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lunedì 1 dicembre 2025

Recensione: "The Shifters" di Julie A. Evans

Buon pomeriggio, lettor*^^
Oggi vi parlo di una delle mie ultime letture del mese di novembre, ovvero The Shifters, di Julie A. Evans. Ho atteso con pazienza l’uscita di questa nuova fatica di Julie, dopo aver apprezzato il suo romanzo d’esordio, Fragments (di cui trovate QUI la recensione). Ho richiesto una collaborazione alla casa editrice, che gentilmente mi ha inviato il formato digitale, ma poi non ho resistito alla splendida deluxe edition e l’ho acquistata pure. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla cura di questa edizione, con illustrazioni interne e sprayed edges di Nola, e ho amato leggere questa storia dalle vibes molto misteriose e dark academia. La lettura ideale da fare in questo periodo, davanti a un caminetto acceso e la pioggia scrosciante fuori dalla finestra. Ringrazio la casa editrice per la fiducia accordatami e vi lascio alla recensione. Se avete un commentino da fare, lasciatelo pure sotto, sarò felice di rispondervi ;)

The Shifters
di Julie A. Evans

Prezzo: 22,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 630
Genere: paranormal, dark academia, dark young-adult
Editore: Winter Edizioni
Data di pubblicazione: 30 giugno 2025

Chloe Chambers sa solo una cosa: per sopravvivere al Grandhaven, dove è rinchiusa in attesa del processo per un crimine che non ha commesso, deve mantenere un basso profilo. Ma quando iniziano ad apparire inquietanti messaggi accusatori sui muri e Chloe trova il diario di un’ex ospite che parla di reality shifting, il confine tra ciò che è reale e ciò che è immaginazione comincia a crollare. Divisa tra due realtà parallele, con il magnetico e ombroso Jaxon da un lato e il luminoso e rassicurante Sam dall’altro, Chloe sarà costretta a scoperchiare gli oscuri segreti che avvolgono il Grandhaven, mentre il processo per la morte della sorellastra si avvicina inesorabilmente. E tra omertà, menzogne e sentimenti destinati a sgretolarsi, si troverà presto di fronte alla domanda più pericolosa di tutte: quando la posta in gioco è la libertà, di chi ci si può fidare davvero?

<<Ti capisco, sai... Anch'io sono spezzata. Solo che da fuori non si vede.>>

Immaginate di poter abbandonare la vostra realtà, quella in cui vivete, quando vi fa più comodo. Immaginate di poterne creare una tutta vostra, un luogo in cui rifugiarvi, quando i problemi vi assalgono. È questa l’idea alla base del romanzo The Shifters, di Julie A. Evans, che tira in ballo una teoria sulle multidimensioni, o realtà parallele, che fino ad ora mi era capitato di sentire nominare solo una volta e non mi ero mai concessa di approfondire. Le ricerche dell’autrice si sono chiaramente spinte molto più in là, tanto da cucirci intorno un romanzo, e devo ammettere che lo ha fatto molto bene. Ciò che mi ha sorpreso di più di The Shifters, non è soltanto l’originalità dell’argomento trattato, ma anche il modo in cui Evans è riuscita a rendere l’atmosfera e a farmi divorare circa 600 pagine in pochissimi giorni. Sarà che da sempre amo le vibes dark academia, sarà che ho un debole per le storie pregne di mistero, ma The Shifters è stata davvero una lettura avvincente e non vi nego che avrei letto volentieri altre 200 pagine di romanzo, se fosse stato necessario.

Tutto ha inizio da un riformatorio, un istituto correttivo per minori con problemi legati alla giustizia e che hanno bisogno di essere riabilitati prima di rientrare in società. Il Grandhaven fornisce programmi di sostegno psicologico e molto altro, è <<un punto di riferimento per le famiglie che desiderano offrire ai propri figli un’opportunità unica in un ambiente protetto, educativo e altamente strutturato>>. Si presenta come il fiore all’occhiello dello Stato, eppure Chloe non la pensa esattamente così, dopo che viene spedita in questo luogo nell’attesa del suo processo per omicidio. Dovrà trascorrere ben tre mesi all’interno del Grandhaven e da subito si rende conto che quello non è il posto accogliente di cui tanto si millanta, ma quasi una vera e propria prigione. Senza telefono, senza possibilità di aprire le finestre o ricevere visite da fuori se non dal proprio avvocato, Chloe capisce di essere finita dritta all’inferno e non sa se avrà mai la possibilità di tirarsene fuori. La sua situazione familiare è un disastro, lei stessa si reputa una persona senza speranze, cupa, sfiduciata verso il mondo e l’intero genere umano. Non è capace di relazionarsi agli altri, di creare legami sentimentali. Ha paura di mettere a nudo la propria anima con qualcuno e tende a innalzare muri e corazze intorno a sé e a scoraggiare chiunque le si avvicini. Ma in quel luogo oscuro e solitario, qualcuno sembra in realtà riuscire a scalfire la sua armatura, un ragazzo dagli occhi incredibilmente verdi e il sorriso contagioso. Sam frequenta il Grandhaven da sempre e Chloe non sa cosa abbia fatto per finirci dentro, sa solo che in qualche modo ha legato con tutti ed è il più benvoluto. La sua personalità abbagliante e carismatica, sempre positiva e gentile, collima però con il suo modo di essere. Così come lei è cupa e ombrosa, lui è ottimista e affabile. Due mondi che sembrano tanto lontani, ma che in qualche modo troveranno la maniera di avvicinarsi. 

<<Fuori dal Grandhaven non saremmo mai stati due persone che avrebbero interagito tra loro, ne ero più che certa. Venivamo da due mondi opposti: lui così gentile, calmo, irradiava luce. Io così irrequieta, a pezzi, inseguita dalle tenebre.>>

Mi ha colpito molto il loro rapporto, costruito lentamente, con rispetto e tempi giusti, anche se l'autrice ha giocato un colpo basso, bassissimo e mi ha frantumato il cuore, a un certo punto della storia (Avviso: siate pront* a tutto e tenete accanto i kleenex). Però non ho potuto fare a meno di tifare per loro e sperare in un futuro più roseo al di fuori dell'istituto.

La narrazione è in prima persona, Chloe è la voce di questa storia, ma abbiamo a tratti anche una seconda voce, quella di Skyler, la proprietaria del diario che Chloe ritrova un giorno in biblioteca e che inizia a leggere assiduamente. Al Grandhaven non è facile riuscire a fare ciò che si desidera, anche leggere quel diario non è una passeggiata, eppure Chloe non riesce a staccarsene, sentendo una profonda connessione con Skyler e un’attrazione verso il suo racconto che non riesce più a farla dormire la notte. Tra quelle pagine, Chloe scopre di realtà alternative, di un fenomeno detto Reality Shifting, secondo il quale la tua Consapevolezza può viaggiare in altri mondi e, più va avanti a leggere, più si ritrova a scoprire cose sconvolgenti, che alla fine si intrecceranno alla sua vita, al caso di omicidio in cui è coinvolta e al suo futuro. Suo malgrado, proverà sulla propria pelle esperienze che mai avrebbe pensato di provare e, tra segreti e verità scottanti, sarà costretta a giocare una partita a scacchi molto più pericolosa del previsto.

<<Oltre una porta chiusa, si può immaginare ciò che fa più comodo all'anima, si può fingere che vada tutto bene.>>

Non voglio rivelarvi oltre della trama perché lo spoiler scioccante è dietro l’angolo, però vi assicuro che Julie A. Evans è stata capace di tessere una trama di tutto rispetto e di tenermi incollata dalla prima all’ultimissima pagina. Tra strani eventi, ombre sinistre che si aggirano per l’istituto, allucinazioni, ricordi che riaffiorano, rivelazioni inquietanti, morti sospette, l’autrice ci regala una lettura ad alto tasso di mistero, che ci fa sperimentare universi paralleli, sogni lucidi, autoipnosi, viaggi interdimensionali. La sua è una storia in cui si intrecciano relazioni proibite, in cui si ricerca un’amicizia che possa salvare dalla condanna eterna, in cui ognuno è nemico di se stesso e non esita a tradire se ciò può dargli una possibilità in più di sopravvivenza. È una storia a tratti intima, in cui si parla non solo di realtà alternative ma anche di mondi interiori, di disagi, di dolori repressi.

<<Era come se quel posto mi reclamasse. Quando ero lì, i problemi dall'altra parte sembravano infinitesimamente più piccoli, quasi insignificanti.>>

Non mancano poi le tematiche forti, le riflessioni sulla morte e sul lutto e i trigger warning sono parecchi (che l’autrice fornisce a inizio libro): abbiamo, oltre quelli già citati, violenza fisica e psicologica, reclusione forzata, disturbi alimentari, malattie mentali, uso di droghe, linguaggio scurrile e, aggiungerei, vari riferimenti al suicidio e descrizioni dettagliate di morti violente. Insomma, non aspettatevi una lettura super cozy :P Però se avete amato romanzi come La Nona Casa di Leigh Bardugo o I sussurri delle ombre di Kelly Andrew, fareste bene a dargli una possibilità: potreste ritrovarvi ad amare anche The Shifters.

Ho letto con molta curiosità questa storia e mi ha stupito il modo in cui l’autrice ha saputo prendere un argomento così enigmatico come lo Shifting e dargli forma, una forma molto ben definita, spiegando anche razionalmente cose difficili da credere. È stata una lettura intrigante ed è evidente che dietro ci sia uno studio davvero approfondito sulla materia. Insomma, un bel salto di qualità dal primo romanzo, The Fragments, che pure avevo amato ma nel quale avevo riscontrato delle incertezze. The Shifters è un romanzo decisamente più maturo, consapevole e ben scritto. Si prende il suo tempo per farti familiarizzare con l’argomento, con i personaggi, con le tematiche non facili, ma una volta fatto, ti risucchia come in un vortice e non ti dà più respiro. E, se anche te ne fosse rimasto qualche barlume, il finale te ne priverà del tutto. Inaspettato, diabolico, amaro. Farete fatica a digerirlo. Ma io mi auguro l’autrice abbia in serbo un seguito e ci regali un’altra avventura tanto affascinante e oscura.
Photo credit: @francikarou, Coffee&Books
Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 29 novembre 2023

Recensione: "Lirael" di Garth Nix

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un libro letto nell'ultimo periodo (e ascoltato in parte su Audible), ovvero Lirael, di Garth Nix. Il primo volume, Sabriel, mi era piaciuto tantissimo e non vedevo l’ora di ritrovare le atmosfere tanto amate e lo stile gradito dell’autore. La lettura l’ho fatta nuovamente insieme alla splendida Francesca di La biblioteca di Zosma, che condivide con me l’amore per il Vecchio Regno e per le avventure dell’Abhorsen.

Lirael
di Garth Nix

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 515
Genere: fantasy, epic-fantasy, dark fantasy, young adult
Editore: Fazi Editore (collana LainYA)
Data di pubblicazione: 7 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Sono passati tanti anni da quando Sabriel, la regina Abhorsen, ha sconfitto il malvagio Kerrigor; anni in cui il Vecchio Regno ha conosciuto pace e prosperità. Ma il confine tra il regno dei vivi e l’oltretomba sta per essere nuovamente messo a rischio. Lirael vive nel Ghiacciaio delle Clayr, ma non si è mai sentita veramente parte di questa comunità di chiaroveggenti. A quattordici anni ancora non possiede il dono della Veggenza, ovvero la capacità di guardare nel presente per scorgere un possibile futuro. In preda alla solitudine e a un forte senso di insicurezza, Lirael cerca di distrarsi trascorrendo le giornate nella Grande Biblioteca, dove di nascosto studia leggende e antichi incantesimi in compagnia di una misteriosa amica a quattro zampe. Dall’altra parte del Muro, ad Ancelstierre, il principe Sameth si sente altrettanto solo e incerto di fronte al futuro che lo attende. Prima o poi dovrà ricoprire il ruolo di Abhorsen seguendo le orme di sua madre Sabriel, ma la prospettiva di avere a che fare con i morti lo terrorizza. Mentre Lirael scopre tra le pagine dei libri una profezia sul suo conto che la condurrà in una missione disperata, anche Sameth si mette in viaggio per salvare un amico da nuove forze oscure che sembrano minacciare il Vecchio Regno; ma i morti non potranno essere rimandati indietro definitivamente finché non verrà alla luce il segreto che lega il destino dei due protagonisti. Dopo Sabriel, ecco il secondo emozionante capitolo della saga del Vecchio Regno: l’avventura di Lirael trascina i lettori ancora più a fondo nelle terre magiche scaturite dalla penna geniale di Garth Nix, intessendo un racconto suggestivo sulla scoperta di sé e del proprio destino, tra insidie e nemici pericolosi.

Ho iniziato Lirael senza neanche soffermarmi sul retro della copertina a leggere la trama. Non sapevo cosa vi avrei trovato, ero solo troppo curiosa di immergermi nella lettura. Sin da subito è chiaro che la storia di Lirael è molto diversa da quella di Sabriel. Se Sabriel mi aveva presa dal primo istante, tenendomi sempre col fiato sospeso, Lirael si prende un po’ più di tempo per entrare nel vivo e la prima parte è decisamente poco avvincente. Lirael è una Clayr e come ogni Clayr anche lei dovrebbe avere il dono della Veggenza. Ma arrivata all’età di quattordici anni, ancora nessuna visione del futuro. Lirael, che di suo si sente già fin troppo diversa dalle Clayr per via del suo aspetto (le Clayr hanno capelli biondi, occhi chiari e pelle leggermente scura, mentre lei ha capelli neri, occhi scuri e pelle chiarissima), considera questa situazione l’ennesima delusione. Prova rammarico per se stessa, per non essere come le altre, è proprio una condizione che la fa star male e la porta persino a pensare di togliersi la vita, poiché una Clayr senza visioni non è nulla, è inutile. Eppure in qualche modo, gli anni passano e lei resiste alla tentazione di rinunciare alla vita, aspettando fiduciosa che qualcosa cambi e che il suo destino si palesi. Nel frattempo, dovendo trascorrere del tempo nella Grande Biblioteca, si imbatte in tantissimi volumi intriganti e in misteriosi incantesimi che studia e prova, finché un giorno non crea la Canaglia, un cane spirito che diventerà per lei una guida, un amico, qualcuno di fidato da cui non riuscirà più a separarsi. Come era stato Mogget con Sabriel, anche Canaglia è un famiglio che accompagnerà la protagonista verso il suo destino, compagno d’avventure e spesso consigliere. Devo ammettere che la sua presenza è stata alquanto gradita, sia Mogget che Canaglia sono due personaggi che hanno un ruolo fondamentale all’interno della storia e spesso sono portatori di un sapere antico; grazie a loro, infatti, riusciamo a conoscere dettagli riguardo il passato, in questo libro addirittura riguardo i Sette che crearono la magia della Briglia. Se nel primo libro il worldbuilding poteva sembrare tratteggiato con cura ma poco chiaro (soprattutto all’inizio), in questo avremo una maggiore consapevolezza dell’ambientazione e del sistema magico, perché l’autore riesce ad ampliarlo in maniera intelligente e disinvolta, senza mai usare noiosi spiegoni. Le Clayr le avevamo già conosciute in Sabriel, poiché la protagonista spesso si era ritrovata a confidare in delle loro visioni per capire come salvare il padre, però restavano, al contempo, delle figure enigmatiche, quasi effimere, direi. Ebbene, qui, abbiamo invece modo di entrare nel loro mondo, di comprenderlo a fondo, di viverlo nelle loro attività, abitudini, usanze. Lirael appartiene da sempre a quel mondo, lo conosce bene, eppure sente di non appartenervi abbastanza, in quanto troppo diversa dalle altre. Sarà quando inizierà a viaggiare e a seguire il percorso che è stato tracciato per lei che acquisirà maggiore sicurezza, e a quel punto sarà chiaro che c’è ben altro da scoprire. Non solo su chi è davvero ma anche sul suo passato e, inevitabilmente, sul suo futuro (ma questo resterà ancora un mistero perché oggetto della trama del prossimo volume).

Parallelamente alla sua storia, seguiamo anche le vicende di un altro personaggio, Sameth, che altri non è che il figlio di Sabriel e Touchstone che si sono sposati, generando due figli. Oltre lui la sorella Ellimere, che pare avere, al contrario di Sam, delle innati doti come regnante, mentre lui ha tutt’altri interessi. A lui piace costruire cose, ma tutto ciò che riguarda Ancelstierre o il Vecchio Regno preferisce tenerlo lontano. Conosce bene le vicende vissute dai genitori, adesso sovrani del regno ma sempre in viaggio a tenere lontani nemici e mostri dell’oltretomba, e lui non si sente portato per quella vita. Non si sente nemmeno portato per la vita da reggente, ma è più quella di Abhorsen che lo spaventa. Infatti è su di lui che ricadono le pressioni per il futuro del regno, in quanto primo erede, tocca a lui, un giorno, prendere il posto della madre. Sam però teme la morte, la teme a tal punto da trascurare i suoi doveri, quelli impostigli dai genitori, e fare un po’ di testa sua. Per salvare un amico, si mette sulle sue tracce da solo, usando la magia con negligenza e mettendosi in pericolo. Scoprirà però che una nuova minaccia sembra incombere su tutti loro, un negromante che lo ha attaccato e che va assolutamente fermato. Ma lui, ormai ferito, non sa come fare per dare l’avvertimento. Sarà allora che si imbatterà in Lirael e dal loro incontro - ben oltre la metà del libro - si giungerà a un paio di rivelazioni molto importanti. Queste però vengono date praticamente alla fine e dovremo aspettare il prossimo volume per scoprire dove porteranno.

Lirael non è stata una lettura avvincente come Sabriel, ma è stata comunque una bella lettura. Non ci sono grandi colpi di scena, anzi direi praticamente nessuno a parte, come detto poco sopra, delle rivelazioni sul finale. Il ritmo di questo libro è molto più lento rispetto a quello del primo e forse questo può scoraggiare in un primo momento. Quello che mi è piaciuto di più è stato riuscire a comprendere meglio il mondo creato dall’autore, ma anche leggere di due protagonisti praticamente imperfetti. Lirael, così diversa dalle sue sorelle Clayr, che pensa più volte al suicidio; e Sam, oppresso dalle aspettative del suo popolo e della sua famiglia, che ha il terrore della morte, proprio lui che, come futuro Abhorsen dovrebbe varcare le soglie dell’oltretomba e rimandare indietro chi vuole uscirne. Sono entrambi personaggi profondamente turbati, per nulla a loro agio nelle proprie vite, ma che saranno costretti a delle scelte importanti, a dei sacrifici, per un bene più grande. Il loro destino sembra essere in qualche modo legato e questo, forse, darà loro la possibilità di riscattarsi, ma anche quella di comprendere molte cose che fino a quel momento sono sembrate inspiegabili. Probabilmente due personaggi così potranno risultarvi noiosi, ma io li ho trovati molto interessanti, perché non sono sicuramente il tipo di personaggi che si ritrovano in uno young adult, ovvero sempre fiduciosi delle proprie capacità, belli, impavidi, capaci di compiere le gesta più ardite senza minima esitazione. Li trovo spesso poco credibili ed ecco perché tanti di quei libri finiscono per me nel dimenticatoio, o per essere riposti dopo pochi capitoli. Garth Nix, invece, ci regala dei personaggi più che credibili, in cui è molto facile rispecchiarsi. Sono pieni di insicurezze, smarrimenti e compiono un sacco di errori. Hanno tante paure e non fanno fatica ad ammetterlo. Persino Sam, principe e futuro Abhorsen, ragazzo intelligente e pieno di talento, ce lo si aspetterebbe valoroso e intraprendente, è piuttosto un giovane pavido che non fa mistero dei suoi timori e delle sue mancanze.

Non troverete chissà quanta azione, probabilmente questo libro ha tutto ciò che hanno i libri di mezzo, fanno da tramite con l’ultimo, nel quale è concentrato il meglio, ma sicuramente avrete modo di approfondire determinati aspetti del worldbuilding che nel primo volume erano rimasti in secondo piano; avrete modo di conoscere nuovi, interessanti personaggi con cui relazionarvi, ma anche di ritrovare vecchie, amate conoscenze, sebbene siano passati degli anni dalle vicende del primo libro e qui vi sembreranno molto cambiati. Rimarrete incantati dall’atmosfera magica e allo stesso tempo oscura creata dall’autore, dai toni fortemente “dark” che, a mio parere, rappresentano la parte migliore della serie. Li vedrete alternarsi ad altri più onirici, che vi porteranno a viaggiare nel tempo, grazie alle capacità di Lirael. E se amerete tutto ciò, amerete anche i momenti più leggeri dovuti alla presenza dei famigli, che porteranno vivacità e tenerezza in una storia velata di morte, creature malvagie e tenebre. Io ho troppo un debole per questa serie e non vedo l’ora di iniziare il terzo volume, Abhorsen, e scoprire di cos'altro mi innamorerò.
Fonte immagini: Pinterest

venerdì 29 settembre 2023

Recensione: "Se tutto questo fosse vero" di Ann Liang

Buondì, car* lettor*! ^^
Oggi è il giorno in cui vi parlo finalmente di Se tutto questo fosse vero, romanzo young adult di Ann Liang. È stata davvero una dolcissima lettura e per quanto abbia trovato scontate delle cose, alla fine ho amato tutto. Ringrazio di cuore la casa editrice per la copia in cambio di un’onesta opinione.

Se tutto questo fosse vero
di Ann Liang

Prezzo: 7,99 € (eBook) 16,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 304
Genere: narrativa contemporanea, ragazzi, young adult
Editore: De Agostini (collana Wave)
Data di pubblicazione: 4 luglio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Eliza Lin, diciassette anni e zero amici, è appena arrivata a Pechino dopo l’ennesimo trasloco nell’ennesima città. È solitaria e un po’ timida, ma a scuola ha buoni voti e soprattutto… scrive. La scrittura è la sua casa, il suo elemento naturale, ed è proprio grazie a un elaborato per il blog del nuovo liceo che la sua vita cambierà per sempre. Nel compito Eliza racconta una romanticissima storia d’amore, la sua romanticissima storia d’amore, e nel giro di una notte il contenuto rimbalza di piattaforma in piattaforma, diventando virale. Raggiunge persino la sua rivista preferita, che la contatta per proporle una collaborazione. I follower la adorano e non vedono l’ora di conoscere l’identità del misterioso fidanzato, se non fosse che… lui non esiste. Eliza se l’è inventato di sana pianta. Che fare quindi? Raccontare la verità o continuare la finzione? Il dilemma la divora fino a che, una sera, la ragazza ha un’idea: proporre al suo compagno di scuola Caz Song, giovane attore di C-drama bello da svenire, un’ “alleanza strategica reciprocamente vantaggiosa”. Lui interpreterà il suo fidanzato per il tempo necessario e lei lo aiuterà con il suo futuro accademico. Il piano sembra infallibile, ma la messinscena potrà durare a lungo? E se a un certo punto la bugia dovesse venire a galla, quante vite potrebbe travolgere?

Se c’è una cosa che adoro fare in questo periodo è leggere romanzi cozy e adorabili. Se tutto questo fosse vero è un libro che parte da un trope abbastanza scontato ma che alla fine rivela dell’autentica personalità. Mi ha sorpreso per le tematiche affrontate, ma soprattutto ho amato che fosse ambientato a Pechino e che la città fosse descritta in maniera tanto vivida e familiare. L’autrice, di origini cinesi, ci regala una storia molto dolce, che inizia da una bugia ma che poi si trasforma in tutt’altro. La protagonista è Eliza Lin, una diciassettenne alle prese con l’ennesimo trasloco. Dopo aver vissuto in tantissime città differenti, con la sua famiglia ritorna a Pechino, la sua città d’origine. Non è facile per lei ambientarsi ogni volta in una città diversa, perdere gli amici per poi cercare di farsene di nuovi. Ecco perché la socializzazione non è esattamente il suo forte, però gran parte della sua frustrazione riesce a smaltirla scrivendo. La scrittura è tutto il suo mondo, lei sogna di vivere di questo, e un giorno la sua vita cambia per sempre quando un suo elaborato finisce sul blog della scuola e diventa letteralmente virale. La cosa la sconvolge ed entusiasma allo stesso tempo, peccato che tutto ciò che ha scritto sia una bugia. Nel compito racconta di una storia d’amore bellissima con un ragazzo che sembra essere il ragazzo dei sogni di chiunque; l’elaborato viene letto da milioni di ragazzine, che col passaparola lo fanno girare e in pochissimo tempo Eliza diventa una celebrità. È quello che ha sempre sognato, diventare famosa con la sua scrittura, ma c’è anche il rovescio della medaglia da considerare: tutto quel successo è fondato su delle bugie. I fan della sua storia d’amore vogliono presto sapere chi è il ragazzo di cui parla o tutto risulterà poco credibile e le bugie raccontate le crolleranno addosso come un castello di carta. Ecco che allora Eliza deve prendere una decisione diversa, confessare tutta la verità o… trovare un finto fidanzato che possa essere esattamente come lei lo ha descritto nel suo saggio. L’input le viene dato dall’offerta di un tirocinio per un famoso giornale online che Eliza ha sempre ammirato, e così invece di scoprire le sue carte, decide di continuare con la farsa. Il destino sembra andarle incontro e offrirle l’opportunità di conoscere meglio il compagno Caz Song, non un compagno qualsiasi bensì una vera e propria star di C-drama. Lui sarebbe il fidanzato perfetto, bello oltre ogni limite e così amato e benvoluto da tutti! C’è solo un ostacolo: come convincerlo a fingersi il suo ragazzo? 

Caso vuole che Eliza venga a conoscenza di un segreto di Caz ascoltando per sbaglio una sua conversazione con la madre e così decide di sfruttare questo segreto per persuadere il ragazzo. Insieme a una proposta creata ad hoc su Power Point (dallo strabiliante titolo “Un’alleanza strategica, reciprocamente vantaggiosa e di stampo romantico volta a promuovere le nostre rispettive carriere”), Eliza espone a Caz il suo piano e lo convince ad accettare. Da quel momento in poi dovranno mostrarsi insieme, frequentarsi, sembrare affiatati e innamorati esattamente come nel suo racconto. Tutto per finta, è ovvio, fino a quando Eliza non terminerà il suo tirocinio al giornale e Caz le riprese del suo nuovo sceneggiato. Ma qualcosa alla fine va storto. Quello che Eliza prova, anche solo per finzione, quando sta con Caz è qualcosa che non si era immaginata di poter provare. Lei che ha sempre cercato di non creare legami per paura di perdere le persone che ama dopo un’ennesimo trasloco, così come è stato con vecchi amici e come le sta tutt’ora capitando con l’amica del cuore Zoe. È una ferita che brucia e la tormenta e non le dà la possibilità di lasciarsi andare completamente, di smettere di controllare i suoi sentimenti, di controllare tutto, per vivere le emozioni in maniera più libera e naturale. E così, anche se con Caz le cose in alcuni momenti sembrano farle pensare possano evolversi in qualcosa di più vero e reale, lei ci mette sempre un freno. È la paura a controllarla, la paura di ritrovarsi per l’ennesima volta con il cuore spezzato. Ma se anche Caz volesse esprimere i suoi reali sentimenti e non riuscisse per altrettanti timori? Lui è una delle più giovani celebrità internazionali in ascesa. È un ragazzo bello, affermato, continuamente assediato da fan. È circondato da ogni forma d’amore, ma cos’è che la gente ama davvero di lui? Amano il Caz Song dei ruoli che interpreta, amano il personaggio, amano il suo aspetto, ma non si può dire che lo conoscano davvero. Solo con Eliza riesce a essere fino in fondo se stesso, solo lei riesce a conoscerlo nella sua quotidianità, a rintracciare quei pregi che altre persone non vedono perché non sanno andare al di là del suo aspetto fisico. Più i due approfondiscono la conoscenza più vorrebbero stare insieme, ma la bugia su cui è costruito il loro rapporto non fa che allontanarli. Riusciranno, alla fine, a trovare una soluzione e a vivere con sincerità i propri sentimenti?

Con questa dolcissima storia, Ann Liang ci trasporta in una Pechino dinamica e piena di vita e colore, ma anche nella vita di una giovane adolescente con problemi reali e in cui è facile rispecchiarsi. Eliza è una ragazza riservata ma con un grande sogno ed è disposta a tutto per quel sogno. Purtroppo questo si scontra con una dura realtà e cioè con il fatto che lei è spesso costretta a spostarsi e non riesce mai a restare abbastanza in un posto da poterlo definire “casa”. È una realtà che la fa soffrire molto e che, forse, chi non è abituato come lei a cambiare continuamente dimora non può capire. E poi c’è quel ragazzo, quel ragazzo così bello da sembrare impossibile, quel ragazzo capace di farle battere il cuore come nessun altro, quello che si accorge del bracciale che indossa sempre, che la porta in spalla quando piove, che le asciuga le lacrime, ecco… quel ragazzo che potrebbe essere la casa che stava cercando ma che in realtà non lo è, perché cosa ci sarà di vero considerando che i due stanno seguendo un copione? E nonostante i dubbi e le incertezze, la costante paura di svegliarsi e scoprire che la bugia è esplosa loro tra le mani, i due si innamoreranno e cercheranno di conciliare finzione e realtà, di ascoltare i loro cuori, essere onesti fino in fondo ed essere felici. 

Se tutto questo fosse vero è una storia che vi scalderà il cuore. Non ci sarà mai un momento di noia con Eliza e Caz, ve lo posso assicurare, lui beffardo e spudorato, lei timida e misurata… i loro dialoghi li ho trovati molto divertenti, ironici, frizzanti. Per tutto il tempo è stato come guardare un vero e proprio drama e mi sono fatta anche qualche risata. I momenti più toccanti non mancano, soprattutto quando Eliza pensa alla sua amica Zoe o a quanto le manchi avere un posto da poter definire “casa”, persino con Caz e il rapporto difficile con i genitori sempre assenti; il tutto, però, resta sempre intriso di leggerezza e garbo tanto che alla fine avrete voglia di qualcosa di forte per compensare :P Ho apprezzato tantissimo ogni elemento della cultura cinese inserito nel romanzo, anche piccoli modi di dire e parole che poi alla fine trovano spiegazione in un glossario. Davvero, io amo questo genere di romanzi, la collana Wave di De Agostini è una piccola perla dedicata a ogni buon Asian Lovers che si rispetti. 

 Insomma, una lettura speciale, spensierata, adorabile, l’ideale se volete rilassarvi con una storia semplice ma che vi riempia il cuore di dolcezza. Probabilmente paragonerei Ann Liang ad Alice Oseman per il modo di narrare e di toccare l* lettor*, per la dolcezza che infonde nelle sue parole e nei suoi personaggi, perciò se apprezzate tale affinità, sono certa che amerete Se tutto questo fosse vero.

Fonte immagini: Amazon.it, Pinterest
Art by: yingshi_drawing

giovedì 3 agosto 2023

Review Party: "Cursed Crowns" di Catherine Doyle e Katherine Webber

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di Cursed Crowns, di Catherine Doyle e Katherine Webber, organizzato da Ambra del blog Paranormalbookslover. Avevo amato molto il primo volume, Twin Crowns, una storia fresca, divertente, piacevole, questo secondo volume non mi è sembrato però all’altezza del primo. Ve ne parlo meglio nella recensione ;)
Ringrazio Ambra per avermi inclusa nell’evento e la casa editrice per la copia inviatami in cambio di un’onesta opinione.

Cursed Crowns
di Catherine Doyle e Katherine Webber

Prezzo: 8,99 € (eBook) 18,50 € (cop. rigida)
Pagine: 544
Genere: fantasy, young adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 11 luglio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Wren e Rose, regine gemelle, hanno rivendicato il trono di Eana, ma non tutti sono contenti che le streghe siano tornate al potere e la rivolta è prossima a scoppiare. Rose, razionale e diplomatica, decide di intraprendere un tour reale per assicurarsi la fedeltà dei sudditi e vincerne la paura, ma la mente e il cuore di Wren sono altrove: la nonna Banba, rapita dal crudele re Alarik, è prigioniera a Gevra e lei intende liberarla a qualunque costo. Ancora una volta i fili del destino porteranno le sorelle a dividersi. Vittima di un'imboscata, Rose verrà salvata da un misterioso sconosciuto, che condurrà lei e l'affascinante guerriero Shen Lo nel deserto, alla ricerca del perduto Regno Baciatodalsole, per ritrovare il quale Shen potrebbe essere la chiave. Wren, impavida e avventata, muoverà invece verso le gelide terre del Nord, dove nemmeno l'amore per Tor la dissuaderà dallo stringere un patto mortale con il re di Gevra, non sapendo che l'incantesimo che lui esige da lei potrebbe avere conseguenze irreparabili... Mentre un'antica profezia incombe, a Palazzo infuria la ribellione e le sorelle dovranno riunirsi. Le loro vite, e il futuro di Eana, dipendono da questo. 

Se in Twin Crowns mi aveva letteralmente conquistata la storia delle due gemelle streghe che si scambiano di ruolo e finiscono poi per condividere il trono, lo stesso non posso dire di Cursed Crowns, secondo volume di una serie che doveva essere una duologia ma che è stata ampliata per diventare una trilogia. Questa scelta, purtroppo, risulta poco azzeccata sotto vari aspetti, primo tra tutti un secondo volume fin troppo allungato e in cui succedono ben poche cose interessanti. Ho iniziato a leggere con tutto l’entusiasmo possibile, le mie aspettative erano molto alte, ma devo ricordarmi di non avere questo tipo di aspettative soprattutto quando leggo un volume di mezzo, che di solito è sempre quello che risente di più problemi. Cursed Crowns inizia poco dopo gli avvenimenti che avevano chiuso il primo volume. Ritroviamo Rose e Wren al trono, pronte a regnare insieme e a farsi apprezzare, nonostante siano streghe e il popolo abbia paura di loro e poca fiducia nella loro lealtà. Ma le due gemelle vogliono dimostrare che un regno di pace tra streghe e popolo non magico è possibile, ci credono fermamente fino a quando, almeno, non ricevono minacce di insurrezioni. Purtroppo, per quanto provino a tentare la strada della diplomazia, nulla sembra funzionare e l’unica cosa che resta loro da fare è sedare le rivolte con la forza o… organizzare un tour reale in carrozza. Questa l’idea di Rose, che pensa possa giovare farsi vedere tra il popolo, nelle loro strade, far sentire la propria vicinanza. Wren è invece restia a fare il tour, la sua mente è altrove, alla nonna Banba che si trova a Gevra, nelle mani di re Alarik, loro nemico. 

Sarà così che le loro strade si divideranno. Rose sarà costretta a partire da sola per il tour, quando scopre che Wren è fuggita nella notte per andare a salvare la nonna. Seguiremo le loro storie in parallelo, come era stato nel primo volume, per poi ritrovarle congiunte sul finale. Rose dovrà tenere testa a Barron e alle sue Frecce, che tentano di soverchiare il trono delle streghe e riportare le cose a come erano un tempo, quando la magia era bandita dal regno. Al suo fianco il fidato Shen Lo che la protegge e la segue ovunque. Lungo la strada, però, si ritroverà a far fronte a ulteriori imprevisti, come un cugino di Shen saltato fuori dal nulla che rivelerà loro che il Regno Dalsolbaciato esiste ancora nel deserto e ha bisogno del loro aiuto per ritrovarlo, dissotterrarlo e riportarlo alla luce, offrendo in cambio aiuto a difendere la corona. Sarà un viaggio aspro che porterà a nuove rivelazioni, stavolta riguardanti Shen Lo, che improvvisamente si scopre essere molto più di un semplice guerriero stregone.

Le cose per Wren non sono di certo più facili. Partita per andare a salvare la nonna nel freddo regno del Nord, si ritrova da sola in quel luogo nemico, a patteggiare con un ostile re Alarik che vorrebbe solo vendicare la morte del fratello, e a non sapere cosa fare per salvare la nonna. Le viene in mente solo di offrirsi volontaria per prenderne il posto, perché al re serve una strega per chissà quale piano malvagio e quella sembra l’unica soluzione per mettere in salvo Banba. Non sa che cosa l’aspetta, in realtà. Re Alarik ha in mente qualcosa di immorale e nemmeno le raccomandazioni di Tor, il capitano per cui prova dei sentimenti, riescono a farle cambiare idea...

Ho trovato Wren particolarmente imprudente in questo secondo volume, avventata, audace ma non in maniera intelligente, piuttosto il contrario. Non sembra riflettere sulle proprie azioni, sulle proprie parole, sulle proprie scelte. Rose, invece, dà l’idea di essere molto più ingenua che nel primo volume, non ho notato un’evoluzione del suo carattere, che resta sempre un po’ frivolo e capriccioso. Entrambe le protagoniste sembrano diverse da come le ricordavo, ma non cambiate in meglio. Non ho nemmeno potuto constatare un buon approfondimento psicologico; si succedono avvenimenti talvolta senza senso, uno dietro l’altro, e alla psicologia delle due sorelle viene dato ben poco spazio. I personaggi secondari, poi, ancora meno partecipi, le streghe che vivono a Eana appaiono in pochissime occasioni, qualcun altro spunta solo per dare piccoli contributi ma nessuno, mai, lascia davvero il segno. Persino Tor lo si vede molto meno che nel primo libro, giusto in un paio di capitoli, mentre Shen Lo per metà volume è tristemente ridotto a fare lo spasimante/guardia del corpo, nulla a che vedere con lo Shen Lo avventuroso, impavido e sarcastico del primo libro. 

In 539 pagine la trama è tirata così per le lunghe che in più di un’occasione ho valutato l’idea di abbandonare la lettura, tanta era la noia, soprattutto nella prima parte. Verso la fine succede qualcosa di più interessante, si movimentano un po’ le cose, ma secondo me non abbastanza da risollevare le sorti di un intero libro che letteralmente non è all’altezza del primo. I personaggi non evolvono, la trama non presenta particolari colpi di scena, molte scelte delle autrici sembrano banali e facili, in particolare nelle storie d’amore, quasi volessero omologarsi a quelle che vanno per la maggiore ultimamente, ispirate tutte ai libri di Sarah J. Maas e Jennifer L. Armentrout. Insomma, mi sarei aspettata più originalità da questo libro, avrei voluto ritrovare le stesse protagoniste forti e sprezzanti del primo volume, magari capaci di affrontare le sfide da vere regine, invece per me questo volume non osa abbastanza e resta tutto più che dimenticabile. Un vero peccato.


Fonte immagini: Pinterest, Amazon.it

lunedì 31 luglio 2023

Review Party: "Scholomance. La cerchia d'oro" di Naomi Novik

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi si conclude l’evento dedicato a Scholomance. La cerchia d’oro, di Naomi Novik. Sono contenta di potervi finalmente parlare di questo libro, perché è da qualche giorno che fremo all’idea di farvi sapere quanto meravigliosa sia stata per me l’avventura con questa serie. Ieri sera l’ho conclusa e devo dire che non potevo desiderare qualcosa di diverso da ciò che Novik mi ha regalato. Un'atmosfera deliziosamente dark, scelte sconvolgenti e un finale azzeccatissimo hanno reso questa lettura una delle migliori dell'anno.
Ringrazio la casa editrice per l’opportunità di organizzare questo review party e per la copia omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Attenzione, possibili SPOILER dei volumi precedenti

Scholomance. La cerchia d'oro
di Naomi Novik

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 324
Genere: fantasy,  dark fantasy, dark academia, young adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 18 luglio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Non ero più alla Scholomance. Avevo liberato gli studenti e imprigionato tutti i nefasti al posto nostro, dopodiché avevo separato la scuola dal mondo con quei mostri famelici stipati dentro, destinandoli a un eterno sgranocchiarsi reciproco. Ora, quindi, potevo dormire senza pensieri, fare qualsiasi cosa e andare in qualsiasi luogo volessi. Ed era lo stesso per chiunque altro, dall'ultimo ragazzino che avevo guidato fuori dalla Scholomance a tutti quelli che non avrebbero mai dovuto frequentarla. Fatta eccezione per Orion, scomparso nell'oscurità. Fuggire dalla Scholomance sembrava un sogno impossibile, invece, in qualche modo, si è avverato per El e i suoi compagni di classe, anche se alla ragazza è costato molto caro. Oltretutto il mondo non è affatto diventato un posto sicuro per tutti i maghi, anzi. La pace e l'armonia sono ancora un traguardo lontano per le cerchie di ogni Paese. Perché qualcuno ha raccolto il progetto di distruggerle una volta per tutte e lo sta portando avanti con fermezza. A questo punto, dopo tanta fatica fatta per uscirne, l'unica soluzione per El sembra proprio tornare indietro, trovare un modo cioè per rientrarci, alla Scholomance.

Questo 2023 non è stato molto esaltante a livello di letture. Sono un po’ poche quelle che davvero mi hanno regalato emozioni forti, che si sono distinte, che si sono meritate un rating alto. Quando lessi il primo volume di Scholomance non avrei mai pensato di arrivare all’ultimo e poter amare tutto, anche perché quello non mi conquistò interamente. Ma qualcosa mi ha comunque tenuta ancorata a questa serie, delle sensazioni positive date da un worldbuilding incredibile e da una protagonista sicuramente non canonica. El non è come molte protagoniste che si trovano negli young adult che affollano ultimamente le librerie; El è una ragazza piena di rabbia, è potente, sì, ma allo stesso tempo molto sola. Non è una ragazza benvoluta, i suoi compagni la evitano, eppure lei, nel corso dei romanzi è riuscita comunque a stringere, non con poco impegno, delle alleanze, che poi si sono tramutate in amicizie vere ed è una cosa che non vi aspettereste mai da un personaggio del genere. Eppure, dovete anche sapere che El è risoluta e determinata come poche e quando si mette in testa qualcosa la ottiene. Il secondo volume si era concluso in maniera quasi tragica, con El spinta fuori dalla Scholomance dal suo Orion, che invece è rimasto ed è finito tra le fauci di Pazienza, quell’unico ragazzo con il quale aveva stretto il legame più esclusivo, per cui aveva provato sentimenti mai provati. Si era sacrificato per lei, ancora una volta. Questo non faceva parte del loro piano, El probabilmente aveva immaginato di non uscire viva dalla Scholomance ma esserci riuscita è senza dubbio anche merito suo. Ecco perché El non riesce a sopportarlo, non riesce a pensare di lasciare Orion a soffrire per l’eternità. Ha bisogno di liberarlo, ha bisogno di ritornare indietro e dargli pace, glielo deve. 

Non posso esprimere a parole quello che è stato leggere questo terzo volume, ma ogni pagina, ogni avvenimento, ogni dettaglio si è dimostrato molto oltre le mie più rosee aspettative. L’autrice ha chiuso in maniera impeccabile la serie, mettendo ogni tessera al suo posto, dando risposte a ogni dubbio rimasto in sospeso nei precedenti volumi. Non avrei mai creduto di poter definire questa lettura perfetta, ma è ciò che è stata per me, una delle migliori in assoluto. Scholomance 3 racchiude molti elementi importanti che fanno di questo libro un piccolo gioiello, non mancano infatti colpi di scena, azione, momenti carichi di tensione, imprevisti. Si parla di elaborazione del lutto, di sacrificio, di scelte discutibili per giungere a una meta. Ci troviamo davanti ad alleanze improbabili, a rivelazioni assurde, a scenari incredibili. Il worldbuilding, nonostante abbiamo lasciato la Scholomance, continua a essere di tutto rispetto, anzi se possibile ancora più intricato e interessante. Vediamo adesso come se la cavano le cerchie in ogni parte del mondo, alle prese con un mago oscuro che tenta di eliminarle tutte, di creare il caos. El si ritroverà a dare una mano, a farlo perché è ciò che avrebbe fatto anche Orion, ma allo stesso tempo lo fa perché ne ha bisogno. Ha bisogno di trovare un modo per liberare Orion e non può farlo da sola, ecco perché offre il suo aiuto alle cerchie in cambio di sostegno. Ma non sarà un’impresa facile e lungo la strada saranno tante le cose che dovrà mettere a posto e rivalutare, tante quelle che la faranno vacillare. El ha dalla sua un potere devastante, ne ha dato dimostrazione più volte, adesso però quel potere deve confluire in qualcosa di buono. Il suo sogno è quello di creare delle cerchie della Pietra Dorata, di offrire un rifugio a maghi e bambini che ne hanno bisogno, ma per riuscire in quell'impresa impossibile dovrà lavorare sodo. E avrà anche bisogno di una mano.

Questa serie non è sicuramente la lettura ideale per ogni lettor* di fantasy, perché è abbastanza anomala. Lo stile dell’autrice è ostico, in un primo momento, il punto di vista di El scorre come un fiume in piena, come un flusso di coscienza, e non è dei più piacevoli, considerando il carattere difficile della sua protagonista, che sembra sempre avercela con chiunque e non fare granché per non allontanare le persone. Il suo sarcasmo ci fa sopportare molto meglio questa sua caratteristica, ma in questo terzo volume la sua rabbia non diminuirà ed è un aspetto che ho apprezzato molto, perché l'ha resa un personaggio coerente dall'inizio alla fine. Direi però che è anche giustificata adesso, visto quante ne ha passate. Il suo punto di vista è sempre piccato, ma abbiamo imparato ormai a empatizzare con lei, a comprenderla meglio. Lei stessa prova a smussare un po' le sue asprezze, a entrare nell'ottica meditativa che da sempre la madre cerca di insegnarle e il fatto che per lei non sia così facile come si possa pensare la rende ancora più credibile ai miei occhi. I cambiamenti ci sono ma avvengono nei tempi adeguati, Novik è stata molto in gamba nella costruzione della psicologia della sua protagonista e di ogni altro personaggio della serie. Tra l'altro nessun personaggio, a mio parere, è scontato e ciò va a beneficio della serie che si distingue così da molte altre di ultima generazione. Quello che voglio consigliarvi, se deciderete di dare una possibilità a Scholomance, è di leggere la serie fino in fondo, di non fermarvi al primo libro - che lascia sicuramente con più domande che risposte - di andare avanti, perché vi assicuro che l'ultimo volume vi lascerà senza parole. Il finale di questo libro mi ha messo i brividi ed era da tanto che non provavo un’emozione del genere. Alla fine sono stata quasi dispiaciuta di chiudere questa storia, dispiaciuta che tutto sia finito, di non poter leggere più di El, di Orion, della Scholomance, delle cerchie, dei loro incantesimi, dei nefasti e di tutto quello che Novik mi ha regalato. È stata un'esperienza meravigliosa, ogni libro è riuscito a superare il precedente per poi chiudersi nel modo migliore possibile. Se cercate una serie che sappia conquistarvi piano piano, una storia con worldbuilding complesso e ben architettato, con protagonisti diversi dal solito e imprevisti di ogni tipo, scoprite Scholomance, non ve ne pentirete.

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 30 giugno 2023

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Il mare del settimo giorno" di David Owen

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Oggi per la rubrica dedicata a bambini e ragazzi vi parlo di Il mare del settimo giorno, di David Owen, prima uscita di una nuova collana young adult, diretta da Diletta Crudeli, e pubblicata da Moscabianca Edizioni. Questo libro è stata una vera sorpresa, mi ha attratta poco per volta e alla fine mi ha conquistata totalmente. 
Ringrazio di vero cuore la casa editrice per la fiducia e per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Il mare del settimo giorno
di David Owen

Prezzo: 6,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: narrativa ragazzi, fantasy, young adult
Editore: Moscabianca Edizioni
Traduzione: Francesca Giulia La Rosa
Illustrazioni: Alice Guidi
Data di pubblicazione: 6 aprile 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Duncan ha quindici anni e vive nella tranquilla cittadina di Westleigh. Soffre di depressione, ma non riesce a confessarlo ai suoi amici; teme che questo finirà per allontanarli più di quanto l’avvicinarsi dell’età adulta non stia già facendo. Tutto cambia quando conosce Owen. Anche lui nasconde un doloroso segreto: da quando suo padre è morto, strani uccelli scheletrici lo seguono e lo osservano. Duncan e Owen capiscono subito di aver trovato l’uno nell’altro qualcuno di cui fidarsi, ma non tutto va per il verso giusto. Duncan deve affrontare le rivalità tra i suoi vecchi amici, mentre Owen si ritrova catapultato in un mondo ultraterreno dove gli viene affidata una pericolosa missione. Come se non bastasse, il talent show organizzato dalla scuola si avvicina, e la sorella di Duncan si ritrova d’un tratto sprovvista di compagni con cui esibirsi. Che sia nella nuova amicizia tra Duncan e Owen la soluzione per salvare lo spettacolo? "Il mare del settimo giorno" è una storia sul potere della perdita e sulla forza dei legami, in cui due giovani uomini imparano a condividere le proprie storie per scoprire chi sono e chi potrebbero diventare un giorno.

"Non puoi goderti la felicità se vivi nella paura costante che te la porteranno via".

Non appena ho visto la copertina di Il mare del settimo giorno me ne sono innamorata immediatamente. Ho immaginato una storia fantastica, di quelle di cui amo parlare in questa rubrica, ma poi ho iniziato a leggere il volume e ho capito che si trattava di ben altro, qualcosa che andava ben oltre la mia più fervida immaginazione. David Owen utilizza l’elemento fantasy, ma è un espediente per collegarsi alla realtà, a quel tipo di realtà dal quale si tende a fuggire. I protagonisti di questo libro sono un gruppo di adolescenti che si conoscono da una vita. Duncan vuole bene ai suoi amici, sebbene col tempo le cose siano cambiate. Il loro rapporto è come se si fosse crepato e si reggesse a malapena in piedi. I ragazzi sono in una fase della vita in cui amano bighellonare, le responsabilità un po’ li terrorizzano, studiare diventa un’impresa e preferirebbero passare il tempo a parlare di ragazze o a prendersi in giro. Duncan non si sente più a suo agio nel gruppo, ci sono cose che i loro amici fanno che a lui non piacciono, eppure, allo stesso tempo, le vorrebbe fare. Vorrebbe essere come loro, mettersi in gioco, magari si sentirebbe meno a disagio se fosse più all’altezza delle loro aspettative. Invece non riesce nemmeno a dire a Lorenzo, il suo migliore amico e leader del gruppo, ciò che lo turba e ciò che lo fa stare male da circa un anno. Quando a scuola arriva un nuovo ragazzo, Owen, sembra che tutti lo evitino perché troppo strano. Solo Duncan si avvicinerà a lui, perché la madre è nello stesso gruppo della chiesa di sua madre e vorrebbe che il figlio si ambientasse e facesse nuove amicizie. Non sarà facile all’inizio trovare un approccio con lui. Owen è molto restio a fidarsi degli altri, a lasciarsi andare, a parlare di sé. Ha da poco perso il padre e non ha ancora elaborato il lutto nella maniera giusta. Ma Duncan sembra entrare nella sua vita in punta di piedi, con più sensibilità di quanto Owen potesse aspettarsi dal ragazzo che frequenta i bulletti della scuola. E, complice la visione di Battlestar Galactica, ma anche un po’ la determinazione di Duncan, i due diventeranno presto amici. 

In realtà, Duncan sente che Owen è proprio il tipo di amico di cui ha bisogno per il tipo di persona che sta diventando adesso e che, nonostante Owen fatichi ad aprirsi, abbia anche lui bisogno di un amico. Il più grande tormento di Owen è non riuscire a piangere il padre, perché non era il padre ideale, era un uomo che spesso lo faceva soffrire, gli metteva addosso troppe pressioni, non lo lasciava essere se stesso. Il ricordo che ha di lui non è lo stesso che hanno altre persone e questa cosa lo fa soffrire. Da quando lui non c’è più, poi, inizia a sentire strane voci, a vedere Angeli volare sulla sua testa, fino a che, un giorno non viene rapito e portato in un luogo sconosciuto, fatto di tanti fiumi che confluiscono in un immenso oceano, il Mare del Settimo Giorno, talmente vasto che “nessuno è mai riuscito a raggiungere la riva opposta e a tornare per raccontarlo. Quando qualcuno muore, il suo spirito deve attraversare l’oceano e raggiungere… bè, nessuno sa cosa”. In questo luogo immaginifico, Owen verrà messo alla prova, la stessa Foresta lo sfiderà, tentando di chiamarlo a sé, ma lui lotterà sempre, riuscendo in qualche modo a salvarsi.

I punti di vista di Duncan e Owen si alternano alla narrazione in terza persona che ci trasporta in questo luogo onirico, seducente, ma allo stesso tempo tremendamente pericoloso. Non sappiamo che luogo sia - lo capiremo solo negli ultimi capitoli - ma resteremo affascinati dalla fantasia dell’autore nel dargli vita, raccontando tramite metafore bellissime alcune delle sofferenze più grandi che una famiglia possa vivere. Perdere una persona cara è un'esperienza terribile, non si è mai pronti alle conseguenze della perdita, che talvolta possono essere devastanti, altre volte disorientare, soprattutto se si è soli e non si ha qualcuno cui appoggiarsi, una spalla su cui piangere. Duncan non lo sa, ma per Owen rappresenta una sorta di àncora di salvezza, ciò che lo tiene legato alla realtà, ciò che lo salva da quella terribile Foresta e i suoi incubi che vorrebbero trascinarlo nella loro oscurità. 

"Non posso sapere dove andare finché non mi è chiaro cosa provo nei confronti del mio passato".

La bellezza di questa storia sta nel fatto di rappresentare la realtà nel modo più semplice e chiaro possibile, con i problemi più disparati dei ragazzi e un linguaggio molto moderno, ma allo stesso tempo nel dare una chiave di lettura diversa, più metaforica. Affronta tematiche molto importanti, parla di depressione, maltrattamenti, bullismo, elaborazione del lutto, ma parla anche di amicizia. Ho apprezzato tantissimo come quest’ultimo argomento sia stato sviluppato, non si parla di un solo tipo di amicizia, perché l’amicizia non è universale e non è nemmeno eterna. Ci sono amicizie che cambiano così come cambiamo noi, bisogna adeguarsi a questi cambiamenti, ai nostri stati d’animo, alle persone che diventiamo man mano che cresciamo, e comprendere che ciò che poteva andarci bene prima non è detto che ci vada bene per sempre. Mi sono sentita molto connessa a questo tipo di pensiero, ma in generale tutto il romanzo trovo che offra spunti di riflessione continui. È la lettura perfetta per chi si sente smarrit*, pers*, per chi non riesce a ritrovarsi; per chi non sa come affrontare un lutto, per chi non riesce a lasciarsi il passato alle spalle, per chi non riesce a mostrarsi com’è davvero. È una lettura che apre la mente e il cuore, che fa in parte sognare, ma più che altro ci lascia viaggiare in un luogo dove sembrano non esserci risposte ma poi vi sono tutte quelle di cui abbiamo bisogno. Owen è un autore molto capace, ho trovato il romanzo originale e ben scritto, lo stile godibilissimo; nonostante gli argomenti mantiene sempre in equilibrio leggerezza e turbamento, e il finale vi farà commuovere come non mai. E poi, vogliamo parlare della grafica? Moscabianca ha curato questa edizione in maniera impeccabile e le bellissime illustrazioni interne di Alice Guidi accompagnano l* lettor* trasmettendo ancora più emozioni. Ho amato profondamente questo libro e penso che possa dare tanto a chiunque deciderà di concedergli un'occasione. 


Fonte immagini: Pinterest

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