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mercoledì 21 maggio 2025

Recensione: "Two Twisted Crowns" di Rachel Gillig (a cura di Marika)

Ben tornati tra le nostre parole, amati Coffeeaholics del cuore!
Ve l'avevamo detto che ci avreste viste più spesso su questi canali e così, eccoci qui, pronte sempre a parlarvi di cose che ci appassionano. E proprio a proposito di passioni, nei giorni scorsi tra una ciliegia e l'altra (fate pure tante, perché si sa che non esistono misure riguardanti questo frutto), ho finito Two Twisted Crowns, il secondo volume della dilogia di Rachel Gillig, nonché seguito di One Dark Window di cui vi ho parlato la settimana scorsa. E che dirvi se non che si tratta di un viaggio meraviglioso con una degna conclusione? 

Two Twisted Crown
di Rachel Gillig

Prezzo: 14,99 € (eBook) 24,90 € (cop. rigida)
Pagine: 492
Genere: fantasy
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 30 aprile 2025

Nel capitolo conclusivo della dilogia, Elspeth deve affrontare il peso di ciò che ha fatto, mentre lei e Ravyn si imbarcano in una pericolosa missione per salvare il regno ormai in preda a un re tiranno e alla magia nera. Elspeth e Ravyn hanno raccolto la maggior parte delle dodici Carte della Provvidenza, ma l'ultima – e la più importante – resta da trovare: gli Ontani Gemelli. Per recuperarla prima del Solstizio e liberare il regno, dovranno attraversare l'oscura foresta avvolta dalla nebbia. L'unico che può guidarli è il mostro che abita la mente di Elspeth, l'Incubo, ma lui non sembra più disposto a collaborare…

Con One Dark Window eravamo rimasti in un punto cruciale: il regno si appresta a eleggere un nuovo principe al trono, mentre Elspeth e Ravyn si ritrovano immischiati in una guerra tra due famiglie antiche e tra due sovrani spietati e desiderosi di vendetta. E come se non bastasse, a complicare tutto si aggiunge l'Incubo, il mostro che abita dentro la protagonista, pronto a prendere il sopravvento e a vendicarsi di tutte le persone che gli hanno arrecato danni. Lo Spirito della Foresta è sempre più inquieto e instabile, e il tempo oramai è agli sgoccioli per ricostruire il mazzo delle Carte della Provvidenza che permetterà ai protagonisti di liberare Blunder dalla nebbia e dalla magia oscura e di salvare le persone amate da morte certa. Una corsa contro il tempo e contro quegli arcani che minacciano di sopraffare tutto e di far crollare una pesante coltre di oscurità. E per giunta, ad aggiungere benzina a un fuoco di problemi già alto, c'è la caccia alla carta unica e rara degli Ontani Gemelli. Una carta che non solo caccerebbe via la malattia, ma che permetterebbe a Ravyn di sciogliere le catene di Elspeth e di darle la vita che merita da sempre. Comincia così, un viaggio pericoloso in cui il nostro protagonista disilluso, stanco e con il cuore a pezzi, insieme al suo più grande nemico, decide di attraversare la foresta, luogo ai margini del regno, nonché cuore pulsante della magia di sale che tutti temono. E lo fa consapevole del pericolo e della possibilità di non tornare indietro dalla sua famiglia. Riusciranno a regalare a Blunder una nuova vita, o soccomberanno allo Spirito? 

Rachel Gillig torna in libreria con il secondo volume di una storia che ci ha tenuti con il fiato sospeso e con un finale mozzafiato e allo stesso tempo doloroso. E lo fa portando con sé una nuova ondata di disperazione e oscurità per i lettori che nel primo libro hanno imparato ad amare Elspeth con la sua durezza e i suoi lati spigolosi, e Ravyn con la sua sensibilità d'animo. Difatti, con il suo stile espressivo e un linguaggio che ci ha abituati tanto alla crudezza, quanto all'eleganza, non si risparmia sulle situazioni pericolose, sugli struggimenti e sugli accadimenti da torcibudella. I protagonisti, che avevamo lasciato distrutti e disperati, li ritroviamo ora animati da una nuova consapevolezza: combattere per la sopravvivenza e per quel futuro che anelano lontano dai sotterfugi, dagli imbrogli, dalle imposizioni e dalle persecuzioni. Troviamo Elspeth, colei che combatte contro sé stessa e contro l'Incubo pur di rimanere a galla, e di avere il controllo sulla sua mente e sul suo corpo; Ravyn, dilaniato dallo sconforto e con un cuore distrutto in mille pezzi per la sua amata e per Emory, quel fratello verso cui nutre sensi di colpa. E ancora Renelm, il principe che da dimenticato ritorna sulle scene, divenendo il nuovo erede al trono, allentando il suo cuore dalla morsa di ghiaccio e diffidenza in cui l'aveva rinchiuso; e Ione, la ragazza la cui bellezza si trasforma da qualità ad arma pur di salvare la sua famiglia. 

La cosa che fa riflettere di questo nuovo capitolo, è la presenza dell'Incubo, un qualcosa che dal primo volume avremmo definito con un'accezione negativa (vista la sua presenza quasi forzata nella mente di Elspeth), ma che in molti tratti, si può osservare in una forma di vicinanza e di protezione per quella fanciulla che nel tempo ha imparato a conoscere. È un villain, ma come ogni figura di questa categoria, ha un passato cruento, delle motivazioni e un lato umano nato in un tempo che gli ha dato sia gioie che dolori.

Personalmente, ho amato tantissimo Two Twisted Crowns, un po' di piu di One Dark Window, e le motivazioni sono semplici: in questo romanzo, vengono fuori i sentimenti puri di Ravyn che non si risparmia nella sofferenza per ciò che ha perso e per ciò in cui spera ancora; la paura e le vessazioni degli oppressi e di tutti quelli che vengono perseguitati per la loro magia, e per il loro essere "diversi"; la ferrea forza di volontà di Elspeth e il suo viaggio introspettivo che le permettono di non annullare la sua persona e di farne prevaricare un'altra; e la decisione di un principe vittima di soprusi, di agire per sé stesso e dare al regno la guida che merita. 

In conclusione, è un volume di seconde possibilità e di rivalsa, dove i personaggi, prima di agire da eroi locali per tanti, lottano per le loro anime e la propria felicità.

Voto: 5 tazzine di caffè nero con una punta di panna salata.

Fonte immagini: Pinterest

domenica 10 maggio 2020

Lettura a Tappe: "Vento di Kornog" - Capitoli 9-13 + Ispirazione bretone

Buon pomeriggio, cari lettori caffeinomani! ^^
Eccoci alla seconda tappa della speciale lettura di "Vento di Kornog" (la prima la trovate QUI), un libro che, ve lo dico, mi sta davvero prendendo moltissimo. Nonostante conoscessi già gli eventi, perché ho letto lo spin-off, l'autrice sta comunque riuscendo a sorprendermi pagina dopo pagina. Misteri ad ogni angolo e, allo stesso tempo, ogni cosa sembra pronta ad incastrarsi alla perfezione al momento opportuno. Non vedo l'ora di leggere il resto! Ma, intanto, parliamo dei capitoli letti per questa tappa, ovvero dal 9 al 13, cinque capitoli che iniziano a farci entrare nel vivo della storia, ma ancora non del tutto. 

Tappa 2: Capitoli 9-13

Claire è ospite dei Laouenan, dopo aver avuto un incidente sulla scogliera ed essere stata aiutata da Damien. La tempesta la costringe a restare più del dovuto nel loro maniero, ma già dai primi momenti in casa Laouenan, Claire sente di avere un legame con quella famiglia, con quella casa. Le visioni di se stessa bambina gliene danno l'assoluta certezza ed è per questo che vuole saperne di più. Una notte, non riuscendo a dormire e andando in cerca della biblioteca, si imbatte in una stanza misteriosa, la stanza del nonno di Damien, Loic. Quello che crede però di vedere in quella stanza e che la terrorizza non è altro che una delle sue visioni. Intanto, la permanenza al maniero si allunga, con evidente disappunto della zia di Damien, Marie, che dal primo momento sembra non vedere Claire di buon occhio. Così come la domestica Genevieve che, trincerata dietro un mare di superstizioni, oltre che alla fedeltà per la famiglia, tende a vedere in Claire una portatrice di sfortuna. In effetti, da quando Claire è ospite dei Laouenan accadono strane cose. La più eclatante consiste nel ritrovamento di una cassa, in un giardino abbandonato dietro casa, che nasconde un grosso segreto. Chi ha nascosto quella cassetta e perché? Un segreto inquietante che incuriosisce Claire ancora di più e che la costringe a scegliere Damien come alleato per cercare insieme di scoprire la verità. 

Sono solo cinque i capitoli letti questa volta ma davvero incredibili e ricchi di avvenimenti. Intanto, insieme alla protagonista, abbiamo modo di esplorare il maniero che si rivela all'altezza delle aspettative, immenso e pieno di segreti. Non solo! Claire scoprirà anche un giardino abbandonato, dalle fattezze gotiche, che sarà sipario di una delle scoperte più sconvolgenti. Ovviamente, non vi rivelo troppo perché sapete che non voglio fare spoiler, ma cono curiosa di saperne di più in merito. Per quanto riguarda i personaggi, oltre a conoscere un po' di più Damien (anche se resta ancora molto enigmatico), facciamo la conoscenza di Delphine, cugina di Damien, che sarà poi la protagonista dello spin-off "Il Respiro del Tempo". Delphine ci viene presentata come una ragazza solare ed entusiasta, che apprezza da subito la presenza in casa di Claire e si comporta con lei come con una sorella. Sua madre Marie è, invece, una donna che tiene molto alle apparenze e che non vede l'ora di sbarazzarsi di Claire, soprattutto vedendo quanto il nipote le ronzi intorno. Ma più di ogni altra cosa, c'è un dettaglio che viene fuori alla fine del tredicesimo capitolo, ovvero che sui Laouenan esiste una maledizione molto antica e sembra che solo Damien possa spezzarla. In che modo? Lo scopriremo solo proseguendo la lettura :)

Ho fatto una fatica enorme a interrompermi al tredicesimo capitolo, ieri sera, vi giuro che questa storia tira come non mai! Davvero, io non capisco come Vento di Kornog non sia sulle bocche di tutti, è una storia talmente intrigante e affascinante che proprio non me ne capacito. Spero vivamente che stiate seguendo questa iniziativa con interesse e che seguiate il mio consiglio di leggere questa storia
di Alessia Litta, perché merita come poche. 

E, adesso, si passa a parlare dei luoghi che hanno ispirato l'autrice, luoghi magici, dal fascino gotico, appartenenti alla terra bretone. Vi lascio direttamente leggere le parole dell'autrice e  ammirare le foto che lei stessa ha scattato quando ha visitato di persona quei luoghi. Ho pensato che sarebbe stato più carino vedere con i suoi occhi la terra che l'ha ispirata e Alessia è stata così gentile da accettare di condividere i suoi scatti. 

Ispirazione bretone

"L’idea per l’ambientazione bretone, come già raccontavo nella prima tappa, mi è venuta su suggerimento di mio marito, quando mi sono resa conto che per il mio mistery (un po’ gotico) non volevo gli stessi luoghi di tanti romanzi che già circolavano. Avevo già in testa alcune idee per la mia storia, ma ero pronta a farmi ispirare da quello che avrei visto. Sì, perché per questo romanzo volevo fare le cose per bene, volevo toccare con mano. Ed è per questo che siamo partiti per la Bretagna.
Ebbene, quello che ho visto, ascoltato, respirato è finito tutto nella storia di Claire e Damien. Perché mi sono accorta presto che la Bretagna aveva tanto da offrire per questa storia, a tal punto da diventarne la terza protagonista.
E mentre giravo la regione, passando di città in città, di scogliera in scogliera, la storia prendeva sempre più forma.

DINAN
Dinan era perfetta per la città d’origine di Claire, con il centro storico animato, pieno di bar e caffè, e tuttavia ricco di charme con i suoi vicoli medievali e le tipiche case a graticcio.

SAINT-MALO
Di Saint-Malo poi mi sono innamorata, benché non si possa dire che sia “esteticamente” affascinante. Ma il suo centro storico austero, i bastioni imponenti battuti dalle onde e che circondano la città vecchia, la sua storia di città corsara, erano come uno specchio del carattere del misterioso Damien Laouenan.
Devo raccontare un aneddoto su Saint-Malo. Il piccolo incidente a cui Claire ed Eric assistono dalle mura, nel capitolo “La città dei corsari”, è accaduto davvero. Il monumento del Fort National è collegato alla città da una lingua di spiaggia che si attraversa a piedi con la bassa marea. Ma con l’alta marea, la rocca che ospita il forte si trasforma in un’isola. Il giorno che io e mio marito stavamo visitando la città, una coppia si è fatta sorprendere dall’alta marea ed è rimasta bloccata sul Forte. Solo che in quell’occasione non è arrivata la nave dei Laouenan a tirarli fuori dai guai! :-)

PUNTA DI GROUIN
Ma oltre alle città piene di fascino e storia (la regione è anche ricca di dolmen e menhir), è la natura selvaggia della Bretagna che mi è davvero rimasta dentro: la punta di Grouin con i suoi speroni rocciosi battuti dalle onde, il rumore assordante, il sentiero dei doganieri e la brughiera frustata dal vento, i cieli plumbei della Manica… Claire si esalta a fotografare quei luoghi nella storia. Beh, posso dire di aver fatto la stessa cosa anche io!

Insomma, tra storia, natura, leggende e folclore locale, alla fine la Bretagna mi ha offerto un terreno fertile su cui la mia immaginazione ha trovato libero sfogo. Ma ammetto che non è solo questo. La Bretagna non è solo il luogo che mi ha permesso di scrivere la duologia bretone, è una terra che ormai mi è entrata nel cuore e in cui torno ogni volta che posso, per scoprirne le mille sfaccettature (quello di cui vi ho parlato non è che una piccolissima parte!), e perché se sto lontana troppo a lungo, poi mi manca da impazzire. :-)"

******
Sono davvero ammirata! L'autrice ha fatto un lavoro eccezionale, non credete anche voi? La ringrazio immensamente per questo contributo, mi ha davvero lasciato senza parole. 

Per questa tappa è tutto, spero vi sia piaciuta. Non perdete la prossima, il 13 maggio, in cui si parlerà degli ultimi capitoli del romanzo (quindi la parte migliore, in cui tutti i nodi vengono al pettine) e dei protagonisti incontrati :) Vi lascio il calendario con i dettagli dell'evento e vi ringrazio per aver seguito anche questa tappa :)


A presto!
xoxo

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