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venerdì 30 settembre 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Furthermore" di Tahereh Mafi (a cura di Eleonora)

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Nonostante la connessione che questo pomeriggio va e viene, sono riuscita finalmente a postarvi la recensione di Eleonora, che ci parla di Furthermore, dell'apprezzatissima Tahereh Mafi, un libro fantasy per ragazzi che sembra quasi una fiaba. Scopritelo nel post che segue e fateci sapere la vostra opinione ;) A presto!

Furthermore
di Tahereh Mafi

Prezzo: 6,07 € (eBook) 11,66 € (cop. flessibile) 17,03 E (cop. rigida)
Pagine: 432
Genere: fantasy, ragazzi, middle-grade
Editore: Puffin Books
Data di pubblicazione: 14 novembre 2017
INEDITO IN ITALIA

Inspired by her childhood love of books like A Secret Garden and The Chronicles of Narnia, bestselling author Tahereh Mafi crafts a spellbinding new world where color is currency, adventure is inevitable, and friendship is found in the most unexpected places. There are only three things that matter to twelve-year-old Alice Alexis Queensmeadow: Mother, who wouldn’t miss her; magic and color, which seem to elude her; and Father, who always loved her. The day Father disappears from Ferenwood he takes nothing but a ruler with him. But it’s been almost three years since then, and Alice is determined to find him. She loves her father even more than she loves adventure, and she’s about to embark on one to find the other. But bringing Father home is no small matter. In order to find him she’ll have to travel through the mythical, dangerous land of Furthermore, where down can be up, paper is alive, and left can be both right and very, very wrong. It will take all of Alice's wits (and every limb she's got) to find Father and return home to Ferenwood in one piece. On her quest to find Father, Alice must first find herself—and hold fast to the magic of love in the face of loss.

Ormai lo abbiamo capito tutti, qualunque storia in cui Tahereh Mafi si cimenta viene bene e il primo romanzo della sua dilogia per bambini, Furthermore, non fa eccezione. La particolarità e la bellezza di questo libro è che, pur essendo un romanzo, ricorda ed è anche impostato come una favola e come ogni favola che si rispetti la nostra storia inizia con “C’era una volta...”.

C’era una volta, in un coloratissimo paesino ammantato di magia e di piccole meraviglie, una bambina molto speciale che viveva ai confini del villaggio con la mamma, i tre fratellini e il suo adorato papà. Il suo nome era Alice Alexis Queensmeadow, per tutti però solo Alice, ed era diversa da tutti gli abitanti del suo paesini perché nata priva di ogni colore. Bisogna sapere infatti che per gli abitanti di Ferenwood, questo è il nome del villaggio, più una persona è colorata e più i suoi colori sono intensi e vibranti, tanto maggiori saranno le sue capacità magiche. Per una bambina come Alice dunque nascere completamente priva di colore, a parte qualche lieve sfumatura negli occhi e sulle gote, è fonte di grande disagio. A differenza di quello che si potrebbe pensare però non è priva di magia, anzi, per una qualche burla del destino infatti Alice è un pennello vivente che con la sola volontà può cambiare a piacimento il colore delle cose e delle persone che la circondano, di tutto tranne che lei stessa. Per quanto la ragazzina adori e ami circondarsi di colore, lei è sempre esclusa dalla tavolozza e ciò la porta a rifiutare il suo dono. Quando ha nove anni, il suo amatissimo padre scompare senza lasciare traccia, portando con sé nient’altro che il suo fidato righello e da quel momento la solitudine che la ragazzina sente costantemente non fa altro che acuirsi. La sua unica speranza di trovare il suo posto nel mondo è la cerimonia dei Dodici anni, un evento annuale al villaggio in cui tutti i bambini che hanno dodici anni sono invitati ad esibire i propri talenti magici e in base al punteggio ottenuto viene loro assegnato un compito o una sfida che li porterà alla scoperta dell’avventura. Alice spera con tutta se stessa di ottenere un punteggio che le permetta di allontanarsi dal villaggio e anche dalla sua famiglia in cui, da quando è scomparso il padre, si sente di troppo e non abbastanza amata (in particolare dalla madre). 

Un altro chiodo fisso dei suoi pensieri è ritrovare il suo genitore perduto e riportarlo a casa, o quanto meno rimanere a vivere con lui. È così che, dopo una disfatta totale alla cerimonia dei dodici anni, Alice accetta la proposta del ragazzo più odioso, per lei di Ferenwood di aiutarlo nella sua impresa, che guarda caso è proprio ritrovare suo padre. I due quindi si lanciano in una temeraria, eccitante e pericolosissima avventura nel mondo di Furthermore, dove vigono regole severissime e il rischio di essere mangiati è alle stelle, un luogo in cui la logica così come la conosciamo noi non esiste e dove accanto al viaggio fisico dei due troviamo anche un percorso di crescita, di fiducia e di amicizia che li condurrà verso il raggiungimento del loro obbiettivo integri, soddisfatti e amici. L’oggetto più importante da avere sempre con sé a Furthermore è un righello, la mancanza, la perdita o la rottura di esso, come i nostri due piccoli avventurieri impareranno presto, porta a più che spiacevoli conseguenze. Pur con tutti i suoi perigli però questo mondo incantato è molto eccitante e l’avventura più sfrenata è sempre dietro l’angolo, tutto è nuovo e magico e incredibile, tanto che si scopre che persino il cielo ha una mente pensante e dei sentimenti.

A metà tra Alice nel Paese delle Meraviglie e Il Magico Mondo di Oz, questo libro è costellato di personaggi particolari, situazioni che ribaltano ogni legge naturale, oggetti magici, aiutanti e misteriosi cattivi pronti a fare la pelle (letteralmente) a ignari visitatori. Furthermore è un mondo tanto crudele quanto meraviglioso, capace di mettere a rischio la sopravvivenza un minuto prima e un minuto dopo offrire un inaspettato aiuto sotto forma di volpe di carta parlante; se si precipita si atterra lievemente e se si cade si cade per aria nel cielo e così via. Lo stile fiabesco della storia si ritrova anche nella scrittura di Tahereh Mafi che, pur mantenendo la sua caratteristica espressività che fa percepire i colori e la magia del libro come se fossero tangibili, diventa più giocoso e scanzonato e viene impostato come un dialogo tra autore e lettore, in cui la narrazione viene intervallata da interazioni dirette e domande che Tahereh Mafi pone a chi sta leggendo. Tra le righe inoltre svela che è stata Alice stessa a raccontarle la storia. Il libro oltretutto è suddiviso in diverse parti all’inizio delle quali un nastro che le collega ci mostra pensieri e considerazioni dell’autrice, che con ironia accompagnano il lettore nello snodarsi degli eventi e che rimarcano questa narrazione scanzonata che caratterizza la storia sin dalle prime battute.

Ah, come ogni favola che si rispetti ovviamente la nostra lettura si conclude con un bel lieto fine in cui tutti vissero per sempre felici e contenti.
Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

venerdì 16 settembre 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "Dragon Pearl" di Yoon Ha Lee

Buon pomeriggio! ^^
Per la rubrica Milk, Cookies&Books oggi vi parlo di Dragon Pearl, romanzo sci-fi middle-grade che mi ha stupito per diversi aspetti. Il romanzo è uscito per Giunti e fa parte di una collana di romanzi per ragazzi di genere mitologico raccomandati niente di meno che da Rick Riordan. Non mi pare ne siano usciti altri di questa collana, ma ne avevo adocchiati un paio che mi interessavano e che spero arriveranno presto in Italia. Intanto, scoprite di più su Dragon Pearl nella recensione che segue e fatemi sapere se il romanzo vi ispira ;)

Dragon Pearl
di Yoon Ha Lee

Prezzo: 9,99 € (eBook) 16,00 € (cop. rigida)
Pagine: 336
Genere: sci-fi, mitologico, middle-grade
Editore: Giunti
Data di pubblicazione: 13 maggio 2020

Min ha tredici anni ed è apparentemente una ragazza come tante. Proviene in realtà da una lunga stirpe di spiriti volpe, anche se sua madre insiste affinché i figli non ricorrano ad alcun potere speciale. Devono apparire umani, come tutti gli altri. Min però ha un sogno: fuggire da quel suo misero e polveroso pianeta, Jinju. Per questo attende con impazienza la partenza con le Forze Spaziali alla scoperta dei Mille Mondi. insieme al fratello maggiore, Jun. Quando giunge la notizia che Jun ha lasciato l'incrociatore per partire alla ricerca della Perla del Drago, Min capisce subito che qualcosa non va: suo fratello non avrebbe mai disertato. Min decide di fuggire e scoprire cosa è successo a Jun, in un’avventura che la metterà di fronte a giocatori d’azzardo, pirati, fantasmi vendicativi, inganno, menzogne e in cui i suoi poteri saranno necessari. La fantascienza incontra la mitologia coreana. Età di lettura: da 10 anni.

Era da tempo che Dragon Pearl stazionava nella mia libreria ma non mi ero ancora decisa a iniziarlo, un po’ scoraggiata dalle opinioni non proprio positive che avevo letto a suo tempo in giro. Eppure, anche a distanza di anni, questa storia ha continuato a chiamarmi e, alla fine, non ho saputo resistere perché era proprio quello che cercavo nel momento esatto in cui lo cercavo. Dragon Pearl è una storia che mescola vari elementi e questa combinazione, a mio parere, è stata vincente, anzi si è rivelata uno dei motivi che mi ha attratto maggiormente e che mi ha tenuto incollata alle pagine. Avevo proprio voglia di leggere uno sci-fi fresco e avvincente con qualche elemento originale e Dragon Pearl offriva tutto questo e molto di più. Il fatto che si trattasse, poi, di un romanzo raccomandato da Rick Riordan non ha fatto che incrementare la mia voglia di leggerlo. E così mi sono ritrovata immersa nello spazio, su un pianeta sconosciuto di nome Jinjiu, in cui la protagonista e la sua famiglia sono delle volpi e hanno poteri straordinari. Di straordinario qui c’è senza dubbio il mix tra elementi sci-fi e folklore coreano, che ho trovato davvero unico, anche se un po’ azzardato, ma ben funzionante.

La protagonista è Min, tredici anni. Fa parte di una famiglia di spiriti volpe che ha il potere di mutare forma e incantare le persone. “Un tempo, le volpi giocavano brutti scherzi, trasformandosi in splendidi esseri umani per ammaliare i viaggiatori solitari e succhiare loro l’energia vitale”. L’esistenza di Min risente purtroppo dei pregiudizi verso chi è come lei, verso gli esseri soprannaturali, ecco perché non le è permesso mostrare i suoi poteri, ma tenerli sempre nascosti. La madre non fa che raccomandarsi a riguardo, ma Min fa un po’ come le pare, lei è fiera di ciò che è, dei suoi poteri ed ecco perché vorrebbe tanto lasciare Jinjiu un giorno, arruolarsi nelle Forze Spaziali con il fratello e andare alla scoperta dei Mille Mondi. Invece, tutto quello che si ritrova a fare è sottostare a una miriade di regole, occuparsi di faccende domestiche ed essere costretta a convivere con la sua numerosa (e rumorosa) famiglia, con zie e cugine che non fanno che giudicarla. L’occasione ideale si presenta quando un investigatore bussa alla loro porta in cerca di notizie sul fratello di Min, che pare abbia disertato per andare alla ricerca della famosa Perla del Drago, una reliquia antichissima che ha il potere di trasformare i mondi e molto di più. Ma suo fratello non avrebbe mai disertato, non avrebbe mai fatto una cosa del genere, Min lo conosce bene; è convinta che ci sia qualcosa sotto e molto probabilmente ha bisogno di aiuto. Ecco perché decide di contravvenire a ogni regola della madre e lasciare Jinjiu da sola per scoprire che fine abbia fatto il fratello, non ha che un indizio in codice cui fare riferimento e la sua incrollabile audacia (anche se io la chiamerei imprudenza). Una volta nello spazio, Min si ritroverà a dover affrontare pericoli di ogni genere, in un susseguirsi di momenti carichi di tensione, prove di coraggio, sfide impossibili e tutto quanto i Mille Mondi avranno da riservarle.

Nonostante una partenza un po’ lenta, ricca di dettagli, in cui spesso ci si ritrova a leggere cose senza senso e poco utili ai fini della trama, la seconda parte di Dragon Pearl si dimostra una lettura molto più avvincente e intrigante. La nostra Min darà prova della sua abilità con l’Incanto, la magia degli spiriti volpe, e di tutte le sue altre doti nascoste per affrontare l’avventura che ha deciso di intraprendere e spesso ci terrà col fiato sospeso nell’attesa di scoprire che cosa accadrà, se se la caverà o ne combinerà una delle sue. Devo essere sincera: non tutto ha funzionato in questo libro, c’è un po’ di confusione qua e là, in alcuni punti la trama fa acqua e ci sono anche piccoli momenti morti che ti fanno venir voglia di abbandonare la lettura, ma guardando in generale a ciò che l’autor* ha creato, direi che è un buon punto di partenza e ci si può anche innamorare delle idee originali che si trovano nel romanzo. Il modo in cui Lee ha mescolato sci-fi, magia e leggende coreane risultando convincente è il motivo per cui mi sento di consigliare questa lettura, ma non aspettatevi un capolavoro perché ha pure i suoi difettucci. Ho vissuto tutto come un'avventura fantastica ed eccitante, ma mi è mancato qualcosa, forse le emozioni, forse l'empatia per la protagonista. Se però cercate una storia piena di imprevisti, che vi faccia un po’ ricordare certi classici della fantascienza ma dalla struttura meno complessa, una lettura che vi faccia divertire senza troppi pensieri, Dragon Pearl è davvero l’ideale. So che è uscita una sorta di sequel o spin-off, Tiger Honor, ma non so se Giunti lo porterà in Italia. Sarei curiosa di leggerlo per vedere se ci sarà qualche evoluzione importante o se il worldbuilding verrà esplorato un po’ meglio, se i Mille Mondi avranno altre sorprese interessanti da riservare al* lettor*. Dragon Pearl è stata una bella esperienza di lettura, sicuramente più originale di altre, ma alcune cose meriterebbero di essere approfondite in maniera diversa. Il mio giudizio è comunque positivo e terrò d'occhio Yoon Ha Lee che ha scritto qualche altro sci-fi che secondo me merita.
Fonte immagini: Google immagini

venerdì 1 aprile 2022

Milk, Cookies&Books: libri a merenda - "L'Accademia del Bene e del Male" di Soman Chainani (a cura di Eleonora)

Buon pomeriggio, lettor*!
Oggi, per la rubrica dedicata a bambini e ragazzi, la nostra Eleonora ci parla del primo libro dell'Accademia del Bene e del Male, una serie di grande successo, pubblicata da Mondadori, che presto vedremo anche su Netflix. Non vi chiedo se la conoscete, perché sicuramente è così, ma fateci sapere cosa amate di più della serie e perché ;) Vi aspettiamo nei commenti!

L'Accademia del Bene e del Male
di Soman Chainani

Prezzo: 4,99 € (eBook) 12,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 504
Genere: fantasy, ragazzi, middle-grade
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 23 agosto 2016

Sophie e Agatha sono da sempre amiche del cuore e non vedono l'ora di scoprire cosa significhi studiare nella leggendaria Accademia del Bene e del Male, dove ragazze e ragazzi normali vengono preparati a diventare gli eroi e i cattivi delle fiabe. Con i suoi eleganti abiti rosa, le scarpette di cristallo e la passione per le buone azioni, Sophie sa che otterrà ottimi voti nella Scuola del Bene. Agatha invece, con i vestiti neri e informi e il carattere scontroso sembra una perfetta candidata per la Scuola del Male. Quando arrivano all'Accademia le due ragazze fanno una scoperta sorprendente: Sophie finisce nella Scuola del Male a seguire lezioni di Imbruttimento, Trappole mortali e Storia della Cattiveria, mentre Agatha si ritrova nella Scuola del Bene, a lezione di Etichetta principesca. Si tratta di un errore? O forse il loro autentico carattere è diverso da ciò che tutti credono? Per Sophie e Agatha comincia un viaggio in un mondo straordinario, dove l'unico modo per uscire dalla fiaba è viverne una fino alla fine. Dentro la foresta primordiale c'è un'accademia del bene e del male. Ci sono due castelli, due teste gemelle: uno benigno e l'altro maligno. Prova a fuggire: le vie son bloccate. L'unica è una storia di fate. Età di lettura: da 11 anni.

C’era una volta, tanto tempo fa, in un paese lontano lontano...
questo è l’inizio di molte moltissime fiabe di nostra conoscenza, ed è proprio in questo mondo che vi voglio portare oggi con il primo volume della serie d’esordio di Soman Chainani, L’Accademia del Bene e del Male. La nostra storia ha inizio a Gavaldon un piccolo paesello sorto sul limitare di una foresta molto speciale, è un villaggio apparentemente banale, popolato da personaggi normali, che all’apparenza ha ben poco da offrire ma c’è una particolarità: ogni anno due ragazzini vengono portati via nella notte per essere condotti in una scuola fantastica, non si avranno più loro notizie se non, dopo qualche tempo, in un libro di fiabe, posto davanti alla porta dell’unica “libreria” del paese, che narra la loro storia. Come molti di voi probabilmente ancora aspettano la lettera da Hogwards, così Sophie, una delle due protagoniste di questa saga, aspetta il Gran Maestro; il suo obbiettivo è essere “rapita” e portata nel luogo, lontano dal paese pieno di plebaglia in cui è costretta a vivere, a cui, secondo lei, è da sempre destinata, ovvero L’Accademia del Bene e del Male, per avere finalmente il suo lieto fine con un bellissimo principe azzurro. A darle della povera illusa e a tentare di riportarla con i piedi per terra ci pensa Agatha, inizialmente “buona azione quotidiana” e poi migliore amica di Sophie, per la quale tutti i vaneggiamenti dell’amica su scuole magiche, principi e principesse non sono altro che un’accozzaglia di pensieri irrealistici e perditempo.

Le due ragazzine non potrebbero essere più diverse tra loro, una dai lunghi capelli biondi e il visino angelico, l’altra con una corta chioma corvina che fa il paio con una faccia spesso immusonita, una passa il tempo a prepararsi maschere viso e trattamenti di bellezza con improbabili ingredienti, l’altra con gli improbabili ingredienti ci prepara il pranzo, eppure al di là delle loro diversità sono legate da un reciproco affetto molto profondo, come sia possibile ancora non si è ben capito. Ah, quasi dimenticavo, una anela ad essere portata all’Accademia, più precisamente alla scuola dei Sempre (i buoni, per capirci), l’altra rifugge anche solo il pensiero, poco ansiosa di sostituire il cimitero relativamente tranquillo dove vive per un’orrenda e sicuramente caotica scuola per cattivi (i Mai). Ovviamente gli eventi non prendono la piega sperata e ben presto entrambe si ritrovano catapultate in un mondo da favola, letteralmente. C’è un unico, piccolissimo, infimo problema: la bella e amante del rosa Sophie è finita tra i Mai, figli dei cattivi più cattivi delle fiabe e destinati all’imbruttimento perenne; l’imbronciata e tetra Agatha, invece, è finita, con suo sommo orrore, tra i Sempre, coloro che sono destinati a diventare principi, principesse e buoni in genere, adoratrici folli del rosa in tutte le sue sfumature le ragazze e vanesi i ragazzi. Per quanto sembrino carini e coccolosi tutti gli studenti Sempre fanno sin da subito sentire la povera Agatha un’esclusa e un’emarginata. Per quanto concerne le due protagoniste, tendono anche loro a pensare che qualcosa sia andato storto nell’assegnazione delle scuole, e non sono le uniche, perciò tentano con dei piani elaborati di riportare quello che secondo loro è l’ordine naturale delle cose. Ma siamo davvero sicuri che alla fine sia solo l’apparenza quella che conta nella selezione del destino che è loro riservato? Ovviamente no, e ben presto qualcuno comincia ad accorgersi che il posto dove stanno le due è proprio quello giusto per loro. Non tutto è rose e fiori, una buona parte sì, ma c’è anche una ben presente componente di antiche faide, rancori nascosti o ben visibili, pettegolezzi e malelingue, troll, mostri, incantesimi e trasformazioni in esseri ripugnanti, alleanze improbabili e principi “ciechi”, e a tutto questo bisogna aggiungere un personaggio che trama nell’ombra per avere il proprio lieto fine, non propriamente nel senso più tradizionale del termine, ma dal suo punto di vista non potrebbe essere altrimenti. Insomma non mancano sicuramente gli ingredienti per confezionare una storia con i controfiocchi ed effettivamente è quello che ci ritroviamo tra le mani.

Dalle prime pagine lo stile di Soman Chainani cattura e trascina in un racconto frizzante, comico e appassionante che porta il lettore dritto dritto nei retroscena del “C’era una Volta”. Si entra subito in empatia con la povera Agatha, una santa ragazzina, a cui si vorrebbe solo fare i complimenti per l’immensa sopportazione che ha nei confronti di Sophie, e poco a poco tutti i personaggi che vengono presentati entrano nel cuore del lettore, soprattutto quelli che dovrebbero essere i Cattivi e che lo scrittore ha approfondito a tutto tondo con pregi e difetti, sicurezze e insicurezze e che nel loro essere “cattivi” sono più veri e più liberi dei “buoni”. Il tema che emerge preponderante da queste pagine è l’amicizia che lega le due protagoniste, con i suoi momenti alti e bassi, con i litigi, le riappacificazioni e la lealtà che contraddistingue questo legame che supera qualsiasi ostacolo o impedimento. Altri focus che emergono sono il non basarsi sull’apparenza delle cose, ciò che è bello non per forza è anche buono, anzi a volte è ancora più dannoso o perfido, oppure l’accettazione di se stessi per quello che si è e non per quello che si vorrebbe essere, il non doversi per forza conformare a dei canoni prestabiliti, ma anzi fare della propria diversità un punto di forza; questi sono tutti i temi che appaiono sottilmente ma molto chiaramente da questo primo volume.

L’Accademia del Bene e del Male, alla fine delle sue 501 pagine, si rivela quindi un libro gestito ed elaborato con maestria da uno scrittore che senza alcuna difficoltà trasmette qualcosa al suo pubblico ma allo stesso tempo sa divertire, rallegra e fa appassionare, perché, credetemi, una volta iniziata questa serie non si potrà più fare a meno di andare avanti a divorare gli altri volumi che la compongono.
Voto: 5 bicchieroni di latte e cioccolato


Eleonora


Photo credit: @eleonoranicoletto

giovedì 27 gennaio 2022

Review Party: "Violet e il libro proibito" di Kelly Barnhill

Buongiorno, lettor*!
Oggi sono qui per parlarvi di “Violet e il libro proibito” di Kelly Barnhill, un libro che mi è piaciuto tantissimo e che mi ha fatto apprezzare nuovamente l’autrice de La bambina della luna e delle stelle (a proposito, se non conoscete il suo romanzo d'esordio, ve ne parlo QUI). Ringrazio la De Agostini per la copia inviatami in cambio di un’onesta opinione e ogni blogger che ha preso parte con me a questo evento.

Violet e il libro proibito
di Kelly Barnhill

Prezzo: 6,99 € (eBook) 15,90 € (cop. rigida)
Pagine: 362
Genere: fantasy, ragazzi, middle-grade
Editore: De Agostini
Data di pubblicazione: 18 gennaio 2022

Nelle fiabe, tutte le principesse sono bellissime, i draghi orrende e spietate creature e le storie... semplici e innocue storie. Ma questa non è affatto una fiaba come le altre. Nel regno di Andulan, la figlia del re si chiama Violet. È una ragazzina solitaria, con gli occhi di colore diverso e una massa di ricci che le nasconde la faccia. Si vede brutta, e questo la rende insicura. C'è solo un momento in cui non si sente sbagliata: quando racconta storie. Perché Violet è una lettrice voracissima e una voracissima narratrice di favole. Se apre bocca rapisce tutti, dalle dame di corte al più umile dei servitori. Quando insieme al suo migliore amico, Demetrius, trova nei sotterranei del castello un misterioso libro, è convinta di aver scoperto una miniera di storie che cambierà la sua vita. E la sua vita cambia, ma non come aveva immaginato... Dal polveroso tomo si leva la voce spaventosa di una divinità dimenticata, che inizia a sussurrare ai servitori, alle ancelle, al popolo, ammaliando l'intero reame. Ammalia il re, offrendogli l'opportunità di catturare l'ultimo drago sopravvissuto. E ammalia la principessa Violet, con l'illusione di renderla bellissima. Ma ogni parola sussurrata dal libro proibito ha un prezzo, e tremende conseguenze. E Violet, per salvare il regno, dovrà trovare il modo di ascoltare solo le voci amiche, e di raccontare l'unica storia che potrà guarire il suo mondo.

Una cosa è certa: Kelly Barnhill sa come sorprendere. Ancora una volta mi ritrovo affascinata dallo stile di questa splendida autrice e da una storia ammantata di fiaba, di magia e anche di oscurità. Ma soprattutto di valori e tematiche che, in una lettura di questo target, fanno davvero bene a chi legge e aiutano a crescere. Kelly Barnhill dà merito alle storie, che hanno il potere di cambiare il mondo e le persone. Ci regala un romanzo in cui le storie sono importanti e hanno “peso, significato e voce” e mescola il tutto con personaggi “veri”, che nulla hanno a che vedere con quelli spesso stereotipati di altri romanzi.

La protagonista di questo libro è Violet. Violet è una principessa, l’unica erede della coppia regnante di Andulan, una delle terre del multiverso, con un cielo specchiante e due soli a illuminarla. Violet non è però la classica principessa delle fiabe, quella di cui narrano i cantastorie nei loro racconti. Non è bella, non ha lunghi capelli setosi o pelle d’avorio. Ha gli occhi spaiati, uno di un colore e uno di un altro, la pelle piena di lentiggini, capelli crespi e ribelli, il viso un po’ storto. Nonostante questo tutti le vogliono bene perché è una bambina piena di vita e amorevole. Lei, però, non si sente sicura di se stessa, come se essere ciò che è non bastasse. Teme di dover essere bella per essere la principessa che tutti desiderano e meritano. Questo pensiero, all’inizio inconsistente, inizia a insinuarsi sempre di più nella sua mente, fino a diventare una sorta di ossessione. La consapevolezza giunge più chiara quando, insieme all’amico Demetrius, il figlio dello stalliere, non si imbatte in una stanza segreta del castello, una vecchia e polverosa biblioteca, e in un libro in particolare. Il libro sembra chiamarla e pretendere di essere letto. In quel libro, Violet lo sa, è contenuto qualcosa di proibito, una storia che non dovrebbe leggere, la storia di un dio maledetto, esiliato, il cui nome è meglio non pronunciare. Ma da quel giorno, le voci nella sua testa si fanno sempre più insistenti, quel nome reclama di essere pronunciato. Il tredicesimo dio, un dio minore tra gli Antichi Dèi, inizia a esercitare il suo potere su tutti gli abitanti del castello e non solo, insinuandosi nelle loro menti, creando scompiglio, diffondendo risentimento e frustrazione. Il castello si crepa, tutti litigano e si odiano, nessuno però si rende davvero conto di ciò che sta succedendo. Neppure Violet, che come tutti, sembra ammaliata da quella voce, quel richiamo, quel desiderio di vanità. Il Nybbas, sembra conoscere il desiderio di tutti, eppure qualcuno resterà saldo e, insieme alla complicità di “piccoli” alleati, metterà in atto un piano per salvare il Regno e ciò che resta del castello e dei suoi abitanti, insieme ad una principessa che finalmente prende coscienza delle sue qualità e decide di agire come la futura sovrana che è. 

Violet e il libro proibito è una storia davvero coinvolgente. Il ritmo è spedito, non si può fare a meno che leggere tutto d’un fiato. I capitoli sono brevi e si susseguono senza sosta, spostando l’attenzione da uno all’altro personaggio. La voce narrante è quella di un cantastorie amico di Violet, espediente che ho trovato originale e molto interessante, sicuramente dà una nota diversa al romanzo, rendendo il tutto ancora più ricco di fascino, come stessimo leggendo un racconto d’altri tempi. Ogni cosa di questo libro mi ha sorpresa, nessun personaggio è scontato e la trama non mostra mai un momento di noia. Così come abbiamo una protagonista dall’aspetto poco principesco, che fa riflettere su quanto l’apparenza non sia importante, abbiamo anche un Re che non è il solito Re che si incontra in romanzi del genere, bensì uno studioso, appassionato di draghi. E Cassian, il cantastorie, non è un semplice cantastorie, è molto più di questo e da lui dipenderà anche gran parte della sorte di Andulan. E poi c’è Demetrius, l’amico di scorribande di Violet, non soltanto un amico ma un vero e proprio eroe, un ragazzo capace di comunicare con gli animali, di “sentirli” e di sentire e vedere anche altro, un ragazzo che non cede alle voci malevole, ma che va ben oltre. Ognuno, a modo suo, è speciale, ogni personaggio non ha un semplice ruolo prefissato, ma riveste molto più di quello all’interno del romanzo. 

Il mondo che ha creato l’autrice è ben congegnato per far parte di un romanzo autoconclusivo
, ogni descrizione ben equilibrata, segno di una maturità stilistica davvero notevole. Il personaggio di Violet si evolve in maniera interessante, arrivando a comprendere l’importanza della sostanza e non dell’apparenza e a rimediare ai suoi errori prima che sia troppo tardi. Mi sono davvero appassionata a questa storia, probabilmente, tra i middle-grade letti negli ultimi tempi, questo è uno dei migliori. Kelly Barnhill non ci fa mancare le emozioni, così come personaggi veri, con sentimenti autentici e reazioni naturali e credibili. Abbiamo un libro antico che non dovrebbe essere letto, un castello decadente, specchi in cui è meglio non guardare, abbiamo una guerra, gente ammaliata e anche un Piccolo Popolo, un vecchio drago imprigionato e… tanto, tanto altro! Non sto qui a dirvi tutto ciò che troverete in questo romanzo ma sappiate che amerete ogni cosa. I bambini, così come i grandi, si divertiranno con questa storia, ma scopriranno anche che non è importante come si appare ma come si è fatti, tema su cui è bene rimarcare, soprattutto con i tempi che corrono, in cui ormai si dà fin troppa importanza all’immagine che offriamo di noi stessi e all’esteriorità, piuttosto che alla sostanza. Violet e il libro proibito saprà sussurrare al vostro cuore e farsi amare per ciò che è: un libro bellissimo come pochi, ben scritto e memorabile.
Non perdete le altre recensioni del Review Party. Qui sotto tutti i blog che partecipano all'evento!


A presto!
xoxo

Fonte immagini: Pinterest

venerdì 29 ottobre 2021

Review Party: "Ponte di Anime" di Victoria Schwab (a cura di Elena)

Buongiorno, caffeinomani! ^^
Oggi Coffee&Books partecipa a ben due review party! Il primo è dedicato a Ponte di Anime, di Victoria Schwab, ed è nuovamente la nostra Elena ad aver letto il capitolo conclusivo di questa serie horror/paranormale per ragazzi. Se volete recuperare anche le sue recensioni precedenti, trovate QUI quella del primo volume e QUI quella del secondo. Vi lascio alla sua splendida opinione e ci ritroviamo più tardi con il prossimo review party ;)

Ponte di Anime
di Victoria Schwab

Prezzo: 7,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: horror, paranormale, dark fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica Blink)
Data di pubblicazione: 26 ottobre 2021

È lei che insegue gli spettri, o è il contrario? Sia come sia, Cass potrebbe avere un talento per scovare gli spiriti inquieti. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, è sopravvissuta a due città infestate mentre era in viaggio per il programma televisivo dei suoi genitori. Tuttavia nulla potrebbe prepararla a quel che la attende a New Orleans, un luogo che pullula di antiche magie, società segrete e terrificanti sedute spiritiche. Ma la sorpresa più terribile è un nemico che Cass non avrebbe mai sospettato di dover affrontare: un messaggero della Morte in persona. Sarà all'altezza della sfida? E a cosa dovrà rinunciare per vincerla?

Con lo scorrere di questi giorni ottobrini ci siamo immersi nell’atmosfera più macabra ed oscura dell’anno e di Halloween, fatta di luci spettrali, sussurri, misteri e paure con un pizzico di dolcezza al cioccolato, zucche dalle mille espressioni e la preparazione di qualche scherzetto. Abbiamo dedicato qualche momento della giornata ai libri e alle pellicole a tema “brividi”, tra letture dalle tinte gotiche e film dell’orrore. E proprio con l’avvicinarsi di Halloween siamo giunti al terzo e conclusivo volume della trilogia paranormal urban fantasy middle grade di Victoria Schwab, Cassidy Blake, composta da Città di spettri, Tunnel di ossa e Ponte di anime, editi da Mondadori per Oscar Mondadori nella collana Oscar Fantastica Blink, tradotto da Marina Calvaresi. Una trilogia dalle tinte gotiche, che può tranquillamente essere letta in questo periodo, ma con quel tocco di spensieratezza e comicità che trasporta nel periodo autunnale con il sorriso sulle labbra.

! Attenzione: possibili spoiler per coloro che non hanno letto il primo e il secondo volume della trilogia !

Mi chiamo Cassidy Blake. Ho dodici anni. Un anno fa ho derubato la Morte. Sono sopravvissuta, quando sarei dovuta morire. Sono rimasta qui, quando sarei dovuta andare via. L’ho scampata una volta e la scamperò di nuovo. Mi chiamo Cassidy Blake. E non mi farò trascinare nelle tenebre.

Ci risvegliamo dopo un lungo viaggio oltreoceano in una camera d’albergo massiccia e tutta colorata di New Orleans, l’ultima tappa del programma della famiglia “Fantadetective”, investigatori paranormali itineranti, a caccia di storie e leggende di fantasmi. Ma in questa ultima puntata chi darà la caccia a chi? Dopo spiriti scozzesi in rosso, poltergeist parigini dispettosi, chi troveranno e con chi si dovranno scontrare Cassidy e Jacob? Con un crescendo di tensione e di elementi “horror”, la battaglia non sarà solo contro un nemico esterno evanescente ma contro un nemico interiore: la Paura. Una paura che fa rabbrividire, irrigidire, che scava nei sogni e negli incubi più profondi, blocca i pensieri e non fa dormire. Una paura atavica, che affonda nella scoperta, nella consapevolezza di sé, nella morte e nella perdita. Cassidy ha già affrontato la paura, ma era una paura “buona” e quotidiana, adrenalinica, che sprona e aiuta ad affrontare le situazioni con coraggio ed ingegno, una paura che porta all’azione. Non dovrà affrontare quella paura razionale dettata dal pericolo ma la paura dell’ignoto, una paura che non si vuole nemmeno mettere “nero su bianco”, per cui si nasconde l’inchiostro per non pensarci né concedergli l’importanza che merita.

“La paura è come il Velo. Sta sempre lì. Tocca a te decidere di superarla comunque.”

Questa avventura, invece, la porterà a riflettere sulle azioni facili e sulle scelte giuste da compiere, fino a giungere ad un bivio che teme. Ora dovrà affrontare la paura del cambiamento, della crescita, una paura che inevitabilmente comporta qualche perdita. Ma di che tipo? Questa domanda, intrecciata alla morte, accompagnerà Cassidy, la quale imparerà anche a chiedere aiuto alle sue amiche e ai suoi amici, a coloro che le stanno vicino, la conoscono e le vogliono bene. Anche Jacob e Lara hanno i loro incubi, che però affronteranno non da soli, ma insieme, uniti, senza farsi scoraggiare né sconfiggere, supportandosi l’un l’altro.

Il romanzo inizia proprio con un risveglio e un percorso che le e i personaggi potranno affrontare grazie al processo di consapevolezza sull’identità e sulla memoria che hanno intrapreso nelle avventure e nei romanzi precedenti separatamente e collettivamente.

“<Guarda e ascolta. Osserva e comprendi. Questo è ciò che sei.> Ho sempre rivolto queste parole ai fantasmi. Ma forse valgono anche per i vivi.”

Affrontare le paure, il presente e il futuro è un cammino che può partire ed avvenire solo in seguito alla presa di consapevolezza del proprio passato. Proprio come insegna la storia della città in cui si trovano, si può sempre costruire e ricostruire dopo la distruzione e la sconfitta. Tutto questo ci viene narrato dalla voce di Cassidy, all’interno di una cornice perfetta: la città di New Orleans, dove la morte è l’altra faccia della vita, dove i vivi si travestano da scheletri e i fantasmi girano nella folla indisturbati e dove il Velo non attiva sola la vista e il senso soprannaturale ma anche il sapore della tragedia, della rabbia, del dolore e del pericolo.

“Ci arranca davanti una carrozza trainata dai cavalli. Un carro funebre avanza nel senso opposto. E dire che non sono neanche nel Velo. Questa sarebbe la versione viva e pulsante di New Orleans.”

Se la prima tappa, Edimburgo, era una città umida, livida ed antica con la sua storia ben in vista sui ciottoli dei vicoli; la seconda, Parigi, era luminosa e alla moda ma con tanti segreti nascosti; la terza tappa è un posto che non si riesce “a immortalare in una foto”. New Orleans è puro caos, chiassosa, un insieme di epoche e tradizioni, famosa per la musica jazz, i beignets, dolci con nuvole di zucchero a velo, le storie di fantasmi e degli spiriti, le pratiche negromantiche, vudù, vampiri, medium, sedute spiritiche e tanti tanti cimiteri (ben quarantadue!).

“La strada è un fiume di risate, gli applausi riecheggiano dalle porte spalancate e gli strumenti jazz lottano per un po' di spazio, tutto ciò con il Velo in sottofondo. È come se il mondo dei vivi e quello dei morti si stessero scontrando sotto il mio naso.”

Ed eccoci giunti alla fine di questa trilogia, dove ogni elemento si colloca al posto giusto con semplicità, commozione e qualche colpo di scena inaspettato. Una trilogia che si può divorare tutta insieme ma anche gustandola nel tempo, grazie ai riferimenti “alle puntate precedenti” non si perderà nessun dettaglio. Mi ha tenuta compagnia, fatto riflettere, viaggiare e scoprire tante storie e segreti su città che ormai mi piacerebbe visitare con le cartine e gli itinerari dei “Fantadetective” in mano, ma soprattutto mi ha fatto ridere grazie ai legami e alle battutine nerd tra amici ed amiche. Ho adorato come si intrecciassero le avventure di Cassidy, Jacob e Lara con le storie e gli aneddoti misteriosi, storici e soprannaturali legati ai luoghi ancora visitabili e alle persone ormai scomparse. Storie nelle storie raccontate con sequenze visivamente potenti: sembra di guardare le riprese dal vivo dei “Fantadetective”! Proprio come il Velo non è semplicemente un “non-luogo”, le avventure di Cassidy & Co sono diventate un decoupage di narrazioni e posti, “che vivono nel ricordo e sono cuciti insieme”, ciascuno legato alla vita, alla morte e alla memoria. Storie che hanno “il potere di rendere il mondo un po' più grande” proprio perché si ispirano ai popoli e alla vita che ci circonda. Non posso che consigliare la trilogia sia per svago nel periodo estivo, stagione in cui è ambientata la trilogia, sia come lettura a tema “halloweeniane” tra avventure, misteri da risolvere, amicizia, aneddoti e passeggiate per le vie delle città soprannaturali più famose al mondo, ma grazie anche alla scrittura semplice e coinvolgente, evocativa e metaforica della Schwab, sempre scorrevole, con un crescendo di tensione tra un libro e l’altro.

Ringrazio Mondadori e OscarVault per la copia digitale e per la lettura in anteprima di Ponte di anime e ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per aver organizzato il Review Party.

Non mi resta che augurarvi buone letture halloweniane,


Elena

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giovedì 30 settembre 2021

Review Party: "Tunnel di Ossa" di Victoria Schwab (a cura di Elena)

Buongiorno, lettor*!
Oggi si torna a parlare della serie horror/paranormale per ragazzi di Victoria Schwab. Elena ha letto anche il secondo volume, Tunnel di Ossa, in occasione del Review Party organizzato con ParanormalBooksLover e Oscar Mondadori, e ci porta come sempre a vivere il romanzo come una sorta di viaggio. Godetevi la sua recensione e i suoi splendidi scatti e non dimenticate di passare anche dalle altre blogger che partecipano all'evento (calendario in fondo al post).
Se volete recuperare la recensione del primo volume, Città di Spettri, la trovate QUI

Tunnel di Ossa
di Victoria Schwab

Prezzo: 8,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 352
Genere: dark fantasy, fantasy, horror, middlegrade
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica Blink)
Data di pubblicazione: 28 settembre 2021

Cass è nei guai. Ancora più del solito. Insieme a Jacob, il suo migliore amico fantasma, Cass si trova a Parigi, dove i suoi genitori stanno girando il loro programma televisivo sulle città più infestate del mondo. Certo, mangiare croissant e visitare la Tour Eiffel è un vero spasso, ma sotto Parigi, nelle raccapriccianti Catacombe, c'è in agguato un pericolo spettrale. Quando Cass risveglia un poltergeist terribilmente potente, deve affidarsi alle sue abilità di cacciatrice di spettri, ancora tutte da dimostrare, e chiedere l'aiuto di amici vecchi e nuovi per svelare un mistero. Se fallirà, le forze che ha ridestato potrebbero rimanere a infestare la città per sempre. L'autrice Victoria Schwab torna al mondo di "Città di spettri", regalandoci nuove avventure e una lezione sull'amicizia (perché, a volte, anche i migliori amici fantasma hanno segreti...).

Da poco abbiamo salutato l’estate, la stagione con i suoi caldi raggi riscaldanti e tipicamente del riposo, per abbracciare la stagione aranciata delle zucche e delle storie dell’orrore. In questo periodo di transito tornano le avventure vacanziere di Cassidy, con Tunnel di ossa, secondo volume della trilogia paranormal urban fantasy middle grade di Victoria Schwab, Cassidy Blake, composta da Città di spettri, Tunnel di ossa (recente pubblicazione italiana, uscita il 28 settembre, edito da Mondadori per Oscar Mondadori nella collana Oscar Fantastica Blink, tradotto da Marina Calvaresi) e Ponte di anime (indicativamente previsto per fine ottobre, giusto in tempo per Halloween!).

All’inizio del romanzo ritroviamo la protagonista che scorge ed ammira lo scorrere dei paesaggi da un treno sferragliante per una nuova meta, mentre racconta le avventure precedenti accadutele ad Edimburgo nel primo volume Città di Spettri, in una sorta di riassunto, utile soprattutto a coloro che si ritrovano a leggere delle peripezie di Cassidy dopo un po' di tempo ed anche per ri-familiarizzare (ma soprattutto riabbracciarsi!) con le e i personaggi. Quindi facciamo un piccolo ripassino anche noi, prima di addentrarci nel tunnel d’inchiostro e spettrale che ci ha costruito questa volta la penna della scrittrice Victoria Schwab.

! Attenzione: possibili spoiler per coloro che non hanno letto il primo volume della trilogia, Città di spettri !

“I miei genitori non vanno a caccia di favole. Vanno a caccia di storie di fantasmi.”

Nella prima parte del romanzo troviamo il quadretto di una famiglia idilliaca in viaggio tra treni e fiere itineranti: i genitori di Cassidy, famosi autori della serie libresca “Fantadetective”, continuano a registrare le puntate per realizzare una trasmissione televisiva sulle città più infestate del mondo. In questa seconda impresa sono diretti a Parigi e chiedono a Cassidy un maggiore coinvolgimento, affidandole il compito di creare materiale fotografico “dietro le quinte”, scattare foto naturali e spontanee, imprimendo ricordi e sfaccettature nascoste della capitale francese in giro per le vie e i monumenti della città. Mentre i genitori investigano sui fantasmi tramite parole, inchiostro e voci dal passato, con storie, leggende ed aneddoti, Cassidy vive le storie in prima persona, incontra i fantasmi, custodendo il segreto con i genitori, che sono all’oscuro delle capacità della figlia di interagire proprio con le entità di cui scrivono, parlano e registrano. Cassidy, infatti, li vede, li sente, li combatte… o li salva?

“Mi chiamo Cassidy Blake e un anno fa sono quasi annegata. Jacob mi ha salvato la vita e da allora sono capace di attraversare il Velo, un luogo abitato dagli spiriti dei morti irrequieti. Il mio compito è spedirli al loro posto.”

Ma chi è Cassidy? Cassidy Blake è una ragazzina “para-normale”, una calamita per spettri e fantasmi, qualcuno che ha oltrepassato il confine tra i vivi e i morti ed è riuscita a tornare indietro, grazie all’aiuto di un fantasma, Jacob, con cui creerà un profondo legame di amicizia ed empatia, ma anche un’intesa psichica e mentale. I due, infatti, ormai divenuti migliori amici inseparabili, sono una squadra, un duo che si completa nelle diversità: lei corporea ed avventata, lui fumoso e coerente, ma insieme, con i loro “fantacinque”, potranno affrontare qualunque minaccia e risolvere piccoli e grandi misteri. Nel Velo si scambiano: lui diventerà corporeo e nitido, lei evanescente se non per la scintilla luminosa blu e bianca tra le sue costole, il filo della sua vita, che dovrà imparare a proteggere. La domanda “chi è?”, o meglio “chi sono?”, è il perno su cui ruota tutta la storia delle e dei personaggi, primari e secondari, buoni e cattivi, preadolescenti e adolescenti alla ricerca della propria identità, del posto e dello scopo nel mondo, in cammino nel loro percorso evolutivo.

“Se la faccenda del migliore – amico – defunto ti sembra strana, bè, lo è, e non è nemmeno la nota più strampalata della mia vita.”

La prima persona che rivela a Cassidy come utilizzare i propri poteri è Lara Chowdhury, nipote della proprietaria della casa in affitto conosciuta durante il precedente viaggio ad Edimburgo. Stessa età, stessi poteri, ma più esperta nella caccia ai fantasmi grazie ai bighellonamenti con lo spirito dello zio, il quale pare conosca, o meglio conosceva, molto bene il mondo sovrannaturale con i suoi libri e diari d’epoca. Lara è la prima persona che le ha spiegato il motivo del suo dono e quale sia la sua missione, debito, responsabilità: rimandare “al proprio posto” i fantasmi erranti, perché più i fantasmi resteranno nel mondo o nel Velo, più diventeranno potenti e pericolosi, come può riscontrare nelle nuove preoccupanti capacità di Jacob. Ma sarà davvero questo il suo compito? Lara illumina Cassidy non solo sui poteri che entrambe possiedono ma anche sul senso del dono, di andare oltre ai motivi che hanno causato la loro “rinascita paranormale”, perché il dono richiede e rivendica un uso consapevole.

“Guarda e ascolta. Osserva e comprendi. Questo è ciò che sei.”

Cassidy, così, diventa una cacciatrice di fantasmi, non armata come gli acchiappafantasmi dei famosi film “Ghostbusters”, ma usa un rituale formato da oggetti e parole. Una superficie riflettente, come il prezioso ciondolo specchiato regalatole da Lara, perché gli specchi hanno un effetto immobilizzante e risucchiante sui fantasmi. La superficie riflettente, seppur piccola, mostra la verità, mostra ciò che sono e sono diventati gli spiriti. Ma non basta. Al riflesso, alla verità, si aggiunge una formula, parole potenti che rimettono al proprio posto la realtà. Ritorna il tema dell’identità: la formula pronunciata non è solo un ordine per i fantasmi ma anche un ammonimento per Cassidy, per non dimenticare chi è, il rischio che si corre perdendo la propria storia e identità.

Il suo compito lo svolgerà con la sua fidata macchina fotografica, che ha vissuto anche essa le avventure e ha subito una nuova ferita, un’ammaccatura: al centro della nuova lente ora c’è “un baffo simile all’impronta di un pollice”. Una ferita che l’ha fortificata e che non abbandonerà mai Cassidy tra l’oscurità e le nebbie dell’incertezza e delle tombe.

“Che ci facciamo qui? Questa città non sembra poi così infestata”

Un’altra protagonista della storia è la città di Parigi con le sue piazze immense, rotonde, precise; con i suoi edifici in pietra chiara che riflettono l’ultima luce del pomeriggio. Dovunque si possono ammirare i giochi di luce: sberluccicano finiture dorate, sulle ringhiere, i marciapiedi e i lampioni, sulle fontane e sui balconi. In lontananza svetta il simbolo della città, la Tour Eiffel come una lancia d’acciaio, che nasconde e protegge storie d’amore e dell’orrore. “Parigi è tentacolare, elegante, luminosa” ma la ricerca di storie ed aneddoti sui fantasmi si scontra con lo scetticismo delle cittadine e dei cittadini, perché Parigi è una città d’arte, di cultura, di storia, di moda con l’eleganza dei suoi abiti e di buon cibo con i profumi dei suoi dolci, crepes, brioches e macaron. Parigi si rivela essere diversa dalla prima meta: la città di Edimburgo, infatti, era infestata in ogni angolo, dal Castello ai sotterranei, dove le persone, di qualunque età, ritenevano gli aneddoti e le storie sui fantasmi parte integrante della bellezza della stessa città, qualcosa di strano ma indubbio. Parigi, invece, nasconde dietro alle apparenze, all’eleganza e agli scintillii, nei sotterranei e nei cimiteri, nei segreti di famiglia, leggende e storie di fantasmi. Interessante sarà l’incontro e scontro generazionale tra un’adolescente e un’adulta, come anche tra “credenti” e scettiche e scettici: così la narrazione viene superata dall’esperienza vissuta, così il confronto e il racconto di ciò che si è visto diventa realtà e non più folklore. I fantasmi non saranno più solo dominio delle storie dell’infanzia ma avventure vere con annessi pericoli mortali. Parigi è pura magia con un pizzico di oscurità paranormale.

< Lara: “Ti sei già cacciata nei guai?” 
 Io: “Definisci guai.” 
 Lara: “Cassidy Blake” >

La trama del secondo volume ricalca la tipologia avventurosa del primo, caratterizzata da una scrittura godibile e scorrevole, dal ritmo serrato e coinvolgente, che non annoia mai: colpi di scena, un caso da risolvere, vecchie amicizie, nuove e nuovi personaggi come aiutanti e più di un mistero da svelare. Le avventure iniziano con delle scale a chiocciola, che finiscono a strapiombo nell’oscurità, una discesa a spirale nella nebbia intrecciata a lampi di luce cremisi: le catacombe della città, definite il “Regno della Morte”, formate da lunghe e tortuose gallerie, paiono emettere un sospiro, spifferi di aria fredda e stantia, misti ad ondate di collera, terrore, lutto e tormento. Non è una questione di vista, non spaventa il luogo dove si trovano, ma è una questione di percezione, sensazione. Cassidy impaurita da ciò che prova e sente, intraprende intrepida la discesa per la sua doppia missione: aiutare i genitori e scoprire cosa combinano i fantasmi. Dopodiché iniziano dei piccoli incidenti, che le lasciano una sensazione ancora più strana, straniante, lo stomaco sottosopra, il battito del cuore inceppato e un prurito strisciante che l’ammonisce che qualcosa non quadra. Così inizia l’indagine alla ricerca di persone, documenti e vecchie foto color seppia.

“è tipo un videogame […] ad ogni livello il mostro diventa più difficile da sconfiggere.”

Mentre leggiamo viviamo l’inquietudine, l’ansia e l’atmosfera horror, che erano presenti anche nel primo volume ma mediati e stemperati dagli scambi di battute, dall’ironia comica e concreta soprattutto di Jacob, che qui invece è più misterioso ed ambiguo, più coinvolto sia per quanto riguarda il mistero dei suoi poteri sia per il suo passato. Inoltre in questo secondo volume, il nemico da sconfiggere è più “halloweeniano”, cupo, inquietante. Un “cattivo” che va oltre alla malvagità, incentrato sul significato di potere e memoria.

< “Il motto di Spiderman.” 
 “Cioè?” 
 “Sai cosa intendo. Da un grande potere… […] derivano grandi responsabilità.” >

Nel piccolo di questa avventura, che dura una manciata di giorni, mi ha ricordato che la memoria, che sia personale o collettiva, fatta di piccoli ricordi o di grandi eventi, è qualcosa di fragile, prezioso, che va preservato o salvaguardato, con il rischio che diventi qualcosa di nocivo e pericoloso, cinico e malvagio. Un intreccio di passato, studiato, capito e ricordato, per comprendere il presente e scoprire il futuro, per andare avanti ma senza mai dimenticare. E grazie a questo intreccio Cassidy e Jacob cresceranno e matureranno. Un filo rosso che lega la memoria, il riflesso, il ricordo e la propria storia: come la perdita di sé, dei ricordi e delle persone care, porti al deteriorarsi del filo e il non potersi più specchiare né riconoscersi, ricordarsi chi si è. Non sono temi trattati in modo approfondito ma superficialmente, non nel senso semplicistico né negativo, ma che restano alla superficie, accennati, che turbano e turbinano nella mente delle protagoniste e dei protagonisti, che riflettono e fanno riflettere sulle proprie azioni e idee che le guidano. La ricerca di sé è un percorso spesso pericoloso e, se non si sta attenti, si rischia di cadere in un vortice di buio. Un luogo dove non si riesce più a distinguere le proprie mani ma soprattutto dove non ci si riconosce più, dove i raggi del sole non rischiarano e non donano speranza. Un buio tossico, nocivo, non quello che dona riposo e pace per poi risvegliarsi circondati da amiche ed amici.

Ed eccoci giunti alla fine di questa nuova esplorazione cittadina ed interiore, pronte e pronti a prendere un nuovo volo per la prossima meta oltreoceano, per le prossime avventure, indagini e misteri, sempre tra amiche, amici e scatti fotografici in bianco e nero.

In attesa del terzo e conclusivo volume della trilogia, ringrazio Oscar Mondadori per la copia digitale e per la lettura in anteprima di Tunnel di ossa e ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per aver organizzato il Review Party.

Non mi resta che augurarvi buon inizio di letture halloweniane.





Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle

venerdì 3 settembre 2021

Review Party: "Città di Spettri" di Victoria Schwab (a cura di Elena)

Buongiorno, lettori! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di "Città di Spettri", un middle-grade dalle venature horror e paranormali da una delle autrici fantasy più amate, Victoria Schwab. Lo ha letto Elena per Coffee&Books e ce ne parla nella sua appassionata e precisa analisi. Buona lettura!

Città di Spettri
di Victoria Schwab

Prezzo: 8,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 320
Genere: paranormal, horror, middle-grade
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 31 agosto 2021

Da quando Cass è quasi annegata (sì, va bene, è veramente annegata, ma non le piace ripensarci), è in grado di attraversare il Velo che separa i vivi dai morti… e accedere al mondo degli spiriti. Persino il suo migliore amico è un fantasma. Insomma, la faccenda è già piuttosto strana. Ma sta per farsi ancora più strana. Quando i suoi genitori vengono ingaggiati per girare un programma televisivo dedicato alle città infestate, tutta la famiglia si trasferisce a Edimburgo, in Scozia. Dove cimiteri, castelli e vicoli sotterranei pullulano di fantasmi irrequieti. E quando Cass incontra un'altra ragazza che condivide il suo stesso "dono", si accorge di avere ancora molto da imparare sul Velo, e su se stessa. Da Victoria Schwab, un racconto spaventoso ed elettrizzante, pieno d'azione, che parla di infestazioni, passato, mistero, e del legame tra i veri amici (anche se quell'amico è un fantasma…).

La scrittrice americana Victoria Schwab (conosciuta anche con la firma V. E. Schwab) con le sue storie fantasy, sci-fi, distopiche, horror ci ha portato dovunque: tra le colorate Londra di diversi universi; tra le note musicali del bene, del male e della redenzione; tra i secoli della vita di una donna; tra i conflitti di supereroi ed antieroi. Ci ha fatto incontrare, amare ed odiare tante e tanti personaggi ed ora è il turno di Cassidy, nata nella notte di marzo in cui il bianco dell’inverno lascia il tempo e lo spazio alla gioiosa e colorata primavera, un piede tra il freddo e l’inizio del caldo, un piede tra il mondo dei vivi e l’altrove, il mondo dei morti.

“Un tantino speciale. Un tantino strampalata.”

Cassidy Blake è la giovane protagonista di Città di Spettri, tradotto da Marina Calvaresi, edito da Mondadori per OscarVault, uscito il 31 agosto. È il primo volume della trilogia paranormal urban-fantasy middle-grade Cassidy Blake conclusa e composta in lingua originale da City of Ghosts, Tunnel of Ghosts e Bridge of Souls (tradotti Tunnel di ossa e Ponte di anime di cui è indicativamente prevista l’uscita in italiano rispettivamente a settembre e ottobre).

“La gente pensa che i fantasmi escano solo di notte, oppure a Halloween, quando sul mondo cala il buio e i muri si assottigliano. Ma la verità è che sono dappertutto.”

Non è la solita storia di fantasmi, una storia macabra dell’orrore, una storia tipica autunnale che si legge nel periodo di Halloween, ma un’avventura tra amici storici e nuove amiche, alla scoperta e riscoperta di sé tra i ciottoli di un’antica città. Proprio al termine della scuola e all’inizio dell’estate comincia l’avventura in viaggio di Cassidy, la quale non vedeva l’ora di riposarsi ed allontanarsi dal mondo soprannaturale che solo lei può vedere (o forse no?). Voleva solo la sabbia sotto i piedi e tra le mani un buon libro, per sentirsi normale per qualche giorno all’anno, ma all’improvviso i genitori le annunciano un immediato viaggio con una meta imprevista: Edimburgo, proprio una città famosa per gli aneddoti e le storie sui fantasmi. Inizia il gioco di parole, ombre e riflessi fin da subito con il titolo: la città della Città di spettri non si riferisce solo alla meta di viaggio ma anche al dono di Cassidy. La giovane protagonista, infatti, si ritrova di nuovo circondata dalle creature evanescenti da cui voleva fuggire e risente quella sensazione che la avvicina ad essi. Una sensazione, come un colpetto, un "tap-tap-tap sulla spalla, simile a goccioline di pioggia", che la risucchia nuovamente in quel mondo invisibile che coesiste con il mondo frenetico e quotidiano in cui vive e viviamo, ma che poche e pochi conoscono. Un mondo paranormale fatto di fantasmi (ops, scusate, “diversamente corporei”!) alcuni amichevoli ed altri molto meno. Un mondo fatto di ombre, di creature evanescenti e sbiadite, morte, poteri, rabbia, rancori e rimorsi.

“Se i vivi traggono la propria forza dall’amore e dalla speranza, i morti si nutrono di cose più oscure. Dolore, rabbia e rimorso.”

Il sipario rosso del teatro e il Velo di panno grigio dei mondi dei vivi e dei morti si alzano ed inizia un’indagine: le attrici e gli attori mettono in scena un caso fumoso, che ritorna dal passato. I ricordi di una vittima emergono per trovare giustizia e riposo. Lo spettacolo è iniziato! Una piccola scintilla che intacca e fa fumo. Un fumo che avvolge la realtà, che nessuno vede se non quando è troppo tardi. Un incendio che romba e miete la sua vittima.

“Qualcosa ondeggia ai margini del mio campo visivo: un sottile panno grigio mosso da una brezza costante. È diverso dal pesante sipario rosso. Questo qui non lo vede nessun altro. Il Velo. Il confine tra il nostro mondo e l’altrove, tra i vivi e i morti. Proprio ciò che cercavo. […] Allora mi aggrappo, prendo un bel respiro e do uno strattone.”

Fin da subito veniamo a conoscenza di questa capacità ultraterrena della protagonista di percepire i fantasmi e di viverne gli ultimi ricordi. Conosciamo gli elementi e i funzionamenti di base di questa magia oscura, grazie al racconto di episodi apparentemente distaccati ma funzionali alle relazioni e alla storia di Cassidy e allo stesso tempo proviamo che mancano dei pezzi. La prima parte della storia si accosta al romanzo di formazione con tutti gli elementi che servono per farci incuriosire e conoscere la protagonista; mentre la seconda parte, più dinamica e veloce, è piena di colpi di scena, avventure ed azioni halloweeniane. Il romanzo alterna il racconto presente, narrato in prima persona dalla stessa Cassidy, e il passato della protagonista che conosciamo pian piano, di cui sveliamo i misteri, come una pellicola esposta che rivela i suoi segreti che si celano nei dettagli sotto gli occhi. L’obiettivo catturerà particolari, forme e disegni, che aiuteranno a mettere a fuoco la verità. Una verità che risulterà sempre più nitida e chiara. Una verità con cui fare i conti.

“Cerco a tentoni la macchina fotografica che porto al collo, stritolandola come fosse un talismano, un promemoria di cosa è reale. Sfioro un pulsane con le dita… E parte il flash.”

Inizia così la missione della “fantadetective” Cassidy in compagnia dell’inseparabile Jacob e dell’immancabile ciondolante “vecchio bestione ingombrante”, la sua fidata macchina fotografica manuale vecchio stile, con il rullino, e che imprime il mondo in bianco e nero. Il tentativo di Cassidy di fermare il tempo, di immortalare per sempre i ricordi e i bei paesaggi al tramonto.

“La mia macchina fotografica giaceva sul mio comodino con la tracolla sfilacciata e il mirino spaccato. Era rovinata ma non distrutta, diversa, ma non per questo un rottame. Un po' come me.”

La sua fidata macchina fotografica solida e reale, però, non è solo un semplice strumento vintage per catturare immagini o per soddisfare una passione, ma un oggetto magico e potente di mediazione. Un oggetto che si trasforma in un vero e proprio aiutante, che permette di comprendere la realtà e di superare le prove più difficili, come nelle antiche fiabe. La macchina fotografica l’aiuta a vedere oltre il Velo ed ad impressionare le ombre e proprio nella fase di sviluppo delle foto nella camera oscura, fase amata dalla protagonista, vengono alla luce le ombre che sono state catturate. Infine la fidata macchina fotografica si trasforma in arma di difesa, che in caso di minaccia allontana i nemici a colpi di flash.

“Nona regola dell’amicizia… L’avvistamento di fantasmi è uno sport di coppia.”

Uno dei temi trattati nel romanzo è l’amicizia adolescenziale, fatta di lealtà, fiducia e di sostegno. Cassidy e Jacob hanno un elenco di regole e di aneddoti, che fortificano il loro legame, creatosi da una caduta e dal freddo. Da quel giorno i due amici sono complici, si sostengono, conoscono le paure e i timori dell’altro, sanno quali parole sono da evitare e quali parole possono far riflettere, sorridere e confortare, conoscono le passioni e ciò che non piace. Cassidy e Jacob sono ben caratterizzati e hanno ancora molto da raccontare e da svelare, grandi segreti da custodire e da condividere per comprenderli meglio: sono dei piccoli nerd, amanti dei libri e dei fumetti (tantissimi riferimenti alla cultura pop dalla Marvel a Harry Potter). I due si completano: entrambi intelligenti e coraggiosi, uno è più ironico, realista e sedentario e l’altra una combina guai curiosa. Un litigio non sarà un dramma ma un’occasione di discussione per rinsaldare il loro legame. Inoltre sono presenti figure adulte equilibrate, in primis i genitori (sia la madre sia il padre sono anche loro ben caratterizzati, personaggi a tutto tondo, nonostante siano personaggi secondari di riferimento e motore degli avvenimenti), che non scompaiono senza motivi o giustificazioni assurde, né attuano comportamenti morbosi, ma sono apprensivi e protettivi nella giusta misura e nel ruolo: lasciano il giusto spazio al protagonismo delle e dei giovani, come da target del romanzo. Le soluzioni non vengono dall’alto, da una voce esperta, ma Cassidy e le sue amiche e i suoi amici sperimentano e si mettono in gioco e lottano nelle diverse situazioni in cui andranno a cacciarsi. In piccolo viene indagato più volte la relazione tra adulti e minori, anche negli aspetti più cupi. 
 Altro tema presente, fin dall’inizio, è quello della morte mai trattata in modo morboso ma raccontato in tutte le sue sfaccettature nel romanzo, tanto da condizionare la vita, le scelte e la visione del mondo delle e dei protagonisti. La morte è qualcosa che fa parte della vita, al di là del Velo coesiste con la quotidianità: l’argomento non viene rimosso né trattato come un tabù, ci si domanda cosa significhino la vita e la morte, cosa rappresentano. Si trattano anche gli aspetti più malinconici e macabri che vengono spiegati e narrati e trasformati in azione, spettacolo ed avventura. Alla fine è un mistero da risolvere. Affascinante come si legano il folklore, gli aneddoti, le leggende e la storia di una città raccontata mentre si esplorano castelli e viuzze, sotterranei, cimiteri e vicoli bui. L’aspetto storico viene colorito con le vicende e le avventure paranormali in un ottimo primo libro di trilogia. Chi legge, insieme alle ed ai personaggi, diventa un po' turista e detective, cacciatrice e cacciatore, ricercatrice e ricercatore.

Nonostante la trilogia sia scritta e sia rivolta ad un pubblico di giovani lettori e lettrici, è apprezzabile ad ogni età grazie alla scrittura semplice, caratterizzata da uno stile scorrevole con metafore e un tocco di poesia: frasi incalzanti ed immaginifiche, che fanno divorare la storia, parola dopo parola. Una narrazione veloce, incontri fugaci ma importanti, una storia dal ritmo serrato ma congruo con la trama, che accosta un lembo per aprirne un altro per la prossima storia. Un gioco di specchi e riflessi, ombre che ingannano ed incrinature che portano da tutt’altra parte. Inizia con misteriosi incendi ma ci ritroviamo a camminare in ricordi fumosi, a cercare di sconfiggere nuove minacce, tra differenze linguistiche, fish and chips, battute sul dio del tuono Thor e citazioni da Harry Potter.

Consiglio la lettura di Città di Spettri a tutti e a tutte, sia in estate (periodo in cui è ambientata la storia) sia in autunno, all’avvicinarsi di Halloween (per i temi trattati, la storia folkloristica dei fantasmi) soprattutto a chi cerca una lettura veloce, leggera e divertente con quel tocco di paranormale ed attenta ai rapporti di amicizia, come le serie (più incentrate però sul lato romance) Lux o la trilogia The dark elements di Jennifer L. Amentrout, la serie Evernight di Claudia Gray, la Trilogia delle gemme di Kerstin Gier, Pumpkinheads di Rainbow Rowell e Faith Eri Hicks. Più adulto, complesso ed oscuro La nona casa di Leigh Bardugo e il più classico L’incubo di di Hill House di Shirley Jackson.

Ritornando all’autrice e alle sue pubblicazioni, i libri citati nell’introduzione sono i titoli usciti in italiano e sono rispettivamente: la (non più) trilogia new adult fantasy Shades of Magic composta da Magic, Legend e Dark, e il fumetto Il principe d’acciaio. Shades of Magic; la duologia paranormal/urban fantasy young adult This savage song: Questo canto selvaggio e Our dark Duet: Questo oscuro duetto; il fantasy paranormal adult La vita invisibile di Addie LaRue (che differisce dagli altri per lo stile di scrittura quasi onirico, introspettivo e ricercato); il fantasy dark academia adult Evil. Victoria Schwab ha scritto molto, più di 20 libri tra romanzi e fumetti, tra serie, trilogie, duologie ed autoconclusivi per tutte le età. Si rivolge ad un ampio pubblico, alcune storie hanno un target di riferimento più o meno definito, anche se in generale non troverete contenuti espliciti di violenza o sessuali, quindi incontrerete una scrittura adatta a tutte e tutti nel linguaggio: il target differisce soprattutto per i temi trattati. È una scrittrice a cui piace spaziare e sperimentare: ha in programma diversi progetti nuovi e di ampliamento di serie passate, ha scritto e scrive molti generi diversi, soprattutto fantasy e i suoi sottogeneri, per tutti i gusti. Non c’è un ordine di lettura, quindi se siete curiose e curiosi di scoprire la penna di questa autrice non vi resta che lasciarvi convincere ed ammaliare dalla trama e dal genere che vi intriga di più. Se invece la conoscete vi attendo per chiacchierare dei libri della Schwab e, soprattutto, su cosa combinerà Cassy nei suoi prossimi viaggi!

Ringrazio Mondadori e OscarVault per la copia digitale e per la lettura in anteprima di Città di Spettri e ringrazio Ambra di ParanormalBooksLover per aver organizzato il Review Party.

Non mi resta che augurarvi buone avventure letterarie fantasmatiche,


Elena


Photo credit: @tsundoku_bookstyle

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