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lunedì 16 marzo 2026

Recensione: "Il Regno scritto col fuoco" di John e Kristen Confalor

Buongiorno, lettor*! ^^
Ritorno oggi con la recensione di Il Regno scritto col fuoco, un fantasy che mi ha sorpresa parecchio e di cui vi avevo già parlato su Dracones. È stata una lettura che mi ha conquistata poco a poco, con parecchie idee originali e uno stile secco ma tagliente. Un esordio che vi consiglio, se cercate una storia avventurosa e divertente. Spero John e Kristen Confalor ci regalino presto qualche altra storia o il seguito di questa, perché sarei curiosissima di leggerli.

Il Regno scritto col fuoco
di John e Kristen Confalor

Prezzo: 19,80 € (cop. flessibile)
Pagine: 336
Genere: fantasy, dark-fantasy, epic-fantasy
Editore: Youcanprint
Data di pubblicazione: 18 febbraio 2025

In un regno sul filo della distruzione in cui draghi e umbrat disseminano il terrore, la religione che salvaguarda l'umanità è messa in dubbio da ribelli fou, eretici seguaci del dio dei racconti. Una ragazza segnata dall'artiglio di un drago, diventerà una delle Sacrem, un gruppo di elette prescelte dal culto per frequentare la scuola che le preparerà ad Ascendere e salvare tutti dalla distruzione. Ma le cose non sono sempre come sembrano. Tra il fragore delle armi e sacri rituali, il dubbio si insinuerà, corrodendo dall'interno l'impalcatura su cui si fonda il sacro regno di Columnae. In questa enigmatica realtà dove nulla è come sembra i fratelli John & Kristen daranno voce a tematiche mai come ora attuali: la ricerca di sé stessi ed una via di fuga in un mondo che incatena l'individuo a schemi preimposti. Ma la vera chiave di lettura la si lascia al lettore, che attraverso l'ascolto guidato che il duo ha appositamente selezionato, potrà lasciarsi trasportare e vivere intimamente questa meravigliosa avventura.

C’erano una volta (e ci sono ancora)... un fratello e una sorella, appassionati di mondi fantasy, che hanno deciso di dar vita a una storia tutta loro, partendo da una canzone. Wheightless dei Washed Out è il brano che li ha stregati e da cui tutto ha avuto inizio, come ci tengono a far sapere nei ringraziamenti del loro romanzo d’esordio, Il Regno scritto col fuoco. Una canzone che, effettivamente, riesce a trasmettere forti emozioni all’ascolto e che per John e Kristen Confalor ha rappresentato un punto di partenza. La musica, infatti, non è solo al centro del romanzo come moltissimi altri elementi, ma ne è la colonna portante, poiché i due autori hanno stilato una vera e propria playlist a corredo della lettura, con tanto di QRcode per accedervi. Un accompagnamento importante e onnipresente che riesce a dare risalto alle scene più epiche o ad accordarsi ad altre ugualmente potenti.

Non è la prima volta che resto sorpresa da autor* italian* che scrivono fantasy degni di nota e anche questa volta ho avuto l’occasione di ritrovarmi tra le mani un romanzo che mi ha stupita. John e Kristen Confalor hanno creato un mondo stupefacente, riuscendo a dargli un tocco di originalità che non mi era ancora capitato di leggere. Ci troviamo in un regno popolato da draghi, un regno in rovina che puntualmente si ritrova a sacrificare una Regina affinché venga protetto dalla Dea. Il culto della Dea è molto diffuso a Columnae e tutte coloro che vengono “toccate” dall’artiglio del drago sono destinate a diventare delle Sacrem e avere l’onore, un giorno, di divenire Regine e di “ascendere” per salvare il proprio regno. 

"Il tocco del drago non strappa la mia vita ma la cristallizza nel tempo, come punizione infinita. E, così, sono io a dover espiare la sua colpa… Ma il mio sacrificio non sarà vano. Sarò la fiamma che caccia le ombre, speranza eterna come solida pietra e allora il male sarà sconfitto e il mio popolo sarà salvo."

L’Ascensione è qualcosa che Eve non conosce così bene, ne sente parlare alla madre, come una storiella che si tramanda di generazione in generazione, ma lei è ancora una bambina e certi argomenti non attirano la sua attenzione. Fin quando, un giorno, non si ritrova a perdere ogni cosa. Tutto il suo mondo crolla davanti ai suoi occhi e Eve è costretta a rivalutare la propria vita, il proprio futuro, e ad accogliere quelle tradizioni che mai avrebbe creduto le sarebbe toccato conoscere così da vicino. Un drago terribile devasta il suo villaggio e solo grazie all’intervento di alcuni valorosi cacciatori di draghi riesce a salvarsi. Ma Eve non è più la stessa, adesso è marchiata dall’artiglio del drago. Inizia così un viaggio impervio, insieme a quei cacciatori che l’hanno protetta una volta e che sembrano disposti a farlo ancora per chissà quale motivo. Lei è destinata a diventare una Sacrem e, forse un domani, a diventare Regina e ascendere, ma questo cosa significa per lei? Ed è davvero l’unica scelta che il destino può riservarle?

"Certe scelte non sono né giuste né sbagliate ma solo… necessarie. E possono cambiare il cuore degli uomini."

Eve non vuole ancora pensarci, finché è solo una bambina, ma sembra che la sua storia sia stata scritta e che, inevitabilmente, sappia già che risvolti di trama imboccare…

Ed eccoci all'elemento più originale del libro, ovvero a un tipo di culto che si affianca a quello della Dea e che vede alcuni esseri umani, definiti “Fou” (folli), che credono esista un dio Narratore, uno scrittore che gioca a muovere le fila dei destini dei protagonisti del regno. Un espediente narrativo molto affascinante, questo, che, confesso, mi ha tenuta incollata alle pagine, legandomi alle vicissitudini di tutti i personaggi.

"Loro credevano che esistesse un Dio dei Racconti. Egli era il guardiano e creatore dell’esistenza di ogni cosa, perché era con la sua penna e il calamaio che scriveva ciò che sarebbe dovuto accadere. Uno scrittore con il compito di dare forma e destino ad ogni cosa. Uno scrittore col peso di dover filare una trama credibile e coerente, uno scrittore con delle regole da seguire che spesso lo mandavano in crisi, creando sconvolgimenti nel mondo… uno scrittore in cerca del finale perfetto, proprio come tutti gli scrittori."

Nel corso della lettura, ognuno di loro ha avuto modo di affrontare un proprio percorso di formazione, soprattutto Eve che, da bambina impaurita e triggerata dalla vita, è riuscita a tirar fuori un coraggio inaspettato, ad opporsi a un destino già segnato, a cercare una soluzione che potesse salvare se stessa e il regno senza più inutili sacrifici umani. Una ricerca non facile, che richiede tempo e che giunge a qualcosa di concreto solo quando è il momento giusto, al trascorrere dei capitoli necessari affinché si compia ciò che il Narratore ha in serbo per lei. Dovrà prima fare la conoscenza di Soren e Avraham, all’interno della scuola per Sacrem, due personaggi che risulteranno indispensabili per portare a compimento il suo destino e quello dell’intero regno. Soren, la sua fidata spalla destra, la sua spada, colei che è pronta a difenderla anche a costo della propria vita, l’amica che mai avrebbe creduto di poter avere, i cui sentimenti per lei sono così potenti e cristallini che volerle bene le viene fin troppo naturale. E poi c’è Avraham, un Verbant con una luce negli occhi che, sin dal primo istante, è capace di farla sentire al sicuro e amata. Due amici che mai l’abbandoneranno e grazie ai quali riuscirà a portare a termine una missione apparentemente impossibile, quella di capovolgere le loro sorti e dar vita a qualcosa di nuovo.

"[…] avrebbero fatto tutto il possibile per proteggere ciò che amavano, a costo di perdere tutto."

Ogni cosa in questo romanzo riesce a far vibrare l'immaginazione de* lettor* e a mantenerla sempre accesa. Escludendo alcuni refusi, purtroppo presenti, e un po’ di ripetitività, il testo risulta avere una sua forma ben definita e, a differenza di molti romanzi scritti a quattro mani, non si percepisce alcun cambio di stile o discontinuità, come si trattasse di un'unica voce narrante. La trama è abbastanza complessa ma non tanto da non riuscire a comprenderla appieno. Con degli escamotage di tutto rispetto, che mai appesantiscono la storia, i Confalor hanno saputo inserire spiegazioni valide e plausibili sul funzionamento del regno, sulle sue leggi basate su un credo che governa ogni cosa e sull’affiancamento di un altro culto, meno praticato - più che altro sussurrato e ritenuto prerogativa di gente alienata - che potrebbe esistere come anche no. Il bello del romanzo è proprio la sua capacità di metterti di fronte a queste due realtà, ben distinte, che però sembrano far parte l’una dell’altra. Una realtà dentro una realtà, una sorta di metaracconto, che si apre come un fantasy classico per poi evolvere in qualcosa di totalmente diverso, lasciando l* lettor* al varco di una nuova storia, di un nuovo regno, un nuovo mondo pronto a sorprendere.

Il Regno scritto col fuoco regala momenti di puro divertimento, avventura e azione che comprendono battaglie contro draghi letali, incontri con creature leggendarie, ponti di arcobaleni, viaggi attraverso foreste angosciose in cui affrontare i propri demoni interiori e molto, molto altro. Ma ci sarà spazio anche per dei legami che riusciranno a tenere con il fiato sospeso, come quello tra Eve, Soren e Avraham, il cui sentimento reciproco è qualcosa che fa sicuramente scalpitare di più il cuore. Non si parla di romance vero e proprio ma di qualcosa a metà tra amicizia e amore che i Confalor hanno gestito molto bene senza mai scadere nel banale. Non mancheranno i colpi di scena, concentrati soprattutto nella parte finale del romanzo, con persino un plot twist così sconvolgente che servirà qualche minuto buono per riprendersi.

Altro punto a favore del romanzo, la presenza delle illustrazioni di Cinzia Capurso all’interno del volume, che sottolineano passaggi e momenti decisivi e accompagnano, insieme alla playlist delle canzoni - sempre presente nelle note a piè di pagina - lungo un viaggio che non è soltanto quello dei protagonisti, ma anche di chi legge. Vi sentirete davvero parte di questa storia, avvinti da tematiche anche molto attuali. La ribellione a un sistema politico che ti impone cosa accettare e cosa credere, un destino già scritto al quale sottrarsi, un'identità sessuale libera e senza pregiudizi. Il tutto condito da una buona dose di magia, creature inquietanti e sanguinarie, riti sacri, battaglie epiche, morti devastanti.

Il Regno scritto col fuoco ha tutte le carte in regola per imporsi nel mondo del fantasy italiano e restare impresso grazie a elementi innovativi e intriganti. Consiglio assolutamente di dargli un’opportunità, mentre per quanto mi riguarda, resterò in attesa del prossimo volume, augurandomi ancora più emozioni e sorprese.
Fonte immagini: Pinterest

sabato 25 settembre 2021

Recensione: "Quattro libri d'indaco. Primo e secondo libro" di Sinenomine Silens (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno e buon sabato, lettor*!
Oggi la nostra Ms Rosewater ci parla dei primi due libri di una serie fantasy autopubblicata, è voluta uscire per una volta dalla sua comfort-zone per parlarci dei Libri d'Indaco di Sinenomine Silens. Se non li conoscete, leggete la recensione e scoprite di cosa si tratta ;)

Quattro Libri d'Indaco. Primo e secondo libro
di Sinenomine Silens


Prezzo eBook: 2,49 € (eBook, 1° libro) 1,99 € (eBook, 2° libro)
Prezzo cartacei: 14,00 € (1° libro) 12,00 € (2° libro)
Pagine: 122 (1° libro) 99 (2° libro)
Genere: fantasy
Editore: Youcanprint
Data di pubblicazione: 11 marzo 2021 (1° libro) 30 aprile 2021 (2° libro)

Il "Primo libro d'indaco" apre una quadrilogia di genere fantasy classico. In un mondo immaginario e al tempo stesso arcaico, si svolge una lotta epica con eroi piccoli e grandi, tra creature fantastiche, maghi, animali e semplici uomini. Nella città di Meffe ogni anno viene commemorata un'antica guerra tra dei e demoni. Da quel passato però giungono frammenti di verità che raccontano un'altra storia, che affiora tra scritture dimenticate e oggetti ritrovati, profezie custodite per secoli e fiabe che resistono al tempo più delle tombe. I protagonisti ne verranno travolti. Naarua, una giovane amanuense, perde la sua amica più cara e si trova lei stessa braccata, senza sapere da chi o perché. Il danzatore Lucojyann deve scappare per sfuggire ad un assassino. Incontrerà leggende i cui nomi vengono usati per far paura ai bambini, banditi e cacciatori d'uomini. Piano piano ciò che è celato affiora, ma sta al lettore scoprire dove conduce, addentrandosi tra i pensieri e i dubbi dei personaggi. Alla trama del racconto si aggiunge il suo ordito, che fonde una pluralità di generi letterari: fiabe, canti e saghe epiche.

Non sono una lettrice di fantasy, ho approcciato il genere da giovanissima con “La grotta di cristallo” di Mary Stewart e “Le nebbie di Avalon” di Marion Z. Bradley - in definitiva delle riscritture della tradizione di Re Artù - ma devo ammettere di non essere arrivata alla fine di nessuno dei due. Peggio è andata con “Lo Hobbit” di Tolkien, non ho resistito nemmeno 10 pagine.

Grazie all'amicizia con Sinenomine Silens ho deciso di dare un'altra possibilità al genere e così eccomi a leggere i “Quattro libri d'indaco”, dei quali ho per ora completato i primi due. Data la mia poca conoscenza del genere sono consapevole di non poter dare giudizi particolarmente articolati, fare paragoni e raffronti o risalire a influenze stilistiche, perciò mi limiterò a parlare del racconto come macchina letteraria e come esperienza personale della sottoscritta.

Il progetto dei Libri d'Indaco si compone di quattro volumi, la vicenda si svolge in una terra immaginaria divisa in diversi regni accomunati da un passato in cui fu dominata da un personaggio oscuro detto Becco Nero, liberata da un'invasione di demoni e ora tiranneggiata dalle azioni clandestine dei Cercatori, una setta che s'ispira alla predicazione dell'Illuminato, figura religiosa vissuta molto tempo prima, che ha cancellato gli antichi culti e perseguitato la cultura come eresia. Costoro passano di villaggio in villaggio, catturano e giustiziano persone a loro non gradite, terrorizzando la popolazione.
In questa cornice che ricorda l'Inquisizione, iniziano le avventure di tre gruppi di personaggi variamente assortiti, tutti in fuga dalla persecuzione dei Cercatori. La loro vicenda è il primo livello del libro, la trama, mentre l'ordito è costituito da favole, poesie, canzoni che raccontano il passato come realmente accaduto, i culti cancellati dall'Illuminato e le leggende che fanno da indispensabile struttura alla storia.
I personaggi sono molti e le categorie tipiche del genere (mi sono documentata) sono un po' stravolte (ad esempio, è destabilizzante non trovarsi inizialmente di fronte alla contrapposizione classica di bene e male ma piuttosto di due mali che si sono succeduti): le figure femminili emergono come centrali per il fine ultimo del racconto, tuttavia non si può parlare di protagonisti nel senso di individui indagati approfonditamente nella loro psicologia, che spiccano per importanza e permettono al lettore d'identificarsi. Questo potrebbe deludere qualcuno, ma aiuta a evitare di cadere nelle trappole del sentimentalismo che rischiano di svalutare tutta la costruzione narrativa. Non si tratta di caratteri anonimi, sono tessere di un mosaico il cui motivo va chiarendosi e acquistando senso man mano che si procede nella lettura. Due personaggi vale comunque la pena di segnalarli: la vivace Saranna, una veggente un po' ciarlatana, sul modello di Mentalist calata in un universo fantasy e Prisco, guaritore dichiaratamente gay (sinceramente non so con quale frequenza siano trattati i temi LGBT nel fantasy, non credo siano nuovi, ma nel poco che ho letto non se ne faceva menzione, quindi la trovo una bella novità).
Accanto agli esseri umani si raccoglie un folto gruppo di animali, reali e immaginari: mentre i primi (cani, gatti, pappagallini) hanno il ruolo di compagni di strada, guide e guardiani un po' magici degli uomini, i secondi (grifoni e draghi) sembrano esprimere un livello più alto di lotta tra il bene e il male. Sono abbastanza sorpresa di aver assimilato la presenza delle creature fantastiche e di essermi abituata a questa visione, probabilmente grazie alla scrittura, le descrizioni limitate al necessario, senza eccessive pretese di realismo che dovrebbero convincere il lettore della possibile esistenza dei rettili volanti.
C'è molto controllo, un lavoro corposo nella creazione di questo universo (di cui sono fornite anche anche le mappe), che lascia comunque spazio all'immaginazione del lettore, soprattutto di quello portato per il genere.
Sinenomine Silens ha anche predisposto delle appendici con l'elenco dei personaggi e dei loro ruoli, nonché la misurazione del tempo (utilissimi per il lettore) e il funzionamento della “Ruota a nove”, gioco divinatorio al quale si fa ricorso in vari momenti della storia.
Dal punto di vista della lettura, forse il “Primo Libro” è il più complesso, perché si pongono le basi del racconto e si danno tutte le informazioni su quanto accaduto nei tempi passati, mentre nel “Secondo Libro”, sulla scorta di queste conoscenze, possiamo seguire agilmente le avventure dei vari personaggi. Al termine di questo volume si rafforza l'impressione di un disegno complesso non ancora svelato e denso di significati, che può essere interpretato a vari livelli, come una fiaba, una raccolta di leggende o addirittura come una costruzione filosofica.

Vista la dimensione contenuta in termini di pagine, i “Quattro libri d'Indaco” sarebbero stati bene raggruppati almeno in due volumi, ma si comprende la scelta di farli uscire separatamente, permettendo al pubblico di valutare l'acquisto parcellizzato con una spesa dilazionata nel tempo.
Sinenomine Silens ha fatto da sé tutto il lavoro di editing e correzione di bozze, compito abbastanza titanico, e nonostante questo i refusi (ne troviamo soprattutto all'inizio del primo libro) sono pochi e non disturbano la lettura. Inoltre, ha cercato di dare completezza al lavoro pur coi limiti imposti dall'auto pubblicazione (le cartine ad esempio necessiterebbero di maggiore spazio, tra le prime pagine del libro, per rendere più facile la consultazione).

Quindi, mi sono convertita al fantasy? Non direi, però continuerò la lettura, perché trovo che la scrittura sia piacevole e nel complesso si tratta di un progetto curato. E poi voglio vedere come va a finire.

To be continued...

Ms Rosewater

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