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venerdì 1 dicembre 2023

Review Tour: "Liwaria. Il volto della morte" di Giada Abbiati

Buongiorno, lettor*! ^^
Oggi ho il piacere e l’onore di inaugurare un fantastico Review Tour, quello organizzato da Giada Abbiati in occasione dell’uscita del romanzo Liwaria. Il volto della morte, secondo capitolo della sua saga fantasy, iniziata con Liwaria. La spada di diamante blu. Io ringrazio come sempre l’autrice per la fiducia riposta in me e per avermi concesso questa possibilità. Penso di aver letto uno dei libri più interessanti di quest'anno. Non lasciatevelo scappare!

Liwaria. Il volto della morte
di Giada Abbiati

Prezzo: 5,99 € (eBook) 17,16 € (cop. flessibile)
Pagine: 544
Genere: fantasy, epi-fantasy, dark-fantasy
Editore: self-publishing
Data di pubblicazione: 1 dicembre 2023

Dopo la sconfitta di Agares, Hilya viene richiamata nella Terra delle Squame di Drago per celebrare la supremazia sui Senzaluce. Ma se le ombre di queste creature le sembravano impossibili da dissipare, quelle che si celano sotto Liwaria sono persino più dense e difficili da estirpare. Mentre il tradimento di Aislinn riporta in vita Maelia e i suoi eserciti di morti, Hilya è costretta ad abbracciare il suo ruolo di paladina e affrontare le ombre del passato di Liwaria e delle ostilità tra i popoli, di cui però non conosce né genesi né soluzione. Dalle montagne di Caude alla Foresta delle Conifere Blu, il mondo sta morendo e nemmeno la spada di diamante blu può arrestare un declino annunciato e, anzi, fomentato da chi dice di voler proteggere il continente. Hilya si ritroverà di nuovo al centro delle macchinazioni dei sovrani, dei soldati pentiti e dell’Elfa Nera. La Senzaluce, a sua volta, brama il riscatto e la morte sopra ogni altra cosa, in una somiglianza pericolosa con il destino di Hilya, che dovrà scontrarsi di nuovo con la propria natura di mezzosangue e pagare lo scotto di chi Liwaria l’aveva abbandonata già molto tempo prima di lei. Combattendo la volontà di mollare la spada e condannare quelle poche persone che ha ancora al proprio fianco, Hilya dovrà guardare la morte in faccia... con il rischio di assumerne il volto.

Amo immensamente la saga di Liwaria e non vedevo l’ora di scoprire questo secondo volume cosa ci avrebbe riservato. Beh, è il caso di dirvi che Giada Abbiati non ci risparmia nulla e ci regala ancora una volta tantissime emozioni. Se con il primo libro avevamo avuto modo di conoscere in parte Liwaria e il suo marciume, questo mondo immenso, variegato, ma in rovina, qui verranno approfonditi aspetti che erano stati solo accennati o non indagati a fondo per dare spazio ad altro. Liwaria a livello di tematiche affronta quello ambientale e sociale, mettendo i suoi protagonisti di fronte a delle responsabilità non indifferenti; e allo stesso tempo è un sollecito verso l* lettor* che assiste alla disfatta di un mondo per motivi puramente egoistici. È facile immaginare un futuro catastrofico quando anche il nostro mondo è dominato dall’egoismo ed esortare a prendere la situazione in mano prima che sia troppo tardi è sempre una buona cosa. L’autrice lo fa tramite il suo romanzo, un epic-fantasy in cui bisogna salvare una terra arrivata al collasso e per farlo bisogna usare l’unica arma a disposizione, la stessa che potrebbe anche distruggerla. Questa arma è Hilya, una giovane mezzosangue in possesso di una spada di diamante impossibile da forgiare, che nel primo volume ci ha fatto saggiare tutto il suo potenziale. La profezia che incombeva su Hilya qui viene stata smentita, considerando anche tutto ciò che è successo e il modo in cui si è concluso il primo libro. Hilya cerca ancora il suo riscatto, ma allo stesso tempo non può rifiutare il suo ruolo di paladina, non quando Liwaria ha ancora tanto bisogno di lei, non quando i sensi di colpa per quanto accaduto ai gargoyle continuano a tormentarla. E così, ancora una volta, ritroviamo una Hilya pronta a combattere, a fare di tutto per dimostrare il suo valore, ma soprattutto di non essere un’assassina. C’è chi ancora muove i fili di tutta questa storia senza curarsi delle conseguenze, qualcuno che dovrebbe proteggere Liwaria e che invece persegue la sua vendetta, portando rovina e morte. Bisognerà unire le forze, ma anche guardarsi le spalle perché chiunque può essere un nemico, specie quando la posta in gioco è molto alta. 

Se nel primo volume avevamo avuto modo di conoscere molti personaggi e affezionarci a loro, qui continueremo a farlo, ma sappiate che il più delle volte vi faranno soffrire. Un aspetto del secondo volume che ho apprezzato molto è sicuramente il modo in cui l’autrice è riuscita a renderlo ancora più dark. Le intenzioni dei protagonisti sono spesso egoistiche e queste li portano a sacrifici di grande portata, come già in parte abbiamo visto nel primo volume. Qui è tutto ancora più esasperato e dovremo trattenere il fiato molte volte nell’attesa di capire cosa succederà al capitolo successivo.

Ho amato l’evoluzione dello stile di Giada Abbiati, che già da subito aveva dimostrato di essere un’esordiente di grande talento e che stavolta ne da ulteriore prova. Il suo stile è più sicuro, più calibrato e l’enorme disegno che è la trama di questa saga continua a dispiegarsi davanti a chi legge in maniera audace e senza alcun tentennamento. Lascia senza parole la sua complessità e il modo in cui riesce a manovrarla senza mai darci modo di provare disinteresse, anzi ogni nuova tessera del puzzle che va ad aggiungere aumenta la curiosità. Tutto ciò che porta in tavola è sempre prelibato, un piatto studiato con cura, elaborato per lungo tempo e in cui riversa il meglio di se stessa. Liwaria. Il volto della morte è un secondo capitolo che non fa sconti, in cui i protagonisti dovranno affrontare le conseguenze delle vicende del primo volume che ci porteranno a un finale davvero coinvolgente, un finale che preannuncia un seguito ancora più intenso ed eclatante. Hilya, protagonista indiscussa della saga, è affiancata da personaggi altrettanto memorabili, ma che, come lei, non sempre agiranno senza un secondo fine. Insieme cercheranno di eliminare tutti gli altri Senzaluce dopo Agares, ma la lotta per salvare il mondo diventerà anche un gioco di potere che ci farà domandare: di chi è il vero volto della morte? Hilya è disposta a collaborare, ritrovandosi nuovamente pedina dell’infido Camlost e delle sue macchinazioni, o almeno fino a quando non si spezzerà. Indossa una nuova armatura, una nuova maschera, ma prima o poi anche l'ultima maschera cadrà e allora tutti vedranno chi è davvero Hilya. E forse dovranno temerla.

<<Per loro, adesso, sono l’unica speranza contro i Senzaluce. Ma se continueranno a perseguitarci, diventerò qualcosa da cui difendersi.>>

Questa nuova avventura di Giada Abbiati si dimostra una conferma della sua bravura. I toni epici del romanzo evocano atmosfere affascinanti e allo stesso tempo tragiche. Veniamo catapultati in una storia che abbiamo imparato a conoscere ma che ancora ha tantissimo da raccontare. Una storia che è un viaggio nei meandri della propria oscurità. L'autrice ci regala personaggi grigi, ricchi di sfaccettature, non c'è nobiltà d'animo, non c'è altruismo, ma sentimenti più neri, dolorosi e rancorosi. Dèi, draghi, umani, elfi, demoni, gargoyle... è un mondo popolato da razze diverse in collisione, e non smetteremo di esplorarlo, di scoprire fin dove ognuna si spingerà, quanto sangue verrà versato. Non è una storia per chi si aspetta una lettura semplice e disimpegnata, ma una che merita ogni briciolo di attenzione, perché in qualsiasi momento gli equilibri più precari possono essere stravolti. I colpi di scena non mancano e sono ben inseriti all'interno del romanzo, preparatevi a leggere qualcosa che vi terrà svegli anche la notte. Se avete titubanze, l'autrice ha messo a disposizione i trigger warning del romanzo, per capire cosa vi aspetta, ma se deciderete di dargli un'occasione posso assicurarvi che non ve ne pentirete. Sebbene questo libro sia meno facile del primo, io l'ho trovato comunque molto scorrevole. C'è in buona dose azione e approfondimento psicologico, c'è un worldbuilding ricco e intrigante e ci sono personaggi che hanno catalizzato la mia attenzione totalmente (sì, Maelia, mia bella e affascinante elfa nera, mi riferisco proprio a te). In definitiva, credo che questo libro mi sia piaciuto ancora di più di Liwaria. La spada di diamante blu, non solo per il carattere più dark, ma per tutto quello che succede, per come l'autrice ha gestito la trama, per il peso delle scelte dei protagonisti, per i sentimenti contrastanti, per il modo in cui ogni capitolo mi ha coinvolta e tenuta incollata, per tutto un mondo che continua ad assorbirmi, a farmi soffrire, a torturarmi e che, nonostante tutto, amo immensamente. Non è impresa da poco farvi capire perché questa serie merita di essere letta, ma seguite questo blogtour e vi renderete conto dell'impressione positiva che continua a fare, di quanto ancora conquisti e della cura meticolosa dell'autrice nel dar vita a un progetto tanto memorabile. Io non posso che dare una valutazione di 5 tazzine e, nel frattempo, attendere con pazienza il prossimo volume. 

Fonte immagini: Amazon.it, Pinterest

giovedì 31 marzo 2022

Recensione: "Liwaria. La Spada di Diamante Blu" di Giada Abbiati

Oggi voglio parlarvi di Liwaria. Voglio parlarvi di una Terra fantastica, nata dalla penna di un’autrice altrettanto fantastica, e voglio farlo con molta onestà. Leggere questo libro non è stato semplice. La vita mi ha travolto ancora una volta in un periodo in cui pareva avessi ingranato un po’, si è portata via tempo prezioso, concedendomi in cambio sospiri, pensieri preoccupati e tante ansie, ma in tutto questo tempo ho tenuto fra le mani una storia che è stata un meraviglioso balsamo curativo. “Liwaria. La Spada di Diamante Blu”, di Giada Abbiati, mi ha stupito e si è rivelato molto più che il romanzo di una giovane autrice esordiente. Si è rivelato un romanzo con tutte le carte in regola per competere con epic-fantasy ben più famosi, capace di colpire dritto al cuore e restarci dentro.

Liwaria. La Spada di Diamante Blu
di Giada Abbiati

Prezzo: 5,99 € (eBook) 15,00 € (cop. flessibile)
Pagine: 586
Genere: high-fantasy, epic-fantasy, fantasy, new adult
Editore: self-published
Data di pubblicazione: 24 novembre 2021

Hilya è una mezzosangue e per le leggi di Liwaria non dovrebbe esistere, ma a renderla la minaccia principale del continente è una profezia: sarà lei a risvegliare i Senzaluce che un secolo prima hanno devastato Liwaria. Sedici anni dopo la sua fuga, la spada di diamante blu lasciata da sua madre segna l'inizio del suo viaggio per guadagnarsi il riscatto. Quello che non sa è cosa si cela dietro la spada: può essere lei la salvatrice del continente, ma vuole diventarlo davvero per un mondo che la ripudia? Ma attorno a lei si muovono trame ben più complesse: è la manipolazione ad aver distrutto Liwaria e affonda le radici in un passato ancora sanguinante, che cela drammi e persecuzioni di cui Hilya è solo l'ultima manifestazione. In questa scacchiera spezzata, Hilya sarà costretta a percorrere la strada del riscatto per dimostrare che né profezie né dei possono determinare chi è l’eroe e chi il carnefice. E soprattutto, che da sola non può compiere un viaggio da cui dipende il destino di Liwaria tutta.

"Cercheranno di farti sentire indegna di esistere, ma ricorda: questa spada è il tuo riscatto."

Tra le tante email che ricevo per collaborare con autori esordienti, ne ho ricevuta una che mi ha fatto particolarmente piacere ricevere, quella di Giada Abbiati che mi presentava il suo Liwaria. Avevo già letto qualche parere positivo in giro, perciò su fiducia ho accettato la collaborazione, sicura che avrei apprezzato questo fantasy su cui l’autrice si è cimentata per circa dieci anni. Tutto il tempo che ci ha dedicato si vede. La cura del volume è sbalorditiva, dalle mappe dettagliate all’intero worldbuilding, dall’editing meticoloso a una costruzione dei personaggi che raramente si trova in opere di esordio. Liwaria è un romanzo impressionante, per la sua mole, di sicuro, ma anche e soprattutto per tutto il lavoro che c’è dietro, in cui nulla è stato lasciato al caso. È un romanzo ben congegnato dal quale emerge la passione dell’autrice per una storia che sicuramente l’ha tormentata per lungo tempo e alla quale ha voluto fortemente dare voce. Giada lo ha fatto nel modo giusto e io sono rimasta ammaliata dal risultato.

Liwaria è una Terra immensa il cui equilibrio sembra essere stato spezzato. Come ripristinarlo non è facile da comprendere, ma ci sono profezie che parlano chiare. Una di questa vede come rovina del mondo una mezzosangue, capace di risvegliare i Senzaluce che tempo addietro hanno devastato Liwaria. Ecco perché il re demone Camlost ordina che venga uccisa. Sulle sue tracce Fulmine e Fuoco, due demoni che distruggono tutto ciò che toccano e che costringono la giovane Hilya a separarsi dalla madre e fuggire insieme all’amico demone Helcar. Ma le visioni della regina Kilena mutano e alla piccola Hilya viene data una chance di sopravvivenza.

<<"Hilya" iniziò, "quello che troverai da qui in avanti sarà il frutto di accadimenti che non sempre potrai comprendere o controllare. Questo è solo l’inizio. Non troverai spiegazioni, né problemi alla radice. Ma se seguirai ciò che senti, non rimpiangerai un solo momento della tua vita, né tanto meno chi sei.">>

Dovranno trascorrere sedici anni prima che i meccanismi oscuri di Camlost si rimettano in moto, che Hilya abbandoni il luogo in cui si è rifugiata con Helcar e inizi un lungo viaggio alla ricerca della verità. Verità riguardo la spada di diamante che la madre elfa le ha lasciato in eredità, ma anche riguardo se stessa e l’enigmatica profezia che la vede protagonista. Un viaggio ricco di incognite e pericoli, che però Hilya affronterà con coraggio e determinazione, non mancando di chiedere aiuto quando ce n’è bisogno e di cercare sempre la conoscenza, per arricchirsi durante il percorso e dar prova di non essere una minaccia per il suo mondo ma ben altro. La spada di diamante blu diventa il simbolo del suo riscatto, un riscatto che va ricercando con convinzione, senza mai stancarsi, tenendo sempre stretta quell’elsa tanto cara e provando a vedere dove la condurrà (<<Nel suo viaggio ormai prossimo, libera dalle costrizioni del passato, era proprio quella spada a guidare la via verso nuove scoperte. E, chissà, forse anche verso qualche dettaglio in più su chi fosse realmente Revien.>>). Ciò che l’aspetta durante il cammino è qualcosa di totalmente inatteso. Una falsa profezia, un mondo da salvare. Ma nel suo percorso non sarà sola. Al suo fianco ci saranno l’elfa Elaryen e il giovane principe-drago Drakehorn, ma anche Helcar che, come lei, vorrà trovare risposte ad ogni costo.

Mi sono veramente affezionata ai personaggi di questo libro, tra tutti a Hilya, la cui vita è stata costellata di sfide ma che non si è mai arresa o pianto addosso. Ho apprezzato la sua evoluzione, la sua voglia di imparare sempre di più, di conoscere, di scoprire, di uscire da quell’oscurità intorno alla quale ha sempre ruotato la sua esistenza, perché si sa che la conoscenza è anche, a suo modo, una fonte di potere. Hilya è una curatrice, ciò che sa lo ha imparato dalla madre, ma è anche una guerriera, grazie agli insegnamenti di Helcar. Il desiderio di curare e far star bene gli altri è forte in lei quanto la capacità di dominare il freddo, un potere che scaturisce naturale dal suo corpo e che ha interesse a indagare a fondo e sfruttare nella maniera adeguata. Un personaggio, la nostra Hilya, che ha molto da rivelare e che, a ogni pagina, sorprende di più. Anche la dolce elfa Elaryen ha fatto breccia nel mio cuore, con la sua imponente ed eterea presenza e la sua voglia di esplorare il mondo al fianco di Hilya. Un’amicizia, la loro, che si consolida col tempo e che diventa sempre più intensa e speciale. Non nasce con la stessa naturalezza quella con Drakehorn, l’uomo-drago con cui Hilya incrocia la strada, deciso a salvare la sua razza che sembra stia estinguendosi per colpa di una maledizione. Il loro è più un rapporto sulla difensiva all’inizio, si studiano a vicenda, diffidano l’uno dall’altra, discutono spesso, senza rendersi conto di quanto, invece, possano essere più forti insieme e determinanti l’uno per l’altra. Devo ammettere che ho seguito con particolare interesse anche l’evoluzione di questo rapporto che è evidente quanto ancora abbia da dare; al momento, non mi ha assolutamente deluso e sono curiosa di scoprire dove condurrà.  Helcar è un altro personaggio che ho apprezzato molto. È stato un caro amico per i genitori di Hilya e per lei un mentore e un secondo padre. Non mi sono mai annoiata leggendo di lui e questo dimostra quanto bene sia stato caratterizzato, così come tutti gli altri. Giada Abbiati ha fatto un lavoro egregio con ogni personaggio, buoni o cattivi che siano. Ha creato un mondo dal quale non volevo più staccarmi, con i suoi Deserti - uno Freddo e uno Caldo - la sua Foresta di Conifere Blu, le sue isole sottomarine, la Terra delle Squame di Drago, le Regioni di Pietra e tutto quanto di originale è scaturito dalla sua fantasia. Elfi, Demoni, Draghi, Gargoyle, Senzaluce, Forze Arcane, Ageas sono solo alcune delle creature che scoprirete in questo romanzo e quello che ho amato di più è che non sono affatto inseriti per fare numero o scena, ma ogni popolo, razza, creatura ha il suo scopo all’interno del romanzo, la sua storia, il suo culto, i suoi intenti politici. Insomma, è tutto funzionale e ben strutturato, talmente tanto che viene difficile definire questo libro semplicemente un’opera d’esordio.

Mi sono dilungata tantissimo e probabilmente potrei continuare ancora all’infinito, visto quante cose ci sarebbero da dire, ma non posso dirvi tutto. Posso solo consigliarvi di fidarvi di me e intraprendere un meraviglioso, emozionante viaggio alla scoperta di Liwaria, insieme a dei personaggi che sapranno conquistarsi un pezzetto del vostro cuore. Questo è solo il primo libro di una saga lunga cinque volumi, ma è stata per me una lettura imprescindibile (e mi auguro possa esserlo anche per voi) soprattutto in vista di tutto ciò che si è rivelata essere: una storia epica, che si svolge in tempi più dilatati ma che non lesina su creatività e tematiche (come non cogliere l’invito ad agire, ad abbandonare l’inerzia per ripristinare l'equilibrio del mondo? Un invito che sembra rivolgersi non solo a dei personaggi del romanzo ma direttamente al lettore). Non fatevi impressionare dal numero di pagine, ma concedetevi il tempo di conoscere pian piano una storia che vale davvero la pena di essere letta.

“Non esistono luoghi sicuri per chi scappa, Hilya.” […] “Giunti a un certo punto, però, sei tu che decidi che direzione prendere: se l’eterna latitanza o il nuovo inizio.”
Fonte immagini: Pinterest

Ringrazio l'autrice per avermi permesso di leggere la sua storia inviandomi una copia cartacea in cambio di un'onesta opinione.

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