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giovedì 2 luglio 2026

Recensione: "Romance Rivalry" di Susan Lee

Buongiorno, lettor*! ^^
L’estate è cominciata abbastanza presto dalle mie parti e il mare mi ha ha già attirato a sé da tempo. Nonostante le giornate trascorse in spiaggia, però, continuo a leggere e scrivere recensioni, quando le temperature in casa lo permettono. Oggi era una buona giornata per scriverne una. In realtà.. no, mi sono quasi sciolta del tutto, ma volevo troppo parlarvi di un romanzo, letto da poco, che ho letteralmente adorato e di cui si è parlato, ahimè, pochissimo. Si tratta di Romance Rivalry, ufficialmente la lettura perfetta da portare al mare. Non so perché non abbia ancora visto molte recensioni di questo libro in giro, ma vi posso assicurare che tra le sue pagine si nasconde una storia davvero carina e ben scritta, che vi farà sorridere per tutto il tempo.

Romance Rivalry
di Susan Lee

Prezzo: 13,99 € (eBook) 20,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 276
Genere: contemporary romance
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 12 maggio 2026

Irene Park ama follemente i romance, tanto da averne fatto il centro del suo mondo: ne legge tanti, tantissimi, per poi recensirli online per la sua nutrita e affezionatissima community. E ovviamente conosce alla perfezione tutte le regole che rendono indimenticabile una storia d'amore. Peccato che, nella vita vera, il suo cuore sia ancora fermo alla prima pagina. Per questo, quando inizia il college, decide che è arrivato il momento di trovare finalmente il suo grande amore. E quale modo migliore se non affidarsi proprio a ciò che conosce meglio, cioè i trope del romance? Dopo tutto, se funziona per i personaggi dei libri, perché non dovrebbe funzionare anche per lei? La situazione però si complica e poi le sfugge di mano con l'arrivo di Aiden Jeon, suo rivale online, nemesi dichiarata e unico ragazzo capace di metterla davvero in crisi. A causa sua, infatti, quello che doveva essere un piano perfetto e lineare verso il personale happy ending di Irene, si trasforma in qualcosa di molto più imprevedibile, travolgente... e reale. Tra una sfida a suon di trope con Aiden, tanta confusione ed emozioni difficili da catalogare, Irene capirà che non sempre l'amore, come la vita vera, segue uno schema preciso. Con Romance Rivalry, Susan Lee celebra tutto ciò che i lettori amano nelle storie d'amore divertendosi a giocare con i trope del genere, regalandoci così una storia frizzante e romantica che, tra omaggi, sorprese inattese e finali da sogno, sarà una carezza per tutti i romance-addicted.

Non so cosa mi abbia attirata di Romance Rivalry, ma non appena ho visto questa uscita ho desiderato farla mia. Forse la copertina che ricorda l’illustrazione di un manga shōjo, i protagonisti che sembrano usciti da un k-drama o la trama, così apparentemente leggera da urlarmi “hai bisogno di una lettura del genere in questo momento!”. Non ne ho proprio idea. Sta di fatto che ho iniziato a leggere e, impegni permettendo, ho finito questo libro prima di quanto mi aspettassi. Metteteci pure un po’ di deliri sulla chat delle amiche perché sì, anche loro DEVONO leggerlo, e avrete una vaga idea di quanto il libro mi sia piaciuto. Romance Rivalry si presenta, possiamo dirlo, come una storia un po’ banale. Abbiamo una ragazza che ama follemente il mondo del romance e decide di affidarsi ai classici trope per trovare un fidanzato. Fino a qui voi direte: “che cavolo di storia è?”. Beh, in realtà posso assicurarvi che è più divertente di quanto si immagini. Susan Lee ci porta all’interno della vita di Irene Park, una ragazza di origini coreane che vive a Los Angeles ed è la fan numero uno del genere romance. Non la si potrebbe nemmeno considerare una fan vera e propria, ma una ragazza che vive letteralmente di romance. Il romance è la sua dimensione, il suo mondo, tutto per lei ruota intorno al romance. Il suo motto è: La risposta a tutte le domande della vita si può trovare nei romance

Irene sta per entrare al college. Ha scelto di frequentare la Brighton, in cui hanno un buon programma di letteratura contemporanea, il suo sogno è diventare un'editor. Al momento, trascorre le sue giornate leggendo romance e recensendoli sul suo canale youtube. Ha un grande seguito, qualche sponsor l’ha già contattata per delle collaborazioni e lei non potrebbe essere più felice di così. Se non fosse che… parla continuamente d’amore ma non riesce ad avere uno straccio di fidanzato e chi la segue mette in discussione la sua capacità di recensire romance solo perché non ha vissuto l'amore in prima persona. Così inizia a elaborare un piano infallibile per trovare l’amore. Lo troverà proprio al college e lo farà usando i trope del genere romance. 

"Arriverà anche per me il momento di essere la protagonista."

Non sembra una cattiva idea, lei è la regina del romance, conosce tutti i trope, sa come muoversi in questo ambito, cosa potrebbe andare storto? Sarà un gioco da ragazzi! E invece no, perché a quanto pare Irene non ha fatto ancora i conti con la realtà, vive come in una bolla, crede che nel romance possa trovare la risposta a ogni cosa, ma si renderà conto che non è esattamente così. L’università non è il luogo che aveva immaginato e sin da subito deve vedersela la complessità delle materie da studiare, con una routine diversa e con delle ansie che non aveva assolutamente tenuto in considerazione. Per di più, proprio alla Brighton, si ritrova ad avere a che fare con Aiden Jeon, anche lui recensore youtuber di romance, suo indiscusso rivale. Il problema non è esattamente lui, ma la sua community, che pare sempre enfatizzare le opinioni di Aiden e remare contro quelle di Irene, facendole perdere credibilità. L’assegnazione di un compito a coppia, la fa inaspettatamente trovare a stretto contatto con lui, e posso da subito assicurarvi che la tensione sarà sempre alle stelle, con questi due. La rivalità tra loro è piacevole da leggere, e capitolo dopo capitolo, ci ritroveremo a esplorare insieme a Irene qualsiasi trope romance esistente, durante la sua ricerca di un fidanzato ideale e anche quando, con Aiden, nascerà una sorta di sfida a chi trova prima l’amore grazie ai trope.

Okay, ammetto che nominare così tanto i trope mi fa un po’ sentire cringe (e anche usare la parole cringe in questa recensione mi fa sentire cringe), ma giuro che non leggevo niente di tanto carino da tempo. L’escamotage dei trope è solo la maniera che l’autrice ha trovato per raccontare una storia in cui sia facile entrare, perché ormai loro la fanno da padrone quando dobbiamo scegliere cosa leggere; una volta dentro, vi renderete conto di quante tematiche vengono messe in ballo e inizierete a guardare il libro con occhi diversi. Perché Romance Rivalry non è solo un libro che parla d'amore attraverso i trope, ma è molto di più.

Innanzitutto, abbiamo una ragazza che è una figlia di mezzo e come tale soffre della sindrome da figlia di mezzo. Ha una sorella che fa la modella per famosi brand cosmetici coreani, un fratellino che è una star del golf, e poi c’è lei, che sta ancora cercando la sua strada e vuol solo far felici i genitori. Ecco perché decide di diventare un’editor, per accontentare la madre che ama leggere, e frequentare Brighton, per accontentare il padre che l’ha frequentata prima e ha sempre desiderato lo facesse anche lei.

“[…]sono la figlia di mezzo che non ha mai davvero combinato niente e che continua a cercare di fare colpo sui suoi genitori facendo tutto quello che loro vogliono… e fallendo.”

Irene fa di tutto per non deludere i propri genitori, per essere importante ai loro occhi quanto lo sono suo fratello e sua sorella. Vuol essere qualcuno anche lei, ma dato che l’unica cosa che sa fare, e che ama, è leggere romance, se deve essere grande in questo campo, vuole essere letteralmente la numero uno. Le critiche la distruggono, le aspettative anche, e a modo suo cerca di non vacillare, di reggere tutto, ma non sarà un’impresa facile.

A farla dubitare ancora di più di se stessa, si mette Aiden, quel rivale che sembra essere perfetto in tutto e riuscire in qualsiasi cosa. Quel ragazzo che la segue ovunque, che la mette alla prova, che la sfida, che sembra uscito lui stesso da un romance. Come può detestare tanto una persona e allo stesso tempo trovare la sua compagnia piacevole? Però anche Aiden, come Irene, nasconde qualche segreto. Lui vuole diventare scrittore ed, essendo per metà coreano come Irene, anche lui è cresciuto in una famiglia che ha molte aspettative. Ma Aiden ci è andato contro e adesso vuole solo riuscire a realizzare i suoi sogni, a costruirsi un futuro con le sue sole forze, combattendo anche contro un Disturbo Specifico dell’Apprendimento che gli crea non poche difficoltà.

L’autrice non manca qui di lanciare delle precise critiche alla società coreana che genera grandi aspettative soprattutto nei giovani e che li vuole sempre iper-performanti e produttivi, eccellenti in qualsiasi campo, argomento spesso presente anche in molti altri romanzi o serie tv coreane.

Nonostante la semplicità con cui il romanzo scorre, con i capitoli che riportano i titoli dei trope romance più gettonati, e piccoli stralci di recensioni che anticipano tali capitoli (idea carinissima, questa), mi sono ritrovata insieme a Irene anche a riflettere sul ruolo de* book-blogger di oggi. La protagonista ama profondamente leggere e recensire libri e ci trasporta nel suo universo che è anche il mio e quello di molt* di voi che mi seguono. Ci sono tutti i retroscena presenti, anche quelli più inaspettati, e questo mi ha fatto sentire molto vicina alla protagonista, a empatizzare talmente tanto da immedesimarmi completamente nella storia.

"La maggior parte delle persone nella mia vita non comprende la mia passione per la lettura e tanto meno rispetta il mio diritto di leggere dove e quando voglio."

 Ma non è soltanto questo. Romance Rivalry tocca le corde più profonde di noi lettor*, in questa storia siamo protagonist*, ci sentiamo capit*, ci sentiamo qualcuno, non soltanto uno o una qualsiasi del mondo blogger. I suoi problemi, le sue ansie, le sue paure, ogni suo piccolo gesto o rituale… sono anche i miei… i nostri. Ecco perché ho amato tanto questo libro e perché mi sento di consigliarvelo, perché questo libro parla anche di voi.
E se anche voi, come Irene, avete avuto problemi all’università, avete odiato il corso intrapreso o non capivate le materie da studiare, se anche voi vi siete sentit* sopraffatt* da una realtà che non si è dimostrata come vi aspettavate, allora avete con la protagonista ancora più cose in comune del previsto.

Irene ha deciso che vuole essere, per una volta, la protagonista nella storia della sua vita e per farlo usa i trope perché è l’unica cosa che sa di conoscere bene. Vuole essere un’eroina romance come quelle che è abituata a leggere. Vuole riuscire a superare la sua ansia sociale e diventare qualcuno di cui la sua famiglia possa essere fiera, realizzando persino i loro sogni. Ma si renderà conto troppo tardi che la sua famiglia la ama per ciò che lei è e vuole solo che sia felice...

Questa storia mi ha regalato delle ore di lettura spensierate. Per tutto il tempo mi è sembrato di guardare uno dei miei k-drama preferiti, ma con questo non intendo che sia tutto edulcorato, anzi sicuramente chi guarda k-drama come me, saprà bene quanto profondi riescano ad essere, in una maniera così semplice che ti spiazza. Come vi dicevo, mi sono rivista molto in Irene, ma anche Aiden è un personaggio ben caratterizzato, in cui ci si può rispecchiare. Di certo, si avrà un’idea migliore di lui verso la fine, quando l’autrice svelerà i suoi segreti e ci regalerà, come ciliegina sulla torta, anche un pov tutto suo, ma sin dall’inizio non potrete fare a meno di amarlo. Perché? Perché finalmente, anzi FINALMENTE, abbiamo un personaggio maschile che non è un completo malessere. Aiden non vuole essere rivale di Irene, lui la stima profondamente. Aiden non vuole metterle i bastoni fra le ruote, ma vuole aiutarla a brillare. Aiden non fa scenate pazze di gelosia, ma aspetta il momento giusto per rivelare i suoi sentimenti. E, quando lo fa, credetemi, vi farà palpitare il cuore. Aiden è in tutto e per tutto una green flag e se amate questo tipo di protagonisti, allora dovete conoscerlo. Vi innamorerete di lui, della sua ironia, delle sue premure silenziose, della sua gentilezza… e delle sue dannatissime fossette, naturalmente :P

Romance Rivalry è una storia super cozy, che nasce per coccolare chi la legge, ma che allo stesso tempo spinge a uscire dalla propria zona di comfort, a guardare al di là dei cliché, a sentirsi vist* e meno pers*, a essere più onest* in ogni ambito della nostra vita. Perché le bugie che Irene si racconta e racconta, sono le stesse che chiunque di noi conosce fin troppo bene. È qualcosa che abbiamo vissuto, che abbiamo attraversato. Pur di sentirci amat*, a volte, siamo dispost* a mettere da parte chi siamo davvero, a spingerci oltre, a sminuirci per trovare approvazione. Questo libro mette tutte queste cose su un piatto, te le mostra e ti fa capire che tutti portiamo una maschera, ma che anche senza quella maschera possiamo ricevere amore e approvazione. Possiamo mettere da parte l’ego, le paure e scoprire chi siamo veramente. Scoprire che non abbiamo bisogno di niente e di nessuno che ci salvi, perché possiamo salvarci da sol*, semplicemente rimanendo fedel* a noi stess*.

Il finale, poi, mi ha letteralmente tramortita. Il modo in cui Irene rimette a posto la sua vita, il modo in cui cerca di rimediare ai suoi errori, per essere degna non solo di Aiden, ma anche di se stessa. Davvero, non so più come dirvi che Romance Rivalry è esattamente il libro di cui ogni lettor* aveva bisogno. Vi aiuterà a ritrovare il vostro posto nel mondo.

Romance Rivalry è un libro tutto da scoprire (come Irene stessa dice di Aiden, quando inizierà a conoscerlo meglio) e sono sicura che vi farà emozionare come ha fatto emozionare me. Ho perso il conto di quanta roba ho appuntato su questo libro e quanti segnapagina ho consumato. Fatevi semplicemente il favore di leggerlo, dategli un’opportunità e poi venitemi a dire se ne è valsa la pena o mi sbagliavo. Vi aspetterò con un bel “ve lo avevo detto…” :)

5 tazzine di caffè, come non ne davo da tempo. Tutte meritate!

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 11 ottobre 2024

Recensione: "The Pumpkin Spice Café" di Laurie Gilmore (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di un libro super atteso qui in Italia, The Pumpkin Spice Café, di Laurie Gilmore, che uscirà il 29 ottobre per Newton Compton, con il titolo Amori e segreti al Pumpkin Spice Cafè. Lei lo ha letto in inglese perciò se siete curios* e volete farvi un'idea del romanzo, potete scoprire in anteprima qualche dettaglio in più. Vi lascio alla sua opinione e alla scheda del libro; vi faccio notare che ho inserito copertina e dati dell'edizione italiana perché uscirà davvero a brevissimo. Vi aspettiamo nei commenti come sempre ;)

The Pumpkin Spice Café
di Laurie Gilmore

Prezzo: 5,99 € (eBook) 12,90 € (cop. rigida)
Pagine: 288
Genere: contemporary romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 29 ottobre 2024

Benvenuti a Dream Harbor: questa è la stagione per innamorarsi. Quando Jeanie riceve in eredità dalla zia l'amato Pumpkin Spice Cafè a Dream Harbor, decide di cogliere al volo l'occasione e di costruirsi un nuovo inizio lontano dal noioso lavoro d'ufficio. Tutti nella cittadina sembrano conquistati dal buon umore di Jeanie e dal suo strepitoso caffellatte speziato; tutti eccetto Logan, uno scontroso contadino che detesta i pettegolezzi e preferisce stare da solo. Ma l'esuberanza di Jeanie e un mistero che incombe sul Pumpkin Spice Cafè costringeranno Logan a passare molto tempo con la strana ragazza di città. Riuscirà a resistere a lei e al suo caffellatte speziato?

È arrivata stagione delle zucche, del thé caldo, delle foglie che cadono, dei primi cardigan (più o meno) e con essa anche la voglia di letture a tema. Poteva un libro con foglie dorate in copertina intitolato The Pumpkin Spice Café non essere il primo della lista? Ovviamente no. Primo libro di una serie di romanzi autoconclusivi ambientati in una cittadina da sogno il cui nome è letteralmente Dream Harbor (i suoi abitanti hanno deciso di chiamarsi Dreamers), The Pumpkin Spice Café vede come luogo d’azione principale l’omonima caffetteria fulcro del paesino appena “ereditata” dalla protagonista Jeanie che, sconvolta da un traumatico evento collegato al suo lavoro precedente, decide di cambiare radicalmente vita e riprendere le orme della zia, la quale nel frattempo si gode beatamente la pensione, e gestire la piccola attività. I suoi propositi di semplice e lineare conduzione commerciale si scontrano però con la realtà già dalla prima notte che Jeanie passa nel piccolo appartamentino situato sopra la caffetteria. Invece che dormire sonni tranquilli, infatti, la protagonista passa le ore buie inquietata da strani rumori che turbano la sua quiete e la sua calma mentale. Ma niente panico che fa subito la sua entrata in scena il protagonista maschile, un rappresentante perfetto di una specie clichè ma tanto adorata e adorabile della categoria romance, il brontolone dal cuore d’oro racchiuso in una camicia di flanella, in questo caso conosciuto anche come Logan, o anche persona protetta dall’intera cittadina che si è autoeletta “comitato di protezione e supporto del Logan, il povero disgraziato vittima di cocenti delusioni e dolori”, con sommo disappunto del diretto interessato, che si vede costretto a girare per la città ad orari improbabili per evitare persone e domande curiose. 

Ed è proprio durante una di queste sue antelucane attività che si scontra, letteralmente, con la protagonista che, prima di capire quale perfetto esemplare flanelloso le è capitato tra le mani lo scambia per un serial killer. Ovviamente da ottimo rappresentante della categoria, Logan sistema subito l’incomprensione e, fagocitato da quel turbine di parole che è Jeanie, si ritrova suo malgrado catapultato in una strana e poco convenzionale caccia al fantasma e non solo. Il fascino frizzante della protagonista riesce a trapassare pian piano le sue burbere difese rischiando di lasciarlo totalmente allo scoperto in tutta la sua vulnerabilità. Come i nostri due protagonisti riusciranno a bypassare cittadini impiccioni, traumi passati e indecisioni personali si può scoprire solo leggendo, vi basti sapere che non mancheranno scene tragicomiche, un club del libro a dir poco movimentato e cicaleccio e scottanti rivelazioni.

The Pumpkin Spice Café è il libro perfetto per chi ha amato la serie Una mamma per amica
, e anche per quelli a cui non piace (ad esempio la sottoscritta), le atmosfere di inizio autunno, quando già si cominciano a sognare vestiti e bevande calde e coccolose ma ancora non fa abbastanza freddo, permeano l’intero libro, e se le uniamo a dei dialoghi frizzanti e spiritosi otteniamo una lettura “cozy” perfetta per questo periodo. I vari personaggi che troviamo durante lo svolgimento della storia sono tutti rappresentati con delle caratteristiche peculiari che li contraddistinguono e li rendono quasi delle macchiette, partendo dal sindaco di Dream Harbor che è riuscito a convincere tutti i suoi concittadini della sua “abilità” di previsione del futuro e delle scelte migliori per la città grazie ai suoi ormai famosi sogni profetici che immancabilmente fanno la loro comparsa nelle temute (da Logan) riunioni di consiglio cittadino. Abbiamo anche le migliori amiche del nostro protagonista maschile che a loro modo sono caratterizzate per delle peculiarità, una per essere una instancabile romantica con il naso immerso tra i libri e l’altra per avere in corso una faida con il proprietario del pub locale che sa tanto, più che di insofferenza, di tensione romantica repressa che tutti stanno aspettando sfoci in una fantastica storia di rivals-to-lovers (e credetemi lo aspettiamo noi lettori ma anche tutti i Dreamers). C’è da dire che nei prossimi libri tutti questi adorabili personaggi avranno lo spazio che meritano con lo sviluppo delle loro storie e l’introduzione di altri nuovi abitanti. Questa caratterizzazione così completa e specifica sia dei personaggi sia della cittadina, che man mano che si prosegue con la serie diventa sempre più dettagliata, fa sì che leggendo questo libro si abbia quasi la sensazione di sentir parlare e assistere alle giornate di vecchi amici. 

L’unica pecca che si può trovare nella storia è data dal fatto che essendo lo sviluppo della storia molto semplice e quasi scontato le uniche difficoltà che ci sono da risolvere sono prodotte da problemi di comunicazione causati da voli pindarici mentali e intromissioni cittadine che però sono ovviamente e prontamente risolte, per chi si innervosisce (come me) quando i problemi si possono risolvere parlandosi chiaro questo è un aspetto presente nello sviluppo della trama che può non far impazzire. Per il resto se si è appassionati di film a tema stagionale, tipo i classici film natalizi che stiamo tutti aspettando con ansia, e di letture comfort questa serie è perfetta.
Voto: 4 tazze di pumpkin spice latte bello caldo e goloso.

Eleonora


Fonte immagini: Pinterest, Amazon

martedì 10 settembre 2024

Recensione: "Io baro, tu bari, egli bara" di Giulia Barucco (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^ Come state? 
Vi siamo mancate? Coffee&Books ha deciso alla fine di prendersi una pausa un po' più lunga, causa caldo insopportabile e impegni vari, ma non ci siamo dimenticate di voi. Da oggi riprende, infatti, la normale attività qui sul blog e anche sui social, vi aspettano tante recensioni che non vediamo l'ora di condividere con voi. Iniziamo in bellezza con l'opinione della nostra infaticabile Eleonora, che si è divertita un sacco a leggere Io baro, tu bari, egli bara, di Giulia Barucco, una rom-com molto originale che vi sorprenderà. Scopritela qui sotto e fateci sapere, come sempre, cosa ne pensate nei commenti! A presto :D

Io baro, tu bari, egli bara
di Giulia Barucco

Prezzo: 3,99 € (eBook)
Pagine: 325
Genere: romance contemporaneo, commedia romantica
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 26 giugno 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

La Love4Every1 è un’agenzia per cuori diversamente solitari, che sfrutta l’intelligenza artificiale allo scopo di creare match senza margine d’errore. La scontrosa Amelia Mordini e il convalescente Tommaso vengono ricattati, rispettivamente dalla migliore amica di lei e dalla famiglia di lui, per entrare nel programma naziamoroso dell’agenzia. Lei è una designer di sex toy, intollerante a tre quarti della popolazione vivente. Lui, a causa di un incidente motociclistico, è parzialmente grattugiato e impotente. Obiettivo finale? Farli innamorare in soli otto giorni.

Dopo aver letto il primo libro di Giulia Barucco, Una zebra a pois, e dopo essere stata conquistata dallo stile leggero e ridanciano di questa autrice, sapevo che avrei letto ogni libro da lei scritto. L’ultimo in ordine cronologico è Io baro, tu bari egli bara. Come i suoi precedenti romanzi, anche questo è una rom-com a tratti folle e assurda ma non così tanto quanto si potrebbe pensare dopo aver letto la trama. I protagonisti di questa storia sono Amelia, come la strega di Paperino e come la Earheart, una donna fieramente sposata con il suo lavoro ed insofferente verso la quasi totalità della popolazione umana, specie se di sesso maschile e specie se bresciana ma con un nome anglofono tipo Jennifer o Jonathan, e Tommaso un uomo che a sposarsi o anche solo ad avere una relazione ormai non ci prova nemmeno più con grande disappunto del fratello e della lacrimevole madre. Secondo lui, infatti, le uniche interazioni normali che potrà avere da qui alla fine della sua esistenza, famigliari esclusi, sono quelle con i suoi clienti, persone che convenientemente non hanno più la possibilità di intrattenere conversazioni o esprimere pareri perché sono ormai defunte. Cosa potranno avere mai in comune due persone apparentemente così opposte? Sicuramente amici e parenti impiccioni, che convinti di fare del bene sfruttano l’arma del ricatto morale per ottenere quello che vogliono, che entrambi partecipino a un esperimento di appuntamenti al buio. La faccenda consiste nell’uscire per otto giorni consecutivi con un partner scelto dall’agenzia di dating tramite i dati forniti dai parenti e grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, il goal decantato è che in questo lasso di tempo gli accoppiati diventino a tutti gli effetti una coppia, secondo le statistiche fino ad ora la percentuale di successo è del 100%. Amelia, la quale si sente brutalmente ingannata e senza via di scampo, per non perdere la sua migliore amica (anche se al momento priva delle sue facoltà mentali per cause matrimoniali), è ovviamente decisa a cambiare le cose e a demolire dall’interno un sistema che a detta sua le impedisce di continuare a vivere un'esistenza priva di idioti a circondarla. Tommaso invece parte per l’avventura sentendosi già sconfitto in partenza e con il presupposto di far felici i suoi dimostrando allo stesso tempo che si sbagliano sulle sue prospettive future di normalità e felicità. Quello che i due protagonisti non si aspettano è che ad aiutarli in questo percorso ci saranno delle intelligenze artificiali con addirittura qualifiche da plurilaureati che li consiglieranno e seguiranno nel tortuoso percorso della costruzione di una effettiva relazione tra due completi sconosciuti, imparando e adattandosi nel frattempo alle loro personalità, Jennifer l’AI di Amelia imparerà addirittura ad utilizzare il sarcasmo, tanto caro alla sua assistita.

Il giorno fatidico del primo appuntamento comunque arriva per tutti e i nostri due protagonisti non possono far altro che riluttantemente presentarsi all’appello nel posto indicato e accuratamente studiato per favorire un ambiente rilassante e funzionale alla buona riuscita della serata. Una serata che però, contrariamente alle aspettative, inizia in maniera un po’ rocambolesca e prima di finire alla stessa maniera si trasforma in un piano di complotto anti-agenzia di dating, con somma gioia e risatine malefiche da parte di Amelia. Staremo a vedere poi chi ride per ultimo, lei o la sua amata e odiata AI che tra statistiche e manipolazioni ride, ride, ride?

Tra un appuntamento anticonformista e un altro, infatti, l’affiatamento e l’attrazione tra i due continuano a crescere, nonostante siano entrambi ferocemente tenuti a bada da due testardi e cocciuti determinati a non soccombere, pian piano le difese di entrambi cominciano ad abbassarsi e iniziano a emergere le loro vulnerabilità, riusciranno ad andare fino in fondo? Solo le intelligenze artificiali lo sanno dire.
Quello che invece si può dire del libro è che, come al solito, lo stile e la scrittura di Giulia Barucco non deludono mai. L’autrice ha infatti una penna spigliata e ridanciana, a tratti quasi goliardica che riesce sempre nello scopo di creare delle storie che fanno ridere a crepapelle il lettore. Nonostante la trama presenti una situazione ai limiti dell’assurdo grazie al mix di elementi che la compongono, com’è in realtà tipico di tutti i romanzi di questa autrice, ciò che rende possibile , non dico immedesimarsi, ma di sicuro percepire la “tangibilità” della storia è l’umanità dei personaggi che traspare in tutte le pagine e in tutte le situazioni, pure di quelli che non sono dotati di mente e corpo fisico e che sono puramente frutto dell’azione combinata di algoritmi complessi. I dubbi che si fa venire Amelia, le sue paranoie, le situazioni che si creano tra due persone che sono ai primi stadi di una conoscenza, così come le insicurezze di entrambi che emergono, i pensieri dei loro cari, l’impiccio degli amici che vogliono sapere, vedere, credere, sono tutte cose che chiunque ha provato sulla propria pelle a prescindere dal contesto particolare del romanzo in questione. Poi ammettiamolo, chi non vorrebbe un suggeritore nell’orecchio in grado di sciogliere o addirittura evitare quei momenti di imbarazzo che si possono potenzialmente venire a creare? Io lo vorrei, se poi l’ “aiuto da casa” è come Jennifer allora basta solo dirmi dove devo mettere la firma. L’AI creata dall’autrice, per quanto poco io me ne possa intendere, è proprio come mi immaginerei un supporto tecnologico di intelligenza artificiale, in evoluzione costante in base al rapporto che si crea con l’essere umano e sempre al confine tra “oddio, perché non sei una persona reale” e “menomale che non lo sei perché sei a dir poco inquietante”. Proprio grazie a questo mix il lettore arriva a percepire Jennifer come un effettivo personaggio all’interno della storia, una sorta di aiutante nascosto, ma nemmeno tanto, tipo i personaggi che stanno dietro le quinte a suggerire e monitorare la situazione nei film di spionaggio e simili.

Un aspetto che differenzia quest’ultimo titolo rispetto ai precedenti è la presenza del doppio POV, utile ed efficace per rendere ancora più vere e in evidenza le fragilità che hanno entrambi i protagonisti, entrambi infatti in questo romanzo faranno un percorso di crescita e di presa di coscienza che li porterà a essere la versione “migliore”, e che tutti i loro cari avevano già intravisto, di loro stessi, con modi e tempi diversi. Ma alla fine quello che conta è il risultato, no??!

Ps: per chi ha letto anche i suoi romanzi precedenti potrebbero esserci gradite sorprese.

Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

venerdì 7 giugno 2024

Recensione: "Il Cigno" di Elsa Lohengrin

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un contemporary romance con tematiche lgbt+, che ho avuto modo di leggere grazie all’Ufficio Stampa Ultime dai libri. Si tratta di Il Cigno, di Elsa Lohengrin. Ho letto il romanzo in anteprima e ne ho apprezzato vari aspetti. Un ringraziamento sincero anche all’autrice per la copia digitale in cambio di una recensione onesta.

Il Cigno
di Elsa Lohengrin

Prezzo: 4,99 € (eBook) 14,99 € (cop. flessibile)
Pagine: 480
Genere: romance contemporaneo, m/m, lgbt+
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 14 febbraio 2024

Il dottor Killian Altavilla è senza parole. Dopo aver rinunciato al sogno di diventare medico legale per accontentare la sua ragazza, Mélanie, scopre di essere stato scelto come assistente di uno dei migliori medici legali in circolazione ed è costretto a rivalutare la sua decisione. Ma non appena Killian incontra il suo nuovo capo, il Professor Lachlan MacLeod, il mondo perfetto che si è creato intorno comincia a sgretolarsi. Il rapporto con Mélanie diventa sempre più conflittuale e la sua vita quotidiana si trasforma in una gabbia dorata. Perché Killian non è quello che tutti pensano. Killian si porta dentro il peso di una scelta fatta quando era troppo giovane e ne paga le conseguenze ogni giorno, anche se non lo vuole ammettere. Ma adesso è arrivato il momento di fare i conti una volta per tutte con il passato che sta disperatamente cercando di ignorare. Riuscirà a salvare la relazione con Mélanie e a diventare medico legale o crollerà sotto la pressione dei ricordi risvegliati dall’imponente figura di MacLeod? Il Cigno è il primo romanzo di una trilogia dedicata a Killian Altavilla all'interno della Saga degli Altavilla, una serie dedicata alle vicissitudini sentimentali dei membri di questa numerosa ed eclettica famiglia contemporanea. Se ti piacciono le storie ricche di conflitti interiori e interpersonali, in cui i personaggi devono fare i conti con il lato più oscuro di sé per scoprire la loro vera essenza, allora amerai questo romanzo psicologico intriso d’amore e di amicizia.

"Volevo nascondermi tra le sue braccia, ma volevo anche fuggire, perché sapevo che da quel momento sarebbe cambiato tutto tra noi e non sapevo come."

Il Cigno
è il primo romanzo di una trilogia dedicata alla famiglia degli Altavilla. Questo volume è incentrato principalmente su Killian Altavilla, ma l’autrice non manca, sin da subito, di farci conoscere anche gli altri membri di questa numerosa ed eterogenea famiglia, sebbene bisognerà aspettare gli altri libri per approfondirli meglio. Killian, il nostro primo protagonista, è un personaggio molto complesso. Si può dire che non gli manchi nulla, è circondato da persone che tengono a lui, ha un buon lavoro e sta per salire di grado e ha al fianco una donna stupenda che vuole un figlio da lui. Eppure, nonostante ciò, non si sente completamente appagato. È come se gli mancasse qualcosa, anche se non sa ancora bene cosa. Killian è un ragazzo che si è sempre prodigato per gli altri e continua a farlo. Quello in cui riesce meno è pensare un po’ a se stesso, a cosa vuole veramente per sé. È convinto di avere tutto ciò che si possa desiderare, ma in realtà non è così, perché il suo sogno è sempre stato un altro tipo di lavoro. La sorella Nora, che lo conosce fin troppo bene, lo costringe così a fare domanda per un colloquio con il famoso Lachlan MacLeod, anatomopatologo di fama mondiale di cui si conoscono i successi, soprattutto con la nuova tecnica all’avanguardia della virtopsia, e il nulla più totale riguardo la sua persona, il suo aspetto o la sua vita privata. 

MacLeod è un mistero, eppure Killian vede in questo lavoro la possibilità che non ha mai sperato di avere, la possibilità di affermarsi in un ambito che ama e al fianco di una persona dall’indiscutibile genio. Il colloquio non va come lui si aspettava ma pare comunque che Killian sia il più qualificato per fare da assistente a MacLeod. Questo imprevedibile colpo di scena cambia ogni prospettiva per Killian, che dovrà decidere di mettere da parte tutte le sue sicurezze, quelle fondamenta a cui per anni si è tenuto aggrappato, per esplorare qualcosa di nuovo, una strada del tutto diversa che non ha mai avuto il coraggio di intraprendere. Sarà un’esperienza del tutto diversa per lui, soprattutto perché MacLeod non si dimostra la persona che immaginava e all’inizio farà molta fatica a cercare di comprenderlo, di stare al suo passo. Ma piano piano si renderà conto che dietro quell’aura misteriosa c’è una persona che vuole davvero conoscere meglio, e questo lo porterà ad avvicinarsi pericolosamente a lui, facendo traballare il suo già precario rapporto con Mélanie.

Il Cigno è una storia di rinascita, un percorso che il protagonista fa per ritrovare se stesso, per affermarsi, per imparare a conoscersi a fondo e amarsi. Si è sempre negato la felicità pur di assecondare gli altri, pur di far contente le persone che lo amano, ma solo quando riuscirà finalmente ad amare se stesso potrà provare la felicità che non ha mai assaporato davvero. Ho apprezzato il modo in cui l’autrice lo ha costruito, l’ho trovato un personaggio molto credibile, in cui è facile rispecchiarsi. E anche se ci vuole un bel po’ prima di riuscire ad abbandonare tutte le paure e credere in se stesso, è stato interessante anche assistere alla nascita dell’affiatamento con MacLeod. I due hanno caratteri molto diversi, ma riusciranno a trovare una loro sintonia, nonostante le varie differenze. 

Il romanzo è scritto molto bene, la penna di Lohengrin è sicura, attenta e professionale. Non ci sono sbavature nel suo stile, solo un po’ di lentezza qua e là ma probabilmente dovuta al lavoro di introspezione sul protagonista. Oltre all’attenzione verso la conoscenza profonda interiore di Killian, che ci porta anche a esplorare tematiche lgbt+ molto ben trattate, l’autrice ispeziona una coralità di personaggi e una varietà di altre tematiche molto interessanti. Lascio che le scopriate da voi e che abbiate modo di apprezzarle quanto me. Mi ha colpito tra le tante, anche il ruolo significativo della musica all'interno del romanzo, musica classica di cui Killian è amante e che lo accompagna come un'amica fedele durante il suo lungo percorso. Sicuramente di grande fascino è anche l’ambientazione, che si sposta tra Zurigo e Berna, così come il richiamo a varie culture (italiana, tedesca, scozzese, svizzera). C'è molto dell'autrice stessa in questo libro. Lohengrin ha riversato molto della sua esperienza personale nel romanzo e nei suoi protagonisti, vivendo quasi in una famiglia come quella degli Altavilla. Se avete seguito i suoi contenuti, o state seguendo l’evento organizzato da Ultime dai libri, avrete di certo avuto modo di approfondire molti dettagli tramite le interviste o i post dedicati al romanzo. Io non posso far altro che consigliarvi Il Cigno e dirvi che sarà per voi una lettura molto piacevole. Il romanzo è autoconclusivo, ma vi lascerà con la voglia di conoscere meglio anche gli altri membri della famiglia... una famiglia che a fine romanzo sentirete un po’ di amare come fosse la vostra.

Fonte immagini: Pinterest

sabato 11 maggio 2024

Recensione: "Kulti. Fidati di me" di Mariana Zapata (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Giulia ci parla di un'altra delle sue ultime letture, ovvero Kulti. Fidati di me, di Mariana Zapata. L'autrice è amatissima e conosciutissima e non dubitiamo che anche questo nuovo romanzo farà scalpore. Ha già conquistato il cuore di Giulia, fateci sapere se farà breccia anche nel vostro ;)

Kulti. Fidati di me
di Mariana Zapata

Prezzo: 5,99 € (eBook) 12,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 480
Genere: contemporary romance, sport romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 23 aprile 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Da piccola, Sal Casillas sapeva chi sarebbe stato l'uomo della sua vita: Reiner Kulti, l'icona del calcio, di cui aveva il poster appeso al muro. A ventisette anni, però, Sal ha accettato che la realtà prendesse il sopravvento sulle improbabili fantasticherie di un tempo, ormai relegate in un passato lontano. O almeno così credeva, perché Reiner Kulti è appena piombato nella sua vita, e questa volta in carne e ossa o, meglio, in scarpini e fischietto: sarà il nuovo allenatore della sua squadra. Sembra un sogno che si realizza. Eh, già, sembra, perché la tensione tra i due non tarda ad arrivare... ed è tanto travolgente quanto proibita. Giorno dopo giorno, il rapporto tra il mister e la sua giocatrice si trasforma in un estenuante pressing, in cui si alternano rivalità, odio, risate, tregue. Così, tra un battibecco e l'altro, Sal e Reiner vedono nascere tra loro un'amicizia speciale, che si fa via via più appassionata. Entrambi hanno paura di subire un gol, entrambi temono quel che potrebbe succedere se infrangessero le regole... Chi vincerà la partita?

Buongiorno a tutti e a tutte! Eccomi tornata con una nuova recensione, un romance slow burn che mi ha fatta disperare per la maggior parte del tempo ma che alla fine mi ha riempito il cuore di dolcezza e tenerezza. Mariana Zapata è conosciuta come la regina degli slow burn, e in questo libro non si smentisce sicuramente, anzi potrei certamente dire che quando si parla della Zapata lo slow burn assume tutto un altro significato, più profondo, ti lascia cuocere non a fiamma bassa ma a fiamma bassissima, per poi farti emozionare con la dolcezza dei personaggi.

Qual è il significato del titolo? Prima di essere incuriosita della trama, sono stata curiosa del titolo, non riuscivo a capire il suo significato, poi ho letto la trama e un po' di tasselli sono andati al loro posto. Kulti non è una cosa, Kulti è una persona, un uomo, un mito, il primo amore, una delusione e ora un allenatore, Kulti è tutte queste cose per la nostra protagonista. Sal Casillas è una giocatrice di calcio a livello professionistico, la punta migliore delle Houston Pipers, una ragazza equilibrata, educata, con un carattere forte, pronta a tutto pur di vincere insieme alla sua squadra, un’amica leale e altruista. All’età di sette anni vide Reiner Kulti, un diciannovenne tedesco, segnare un gol in una partita impossibile da salvare, e proprio in quel momento quella bambina si sentì talmente tanto ispirata da quel giovane ragazzo da diventare proprio come lui. Vent’anni dopo quella partita, Sal si trova proprio dove vorrebbe essere, ha abbandonato il sogno di diventare una calciatrice come il suo ex mito, ma quando se lo ritrova come vice allenatore per una stagione, tutto il mondo intorno a lei si ferma, e si ritrova a essere quella bambina che si era ripromessa di sposare la stella del calcio tedesco.

“Con mio assoluto orrore, la mia tredicenne interiore, quella che un tempo aveva progettato di sposare quell’uomo e farci insieme dei bambini super-calciatori, riemerse per ricordarmi della sua esistenza”

Reiner Kulti è per questo libro ciò che Maradona è per il Napoli, ovvero la storia del calcio. Ormai trentenne, ritirato da più di due anni, continua a far parlare di sé, per la sua carriera e per ciò che il futuro potrebbe riservargli. Diventare vice allenatore di una squadra di calcio femminile non è sicuramente ciò a cui Reiner Kulti aspirava, ma è ciò che gli tocca dopo due anni di assenza da qualsiasi partita. Durante le prime settimane nel suo nuovo ruolo, ogni giocatrice presente in campo si accorge della sua scontrosità, del suo disinteresse verso questo nuovo ambito, tutto ciò che fa è osservare le giocatrici senza degnarle di una sola parola. Devo dire che per i primi capitoli avrei voluto che qualcuno gli tirasse una bella pallonata in testa, magari per farlo riprendere da quello stato di smarrimento e svogliatezza che lo circondava. Fino a quando una giocatrice un po' fuori dalle righe non gli spiattella la verità dritta in faccia, urlandogli tutto ciò che pensa di lui in un momento di rabbia cieca.

Piano piano vediamo che l’odio che sembrano lanciarsi durante gli allenamenti, si trasforma in sfida e quella sfida si trasforma in rispetto verso l’altro. Vediamo nascere un’amicizia improbabile tra un allenatore e una giocatrice, un sentimento che cresce sempre più grazie all’amore che entrambi hanno per il calcio e grazie anche alla determinazione a dare sempre il meglio di loro stessi, però nonostante questa strana amicizia che li lega, durante il corso della storia, vediamo tantissimi elementi che potrebbero farli allontanare, non ultima la loro sostanziale differenza d’età.

Li vediamo ogni giorno sempre più vicini. Durante il corso delle pagine li osserviamo mentre si scambiano piccoli gesti di affetto e altruismo, e secondo me è proprio questa la parte bella dei libri della Zapata, vedere come la scrittrice costruisce le basi per un rapporto solido e duraturo nel tempo. I piccoli gesti che i protagonisti compiono l’uno verso l’altro mi hanno fatto scaldare e battere il cuore, come se fossi una ragazzina. L’amore tra i protagonisti nasce molto lentamente e da un sentimento genuino di rispetto e amicizia tra loro, e più andiamo avanti con la storia più ci rendiamo conto dei sentimenti teneri che nascono tra loro.

“Avevo un uomo che rispettavo e che rispettava me, e a cui non importava se il mondo intero sapeva che eravamo speciali l’uno per l’altra. La nostra amicizia non ci era stata regalata: avevamo lavorato per costruirla.”

Nonostante questo sia il secondo libro che leggo di quest’autrice, posso ben dire che ci sono degli elementi che contraddistinguono le storie che scrive, il primo fra tutti è sicuramente la protagonista femminile forte che esprime senza nessun timore ciò che pensa, i protagonisti maschili sono spesso molto ombrosi e scontrosi, ma nascondono dentro di loro tante emozioni profonde che rimangono nascoste a tutti gli altri e solo pochi eletti riescono a coglierne tutte le sfumature. Una cosa che davvero mi piace tanto è la caratterizzazione dei personaggi secondari, in questo libro in particolare la famiglia di Sal l’ho amata dall’inizio alla fine, pieni d’amore e umorismo fino alla fine. Come vi avevo già detto, la narrazione della Zapata è molto molto lenta, si prende molto tempo per costruire tutta la storia dei personaggi, fa evolvere i loro sentimenti molto lentamente, ma forse è proprio per questo che alla fine me ne sono innamorata alla follia.

È riuscita davvero a creare una storia d’amore con i fiocchi, che ti tiene incollata alle pagine dall’inizio alla fine, ho amato ogni singolo battibecco e ogni istante di complicità, 480 pagine sono davvero volate via in un istante. Consiglio questo libro davvero con tutto il cuore a chi cerca una protagonista che non smette mai di credere in se stessa e che ti da la forza di andare avanti, che rimane gentile, coraggiosa e con i piedi per terra nonostante tutto quello che accade.

“Sei il mio dono, la mia seconda possibilità, e io adorerò te e il tuo sogno. Aspetto da un po' e continuerò ad aspettare finché non sarà il momento giusto. Ho fatto così tante cose stupide di cui tu mi hai fatto pentire, ma questa cosa, aspettare ancora un po' l’amore della mia vita, posso farla.”

Giulia


Photo credit: _gbooklover_

mercoledì 8 maggio 2024

Review Party: "Amore... un gioco pericoloso" di Carmen Weiz (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
La nostra Giulia è stata coinvolta in un nuovo evento dedicato all'ultimo romanzo di Carmen Weiz, autrice che ha sempre letto e adorato. Trovate le recensioni dei precedenti volumi alla pagina delle Reviews, ma intanto scopriamo insieme cosa ne pensa di Amore... un gioco pericoloso e della nuova storia legata ai fratelli Engel. Vi aspettiamo nei commenti! ;)

Amore... un gioco pericoloso
di Carmen Weiz

Prezzo: 2,69 € (eBook) 11,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 420
Genere: contemporary romance
Editore: BookFrame
Data di pubblicazione: 6 marzo 2024

Tutto ebbe inizio un pomeriggio, quando avevo tredici anni, nell’istante in cui intravidi Joyce von Flicken nella sua camera da letto… L’unico problema: era la sorella del mio migliore amico, cinque anni più grande di me e, come se le cose non fossero già abbastanza complicate, era appena diventata il mio capo.

Buongiorno a tutti e a tutte! Dopo tanto tempo rieccomi con una delle mie autrici preferite. È tornata da poco con il suo sedicesimo libro, il quinto della serie Swiss Angels, una serie che mi è entrata nel cuore. Finalmente la Weiz è qui, dopo la difficile e straziante storia di Noah, eccoci tornati di nuovo tra le braccia accoglienti della famiglia Engels. Questa volta la storia sarà incentrata su Yke, il veterinario della famiglia, e su Joyce, un personaggio che ancora non ci era stato presentato. Come al solito sono davvero molto contenta che la Weiz mi abbia inclusa all’interno del suo evento e quindi la ringrazio sempre infinitamente e mi scuso per il ritardo della recensione, seppur all’interno dei tempi standard, sono arrivata proprio al limite, ma ho attraversato un brutto mese, tra la non voglia di leggere e altre cose. Non voglio perdere ulteriormente tempo, quindi vi racconterò in breve la trama della storia, come sempre con le mie parole e le mie sensazioni.

Come penso abbiate capito, questa è la storia di un altro dei fratelli Engel, ovvero Yke, che abbiamo già incontrato nei primi libri, ma non abbiamo mai avuto modo di conoscerlo profondamente, grazie al racconto dei suoi fratelli sappiamo soltanto che è un veterinario. In questo libro incentrato su di lui invece cominceremo a conoscerlo meglio e a capire che nonostante nessuno di loro abbia un legame di sangue, i fratelli Engel si somigliano molto nel loro carattere, grazie anche all’educazione e al modo in cui sono stati cresciuti dai loro genitori adottivi, Andrew e Marion.

La storia dei nostri due protagonisti nasce da uno scandalo in casa Von Flicken, Joyce dopo un fidanzamento lungo ben tredici anni, scopre vari tradimenti da parte del fidanzato e lo lascia definitivamente, nonostante sia consapevole di tutte le ripercussioni che questo può avere nella sua vita, come prima cosa la reazione di sua madre, che nonostante i ripetuti tradimenti del padre non lo ha mai lasciato per mantenere le apparenze, e poi per il fatto che si ritroverà da sola, dopo aver incentrato la sua vita sul matrimonio con questa persona.

Yke è solito trovarsi il venerdì sera con la sua comitiva di amici, in cui vi è compreso il suo migliore amico, Pat Von Flicken, per la precisione il fratello di Joyce. Quella sera Yke sente che c’è qualcosa che non va, e lo comprende subito quando trova Pat e suo fratello seduti al bancone con la faccia molto abbattuta. Quello che non sa è che Pat sta per chiedergli un favore grandissimo, che cambierà i mesi a venire. Yke si ritrova a fare in un certo senso da balia a Joyce, la sorella più grande del suo migliore amico, nonché sua cotta fin da quando è ragazzino, nonché suo capo nella clinica dove lavora.

“La verità era che Joyce meritava di sorridere e per qualche stupido motivo, il mio cervello aveva deciso che dovevo essere io a regalarle quei momenti”

Ho subito amato il personaggio di Joyce, una ragazza che per tutta la vita si è sentita costretta a fare ciò che era meglio per la sua famiglia e ora vuole finalmente fare qualcosa per se stessa, e lasciare quello stupido del suo fidanzato è il punto di partenza. Dopo aver scoperto che l’ha tradita ripetutamente, non ci vede più dalla rabbia e lo lascia, senza dargli la possibilità di spiegarsi, ma questo non vuol dire che soffra, Joyce si sente sola, si sente tradita e non sa come andare avanti con la sua vita. In un certo senso mi ha fatto anche un po' tenerezza, ho subito pensato che questa povera ragazza dovesse avere una distrazione che non le facesse pensare al periodo orribile che stava attraversando, un’anima davvero pura che non si meritava tutto ciò che ha patito.

Come sempre la scrittura di Carmen non delude mai, con semplicità riesce a scrivere delle storie che ti fanno battere il cuore. La storia di Joyce e Yke nasce da cose molto semplici, ma che secondo me poi alla fine sono le cose che davvero contano, ovvero la fiducia e l’esserci sempre l’uno per l’altra. Ho amato come piano piano i due protagonisti hanno svelato i propri sentimenti, di certo non è mancata la sofferenza ma come sapete che gusto c’è a leggere una storia dove tutto va sempre liscio come l’olio?

Ci sono state un po' di cose che mi hanno infastidito, ad esempio il comportamento di alcuni personaggi secondari come i genitori di Joyce, ho davvero odiato il modo in cui hanno trattato la protagonista, credo sia stato proprio da egoisti sottoporla a tutto quello che è successo nel libro.

Però che dire, come sempre ho amato fino all’ultima pagina questo libro, la storia d’amore è così tenera e dolce, in ogni sua storia Carmen riesce a mettere sempre quel qualcosa in più che la rende unica al mondo. Grazie, cara Carmen, per darmi sempre la possibilità di leggere i tuoi romanzi e grazie per riuscire sempre a crearti uno spazietto nel mio cuore con le tue bellissime storie.

Giulia


Photo credit: @_gbooklover_

mercoledì 27 dicembre 2023

Recensione: "Lovelight. L'amore al primo posto" di B.K. Borison (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Come avete trascorso il Natale? Ci auguriamo sia stato un momento sereno per tutt* voi che ci seguite e per le vostre famiglie. Sicuramente non saranno mancate le letture, magari la sera per rilassarsi un po' dalla frenesia degli abbondanti pranzi in compagnia. La nostra Eleonora ha letto Lovelight. L'amore al primo posto, di B.K. Borison, un libro che ha riscosso molto successo e di cui parlano in molt* come lettura ideale per questo periodo. Scoprite di cosa parla e se può interessarvi e fateci sapere nei commenti cosa avete trovato sotto l'albero quest'anno, soprattutto se si tratta di regali librosi :P Siamo curiosissime!

Lovelight. L'amore al primo posto
di B.K. Borison

Prezzo: 5,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 340
Genere: contemporary romance
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 26 settembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Stella Bloom sa bene che non basta servire tazze di cioccolata calda fumante e accendere lucine scintillanti per salvare dal fallimento la sua piccola fattoria di alberi di Natale. Così, decide di partecipare al contest indetto dalla famosa influencer Evelyn St James. Oltre alla visibilità e alla pubblicità gratuita, in palio ci sono ben centomila dollari, che potrebbero risanare le malridotte finanze della fattoria Lovelight. C’è solo un problema: nel tentativo di far sembrare la fattoria una meta romantica perfetta per le vacanze di Natale e assicurarsi così il primo premio, Stella ha falsificato la domanda di partecipazione, dichiarando di gestirla con il fidanzato… che però non esiste. L’unica speranza, per lei, è il suo migliore amico Luka, che fortunatamente non sembra avere alcun problema a prestarsi al gioco. In fondo, si tratta di fingere soltanto per il periodo delle feste. Niente di troppo difficile. Riusciranno a interpretare una deliziosa coppia di innamorati senza rovinare la loro splendida amicizia? Questo Natale, per Stella, la posta in gioco potrebbe essere ben più alta dei soldi in palio.

Nel periodo delle feste natalizie si sa, ci sono alcune cose che non possono mai mancare: le decorazioni, la cioccolata calda, i classici della Disney, i film di Natale stile “presepe laico” le cui trame sono tutte uguali ma che comunque si guardano sempre, e ovviamente le letture natalizie, prime fra tutte i romance (dove Karen Swan è LA paladina del romance natalizio). Lovelight, primo romanzo di una nuova serie romance pubblicata da Newton Compton e scritta da B.K. Borison, è ambientato proprio durante questo periodo e in una location a dir poco perfetta, ci troviamo infatti in una fattoria che coltiva alberi di Natale, oltre ad avere tante altre attività connesse con questo periodo. In questo romanzo facciamo la conoscenza di Stella, la protagonista nonché la proprietaria della fattoria in questione, Luka, il migliore amico da dieci anni di Stella e suo amore segreto (o quantomeno segreto per lei e palese per chiunque altro in paese), Beckett, l’affascinante ma quanto mai burbero e orsesco responsabile della coltivazione degli alberi (ha una innata capacità di eclissarsi e di ignorare tutte le signore del paese che ogni volta che è in vista non possono fare a meno di fargli gli occhi da triglia), e infine Layla, la maga dei dolcetti che tutti amano e adorano e fidata spalla, con sempre un buon consiglio a portata di mano per Stella.

Quando acquisti un terreno mezzo fatiscente da rimettere in sesto per farne la fattoria del Natale dei tuoi sogni, con gli alberi, le decorazioni, i dolcetti, la pista di pattinaggio per famiglie e addirittura l’incontro con gli aiutanti di Babbo Natale, in un piccolo paesino in cui tutti conoscono tutti e c’è letteralmente una rete di informazioni per diffondere notizie e pettegolezzi alla velocità della luce, ma anche per organizzare gruppi di aiuto per giovani disperate, di sicuro non ti aspetti che dopo poco l’avvio dell’attività gli imprevisti e i debiti ti mandino quasi sull’orlo del tracollo. Eppure nonostante tutta la cautela, l’impegno e l’amore che ha messo Stella nella sua piccola attività, questa è proprio la situazione che si ritrova ad affrontare e che teme di divulgare per paura che chi le sta vicino possa allontanarsi da lei (paura che le è rimasta da un trauma passato). Quando le si profila una enorme occasione all’orizzonte per risollevare le sorti della fattoria e risolvere tutti i suoi problemi sotto forma di concorso per una piattaforma social promosso da una nota travel influencer, Stella non perde tempo e compila l’iscrizione, con un piccolo particolare fuori posto però: al momento di compilare il campo su chi ha avviato l’attività inserisce anche la presenza di un fidanzato, peccato che costui nella realtà non esista; per risolvere l’inghippo, dopo che il povero Beckett ha avuto quasi una crisi isterica all’idea di fare la parte del finto fidanzato durante la visita dell’influencer, l’unica soluzione possibile per la protagonista è quella di chiedere a Luka, il suo migliore amico di cui è innamorata cotta e stracotta da tempi immemori.

 Quest’ultimo non si fa pregare troppo e in men che non si dica la messinscena va in atto, con grande gioia di tutti, compaesani compresi, che aprono un giro di scommesse e di informazioni degno della CIA per annunciare a chiunque la lieta novella. Ben presto, però, i contorni della finzione diventano notevolmente sfumati a favore di una realtà in cui sentimenti a lungo negati diventano impossibili da nascondere ancora. In tutto ciò, la comunità intera si mobilita per far riuscire Stella nella sua impresa di conquista della fama, tutti tranne qualcuno. Da qualche tempo infatti l’attività è vittima, oltre che della colonizzazione di una famigliola di felini e dei liceali che la usano come punto di ritrovo, di episodi inspiegabili, piccoli intoppi in un meccanismo che altrimenti funzionerebbe per benino, il più grave dei quali è la perdita di una intera sezione della piantagione di alberi che invece di crescere sani e dritti sono malaticci e deboli, tanto da sembrare usciti da un film di Tim Burton. Nulla di tutto questo però riesce a scoraggiare la protagonista che è decisa a non mollare l’idea del suo sogno e fa di tutto per continuare ad andare avanti, concorso con l’influencer compreso. Il giorno fatidico arriva e, nonostante tutti gli imprevisti, la recita e la fattoria sembrano riuscire a convincere tutti, le luci funzionano, la pista di pattinaggio riscuote successo e i compaesani fanno i turni letteralmente per far sì che ci sia sempre qualcuno di rappresentanza e fili tutto liscio. Fino a quando... non viene tutto a galla e per un attimo la situazione sembra precipitare in una spirale senza speranza; ovviamente poi tutto si risolve nel migliore dei modi in pieno spirito natalizio.

Lo stile di questo libro è molto semplice e lineare, non ci sono colpi di scena ed è tutto abbastanza prevedibile, proprio come in quei tipici film che per la televisione iniziano a trasmettere già da fine novembre. La bellezza di questo libro non sta infatti in una trama complessa o particolarmente innovativa, sta nei personaggi che nella loro semplicità conquistano il lettore, di ognuno di loro ci si ritrova a voler sapere sempre qualcosa di più, dallo scontroso Beckett fino alla regina dei dolci Layla. Lovelight è una classica lettura cosy, che si legge quando si ha bisogno di qualcosa senza troppe pretese ma che comunque possa strappare un sorriso o che riesca a distrarre dalla frenesia del pre-festa che coglie tutti nel mese di dicembre. Immergendosi nella fattoria di Natale di Stella, si entra in un contesto fuori dal mondo, ma talmente caldo e accogliente nonostante la neve che viene descritta, che non si desidera altro che farne parte. Una storia che non ha niente di pretenzioso e di folle ma che a volte è proprio quello che fa al caso nostro.
Eleonora


Fonte immagini: Pinterest

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