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martedì 17 novembre 2020

Review Party: "Enola Holmes. Il caso del bouquet misterioso" di Nancy Springer

Buongiorno, miei affezionati lettori! ^^
Oggi torno con immenso piacere a parlarvi del nuovo romanzo dedicato a Enola Holmes, uscito il 10 Novembre. Ieri, per l’occasione, è partito un fantastico Review Party che vi consiglio di non perdere, se volete saperne di più sull’intraprendente sorellina di Sherlock Holmes e le sue incredibili avventure. In questo nuovo episodio, dal titolo “Enola Holmes. Il caso del bouquet misterioso”, Enola si trova a dover indagare, niente di meno, che sulla scomparsa del dottor John Watson, grande amico del fratello. Ho adorato anche questo romanzo, che ve lo dico a fare, vi lascio dunque alla mia recensione, ma prima ringrazio enormemente le ragazze che hanno deciso di avventurarsi con me in questo susseguirsi di eventi dedicati a Enola Holmes, e un grazie speciale anche alla casa editrice per la gentile collaborazione.

Enola Holmes. Il caso del bouquet misterioso
di Nancy Springer


Prezzo: 14,90 euro (cartaceo), 6,99 euro (eBook)
Pagine: 184
Genere: mistery, ragazzi
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 10 Novembre 2020

Fiori bianchi, fiori rossi: un bouquet di indizi e di inganni recapitato senza mittente segna l'inizio di un nuovo mistero... niente paura, sta per arrivare Enola Holmes. Quando il dottor Watson svanisce senza lasciare alcuna traccia, Enola Holmes, che ancora si nasconde dai fratelli, crede che sia una messinscena orchestrata da Sherlock e Mycroft per farla uscire allo scoperto. Enola sa che pur di ritrovarla, rinchiuderla in collegio e non averla più tra i piedi, Sherlock saprebbe usare perfino il proprio migliore amico come esca. Per questo Enola è più determinata che mai a non farsi coinvolgere. Almeno fino a quando in casa Watson non viene recapitato un bouquet composto unicamente da fiori che simboleggiano... la morte. Fiori bianchi, fiori rossi. Il mittente è anonimo, il messaggio è chiaro. Il dottor John Watson è in pericolo. E forse è già troppo tardi... Questa volta non c'è spazio per i litigi dei fratelli Holmes: se vogliono salvare il braccio destro di Sherlock, devono trovare il modo di collaborare e dar retta all'investigatrice più furba della famiglia. Tra nuove identità e messaggi in codice, continuano le avventure di Enola, un'eroina intelligente e caparbia, capace di farla sotto il naso dello stesso Sherlock Holmes.

Enola Holmes è un personaggio che non si può fare a meno di amare. Grazie ai tre libri pubblicati fino ad ora, abbiamo potuto assistere alla crescita di questa ragazzina di campagna, poco avvezza al mondo “reale”, ma formata dalla madre ad usare ingegno e astuzie femminili che le sono sempre tornate utili. Non si può negare che assomigli molto al fratello Sherlock, eppure riesce ad essere quasi sempre un passo avanti a lui. Enola è giovane, ma non affatto sprovveduta. Il monito della madre, “te la caverai benissimo da sola”, la accompagna come un mantra e le dà la forza necessaria per affrontare qualunque difficoltà, perché, è vero, Enola riesce a cavarsela da sola egregiamente. Abbandonati i panni di Ivy Meshle, la segretaria del perditoriano dottor Ragostin, che ha inventato lei stessa per avere la scusa di lavorare su casi di gente scomparsa, Enola, in questo nuovo romanzo, si ritrova a dover trovare un nuovo travestimento, che sia sicuro e, allo stesso tempo, vantaggioso, per indagare sulla scomparsa del dottor John Watson. I suoi fratelli, però, sono a conoscenza dei suoi travestimenti, deve essere cauta e intelligente se non vuole farsi scoprire, così pensa che l’opportunità migliore possa concedergliela la bellezza. Nei panni di un’avvenente signorina di nome Viola Eternois, si avvicinerà alla moglie di Watson per darle conforto e per trovare, nel frattempo, indizi che possano aiutarla nella sua ricerca. In casa dei Watson un particolare attira la sua attenzione, uno strano, bizzarro bouquet, composto da fiori e ortaggi che simboleggiano morte e malaugurio
Sarà quello il primo indizio da cui partirà la sua indagine, che la porterà a girovagare per nuovi angoli di Londra, alcuni quartieri malfamati e negozietti misteriosi. Con il suo grandissimo intuito e la sua arte di cavarsela in qualunque situazione, Enola affronterà i pericoli di questa nuova indagine che pare essere tra le più ardue che abbia mai affrontato, cercando, allo stesso tempo, di stare attenta alle trappole dei fratelli, che non perdono occasione per rintracciarla. La sua conoscenza del linguaggio dei fiori la aiuterà parecchio in questo caso, trovandosi, ancora una volta, avvantaggiata rispetto al fratello, poco incline al mondo femminile e ai suoi segreti, che, infatti, brancolerà nel buio più totale. Tra strani messaggi in codice, corse sui tetti di Londra, misteriosi uomini senza naso e un velo di follia che sembra strisciarle dietro come un’ombra durante le sue ricerche, Enola non si farà scoraggiare da nulla, persistendo nel suo intento, come una vera professionista, come una vera adulta. Sempre geniale e risoluta, la nostra giovane eroina si dimostrerà preziosa questa volta per suo fratello Sherlock, il quale non può fare a meno di ammettere quanto sia dispiaciuto che Enola non si fidi abbastanza di lui (sarebbero un'ottima squadra insieme! *-*), ma sappiamo bene quanto lei tenga alla sua libertà, quella libertà di cui i fratelli vorrebbero privarla per renderla una perfetta donnina da esibire in società. Enola odia le convenzioni, ancora di più odia dover fuggire e vivere da sola, ma ormai è quella la sua vita, se l’è plasmata addosso e non può rinunciarci tanto facilmente, essendo l’unica che le permette di fare ciò che più ama: dedicarsi alla ricerca di persone scomparse. Il suo obiettivo resta sempre quello di ritrovare la madre, ma sa che quando lei sarà pronta a farsi trovare, lo farà. I suoi sentimenti oscillano tra il rancore verso la donna che l’ha abbandonata e il perdono, perché in fondo non le ha fatto mancare nulla, anzi le ha regalato tutto il sapere e la libertà di cui aveva bisogno. In realtà, le manca moltissimo, non può negarlo, così come le mancano i fratelli, Sherlock in particolare. Enola ha una vera e propria adorazione per il suo fratello investigatore, le basta sentire la sua voce perché il suo cuore inizi a far festa, ma non può cedere, non può ancora mollare. C’è ancora altro che deve dimostrare e ottenere. La sua missione non è completa.
Una nuova, entusiasmante avventura questa del caso del bouquet misterioso che ci fa immergere in un vero e proprio giallo, dai risvolti talvolta inquietanti e macabri
. Seguiamo le vicende di Enola affascinati dalla sua logica, dal suo intuito, dai suoi metodi creativi. L’autrice Nancy Springer ci ha regalato davvero uno splendido personaggio, una ragazzina che ha saputo prendere in mano la sua vita e portarla sulla strada che desiderava. Forse non c’è ancora riuscita fino in fondo - in effetti, le manca ancora di raggiungere alcuni fondamentali obiettivi - ma sono convinta che ci arriverà molto presto. Sono sempre più attratta dalla descrizione della Londra in cui Enola si muove, è tutto molto accurato e veritiero, sia che si tratti di bassifondi e zone più povere della città, sia che si tratti di quartieri più aristocratici. Anche i costumi e le regole della società sono perfettamente rispecchiati in questa serie, specie in riferimento alla donna. Enola ci istruisce sempre sulla sua condizione, sui suoi vincoli e sui suoi obblighi. Insomma, anche se brevi, i romanzi di questa serie sono molto preziosi per la presenza di un contesto ben approfondito, di avventura e mistero in buona dose e di una protagonista unica, con un grande cuore e una grande mente, capace di farvi affezionare sempre di più. Se non avete ancora letto nessun libro dedicato a Enola Holmes, vi consiglio di recuperare al più presto!
Voto: 4,5 tazzine. Questa volta la lettura è durata troppo poco, questo terzo romanzo è brevissimo, ma Enola merita sempre!


A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest
banner: @Muriomu

lunedì 9 novembre 2020

Review Party: "Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes", a cura di Otto Penzler

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi sono davvero felice di partecipare all’evento dedicato a Il Grande Libro dei Racconti di Sherlock Holmes, a cura di Otto Penzler, per la collana Draghi di Oscar Mondadori. Si tratta di un’opera davvero affascinante e irrinunciabile per gli appassionati del famoso investigatore privato inglese. Ringrazio la casa editrice per la copia digitale in cambio di un’onesta opinione e un ringraziamento va anche alle colleghe blogger che si sono imbarcate con me in questa grandiosa avventura.

Il grande libro dei racconti di Sherlock Holmes
a cura di Otto Penzler


Prezzo: 28,00 euro (cartaceo), 10,99 euro (eBook)
Pagine: 982
Genere: giallo, mistery
Editore: Mondadori (collana Oscar Draghi)
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2020

Il più grande investigatore di tutti i tempi vide la luce dalla penna di Sir Arthur Conan Doyle nel 1887 ed è stato protagonista di quattro romanzi e oltre 50 racconti, che non sono bastati a narrarne tutte le vicende. Quella lacuna viene colmata da altri scrittori tutti di grande calibro che si sono cimentati con il personaggio da cui è nata la letteratura poliziesca. Da Neil Gaiman a Stephen King, passando per Anne Perry, Antony Burgess e molti altri, sono in tanti ad aver voluto regalare nuove vite all'investigatore di Baker Street. I loro racconti sono riuniti in questo volume.

Il Grande Libro dei Racconti di Sherlock Holmes
è un volume di rara bellezza, così come lo sono sempre i Draghi della Oscar Mondadori. Curato in ogni dettaglio, dalla meravigliosa copertina agli interni. Sherlock Holmes è un personaggio conosciutissimo, non ha proprio bisogno di presentazioni - anche dopo le numerose trasposizioni cinematografiche - ma per chi non lo conoscesse, perché non ha mai letto nulla su di lui dalla mano dell’autore che lo ha creato, Arthur Conan Doyle, sappiate che nella prima parte di questo volume troverete un’interessante approfondimento. Otto Plenzer ce lo presenta con tutte quelle caratteristiche che lo hanno reso uno dei personaggi più celebri di sempre, tra i tre più famosi al mondo, insieme a Gesù e a Houdini, e ci racconta in breve le sue imprese, i romanzi più celebri dedicati a lui e la vera storia della fine di Sherlock Holmes dal punto di vista di Conan Doyle, ovvero come cedette alla pressione del pubblico e fece resuscitare Sherlock, dedicandogli altri due romanzi e trentasei racconti. A questo personaggio molto amato, tantissimi autori, oltre Doyle, hanno dedicato racconti di ogni genere. Penzler li ha riuniti tutti in questo volume. Il pregio di quest’opera sta anche nella suddivisione dei racconti per generi e tematiche, infatti chiunque si approccerà a leggerla non si troverà completamente spaesato. Sono tutti racconti indipendenti l’uno dall’altro, ci sono le parodie, i racconti con vene soprannaturali, quelli che invece si avvicinano di più al canone holmesiano e rappresentano meglio la figura di Sherlock Holmes, ma anche racconti di minor valore, inseriti da Penzler per pura curiosità. Ci sono anche due parodie dello stesso Doyle, che ho trovato molto interessanti. Un altro elemento da lodare di questa raccolta è l’introduzione che Penzler fa per ogni categoria di racconti e per ogni singolo racconto. Ognuno ci viene brevemente presentato, ma ci viene presentato anche l’autore, perché sarebbe davvero assurdo approcciarsi a quest’opera convinti di conoscerli tutti. Alcuni sono molto famosi, come Neil Gaiman, James Matthew Barrie o addirittura Stephen King, altri meno noti. Gran parte sono autori umoristici, altri autori di gialli e polizieschi, altri, semplicemente, amavano il detective e volevano regalarci un racconto divertente o cimentarsi con una versione inedita del personaggio più famoso di Doyle, anzi, non solo di Sherlock, ma anche di altri personaggi presenti nel ciclo di Sherlock Holmes. Nelle Pastiche d’Autore o apocrifi, per esempio, ci sono racconti che hanno per protagonista Sherlock, ma ce n’è anche uno incentrato sulla figura di Mycroft (Il giardino incantato, di H.F. Heard), il fratello maggiore di Sherlock, come lui dotato di grande intelletto e acume, oppure completamente dedicati a Watson, come Il mistero di Darkwater Hall, di Kingsley Amis, nel quale il dottore, preoccupato per lo stato di salute dell’amico, lo costringe ad un riposo forzato e si ritrova ad occuparsi da solo di un caso. Un uomo sembra minacciare Harry Fairfax, sesto baronetto di Darkwater Hall e Watson sarà ospite alla tenuta fino a quando non troverà la soluzione al caso, seguendo i metodi imparati da Holmes stando sempre in stretto contatto con lui. Ne Il dilettante dotato di J.C. Masterman è l’ispettore Lestrade al centro dell’attenzione, con la sua discutibile perspicacia, convinto di aver risolto un caso importante grazie alla sua efficienza, quando in realtà è stato aiutato dal “dilettante dotato” Sherlock Holmes. 
Tra tutti gli apocrifi, quello che sicuramente mi ha colpito di più è quello dell’Eremita Marrone, di David Grubb, che ho trovato strutturato meglio e molto piacevole da leggere. La protagonista, Ellen Lathrop, è una donna con un difetto fisico: possiede <<il piede più stretto, più piccolo e più bello dell’intera cittadina di Glory>>, le manca in pratica la parte che va dal ginocchio in giù nella gamba sinistra. È figlia di un grande appassionato e collezionista delle avventure del Maestro. La donna per un periodo si lega a Charlie Gribble, <<il proprietario della banca di Glori, pilastro della comunità, scapolo, eccentrico, sessantenne, irascibile, intransigente, senza una sola virtù umana che gli scaldi il cuore>> che lei soprannominerà L’Eremita Marrone, come uno dei ragni più velenosi al mondo, un paragone nato non a caso. Entrambi condividono un’ossessione per Sherlock Holmes e avranno anche una breve e insignificante relazione. Dopo un certo periodo si ritroveranno a far parte di un gruppo di fanatici del famoso detective, gli Irregolari di Baker Street, e la parte migliore dei loro incontri è la messa in palio della famosa Pantofola Persiana che sembra essere quella vera appartenuta al Maestro. La protagonista sente immediatamente un legame speciale con quella calzatura, perché da sempre è costretta a indossare scarpe fatte su misura, ma quella, a quanto pare, le calza perfettamente e poi è una vera opera d’arte. Per ottenerla, però, i membri del gruppo dovranno aiutare la polizia a risolvere dei casi trovando i veri colpevoli. L’Eremita Marrone si aggiudica la pantofola persiana da anni, ormai, e sembra intenzionato a vincerla ancora, questa volta per sempre. Ma lei ha troppo bisogno di quella pantofola e così deciderà di fare qualunque cosa pur di ottenerla. Non vi voglio spoilerare tutto il racconto, ma sappiate che alla fine la protagonista riuscirà a respirare quella libertà che ha sempre desiderato. Mi sono divertita col racconto Il rubino di Khitmandù, di Hugh Kingsmill, raccontato da diversi punti di vista, quello di due criminali, accusati di aver rubato un rubino portafortuna di un maraja, che vogliono ingannare Sherlock Holmes consegnandogli una copia perfettamente identica, e poi il punto di vista di Watson, che in questo episodio lascia a desiderare in quanto a ingegno perché, nella speranza di risultare più deciso e indipendente agli occhi di Sherlock, finirà col combinare un bel pasticcio, attirandosi gli improperi del compagno. Il racconto di James Matthew Barrie, Il Fu Sherlock Holmes, è narrato come un articolo di giornale e rivela l’arresto più sensazionale del secolo, quello del dottor Watson accusato di aver assassinato Sherlock Holmes, con la complicità del dottor Conan Doyle. Ho molto apprezzato anche questo racconto, in quanto costruito in maniera impeccabile e inconfutabile e con piglio ironico. In uno studio calligrafico, di Ring W. Lardner, Sherlock mette Watson a conoscenza dei vantaggi della calligrafia nel comprendere la personalità di qualcuno e disapprovando l’avvento delle macchine da scrivere che non risultano altrettanto utili, soprattutto nel suo lavoro. Non meno interessanti i racconti di Neil Gaiman e Anthony Burgess. Il primo è autore di numerosissime opere di vario genere, dal fantastico, all’horror, al fumetto ai libri per ragazzi. È uno dei miei autori preferiti ed ero davvero curiosa di leggere questo suo racconto. Non mi ha meravigliato trovarlo tra i più interessanti sia per trama che per stile. Il caso della morte e del miele è improntato su due diversi archi temporali, uno presente in cui il punto di vista è affidato a uno Sherlock che non trova più esaltazione nei casi che gli si presentano innanzi, tutti fin troppo facili da risolvere, e uno futuro con un punto di vista esterno che narra le vicende di un anziano apicoltore cinese e dell’incontro di questo con un misterioso “barbaro”, esperto quanto lui di api. Le due narrazioni si svolgono in parallelo e, in un primo momento, non si capiranno molte cose, ma sarà affascinante andare avanti e vedere la verità rivelarsi ai nostri occhi, lasciandoci comunque meravigliati per un alone di mistero e di fantastico nel clamoroso finale. Omicidio a suon di musica, di Anthony Burgess, autore di Un’arancia a orologeria, romanzo distopico che ha ispirato il controverso film di Kubrik, Arancia Meccanica, è probabilmente il racconto più canonico della sezione delle Pastiche d’autore. Burgess era, oltre che autore, anche un compositore, quindi non meraviglia che il suo racconto abbia come protagonista il grande Sherlock Holmes, di cui era appassionato, ma anche la musica. Qui il nostro Holmes si ritrova alle prese con il caso di omicidio di un giovane musicista spagnolo. Il racconto è tra i più avvincenti e si legge d’un fiato.
Parlare di ognuno dei racconti sarebbe impossibile, ma vi assicuro che quest’opera non può che essere apprezzata, soprattutto dagli amanti di Sherlock Holmes e da chi ha voglia di leggere qualche inedita avventura dedicata a lui e agli altri personaggi creati da Doyle. In alcuni casi vi divertirete, in altri un po’ meno, ma sarà bello conoscere anche queste storie, le storie di chi è stato influenzato da un personaggio indimenticabile, un personaggio capace di conquistare tutti, con i suoi pregi e i suoi difetti. Vi consiglio assolutamente questa raccolta, potrebbe essere un perfetto regalo di Natale o il presente per un’amico appassionato di Sherlock Holmes e che ne colleziona ogni libro. È un volume unico, imperdibile, in cui potete trovare anche piccole perle. Il mio voto è 4 tazzine, l’edizione è spettacolare, nulla da dire, e molti racconti sono incredibili e validissimi, altri purtroppo inutili e incomprensibili. Ad ogni modo, un bellissimo lavoro quello di Otto Penzler e altrettanto magnifico quello della Mondadori nel tradurlo e dargli una veste tanto affascinante. Sono stata felice di poterci mettere sopra le manine, ho sempre amato Sherlock Holmes e non potevo non leggere anche questa splendida raccolta. 

Passate a leggere anche le altre recensioni di oggi, su Veiled Mirror e Café Littéraire da Muriomu, che vi parleranno di altre interessanti sezioni della raccolta ;) 



A presto!
xoxo

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