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sabato 16 dicembre 2023

Review Tour: "Il mercante di incubi" di Laura Costantini + bonus

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi finalmente vi parlo di un libro che ho atteso tanto, ovvero Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Dopo aver amato i precedenti romanzi di questa autrice, tra cui quelli della serie del Diario Vittoriano, come potevo lasciarmi sfuggire un fantasy dark ambientato a Edimburgo nel 1881? Ringrazio infinitamente la casa editrice per la copia e per avermi permesso di organizzare questo piccolo evento, ma soprattuto Laura Costantini, continua fonte di ispirazione con il suo bellissimo stile che riesce sempre a trasmettermi un sacco di emozioni.

Il mercante di incubi
di Laura Costantini

Prezzo: 4,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 410
Genere: fantasy gotico
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 7 dicembre 2023

Edimburgo, anno 1881. Sulla capitale scozzese imperversano il tipico gelido inverno e un’inspiegabile ondata di suicidi. Driscoll Farquhar, investigatore privato, viene incaricato di far luce su una di quelle morti da una giovane istitutrice, Cadence Rhymer. Le indagini si snodano tra melodie struggenti che gemono nel vento, misteriosi alchi- misti e ali nere. Potrà l’alleanza tra Driscoll, un corvo e un violinista immortale rendere giustizia alle vittime del mercante di incubi?

<<L’ombra col violino era una melodia incarnata, perché possedeva un corpo. Non apparteneva al mondo, ma lo attraversava e poteva toccarlo.>>

Se anche voi, come me, amate la Scozia, i suoi luoghi intrisi di storia, di magia, di leggende, di oscurità e mistero, allora non potete assolutamente lasciarvi sfuggire Il mercante di incubi, di Laura Costantini. Se già nel Diario Vittoriano ci aveva dato un assaggio di Scozia, qui potrete averne in grandi quantità. Tra l’altro l’ambientazione fredda, invernale, rende il tutto ancora più suggestivo e io non posso che ringraziare per tanta meraviglia. I fatti che ci racconta, con un punto di vista onnisciente che vede tutto e cala su ogni personaggio, partono da una Edimburgo, teatro di un suicidio sconvolgente. Una giovane lady si getta dalla finestra e lascia marito e due figli piccoli. L’istitutrice dei bambini, molto legata alla donna, decide di rivolgersi a Driscoll Farquhar, un investigatore privato con un’ottima reputazione (ma un pessimo aspetto). Driscoll, che vive con la sorella Rhona, che si prende cura di lui come una madre affettuosa, non sa se credere alla giovane Cadence Rhymer, che gli rivela i suoi sospetti, ovvero che è stato il marito della sua signora a ucciderla, avvelenandola con una fiala posta sotto il suo cuscino la sera. Eppure il caso lo intriga molto, soprattutto dopo che sarà andato in obitorio a vedere il corpo della donna, il cui viso sfregiato dalle sue stesse mani gli farà comprendere che qualcosa davvero non andava nella sua testa per essere arrivata a tanto. Le sue indagini lo porteranno a muoversi su più fronti, ma la pista principale sarà legata a un certo Hiram, un uomo misterioso che pare sia l’artefice di ciò che ha ucciso la donna. 

A suggerirgli questo nome sarà un ragazzo sbucato dal nulla, un'ombra, una figura evanescente come l’aria, con due occhi blu come due pozze d’acqua, un giovane dall’aspetto glorioso e armonico la cui presenza è accompagnata dal suono toccante di un violino. Nariman Tëmnyj è il suo nome, uno straniero, probabilmente russo, che pare portarsi dietro una storia conturbante, appartenere persino a un altro mondo. Nariman chiederà a Driscoll collaborazione per salvare qualcuno dalle grinfie di Hiram, qualcuno a cui è legato, un certo Julian, appartenente al suo stesso mondo, ma così facendo dovrà essere sincero con Driscoll fino in fondo e metterlo a conoscenza di una realtà soprannaturale che probabilmente lui non capirà. Ma Driscoll, per quanto il suo aspetto e i suoi modi siano rozzi, è un’anima sensibile. Il suo rapporto col corvo imperiale che si porta sempre appresso ne è una prova. Ed è proprio questo a convincere Nariman, perché alla fine non è lui a scegliere Driscoll, ma viene scelto da lui, anzi dal suo corvo, per l’esattezza. Ailish non è un semplice corvo, come scoprirete leggendo questa storia, non è solamente un animale da compagnia, ma è intelligente e partecipe delle indagini. È una creatura che deve la propria origine a un’altra storia terrificante, un’altra morte di cui potete leggere nel racconto prequel Ailish Il Corvo, presente in un primo momento solo nella raccolta Tarocchi Dannati, uscita sempre per Dark Abyss, ma riportato anche all’inizio di Il mercante di incubi. Mi è piaciuto tantissimo questo collegamento e non vi nego che Ailish mi ha catturata dal primo istante, diventando il mio personaggio del cuore e catalizzando tutta la mia attenzione.

In questo romanzo Laura Costantini ha riversato tutta la sua bravura, trattando come sempre argomenti spinosi legati all’epoca vittoriana e facendolo con la solita eleganza che la contraddistingue. Non mancano riferimenti infatti alle differenze sociali, l’omofobia tipica del periodo in cui la storia è ambientata, piaghe come la prostituzione minorile, ma anche suicidio, violenze e molto altro. Incapperete anche in tematiche come la caccia alle streghe, che nella Scozia ebbe un’evoluzione importante, e proprio due streghe potreste trovarle all’interno della storia narrata. E non solo loro. Tra le figure oscure che popolano questo romanzo, anche i vampiri, figure che da sempre affascinano lettor* e scrittor* e che l’autrice rielabora con il suo stile incantevole, regalandoci qualcosa di originale e inaspettato. Ho sempre ammirato la capacità di Laura Costantini di riuscire a far calare l* lettor* all’interno delle sue storie in maniera naturale e senza sforzo. Ancora una volta, mi sono ritrovata completamente immersa, completamente ammaliata da una storia coinvolgente e scritta benissimo. Le indagini vengono portate avanti nel modo giusto, aggiungendo di volta in volta quel pezzettino che manca per arrivare alla soluzione, ma non sono il centro di tutto, perché i personaggi hanno un ruolo fondamentale e vengono approfonditi a dovere, ma anche l’atmosfera è molto curata; basta un refolo di vento, o un fiocco di neve, o qualche ombra inquietante a fartene percepire la presenza costante. Le ambientazioni sono forse l’elemento più affascinante del romanzo (oltre Nariman, naturalmente :P), la città vecchia si apre davanti ai nostri occhi, le sue strade gelide percorse da un Driscoll sempre in guardia e sorvolate da una Ailish protettiva, sono la cosa migliore che leggerete in questo libro. Le parole di Laura Costantini accompagnano i nostri protagonisti e ci ammaliano, tant’è che nemmeno vi renderete conto dello scorrere delle pagine fino a quando non sarete arrivat* alla fine. La fine di una magia, perché è questo che fa l’autrice con le sue parole, fa magie. 

Inutile dirvi che ho amato questo libro, non solo per la storia ben raccontata ma anche per tutto ciò che è stata capace di evocare, mi ha fatto risentire l’emozione provata leggendo il Diario Vittoriano (che vorrei riprendere a leggere un giorno sì e l’altro pure), ma anche quella provata leggendo Il Varcaporta. Qui non abbiamo sicuramente lo stesso livello di elementi steampunk, non ne abbiamo per niente, ma c’è un marchingegno che per un attimo mi ha riportato lì, al Varcaporta e ai suoi macchinari artificiosi. E poi c’è Edimburgo, una città che non disdegna di rivelarsi magnifica sotto certi aspetti e tenebrosa sotto altri, che mostra tutto il suo fascino ma che nasconde anche incubi e storie terrificanti nei suoi meandri. C’è la musica, il suono di un violino che accompagna la lettura e che ti sembra di sentire davvero intorno a te mentre leggi. E ci sono figure inquietanti, come un Hiram che mette i brividi con il suo ghigno malefico e il suo volto così particolare. Ma ci sono anche legami eterni, suggestivi, che nessun maleficio potrà mai rompere.

Se avete voglia di una storia che vi faccia tremare, se volete leggere di personaggi ricchi di chiari e scuri, se volete saggiare l’effetto della scrittura di Laura Costantini su di voi, beh, questa è l’occasione giusta, Il mercante di incubi è tutto vostro, se vorrete.

Approfondimento: Origine della caccia alle streghe in Scozia

Nella Scozia medievale la superstizione e la paura per il soprannaturale sono sempre stati presenti, grazie alle leggende di origine celtica, che avevano come protagonisti elfi, fate, folletti, goblin, brownie e che si tramandavano tra la popolazione di qualsiasi ceto. Si credeva anche al diavolo e si pensava che qualunque avvenimento tragico o catastrofico fosse proprio opera del demonio. Tra il XV e il XVII secolo si diffuse in tutta Europa il timore per le streghe, anche grazie al Malleus Maleficarum, scritto da Heinrich Kramer, nel quale si dichiarava che Satana volesse sterminare gli umani e si servisse di streghe, che andavano quindi eliminate per scongiurare ogni pericoloso e dimostrare la propria devozione. 

In Scozia il panico per la stregoneria e la conseguente uccisione di oltre 2500 donne si deve in particolare a Re James IV, figlio di Mary Stuart, che nel 1603 divenne Re James I d’Inghilterra. 

La grande caccia alle streghe di Scozia iniziò dopo un episodio, nel 1590, che riguarda James IV. Il re, fu costretto a recarsi a Copenhagen per recuperare la sua promessa sposa, perché durante il viaggio che doveva portarla in Scozia era stata fermata da una terribile tempesta ed era dovuta tornare indietro. Quando James arrivò trovò una situazione di isteria legata alla paura per le streghe. Due donne furono arrestate e, dopo ore di interrogatori e torture, confessarono di aver evocato loro la tempesta con lo scopo di uccidere la futura coppia reale. Colpito da questa confessione, nel re scattò una vera e propria ossessione, terrorizzato di poter morire in modo violento a causa delle streghe. La sua paranoia crebbe così tanto che, una volta tornato in Scozia, diede inizio a una folle persecuzione contro ogni donna sospettata di essere una strega. 

I metodi utilizzati per far confessare le donne accusate furono tra i più atroci e raccapriccianti, venivano cercati segni della loro unione col diavolo anche sui loro corpi, cicatrici, nei, macchie di vario genere. Con la tortura i cacciatori di streghe tentavano di smascherare le streghe, di estorcere confessioni e una volta che la donna confessava veniva condannata al rogo, ma prima la strangolavano per evitare che dalle fiamme salisse il diavolo a salvarla.

Quando James succedette alla zia Elisabetta I sul trono d'Inghilterra, incontrò degli oppositori religiosi molto agguerriti: i cattolici. E così fu costretto, per salvaguardare la sua posizione, ad allontanare la sua attenzione dalla caccia alle streghe per dedicarsi alle cospirazioni cattoliche. Con la sua morte, per un po' continuarono a verificarsi processi alle streghe, ma pian piano si diffuse l'idea che bisognasse vietare e fermare quel tipo di azione e solo nel 1735 divenne un crimine accusare qualcuno di possedere potere magici o praticare stregoneria.

5 tazzine per Il mercante di incubi, un romanzo magnificamente cupo ed emozionante.

Fonte immagini: Pinterest
Grafica: @dolcicarloni
Fonte approfondimento: Nel cuore della Scozia

mercoledì 24 maggio 2023

Review Tour: "When Wishes Bleed" di Casey L. Bond

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi partecipo al Review Tour di When Wishes Bleed, di Casey L. Bond, un fantasy romance uscito da pochissimo per Queen Edizioni e presentato al Salone del Libro di Torino. Si tratta di una storia che mescola elementi molto diversi tra loro, è stata una lettura carina e spensierata, molto particolare. Scoprite di più nella recensione.
Ringrazio la casa editrice per avermi inclusa nell’evento e avermi inviato copia digitale del romanzo in cambio di una recensione onesta.

When Wishes Bleed
di Casey L. Bond

Prezzo: 5,99 € (eBook)
Pagine: 393
Genere: fantasy romance
Editore: Queen Edizioni
Data di pubblicazione: 15 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Lo sconvolgimento nella mia vita ebbe inizio quando un principe entrò in casa mia e mi chiese di predire il suo futuro. Se fosse stata un’altra sera, avrei potuto trovare una scusa per farlo andare via, ma non si trattava di una normale visita. Le mie dita fremevano per toccarlo. E così, accolsi la sua richiesta, porgendogli un singolo osso dei desideri, l’osso biforcuto dei volatili. Quando lo spezzò, il desiderio… sanguinò. Un presagio così infausto poteva significare soltanto una cosa: la sua morte era imminente. Il Fato mi rivelò che non sarebbe morto per cause naturali. Qualcuno lo voleva morto. Sorpreso dalla rivelazione, l’uomo che ora so essere il principe Tauren, scomparve in una notte a cui temevo non sarebbe sopravvissuto. Il giorno seguente, ricevetti un invito per il castello. Ero stata convocata per unirmi ad altre dodici donne in lizza per l’opportunità di diventare sua moglie e futura regina. Andare voleva dire mettere a repentaglio i miei piani di reclamare la mia eredità e far risorgere la Casa del Fato. Ma rimanere avrebbe significato morte certa per Tauren e il sangue del suo desiderio sarebbe stato sulle mie mani.

When Wishes Bleed
è stata una lettura assai strana per gran parte del tempo. Se da un lato potrei dire che è stata fin troppo strana per piacermi, dall’altro devo ammettere che le stranezze sono il mio pane quotidiano. E quindi ben vengano. Il romanzo si divide in tre parti e comincio col dirvi che tutto ciò che leggerete nella prima vi sembrerà totalmente slegato da quello che leggerete nella seconda; nella terza, invece, sembrerà avere qualche senso. Il romanzo si apre in una parte del regno di Nautilus, il Patibolo, popolato da streghe. Immaginate un antico villaggio, con capanne nel bosco, streghe che controllano gli elementi o che leggono fondi di tè, cera o ossa. Ecco, Sable è esattamente quest'ultimo tipo di strega, ma ha anche qualcosa in più. Lei è la Figlia del Fato. Il Fato in un certo senso la possiede, è dentro di lei, la guida, la istruisce, le parla. E le rivela cose che a qualunque altra strega sono precluse, come ad esempio chi deve morire e chi vivere. Sable ha da poco rivendicato la Casa del Fato, ormai vacante dopo la morte della madre, ed è pronta a iniziare una nuova fase della propria vita, quando alla sua porta, durante la festa del solstizio d’inverno, non giunge un uomo mezzo ubriaco che le chiede una lettura. Il ragazzo spezza una forcella, quella perde sangue, e Sable ha delle visioni, indotte dal Fato, dell’uomo che verrà ucciso presto in maniera brutale. L’indomani Sable riceve uno strano invito, direttamente dal settore Uno, quello in cui abitano i reali e scopre così che l’uomo a cui ha letto il destino e che sta per morire è niente meno che il principe Tauren in persona. Nell’invito le chiede di partecipare a una selezione a palazzo per scegliere la sua sposa, ma in realtà le sta chiedendo aiuto per trovare chiunque voglia fargli del male. Il Fato sembra spingerla verso la scelta di accettare l’invito, così partirà per Nautilus, ma scortata da altre due streghe, il migliore amico Brecan, che nutre dei sentimenti per lei ed è intenzionato più che mai a proteggerla, e una strega dell’acqua, Mira, con cui non ha molta confidenza. 

Questa prima parte è abbastanza scorrevole e rapida, ben poco ci riesce di comprendere del wordlbuilding cui l’autrice ha dato vita. Si accenna a diverse cose che sembrano non combaciare con il tipo di ambientazione in cui ci troviamo, ma quando la scena cambia e Sable, Brecan e Mira giungono a Nautilus capiremo il perché. In pratica, il regno è suddiviso in tredici settori, un po’ come in Hunger Games. Ognuno è specializzato in qualcosa. Il tredicesimo è quello in cui vivono le streghe, quasi isolate dal resto dei settori, mentre poi ne esiste uno ancora più distaccato in cui vengono mandati in esilio criminali e gente pericolosa, ovvero le Terre Selvagge. Non vengono approfonditi i vari settori, avremo una breve descrizione di ognuno, ma sarà comunque sufficiente per farci comprendere quanto basta. Ovviamente al castello troveremo lusso, piscine, portate succulente, abiti incredibili e la scelta della sposa del principe si svolgerà come una sorta di reality show, verrà tutto registrato e trasmesso in TV. 

Il principe deve attenersi all’antica tradizione di trovare moglie invitando una rappresentate per ogni settore. Solitamente dal tredici non arriva mai nessuno perché le streghe non possono sposarsi, non è nella loro tradizione, posso solo legarsi per un anno a uno stregone, ma Tauren ha voluto invitare Sable per aiutarlo a scoprire chi vuole assassinarlo e quindi la ragazza, nonostante verrà presentata come una delle pretendenti, cercherà di leggere qualche destino e scoprire chi vuole attentare alla vita del principe (anche se poi si lascerà coinvolgere dai suoi occhi dorati e dalle falene che le svolazzano nello stomaco e la sua missione prenderà una piega inesorabile). Questa seconda parte mi ha fatto pensare a The Selection, ha davvero tante vibes di quel romanzo, ma anche a Promesse Vane e Le ombre tra di noi. Ecco, mettete insieme tutte queste storie e capirete cosa vi aspetta con When Wishes Bleed. La parte più originale e sicuramente più interessante è stata la presenza del Fato. Davvero, ho apprezzato tantissimo questa forza dentro Sable capace di sussurrarle, di guidarla, una forza irresistibile che Sable non sa e non vuole ostacolare, a cui fa costantemente riferimento.

<<Il Fato non faceva mai nulla per ferirmi, quello che faceva lo faceva per indirizzarmi. Se voleva che venisse fatto qualcosa, era mio dovere, in quanto sua figlia, fare quello che diceva. Sapevo che c’erano delle ragioni per tutto quello che mi chiedeva. Alcune erano per il mio bene, altre per il suo>>.

Ma ancora più interessante è stato vedere come Sable, pian piano, sia stata capace di imporsi sul Fato stesso, fin quasi a sfidarlo. A un certo punto, infatti, si troverà davanti a una scelta importante e dovrà decidere da che parte stare, dovrà scegliere lei come agire, a discapito del Fato che la possiede. Sarà capace di farlo? When Wishes Bleed non è sicuramente il romanzo del secolo, ma è stato un buon passatempo. Non manca di difetti, non vi mentirò, e spesso è stata una lettura bizzarra, ma quando ho iniziato a comprendere meglio alcuni dettagli del mondo creato dall’autrice mi sono anche divertita. Non ci sono particolari colpi di scena, a parte forse un paio, e i cliché abbondano, così come i rimandi ad altri young adult, ma ho apprezzato che vi fosse un po’ di azione e magia, in mezzo a tanto romance, un pizzico di dark, e nessuna scena spicy da farmi storcere gli occhi. Cercare insieme a Sable di capire chi volesse far fuori il principe è stato divertente, anche se non così esaltante, perché la tensione non è stata sempre mantenuta al meglio. When Whishes Bleed è una lettura leggera e disimpegnata, perfetta quando avete bisogno di staccare la spina da letture più pesanti. Non aspettatevi un capolavoro o personaggi chissà quanto approfonditi, perché è pure un romanzo autoconclusivo quindi non viene dato molto spazio a tutti, ma potrà conquistarvi se state cercando una semplice storia che scorra bene, in cui elementi romance e magici si compensino degnamente
Buona lettura! ^^

Fonte immagini: Pinterest

martedì 18 aprile 2023

Recensione: "Il romanzo segreto delle streghe" di Louisa Morgan (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor* caffeinomani! ^^
Oggi Eleonora ci parla di un romanzo un po' particolare che ha come protagoniste delle streghe. Il romanzo si è rivelato qualcosa di inaspettato. Scoprite tutto nella sua recensione e fateci sapere che ne pensate. A presto!

Il romanzo segreto delle streghe
di Louisa Morgan

Prezzo: 5,99 € (eBook) 12,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 384
Genere: fantasy storico
Editore: Newton Compton Editori
Data di pubblicazione: 28 febbraio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Bretagna, 1821. Da quando la Grand-mère Ursule è morta, sacrificandosi per salvare la sua famiglia, la magia sembra essere definitivamente scomparsa. Possibile che l'ultima scintilla di stregoneria se ne sia andata con lei? Le sue discendenti continuano a praticare in segreto le vecchie usanze, facendo rituali e cerimonie arcane nella speranza che un giorno la famiglia Orchière possa acquisire di nuovo l'antico potere. Quando Nanette, la più giovane tra le nipoti, compie diciotto anni, viene ammessa nel cerchio sacro: è l'ultima discendente femmina della Grand-mère, l'ultima speranza per la famiglia. Prima che possa rendersene conto, Nanette sente la magia risvegliarsi dentro di lei. I tempi però sono cambiati: cacciatori di streghe e superstiziosi sono una minaccia e l'antico sapere va tenuto nascosto. Le nuove generazioni devono imparare non solo a usare la magia, ma anche a proteggerla. E quando la guerra all'orizzonte incomberà su di loro, rischiando di spazzare via ogni cosa, le streghe verranno chiamate a una sfida impossibile: cambiare il corso della storia.

Dopo secoli, decenni, millenni eccoci nuovamente con un fantasy edito Newton Compton tra le mani; tra le loro pubblicazioni di questo genere risalenti a qualche anno fa ci sono alcuni dei mei libri preferiti, che sia un ritorno ai vecchi fasti? Al momento ci interessa relativamente, ci interessa di più sapere qualcosa del libro in questione: Il romanzo segreto delle streghe, di Louisa Morgan.

Come è facilmente intuibile dal titolo le protagoniste indiscusse di questo libro sono le streghe, in particolare una famiglia di esse, originaria delle coste nord della Francia, il clan delle Orchière. Già da ora è necessaria una precisazione sulla particolarità di questo “romanzo”, si tratta del fatto che in realtà non è un storia unica bensì una raccolta di racconti in ordine cronologico delle vite di cinque donne e tre generazioni di Orchière nel lasso di un secolo. La narrazione parte nel 1821 al momento della morte dell’ultima grande capo clan, la più potente strega delle Orchière, Ursule, che dà la sua vita per la salvezza della sua famiglia contro le persecuzioni. La prima protagonista della storia che troviamo è Nanette, la più piccola di sei sorelle e l’ultima speranza per la sopravvivenza delle antiche arti. La sua storia è ambientata in Cornovaglia, in un piccolo paesino rurale in cui il clan Orchière vive e dimora, sebbene un po’ al di fuori dal centro abitato e dove le sorelle conducono i loro affari per sostentare la famiglia. Non c’è molto da dire per quanto riguarda la trama, se non che alla fine Nanette dimostra di avere i poteri necessari per tramandare l’arte magica alla successiva generazione e che comunque, nonostante tutti i loro sforzi, l’ombra delle persecuzioni è sempre presente e manifesta sulla soglia della fattoria dei membri residui del clan. Anche per la figlia di Nanette, Ursule, la storia prosegue all’incirca sugli stessi binari della madre e di tutte le donne Orchière prima di lei, se non che la persecuzione nei confronti delle streghe in questo caso ottiene la sua vittoria, cambiando per sempre le sorti sue e della sua discendenza. 

Il primo personaggio che effettivamente si discosta materialmente e caratterialmente dal retaggio familiare è Irène, figlia di Ursule. Il suo carattere è stato impostato come estremamente egoista, egocentrico e arrivista, tanto che per la prima volta vediamo le arti stregonesche utilizzate per il proprio tornaconto personale e non a fin di bene, le sue azioni infatti sono veramente terribili e imperdonabili e la identificano facilmente come una persona dal cuore di pietra. Nonostante tutto ciò, la figlia, Morwen, totalmente diversa dalla madre, si prende cura di lei fino alla fine, grazie anche al supporto benevolo e costante del padre, prima figura maschile che nel romanzo ricopre pienamente il suo ruolo. L’ultima donna Orchière con cui facciamo la conoscenza è Veronica, la figlia di Morwen. Siamo ormai nell’Inghilterra del 1937, alle soglie della seconda Guerra Mondiale e con re Giorgio VI appena salito al trono. Nelle campagne londinesi l’aristocrazia sta lentamente fronteggiando il suo declino ma fino allo scoppio della guerra molte delle sue consuetudini vengono mantenute, come ad esempio la presentazione a corte dei giovani nobili, tra cui anche Veronica, occasione in cui farà per la prima volta la conoscenza con la regina madre Elisabetta. Episodio centrale di quest’ultima storia è certamente lo scoppio della guerra, il cui impatto ovviamente si fa ben sentire nella vita della protagonista e della sua famiglia. Lo sviluppo particolare di quest’ultimo racconto è la presenza della magia tra le mura di Buckingham Palace, infatti l’autrice ha fatto diventare anche la Regina Madre una strega che insieme alla sua congrega, di cui è parte anche Veronica, si impegnano, e a modo loro combattono, per vincere la guerra che sta imperversando (manco a dirlo, ovviamente ce la fanno).

Venendo alla vera e propria discussione sul libro, come materiale da lettura ci sono un paio di cosette da dire, a parte gli ultimi due “romanzi” non troverete granché di trama. Non ci sono grandi colpi di scena, sviluppi dei personaggi, caratterizzazioni di luoghi eccetera, è tutto molto funzionale e ridotto all’essenziale per comprendere e contestualizzare le vicende delle donne Orchière ma nulla più. La cosa che comunque colpisce e cattura è in ogni caso proprio la costruzione dei personaggi, per quanto non ci sia una loro evoluzione caratteriale, sono stati costruiti e caratterizzati estremamente bene e con una grande umanità che traspare dalle loro azioni e dai loro pensieri. Anzi, direi proprio che l’umanità in questo libro è l’aspetto che ho apprezzato maggiormente; ogni azione, ogni comportamento che ritroviamo è vivido e iper-realistico.

Non classificherei questo libro totalmente come fantasy, ma nemmeno come romanzo storico, perché di fatto non lo è ma non è nemmeno una narrativa semplice. In questo romanzo troviamo tanti elementi che si intrecciano abilmente a dare un prodotto fuori dal comune ma molto interessante e intrigante. A fine lettura mi sono ritrovata a pensare che si potrebbe dividere la storia in due parti, la prima, quella ambientata in tempi più remoti, dove la fanno da padrone maggiormente le arti magiche, se ne percepisce l’influsso e il condizionamento e a tutti gli effetti la protagonista indiscussa è la figura della strega, la sua percezione, il suo “lavoro” e le credenze tramandate di generazione in generazione. La seconda metà quasi del libro, quella ambientata nei primi decenni del novecento, perde un po’ quell’aura magica e mistica che ha contraddistinto le prime storie per concentrarsi maggiormente sulla vita quotidiana e sul vissuto famigliare ed emotivo delle donne della discendenza Orchière. È vero che nella storia di Veronica il contributo della sua congrega di streghe e della magia è fondamentale per la risoluzione del conflitto e perché la ragazza possa finalmente ottenere il suo lieto fine, ma la percezione che ho avuto è che questa componente passasse decisamente in secondo piano a favore di una visione più storica, intesa anche al di là del senso tradizionale dell’accezione, e meno magica; non che io abbia da ridire di questa impostazione, anzi mi è piaciuta molto e le vicende dell’ultima Orchière sono quelle che probabilmente ho preferito di più tra tutte. Le uniche due pecche che mi hanno convinta meno del romanzo sono state la scelta di dividerlo in più racconti brevi senza collegarli bene l’uno all’altro, perchè in questo modo mi è sembrato che la narrazione generale rallentasse e si scollegasse, e l’aggiungere proprio la magia nella famiglia reale inglese come escamotage narrativo; probabilmente era necessario ai fini dello svolgimento della storia ma mi è parso un po’ una forzatura, anche perché come ho detto prima in quest’ultima vicenda la magia ha un’importanza quasi marginale rispetto al resto.

Nel complesso è comunque un libro che mi è piaciuto e ho apprezzato, con una scrittura semplice, lineare ma non banale e dei personaggi impostati veramente bene.

Concludo ringraziando la Newton Compton Editori per avermi dato la possibilità di leggere il romanzo e per avermene fornito la copia cartacea.
Eleonora



Photo credit: @eleonoranicoletto

martedì 21 marzo 2023

Review Party: "The High Mountain Court. I cinque regni di Okrith" di A.K. Mulford

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi inizia finalmente la primavera, anche se dalle mie parti è arrivata non con il sole ma con la pioggia. Attenderò che le giornate migliorino e le temperature risalgano, ma intanto parliamo di un libro che esce proprio oggi e che mi è piaciuto parecchio. Si tratta di The High Mountain Court. I cinque regni di Okrith, di A.K. Mulford, un fantasy new-adult pubblicato da Harper Collins, primo di una serie composta da ben cinque libri. Sembra che quest’anno non faccia che leggere libri sui fae e voi direte “ma non ti sei ancora stancata?”. No, affatto. La mia passione me la porto dietro da anni, da quando mi innamorai della serie Wicked Lovely di Melissa Marr e da allora ricerco sempre le sensazioni che mi diede e le sue magiche atmosfere (aspetto ancora che qualche CE porti in Italia The Iron Fey di Julie Kagawa). Detto ciò, sì, ho letto un nuovo romanzo con i Fae e mi è anche piaciuto. Certo, qualche piccola pecca non manca, ma guardando ad altri libri su questo filone direi che The High Mountain Court è uno dei più apprezzabili.
Ringrazio immensamente la casa editrice per la copia digitale inviatami in cambio di un’onesta opinione e per avermi inclusa in questo fantastico Review Party.

The High Mountain Court. I cinque regni di Okrith
di A.K. Mulford

Prezzo: 8,99 € (eBook) 18,50 € (cop. rigida)
Pagine: 450
Genere: fantasy new-adult
Editore: Harper Collin Italia
Data di pubblicazione: 21 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Remy, diciannove anni, teme di essere l’unica strega rossa ancora viva, ed è determinata a restare tale. Ma il Re della Corte del Nord, che ha massacrato la sua famiglia e messo una taglia sulle teste delle streghe rosse, ha altri piani: vuole distruggere la sua specie una volta per tutte. Quando i guerrieri che governano le Corti scovano il suo nascondiglio, Remy si ritrova faccia a faccia con Hale, l’affascinante – e molto determinato – Principe della Corte dell’Est. Lui ha bisogno di una strega rossa per mettere fine alla guerra con la Corte del Nord, e in cambio l’aiuterebbe a sfuggire ai nemici che la braccano. Eppure, nonostante l’innegabile attrazione che vibra tra loro, la giovane non è certa di potersi fidare. Al tempo stesso, se vuole salvare se stessa e la sua gente e aiutare il Regno a sbarazzarsi di un tiranno sanguinario, ha altra scelta? Così, con una guerra alle porte e i cacciatori di streghe alle calcagna, Remy accetta di partire insieme al principe alla ricerca di due potenti talismani che potrebbero aiutarli nella loro missione. Sarà un viaggio insidioso, e non solo per i pericoli che i due giovani dovranno affrontare. Perché il destino li ha fatti incontrare solo adesso, ma le loro anime potrebbero essere indissolubilmente intrecciate da sempre.

Quando ho iniziato a leggere The High Mountain Court non immaginavo minimamente che mi avrebbe preso sul serio, invece sono arrivata a fare le ore piccole pur di leggere sempre un capitolo in più. A.K. Mulford ci regala una storia che, sì, richiama sicuramente a molte altre - ormai pensare ad ACOTAR viene spontaneo quando ci sono di mezzo i fae - ma che a suo modo porta un po’ di novità e originalità, mescolando il mondo di questo popolo con quello delle streghe. La caratteristica che mi ha sicuramente conquistata è il fatto che la storia si prenda il suo tempo per entrare nel vivo ma la lentezza iniziale mai per un secondo mi ha annoiata. Ritroviamo senza dubbio alcuni cliché sia per quanto riguarda i personaggi che la storia in generale, ma l’autrice se l’è comunque cavata bene rendendo il tutto molto godibile; un romanzo, questo, che si potrebbe definire il guilty pleasure per eccellenza. Ho anche letto che ogni romanzo della serie avrà protagonisti differenti e penso sia un’ottima scelta, ogni libro è autoconclusivo e andrà ad approfondire storie diverse e sempre di più il worldbuilding (mi auguro). Ma veniamo a questo primo volume. La protagonista è Remy, una strega rossa costretta a nascondersi perché come lei ne sono rimaste davvero poche, anzi lei potrebbe essere l’unica superstite. Insieme a due amici, Fenrin e Heather, due streghe brune, conduce vita da nomade, spostandosi ogni volta che un cacciatore di streghe si mette sulle sue tracce o che avverte un pericolo qualsiasi. È stancante, ma è ciò che le ha permesso di sopravvivere tanto a lungo. Da quando Re Vostemur della Corte del Nord ha massacrato tutti i fae degli Alti Monti, trucidando anche la sua congrega autoctona, non le resta che vivere nell’ombra. Ovviamente deve stare attenta a non tradirsi usando il suo potere, perché se c’è una cosa che permette alle streghe di farsi riconoscere è una luminescenza che assume il colore della congrega d’origine quando si usa la propria magia. Remy riesce a mantenere sempre un profilo basso ma quando un giorno si imbatte in alcuni fae che potrebbero essere cacciatori di streghe, capisce che è il momento di fuggire di nuovo. La fuga non avrà successo, perché quei fae non sono cacciatori, in realtà, ma sono comunque interessati a lei e le proporranno un patto. La aiuteranno a riunirsi alle streghe superstiti della sua congrega se lei aiuterà loro a cercare due oggetti magici che potrebbero far sì che la guerra con il Nord finisca. Il fae che l’ha catturata altri non è che Hale, il principe ereditario della Corte dell’Est, anche conosciuto come il Principe Bastardo, primogenito di Re Norwood. Nonostante sia un figlio illegittimo gli è stato conferito ugualmente un titolo regale e si dice sia un principe guerriero. Il suo scopo è ritrovare il Principe perduto Raffiel, primogenito del Re della Corte degli Alti Monti, l’unico capace di brandire la Lama Immortale e mettere fine all’egemonia di Vostemur. Il desiderio di Remy di sapere dove siano riunite le altre streghe rosse della sua congrega è troppo forte e acconsente così al piano del Principe Bastardo. Da qui in poi inizierà un lungo viaggio fatto di tanti imprevisti, di momenti difficili, di ansie e di speranze, di nuove scoperte e di colpi di scena

Remy e Hale sembrano due poli opposti, sempre in contrasto, sempre in collisione, quasi a non riuscire a capirsi. Eppure arriverà il momento in cui entrambi vivranno sulla loro pelle un’esperienza che li segnerà e li avvicinerà, ma mai abbastanza perché per un po’ continueranno a negare, a resistere alla forte attrazione e intimità che si crea. Ovviamente ho amato tutta questa tensione emanata da questi due personaggi e sono stata contenta che non sia evaporato tutto nel giro di pochi capitoli ma si sia mantenuta abbastanza. Un’altra cosa che ho amato del romanzo è l’inaspettato elemento found family, con questi fae e queste streghe che trovano il modo di andare d’accordo, affrontando insieme un viaggio difficile e conoscendosi sempre più a fondo, instaurando un bel legame di amicizia. Ogni personaggio ha le sue qualità, la sua magia, le proprie caratteristiche e alla fine ci sia affeziona un po’ a tutti quanti. Remy per fortuna non è una di quelle protagoniste overpower con tutte le virtù del mondo e che sembra poter affrontare il mondo a mani nude. È una ragazza profondamente insicura, terrorizzata, che spesso e volentieri compie errori e non sa come rimediare. È una strega potente ma non si è ancora decisa ad accettare la sua magia e la sua identità. Si affida molto ai suoi amici, che sono una sorta di ancora di salvezza per lei, e non è del tutto capace di difendersi quando si presenta l’occasione. Però vuole imparare a farlo, non vuole più essere salvata dagli altri, vuole imparare a salvarsi da sola. Hale è un principe che si nasconde dietro una maschera di freddezza e indifferenza, solo per tenere gli altri lontani, ma ogni tanto quella maschera cade e Remy riesce a scorgere paure e preoccupazioni che difficilmente il principe mostrerebbe. Ed è solo grazie a questo spiraglio di luce che Remy decide di fidarsi di lui, di non scappare, perché sente che in fondo lui non è come appare. La loro storia d’amore vi farà sicuramente emozionare e vi porterà a leggere il libro con sempre maggiore voracità. Non mancano le scene spicy, perché ormai in questo genere di romanzi sono d’obbligo, a quanto pare, perciò se amate questo elemento lo ritroverete anche qui.

The High Mountain Court è stata una lettura piacevole, non la solita storia sui fae, direi, niente opulenza, balli sfrenati o vino incantato. Abbiamo corti in guerra, fae guerrieri, segreti nascosti, rivelazioni, un viaggio alla ricerca di oggetti magici, abbiamo la storia di un amore predestinato e una bella compagnia di personaggi. Il finale, in alcuni punti un po’ affrettato, è comunque ben concepito e sicuramente lascia molta curiosità sul secondo libro che avrà due protagonisti inaspettati che immagino non ci faranno rimpiangere Remy e Hale. Insomma, concedetevi questa lettura se cercate una storia avvincente che vi faccia rilassare qualche ora e vi conduca in un mondo crudele ma ricco di fascino.

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 4 novembre 2022

Review Party: "La confraternita delle streghe. Il segreto sepolto" di Kass Morgan e Danielle Paige

Buongiorno, lettor*!
Oggi partecipo al Review Party di La confraternita delle streghe. Il segreto sepolto, di Kass Morgan e Danielle Paige. Ringrazio Amarilli Silvia Moro per avermi inclusa nell’evento e la casa editrice per la copia digitale in omaggio in cambio di un’onesta opinione. 
Attenzione, nella recensione potrebbero esserci SPOILER del primo volume!

La confraternita delle streghe. Il segreto sepolto
di Kass Morgan e Danielle Paige

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 324
Genere: fantasy, dark fantasy, paranormal
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 1 novembre 2022

Dopo il finale disastroso del semestre appena trascorso, le Kappa Rho Ni hanno un solo obiettivo: ristabilire l'equilibrio nel mondo. Scarlett Winter, finalmente presidentessa della confraternita, è fermamente intenzionata a impedire che altre sorelle possano cadere vittima di forze malvagie. Per riuscirci, però, non le basterà l'aiuto delle compagne, ma dovrà chiedere una mano alle ex allieve, come la madre e la sorella, che in passato hanno fatto parte della congrega, compito tutt'altro che facile visto che implica lo svelamento di segreti mai confessati prima. Come nuovo membro delle Kappa Rho Ni, Vivi Devereaux ha compreso finalmente cosa voglia dire appartenere a qualcosa. Ora ha tutto ciò che desiderava: l'appoggio delle compagne e una storia d'amore con il ragazzo che le piace da quando ha iniziato il college. Appena Scarlett le affida un ruolo importante all'interno della confraternita, Vivi fa del suo meglio per dimostrare di esserne all'altezza. Nel frattempo, però, i suoi studi sulla stregoneria prendono una piega pericolosa nel momento in cui scopre l'esistenza di una nuova forma di magia che ha legami misteriosi con il passato delle Kappa Rho Ni e con un demone in cerca di vendetta. Insomma, proprio quando Scarlett e Vivi sembrano avere finalmente raggiunto tutto ciò che desideravano, saranno costrette ancora una volta a lottare per salvare la loro confraternita da forze infernali e da una congrega rivale che minaccia di creare il caos tra le loro sorelle.

All’incirca un anno fa avevo letto La confraternita delle streghe, una lettura che si era dimostrata perfetta per il periodo di Halloween ma non altrettanto per restare impressa nella mia mente. Il romanzo si era rivelato carino ma nulla di eccezionale, una lettura scorrevole, piacevole ma che non aveva lasciato abbastanza il segno. Ho dato una rilettura al primo libro prima di approcciarmi al seguito proprio perché non ricordavo quasi più nulla, ma avrei potuto anche risparmiarmi quel tempo perché gran parte del secondo è tutto un riepilogo degli eventi accaduti nel primo volume. Ritroviamo una narrazione suddivisa in due pov, quello di Vivi e quello di Scarlett. Due personaggi molto diversi che però hanno dovuto trovare dei punti di incontro e affrontare insieme vari pericoli. Uno dei punti di forza della serie è senza dubbio l’ambientazione, quella del campus universitario e delle confraternite. Proprio dietro una di queste confraternite, la Kappa Rho Ni, si nasconde una congrega di streghe. Scarlett ha sempre saputo di essere una strega, proviene da una famiglia privilegiata e ha una mamma e una sorella che mettono continuamente a dura prova le sue qualità, facendola quasi sentire inadeguata. Scarlett prova in tutti i modi a compiacerle, a raggiungere le vette che hanno toccato loro e quando finalmente diventa presidentessa della Kappa Rho Ni si può dire che ne abbia finalmente raggiunta una. Ma a che costo? Il primo volume si era concluso con eventi tragici che avevano portato alla morte di Dahlia, l’allora presidentessa della confraternita, e di Tiffany, la sua migliore amica, che era passata al lato oscuro della magia mettendo in pericolo le sue sorelle e il loro segreto. Scarlett ha dovuto agire di conseguenza ma vive con un grosso macigno sul cuore, ancora incapace di sentirsi all’altezza del compito che l’aspetta e delle nuove responsabilità.

Vivi, al contrario di Scarlett, non ha mai saputo di essere una strega, fino a quando non ha conosciuto le ragazze della Kappa Rho Ni ed è entrata a far parte della confraternita tra le più selettive di Westerly. Ha scoperto così un mondo tutto nuovo che fino a quel momento le era stato celato. Ha scoperto la magia, quella che da sempre si portava dentro ma che non aveva mai avuto modo di usare. Scarlett diventa la sua mentore, la sua Sorellona, ma le cose tra loro sono complicate inizialmente. Vivi è una strega neofita non abbastanza allenata per stare al passo con le altre; i suoi tentennamenti, le sue insicurezze causano irritazione in Scarlett che non la ritiene adatta a far parte della loro congrega; eppure non esita un attimo quando deve proteggerla e combattere contro la migliore amica pur di salvarla. In qualche modo, il loro rapporto migliora quando riescono a comunicare e ad aprirsi l’una all’altra, quando si mostrano per ciò che sono veramente non lasciando che i pregiudizi prendano il sopravvento. La stessa cosa accade nel secondo volume, in cui però non c’è un grande passo in avanti. Sono passate tre settimane dal semestre più difficile della loro vita, dagli orrori che hanno vissuto. Tutte le ragazze si ritrovano a Westerly e sono pronte a intraprendere un nuovo cammino, sperando stavolta possa essere meno funesto del precedente. Ma un demone vendicativo sta per palesarsi nelle loro vite e all’orizzonte “Tradimento. Nemici. Maledizioni e attacchi”. Saranno pronte ad affrontare tutto di nuovo? 

Anche questo secondo romanzo l’ho trovato più avvincente nell’ultima parte, dove si concentrano gli eventi più succulenti e finalmente si smette di parlare di feste e altre amenità. Probabilmente questo sbilanciamento narrativo non ha giovato a farmi apprezzare la storia come avrei voluto; sebbene abbia trovato molto intrigante l’ambientazione (sono una fan dei campus universitari, lo sapete), mi sarebbe piaciuto che la storia venisse sviluppata diversamente, invece resta una lettura leggera, che si può affrontare in una manciata di ore e che lascia veramente poco a chi legge. Se nel primo volume avevo percepito più forte l’aspetto della sorellanza che univa le ragazze della Kappa Rho Ni, in questo secondo si è perso qualcosa per strada, salvo poi notare un piccolo recupero verso la fine, purtroppo un po’ tardi per riequilibrare le cose. Continuo a trovare interessante l'elemento magico legato ai Tarocchi e ai semi delle carte, Denari. Coppe, Spade e Bastoni, ognuno capace di evocare un diverso tipo di magia elementale, anche se ho avuto come l'impressione che non fosse molto solido e spiegato a dovere. Potevo capire nel primo volume, ma nel secondo mi sarei aspettata qualcosina in più, invece nulla è cambiato.

Scarlett è il personaggio che ho apprezzato maggiormente, con diverse sfumature ben delineate e a tratti più sorprendente di altri. Non è una ragazza superficiale come può apparire, è leale fino al midollo verso le sue sorelle e anche a costo della sua vita è capace di fare ciò che va fatto. La congrega viene prima di ogni altra cosa per lei, anche prima dell’amore, che è disposta a sacrificare come tutto il resto. E, a proposito di storie d'amore, se quella tra Mason e Vivi mi aveva elettrizzata un bel po' nel primo libro, qui l'ho trovata abbastanza banale e poco credibile. Parlando di Vivi, penso sia un personaggio che, a mio parere, avrebbe potuto dare molto di più, essere ancora più cazzuto, più eversivo, invece lascia alquanto a desiderare, e solo verso la fine riesce a svegliarsi un po' e dare un accenno di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato. Un vero peccato. Per quanto riguarda tutti gli altri personaggi, le sorelle della Kappa Rho Ni, ammetto che sono parecchio trascurabili e che nessuno, in particolare, riesce a lasciare il segno, anzi qualcuno risulta anche facilmente interscambiabile. Quello, però, di cui davvero si è sentito la mancanza in questa duologia sono tematiche più forti e convinte, temi femministi che hanno fatto acqua e non hanno persuaso per nulla. In conclusione, Il segreto sepolto è un volume finale senza grandi evoluzioni e con parti interessanti concentrate solo nell'ultima parte. Resta comunque una storia scorrevole e godibile per chi è alla ricerca di una lettura non troppo impegnativa e adatta a questo periodo.

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 25 febbraio 2022

Recensione: "Sei una di noi" di J. Reed

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi sono qui a parlarvi di un libro letto in occasione di un review party ma che recensisco fuori evento perché purtroppo non ho apprezzato la lettura. Ringrazio comunque la casa editrice per la copia digitale fornitami in cambio di un’onesta opinione.

Sei una di noi
di J. Reed

Prezzo: 2,99 € (eBook) 13,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 259
Genere: dark fantasy, paranormal romance, young adult
Editore: Dark Abyss
Data di pubblicazione: 3 dicembre 2021

Halloween si avvicina e una strana nebbia cala sul villaggio di Hammefalls, senza però velare l'entusiasmo di Gemma e delle sue amiche, alle prese con i primi amori e con la splendida festa che stanno organizzando; tuttavia, qualcosa turba la loro serenità: se Rose, detta "il mostro", in realtà è perfettamente normale, cosa sta accadendo a Priscilla? Frequenta cattive compagnie o ha scoperto segreti inquietanti in un misterioso libretto? E perché le loro notti sono disturbate dal medesimo incubo, legato all'antico cimitero del paese? Tra equivoci, baci, balli, nuove amicizie e sparizioni le ragazze sono destinate a scoprire i misteri di Hammerfalls e anche se stesse.

Non avevo ancora letto nulla della nuova realtà editoriale Dark Abyss, nata dal sogno di una ragazza che seguo e ammiro per il coraggio e la determinazione. Il dark fantasy l’ho sempre apprezzato. In Italia, purtroppo, ne abbiamo pochissimo ma quel poco che è uscito ho sempre voluto leggerlo. Ecco perché, intrigata dal genere, ho deciso di dare la mia disponibilità per leggere quella che mi sembrava a tutti gli effetti una storia molto intrigante. Dopo pochi capitoli, ho però capito che per me non era così. Sei una di noi non si è rivelato il romanzo che mi aspettavo, bensì una storia abbastanza immatura e con ben poco pathos. La protagonista è Gemma, una ragazza che, insieme alla sua migliore amica, Priscilla, ha intenzione di organizzare la festa di Halloween più spettacolare di sempre. Non hanno ancora trovato la location definitiva quando viene loro proposto il fienile della strana casa di Rose in cima alla collina. Ma Rose non è una ragazza con cui le due vogliono avere a che fare. Rose è troppo diversa da loro; con i suoi capelli bianchi e gli occhi che talvolta luccicano di rosso, è fin troppo inquietante. Un mostro, la definiscono. E le fanno dei dispetti anche piuttosto pericolosi. Ma quando la sorella di Gemma prende in simpatia Rose, anche lei inizia a conoscerla meglio e comprende che non è così male come pensava - come le aveva fatto credere Priscilla - e che di sicuro non è un mostro, anzi la trova anche simpatica. Gemma si sente in colpa per averla trattata male e averla fatta soffrire, così Rose la perdona, e pian piano le due iniziano a stringere sempre più una bella amicizia. Nel frattempo, Priscilla non riesce ad accettare la cosa e si allontana da loro, iniziando a frequentare uno strano gruppo di ragazzi e vagando per il cimitero di notte. Halloween si avvicina, c’è una festa da organizzare, e le ragazze scoprono anche di avere qualcosa ad accomunarle: dei sogni inquietanti e spaventosi in cui è presente della fitta nebbia. Cosa vorranno dire questi sogni? Come mai Priscilla è diventata tanto strana all’improvviso? E chi è davvero Rose?

Credetemi, ci ho provato davvero a farmi piacere questo libro ma non ci sono riuscita. L’ultima cosa che volevo era recensirlo negativamente, ma più avanzavo con la lettura più le cose non mi convincevano e, alla fine, è stato inevitabile tirarmi fuori dal tour promozionale. Sei una di noi ha tanti difetti, secondo me, uno tra tutti lo stile. L’autore ha uno stile acerbo e ingenuo, la sua scrittura è debole, infantile, con un uso troppo stringato di vocaboli e dialoghi banali e noiosi. Ho fatto fatica a seguire la trama, o quanto meno la parte sovrannaturale della storia, perché Reed vuole dare al romanzo questa impronta fantasy ma poi la lascia in secondo piano, preferendo a quella le diatribe tra le protagoniste o riuscire ad accoppiarle tutte col boyfriend di turno. La storia manca di ritmo, procede lenta trattando per tutto il tempo gli stessi tre argomenti a giro (organizzazione festa di Halloween, ragazzi, amicizia Gemma-Priscilla-Rose) e facendoci mancare picchi più intriganti che tengano il lettore incollato alle pagine. Ogni tanto viene rivelato un dettaglio che potrebbe essere interessante ai fini della parte fantasy della trama, ma poi viene lasciato in sospeso e si passa ad altro. Non è centellinando determinate informazioni che si riesce a tenere un lettore sulle spine, piuttosto gli si fa perdere la pazienza così. La parte un po' più avvincente del romanzo viene rilegata alle ultimissime pagine del libro e, purtroppo, ciò non basta a salvare la storia. E non è scrivendo di streghe, inserendo come ambientazione un cimitero e una festa di Halloween che si ha un romanzo dark fantasy originale. Di originale c’è davvero poco in tutto ciò. Come se non bastasse, il testo è disseminato di refusi ed errori grammaticali che hanno rallentato ancora di più la mia lettura e mi hanno infastidita non poco (i tempi verbali, ad esempio: mi sono imbattuta più volte in tempi differenti in una stessa frase o in due vicine che non dovevano stare insieme. Narrazione un po' al presente, un po' al passato prossimo, un po' all'imperfetto, che confusione!). È vero che ho letto l’arc del romanzo, ma è stato solo prima di andare a rileggermi il romanzo su Kindle Unlimited (quindi versione ufficiale) e ritrovare pari pari gli stessi errori e gli stessi refusi.

In definitiva, non mi sento di consigliare Sei una di noi, purtroppo. Solitamente trovo sempre qualcosa per cui salvare un romanzo, ma in questo non l'ho trovato ed essendo una persona onesta non voglio nascondervelo. Per quanto qualcuno potrebbe apprezzarne le dinamiche adolescenziali e quel tocco di fantastico e stregonesco che ogni tanto salta fuori, trovo che esistano romanzi che rientrano meglio nel genere dark fantasy e che presentano meno difetti di quest’opera d’esordio a cui manca un piglio più deciso, una struttura più funzionante e un editing più accurato. Mi dispiace molto dare un’opinione negativa, ho sempre amato le storie di streghe, i dark fantasy e gli young adult, ma questo libro ha poco di ognuno e purtroppo gestito anche male. Il mio voto è due stelline. Mi auguro comunque di leggere in futuro dark fantasy migliori da parte di questa casa editrice, che mi facciano provare qualche brivido in più e siano più avvincenti e curati a livello di forma, trama e personaggi.
Voto: 2 stelline per una storia che mi ha deluso e che presenta troppi difetti.


A presto!
xoxo

Fonte immagine: Pinterest

mercoledì 9 febbraio 2022

Recensione: "Paradiso Perduto. Rogue Arena" di Elisa S. Amore

Buon pomeriggio, caffeinomani! ^^
Oggi vi parlo finalmente di Elisa S. Amore e della sua serie paranormal romance ambientata all’Inferno. Come saprete, questa nuova serie è uno spin-off della principale, la Touched Saga, uscita prima come self e in seguito per la casa editrice Nord. Ben tre anni fa ha visto la luce il primo volume spin-off della serie, dedicato a Drake, uno dei Sotterranei conosciuti nella saga e, adesso, Elisa ha dato una nuova veste grafica alla serie, in concomitanza con l’uscita del secondo volume.
Odissea Infernale. Dark Tournament e Paradiso Perduto. Rogue Arena sono entrambi disponibili su Amazon in edizione cartacea e eBook. Vi dico subito che io ho apprezzato molto la Touched saga, ma questi ultimi due volumi sono decisamente superiori e mostrano quanto l’autrice abbia maturato il suo stile e ne abbia una migliore padronanza adesso. Se amate le storie d’amore e di avventura, se avete un debole per i romanzi come Hunger Games (ma anche la Divina Commedia), allora vi consiglio di inoltrarvi nell’Inferno di Elisa S. Amore, che saprà conquistarvi e anche divertirvi parecchio.
Ringrazio l'autrice per avermi omaggiata delle copie dei suoi romanzi, in cambio di un'onesta opinione.

Paradiso Perduto. Rogue Arena
di Elisa S. Amore

Prezzo: 3,99 € (eBook) 15,59 € (cop. flessibile)
Pagine: 460
Genere: paranormal romance, fantasy
Editore: DreamInkes Publishing
Data di pubblicazione: 18 ottobre 2021

Dopo aver combattuto nel Torneo Nero delle Streghe ed essere stati condannati a morte, Drake e Stella sono finalmente riusciti a fuggire dal loro castello. Tuttavia sono ancora lontani dall’essere liberi. Adesso, devono riuscire a tornare sulla Terra prima che sia troppo tardi e Stella ha un piano. Riuscire nell’impresa sani e salvi, però, non sarà per niente facile. In un viaggio pieno di pericoli e creature bizzarre, Drake e Stella attraverseranno il lato più oscuro dell’Inferno, fino a ritrovarsi nel cuore della Rogue Arena: un gioco magico, ma pericoloso organizzato da un principe affascinante quanto malvagio. Solo che questa volta in gioco ci saranno le loro anime. Una mossa sbagliata e perderanno tutto ciò per cui hanno lottato finora. Drake rischierà tutto per salvare finalmente Stella… anche a costo di rimanere intrappolato nella Rogue Arena per sempre.

Quando ci si imbatte in romanzi meritevoli, bisogna dirlo chiaramente e non nascondersi dietro scuse inutili. Di questa nuova serie di Elisa S. Amore, edizione rinnovata nella grafica e non solo, non si può dire altro che bene. Elisa mi aveva già dato conferma, anni fa, del suo miglioramento stilistico, grazie ad un versione di Dark Tournament davvero intrigante e originale. Ho però apprezzato che abbia deciso di dare nuova linfa al libro, in vista dell’uscita del secondo volume, creando una grafica ancora più bella e accattivante, sia dentro che fuori (in questa edizione troverete pagine illustrate in bianco e nero e ritratti dei protagonisti commissionati dall'autrice). Ho ritrovato con piacere Drake e Stella, i protagonisti di questa serie e, a dirvela tutta, non vedevo l’ora di sapere come sarebbe finita tra loro. Per chi non conoscesse la storia del primo volume, ve ne ho parlato nella mia recensione QUI. Quello che troviamo in Odissea Infernale è un’Inferno molto particolare, non ci sono fiamme e diavoli, ma una natura selvaggia in cui non mancano creature di ogni genere, anime dannate e prove pericolose da superare. Il nostro protagonista ne vedrà di tutti i colori, ma a tenerlo in vita e a infondergli coraggio c’è il desiderio di salvare la donna che ama, Stella. Le Streghe, che comandano personalmente questo luogo, non gli renderanno mai le cose facili e lo costringeranno a partecipare al terrificante Torneo Nero. Ma Drake ha fatto una promessa: ha promesso a Stella di portarla fuori dall’Inferno ed è quello che farà, qualunque sia il costo. Di Stella si può dire di tutto tranne che sia una damigella in pericolo bisognosa di essere salvata. È probabilmente la creatura più letale dell’Inferno e Drake se ne renderà presto conto. Questo non gli impedisce però di fare del suo meglio per mantenere la promessa che le ha fatto, anche perché senza di lei non ha intenzione di andare da nessuna parte.  In Paradiso Perduto ritroviamo i due personaggi che abbiamo imparato a conoscere tanto bene, alle prese con una fuga, a dir poco esaltante, dall’Inferno. Allontanarsi da quel luogo non sarà cosa facile. Dovranno procurarsi le armi giuste, trovare un portale, attraversarlo, sopravvivendo, prima di ogni cosa, a tutti gli inconvenienti che si pareranno loro dinnanzi. Drake è lo stesso Drake di sempre, scanzonato, sarcastico, provocatorio… follemente innamorato della sua Stella. Mentre lei è un’anima divisa in due, in continua lotta con la sua parte oscura, che tenta costantemente di emergere e prendere il sopravvento. L’esigenza di uscire da quel luogo si fa sempre più impellente per i due, ma le prove da superare saranno più ardue che mai. Dovranno affrontare un vulcano in eruzione, creature malvagie e perfino una Grande Bestia, la Rogue Arena, un luogo infido e spietato, regno di un Principe oscuro, che proverà una volta per tutte la loro resistenza e il loro coraggio. Ce la faranno ad affrontare queste nuove sfide e a fuggire, finalmente, dall’Inferno? Cosa saranno disposti a sopportare per salvare la persona amata? Quali altri sacrifici li aspettano?

Paradiso Perduto è una storia avventurosa, ricca di tensione, in cui la sopravvivenza è il perno principale di tutta la trama
. Non manca l’elemento romance che  occupa una buona fetta del romanzo senza però essere eccessivamente preponderante. I nostri due amanti, in fuga dall’Inferno e dai propri demoni, impareranno a conoscersi ancora di più e più a fondo, dando prova di un legame che va rafforzandosi e che mai viene messo in dubbio. I loro sentimenti sono forti e autentici, così come il loro desiderio di uscire da quel luogo. Ritroveremo come comparse alcuni personaggi già visti (felice ed emozionata per la piccola presenza di Evan e Gemma, anche se questi due vanno davvero tenuti d’occhio - non troppo, però, eh! Non si sa mai in che momento puoi beccarli :P - e non si può dire che non scombussoleranno un po’ i piani dei due amanti in fuga), ma anche personaggi nuovi e parecchio interessanti, come il Principe sopra citato, Yasar. Devo dire che lui mi ha dato un po’ di vibes alla Darkling, anche per via della sua proposta a Stella di cui non voglio farvi spoiler. Sappiate, però, che è davvero un gran bel principe tentatore questo Yasar. Un personaggio che sicuramente avrà ancora da dare e che non dubito sorprenderà il lettore. Parlando proprio di sorprese, non si può dire che qui manchino, anzi! L’autrice dosa alla perfezione i colpi di scena e ci regala una storia dal ritmo sempre sostenuto, una di quelle da cui non si riesce proprio a staccare gli occhi. Con Paradiso Perduto. Rogue Arena, Elisa S. Amore conferma il suo talento, imponendosi come autrice che conosce perfettamente il target a cui si rivolge e il genere in cui la serie è inserita, cosa che va a suo vantaggio e che le permette di scrivere una storia impeccabile. In più, il suo stile è fresco, mai banale, mai noioso, sempre molto avvincente, ironico e piacevole. Devo dire che con questa nuova serie della Amore mi sto divertendo molto. Drake e Stella sono due gran bei personaggi, entrambi con caratteri forti e decisi, che il lettore ha voglia sempre più di esplorare. Drake è uno spasso, con le sue battute e il suo modo di essere tanto sfrontato. Può sembrare superficiale e un po' una "principessa", come lo definisce Stella, in realtà la sua leggerezza nasconde un grande timore di perdere la persona che ama e un bisogno di redenzione che lo logora nel profondo. Stella è un personaggio formidabile, la perfetta metà da affiancare a uno come Drake (come lo tiene a bada lei, nessuno :P). Lei è la sua forza e allo stesso tempo la sua debolezza, è un personaggio talmente in gamba e caparbio che lascerà a bocca aperta più di una volta, soprattutto per la sua capacità di sopravvivere e di dominarsi.

Il worldbuilding è uno dei punti forti della serie, non mancano i tratti decisamente originali e le descrizioni sono molto accurate ed efficaci. C’è tutto quello che si possa desiderare in questi due romanzi: amore, avventura, amicizia, pericoli, tradimenti, colpi di scena, tensione. Vi consiglio di dargli una chance perché sapranno stupirvi, ma ancor più perché lo meritano. Elisa S. Amore ha creato un mondo affascinante, dal quale è difficile sottrarsi. Non vedo l’ora di leggere l’ultimo volume, Eterno Limbo, in cui finalmente si avrà lo scontro decisivo con le Streghe e scopriremo se i nostri eroi ce la faranno a ritornare sulla Terra incolumi. Un ottimo secondo volume, appassionante e adrenalinico quanto il primo, capace di suscitare emozioni di ogni genere. Dialoghi TOP, ritmo concitato e fantasia sfrenata fanno di questa serie paranormal romance una delle più interessanti che abbia letto. Non lasciatevela scappare ;)
A presto!
xoxo
Photo credit: @francikarou

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