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giovedì 20 luglio 2023

Review Party: "Beasts & Beauty. Fiabe pericolose" di Soman Chainani

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi il blog partecipa al Review Party di Beasts & Beauty. Fiabe pericolose, di Soman Chainani, una raccolta di racconti dark che si ispirano alle fiabe più conosciute. 
Ringrazio Ambra di Paranormalbookslover per avermi invitata all’evento e la casa editrice per la copia in cambio di un’onesta opinione.

Beasts & Beauty. Fiabe pericolose
di Soman Chainani

Prezzo: 8,99 € (eBook) 17,00 € (cop. rigida)
Pagine: 288
Genere: retelling, fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 27 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

La Bella che combatte come la Bestia, Cappuccetto Rosso che inganna e uccide il lupo, Raperonzolo che rifiuta il principe per restare nella torre, Jack che non si arrende al suo destino e va in cerca dell'amore, Wendy che cresce e abbandona l'Isola che non c'è: dodici fiabe, dodici racconti intrecciati di magia, mistero e ribellione. Storie pericolose che svelano verità inesplorate, lontane dalle regole del lieto fine. Dimenticate le fiabe che avete sempre letto e preparatevi a immergervi nel lato oscuro di ognuno di noi. 

Soman Chainani, autore famoso per L’Accademia del Bene e del Male, ha dato vita a una raccolta di fiabe reinterpretate in chiave molto più moderna e dark, dodici fiabe tra le più note che un po’ richiamano il terrore delle fiabe originali dei fratelli Grimm, un po’ ribaltano ruoli e prospettive dando una rappresentazione del tutto inaspettata dei personaggi e delle loro intenzioni. Dimenticate il lieto fine in cui la bella principessa e il bel principe convolano a nozze “e vissero tutti felici e contenti”, qui abbiamo principesse che non aspettano principi sui cavalli bianchi per essere salvate, ma che si salvano da sole; abbiamo personaggi che si riscattano, famiglie disastrate, relazioni tossiche, giovani donne e uomini che non intendono sottostare a un destino avverso ma cambiarlo, anche se vorrà dire scendere a compromessi. Certo non mancano anche streghe vendicative, principi belli come Cupido, una Natura selvaggia, rigogliosa e magica, corvi mangia-occhi e creature di ogni genere. Chainani è riuscito, con questa sua raccolta, a mescolare incanto e orrore, tematiche attuali con uno stile fiabesco, suggestivo e cupo. Non posso dire di aver adorato ogni racconto (gli ultimi li ho trovati decisamente migliori), ma per la maggior parte ognuno si è fatto apprezzare a suo modo. Cappuccetto Rosso, Biancaneve, La Bella Addormentata, Raperonzolo, Jack e il fagiolo magico, Hansel e Gretel, La Bella e la Bestia, Barbablù, Cenerentola, La Sirenetta, Tremotino e Peter Pan sono le fiabe che troverete in questo volume, l’autore ne mantiene l’impianto e gli elementi principali, ma stravolgendo il percorso e ribaltando i finali, soprattutto dando ai personaggi degli scopi, non lasciandoli in balia di un destino già scritto ma facendolo riscrivere a loro stessi

Principesse stanche dei soprusi di padri-padroni che le tengono segregate in casa per poi farle sposare a uomini ricchi e noiosi vendendole come mucche da latte si ribellano e provano a cercare da sole la propria strada, il loro amore. C’è chi preferisce la solitudine, chi un’amicizia eterna, chi donare il proprio amore al proprio figlio, ma sono sempre scelte ponderate, a cui giungono dopo traversie che non fanno loro desiderare unicamente un buon matrimonio. Sono storie di riscatto, quelle raccontate da Chainani, storie di figli che non perdono la madre ma la ritrovano, uccidendo la perfida matrigna, storie di personaggi in cerca di un luogo da chiamare “casa”, storie di chi guarda senza vedere davvero, storie che fanno riflettere sulla bellezza interiore, su ciò che conta davvero, sui veri valori, storie in cui Bene e Male si confondono, separati solo da un confine sottile. Sono storie che aprono gli occhi, magiche, macabre eppure racchiudono morali che ci toccano più da vicino di quelle delle vecchie fiabe, che spesso, invece, rispecchiano visioni più retrograde. Il tocco moderno di Chainani lo si percepisce nel capovolgimento dei ruoli, in amori che non sono sempre quelli canonici, in argomenti scottanti che ormai invadono i nostri tempi, in scelte anticonvenzionali. Questo rende Beasts & Beauty una lettura adatta a lettori consapevoli, anche a causa di vari trigger warning che non scontano nulla, ma che ci mostrano un mondo rovesciato e quanto mai familiare.

I racconti sono per lo più brevi, hanno lo stile asciutto e sintetico tipico delle fiabe e diversi punti di vista (con prevalenza di narratore onnisciente). L’autore spazia anche con culture e nazionalità dei personaggi, cosa che ho apprezzato molto (un personaggio è addirittura della Calabria e si chiama Pietro :P), rendendo ancora più facile l’immedesimazione con essi. Qualche fiaba può prendere di più, qualche altra di meno, ma sono certa che ognuna saprà regalarvi qualcosa, toccarvi per un qualche motivo, se saprete leggerla nel modo giusto. Sono rimasta colpita e sorpresa da questo volume, non sarà stata una lettura epica ma si è rivelata piacevole, imprevedibile e diversa dal solito. Non avevo mai letto nulla di Chainani ma penso sia un autore che valga la pena conoscere e approfondire. 
Fonte immagini: Pinterest
Banner: @Paranormalbookslover 

martedì 4 luglio 2023

Review Party: "The Daemoniac" di Kat Ross + Focus sui personaggi

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi siamo all’ultima tappa del Review Party dedicato a The Daemoniac, di Kat Ross, un evento che ci ha portat* anche ad approfondire diversi argomenti, come lo spiritismo nell’America vittoriana, la nascita del giornalismo d’inchiesta, la figura di Jack Lo Squartatore e molto altro. Dopo aver avuto anche modo di conoscere meglio l’autrice e la sua opera tramite l’intervista su Letture in salotto, oggi approfondiremo i protagonisti di questo volume. Ma, intanto, scoprite cosa penso di The Daemoniac, romanzo uscito per Saga Edizioni, che ringrazio infinitamente per la disponibilità a concedermi l’organizzazione dell’evento e per la copia omaggio in cambio di una recensione onesta.

The Daemoniac
di Kat Ross

Prezzo: 3,99 € (eBook) 15,92 € (cop. flessibile)
Pagine: 363
Genere: mystery, storico
Editore: Saga Edizioni
Data di pubblicazione: 18 maggio 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Sherlock Holmes incontra X-Files in questo mistero paranormale di Gilded Age! È l’agosto del 1888, appena tre settimane prima che Jack lo Squartatore terrorizzi Whitechapel, un altro assassino si aggira per le strade di New York. La sua opera porta i tratti distintivi di una possessione demoniaca, ma la detective dilettante Harrison Fearing Pell è certa che la sua preda sia un uomo in carne e ossa. E spera di farsi una reputazione risolvendo il bizzarro caso prima che l’uomo che la stampa ha soprannominato Mr. Hyde colpisca ancora. Dallo squallore dei Five Points alle bische d’alta classe del Tenderloin e alle scintillanti dimore della Fifth Avenue, Harry segue le tracce di un killer spietato, scoprendo alcuni imbarazzanti segreti delle più ricche famiglie dell’alta società di New York lungo la strada. Gli omicidi sono un caso di magia nera o un semplice ricatto? E il sentiero porterà più vicino a casa di quanto avesse mai immaginato?

Ho proprio una predilezione per i romanzi mystery, soprattutto se ambientati in epoca vittoriana. Solitamente non resisto se si tratta della Londra vittoriana, ma qui siamo a New York e la curiosità è stata sin da subito altissima. Poi avevo già conosciuto Kat Ross per la sua serie precedente, Il Quarto Elemento, bellissima e di ispirazione persiana, e non vedevo l’ora di leggere qualcos’altro di suo. L’occasione è arrivata con l’uscita di The Daemoniac, primo volume della prolifica serie Gaslamp Gothic, in cui trovano il loro connubio indagini in pieno stile Sherlock Holmes e soprannaturale. Al momento la serie consta di ben otto volumi. The Daemoniac è ambientato nel 1888, un terribile assassino pare aggirarsi per le strade di New York. Harrison Pell, detta Harry, si finge sua sorella detective Myrtle e accetta un caso davvero complicato. Una coppia molto preoccupata è alla ricerca di una caro amico scomparso. Gli indizi fanno presagire che potrebbe essere lui l’artefice della morte di una medium che avevano visto non molto tempo prima, ma cosa l’avrebbe spinto a commettere quell’omicidio? Potrebbe esserci anche una pista soprannaturale dietro, quando la giovane Harry, insieme al migliore amico e partner-in-crime John, scopre dei collegamenti con un misterioso grimorio, solitamente utilizzato nell’ambito dell’occulto, per invocare demoni, spiriti e fantasmi. Ma Harry non può correre a conclusioni affrettate. Come le ha insegnato sua sorella, deve prima raccogliere tutti gli indizi, mettere insieme tutti i dati raccolti, per poter formulare delle ipotesi, eppure ogni giorno che passa sembra che la matassa si ingarbugli sempre di più. Per sua fortuna, Harry può contare sull’amico John, studente di medicina, su qualche monello di strada, sull’amica Nellie Bly, sullo “zio” Arthur Conan Doyle, su Edward, compagno di università di John, e su molti altri personaggi che pian piano contribuiranno a farla giungere alla risoluzione del caso.

The Daemoniac è uno di quei romanzi che, come i più classici dei gialli, diventa più interessante mano a mano che si procede con la lettura e si vanno a congiungere sempre più tessere del puzzle. L’ambientazione è senza dubbio il punto forte del romanzo, una New York cupa, pericolosa, corrotta, tra le cui strade è possibile trovare bellezza e depravazione in egual misura. L’autrice non manca di descriverla dettagliatamente, facendoci quasi sentire parte di essa. Strade, locali, istituti, tutto ha una sua spiegazione - particolare, questo, che forse avrei preferito trovare meno accentuato, perché le tante spiegazioni hanno in parte rallentato il ritmo della lettura nella prima parte del romanzo. Ma è stato allo stesso tempo impossibile non immergersi nella cornice newyorkese di quegli anni, entrare in empatia con la protagonista, della quale seguiamo il punto di vista, e prendere parte alle indagini che diventano sempre più coinvolgenti. Un altro elemento senza dubbio interessante è la presenza, nel romanzo, di personaggi realmente esistiti, che hanno dato una connotazione ancora più veritiera alla storia e sono stati inseriti talmente bene da risultare di grande gradimento. Ho adorato Nellie Bly, una delle prime giornaliste investigative d’America, che contribuisce nel romanzo ad aiutare Harry fornendole assistenza quando necessario. Non compare mai, ma è presente fugacemente anche sir Arthur Conan Doyle, come una sorta di “padrino non ufficiale”, che darà anche lui una mano a Harry come potrà. Compaiono anche le sorelle Fox, tre sorelle medium statunitensi, famose per aver segnato la nascita dello Spiritismo moderno. Anche loro collaboreranno alle indagini della protagonista. Insomma, The Daemoniac è stata una continua fonte di sorprese, un po’ lenta la prima parte ma con un ritmo sempre più crescente dalla seconda metà in poi, in concomitanza alla tensione distribuita degnamente fino alla fine. È senz’altro la lettura perfetta per chi vuol concedersi una storia misteriosa, ambientata in un’epoca di grande attrattiva, con vibes che richiamano a Jack Lo Squartatore. Io l'ho adorata e non vedo l'ora di leggere i volumi successivi *_*

E adesso veniamo alla tappa di approfondimento relativa ai personaggi di The Daemoniac.

Harrison Fearing Pell - Harry
: è una ragazza intraprendente di diciannove anni. Vive praticamente dietro l’ombra della sorella Myrtle, un’apprezzata detective investigativa, intelligente e preparata, che lei cerca da sempre di eguagliare. Harry è determinata a uscire dall’ingombrante ombra della sorella e così decide di fingersi lei e accettare un caso. Ma Harry è anche cinica e non sempre è decisa a credere a quanto gli indizi le suggeriscono, eppure sa che per arrivare a risolvere un caso deve considerare tutte le opzioni possibili, anche quelle più inquietanti e irrazionali. Harry, come la sorella, ha poco interesse per gli uomini, la moda o le feste (la “Santissima Trinità della femminilità dell’alta società”), disdegna le convenzioni e si pone anzi come personaggio che sovverte le regole. Ha imparato a boxare, ha fatto uno studio sulla cenere dei tabacchi, ha studiato in autonomia chimica, anatomia e la storia del crimine di New York, creandosi un discreto bagaglio di conoscenze teoriche, utili per aiutarla a risolvere casi. Quello che le manca, però, è la pratica, e di questo ne è molto consapevole. Non è fatta per l’azione, ma desidera comunque starci in mezzo per poter mettere alla prova il suo ingegno contro un avversario.

John Weston - dottor Weston: John è il migliore amico di Harry. I due sono praticamente cresciuti insieme. John studia medicina e, nella recita di Harry nei panni di Myrtle, decide che anche lui dovrà avere le sue soddisfazioni e vorrà essere chiamato dottore. John rappresenta la parte più irrazionale di Harry; al contrario della ragazza, infatti, lui è quello che crede maggiormente nei fenomeni paranormali e che teme gli orrori che si annidano nell’oscurità tanto quanto Harry invece li ricusi. È la spalla su cui Harry conta di più; è coraggioso, perspicace e con la battuta sempre pronta. Ha diversi fratelli, per questo motivo non ama trascorrere troppe ore nella sua casa, ma preferisce passarle a casa di Harry. Pratica la boxe ed è lui, infatti, che insegna a Harry a boxare, anche se con poca convinzione. Come Harry è irascibile e i due si trovano spesso a discutere, ma è la persona che più di tutte prenderebbe le difese di Harry senza esitare e l’aiuterebbe in caso di bisogno. Forse la loro è più che una semplice amicizia.

Nellie Bly: giovane e avvenente ragazza che all’età di ventitré anni acquisisce notorietà diventando la nuova reporter di punta di Joe Pulitzer, una delle cinque testate giornalistiche più importanti di New York, facendosi rinchiudere nel manicomio di Blackwell’s Island e scrivendone dopo un reportage che destò scandalo. È grande amica di Myrtle, la sorella di Harry, ed è per questo che la ragazza non esita a coinvolgerla nelle indagini del suo caso. Nellie, così come Myrtle e Harry, rifiuta le convenzioni, spingendosi oltre i limiti di ciò che alle donne era concesso all’epoca.

Edward Dovington: migliore amico di John ed erede di una fortuna dopo la morte del nonno, è il classico dandy di epoca vittoriana. Definito un po’ un "damerino", per il modo di abbigliare eccentrico, anche lui darà il suo contributo aiutando Harry e John e non mancando di elargire charme e consigli.

Mr. Brady: si presenta alla porta della Grande Detective Myrtle Pell, senza sapere che ad accoglierlo sarà la sorella diciannovenne. È il primo cliente di Harry, sposato con Elizabeth, e terribilmente in pensiero per Robert Straker, suo caro amico. 

Robert Straker: è l’uomo scomparso che Mr. Brady vuol ritrovare. Orfano sin da piccolo, viene accolto dalla famiglia di Brady e i due diventano come fratelli. Entrambi si arruolano nell’esercito, ma la vita nell’esercito e le brutture a cui assisterà inacidiscono Straker, che presto cambierà approccio verso la vita. Da persona sognatrice e testarda, sembrerà cadere in un baratro profondo e apparentemente senza uscita, sperperando la sua piccola eredità in una serie di iniziative imprenditoriali fallimentari, per poi indebitarsi e infine arrivare alle porte della medium Catarina Santi.

Connor
: è un ragazzino che ha perso la madre a causa della febbre gialla. Myrtle lo aveva beccato a rubarle il portafoglio e nel tempo aveva deciso di prenderlo sotto la sua ala e pagarlo per diffondere pettegolezzi o scovare persone per lei che non volevano essere trovate. Connor fa parte dei bassifondi, della piccola banda dei Bank Street Butchers, ma la domestica dei Pell, Mrs. Rivers, lo prende a cuore e gli permette di dormire in casa. Connor ha una predilezione per le storie dell’orrore, che legge di nascosto (non poi tanto) da Mrs. River. Il suo aiuto è spesso fondamentale per Harry.

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Spero vi sia piaciuto approfondire un po' di più The Daemoniac tramite questa tappa e tutte quelle che l'hanno preceduta. Scoprite questo romanzo e godetevi ogni sorpresa che vi riserverà.
Ringrazio l* ragazz* che hanno preso parte all'evento e hanno curato tanto bene i loro post e ancora una volta grazie alla casa editrice per l'opportunità di organizzare questo evento, intervistare l'autrice e leggere il volume in anteprima.



Fonte immagini: Pinterest
grafica: @paranormalbookslover

venerdì 16 giugno 2023

Review Tour: "Cardospina. La casa errante" di GennaRose Nethercott

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi partecipo all’evento di Cardospina. La casa errante di GennaRose Nethercott, organizzato da Silvia di I miei sogni tra le pagine, che ringrazio tantissimo.
Un grazie anche alla casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di un’onesta opinione.

Cardospina. La casa errante
di GennaRose Nethercott

Prezzo: 11,99 € (eBook) 22,00 € (cop. rigida)
Pagine: 372
Genere: fantasy
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 13 giugno 2023
Acquista su: IBS, laFeltrinelli

Isaac e Bellatine Yaga sono cresciuti girovagando per l'America con il teatro di marionette di famiglia. Da quando Isaac ha mollato tutto e se n'è andato, i due fratelli hanno perso completamente i contatti. Lui è diventato un abile artista di strada, guadagnandosi il titolo di Re Camaleonte grazie alla strabiliante capacità di riprodurre le sembianze esatte di chiunque sia tra il pubblico, incantando – e talvolta derubando – i suoi spettatori. Bellatine, invece, aspira a una vita tranquilla e senza sorprese, e si dedica anima e corpo al suo lavoro di ebanista. Anche lei ha un dono straordinario che vuole tenere nascosto: le sue mani possono dar vita a oggetti inanimati. Quando una lettera li avvisa che devono ritirare una grossa eredità al porto di New York, i due fratelli si riuniscono e non riescono a credere ai propri occhi. Ad attenderli, infatti, c'è Cardospina, una casetta di legno appena arrivata da un piccolo villaggio dell'Europa dell'Est. Al posto delle fondamenta ha due zampe di gallina, forti e irrequiete, e restare ferma proprio non le piace: guai a chi provi a trattenerla in un luogo contro la sua volontà. Cardospina si muove, parla, racconta storie e forse anche qualche bugia, e ricostruisce la vita di Baba Yaga, leggendaria antenata dei due fratelli, e il terribile destino che un secolo prima si è abbattuto sul suo villaggio. A bordo della casa parlante, Isaac e Bellatine si mettono in viaggio per riportare un'ultima volta in scena lo spettacolo di famiglia, ma presto scopriranno di non essere soli: un oscuro nemico ha attraversato l'oceano per mettersi sulle loro tracce, un'ombra dal passato che non si fermerà finché non avrà cancellato tutti i ricordi di Cardospina. Ma si può uccidere un ricordo? Intrecciando fantastico, folklore e memoria storica, GennaRose Nethercott dà vita a un romanzo originale e commovente, una fiaba contemporanea che celebra le storie e il loro immenso potere di spiegare e tenere vivo il passato.

Tra le ultime letture del mese, ho avuto la fortuna di imbattermi in questo gioiellino, Cardospina. La casa errante, una storia che mescola elementi dark, folklore, storia e famiglia e che si fa portatrice di un sacco di messaggi universali. Ho molto apprezzato questa lettura, perché non si è rivelata la storia che mi aspettavo ma molto, molto di più. Cardospina non è un semplice libro per ragazzi, anzi forse non lo è per niente considerando alcuni argomenti e qualche elemento anche disturbante. È sicuramente una fiaba dark, ma non la farei leggere a dei bambini. È una storia bellissima, stravagante e allo stesso tempo dolorosa e commovente

I protagonisti sono Isaac e Bellatine, due fratelli, figli di burattinai, che ormai vivono vite separate ma che si ritrovano dopo sei anni per ricevere l’eredità della loro bis-bisnonna Yaga. Isaac è un artista di strada, allestisce spettacoli e truffa la gente per campare, mentre Bellatine è un’ebanista. Entrambi hanno dei poteri straordinari, ma mentre il primo lo mette a frutto per i suoi scopi personali, la seconda cerca di nasconderlo il più possibile, per paura di essere considerata un mostro. Isaac e Bellatine non potrebbero essere più diversi. Isaac ama viaggiare, girovagare, esplorare il mondo, cambiare continuamente identità perché la sua gli sta stretta, non ama vestire a lungo sempre gli stessi panni, è quasi doloroso per lui (<<Quando imitava qualcuno, Isaac sostituiva sé con quella persona. Il suo corpo si liberava della sua isaacchitudine, del suo essere se stesso, e allora Isaac non esisteva più. La sua intera personalità veniva spazzata via>>). Bellatine, invece, cerca stabilità, pace, una casa. La possibilità dei sogni si presenta quando i due scartano la loro eredità, una casetta di legno con zampe di gallina. Questa simboleggia per entrambi l’occasione di una rinascita ma anche quella di far pace col passato e costruirsi un futuro ideale (<<Ecco come Bellatine si sentiva, dentro la casa con le zampe. Come se stesse vivendo il suo presente, il futuro e il passato tutti insieme>>). 

Questa storia parla di legami, ma parla anche di ricordi, gli stessi ricordi che ci fa rivivere la nostra Cardospina con i suoi racconti, perché lei, come Isaac e Bellatine, è protagonista indiscussa del romanzo. Il suo pov è sicuramente quello che ho amato di più, ma in generale l’autrice non ha mancato di farmi una buona impressione sin dal primo momento. È una lettura che presenta qualche difetto, lo stile è davvero denso e ricco, questo può essere piacevole da un certo punto di vista ma dall’altro può rendere la lettura talvolta non scorrevolissima. In qualche scena infatti sembra l’autrice si areni, per poi prendere un ritmo molto più vivace. Ho comunque adorato il tratto poetico e l’atmosfera da fiaba dark, ho adorato tantissime cose a dire il vero, fra tutti la rielaborazione della leggenda di Baba Yaga, appartenente alla mitologia russa, cui l’autrice si è ispirata. Spesso e volentieri, soprattutto nei libri per ragazzi, mi è capitato di imbattermi in questa leggenda, ma il modo in cui la rimaneggia la Nethercott è forse uno dei più originali mai letti. La casa ha una sua propria identità, una sua voce, delle caratteristiche uniche e sfido io chiunque a non volerci abitare, a non voler vivere in un posto del genere, a non provare affetto per Cardospina.

 La storia di questa casa speciale si intreccia a quella dell'Uomo dall'ombra lunga, un essere oscuro che è sulle tracce dei fratelli e vuole cancellare tutti i ricordi di Cardospina. Ma è davvero possibile? La presenza di questo nuovo elemento non ha fatto che aumentare la mia curiosità e tenermi più ancorata che mai al romanzo, sebbene porti con sé anche un bel po' di scene difficili da mandar giù. Nethercott è stata però capace di trattare nel modo più adeguato ogni aspetto e guardando al libro con un occhio obiettivo non si può che ammettere quanto la sua storia sia particolare, unica, intensa e a tratti magica, nonostante i lati più cupi. Non è un romanzo che si legge tutti i giorni e probabilmente non è adatto a tutti i tipi di lettori, ma saprà riservare delle sorprese - con tutte le tematiche importanti che affronta - toccare le corde più profonde del cuore e farsi ricordare. Perché un buon ricordo è difficile da cancellare.



Fonte immagini: Pinterest
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giovedì 2 marzo 2023

Recensione: "Sabriel" di Garth Nix

Buon pomeriggio, lettor*! ^^
Eccomi, finalmente, a parlarvi di Sabriel, di Garth Nix. È da tantissimo tempo che sto dietro a questa serie e che mi riprometto di leggerla e l’occasione decisiva è arrivata grazie alla mia amica Francesca di La biblioteca di Zosma che mi ha proposto di leggerlo insieme. Alla fine, dato che entrambe eravamo sommerse di letture ed eventi, per non dover rimandare ancora, abbiamo alternato la lettura all’ascolto su Audible e, ragazz*, è stata un’esperienza bellissima. A parte per l’ascolto di The Witcher, non sempre avevo avuto modo di apprezzare la voce narrante, ma Sabriel, letto da Liliana Bottone, è qualcosa di veramente meraviglioso, tant’è che sicuramente ascolterò anche i prossimi (se Fazi li metterà in catalogo). E poi discutere con Francesca di tutti i pregi e i difetti di questo libro mi ha davvero esaltata. Non è stato facile riuscire a sedermi davanti al pc e mettere nero su bianco tutte le emozioni che Sabriel mi ha suscitato, ma ci proverò, altrimenti rischio di far passare troppo tempo e dimenticarmi le cose. Quindi, adesso, vi lascio alla recensione e, come sempre, vi aspetto nei commenti ;)

Sabriel
di Garth Nix

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 348
Genere: fantasy, epic-fantasy
Editore: Fazi (collana lainYA)
Data di pubblicazione: 5 maggio 2022
Traduzione: Daniela De Lorenzo
Acquista su: IBSlaFeltrinelli

Sabriel studia in un prestigioso college per sole ragazze non lontano dal Muro che divide il territorio di Ancelstierre dal magico e pericoloso Vecchio Regno, dove suo padre ricopre la carica di Abhorsen, il protettore che ha il compito di impedire ai morti di tornare nel mondo dei vivi. Da quando la famiglia reale è decaduta, i morti sono diventati sempre più forti e intrepidi, minacciando di sopraffare l’intero regno. Quando il padre di Sabriel viene imprigionato nel mondo della Morte da una pericolosa creatura, la ragazza si mette in viaggio per salvarlo. Lungo la strada, troverà come compagni di viaggio Mogget, un antico spirito costretto nella forma di un gatto bianco, e il giovane mago Touchstone, che verrà liberato da un incantesimo durato decenni ma rimarrà intrappolato sotto il peso di dolorosi ricordi. Ogni passo nelle profondità del Vecchio Regno li avvicinerà a minacce mai viste prima, che costringeranno Sabriel ad affrontare il proprio destino in una battaglia con le vere forze della vita e della morte. Chi proteggerà i vivi quando i morti torneranno?

Sabriel
è tanta roba. Quando ho iniziato questa lettura non sapevo esattamente cosa aspettarmi, i pareri erano piuttosto contrastanti ma la maggior parte erano concordi nel definire il libro un fantasy troppo vecchio stampo e per questo motivo non abbastanza interessante. La mia percezione è stata invece molto diversa, forse perché apprezzo anche i fantasy vecchio stampo, che non trovo affatto noiosi, sono sicuramente meno superficiali di molti young adult moderni che puntano più sulla storia d’amore tra i protagonisti (che deve necessariamente essere spicy per acchiappare pubblico) e meno su tutto il resto. Sabriel è un mix ben assortito di elementi e a chiunque mi dirà che però non è originale io risponderò che invece c’è tantissimo di originale in questa storia. Basti pensare che per anni ha ispirato moltissim* autor* fantasy famos*, tra cui anche la mia adorata Laini Taylor, che ha sempre indicato Garth Nix tra gli autori che stima di più. Sabriel è stato per me una vera sorpresa. Inizia presentandosi come un romanzo che ha al centro della sua trama il classico viaggio dell’eroe, che compie un percorso non solo fisico ma anche spirituale, ma strada facendo è stato capace di dimostrarsi non soltanto questo, ben più di un semplice romanzo di formazione. La protagonista, innanzitutto, non è una di quelle badass che, nonostante la giovane età, sembrano capaci di compiere senza alcuna fatica qualunque prova. Sabriel ha diciotto anni, frequenta un’accademia femminile di magia, ma nonostante il suo naturale talento non è una che lo ostenta o che si ritiene superiore; è invece discreta, nutre costantemente dubbi e incertezze, e ammette di non essere pronta a compiere ciò che il destino ha in serbo per lei, ma non ha altra scelta. Quando suo padre, l’ultimo Abhorsen esistente, scompare lasciando solo un piccolo indizio per la figlia, Sabriel sente che non può abbandonarlo. Deve oltrepassare il Muro, entrare nel Vecchio Regno o addirittura nel Regno dei Morti, se necessario, e riportarlo a casa. 

Assume momentaneamente il suo ruolo come Abhorsen, ha il compito, cioè, di impedire ai morti di tornare in vita, una sorta di necromanzia al contrario. E per quanto Sabriel abbia studiato e memorizzato gli insegnamenti del padre, quell’impresa le pesa enormemente, eppure è disposta ad affrontarla da sola, qualunque cosa succeda. Il suo cammino, però, non sarà solitario, perché avrà modo di incontrare prima Mogget, una creatura misteriosa dalle sembianze di gatto, che sarà in un certo modo un alleato per lei - anche se dai modi non sempre mansueti - e poi Touchstone, un ragazzo che per un incantesimo è stato trasformato in polena di una nave e che Sabriel riesce a liberare e salvare. Touchestone, riconoscente, decide di servire Sabriel e seguirla nel suo viaggio, un modo per lui di dissipare la nebbia dei ricordi e fare pace col passato, un passato che ha messo da parte perché troppo doloroso. Per i nostri eroi non sarà affatto una passeggiata arrivare al padre di Sabriel, perché lungo la strada incontreranno parecchi ostacoli, tra cui uno dei nemici giurati degli Abhorsen, una creatura spietata ormai morta che però cammina tra i vivi da tantissimo tempo e che nessuno è ancora riuscito a sconfiggere.

Vi dico subito che non mi sono annoiata nemmeno un secondo con Sabriel. Le vicende scorrono efficacemente, senza intoppi o digressioni inutili. Ogni descrizione risulta appropriata, mai pesante, e tutto è ben calibrato. La storia d’amore non è centrale e forse per questo può apparire poco sviluppata, anche perché Sabriel incontra Touchstone verso metà libro, ma vi assicuro che l’autore non rimedia con un innamoramento repentino, anzi ci regala qualcosa di molto tenero. Tra loro cresce pian piano un rispetto reciproco che poi si trasforma in un sentimento deciso ed è così bello leggere di una relazione del genere, genuina e sana, che quasi commuove. Di questo libro ho amato da subito il sistema magico, probabilmente è l’elemento più originale di tutti, non solo per il ruolo che l’Abhorsen rappresenta ma anche per i riti da compiere per bandire gli spiriti dal regno dei vivi, l’uso di campane diverse, ognuna con una propria funzione e dimensione,  e anche dei segni della Briglia. Il worldbuilding mi ha completamente risucchiata al suo interno, è coinvolgente e ben costruito. Anche se inizialmente si può far fatica a capire alcune cose, presto risulteranno più chiare, come la suddivisione del Vecchio Regno dal Nuovo, che comporta non poche differenze: da un lato un mondo civilizzato e moderno, dall’altro un luogo magico, cupo, misterioso. Persino il tempo è diverso da un luogo all’altro, quando si accede al Vecchio Regno ci si ritrova completamente sommersi dalla neve e dal gelo, per non parlare degli spiriti, dei morti, delle creature che lo infestano. Ditemi se tutto ciò non vi affascina? Io ero estasiata e ammetto di non vedere l’ora di iniziare Lirael per scoprire come proseguiranno le cose. Sono sicura che Nix ci riserverà ancora parecchie sorprese. 

In Sabriel non sono mancati i colpi di scena, più di una volta l'autore è riuscito a lasciarmi a bocca aperta e ho pensato che se molti young adult fossero scritti altrettanto bene saremmo a cavallo. Tanti romanzi di oggi sono piuttosto prevedibili, un susseguirsi di cliché e di cose già viste e lette, sensazione che invece non ho mai percepito leggendo Sabriel. Per quanto riguarda la traduzione, non mi è dispiaciuta affatto. Io ho il libro nella precedente edizione Tea e ho notato che sono stati cambiati alcuni nomi e dettagli della vecchia traduzione, ma la cosa non ha creato scompiglio, anzi alcune scelte secondo me sono più azzeccate e tendono saggiamente a svecchiare la storia.   

Sabriel è un fantasy da leggere, una piccola pietra miliare del target young adult, ma anche l'esempio di come una storia possa funzionare bene senza la presenza dei soliti tropi e stereotipi, con pochi personaggi ma costruiti a dovere, imperfetti e veri, mai overpowered. Una storia in cui nulla è lasciato al caso, con un'ambientazione curata e piacevole da scoprire, avvolta in uno strato di oscurità e mistero a renderla ancora più interessante. Per me è stato un romanzo rivelazione e vi consiglio di recuperarlo assolutamente se siete alla ricerca di un epic-fantasy che non si faccia dimenticare. Sabriel, Touchstone, Mogget vi terranno compagnia in un'avventura davvero straordinaria e inaspettata. Tutto in questo libro vi farà gridare a gran voce: "Più libri come questo, grazie!"
Fonte immagini: Pinterest

giovedì 7 luglio 2022

Review Party: "Catherine House" di Elisabeth Thomas

Buongiorno, lettor*!
Oggi il blog partecipa al Review Party di “Catherine House”, di Elizabeth Thomas, romanzo uscito da un paio di giorni per Oscar Vault e che, purtroppo, non si è rivelato all’altezza delle aspettative. Sono molto amareggiata, perché contavo davvero tanto su questa lettura. Amo immensamente il Dark Academia, ma questo per me NON è un Dark Academia. Ve ne parlo meglio nella recensione che segue.
Ringrazio Nia per avermi inclusa nell'evento e la casa editrice per la copia digitale omaggio in cambio di una recensione onesta.

Catherine House
di Elisabeth Thomas

Prezzo: 9,99 € (eBook) 18,00 € (cop. rigida)
Pagine: 336
Genere: mystery, dark academia
Editore: Mondadori
Data di pubblicazione: 5 luglio 2022

Nascosta tra le foreste della Pennsylvania, Catherine House è una scuola d'eccellenza che ha sfornato premi Nobel, giudici della Corte suprema e personalità di primo piano nel mondo dell'arte, della cultura e della politica. I suoi criteri di ammissione sono rigidissimi, e le poche persone che ogni anno superano la selezione avranno vitto, alloggio e istruzione gratuiti, ma per tre anni – estati comprese – saranno completamente tagliate fuori dal mondo esterno: niente visite, telefonate, televisione, musica… Alla fine, però, avranno davanti a sé carriere brillanti, potere e prestigio in qualunque campo desiderino. Per Ines Murillo, Catherine House è la cosa più vicina a una casa che abbia mai avuto. Ma i rigidi rituali della scuola presto trasformano l'edificio in una prigione tanto affascinante quanto ambigua. E quando scoppia la tragedia, Ines inizia a sospettare che l'istituto nasconda un pericoloso segreto.

Su Catherine House si sono azzardati paragoni di un certo calibro, come con Donna Tartt, autrice di Dio di illusioni e Il Cardellino. Ho letto l’anno scorso Dio di illusioni e l’ho amato come pochi altri romanzi al mondo e credetemi se vi dico che Catherine House non c’entra davvero nulla con i romanzi di Donna Tartt e che il paragone è assolutamente poco calzante. Catherine House viene presentato come un Dark Academia e, forse, per il primo quarto di romanzo, si può anche pensare che lo sia. L’atmosfera della scuola esclusiva, una scuola con rigide regole che vieta persino di avere contatti con il mondo esterno e che, in un certo senso, ti segrega al suo interno come una prigione, è abbastanza inquietante e claustrofobica da dare l’impressione di star leggendo qualcosa di originale, cupo e in linea con il genere. Per tutto il tempo ho pensato che l’autrice stesse cercando di accrescere la tensione per poi giungere a un climax con i controfiocchi, di quelli che ti lasciano senza parole, ma non vi è alcun climax qui e la lettura procede senza ritmo. Le azioni dei protagonisti si ripetono per giorni, anni e nulla cambia, non ci sono colpi di scena memorabili o rivelazioni sbalorditive. Nulla viene approfondito abbastanza, vediamo affacciarsi qualche tematica interessante (lgbt+, lutto, occulto) e poi la vediamo sfumare senza che le sia stato dato spazio a sufficienza, liquidata nel giro di una frase o anche meno. Ma partiamo dall’inizio, perché voglio darvi un quadro il più possibile completo di quello che è questo libro e poi starà a voi giudicare se leggerlo o meno.

Catherine House è una scuola che ogni anno accoglie tantissimi studenti. I colloqui per essere ammessi sono tostissimi, ma una volta che si viene accettati si diventa parte di una grande famiglia. Catherine è una casa. Catherine è tutto per chi vi entra. Catherine è vita. Bisogna dimostrarsi creativi, intelligenti e avere un sacco di altre qualità per essere accettati e per molti studenti l’opportunità che offre la scuola è unica. È la più selettiva tra le università di prestigio, ma produce le menti migliori del mondo, persone premiate e riconosciute in vari ambiti, che occupano posizioni importanti. È un luogo di totale isolamento, una sorta di monastero, che richiede concentrazione e applicazione costante e che ripaga promettendo di far diventare gli studenti chiunque essi vogliano diventare. Questo suo essere tanto distaccata dal mondo, così chiusa, così esigente e rigorosa, dà sin da subito un senso di oppressione. E proprio su questa sensazione puntavo illudendomi stesse facendo il suo buon lavoro per rendere il romanzo accattivante e farmi entrare in un mondo di mistero e tensione. Peccato che questo è tutto. Letteralmente. È solo la premessa a essere accattivante mentre il resto del romanzo non lo è per niente. Lo stile dell’autrice può anche essere considerato valido, è essenziale e diretto ed è l’unica cosa che mi ha colpito, ma se cercate una trama oltre la premessa non la troverete. Faccio persino difficoltà a scrivere questa recensione perché c’è davvero poco da dire. La protagonista è Ines, una ragazza in fuga dal suo passato che in Catherine trova una sorta di rifugio. Non ha nulla al di fuori dell’opportunità che quella scuola le offre e lo stesso si può dire degli altri studenti. Nessuno a Catherine parla del proprio passato, anzi sono tutti caldamente esortati a lasciarselo alle spalle, ma è chiaro che tutti hanno dei passati problematici. È solo il futuro che conta adesso. E il presente a Catherine. Gli studenti ricevono tutto dalla casa ma in cambio devono abbandonare ciò che erano e pensare solo a ciò che saranno. Le materie che devono studiare sono tra le più disparate, ma un corso, in particolare, sembra essere il più complesso ed esclusivo, quello dei nuovi materiali in cui si impara a conoscere e utilizzare il plasma. Questo strano materiale sembra costituire il segreto più profondo di Catherine, utilizzato in varie occasioni e centro nevralgico delle esistenze di molti lì dentro; chi lo studia non ha il permesso di rivelare nulla ai compagni degli esperimenti che ne vengono fatti. Ines non si sente portata per il plasma, se ne tiene alla larga, le sue giornate trascorrono nella più completa apatia. Lei non si sente da subito connessa alla casa come gli altri e trova sospetto tutto ciò che la circonda, non riesce a dimenticare il suo brutto passato, ciò da cui è fuggita, ma piano piano imparerà a risollevarsi, ad aprirsi ai precetti di Catherine e quasi a omologarsi. Ma fa tutto parte di un piano, un piano che la porterà a indagare, quando ne avrà l’occasione, i segreti della scuola e scoprire cosa si nasconde dietro lo studio del plasma, dietro alcune morti sospette e dietro l’ancora più sospetta riservatezza di Catherine e di alcuni suoi professori.

Ammetto di aver creduto fino alla fine nel romanzo e in un capovolgimento che mi facesse propendere per un’opinione positiva, ma anche il finale non è stato all’altezza delle aspettative. I tempi del racconto sono molto dilatati e il più delle volte non accade assolutamente nulla all’interno della scuola. Seguiamo le vicende di Ines e dei suoi compagni che fanno cose, seguono corsi, si ubriacano, giocano a carte e si lasciano “ipnotizzare” dalla casa e da chi la guida. Non ci sono scene capaci di lasciare il segno, nulla di eclatante, persino la morte di un personaggio scorre piatta sulle pagine. Ho fatto una fatica immensa ad arrivare alla fine, a districarmi in un mistero che così misterioso non è, perché non basta, non può bastare a spiegare tutto, a dare un senso al romanzo. Oltre questo, nemmeno i personaggi si distinguono, confondendosi tra loro e non riuscendo a essere approfonditi abbastanza e meritare più attenzione da parte di chi legge. Tutto il romanzo è un’enorme illusione, come la stessa Catherine House.

Ho atteso questa uscita con trepidazione, letto il romanzo con la speranza continua che prima o poi accadesse qualcosa di significativo, ma così non è stato. Ho provato profonda tristezza e noia nel leggerlo e, una volta terminato, grande amarezza. Non mi sento di consigliarlo perché non riesco proprio a trovare elementi che meritino considerazione e anche perché ci sono sicuramente romanzi migliori, sia nell’ambito del Dark Academia che in altri. Leggetelo solo se siete curiosi o se siete, che so, masochisti, ma per me è un romanzo che non ha nulla da dare al lettore. Mi astengo dal dargli un voto, mi spiace molto.

A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

lunedì 30 maggio 2022

Recensione: "La spada del destino" di Andrzej Sapkowski

Buon pomeriggio, lettor*!
Oggi vi parlo de La spada del destino, di Andrzej Sapkowski, secondo capitolo della saga The Witcher. Ho letto con piacere il primo volume (insieme alla mia compagna d’avventura Francesca de La Biblioteca di Zosma) e non vedevo l’ora di scoprire che altro ci avrebbe riservato l’autore. Sono fan della serie tv Netflix ma non ho ancora finito di vedere la seconda stagione perché voglio prima portarmi avanti con i libri. La spada del destino mi è piaciuto un po’ meno rispetto a Il guardiano degli innocenti, o meglio, mi è piaciuto per metà. Scoprite il perché nella recensione ;)

La spada del destino
di Andrzej Sapkowski

Serie: The Witcher #2
Prezzo: 8,99 € (eBook) 14,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 444
Genere: fantasy
Editore: Nord
Data di pubblicazione: 24 ottobre 2019

Geralt di Rivia è uno strigo, un assassino di mostri. Ed è il migliore: solo lui può sopraffare un basilisco, sopravvivere a un incontro con una sirena, sgominare un'orda di goblin o portare un messaggio alla regina delle driadi, fiere guerriere dei boschi che uccidono chiunque si avventuri nel loro territorio... Geralt però non è un mercenario senza scrupoli, disposto a compiere qualsiasi atrocità dietro adeguato compenso: al pari dei cavalieri, ha un codice da rispettare. Ecco perché re Niedamir è sorpreso di vederlo tra i cacciatori da lui radunati per eliminare un drago grigio, un essere intoccabile per gli strighi. E, in effetti, Geralt è lì per un motivo ben diverso: ha infatti scoperto che il re ha convocato pure la maga Yennefer, l'unica donna che lui abbia mai amato. Lo strigo sarà dunque obbligato a fare una dolorosa scelta: difendere il drago e perdere Yennefer per sempre, o infrangere il codice degli strighi pur di riconquistare il suo cuore...

<<La spada del destino ha due lame. Una sei tu.>>

Penso di essermi ormai affezionata al mondo di Geralt di Rivia e a questo personaggio, frutto della penna dell’autore polacco Andrzej Sapkowski, che con la sua gamma di grigi si è rivelato davvero interessante da scoprire. Come Il guardiano degli innocenti, anche La spada del destino non è un romanzo ma un insieme di racconti, anche se questa volta mi sono sembrati un po’ più slegati tra loro, soprattutto nella prima parte. Come vi dicevo sopra, il libro mi è piaciuto per metà. Se fosse stato tutto come la parte iniziale, probabilmente ne sarei rimasta molto delusa e non avrei proseguito più la serie, ma per fortuna la seconda parte è decisamente migliore e mi ha fatto rivalutare tutto. Si può dire che i primi racconti siano un prosieguo di quelli contenuti nel primo libro (e per me potevano benissimo essere inseriti in quel libro). Ritroviamo ancora Geralt che in ogni episodio dà la caccia a un mostro diverso e tutto si svolge esattamente come nei precedenti racconti, tant’è che ci si potrebbe quasi annoiare visto che la narrazione continua a seguire uno schema preciso. Le cose si fanno, invece, più interessanti andando avanti quando entra in gioco il “destino” di Geralt e quella bambina “sorpresa” da rivendicare. Il loro primo incontro presso Brokilon, i dialoghi con la regina Calanthe, il viaggio ferito sotto le cure di Visenna, o quando si ritrova con Ciri. Lo schema qui è cambiato e le vicende si seguono con più interesse. Innanzitutto, viene introdotto uno dei personaggi femminili che diventeranno fulcro della serie, ovvero quello di Ciri, che però è ancora piccola, ha dieci anni, eppure sembra già parecchio sveglia e intelligente. Mi è piaciuto vedere in che modo Geralt si rapporta a lei. In un primo momento, non è molto contento di essere legato a quella ragazzina, consapevole di non riuscire a prendersene cura, considerando anche il suo stile di vita e la sua inesperienza con i bambini. Pian piano, però, le cose cambiano e non può più negare che davvero il destino lo riporti sempre a lei, anche se sarà un percorso arduo che dovrà attraversare per giungere a questa presa di coscienza. Oltre Ciri, ho apprezzato anche Calanthe, nonna di Ciri, che con astuzia cerca di ingannare, intessendo piani a proprio favore, ma neanche lei, alla fine, potrà far nulla contro il destino della nipote e di Geralt. Altro personaggio interessante è Essi Daven, tra le protagoniste del racconto Un piccolo sacrificio. Posso dire che, per una volta, un personaggio femminile di questa serie mi piace davvero molto (al contrario di Yennefer, che in questo libro ha dato il peggio di sé, capricciosa e irritante come poche). Essi Daven è una poetessa, anche conosciuta come Occhietto. È amica del bardo Ranuncolo, ma verrà coinvolta nelle vicende di questo episodio e Geralt se ne invaghirà. Colta, brillante, equilibrata, Essi Daven è stato un personaggio bellissimo da conoscere e avrei voluto avesse ancora più spazio.

Quello che mi piace di questa saga è senza dubbio il worldbuilding che, sebbene non sia delineato in maniera netta, è comunque piacevole e offre una varietà di personaggi, luoghi e creature che amo ogni volta scoprire. Anche stavolta non mancano le ispirazioni fiabesche, ritroviamo, infatti, tra le pagine del libro, riferimenti a qualche fiaba popolare molto conosciuta, rielaborata in chiave più dark dall’autore. E così tra draghi, sirene, e altre affascinanti creature, il nostro Geralt porta avanti il suo compito, lasciando trapelare qualcosa in più di lui. Sacrificio, dolore ma anche fortuna e talento, lo hanno reso l’eroe chiaro-scuro che è adesso. Lui non uccide se non necessario, ha un codice che non trasgredisce mai, e anche il non provare sentimenti viene smentito più di una volta. È un personaggio che può sembrare inquadrato e freddo, mostruoso al pari dei mostri cui dà la caccia, ma alla fine ha dei contorni smussati che il lettore non può fare a meno di notare e apprezzare, dettagli che lo rendono molto più umano di quanto non sia. Purtroppo, questa sfaccettatura non l’ho notata anche nel personaggio di Yennefer, che fa spesso da contraltare a quello di Geralt (e che è onnipresente nei suoi pensieri), ma mi auguro di ricredermi su di lei, perché il fatto che non mi faccia impazzire nei libri ma invece mi piaccia nella serie tv non ha molto senso. Uno dei rapporti che amo di più di questa serie è l’amicizia tra Geralt e Ranuncolo. Nulla di idilliaco, sia chiaro, ma adoro il modo in cui i due battibeccano. I loro siparietti sono tra le parti più leggere e divertenti della serie, capaci di smorzare un po’ della brutalità che accompagna alcuni racconti. Ranuncolo è esattamente come viene impersonato nella serie tv e Geralt usa con lui le stesse battute sarcastiche e a effetto.

Insomma, questo secondo volume è fatto di alti e bassi. Parte un po’ sottotono con racconti di stampo molto simile a quelli del precedente volume ma si riprende molto bene nella seconda parte. Lo stile di Sapkowki non mi dispiace affatto, nonostante non abbondino le descrizioni e alcune parti dialogate siano veramente lunghe, ciò che apprezzo di più è la musicalità del testo, il ritornare di determinati concetti per dar loro più rilievo e peso. Le scene d'azione non mancano e sono, sinceramente, ben riuscite, ma questa serie comprende molto più di questo e, a tratti, sa essere anche più profonda di quanto si possa immaginare e dispensatrice di qualche piccola perla o saggezza. Geralt di Rivia è per me un personaggio ricco di potenziale e amo approfondire tutti i lati di lui, ma mi piacerebbe che si desse ancora più tridimensionalità ad altri personaggi e che non facessero solo da contorno al protagonista principale.  Anche questo secondo volume è promosso, ma con voto sufficiente. Dal terzo volume non dovrebbero essere più racconti e sono proprio curiosa di vedere come l’autore si comporterà. Fatemi sapere se avete letto la saga e cosa ne pensate ;) 
A presto!
xoxo
Fonte immagini: Pinterest

lunedì 28 febbraio 2022

Review Party: "La morte è solo l'inizio" di Isaak Friedl e Gloria Goderecci

Buongiorno e buon inizio settimana, caffeinomani! ^^
Oggi partecipo al Review Party di una graphic novel edita Tunuè, “La morte è solo l’inizio”, di Isaak Friedl e Gloria Goderecci. Ammetto di essere stata subito attirata dalla cover, dal titolo e dalle premesse, però, poi, nell’esecuzione, il libro non si è rivelato quello che mi aspettavo. Ringrazio la casa editrice per la copia inviatami in cambio di un’onesta opinione e le mie compagne d’avventura con cui abbiamo discertato parecchio sul libro. Passate a leggere anche le loro opinioni! ;)

La morte è solo l'inizio
di Isaak Friedl e Gloria Goderecci

Prezzo: 17,50 € (cop. flessibile)
Pagine: 208
Genere: horror, fumetti, graphic novel
Editore: Tunuè
Data di pubblicazione: 3 gennaio 2022

Un patto scellerato che travolge le vite e trascina negli abissi più profondi. Demoni, orge, donne sexy, armi da fuoco, scheletri, moto da cross e tanto altro ancora fanno da sfondo ad unviaggio ben più difficile. Un viaggio che va, in continuazione, dalla morte alla ricerca della vita. I protagonisti, così diversi tra loro, ci trascinano in una storia senza scrupoli...

Solitamente, quando mi imbatto in qualche titolo fortemente dark, vengo subito attratta e desidero leggerlo. È successo così per “La morte è solo l’inizio”, la cui cover mostra il protagonista che sembra uscire direttamente dall’inferno, con le fiamme alle sue spalle, e un grosso portone con scheletri intagliati ai lati. La curiosità è volata alle stelle e così mi sono gettata in questo evento, convinta di leggere una storia che mi sarebbe piaciuta moltissimo. Purtroppo, non è stato così perché il libro si è rivelato più cruento e spietato di quello che mi aspettassi, con fin troppa violenza gratuita e scene, a mio parere, senza senso. Non sono una che si scandalizza o si impressiona facilmente, però questo tipo di violenza mi fa accapponare la pelle.

La storia inizia con un ragazzo che sta affogando, Aaron Bauer, che finisce in una sorta di limbo, un’intercapedine tra due mondi. Si ritrova lì perché è nato alle sei, sei minuti e sei secondi e questo gli concede una possibilità che non tutti hanno, una scelta importante. Può proseguire verso la fine di tutto, dunque morire in maniera definitiva, oppure può tornare in vita, ma una volta fatto dovrà dedicare la sua esistenza alla morte e alla sofferenza. Aaron si ritrova così a firmare un contratto quasi senza pensarci su, convinto si tratti solo di un brutto sogno. Ma una volta firmato, viene tirato fuori dall’acqua e torna effettivamente in vita. Il tempo passa e ci ritroviamo a quarant’anni da questo evento. Adesso abbiamo come protagonisti due ragazzi che vengono attratti da due ragazze su un treno e decidono di seguirle quando le sentono parlare di una festa mitica. Peccato che chi si ritroveranno davanti, a un certo punto, è il signor Aaron Bauer che cercava proprio uno dei due ragazzi, Pete, perché come lui nato alle 6 e 6 minuti e 6 secondi. Aaron gli affida la missione di andare in quel mondo infernale da cui lui è uscito, procurarsi la lista di tutte le persone nate alle 6 e 6 minuti e 6 secondi e portargliela. Dovrà morire per arrivare in quel luogo, poi rubare all’uomo che lo accoglierà la lista con i nomi, e infine firmare il contratto che gli permetterà di tornare in vita e uscire da quell’inferno. Ma le cose si complicheranno una volta giunto lì e Pete si ritroverà ad affrontare un esercito di scheletri viventi, demoni di varia natura, un terribile Squartatore e chi più ne ha più ne metta. E tutto per cosa? Beh, lo scoprirà solo quando sarà riuscito a tirarsi fuori di lì e a tornare in vita. Quello che lo aspetta non è decisamente meglio dell’inferno in cui era finito.

Le premesse di questa graphic novel sono a mio parere interessanti, però si perdono, come vi dicevo sopra, nell’esecuzione. È vero che parliamo di inferno, demoni, anime corrotte e quant’altro, ma è tutto un susseguirsi di violenza e macabro e morte e squartamenti e sbudellamenti e questo mi ha lasciata molto perplessa. I colori delle tavole mi sono piaciuti molto e mi è piaciuto anche di come in quella sorta di inferno in cui finiscono i protagonisti vi siano vari luoghi o dimensioni, abitati da creature e anime diverse. Le anime cercano di sopravvivere come possono, i demoni si danno ai peggior vizi e soprusi. La parte peggiore è quella legata allo Squartatore, un demone che ha il solo scopo di uccidere e distruggere e lascia dopo il suo passaggio solo sangue e resti di anime. Mi ha sorpreso trovare in uno dei luoghi che il protagonista attraverserà anche un drago, come a dire che ci si può imbattere davvero in qualsiasi cosa all’inferno, tutto ciò che di mostruoso possa esserci. La fantasia degli autori ha creato una storia brutale, una di quella per stomaci forti, è proprio il caso di dirlo. Se l’orrore e le morti violente non vi spaventano, allora questa graphic novel può fare al caso vostro e intrattenervi; se, invece, siete facilmente impressionabili non fatevi tentare. 


A presto!
xoxo

Photo credit: @francikarou

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