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giovedì 1 aprile 2021

Un libro per due: doppia recensione per "Io sono buio", di Kiersten White

 Eccoci di nuovo qui cari coffeeaholics! Come state trascorrendo le vostre giornate? Io e Franci alterniamo lo sclero quotidiano alla lettura di diversi libri, tra cui quello deciso insieme per la nostra rubrica Un libro per due. Per il mese di marzo, il tema scelto è stato quello delle Figure femminili forti e così la decisione è ricaduta su Io sono buio di Kiersten White, una storia davvero appassionante divisa tra due diverse ambientazioni e avente per protagonista una donna impressionante. 

Io sono buio
di Kiersten White


Titolo originale: And I Darken
Serie: The Conqueror's Saga #1
Prezzo: 17,90 euro (cartaceo), 6,99 euro (eBook)
Pagine: 474
Genere: fantasy, young adult
Editore: Fabbri Editore
Data di pubblicazione: 24 Novembre 2016

Una principessa non dovrebbe essere brutale. Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole. L’esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell’Impero Ottomano – prigionieri di un sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria – Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta. Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie tremende e un’ambizione sfrenata. Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all’unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l’amore.

RECENSIONE DI MARIKA

Il romanzo si apre nella Valacchia dove il regnante Vlad Dracul ha due figli: Lada e Radu, completamenti opposti di carattere. Mentre una si allena con spade, armi e non si cura della bellezza estetica delle cose; l'altro ha un savoir-faire delicato, diplomatico e per niente austero. Tra i due ragazzi inoltre, esiste già un piccolo divario dovuto alla visione paterna dell'esistenza di due figli scomodi, che ben presto verranno spediti a Edirne, come ostaggi di Murad II, sultano dell'impero ottomano. Qui, durante gli anni, Lada matura sempre di più un sentimento di vendetta nei confronti di suo padre e mal sopporta la cultura che la ospita, mentre Radu si scopre felice di essere lontano dalla madrepatria e da tutta la brutalità che circondava la sua famiglia. E nonostante la lontananza, i loro piccoli screzi continuano anche se ora, da adulti, una cosa li accomuna: Mehmet II, figlio del sovrano, nonché principe di cui entrambi si innamorano e per cui metteranno da parte i progetti personali pur di aiutarlo nella sua terra natia. Lo stile dell'autrice è diretto anche se a tratti un po' lento, soprattutto nella parte iniziale dove nonostante le descrizioni della politica e della società della Valacchia, a volte l'autrice sembra perdersi nei meandri di altri discorsi. 
Personalmente ho apprezzato tantissimo le due diverse ambientazioni di stampo medievale: da un lato troviamo le terre danubiane intrise di sangue, oscurità, lotte estreme per il potere e una mentalità maschilista estrema; dall'altro, le lande orientali, il regno ottomano fatto di scintillanti promesse e esoterismo.
E proprio quest'ultimo luogo, sarà lo sfondo- non proprio silenzioso -di tre protagonisti per eccellenza: Lada, una giovane donna che non rispecchia per niente i canoni femminili dell'epoca e gli stereotipi che la vedrebbero come genitrice senza alternative. Al contrario,  è una combattente, impugna le armi ed è coraggiosa. Coraggio ammirato da Mehmet II, un principe particolarmente brillante che cresce guardandola dapprima con rispetto assoluto, poi con un sentimento d'amore ben radicato. Lo stesso amore che prova Radu nei suoi confronti, anche se destinato alla sofferenza. Quindi, come potete ben immaginare, nonostante sia un libro fantasy è ricco di tematiche attualissime: dall'emancipazione della donna in qualsiasi contesto culturale; all'amore in ogni sua sfumatura e genere; alla demolizione di stereotipi femminili; al ricominciare da capo con una cultura differente da quella natale. In conclusione è un romanzo ben fatto in cui sia i protagonisti che le ambientazioni creano un'armonia perfetta. 
Voto: 3.5 per una storia che ha una prima parte un po' tiepida. 

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RECENSIONE DI FRANCI

Buongiorno, lettori! ^^ Eccomi, finalmente, a parlarvi di Io sono buio, di Kiersten White. Come già spiegato da Marika, questo era il titolo scelto da voi per la rubrica #unlibroperdue del mese di Marzo, che aveva come tematica protagoniste femminili forti. Avevo letto giusto qualche capitolo, anni fa, di questo romanzo, rinunciando poi a proseguire perché non avevano più pubblicato i seguiti. Ormai, oggi, la penso diversamente e sono disposta a continuare le serie che più amo, e purtroppo in Italia interrotte, in lingua inglese, pur di sapere come si concludono. Ma, soprattutto, se ne vale la pena. Anche perché sono tantissime e non ho nessuna voglia di farmi il sangue amaro per le scelte editoriali italiane. Senza girarci troppo intorno, vi dirò subito che Io sono buio è il primo capitolo di una serie assolutamente meravigliosa, una serie che non meritava di essere interrotta. Mi ha sorpresa, mi ha scioccata, mi ha turbata, mi ha fatto innamorare come non mi succedeva da tempo. In questo romanzo ho riscontrato tutte le caratteristiche che cerco, quelle capaci di farmi davvero apprezzare un libro di questo genere. Si tratta di un fantasy young adult che si ispira alla tradizione storica di un mondo veramente affascinante. Valacchia, Transilvania, Impero Ottomano. L’autrice crea una storia che mescola elementi reali ad altri inventati, riuscendo a far funzionare tutto benissimo. Nonostante la lunghezza del romanzo, non ho percepito mai pesantezza, mai un momento di noia. È vero che forse un paio di cose potevano anche essere limate, ma in generale tutto è funzionale alla trama e il ritmo è sempre molto ben cadenzato
Ho fatto le ore piccole per leggere questo libro e non mi rendevo neanche conto del tempo che passava, perché non avrei voluto fare nient'altro. Ma veniamo al punto forte di Io sono buio: la protagonista. Provate a pensare a tutte le eroine conosciute fino ad ora in un romanzo young adult. Ecco, adesso toglietevele tutte dalla testa e posizionateci Lada, figlia della Valacchia. Vlad Dracul, suo padre, non è soddisfatto di aver messo al mondo una figlia femmina, e per di più brutta. Si convince che lei non possa che essere un'inutile delusione e portare guai. Ma ben presto, Lada lo farà ricredere. In lei non c’è nulla di femminile e il suo spirito è selvaggio, fiero e feroce come quello di una belva. Per tutta la sua vita lotterà per dimostrare di valere più di quanto la gente si aspetta da lei e ci riuscirà. Certo, quando viene al mondo suo fratello Radu tutti i suoi piani di conquistarsi la fiducia e la stima del padre vanno in fumo. Lui è tutto ciò che lei non è. Ha la grazia e l’aspetto di un vero principe, sa farsi benvolere da chiunque. Ed è maschio. Per Lada diventa una sorta di nemico, qualcuno con cui confrontarsi, qualcuno da superare. Non lo degna di attenzioni, nonostante lui si affezioni a lei e la ammiri come nessuno al mondo. E, per quanto Lada cerchi di tenerlo lontano e ignorarlo, alla fine si renderà conto di quanto sia importante per lei e sentirà l’esigenza di proteggerlo. Radu non è forte come lei, Radu è ingenuo, debole, troppo gentile. Una creatura rara e delicata nata in un mondo fin troppo crudele. Di questi due protagonisti seguiamo le vite fin da bambini e so che alcuni lettori potrebbero già annoiarsi di fronte a questa prospettiva, ma io l’ho trovato appropriato, perché ci viene dato modo di capire ancora meglio il legame tra loro, come si viene a formare e come diventi, pian piano, indissolubile, nonostante le premesse non proprio favorevoli. Lada cresce sempre più agguerrita e sanguinaria, Radu sempre più bello e astuto. Nelle loro giovani vite dovranno affrontare un sacco di imprevisti, perché diventeranno, un giorno, ostaggi del nemico. Eppure riusciranno a cavarsela anche in terra straniera, anche in mezzo a gente con una cultura diversa. Si può dire che quel luogo diventerà per loro una casa, soprattutto dal giorno in cui conosceranno Mehmed, il giovane figlio del sultano, al quale entrambi si affezioneranno. A questo punto non seguiamo più solo le vite dei due figli di Dracul, ma anche quella di Mehmed, che da ragazzino timido e vessato, riuscirà a divenire un sovrano intelligente e ambizioso. È incredibile come l’autrice sia riuscita a caratterizzare tanto bene tutti i personaggi. E non ha dato loro caratteristiche scontate, ma li ha resi più credibili che mai. 
C’è davvero un lavoro cospicuo dietro questa storia, a livello di trama, ma anche di worldbuilding. Mentre leggevo Io sono buio mi sono venuti in mente dei paragoni con altri romanzi portati in Italia, con caratteristiche simili, ma che a me hanno un po’ deluso. Mi riferisco a La città di Ottone e La stirpe della Gru. Ecco, per parecchie volte mi sono ripetuta “Questo romanzo è tutto ciò che non sono quei due”. Tutto ciò che avrei voluto trovare in quei due l'ho trovato in Io sono buio. Il worlbuilding di Città di Ottone è immenso ed è stupefacente, ma è tanto, troppo. L’autrice si perde in descrizioni e dà molte cose per scontate, portando a tediare il lettore, il più delle volte. Questo non succede in Io sono buio, in cui le descrizioni del worldbuilding sono perfettamente equilibrate, anzi invogliano il lettore a volerne sempre di più e a leggere con voracità. Con La stirpe della Gru mi è venuto spontaneo confrontare la trama dal punto di vista degli intrighi di corte e politici. Anche in Io sono buio ne troviamo, dal momento in cui Lada e Radu diventano ostaggi del sultano ottomano, ma qui sono trattati molto più coerentemente, non buttati nella trama solo per arricchire e mettere carne sul fuoco. Devo dire che la White mi ha davvero stupita anche per quanto riguarda la cultura e la religione islamica, il modo in cui è stata trattata e inserita nel romanzo, il modo in cui Radu vi si avvicina, fino a sentirsela addosso. Vorrei riuscire a concludere questa recensione perché ho già detto tanto ma vorrei dire ancora e ancora e ancora. Ma mi limiterò a dirvi soltanto che dovete dare una possibilità a questo romanzo, se non l’avete già fatto. Dovete farlo, assolutamente. 
I personaggi sono meravigliosi e fanno un percorso di crescita assurdo. Lada è una protagonista forte e spietata e non ha nulla di affascinante per cui possa piacere, persino il lettore viene portato a trovarla mostruosa e fredda. Eppure, dietro la sua apparente inumanità, riusciamo a scorgere la potenza di quel sentimento che la lega a Radu e Mehmet, un sentimento che lei avrà sempre premura di tenere nascosto. Per non mostrare debolezze. Per non dare ai suoi nemici modo di avere qualcosa da usare contro di lei. E così lotta solo per i suoi interessi, cercando di proteggere in ogni modo chi ama, ma senza mai compromettere la sua essenza. Lei non vuole appartenere a nessuno. Solo a se stessa e alla sua terra. E poi c’è Radu, che impariamo a conoscere come un bambino capriccioso e fragile, all'inizio, ma che imparerà a usare l’astuzia, laddove gli manca la forza della sorella. Scaltro, abile negli intrighi, userà ogni arma in suo possesso, principalmente il suo fascino, per arrivare dove non arriva Lada. E sarà per lei un prezioso alleato. E altrettanto lo sarà Mehmed, colui con il quale Lada scoprirà un’altra parte di se stessa, una parte che non credeva di possedere. Scoprirà il potere dell’essere donna, il potere del desiderio. Anche Radu si ritroverà invischiato in un sentimento inaspettato per il giovane Mehmed e questo gli procurerà parecchio turbamento, mettendolo anche in pericolo. Insomma, aspettatevi di tutto da questo libro, perché gli elementi per farsi amare non mancano. Una storia di formazione, una storia di lotta per il potere, di intrighi, di politica, ma anche una storia d’amore - in tutte le sue forme - e d’amicizia. Tematiche femmiste, religiose, culturali. Troverete tutto estremamente curato e interessante. Una storia bella come poche, lontana da ogni cliché, di cui si abusa solitamente nello young adult, e originale. Io sono buio si è rivelata, per me, una delle letture migliori di quest’anno e penso - anzi ne sono sicura - mi sentirete ancora tanto parlare di questo libro. Non mi stancherò mai di consigliarlo fino a che non lo avranno letto tutti e qualche casa editrice non si decida a riprendere la serie e a pubblicare i seguiti.

Voto: 5 tazzine di caffè, per un romanzo che mi ha rapito dalla prima all'ultima pagina.
Scusate se mi sono dilungata tanto, le recensioni di questa rubrica dovrebbero essere più brevi, ma non sono proprio riuscita a contenere l'entusiasmo. Ah, e se qualcuno volesse sclerare con me perché ha letto questo romanzo, sapete dove trovarmi ;)
Fonte immagini: Pinterest e Elveoart.

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