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mercoledì 29 novembre 2023

Recensione: "Lirael" di Garth Nix

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi vi porto la recensione di un libro letto nell'ultimo periodo (e ascoltato in parte su Audible), ovvero Lirael, di Garth Nix. Il primo volume, Sabriel, mi era piaciuto tantissimo e non vedevo l’ora di ritrovare le atmosfere tanto amate e lo stile gradito dell’autore. La lettura l’ho fatta nuovamente insieme alla splendida Francesca di La biblioteca di Zosma, che condivide con me l’amore per il Vecchio Regno e per le avventure dell’Abhorsen.

Lirael
di Garth Nix

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 515
Genere: fantasy, epic-fantasy, dark fantasy, young adult
Editore: Fazi Editore (collana LainYA)
Data di pubblicazione: 7 marzo 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Sono passati tanti anni da quando Sabriel, la regina Abhorsen, ha sconfitto il malvagio Kerrigor; anni in cui il Vecchio Regno ha conosciuto pace e prosperità. Ma il confine tra il regno dei vivi e l’oltretomba sta per essere nuovamente messo a rischio. Lirael vive nel Ghiacciaio delle Clayr, ma non si è mai sentita veramente parte di questa comunità di chiaroveggenti. A quattordici anni ancora non possiede il dono della Veggenza, ovvero la capacità di guardare nel presente per scorgere un possibile futuro. In preda alla solitudine e a un forte senso di insicurezza, Lirael cerca di distrarsi trascorrendo le giornate nella Grande Biblioteca, dove di nascosto studia leggende e antichi incantesimi in compagnia di una misteriosa amica a quattro zampe. Dall’altra parte del Muro, ad Ancelstierre, il principe Sameth si sente altrettanto solo e incerto di fronte al futuro che lo attende. Prima o poi dovrà ricoprire il ruolo di Abhorsen seguendo le orme di sua madre Sabriel, ma la prospettiva di avere a che fare con i morti lo terrorizza. Mentre Lirael scopre tra le pagine dei libri una profezia sul suo conto che la condurrà in una missione disperata, anche Sameth si mette in viaggio per salvare un amico da nuove forze oscure che sembrano minacciare il Vecchio Regno; ma i morti non potranno essere rimandati indietro definitivamente finché non verrà alla luce il segreto che lega il destino dei due protagonisti. Dopo Sabriel, ecco il secondo emozionante capitolo della saga del Vecchio Regno: l’avventura di Lirael trascina i lettori ancora più a fondo nelle terre magiche scaturite dalla penna geniale di Garth Nix, intessendo un racconto suggestivo sulla scoperta di sé e del proprio destino, tra insidie e nemici pericolosi.

Ho iniziato Lirael senza neanche soffermarmi sul retro della copertina a leggere la trama. Non sapevo cosa vi avrei trovato, ero solo troppo curiosa di immergermi nella lettura. Sin da subito è chiaro che la storia di Lirael è molto diversa da quella di Sabriel. Se Sabriel mi aveva presa dal primo istante, tenendomi sempre col fiato sospeso, Lirael si prende un po’ più di tempo per entrare nel vivo e la prima parte è decisamente poco avvincente. Lirael è una Clayr e come ogni Clayr anche lei dovrebbe avere il dono della Veggenza. Ma arrivata all’età di quattordici anni, ancora nessuna visione del futuro. Lirael, che di suo si sente già fin troppo diversa dalle Clayr per via del suo aspetto (le Clayr hanno capelli biondi, occhi chiari e pelle leggermente scura, mentre lei ha capelli neri, occhi scuri e pelle chiarissima), considera questa situazione l’ennesima delusione. Prova rammarico per se stessa, per non essere come le altre, è proprio una condizione che la fa star male e la porta persino a pensare di togliersi la vita, poiché una Clayr senza visioni non è nulla, è inutile. Eppure in qualche modo, gli anni passano e lei resiste alla tentazione di rinunciare alla vita, aspettando fiduciosa che qualcosa cambi e che il suo destino si palesi. Nel frattempo, dovendo trascorrere del tempo nella Grande Biblioteca, si imbatte in tantissimi volumi intriganti e in misteriosi incantesimi che studia e prova, finché un giorno non crea la Canaglia, un cane spirito che diventerà per lei una guida, un amico, qualcuno di fidato da cui non riuscirà più a separarsi. Come era stato Mogget con Sabriel, anche Canaglia è un famiglio che accompagnerà la protagonista verso il suo destino, compagno d’avventure e spesso consigliere. Devo ammettere che la sua presenza è stata alquanto gradita, sia Mogget che Canaglia sono due personaggi che hanno un ruolo fondamentale all’interno della storia e spesso sono portatori di un sapere antico; grazie a loro, infatti, riusciamo a conoscere dettagli riguardo il passato, in questo libro addirittura riguardo i Sette che crearono la magia della Briglia. Se nel primo libro il worldbuilding poteva sembrare tratteggiato con cura ma poco chiaro (soprattutto all’inizio), in questo avremo una maggiore consapevolezza dell’ambientazione e del sistema magico, perché l’autore riesce ad ampliarlo in maniera intelligente e disinvolta, senza mai usare noiosi spiegoni. Le Clayr le avevamo già conosciute in Sabriel, poiché la protagonista spesso si era ritrovata a confidare in delle loro visioni per capire come salvare il padre, però restavano, al contempo, delle figure enigmatiche, quasi effimere, direi. Ebbene, qui, abbiamo invece modo di entrare nel loro mondo, di comprenderlo a fondo, di viverlo nelle loro attività, abitudini, usanze. Lirael appartiene da sempre a quel mondo, lo conosce bene, eppure sente di non appartenervi abbastanza, in quanto troppo diversa dalle altre. Sarà quando inizierà a viaggiare e a seguire il percorso che è stato tracciato per lei che acquisirà maggiore sicurezza, e a quel punto sarà chiaro che c’è ben altro da scoprire. Non solo su chi è davvero ma anche sul suo passato e, inevitabilmente, sul suo futuro (ma questo resterà ancora un mistero perché oggetto della trama del prossimo volume).

Parallelamente alla sua storia, seguiamo anche le vicende di un altro personaggio, Sameth, che altri non è che il figlio di Sabriel e Touchstone che si sono sposati, generando due figli. Oltre lui la sorella Ellimere, che pare avere, al contrario di Sam, delle innati doti come regnante, mentre lui ha tutt’altri interessi. A lui piace costruire cose, ma tutto ciò che riguarda Ancelstierre o il Vecchio Regno preferisce tenerlo lontano. Conosce bene le vicende vissute dai genitori, adesso sovrani del regno ma sempre in viaggio a tenere lontani nemici e mostri dell’oltretomba, e lui non si sente portato per quella vita. Non si sente nemmeno portato per la vita da reggente, ma è più quella di Abhorsen che lo spaventa. Infatti è su di lui che ricadono le pressioni per il futuro del regno, in quanto primo erede, tocca a lui, un giorno, prendere il posto della madre. Sam però teme la morte, la teme a tal punto da trascurare i suoi doveri, quelli impostigli dai genitori, e fare un po’ di testa sua. Per salvare un amico, si mette sulle sue tracce da solo, usando la magia con negligenza e mettendosi in pericolo. Scoprirà però che una nuova minaccia sembra incombere su tutti loro, un negromante che lo ha attaccato e che va assolutamente fermato. Ma lui, ormai ferito, non sa come fare per dare l’avvertimento. Sarà allora che si imbatterà in Lirael e dal loro incontro - ben oltre la metà del libro - si giungerà a un paio di rivelazioni molto importanti. Queste però vengono date praticamente alla fine e dovremo aspettare il prossimo volume per scoprire dove porteranno.

Lirael non è stata una lettura avvincente come Sabriel, ma è stata comunque una bella lettura. Non ci sono grandi colpi di scena, anzi direi praticamente nessuno a parte, come detto poco sopra, delle rivelazioni sul finale. Il ritmo di questo libro è molto più lento rispetto a quello del primo e forse questo può scoraggiare in un primo momento. Quello che mi è piaciuto di più è stato riuscire a comprendere meglio il mondo creato dall’autore, ma anche leggere di due protagonisti praticamente imperfetti. Lirael, così diversa dalle sue sorelle Clayr, che pensa più volte al suicidio; e Sam, oppresso dalle aspettative del suo popolo e della sua famiglia, che ha il terrore della morte, proprio lui che, come futuro Abhorsen dovrebbe varcare le soglie dell’oltretomba e rimandare indietro chi vuole uscirne. Sono entrambi personaggi profondamente turbati, per nulla a loro agio nelle proprie vite, ma che saranno costretti a delle scelte importanti, a dei sacrifici, per un bene più grande. Il loro destino sembra essere in qualche modo legato e questo, forse, darà loro la possibilità di riscattarsi, ma anche quella di comprendere molte cose che fino a quel momento sono sembrate inspiegabili. Probabilmente due personaggi così potranno risultarvi noiosi, ma io li ho trovati molto interessanti, perché non sono sicuramente il tipo di personaggi che si ritrovano in uno young adult, ovvero sempre fiduciosi delle proprie capacità, belli, impavidi, capaci di compiere le gesta più ardite senza minima esitazione. Li trovo spesso poco credibili ed ecco perché tanti di quei libri finiscono per me nel dimenticatoio, o per essere riposti dopo pochi capitoli. Garth Nix, invece, ci regala dei personaggi più che credibili, in cui è molto facile rispecchiarsi. Sono pieni di insicurezze, smarrimenti e compiono un sacco di errori. Hanno tante paure e non fanno fatica ad ammetterlo. Persino Sam, principe e futuro Abhorsen, ragazzo intelligente e pieno di talento, ce lo si aspetterebbe valoroso e intraprendente, è piuttosto un giovane pavido che non fa mistero dei suoi timori e delle sue mancanze.

Non troverete chissà quanta azione, probabilmente questo libro ha tutto ciò che hanno i libri di mezzo, fanno da tramite con l’ultimo, nel quale è concentrato il meglio, ma sicuramente avrete modo di approfondire determinati aspetti del worldbuilding che nel primo volume erano rimasti in secondo piano; avrete modo di conoscere nuovi, interessanti personaggi con cui relazionarvi, ma anche di ritrovare vecchie, amate conoscenze, sebbene siano passati degli anni dalle vicende del primo libro e qui vi sembreranno molto cambiati. Rimarrete incantati dall’atmosfera magica e allo stesso tempo oscura creata dall’autore, dai toni fortemente “dark” che, a mio parere, rappresentano la parte migliore della serie. Li vedrete alternarsi ad altri più onirici, che vi porteranno a viaggiare nel tempo, grazie alle capacità di Lirael. E se amerete tutto ciò, amerete anche i momenti più leggeri dovuti alla presenza dei famigli, che porteranno vivacità e tenerezza in una storia velata di morte, creature malvagie e tenebre. Io ho troppo un debole per questa serie e non vedo l’ora di iniziare il terzo volume, Abhorsen, e scoprire di cos'altro mi innamorerò.
Fonte immagini: Pinterest

giovedì 2 marzo 2023

Recensione: "Sabriel" di Garth Nix

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Eccomi, finalmente, a parlarvi di Sabriel, di Garth Nix. È da tantissimo tempo che sto dietro a questa serie e che mi riprometto di leggerla e l’occasione decisiva è arrivata grazie alla mia amica Francesca di La biblioteca di Zosma che mi ha proposto di leggerlo insieme. Alla fine, dato che entrambe eravamo sommerse di letture ed eventi, per non dover rimandare ancora, abbiamo alternato la lettura all’ascolto su Audible e, ragazz*, è stata un’esperienza bellissima. A parte per l’ascolto di The Witcher, non sempre avevo avuto modo di apprezzare la voce narrante, ma Sabriel, letto da Liliana Bottone, è qualcosa di veramente meraviglioso, tant’è che sicuramente ascolterò anche i prossimi (se Fazi li metterà in catalogo). E poi discutere con Francesca di tutti i pregi e i difetti di questo libro mi ha davvero esaltata. Non è stato facile riuscire a sedermi davanti al pc e mettere nero su bianco tutte le emozioni che Sabriel mi ha suscitato, ma ci proverò, altrimenti rischio di far passare troppo tempo e dimenticarmi le cose. Quindi, adesso, vi lascio alla recensione e, come sempre, vi aspetto nei commenti ;)

Sabriel
di Garth Nix

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 348
Genere: fantasy, epic-fantasy
Editore: Fazi (collana lainYA)
Data di pubblicazione: 5 maggio 2022
Traduzione: Daniela De Lorenzo
Acquista su: IBSlaFeltrinelli

Sabriel studia in un prestigioso college per sole ragazze non lontano dal Muro che divide il territorio di Ancelstierre dal magico e pericoloso Vecchio Regno, dove suo padre ricopre la carica di Abhorsen, il protettore che ha il compito di impedire ai morti di tornare nel mondo dei vivi. Da quando la famiglia reale è decaduta, i morti sono diventati sempre più forti e intrepidi, minacciando di sopraffare l’intero regno. Quando il padre di Sabriel viene imprigionato nel mondo della Morte da una pericolosa creatura, la ragazza si mette in viaggio per salvarlo. Lungo la strada, troverà come compagni di viaggio Mogget, un antico spirito costretto nella forma di un gatto bianco, e il giovane mago Touchstone, che verrà liberato da un incantesimo durato decenni ma rimarrà intrappolato sotto il peso di dolorosi ricordi. Ogni passo nelle profondità del Vecchio Regno li avvicinerà a minacce mai viste prima, che costringeranno Sabriel ad affrontare il proprio destino in una battaglia con le vere forze della vita e della morte. Chi proteggerà i vivi quando i morti torneranno?

Sabriel
è tanta roba. Quando ho iniziato questa lettura non sapevo esattamente cosa aspettarmi, i pareri erano piuttosto contrastanti ma la maggior parte erano concordi nel definire il libro un fantasy troppo vecchio stampo e per questo motivo non abbastanza interessante. La mia percezione è stata invece molto diversa, forse perché apprezzo anche i fantasy vecchio stampo, che non trovo affatto noiosi, sono sicuramente meno superficiali di molti young adult moderni che puntano più sulla storia d’amore tra i protagonisti (che deve necessariamente essere spicy per acchiappare pubblico) e meno su tutto il resto. Sabriel è un mix ben assortito di elementi e a chiunque mi dirà che però non è originale io risponderò che invece c’è tantissimo di originale in questa storia. Basti pensare che per anni ha ispirato moltissim* autor* fantasy famos*, tra cui anche la mia adorata Laini Taylor, che ha sempre indicato Garth Nix tra gli autori che stima di più. Sabriel è stato per me una vera sorpresa. Inizia presentandosi come un romanzo che ha al centro della sua trama il classico viaggio dell’eroe, che compie un percorso non solo fisico ma anche spirituale, ma strada facendo è stato capace di dimostrarsi non soltanto questo, ben più di un semplice romanzo di formazione. La protagonista, innanzitutto, non è una di quelle badass che, nonostante la giovane età, sembrano capaci di compiere senza alcuna fatica qualunque prova. Sabriel ha diciotto anni, frequenta un’accademia femminile di magia, ma nonostante il suo naturale talento non è una che lo ostenta o che si ritiene superiore; è invece discreta, nutre costantemente dubbi e incertezze, e ammette di non essere pronta a compiere ciò che il destino ha in serbo per lei, ma non ha altra scelta. Quando suo padre, l’ultimo Abhorsen esistente, scompare lasciando solo un piccolo indizio per la figlia, Sabriel sente che non può abbandonarlo. Deve oltrepassare il Muro, entrare nel Vecchio Regno o addirittura nel Regno dei Morti, se necessario, e riportarlo a casa. 

Assume momentaneamente il suo ruolo come Abhorsen, ha il compito, cioè, di impedire ai morti di tornare in vita, una sorta di necromanzia al contrario. E per quanto Sabriel abbia studiato e memorizzato gli insegnamenti del padre, quell’impresa le pesa enormemente, eppure è disposta ad affrontarla da sola, qualunque cosa succeda. Il suo cammino, però, non sarà solitario, perché avrà modo di incontrare prima Mogget, una creatura misteriosa dalle sembianze di gatto, che sarà in un certo modo un alleato per lei - anche se dai modi non sempre mansueti - e poi Touchstone, un ragazzo che per un incantesimo è stato trasformato in polena di una nave e che Sabriel riesce a liberare e salvare. Touchestone, riconoscente, decide di servire Sabriel e seguirla nel suo viaggio, un modo per lui di dissipare la nebbia dei ricordi e fare pace col passato, un passato che ha messo da parte perché troppo doloroso. Per i nostri eroi non sarà affatto una passeggiata arrivare al padre di Sabriel, perché lungo la strada incontreranno parecchi ostacoli, tra cui uno dei nemici giurati degli Abhorsen, una creatura spietata ormai morta che però cammina tra i vivi da tantissimo tempo e che nessuno è ancora riuscito a sconfiggere.

Vi dico subito che non mi sono annoiata nemmeno un secondo con Sabriel. Le vicende scorrono efficacemente, senza intoppi o digressioni inutili. Ogni descrizione risulta appropriata, mai pesante, e tutto è ben calibrato. La storia d’amore non è centrale e forse per questo può apparire poco sviluppata, anche perché Sabriel incontra Touchstone verso metà libro, ma vi assicuro che l’autore non rimedia con un innamoramento repentino, anzi ci regala qualcosa di molto tenero. Tra loro cresce pian piano un rispetto reciproco che poi si trasforma in un sentimento deciso ed è così bello leggere di una relazione del genere, genuina e sana, che quasi commuove. Di questo libro ho amato da subito il sistema magico, probabilmente è l’elemento più originale di tutti, non solo per il ruolo che l’Abhorsen rappresenta ma anche per i riti da compiere per bandire gli spiriti dal regno dei vivi, l’uso di campane diverse, ognuna con una propria funzione e dimensione,  e anche dei segni della Briglia. Il worldbuilding mi ha completamente risucchiata al suo interno, è coinvolgente e ben costruito. Anche se inizialmente si può far fatica a capire alcune cose, presto risulteranno più chiare, come la suddivisione del Vecchio Regno dal Nuovo, che comporta non poche differenze: da un lato un mondo civilizzato e moderno, dall’altro un luogo magico, cupo, misterioso. Persino il tempo è diverso da un luogo all’altro, quando si accede al Vecchio Regno ci si ritrova completamente sommersi dalla neve e dal gelo, per non parlare degli spiriti, dei morti, delle creature che lo infestano. Ditemi se tutto ciò non vi affascina? Io ero estasiata e ammetto di non vedere l’ora di iniziare Lirael per scoprire come proseguiranno le cose. Sono sicura che Nix ci riserverà ancora parecchie sorprese. 

In Sabriel non sono mancati i colpi di scena, più di una volta l'autore è riuscito a lasciarmi a bocca aperta e ho pensato che se molti young adult fossero scritti altrettanto bene saremmo a cavallo. Tanti romanzi di oggi sono piuttosto prevedibili, un susseguirsi di cliché e di cose già viste e lette, sensazione che invece non ho mai percepito leggendo Sabriel. Per quanto riguarda la traduzione, non mi è dispiaciuta affatto. Io ho il libro nella precedente edizione Tea e ho notato che sono stati cambiati alcuni nomi e dettagli della vecchia traduzione, ma la cosa non ha creato scompiglio, anzi alcune scelte secondo me sono più azzeccate e tendono saggiamente a svecchiare la storia.   

Sabriel è un fantasy da leggere, una piccola pietra miliare del target young adult, ma anche l'esempio di come una storia possa funzionare bene senza la presenza dei soliti tropi e stereotipi, con pochi personaggi ma costruiti a dovere, imperfetti e veri, mai overpowered. Una storia in cui nulla è lasciato al caso, con un'ambientazione curata e piacevole da scoprire, avvolta in uno strato di oscurità e mistero a renderla ancora più interessante. Per me è stato un romanzo rivelazione e vi consiglio di recuperarlo assolutamente se siete alla ricerca di un epic-fantasy che non si faccia dimenticare. Sabriel, Touchstone, Mogget vi terranno compagnia in un'avventura davvero straordinaria e inaspettata. Tutto in questo libro vi farà gridare a gran voce: "Più libri come questo, grazie!"
Fonte immagini: Pinterest

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