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sabato 30 luglio 2022

Recensione: "Lore" di Alexandra Bracken (a cura di Eleonora)

Buondì, lettor*!
Oggi arriva per voi la recensione di Lore, di Alexandra Bracken, a cura della nostra Eleonora. Si tratta di un fantasy ispirato alla mitologia greca, uscito da non molto per Sperling&Kupfer. Se vi intriga e volete saperne di più, continuate a leggere (e non dimenticate di lasciarci un commento a fine post). A presto! ;) 

Lore
di Alexandra Bracken

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,90 € (cop. rigida)
Pagine: 434
Genere: fantasy, mitologico
Editore: Sperling&Kupfer
Data di pubblicazione: 28 giugno 2022

In seguito a una ribellione, Zeus ha punito gli dèi con l'Agone: ogni sette anni, per sette giorni, sono costretti a diventare mortali e sono alla mercé dei discendenti di antiche Case, pronti a ucciderli e prendere il loro posto. Dopo aver incrociato il cammino del più potente e terribile tra gli immortali, responsabile dello sterminio della sua famiglia, Lore è fuggita e ha giurato a sé stessa che si sarebbe tenuta alla larga dall'Agone a ogni costo, rinunciando a tutto pur di sopravvivere. Ma quando Atena, gravemente ferita, la va a cercare e le propone un'alleanza per vendicarsi di chi ha ucciso i suoi cari, la ragazza suo malgrado accetta di legare il suo fato a quello della dea, anche a prezzo della morte. Tra scontri all'ultimo sangue e tradimenti, Lore riuscirà a ottenere la sua giustizia e soprattutto a rimanere in vita?

Lore
, il nuovo libro di Alexandra Braken, uscito da poco in Italia, si presenta come un mix tra tempi moderni e tradizione della mitologia greca. Ambientato nella moderna New York, questo libro è un portatore sano di intrighi, complotti, spargimenti di sangue e carneficine, alleanze e tradimenti con l’unico scopo di raggiungere l’immortalità e diventare dèi o di sopravvivere a una settimana particolarmente cruenta in cui le strade della città diventano una sorta di campo di battaglia a cielo aperto.

La protagonista Melora Poerseus, soprannominata da tutti Lore, è l’unica sopravvissuta all’assassinio incondizionato della sua famiglia, a sua volta unica superstite dell’intera casa di Perseo. Tutti i discendenti dei più grandi eroi greci infatti sono riuniti in “case” che prendono il nome e lo stemma dal loro illustre antenato e come da migliore tradizione arcaica al loro interno vige una politica che rispecchia molto fedelmente la società dell’antica Grecia, ovviamente ognuna di esse è nemica delle altre. Da qualche generazione, a seguito di una ribellione degli dei dell’Olimpo contro Zeus, è in vigore l’Agone, una sanguinosa sfida, che cade ogni sette anni, di tutti contro tutti e, in particolare, di tutti contro gli dèi, per ottenere, tramite l’uccisione di una divinità, i suoi poteri e l’immortalità e per decimare il più possibile le fila nemiche. Per fare ciò, le varie case passano gran parte del loro tempo nelle esercitazioni guerresche stile vecchia Sparta; ovviamente tra i vari discendenti c’è un astio e una diffidenza profonda gli uni negli altri, sin dall’alba dei tempi, che sfocia occasionalmente in omicidi, sottomissioni forzate e altri atti di gratuita crudeltà. Da quando la sua famiglia è stata brutalmente assassinata, Lore ha deciso di uscire dal mondo ingiusto e corrotto che l’ha cresciuta (come biasimarla) e di vivere quanto più possibile una vita normale, tra combattimenti clandestini di notte e lavoretti vari di giorno, fino a quando, durante uno dei suoi match, rivede una vecchia conoscenza che la ragazza credeva morta. Si tratta del suo migliore amico d’infanzia, Castor, della casa degli Achilleidi, di cui per ben sette anni aveva perso ogni traccia; ritornato da un passato che Lore pensava di essersi lasciata alle spalle, è rimasto sempre lo stesso dei ricordi della ragazza, anche se c’è in lui qualcosa di diverso, di più vivo. Appena la vede, però, Castor non perde tempo ad avvisarla che sulle sue tracce c’è qualcuno di molto potente e molto pericoloso, con cui la giovane ha un conto in sospeso da lungo tempo. E così il mondo da cui aveva tentato di fuggire ritorna con prepotenza e con ancora più forza e sangue nella vita di Melora.

A questo punto la storia si fa frenetica, l’Agone è iniziato e come al solito tra omicidi, giochi di potere, soprusi e tradimenti la situazione raggiunge in fretta picchi massimi di letalità e di imprevedibilità, veri e falsi dèi si incontrano e si scontrano, chi con in mente solo il potere, chi con la vendetta e chi con il mero istinto di sopravvivenza, ma nessuno si tira indietro di fronte allo scontro che questa volta, più di ogni altra, rischia di sfociare in un massacro incondizionato di discendenti e non, indiscriminatamente.

Avevo iniziato qualche mese fa questo libro in lingua originale ma complice un po’ l’inizio lento e a tratti confusionario avevo abbandonato la lettura con il proposito poi di riprenderla più avanti e quando è uscito in italiano si è presentata l’occasione giusta. Come per l’inglese, le problematiche nell’inizio della lettura ci sono e, infatti, nelle prime cinquanta/sessanta pagine, è difficile entrare nel pieno della storia, soprattutto perché non si capiscono bene le motivazioni che animano la protagonista, ma superato questo scoglio la storia ha un’impennata di eventi, personaggi e situazioni al limite della lucidità mentale che recupera tutto lo svantaggio iniziale e coinvolge il lettore anche se non lo vuole. La scrittrice comincia a fornire dettagli sui vari personaggi che li caratterizzano maggiormente e ne danno una visione più  tridimensionale, e questo indiscriminatamente, che siano primari o secondari; inoltre ha deciso di intervallare la storia con dei veri e propri capitoli flashback che, fortunatamente, sono stati messi nella giusta posizione e non a caso, come a volte succede con scelte narrative di questo tipo. Lo stile è tranquillo e scorrevole, il testo è intervallato da espressioni in greco che potrebbero sembrare a volte ridondanti ma che, se si considera il contesto generale, alla fine risultano anche piacevoli e azzeccate. Le pagine finali forse sono state un po’ affrettate, quasi come se ci fosse fretta di far finire il romanzo e magari un maggior ampliamento del finale sarebbe stato apprezzabile, c’è da dire che visto il ritmo della storia fino a quel punto è anche coerente, però il finale è il finale e mi sarebbe piaciuto sapere qualcosina in più. Ultima segnalazione ma non per importanza, nella trama c’è lo sviluppo di una relazione friends-to-lovers, molto molto carina e ben fatta e, anche se penso di aver trovato una delle frasi più sdolcinate dell’intero universo, è una delle ship friends-to-lovers meglio sviluppate finora.

Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto 

mercoledì 27 luglio 2022

Recensione: "La strada del ritorno" di Gavriel Savit (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*!
Oggi la nostra Eleonora ci parla di una nuova uscita Bompiani, La strada del ritorno, di Gavriel Savit, un dark fantasy con delle ottime basi che però non si è rivelato all'altezza delle aspettative. Scoprite come mai nella sua recensione e lasciateci un vostro parere, se vi va. A presto! ;)

La strada del ritorno
di Gavriel Savit

Prezzo: 10,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: fantasy, dark fantasy
Editore: Bompiani
Data di pubblicazione: 25 maggio 2022

Nel remoto villaggio di Tupik c’è grande fermento: il Rebbe della vicina Zubinsk ha annunciato che il matrimonio di sua nipote sarà aperto a chiunque voglia partecipare. Il che significa, purtroppo, che quel giorno anche i demoni e le creature che abitano il Regno Lontano avranno la possibilità di varcare il confine. Gli unici che rimarrebbero volentieri a casa sono Yehuda Leib, che possiede un vero talento per cacciarsi nei guai, e Bluma, la figlia del fornaio. Una catena di imprevedibili eventi li porterà prima nel Regno Lontano e poi a Zubinsk, tallonati da una folla di demoni e dall’Angelo della Morte in persona, al quale Bluma ha involontariamente rubato lo strumento di raccolta delle anime, un piccolo cucchiaio. Chi li aiuterà? Riusciranno a tornare a casa sani e salvi? Un’avventura gotica nelle profondità magiche dell’Europa orientale, tra demoni e tradizioni secolari, in compagnia della Morte.

La Strada del Ritorno
è un libro che prometteva atmosfere e caratterizzazioni un po’ alla L’Orso e L’usignolo di Katherine Arden, però nonostante le ottime premesse e una promessa di paesaggi mistici e freschi, ahimè, questo libro non ha decisamente mantenuto le aspettative e si è rivelato un romanzo confusionario, poco preciso e decisamente superficiale, almeno per me. Cerchiamo però di mettere un po’ di ordine e di cominciare dall’inizio. La storia si sviluppa a partire da un piccolo villaggio sperduto in una regione che dovrebbe corrispondere all’incirca all’attuale Ucraina dove sono nati e abitano due ragazzini, Bluma e Yehuda Leib, apparentemente molto diversi tra loro eppure molto simili, in particolare per il loro legame con il soprannaturale. Bluma è la figlia del fornaio locale, ha una bella casa, una vita tranquilla ed una bubbe (nonna) scorbutica e solitaria a cui però è molto affezionata. Yehuda Leib invece è un ragazzino che vive ai margini del villaggio solo con la madre, in condizioni di povertà; è guardato da tutti con fastidio e sospetto perché con i suoi occhi chiari e intelligenti e i suoi modi furtivi trova sempre il modo di sapere tutto di ciò che lo circonda e può tornargli utile per la sopravvivenza, ma soprattutto perché è un attaccabrighe e non perde occasione per combinare guai, in particolare con il figlio del macellaio, un uomo molto influente all’interno del villaggio. Dopo l’ennesimo parapiglia tra Yehuda Leib e suo figlio, il macellaio decide di sbarazzarsi del ragazzo tramite l’arruolamento forzato, ma per sfuggire a quello che viene considerato un destino peggiore della morte, il ragazzo scappa da Tupik, il villaggio. Quello stesso giorno anche la nonna di Bluma prima scompare e poi muore dopo aver ricevuto una misteriosa visita che lascia come unica traccia del passaggio un cucchiaio molto strano. Entrambi i ragazzi dunque sviluppano un legame con la Morte, una ne vuole sfuggire, mentre l’altro la cerca per ottenere qualcosa. Entrambi abbandonano le loro case, ed entrambi verranno coinvolti, durante il loro percorso, in un mondo sovrannaturale complesso, subdolo e spietato che ha dato origine e che vive nelle tradizioni e nelle credenze popolari.

I personaggi e le situazioni che si ritrovano ad affrontare i due giovani protagonisti del romanzo, si capisce sin dalle prime righe, emergono e sono costituiti interamente dal folklore popolare tipico delle zone che hanno offerto ispirazione per la storia, peccato che se una persona non lo conosce almeno un minimo non ci capisca nulla. Riti, credenze, tradizioni, interazioni, praticamente tutto è trattato con superficialità; perché e come alcuni esseri si comportano in un certo modo? Qual è esattamente il loro ruolo nella tradizione? E come influisce questo di fatto nelle vicende dei ragazzini al di là dell’immediato coinvolgimento. Perché c’è una continua guerra intestina tra queste creature che vede coinvolti Bluma e Yehuda? Non si capisce e non si sa.

Tutto in questa storia è veloce, troppo veloce e confuso, non c’è una vera caratterizzazione dei personaggi sia primari che secondari, tutti appaiono, scompaiono e riappaiono dal nulla perseguendo i loro scopi che non si è ben capito quali siano. Il libro dovrebbe essere una sorta di mega riflessione, analisi interpretativa del rapporto degli uomini con la morte, peccato che pure la morte sia confusa su quello che fa, sul perché e sui motivi per cui viene temuta e disprezzata dagli esseri umani. In pratica di questo romanzo a mio parere si salva ben poco, lo stile semplice di scrittura e le basi di partenza della storia, sarebbe servito molto più approfondimento in tutti i sensi, forse per paura di appesantire la narrazione forse per lasciare volutamente la situazione così “misteriosa” non è stato fatto e questo ha abbassato notevolmente la godibilità della storia. Un gran peccato!

Eleonora

sabato 26 febbraio 2022

Review Party: "Arianna" di Jennifer Saint

Buon pomeriggio, caffeinomani! ^^
Sono qui per parlarvi adesso di un libro che mi ha tenuto compagnia negli ultimi giorni, ovvero “Arianna” di Jennifer Saint. Avevo davvero tanta voglia di leggere questo romanzo, considerando il debole che ho per i miti greci, perciò non posso che ringraziare Valeria per avermi coinvolta in questo evento e la casa editrice per la copia inviatami in cambio di una recensione onesta.

Arianna
di Jennifer Saint

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 384
Genere: mitologia, storico, narrativa
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 3 febbraio 2022

Arianna e la sorella Fedra, principesse di Creta e figlie del temuto re Minosse, crescono ascoltando riecheggiare il rumore degli zoccoli del fratello, il Minotauro, nel labirinto costruito sotto il palazzo. Ogni anno, quattordici giovani ateniesi vengono sacrificati per placare la fame del mostro. Quando il principe Teseo giunge a Creta per immolarsi alla creatura, Arianna si perde nei suoi occhi verdi e se ne innamora follemente. Ma aiutarlo a scappare dal labirinto significherebbe tradire la famiglia e il regno, e la ragazza conosce fin troppo bene le implicazioni di un gesto simile. Assillata dai dubbi ma determinata a farsi valere, Arianna prenderà una decisione che ribalterà tanto la sua sorte quanto il destino di Fedra. Entrambe dovranno affrontare le conseguenze di una scelta coraggiosa e sovversiva, che le spingerà a mettere in discussione il proprio ruolo in quanto figlie, mogli e madri in un mondo in cui le donne non sono altro che pedine su una scacchiera dominata dagli uomini e dagli dèi. Con uno stile vibrante e ipnotico, Jennifer Saint reinventa con originalità la famosa storia del Minotauro, della fuga di Teseo, dell’incontro con Dioniso e degli amori tormentati di Fedra e Arianna, dando vita a un’eroina indimenticabile e sfaccettata che saprà commuovere e incantare i lettori e le donne di oggi.

Sono sempre stata affascinata dai miti greci e il fatto che vada molto di moda, per adesso, scrivere retelling su questi o rivisitazioni, non mi dispiace poi così tanto. Ho corteggiato Ariadne a lungo e quando, finalmente, ho scoperto sarebbe uscito in Italia non potevo non leggerlo. Arianna si propone come un retelling incentrato su una delle figure femminili del mondo greco più bistrattate. A suo modo vuole concederle una voce, la possibilità di riscattare il suo personaggio, darle una dignità - dignità che sembra mancare a quasi tutte le donne nel mondo in cui vive. E questo per gran parte riusciamo a crederlo, leggiamo degli eventi che hanno condotto Arianna a tradire la sua patria e il padre Minosse per aiutare il nemico a uccidere il Minotauro; leggiamo di come a sua volta sia stata tradita, ritrovandosi abbandonata su un’isola deserta, ma anche di come poi abbia conosciuto il dio Dioniso e sia divenuta sua sposa. Leggiamo e aspettiamo quel momento di rivalsa di Arianna che sembra esserci stato promesso ma che, purtroppo, non arriverà mai. Non posso dire che mi sia dispiaciuto leggere Arianna. Ho adorato lo stile dell’autrice, così soave e incantevole, e amato ripercorrere tutte le vicende riguardanti la protagonista e la sorella Fedra, altro personaggio importante presente nel romanzo, seconda voce narrante, oltre Arianna, però è mancato qualcosa. Alla fine, è riuscito sì a intrattenermi e affascinarmi, ma il personaggio di Arianna non ne è uscito come mi sarei aspettata. Non ho visto questo romanzo come un retelling, né tantomeno ho avvertito quella chiave femminista che avrebbe dovuto e potuto esserci.

La voce di Arianna è una voce fievole. Per quasi tutto il romanzo la conosciamo come un personaggio inerme di fronte agli eventi, debole davanti alla prepotenza degli uomini, ingenua nel momento in cui dovrebbe invece essere furba. C’è dentro di lei un desiderio di ribellione che si riesce a percepire, ma è più un “vorrei ma non posso”, le cose stanno in una determinata maniera e lei non ha abbastanza fiducia in se stessa o coraggio da opporsi al padre, al fato stesso, a tutto ciò che la mette in ginocchio e le procura sofferenza e dispiacere. Al contrario di lei, invece, Fedra riesce a emergere in maniera più netta. La voce di Fedra è quella che spicca con maggior vigore, che mostra il carattere di una donna realmente intenzionata a cambiare il proprio destino. Fedra è coraggiosa, scaltra, risoluta e anche se il destino ha in serbo per lei qualcosa di diverso da ciò che si immaginava, non si lascia intimorire e vede in quella soluzione l’unica chance di salvezza, di fuga da un mondo e una vita che le stanno stretti. Sia Arianna che Fedra non hanno un percorso facile. Entrambe crescono a Cnosso, condividendo il terrore per quel fratello mostruoso imprigionato in un labirinto sotto il loro palazzo. Entrambe sognano una vita diversa, lontana da Creta, una vita di libertà e amore, diversa da quella sottomessa a cui sono costrette a causa del loro freddo e duro padre. Arianna crede di trovare ciò che cerca in Teseo. Dal suo arrivo a Creta ogni suo pensiero è rivolto all’eroe dagli incredibili occhi verdi, un uomo che col suo sguardo sembra prometterle il mondo intero. Arianna si fida di quella sensazione, si fida di quello sconosciuto e, con la complicità di Dedalo - il creatore del labirinto che tiene intrappolato il Minotauro - aiuta Teseo ad affrontare quel luogo spaventoso e ad uccidere il fratello, la bestia che per lungo tempo ha popolato i suoi incubi e quelli di chiunque ne avesse sentito menzionare. Ma ciò non basta a darle la libertà. Il suo cuore è ancora pesante, perché non sa a che conseguenze porterà il suo tradimento. Di sicuro non può restare lì, deve fuggire via e solo Teseo può aiutarla, colui di cui è innamorata e che crede la ricambi. La sua ingenuità la condurrà sull’isola di Nasso, sedotta e abbandonata dallo stesso uomo che credeva l’avrebbe salvata. Nessuno però può salvarla da se stessa e dai suoi errori

Nemmeno la storia di Fedra ha i risvolti che ci si aspettava. La giovane, dopo la partenza di Minosse intenzionato a cercare vendetta per l’uccisione del Minotauro, viene data in sposa dal fratello al nuovo re di Atene, lo stesso Teseo che ha sconvolto le sorti della sorella e che sconvolgerà adesso anche le sue. Fedra non accetta di buon grado, ma prova ad avere fiducia, anche se capirà presto che non è di Teseo che può davvero fidarsi, non quando capisce che le sta mentendo riguardo la sorella. Le vite di Arianna e Fedra si svolgono in parallelo, nessuna dimentica l’altra, un filo sottile a unirle ancora, nonostante il distacco. Si ritroveranno dopo molti anni, in qualche modo accomunate da una sorte simile, mogli e madri, con un bel bagaglio di sofferenza addosso, ma le Moire stanno tessendo ancora i loro destini, i finali delle loro storie che, dopo tanto travaglio, non saranno poi così benevoli.

È proprio il finale della storia ad avermi lasciata più interdetta. Se da un lato potevo anche passare sopra il fatto che la Saint abbia voluto semplicemente rievocare il mito di Arianna e non darcene una versione originale, riservare l’originalità proprio al finale non mi è sembrata la scelta più azzeccata, anche perché ci si sarebbe aspettato un risvolto più indulgente per un personaggio da riscattare, invece è l’ennesimo trionfo di uomini su donne. La voce di Arianna, già flebile, si perde nel vento, muore in se stessa, senza che abbia mai potuto farsi valere e sentire davvero. Sì, il finale lascia intendere che alla fine Arianna in qualche modo sia riuscita a ottenere, in parte, ciò che voleva, ma non nel modo che il lettore si aspettava. Ci resta una storia, una bella storia che appassiona, un mito ripercorso con minuzia, attraverso luoghi e personaggi significativi, ma la voce che valeva davvero la pena sentire, non l’abbiamo sentita. Arianna è un romanzo piacevole da leggere, per lo stile e per l’argomento narrato, manca però di originalità, la protagonista non riesce a coinvolgere del tutto, rimanendo al di sotto delle aspettative e non spiccando particolarmente come una vera eroina, in un romanzo del genere, dovrebbe fare. 

A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest

sabato 19 maggio 2012

Rubriche: Reading books #5 + Series I love You #7


Buongiorno a tutti!
Quest'oggi  ho deciso di creare un unico post per le due rubriche previste, dunque "Reading books" si unisce a "Series I love You".


Uno dei libri che vorrei tanto leggere in italiano, ma che purtroppo al momento nessun editore è intenzionato a pubblicare - almeno per quel che ne so - è "The goddess test" di Aimee Carter (come potete vedere anche nella sidebar a lato). Fa parte di una favolosa serie composta da tre libri, più due novelle intermedie.

Si tratta di un romanzo YA , pubblicato dalla Harlequin Teen, che incontra la mitologia e il mito in questione è quello di Persefone e Ade, il dio degli Inferi. Dopo Starcrossed di Josephine Angelini, un altro romanzo con protagonisti gli dei della mitologia greca. E, anche se non l'ho ancora letto, sono convinta i due romanzi siano molto diversi.
 Contraddistingue The goddess test - l'intera serie, direi - una trama molto originale, che non può non affascinare la maggior parte delle lettrici del genere. Un romanzo che probabilmente tutte noi romantiche e appassionate di storie particolari e fuori dal comune vorremmo leggere.

The Goddess Test #1


Trama

EVERY GIRL WHO HAS TAKEN THE TEST HAS DIED.

NOW IT'S KATE'S TURN.

It's always been just Kate and her mom--and her mother is dying. Her last wish? To move back to her childhood home. So Kate's going to start at a new school with no friends, no other family and the fear that her mother won't live past the fall.

Then she meets Henry. Dark. Tortured. And mesmerizing. He claims to be Hades, god of the Underworld--and if she accepts his bargain, he'll keep her mother alive while Kate tries to pass seven tests.

Kate is sure he's crazy--until she sees him bring a girl back from the dead. Now saving her mother seems crazily possible. If she suceeds, she'll become Henry's future bride and a goddess.

IF SHE FAILS...






The Goddess Hunt #1.5


Trama

A vacation in Greece sounds like the perfect way for Kate Winters to spend her first sabbatical away from the Underworld...until she gets caught up in an immortal feud going back millennia. Castor and Pollux have been on the run from Zeus and Hades' wrath for centuries, hiding from the gods who hunt them. The last person they trust is Kate, the new Queen of the Underworld. Nevertheless, she is determined to help their cause. But when it comes to dealing with immortals, Kate still has a lot to learn....


The Goddess Interrupted #2


Trama

KATE WINTERS HAS WON IMMORTALITY.

BUT IF SHE WANTS A LIFE WITH HENRY IN THE UNDERWORLD, SHE'LL HAVE TO FIGHT FOR IT.

Becoming immortal wasn't supposed to be the easy part. Though Kate is about to be crowned Queen of the Underworld, she's as isolated as ever. And despite her growing love for Henry, ruler of the Underworld, he's becoming ever more distant and secretive. Then, in the midst of Kate's coronation, Henry is abducted by the only being powerful enough to kill him: the King of the Titans.

As the other gods prepare for a war that could end them all, it is up to Kate to save Henry from the depths of Tartarus. But in order to navigate the endless caverns of the Underworld, Kate must enlist the help of the one person who is the greatest threat to her future.

Henry's first wife, Persephone.


The Goddess Legacy #2.5


Trama

For millennia we've caught only glimpses of the lives and loves of the gods and goddesses on Olympus. Now Aimé e Carter pulls back the curtain on how they became the powerful, petty, loving and dangerous immortals that Kate Winters knows.

Calliope/Hera represented constancy and yet had a husband who never matched her faithfulness...

Ava/Aphrodite was the goddess of love and yet commitment was a totally different deal...

Persephone was urged to marry one man, yet longed for another...

James/Hermes loved to make trouble for others-but never knew true loss before...

Henry/Hades's solitary existence had grown too wearisome to continue. But meeting Kate Winters gave him a new hope...

Five original novellas of love, loss and longing and the will to survive throughout the ages.


The Goddess Inheritance è l'ultimo libro della serie, ma non è stato ancora pubblicato. E, mentre chi ha avuto la fortuna di leggere i libri di Aimee Carter e sta attendendo di concludere una delle sue serie preferite, noi aspettiamo ancora - forse invano - di leggerne anche solo uno. Per chi vuole cimentarsi, l'unico opzione è al momento leggerlo in lingua originale... Che ingiustizia!:(

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