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giovedì 14 dicembre 2023

Review party: "Il palazzo del sole pallido" di Andrea Butini

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi parlo di Il palazzo del sole pallido, di Andrea Butini, secondo volume di una trilogia dark fantasy tutta italiana. Ringrazio Oscar Mondadori per la copia in omaggio e per avermi permesso di organizzare questo piccolo evento.

Il palazzo del sole pallido
di Andrea Butini

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 480
Genere: fantasy, dark-fantasy
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 28 novembre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Dopo ciò che è successo, il villaggio di Rokthan non potrà mai tornare alla normalità. Sorin deve fare i conti con il potere che si cela nel suo sangue, ma soprattutto deve trattenere la rabbia nei confronti di coloro che gli hanno rovinato la vita. Avrà occasione di scatenare la sua furia, ma prima deve comprendere la deleomanzia; in caso contrario, il rischio di distruggersi e perdere tutto sarebbe troppo alto. Neth e Victor devono trovare un modo per aiutare i sopravvissuti mentre attendono che il Maestro si risvegli: le sue condizioni sono critiche, e neanche Mali saprebbe dire quando il vecchio potrebbe rialzarsi. Luin si mette in viaggio da solo per Vanhorn: ha capito ciò che deve fare, e infiltrarsi nel Palazzo del Sole Pallido è l'unico modo per avere successo. Shai fa ritorno dall'Alto e dalle Casate, sicura di ottenere, adesso, tutto il rispetto che merita. Ma le sue speranze e convinzioni potrebbero vacillare al cospetto dell'Alto e di suo padre. Cosa stanno tramando davvero le Casate? Chi si cela dietro la maschera bianca dell'Alto? Riuscirà Sorin a controllare la deleomanzia e ottenere la sua vendetta?

<<Stava piovendo sangue. La terra era un corpo scuoiato, una membrana di carne viva, pulsante e molle. Rossa. Ovunque.>>

L’occhio del gufo
, primo volume della Trilogia del sole pallido, uscito a ottobre, era stata una lettura davvero convincente. Sapete che io amo il fantasy italiano e non potevo proprio lasciarmi sfuggire questa novità, tra l’altro opera di un autore esordiente. Andrea Butini mi aveva sorpreso, raccontando una storia cupa, oscura, ricca di sangue, mistero e creature terrificanti. Tanti personaggi a riempire le pagine, per lo più grigi ma ben definiti, e tantissimi elementi intriganti a fare da collante per l* lettor*. Dopo l’ottima esperienza, non vedevo l’ora di scoprire cosa ci avrebbe riservato il secondo volume, anche perché il primo si concludeva in maniera a dir poco sconvolgente. Per fortuna la casa editrice non ci ha fatto attendere troppo per il secondo volume - giusto un paio di mesi (e altrettanto presto, immagino, arriverà anche quello conclusivo) - e ho potuto avere la conferma che Andrea Butini è davvero un autore validissimo e che questa serie merita assolutamente di essere letta. Il palazzo del sole pallido, sebbene per gran parte mantenga un ritmo più lento in cui accade ben poco (ci si lecca le ferite, ci si nasconde per la paura, si fanno le conte delle perdite e si prova a pensare a come reagire), concentrando tutto il meglio per l’ultima parte, mi è piaciuto anche più del primo volume. Non che io ami la narrazione più lenta, ma ho notato un approfondimento maggiore dei personaggi, uno stile ancora più ispirato e in generale una capacità di riuscire, nonostante tutto, a tenere sempre viva l’attenzione, anche nelle scene meno avvincenti, e questo mi ha fatto apprezzare tantissimo il libro.

 Ovviamente, essendo un volume di mezzo, un po’ risente anche lui, come tutti i libri di mezzo, di una stasi tipica che però, devo dire, si dissolve già dopo metà e porta a un finale che apre le porte a un terzo volume che posso solo immaginare sarà stratosferico. Butini gioca bene le sue carte, qui, dandoci modo di conoscere meglio alcuni personaggi, di andare in profondità dentro i loro animi piagati, straziati, di entrare ancora di più nell’atmosfera del romanzo, di prendere ancora più confidenza con il worldbuilding ricchissimo e stratificato. Ci ritroviamo davanti alle conseguenze di tutto ciò che è accaduto nel primo libro, ai vari personaggi che devono cercare di andare avanti, di resistere, di trovare la forza di rialzarsi per combattere e sconfiggere il male che si annida dove meno ci si aspetta. C’è chi cerca ostinatamente vendetta ma deve controllarsi e imparare a gestire il potere che ha dentro, chi invece si prende la propria rivincita dopo anni di umiliazioni, c’è chi si ritrova più coraggiosa di quanto immaginasse, strappata ormai dal suo mondo sicuro e disposta ad affrontare ciò che verrà...

<<Se il mondo ti crolla addosso, gli devi gridare contro. Non puoi stare zitta.>>

Ma tutti, a modo loro, proveranno a percorrere la propria strada, nonostante perdite, sacrifici, ferite e dolore. Nonostante la paura che opprime e le grida dei morti che ancora riecheggiano per il villaggio di Rokthan dopo l'attacco del noctus. Nonostante ricordi che fanno troppo male. Non mancheranno neanche qui colpi di scena ben assestati, devo dare atto all’autore di essere riuscito a stupirmi più di una volta in questo libro. Se il primo volume poteva anche avvicinarsi molto al grimdark, con le sue atmosfere molto dure e violente, qui viriamo anche un po’ verso l’epic-fantasy, con combattimenti, percorsi importanti e risvolti tipici di questo genere, che danno al romanzo un’aura memorabile. I personaggi evolvono, cambiano, non sono mai statici e affrontano i loro demoni personali come anche quelli che li circondano. 

Il palazzo del sole pallido è un volume che regala emozioni, ma allo stesso tempo angoscia e tormento e ansia per tutto ciò che accadrà ancora. Staremo in pena per i nostri personaggi preferiti, ma anche per quelli meno amati (Luin, mi dispiace, ma continui a non piacermi granché). Scopriremo molto altro sul mistero che aleggia intorno all’Alto e alle Casate, ma non voglio dirvi troppo a riguardo per non fare spoiler e rovinarvi la lettura. Ciò che dovete sapere è che questa serie mi sta conquistando sempre di più. Se L’occhio del gufo si era fatto apprezzare per la sua qualità, Il palazzo del sole pallido ha saputo mantenere le promesse e un livello sempre altissimo e dignitoso. L’autore ha uno stile meraviglioso e, nonostante ci regali una storia crudele, in cui si mescolano arcani misteri e paure raccapriccianti, posso assicurarvi che non mancherà di impressionarvi in positivo, al punto tale che non riuscirete più a mettere giù il libro

Sono stata davvero contenta di aver avuto la possibilità di leggere questa serie e avere la conferma che anche in Italia si sanno scrivere ottimi fantasy, che siano dark, high, grim, epic, o altro, ben vengano pubblicazioni del genere. Adesso attenderò con impazienza il volume conclusivo e so già che mi aspetterà il finimondo. Voi intanto recuperate la serie perché ne vale davvero la pena.


Fonte immagine: Pinterest
Grafica: @dolcicarloni

martedì 31 ottobre 2023

Review Party: "Wolfsong" di TJ Klune (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Ultimo giorno di ottobre oggi e, finalmente, Halloween. Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato alcune recensioni a tema e anche quella di oggi cade abbastanza a pennello perché Wolfsong non è solo una storia d'amore ma anche una storia di creature fantastiche, pericolose e oscure, sebbene il fulcro del romanzo sia ben altro. Il libro che ha decretato il successo di TJ Klune esce oggi in una nuova veste per la casa editrice Mondadori. Scoprite tutte le opinioni di questo evento, tra cui quella della nostra Giulia, che ha letto di Oz e Joe e se n'è innamorata.
Un ringraziamento alla casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un'onesta opinione.

Wolfsong
di TJ Klune

Prezzo: 11,99 € (eBook) 19,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 624
Genere: fantasy, urban-fantasy, lgbt+
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 31 ottobre 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Ox aveva 16 anni quando ha incontrato un ragazzo sulla strada verso casa. Il ragazzo che parlava, parlava e parlava. Soltanto in seguito scoprì che il ragazzo non aveva aperto bocca per quasi due anni prima di quel giorno. Ox aveva 23 anni il giorno in cui la morte arrivò in città, scavandogli un vuoto nella testa e nel cuore. Il ragazzo rincorse il mostro con lo sguardo assetato di vendetta, lasciando Ox a raccogliere i cocci. Sono trascorsi tre anni da quel fatidico giorno… e il ragazzo è tornato. Ma ora quel ragazzo è un uomo e Ox non può più ignorare il canto che ulula tra di loro.

Buongiorno a tutti e a tutte! Dopo una lunga settimana dedicata alle recensioni per Halloween, ecco qui una recensione che c’entra poco con questa festa paurosa, ma allo stesso tempo potrebbe essere azzeccata. Quando Franci ha proposto il review party di Wolfsong ero lì lì per rifiutare di leggerlo, però, vi dirò, menomale che non l'ho fatto perché si è rivelato il libro che faceva per me in questo momento.

Ho concluso di leggere questo libro in una notte e qualche ora del pomeriggio. Ebbene sì, 600 pagine volate via in meno di 6 ore! Wolfsong è un libro coinvolgente e che si fa apprezzare man mano che la storia va avanti. Devo dirvi che, in realtà, con la conclusione del primo capitolo ero molto scettica, perché non mi ha presa sin da subito, non è stato il classico colpo di fulmine, però più i capitoli scorrevano più io mi appassionavo della vita di Ox e più mi veniva voglia di non staccarmi dalle pagine.

Penso che ormai un po' tutti abbiate sentito parlare di Wolfsong e della sua trama, ma vi accenno qualcosa perché leggendola da Amazon vi assicuro che si capisce poco e nulla. Wolfsong è la storia di un ragazzo di nome Ox, che non ha una vita del tutto semplice, un padre ubriacone e poco equilibrato, con un lavoro che Ox ammira tanto ma di cui al legittimo interessato non importa nulla, tanto che un giorno prende e va via di casa, lasciando Ox e la madre pieni di debiti. Da quel momento in poi ne prende il posto all’interno della famiglia, andando a lavorare nell’officina di Gordo, un ragazzo che diventerà presto ben più di un fratello maggiore per il nostro protagonista.

Gli anni passano, Ox da bambino diventa un adolescente, e comincia a notare che nella casa alla fine della sua stradina ogni tanto la luce è accesa. Un giorno, mentre sta tornando a casa da lavoro, un bambino lo aspetta all’inizio della stradina e lo accompagna a casa, un bambino strano che appena lo vede gli salta addosso e comincia ad annusarlo e a tempestarlo di domande. Un bambino che prima di allora non aveva mai visto, che scopriamo chiamarsi Joe, e che abita proprio nella casa abbandonata in fondo alla strada. Joe, quasi costringendo Ox, lo trascina a conoscere la sua famiglia. E da qui, in un certo senso, comincia la vera storia.

Joe e Ox sono due ragazzi completamente opposti, da un lato Ox è riservato, silenzioso e timido e dall’altro Joe esuberante, casinista e gioioso. La cosa che Ox non sa è che quel bambino da un anno non parlava con nessuno, era diventato l’ombra di quello che era e di quello che è da quando ha incontrato Ox per la prima volta, come se in lui avesse trovato il suo punto fermo, il suo legame, e grazie a questo fosse riuscito in qualche modo a superare le sue paure. Ho amato alla follia il personaggio di Joe, un bambino che vediamo crescere, sbocciare e affrontare le sue paure e i suoi demoni. Quello che Ox non sa di questa famiglia è che ha un grande segreto, a noi lettori non proprio sconosciuto ma per Ox e per sua madre sarà una scoperta non da poco.

Il punto forte di questo libro è sicuramente la famiglia e tutti i legami che ne conseguono, il trope found family è quello principale, e se non ci fosse questo legame che va oltre il sangue e la parentela questa storia davvero non avrebbe senso. Il legame tra Ox, Joe, Gordo, Carter, Mark e Kelly è davvero fortissimo, un legame che va oltre ogni immaginazione. Nel giro di pochi mesi, questi ragazzi trovano davvero un porto sicuro al quale aggrapparsi, degli amici a cui poter confidare i propri problemi e con cui potersi divertire.

“Ox, ti rivelerò un segreto. Okay?”
“Certo”
“Sono sempre i più silenziosi quelli che hanno cose più importanti da dire. Comunque sì, credo che saremo amici.”

Una trama semplice che si articola e si complica sempre di più con il trascorrere dei capitoli. Attraverso le varie avventure di Ox, veniamo a conoscenza di cose del passato irrisolte, problemi che li stanno raggiungendo che devono essere risolti una volta per tutte. Una storia interessante sia dal punto di vista della storia familiare, sia dal punto di vista dell’avventura, anche se per quasi metà libro assistiamo a ben poca azione, diciamo che la parte incentrata più sulla missione finale è la seconda, dove si vengono a scoprire un po' tutte le verità nascoste.

I personaggi sono sicuramente molti e non è facile introdurre così tanti personaggi quasi contemporaneamente senza creare un minimo di confusione, infatti se devo essere sincera ho avuto bisogno di 3-4 capitoli per riuscire a distinguere tutti con le proprie caratteristiche e il proprio carattere; nei primi capitoli ho fatto un po' di difficoltà a collegare le varie vicissitudini. Devo dire però che li ho amati un po' tutti, naturalmente i personaggi perfetti non si possono creare, e questi, seppur con qualche difetto, mi hanno conquistata quasi tutti, soprattutto Gordo e Mark, tant'è che non vedo l’ora di leggere il libro dedicato a loro due.

Il fatto che questa storia mi abbia conquistata è un dato oggettivo che traspare perfettamente da questa mia recensione, in conclusione volevo soltanto dirvi di fare un pensiero su questo libro perché ne vale veramente la pena. Vi sentirete avvolti, durante la lettura del romanzo, da uno strato di protezione che non si spezzerà mai, un legame che diventa sempre più forte man mano che i nostri personaggi crescono, una storia d’amore che ha fondamenta nel soprannaturale, inspiegabile agli occhi di chi non conosce la vera storia, ma così puro che non potrete fare altro che innamorarvene.




Giulia


Photo credit: @_gbooklover_
Fonte immagine: Pinterest
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martedì 23 maggio 2023

Recensione: "I Was Born for This" di Alice Oseman

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi recensione di I Was Born for This, di Alice Oseman, romanzo che ho ascoltato su Audible e che mi è piaciuto davvero tanto. Si tratta di un contemporary young adult autoconclusivo che affronta molte tematiche, anche abbastanza sensibili, e naturalmente c’è anche in buona parte rappresentazione lgbt+. Non avevo ancora letto nulla dell’autrice che non fosse legato alla serie Heartstopper e questo libro è stato davvero una bella sorpresa.

I was born for this
di Alice Oseman

Prezzo: 7,99 € (eBook) 14,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 408
Genere: contemporary, young adult, lgbt+
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 28 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Per Angel Rahimi esiste una sola cosa nella vita: gli Ark, la boy-band del momento. Essere nel fandom degli Ark le ha dato tutto ciò che ama: la sua amica Juliet, i suoi sogni, un posto nel mondo. Anche Jimmy deve tutto agli Ark: è il loro frontman, e suonare in una band con i suoi amici è tutto ciò che ha sempre sognato. Ma a volte i sogni si trasformano in qualcosa che non avevi previsto, e quando Jimmy e Angel si ritrovano faccia a faccia, si rendono conto di come la realtà possa essere diversa dall’immaginazione. Divertente e profondo, I Was Born for This è una sorprendente riflessione sul potere di credere in qualcosa. Soprattutto in sé stessi.

Il mondo del fandom, si sa, può essere spietato. Lo sanno bene gli Ark, una piccola boyband in ascesa formata da tre ragazzi molto diversi: il leader Jimmy Kaga-Ricci, l’affascinante Lister e il più carismatico Rowan. Dopo il loro ultimo successo, la loro carriera sembra pronta a raggiungere vette ancora più vertiginose e davanti a loro si prospetta un contratto per un tour in America che li consacrerà definitivamente. Ma è davvero questo ciò che vogliono? Perché significherebbe più concerti ma anche più interviste, più ospitate, ritmi più serrati. La fama e i soldi hanno di certo rivoluzionato le loro esistenze, eppure non è tutto oro ciò che luccica. Jimmy soffre di ansia e attacchi di panico, Rowan non riesce a frequentare la sua ragazza per paura che il fandom si opponga, Lister scarica la tensione bevendo e fumando. Nessuno conosce questo aspetto di loro, nessuno conosce questi segreti, davanti alle telecamere e alle fan sono semplicemente tre fantastici ragazzi che fanno ottima musica e il fandom sogna grazie a loro, si scatena shippando membri della band insieme, fangirla su ogni cosa che li riguardi. Gli Ark sono l’ossessione della nuova generazione (un po' come i BTS della nostra - o qualunque altra band vanti lo stesso successo).

Angel Rahimi fa parte del fandom degli Ark praticamente da sempre. Tutta la sua vita sembra ruotare intorno a quello, lei è letteralmente ossessionata da loro, in particolare da Jimmy. Dopo aver conosciuto su internet una ragazza appassionata quanto lei degli Ark, Juliet, le due finalmente si incontrano a Londra per partecipare insieme a un meet&greet degli Ark e a un loro concerto. Dopo mesi che chattano e chiacchierano, sentono di conoscersi profondamente ormai, di essere quasi due anime gemelle. Angel non ha mai avuto nessuno con cui condividere la sua passione e poterlo fare finalmente con Juliet, addirittura dal vivo, è entusiasmante. Angel ama essere sempre aggiornata sugli Ark, controlla ogni giorno i forum che parlano di loro e qualsiasi altro sito, conosce i loro spostamenti, i loro gusti, le loro manie e incontrarli di persona è il suo più grande desiderio. Anche Juliet ama fangirlare sugli Ark con l’amica, ma sembra dimostrare anche altri interessi, come quello per un ragazzo di nome Mac, conosciuto anche lui su internet e giunto come Angel a Londra per conoscerla e partecipare agli stessi eventi per gli Ark. Angel si sente un pochino tradita e messa da parte per questo e Mac un po’ le puzza di impostore, ecco perché alla fine si ritrovano a non comunicare più come prima e ad avere anche tra loro dei segreti. 

La storia è narrata tramite due punti di vista, quello di Angel, grazie al quale riusciamo a entrare nella mentalità del mondo del fandom più accanito, e quello di Jimmy, che invece ci mostra l’altro lato della medaglia della notorietà, il lato più oscuro, fatto di ansie, stress, ritmi forsennati e anche paure, nostalgie e desideri semplici, come poter avere del tempo da dedicare alla famiglia, a chi si ama. Alice Oseman è un’autrice molto sensibile, adoro il suo modo di scrivere, il suo essere vicina a ogni minoranza, trova spazio per loro in ogni suo libro. In questo volume l’autrice affronta diverse tematiche, non soltanto in riferimento alla comunità lgbt+, ma anche a livello culturale. In più, vengono affrontati nuovamente problemi relativi alla salute mentale, ma anche a droghe e alcolismo. Si potrebbe pensare che forse è tutto un po’ troppo ma, vi dirò, a me non ha fatto questa impressione, anzi trovo che Alice Oseman sia riuscita a equilibrare tutto molto bene. 

Il gruppo degli Ark è eterogeneo, ma non è esente dalle critiche. C’è chi li ama e chi non capisce il perché del loro successo e dell’inclusività ad ogni costo. Un bianco (gay), un nero e un ragazzo trans per metà asiatico e per metà italiano. La nuova generazione li adora, la nuova industria musicale è fissata con il politically correct e dunque loro continuano a essere osannati e richiesti ovunque. Oseman però punta l’accento, come vi dicevo, anche sul rovescio della medaglia, sulla parte meno bella del successo, ovvero quando l’attenzione è talmente accentuata da condizionare le vite degli stessi artisti. In più, mettiamoci anche la pressione del fandom, che arriva a compromettere tutto e spesso a diventare aggressivo in maniera inquietante. In questa storia le vite di Angel e Jimmy andranno a intrecciarsi in modo quasi casuale e porteranno alla consapevolezza da parte di entrambi di quanto sia sbagliata l’opinione reciproca che hanno l'uno dell'altra. Angel e Juliet che si fanno letteralmente dei film sui loro beniamini, che li ritengono perfetti sotto ogni aspetto, si renderanno conto di quanto in realtà non lo siano, di quanto impegno, fatica, dolore vi sia dietro la notorietà e di quanti difetti abbiano anche delle star come gli Ark. I ragazzi, invece, ognuno con il proprio tormento interiore e fintamente innamorati delle fan solo per compiacerle, capiranno cosa vuol dire per quelle ragazze credere in qualcuno, avere un sogno, un punto di riferimento. I due mondi si mescoleranno e tra qualche imprevisto, qualche fuga rocambolesca, qualche incidente di percorso, alla fine si saranno create nuove amicizie e nuove consapevolezze.

Lo stile dell’autrice è come sempre fresco, scorrevole, moderno. Se siete della generazione Z vi sentirete a vostro agio con questa storia e con il suo linguaggio (giuro che io ci provo a star dietro a tutti gli slang dei giovani d’oggi, fortuna che con Alice Oseman riesco sempre a stare al passo e aggiornarmi :P). Ho apprezzato molto il messaggio di fondo sul cercare di distinguere la realtà dal sogno. La realtà è ben diversa dalle apparenze e non bisogna pensare che tutto ciò che vediamo alla TV, tutto ciò che ci viene mostrato in rete o sui social sia vero. C’è molto di più dietro e talvolta è lontano anni luce dalle nostre fantasie. I Was Born for This è una storia vera, con personaggi veri. Tutte le storie di Oseman lo sono e anche stavolta l’autrice è riuscita a rappresentare una fetta di realtà che spesso diamo per scontata. Quanto è bello poter perdere la testa per qualche band famosa ma non bisogna dimenticare che anche loro sono esseri umani e come tali hanno, sì, dei pregi, ma anche dei difetti, sono persone come noi, forse con più problemi di noi, e nessun fandom dovrebbe arrivare al punto di privarli della loro libertà. È bello far parte dei fandom, sono come una grande famiglia a volte, dove puoi trovare gente che ti capisce e che ha le tue stesse passioni, ma il fandom non è tutto, non deve essere tutto. Infatti questa storia, in un certo senso, aiuta a ritrovarsi, a credere in se stessi, a considerare che al mondo ci sono anche altre cose che meritano attenzione che innamorarsi di una celebrità e dimenticarsi di tutto il resto. La realtà, alla fine dei conti, può anche essere deludente, ecco perché nonostante tutto è bene mantenere i piedi ben saldi a terra. 

Se cercate una storia d’amore da capogiro qui non la troverete. Io che involontariamente la cerco quasi sempre non ne ho sentito affatto la mancanza, perché l’autrice è riuscita a intrattenermi bene con molti altri elementi interessanti. Si concentra molto sul tema dell’amicizia, in tutte le sue sfaccettature, e questo è anche uno dei temi portanti della storia. In definitiva, Alice Oseman è una garanzia, una penna sensibile e attenta alle problematiche dei giovani, al loro mondo, e non solo. Nei suoi romanzi troverete sempre un qualche argomento che vi tocchi da vicino, perché lei si discosta dai soliti cliché e regala storie e personaggi concreti. Adoro questa autrice e I Was Born for This è carinissimo, nel suo esatto stile, e l'ho amato come ogni altro suo romanzo che ho letto.

Fonte immagini: Pinterest

martedì 9 maggio 2023

Review Party: "Una magia infusa di veleno" di Judy I. Lin

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi si conclude il Review Party dedicato a Una magia infusa di veleno, di Judy I. Lin, un fantasy di ispirazione orientale uscito da poco per Mondadori, nella collana Oscar Fantastica. Purtroppo ogni volta che vedo un fantasy di questo genere la mia curiosità è troppo forte e mi ci fiondo. Desideravo tantissimo leggere questo libro, primo volume di una duologia basata sulla magia del tè, un argomento alquanto originale che mi ha fatto subito ben sperare. Ma le aspettative saranno state ripagate? Scopritelo nella recensione e, se non le avete ancora lette, recuperate le recensioni delle mie colleghe di avventura per conoscere altri pareri ;)
Ringrazio la casa editrice per la collaborazione e la copia digitale in omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Una magia infusa di veleno
di Judy I. Lin

Prezzo: 11,99 € (eBook) 24,00 € (cop. rigida)
Pagine: 389
Genere: fantasy orientale, young adult
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 2 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Per Ning c'è solo una cosa più dolorosa dell'aver perduto la madre: sapere di averne causato la morte. Perché è stata lei che, inconsapevolmente, le ha preparato il tè avvelenato che l'ha uccisa, e che ora potrebbe portarle via anche la sorella Shu. Così decide di recarsi nella capitale e prendere parte alla competizione per diventare shénnóng-sh di corte, maestra nell'antica arte magica del tè. Il vincitore potrà anche chiedere alla principessa di esaudire un desiderio: per Ning potrebbe essere l'unica possibilità di salvare la sorella. Ma fra intrighi di corte, contendenti senza scrupoli e un bellissimo ragazzo che nasconde un segreto, a essere davvero in pericolo potrebbe essere proprio Ning.

Una magia infusa di veleno ha da subito attirato la mia attenzione per la sua trama e la sua splendida copertina, ma ormai sapete che ho iniziato a guardarmi dai libri che all’apparenza sono troppo belli per essere veri. Questo libro mantiene le sue promesse? È bello sia fuori che dentro? È proprio a questa domanda che volevo rispondere quando ho deciso di leggerlo e anche perché non so resistere ai romanzi che si ispirano alla cultura orientale. Questo, in particolare, si rifà alla leggenda di un dio cinese a cui appunto si attribuisce la scoperta del tè e diverse altre invenzioni nel campo dell’agricoltura. Devo dirvi la verità, il primo impatto non è stato dei più positivi, perché più leggevo più continuavo ad avere una sensazione di deja-vù che mi portava a ricordare un altro libro che ho letto lo scorso anno, Spin the dawn, di Elizabeth Lim. La prima parte e molti degli espedienti di questo libro sembrano coincidere con quelli di Spin the Dawn: una ragazza che nasconde la sua identità e finisce a corte per partecipare a una competizione al posto di un’altra persona; una gara indetta dalla principessa che promette un ambito premio a chi vincerà, nonché un posto nel Consiglio; diverse prove da affrontare, sempre più difficili, ma vuoi non essere in grado di farlo anche se hai una preparazione minima rispetto alla persona di cui hai preso il posto? Insomma, in Spin the Dawn la magia stava negli abiti e nel ricamo, qui sta nell’infusione del tè, ma essenzialmente le dinamiche sono le stesse. Non posso però dire che tutto il romanzo sia stato così, perché se in Spin the Dawn la protagonista uscirà poi da palazzo per mettersi alla ricerca di tre preziosi oggetti, qui ci muoveremo soltanto tra le mura del palazzo e la nostra protagonista, Ning, da aspirante Shennong-shi, sarà costretta a trasformarsi in una spia. Ma andiamo per gradi.

Ning è cresciuta in un luogo tranquillo, il Sù, non il più popolare dell’Impero di Dàxi. Con il padre medico e la madre shennon-shi, ha potuto fare esperienza tra medicina, tè e quant’altro, ma è sempre stata abbastanza svogliata nell’apprendimento. Eppure le sue doti naturali alla magia del tè non sono mai rimaste indifferenti alla madre, che in qualche modo l’ha sempre incoraggiata a imparare di più. Un giorno la madre muore per del veleno nel tè che le ha servito Ning e la sorella rischia la vita per lo stesso motivo. Ecco perché Ning decide di partecipare alla competizione a palazzo per diventare Shennong-shi reale, perché vuole salvare almeno la sorellina Shu e solo la principessa può aiutarla. Ma a corte troverà subito chi cercherà di ostacolarla e finirà invischiata in intrighi politici che metteranno a repentaglio l’Impero con numerosi tumulti, soprattutto dopo una scoperta sconcertante. Non le resta che lasciarsi coinvolgere, perché l’unico modo che ha per salvare Shu è scoprire chi ha avvelenato i panetti di tè e trovare l’antidoto prima che sia troppo tardi. In tutto questo trambusto, ovviamente, ci sarà chi le darà una mano, ma anche gente pericolosa che tenterà in tutti i modi di fermarla. E poi l’Ombra, qualcuno che si muove nell’oscurità e che Ning teme possa essere responsabile dei tè avvelenati. Ma sarà così o c’è qualcun altro dietro? A intrigare ancora di più, mettiamoci pure un misterioso ragazzo piombato improvvisamente davanti alla protagonista che sussurra dolci promesse ed elargisce sorrisi teneri e il gioco è fatto.

Potrei dire di essermi appassionata a questa storia, ma sarebbe vero solo in parte. Per quanto abbia trovato affascinante la magia del tè e le varie ricette legate ai diversi luoghi dell’Impero - elemento che sicuramente ha dato il tocco più originale a tutto il romanzo - non sempre sono riuscita ad apprezzarla. In primis per i motivi sopra citati di troppa somiglianza con Spin the Dawn (e andando avanti anche con La stirpe della Gru, di Joan He). In secondo luogo, la storia, da un certo punto in poi, si riprende e cammina su binari propri, ma lo stile dell’autrice non è sempre stato così impressionante. In alcuni momenti mi ritrovavo ad annoiarmi, in altri a divorare capitoli, in altri ancora a non capacitarmi di come rivelazioni importanti mi scorressero davanti agli occhi senza che venisse data loro la giusta enfasi. Insomma, un ritmo e uno stile non sempre centrati, nonostante diverse cose del romanzo siano valide e lo salvino. Una magia infusa di veleno è una storia da leggere senza troppe pretese, molto simile ad altre per certi aspetti (e quindi un po' deludente da questo punto di vista), ma le descrizioni del tè, della sua magia, degli shennong-shi e delle loro abilità le ho amate; colori, odori, sapori, è come se tutto questo si fosse amalgamato e avesse danzato davanti ai miei occhi in maniera elegante e delicata, ma poi, passando al resto, la magia fosse svanita per lasciare soltanto una storia non così speciale. Non mi sento di sconsigliare questo libro, perché ha il suo fascino, alcuni momenti e alcuni dettagli coinvolgono davvero, ma non è una di quelle letture che cambia l’esistenza. È una lettura leggera, che a tratti intrattiene bene, una lettura come molte altre di questo genere. Non troverete la novità migliore in assoluto in questo libro ma una storia a suo modo intrigante con elementi legati alla cultura cinese che senza dubbio amerete. Tutto ciò infatti che è venuto fuori tra leggende e altre curiosità legate a questo mondo è stato molto interessante da leggere ed è uno dei motivi per cui mi ostino a continuare a leggere romanzi come questo (qui troverete anche un glossario, alla fine del libro, che vi aiuterà a orientarvi meglio). Ho sperato che almeno la parte romance desse qualcosa in più, ma mi duole dirvelo, è davvero una parte irrisoria, che dà poca soddisfazione. Mi auguro qualcosa venga approfondito meglio nel secondo volume e che lo stile dell’autrice si dimostri più maturo. L’idea di fondo c’è, peccato che non tutto risulti così nuovo alla mia memoria di lettrice. Vedremo come andrà a finire, intanto il mio voto è un cauto 3,5.



Fonte immagini: Pinterest e Google Immagini
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venerdì 21 aprile 2023

Review Party: "Ti auguro ogni bene" di Mason Deaver (a cura di Giulia)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi arriva la recensione di Giulia a Ti auguro ogni bene, romanzo toccante e bellissimo di Mason Deaver, uscito da pochissimo per Mondadori. Ieri è toccato ai primi tre blog parlarne, oggi tocca anche a Coffee&Books. Scoprite il pensiero di Giulia e fateci sapere la vostra opinione, come sempre, nei commenti. A presto! ;)

Ti auguro ogni bene
di Mason Deaver

Prezzo: 7,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 372
Genere: contemporary, young adult, lgbt+
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 18 aprile 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Ben De Backer ha fatto coming out con i suoi genitori. Risultato: non ha più una casa e deve vivere con la sorella maggiore, Hannah, praticamente un'estranea, e suo marito Thomas, che non ha mai conosciuto. Solo Hannah, Thomas e la sua terapista sanno la verità, mentre a scuola, tra attacchi d'ansia e solitudine, Ben fa di tutto per essere notato il meno possibile. Ma le cose cambiano quando Nathan Allan, uno studente brillante e carismatico, entra nella sua vita. A mano a mano che la loro amicizia si approfondisce, i sentimenti che provano si trasformano e quella che sembrava solo una disastrosa sequenza di eventi potrebbe rivelarsi l'inizio di una nuova vita, felice. Straziante e divertentissimo, "Ti auguro ogni bene" è un inno alla vita, all'amicizia, all'amore, un folgorante esempio di speranza davanti alle avversità.

Buongiorno a tutti e a tutte! Sono tornata con una nuova recensione di un libro freschissimo di stampa, un libro pubblicato da Oscar Mondadori, che ringrazio per la copia digitale inviatami in anteprima. Devo dire che questa storia è stata un po' una scoperta, sono partita con aspettative basse, perché da un po' di mesi a questa parte un paio di libri che pensavo mi avrebbero fatto fare i salti di gioia si sono rivelati poco entusiasmanti. Ti auguro ogni bene è uno di quei libri che ti fanno immergere in una nuvola di dolcezza infinita, nonostante all’interno del libro siano trattati argomenti pesanti e molto attuali, come l’accettazione di sé stessi, l’abbandono da parte dei genitori e l’informazione sulla comunità queer.

Un libro dolcissimo che tocca corde dell’anima nascoste, una storia che fa riflettere su temi importanti, però di certo non manca quel tocco romance che tanto mi piace. Questa è una storia di rinascita personale e di un percorso di conoscenza interiore e anche accettazione. Questa è la storia di Ben, un ragazzo queer, che ha deciso di essere onesto con i genitori e rivelargli quella parte di sé che tiene nascosta al mondo, soltanto che la reazione dei suoi non è proprio quella che si aspettava, di fatto viene cacciato di casa così com’è, in pigiama e a piedi scalzi. Vaga per la città, finché una pioggia fitta non lo coglie di sorpresa ed è costretto a chiamare una persona che non sente da ben dieci anni, sua sorella Hannah. Ed è così che Ben comincia una nuova vita, a casa della sorella che ormai è sposata, cercando di affrontare questa sua nuova condizione.

Questo libro, come detto già prima, è stato una bellissima scoperta, non solo per i temi che affronta, ma per la storia in sé e per sé, che oltre alla dolcezza immensa di ogni capitolo, è proprio una carezza all’anima. Raramente leggo libri con protagonisti così tanto vicini alla mia età, perché molte volte non mi ritrovo nei discorsi, nella loro mentalità, però devo dire che in questo sono riuscita davvero tanto a immedesimarmi, nelle conversazioni, nei temi, nelle ambientazioni. Una cosa che non mi è piaciuta di questo libro non c’è.

Ho amato alla follia i personaggi. Ben è un ragazzo che ha attraversato un’adolescenza difficile, i genitori all’esterno mostravano di essere una famigliola perfetta, quando invece dentro le mura di casa veniva fuori la loro vera natura di genitori strafottenti nei confronti dei sentimenti dei figli, attenti solo all’immagine e non alla sostanza. Quando viene cacciato di casa, avviene un cambio radicale, non riesce immediatamente a riprendere le redini della sua vita, all’inizio a scuola non riesce a inserirsi bene, forse proprio perché non vuole più avere delusioni nella vita, però piano piano qualcuno riesce a inserirsi nelle sue giornate, un ragazzo che è tutto il suo opposto... se Ben è chiuso e introverso, Nathan è solare ed estroverso, Nathan è proprio l’arcobaleno dopo la tempesta per Ben, non si arrende mai nonostante le rimostranze e le risposte sgarbate di Ben, Nathan non si ferma alla prima facciata, vuole scoprire cosa c’è sotto la maschera che una persona può mostrare in pubblico.

Il rapporto che si viene a creare tra Ben e Nathan è ingenuo e speciale, da una semplice amicizia si crea proprio un legame solido, pieno di fiducia reciproca e forse anche qualcos’altro. Una storia che ti riempie davvero il cuore di bontà. Lo stile di scrittura de* autor* è davvero unico, nonostante le difficoltà affrontate all’interno della storia, riesce a mostrare la dolcezza dei momenti e a mettere sempre un pizzico di felicità nei cuori dei lettori.

“Sento le sue dita sfiorare appena le mie, e mi riempie di felicità intrecciarle di nuovo insieme. Facciamo finta di nulla. Nessuno di noi guarda verso il basso o stringe la presa. Non diciamo niente. Perché non serve”

L'autor* nei ringraziamenti afferma una cosa molto bella, secondo me, dicendo di aver scritto questo libro per far sentire le persone meno sole, di farle sentire per un piccolo breve istante della loro vita pienamente se stessi, e io credo davvero che con questa storia l'obiettivo sia stato centrato al massimo, nonostante io non mi sia sempre immedesimata nelle storie di tutti i protagonisti, questo libro è riuscito a farmi sentire capita e compresa. Ricordatevi sempre che non siete voi sbagliati, ma il mondo a farvelo credere.
Giulia



Photo credit: @_gbooklover_

venerdì 3 marzo 2023

Review Party: "The Witch's Heart. La leggenda di Angrboda" di Genevieve Gornichec (a cura di Marika)

Ben ritrovati carissimi Coffeeaholics adorati! 
Come state? Come stanno trascorrendo queste giornate di inizio marzo? Qui tra una corsa e l'altra e impegni su impegni cerchiamo di incastrare letture nuove e storie meravigliose. E proprio a tal proposito, oggi ritorno per parlarvi di un libro uscito il 21 febbraio per Mondadori e intitolato The Witch's Heart. La leggenda di Angrboda. E che dire se non che ho trovato questa storia spettacolare, commovente e struggente? Ma come ogni romanzo che si rispetti, occorre cominciare da zero per raccontarvi la storia di una donna che da sola è riuscita a forgiare il proprio destino.
Un ringraziamento a Eynis Paolini per averci incluse nell'evento e alla casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un'onesta opinione.

The Witch's Heart. La leggenda di Angrboda
di Genevieve Gornichec

Prezzo: 7,99 € (eBook) 15,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 373
Genere: narrativa storica
Editore: Mondadori (collana Oscar Fantastica)
Data di pubblicazione: 21 febbraio 2023
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La storia di Angrboda inizia come finisce la maggior parte dei racconti di streghe: con un rogo. Così Odino ha deciso di farla punire per non avergli rivelato il futuro. Da quel momento la strega Angrboda, ferita e impotente, vive raminga nella Foresta di Ferro, lontana da tutto. Qui, la trova Loki, dio dell'inganno, venuto per restituirle il cuore rimasto sulla pira; e presto l'iniziale diffidenza della donna si trasforma in una passione intramontabile, da cui nasceranno tre figli, tre creature uniche. Angrboda li cresce ai confini estremi del mondo, lontano dall'occhio onnisciente di Odino, cercando di costruire una tranquilla vita domestica. Ma una visione le mostra cose spaventose che attendono la sua famiglia, e tutti i Nove Mondi. E ora Angrboda deve scegliere: sottomettersi a un destino cui ha già assistito, o lottare per ridisegnare il futuro di coloro che ama e dell'universo intero?

Tutto ha inizio con l'arrivo di Gullveig ad Asgard, terra degli dei norreni, in cui vivono numerose personalità, non sempre facili da gestire. Personalità guidate non a caso da Odino, padre di ogni divinità che guarda Gullveig con grande interesse (visti i suoi poteri di divinazione) tanto da proporle un accordo in cui entrambi cercano di esplorare i segreti del mondo. La giovane strega, dal canto suo, conoscendo i meandri oscuri del futuro, prova a bilanciare l'equilibrio del mondo, insegnando anche ai Vanir, divinità nemiche degli Asgardiani. E questo, non è altro che l'inizio della fine di Gullveig. Infatti, la strega viene arsa viva al rogo per ben tre volte, l'ultima delle quali riesce a scappare dimenticando il suo cuore sulla pira. 

Viaggia, viaggia fino ad arrivare ai confini del mondo dove nessuna divinità potrebbe trovarla e spezzarle ancora una volta la vita. Ricomincia da zero, cambia nome in Angrboda, costruisce una casa, e tenta di vivere serena lontana dai capricci di figure eterne. Ma la sua nuova esistenza è destinata a durare poco, poiché incontra Loki, il famigerato dio dell'inganno, che ha deciso di cercarla per restituirle il cuore perduto. I due passano del tempo insieme, si comprendono e si innamorano, fino a concepire tre figli particolari: il lupo Fenrir, il serpente Jörmungandr, e la ragazza semi-morta Hel. Le loro giornate sembrano normali e assomigliano sempre di più a quelle di una famiglia quasi umana, fatta di scaramucce, di battibecchi tra Angrboda e Loki e di pensieri per il futuro. Futuro che si concretizza quando Odino, insieme alle altre divinità, decide di dare la caccia ai figli della giovane strega per vendicarsi di torti mai subiti. Ad Angrboda non resterà che salvare se stessa e la sua prole, sfidando le leggi divine e i potenti al trono.

Personalmente ho apprezzato tantissimo questa storia: da un lato perché per la prima volta viene descritta una figura poco esplorata della mitologia norrena; dall'altro, perché il romanzo, a prescindere dalla storia, è ricchissimo di tematiche sensibili e attuali. Non a caso, in testa all'elenco spiccano il coraggio e la determinazione feroce di una protagonista che non si comporta da vittima sconfitta, ma che attacca per difendere la sua famiglia e una felicità che la vita le deve da sempre; l’autrice inoltre non manca di descrivere la crudeltà inflitta alle donne, l’infanzia rubata e distrutta dei bambini, amicizie solide quasi fraterne, la brutalità degli uomini animati da inutile superiorità e maschilismo, ecc. Tutti elementi che ruotano intorno alla figura principale di Angrboda, una donna che oserei definire risoluta e ostinata nonostante le vessazioni e l’emarginazione dalla società, che non si preclude né l’amore per Loki, ovvero un sentimento che si sposa benissimo con il genere “enemies to lovers”, né quello per una donna che sarà un pilastro fondamentale nella sua nuova vita. Figura che permetterà all’autrice di rappresentare la comunità LGBTQ e i suoi pensieri a riguardo. Due rapporti estremamente importanti per la nostra strega, ma opposti e complementari allo stesso tempo. A mio avviso questo romanzo, pur avendo delle parti narrative che rallentano la lettura, ne ha altrettante strepitose e mozzafiato che sfiorano l’epicità.

In conclusione, The Witch’s Heart, rappresenta il cuore pulsante di ogni essere umano che si trova nel corso della vita ad affrontare brutture, persone estremamente tossiche e la paura di perdere la felicità conquistata.
5 tazzine di caffè Karsk per un romanzo dalle note struggenti.

Fonte immagine: Pinterest

venerdì 10 febbraio 2023

Milk, cookies&Books: libri a merenda - "Il principe Caspian. Le Cronache di Narnia" di C.S. Lewis (a cura di Melz)

Buon pomeriggio! ^^
Continua l'avventura della nostra Melz nel mondo di Narnia. Oggi ci parla del quarto volume, Il principe Caspian. Scoprite se le è piaciuto e fateci sapere se siete fan di questa serie o se avete preferito le trasposizioni cinematografiche. Vi aspettiamo nei commenti! ;)

Il principe Caspian. Le cronache di Narnia
di C.S. Lewis

Serie: Le Cronache di Narnia #4
Prezzo: 4,99 € (eBook) 12,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 200
Genere: fantasy, ragazzi
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 6 novembre 2018

Terra 1941 - Narnia 2303. La pacifica Narnia è stata conquistata dagli umani. Folletti, giganti, fauni e ninfe si sono nascosti, insieme agli animali parlanti, nel fitto delle foreste, fra gli alberi amici. Nel mondo degli umani nessuno parla di loro, nessuno vuole ricordare. Ma il giovanissimo Caspian, l'erede al trono, decide di guidare la riscossa del popolo nascosto. Al suo fianco, quattro ragazzi che un tempo erano stati i saggi sovrani dell'antica Narnia. La battaglia è aperta...

Continuano le mie avventure a Narnia, arrivando finalmente al principe che mi ha rubato il cuore, crush indiscussa della mia adolescenza. Cioè dai... che colpo di genio è stato scegliere Ben Barnes per interpretarlo? Perfetto è dire poco.

Con questo quarto volume, torniamo nelle vite di Peter, Susan, Edmund e Lucy, nuovamente a Londra e in procinto di iniziare la scuola. Sarà proprio in quel momento che si ritroveranno ancora una volta catapultati nel magico mondo di Aslan. Non sarà tutto rose e fiori e la loro felicità iniziale lascerà spazio allo sgomento quando si accorgeranno di essere in mezzo alle rovine di un regno che avevano lasciato prospero. La sorpresa più grande sarà, però, scoprire che sono passati secoli! Narnia ha perso gran parte della sua magia e i Telmarini, guidati ora dal Re Miraz, hanno ucciso gran parte delle creature. Ma allora chi è questo Caspian? Ma il nipote di Miraz che, fuggendo dal suo castello per scampare al tentativo di suo zio di ucciderlo, suonerà il corno della regina Susan.

Dopo Il cavallo e il ragazzo sono finalmente tornata a respirare l’aria di meraviglia che mi aveva lasciato Il leone, la strega e l’armadio. Per quanto Peter sia sempre un calcio nel di dietro (questo tra film e libro è un dettaglio davvero molto fedele, devo dire), i tre fratelli rendono la storia in qualche modo continuativa e completa. Ognuno di loro ha delle caratteristiche uniche che riescono a cucire una vicenda viva, una di quelle che ti fa girare le pagine senza riuscire a smettere fin proprio alla fine.

Lo stile di Lewis è sempre lo stesso, favolistico e diretto al lettore, ma così come mi era piaciuto in Il nipote del mago continuo ad adorarlo anche ora. I nuovi personaggi sono caratterizzati bene come quelli vecchi, soprattutto Briscola e Caspian che riescono a farci empatizzare fin subito con le loro vicende e i loro caratteri super determinati. Certo anche in questo caso il film prende delle libertà, ma la storia resta fedelissima. Ecco, se avete intenzione di leggere il libro per la storia d’amore tra Caspian e Susan... non fatelo perché non esiste. Ma se vi è piaciuta la trama allora sarà godibile come la visione.

I rimandi religiosi, anche in questo caso, come nei libri precedenti sono abbastanza velati e nascosti. Si riscontrano nelle apparizioni di Aslan mirate soltanto a Lucy, perché è l’unica che in quel momento crede in lui e nel suo aiuto. Sono molto più importanti rimandi di altro tipo, come insegnamenti sul coraggio, sull’amicizia e sulla redenzione. Inoltre, sempre molto preponderante, il significato che non si è mai soli se hai qualcuno in cui credere e che crede in te.

“Vostra maestà conosce la strada, vero?”

“Veramente no” rispose Peter [...]
“Hai con te la bussola tascabile, no? Perfetto siamo a cavallo. Non dobbiamo far altro che andare a nord-ovest e attraversare quel piccolo ruscello [...]
“Spero tu abbia ragione, io non ricordo nulla” si lamentò Susan.
“Ecco il peggior difetto delle ragazze” rimarcò Edmund “ Non riescono a ficcarsi in testa una mappa o una bella cartina”
“Perché le nostre teste sono troppo piene, caro Edmund” rispose Lucy per le rime.

Credo che questo libro mi sia piaciuto più dei precedenti perché mi ricorda molto il mondo vero. I Telmarini non sono una strega cattiva che vuole sconfiggere i ragazzi o impossessarsi del mondo magico, sono delle persone. I Telmarini sono umani che vogliono distruggere le varie razze di Narnia perché diversi e contronatura. Si nascondono dietro questa facciata solo perché hanno paura del diverso. In più, si fanno la guerra anche tra loro, gli abitanti di Narnia non lo farebbero mai.

In conclusione, questo è il mio preferito finora. Ora mi fiondo sul Viaggio del veliero che spero non mi deluda perché la trasposizione filmica, tra le tre, è quella che preferisco.
Melz


Fonte immagini: Google immagini

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