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lunedì 1 dicembre 2025

Recensione: "The Shifters" di Julie A. Evans

Buon pomeriggio, lettor*^^
Oggi vi parlo di una delle mie ultime letture del mese di novembre, ovvero The Shifters, di Julie A. Evans. Ho atteso con pazienza l’uscita di questa nuova fatica di Julie, dopo aver apprezzato il suo romanzo d’esordio, Fragments (di cui trovate QUI la recensione). Ho richiesto una collaborazione alla casa editrice, che gentilmente mi ha inviato il formato digitale, ma poi non ho resistito alla splendida deluxe edition e l’ho acquistata pure. Sono rimasta piacevolmente colpita dalla cura di questa edizione, con illustrazioni interne e sprayed edges di Nola, e ho amato leggere questa storia dalle vibes molto misteriose e dark academia. La lettura ideale da fare in questo periodo, davanti a un caminetto acceso e la pioggia scrosciante fuori dalla finestra. Ringrazio la casa editrice per la fiducia accordatami e vi lascio alla recensione. Se avete un commentino da fare, lasciatelo pure sotto, sarò felice di rispondervi ;)

The Shifters
di Julie A. Evans

Prezzo: 22,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 630
Genere: paranormal, dark academia, dark young-adult
Editore: Winter Edizioni
Data di pubblicazione: 30 giugno 2025

Chloe Chambers sa solo una cosa: per sopravvivere al Grandhaven, dove è rinchiusa in attesa del processo per un crimine che non ha commesso, deve mantenere un basso profilo. Ma quando iniziano ad apparire inquietanti messaggi accusatori sui muri e Chloe trova il diario di un’ex ospite che parla di reality shifting, il confine tra ciò che è reale e ciò che è immaginazione comincia a crollare. Divisa tra due realtà parallele, con il magnetico e ombroso Jaxon da un lato e il luminoso e rassicurante Sam dall’altro, Chloe sarà costretta a scoperchiare gli oscuri segreti che avvolgono il Grandhaven, mentre il processo per la morte della sorellastra si avvicina inesorabilmente. E tra omertà, menzogne e sentimenti destinati a sgretolarsi, si troverà presto di fronte alla domanda più pericolosa di tutte: quando la posta in gioco è la libertà, di chi ci si può fidare davvero?

<<Ti capisco, sai... Anch'io sono spezzata. Solo che da fuori non si vede.>>

Immaginate di poter abbandonare la vostra realtà, quella in cui vivete, quando vi fa più comodo. Immaginate di poterne creare una tutta vostra, un luogo in cui rifugiarvi, quando i problemi vi assalgono. È questa l’idea alla base del romanzo The Shifters, di Julie A. Evans, che tira in ballo una teoria sulle multidimensioni, o realtà parallele, che fino ad ora mi era capitato di sentire nominare solo una volta e non mi ero mai concessa di approfondire. Le ricerche dell’autrice si sono chiaramente spinte molto più in là, tanto da cucirci intorno un romanzo, e devo ammettere che lo ha fatto molto bene. Ciò che mi ha sorpreso di più di The Shifters, non è soltanto l’originalità dell’argomento trattato, ma anche il modo in cui Evans è riuscita a rendere l’atmosfera e a farmi divorare circa 600 pagine in pochissimi giorni. Sarà che da sempre amo le vibes dark academia, sarà che ho un debole per le storie pregne di mistero, ma The Shifters è stata davvero una lettura avvincente e non vi nego che avrei letto volentieri altre 200 pagine di romanzo, se fosse stato necessario.

Tutto ha inizio da un riformatorio, un istituto correttivo per minori con problemi legati alla giustizia e che hanno bisogno di essere riabilitati prima di rientrare in società. Il Grandhaven fornisce programmi di sostegno psicologico e molto altro, è <<un punto di riferimento per le famiglie che desiderano offrire ai propri figli un’opportunità unica in un ambiente protetto, educativo e altamente strutturato>>. Si presenta come il fiore all’occhiello dello Stato, eppure Chloe non la pensa esattamente così, dopo che viene spedita in questo luogo nell’attesa del suo processo per omicidio. Dovrà trascorrere ben tre mesi all’interno del Grandhaven e da subito si rende conto che quello non è il posto accogliente di cui tanto si millanta, ma quasi una vera e propria prigione. Senza telefono, senza possibilità di aprire le finestre o ricevere visite da fuori se non dal proprio avvocato, Chloe capisce di essere finita dritta all’inferno e non sa se avrà mai la possibilità di tirarsene fuori. La sua situazione familiare è un disastro, lei stessa si reputa una persona senza speranze, cupa, sfiduciata verso il mondo e l’intero genere umano. Non è capace di relazionarsi agli altri, di creare legami sentimentali. Ha paura di mettere a nudo la propria anima con qualcuno e tende a innalzare muri e corazze intorno a sé e a scoraggiare chiunque le si avvicini. Ma in quel luogo oscuro e solitario, qualcuno sembra in realtà riuscire a scalfire la sua armatura, un ragazzo dagli occhi incredibilmente verdi e il sorriso contagioso. Sam frequenta il Grandhaven da sempre e Chloe non sa cosa abbia fatto per finirci dentro, sa solo che in qualche modo ha legato con tutti ed è il più benvoluto. La sua personalità abbagliante e carismatica, sempre positiva e gentile, collima però con il suo modo di essere. Così come lei è cupa e ombrosa, lui è ottimista e affabile. Due mondi che sembrano tanto lontani, ma che in qualche modo troveranno la maniera di avvicinarsi

<<Fuori dal Grandhaven non saremmo mai stati due persone che avrebbero interagito tra loro, ne ero più che certa. Venivamo da due mondi opposti: lui così gentile, calmo, irradiava luce. Io così irrequieta, a pezzi, inseguita dalle tenebre.>>

Mi ha colpito molto il loro rapporto, costruito lentamente, con rispetto e tempi giusti, anche se l'autrice ha giocato un colpo basso, bassissimo e mi ha frantumato il cuore, a un certo punto della storia (Avviso: siate pront* a tutto e tenete accanto i kleenex). Però non ho potuto fare a meno di tifare per loro e sperare in un futuro più roseo al di fuori dell'istituto.

La narrazione è in prima persona, Chloe è la voce di questa storia, ma abbiamo a tratti anche una seconda voce, quella di Skyler, la proprietaria del diario che Chloe ritrova un giorno in biblioteca e che inizia a leggere assiduamente. Al Grandhaven non è facile riuscire a fare ciò che si desidera, anche leggere quel diario non è una passeggiata, eppure Chloe non riesce a staccarsene, sentendo una profonda connessione con Skyler e un’attrazione verso il suo racconto che non riesce più a farla dormire la notte. Tra quelle pagine, Chloe scopre di realtà alternative, di un fenomeno detto Reality Shifting, secondo il quale la tua Consapevolezza può viaggiare in altri mondi e, più va avanti a leggere, più si ritrova a scoprire cose sconvolgenti, che alla fine si intrecceranno alla sua vita, al caso di omicidio in cui è coinvolta e al suo futuro. Suo malgrado, proverà sulla propria pelle esperienze che mai avrebbe pensato di provare e, tra segreti e verità scottanti, sarà costretta a giocare una partita a scacchi molto più pericolosa del previsto.

<<Oltre una porta chiusa, si può immaginare ciò che fa più comodo all'anima, si può fingere che vada tutto bene.>>

Non voglio rivelarvi oltre della trama perché lo spoiler scioccante è dietro l’angolo, però vi assicuro che Julie A. Evans è stata capace di tessere una trama di tutto rispetto e di tenermi incollata dalla prima all’ultimissima pagina. Tra strani eventi, ombre sinistre che si aggirano per l’istituto, allucinazioni, ricordi che riaffiorano, rivelazioni inquietanti, morti sospette, l’autrice ci regala una lettura ad alto tasso di mistero, che ci fa sperimentare universi paralleli, sogni lucidi, autoipnosi, viaggi interdimensionali. La sua è una storia in cui si intrecciano relazioni proibite, in cui si ricerca un’amicizia che possa salvare dalla condanna eterna, in cui ognuno è nemico di se stesso e non esita a tradire se ciò può dargli una possibilità in più di sopravvivenza. È una storia a tratti intima, in cui si parla non solo di realtà alternative ma anche di mondi interiori, di disagi, di dolori repressi.

<<Era come se quel posto mi reclamasse. Quando ero lì, i problemi dall'altra parte sembravano infinitesimamente più piccoli, quasi insignificanti.>>

Non mancano poi le tematiche forti, le riflessioni sulla morte e sul lutto e i trigger warning sono parecchi (che l’autrice fornisce a inizio libro): abbiamo, oltre quelli già citati, violenza fisica e psicologica, reclusione forzata, disturbi alimentari, malattie mentali, uso di droghe, linguaggio scurrile e, aggiungerei, vari riferimenti al suicidio e descrizioni dettagliate di morti violente. Insomma, non aspettatevi una lettura super cozy :P Però se avete amato romanzi come La Nona Casa di Leigh Bardugo o I sussurri delle ombre di Kelly Andrew, fareste bene a dargli una possibilità: potreste ritrovarvi ad amare anche The Shifters.

Ho letto con molta curiosità questa storia e mi ha stupito il modo in cui l’autrice ha saputo prendere un argomento così enigmatico come lo Shifting e dargli forma, una forma molto ben definita, spiegando anche razionalmente cose difficili da credere. È stata una lettura intrigante ed è evidente che dietro ci sia uno studio davvero approfondito sulla materia. Insomma, un bel salto di qualità dal primo romanzo, The Fragments, che pure avevo amato ma nel quale avevo riscontrato delle incertezze. The Shifters è un romanzo decisamente più maturo, consapevole e ben scritto. Si prende il suo tempo per farti familiarizzare con l’argomento, con i personaggi, con le tematiche non facili, ma una volta fatto, ti risucchia come in un vortice e non ti dà più respiro. E, se anche te ne fosse rimasto qualche barlume, il finale te ne priverà del tutto. Inaspettato, diabolico, amaro. Farete fatica a digerirlo. Ma io mi auguro l’autrice abbia in serbo un seguito e ci regali un’altra avventura tanto affascinante e oscura.
Photo credit: @francikarou, Coffee&Books
Fonte immagini: Pinterest

domenica 5 maggio 2024

Recensione: "Cour des Revenants" di Amanda Fall (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*, e buona domenica!^^
Oggi la nostra Eleonora ci parla di una delle ultime uscite di Words Edizioni, Cour des Revenants, tra i libri più attesi della casa editrice. Si tratta di un fantasy ricco di suspense, con trope enemies to lovers e vibes dark academia. Scoprite tutti i dettagli nella recensione e fateci sapere se lo avete letto o lo leggerete presto! ;) 
Un immenso ringraziamento alla casa editrice per la copia digitale fornita in cambio di una recensione onesta.

Cour des Revenants
di Amanda Fall

Prezzo: 2,69 € (eBook) 
Pagine: 430
Genere: fantasy, paranormal romance, romantasy
Editore: Words Edizioni
Data di pubblicazione: 1 aprile 2024

Lena Blake è una Hunter, sicario arruolato tra le fila della Holland Academy. La secolare accademia ha il compito di epurare l’umanità da tutto ciò che di demoniaco esista in natura. Il suo compito è stroncare un’antica dinastia di vampiri, protetta dalla leggendaria Cour des Revenants: è l’occasione che attendeva da tempo per poter finalmente vendicare la morte della madre. Nicholas Artois, vampiro e principe della Cour des Revenants, ha ricevuto dal padre un incarico: uccidere il sicario della Holland Academy, dopo che gli Hunter hanno scoperto dell’esistenza della Corte. È la sua unica opportunità per fare breccia nell’animo del genitore e dimostrarsi suo degno erede. Il cuore pulsante di una Londra oscura come non mai si prepara ad accogliere una guerra senza pari, anche se la speranza di un mondo di pace esiste ed è racchiusa in un siero che Lena stessa beve e che è in grado di trasformarla nell'aspetto e nello spirito. E quando nel cuore di Hyde Park Lena salva il giovane Elios Turner, innamorandosene, non sa che, in realtà, lui nasconde un segreto che cambierà tutto.

Cour des Revenants
è il primo capitolo di una saga che fin da ora si rivela come complessa ed estremamente articolata
, sia per quanto riguarda i personaggi nella loro caratterizzazione, sia per quanto riguarda le interazioni e i legami che intercorrono tra di essi, ma comunque intrigante e diverso dal solito. Ammetto che è stato un libro non semplice da leggere proprio per questa quantità di collegamenti che attualmente vengono per lo più solo presentati e nemmeno nella loro interezza, però la scrittura dell'autrice ha comunque semplificato le cose e nella sua semplicità non ha complicato ulteriormente la situazione.

A portare avanti la storia troviamo Lena Blake, una ragazza Echo, ossia un essere per metà umano e metà demoniaco, che fa parte della più importante istituzione londinese di caccia e controllo della criminalità demoniaca, la Holland Academy. Lena oltre che con i demoni in carne e ossa deve fare i conti con i suoi personali, che affondano le loro radici in un lontano passato che non ha mai smesso di perseguitarla con il suo fardello di dolore e sete di vendetta. Ad alleviare le sue giornate e la nuvola nera che sembra sempre accompagnarla ci sono Spyro e Violet, rispettivamente un Delta, figlio di Echo ma del tutto umano, e una umana che però cincischia con alchimia, armi perfezionate e tutto lo scibile su cui riesce a mettere le mani; i tre da quando si sono conosciuti si sono riconosciuti come anime in qualche modo affini e sono divenuti gli uni la famiglia degli altri, si sostengono e si coprono le spalle a vicenda in qualsiasi situazione ad alto tasso di rischio si presenti nella loro quotidianità fatta di violenza e aggressività. 

Una quotidianità in cui ad un certo punto si inserisce per Lena anche un giovane ragazzo, Elios, che inizialmente la attrae per il colore strabiliante dei suoi occhi, che le ricorda tremendamente una infanzia passata ma estremamente cara, diventando poi una parte importante del suo cuore, ma comunque una parte che mantiene nascosta a tutti. Un giorno alla spietata Echo, rinomata per essere la punta di diamante tra i cacciatori dell'accademia, viene affidato un incarico che stravolgerà le sue giornate: deve trovare e distruggere totalmente la Cour des Revenants, una sorta di Londra specchio sotterranea che è patria dei demoni ma sopratutto dei vampiri ed è governata dagli Artois padre e figlio. È proprio a quest'ultimo, il principe della corte, Nicholas, che viene affidato l'incarico specchio di eliminare la minaccia, ossia uccidere Lena. Per tutta una serie di motivi articolati, e anche qui legati al suo passato, il principe prende questo incarico molto sul personale, in una maniera tale che lo porta a provare un odio a dir poco smisurato per Lena e un impellente desiderio di eliminarla anche in modi creativamente brutali. Gli scontri tra i due sono sempre cruenti e sanguinosi ma più si va avanti nella storia più si capisce che questi duelli all'ultimo sangue sono solo la punta dell'iceberg che si nasconde tra segreti e macchinazioni portati avanti tra spie e doppigiochi, di cui i veri obiettivi sono ancora ignoti sia ai protagonisti che a noi lettori.

Entrare nelle vicende dei protagonisti non è immediato e nemmeno semplice, inizialmente pare tutto molto complicato e di difficile intuizione, specialmente per quanto riguarda la società degli Echo e anche proprio le loro caratteristiche intrinseche. Personalmente non sono riuscita nemmeno ad avere ben chiara un'idea di Lena per almeno la prima parte del libro, appena superato lo scoglio iniziale però tutto comincia a essere più scorrevole, anche se la presenza di alcuni personaggi continua a sembrare come se non c'entri nulla. È solo dopo la metà del libro che le pagine iniziano a essere mangiate alla velocità della luce e quando vengono svelati alcuni arcani che veramente si illuminano le lampadine e, bam!, è come una rivelazione, fantastico, per come ci si avvicina al finale. Si sa cosa aspettarsi ma non del tutto. 

La storia si prospetta come un enemies to (penso) lovers che per la sua aderenza perfetta al trope è uno dei migliori letti ultimamente. Nel complesso Cour des Revenants è stata una lettura molto piacevole, che mi ha lasciata con la voglia di sapere come continuerà e come si risolverà la situazione al limite della tensione di odio/qualcosa a cui ancora non si vuole o non si può dare nome e definizione (ma vi prego ditemelo). Lo stile dell'autrice mi è piaciuto molto, mi ha dato l'impressione di correttezza e linearità, che rispetto alla storia a dir poco arzigogolata, si distingue per essere fresco e non difficoltoso.

Ringrazio la casa editrice per la copia fornita in anticipo. 

Eleonora


Photo credit: Materiale grafico fornito dalla casa editrice.

venerdì 3 maggio 2024

Recensione: "A study in drowning. La storia sommersa" di Ava Reid

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Eccomi qui, finalmente, a parlarvi di una delle mie ultime, appassionanti letture. Si tratta di A study in drowning. La storia sommersa, di Ava Reid, un romanzo fantasy, con vibes dark academia, che sfrutta anche elementi del folklore riguardante il mondo fae e che, inaspettatamente, tocca argomenti molto profondi e attuali. Questa lettura - che ho avuto modo di fare insieme alla migliore compagna di viaggio si possa desiderare, La biblioteca di Zosma - mi ha spiazzata in più modi. Sin da subito ho intuito che mi avrebbe conquistata, ma è stato molto più di questo. È stato amore a ogni pagina, a ogni parola. Cerco di spiegarvi meglio nella recensione, grazie a chi leggerà e commenterà.

A study in drowning. La storia sommersa
di Ava Reid

Prezzo: 16,99 € (eBook) 24,00 € (cop. rigida)
Pagine: 372
Genere: fantasy, gothic mystery
Editore: Il Castoro OFF
Data di pubblicazione: 12 marzo 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Effy Sayre ha sempre creduto nelle fiabe. Non ha avuto scelta. Fin da bambina, è perseguitata da misteriose visioni del Re delle Fate. Ha trovato conforto solo tra le pagine di Angharad, il romanzo del compianto Emrys Myrddin, che racconta di una giovane che si innamora del Re delle Fate, arrivando però a distruggerlo. Effy, pur amando più di ogni cosa la letteratura, è costretta a frequentare la facoltà di Architettura, perché alle donne di Llyr non è permesso studiare Lettere. Il libro è tutto ciò che la tiene a galla durante i suoi studi alla prestigiosa facoltà di architettura dell’Università del Llyr. Così, quando la famiglia Myrddin indice un bando per ristrutturare la magione dell’autore, Effy è sicura che questo sia il suo destino. Ma Villa Hiraeth è un’impresa impossibile: una casa ammuffita e decrepita sul punto di sgretolarsi nel mare affamato. E quando Effy vi arriva, scopre di non essere sola. Preston Héloury, un giovane e tedioso studioso di letteratura, è determinato a dimostrare che l’autore preferito del Llyr era un truffatore. Mentre i due studenti investigano sull’eredità di Myrddin, mettendo insieme i pezzi attraverso lettere, libri e diari, scoprono che le fondamenta della casa non sono l’unica cosa di cui non ci si può fidare. Forze oscure, sia mortali sia magiche, cospirano contro la ricerca della verità e l’amore che sta nascendo tra i due. Il segreto che vogliono portare alla luce potrebbe cambiare per sempre le sorti dell’intera Llyr…

Con l’inizio dell’anno nuovo e alcuni cambiamenti nell’ambito delle collaborazioni con le case editrici, ho deciso che quest’anno mi sarei dedicata a meno letture e che le avrei scelte più accuratamente. Se i review party aboliti mi hanno dato la possibilità di leggere secondo tempi meno ristretti, in realtà mi sono ritrovata a bloccarmi del tutto dopo un paio di letture deludenti su cui avevo puntato molto. Poi è arrivato A study in drowning, un romanzo la cui uscita aspettavo con impazienza e ho deciso di provarci ancora. Per fortuna, questo libro non è stato assolutamente una delusione, anzi si è rivelato una delle letture migliori che potessi fare. Leggerlo con la mia amica Francesca ha anche aiutato, ci siamo praticamente imposte di leggere due capitoli al giorno, con calma e godendoceli, e ogni sera o il giorno dopo ne parlavamo insieme e analizzavamo i punti salienti e metabolizzavamo il tutto (perché, credetemi, c'è tanto da metabolizzare con questa storia). Ava Reid mi ha aiutata a uscire dal blocco del lettore perché la sua storia è davvero speciale, molto autentica, i suoi protagonisti non ricalcano cliché stupidi, non sono fantocci dalle battute scontate come capita di incontrarne in molti romanzi che vanno di moda per adesso. Ma ci arriveremo ai personaggi, intanto direi di cominciare dall’inizio. In questa recensione cercherò di farvi capire perché questo libro mi ha colpita tanto, probabilmente verrà molto lunga, ma spero vogliate leggerla e approfondire un libro che di sicuro merita di essere esplorato fino in fondo.

L’ambientazione che Ava Reid ha costruito è decisamente originale. Innanzitutto ha creato un intero mondo da zero, un mondo che somiglia al nostro, certo, ma con altri culti, usanze, orientamenti di pensiero. Ci sono il Llyr e l’Argant, due Paesi contrapposti, nemici, che ancora cercano di superare divergenze e asperità. Effy è del Llyr, è una studentessa di Architettura, l’unica donna iscritta. Il suo sogno è sempre stato quello di frequentare Letteratura ma vige una regola che vieta alle donne di frequentare quella facoltà, poiché esse sono ritenute troppo "frivole". Questo è dunque il corso più esclusivo di tutti (la Letteratura ha un posto rilevante in questa società - mi fa ridere pensare che non lo è altrettanto nella nostra) e a Effy tocca accontentarsi del secondo, appunto Architettura, anche se non lo ama e non vi è portata. In più, deve ogni giorno convivere con gli sguardi giudicanti dei compagni di università che non la ritengono all'altezza del posto che occupa e che anzi pensano sia merito della sua bellezza se si trova lì, e di una relazione inopportuna con un professore. Per quanto Effy cerchi di non badarci, quelle voci la fanno soffrire, non solo perché nessuno sa in realtà quale sia la verità ma anche perché nessuno sembra disposto ad ascoltarla o a crederle. E così tace, somatizza, tiene tutto dentro, un peso che diventa sempre più grande, che rischia di farla affogare, come un macigno legato al collo...

Un giorno, però, arriva un’occasione inaspettata, quella di creare un progetto che potrebbe metterla in contatto con la famiglia dell’autore più famoso del Llyr, ormai deceduto. Effy ne approfitta, non pensando mai di riuscire ad avere la meglio sugli altri studenti, eppure viene scelto proprio il suo progetto. Dovrà lasciare tutto e trasferirsi per un po’ al sud, lì dove si trova la casa di Myrddin, l’autore che ha dato vita all’opera con la quale è cresciuta, la storia di Angharad, una ragazza che ha affrontato e sconfitto il Re delle Fate, figura temuta e ammirata del folklore meridionale. Effy ha sempre creduto in quelle storie, anche perché lei il Re delle Fate lo ha incontrato davvero, anzi si potrebbe dire che lo vede praticamente ogni notte. Nell’angolo buio della sua stanza, accanto al letto, nei suoi sogni, nei suoi pensieri. La madre - che, lasciatemelo dire, è tutto l’opposto di una madre presente - sembra non avere mai tempo per lei, sminuisce i suoi problemi e non le ha mai dato l’affetto di cui aveva bisogno, sostituendolo con flaconi su flaconi di magiche pillole rosa che dovrebbero riportare Effy con i piedi per terra. Per tutto il romanzo le visioni di Effy non fanno che confondere volontariamente chi legge, portandoci a dubitare di tutto. Si tratta davvero di visioni, di immaginazione, o quello che vede Effy è la realtà? La magia non è del tutto effimera nel mondo creato dall’autrice, è presente più che altro in forma di superstizioni e racconti popolari, ma c’è chi ci crede a fondo e chi invece no.

Il lavoro alla casa di Myrddin non aiuta, in un primo momento, Effy; non solo non si sente all’altezza del compito e delle aspettative del figlio, Ianto, colui che ha selezionato il suo progetto, ma stare così a stretto contatto con una realtà come quella che si ritrova a vivere la fa sentire a disagio. Tutto in quella casa la scuote. Si tratta di una dimora a picco sul mare, un luogo scricchiolante, oscuro, fatiscente, polveroso, umido, puzzolente, che letteralmente cade a pezzi. Effy non riesce a capacitarsi di come si possa vivere in un luogo del genere, ma soprattutto di come fare a rimetterlo in sesto, quando sarebbe molto più facile demolirlo e costruirlo da capo. Tra l’altro proprio tra quelle mura e intorno a lei, sente costante la presenza del Re delle Fate, come se avesse deciso di seguirla fin lì per darle ancora il tormento... le sue paure che la seguono come un’ombra e non la abbandonano mai. Non sarà però da sola a lavorare su questo progetto. Nella casa di Myrddin c’è un altro ospite, un ragazzo argantiano, di nome Preston, anche lui appassionato dell’autore e alla ricerca di più dettagli possibili per ricostruirne la storia per una sua tesina. Lui è alla ricerca della verità, qualsiasi verità, anche quella che può mettere in dubbio una figura tanto amata come Myrddin... e questo turba profondamente Effy, che si ritroverà a mettere in discussione tutto ciò in cui ha sempre creduto, le sue poche certezze. Ma per quanto questo possa spaventarla all’inizio, sarà fondamentale per lei farlo, per affrontare i propri demoni interiori, per appigliarsi a ciò che è vero e lasciare andare le fantasie. Effy non è contenta della presenza di Preston, che sin da subito giudica negativamente e come colui che ha tutto ciò che lei vorrebbe e ingiustamente, ma pian piano impara a conoscerlo e presto dovrà ricredersi, quando imparerà a guardare tutto da un’altra prospettiva. Sicuramente non mancano le metafore in questo libro, riuscire a coglierle tutte sarà un’esperienza gratificante quanto complessa, ma vi aprirà a una chiave di lettura inaspettata e anche intima. E c'è anche anche una simmetria quasi inquietante tra Effy e Angharad, la protagonista del romanzo di Myrddin, una ragazza in cui Effy si è sempre rispecchiata, in qualche modo. Ciò che non sa è che la storia che ha imparato ad amare nasconde ben più di quanto ha sempre creduto e che una volta scoperti tutti i retroscena dovrà essere disposta a rivalutare ogni cosa e a rivoluzionare anche altri pensieri, non soltanto il suo. C’è molto dell’autrice in questo libro e di certo c’è molto anche di ognuno di noi. Traumi, ingiustizie subite, ostinato attaccamento ad autor*/persone non del tutto integerrim*, dolori soffocati, parole non dette, affetti mancati, solitudine, diverbi interiori, legami turbolenti, annichilimento. Chiunque ha vissuto qualcosa del genere si ritroverà a empatizzare parecchio con Effy, è inevitabile, perciò preparatevi a una storia intensa che lascerà la sua impronta.

Un’altra cosa vorrei dirla. Questo romanzo è stato erroneamente catalogato come Romantasy, ma mi sento di correggere questo tipo di scelta perché se cercate una forte componente romance in un romanzo fantasy e con anche dello spicy, qui non ne troverete. Sì, la storia d’amore c’è, ma vi assicuro che non è centrale e, soprattutto, non è spicy (ecco un altro dei motivi per cui ho amato questo libro). La storia tra Effy e Preston non è mai scontata e non è nemmeno travolgente. Abbiamo uno slow burn, molto slow, una storia che nasce lentamente, con dolcezza, senza impeto, senza insistenza, nella maniera più naturale possibile. Effy viene da esperienze passate traumatiche, esperienze che ancora non è riuscita del tutto a superare, e Preston non sarà un altro uomo nella sua vita ad approfittarsi di lei. Lui non intende usarla, non intende avere nulla da lei che lei stessa non sia pronta a dare. Effy dovrà fare prima un percorso personale che la porterà a comprendere e risolvere tutte le sue paure, a riappropriarsi della sua dignità e del suo corpo, a trovare la voce che non ha mai avuto il coraggio di usare. Si tratta di un percorso non facile, anche abbastanza impervio, ma sarà anche grazie a Preston che riuscirà a compierlo, perché in lui Effy trova finalmente quella persona che crede in lei e nelle sue capacità, che non vuole tarparle le ali ma vuole darle il giusto merito. Ho amato tantissimo questa coppia, ho fatto il tifo per loro praticamente da subito, sebbene all’inizio le intenzioni di Preston non fossero del tutto chiare, ma poi ho capito che personaggio magnifico fosse e me ne sono innamorata. È rispettoso, generoso, intelligente, difficile trovare un altro personaggio maschile simile (so già che questa nuova crush non avrà molti rivali). Tra l'altro questo personaggio contrasta tantissimo, nel libro, con le altre figure maschili, dai connotati decisamente più negativi. Uomini che non sanno far altro che usare le donne, sminuirle, metterle a tacere, invece di considerarle loro pari, persone degne di rispetto e considerazione. 

Ho letto questa storia col cuore in gola, ho segnato tantissimi passaggi, frasi, scene. Ho amato l’atmosfera gotica e decadente del libro, la continua presenza del mare nel cuore, nella mente e nelle parole di Effy, come qualcosa da temere ma anche a cui aggrapparsi. Il mare che distrugge e logora ogni cosa ma anche qualcosa che dà vita e salva. Effy si può definire una sopravvissuta, in effetti. Ne ha passate tante e nonostante tutto è riuscita a tenersi sempre a galla, seppur a fatica. Lei conosce le sue potenzialità, ma a volte è come se non le vedesse. Ha bisogno di rimettere a posto i pezzi della propria vita prima di riuscire a vedere le cose come stanno davvero. Ma quando infine ci riuscirà, quello sarà davvero un momento epico. C’è moltissimo in questa storia che vi turberà l’animo ma anche che amerete. Per quanto mi riguarda, questo libro finirà di sicuro nella classifica dei libri migliori dell’anno. Piccolo appunto però sull’edizione: nulla da dire su cover e quant’altro perché è bellissima, l'illustrazione è anche quella originale e speravo tanto sarebbe rimasta uguale perché l'amavo alla follia, ma nel testo sono incappata in numerosi e fastidiosi refusi, alcuni parecchio imbarazzanti. Sinceramente, tenendo presente la spesa del volume, mi sarei aspettata una cura maggiore nell’editing del romanzo. Questo non va a intaccare la qualità della storia, sia chiaro, però era giusto che lo sapeste. 

Per concludere, A study in drowning è stata una lettura stupenda, commovente, dolorosa, potente e oscura, ricca di sfumature, simbologie, ma anche tematiche che rimandano a una realtà molto vicina alla nostra e che ho apprezzato siano state portate alla luce dall’autrice. Considero questa storia una delle migliori letture che si possa fare se cercate qualcosa che non sia la solita solfa ma che si faccia ricordare per motivi importanti (e non per scene spicy da termometro rosso).


Fonte immagini: Pinterest

mercoledì 8 novembre 2023

Recensione in anteprima: "Absinthe" di Selene Alaska

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi sono qui con una nuova recensione. La scrivo con animo leggermente rinfrancato perché pare che stamattina l’autunno, dopo un paio di finte, si sia deciso ad arrivare (ma forse sarebbe meglio non cantare ancora vittoria). E così, con la pioggia in sottofondo e un’aria più respirabile dei giorni scorsi, mi accingo a parlarvi di Absinthe, di Selena Alaska, un romanzo in uscita proprio oggi per Triskell Edizioni.
Ringrazio la casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Absinthe
di Selene Alaska

Prezzo: 4,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 343
Genere: romance M/M, dark academia, fantasy
Editore: Triskell Edizioni
Data di pubblicazione: 8 novembre 2023

La morte, signora volubile e temuta, veglia su ogni anima e la brama. L’ultimo respiro di ogni essere finito le appartiene e chi osa cercare di ingannarla non può che essere condannato a un’eternità di dolore e sofferenze. La morte è un bacio di gelida quiete, l’eternità è un nulla viscoso di peccato. Julian è sfuggito alla morte diventando un vampiro, ma la maledizione di un’eternità di sangue l’ha messo in catene. James è sfuggito alla morte diventando un demone, ma la morte gli è comunque rimasta dentro e lo segue in ogni dove da quando è tornato dall’inferno. I cuori di entrambi vivono in un passato da dimenticare, i corpi si muovono in un presente in bilico tra vizi e virtù. Le menti, le colonne portanti della loro esistenza, sostengono il gran tempio delle loro vite nutrendosi d’arte. E il passato dimostrerà di non essere poi così impotente sul loro presente. Jago, burattinaio inarrestabile, ha sete di vendetta e niente gli impedirà di ottenerla: Julian è il suo antagonista da annientare e James un mero strumento da piegare. Peccato che James, un dandy che mai si è inchinato davanti ad anima viva o morta, non appartenga a nessuno se non alla musica del proprio violino. Peccato che Julian, un affascinante Conte dalle fattezze angeliche, annientato dal senso di colpa per i propri errori passati, si rivelerà più interessante e nobile di quanto prospettato.

James era vizioso, era un demone, un peccatore incallito, ed era anche un esteta. Viveva per il piacere e la bellezza, li ricercava appassionatamente, e Julian era la sintesi di entrambi. Una sintesi letale e irrinunciabile.

Absinthe
è il romanzo d’esordio di due ragazze, Selene e Alaska, che hanno deciso di unire la loro passione per la scrittura e per l’arte e dar vita a un libro che è un vero e proprio elogio all’arte in tutte le sue forme. Ma, soprattutto, hanno dato vita a James e Julian, due personaggi, come loro, pieni di passioni ma anche di qualcos’altro. Dolore: ecco cosa accomuna principalmente il vampiro Julian Faustus Ravensward e il demone James Sirius. Il loro passato è un groviglio di dolore, di rimpianti, di sensi di colpa, rabbia e nostalgia e solo l’interesse verso l’arte ha fatto sì che quel dolore fosse leggermente più sopportabile per entrambi. Julian, conte e grande mecenate, ha aperto l’Oblivion Theatre, mentre James si dedica alla musica del suo violino e vive nella contemplazione dei grandi geni creativi del passato, ma anche in un’inquietante immobilità che divora le sue giornate. Fanno vite separate ma quando uno dei vampiri più influenti di Londra, Jago, contatta James costringendolo a prendere parte ai suoi piani, il demone si ritrova a doversi avvicinare a Ravensward e giocargli un brutto tiro. Jago ha manie di grandezza e vuole allargare il suo dominio, ma in ballo c’è molto altro. Vendetta. Una vendetta che viene da un passato mai chiuso e che si porta dietro un grande segreto.

James non ha preventivato, però, che una volta entrato nell’orbita di Julian molte cose per lui cambieranno, in primis i suoi pensieri. Julian, angelo biondo, oscuro e tentatore, ha su James l’effetto di una calamita e diventerà per lui una vera ossessione.  James si avvicinerà al vampiro per fare il gioco di Jago ma finirà col restare intrappolato in qualcosa di più imprevedibile e pericoloso, un’attrazione potente che non aveva previsto. Julian, dal canto suo, non è così propenso a fidarsi di un demone. Il suo autocontrollo, la padronanza di sé, riescono ad aiutarlo per gran parte del tempo, ma diventa sempre più difficile con James che osa sempre di più. Come se non bastasse, il demone sembra riuscire a tirar fuori un lato di lui che ha sempre voluto tenere nascosto. James sembra comprenderlo meglio di chiunque altro, capire il suo dolore, avere anche lui delle angosce dovute a un passato che, per quanto ci si sforzi, non si riesce a cancellare. 

La sua figura eterea, il modo divino in cui suona il violino, il modo in cui riesce ad attirarlo a sé con un solo sguardo, il sapore peccaminoso del suo sangue, poi, non fanno che complicare le cose. E così ci ritroviamo a leggere di un legame che non dovrebbe nascere ma al quale nessuno dei due riesce a resistere, una lotta tra dovere e potere... un vampiro e un demone che scorgono l’uno nell’altro dettagli che mai avrebbero creduto di poter amare, considerando soprattutto quante ne hanno passate e quanto sfiduciati verso la vita sono da sempre. Ma la loro natura malinconica non sta per estinguersi del tutto, dà loro un’effimera parvenza di beatitudine per poi servire il dramma al momento opportuno...

Absinthe è una storia che nasce su Wattpad ma, a differenza di altre storie che ho letto provenienti da questa piattaforma, non presenta gli stessi difetti. E questo è già un punto a favore. Ho apprezzato molte cose di questo libro, in primis lo stile delle due autrici, uno stile abbastanza ricercato, con un vocabolario e dialoghi degni di una storia incentrata su varie forme d’arte. Non mancano citazioni importanti, citazioni musicali - Chopin, Tchaikovsky, Debussy... - ma anche letterarie come William Shakespeare, Christopher Marlowe (che nella trama ha anche un ruolo emblematico), Oscar Wilde, Dante Alighieri e molti altri. Ogni elemento trova il suo posto nella storia, nulla è buttato a caso, anzi ci sono collegamenti con fatti reali che ho trovato anche molto interessanti (come appunto il sopracitato Marlowe e il suo rapporto con Julian, nonché la nascita del suo Dottor Faustus). 

Non ho disdegnato nemmeno le atmosfere, sempre abbastanza decadenti, nostalgiche e che in gran parte si rifanno al Romanticismo ottocentesco, con le sue tematiche di angoscia, delusione, sofferenza, esaltazione di sentimenti, di spiritualità, tensione verso l’infinito, travalicamento di confini, aspirazione all’immortalità, solitudine. In questi termini il romanzo è riuscitissimo e anzi faccio i miei complimenti alle autrici perché sono riuscite a donare alla loro storia una forma convincente sia esteriormente che nel contenuto. Non aspettatevi una storia d’amore che si consuma rapida, qui abbiamo un sentimento che nasce lento, come “la nenia di un carillon”, un carillon rotto che però ritrova il suo ritmo non appena Julian e James si rendono conto di quanto sono importanti l’uno per l’altro. Nonostante tutte queste fantastiche premesse, mi duole dire però che non sempre sono riuscita a sentirmi vicina ai personaggi; nello sforzo di dare al romanzo un’identità così interessante, profonda e convincente, ho avuto l’impressione che qualcosa sia venuto a mancare nella costruzione, non tanto dei personaggi, quanto della loro relazione, che nasce con troppa facilità. È comunque soltanto una sensazione, diciamo che non ho provato quel batticuore tipico che si dovrebbe provare quando due personaggi interagiscono tra loro e s’innamorano, quando la tensione è resa talmente bene che al primo sfioramento il cuore collassa. Mi è mancata questo tipo di emozione, sebbene la loro storia mi sia piaciuta davvero molto. Del resto, i momenti più intriganti sono stati proprio quelli riguardanti le loro interazioni, e dunque la narrazione dal loro punto di vista, mentre ho trovato un po' meno coinvolgenti i pov degli altri personaggi, ma non meno validi. Anzi, l'intreccio che si è venuto a creare tra presente e passato si è rivelato molto appassionante.

Absinthe è un romanzo che va gustato, non troverete grande azione, nemmeno grande originalità nelle dinamiche, ma potrete lasciarvi avvolgere dalle atmosfere affascinanti al sapore d'assenzio, dalle gotiche ambientazioni, dalle frasi poetiche, dalla musica e dall'amore per l'arte che ogni pagina sembra emanare. Di sicuro vi stupirà. Se amate le vibes dark academia, se vi piacciono le storie dark e gli amori tormentati e ossessivi, se non disdegnate gli autori del passato e gli elementi soprannaturali, allora apprezzerete sicuramente Absinthe. Il libro si presenta ben curato nella forma, con anche alcune illustrazioni a rendere la lettura più immersiva. 

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 1 settembre 2023

Review Party: "I sussurri delle ombre" di Kelly Andrew

Buongiorno, lettor*! ^^
Siamo ormai agli sgoccioli dell’estate e io sono già in fibrillazione all’idea dell’arrivo della mia stagione preferita. Forse per questo motivo e anche per tutte le vibes autunnali del romanzo, ho finalmente superato un terribile blocco del lettore con I sussurri delle ombre, di Kelly Andrew. Si tratta di un dark academia autoconclusivo, una storia che ricorda un po’ La Nona Casa di Leigh Bardugo. Ho fatto davvero fatica a staccarmi dal romanzo, e dire che all’inizio l’avevo ampiamente snobbato…
Ringrazio la casa editrice per avermi permesso di organizzare questo review party e per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione.

I sussurri delle ombre
di Kelly Andrew

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 324
Genere: fantasy, dark academia, dark fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 29 agosto 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Delaney “Lane” Meyers-Petrov ha diciotto anni ed è sempre stata tenuta lontana dai pericoli, al sicuro, quasi fosse fatta di vetro. Ma ora ha deciso che è il momento di cambiare. È stanca di starsene in disparte a raccogliere polvere, è stanca di essere considerata e di sentirsi fragile solo perché sorda. Il vetro, dopotutto, si crepa con estrema facilità, è vero, ma può resistere a una pressione immensa. Quindi anche per lei è arrivato il momento di sondare i suoi limiti, non importa se facendolo si procurerà qualche incrinatura. Così, dopo essere stata accettata alla Howe University, nella facoltà di Godbole, prestigiosa ma controversa, perché calamita per i cultori delle discipline occulte, Lane pensa sia finalmente arrivata l’occasione di dimostrare a se stessa e agli altri il suo valore. Di definirsi, per una volta, per le sue capacità e non per la sua sordità o per la paura delle ombre che, fin da bambina, la cercano insistentemente. Il semestre, però, non inizia col piede giusto visto che la prima persona che incontra, Colton Price, è tutto tranne che una persona gentile e ragionevole. Tuttavia, anche se Lane ancora non può saperlo, dietro l’aria strafottente che sfodera ogni volta che la incontra, in realtà il ragazzo è irresistibilmente e visceralmente attratto da lei, sebbene gli sia stato espressamente vietato di frequentare la “ragazza che sente le voci delle ombre”. Quando uno studente viene trovato morto, però, Lane e Colton si alleano per scoprire cosa è realmente accaduto. Questo li porterà a scoprire segreti sepolti da anni e ad affrontare un potere antico e senza nome, un nemico che minaccia di distruggere loro e il loro sodalizio proibito.

<<Se fossi il genere di persona che scruta nell’ombra e vede qualcosa di morto che ricambia il suo sguardo?>>

I sussurri delle ombre
è stato il romanzo giusto al momento giusto. Ad agosto mi ritrovo sempre in una sorta di strana apatia che non mi permette di concentrarmi su nulla. Potrei fare mille cose ma non riesco, oppure le faccio a fatica. Anche leggere era diventato faticoso. Kelly Andrew mi è venuta incontro con la sua storia fatta di ombre e segreti, con la sua prosa soave. Il romanzo, lungi dall’essere un capolavoro, è stato comunque di perfetto intrattenimento. Una storia sordida e avvincente, non troppo complessa ma nemmeno tanto mediocre. Proprio ciò che mi serviva per ritrovare il piacere di leggere dopo il blocco. Trattandosi di un romanzo standalone, mi è sembrato ovvio che non tutto sia stato approfondito o comunque trattato con la dovuta attenzione, ma la sensazione non è stata snervante quanto si possa pensare, piuttosto ho trovato la lettura molto scorrevole e, nonostante la brevità, anche interessante. Forse svilupparla più largamente per farne una serie l’avrebbe solo resa più noiosa, certe volte scegliere di non dilungarsi troppo è la soluzione più giusta e Kelly Andrew deve averla pensata allo stesso modo.

L’originalità della storia sta sicuramente nella scelta della caratterizzazione della protagonista, che è stato anche il motivo per cui ho voluto leggere questo libro. Delaney Meyers-Petrov è sorda. Non lo è sempre stata, una brutta malattia da piccola l’ha portata a questa condizione; porta adesso un impianto acustico, ma la sua vita non è esattamente come quella di qualsiasi suo coetaneo. I genitori la tengono sotto una campana di vetro e questo per lei è peggio di qualunque cosa. Non vuole essere la fragile ragazza di vetro, protetta da tutti e senza una propria identità. Ecco perché decide di fare domanda alla Howe, un’Università che offre un programma di studi davvero particolare presso la facoltà di Godbole, tanto prestigiosa quanto ambigua, poiché verte su materie occulte. Lane pensa che sia proprio lì il suo posto, lei che sin da bambina ha un rapporto tanto controverso con le ombre e con la morte, che sembrano incalzarla da sempre, circondarla, non darle respiro. Solo non ha fatto i conti con la difficoltà di seguire le materie in aule affollate, di ritrovarsi in mezzo a tanta gente, a tanto brusio. Non riesce a stare al passo e pensa di essersi sbagliata, di non aver riflettuto abbastanza prima di prendere la decisione di frequentare dal vivo delle lezioni. Ma poi la Godbole la attira a sé con i suoi segreti e con le sue promesse, la promessa di varcare il cielo e attraversare altri mondi, la promessa di poter essere tante versione diverse di sé. La promessa di essere qualcuno, finalmente, e di fare qualcosa di grandioso, un’opportunità che non le sarebbe concessa in nessun’altra università, probabilmente. In quel posto ognuno ha qualcosa di speciale, le ragazze con cui stringe amicizia… e persino l’assistente del suo professore, Colton Price, il ragazzo scontroso e dallo sguardo cupo che però pare avere per lei delle attenzioni particolari. In realtà, i due hanno qualcosa che li accomuna, un legame risalente al passato. Scopriremo quasi da subito l’esperienza che hanno condiviso, ma solo andando avanti i dettagli migliori verranno a galla e la storia prenderà una forma del tutto diversa.

In questo romanzo troverete tutte le vibes di un dark academia che si rispetti, con anche riferimenti alla nostra cara Divina Commedia e all’inferno dantesco; troverete atmosfere cupe, scene raccapriccianti, personaggi misteriosi, segreti profondi che faranno fatica a venire a galla e per gran parte del romanzo contribuiranno a mantenere un livello di tensione molto alto e il nostro curiosometro sempre attivato. Ci potrebbero essere momenti più indecifrabili, ma la spiegazione è dietro l’angolo, se si sa aspettare e mettere insieme i pezzi del puzzle nel modo giusto.

  I sussurri delle ombre è stata una lettura molto intrigante, per quanto mi riguarda, e mi ha tenuta incollata alle pagine anche di notte. Non nego che abbia dei difetti, la velocità dello scorrere del tempo, i cambi di scena, la presenza di alcuni personaggi secondari non sempre adeguata, però non sono riuscita a non appassionarmi, a non affezionarmi a Lane e Colton, a non trovare coinvolgente la loro storia e il loro legame, a non lasciarmi travolgere dalle tante ombre scure del romanzo e dei protagonisti ma anche dalla loro luce, la luce dei loro desideri più reconditi, dei loro sogni. Alcune parole dell’autrice mi hanno colpito molto e il suo stile si è dimostrato ben equilibrato tra dinamicità, poesia e cupezza. Alcuni dettagli forse avrebbero meritato un minimo di approfondimento in più, per non sembrare buttati un po’ a caso nel mezzo della storia e tra i dialoghi, questo forse avrebbe potuto rendere il romanzo decisamente migliore. Per quanto riguarda la parte romance, è vero che ha un ruolo abbastanza centrale, ma non è mai stucchevole, a mio parere, anzi ho trovato toccanti molti momenti tra Colton e Lane, due anime legate in maniera intensa e inaspettata.

In generale, I sussurri delle ombre è una storia che consiglio, la lettura perfetta se amate le atmosfere autunnali e dark academia, se amate le storie di mondi paralleli, se amate i misteri, i fantasmi e se non avete paura di cosa possa annidarsi nell’ombra.


Fonte immagini: Google immagini, Pinterest
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lunedì 31 luglio 2023

Review Party: "Scholomance. La cerchia d'oro" di Naomi Novik

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi si conclude l’evento dedicato a Scholomance. La cerchia d’oro, di Naomi Novik. Sono contenta di potervi finalmente parlare di questo libro, perché è da qualche giorno che fremo all’idea di farvi sapere quanto meravigliosa sia stata per me l’avventura con questa serie. Ieri sera l’ho conclusa e devo dire che non potevo desiderare qualcosa di diverso da ciò che Novik mi ha regalato. Un'atmosfera deliziosamente dark, scelte sconvolgenti e un finale azzeccatissimo hanno reso questa lettura una delle migliori dell'anno.
Ringrazio la casa editrice per l’opportunità di organizzare questo review party e per la copia omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Attenzione, possibili SPOILER dei volumi precedenti

Scholomance. La cerchia d'oro
di Naomi Novik

Prezzo: 9,99 € (eBook) 19,90 € (cop. rigida)
Pagine: 324
Genere: fantasy,  dark fantasy, dark academia, young adult
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 18 luglio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Non ero più alla Scholomance. Avevo liberato gli studenti e imprigionato tutti i nefasti al posto nostro, dopodiché avevo separato la scuola dal mondo con quei mostri famelici stipati dentro, destinandoli a un eterno sgranocchiarsi reciproco. Ora, quindi, potevo dormire senza pensieri, fare qualsiasi cosa e andare in qualsiasi luogo volessi. Ed era lo stesso per chiunque altro, dall'ultimo ragazzino che avevo guidato fuori dalla Scholomance a tutti quelli che non avrebbero mai dovuto frequentarla. Fatta eccezione per Orion, scomparso nell'oscurità. Fuggire dalla Scholomance sembrava un sogno impossibile, invece, in qualche modo, si è avverato per El e i suoi compagni di classe, anche se alla ragazza è costato molto caro. Oltretutto il mondo non è affatto diventato un posto sicuro per tutti i maghi, anzi. La pace e l'armonia sono ancora un traguardo lontano per le cerchie di ogni Paese. Perché qualcuno ha raccolto il progetto di distruggerle una volta per tutte e lo sta portando avanti con fermezza. A questo punto, dopo tanta fatica fatta per uscirne, l'unica soluzione per El sembra proprio tornare indietro, trovare un modo cioè per rientrarci, alla Scholomance.

Questo 2023 non è stato molto esaltante a livello di letture. Sono un po’ poche quelle che davvero mi hanno regalato emozioni forti, che si sono distinte, che si sono meritate un rating alto. Quando lessi il primo volume di Scholomance non avrei mai pensato di arrivare all’ultimo e poter amare tutto, anche perché quello non mi conquistò interamente. Ma qualcosa mi ha comunque tenuta ancorata a questa serie, delle sensazioni positive date da un worldbuilding incredibile e da una protagonista sicuramente non canonica. El non è come molte protagoniste che si trovano negli young adult che affollano ultimamente le librerie; El è una ragazza piena di rabbia, è potente, sì, ma allo stesso tempo molto sola. Non è una ragazza benvoluta, i suoi compagni la evitano, eppure lei, nel corso dei romanzi è riuscita comunque a stringere, non con poco impegno, delle alleanze, che poi si sono tramutate in amicizie vere ed è una cosa che non vi aspettereste mai da un personaggio del genere. Eppure, dovete anche sapere che El è risoluta e determinata come poche e quando si mette in testa qualcosa la ottiene. Il secondo volume si era concluso in maniera quasi tragica, con El spinta fuori dalla Scholomance dal suo Orion, che invece è rimasto ed è finito tra le fauci di Pazienza, quell’unico ragazzo con il quale aveva stretto il legame più esclusivo, per cui aveva provato sentimenti mai provati. Si era sacrificato per lei, ancora una volta. Questo non faceva parte del loro piano, El probabilmente aveva immaginato di non uscire viva dalla Scholomance ma esserci riuscita è senza dubbio anche merito suo. Ecco perché El non riesce a sopportarlo, non riesce a pensare di lasciare Orion a soffrire per l’eternità. Ha bisogno di liberarlo, ha bisogno di ritornare indietro e dargli pace, glielo deve. 

Non posso esprimere a parole quello che è stato leggere questo terzo volume, ma ogni pagina, ogni avvenimento, ogni dettaglio si è dimostrato molto oltre le mie più rosee aspettative. L’autrice ha chiuso in maniera impeccabile la serie, mettendo ogni tessera al suo posto, dando risposte a ogni dubbio rimasto in sospeso nei precedenti volumi. Non avrei mai creduto di poter definire questa lettura perfetta, ma è ciò che è stata per me, una delle migliori in assoluto. Scholomance 3 racchiude molti elementi importanti che fanno di questo libro un piccolo gioiello, non mancano infatti colpi di scena, azione, momenti carichi di tensione, imprevisti. Si parla di elaborazione del lutto, di sacrificio, di scelte discutibili per giungere a una meta. Ci troviamo davanti ad alleanze improbabili, a rivelazioni assurde, a scenari incredibili. Il worldbuilding, nonostante abbiamo lasciato la Scholomance, continua a essere di tutto rispetto, anzi se possibile ancora più intricato e interessante. Vediamo adesso come se la cavano le cerchie in ogni parte del mondo, alle prese con un mago oscuro che tenta di eliminarle tutte, di creare il caos. El si ritroverà a dare una mano, a farlo perché è ciò che avrebbe fatto anche Orion, ma allo stesso tempo lo fa perché ne ha bisogno. Ha bisogno di trovare un modo per liberare Orion e non può farlo da sola, ecco perché offre il suo aiuto alle cerchie in cambio di sostegno. Ma non sarà un’impresa facile e lungo la strada saranno tante le cose che dovrà mettere a posto e rivalutare, tante quelle che la faranno vacillare. El ha dalla sua un potere devastante, ne ha dato dimostrazione più volte, adesso però quel potere deve confluire in qualcosa di buono. Il suo sogno è quello di creare delle cerchie della Pietra Dorata, di offrire un rifugio a maghi e bambini che ne hanno bisogno, ma per riuscire in quell'impresa impossibile dovrà lavorare sodo. E avrà anche bisogno di una mano.

Questa serie non è sicuramente la lettura ideale per ogni lettor* di fantasy, perché è abbastanza anomala. Lo stile dell’autrice è ostico, in un primo momento, il punto di vista di El scorre come un fiume in piena, come un flusso di coscienza, e non è dei più piacevoli, considerando il carattere difficile della sua protagonista, che sembra sempre avercela con chiunque e non fare granché per non allontanare le persone. Il suo sarcasmo ci fa sopportare molto meglio questa sua caratteristica, ma in questo terzo volume la sua rabbia non diminuirà ed è un aspetto che ho apprezzato molto, perché l'ha resa un personaggio coerente dall'inizio alla fine. Direi però che è anche giustificata adesso, visto quante ne ha passate. Il suo punto di vista è sempre piccato, ma abbiamo imparato ormai a empatizzare con lei, a comprenderla meglio. Lei stessa prova a smussare un po' le sue asprezze, a entrare nell'ottica meditativa che da sempre la madre cerca di insegnarle e il fatto che per lei non sia così facile come si possa pensare la rende ancora più credibile ai miei occhi. I cambiamenti ci sono ma avvengono nei tempi adeguati, Novik è stata molto in gamba nella costruzione della psicologia della sua protagonista e di ogni altro personaggio della serie. Tra l'altro nessun personaggio, a mio parere, è scontato e ciò va a beneficio della serie che si distingue così da molte altre di ultima generazione. Quello che voglio consigliarvi, se deciderete di dare una possibilità a Scholomance, è di leggere la serie fino in fondo, di non fermarvi al primo libro - che lascia sicuramente con più domande che risposte - di andare avanti, perché vi assicuro che l'ultimo volume vi lascerà senza parole. Il finale di questo libro mi ha messo i brividi ed era da tanto che non provavo un’emozione del genere. Alla fine sono stata quasi dispiaciuta di chiudere questa storia, dispiaciuta che tutto sia finito, di non poter leggere più di El, di Orion, della Scholomance, delle cerchie, dei loro incantesimi, dei nefasti e di tutto quello che Novik mi ha regalato. È stata un'esperienza meravigliosa, ogni libro è riuscito a superare il precedente per poi chiudersi nel modo migliore possibile. Se cercate una serie che sappia conquistarvi piano piano, una storia con worldbuilding complesso e ben architettato, con protagonisti diversi dal solito e imprevisti di ogni tipo, scoprite Scholomance, non ve ne pentirete.

Fonte immagini: Pinterest

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