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lunedì 18 dicembre 2023

Recensione: "I due volti di gennaio" di Patrisha Highsmith (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno, lettor*! ^^
Questa nuova settimana inizia con la recensione di I due volti di gennaio, di Patrisha Highsmith, autrice di Il talento di Mr Ripley. Lo ha letto la nostra Ms Rosewater, scoprite cosa ne pensa e lasciateci un commento, se vi va ;)

I due volti di gennaio
di Patricia Highsmith

Prezzo: 7,99 € (eBook) 18,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 360
Genere: thriller
Editore: La nave di Teseo
Data di pubblicazione: 29 aprile 2021
Acquista su: IBS, laFeltrinelli (link aff.)

Grecia, Atene, primi anni sessanta. Rydal Keener, un ragazzo in fuga dai fantasmi del passato e in cerca di avventure, ammazza il tempo in un albergo facendo la guida e spennando con moderazione i turisti che accompagna. Un pomeriggio si imbatte in Chester MacFarland, truffatore quarantenne americano, che trascina il corpo di un uomo lungo il corridoio dell’hotel: forse perché Chester gli ricorda il padre, Rydal si offre di aiutarlo. Quando poi conosce Colette, la giovane moglie di Chester, bella e inquieta, Rydal ne rimane incantato e i loro destini si intrecciano fatalmente. In un crescendo di seduzione, nessuno dei tre ha più il controllo dei propri istinti, e nel momento in cui Chester si rende conto che la moglie sta per cedere al fascino del giovane amico, prepara una terribile vendetta nel labirinto del palazzo di Cnosso.

Patricia Highsmith viaggiò molto in Europa, dove si trasferì stabilmente a partire dal 1963 e, come molti autori americani (ricordo tra tutti John Cheever), trasse ispirazione dai luoghi che visitava, specialmente dai paesi mediterranei, così diversi dalle città d'oltreoceano. Dieci anni dopo Il talento di Mr Ripley, diabolico gran tour dell'Italia, arrivò I due volti di gennaio, un duello di nervi ambientato in una delle mete più affascinanti del vecchio continente, la Grecia.

Tra Atene e Creta, i due protagonisti - l’abile imbroglione in fuga da un’inchiesta finanziaria in America, Chester McFarland, e il giovane di buona famiglia volontariamente esiliato dalla madre patria, Rydal Keneer - si affrontano in una sfida fatta di minacce, tentativi di omicidio e ricatti ma anche di false confessioni e inaspettata pietà.

Sin dall'inizio il rapporto tra i due uomini si basa su un sostegno e una complicità che superano la legge: Rydal aiuta il compatriota McFarland a nascondere un cadavere (il suo primo cadavere) e a procurare nuovi documenti per lui e la moglie Colette. I coniugi hanno le sembianze di due persone che in passato hanno tradito Rydal (il padre e la cugina Agnes) causandogli un trauma non ancora superato, e il giovane si lega a loro come riflessi del suo passato, comportandosi di conseguenza. Costretti ad abbandonare Atene, i McFarland si recano a Creta, dove l'antagonismo dei due uomini esploderà definitivamente dando inizio al vero duello tra Rydal e l'immagine di suo padre incarnata in un uomo esattamente agli antipodi del genitore, abituato alla truffa, terrorizzato dalla povertà e tenace nel suo tentativo di restare libero a ogni costo.

Mentre Il Talento di Mr Ripley è un lunghissimo piano sequenza visto con gli occhi del protagonista, in cui ossessioni e pensieri ricorrenti si accumulano dando forma a una mente paranoica (come minimo), la presenza di due personaggi principali obbliga la Highsmith ad adottare il punto di vista esterno, arretrato, seguendo entrambi prima simultaneamente e poi separatamente; al contrario di Tom Ripley, poi, Rydal Keener è consapevole che la sua attrazione per Colette e il contrasto con Chester sono dovuti al tentativo di riparare e superare lo shock subìto anni prima, mantiene i piedi per terra, senza scivolare in spirali di paranoia e follia.

L'autrice accentua deliberatamente l'elemento psicologico e fa del rapporto padre-figlio il vero fulcro della vicenda, che si svolge in luoghi iconici per il turista e il viaggiatore americani, come il Palazzo di Cnosso, testimone della leggenda di un padre che condanna il figlio alla prigionia e alla segregazione a causa della sua mostruosità e di ciò che essa rappresenta. Tutto il resto sono solo mezzi per portare avanti lo scontro tra i due. Rydal e Chester si colpiscono duramente, eppure non hanno mai il coraggio di andare fino in fondo, di tradire completamente l’altro, raccontano alla polizia verità mai totalmente vere, si denunciano e coprono più volte, fino all'epilogo.

Non manca lo sguardo acido che l’autrice riserva agli americani, attratti dalla bellezza dei paesi del sud Europa e convinti di poter fare qualsiasi cosa col loro denaro, che gli abitanti del posto siano tutti fannulloni e piccoli criminali facili da comprare con pochi dollari, per poi venire puntualmente smentiti.

Un romanzo ricco di sfumature che riesce a coniugare il consueto cinismo dell'autrice con azioni e stati d'animo inconsueti e talvolta imprevedibili.
Ms Rosewater


Photo credit: @lisapavesi

martedì 16 agosto 2022

Recensione: "S. La nave di Teseo di V.M. Straka" di J.J. Abrams e Doug Dorst (a cura di Eleonora)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi abbiamo una recensione davvero particolare, quella dedicata a La nave di Teseo, un volume che racconta più storie, interpretabili in più modi, ideato da J. J. Abrams e scritto da Doug Dorst. Lo ha letto Eleonora che ce ne parla con molto entusiasmo. Scoprite tutto nella recensione che segue e fateci sapere se lo conoscete o se volete leggerlo. A presto! ^^

S. La nave di Teseo
di J. J. Abrams e Doug Dorst

Prezzo: 9,99 € (eBook) 35,00 € (cop. rigida)
Pagine: 456
Genere: fantasy
Editore: Rizzoli Lizard
Data di pubblicazione: 19 novembre 2014

Un libro, due lettori, un mondo di pericolo e desiderio... Una giovane bibliotecaria trova per caso un libro lasciato fuori posto da uno sconosciuto: un lettore intrigato, rapito dalla storia e dal suo misterioso autore, come rivelano le note che ha appuntato a margine. Lei gli risponderà con note di suo pugno, dando inizio a un singolare dialogo che li condurrà insieme in un mondo sconosciuto. Il libro: La nave di Teseo, l'ultimo, discusso romanzo di V.M. Straka - autore prolifico quanto enigmatico - nel quale un uomo senza passato viene rapito e imbarcato a forza su una strana nave dal terrificante equipaggio e lanciato verso i pericoli di una missione ignota. L'autore: Straka, oscuro e discusso protagonista di uno dei più grandi misteri del mondo; rivoluzionario di cui nulla si conosce se non le parole che ha scritto e le teorie elaborate sul suo conto. I lettori: Eric e Jennifer, un ricercatore e una studentessa indietro con gli esami, entrambi chiamati a scelte cruciali per capire chi sono e che cosa vogliono diventare, e quanto saranno in grado di mettere le proprie passioni, ferite, paure l'uno nelle mani dell'altro. "S." ideato, concepito, realizzato dal regista J.J. Abrams e scritto dal romanziere Doug Dorst, è il diario di due persone che si incontrano tra i margini di un libro per ritrovarsi invischiate in una lotta mortale tra forze sconosciute: un viaggio nell'universo della parola scritta che risucchierà i suoi lettori in una rischiosa spirale...

La Nave di Teseo
, non la casa editrice bensì il libro, non può avere altra definizione che non sia “pura e semplice genialata”. Questo piccolo gioiellino infatti è stato pensato e costruito in ogni minimo dettaglio, in una maniera tale che già dalla confezione in cui si presenta, dalla copertina interna ed esterna comincia a raccontarci qualcosa e ad accompagnare il lettore nell’insoluto mistero che aleggia nella vita e nella morte del suo scrittore (finto) V. M. Straka. È uno dei rari casi in cui lo stile con cui è scritta la storia del libro “fittizio” può piacere o meno (anche se a me, in un certo senso, ha ricordato i libri di Zafòn) ma il fulcro non è quello, bensì tutto ciò che le fa da contorno, che è semplicemente fantastico.

La trama del romanzo di Straka è molto semplice, per quanto non lo sia invece il suo svolgimento. La Nave di Teseo è la storia di un uomo che ha perso tutto con la perdita della sua memoria, perfino la sua identità; l’unico indizio che lo collega alla sua esistenza e al suo passato è un misterioso foglietto che ha trovato all’interno di una tasca del cappotto che indossa e che reca scritta una sola lettera “S”, tracciata in una particolare grafia che la fa assomigliare più a un simbolo che a una semplice consonante dell’alfabeto. Il nostro misterioso uomo, alla ricerca di indizi che lo possano ricollegare alla sua identità, vaga senza meta, fradicio e con uno sfocato ricordo di una caduta, per le anguste viette dei bassifondi di una città; esausto decide di fermarsi in una bettola vicino al porto locale e qui incontra quella che sarà il suo faro nelle mirabolanti avventure e nei viaggi alla scoperta della propria identità (anche se ancora non lo sa), una misteriosa giovane donna che sembra conoscerlo, o forse no, ma con la quale sente di avere una qualche sorta di legame. Fino al suo rapimento. Da un momento all’altro infatti l’uomo si ritrova a bordo di una nave insieme a un equipaggio molto particolare e che sarà solo il punto di partenza della ricerca della verità che lo porterà sulla strada di altri strambi personaggi e sulle tracce di personaggi misteriosi e che sembrano alle volte non essere mai esistiti.

La seconda e la terza storia contenute in questo libro si sviluppano ai margini e tra le righe del testo, letteralmente
, nella forma di appunti, note e dialoghi tra i due “veri” protagonisti del libro Eric e Jennifer, rispettivamente un ricercatore ed una studentessa universitaria entrambi affascinati dal mistero che riguarda la vita di Straka e della società segreta di cui si dice abbia fatto parte. Insieme, prima su carta e poi dal vivo, oltre ad approfondire il mistero e a essere addirittura vittime di un probabile depistaggio, imparano a conoscersi reciprocamente e attraverso questa conoscenza anche a capire chi sono e cosa vogliono per la loro vita. Ovviamente tra le righe, e tra le pagine del libro si sviluppa e si snoda anche una storia d’amore che male non ci sta mai.

Ma come hanno fatto a incontrarsi in prima battuta Eric e Jen? Ebbene il libro che abbiamo tra le mani è un'edizione che appartiene alla biblioteca della Pollard State University, dove lavorano e studiano i due; questo lo capiamo dal cartellino laterale con la classificazione tipica bibliotecaria e dai vari timbri che troviamo all’interno con la dicitura “book for loan” e “keep this book clean” (indicazione che per ovvie ragioni non è stata assolutamente rispettata).

Quella che ora ci manca da approfondire è la cosiddetta terza storia, quest’ultima riguarda proprio l’inafferrabile figura di V.M. Straka. Autore di numerosi romanzi è oggetto dello studio di moltissimi appassionati che, tramite la ricerca di indizi nei suoi romanzi e indagini degne dei detective dei film polizieschi, cercano di ricostruire tassello per tassello la sua vita, la sua appartenenza a una supposta società segreta e i suoi collegamenti con altri personaggi peculiari della letteratura, dell’arte e anche della politica. Il mistero però che tra tutti attrae maggiormente gli investigatori di Straka è quello della sua morte, di cui attualmente non si sa nulla se non che ci sono a riguardo decine di teorie, alcune più complottiste di altre. Eric e Jen anch’essi lanciati nella sfida di sbrogliare la matassa e scoprire la verità che circonda Straka, autore preferito di entrambi e oggetto di studio del primo dei due, non sanno che nella loro ricerca saranno vittime di tentativi di estorsione, depistaggi e minacce velate, più o meno (un ottimo segno verrebbe da dire).

La bellezza di questo libro è che, non solo racconta queste tre storie ognuna incastrata perfettamente nell’altra, ma quello che teniamo tra le mani sembra essere proprio la copia originale usata dai due protagonisti. Grazie all’ingegno e all’inventiva dei due autori (quelli veri), infatti, tra le pagine troviamo fotocopie, mappe, fotografie, cartoline, ritagli di giornale e tovaglioli di carta, insieme ad altro ancora, che ci fanno immergere completamente nelle storie e nel mistero, ma soprattutto che ci sfidano a cercare di risolverlo per conto nostro, indipendentemente dai due ragazzi. Inoltre, quest’opera si presta a varie possibili riletture, una più complicata in cui si segue la storia fittizia e in contemporanea quella ai margini, una in cui si legge solo la prima, un’altra in cui si segue solo la seconda e infine una in cui ci si può scervellare nel seguire una linea temporale negli appunti ai margini data dai diversi colori delle penne utilizzate. C’è veramente di che perderci volentieri testa, occhi e tempo.

Photo credit: @eleonoranicoletto

mercoledì 6 luglio 2022

Recensione: "Il talento di Mr. Ripley" di Patricia Highsmith (a cura di Ms Rosewater)

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi la nostra Ms Rosewater ci parla di un romanzo da cui è stato tratto un film di successo e che sicuramente conoscerete: Il talento di Mr. Ripley, di Patricia Highsmith. Curios* di scoprire la sua opinione a riguardo? Vi lascio alla recensione e, se vi va, lasciateci dopo un commento. 
A presto!

Il talento di Mr. Ripley
di Patricia Highsmith

Prezzo: 7,99 € (eBook) 9,90 € (cop. flessibile)
Pagine: 273
Genere: thriller, thriller-psicologico, mystery
Editore: La Nave di Teseo
Data di pubblicazione: 26 luglio 2017

Napoli, anni cinquanta. Il giovane e spiantato Tom Ripley sbarca da New York in missione per conto del ricco Mr. Greenleaf. Deve convincere il figlio di lui, Dickie, a ritornare in America. Ma l’incontro con Dickie, un ragazzo bellissimo che dalla vita ha avuto tutto, fa nascere un’idea nella mente di Tom: non potrebbe sostituirsi a lui e vivere una vita senza problemi? È l’inizio di un’avventura insieme terribile e coinvolgente, in cui Patricia Highsmith conduce per mano il lettore nei percorsi mentali di un assassino senza scrupoli, e forse proprio per questo irresistibile. Torna finalmente in una nuova edizione rivista il capolavoro di Patricia Highsmith, il romanzo che ha scolpito per sempre nella storia della letteratura un personaggio indimenticabile: Tom Ripley.

1955: nell'anno della nascita dei ristoranti McDonald e delle prime proteste contro la segregazione razziale, Patricia Highsmith diede vita a un personaggio in apparente controtendenza, un giovane orfano, un solitario e senza prospettive, cresciuto da un'arcigna zia, che si arrabatta in piccole truffe, lavoretti noiosi e scrocca ospitalità agli amici. Tom Ripley non è interessato alla politica, ai movimenti civili, a quell'onda di cui forse ancora non s'intuisce la portata, ma che si sta alzando e travolgerà in pochi anni la società americana; preferisce farsi invitare a feste e cocktails dove cerca di rendersi attraente sfruttando la propria parlantina e immaginazione, cerca di frequentare persone interessanti, meglio se ricche e, nonostante l'apparente immobilità della propria condizione, ambisce ad accedere a una posizione migliore, per sé solo. E' uno che scappa, sempre e da sempre, fin da che iniziasse il libro. I suoi sensi sono perennemente all'erta, e mentre si nasconde (da un debito, un padrone di casa, un amante) valuta ogni mossa possibile e ogni occasione di trarre un vantaggio.

L'uomo che sta seguendo Ripley da un bar all'altro quando inizia il libro è in realtà il padre di un suo conoscente, il giovane e ricco Dickie Greenleaf, che lo vuole assumere per convincere il figlio a fare ritorno dal suo soggiorno in Italia per occuparsi della ditta di famiglia. Inizialmente prudente, Tom coglie con entusiasmo l'opportunità per lasciare la sua squallida esistenza newyorkese e tuffarsi in una serie di fantasticherie sui possibili gloriosi sviluppi della sua missione che gli porteranno denaro, considerazione e forse amore. Parte dunque, abbandona senza rimpianto i compagni e le poche amicizie, nonché qualche affare sospeso, ma le cose non vanno proprio come si era immaginato e, arrivato a Mondello, in Sicilia, fatica a conquistarsi la fiducia di Dickie. Da queste difficoltà emergerà inaspettatamente il vero talento del modesto, dimesso Tom Ripley.

Avvolgente e ossessivo, il romanzo si sviluppa in modo claustrofobico, inchiodando il lettore al punto di vista del protagonista: viene descritto ogni pensiero, ogni mutamento dell'umore e come influenza il più banale cambiamento d'espressione, che ha l'obiettivo di manipolare il giudizio, le reazioni dell'interlocutore. Perennemente in bilico tra il delirio di onnipotenza e la più cupa disperazione e paranoia degne di Richard Nixon, Tom Ripley incarna degnamente Jago e Riccardo III e, come loro, affascina e repelle. Mentre si sprofonda nella sua mente, s'impara a ragionare come lui e a prevedere i momenti di vittoria e di sconforto, fino a che il lettore stesso diventa Tom Ripley. La prospettiva si ribalta e - pur consapevoli dei suoi crimini - si vive la stessa paura di venire presi, si cerca di capire quanto sia vicina la possibile cattura, si vaglia attentamente la possibile fuga. Ripley entra nella pelle delle sue vittime e noi nella sua, è questa l'abilità sconvolgente di Patricia Highsmith, che porta i lettori ad abbandonare una facile moralità per diventare la sua creatura più terribile e affascinante, un processo che in certi momenti diventa snervante e costringe a fare una pausa nella lettura per allentare la tensione. Non so se qualcuno si ricorda il film “Being John Malkovich”, ma l'impressione è proprio quella di entrare nella testa del protagonista e ritrovarsi nei suoi panni.

Sotto la superficie del thriller psicologico si celano elementi ironici e dirompenti, di critica alla società americana che non sono parte del carattere di Tom, impegnato com'è a inseguire il desiderio di una vita agiata e priva di pensieri. Eppure è evidente il sentimento ambivalente che prova per i ricchi: li ammira, vuole essere come loro e contemporaneamente lì detesta, adagiati nella mollezza e nel lusso, impegnati in vacanze europee, viziati ragazzini per i quali un giovane dal passato difficile e di bassa estrazione prova disprezzo. Il suo gran tour è una caricatura acida dei loro soggiorni dorati, dei loro pregiudizi e del malriposto senso di superiorità dei turisti americani in viaggio in Europa. Infine, la sua omosessualità (esplicita, forse non completamente accettata e mai consumata nelle pagine di questo romanzo) è un altro elemento di detonazione della morale repressiva che caratterizzava gli anni 50 (e purtroppo sembra tornare di moda). Tom Ripley s'impossessa abilmente del ruolo di protagonista del sogno americano e lo mette in ridicolo, lo svuota del suo mito mostrandone il lato oscuro, l'inganno costruito per confondere e illudere.

Non è sorprendente che un personaggio del genere sia stato sviluppato attraverso più libri, e mi sono già procurata altri due dei quattro romanzi a lui dedicati. Se voleste approfondire i dettagli della creazione di questo personaggio tanto potente, vi consiglio la lettura di “Come si scrive un giallo” (Minimum Fax), scritto dalla stessa Patricia Highsmith.
Ms Rosewater



Photo credit: @lisapavesi

lunedì 6 giugno 2022

Recensione: "Il caso Alaska Sanders" di Joël Dicker (a cura di Melz)

Buongiorno, lettor*! Come avete trascorso il weekend? ^^
Oggi è Melz a inaugurare la nuova settimana con la recensione di Il caso Alaska Sanders, di Joël Dicker, attesissimo seguito del bestseller La verità sul caso Harry Quebert. Più di 600 pagine di indagini che ha divorato. Scoprite la sua opinione e fateci sapere se anche voi amate i libri di Dicker quanto lei ;) A presto!

Il caso Alaska Sanders
di Joël Dicker

Prezzo: 11,99 € (eBook) 22,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 630
Genere: giallo, poliziesco
Editore: La nave di Teseo
Data di pubblicazione: 23 maggio 2022

Aprile 1999, Mount Pleasant, New Hampshire. Il corpo di una giovane donna, Alaska Sanders, viene ritrovato in riva a un lago. L’inchiesta viene rapidamente chiusa, la polizia ottiene le confessioni del colpevole, che si uccide subito dopo, e del suo complice. Undici anni più tardi, però, il caso si ripresenta. Il sergente Perry Gahalowood, che all’epoca si era occupato delle indagini, riceve una inquietante lettera anonima. E se avesse seguito una falsa pista? L’aiuto del suo amico scrittore Marcus Goldman, che ha appena ottenuto un enorme successo con La verità sul caso Harry Quebert, ispirato dalla loro comune esperienza, sarà ancora una volta fondamentale per scoprire la verità. Ma c’è un mistero nel mistero: la scomparsa di Harry Quebert. I fantasmi del passato ritornano e, fra di essi, quello di Harry Quebert.

Un caso non è mai veramente chiuso, e questo Marcus Goldman lo sa bene da La Verità sul caso Harry Quebert, che lo vede come investigatore di un caso di omicidio, nonostante lui sia uno scrittore in blocco e non un poliziotto. Ah, Joël, quanto ci hai fatto attendere per questo nuovo libro, era dal 2020 che non avevo notizie di uno, ormai, dei miei scrittori preferiti. Ma, devo proprio ammetterlo, sei tornato alla grande!

Il caso Alaska Sanders, precisamente il sesto libro dello scrittore svizzero Joël Dicker, è niente poco di meno che il seguito del suo più grande successo: La verità sul caso Harry Quebert che lo ha consacrato come scrittore acclamato a tutti gli effetti ed è il terzo romanzo che vede come protagonista quel simpaticone ficcanaso di Marcus Goldman. Ma è necessario aver letto gli altri due? L’opinione si divide. Di certo serve aver letto il primo, ma del terzo, Il libro dei Baltimore (il mio preferito, per giunta), non tutti la pensano allo stesso modo. Dal canto mio, direi di sì, per cogliere appieno ogni storia e sfumatura, anche se l’ordine cronologico direbbe il contrario:

Ordine cronologico dei racconti
La verità sul caso Harry Quebert (raccontato da Marcus Goldman nel 2008)
Il caso Alaska Sanders (raccontato da Marcus Goldman nel 2010)
Il libro dei Baltimore (un racconto che risale a prima degli altri due, ma che Marcus Goldman decide di narrare solo dopo il 2010)

Ordine di uscita dei libri di Joël Dicker
La verità sul caso Harry Quebert (2013) 
Il libro dei Baltimore (2018)
Il caso Alaska Sanders (2022)

Perché consiglio l’ordine di uscita? Semplicemente perché Joël, lo scrittore vero e non fittizio (Marcus), sa benissimo che noi fan abbiamo già letto Il libro dei Baltimore e ha inserito precisi elementi che io ho amato e mi hanno fatto scendere una lacrimuccia al pensiero. Perciò, in definitiva, leggere La verità sul caso Harry Quebert è strettamente necessario (nonostante Marcus racconti qualcosa, sarebbe davvero lento sorbirsi alcune parti del libro e anche frustrante non capirle per bene); Il libro dei Bartimore è una vostra scelta per comprendere Marcus e, credetemi, ne vale davvero la pena. Senza contare che, se non lo avete letto prima, lo fareste comunque subito dopo perché c’è parecchia auto-promozione all’interno del libro stesso, sarà impossibile non fiondarsi sulla storia di Woody e Hillel.

“Questo libro non ha lo scopo di raccontare dei Goldman di Baltimore, e se ne parlo qui è perché oggi mi rendo conto che probabilmente fu quella notte, ad Harbour Island, che germogliò nel mio cervello di scrittore l’idea di dedicare loro un libro che alla fine avrei scritto due anni dopo: il Libro dei Baltimore”.

Il caso Alaska Sanders, come quello di Nola Kellergan, torna a galla anni dopo la morte della vittima proprio quando Marcus ha di nuovo perso la strada della sua vita. È un caso strano, risolto troppo in fretta e con un mucchio di lacune perché intriso di sangue e tragedie anche durante l’indagine. Ma, la cosa bella e sorprendente di questo romanzo è che il vero protagonista non è Marcus, nonostante sia centrale, ma il poliziotto burbero dalle cravatte improponibili già conosciuto nel racconto riguardante Harry: Perry Gahalowood. Questo mi ha sorpresa e resa felice, eravamo già entrati per due libri nella confusione di Marcus, nella sua voglia di trovare la sua strada in tutto quel talento e quel successo che non gli permettono di vivere la sua vita appieno. Ma di Perry si sapeva il giusto e qui abbiamo scoperto tanto. Senza contare che se mai ne faranno una serie TV e gli attori fossero gli stessi della serie madre, sarebbe Damon Wayans Jr. a interpretarlo di nuovo (l’amatissimo Coach di New Girl).

“Non mi piacciono i ricordi, scrittore. Perché ispirano nostalgia. E sa quanta poca considerazione abbia della nostalgia. Lei non è l’unico a dover fare i conti con dei fantasmi.”

Ovviamente non posso dire una parola sulla risoluzione del caso di Alaska, farei degli spoiler assurdi. Quello che posso dire è che Joël è l’unico scrittore di gialli polizieschi che riesce a farmela ogni santa volta: a poco sono serviti i post-it dove segnavo ogni mia teoria o tutti gli appunti presi. Lo scrittore anticipa le cose senza dire il soggetto, lascia indizi sparsi così lontani tra loro che è difficilissimo coglierli anche segnandoli. Se qualcuno di voi ha mai risolto un suo libro prima della fine, mi inchino umilmente.

Alaska è una ragazza bellissima, apparentemente perfetta, che vuole diventare un’attrice. Vive una vita normalissima a Salem (le streghe non c’entrano nulla, tranquilli) e vince un prestigioso concorso di bellezza. Di punto in bianco, dopo una lite con suo padre per il fumo illegale di marjuana, decide di andare a vivere con il suo nuovo ragazzo, Walter, rinunciando ai suoi sogni e iniziando a lavorare in un autogrill. La mattina del 2 aprile 1999 Alaska viene trovata senza vita. Ma chi l’ha uccisa? Chi mai avrebbe potuto volerla morta? E perché è andata via da Salem per una piccola lite, rinunciando a tutto?

È un romanzo misto: indagine, segreti scomodi e tanta, tanta umanità. Sì, perché le oltre 600 pagine di libro narrano di vita, di relazioni umane, di amicizie vere, di personalità disparate e di lutti sconvolgenti. Ogni personaggio nei libri di Joël, e ovviamente questo non fa eccezione, potrebbe essere il colpevole, anche quello più marginale, perché sono veri, vibranti, ognuno di loro ha del dolore interno che potrebbe portarlo a compiere un atto del genere per motivi ben precisi: vendetta? Delusione? Chi può saperlo. Sono così ben caratterizzati che a un certo punto inizi a renderti conto chi possa aver fatto davvero alcune mosse. Ad esempio, Walter è impulsivo e ad alcune accuse storcevo il naso, ma non perché Joël si sia limitato a scrivere “è impulsivo”, ma perché questo trapelava da ogni gesto, ogni parola, ogni sua emozione. Questo scrittore ha un dono incredibile e spero che molti altri decidano di leggere questi libri meravigliosi fatti di persone vere e moventi troppo reali (per quanto mi riguarda, solo l’Enigma della stanza 622 fu un po’ forzata come storia, poi nient’altro).

“La grande debolezza della morte è che può vincere solo la materia. Non può nulla contro i ricordi e i sentimenti. Al contrario, li ravviva, li radica in noi per sempre, come se volesse farsi perdonare dicendoci: è vero vi sto togliendo molto, ma guardate tutto quello che vi lascio.”

Le parti che riguardano Harry sono in assoluto tra le mie preferite del libro. In qualche strano, assurdo modo, riusciamo ancora di più a entrare nella singolare amicizia che lo lega a Marcus. Ebbene sì, c’era ancora altro da mostrare dopo La verità sul caso Harry Quebert! Inutile girarci intorno, Harry non è affatto una persona esemplare, è semplicemente umano come tutti e ha commesso errori più o meno gravi, e l’amicizia che lo lega a Marcus (suo allievo, quindi molto più piccolo) è sempre sembrata un po’ controversa. E lo è. Harry ha di sicuro tra le battute più belle dei libri di questo scrittore, e qui non fa eccezione, spiegando il perché di parecchie sue mosse nei confronti del giovane amico. Nonostante tutto, però, sa quanto Marcus valga e ora, dopo aver vissuto la sua vita e aver trovato un po’ di sollievo, vuole spingerlo ad avere tutto quello che lui non è riuscito a ottenere. Harry mi ha nuovamente commossa.

“In tutti noi c’è un gabbiano, la tentazione di cedere a facile poltroneria. Ricordati di combatterla sempre, Marcus. La maggior parte dell’umanità è gregaria, ma tu sei diverso. Perché sei uno scrittore. E gli scrittori sono esseri a parte. Non dimenticarlo mai.”

Insomma, io non ho davvero nulla da dire a questo romanzo. È scorrevole, scritto magnificamente, ogni pezzo sparso del puzzle torna al suo posto pagina dopo pagina dopo inaspettati colpi di scena. L’unica cosa è che il cognome di un personaggio è Donovan. Si sa, quando c’è di mezzo un Donovan c’è sempre un mai-una-gioia e ho pensato per tutto il tempo a lui, l’unico rimasto sempre umano in quel di Mystic Falls:

Ciao Matt, insegna a tutti come sopravvivere ai vampiri

Chi lo sa, magari potrebbe essere proprio lui a interpretare Eric Donovan in un’eventuale serie TV, io ce lo vedo, e voi?

Caro Amazon, ho bisogno di vedere la trasposizione seriale di questo libro, ok? Ho bisogno di vedere con i miei occhi di nuovo Marcus e Perry, e se ci infili di nuovo Patrick Dempsey come Harry ecco... non mi offendo mica! Se avete letto La verità sul caso Harry Quebert dovete fare due cose: guardare la serie TV disponibile su Prime Video (una delle trasposizioni meglio riuscite che abbia mai avuto l’onore di guardare) e leggere gli altri. Se non l’avete letto beh... che state aspettando?

Ho un altro argomento per convincervi: Joël Dicker è uno gnocco classe ’85, leggendo i suoi romanzi avrete modo di trovare un argomento per conquistarlo *occhiolino*  
Il libro dei Baltimore è il mio 5 stelle per eccellenza di questo genere e di questo autore, perciò darò a questo lo stesso voto di La Verità sul caso Harry Quebert: 4 tazzine e mezzo.

Melz

Photo credit: @sonomelz
Fonte immagini: Hallofseries, magialibri.com, thetvdb.com

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