coffee_books
Visualizzazione post con etichetta Victoria Schwab. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Victoria Schwab. Mostra tutti i post

martedì 22 novembre 2022

Recensione: "Gallant" di V.E. Schwab

Buon pomeriggio| ^^
Oggi nuova recensione che arriva a quest’orario insolito, ma sono riuscita solo poco fa a mettermi al pc a scriverla. Sono giornate un bel po’ pesanti e impegnative per me, ultimamente ho un po’ di problemi familiari come sapete, ma i libri mi riportano sempre in asse e mi danno la forza di stare in piedi. Oggi vi parlo di Gallant, di V.E. Schwab, autrice che ammiro molto e che, ancora una volta, mi ha conquistata.

Gallant
di V.E. Schwab

Prezzo: 9,99 € (eBook) 20,00 € (cop. rigida)
Pagine: 360
Genere: fantasy, dark-fantasy, paranormal, gotico, horror
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 11 ottobre 2022

Le ombre non sono vere. I sogni non ti faranno del male. E tu sarai al sicuro fin quando ti terrai lontana da Gallant. Per tutta la vita Olivia Prior, cresciuta nel tetro Collegio per ragazze indipendenti Merilance, si è chiesta chi sia davvero e a quale luogo appartenga. Ha un unico indizio per scoprirlo: un quadernino malconcio dalla copertina verde. È il diario della madre, pieno di enigmatiche frasi che sembrano indovinelli (e che mostrano la sua discesa nella follia) e disegni che paiono semplici macchie d'inchiostro… Ma un giorno arriva una lettera, che la richiama a casa, a Gallant. Proprio il luogo da cui il diario materno l'ha messa in guardia. E Olivia, senza pensarci due volte, parte. Qui trova il suo ultimo parente in vita e la dimora di famiglia. Un palazzo sontuoso con una sala da ballo, uno studio che custodisce una misteriosa scultura e un grande giardino rigoglioso. E, nel giardino, un muro diroccato con una porta di ferro. Una porta che Olivia non dovrà mai e poi mai aprire. Tuttavia, nessuno da Gallant le ha spedito quella lettera. Nessuno le racconterà cosa tormenta i sogni del cugino, cos'è successo alla madre, o cosa la attende dall'altra parte del muro. Sono state le ombre a ricondurre Olivia a Gallant? E cosa vorranno in cambio?

Olivia, Olivia, Olivia, ricorda questo…
le ombre non sono vere
i sogni non ti faranno del male
e tu sarai al sicuro fin quando ti terrai lontana
da Gallant.

Gallant è quel tipo di storia che non puoi fare a meno di divorare. Ricordo di aver iniziato questo libro e di non essere più riuscita più a staccarmene, tanto era scorrevole e intrigante. Mi sono lasciata completamente assorbire dalle parole dell’autrice e dal mistero che avvolge le pagine del libro. Mi sono innamorata lentamente e inesorabilmente di Gallant, dei suoi tratti gotici, della sua poeticità. Ho sperato non finisse mai. Gallant, in realtà, è un romanzo autoconclusivo. Non è molto lungo, ci sono pezzi di diario e illustrazioni ad arricchirlo, eppure riesce a suscitare forti emozioni, come ogni romanzo di V.E. Schwab. La storia è quella di Olivia, una ragazza muta che vive in un orfanotrofio e che non sa nulla del suo passato. Ha con sé un vecchio diario della madre, che è più che altro un insieme di frasi deliranti e schizzi senza senso, nessuno dei quali capace di darle risposte. La vita nel collegio è dura, Olivia la detesta. Detesta quel luogo grigio e triste, detesta le istitutrici e il modo in cui la trattano le compagne. Vorrebbe fuggire via di lì, ma non ha nessun posto dove andare e nessuno che l’aspetti. Un giorno, però, giunge una lettera inattesa, come un piccolo miracolo dal cielo. È la lettera di qualcuno che la sta cercando e che la sta aspettando. A casa. 
Olivia non riesce a crederci, non riesce a pensare di avere una famiglia o qualcosa di simile da qualche parte ad attenderla e stenta a farsene una ragione fin quando non si ritrova realmente davanti quella casa, un antico e imponente maniero chiamato Gallant. 
Scopre presto che la persona che ha scritto la lettera, suo zio Arthur, è in realtà morto da un anno ma questo non è che il primo dei misteri che si ritroverà a dover indagare da quando metterà piede a Gallant. Chi ha scritto quella lettera? Il figlio di Arthur, suo cugino Matthew, non sembra affatto contento di vederla, non accetta la sua presenza lì e la spinge più volte ad andare via. Ma Olivia non vuole tornare indietro, non vuole tornare al collegio, non vuole tornare al passato. Il suo presente e il suo futuro adesso sono a Gallant. Vuole poter chiamare quel luogo “casa”, vuole appartenere a quel luogo, così come vi è appartenuta la madre e il resto della sua generazione. Ma proprio su Gallant incombe una sorta di maledizione. Gallant custodisce un sacco di segreti, segreti che nessuno è disposto a rivelarle, né Matthew né i custodi Hannah ed Edgar, né tantomeno i gul spettrali che Olivia è capace di vedere. Eppure le risposte sono davanti ai suoi occhi, forse le ha sempre avute a portata di mano, in quel diario che le appartiene da sempre ma che non è mai stata in grado di decifrare. E poi c'è il giardino... Cosa si nasconde dietro il muro che cade a pezzi e da cui sgorgano rami infestanti di roseti? Un varco? Un altro mondo? La Morte? O peggio? Cosa la aspetta adesso che ha finalmente un posto in cui stare ma dal quale sembra tutti vogliano metterla in guardia? Olivia proverà a scoprirlo ma quanto sacrificio le costerà?

Gallant è un fantasy paranormale con venature dark e gotiche che sin da subito attirano chi legge in una spirale di curiosità e mistero. Lo stile dell’autrice è sicuramente l’elemento più illustre di tutto il libro e non lascia dubbi sulla sua bravura e capacità di coinvolgere. Ogni capitolo diventa poesia e musica, intervallato da immagini capaci di avvincere i sensi. La storia, nonostante la scorrevolezza dello stile, non ci risparmia una certa lentezza di fondo prima di arrivare a dare indizi più chiari che dipanino un po' di ombre e ci facciano comprendere i segreti che ruotano intorno a Gallant. Se devo trovare un difetto a questo libro, direi che forse avrei voluto i personaggi venissero caratterizzati un po’ meglio, si è dato sicuramente più spazio al mistero che ad altro, però è un difetto su cui, in questo caso, riesco anche a sorvolare. Non è la prima volta che leggendo un dark fantasy noto che molti elementi sembrano quasi abbozzati, come a voler rimanere anch’essi un mistero fino alla fine. Il discorso non vale comunque per Olivia, la protagonista, che ho trovato fosse quella caratterizzata meglio, sia fisicamente che caratterialmente. Anche i suoi silenzi, le sue riflessioni, il suo spiccato desiderio di scoperta la rendono un personaggio degno di attenzione, un personaggio che affronta un percorso decisivo che la porterà a rivelare il suo passato e a costruirsi con determinazione un futuro. La sua solitudine, il suo bisogno di casa e di famiglia ne fanno una protagonista con cui empatizzare. Ho apprezzato l’atmosfera squisitamente gotica e malinconica del romanzo che, sin dalle prime pagine, mi ha ammaliata; le descrizioni di Gallant mi hanno anche riportato alla mente la serie tv The Haunting, tra le mie preferite di Netflix, sebbene non siamo agli stessi livelli di horror e tensione. Gallant è più una favola dark che un horror (e non so se inserire questo tra i difetti o meno), una storia intrisa di significati reconditi e dettagli da interpretare. Ci sono segreti, maledizioni, giardini misteriosi, presenze inquietanti, sangue e molto altro. È una storia tutta da scoprire e, sebbene alla fine possa risultare un po' fumosa in alcuni punti e non così originale, io l’ho trovata molto bella, scritta magistralmente e capace di farmi provare qualche brivido e una buona dose di emozioni inaspettate. 


Fonte immagini: Pinterest

venerdì 29 ottobre 2021

Review Party: "Ponte di Anime" di Victoria Schwab (a cura di Elena)

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi Coffee&Books partecipa a ben due review party! Il primo è dedicato a Ponte di Anime, di Victoria Schwab, ed è nuovamente la nostra Elena ad aver letto il capitolo conclusivo di questa serie horror/paranormale per ragazzi. Se volete recuperare anche le sue recensioni precedenti, trovate QUI quella del primo volume e QUI quella del secondo. Vi lascio alla sua splendida opinione e ci ritroviamo più tardi con il prossimo review party ;)

Ponte di Anime
di Victoria Schwab

Prezzo: 7,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: horror, paranormale, dark fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica Blink)
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2021

È lei che insegue gli spettri, o è il contrario? Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Con lo scorrere di questi giorni ottobrini ci siamo immersi nell’atmosfera più macabra ed oscura dell’anno e di Halloween, fatta di luci spettrali, sussurri, misteri e paure con un pizzico di dolcezza al cioccolato, zucche dalle mille espressioni e la preparazione di qualche scherzetto. Abbiamo dedicato qualche momento della giornata ai libri e alle pellicole a tema “brividi”, tra letture dalle tinte gotiche e film dell’orrore. E proprio con l’avvicinarsi di Halloween siamo giunti al terzo e conclusivo volume della trilogia paranormal urban fantasy middle grade di Victoria Schwab, Cassidy Blake, composta da Città di spettri, Tunnel di ossa e Ponte di anime, editi da Mondadori per Oscar Mondadori nella collana Oscar Fantastica Blink, tradotto da Marina Calvaresi. Una trilogia dalle tinte gotiche, che può tranquillamente essere letta in questo periodo, ma con quel tocco di spensieratezza e comicità che trasporta nel periodo autunnale con il sorriso sulle labbra.

! Attenzione: possibili spoiler per coloro che non hanno letto il primo e il secondo volume della trilogia !

“Mi chiamo Cassidy Blake. Ho dodici anni. Un anno fa ho derubato la Morte. Sono sopravvissuta, quando sarei dovuta morire. Sono rimasta qui, quando sarei dovuta andare via. L’ho scampata una volta e la scamperò di nuovo. Mi chiamo Cassidy Blake. E non mi farò trascinare nelle tenebre.”

Ci risvegliamo dopo un lungo viaggio oltreoceano in una camera d’albergo massiccia e tutta colorata di New Orleans, l’ultima tappa del programma della famiglia “Fantadetective”, investigatori paranormali itineranti, a caccia di storie e leggende di fantasmi. Ma in questa ultima puntata chi darà la caccia a chi? Dopo spiriti scozzesi in rosso, poltergeist parigini dispettosi, chi troveranno e con chi si dovranno scontrare Cassidy e Jacob? Con un crescendo di tensione e di elementi “horror”, la battaglia non sarà solo contro un nemico esterno evanescente ma contro un nemico interiore: la Paura. Una paura che fa rabbrividire, irrigidire, che scava nei sogni e negli incubi più profondi, blocca i pensieri e non fa dormire. Una paura atavica, che affonda nella scoperta, nella consapevolezza di sé, nella morte e nella perdita. Cassidy ha già affrontato la paura, ma era una paura “buona” e quotidiana, adrenalinica, che sprona e aiuta ad affrontare le situazioni con coraggio ed ingegno, una paura che porta all’azione. Non dovrà affrontare quella paura razionale dettata dal pericolo ma la paura dell’ignoto, una paura che non si vuole nemmeno mettere “nero su bianco”, per cui si nasconde l’inchiostro per non pensarci né concedergli l’importanza che merita.

“La paura è come il Velo. Sta sempre lì. Tocca a te decidere di superarla comunque.”

Questa avventura, invece, la porterà a riflettere sulle azioni facili e sulle scelte giuste da compiere, fino a giungere ad un bivio che teme. Ora dovrà affrontare la paura del cambiamento, della crescita, una paura che inevitabilmente comporta qualche perdita. Ma di che tipo? Questa domanda, intrecciata alla morte, accompagnerà Cassidy, la quale imparerà anche a chiedere aiuto alle sue amiche e ai suoi amici, a coloro che le stanno vicino, la conoscono e le vogliono bene. Anche Jacob e Lara hanno i loro incubi, che però affronteranno non da soli, ma insieme, uniti, senza farsi scoraggiare né sconfiggere, supportandosi l’un l’altro.

Il romanzo inizia proprio con un risveglio e un percorso che le e i personaggi potranno affrontare grazie al processo di consapevolezza sull’identità e sulla memoria che hanno intrapreso nelle avventure e nei romanzi precedenti separatamente e collettivamente.

“<Guarda e ascolta. Osserva e comprendi. Questo è ciò che sei.> Ho sempre rivolto queste parole ai fantasmi. Ma forse valgono anche per i vivi.”

Affrontare le paure, il presente e il futuro è un cammino che può partire ed avvenire solo in seguito alla presa di consapevolezza del proprio passato. Proprio come insegna la storia della città in cui si trovano, si può sempre costruire e ricostruire dopo la distruzione e la sconfitta. Tutto questo ci viene narrato dalla voce di Cassidy, all’interno di una cornice perfetta: la città di New Orleans, dove la morte è l’altra faccia della vita, dove i vivi si travestano da scheletri e i fantasmi girano nella folla indisturbati e dove il Velo non attiva sola la vista e il senso soprannaturale ma anche il sapore della tragedia, della rabbia, del dolore e del pericolo.

“Ci arranca davanti una carrozza trainata dai cavalli. Un carro funebre avanza nel senso opposto. E dire che non sono neanche nel Velo. Questa sarebbe la versione viva e pulsante di New Orleans.”

Se la prima tappa, Edimburgo, era una città umida, livida ed antica con la sua storia ben in vista sui ciottoli dei vicoli; la seconda, Parigi, era luminosa e alla moda ma con tanti segreti nascosti; la terza tappa è un posto che non si riesce “a immortalare in una foto”. New Orleans è puro caos, chiassosa, un insieme di epoche e tradizioni, famosa per la musica jazz, i beignets, dolci con nuvole di zucchero a velo, le storie di fantasmi e degli spiriti, le pratiche negromantiche, vudù, vampiri, medium, sedute spiritiche e tanti tanti cimiteri (ben quarantadue!).

“La strada è un fiume di risate, gli applausi riecheggiano dalle porte spalancate e gli strumenti jazz lottano per un po' di spazio, tutto ciò con il Velo in sottofondo. È come se il mondo dei vivi e quello dei morti si stessero scontrando sotto il mio naso.”

Ed eccoci giunti alla fine di questa trilogia, dove ogni elemento si colloca al posto giusto con semplicità, commozione e qualche colpo di scena inaspettato. Una trilogia che si può divorare tutta insieme ma anche gustandola nel tempo, grazie ai riferimenti “alle puntate precedenti” non si perderà nessun dettaglio. Mi ha tenuta compagnia, fatto riflettere, viaggiare e scoprire tante storie e segreti su città che ormai mi piacerebbe visitare con le cartine e gli itinerari dei “Fantadetective” in mano, ma soprattutto mi ha fatto ridere grazie ai legami e alle battutine nerd tra amici ed amiche. Ho adorato come si intrecciassero le avventure di Cassidy, Jacob e Lara con le storie e gli aneddoti misteriosi, storici e soprannaturali legati ai luoghi ancora visitabili e alle persone ormai scomparse. Storie nelle storie raccontate con sequenze visivamente potenti: sembra di guardare le riprese dal vivo dei “Fantadetective”! Proprio come il Velo non è semplicemente un “non-luogo”, le avventure di Cassidy & Co sono diventate un decoupage di narrazioni e posti, “che vivono nel ricordo e sono cuciti insieme”, ciascuno legato alla vita, alla morte e alla memoria. Storie che hanno “il potere di rendere il mondo un po' più grande” proprio perché si ispirano ai popoli e alla vita che ci circonda. Non posso che consigliare la trilogia sia per svago nel periodo estivo, stagione in cui è ambientata la trilogia, sia come lettura a tema “halloweeniane” tra avventure, misteri da risolvere, amicizia, aneddoti e passeggiate per le vie delle città soprannaturali più famose al mondo, ma grazie anche alla scrittura semplice e coinvolgente, evocativa e metaforica della Schwab, sempre scorrevole, con un crescendo di tensione tra un libro e l’altro.

Ringrazio Mondadori e OscarVault per la copia digitale e per la lettura in anteprima di Ponte di anime e ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per aver organizzato il Review Party.

Non mi resta che augurarvi buone letture halloweniane,


Elena

Photo credit: @tsundoku_bookstyle
Banner: @paranormalbookslover

giovedì 30 settembre 2021

Review Party: "Tunnel di Ossa" di Victoria Schwab (a cura di Elena)

Buongiorno, lettor*!
Oggi si torna a parlare della serie horror/paranormale per ragazzi di Victoria Schwab. Elena ha letto anche il secondo volume, Tunnel di Ossa, in occasione del Review Party organizzato con ParanormalBooksLover e Oscar Mondadori, e ci porta come sempre a vivere il romanzo come una sorta di viaggio. Godetevi la sua recensione e i suoi splendidi scatti e non dimenticate di passare anche dalle altre blogger che partecipano all'evento (calendario in fondo al post).
Se volete recuperare la recensione del primo volume, Città di Spettri, la trovate QUI. 

Tunnel di Ossa
di Victoria Schwab

Prezzo: 8,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: dark fantasy, fantasy, horror, middlegrade
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica Blink)
Data di pubblicazione: 28 settembre 2021

Cass è nei guai. Ancora più del solito. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c'è in agguato un pericolo spettrale. Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l'aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero. Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre. L'autrice Victoria Schwab torna al mondo di "Città di spettri", regalandoci nuove avventure e una lezione sull'amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti...).

Da poco abbiamo salutato l’estate, la stagione con i suoi caldi raggi riscaldanti e tipicamente del riposo, per abbracciare la stagione aranciata delle zucche e delle storie dell’orrore. In questo periodo di transito tornano le avventure vacanziere di Cassidy, con Tunnel di ossa, secondo volume della trilogia paranormal urban fantasy middle grade di Victoria Schwab, Cassidy Blake, composta da Città di spettri, Tunnel di ossa (recente pubblicazione italiana, uscita il 28 settembre, edito da Mondadori per Oscar Mondadori nella collana Oscar Fantastica Blink, tradotto da Marina Calvaresi) e Ponte di anime (indicativamente previsto per fine ottobre, giusto in tempo per Halloween!).

All’inizio del romanzo ritroviamo la protagonista che scorge ed ammira lo scorrere dei paesaggi da un treno sferragliante per una nuova meta, mentre racconta le avventure precedenti accadutele ad Edimburgo nel primo volume Città di Spettri, in una sorta di riassunto, utile soprattutto a coloro che si ritrovano a leggere delle peripezie di Cassidy dopo un po' di tempo ed anche per ri-familiarizzare (ma soprattutto riabbracciarsi!) con le e i personaggi. Quindi facciamo un piccolo ripassino anche noi, prima di addentrarci nel tunnel d’inchiostro e spettrale che ci ha costruito questa volta la penna della scrittrice Victoria Schwab.

! Attenzione: possibili spoiler per coloro che non hanno letto il primo volume della trilogia, Città di spettri !

“I miei genitori non vanno a caccia di favole. Vanno a caccia di storie di fantasmi.”

Nella prima parte del romanzo troviamo il quadretto di una famiglia idilliaca in viaggio tra treni e fiere itineranti: i genitori di Cassidy, famosi autori della serie libresca “Fantadetective”, continuano a registrare le puntate per realizzare una trasmissione televisiva sulle città più infestate del mondo. In questa seconda impresa sono diretti a Parigi e chiedono a Cassidy un maggiore coinvolgimento, affidandole il compito di creare materiale fotografico “dietro le quinte”, scattare foto naturali e spontanee, imprimendo ricordi e sfaccettature nascoste della capitale francese in giro per le vie e i monumenti della città. Mentre i genitori investigano sui fantasmi tramite parole, inchiostro e voci dal passato, con storie, leggende ed aneddoti, Cassidy vive le storie in prima persona, incontra i fantasmi, custodendo il segreto con i genitori, che sono all’oscuro delle capacità della figlia di interagire proprio con le entità di cui scrivono, parlano e registrano. Cassidy, infatti, li vede, li sente, li combatte… o li salva?

“Mi chiamo Cassidy Blake e un anno fa sono quasi annegata. Jacob mi ha salvato la vita e da allora sono capace di attraversare il Velo, un luogo abitato dagli spiriti dei morti irrequieti. Il mio compito è spedirli al loro posto.”

Ma chi è Cassidy? Cassidy Blake è una ragazzina “para-normale”, una calamita per spettri e fantasmi, qualcuno che ha oltrepassato il confine tra i vivi e i morti ed è riuscita a tornare indietro, grazie all’aiuto di un fantasma, Jacob, con cui creerà un profondo legame di amicizia ed empatia, ma anche un’intesa psichica e mentale. I due, infatti, ormai divenuti migliori amici inseparabili, sono una squadra, un duo che si completa nelle diversità: lei corporea ed avventata, lui fumoso e coerente, ma insieme, con i loro “fantacinque”, potranno affrontare qualunque minaccia e risolvere piccoli e grandi misteri. Nel Velo si scambiano: lui diventerà corporeo e nitido, lei evanescente se non per la scintilla luminosa blu e bianca tra le sue costole, il filo della sua vita, che dovrà imparare a proteggere. La domanda “chi è?”, o meglio “chi sono?”, è il perno su cui ruota tutta la storia delle e dei personaggi, primari e secondari, buoni e cattivi, preadolescenti e adolescenti alla ricerca della propria identità, del posto e dello scopo nel mondo, in cammino nel loro percorso evolutivo.

“Se la faccenda del migliore – amico – defunto ti sembra strana, bè, lo è, e non è nemmeno la nota più strampalata della mia vita.”

La prima persona che rivela a Cassidy come utilizzare i propri poteri è Lara Chowdhury, nipote della proprietaria della casa in affitto conosciuta durante il precedente viaggio ad Edimburgo. Stessa età, stessi poteri, ma più esperta nella caccia ai fantasmi grazie ai bighellonamenti con lo spirito dello zio, il quale pare conosca, o meglio conosceva, molto bene il mondo sovrannaturale con i suoi libri e diari d’epoca. Lara è la prima persona che le ha spiegato il motivo del suo dono e quale sia la sua missione, debito, responsabilità: rimandare “al proprio posto” i fantasmi erranti, perché più i fantasmi resteranno nel mondo o nel Velo, più diventeranno potenti e pericolosi, come può riscontrare nelle nuove preoccupanti capacità di Jacob. Ma sarà davvero questo il suo compito? Lara illumina Cassidy non solo sui poteri che entrambe possiedono ma anche sul senso del dono, di andare oltre ai motivi che hanno causato la loro “rinascita paranormale”, perché il dono richiede e rivendica un uso consapevole.

“Guarda e ascolta. Osserva e comprendi. Questo è ciò che sei.”

Cassidy, così, diventa una cacciatrice di fantasmi, non armata come gli acchiappafantasmi dei famosi film “Ghostbusters”, ma usa un rituale formato da oggetti e parole. Una superficie riflettente, come il prezioso ciondolo specchiato regalatole da Lara, perché gli specchi hanno un effetto immobilizzante e risucchiante sui fantasmi. La superficie riflettente, seppur piccola, mostra la verità, mostra ciò che sono e sono diventati gli spiriti. Ma non basta. Al riflesso, alla verità, si aggiunge una formula, parole potenti che rimettono al proprio posto la realtà. Ritorna il tema dell’identità: la formula pronunciata non è solo un ordine per i fantasmi ma anche un ammonimento per Cassidy, per non dimenticare chi è, il rischio che si corre perdendo la propria storia e identità.

Il suo compito lo svolgerà con la sua fidata macchina fotografica, che ha vissuto anche essa le avventure e ha subito una nuova ferita, un’ammaccatura: al centro della nuova lente ora c’è “un baffo simile all’impronta di un pollice”. Una ferita che l’ha fortificata e che non abbandonerà mai Cassidy tra l’oscurità e le nebbie dell’incertezza e delle tombe.

“Che ci facciamo qui? Questa città non sembra poi così infestata”

Un’altra protagonista della storia è la città di Parigi con le sue piazze immense, rotonde, precise; con i suoi edifici in pietra chiara che riflettono l’ultima luce del pomeriggio. Dovunque si possono ammirare i giochi di luce: sberluccicano finiture dorate, sulle ringhiere, i marciapiedi e i lampioni, sulle fontane e sui balconi. In lontananza svetta il simbolo della città, la Tour Eiffel come una lancia d’acciaio, che nasconde e protegge storie d’amore e dell’orrore. “Parigi è tentacolare, elegante, luminosa” ma la ricerca di storie ed aneddoti sui fantasmi si scontra con lo scetticismo delle cittadine e dei cittadini, perché Parigi è una città d’arte, di cultura, di storia, di moda con l’eleganza dei suoi abiti e di buon cibo con i profumi dei suoi dolci, crepes, brioches e macaron. Parigi si rivela essere diversa dalla prima meta: la città di Edimburgo, infatti, era infestata in ogni angolo, dal Castello ai sotterranei, dove le persone, di qualunque età, ritenevano gli aneddoti e le storie sui fantasmi parte integrante della bellezza della stessa città, qualcosa di strano ma indubbio. Parigi, invece, nasconde dietro alle apparenze, all’eleganza e agli scintillii, nei sotterranei e nei cimiteri, nei segreti di famiglia, leggende e storie di fantasmi. Interessante sarà l’incontro e scontro generazionale tra un’adolescente e un’adulta, come anche tra “credenti” e scettiche e scettici: così la narrazione viene superata dall’esperienza vissuta, così il confronto e il racconto di ciò che si è visto diventa realtà e non più folklore. I fantasmi non saranno più solo dominio delle storie dell’infanzia ma avventure vere con annessi pericoli mortali. Parigi è pura magia con un pizzico di oscurità paranormale.

< Lara: “Ti sei già cacciata nei guai?” 
 Io: “Definisci guai.” 
 Lara: “Cassidy Blake” >

La trama del secondo volume ricalca la tipologia avventurosa del primo, caratterizzata da una scrittura godibile e scorrevole, dal ritmo serrato e coinvolgente, che non annoia mai: colpi di scena, un caso da risolvere, vecchie amicizie, nuove e nuovi personaggi come aiutanti e più di un mistero da svelare. Le avventure iniziano con delle scale a chiocciola, che finiscono a strapiombo nell’oscurità, una discesa a spirale nella nebbia intrecciata a lampi di luce cremisi: le catacombe della città, definite il “Regno della Morte”, formate da lunghe e tortuose gallerie, paiono emettere un sospiro, spifferi di aria fredda e stantia, misti ad ondate di collera, terrore, lutto e tormento. Non è una questione di vista, non spaventa il luogo dove si trovano, ma è una questione di percezione, sensazione. Cassidy impaurita da ciò che prova e sente, intraprende intrepida la discesa per la sua doppia missione: aiutare i genitori e scoprire cosa combinano i fantasmi. Dopodiché iniziano dei piccoli incidenti, che le lasciano una sensazione ancora più strana, straniante, lo stomaco sottosopra, il battito del cuore inceppato e un prurito strisciante che l’ammonisce che qualcosa non quadra. Così inizia l’indagine alla ricerca di persone, documenti e vecchie foto color seppia.

“è tipo un videogame […] ad ogni livello il mostro diventa più difficile da sconfiggere.”

Mentre leggiamo viviamo l’inquietudine, l’ansia e l’atmosfera horror, che erano presenti anche nel primo volume ma mediati e stemperati dagli scambi di battute, dall’ironia comica e concreta soprattutto di Jacob, che qui invece è più misterioso ed ambiguo, più coinvolto sia per quanto riguarda il mistero dei suoi poteri sia per il suo passato. Inoltre in questo secondo volume, il nemico da sconfiggere è più “halloweeniano”, cupo, inquietante. Un “cattivo” che va oltre alla malvagità, incentrato sul significato di potere e memoria.

< “Il motto di Spiderman.” 
 “Cioè?” 
 “Sai cosa intendo. Da un grande potere… […] derivano grandi responsabilità.” >

Nel piccolo di questa avventura, che dura una manciata di giorni, mi ha ricordato che la memoria, che sia personale o collettiva, fatta di piccoli ricordi o di grandi eventi, è qualcosa di fragile, prezioso, che va preservato o salvaguardato, con il rischio che diventi qualcosa di nocivo e pericoloso, cinico e malvagio. Un intreccio di passato, studiato, capito e ricordato, per comprendere il presente e scoprire il futuro, per andare avanti ma senza mai dimenticare. E grazie a questo intreccio Cassidy e Jacob cresceranno e matureranno. Un filo rosso che lega la memoria, il riflesso, il ricordo e la propria storia: come la perdita di sé, dei ricordi e delle persone care, porti al deteriorarsi del filo e il non potersi più specchiare né riconoscersi, ricordarsi chi si è. Non sono temi trattati in modo approfondito ma superficialmente, non nel senso semplicistico né negativo, ma che restano alla superficie, accennati, che turbano e turbinano nella mente delle protagoniste e dei protagonisti, che riflettono e fanno riflettere sulle proprie azioni e idee che le guidano. La ricerca di sé è un percorso spesso pericoloso e, se non si sta attenti, si rischia di cadere in un vortice di buio. Un luogo dove non si riesce più a distinguere le proprie mani ma soprattutto dove non ci si riconosce più, dove i raggi del sole non rischiarano e non donano speranza. Un buio tossico, nocivo, non quello che dona riposo e pace per poi risvegliarsi circondati da amiche ed amici.

Ed eccoci giunti alla fine di questa nuova esplorazione cittadina ed interiore, pronte e pronti a prendere un nuovo volo per la prossima meta oltreoceano, per le prossime avventure, indagini e misteri, sempre tra amiche, amici e scatti fotografici in bianco e nero.

In attesa del terzo e conclusivo volume della trilogia, ringrazio Oscar Mondadori per la copia digitale e per la lettura in anteprima di Tunnel di ossa e ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per aver organizzato il Review Party.

Non mi resta che augurarvi buon inizio di letture halloweniane.





Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle

venerdì 3 settembre 2021

Review Party: "Città di Spettri" di Victoria Schwab (a cura di Elena)

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di "Città di Spettri", un middle-grade dalle venature horror e paranormali da una delle autrici fantasy più amate, Victoria Schwab. Lo ha letto Elena per Coffee&Books e ce ne parla nella sua appassionata e precisa analisi. Buona lettura!

Città di Spettri
di Victoria Schwab

Prezzo: 8,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 320
Genere: paranormal, horror, middle-grade
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 31 agosto 2021

Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un'altra ragazza che condivide il suo stesso "dono", si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa. Da Victoria Schwab, un racconto spaventoso ed elettrizzante, pieno d'azione, che parla di infestazioni, passato, mistero, e del legame tra i veri amici (anche se quell'amico è un fantasma…).

La scrittrice americana Victoria Schwab (conosciuta anche con la firma V. E. Schwab) con le sue storie fantasy, sci-fi, distopiche, horror ci ha portato dovunque: tra le colorate Londra di diversi universi; tra le note musicali del bene, del male e della redenzione; tra i secoli della vita di una donna; tra i conflitti di supereroi ed antieroi. Ci ha fatto incontrare, amare ed odiare tante e tanti personaggi ed ora è il turno di Cassidy, nata nella notte di marzo in cui il bianco dell’inverno lascia il tempo e lo spazio alla gioiosa e colorata primavera, un piede tra il freddo e l’inizio del caldo, un piede tra il mondo dei vivi e l’altrove, il mondo dei morti.

“Un tantino speciale. Un tantino strampalata.”

Cassidy Blake è la giovane protagonista di Città di Spettri, tradotto da Marina Calvaresi, edito da Mondadori per OscarVault, uscito il 31 agosto. È il primo volume della trilogia paranormal urban-fantasy middle-grade Cassidy Blake conclusa e composta in lingua originale da City of Ghosts, Tunnel of Ghosts e Bridge of Souls (tradotti Tunnel di ossa e Ponte di anime di cui è indicativamente prevista l’uscita in italiano rispettivamente a settembre e ottobre).

“La gente pensa che i fantasmi escano solo di notte, oppure a Halloween, quando sul mondo cala il buio e i muri si assottigliano. Ma la verità è che sono dappertutto.”

Non è la solita storia di fantasmi, una storia macabra dell’orrore, una storia tipica autunnale che si legge nel periodo di Halloween, ma un’avventura tra amici storici e nuove amiche, alla scoperta e riscoperta di sé tra i ciottoli di un’antica città. Proprio al termine della scuola e all’inizio dell’estate comincia l’avventura in viaggio di Cassidy, la quale non vedeva l’ora di riposarsi ed allontanarsi dal mondo soprannaturale che solo lei può vedere (o forse no?). Voleva solo la sabbia sotto i piedi e tra le mani un buon libro, per sentirsi normale per qualche giorno all’anno, ma all’improvviso i genitori le annunciano un immediato viaggio con una meta imprevista: Edimburgo, proprio una città famosa per gli aneddoti e le storie sui fantasmi. Inizia il gioco di parole, ombre e riflessi fin da subito con il titolo: la città della Città di spettri non si riferisce solo alla meta di viaggio ma anche al dono di Cassidy. La giovane protagonista, infatti, si ritrova di nuovo circondata dalle creature evanescenti da cui voleva fuggire e risente quella sensazione che la avvicina ad essi. Una sensazione, come un colpetto, un "tap-tap-tap sulla spalla, simile a goccioline di pioggia", che la risucchia nuovamente in quel mondo invisibile che coesiste con il mondo frenetico e quotidiano in cui vive e viviamo, ma che poche e pochi conoscono. Un mondo paranormale fatto di fantasmi (ops, scusate, “diversamente corporei”!) alcuni amichevoli ed altri molto meno. Un mondo fatto di ombre, di creature evanescenti e sbiadite, morte, poteri, rabbia, rancori e rimorsi.

“Se i vivi traggono la propria forza dall’amore e dalla speranza, i morti si nutrono di cose più oscure. Dolore, rabbia e rimorso.”

Il sipario rosso del teatro e il Velo di panno grigio dei mondi dei vivi e dei morti si alzano ed inizia un’indagine: le attrici e gli attori mettono in scena un caso fumoso, che ritorna dal passato. I ricordi di una vittima emergono per trovare giustizia e riposo. Lo spettacolo è iniziato! Una piccola scintilla che intacca e fa fumo. Un fumo che avvolge la realtà, che nessuno vede se non quando è troppo tardi. Un incendio che romba e miete la sua vittima.

“Qualcosa ondeggia ai margini del mio campo visivo: un sottile panno grigio mosso da una brezza costante. È diverso dal pesante sipario rosso. Questo qui non lo vede nessun altro. Il Velo. Il confine tra il nostro mondo e l’altrove, tra i vivi e i morti. Proprio ciò che cercavo. […] Allora mi aggrappo, prendo un bel respiro e do uno strattone.”

Fin da subito veniamo a conoscenza di questa capacità ultraterrena della protagonista di percepire i fantasmi e di viverne gli ultimi ricordi. Conosciamo gli elementi e i funzionamenti di base di questa magia oscura, grazie al racconto di episodi apparentemente distaccati ma funzionali alle relazioni e alla storia di Cassidy e allo stesso tempo proviamo che mancano dei pezzi. La prima parte della storia si accosta al romanzo di formazione con tutti gli elementi che servono per farci incuriosire e conoscere la protagonista; mentre la seconda parte, più dinamica e veloce, è piena di colpi di scena, avventure ed azioni halloweeniane. Il romanzo alterna il racconto presente, narrato in prima persona dalla stessa Cassidy, e il passato della protagonista che conosciamo pian piano, di cui sveliamo i misteri, come una pellicola esposta che rivela i suoi segreti che si celano nei dettagli sotto gli occhi. L’obiettivo catturerà particolari, forme e disegni, che aiuteranno a mettere a fuoco la verità. Una verità che risulterà sempre più nitida e chiara. Una verità con cui fare i conti.

“Cerco a tentoni la macchina fotografica che porto al collo, stritolandola come fosse un talismano, un promemoria di cosa è reale. Sfioro un pulsane con le dita… E parte il flash.”

Inizia così la missione della “fantadetective” Cassidy in compagnia dell’inseparabile Jacob e dell’immancabile ciondolante “vecchio bestione ingombrante”, la sua fidata macchina fotografica manuale vecchio stile, con il rullino, e che imprime il mondo in bianco e nero. Il tentativo di Cassidy di fermare il tempo, di immortalare per sempre i ricordi e i bei paesaggi al tramonto.

“La mia macchina fotografica giaceva sul mio comodino con la tracolla sfilacciata e il mirino spaccato. Era rovinata ma non distrutta, diversa, ma non per questo un rottame. Un po' come me.”

La sua fidata macchina fotografica solida e reale, però, non è solo un semplice strumento vintage per catturare immagini o per soddisfare una passione, ma un oggetto magico e potente di mediazione. Un oggetto che si trasforma in un vero e proprio aiutante, che permette di comprendere la realtà e di superare le prove più difficili, come nelle antiche fiabe. La macchina fotografica l’aiuta a vedere oltre il Velo ed ad impressionare le ombre e proprio nella fase di sviluppo delle foto nella camera oscura, fase amata dalla protagonista, vengono alla luce le ombre che sono state catturate. Infine la fidata macchina fotografica si trasforma in arma di difesa, che in caso di minaccia allontana i nemici a colpi di flash.

“Nona regola dell’amicizia… L’avvistamento di fantasmi è uno sport di coppia.”

Uno dei temi trattati nel romanzo è l’amicizia adolescenziale, fatta di lealtà, fiducia e di sostegno. Cassidy e Jacob hanno un elenco di regole e di aneddoti, che fortificano il loro legame, creatosi da una caduta e dal freddo. Da quel giorno i due amici sono complici, si sostengono, conoscono le paure e i timori dell’altro, sanno quali parole sono da evitare e quali parole possono far riflettere, sorridere e confortare, conoscono le passioni e ciò che non piace. Cassidy e Jacob sono ben caratterizzati e hanno ancora molto da raccontare e da svelare, grandi segreti da custodire e da condividere per comprenderli meglio: sono dei piccoli nerd, amanti dei libri e dei fumetti (tantissimi riferimenti alla cultura pop dalla Marvel a Harry Potter). I due si completano: entrambi intelligenti e coraggiosi, uno è più ironico, realista e sedentario e l’altra una combina guai curiosa. Un litigio non sarà un dramma ma un’occasione di discussione per rinsaldare il loro legame. Inoltre sono presenti figure adulte equilibrate, in primis i genitori (sia la madre sia il padre sono anche loro ben caratterizzati, personaggi a tutto tondo, nonostante siano personaggi secondari di riferimento e motore degli avvenimenti), che non scompaiono senza motivi o giustificazioni assurde, né attuano comportamenti morbosi, ma sono apprensivi e protettivi nella giusta misura e nel ruolo: lasciano il giusto spazio al protagonismo delle e dei giovani, come da target del romanzo. Le soluzioni non vengono dall’alto, da una voce esperta, ma Cassidy e le sue amiche e i suoi amici sperimentano e si mettono in gioco e lottano nelle diverse situazioni in cui andranno a cacciarsi. In piccolo viene indagato più volte la relazione tra adulti e minori, anche negli aspetti più cupi. 
 Altro tema presente, fin dall’inizio, è quello della morte mai trattata in modo morboso ma raccontato in tutte le sue sfaccettature nel romanzo, tanto da condizionare la vita, le scelte e la visione del mondo delle e dei protagonisti. La morte è qualcosa che fa parte della vita, al di là del Velo coesiste con la quotidianità: l’argomento non viene rimosso né trattato come un tabù, ci si domanda cosa significhino la vita e la morte, cosa rappresentano. Si trattano anche gli aspetti più malinconici e macabri che vengono spiegati e narrati e trasformati in azione, spettacolo ed avventura. Alla fine è un mistero da risolvere. Affascinante come si legano il folklore, gli aneddoti, le leggende e la storia di una città raccontata mentre si esplorano castelli e viuzze, sotterranei, cimiteri e vicoli bui. L’aspetto storico viene colorito con le vicende e le avventure paranormali in un ottimo primo libro di trilogia. Chi legge, insieme alle ed ai personaggi, diventa un po' turista e detective, cacciatrice e cacciatore, ricercatrice e ricercatore.

Nonostante la trilogia sia scritta e sia rivolta ad un pubblico di giovani lettori e lettrici, è apprezzabile ad ogni età grazie alla scrittura semplice, caratterizzata da uno stile scorrevole con metafore e un tocco di poesia: frasi incalzanti ed immaginifiche, che fanno divorare la storia, parola dopo parola. Una narrazione veloce, incontri fugaci ma importanti, una storia dal ritmo serrato ma congruo con la trama, che accosta un lembo per aprirne un altro per la prossima storia. Un gioco di specchi e riflessi, ombre che ingannano ed incrinature che portano da tutt’altra parte. Inizia con misteriosi incendi ma ci ritroviamo a camminare in ricordi fumosi, a cercare di sconfiggere nuove minacce, tra differenze linguistiche, fish and chips, battute sul dio del tuono Thor e citazioni da Harry Potter.

Consiglio la lettura di Città di Spettri a tutti e a tutte, sia in estate (periodo in cui è ambientata la storia) sia in autunno, all’avvicinarsi di Halloween (per i temi trattati, la storia folkloristica dei fantasmi) soprattutto a chi cerca una lettura veloce, leggera e divertente con quel tocco di paranormale ed attenta ai rapporti di amicizia, come le serie (più incentrate però sul lato romance) Lux o la trilogia The dark elements di Jennifer L. Amentrout, la serie Evernight di Claudia Gray, la Trilogia delle gemme di Kerstin Gier, Pumpkinheads di Rainbow Rowell e Faith Eri Hicks. Più adulto, complesso ed oscuro La nona casa di Leigh Bardugo e il più classico L’incubo di di Hill House di Shirley Jackson.

Ritornando all’autrice e alle sue pubblicazioni, i libri citati nell’introduzione sono i titoli usciti in italiano e sono rispettivamente: la (non più) trilogia new adult fantasy Shades of Magic composta da Magic, Legend e Dark, e il fumetto Il principe d’acciaio. Shades of Magic; la duologia paranormal/urban fantasy young adult This savage song: Questo canto selvaggio e Our dark Duet: Questo oscuro duetto; il fantasy paranormal adult La vita invisibile di Addie LaRue (che differisce dagli altri per lo stile di scrittura quasi onirico, introspettivo e ricercato); il fantasy dark academia adult Evil. Victoria Schwab ha scritto molto, più di 20 libri tra romanzi e fumetti, tra serie, trilogie, duologie ed autoconclusivi per tutte le età. Si rivolge ad un ampio pubblico, alcune storie hanno un target di riferimento più o meno definito, anche se in generale non troverete contenuti espliciti di violenza o sessuali, quindi incontrerete una scrittura adatta a tutte e tutti nel linguaggio: il target differisce soprattutto per i temi trattati. È una scrittrice a cui piace spaziare e sperimentare: ha in programma diversi progetti nuovi e di ampliamento di serie passate, ha scritto e scrive molti generi diversi, soprattutto fantasy e i suoi sottogeneri, per tutti i gusti. Non c’è un ordine di lettura, quindi se siete curiose e curiosi di scoprire la penna di questa autrice non vi resta che lasciarvi convincere ed ammaliare dalla trama e dal genere che vi intriga di più. Se invece la conoscete vi attendo per chiacchierare dei libri della Schwab e, soprattutto, su cosa combinerà Cassy nei suoi prossimi viaggi!

Ringrazio Mondadori e OscarVault per la copia digitale e per la lettura in anteprima di Città di Spettri e ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per aver organizzato il Review Party.

Non mi resta che augurarvi buone avventure letterarie fantasmatiche,


Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle

giovedì 26 novembre 2020

Review Party: "La vita invisibile di Addie LaRue" di V.E. Schwab

Buongiorno, miei cari lettori! ^^
Oggi ho l’immenso piacere di parlarvi di un romanzo che ho amato moltissimo, La vita invisibile di Addie LaRue, di V.E. Schwab, uscito il 24 Novembre per Mondadori. Questo romanzo è stato quasi una sorpresa, per me, perché i pareri a riguardo erano molto contrastanti e avevo un po’ di timore a leggerlo. Ma conosco la Schwab, è una delle autrici che preferisco e, devo dire, che con la storia di Addie si è davvero superata e ci ha regalato qualcosa di meraviglioso, una delle letture migliori dell’anno. Ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per avermi inclusa in questo evento e la casa editrice per la copia eBook omaggio.

La vita invisibile di Addie LaRue
di V.E. Schwab


Prezzo: 24,00 euro (cartaceo), 10, 99 euro (eBook)
Pagine: 492
Genere: fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 24 Novembre 2020

E se potessi vivere per sempre, ma della tua vita non rimanesse traccia perché nessuna delle persone che incontri può ricordarsi di te? Nel 1714, Adeline LaRue incontra uno sconosciuto e commette un terribile errore: sceglie l'immortalità senza rendersi conto che si sta condannando alla solitudine eterna. Tre secoli di storia, di storie, di amore, di arte, di guerra, di dolore, della solennità dei grandi momenti e della magia di quelli piccoli. Tre secoli per scegliere, anno dopo anno, di tenersi stretta la propria anima. Fino a quando, in una piccola libreria, Addie trova qualcuno che ricorda il suo nome.

<<Certo, dimenticare è così triste. Ma essere dimenticati, quello sì che ti fa sentire sola>>.

Siamo quasi agli sgoccioli di questo 2020 e di letture belle ne ho fatte diverse, ma La vita invisibile di Addie LaRue è uno di quei romanzi che lascia il segno, uno di quelli che non si dimenticano. Mi sono approcciata quasi con timore a questa lettura, sbagliando di grosso, perché della Schwab ci si può solo fidare. Ha pensato e lavorato per anni a questa storia, è stata la sua ossessione e credo che adesso sarà quella di molti lettori, perché La vita invisibile di Addie LaRue è un piccolo capolavoro, un romanzo intriso di mille emozioni e sfaccettature che non percepirle è quasi impossibile. Da ogni parola di questa storia scaturisce qualcosa di forte che arriva dritto al cuore. La storia si snoda su due archi temporali, passato e presente. Nel 1714, in Francia, quando cui tutto ha inizio, e nel 2014, a New York, a distanza di tre secoli. Adeline LaRue - che più avanti sceglierà di farsi chiamare Addie - è una ragazzina curiosa e piena di vita. Le piace affiancare il padre mentre lavora il legno nella propria bottega, le piace accompagnarlo al mercato e uscire dai confini di Villons, il piccolo villaggio in cui abita, che sembra starle troppo stretto. Adeline vuole conoscere il mondo al di fuori di Villon, vuole conoscere la vita vera, assaporarne ogni attimo, ma si ritrova intrappolata in un'esistenza che non le calza come vorrebbe, che non sente davvero sua. Si sente soffocare dalle apparenze che deve mantenere, dagli atteggiamenti che deve avere, da ciò che deve essere per accontentare gli altri, mentre vorrebbe solo sentirsi libera di essere ciò che desidera. C’è una donna anziana nel suo villaggio, Estele, che ha sempre attratto la curiosità di Adeline. Questa donna venera gli antichi dei e molti la considerano pazza, ma Adeline la interroga spesso su di loro, vorrebbe sapere se accolgono le preghiere meglio del Dio che prega lei. Estele le racconta che sono molti ma che ci sono delle regole per invocarli, che bisogna chiedere con umiltà, ma essere anche pronti a pagare un caro prezzo. Infine, la regola più importante di tutte, mai invocare gli dei in ascolto dopo il tramonto. Per anni Adeline pregherà il Dio nuovo e gli antichi dei, senza mai riuscire a ottenere risposta, fin quando, messa alle strette da una situazione che vuole evitare a tutti i costi, disperata come non mai, si ritrova a pregare di sera, in un bosco e ad essere pronta a donare ciò che ha di più caro al mondo. La sua preghiera viene, quindi, ascoltata. La sua anima è venduta.

<<Tu hai scelto le parole. Io le regole. Non si può tornare indietro>>

Un essere oscuro si palesa a lei, con le fattezze del ragazzo dei suoi sogni, un volto familiare ma sconosciuto, che Adeline ha solo raffigurato in segreto. L’oscuro le donerà l’immortalità, quel tempo che Adeline tanto agogna ma che vede sfuggirle via senza scampo, e potrà farne ciò che più le pare, ma sigillerà il patto privandola di qualcosa di molto importante. Chiunque negli anni la incontrerà si dimenticherà di lei subito dopo. Adeline avrà tutto il tempo del mondo, finché non si stancherà della vita, ma sarà destinata a non essere ricordata. La nostra protagonista capirà subito che imprudenza ha compiuto rivolgendosi a quel demonio e lo capirà sempre di più giorno dopo giorno, quando si ritroverà a dover affrontare le fatiche di sopravvivere in un mondo che non la ricorda. Il bello di questo personaggio, però, è che è molto tenace. Addie si convince che può e deve farcela. Ha a disposizione la libertà che ha sempre desiderato e ha il tempo che, piano piano, imparerà a sfruttare al meglio. Non sarà facile all’inizio; diventare di colpo un’estranea per le persone che più ama, doversi allontanare da loro, dover provvedere a se stessa da sola, trovare il modo di non morire di fame e stenti. Eppure, Addie ce la farà. Imparerà a cavarsela, imparerà a fare della sua maledizione un dono. A reinventarsi continuamente. Vivrà la vita che ha sempre voluto vivere, alla scoperta di tutto ciò che può donarle. Si abbevererà di essa in ogni modo possibile. E dopo secoli, ancora quella vita non l’ha stancata. C’è sempre qualcosa di nuovo da vedere, qualcosa di nuovo da scoprire, nuove emozioni da provare. Con il passare del tempo, Addie assisterà all’evoluzione del mondo, ai suoi cambiamenti e si dedicherà ad ogni tipo di arte, ciò che più ama della vita, scoprendo in qualche mondo di poter lasciare almeno un’impronta negli altri, un’idea, essere d’ispirazione per qualcuno.

<<Non le è concesso lasciare un segno tutto suo, però, stando attenta, potrà cederlo a qualcun altro. Nulla di concreto, certo, ma l'ispirazione non lo è quasi mai>>.

Il rammarico, però, di non essere ricordata sarà sempre un peso nel suo cuore, così come lo sarà quella presenza costante al suo fianco dell’oscuro, che lei chiamerà Luc, sempre pronto a privarla di quella vita che, però, non l’ha ancora stancata. Ci vorranno tre secoli prima che Adeline assista a un piccolo miracolo. In una libreria conoscerà un ragazzo, Henry, che stranamente sembra ricordarsi di lei. (<<Io mi ricordo>>. Tre parole, un numero sufficiente per spedire il mondo gambe all'aria. "Io mi ricordo">>). Adeline non sa come sia possibile, chi sia davvero quel ragazzo, ma ha intenzione di viversi anche quel momento a pieno e di scoprire la verità. Non voglio dirvi troppo sulla trama perché a questo punto entra in gioco l’effetto sorpresa della Schwab e qualunque cosa dica potrebbe essere uno spoiler, ma vi assicuro che arrivati a quest’ultima parte del romanzo farete una fatica immensa a metterlo giù, vorrete solo leggere e sapere. Il romanzo è costituito da circa 500 pagine, ma si lasciano divorare come se nulla fosse. Certo, forse ci sono alcune parti che potevano anche essere tagliate per snellire un po’ il romanzo e dargli un ritmo più concitato, ma, vi dirò, io non cambierei nulla di questa storia, perché ogni incontro, ogni dettaglio, ogni cosa che la Schwab ha messo dentro, è servita a farci conoscere la protagonista più a fondo, a farci sentire fin sotto la pelle ogni sua emozione. Il dolore, l'angoscia, la solitudine, la passione, il senso profondo di libertà. Scopriamo con lei la bellezza delle cose, quella bellezza insita anche nelle cose più semplici e insignificanti, scopriamo fino a che punto si può amare la vita e quanto sia indispensabile approfittare di ogni momento, di ogni istante a disposizione. 

<<Ma in fin dei conti è così che si cammina fino alla fine del mondo.
È così che si vive in eterno.
Oggi è un giorno, domani un altro, poi ne verrà un altro ancora, e bisogna fare tesoro di quel che arriva, godersi ogni istante rubato, tenersi stretto ciascun momento finché non c'è più>>.

Addie LaRue è un’eroina capace di aprire gli occhi al lettore e mostrargli quanto il mondo ha da offrire, anche quando tutto sembra andare per il verso sbagliato, insegnandogli che c’è sempre un modo per risollevarsi. Qualunque scelta facciamo, anche se sbagliata, può portare a qualcosa di bello, se sappiamo guardare le cose dal verso giusto. Ho amato immensamente questa protagonista. Addie è una che non si arrende, che lotta per ciò in cui crede, che non si abbatte nemmeno di fronte all’ostacolo più insormontabile. Sempre alla ricerca della sua strada, di una libertà che la faccia sentire viva e padrona di sé stessa (<<Non voglio appartenere a nessuno, ma solo a me stessa. Voglio essere libera. Libera di vivere e trovare la mia strada, di amare o restare sola, purché la decisione sia mia>>). Ma ho amato anche Henry, la controparte maschile di questo romanzo, un ragazzo dolce, romantico e sensibile che, al momento opportuno, si rivelerà più sorprendente di quanto possa sembrare all’inizio. Di Luc c’è da dire che è un bel personaggio, non nego di aver agognato costantemente la sua presenza. È una figura molto intrigante e la Schwab gli ha dato la giusta aura misteriosa che meritava un personaggio del genere, senza renderlo mai banale o scontato. La vita invisibile di Addie LaRue è il romanzo che non sapevo di stare cercando, quello di cui avevo bisogno per convincermi sempre di più che la letteratura fantastica ha davvero tanto da offrire. La Schwab ha fatto un ottimo lavoro, il suo stile è poetico, raffinato, superbo e la storia di Addie, impostata su archi temporali diversi, funziona benissimo e ci permette di conoscere nel dettaglio tutto ciò che la protagonista ha vissuto. Non so se sia il romanzo migliore dell’anno, ma è senza dubbio un romanzo indimenticabile. Non posso che dare il massimo dei voti a questa storia che mi ha immersa in un mondo fatto di storie, magia, arte, amore, oscurità, dolore, vita, peccato, speranza, morte, rinascita e che sono certa mi porterò per sempre nel cuore come una delle più belle che abbia mai letto.

<<Ma le idee sono molto più indomite dei ricordi e mettono radici assai più in fretta>>.
Voto: 5 tazzine straripanti di caffè per una storia intensa e bellissima.



A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest
Banner @ParanormalBooksLover

martedì 3 novembre 2020

Review Party: "Shades of Magic. Il Principe d'Acciaio" di V.E. Schwab

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi vi parlo di un romanzo grafico molto atteso, ovvero Il Principe d’acciaio, di Victoria E. Schwab, che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima. Ringrazio Silvia di Hook a Book per avermi coinvolta in questo fantastico Review Party e la casa editrice per la copia eBook omaggio in cambio di una recensione onesta.

 Shades of Magic. Il Principe d'Acciaio
di V.E. Schwab/Olimpieri/Angiolini


Prezzo: 20,00 euro (cartaceo), 9,99 euro (eBook)
Pagine: 128
Genere: fumetto, graphic-novel, fantasy, dark-fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Ink)
Data di pubblicazione: 3 Novembre 2020

In un mondo illuminato dalle lampade a gas e popolato da maghi che viaggiano tra dimensioni parallele, il principe della Londra Rossa deve abbandonare la protezione della corte reale, fronteggiando qualcosa di peggio dell'esilio.

A darker shade of magic
è un romanzo che amo profondamente e ho riletto non so quante volte. Adoro il mondo creato dalla Schwab in questa sua strepitosa serie e non vedevo l’ora di ritrovarlo ne Il principe d’acciaio che, a conti fatti, è un vero e proprio prequel. Mentre la serie principale si concentra sulla figura degli Antari, dei maghi che possono viaggiare tra i mondi, spostarsi da una Londra all’altra, questo fumetto è incentrato, invece, sul personaggio di Maxim Maresh, che in A Darker Shade of Magic conosciamo come il Re di Arnes e padre adottivo di Kell. Qui non è ancora diventato re, è il principe ereditario, un giovane impetuoso e ossessionato dai mondi oltre la sua Londra Rossa. È uno dei personaggi più controversi della serie e l’autrice sentiva di volerlo approfondire, dedicargli più spazio, farcelo conoscere meglio, regalandoci, allo stesso tempo, un altro spaccato del suo universo incredibilmente affascinante. Nasce così questo graphic-novel, disegnato e colorato da bravissimi artisti italiani. Non sapevo cosa aspettarmi da quest’opera, infatti, in un primo momento, sono rimasta un po’ spiazzata dai disegni, dai toni scuri e la predominanza di ombreggiature, ma allo stesso tempo, molto affascinata da come Andrea Olimpieri sia riuscito a rendere visivamente le idee della Schwab e quel mondo fantastico e visionario che avevamo solo potuto immaginare. In questo fumetto, scopriamo tipi di magia diversi da quella che abbiamo letto nella serie e già basta a rendere la lettura intrigante. Ma è anche il personaggio di Maxim a tenere il lettore avvinto alla storia, questo giovane intraprendente che si preoccupa fin troppo degli altri mondi e dei segreti che potrebbero essere svelati, tanto da subire i rimproveri del padre ed essere spedito, per punizione, a Verose per una missione militare. Verose è una città portuale piena di pericoli e violenza e Maxim non è abituato a quel tipo di vita. Dovrà imparare in fretta a difendersi e a combattere, non come gli è stato insegnato ma secondo leggi ben diverse. La prima persona a insegnargli qualche regola sarà Isra, una soldatessa forte e impulsiva, che nasconde un passato doloroso e tanti sensi di colpa. Parlando proprio di Isra, credo che sia lei il personaggio che più ho amato di questo fumetto. Non si lascia intimorire da nulla e da nessuno, è sempre pronta a combattere e a mettere la vita degli altri davanti alla sua. E poi la sua storia è sicuramente molto interessante da scoprire, dopo una piccola rivelazione a metà racconto, che ce la fa guardare con occhi ancora più ardenti e curiosi. Spero di ritrovarla anche nel prossimo volume.
Tante cose mi sono piaciute di questo fumetto, una considerazione alla quale sono giunta solo alla fine, dopo averlo letto tutto, perché in un primo momento ha regnato sovrana solo la confusione. Non posso dire di apprezzare particolarmente disegni così tanto scuri e ombreggiati, soprattutto nei volti, perché talvolta in tutte quelle ombre si perdono le espressioni e i tratti che distinguono un volto da un altro, ma ho amato molto il dinamismo delle tavole, soprattutto nelle scene d’azione, che sono state rese, secondo me, in maniera molto cinematografica (mi hanno ricordato anche un po’ lo stile di Frank Miller). Ho amato il modo in cui sono stati rappresentati i diversi tipi di magia, quella di Maxim, ad esempio, accende le pagine dei colori del fuoco e visivamente è davvero spettacolare da vedere. Anche la magia della Regina dei Pirati, Arisa, l’ho trovata affascinante, la magia delle ossa, che porta tra le tavole un fluorescente colore viola che spezza tanto i toni scuri di tutto il fumetto. I dettagli migliori del romanzo grafico sono, secondo me, anche le scene dall’alto, i paesaggi e tutti quei disegni con un taglio più particolare e filmico. I vari capitoli sono inframezzati, poi, dalle varianti di cover realizzate, che rappresentano i protagonisti e i dettagli principali della storia. Sono davvero una più bella dell’altra, tant’è che non saprei dirvi quale ho preferito di più. Andando avanti con la lettura la confusione iniziale si dissipa, fino a lasciare soltanto curiosità nell’attesa di scoprire cosa ne sarà di Maxim che, insieme a Isra, ha deciso di sfidare la Regina dei Pirati. Quest'ultima si rivelerà un vero osso duro, forte anche di un potere incredibile che la rende quasi inavvicinabile. Riusciranno i nostri due eroi, il principe e il soldato, a trovare il modo di sconfiggerla? Unendo le forze saranno davvero capaci di tutto. Cosa avrà insegnato, infine, l’avventura di Verose al giovane Maxim? Lo scoprirete solo leggendo questo graphic-novel. 
Tanti i contenuti extra di questo volume che ne arricchiscono il valore: un’intervista all’autrice, studi dei personaggi, focus sulla sceneggiatura e anche i commenti della Schwab alla storia, vignetta dopo vignetta. Insomma, il primo volume di una serie davvero imperdibile, dedicata a un personaggio ricco di fascino, a un mondo che non smetterei mai di esplorare e che è stato bello conoscere tramite lo stile del disegnatore. Tra segreti, magia, violenza, combattimenti all’ultimo sangue, personaggi enigmatici e molto altro, Il Principe d’acciaio si lascia letteralmente divorare. Certo, non si tratta di una storia che lascia in qualche modo il segno, la trama non è originalissima e Arisa, per quanto furba e temutissima, non è il cattivo che mi sarei aspettata. Ad ogni modo, l’ho trovata un’avventura molto piacevole da leggere, mi ha conquistata piano piano e, alla fine, si è fatta amare, con tutti i suoi pregi e difetti. Se anche voi siete fan di A Darker Shade of Magic, non potete proprio perdere questa serie di fumetti perché vi immergerà in un mondo magico e intrigante che avete solo potuto vedere con la mente. E credetemi, lo spettacolo che viene offerto ai vostri occhi è qualcosa a cui non si può rinunciare. Ringrazio la Oscar Vault Mondadori per aver portato in Italia questo fumetto, per regalarci tanta Schwab in più, perché ce la meritiamo tutta. È un’autrice dal talento eccezionale e le sue storie troveranno sempre un posticino speciale nel cuore di noi lettori avidi di fantasy originali e indimenticabili. 
A presto!
xoxo

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...