparati, ma la convivenza con Hyesun suscita in lui il desiderio di essere amato per l'uomo che è, non solo per l'immagine che dà di se stesso. Lei, sebbene restia, non può fare a meno di sentirsi attratta dall’imprevedibile Kenji e a un certo punto nessuno dei due sarà capace di tirarsi indietro davanti all’impeto dei sentimenti che li travolge, almeno finché non viene svelato uno scomodo segreto che riguarda proprio l’idol. Una verità che costringe Kenji ad affrontare la gogna mediatica, giornaliste livorose, e la vendetta dei suoi stessi famigliari. Kenji non percorrerà questa nuova strada da solo. Hyesun rimarrà nell’occhio del ciclone con lui, ma quanto sarà disposta ad avvicinarsi all’idol? Quanto gli concederà di se stessa? Quanto sarà pronta a sacrificare? Quello che costruiranno nel frattempo resisterà alla tempesta in cui entrambi finiranno? Li terrà uniti o li separerà per sempre? Forse, ciò che li unisce, va oltre quello che loro stessi credevano di poter provare l’uno per l’altra.

Oggi partiamo da una domanda molto semplice: cosa vi appassiona? C’è qualcosa che vi aiuta ad evadere dalla routine quotidiana, che non vedete l’ora di abbracciare appena tornat* a casa? Una domanda che, ultimamente, mi fa scaturire sorrisi, gridolini e saltelli. Una domanda che coinvolge le vostre passioni, che richiamano quelle abitudini o quelle ricerche che vi travolgono, che da semplici curiosità spesso diventano ossessioni. Che siano semplici gesti, come tuffarsi in un libro, prendere un album da disegno, impugnare una penna o premere il pulsante play, sono quelle ossessioni positive, solitarie o tutte da condividere agli orari del giorno e della notte più assurdi, che riscaldano il cuore e fanno stare bene. Quelle passioni che ci portano ad allacciare le scarpe per esplorare nuovi mondi, mettere le cuffie alle orecchie e perdersi in nuovi paesaggi, ritmi e lingue. La mia nuova ossessione mi ha trascinata in una cultura, in una società fatta di linguaggi e note musicali contemporaneamente vicine e lontane dalla nostra. E questa mia nuova ossessione, fatta di kpop e kdrama (e tanto, tanto altro), la condivido con le protagoniste dei libri di cui vorrei raccontarvi oggi, proprio in occasione dell’uscita del terzo volume della serie. Quindi eccomi qui a condividere le storie scaturite dall’inchiostro della penna della scrittrice italiana Angela Contini: la trilogia ambientata in Corea del Sud, composta da tre romanzi, She’s my drama, She’s my song e She’s my crazy girl e da future attesissime novelle.

“È strano, terribilmente strano ed eccitante. Sono io la straniera qui, con il mio taglio di occhi straniero, la mia lingua straniera, il mio accento straniero.”

Una trilogia, che cattura dalla prima all’ultima parola, grazie ad uno stile semplice e frizzante, caratterizzato da dialoghi che strappano più di un sorriso o che fanno riflette. Una trilogia che, come in una perfetta sinfonia, armonizza due culture diverse ma similari tra loro, che si attraggono e si incuriosiscono, quella occidentale e quella orientale. Una trilogia che ci fa volare da Napoli a Seoul, dall’Italia alla Corea, dagli Stati Uniti per ritornare in Corea, per vivere storie d’amore per tutti i gusti. Storie divertenti e travagliate, ironiche e sofferte, ma soprattutto storie che regalano diversi giri sulle montagne russe delle emozioni: risate, commozione ed empatia. Non sono solo romanzi che narrano semplici storie d’amore ambientate ai nostri giorni, ma che raccontano anche la Storia e le tradizioni, un’industria del cinema e della musica e una società che spesso vengono idealizzate come le fiabe o le mode, ma che nascondono lati oscuri, questioni e tematiche sociali che distruggono e fanno soffrire. La scrittrice descrive di una cultura e di una società spesso stereotipata, mostrandola nella sua verità, senza illusioni o perfezionismi. Sacrifici, paure, responsabilità, obblighi, normalità, libertà di scelta. Diritti mancati e costrizioni. Qua e là lancia messaggi sociali molto chiari e denuncia le brutture, esponendo i fatti con chiarezza e facendo riflettere sulle azioni compiute. La scrittrice, tra siparietti e fraintendimenti, dà spazio e demolisce tutti i pregiudizi e i cliché, regalando avventure, emozioni e personaggi verosimili, se non veri. E sono proprio Cassie, Joon-Jae, Min-Ji, Raeon, Marika, Yeol, Hyesun e Kenji a rendere le storie vere, perché sono personaggi reali, di cui impariamo a conoscere tutti i colori e le sfumature dei loro mondi interiori, empatizzando ed identificandoci.

“… è difficile per qualcuno che cresce con una visione piuttosto stereotipata di questo Paese e dei suoi abitanti venire a patti con la realtà. Questo Paese non è peggiore o migliore di tanti altri, e quelli che lo abitano hanno gli stessi pregi e gli stessi difetti di chiunque. Forse abbiamo solo una diversa cultura e un modo di approcciarsi differente ma i pensieri sono gli stessi. Cerca di liberarti degli stereotipi e ci apprezzerai per quello che siamo: persone.”

Sono donne e uomini con origini, caratteri e storie diverse, ma che si ritrovano ancorati alla quotidianità e alla routine, accumunati da un infelicità compresa o nascosta, che indossano maschere e confusione, che si trovano davanti ad un bivio che non potranno più fingere di non vedere. Si accontenteranno del percorso che altr* hanno disegnato per loro o che pensano di aver scelto razionalmente? Riusciranno a trovare quel qualcosa che li sorprenderà? Ma prima di tutto riusciranno a sorprendere se stessi? Con curiosità, forza, lealtà e con coraggio, ognun* con il carattere che l* contraddistingue e con i propri tempi, combatteranno insicurezze ed incertezze, dubbi e orgoglio, il passato e i falsi desideri imposti. Riusciranno a liberarsi di tutte quelle catene, che siano derivate dallo status, dalla fama, dalla paura, dalla famiglia, per scoprire chi sono davvero.

“Ho speso ventisette anni della mia vita ad apparire per compiacere mia madre, ma finalmente posso scegliere di essere.”

Ed è così che le e i protagonisti di queste storie saltano nei loro drama e drammi personali! Questa costellazione di personaggi è composta da voci diverse: una schietta, l’altra semplice, un’altra ancora poetica, romantica, impulsiva, profonda, timida. Ma soprattutto sono unite da amicizia, fiducia, rispetto e lealtà. Queste voci così umane, diverse ma simili, trovano la giusta collocazione nella trama, come le note di una canzone su uno spartito. Voci distinguibili e che insieme formano una melodia di cui ci si innamora, che si vuole ascoltare, scoprire ed accompagnare (spesso anche con qualche scappellotto!).

“Vorrei che fosse tutto così semplice come per quel fiume. Lui sa dove deve scorrere, non cambia il suo corso, non è come lo stupido cuore delle persone che se ne va un po' dove pare a lui.”

Il pratico viaggio verso la Corea, fatto di valigie e biglietti, diventa metaforico, “l’anticamera” di una nuova vita: non solo una meta, ma un percorso che sarà anche iniziato a causa di strani casi, episodi, frazioni di secondo, ma che stravolgono e rendono più interessanti le storie. Un’anticamera che permetterà di raggiungere obiettivi e sogni, ma soprattutto che insegnerà a vivere le emozioni all’interno di un percorso fatto di alti e bassi, come le vite di ogni uomo e donna. Il desiderio di normalità e tranquillità, di equilibrio e condivisione, troverà la giusta strada grazie all’incontro di più cuori che non aspettano altro di battere all’unisono.

“La musica. Ogni situazione particolare della vita si meriterebbe la musica giusta. La colonna sonora che l’accompagna le azioni, le parole, gli sguardi.”

E proprio come nella tradizione dei drama, la trilogia ha una colonna sonora, che non fa semplicemente da contorno o da sfondo, ma è una vera e propria protagonista: ogni capitolo è caratterizzato dal titolo di una canzone che con le note, i ritmi, le parole sono poesie, dichiarazioni, inni, che arricchiscono ed accompagnano le avventure, i pensieri e le azioni delle e dei personaggi e di chi legge, facendoci addentrare sempre di più in questo pazzo affascinante mondo.

In conclusione non posso che consigliare questi romanzi, sia a coloro che amano i romance contemporanei, sia a coloro che amano la cultura orientale, sia a coloro, che come me, l’hanno scoperta da poco e che vorrebbero una sorta di guida e mini enciclopedia (grazie anche alle utilissime note e alle traduzione dei termini di uso comune, ai consigli sui drama e le canzoni!) ad un mondo e ad una cultura che non vedono l’ora di gustare sempre di più.

Non posso che ringraziare la scrittrice per averci regato la possibilità di viaggiare in Corea in compagnia di Cassie, Joon-Jae, Min-Ji, Marika, Hyesun e i dei Cosmo, e di avermi dato l’opportunità di leggere in anteprima l’attesissimo terzo volume!

Non mi resta che augurarvi buone letture e buon ascolto,


Elena


Fonte immagini: Pinterest

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