coffee_books
Visualizzazione post con etichetta esordienti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta esordienti. Mostra tutti i post

venerdì 20 ottobre 2023

Recensione: "Il Battito dell'Orologio" di Marta K. Destler

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi ho il piacere di parlarvi di un romanzo d’esordio letto in anteprima nelle scorse settimane e uscito giusto ieri. Si tratta di Il Battito dell’Orologio, di Marta K. Destler, una storia autoconclusiva che mescola tanti elementi che io letteralmente AMO. Questo libro è stata una coccola, una carezza, una poesia, una medicina per il mio cuore. L’ho amato davvero tanto e vi consiglio di non lasciarvelo sfuggire.
Ringrazio immensamente Marta per la copia in anteprima e Giada Abbiati per avermi proposto questa collaborazione.

Il Battito dell'Orologio
di Marta K. Destler 

Prezzo: 2,99 € (eBook) 18,90 € (cop. rigida) 15,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 548
Genere: fantasy romance, steampunk, cozy mystery
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 19 ottobre 2023

Ovunque, anche a Cambrica, gli Orologi scandiscono il tempo che separa una persona dalla propria Anima Affine, o anima gemella; ma non quello di Harriet Seward. Nonostante segni sempre l’ora esatta, il suo è irrimediabilmente rotto, come nessun altro Orologio al mondo. Ormai si è rassegnata: è destinata a una vita senza la sua Anima Affine. Ma Harriet è determinata a diventare un'Orologiaia, per studiare la scienza di questi misteriosi oggetti e capire perché solo il suo è così, dovesse smontarlo pezzo dopo pezzo. Niente la terrà lontana dal suo sogno, non la famiglia men che meno le inflessibili leggi del tempo. La sua ricerca sembra prendere una piega inaspettata quando si trasferisce in un appartamento impregnato di una storia intrigante ma fantasiosa. Lì, Harriet scoprirà che il suo Orologio non è l'unico a essere rotto. Di chi è quel vecchio rottame abbandonato in soffitta? E come fa l’Anima al suo interno a battere senza un proprietario? Con l'irrazionale compagnia di uno sconosciuto che infesta i suoi sogni in un mondo in bianco e nero, Harriet dovrà espandere le sue ricerche. I suoi studi l'aiuteranno a risolvere il dilemma o dovrà fare i conti con una realtà in cui persino la scienza che tanto ama è incapace di spiegarsi una tale anomalia? Soprattutto, può l’amore trascendere il tempo?

Toni Morrison ha detto: “Se c’è un libro che vorresti leggere ma non è ancora stato scritto, allora devi scriverlo tu”. Marta K. Destler deve aver fatto suo questo consiglio quando ha deciso di scrivere questa storia e non mi sento di biasimarla perché è probabilmente la storia che avrei voluto leggere o scrivere io stessa. Motivo in più per amarla. Innanzitutto ha avuto il coraggio di osare con elementi steampunk che non è usuale trovare in romanzi d’esordio. Siamo in una sorta di epoca vittoriana, in una realtà in cui esistono ancora, anche se non apertamente, culti verso divinità di vario genere. Un’epoca molto evoluta dal punto di vista scientifico e tecnologico, che ha visto in passato anche l’affermarsi della magia, ormai quasi del tutto scomparsa. È presente però un elemento magico che sta alla base del mondo creato dall’autrice, ovvero l’associazione di Orologi alla nascita di ogni bambino che regolano non solo il tempo ma che aiutano anche a trovare la propria Anima Affine, la persona che il Destino ha scelto per loro.

  Harriet attende con impazienza il suo quinto compleanno per sapere dal suo Orologio quando incontrerà la sua Anima Affine, ma purtroppo non lo saprà mai. Come scoprirà più avanti, il suo Orologio è difettoso, rotto. Ma Harriet non ha intenzione di lasciarsi condizionare dalla sfortunata situazione, non sarà certo un Orologio a dirle di chi innamorarsi e quando. Ma vuole comunque sapere, capire come mai il suo Orologio presenti un danno così irreparabile. Ecco perché decide di iscriversi all’Accademia di Meccanica, per diventare un’Orologiaio, ma non vuol fare dei suoi studi un’ossessione, non dopo che quel tipo di ossessione ha condotto la madre alla morte. Decide così di vivere la vita come viene e se non riuscirà a trovare ugualmente la sua Anima Affine non ne farà un dramma. 

Un giorno, sfrattata dal suo appartamento, Harriet si vede costretta ad accettare di abitare una vecchia dimora sfitta da anni e che pare sia infestata da fantasmi. Il suo scetticismo e la sua disperazione la portano a non dare credito alle voci e così si ritrova a traslocare in poco tempo a Clockwork House, una casa che sembra serbare non pochi misteri. Qui tra spifferi inquietanti, spostamenti di mobili notturni e uno strano battito che echeggia tra le pareti trova la sua nuova dimensione, senza che nulla e nessuno la scoraggino. Ma è quando inizierà a fare sogni strani che la sua convinzione inizierà a vacillare. Chi è lo strano uomo che vive in mansarda? Perché lo vede in bianco e nero? E come mai si comporta come se quella fosse casa sua? Queste e molte altre domande assilleranno Harriet che, notte dopo notte, sogno dopo sogno, inizierà ad affezionarsi a quel brillante uomo in mansarda, un uomo capace di trafiggerla con i suoi occhi castani (l’unico colore di lui che riesce a vedere) e pieno di idee e voglia di fare. Ma perché non riesce a farlo uscire da quella stanza? E potrebbe esserci un collegamento con l’Orologio trovato in un armadio, apparentemente abbandonato e non funzionante, che invece sembra battere ancora? Per quanto Harriet volesse non farsi ossessionare da nulla, alla fine non riuscirà a non cercare risposte su questo mistero, l’uomo rinchiuso nella sua mansarda e quell’Orologio che continua a battere nonostante le sue lancette siano ferme. Che fine avrà fatto quell’Anima? È forse intrappolata da qualche parte?

Insieme ad Harriet andremo alla ricerca di risposte in questa storia che si dipana lentamente e che ci riempie la testa di quesiti e dubbi
. L’autrice ha fatto un ottimo lavoro tracciando un worldbuilding affascinante come pochi e regalandoci al contempo qualcosa su cui indagare. Ho letto ogni pagina con gli occhi a cuoricino per lo splendore di ciò che vi ho trovato, una storia che parla di destino, di amori impossibili, di scelte, di speranza. Probabilmente quello di Marta è uno degli esordi che ho amato di più quest’anno, un cozy mystery romantico e magico capace di incantare chi legge. Un’atmosfera steampunk, in cui troviamo una nuova Cambrica industrializzata e all’avanguardia che fa da contraltare a una Old Cambrica del tutto diversa; zeppelin che ospitano un circo itinerante che mi ha emozionato per le vibes da Il Circo della Notte o Caraval, personaggi enigmatici, dettagli sibillini e una protagonista moderna e risoluta sono solo alcune delle cose che ho apprezzato di più del romanzo. 

La cura maniacale di Marta è in ogni pagina, a partire dalla splendida copertina che ha creato lei stessa, o le illustrazioni all’interno, per non parlare dei gadget presenti tra le pagine che in qualche modo hanno contribuito a farmi sentire dentro la storia più che mai. Potrei contestare che il volume del libro è forse un tantino esagerato, ma devo ammettere che non ho fatto la minima fatica a leggere, a portare avanti la storia, segno che anche lo stile è stato piacevole e non c’è stato assolutamente nulla a frenarmi o annoiarmi. Mi sono imbattuta in elementi che amo, ho sognato con la protagonista e immaginato mille spiegazioni diverse alle sue domande, per poi ritrovarmi a scoprire che del Tempo non ci si può fidare, che è infimo e che nasconde anche lui segreti e risvolti unici. Marta K. Destler ci offre questa lezione ma lo fa con grazia e passione e abilità; mette insieme elementi magici e destino, e da brava architetta qual è ci regala una storia costruita a regola d’arte, in cui persino l’amore può trascendere il tempo e lo spazio. 

Se siete amanti di film come La finestra sul lago del tempo o Se solo fosse vero, adorerete anche Il Battito dell’Orologio. Denso, poetico, a tratti malinconico, una storia che vi rimarrà nel cuore e a cui penserete spesso, capace di donare speranza e di far sognare l’impossibile. Super consigliato!

Fonte immagini: Pinterest

martedì 10 ottobre 2023

Review Party: "L'occhio del gufo" di Andrea Butini

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi esce in tutte le librerie L’occhio del gufo, di Andrea Butini, e in occasione di questa uscita trovate su questo blog e su I miei sogni fra le pagine, Le mie ossessioni librose, A libro aperto le nostre recensioni per il Review Party dedicato. Curios* di saperne di più?
 Ringrazio la casa editrice per avermi concesso di organizzare l'evento e per la copia omaggio in cambio di un’onesta opinione.

L'occhio del gufo
di Andrea Butini

Prezzo: 8,99 € (eBook) 16,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 432
Genere: dark fantasy, fantasy
Editore: Mondadori 
Data di pubblicazione: 10 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Nella foresta di Rokthan, un piccolo, insignificante villaggio come ce ne sono tanti, gli animali cominciano a sparire. Sorin, un cacciatore, cerca di comprenderne il motivo. Ma la diminuzione delle prede non è la sua unica preoccupazione: da un paio di giorni, infatti, suo figlio Jas è vittima di strane crisi di violenza. Intanto, un vecchio straniero dall'aspetto emaciato che si fa chiamare Maestro fa la sua comparsa nel paese, portandosi dietro una scia di sangue e di misteri. Per indagare, il capitano Swain è costretto a chiedere aiuto al conciliatore Neth Roven, un uomo distrutto dalla perdita della moglie. E mentre i due si mettono sulle tracce del Maestro, altri eventi inquietanti rompono la quiete di Rokthan: stanno per giungere i pacificatori, soldati della lontana Vanhorn. E sembra che abbiano intenzioni tutt'altro che buone. Cosa sta succedendo davvero? Che collegamento c'è tra le prede scomparse, le crisi del piccolo Jas e l'arrivo del Maestro? E perché un borgo dimenticato da tutti è diventato improvvisamente così importante?

Dark fantasy italiano, primo di una trilogia, L’occhio del gufo di Andrea Butini promette faville sin dalle primissime presentazioni. La cover accattivante - che non a caso fa pensare a Cthulhu - ma anche la trama ricca di mistero, permettono di immaginare una lettura pazzesca e sanguinosa. Decisamente è così. Butini ci attira a sé con una storia nera come la notte, una storia intrigante e complessa, fatta di mille sfumature diverse e capace di allettare nel migliore dei modi chi legge. Chi è abituat* al fantasy tosto troverà qui pane per i suoi denti, in quanto l’autore non fa nessun tipo di sconto, ma ci lascia addentrare in un mondo cupo, violento, enigmatico, raccapricciante. La prima parte del romanzo potrebbe disorientare un po’, anzi lo farà sicuramente, perché sono davvero tanti i personaggi che Butini mette in scena e che noi dobbiamo ricordare, ma… loro si faranno ricordare, ve lo assicuro. Ognuno di loro è un pezzo del puzzle, ognuno ha un legame fondamentale con la ricca trama, una trama fatta di ricerche, vendette, sangue, sacrificio, amicizia e molto altro. Vi sorprenderete quando scoprirete di quanti elementi questo libro si compone.

Butini sa il fatto suo, per essere un’esordiente. In questo romanzo emergono chiaramente riferimenti lovecraftiani, ma il tutto reso in maniera originale e decisamente imprevedibile. Ho letto con curiosità ogni pagina, spinta da una voglia sempre crescente di scoprire fin dove l’autore si sarebbe spinto, fin dove mi avrebbe condotta, e mi sono lasciata pian piano coinvolgere. A partire dalla foresta di Rokthan, un luogo in cui accadono fatti misteriosi, come la scomparsa di numerosi animali, che mette in allarme il piccolo villaggio. Chi c’è dietro alle tante sparizioni? Sorin prova a capirlo insieme all’amico di una vita Marcus e intanto cerca di ritrovare il figlio Jas, anche lui sparito improvvisamente, e vittima, nell’ultimo periodo, di strane crisi violente. Un vecchio rinsecchito dall'aria apparentemente innocua fa la sua comparsa nel villaggio. Si fa chiamare il Maestro e decide di prendere con sé il giovane Luin, figlio di un oste violento e rozzo, e concedergli una nuova possibilità. Ma cosa nascondono le sue farneticazioni e perché sembra che ovunque vada lui giunga anche la morte per qualcuno? E poi il conciliatore Neth Roven che piange ancora l’adorata moglie ma che con il capitano Swain ha deciso di indagare sugli episodi inquietanti di Rokthan. Questi sono solo alcuni dei personaggi che incontrerete lungo il tragitto e che vi terranno compagnia tra misteri da risolvere, creature infernali e avvenimenti inspiegabili.

Butini ha uno stile asciutto, ma allo stesso tempo riesce a trascinare e non annoiare chi legge. L’ambientazione è simil-medievale ma con un tocco di contemporaneità tale da renderla molto più appetibile di quanto ci si possa aspettare. L'ho trovata abbastanza convincente e si denota quanto l'autore ci abbia lavorato per approfondirla e renderla il più credibile possibile.
Non mancano i colpi di scena, ma anche momenti più crudi e feroci che potrebbero triggerarvi non poco. Aspettatevi tutto ciò che ci si aspetta quando si legge un dark fantasy, ovvero sangue, morte e distruzione, ma moltiplicatelo per tre, perché questa non è che la prima parte di un progetto molto più ampio che non vedo l’ora di esplorare fino in fondo. C’è sicuramente molto altro da dire sul romanzo, ma non voglio togliervi il piacere di scoprire cosa riserva. Per me è stato una bella sorpresa, un esordio decisamente notevole che mi sento di consigliare se anche voi, come me, non disdegnate letture più oscure e macchinose, di quelle che non fanno chiudere occhio la notte. L’occhio del gufo vi farà provare brividi del tutto nuovi, vi terrà con il fiato sospeso grazie a un ritmo ben serrato e vi permetterà di conoscere personaggi molto interessanti che si portano dietro storie di grande impatto emotivo. Date una possibilità a questo romanzo, probabilmente una delle novità più interessanti nell’ambito del fantasy italiano d’esordio.



Fonte immagini: Pinterest
grafica: @dolcicarloni

domenica 1 ottobre 2023

Recensione: "La Pietra di Crono" di J.M. Rivers

Buongiorno, lettor*! ^^
Come vi avevo già annunciato ieri su Instagram, oggi vi parlo di La Pietra di Crono, di J.M. Rivers, una bella novità in ambito di esordi fantasy italiani. Stavolta siamo di fronte a un romanzo che mescola sapientemente distopia e mitologia, creando un connubio davvero esaltante! Sono onorata di aver avuto l’occasione di leggere il libro in anteprima, per cui ringrazio l’autore J.M. Rivers - che mi ha anche inviato copia cartacea in cambio della mia onesta opinione - e Giada Abbiati, che si è occupata della parte promozionale e mi ha concesso un posto sulla barca. Scoprite di cosa parla il romanzo e correte ad acquistarlo. È uscito giusto ieri e lo trovate disponibile su Amazon in tre versioni diverse, ebook, flessibile e rigida. 

La Pietra di Crono
di J.M. Rivers

Prezzo: 4,99 € (eBook) 14,00 € (cop. flessibile) 19,00 € (cop. rigida)
Pagine: 254
Genere: fantasy mitologico, distopica, new adult
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 30 settembre 2023

È l’oggetto magico più potente della Storia, usato per ingannare e sconfiggere il padre degli dèi. Si tratta della pietra di Crono, e chiunque la possegga ha il potere di controllare il tempo a suo piacimento. Harleck lavora per i De’ Bisognosi, importante famiglia della malavita newyorkese. Spietato e senza scrupoli, è pronto a tutto per raggiungere i suoi obiettivi, anche uccidere la sua futura sposa nel giorno del matrimonio. Quando però il suo boss decide di sbarazzarsi di lui, Harleck rimane intrappolato in una situazione senza via d’uscita. È allora che la pietra di Crono finisce nelle sue mani, catapultandolo nel futuro, un tempo oscuro dove nulla è più come lui ricorda. Il tradimento subito nel passato ha avuto conseguenze disastrose e adesso il potere è in mano a un temibile tiranno che governa sul nuovo mondo. Tra mostri mitologici, gladiatori nell’arena e rituali sanguinosi, Harleck dovrà imparare a usare i poteri della pietra per sconfiggere i propri demoni e combattere la guerra del futuro.

Era da un po’ che non leggevo un esordio fantasy italiano tanto interessante quanto La Pietra di Crono. Quando Giada e l’autore mi hanno contattata proponendomi il romanzo, sono rimasta davvero colpita dalla trama e dagli elementi presenti, talmente tanto che non ho potuto far altro che accettare la collaborazione nell’attesa di scoprire che cosa questo libro riservasse. Ebbene, una volta iniziata la lettura, la sorpresa è stata tanta e J.M. Rivers, a mio parere, finisce tra gli esordienti da tenere assolutamente d’occhio. La Pietra di Crono è il primo volume di una trilogia che prende spunto dalla mitologia greca, in particolare dal mito di Crono e di Rea. Per chi non conoscesse questo mito, Crono è il più giovane fra i Titani, figlio di Urano (il Cielo) e di Gea (la Madre Terra), che sposa sua sorella Rea. A Crono viene profetizzato che uno dei suoi figli lo detronizzerà e così ogni figlio che Rea gli dà lui lo divora. Stanca e triste per questa situazione, Rea decide alla fine di ribellarsi e alla nascita di Zeus consegna al marito una pietra avvolta in fasce, nascondendo Zeus sul Monte Ida, finché un domani la profezia non si avvererà. L’autore, cresciuto con i racconti della nonna che non erano classiche fiabe bensì miti greci, acquisisce una particolare ossessione per questo mito fino a quando un giorno non decide di intesserci una trama intorno. Ecco dunque che nasce La Pietra di Crono, un romanzo in cui avventura e colpi di scena si bilanciano insieme a moltissimi altri elementi che vi terranno con il fiato sospeso. 

Si parte innanzitutto da un matrimonio, quello tra Anna e Harleck che non finirà esattamente come ci si può aspettare. Anna è figlia del boss malavitoso Cataldo e Harleck… beh, Harleck ha avuto una vita davvero particolare. Cresciuto in orfanotrofio - insieme a Dove e Josh - si è ritrovato poi a essere preso sotto l’ala benefattrice di Victor, anche lui appartenente alla malavita newyorkese e figura di rilievo nella vita dei tre ragazzi e di ogni altro all’orfanotrofio. Ma una minaccia sbagliata alla persona sbagliata può trasformarsi in una dichiarazione di guerra, ed ecco che tutto ciò che non vi aspettereste mai possa succedere a un matrimonio accadrà e sarà davvero sconvolgente. Siamo solo all’inizio, praticamente al prologo, ma l’autore mette già in chiaro che il suo non sarà un romanzo come gli altri, o che comunque non sarà così scontato. Iniziano da subito i colpi di scena e tra un inseguimento e un altro, ci ritroviamo sulla cima della statua della libertà dove si aprirà all’improvviso uno strano varco dal quale apparirà una giovane ragazza dai capelli rossi. Chi è quella ragazza e perché ad Harleck sembra tanto familiare? È in ogni caso la sua unica chance di salvezza e così Harleck la raggiunge ma non sa che con quel salto è finito niente di meno che nel futuro. Ecco, a questo punto mettetevi pure comodi perché i colpi di scena non sono ancora finiti. Harleck giunge nel 2043 ad Amantea, una segreta base militare a Liberty Island, ciò che rimane della vecchia New York. Il mondo che conosceva Harleck non esiste più da circa vent’anni, dopo che una guerra nucleare l’ha distrutta lasciando solo resti inquietanti e aria tossica. Come se non bastasse, qualcuno si è imposto al punto da prendere il sopravvento su ciò che è rimasto degli Stati Uniti e instituendo una sorta di nuova religione, un culto dedicato a lui e al potere che detiene grazie a una pietra e a un albero dagli immensi poteri. Harleck si ritroverà invischiato in questa situazione paradossale, custode anche lui di una pietra con il potere di mutare il tempo, e disposto a tutto pur di far ritorno nel suo passato e cambiare le cose affinché non si verifichi quel futuro, ma non sarà così semplice…

Non vi rivelo troppo per non rovinarvi il piacere di questa lettura, ma sappiate che l’autore non si è davvero risparmiato e ha dato vita a un romanzo in cui nulla è scontato e dal quale dovrete aspettarvi di tutto. Sono rimasta molto colpita da come ha giostrato gli elementi a sua disposizione, penso di non aver mai letto un romanzo fantasy in cui mitologia, distopia e viaggi nel tempo fossero tanto ben amalgamati. Ho apprezzato che per farci entrare nella realtà da lui creata l’autore non si sia perso in lunghi e noiosi spiegoni, soprattutto per quanto riguarda la parte mitologica, per cui temevo di più. Questo non significa che le cose siano trattate in maniera superficiale, tutt’altro! C’è sempre un dosaggio equilibrato delle parole, che non fa che rendere il suo stile sicuro e molto più maturo di quanto ci si possa aspettare da qualcuno al suo esordio. Si vede anche che c’è stato un buon editing (e qui farei partire un coro di angeli) e una cura quasi maniacale dietro questo testo che è privo di sbavature e di quei tipici errori di molti autori alle prime armi.

Harleck è un protagonista decisamente fuori dal comune. Beh, se già nel prologo è riuscito a lasciarmi a bocca aperta, continuerà a farlo andando avanti. Sicuramente è confuso, stordito da ciò che si ritrova davanti ed è spesso tentato di mollare tutto, di tornare indietro e fregarsene di qualsivoglia richiesta da parte di una certa ragazza dai capelli rossi. Eppure, per quanto ci provi, il suo destino sembra essere un altro e alla fine anche lui decide di assecondarlo, provando a conoscere quel futuro spaventoso, a capire cosa fare effettivamente per cambiarlo e a studiare il modo per farlo. Nelle sue mani un potere straordinario che però non sa ancora gestire. Sarà Nadine a istruirlo, la ragazza che lo ha salvato ma che lo ha anche costretto a fare i conti con quella realtà terrificante. E insieme a lei altri personaggi uniti in una Resistenza contro Titano, l’uomo che si è autoproclamato un dio in quel nuovo mondo marcio. 

Degli eroi ricchi di sfumature interessanti, ma più che eroi li definirei anti-eroi, soprattutto il nostro Harleck, che non è esattamente un santo, anzi sono più i lati oscuri che quelli chiari che esploreremo di lui. E poi dei villain altrettanto notevoli, come appunto il già citato Titano, e Adegone, una divinità intrappolata in un corpo umano che nei suoi tatuaggi custodisce pericolosi mostri mitologici da sguinzagliare al momento più opportuno con un solo tocco (Erinni, Minotauro, Chimere... ne vedrete delle belle). I riferimenti ai miti greci sono stati ben trattati, ma a colpirmi maggiormente è stato il worldbuilding distopico, la cornice newyorkese, prima spettacolare come la conosciamo oggi e poi deteriorata e snaturata della sua bellezza, eppure sfondo perfetto per la nuova realtà in cui l’autore si ritrova a muovere i suoi personaggi. In questo futuro c’è anche spazio per elementi robotici inaspettati ma non starò qui a dirvi quali sono perché rientrano in una delle scene più avvincenti di La Pietra di Crono.

Il finale non è così aperto come mi sarei aspettata, ma sicuramente il capitolo post credit lascia con la curiosità di sapere cosa accadrà nel seguito. Vi consiglio di dare una possibilità a questo romanzo, non capita tutti i giorni di incappare in fantasy esordienti così ben scritti e in cui ogni elemento è gestito nel modo giusto. Vi assicuro che non mancheranno adrenalina, imprevisti e sorprese di ogni genere, ma soprattutto personaggi interessanti e una storia che si farà leggere in un fiato.



Fonte immagini: Google immagini, Pinterest, Amazon.it

mercoledì 8 febbraio 2023

Review Party: "Mist and Frost" di Sandy Giannotti

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi partecipo al Review Party di Mist&Frost, di Sandy Giannotti, una novella sequel di Ivy&Ruins. Creature del Crepuscolo. Ringrazio l’autrice per avermi permesso di partecipare a questo evento e per la copia digitale omaggio in cambio di una recensione onesta.

Mist and Frost
di Sandy Giannotti

Serie: Creature del Crepuscolo #1.5
Prezzo: 1,99 € (eBook) 10,90 € (cop. flessibile) 15,90 € (cop. rigida)
Pagine: 187
Genere: fantasy, new adult, racconto
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 28 gennaio 2023

È ormai passato un anno da quando Hunter Hargreaves e i suoi fratelli sono fuggiti da Rosedale. I tre, assieme al changeling Killian Thorne, si sono trasferiti a Northwood, una metropoli molto diversa dalla loro città natale. Ed è proprio lì che Hunter cercherà di rendersi utile: al calar della notte, tiene al sicuro i suoi abitanti, vestendo i panni di quella che i mezzosangue chiamano con terrore la caccia selvaggia. Da qualche mese, molte ragazze sono state trovate annegate vicino al fiume. L’unico indizio sono gli occhi cavati. Si vocifera di un serial killer a piede libero, ma Hunter sa che c’è di più dietro la loro morte. Sprofondando nelle trame del Mondo Nascosto, Hunter si troverà a fare i conti con un nemico apparentemente inarrestabile. Tuttavia, non sarà da solo. L’incontro con Hiems, la regina della corte dell’inverno, cambierà ogni cosa.

Ivy&Ruins ha segnato l’esordio letterario di Sandy Giannotti, giovane autrice dalle tante passioni tra cui quella per il mondo dei Fae. Proprio intorno a questo mondo e al folklore celtico, ruota la sua serie Creature del Crepuscolo. Sandy ha in programma diversi volumi per questa serie, ma intanto ci regala una novella che ha per protagonista Hunter, il fratello maggiore di Evans ed Everan. Abbiamo già conosciuto questi personaggi nel primo volume, ma Hunter era rimasto un po’ in ombra, un personaggio che era chiaro avesse molto altro da dire e che finalmente ha potuto avere lo spazio che meritava in Mist&Frost. 

L’autrice non delude. Il suo stile qui è più maturo e sicuro e qualche piccola imperfezione riscontrata nel libro d’esordio è bella che abbandonata. La novella è breve, sono circa 180 pagine, eppure vi è condensata tutta una serie di eventi molto importanti ai fini della storia. Se avete letto Ivy&Ruins e avete intenzione di proseguire con questa serie, non potete assolutamente tralasciare la lettura di questo piccolo, indispensabile volume.

La storia riprende da dove si era conclusa nel primo, con i protagonisti in fuga. Rosedale adesso è solo un ricordo e Hunter, Evans, Everan e il changeling Killian, ormai di famiglia, si sono rifugiati a Northwood e qui hanno iniziato una nuova vita. Eppure, non possono dimenticare il loro passato, non possono mettere da parte ciò che è successo, gli eventi che hanno vissuto e che li hanno segnati. Hunter ha molta responsabilità sulle proprie spalle, eppure si sente inutile, senza un vero scopo nella vita. Gli attacchi di panico lo tormentano e le sue giornate sembrano complicarsi sempre di più. Trova il modo di sfogarsi occupando le notti a uccidere mezzosangue, vuole riuscire a fermare una serie di omicidi di giovani donne ritrovate senza occhi in un fiume. Lo chiamano la Caccia Selvaggia (argomento che ritorna tra le mie letture, è destino) e fa strage ovunque colpisca. Ma resta pur sempre umano, un solo umano.

<<Cercavo di salvare delle vite, ma arrivavo sempre troppo tardi. Così, tutto ciò che mi restava era pareggiare i conti.>> 

Quando gli indizi lo portano verso gli Oni, delle creature misteriose, demoni giapponesi, con a capo un essere immortale, Makai, non può più prendere le cose alla leggera, dovrà lasciarsi aiutare. E sarà così che si imbatterà in Hiems, regina della Corte dell’Inverno, una donna bellissima con cui, sin da subito, instaura un legame molto forte. Sebbene tentino entrambi di non farsi coinvolgere troppo, sarà inevitabile e quella che sembrava una storia basata semplicemente sull’attrazione fisica, potrebbe diventare qualcosa di molto più profondo e importante.

Hunter e Hiems si ritrovano a mettersi entrambi sulle tracce di Makai, con lo scopo di carpire il segreto della sua immortalità e avere un punto debole da colpire, ma Hiems ha in realtà i suoi segreti e, sebbene sia una Fae e non possa mentire, riuscirà a non rivelare le sue vere intenzioni fino alla fine. Anche Hunter però nasconde la verità su di sé e sulla famosa àncora che dovrebbe proteggere. E qui è meglio che io taccia perché potrei rischiare di rivelarvi troppo e non voglio spoilerare nulla :P

L’autrice è stata molto brava nel creare i rapporti tra i suoi protagonisti, rapporti messi in dubbio da situazioni più grandi di loro, che tendono ad allontanarli ma che poi li portano a trovarsi. Mi riferisco sia a ciò che lega Hunter e Hiems, ma anche al legame più ingarbugliato di Hunter con i fratelli, soprattutto con Evans. Evans che non vuole più intraprendere l’università e che vuol seguire una strada diversa, Evans che adesso è cresciuta e che ha voglia di prendere delle decisioni in autonomia, fare ciò che la fa sentire bene. Ci metterà un po’ Hunter a capirlo, a ritrovare la sintonia con lei, ma alla fine comprenderà il bisogno della sorella e accetterà il fatto che non è più la stessa ragazza di prima, non dopo tutto quello che è successo a Rosedale. In questa piccola storia c’è anche spazio per due che speravo tanto di ritrovare e di cui non vedo l’ora di leggere nel prossimo romanzo, ovvero Everan e Killian. La tensione tra loro è, come sempre, palpabile, anzi ancora più accentuata qui, ma la storia è narrata esclusivamente dal pov di Hunter e quindi avremo solo piccoli pezzetti di questa coppia e delle scintille che emanano ogni volta che sono insieme. 

Posso dirmi soddisfatta di questa lettura, perché l’autrice è riuscita a non fare mancare proprio nulla, gli ingredienti ci sono tutti, amore, famiglia, avventura, rivelazioni, anche qualche momento molto spicy, e sebbene le proporzioni non siano sempre equivalenti, mi sono divertita a leggere ogni pagina e sono rimasta a bocca aperta nel finale, nell’attesa adesso di avere un seguito altrettanto appagante. In più, ho apprezzato la mescolanza di folklore, qui infatti vengono inseriti elementi appartenenti alla cultura giapponese e la cosa mi ha affascinata parecchio, sebbene probabilmente meritava ancora più approfondimento.

Concludo riconoscendo che Sandy Giannotti ha fatto davvero un ottimo lavoro, la storia è costruita bene e intriga, i personaggi continuano a crescere e a farci affezionare, le tematiche importanti non mancano e, in generale,  il mondo cui ha dato vita regala belle sorprese e incanta come pochi. Questa serie è assolutamente da leggere! ;)





Photo credit: @francikarou @coffeeandbooks
Art: @meridyan_art

venerdì 25 novembre 2022

Recensione: "Cronache delle Multisfere. L'ombra di Durgash" di Tommaso Sguanci

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di Cronache delle Multisfere. L’ombra di Durgash, di Tommaso Sguanci, romanzo che mi è stato gentilmente inviato dall’autore, ed edito Bertoni. Non ne avevo affatto sentito parlare, nonostante sia uscito a luglio, e così, incuriosita, ho deciso di dare una possibilità a questo fantasy italiano di un autore emergente molto interessante. Vi lascio alla lettura della mia opinione e, come sempre, vi aspetto nei commenti! ;)

Cronache delle Multisfere. L'ombra di Durgash
di Tommaso Sguanci

Prezzo: 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 264
Genere: fantasy
Editore: Bertoni
Data di pubblicazione: 26 luglio 2022

Leitar è un ragazzo pieno di sogni ma povero di talenti. Adottato da una coppia senza figli, trascorre le giornate lavorando alla fucina del padre, che non perde occasione per fargli pesare la sua incapacità. La sera si immagina guerriero indomito che sconfigge mostri e draghi, ma la mattina lo riporta alla cruda realtà. Laura è una ballerina talentuosa che lavora come manichino vivente in un negozio a Valencia, insieme all’amica Aldara. Soffre a causa dell’ultima relazione, ma quando incontra Miguel pensa di aver trovato colui che le può ricucire le ferite del cuore. Ma l’amore non è solo felicità e pace, soprattutto quando l’invidia s’intromette. Quando Durgash il demone si risveglia dall’Abisso per dominare tutto ciò che esiste, Leitar e Laura si ritrovano a condividere un destino che non credevano possibile, da cui dipende l’esistenza dei loro mondi così lontani chiamati Multisfere. Sotto la guida di Mìriador, potente stregone, i due giovani devono percorrere la strada perduta che porta all’Antico, unico capace di fermare Durgash. Sapranno trovare il modo di viaggiare fra le Multisfere, riusciranno ad affrontare le proprie paure in modo da non mettere a repentaglio la missione?

Un paio di mesi fa ho accettato una collaborazione per un romanzo fantasy che sembrava parecchio intrigante dalla trama, stabilendo una recensione per questa data, 25 novembre. Ho iniziato a leggerlo subito, non appena mi è stato inviato, e a poco a poco mi sono ritrovata coinvolta dalla storia e dai personaggi. Sebbene lo stile dell’autore, a mio parere ancora un po’ acerbo, non rientri nelle mie corde, ho trovato questo romanzo piacevolmente ricco di potenzialità (anche se non tutte sfruttate a dovere). La storia viene narrata in terza persona e si svolge in due mondi paralleli. In uno conosciamo Leitar, un giovane adottato da un fabbro e da sua moglie, che aiuta l’uomo nella sua fucina ma un po’ svogliatamente. Leitar ha grandi sogni, grandi aspirazioni. Vorrebbe dimostrare di avere valore, e diventare un eroe leggendario. Un giorno, mentre la città di Altas è in festa e celebra il cavaliere Seil che ha salvato la principessa Chiardiluna dalle grinfie di un terribile mostro, si presenta Mìriador, il mago più potente del Regno, a proclamare la venuta del demone Durgash e dei suoi eserciti mostruosi, un evento che potrebbe scombussolare le vite di tutti. <<Durgash salirà dall’abisso con una schiera di demoni e mostri di ogni sorta e insieme oscureranno il cielo. Porteranno l’inverno senza fine e la nebbia eterna, che tutto occulta. La spaventosa coda del demone trascinerà al suolo le stelle che, schiantandosi come enormi torce accese, bruceranno tutta la terra. Le nostre vite saranno spezzate dalle loro lame, i sopravvissuti saranno presi dalle pestilenze e dalle carestie, vivendo una vita da schiavi.>> Ma c’è ancora una speranza, secondo un famoso Oracolo, ed è un eroe coraggioso che riesca a raggiungere il perduto Castello Empireo nel Regno di Solaria e chiedere l’aiuto dell’Antico Imperituro. L’impresa sembra fatta per Seil, è a lui che il mago ha pensato di rivolgersi, ma Seil ha adesso nuovi progetti, come sposare la principessa e garantire ad Altidea un re forte e presente. A lui la magia non interessa. È così che si fa avanti Leitar, lasciando tutti di stucco, lui che non ha nessuna esperienza come cavaliere e nemmeno come mago, lui che non ha neanche il fisico adatto per tenere in mano una spada. Ma Mìriador accetta la sfida e decide di addestrarlo, di prepararlo all’impresa. Alla fine Leitar non ha nulla da perdere e il coraggio pare non gli manchi. I suoi sogni per divenire davvero un eroe stanno per avverarsi e, sebbene Leitar non sappia cosa lo aspetti, è più che felice di seguire il mago.

Si passa poi all’altra realtà che viene raccontata, in cui troviamo una giovane ragazza che lavora da Zara, come manichino vivente e commessa. Siamo quindi in un epoca contemporanea, dove la magia non esiste, e seguiamo le vicende di Laura alle prese con delusioni d’amore, un’amicizia molto forte, un nuovo interesse amoroso e molto altro. L’amore è quasi il fulcro della vita di Laura, romantica sognatrice che insegue l’ideale del ragazzo giusto, dopo tanti sbagli passati. Una sera conosce Miguel e tra loro scocca subito la scintilla, iniziano a frequentarsi, a conoscersi sempre di più e per Laura non c’è quasi più dubbio che sia lui la persona giusta per lei, l’amore della sua vita, quello che ha sempre desiderato trovare. Ma il rapporto con l'amica Aldara si incrina, le due, seppur molto legate, iniziano ad allontanarsi, a provare rancore, a cercarsi e a non riuscire a trovarsi. Le cose però non riusciranno a rimettersi a posto, perché Laura scoprirà lati di Aldara che non conosceva e anche la sua relazione con Miguel ne risentirà. Ed ecco che dopo essere stata delusa da entrambi, Laura si ritroverà al mare, attirata da una strana, abbagliante luce. Inizierà a percorrerla, ad andarle incontro e… tutto ciò che prima faceva parte del suo mondo sparirà per sempre.

Questo libro parla di mondi paralleli, le Multisfere, e ho trovato originale che l’autore abbia combinato mondi diversi ma anche epoche diverse. Se, infatti, il mondo di Leitar ricorda un po’ il mondo dei fantasy più classici, quasi medievaleggiante, quello di Laura è praticamente un mondo moderno che non ha assolutamente nulla a che fare con l’altro. Superata la metà del libro, i due personaggi si incontreranno perché Laura, seguendo la luce sul mare, attraversa praticamente un portale che la conduce nel mondo di Leitar. Per lei non sarà facile ambientarsi a quella nuova e sconosciuta realtà. Leitar e Mìriandor le daranno tutto il supporto possibile ma è sicuramente lei che affronta le sfide più grandi. Mentre Leitar, che incarna la classica figura del ragazzo che insegue la gloria e vuole essere ricordato, fa di tutto per raggiungere i suoi scopi, affidandosi totalmente al mago, allenandosi, meditando, studiando la magia, Laura è invece lontana anni luce dalla realizzazione dei suoi. Anzi, il suo sogno più grande si è appena infranto, eppure lei riesce a non buttarsi giù, dedicandosi a nuove sfide, affrontando il dolore e imparando a usare la magia insieme a Leitar. I due diventeranno più forti insieme, sotto la guida di Mìriador, pronti a combattere quando giungerà il momento e a salvare il mondo dalla catastrofe. Ma li aspettano davvero tanti ostacoli prima di riuscire nell’impresa, sia prima che dopo il loro incontro. Il volume lascia la porta aperta a un seguito (questo è solo il primo libro di una trilogia) ed è pronto a regalare ancora interessanti avventure che ci porteranno sicuramente a esplorare nuovi Regni e nuove Multisfere.

Mi sono lasciata incuriosire dalla storia delle Multisfere, sebbene come vi dicevo all’inizio, non manchino delle pecche. Vi sono punti in cui la parte raccontata prevale, diventa quasi un resoconto veloce, distaccato e striminzito e non pare di leggere una narrazione da romanzo fantasy, di quelle ricche e appassionanti; inoltre questa speditezza influisce sull’emissione di emozioni, che in determinati momenti si sente proprio mancare. Ho trovato migliore e più elaborata la parte dedicata a Leitar, quella ambientata nel contesto fantasy. L’autore usa un linguaggio idoneo, le descrizioni sono adeguate al tipo di mondo narrato e, in generale, riesce a suscitare più attrattiva. Poi vengono mescolati elementi magici, esoterici e filosofici e mi è sembrato decisamente un buon connubio. La parte dedicata a Laura, invece, si discosta totalmente dall’altra, arrivando ad allungarsi fin troppo. Ci sta che l’autore abbia voluto raccontare la diversità tra i due personaggi, uno che incarna l’eroe tipico e l’altra la sognatrice innamorata, ma si finisce col leggere, quasi per metà libro, una storia d’amore che, sì porta a una svolta cruciale per la protagonista, ma se fosse stata più corta avrebbe comunque portato lì. Nonostante questo, i personaggi sono ben delineati, sebbene stereotipati, ed è facile immedesimarsi in loro, soprattutto con Laura, il personaggio più vicino a noi e alla nostra realtà. Non mancano descrizioni particolarmente suggestive, momenti carichi di tensione e piccoli colpi di scena. Anche alcune delle tematiche presenti sono particolarmente interessanti e spingono a credere in se stessi e nei propri sogni, ad affrontare ogni sfida a testa alta e a rialzarsi quando si è caduti per proseguire il cammino più determinati di prima. Consiglio questo libro se siete alla ricerca di un fantasy in cui si mescolino elementi classici e moderni, ma soprattutto se siete fan di storie su portali magici e mondi paralleli. Buona lettura! ;)

Grazie infinite all’autore e a Elisa Costa per avermi omaggiata di una copia del volume e avermi dato la possibilità di leggerlo in cambio di una recensione onesta.

Fonte immagini: Pinterest

domenica 13 febbraio 2022

Recensione: "Il cavaliere di Riom. Il risveglio della magia" di Gianluca Agomeri

Buona domenica, caffeinomani! ^^
Oggi vi parlo di un libro che ho finito di leggere già da un po’ e che, tra casini e impegni vari, non ero riuscita ancora a recensirvi. Si tratta de “Il cavaliere di Riom. Il risveglio della magia” di Gianluca Agomeri. Mi ha molto incuriosita la mail della ragazza che ha curato l’editing del libro, è stata lei a contattarmi, dicendomi di come questo romanzo fosse parte di un progetto di tesi di laurea in Editoria digitale. Mi ha anche inviato una copia cartacea del libro e di questo la ringrazio di cuore, così come ringrazio l’autore. Il libro si è rivelato una buona lettura, ma per saperne di più continuate a leggere ;)

Il cavaliere di Riom. Il risveglio della magia
di Gianluca Agomeri

Prezzo: 4,99 € (eBook) 19,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: fantasy
Illustrazioni: Leonardo Logli
Editore: Passione Scrittore Selfpublishing
Data di pubblicazione: 15 ottobre 2021

Le grandi guerre di magia che avevano sconvolto il regno di Riom sono un ricordo lontano. Spaventose notizie, però, giungono dai confini orientali: un nemico sconosciuto ha riesumato le terrificanti pratiche della magia nera, avida di potere e di conquiste, e si prepara con un esercito a invadere il regno della regina Estefen Diphitiana. Una fragile e ingenua adolescente è la chiave inconsapevole per far risorgere la magia bianca, paladina della libertà e della vita. Un soldato solitario e scontroso la accompagnerà nella sua missione e grazie a lei riscoprirà sentimenti ormai sepolti dal tempo. Una nuova guerra di magia ha inizio e soltanto il coraggio, la lealtà e l’amore potranno opporsi alle trame dell’oscuro nemico.

Sapete bene quanto io ami il fantasy e non mi tiro indietro quando una trama mi cattura. Il cavaliere di Riom mi è sembrato da subito un fantasy interessante, che pareva promettere grandi cose: un regno da salvare, un soldato solitario e tormentato in cerca di vendetta e redenzione, una regina forte e intelligente con grandi responsabilità e un nemico misterioso. In tutto questo mettiamoci anche la magia, una magia che nel mondo creato dall’autore è considerata al pari di una leggenda, una diceria che la gente preferisce accantonare, non considerare. Troppo pericoloso pensarci, anche quando l’evidenza parla chiaro. Eppure, pare non si tratti solo di leggenda. Qualcuno è riuscito a riesumare l’antica magia nera, mentre quella bianca è rimasta sigillata. Non vi è equilibrio e questo potrebbe portare al caos. Ecco perché la regina Estefen, del regno di Riom, decide di contrastare l’avanzata del nemico col suo esercito e con l’aiuto di due alleati indispensabili: il solitario e fedele cavaliere Glatt, dall’oscuro passato, e la giovanissima e ingenua Charnette. Saranno loro, insieme, a portare avanti la missione di ripristinare la magia bianca e contrastare quella di un enigmatico stregone presente nelle fila del nemico. La missione si rivelerà molto più pericolosa del previsto, ma i nostri eroi sapranno difendersi, imparando al contempo a conoscersi, affezionandosi inevitabilmente l’uno all’altra e instaurando un legame molto speciale. Sarà proprio grazie a Charnette, che Glatt capirà più cose su se stesso e i suoi sentimenti, mentre la ragazzina si rivelerà una chiave fondamentale nella riuscita dell’incarico loro affidato, portatrice inconsapevole di un potere straordinario. Un viaggio insidioso quello che li aspetta, tra conflitti sanguinosi, incontri con maghi, assassini e molto altro. Riusciranno i nostri eroi a riportare nel mondo l’equilibrio tra bene e male, tra magia nera e magia bianca? Riusciranno a salvare il Regno e a fermare un nemico che si muove nell’ombra?

Il cavaliere di Riom è il primo volume di una duologia fantasy di ambientazione medievaleggiante. Dai luoghi descritti, alle armi, ai combattimenti, tutto contribuisce a dare a questa lettura uno stampo più classico. La storia procede con un ritmo, direi, lineare, in cui ogni tanto si inserisce qualche colpo di scena ad accrescere la tensione. Dal punto di vista dell’editing, devo ammettere che è stato fatto un buon lavoro, il testo è curato e pulito, anche se lo stile dell’autore l’ho trovato troppo denso per i miei gusti. Avrei preferito fosse stato più asciutto e scorrevole, invece molto spesso mi imbattevo in paragrafi immensi, con pochissimi dialoghi. L’autore ama le descrizioni, non si può dire che lesini su queste, infatti non manca di introdurre personaggi e luoghi in maniera ampia e il più possibile completa. Forse sono anche troppi i dettagli che concede, io sono più per il “less is more”, mentre Agomeri ha uno stile più prolisso e “spiegato”. Proprio per questo, ci si può imbattere in concetti rimarcati e ripetizioni che rallentano un po’ l’andamento del romanzo, ma nulla tolgono all’impatto che la storia ha sul lettore. Punto a favore è sicuramente il worldbuilding, intorno al quale si denota un’attenzione meticolosa. Si ha un quadro ben preciso dei luoghi in cui i protagonisti si muovono e di tutto il mondo che fa da sfondo alla storia. I personaggi li ho trovati ben caratterizzati, sebbene alcuni un po’ stereotipati, ma devo dire che non mancano di riservare piccole sorprese e mi auguro lo facciano anche nel seguito. I combattimenti sono una parte importante del romanzo. L’autore mostra particolare interesse anche per l’aspetto politico della storia e questo ha reso il tutto più intrigante e ha dato al romanzo un’impronta più matura e appassionante. Il punto di vista che si sposta dalle fila di un esercito all’altro è stata una delle novità più coinvolgenti del romanzo, seguiamo infatti i movimenti dei protagonisti principali della storia, così come quelli dei nemici e degli antagonisti; e in più, all’interno della storia, abbiamo una sottotrama molto interessante, capace di catturare ancora una volta il lettore e dare un tocco peculiare al romanzo. Il cavaliere di Riom ha sicuramente qualche difetto nella forma, ma in generale è un buon libro d’esordio con anche i suoi pregi. La storia si segue con interesse, pian piano riusciamo ad affezionarci ai personaggi, a voler sapere se riusciranno a portare a termine la loro missione, a scoprire cosa il destino riserverà loro, a saperne ancora di più del nemico. Tra battaglie, amicizia, lealtà, amore e magia, Il cavaliere di Riom si distingue come un romanzo capace di conquistare in maniera semplice e spontanea. Ogni dettaglio di questo libro esprime dedizione e impegno, sia da parte dell’autore che da chi ha curato l’editing. Consiglio la lettura a chi è in cerca di una storia genuina e intrigante, capace di riservare piccole e inaspettate sorprese.
A presto!
xoxo
Fonte immagine: Pinterest
Photo credit: @francikarou

martedì 11 gennaio 2022

Review Party: "Soluzione Kepler" di Ilenia Maria Calafiore (a cura di Anna)

 
Buongiorno, lettor*!
Oggi il blog partecipa al Review Party del libro di un'autrice italiana che pone l'attenzione, con la sua storia, sull'ambiente. Il libro in questione è "Soluzione Kepler" di Ilenia Maria Calafiore, Casta Editore, e lo ha letto la nostra Anna. Vi lascio alla sua recensione e ne approfitto per ringraziare Barbara di Fenice fra le pagine per averci incluso nell'evento e la casa editrice per la copia omaggio.

Soluzione Kepler
di Ilenia Maria Calafiore

Prezzo: 13,00 € (cop. flessibile) 
Pagine: 94
Genere: narrativa per bambini e ragazzi
Editore: Casta Editore
Data di pubblicazione: 30 settembre 2021

Luis vive in un mondo dove non ci sono bambini e l’aria è irrespirabile. Diventare ambasciatore dell’umanità con focus sul recupero della biodiversità è un sogno, in un mondo dove anche i camerieri sono stati sostituiti dai robot. Se non fosse che per il suo lavoro viene chiamato dalla gente “l’uomo della fine”, è lui infatti a catalogare tutte le cose che scompaiono in questo mondo agonizzante. Nella selva grigia ecuadoriana troverà qualcosa che lo spingerà a cambiare se stesso, prima che un grande evento costringerà tutti quanti a cambiare: l’inscatolamento.

Con il suo romanzo d’esordio Ilenia Maria Calafiore entra nel panorama della letteratura Young Adults con un distopico breve ma intenso, diretto, così realistico da colpire come un pugno nello stomaco. Una tematica importante quella della denuncia ambientale, che trova nel mondo della narrativa la giusta strada, nella speranza che i giovani sviluppino la necessaria sensibilità verso lo splendido pianeta che non ci appartiene, ma a cui apparteniamo. Non amo i romanzi distopici, lo ammetto, ma questa scrittrice emergente ha trovato il giusto equilibrio tra la brevità della narrazione e un lessico semplice ed esplicito che dà vita a un racconto coinvolgente e originale, da leggere tutto d’un fiato. La trama è avvincente e incarna le angosce dell’umanità per un avvenire tutt’altro che roseo, un futuro che purtroppo è già presente. Studiare il passato e la storia delle società e di tutte le specie animali, vegetali, minerali che hanno vissuto e vivono sul pianeta Terra e che lo rendono unico e insostituibile, può aiutarci a capire meglio i complessi “perché” del presente. Allo stesso modo il genere distopico, con la simulazione di possibili, spesso tremendi, scenari futuristici può essere utile per acquisire consapevolezza, pensare a un'inversione di rotta ed esorcizzare paure concrete, per fare in modo che i nostri timori, anziché paralizzarci, possano diventare il motore di un cambiamento, forse, ancora possibile.

New York, 2195. New York è ormai da decenni una città uguale a tutte le altre, Dubai, Lione, il Nepal, il Botswana, l’Equador… tutto uguale, tutto morto. La grande battaglia per l'ambiente è stata dichiarata persa nel 2055. L’aria è irrespirabile, la gente si “frequenta” soltanto attraverso la realtà simulata, incidenti nucleari e inquinamento hanno causato irreversibili danni climatici, quasi tutte le specie conosciute, animali e vegetali, si sono estinte e il cibo è sintetico. Non ci sono più nascite, la popolazione anziana ha un'alta aspettativa di vita grazie all’avanzamento del livello tecnologico e della medicina, ma la Terra è morta. Si tratta soltanto di una lenta estinzione “controllata”.

Luis è uno dei pochi giovani rimasti e ha appena ottenuto uno dei lavori più prestigiosi dall’ONU: sarà un Ambasciatore per l’Umanità con focus sull’Esaurimento della Biodiversità e il Recupero dell’Origine Genetica, in altre parole un Uomo Della Fine. Dovrà monitorare l’estinzione delle specie, recuperarne il DNA per inserirlo in banca dati, tenere sotto controllo l’ambiente registrandone il degrado. Nel suo agghiacciante viaggio per il mondo, Luis certificherà la chiusura dell’ultimo asilo, la morte dell’ultimo albero di cedro, la fine degli elefanti, l’ultimo arcobaleno…

Inaspettatamente, arriva una promozione: diventerà un Uomo dell’Inizio! Nessuna nuova nascita a dare speranza, purtroppo, soltanto miglioramenti e scoperte tecnologiche da catalogare, tuttavia il suo primo incarico pare grandioso: a Dubai una ricca organizzazione privata ha costruito un Centro di Ricostruzione Ambientale, un centro “ricreativo” accessibile solo a miliardari, in cui potenti software hanno ricreato, attraverso sofisticati effetti speciali e ologrammi, tutti gli ecosistemi ormai estinti del pianeta, con i suoi profumi, il rumore del vento, la luce e il calore del sole, la freschezza della pioggia, gli animali… il miracolo della natura. Ma la pubblicazione del report della visita a quel luogo incredibile ha effetti devastanti per l’intero equilibrio sociale, economico e politico del mondo: la possibilità di conoscere la Terra come era prima dei cataclismi, seppure ricreata virtualmente, è patrimonio di tutti, perché deve essere riservata a pochi? Tutta la popolazione ha diritto a vivere in uno splendido mondo artificiale, chiudendo fuori per sempre l’incubo della realtà, ma a quale prezzo?

La mobilitazione dei partiti ambientalisti del pianeta porta i governi a una scelta senza precedenti e irreversibile: l’Inscatolamento.

Il danno causato dall’egoismo, dall’incuria, dal disinteresse dell’umanità descritto in SOLUZIONE KEPLER purtroppo non è poi così lontano dall’essere vero e ci invita a non nasconderci ulteriormente davanti a una emergenza climatica e ambientale che non riguarda più un potenziale futuro ma che è purtroppo il presente di tutti noi.


Anna



Photo credit: @anna_bookfantasy


LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...