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giovedì 12 settembre 2024

Recensione: "Saltblood. Sangue salmastro" di Francesca De Tores

Buongiorno, lettor*! ^^
Finalmente oggi vi parlo di Saltblood. Sangue salmastro, di Francesca De Tores, libro che ho avuto la fortuna di leggere in anteprima, grazie a Netgalley e Ne/oN Libri. Saltblood è uscito il 4 settembre, ma mi ha accompagnata durante questa torrida estate, facendomi vivere avventure per mari, libertà, legami viscerali e poesia. Eh sì, perché Francesca De Tores, oltre che una grande narratrice è anche una splendida poetessa, che ha saputo dare alla sua storia, alla storia di Mary Read, un sapore tutto nuovo, regalandoci anche un finale dolce-amaro. Ho molto apprezzato questa lettura e volevo davvero parlarvene per bene, ma con 35 gradi in casa capirete che per me è stato impossibile anche solo avvicinarmi al macbook, che ho lasciato riposare fino al primo fresco, ovvero oggi. Finestre spalancate, aria d’autunno e pioggia fanno da sottofondo mentre scrivo questa recensione e mi preparo mentalmente a tutte le altre che ho intenzione di scrivere nei prossimi giorni. Fatemi sapere se avete letto Saltblood o avete intenzione di farlo. Io non posso che consigliarvi di recuperare questo titolo, che probabilmente è uno dei più interessanti dell'anno.

Saltblood. Sangue salmastro
di Francesca De Tores

Prezzo: 10,99 € (eBook) 17,20 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: avventura, romanzo storico, lgbt+
Editore: Ne/oN
Data di pubblicazione: 4 settembre 2024
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Cresciuta all’ombra del fratellastro morto di cui è costretta a portare il nome, Mary impara presto a mantenere il segreto rappresentato dal suo corpo. Quando l’Inghilterra entra in guerra, Mary vede nel conflitto una via di fuga da una sorte già segnata, e si arruola nella Royal Navy per conoscere il mondo e assaporare un po’ di libertà. L’ineludibile richiamo del mare sancisce il suo destino, e dopo essere stata fanciulla, ragazzo, marinaio, soldato e moglie, Mary potrà diventare chi è forse sempre stata: una pirata, parte della ciurma di Calico Jack Rackham e affiancata dalla temeraria Anne Bonny, di cui è amica e amante. Ispirato alla vera storia di Mary Read, "Saltblood. Sangue salmastro" è ricostruzione storica e romanzo d’avventura, storia d’amore e Bildungsroman che parla dei limiti del corpo, del genere e di quello che siamo e osiamo immaginare di diventare.

Ho atteso con una certa trepidazione le prime uscite di Ne/oN Libri da poter richiedere in anteprima su Netgalley. Anni fa ho usufruito di questo portale per leggere qualche libro non tradotto in Italia, ma adesso, per la prima volta, una casa editrice italiana ci mette a disposizione le copie arc con largo anticipo, proprio come funziona all’estero. Saltblood è il primo volume su cui mi sono letteralmente gettata, ispirata dalla trama tanto intrigante. La storia si ispira al personaggio realmente esistito di Mary Read, piratessa britannica di grande fama, che intreccerà il suo cammino con quello di Calico Jack e Anne Bonny, anche loro famosi pirati. Saltblood però prende avvio dalla nascita di Mary che, a causa della morte del fratello, viene costretta a prenderne il nome e a crescere come un ragazzo. Sin dai primi capitoli, l’autrice ci mette dinanzi alle difficoltà che il personaggio si ritrova a subire. Un’infanzia dura, povera, in balia di una madre che ha il pieno controllo su tutto. Mary però non si ribella, si lascia plasmare a piacimento della donna perché non ha altri che lei, non ha altro che quello. Non sa neanche esattamente chi sia ("Così indosso il suo amore come i vestiti smessi di qualcuno, sapendo che non mi calzano. Ma che cosa mi sta bene davvero?"). E mentre assistiamo alla sua crescita, alle ingiustizie che subisce nel dover nascondere il suo corpo, la sua personalità dietro il falso nome di Mark, nell’imparare a essere chi non è, la vediamo anche pian piano cambiare. Nonostante si abitui a quel segreto, a quella maschera, a quella vita non sua, allo stesso tempo va alla ricerca di una libertà che nasce dal più profondo di se stessa, attratta costantemente dal mare. 

"Come posso rendere a parole il mare, o il canto delle navi? Queste cose le ho imparate non tramite il linguaggio ma attraverso le mani sulle corde e i piedi scalzi sul ponte, gli occhi socchiusi contro gli spruzzi salati."

Ed è proprio il mare un altro protagonista indiscusso del romanzo, che con il suo fascino e il suo richiamo, riesce a restituire a Mary Read la sua vera essenza, la sua anima perduta, e a farle prendere scelte azzardate ma più affini al suo essere. Mary si arruola nella marina militare e da quel momento avviene il primo vero distacco da una vita che da lei ha preteso troppo sacrificio. Il mare la riporta sulla giusta via, la rimette in sesto più volte e se pure deve continuare a mantenere i suoi segreti, lo fa volentieri adesso, se è l’unico modo per poter assaporare quella sorta di libertà. Questa volta è una sua scelta, così come lo saranno le volte successive ed è questo che la appaga di più, poter avere il controllo sulla propria vita, scegliere lei chi voler essere, se un uomo o una donna, oppure entrambi. Se un soldato, un marinaio, una moglie o un pirata. Mary si troverà davanti a varie sfide e spesso e volentieri il suo segreto sarà anche un peso per lei ("Ogni settimana varco la soglia portando con me quell'enorme bugia che è l'intera forma del mio corpo."). L’autrice ci fa percepire tutto il suo disagio, ogni perplessità, ogni momento di sconforto con grande concretezza, ma ci regala anche pagine di poesia in cui tutto diventa più limpido e chiaro nella mente e nel cuore della protagonista, che altro non desidera che vivere senza menzogne, in maniera autentica. E mentre il mare culla i suoi pensieri e un corvo misterioso li rende tangibili con il suo sguardo affilato e indagatore, ci ritroviamo perdutamente innamorati di una storia suggestiva, ricca di avvenimenti e personaggi memorabili, a vivere insieme a Mary le sue tante vite, le sue tante facce di un’unica medaglia. Mary va alla riscoperta del suo essere donna quando si innamora di Dan Jansenns, quando con lui farà un figlio e quando dovrà scoprire che per una donna è tutto più duro che per un uomo, ma non rinnegherà mai il suo lato maschile, ciò che è stata per anni, perché anche quello le ha insegnato tanto. Mary prende ciò che la vita le offre e lo sfrutta per sopravvivere, per resistere alle intemperie che si ritrova davanti. Può essere ciò che vuole quando vuole ed è questa la vera libertà che l’autrice vuol testimoniare. Mary Read è un personaggio esemplare con le sue vicende uniche, e questo libro ricostruisce la sua storia in maniera schietta, offrendo a chi legge uno sguardo esplicito su una realtà cruda e su una questione, quella di genere, che ancora oggi c'è chi fatica a comprendere. 

"Il mio più grande segreto non è che non sono un maschio. Il mio più grande segreto è che mi piace."

  Saltblood è un libro che si prende il suo tempo, che scende nei dettagli, che racconta, racconta tanto, ma che allo stesso tempo fa riflettere. Le parole di De Tores permettono di aprire gli occhi su molte tematiche spinose, di farci varcare ogni tipo di confine ed esplorare ogni tipo di meta. Il mare come unico filo conduttore di questo lungo, piacevolissimo romanzo ("Col sale nel sangue, con tutto il mio cuore, scelgo il mare."). È un libro che merita di essere assaporato con calma, vissuto, assimilato in ogni sua parte, perché ognuna di queste parti ha tanto da dire. Trovo sublime il lavoro fatto dall’autrice nel ricostruire personaggi noti e dar loro così tanto carattere e spessore, non tralasciando nulla e avvicinandoli il più possibile a noi, anche affrontando tematiche molto moderne in cui senza dubbio ci possiamo rispecchiare. Mary Read, insieme all’indomita Anne Bonny e all’intraprendente John Rackham (Calico Jack), ci trascinano tra mille avventure, senza mai farci annoiare un momento. Il loro è un rapporto simbiotico e intenso, fatto di rispetto reciproco e di un sentimento che va oltre ogni etichetta ("Stare con Jack le dà il permesso di stare con me. È tutto intessuto insieme: noi tre un nido di cordame incrostato che non si puà sbrogliare."). Assistiamo alla maniera spontanea in cui tutto nasce e a come poi pian piano si delinea, senza però mai vincolare. Anne si può dire che sia la metà perfetta di Mary. Come lei, è stata costretta a crescere come un uomo, mentre poi ha scelto con convinzione la sua strada e lo fa ogni giorno. Anne non ama crogiolarsi nel passato, a lei interessa solo il presente. E sarà questo che vorrà insegnare a Mary, a non portarsi sempre appresso il passato, ma a lasciarlo andare. 

"Un fiume è un fiume perché se ne va sempre. Il mare no: il mare va e viene, come il respiro. Ma i fiumi vanno e basta."

Ho trovato tutto perfettamente bilanciato, ogni esperienza raccontata in maniera coerente dalla voce ben definita della protagonista. Lo stile è semplice e al contempo pregno di poesia e passione. Questo libro si è rivelato perfetto da leggere sotto l’ombrellone, immaginandomi a solcare le onde insieme a eroine affamate di vita e di libertà, eroine coraggiose, per nulla stereotipate, nelle cui vene scorre… sangue salmastro. Se amate le storie di formazione ma anche le storie di pirati, se cercate un romanzo che vi faccia realmente staccare la spina, che parli di voglia di vivere, indipendenza, ricerca di se stessi, scelte importanti, cambiamenti, allora Saltblood fa per voi. Preparatevi ad assaporare un mare di emozioni.

"Ho conosciuto il mio corpo per quello che è, e ho lasciato che amasse là dove ha trovato amore."

Fonte immagini: Pinterest

lunedì 28 gennaio 2013

Rubrica: In my mailbox #10

Carissimi followers,
non so come mai mi ritrovo sempre a pubblicare questa rubrica di lunedì invece che di sabato. Bisognerà che cambino il giorno, devo proprio parlare con Kristi del blog The story siren:P (l'ideatrice della rubrica).
Beh, perdonate questo piccolo ritardo e guardate un po' quali sono state le entrate della settimana appena trascorsa...


Libri inviati dalle Case Editrici
(che ringrazio di cuore)


1) Il bacio della morte (Marta Palazzesi), Giunti Y.
2) Alice in Zombieland (Gena Showalter), Harlequin Mondadori.

Dopo una lunga e straziante attesa, Il bacio della morte è giunto, finalmente, nelle mie manine e l'ho letto  in ogni momento della giornata, tanto lo desideravo! Domani pubblicherò la recensione qui sul blog e in più una piccola sorpresa, di cui ringrazio anticipatamente la carissima Marta Palazzesi che si è resa davvero disponibile.

Alice in Zombieland non è l'edizione cartacea ufficiale, che probabilmente non verrà pubblicata, ma semplicemente una copia ARC che hanno ricevuto a sorpresa i blogger che collaborano con la casa editrice. Ringrazio tantissimo per questa bellissima sorpresa e vi confesso che è davvero un romanzo incredibile che non vorrei mai smettere di leggere!!!


Libri by NetGalley

3) Black Swan Rising (Lee Carroll)

Di questo romanzo mi hanno colpito molto la cover e la trama e voglio leggerlo il più presto possibile! Mi dispero perché la mia lista di libri da leggere aumenta a dismisura e NetGally non mi aiuta di certo a smaltirla! Quel sito è la mia rovina... *piange ma lo ama troppo per abbandonarlo!*

Libri acquistati

4) Striges. La promessa immortale (Barbara Baraldi)

Dulcis in fundo, ecco la mia ciliegina sulla torta! Ho amato questo romanzo dal primissimo accenno che ne ho letto sul web e non appena è uscito mi sono precipitata in libreria ad acquistarlo! Una strega e un inquisitore... questa storia so già che mi toglierà molte ore di sonno!!!

Allora, che ve ne pare delle mie ultime entrate?
Quali sono state le vostre, ditemi un po'!




mercoledì 31 ottobre 2012

Recensione: "Broken" di A.E. Rought


Carissimi followers,
ho aspettato questo giorno per scrivere la recensione di "Broken" perchè non ce n'era uno migliore:)
Una perfetta storia di Halloween, con le sue gotiche atmosfere e le descrizioni oniriche lugubri e poetiche...

Una storia ispirata a "Frankenstein", una versione moderna di un classico dell'orrore che tutti conoscono, è quanto ci viene proposto in "Broken". Questo è il motivo che mi ha attirata maggiormente verso questo libro, ovvero la novità che proponeva la storia.
Ringrazio l'editore e NetGalley per avermi concesso di leggere e recensire in anteprima questo romanzo.

Broken
di A.E. Rought


Prezzo: 7.99 £
Pagine: 320 ca.
Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2013
Genere: Paranormal, Gothic, Romance
Lingua: inglese
Editore: Strange Chemistry Imprint of Angry Robot

INEDITO IN ITALIA

Immaginate un racconto moderno su Frankenstein di Mary Shelley dove l'amore eterno di una giovane coppia e il dolore di un padre spinto al di là della sanità mentale potrebbe significare la distruzione di tutti.
Una serie di morti sospette presso una piccola città del Michigan termina con una caduta che reclama la vita del ragazzo di Emma Gentry, Daniel. Emma è a pezzi, un guscio vuoto che si muove meccanicamente attraverso i suoi giorni. Lei e Daniel erano fatti l'uno per l'altra, si completavano solo quando erano insieme. Ora lei si aggira inquieta per la città nella tarda oscurità d'Autunno, frequenta il cimitero e le sue tombe di marmo bianco, sentendo Daniel ovunque, il suo spettro nel chiaro di luna e la nebbia. Quando lei incontra il nuovo arrivato Alex Franks, figlio unico di un vedovo e rinomato chirurgo, suo malgrado è incuriosita. Lui è un enigma che si fonde con le ombre preferendo custodire se stesso. Ma lui è tanto attratto da lei quanto lei da lui. E' strano... familiare. Dal modo in cui sa come aprire il suo armadietto quando si incolla, al soprannome che condivideva solo con Daniel, addirittura i suoi occhi color nocciola con macchie marroni proprio come quelli di Daniel. L'avvicinarsi tra loro diventa qualcosa di più che le grida dentro che c'è qualcosa di molto sbagliato in Alex Franks. E quando Emma s'imbatte in un serraglio grottesco e terrificante di animali straziati che vivono entro le mura della tenuta dei Franks, creature che lei sicuramente sa che devono essere morte a causa delle loro ferite, comprende.

Con le premesse che vi ho fornito, come potrebbe aprirsi meglio questo romanzo se non con una bella scena ambientata in un cimitero?
Emma Gentry ha diciassette anni ed è una ragazza a pezzi. Ha subito da poco una perdita devastante: Daniel, il suo ragazzo, la sua anima gemella. Il suo dolore è vivo e palpabile, è una ferita che non riesce a far rimarginare. Da allora si aggira tristemente nei cimiteri, sfiorando le tombe e rivedendo il suo vero amore, il suo Daniel, ovunque. Sentendo il suo spirito. I ricordi che ha di lui sono vividi e le descrizioni che il personaggio ci regala sono intense, come le metafore usate per dipingere i suoi pensieri. A volte agghiaccianti, a volte, semplicemente, stupende.
Quando un bel giorno, però, arriva a scuola Alex Franks, la vita di Gemma subisce una svolta. Lei si sente istintivamente e stranamente connessa con lui. Prova un'immediata attrazione e non se ne spiega il motivo.
Ecco, per chi mi conosce, sa bene quanto io odi i clichè, quello dell'innamoramento repentino, poi, è uno dei più detestabili, a mio parere. Eppure, qui, sebbene all'inizio mi abbia infastidita un po', ha un senso più che giusto. C'è un motivo se Emma e Alex si sentono così attratti l'uno verso l'altra.
E, per quanto Alex sia un tipo inquietante e schivo (per carità, anche lei è abbastanza inquietante, diciamolo pure), lei sarà incuriosita da questo ragazzo che nasconde numerose cicatrici sotto il cappuccio, tanti dolori e tanti misteri. E' un personaggio molto complesso Alex e molto interessante, uno di quei personaggi tormentati che non puoi fare a meno di amare!
Anche se la trama si rivelerà presto non così tanto originale come mi aspettavo, la storia è riuscita comunque a conquistarmi per via delle sue atmosfere gotiche - che io adoro! - e dei vari riferimenti alla letteratura classica horror!:) Da Dracula di Bram Stoker a Frankenstein di Mary Shelley... e a proposito di Frankenstein, vogliamo parlare della famiglia Franks? Il nome stesso non è forse un riferimento puramente casuale? Alex è il figlio di un rinomato chirurgo, il dottor Franks, un uomo davvero inquietante e orrendo, pazzo e stravagante,  letteralmente ossessionato dagli esperimenti. Beh, prima di farvi capire troppo della trama e fare spoiler inopportuni, sappiate che quest'uomo l'ho profondamente detestato. Ha una mente malata ed è riuscito a farmi scaturire sentimenti profondi di rabbia. E' abbastanza chiaro, immagino, il perché Emma si senta attratta verso Alex: lei rivede in lui gli stessi occhi di Daniel, gli stessi gesti, le stesse parole usate da lui. Una somiglianza inquietante che la porterà pian piano a farsi tante domande. Mi fermo qui, ma l'ovvietà è percepibile anche dalla trama che trovate sopra.
Chi è Alex Franks?:P

Nonostante vari difetti e qualche passaggio lento in cui non accadeva niente di che o si ripetevano le azioni quotidiane di Emma, la storia mi ha coinvolta parecchio. L'ho trovata intrigante e a tratti struggente. Il punto di vista di Emma, tramite cui è raccontata, aiuta a comprendere meglio i suoi stati d'animo, la sua sensibilità, il suo immenso dolore, la sua angoscia, la perdita bruciante dell'amore della sua vita, ma anche la forza che dimostra di fronte a situazioni difficili, il coraggio nel tentare di affrontare un dolore che la devasta totalmente e di andare avanti nonostante tutto. Certo, la storia d'amore, sebbene tenera e appassionante, si sviluppa troppo velocemente, ma ormai è difficile trovare uno YA in cui non accada.

In definitiva, Broken è una bella storia, una versione romantica di Frankenstein per adolescenti, i tratti horror sono affascinanti e la scrittura è piacevole e anche abbastanza poetica, sopratutto nelle scene in cui Emma ricorda il suo amato defunto Daniel. Forse non c'è molta azione, ma riesce comunque a tenere avvinti alle pagine e a regalare momenti dolci e inquietanti allo stesso tempo. Non manca nemmeno l'humor con cui la storia è ben condita. Se vi interessa leggere uno YA un po' diverso dal solito allora questa lettura fa per voi! E poi... Avete visto che cover favolosaaa!!!*_*

Buon Halloween a tutti^_^

Voto: 7/10

Questa recensione partecipa alla "Hogwart Reading Challenge"  ideata da Denise sul blog "Reading is Believing". Fa parte della casa "Grifondoro".




venerdì 17 agosto 2012

Recensione: "Refuge" di Carole Rummage


Buongiorno followers!
Sicuramente molti di voi saranno in vacanza, io purtroppo ancora no:(

Quest'oggi vi parlerò del romanzo che ho terminato di leggere stanotte (ebbene sì, sono una di quelle che legge di notte) e di cui vi avevo accennato già QUI.
Ringrazio la Cedar Fort per avermi accettato la richiesta su NetGalley di leggerlo e recensirlo in anteprima.


Scheda tecnica

Titolo: Refuge
Autore: Carole Rummage
Pagine: 240
Data di pubblicazione: 13 Novembre 2012
Editore: Cedar Fort
Inedito in Italia

Trama
(tradotta da me)

Laney Lowell si sposta attraverso il paese per fuggire dal suo passato, non per innamorarsi. Ma quando diventa amica di Gabe, un bell'artista tormentato da una misteriosa malattia, lei dovrà decidere se affrontare la sua oscura verità o allontanarsi da lui per sempre. 

Recensione

"The soul would have no rainbows, if the eyes had no tears".

Questa bellissima frase è quanto di meglio ho tratto da questo romanzo e vi spiego perché.

E' vero che leggere in inglese non è una passeggiata. Per quanto mi riguarda, si impiega il doppio del tempo. Tutto sommato, "Refuge" è stata una lettura veloce - fin troppo, direi - e per nulla complicata. E' un romanzo breve e la storia non è nemmeno così originale, come invece speravo.

Elaina - Laney - sta facendo una gara importante di ginnastica artistica che potrebbe farla qualificare per le Nazionali. Attende con impazienza i genitori, che per nulla al mondo si perderebbero quell'evento, ma tutto ciò che giunge quel giorno è la terribile notizia di un incidente che li ha coinvolti, insieme al fratello autistico Sam.
Quel giorno lei perde tutto: casa, famiglia, amici e la ginnastica.

Accetta la richiesta degli zii Helen e Walter di andare a vivere con loro, in un posto tranquillo, vicino un Rifugio Naturale Nazionale, nel Nord Carolina. Ed è proprio in questo posto che Laney fa un incontro che le cambierà la vita.

Andata al Rifugio per vedere i lupi rossi - la zia le aveva detto che lì li avrebbe potuti vedere e lei ama particolarmente  i lupi - viene, invece, aggredita da un orso bruno, ma fortunatamente accorre qualcuno in suo aiuto.

Lui è Gabe Randall, un ragazzo molto carino che la colpisce fin da subito, ma soprattutto è un artista di grande talento che disegna - o dipinge - le bellezze della natura che lo circonda, compresi i suoi adorati lupi (già da questo do per scontato che l'ha conquistata).

Quando gli zii vengono a sapere dell'incontro che ha fatto Laney, le consigliano di non frequentare Gabe. Lui è malato, così come il resto della sua famiglia. Nessuno sa di cosa si tratti ma, nonostante gli avvertimenti, Laney non riesce a smettere di pensare a lui.

Il punto di vista dei due protagonisti si alterna, in capitoli brevi e veloci. Anche in casa Randall l'amicizia tra i due ragazzi non viene presa bene. Il padre di Gabe gli dice di lasciare in pace la ragazza, che ne già ha passate tante e di non farla soffrire ancora. Il fratello Ethan, invece, è preoccupato per il loro segreto.

A questo punto, devo dirvelo: il famoso segreto riguardo la loro malattia non è poi un così grande segreto. E' talmente scontato cosa siano i Randall che l'ho capito già dalle prime pagine. Eppure, l'autore ci tiene a creare suspense e a rivelarlo solo alla fine, quando Laney viene colta da un lampo di genio (un po' alla Bella in Twilight) e, iniziando a fare due rapidi calcoli, davanti alla luna piena che glieli ispira - e qui vi ho fatto capire tutto! - giunge alla verità, che è quella che poi aveva palesemente davanti agli occhi da un bel pezzo!

Quello che mi è piaciuto di questo romanzo è stata la tenerezza della storia d'amore. Laney con la sua tragedia alle spalle, che tutti vorrebbero farle dimenticare, aveva solo bisogno di trovare, piuttosto, qualcuno che la ascoltasse, che la facesse parlare della sua famiglia e di tutto ciò a cui ha dovuto rinunciare. E questo qualcuno sarà Gabe. Lui è un artista solitario e tormentato, che riuscirà a provare grazie a Laney dei sentimenti che non credeva di poter provare, chiuso com'era nel suo dolore e con un'altra storia terribile nel suo passato: la perdita della madre, a causa di un'aggressione da parte dei lupi.
I due instaurano un rapporto bellissimo, nonostante le famiglie li vogliano tenere lontani.

Interessante anche l'evoluzione del rapporto tra Laney e gli zii. Loro per lei sono inizialmente dei perfetti estranei e non è per nulla contenta di andarci a vivere insieme, anche se apprezza le loro premure e il loro interessamento. Piano piano però cambierà idea e diventeranno per lei un sostegno irrinunciabile.

Mi sono piaciute molto anche le ambientazioni: la descrizione dei paesaggi, la natura bellissima e suggestiva che fa da contorno alle azioni dei protagonisti. Il Rifugio Naturale. Peccato, però, che sia tutto troppo succinto.

La storia non è granché originale. Certo, se sai che qualcuno da piccolo aveva gli occhi blu e da grande gli sono diventati verde-dorati qualcosa che non quadra ci deve essere per forza. O se sparisce tutte le notti di luna piena, con la scusa delle sue cure (ma giusto giusto con la luna piena i trattamenti?). E non sto ad elencarvi quante altre banalità del genere si susseguono fino alla fine del romanzo! Di sicuro ho letto di meglio.

Refuge sicuramente del potenziale ce l'ha, non lo si può negare. Ci sono scene che intrigano di più e altre di meno, ma non sono sviluppate bene, secondo me, e rispecchiano un mucchio di cliché a cui siamo fin troppo abituati. Il lieto fine non fa che contribuire a ciò e a rendere la storia molto più adatta a dei lettori più giovani e con meno pretese.

Infine, un appunto sulla cover: trovo sia davvero splendida, da tutti i punti di visti. Peccato, molto spesso, siano proprio cover del genere a illudere i lettori.

Voto: 6/10

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