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venerdì 30 giugno 2023

Review Tour: "La pasticceria incantata" di Gu Byeong-Mo (a cura di Elena)

Buongiorno, lettor*! ^^
Anche oggi questo piccolo angolino libroso ospita un bellissimo Review Tour. La nostra Elena ha letto La pasticceria incantata, di Gu Byeong-Mo, una storia che mescola realtà e magia e contiene anche molti temi importanti. Leggete la sua analisi e fateci sapere la vostra opinione. A presto! ;)

La pasticceria incantata
di Gu Byeong-Mo

Prezzo: 9,99 € (eBook) 17,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 168
Genere: narrativa contemporanea, realismo magico
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 27 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Esistono luoghi capaci di farti sentire accolto anche solo per l'atmosfera e il profumo che si respirano al loro interno, e la pasticceria di questo romanzo è esattamente così: aperta ventiquattr'ore su ventiquattro, a prima vista sembra un normale forno dove comprare pane, torte e biscotti con un signore un po' burbero dietro il banco. All'apparenza, però. Perché, quando il ragazzino protagonista di questa storia lo sceglie come rifugio per scappare da una situazione familiare difficile, la realtà che trova è ben diversa. A essere sfornati con l'ausilio di un misterioso uccello dalle piume blu sono dolci dagli enormi poteri, in grado di cambiare la vita delle persone: biscotti diabolici alla cannella da offrire a chi non si sopporta, madeleine per cuori infranti, barrette di mandorle per ricordare il passato. Un vero laboratorio di magia, dove è possibile trovare dolci dagli esiti buoni, ma anche veri e propri concentrati di magia nera. Per tutti vale un avvertimento inquietante: a prescindere dall'effetto positivo o negativo, il potere contenuto nei dolci altera inevitabilmente l'ordine del mondo e produce conseguenze talvolta drammatiche su chi li consuma, conseguenze che vanno soppesate con attenzione. Perché capita di trovare clienti insoddisfatti, come la donna che con un pretzel alle noci ha fatto finalmente innamorare l'uomo che desiderava, ma che a breve distanza torna in pasticceria per liberarsene. In fuga dalla matrigna e solo al mondo, il ragazzo accetta di buon grado la proposta del pasticcere che gli offre vitto e alloggio in cambio di un aiuto nel gestire gli ordini, senza sapere che quello che lo attende sarà un viaggio fra le luci e le ombre della magia, in grado di offrirgli una consapevolezza nuova sul potere e le conseguenze delle sue azioni. Un mago pasticcere custode degli equilibri invisibili che regolano le forze dell'universo, un ragazzo che dovrà affrontare i terribili segreti della sua famiglia e un uccello azzurro che alle prime luci dell'alba si trasforma in una ragazzina sono i protagonisti di questa fiaba dark, scritta da una delle autrici più apprezzate sulla scena letteraria coreana.

In queste giornate di primi caldi, una dolce pausa è sempre gradita e arriva in Italia, giusto in tempo, grazie alla casa editrice Mondadori e alla traduzione di Dalila Immacolata Bruno, La pasticceria incantata di Gu Byeong Mo, autrice sudcoreana premiata e amata, già conosciuta per il romanzo Artiglio, un thriller psicologico. La pasticceria incantata non è un romanzo sul potere della convivialità o su dolci da acquolina in bocca! La particolarità della scrittrice, infatti, è quella di impacchettare storie “strane”, al di là della realtà, allo stesso tempo ordinarie ma particolari, che non possono essere relegate in un solo genere letterario, in quanto la crescita e l’analisi psicologica delle e dei protagonisti hanno sempre uno spazio importante, come in un romanzo di formazione. Non è da meno quest’ultima uscita, dove la quotidianità, le ingiustizie e il riscatto si intrecciano a un impianto fantasy con un tocco di noir e horror.

“Il ricorso a qualsiasi forma di magia implica che chi sceglie di utilizzarla paghi un prezzo. Accedete al sito esclusivamente se sarete in grado di assumervi le vostre responsabilità in caso di conseguenze indesiderate.”

Vicino a una fermata dell’autobus, ci imbattiamo in una piccola pasticceria di quartiere, semplice ed ordinata, La pasticceria incantata, che all’esterno può sembrare un normale bar, aperto ventiquattro ore su ventiquattro, con le luci sempre accese pronte ad accogliere clienti in qualsiasi momento della giornata. La storia inizia con la descrizione di un luogo fisico, attraverso profumi, sapori e preparazioni: una descrizione fatta di carta e inchiostro che si manifesta all’instante nella mente di chi legge, grazie allo stile visivo, ricco di immagini e metafore della scrittrice.

“Tutto sembrava prender vita: l’elasticità dell’impasto glutinoso preparato con farina di grano tenero, la schiumetta che forma il burro quando viene sciolto in padella con movimenti circolari, le onde sinuose della panna montata fresca e soffice delicatamente posata sul caffè... Ogni volta che mi trovavo di fronte a quella pasticceria, riuscivo a percepire il movimento del lievito in fermento e a distinguere nitidamente l’aroma della marmellata di albicocche e di quella ai fichi destinate a guarnire le crostate del giorno.”

La pasticceria, se dall’esterno sembra un tradizionale negozio che produce una quantità variegata di prodotti, presenta una serie di stranezze: in primis il capo, un pasticciere, che “sembrava aver perso completamente il senno.” Quando non parla, dà l’impressione di essere un uomo modesto, misterioso e solo, dai modi schivi ed eleganti, dotato di quel fascino intellettuale tipico di chi crea qualcosa. Indossa un cappellino di carta un po' ridicolo e ha i capelli lunghi fino alle spalle raccolti in una coda. Sembra che abbia la capacità di intuire molte cose, anche quelle nascoste nel silenzio. È qualcuno di speciale. Si trasforma, però, con le e i clienti in un negoziante burbero, provocatore e testardo, ma sempre pronto a calmare, con lo scopo di liberare dalle angosce e preoccupazioni chiunque entri nel suo luogo di lavoro. Una persona all’apparenza incoerente nel modo di agire.

“Tornare a casa significava affrontare il fatto che lì non ci sarebbe stato nessuno pronto ad ascoltarmi. Non era questo il motivo per cui avevo deciso di comprare dei dolci in quel negozio? Per inghiottire con un boccone dolce e un sorso di latte i sentimenti, né secchi né umidi, che provavo ogni giorno, e rinchiuderli in un recipiente ermetico nel profondo del mio cuore.”

In contrapposizione alla descrizione della pasticceria come luogo di passaggio e d’incontro, la scrittrice, tramite gli occhi attenti e la lingua tagliente del protagonista, si prende una pausa dalla narrazione del presente, per descriverci un luogo prigione, tramite il racconto del passato.
Come in un flusso di coscienza, la storia è narrata dal punto di vista del protagonista, un ragazzo di quindici anni con un bagaglio familiare e sociale molto pesante, un passato oscuro e misterioso. Un ragazzo lucido, chiaro e oggettivo nella narrazione della sua storia, grazie allo stile fluido e scorrevole della scrittrice, che trasporta chi legge avanti e indietro, tra flashback e presente, nell’oscurità dell’umanità. Scopriamo così che il protagonista iniziò a balbettare da piccolo e “per far in modo che i miei pensieri uscissero senza problemi dallo strumento chiamato bocca, le parole dovevano passare per il filtro della scrittura. Per me le lettere erano come neurotrasmettitori che stimolavano le mie sinapsi intorpidite. Senza la scrittura i miei pensieri non mi appartenevano.”

Entrando sempre di più nell’intimità del protagonista scopriamo anche dei maltrattamenti psicologici e dei traumi che lo hanno portato alla pasticceria. Un ragazzo che, mentre racconta, paragona la sua storia alle fiabe dei fratelli Grimm o alle avventure di Le cronache di Narnia di Lewis, in un continuo alternarsi tra situazioni reali e narrazioni fantastiche.

In seguito ad una fuga frettolosa, dalla realtà si passa alla fantasia e alla magia, attraverso la porta di un grande forno per entrare in luogo rifugio, nel presente: la pasticceria incantata. Non quella che si intravede dalle vetrate, ma una pasticceria segreta dove vive un uccello giallo e azzurro che si trasforma in una saggia ragazza con il dono e il ruolo di mediatrice e dove si trovano: un bancone color vino, ricoperto da strumenti, boccette e flaconi, come un banco scientifico di un laboratorio, un misterioso pentolone, un’immensa libreria, un letto enorme e un pavimento pieno di disegni di elementi magici.

“«Ho detto che non venderò mai nulla a persone che, come te, non sono in grado di assumersi la minima responsabilità delle proprie azioni.»”

Ed è così che scopriamo un’altra stranezza della pasticceria: a fianco dei tradizionali dolci, il capo, o meglio il mago, offre su un sito di ordini online, una serie di prodotti ripieni, non di felicità, ma di responsabilità. Ogni genere di lievitati, come i biscotti diabolici alla cannella o bambole voodoo di marzapane, è accompagnato da una lista parziale di ingredienti e di effetti, soprattutto quelli indesiderati: ammonimenti che ricordano che, indipendentemente dal cambiamento positivo o negativo che si desidera, la magia altera l’ordine del mondo e le conseguenze ritornano indietro come un boomerang non solo su se stessi ma su tutti gli esseri viventi. I dolci hanno un potere superiore: quello di ricordare le esperienze spiacevoli sia presenti sia le potenziali del futuro. Comprando quei dolci strani si sceglie di modificare la realtà, ma l’importante è la consapevolezza di poter ricevere il dolore e il rancore della propria scelta.

“I suoi dolci, se male utilizzati, erano potenzialmente pericolosi, ma al posto del passato o del presente contenevano il futuro.”

Il romanzo è una spirale tra un luogo prigione e un luogo rifugio, senza mai aggrapparcisi. Un continuo passaggio e ritorno: luoghi da affrontare, che diventano una casa familiare dove curare le ferite, che hanno donato pace e riconciliazione interiore tra un passato oscuro, un presente incerto e burrascoso e un futuro pieno di alternative tra cui scegliere. Un’altalena di crescita emotiva e psicologica: un racconto sulle scelte e le responsabilità, che può essere condiviso ovunque da chiunque, aspetto sottolineato nel romanzo dall’assenza di nomi propri di persona.

“La magia per me è sempre stata una scelta, non un modo per estraniarmi dal mondo reale e rifugiarmi in quello dei sogni.”

Consiglio la lettura di La pasticceria incantata a coloro a cui piace l’urban fantasy, tra realismo e magia con un tocco d’avventura, ma particolare, non lineare; a coloro che amano quelle brevi letture che indagano l’interiorità con il fascino del mistero, come ad esempio L’anulare di Yoko Ogawa. Unica pecca della storia, a mio parere, è la brevità del romanzo: si tratta di un libro di meno di 200 pagine, in cui i presupposti e il messaggio finale che pregna tutta la narrazione, sono chiari e comprensibili, anche grazie all’ambientazione e alla metafora fantasy. Una fiaba che richiama i fratelli Grimm, dark e noir, dove compare un eroe che ricerca e scopre la verità, sconfigge il cattivo grazie agli aiutanti, rielabora il passato e prende coscienza di sé e delle proprie azioni. Ma i temi trattati sono troppo delicati, importanti e numerosi per essere lasciati superficialmente nelle poche pagine del romanzo. Disabilità, maltrattamenti e abusi fisici, psicologici e verbali, relazioni malsane e tossiche sono impedimenti, colpe e misteri descritti con lucidità ma allo stesso tempo lasciati all’immaginazione di chi legge: pietre lanciate senza un reale approfondimento né affrontate adeguatamente. Sembra che l’elemento magico divenga quasi una giustificazione, più che un vero e proprio mezzo di riscatto e/o aiuto. L’autrice gioca sulla possibilità che gli oggetti magici, i dolci sfornati, siano in potenza l’assunzione di responsabilità. L’elemento fantasy come mezzo di consapevolezza, che si stacca dalla sfera irreale per approdare nella quotidianità di tutti i giorni, sia positiva sia quella malsana e da denuncia.

“<Non hai mai fatto una scelta sbagliata?>
<Non ho detto che sia un male aver preso una decisione sbagliata. Quello che voglio dire è che dovresti prenderti la responsabilità delle conseguenze delle tue scelte. Se continui a dipendere da forze invisibili per affrontare le conseguenze delle tue azioni, le tue decisioni ti porteranno a un punto di non ritorno.>”

Ringrazio la casa editrice Mondadori per la copia digitale e per la lettura in anteprima di La pasticceria incantata, in cambio di un’onesta opinione e ringrazio Silvia di I miei sogni tra le pagine per aver organizzato l’evento.

Non mi resta che augurarvi, buon appetito e buone letture.



Elena


Fonte immagini: Pinterest, Google immagini
Grafica: @dolcicarloni

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