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venerdì 26 novembre 2021

Review Party: "La bugia di mezzanotte" di Marie Rutkoski (a cura di Elena)

 
Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party de "La bugia di mezzanotte" di Marie Rutkoski, letto dalla nostra Elena. Si tratta del primo volume di una serie spin-off della The winner's trilogy uscita per Leggereditore. Se avete già avuto modo di apprezzare la Rutkoski con quella serie, sicuramente amerete anche questa. Vi lascio alla recensione di Elena, fateci sapere nei commenti se leggerete il romanzo ;) 
A presto!

La bugia di mezzanotte
di Marie Rutkoski

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 576
Genere: fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica Blink)
Data di pubblicazione: 30 novembre 2021

Nel mondo in cui vive Nirrim il crimine dilaga, nonostante la durezza con cui viene punito, e i piaceri non esistono. O meglio, sono riservati all'Alta Stirpe. Per le persone di basso rango, gli abitanti del Rione, come Nirrim, la vita è solo cupezza e castigo, è vietato anche soltanto assaggiare dolci o indossare abiti colorati. Due sono le scelte possibili: seguire le regole oppure pagare pegno e sopportare le conseguenze. E così Nirrim ha imparato presto a tenere la testa china, e a nascondere il pericoloso segreto che custodisce. Fino al giorno in cui non incontra Sid, che giunge da lontano, le racconta che l'Alta Stirpe possiede una magia, e la sprona a conquistare quello stesso potere per sé. Ma per farlo, Nirrim deve abbandonare la sua vecchia vita e riporre tutta la sua fiducia in una persona sconosciuta che sembra chiedere, più di tutto, di non darle fiducia. Un fantasy epico e romantico assieme che ci mostra come liberarci dalle bugie che ci raccontano gli altri, e da quelle che raccontiamo a noi stessi.


Oggi iniziamo con delle domande che potrebbero risuonare nella aule di filosofia ma che in realtà riguardano la vita di tutti i giorni, che ci toccano da vicino in molte occasioni: cosa significa la parola “bugia”? Quando, o se, è lecito mentire? La parola “bugia” è di origine germanica e si accosta alla parola “cattivo” per indicare una frottola, una menzogna. Questa connotazione negativa, però, non è il suo unico significato: la parola può indicare anche un candeliere basso dotato di manico, un oggetto di media grandezza, che con la sua luce rischiara e guida nella giusta direzione. Quindi una bugia potrebbe avere anche una valenza positiva? Parole nate per ingannare e per scherzo divengono parole guida, che innescano una ricerca per la verità. Una ricerca che nasconde pericoli, segreti ed angoli bui da svelare. Questa ricerca non sarà un’avventura in solitaria ma accompagnata da una luce che darà speranza. Chi sarà questa luce?

“Facevo già fatica a distinguere la realtà e le menzogne avrebbero reso tutto più difficile. È una bugia di mezzanotte, aveva affermato lei, quel tipo di menzogna che dici per il bene di qualcun altro, una bugia che sta a cavallo tra giusto e sbagliato, proprio come la mezzanotte sta a cavallo tra la notte e il giorno. O una menzogna che non è proprio falsa, come una verità ingannevole.”

E con queste domande e riflessioni filosofiche conosciamo Nirrim la protagonista della nuova duologia Forgotten Gods (composta in lingua originale da The Midnight lie e The hallow heart) della scrittrice americana Marie Rutkoski, di cui il primo volume La bugia di mezzanotte verrà pubblicato in italiano il 30 novembre da Mondadori per Oscar Mondadori nella collana Oscar Fantastica Blink, con la traduzione di Sofia Castiglioni Reich.

La bugia di mezzanotte è uno spin-off di The winner’s Trilogy, trilogia composta in lingua originale da The winner’s curse, The winner’s crime e The winners’s kiss, edita in italiano da Leggereditore con i seguenti titoli La maledizione. The winner’s curse, La vendetta. The winner’s crime e Il bacio. The winners’s kiss. Se la prima trilogia aveva più un carattere storico, la duologia è più un fantasy young adult con dinamiche relazionali tipiche dei romance, ambientata nello stesso mondo ma circoscritta in una realtà e in una società diversa, motivo per cui si può tranquillamente leggere senza conoscere gli antefatti della prima trilogia (consiglio comunque la lettura di The winner’s Trilogy soprattutto a coloro che amano gli intrighi politici e gli amori impossibili!).

La storia inizia con dei segnali di pericolo riflessi su oggetti quotidiani ed è proprio la protagonista, nonché voce narrante, a metterci in guardia: tutto ciò di cui verremo a conoscenza potrebbe essere una bugia, una menzogna, un’illusione. D'altronde il verbo “mentire” deriva dal latino “immaginare” e Nirrim ci invita ad entrare nel suo mondo con cautela, perché lei stessa spesso non distingue ciò che è sogno da ciò che è reale. Con capitoli brevi e in prima persona, come in un flusso di coscienza, Narrim ci fa viaggiare nel suo passato, tra ricordi ben definiti, pensieri e ragionamenti intimi. È un racconto a ritroso, dove la protagonista sa cosa succederà e confronta le sue azioni passate con le vere ragioni che l’hanno spinta ad agire, spesso d’istinto o per egoismo ma soprattutto per sopravvivere. Tra flashback e digressioni personali, il racconto assume un tono nostalgico, melanconico, con un tocco di tristezza e quella sensazione che manchi qualcosa. Un racconto quasi senza emozioni, distaccato, per contestualizzare e far capire quale mondo si sta per conoscere. Ethin, una piccola isola misteriosa che conserva una società distopica, formata da caste sociali ben definite per nascita: Alta Stirpe, Mezza Stirpe, e Mediocriti. Quest’ultimi vivono confinati nel Rione, una casa e una gabbia di paura, un vuoto di errori, assenze e scomparse. Una paura che persiste nella consapevolezza e nella certezza che da un momento all’altro si sarebbe perso qualcosa o qualcuno. Un rito quotidiano di perdita, fatto di pegni di sangue, anima e corpo.

“Appena sei arrivata volevi dare un nome a tutto, anche ai cardini delle porte […] come se altrimenti ogni cosa corresse il rischio di scomparire, ogni parte del mondo che non conoscevi o che non riuscivi a catalogare.”

Scopriamo così che Nirrim, il cui nome indica un tipo particolare di nuvola rosata e orlata d’oro, è una bambina smarrita che nessuna voleva, un errore, testarda fin dalla nascita perché una sopravvissuta. Una bambina difficile, non perché dispettosa o ribelle, non faceva capricci e rispettava le regole, ma per i suoi sogni ad occhi aperti. Cosa è reale? Un semplice colore o una persona che passeggia per le vie affollate sono reali? Le visioni erano eventi che aveva imparato ad ignorare. Crescendo impara a scrivere e a leggere, a fare il pane e a decorarlo, ma soprattutto impara a far scomparire l’inchiostro e a tacere.

“Si dice che il canto dell’uccello elisio faccia sognare. Si dice che in quei sogni si possa porre rimedio al passato, addolcire i ricordi pungenti, spolverare i dettagli e sfocarli con i pastelli, come quando si sfumano matite colorate con il polpastrello. Sogni che rendono insignificante ciò che manca nella vita perché all’improvviso ti affascina ciò che è presente.”

La svolta sarà catturare un uccello elisi, un uccello domestico che viene allevato covando uova rubate dai nidi che si trovano tra le canne da zucchero fuori dalla città, uova dai gusci di un brillante colore cremisi, che quando si incrinano ne cola fuori un liquido che aggiunge un anno felice di vita a chi lo ingerisce.

“Un albero è un essere sorprendente. Gran parte di esso rimane invisibile. Non vedrai mai le sue radici, una vita segreta che si allunga nella terra cieca e si abbevera a fonti sconosciute.”

Il volo e il canto dell’elisi spingono Nirrim in un mondo che non ha mai visto, per pochi minuti ma minuti che la cambieranno. La staticità diviene movimento, avventura e nuovi incontri. Contemporaneamente iniziano ad aumentare le bugie e il mucchio dei segreti e la paura di essere scoperta, di essere notata. Le bugie si intrecciano ai segreti, che aumentano e che si alimentano creando sogni ed illusioni, allontanando sempre di più dalla realtà.

“ <Perché?> <Non lo so.> <Perché dovresti conoscere la storia del tuo paese.>”

“Tutto proviene da qualcos’altro. Non c’è niente e nessuno senza un passato.”

La bugia di mezzanotte
è una storia spezzata, una storia che parla di sentimenti, ricerca e vuoto. Quando si legge una storia mi piace sempre scoprirne le origini, i perché, i miti e le leggende, ma questa è una storia senza passato, senza libri, che mette in mostra molti aspetti negativi sociali sia a livello macro, come ad esempio lo sfruttamento e la pratica di nascondere eventi storici, sia nelle relazioni interpersonali nei pregiudizi e nelle imposizioni su chi amare e come, ma anche nella descrizione di rapporti tossici di superiorità, potere e manipolazione, il tutto giustificato da “E così e basta”.

“Ma ti rendi conto di quanto è strano avere delle leggi […] che decretano chi può indossare quali abiti? E che gli abiti e la stirpe debbano corrispondere? E poi stirpe è una parola bizzarra. Mi pare che la gente la usi per dire ‘clan’ o ‘vicini’ o ‘famiglia’ o ‘casta’.”

Ritornano temi cari alla scrittrice come la divisione in classe, le conseguenze della storia, i vincitori e i vinti, il rapporto tra la giustizia, la colpa e la consapevolezza di capirle all’interno di un mondo fantasy che è determinato da regole che non hanno senso ma che ricordano il mondo odierno. In questo nuovo romanzo sono importanti anche le tematiche lgbt+, anch’esse trattate in modo autentico ed attuale, intimo e sociale. Il tutto narrato con uno stile metaforico, ricco di similitudini ed immagini, e con una scrittura scorrevole e caratterizzata da dialoghi dinamici, incisivi e divertenti. Il tono del racconto passato e i temi inquietanti ed importanti sono ben equilibrati dal mistero e dagli elementi fantasy del mondo, ma soprattutto dalla caratterizzazione della protagonista e dalle e dai personaggi che l’accompagnano, soprattutto Sid, che si contrappone al carattere e alla personalità della protagonista, creando siparietti divertenti!

Consiglio la lettura a tutti e a tutte coloro che hanno amato le trilogie distopiche Hunger Games di Suzanne Collins, Legend di Marie Lu, Divergent di Veronica Roth e a cui piacciono gli stili articolati e le ricerche interiori come la serie Shatter me di Taheren Mafi.

Ringrazio Mondadori e Oscar Mondadori per la copia digitale e per la lettura in anteprima di La bugia di mezzanotte in cambio di un’onesta opinione e ringrazio Francesca per aver organizzato l’evento.

Non mi resta che augurarvi buone letture,

Elena


Fonte immagini: Google immagini
Banner: @paranormalbookslover

venerdì 29 ottobre 2021

Review Party: "Ponte di Anime" di Victoria Schwab (a cura di Elena)

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi Coffee&Books partecipa a ben due review party! Il primo è dedicato a Ponte di Anime, di Victoria Schwab, ed è nuovamente la nostra Elena ad aver letto il capitolo conclusivo di questa serie horror/paranormale per ragazzi. Se volete recuperare anche le sue recensioni precedenti, trovate QUI quella del primo volume e QUI quella del secondo. Vi lascio alla sua splendida opinione e ci ritroviamo più tardi con il prossimo review party ;)

Ponte di Anime
di Victoria Schwab

Prezzo: 7,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: horror, paranormale, dark fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica Blink)
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2021

È lei che insegue gli spettri, o è il contrario? Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Con lo scorrere di questi giorni ottobrini ci siamo immersi nell’atmosfera più macabra ed oscura dell’anno e di Halloween, fatta di luci spettrali, sussurri, misteri e paure con un pizzico di dolcezza al cioccolato, zucche dalle mille espressioni e la preparazione di qualche scherzetto. Abbiamo dedicato qualche momento della giornata ai libri e alle pellicole a tema “brividi”, tra letture dalle tinte gotiche e film dell’orrore. E proprio con l’avvicinarsi di Halloween siamo giunti al terzo e conclusivo volume della trilogia paranormal urban fantasy middle grade di Victoria Schwab, Cassidy Blake, composta da Città di spettri, Tunnel di ossa e Ponte di anime, editi da Mondadori per Oscar Mondadori nella collana Oscar Fantastica Blink, tradotto da Marina Calvaresi. Una trilogia dalle tinte gotiche, che può tranquillamente essere letta in questo periodo, ma con quel tocco di spensieratezza e comicità che trasporta nel periodo autunnale con il sorriso sulle labbra.

! Attenzione: possibili spoiler per coloro che non hanno letto il primo e il secondo volume della trilogia !

Mi chiamo Cassidy Blake. Ho dodici anni. Un anno fa ho derubato la Morte. Sono sopravvissuta, quando sarei dovuta morire. Sono rimasta qui, quando sarei dovuta andare via. L’ho scampata una volta e la scamperò di nuovo. Mi chiamo Cassidy Blake. E non mi farò trascinare nelle tenebre.

Ci risvegliamo dopo un lungo viaggio oltreoceano in una camera d’albergo massiccia e tutta colorata di New Orleans, l’ultima tappa del programma della famiglia “Fantadetective”, investigatori paranormali itineranti, a caccia di storie e leggende di fantasmi. Ma in questa ultima puntata chi darà la caccia a chi? Dopo spiriti scozzesi in rosso, poltergeist parigini dispettosi, chi troveranno e con chi si dovranno scontrare Cassidy e Jacob? Con un crescendo di tensione e di elementi “horror”, la battaglia non sarà solo contro un nemico esterno evanescente ma contro un nemico interiore: la Paura. Una paura che fa rabbrividire, irrigidire, che scava nei sogni e negli incubi più profondi, blocca i pensieri e non fa dormire. Una paura atavica, che affonda nella scoperta, nella consapevolezza di sé, nella morte e nella perdita. Cassidy ha già affrontato la paura, ma era una paura “buona” e quotidiana, adrenalinica, che sprona e aiuta ad affrontare le situazioni con coraggio ed ingegno, una paura che porta all’azione. Non dovrà affrontare quella paura razionale dettata dal pericolo ma la paura dell’ignoto, una paura che non si vuole nemmeno mettere “nero su bianco”, per cui si nasconde l’inchiostro per non pensarci né concedergli l’importanza che merita.

“La paura è come il Velo. Sta sempre lì. Tocca a te decidere di superarla comunque.”

Questa avventura, invece, la porterà a riflettere sulle azioni facili e sulle scelte giuste da compiere, fino a giungere ad un bivio che teme. Ora dovrà affrontare la paura del cambiamento, della crescita, una paura che inevitabilmente comporta qualche perdita. Ma di che tipo? Questa domanda, intrecciata alla morte, accompagnerà Cassidy, la quale imparerà anche a chiedere aiuto alle sue amiche e ai suoi amici, a coloro che le stanno vicino, la conoscono e le vogliono bene. Anche Jacob e Lara hanno i loro incubi, che però affronteranno non da soli, ma insieme, uniti, senza farsi scoraggiare né sconfiggere, supportandosi l’un l’altro.

Il romanzo inizia proprio con un risveglio e un percorso che le e i personaggi potranno affrontare grazie al processo di consapevolezza sull’identità e sulla memoria che hanno intrapreso nelle avventure e nei romanzi precedenti separatamente e collettivamente.

“<Guarda e ascolta. Osserva e comprendi. Questo è ciò che sei.> Ho sempre rivolto queste parole ai fantasmi. Ma forse valgono anche per i vivi.”

Affrontare le paure, il presente e il futuro è un cammino che può partire ed avvenire solo in seguito alla presa di consapevolezza del proprio passato. Proprio come insegna la storia della città in cui si trovano, si può sempre costruire e ricostruire dopo la distruzione e la sconfitta. Tutto questo ci viene narrato dalla voce di Cassidy, all’interno di una cornice perfetta: la città di New Orleans, dove la morte è l’altra faccia della vita, dove i vivi si travestano da scheletri e i fantasmi girano nella folla indisturbati e dove il Velo non attiva sola la vista e il senso soprannaturale ma anche il sapore della tragedia, della rabbia, del dolore e del pericolo.

“Ci arranca davanti una carrozza trainata dai cavalli. Un carro funebre avanza nel senso opposto. E dire che non sono neanche nel Velo. Questa sarebbe la versione viva e pulsante di New Orleans.”

Se la prima tappa, Edimburgo, era una città umida, livida ed antica con la sua storia ben in vista sui ciottoli dei vicoli; la seconda, Parigi, era luminosa e alla moda ma con tanti segreti nascosti; la terza tappa è un posto che non si riesce “a immortalare in una foto”. New Orleans è puro caos, chiassosa, un insieme di epoche e tradizioni, famosa per la musica jazz, i beignets, dolci con nuvole di zucchero a velo, le storie di fantasmi e degli spiriti, le pratiche negromantiche, vudù, vampiri, medium, sedute spiritiche e tanti tanti cimiteri (ben quarantadue!).

“La strada è un fiume di risate, gli applausi riecheggiano dalle porte spalancate e gli strumenti jazz lottano per un po' di spazio, tutto ciò con il Velo in sottofondo. È come se il mondo dei vivi e quello dei morti si stessero scontrando sotto il mio naso.”

Ed eccoci giunti alla fine di questa trilogia, dove ogni elemento si colloca al posto giusto con semplicità, commozione e qualche colpo di scena inaspettato. Una trilogia che si può divorare tutta insieme ma anche gustandola nel tempo, grazie ai riferimenti “alle puntate precedenti” non si perderà nessun dettaglio. Mi ha tenuta compagnia, fatto riflettere, viaggiare e scoprire tante storie e segreti su città che ormai mi piacerebbe visitare con le cartine e gli itinerari dei “Fantadetective” in mano, ma soprattutto mi ha fatto ridere grazie ai legami e alle battutine nerd tra amici ed amiche. Ho adorato come si intrecciassero le avventure di Cassidy, Jacob e Lara con le storie e gli aneddoti misteriosi, storici e soprannaturali legati ai luoghi ancora visitabili e alle persone ormai scomparse. Storie nelle storie raccontate con sequenze visivamente potenti: sembra di guardare le riprese dal vivo dei “Fantadetective”! Proprio come il Velo non è semplicemente un “non-luogo”, le avventure di Cassidy & Co sono diventate un decoupage di narrazioni e posti, “che vivono nel ricordo e sono cuciti insieme”, ciascuno legato alla vita, alla morte e alla memoria. Storie che hanno “il potere di rendere il mondo un po' più grande” proprio perché si ispirano ai popoli e alla vita che ci circonda. Non posso che consigliare la trilogia sia per svago nel periodo estivo, stagione in cui è ambientata la trilogia, sia come lettura a tema “halloweeniane” tra avventure, misteri da risolvere, amicizia, aneddoti e passeggiate per le vie delle città soprannaturali più famose al mondo, ma grazie anche alla scrittura semplice e coinvolgente, evocativa e metaforica della Schwab, sempre scorrevole, con un crescendo di tensione tra un libro e l’altro.

Ringrazio Mondadori e OscarVault per la copia digitale e per la lettura in anteprima di Ponte di anime e ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per aver organizzato il Review Party.

Non mi resta che augurarvi buone letture halloweniane,


Elena

Photo credit: @tsundoku_bookstyle
Banner: @paranormalbookslover

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