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martedì 4 luglio 2023

Review Party: "The Daemoniac" di Kat Ross + Focus sui personaggi

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi siamo all’ultima tappa del Review Party dedicato a The Daemoniac, di Kat Ross, un evento che ci ha portat* anche ad approfondire diversi argomenti, come lo spiritismo nell’America vittoriana, la nascita del giornalismo d’inchiesta, la figura di Jack Lo Squartatore e molto altro. Dopo aver avuto anche modo di conoscere meglio l’autrice e la sua opera tramite l’intervista su Letture in salotto, oggi approfondiremo i protagonisti di questo volume. Ma, intanto, scoprite cosa penso di The Daemoniac, romanzo uscito per Saga Edizioni, che ringrazio infinitamente per la disponibilità a concedermi l’organizzazione dell’evento e per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

The Daemoniac
di Kat Ross

Prezzo: 3,99 € (eBook) 15,92 € (cop. flessibile)
Pagine: 363
Genere: mystery, storico
Editore: Saga Edizioni
Data di pubblicazione: 18 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Sherlock Holmes incontra X-Files in questo mistero paranormale di Gilded Age! È l’agosto del 1888, appena tre settimane prima che Jack lo Squartatore terrorizzi Whitechapel, un altro assassino si aggira per le strade di New York. La sua opera porta i tratti distintivi di una possessione demoniaca, ma la detective dilettante Harrison Fearing Pell è certa che la sua preda sia un uomo in carne e ossa. E spera di farsi una reputazione risolvendo il bizzarro caso prima che l’uomo che la stampa ha soprannominato Mr. Hyde colpisca ancora. Dallo squallore dei Five Points alle bische d’alta classe del Tenderloin e alle scintillanti dimore della Fifth Avenue, Harry segue le tracce di un killer spietato, scoprendo alcuni imbarazzanti segreti delle più ricche famiglie dell’alta società di New York lungo la strada. Gli omicidi sono un caso di magia nera o un semplice ricatto? E il sentiero porterà più vicino a casa di quanto avesse mai immaginato?

Ho proprio una predilezione per i romanzi mystery, soprattutto se ambientati in epoca vittoriana. Solitamente non resisto se si tratta della Londra vittoriana, ma qui siamo a New York e la curiosità è stata sin da subito altissima. Poi avevo già conosciuto Kat Ross per la sua serie precedente, Il Quarto Elemento, bellissima e di ispirazione persiana, e non vedevo l’ora di leggere qualcos’altro di suo. L’occasione è arrivata con l’uscita di The Daemoniac, primo volume della prolifica serie Gaslamp Gothic, in cui trovano il loro connubio indagini in pieno stile Sherlock Holmes e soprannaturale. Al momento la serie consta di ben otto volumi. The Daemoniac è ambientato nel 1888, un terribile assassino pare aggirarsi per le strade di New York. Harrison Pell, detta Harry, si finge sua sorella detective Myrtle e accetta un caso davvero complicato. Una coppia molto preoccupata è alla ricerca di una caro amico scomparso. Gli indizi fanno presagire che potrebbe essere lui l’artefice della morte di una medium che avevano visto non molto tempo prima, ma cosa l’avrebbe spinto a commettere quell’omicidio? Potrebbe esserci anche una pista soprannaturale dietro, quando la giovane Harry, insieme al migliore amico e partner-in-crime John, scopre dei collegamenti con un misterioso grimorio, solitamente utilizzato nell’ambito dell’occulto, per invocare demoni, spiriti e fantasmi. Ma Harry non può correre a conclusioni affrettate. Come le ha insegnato sua sorella, deve prima raccogliere tutti gli indizi, mettere insieme tutti i dati raccolti, per poter formulare delle ipotesi, eppure ogni giorno che passa sembra che la matassa si ingarbugli sempre di più. Per sua fortuna, Harry può contare sull’amico John, studente di medicina, su qualche monello di strada, sull’amica Nellie Bly, sullo “zio” Arthur Conan Doyle, su Edward, compagno di università di John, e su molti altri personaggi che pian piano contribuiranno a farla giungere alla risoluzione del caso.

The Daemoniac è uno di quei romanzi che, come i più classici dei gialli, diventa più interessante mano a mano che si procede con la lettura e si vanno a congiungere sempre più tessere del puzzle. L’ambientazione è senza dubbio il punto forte del romanzo, una New York cupa, pericolosa, corrotta, tra le cui strade è possibile trovare bellezza e depravazione in egual misura. L’autrice non manca di descriverla dettagliatamente, facendoci quasi sentire parte di essa. Strade, locali, istituti, tutto ha una sua spiegazione - particolare, questo, che forse avrei preferito trovare meno accentuato, perché le tante spiegazioni hanno in parte rallentato il ritmo della lettura nella prima parte del romanzo. Ma è stato allo stesso tempo impossibile non immergersi nella cornice newyorkese di quegli anni, entrare in empatia con la protagonista, della quale seguiamo il punto di vista, e prendere parte alle indagini che diventano sempre più coinvolgenti. Un altro elemento senza dubbio interessante è la presenza, nel romanzo, di personaggi realmente esistiti, che hanno dato una connotazione ancora più veritiera alla storia e sono stati inseriti talmente bene da risultare di grande gradimento. Ho adorato Nellie Bly, una delle prime giornaliste investigative d’America, che contribuisce nel romanzo ad aiutare Harry fornendole assistenza quando necessario. Non compare mai, ma è presente fugacemente anche sir Arthur Conan Doyle, come una sorta di “padrino non ufficiale”, che darà anche lui una mano a Harry come potrà. Compaiono anche le sorelle Fox, tre sorelle medium statunitensi, famose per aver segnato la nascita dello Spiritismo moderno. Anche loro collaboreranno alle indagini della protagonista. Insomma, The Daemoniac è stata una continua fonte di sorprese, un po’ lenta la prima parte ma con un ritmo sempre più crescente dalla seconda metà in poi, in concomitanza alla tensione distribuita degnamente fino alla fine. È senz’altro la lettura perfetta per chi vuol concedersi una storia misteriosa, ambientata in un’epoca di grande attrattiva, con vibes che richiamano a Jack Lo Squartatore. Io l'ho adorata e non vedo l'ora di leggere i volumi successivi *_*

E adesso veniamo alla tappa di approfondimento relativa ai personaggi di The Daemoniac.

Harrison Fearing Pell - Harry
: è una ragazza intraprendente di diciannove anni. Vive praticamente dietro l’ombra della sorella Myrtle, un’apprezzata detective investigativa, intelligente e preparata, che lei cerca da sempre di eguagliare. Harry è determinata a uscire dall’ingombrante ombra della sorella e così decide di fingersi lei e accettare un caso. Ma Harry è anche cinica e non sempre è decisa a credere a quanto gli indizi le suggeriscono, eppure sa che per arrivare a risolvere un caso deve considerare tutte le opzioni possibili, anche quelle più inquietanti e irrazionali. Harry, come la sorella, ha poco interesse per gli uomini, la moda o le feste (la “Santissima Trinità della femminilità dell’alta società”), disdegna le convenzioni e si pone anzi come personaggio che sovverte le regole. Ha imparato a boxare, ha fatto uno studio sulla cenere dei tabacchi, ha studiato in autonomia chimica, anatomia e la storia del crimine di New York, creandosi un discreto bagaglio di conoscenze teoriche, utili per aiutarla a risolvere casi. Quello che le manca, però, è la pratica, e di questo ne è molto consapevole. Non è fatta per l’azione, ma desidera comunque starci in mezzo per poter mettere alla prova il suo ingegno contro un avversario.

John Weston - dottor Weston: John è il migliore amico di Harry. I due sono praticamente cresciuti insieme. John studia medicina e, nella recita di Harry nei panni di Myrtle, decide che anche lui dovrà avere le sue soddisfazioni e vorrà essere chiamato dottore. John rappresenta la parte più irrazionale di Harry; al contrario della ragazza, infatti, lui è quello che crede maggiormente nei fenomeni paranormali e che teme gli orrori che si annidano nell’oscurità tanto quanto Harry invece li ricusi. È la spalla su cui Harry conta di più; è coraggioso, perspicace e con la battuta sempre pronta. Ha diversi fratelli, per questo motivo non ama trascorrere troppe ore nella sua casa, ma preferisce passarle a casa di Harry. Pratica la boxe ed è lui, infatti, che insegna a Harry a boxare, anche se con poca convinzione. Come Harry è irascibile e i due si trovano spesso a discutere, ma è la persona che più di tutte prenderebbe le difese di Harry senza esitare e l’aiuterebbe in caso di bisogno. Forse la loro è più che una semplice amicizia.

Nellie Bly: giovane e avvenente ragazza che all’età di ventitré anni acquisisce notorietà diventando la nuova reporter di punta di Joe Pulitzer, una delle cinque testate giornalistiche più importanti di New York, facendosi rinchiudere nel manicomio di Blackwell’s Island e scrivendone dopo un reportage che destò scandalo. È grande amica di Myrtle, la sorella di Harry, ed è per questo che la ragazza non esita a coinvolgerla nelle indagini del suo caso. Nellie, così come Myrtle e Harry, rifiuta le convenzioni, spingendosi oltre i limiti di ciò che alle donne era concesso all’epoca.

Edward Dovington: migliore amico di John ed erede di una fortuna dopo la morte del nonno, è il classico dandy di epoca vittoriana. Definito un po’ un "damerino", per il modo di abbigliare eccentrico, anche lui darà il suo contributo aiutando Harry e John e non mancando di elargire charme e consigli.

Mr. Brady: si presenta alla porta della Grande Detective Myrtle Pell, senza sapere che ad accoglierlo sarà la sorella diciannovenne. È il primo cliente di Harry, sposato con Elizabeth, e terribilmente in pensiero per Robert Straker, suo caro amico. 

Robert Straker: è l’uomo scomparso che Mr. Brady vuol ritrovare. Orfano sin da piccolo, viene accolto dalla famiglia di Brady e i due diventano come fratelli. Entrambi si arruolano nell’esercito, ma la vita nell’esercito e le brutture a cui assisterà inacidiscono Straker, che presto cambierà approccio verso la vita. Da persona sognatrice e testarda, sembrerà cadere in un baratro profondo e apparentemente senza uscita, sperperando la sua piccola eredità in una serie di iniziative imprenditoriali fallimentari, per poi indebitarsi e infine arrivare alle porte della medium Catarina Santi.

Connor
: è un ragazzino che ha perso la madre a causa della febbre gialla. Myrtle lo aveva beccato a rubarle il portafoglio e nel tempo aveva deciso di prenderlo sotto la sua ala e pagarlo per diffondere pettegolezzi o scovare persone per lei che non volevano essere trovate. Connor fa parte dei bassifondi, della piccola banda dei Bank Street Butchers, ma la domestica dei Pell, Mrs. Rivers, lo prende a cuore e gli permette di dormire in casa. Connor ha una predilezione per le storie dell’orrore, che legge di nascosto (non poi tanto) da Mrs. River. Il suo aiuto è spesso fondamentale per Harry.

******

Spero vi sia piaciuto approfondire un po' di più The Daemoniac tramite questa tappa e tutte quelle che l'hanno preceduta. Scoprite questo romanzo e godetevi ogni sorpresa che vi riserverà.
Ringrazio l* ragazz* che hanno preso parte all'evento e hanno curato tanto bene i loro post e ancora una volta grazie alla casa editrice per l'opportunità di organizzare questo evento, intervistare l'autrice e leggere il volume in anteprima.



Fonte immagini: Pinterest
grafica: @paranormalbookslover

sabato 26 febbraio 2022

Review Party: "Arianna" di Jennifer Saint

Buon pomeriggio, caffeinomani! ^^
Sono qui per parlarvi adesso di un libro che mi ha tenuto compagnia negli ultimi giorni, ovvero “Arianna” di Jennifer Saint. Avevo davvero tanta voglia di leggere questo romanzo, considerando il debole che ho per i miti greci, perciò non posso che ringraziare Valeria per avermi coinvolta in questo evento e la casa editrice per la copia inviatami in cambio di una recensione onesta.

Arianna
di Jennifer Saint

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 384
Genere: mitologia, storico, narrativa
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 3 febbraio 2022

Arianna e la sorella Fedra, principesse di Creta e figlie del temuto re Minosse, crescono ascoltando riecheggiare il rumore degli zoccoli del fratello, il Minotauro, nel labirinto costruito sotto il palazzo. Ogni anno, quattordici giovani ateniesi vengono sacrificati per placare la fame del mostro. Quando il principe Teseo giunge a Creta per immolarsi alla creatura, Arianna si perde nei suoi occhi verdi e se ne innamora follemente. Ma aiutarlo a scappare dal labirinto significherebbe tradire la famiglia e il regno, e la ragazza conosce fin troppo bene le implicazioni di un gesto simile. Assillata dai dubbi ma determinata a farsi valere, Arianna prenderà una decisione che ribalterà tanto la sua sorte quanto il destino di Fedra. Entrambe dovranno affrontare le conseguenze di una scelta coraggiosa e sovversiva, che le spingerà a mettere in discussione il proprio ruolo in quanto figlie, mogli e madri in un mondo in cui le donne non sono altro che pedine su una scacchiera dominata dagli uomini e dagli dèi. Con uno stile vibrante e ipnotico, Jennifer Saint reinventa con originalità la famosa storia del Minotauro, della fuga di Teseo, dell’incontro con Dioniso e degli amori tormentati di Fedra e Arianna, dando vita a un’eroina indimenticabile e sfaccettata che saprà commuovere e incantare i lettori e le donne di oggi.

Sono sempre stata affascinata dai miti greci e il fatto che vada molto di moda, per adesso, scrivere retelling su questi o rivisitazioni, non mi dispiace poi così tanto. Ho corteggiato Ariadne a lungo e quando, finalmente, ho scoperto sarebbe uscito in Italia non potevo non leggerlo. Arianna si propone come un retelling incentrato su una delle figure femminili del mondo greco più bistrattate. A suo modo vuole concederle una voce, la possibilità di riscattare il suo personaggio, darle una dignità - dignità che sembra mancare a quasi tutte le donne nel mondo in cui vive. E questo per gran parte riusciamo a crederlo, leggiamo degli eventi che hanno condotto Arianna a tradire la sua patria e il padre Minosse per aiutare il nemico a uccidere il Minotauro; leggiamo di come a sua volta sia stata tradita, ritrovandosi abbandonata su un’isola deserta, ma anche di come poi abbia conosciuto il dio Dioniso e sia divenuta sua sposa. Leggiamo e aspettiamo quel momento di rivalsa di Arianna che sembra esserci stato promesso ma che, purtroppo, non arriverà mai. Non posso dire che mi sia dispiaciuto leggere Arianna. Ho adorato lo stile dell’autrice, così soave e incantevole, e amato ripercorrere tutte le vicende riguardanti la protagonista e la sorella Fedra, altro personaggio importante presente nel romanzo, seconda voce narrante, oltre Arianna, però è mancato qualcosa. Alla fine, è riuscito sì a intrattenermi e affascinarmi, ma il personaggio di Arianna non ne è uscito come mi sarei aspettata. Non ho visto questo romanzo come un retelling, né tantomeno ho avvertito quella chiave femminista che avrebbe dovuto e potuto esserci.

La voce di Arianna è una voce fievole. Per quasi tutto il romanzo la conosciamo come un personaggio inerme di fronte agli eventi, debole davanti alla prepotenza degli uomini, ingenua nel momento in cui dovrebbe invece essere furba. C’è dentro di lei un desiderio di ribellione che si riesce a percepire, ma è più un “vorrei ma non posso”, le cose stanno in una determinata maniera e lei non ha abbastanza fiducia in se stessa o coraggio da opporsi al padre, al fato stesso, a tutto ciò che la mette in ginocchio e le procura sofferenza e dispiacere. Al contrario di lei, invece, Fedra riesce a emergere in maniera più netta. La voce di Fedra è quella che spicca con maggior vigore, che mostra il carattere di una donna realmente intenzionata a cambiare il proprio destino. Fedra è coraggiosa, scaltra, risoluta e anche se il destino ha in serbo per lei qualcosa di diverso da ciò che si immaginava, non si lascia intimorire e vede in quella soluzione l’unica chance di salvezza, di fuga da un mondo e una vita che le stanno stretti. Sia Arianna che Fedra non hanno un percorso facile. Entrambe crescono a Cnosso, condividendo il terrore per quel fratello mostruoso imprigionato in un labirinto sotto il loro palazzo. Entrambe sognano una vita diversa, lontana da Creta, una vita di libertà e amore, diversa da quella sottomessa a cui sono costrette a causa del loro freddo e duro padre. Arianna crede di trovare ciò che cerca in Teseo. Dal suo arrivo a Creta ogni suo pensiero è rivolto all’eroe dagli incredibili occhi verdi, un uomo che col suo sguardo sembra prometterle il mondo intero. Arianna si fida di quella sensazione, si fida di quello sconosciuto e, con la complicità di Dedalo - il creatore del labirinto che tiene intrappolato il Minotauro - aiuta Teseo ad affrontare quel luogo spaventoso e ad uccidere il fratello, la bestia che per lungo tempo ha popolato i suoi incubi e quelli di chiunque ne avesse sentito menzionare. Ma ciò non basta a darle la libertà. Il suo cuore è ancora pesante, perché non sa a che conseguenze porterà il suo tradimento. Di sicuro non può restare lì, deve fuggire via e solo Teseo può aiutarla, colui di cui è innamorata e che crede la ricambi. La sua ingenuità la condurrà sull’isola di Nasso, sedotta e abbandonata dallo stesso uomo che credeva l’avrebbe salvata. Nessuno però può salvarla da se stessa e dai suoi errori

Nemmeno la storia di Fedra ha i risvolti che ci si aspettava. La giovane, dopo la partenza di Minosse intenzionato a cercare vendetta per l’uccisione del Minotauro, viene data in sposa dal fratello al nuovo re di Atene, lo stesso Teseo che ha sconvolto le sorti della sorella e che sconvolgerà adesso anche le sue. Fedra non accetta di buon grado, ma prova ad avere fiducia, anche se capirà presto che non è di Teseo che può davvero fidarsi, non quando capisce che le sta mentendo riguardo la sorella. Le vite di Arianna e Fedra si svolgono in parallelo, nessuna dimentica l’altra, un filo sottile a unirle ancora, nonostante il distacco. Si ritroveranno dopo molti anni, in qualche modo accomunate da una sorte simile, mogli e madri, con un bel bagaglio di sofferenza addosso, ma le Moire stanno tessendo ancora i loro destini, i finali delle loro storie che, dopo tanto travaglio, non saranno poi così benevoli.

È proprio il finale della storia ad avermi lasciata più interdetta. Se da un lato potevo anche passare sopra il fatto che la Saint abbia voluto semplicemente rievocare il mito di Arianna e non darcene una versione originale, riservare l’originalità proprio al finale non mi è sembrata la scelta più azzeccata, anche perché ci si sarebbe aspettato un risvolto più indulgente per un personaggio da riscattare, invece è l’ennesimo trionfo di uomini su donne. La voce di Arianna, già flebile, si perde nel vento, muore in se stessa, senza che abbia mai potuto farsi valere e sentire davvero. Sì, il finale lascia intendere che alla fine Arianna in qualche modo sia riuscita a ottenere, in parte, ciò che voleva, ma non nel modo che il lettore si aspettava. Ci resta una storia, una bella storia che appassiona, un mito ripercorso con minuzia, attraverso luoghi e personaggi significativi, ma la voce che valeva davvero la pena sentire, non l’abbiamo sentita. Arianna è un romanzo piacevole da leggere, per lo stile e per l’argomento narrato, manca però di originalità, la protagonista non riesce a coinvolgere del tutto, rimanendo al di sotto delle aspettative e non spiccando particolarmente come una vera eroina, in un romanzo del genere, dovrebbe fare. 

A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest

domenica 29 agosto 2021

Recensione: "Omicidio all'inglese" di Verity Bright

Buongiorno, lettori, e buona domenica! ^^
Oggi torno a parlarvi di un romanzo edito Vintage Editore, ovvero Omicidio all’inglese, di Verity Bright. È il debutto dell’autrice nel catalogo della Vintage Editore, che si arricchisce di un genere diverso dal solito, il giallo storico. Ho molto apprezzato questa storia, l’ho trovata perfetta come lettura estiva e anche per evadere un po’ dai soliti generi. Continuate a leggere per conoscere la mia opinione completa e recuperate questo titolo perché vi assicuro che è davvero carinissimo!
Ringrazio la casa editrice per la copia omaggio inviatami in cambio di un'onesta opinione.

Omicidio all'inglese
di Verity Bright

Prezzo: 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 472
Genere: giallo, inglese, mystery
Illustratore: Chiara Noemi Monaco
Editore: Vintage Editore (collana New Vintage)
Data di pubblicazione: 9 agosto 2021

Inghilterra, 1920. Eleanor Swift ha trascorso gli ultimi anni in giro per il mondo, prendendo il tè in Cina, facendo la conoscenza da vicino degli alligatori in Perù, scappando dai banditi in Persia. Ora è appena arrivata in Inghilterra dopo un caotico viaggio di quarantacinque giorni dal Sud Africa. Chipstone è la città più sonnolenta nella quale si potrebbe avere la sfortuna di imbattersi. E per aggiungere la beffa al danno, lì per tutti è una lady. Lady Eleanor, come preferirebbe non essere conosciuta, torna con riluttanza alla dimora dello zio, Henley Hall. Ora che Lord Henley è morto, è lei la proprietaria di quel maniero freddo e ammuffito. Cosa dovrebbe farsene una ragazza? Be’, Eleanor comincia facendo amicizia con il cane di casa, Gladstone, e con una bella passeggiata nella campagna inglese, anche se si sta avvicinando una tempesta... Ed è proprio sotto la pioggia battente che, in lontananza, Eleanor assiste a un omicidio. Prima che possa raggiungere il luogo del delitto, tuttavia, l’assassino è sparito e il corpo è svanito. Senza nessuna vittima e con la polizia locale convinta che voglia solo creare problemi, Eleanor giura di risolvere questa vicenda da sola!

<<[…]Quindi… sono tornata, sperando di poter appartenere a questo posto, di poterlo chiamare casa.>>

Ogni tanto si sente il bisogno di discostarsi dalle solite letture e addentrarsi verso qualcosa di diverso. Con Omicidio all’inglese ho avuto la possibilità di esplorare un genere che mi piace molto ma che non leggo spesso, anzi quasi mai. Omicidio all’inglese ha tutte le caratteristiche di un romanzo storico e mystery, ma è anche un giallo in piena regola. La protagonista è Eleanor Swift che dopo la morte dello zio eredita la sua tenuta in Inghilterra e decide quindi di tornare in quella che, per una breve parte della sua vita, è stata anche casa sua. Eleanor è una protagonista davvero particolare, ve ne renderete subito conto. Non le mancano spirito d’avventura, coraggio, intraprendenza, una buona dose di eccentricità. È una donna anticonvenzionale, una che ama far sentire le sue ragioni, che si distingue per un carattere fuori dal comune, che non rientra nei tipici canoni della donna del suo tempo. Difatti ispira immediata simpatia per il suo essere tanto indipendente quasi quanto una donna moderna. Ad accoglierla a Henley Hall troverà la servitù dello zio e in particolare il maggiordomo Clifford, che era anche un buon amico del defunto parente. Riscontrando un’atmosfera, a suo parere ostile, Eleonor deciderà appena arrivata di uscire a fare una passeggiata con un altro amico fidato dello zio, Gladstone, un bulldog adorabile anche se un po’ scontroso. E sarà durante la passeggiata che assisterà a qualcosa di totalmente inaspettato: un omicidio. Proverà ad allertare la polizia ma questa si da il caso che sia molto pigra e che non abbia intenzione di credere alle deliranti dichiarazioni di una donna, per di più in piena notte. Peccato che sia ancora più difficile capirci qualcosa a partire dal giorno dopo, perché ogni prova è stata cancellata ed è scomparso persino il corpo. Eleanor si trova così in una posizione difficile, è l’unica ad aver assistito al delitto e fatica a trovare qualcuno che le creda o la prenda sul serio. Ecco perché opterà per portare avanti da sola un’indagine e rintracciare l’assassino. Del resto, si sa, quando c’è di mezzo un omicidio, chiunque può essere un possibile sospettato, meglio non fidarsi di nessuno. E di sospetti Eleanor ne ha parecchi. Ci sarebbe il burbero contadino che ha un terreno lì vicino e ha litigato spesso con la vittima, o il ricco playboy Lancelot che gira su un aereo - ma anche in moto - e potrebbe essere coinvolto in qualche maniera o aver visto qualcosa. Oppure qualcuno della polizia, così restia ad aiutarla quando ha tentato di coinvolgerla, o addirittura il maggiordomo Clifford, che pare abbia parecchi segreti e un'aria un po' troppo ambigua. La mente di Eleanor vola, fa congetture e ipotesi di ogni genere e noi seguiamo tutte le sue teorie, anche le più stravaganti, talvolta dandole ragione, altre divertendoci un po’. C’è da dire che in questo romanzo, nonostante la vena mystery, non manca mai nemmeno quella humor, quel sottile humor inglese che io apprezzo veramente tanto. 
Lo stile del romanzo è piacevole e la storia talmente scorrevole da non annoiare mai - del resto c’è sempre il desiderio di scoprire chi si nasconde dietro l’omicidio e, come ogni buon giallo che si rispetti, riesce a tenere alta l’attenzione proprio grazie a questa curiosità. Punto forte del romanzo è sicuramente la nostra improvvisata detective, una ragazza che difficilmente si ferma davanti ad una difficoltà. Nemmeno per un secondo la vediamo tentennare o provare a tirarsi indietro, anzi è sempre più decisa a smascherare il colpevole e portare alla luce la verità, anche quando le cose si fanno più complicate e pericolose. Ma di pericoli lei ne ha già affrontati parecchi durante i suoi innumerevoli viaggi, non sarà certo un caso di omicidio a scoraggiarla. Di pari passo alla sua indagine scopriamo più dettagli anche su di lei, sul suo passato, sulle sue imprese (perché proprio di imprese si tratta, considerando che poche donne, a quell'epoca, erano disposte a fare le sue stesse esperienze) e viene anche a galla qualcosa sul defunto zio, che non era affatto l’uomo che Eleanor ha sempre creduto, anzi provava ammirazione per lei ed era convinto che sarebbe stata capace di qualunque cosa. Non manca un accenno di romance, col bel pilota Lancelot che lei chiama “Occhialini”. In realtà mi sarei aspettata una parte più sostanziosa di romance, la presenza di Lancelot è degna di nota ma troppo irrisoria, eppure è un personaggio così interessante! (Quando entra in bicicletta durante una cena formale avrei voluto prenderlo e baciarlo). I suoi momenti con Eleonor sono di uno spasso unico con lui che, ammirato, la stuzzica in tutte le maniere (le dà anche un nomignolo, “Sherlock”, perché la trova divertente nei panni di detective improvvisata). Insomma, mi sono piaciuti molto insieme e non so se nei prossimi volumi ci sarà ancora Lancelot, ma mi auguro gli venga dato più spazio perché, secondo me, lo merita. E potrei non parlarvi anche di Gladstone? Lo avevo già citato all’inizio, ma questo simpatico cagnone è un altro dei protagonisti, sempre dietro alla nostra eroina e anche lui, in qualche maniera, utile nella ricerca di indizi o nell’acciuffare il colpevole. Unica pecca, forse, il fatto che si faccia poco riferimento al periodo storico in cui il romanzo è ambientato, avrei voluto avere più dettagli che mi facessero sentire ancora più dentro i ruggenti anni '20; in generale, però, per essere un romanzo da cui mi aspettavo poco più che un semplice intrattenimento, sono rimasta davvero colpita e non nego di essere curiosa riguardo gli altri libri di questa piacevole e intrigante serie. Complimenti alla Vintage per averla portata in Italia! Vi consiglio Omicidio all'inglese se vi piacciono i misteri da risolvere, se siete alla ricerca di una lettura non troppo impegnativa che però regali delle belle sorprese e dei momenti divertenti e se amate le protagoniste non stereotipate ma intraprendenti e decise.
A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest e Google immagini

sabato 9 gennaio 2016

Recensione: "I Cavalieri del Nord" di Matteo Strukul

Buonasera, miei cari lettori!^^
Sono qui per parlarvi, finalmente, del romanzo di Matteo Strukul, "I Cavalieri del Nord". Si tratta di una storia molto bella e complessa che mi ha completamente conquistata. Non a caso il libro è finito nella Top Ten dei romanzi più belli letti nel 2015. Matteo Strukul è stato per me una vera scoperta. Mi sono innamorata del suo stile, ma soprattutto del suo romanzo così appassionante, che non esito a consigliarvi e che spero avrà presto un seguito!

I Cavalieri del Nord
di Matteo Strukul


Prezzo: 16,90 euro
Pagine: 433
Genere: storico, fantasy
Editore: Multiplayer.it Edizioni
Data di pubblicazione: 22 Ottobre 2015

Salvato, ancora bambino, in una notte di luna e lupi, Wolf è diventato un giovane cavaliere Teutone. Cresciuto sotto la guida di Kaspar von Feuchtwangen, suo mentore e maestro, il ragazzo intraprende insieme ad altri settanta cavalieri crociati, un lungo viaggio dalla Russia alla Transilvania per raggiungere e difendere il castello di Dietrichstein, ultimo avamposto della fede cristiana in una terra ormai in preda a orde di barbari e diaboliche forze oscure. Lungo la via, fra terre addormentate in un inverno infinito, Wolf incontra Kira, che tutti credono una strega, ma che in realtà nasconde una storia di ribellione e violenza nei bellissimi occhi color temporale. La sua è una presenza che getta scompiglio nella schiera Teutone, poco avvezza alla presenza femminile, e che reagisce con sospetto e rabbia, ritenendo la donna responsabile delle molte sventure che costellano il lungo viaggio. Ma niente è come sembra nell’Europa del 1240. Fra magia e religione, passioni e tradimenti, Wolf conoscerà se stesso attraverso il sacrificio e il coraggio fino ad affrontare una terribile guerriera che si fa chiamare La Madre dei Morti, un diabolico negromante e un re senza corona, mentre l’amore per Kira martella il cuore aprendo ferite: perché Wolf è un cavaliere dell’Ordine e la Regola proibisce di amare una donna, soprattutto quando è una creatura irresistibile. A meno che…

<<Wolf.
Kira.
Fu pensando a loro che a Kaspar venne in mente un'analogia sorprendente, quasi incredibile, che forse, davvero, non poteva essere figlia del caso. Entrambi erano sopravvissuti ai lupi.>>

E' vero, ci ho messo un secolo a pubblicare questa recensione, mi è mancato il tempo e mi sono mancate le parole. Ogni volta che mi trovo davanti a qualcosa di tanto bello, tendo sempre a rimandare, sperando, chissà, che mi venga l'illuminazione e riesca a trovare le parole giuste per convincervi a comprare senza esitazione il suddetto libro. Ma più ci rimugino sopra, peggio è. Così, eccomi qui a parlarvi, senza più tergiversare, di questo romanzo, sperando di suscitare in voi abbastanza curiosità da spingervi a leggerlo e a desiderare come me un seguito! Perché, credetemi, questo libro vale davvero la pena di finire nelle mani di ogni lettoreI Cavalieri del Nord si è conquistato tutta la mia attenzione grazie ad una cover pazzesca, di grande impatto (frutto di un fantastico concorso grafico), e quando ho scoperto di cosa parlava il romanzo ne sono rimasta affascinata e ho desiderato immediatamente leggerlo. Ho avuto l'occasione grazie alla Multiplayer Edizioni, che mi ha permesso anche di partecipare al blogtour, di conoscere meglio il romanzo e di amarlo fino in fondo. Ho intervistato Strukul (QUI) che ho scoperto essere di grande carisma e molto preparato, un autore di cui sicuramente mi piacerebbe leggere anche altro in futuro.
Tra leggende, folklore e superstizioni, tra scenari cupi e magnifici, distese di neve e cieli stellati, si inserisce la storia raccontata da Matteo Strukul, una storia che incanta e avvince, come capita solo con le grandi storie, quelle più epiche e indimenticabili. L'autore unisce elementi storici ad elementi fantasy, che poi altro non sono che parte del repertorio di superstizioni del periodo in cui il romanzo è ambientato, il 1240. Un'epoca oscura e al contempo affascinante fa da sfondo a questo romanzo eccezionale, un Medioevo gotico e suggestivo, riprodotto con fedeltà e devozione dall'autore, che ha anche avuto il privilegio di visitare le terre da lui descritte. Si percepisce, infatti, tra le pagine, una passione intensa, non solo per l'argomento scelto, ma anche per il periodo trattato e per ogni dettaglio che si inserisce in tale contesto. L'autore non ha lasciato nulla al caso, approfondendo le sue ricerche e regalandoci un romanzo completo sotto tutti gli aspetti, scritto in maniera impeccabile e raffinata, con dialoghi potenti e molto curati. Un vero e proprio capolavoro, firmato da un autore italiano di cui mi auguro sentiremo parlare ancora a lungo.
Wolf, il protagonista del romanzo, è un cavaliere teutone e, insieme al resto dei suoi compagni, sotto la guida del mentore Kaspar von Feuchtwangen, intraprenderà una missione che lo porterà fino in Transilvania, dove risiede l'ultimo avamposto cristiano da difendere dai barbari. Il viaggio rappresenterà per lui un cammino di crescita e formazione, sotto la guida di colui che lo trovò da piccolo in mezzo ai lupi e, prendendolo con sé, lo addestrò come uno dei suoi cavalieri, gli insegnò la disciplina e gli impartì i principi di fede cristiana che sono il fondamento dell'Ordine cui appartiene. Sarà l'occasione giusta per dimostrare il suo valore, per mettere in pratica gli insegnamenti di Kaspar, ma anche un modo per conoscere più a fondo se stesso e realizzarsi, per portare a compimento il suo destino, un destino iniziato quella fredda notte di luna e lupi, che chissà dove lo porterà.
Lungo il cammino farà la conoscenza di Kira, una donna bellissima che deciderà istintivamente di salvare da una punizione troppo crudele e ingiusta. La donna diventerà compagna di viaggio dei cavalieri teutoni, ma la sua presenza non sarà benvoluta da tutti, dal momento che la maggior parte di loro sospetta si tratti di una strega.  Wolf, nonostante le maldicenze e le strane, inquietanti vicende che si susseguono durante il viaggio, è affascinato dalla ragazza, ma la sua appartenenza all'Ordine dei Teutoni gli impedisce di provare ed esprimere qualunque sentimento verso di lei. E così se ne innamora in segreto, dentro di sé, lì dove nessuno può impedirgli di provare attrazione per una donna, di ammirarla, di desiderarla, tranne la sua coscienza, che lotta tra la voglia di concedergli quelle emozioni nuove e inspiegabili e il radicato desiderio di tener fede ai dettami del suo Ordine. Kira, dal canto suo, sente un'immensa riconoscenza nei confronti di Wolf, il ragazzo che si è gettato a salvarla dalla gretta malvagità di un uomo di fede, mettendo da parte per un attimo tutti i suoi doveri verso quella rigida Regola che guida la sua esistenza e guadagnandosi il rimprovero di Kaspar, l'uomo che più di tutti non vorrebbe mai deludere. Wolf è l'unico che la faccia sentire a suo agio, l'unico che non la giudica e il modo in cui la guarda, il modo in cui le parla, la convince di essere al sicuro al suo fianco. Anche se Kira non è esattamente una donna che ha bisogno di essere protetta... Due personaggi intensi e molto complessi quelli creati da Strukul, che si rivelano al lettore poco alla volta, avvinghiandolo tra le spire dei loro dolorosi passati, delle loro straordinarie storie, delle loro gesta. Un ragazzo con un passato buio ma con un animo profondamente nobile e puro. E una ragazza di una bellezza sconvolgente, talmente bella da indurre chiunque in tentazione. E' il simbolo del peccato e della dannazione, ma è anche il personaggio più sorprendente. Kira è coraggiosa, abile e intelligente, ha la capacità di leggere l'animo umano e percepisce il candore di Wolf in una maniera che la destabilizza e la affascina allo stesso tempo. Lui rappresenta una novità ai suoi occhi, un uomo che non credeva potesse esistere. Ho ammirato il modo in cui l'autore è riuscito a rapportare due personaggi tanto diversi, facendoli poi sembrare così simili, così vicini, così affini. Entrambi hanno avuto un'infanzia ed un'educazione dura, fatta di guerra e sangue. Entrambi hanno imparato a lottare per sopravvivere. Ed entrambi desiderano, in fondo al loro cuore, qualcosa che non sanno nemmeno definire, una libertà quasi impossibile da conquistare, un destino giusto, che li riscatti di tutto ciò che hanno patito. Il destino che due come loro meritano ma non sanno ancora di meritare.
Mi sono soffermata a parlare dei due protagonisti, ma Strukul dona ai suoi lettori un'ampia rosa di personaggi interessanti. Oltre il già citato Kaspar, guida integerrima e maestro pressoché infallibile, non posso non citare anche lei, la Madre dei Morti, uno dei personaggi più intriganti di cui mi sia mai capitato di leggere. Sia ben chiaro, non parliamo di un personaggio positivo - non potrebbe mai esserlo una donna con un appellativo tanto macabro - eppure, per quanto rivesta il ruolo di una guerriera spietata e sanguinaria, l'autore riesce a mostrarci alcuni spiragli della sua anima e a farci comprendere i motivi della sua mostruosità. E' una nemica feroce e diabolica, ma altrettanto perverso è il personaggio del Kam, L'Uomo dei Sogni e delle Lacrime, un negromante dall'aspetto raccapricciante, che renderà più arduo e sgradevole il viaggio dei cavalieri. Misteriosi i suoi intenti, terrificanti le sue azioni, le sue conoscenze, le sue capacità. Il Kam rappresenta il male nella sua più  inquietante accezione. Sono questi e molti altri i personaggi e gli elementi che troverete nel romanzo. Battaglie epiche, combattute tra neve e sangue. Follia, violenza, magia, oscurità, tradimenti, ma anche onore, lealtà, coraggio e amore. Matteo Strukul non ci risparmia nulla, offrendoci un romanzo ricco e straordinario, in cui dei valorosi cavalieri sfideranno le sorti più infide pur di affermare il loro valore e salvare l'ultimo baluardo della loro fede. I Cavalieri del Nord è un romanzo che trasuda maestosità e grandezza, è un'opera imponente, frutto di un lavoro ossequioso e perfetto. E pure riesce ad arrivare al cuore del lettore, a trascinarlo nelle sue vicende, a fargli vivere la tensione di una guerra e di un amore che risultano indimenticabili. Un romanzo che accende di emozioni, che sorprende e lascia a bocca aperta. Strukul seduce il lettore con la sua gotica Transilvania, con la sua storia che, con maestria e logica inconfutabile, mescola realtà e fantasia. Un autore che è una rivelazione, un romanzo che è un piccolo gioiello. Adesso non resta che sperare in un seguito, perché ho proprio voglia di immergermi nuovamente nelle fredde e magiche atmosfere del mondo creato da Matteo Strukul. Multiplayer Edizioni, non deludermi!

Voto: 5 tazzine! Una delle storie più intense e complesse mai lette. Super consigliato!

A presto!
xoxo


lunedì 28 aprile 2014

Blogtour "Il figlio ribelle" di Cristina Zavettieri: quarta tappa

Buongiorno followers!
Oggi approda su Coffee&Books la quarta tappa del fantastico Blogtour de "Il figlio ribelle" di Cristina Zavettieri. Il romanzo è disponibile su Amazon dall'8 Aprile ed è acquistabile ad un prezzo assolutamente vantaggioso. Si tratta di un romance storico, ambientato nel Settecento, di cui sono certa vi innamorerete!
Prima di passare al calendario del Blogtour e all'estratto "hot", ecco una presentazione del romanzo.

Il figlio ribelle
di Cristina Zavettieri



Prezzo: 3,01 euro
Pagine: 451
Genere: Romance, Adult, Storico
Acquistabile suAmazon
AUTOPUBBLICATO





Nel Regno delle Due Sicilie di Ferdinando I di Borbone, si racconta di Federico Dalla Croce e della bella che rapì il suo cuore, Bianca Di Albano. Tra segreti, intrighi, guerre e balli in maschera, l’amore che voleva essere consumato e doveva essere ascoltato. Una storia avvolgente e sensuale tra un anticonformista e ribelle baronetto e una dolce quanto pericolosa donzella in una Napoli vivace e tumultuosa.



Guarda il booktrailer
Realizzato da Eleanor Mair


L'autrice

Cristina Zavettieri è una giovane donna nata nell'estremo Sud della Calabria, è amante della scrittura e della lettura da sempre, ma anche del disegno e dell’arte, tant’è vero che sin da bambina, quando ancora non sapeva scrivere, accompagnava le sue storie ai disegni acerbi dei suoi personaggi. Sul mondo del web è conosciuta per aver scritto diversi anni all'interno della piattaforma di EFP (sito italiano di fanfiction e storie originali).
Nel dicembre del 2012 ha esordito con Il Figlio Ribelle (che spera diventerà il suo primo romanzo. E forse c'è riuscita!). Il Figlio Ribelle è la sua storia più conosciuta perché di anteriore pubblicazione, presentata con cadenza settimanale a capitoli come romance sul popolare sito di fanfiction. I generi che preferisce nel mondo della letteratura sono il paranormal, il distopico e il romance storico e contemporaneo. Ha un animo sensibile e sognatore che preferisce stimolare con una buona musica di sottofondo, immergendosi magari nella natura, nei boschi e nelle foreste che – sotto sotto – crede siano incantate.


CALENDARIO DEL BLOGTOUR


1° tappa 8/4 - Alessandra Paoloni di La mia strada fino a qui vi presenterà il book-trailer de Il Figlio Ribelle

2° tappa 14/4 - Diletta Dike Brizzi la scheda profilo del personaggio principale, Federico Dalla Croce + una breve intervista.

3° tappa 21/4 - Barbara Kira di Romanticamente Fantasy presenterà la scheda profilo del personaggio principale femminile, Bianca Di Albano + breve intervista. 

4° tappa 28/4 - Franci di Coffee&Books, invece, presenterà un estratto bollente dal romanzo. (E vi assicuro sarà davvero così!:P)

5° tappa 5/5 - Rosa Caruso terminerà il blog-tour con un regalo davvero speciale.

REGOLE PER PARTECIPARE

1) COMMENTARE quante più tappe possibili del blog tour e DIVENTARE LETTORI FISSI dei blog aderenti (di seguito i link). 


2) DIVENTARE LETTORI FISSI DI QUESTO BLOG e FAN DELLA PAGINA FB QUI .

PREMIO

In palio uno splendido gioiello realizzato da Chocolate Rose! :D


ESTRATTO 

E, adesso, finalmente, quello che tutte voi stavate aspettando... L'estratto "hot" da Il figlio ribelle!

«Volete battermi, graffiarmi o mordermi? Fatelo, fate quel che volete, Bianca, perché stanotte sarete mia. Fate tutto quello che ritenete vi possa fare felice ed io… penserò a entrambi.»
 «Siete impazzito?» domandò fingendo indifferenza, credendo di poter controllare quelle emozioni così piacevoli. Erano le mani di Federico ruvide, grandi, perfettamente modellate a farla vacillare. Persino i suoi pensieri scomparvero quando tornarono a lambirle le spalle, il fianco, alzandole la leggera veste. Bianca desistette, le sue braccia cercavano di allontanare il passaggio delle mani sotto la seta leggera. Tuttavia, Bianca, muovendosi e divincolandosi, scoprì qualcosa di più interessante e dannatamente vergognoso, tanto che sentì improvvisamente caldo ovunque e annaspò in preda all'ansia e alla vergogna. Con le dita aveva sfiorato l’erezione di Federico, calda e pulsante. Intanto l'avvolgente languore si era intensificato a causa dell'immagine di lui, chino su di lei, a baciarle il collo, a stringerle i seni. Quando la bocca morbida raggiunse le sue labbra dimenticò ogni cosa e si lasciò travolgere da lui, dalla sua lingua esperta e dall’ansia che desiderava essere consumata, bruciata. 
E fu senza controllo: perdersi in quel bacio, mille di quei baci sulle labbra rosse e procaci, tumide e vogliose. Si staccò da lei per liberarla dalla veste, voleva scoprirla nuda, anelava aderire al suo di corpo, alla perfezione della sua ossessione. La sua velenosa vipera, una droga, di cui ora più che mai comprendeva quanto sarebbe stato dipendente. Per sempre.
 Bianca soffocò un gemito, e guardando suo marito desiderò essere toccata ancora, baciata ancora. Fu presto accontenta, e intanto si ripeteva: debole, Bianca... sei debole. Le mani di Federico salirono in una calda carezza sulla sua pancia per raggiungere, flagellando l’animo eccitato di Bianca, i seni gonfi e perfetti, sodi e invitanti su palmo di mani. Bianca stava cadendo in un vortice di piacere, in altri baci sotto la fioca nebbiolina che quelle emozioni le regalavano, e strinse fra le mani il cuscino sotto la sua testa. Federico sapeva, ascoltava e si nutriva di quei sospiri trattenuti. Alzò lo sguardo ormai perso, andato via chissà dove, per lasciar posto a un verde talmente chiaro da apparire irreale. Sorrise, e tutte le immagini peccaminose di lei che per mesi avevano vissuto gelosamente nella sua mente, presero possesso di quell'attimo. Quando si girò su un fianco sfiorandole la verginità, la ragazza, bella, innocente e dannatamente dolce, si portò una mano su quella di lui. Era troppo, per Bianca tutto era suggestivo, troppo meraviglioso per essere vero. 
«Non devi vergognati, sei talmente bella. Mi stai rendendo pazzo» disse con tono roco, caldo ed eccitato. Pensava di essersi bevuto il cervello, eppure non gli importava. Annullò il voi e ogni barriera per viverla come un semplice uomo e lei, una semplice donna. 
«È necessario?» chiese Bianca vedendo Federico tornare a ridosso del suo corpo. Era così fragile.... così tanto che si intenerì e le baciò la fronte, mentre la guardò negli occhi. Strinse le mandibole, le vene spiccavano dure sul volto. Non si poteva trattenere, non l’avrebbe fatto, sarebbe stato dolce. 
«Tu segui me, concentrati sul mio corpo» le suggerì. Bianca innalzò un sopracciglio.
 «Farà male!» assentì, dubbiosa. 
«No…» scosse la testa sorridendole. Bianca, suo malgrado, si perse negli occhi di quel verde pieno di smania e sensualità. Era ferita nel suo orgoglio, certa di aver tradito il suo essere, però non aveva la forza di staccarsi da quelle mani, da quel calore, da lui. Tra brucianti carezze, la invitò a schiudere le gambe. «Cerca di rilassarti…» le istruì saggiamente. Bianca storse la bocca, subito dopo fu travolta da un bacio frenetico, quando più in basso una gradevole pressione la sorprese. Federico cominciò a muovere i loro corpi in una lenta danza, senza staccare la bocca dalla sua. Una, due, tre spinte ed ebbe libero accesso a lei. Un’orgogliosa freddezza maschile si diffuse nel suo animo, nella mente, e il caldo asfissiante della stanza era un dolce tormento. Sentì i muscoli di sua moglie tendersi dopo il primo spasimo, e prese prontamente ad accarezzarle le gambe, abbandonando la sua bocca per baciarle il mento. 
«Ti sto facendo male?» Le parole gli morirono in gola quando Bianca rispose con un altro gemito, mentre il suo bacino iniziò a seguire lo stesso ritmo, intensificando in lui una voglia martellante e dolorosa. Nell’arco di poco tempo, l’aria aveva assunto altre sfumature di calore, profumi, sensazioni. Due corpi, illuminati dall’argentea luna e qualche fioca candela, si muovevano come il battito dei loro cuori, eppure così lenti e attratti, avvinti al punto tale da confondersi nel luogo stesso. Erano una cosa sola, un’anima volubile, malgrado tutto, incatenata nel turbine dei sensi.

Eccoci giunti alla conclusione della tappa. Spero abbiate apprezzato l'estratto che ci ha regalato Cristina, ovvero la "prima volta" dei due protagonisti! *_*
Davvero sfizioso, non trovate? :P Ma questo era solo un assaggino di quello che troverete nel romanzo!


A presto e buon blogtour a tutte!
xoxo





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